STATO

Sorveglianza virologica nelle acque reflue

Tema
Tipo
img-intro
acqua e provette
Paragrafi

Il Centro Regionale Biologia Ambiente e Salute di ARPA Piemonte svolge diverse attività a supporto dei servizi dell’Agenzia, con particolare riferimento alla fornitura di analisi sulle acque: destinate al consumo umano, superficiali, reflue e per dialisi.

Il laboratorio è stato inaugurato il 02 settembre 2020. La struttura è stata realizzata per dare supporto alle strutture sanitarie per l’analisi di tamponi molecolari per la ricerca di SARS-CoV-2 durante la fase pandemica che persisteva in quel momento. Il personale, che opera in laboratorio, è altamente specializzato in tecniche di indagine con applicazioni di biologia molecolare (come ad es. le analisi in real-time-PCR, sequenziamento NGS), riconoscimento specie polliniche, tecniche colturali per la ricerca di batteri e funghi, colture cellulari e virali.

Il laboratorio ha sviluppato un’attività di sorveglianza virologica nelle acque reflue sia in risposta alle indicazioni della Raccomandazione UE n. 2021/472, della Direttiva Reflui (Direttiva 2024/3019 UE) che su richiesta del Servizio Epidemiologico della Regione Piemonte e dell’ASL della Città di Torino. Questa attività si inserisce nella cosiddetta epidemiologia basata sulle acque reflue (Wastewater Based Epidemiology, WBE) e permette di avere utili indicazioni sulla circolazione dei target virali ricercati e quindi poter intraprendere azioni mirate di prevenzione e preparazione in ambito sanitario e ambientale.
Inizialmente nel 2020 il target ricercato è stato SARS-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19, e le sue varianti. In seguito, dal 2023, sono stati aggiunti altri virus di interesse sanitario, ovvero i virus influenzali (FluA e FluB) e il virus respiratorio sinciziale (RSV).
 

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Radioattività ambientale

Tema
Tipo
Paragrafi

Il controllo dello stato della radioattività, di origine naturale e artificiale, avviene attraverso le reti di monitoraggio della radioattività ambientale

Sul territorio piemontese insiste sia la rete nazionale, attualmente coordinata da ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione) sia quella regionale, concordata con la Regione Piemonte e focalizzata su alcune realtà specifiche del territorio. 

Fonte Arpa Piemonte

Nell’ambito delle reti vengono analizzate matrici ambientali e alimentari. Il radionuclide artificiale tuttora misurato in ambiente e talvolta anche in alcuni alimenti è il Cs-137, riconducibile essenzialmente all’incidente di Chernobyl del 1986

In alcune matrici, si riscontrano ancora occasionalmente lo Sr-90 e il Plutonio, risalenti ai test nucleari effettuati in atmosfera negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, sebbene in tracce molto deboli.

Fonte Arpa Piemonte

Il fine ultimo delle reti è il calcolo di dose all’individuo rappresentativo della popolazione, dovuta principalmente all’ingestione di alimenti contenenti radionuclidi e all'irraggiamento proveniente dal suolo e dai raggi cosmici.

I livelli di concentrazione dei radionuclidi si sono mantenuti in linea con quelli degli anni precedenti e quindi la dose ricevuta dalla popolazione è rimasta sostanzialmente uguale rispetto al passato.

Fonte Arpa Piemonte

Arpa Piemonte, Dipartimento Tematico Rischi Fisici e Tecnologici, è il riferimento in Piemonte delle reti di monitoraggio della radioattività ambientale. 

In base all’esito delle misure effettuate ogni anno viene stimata la dose efficace all’individuo rappresentativo della popolazione piemontese. 

La dose dovuta alla radioattività artificiale risulta sempre molto inferiore a quella dovuta alla radioattività naturale.

