Stato di qualità delle acque sotterranee

Anno
2026
Stato di qualità delle acque sotterranee

Lo Stato di qualità dei corpi idrici sotterranei (GWB -Ground Water Bodies) è definito sulla base dello stato chimico (SC) e dello stato quantitativo (SQ)
In entrambi i casi si assegna un giudizio di buono o scarso.

Il giudizio finale sullo stato complessivo è definito sulla base del valore peggiore tra lo stato quantitativo e lo stato chimico.

La definizione dello stato chimico (SC) si basa sul rispetto di determinate soglie ambientali per ogni inquinante, che sono individuate a livello comunitario per nitrati e pesticidi (SQA: Standard di Qualità Ambientale), mentre per le altre categorie di contaminanti sono individuati Valori Soglia (VS) nazionali.

Inoltre, a seguito di uno specifico studio di Arpa Piemonte, ufficialmente recepito da Regione Piemonte con una apposita delibera, sono applicati Valori di Fondo Naturale specifici per i metalli Nichel e Cromo esavalente che sostituiscono i relativi VS in alcuni corpi idrici sotterranei individuati, in quanto si ritiene che la presenza di nichel e cromo esavalente sia riconducibile a cause naturali.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 16 marzo 2009, n. 30 Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. https://www.normattiva.it/eli/id/2009/04/04/009G0038/ORIGINAL

DECRETO 6 luglio 2016 Recepimento della direttiva 2014/80/UE della Commissione del 20 giugno 2014 che modifica l'allegato II della direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/07/16/16A05182/sg

  Portale acque di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/monitoraggio_qualita_acque_webapp/

Approfondimento sullo Studio sui valori di fondo naturale di Arpa Piemonte  Valori di fondo naturale

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Acqua

Conoscenza dell'assetto idrogeologico della pianura piemontese

Anno
2026

ARPA