Informazioni e risorse aggiuntive

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

Stronzio 90 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio-90

Plutonio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Plutonio

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Esposizione della popolazione

Tema
Tipo
img-intro
persone multietà
Paragrafi

La stima della popolazione esposta nel corso del 2024 ai differenti livelli di concentrazione dei principali inquinanti atmosferici è stata calcolata a partire dai risultati della Valutazione annuale della Qualità dell’Aria effettuata, in ottemperanza a quanto previsto dal DLgs 155/2010 e dalla Decisione 2011/850/CE, da ARPA Piemonte con il proprio sistema modellistico di qualità dell’aria, uno degli strumenti conoscitivi previsti dal Programma di Valutazione della Regione Piemonte (Deliberazione della Giunta Regionale 30 dicembre 2019, n. 24-903).

Il sistema si basa un modello di chimica e trasporto in grado di riprodurre i fenomeni fisico-chimici che avvengono in atmosfera e simulare le concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici – primari e secondari – su tutto il territorio regionale con elevato dettaglio spaziale. I campi di concentrazione prodotti dal sistema modellistico sono integrati con i dati di qualità dell’aria misurati dalle stazioni del Sistema Regionale di Rilevamento per la qualità dell’aria. 

L’introduzione dei dati di qualità dell’aria nei campi di concentrazione viene effettuata utilizzando una particolare tecnica di interpolazione statistica allo stato dell’arte: si ottiene in tal modo una versione del sistema modellistico corretta con le osservazioni, che minimizza l’errore di simulazione e rappresenta la migliore stima spaziale dello stato di qualità dell’aria sul territorio piemontese. 

I campi di concentrazione così ottenuti vengono dapprima aggregati temporalmente per calcolare tutti gli indicatori di legge (medie annuali, medie e massimi giornaliere, ecc.) e successivamente aggregati spazialmente per ottenere un livello di concentrazione, per ogni inquinante e per ogni aggregazione, unico su ciascun comune piemontese. Le concentrazioni sono assegnate ai singoli comuni tenendo in considerazione il loro grado di urbanizzazione . La popolazione esposta è infine calcolata ipotizzando, in modo conservativo, che tutta la popolazione residente in un determinato comune sia esposta ai livelli medi di concentrazione sul comune ottenuti come descritto in precedenza.  I risultati sono riportati nella successiva tabella. 

Gli indicatori per i quali si ha una percentuale non nulla della popolazione residente sopra la soglia di legge sono la media giornaliera del particolato PM10, la media annuale del biossido di azoto (ma solo per la città di Torino) ed il valore obiettivo dell’ozono. In tutti gli altri casi tutta la popolazione residente è soggetta a delle concentrazioni inferiori ai limiti stabiliti dal D.Lgs 155/2010.

La stima della popolazione esposta
Inquinante Indicatore Soglia % popolazione residente sopra la soglia % popolazione residente sotto la soglia
PM10 media annua 40 µg/m3 0 100
PM10 media giornaliera 50 µg/m3 da non superare per piщ di 35 volte per anno civile 35 65
PM25 media annua (Stage 1) 25 µg/m3 0 100
PM25 media annua (Stage 2) 20 µg/m3 0 100
NO2 media annua 40 µg/m3 20 80
NO2 media oraria 200 µg/m3 da non superare per più di 18 volte per anno civile 0 100
O3 Massimo giornaliero della media mobile su otto ore 120 µg/m3 da non superare piщ di 25 volte nell’anno civile come media su tre anni 95 5
B(a)P in PM10 media annua 1 ng/m3 0 100
Cd in PM10 media annua 5 ng/m3 0 100
Ni in PM10 media annua 20 ng/m3 0 100
As in PM10 media annua 6 ng/m3 0 100
Pb in PM10 media annua 5 µg/m3 0 100
Benzene medie annua 5 µg/m3 0 100
CO Massimo giornaliero della media mobile su otto ore 10 mg/m3 0 100
SO2 media giornaliera 125 µg/m3 0 100
SO2 media oraria 350 µg/m3 da non superare per più di 24 volte per anno civile 0 100
Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

D.Lgs 155/2010 Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa, https://www.normattiva.it/eli/id/2010/09/15/010G0177/CONSOLIDATED

Decisione dell'Unione Europea 2011/850/CE recante disposizioni di attuazione delle direttive 2004/107/CE e 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda lo scambio reciproco e la comunicazione di informazioni sulla qualità dell’aria ambiente, https://eur-lex.europa.eu/eli/dec_impl/2011/850/oj

Deliberazione della Giunta Regionale 30 dicembre 2019, n. 24-903 per la aggiornamento della zonizzazione e della classificazione del territorio regionale piemontese, https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/03/siste/00000074.htm

Articolo scientifico in merito alla zonizzazione funzionale per la qualità dell'aria, https://www.semanticscholar.org/paper/Functional-zoning-for-air-quality-Ignaccolo-Ghigo/29b1f8a458360761600d666cc7eac531fa9f70b6

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Metalli nel particolato PM10

Tema
Tipo
img-intro
nuvole e sole
Paragrafi

Nell’ambito delle attività del Sistema Regionale di Rilevamento di Qualità dell’Aria (SSRQA) sono monitorate le concentrazioni dei metalli tossici, presenti nel particolato PM10, per i quali il Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 ha stabilito un valore limite (piombo) o un valore obiettivo (arsenico, cadmio e nichel). 

La situazione rilevata nei punti di monitoraggio della rete regionale è decisamente rassicurante. Nel 2025, infatti, le concentrazioni di questi metalli sono risultate non solo ampiamente inferiori ai valori limite (per il piombo) e obiettivo (per arsenico, cadmio e nichel), ma persino al di sotto delle rispettive soglie di valutazione inferiore.

Nello specifico, le medie annue di arsenico, cadmio e nichel sono inferiori di un ordine di grandezza rispetto ai valori obiettivo. Per il piombo, invece, si registrano concentrazioni tra uno e due ordini di grandezza inferiori al limite stabilito per la tutela della salute umana.
 

Arsenico, confronto con il valore obiettivo nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Cadmio, confronto con il valore obiettivo nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Nichel, confronto con il valore obiettivo nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Piombo, confronto con il valore limite nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Benzene

Tema
Tipo
img-intro
nuvole e sole
Paragrafi

Il benzene (C6H6) è l’idrocarburo monociclico capostipite della famiglia di composti organici che vengono definiti aromatici; possiede notevoli proprietà solventi e si presenta come un liquido volatile, incolore e facilmente infiammabile.
Viene prodotto per combustione incompleta di composti ricchi di carbonio; è un costituente naturale del petrolio e dei suoi derivati di raffinazione e da tempo viene impiegato come antidetonante nelle benzine (in sostituzione del piombo tetraetile). In atmosfera la sorgente più rilevante è rappresentata infatti dal traffico veicolare, in particolare dai gas di scarico dei motori alimentati a benzina; proviene inoltre dalle emissioni legate ai cicli di raffinazione, stoccaggio e distribuzione delle benzine, nonché all’impiego nell’industria come solvente (industria manifatturiera) o come materia prima (industria chimica). Solo in minima parte si forma per cause naturali (incendi boschivi, abbruciamento residui agricoli, eruzioni vulcaniche); è presente invece in quantità significative nel fumo di sigaretta. 

Su tutto il territorio regionale, da diversi anni, per il benzene non viene superato il valore limite per la protezione della salute umana, pari a 5 μg/m3 come media annua. 

Anche nel 2025 il valore limite per il benzene non è stato superato in alcun punto di misura della rete regionale.
 

Stazioni della rete regionale che hanno misurato la media annuale più elevata a livello provinciale. Non compare la provincia di Alessandria, in quanto non sono più presenti punti di misura del parametro - Fonte Arpa Piemonte.

Riportiamo di seguito la serie storica del punto di misura di Torino – Consolata che evidenzia la netta diminuzione dei valori nel periodo 1996–2025; a partire dal 2004 fino ad oggi i valori si sono stabilizzati al di sotto del valore limite.

Benzene: trend della concentrazione media annuale per la stazione di Torino–Consolata - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Monossido di carbonio (CO)

Tema
Tipo
img-intro
nuvole e sole
Paragrafi

Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore e incolore che si forma dalla combustione incompleta degli idrocarburi presenti in carburanti e combustibili. La principale sorgente di CO è rappresentata dal traffico veicolare, in particolare dai gas di scarico dei veicoli a benzina. 

La concentrazione di CO emessa dagli scarichi dei veicoli è strettamente connessa alle condizioni di funzionamento del motore: si registrano concentrazioni più elevate con motore al minimo ed in fase di decelerazione, condizioni tipiche di traffico urbano intenso e rallentato. Le concentrazioni in aria di questo inquinante sono inoltre ben correlate all'intensità del traffico in vicinanza del punto di rilevamento.

Il CO è un inquinante primario, con un tempo di permanenza in atmosfera relativamente lungo e con una bassa reattività chimica.

La popolazione urbana, nelle aree congestionate dal traffico, spesso è esposta a basse concentrazioni di monossido di carbonio per periodi di lunga durata.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Biossido di zolfo (SO₂)

Tema
Tipo
img-intro
INDUSTRIE
Paragrafi

Il biossido di zolfo (o anidride solforosa) è un gas solubile in acqua che tende a stratificarsi nelle zone più basse dell’atmosfera in quanto più pesante dell’aria. Deriva dall’ossidazione dello zolfo nel corso dei processi di combustione che utilizzano sostanze che lo contengono (ad esempio i combustibili fossili). Il biossido di zolfo, reagendo con l’acqua, si ossida ad acido solforico, responsabile in gran parte del fenomeno delle piogge acide.

La riduzione delle emissioni legate al riscaldamento domestico e al traffico veicolare, grazie all’introduzione di limitazioni nel tenore di zolfo nei combustibili e all’incremento dell’utilizzo del metano nella produzione di energia e nel riscaldamento domestico, ha permesso una evidente riduzione delle concentrazioni di SO2 in atmosfera. 

A titolo di esempio della riduzione delle concentrazioni atmosferiche di questo inquinante, si riporta di seguito la massima media giornaliera su base annua registrata dal 1971 al 2025 a Torino – Consolata, la stazione di traffico situata nella zona centrale della città, per la quale è disponibile la serie storica più lunga a livello regionale.
 

Biossido di zolfo: massima media giornaliera su base annuale, rilevata presso la stazione di Torino-Consolata - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Pollini e Aria

Tema
Tipo
img-intro
pollini
Paragrafi

Arpa Piemonte, tramite la struttura semplice Epidemiologia Ambientale, coordina la rete di monitoraggio dei pollini allergenici e cura la pubblicazione settimanale del bollettino pollinico.

A livello nazionale, Arpa Piemonte aderisce alla rete POLLnet,  la rete di monitoraggio aerobiologico istituzionale del Sistema delle Agenzie Ambientali, e fa parte del Sistema Informativo Nazionale Ambientale (SINAnet). Istituita nel 2010, questa rete ha diversi obiettivi:

  • in campo ambientale, integra il monitoraggio della qualità dell'aria, contribuisce sia alla stima della biodiversità delle specie vegetali sia alla valutazione dei fenomeni legati ai cambiamenti climatici;
  • in campo sanitario, fornisce informazioni fondamentali per la diagnostica, la pratica clinica e la terapia, contribuendo alla ricerca e alla prevenzione delle patologie allergiche respiratorie.

I pollini sono gli gametofiti maschili delle piante superiori (fanerogame o piante a fiore), a cui è affidato il compito di fecondare gli ovuli. Le loro dimensioni variano a seconda delle specie: da un minimo di 10 micron, come nelle Urticaceae, ad un massimo di 200 micron nelle Pinaceae (pari a 0,2 millimetri).  

Gli allergeni sono contenuti nell'intina, lo strato più interno della parete del granulo pollinico, e nei granuli di amido.

La presenza di ppolline in atmosfera è influenzata da diversi fattori:

  • le condizioni climatiche antecedenti il periodo della fioritura, che condizionano la data di inizio del fenomeno;
  • le condizioni meteorologiche (vento, turbolenza, pioggia, umidità e irraggiamento), che incidono sulla fluttuazione della concentrazione polliniche in atmosferica.

L'aerobiologia è il ramo della biologia che studia la dispersione, il trasporto e la deposizione in atmosfera di particelle anemofile in atmosfera sia viventi sia non viventi (batteri, alghe, funghi, pollini, virus, spore di felci e di muschi, insetti e altra microfauna, oltre a particelle e gas di origine naturale o antropica) . L'insieme di queste particelle in sospensione, di varia origine, forma e dimensione, costituiscono l'aerosol atmosferico.

Il contributo che l'aerobiologia può dare, tramite il monitoraggio dei pollini e delle particelle aerodisperse, non è limitato soltanto al campo della medicina e in particolare dell'allergologia, ma si estende anche ad altri settori quali l'agricoltura, la fitopatologia, la conservazione dei beni culturali, nonché allo studio della biodiversità, del clima e dell'inquinamento atmosferico.

Tuttavia, il suo primo e ancora principale utilizzo è nel campo dell’allergologia al fine di:

  • conoscere la concentrazione di particelle aerodisperse a fini diagnostici e terapeutici;
  • redigere calendari pollinici;
  • sviluppare modelli previsionali di emissione e trasporto dei pollini.
     
Informazioni e risorse aggiuntive

PollNet https://pollnet.isprambiente.it/

POLLnet - Linee guida per il monitoraggio aerobiologico https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/pollnet-linee-guida-per-il-monitoraggio-aerobiologico

Studio della rimozione dei PFAS tramite l’utilizzo della canapa (Cannabis sativa L.): accumulo nel polline e possibili rischi per le api https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39638132/ 

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Benzo[a]pirene nel particolato PM10

Tema
Tipo
img-intro
nuvole e sole
Paragrafi

Il benzo[a]pirene (B[a]P) è un Idrocarburo Policiclico Aromatico (IPA) con struttura a cinque anelli aromatici condensati; è l’unico IPA per il quale la normativa ha stabilito un valore obiettivo. 
Gli IPA si formano durante le combustioni incomplete, in particolare dei combustibili fossili; le principali sorgenti sono individuabili quindi nel fumo di sigaretta, nei motori diesel e benzina, nelle centrali termiche alimentate con combustibili solidi e liquidi pesanti (nafta, cherosene, carbone, olio combustibile, biomassa legnosa). 

Nel 2025 il valore obiettivo per il benzo[a]pirene - pari a 1,0 ng/m3 come media annua, non è stato superato in alcuna stazione della rete regionale. Il valore più elevato (1 ng/m3) è stato misurato nella stazione di Domodossola - Curotti (fondo-suburbano).

Benzo[a]pirene: valore medio annuo nelle stazioni della rete misurato nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Ozono

Tema
Tipo
img-intro
nuvole e sole
Paragrafi

L’ozono (O3), tipico inquinante secondario la cui presenza deriva dalla trasformazione di altri composti, di origine antropica o naturale presenti in atmosfera, a differenza degli altri inquinanti raggiunge le concentrazioni più elevate generalmente nelle aree rurali e nelle zone in quota, nei mesi più caldi dell'anno e nelle ore di massimo irraggiamento solare.

La concentrazione media rilevata nei mesi più caldi dell’anno (da maggio a settembre 2025), ovvero quelli più critici per questo inquinante, evidenzia, rispetto all’anno precedente, un aumento dei valori in tutte le zone considerate (rurali, suburbane e urbane). Tale incremento è attribuibile alle condizioni meteorologiche, in particolare a un’estate più calda, soleggiata e caratterizzata da scarse precipitazioni, che hanno favorito la formazione dell’ozono.

O3: trend concentrazione - anni 2003-2025 - Fonte Arpa Piemonte

La normativa vigente (D.Lgs. 155/2010) prevede due obiettivi per la protezione della salute umana: un obiettivo a lungo termine, il cui limite di 120 µg/m³, calcolato come massima media giornaliera sulle 8 ore nell’arco dell’anno civile, non deve essere mai superato e l’altro, valore obiettivo (120 µg/m³), come media su tre anni, che non deve essere superato più di 25 volte per anno civile. 

Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione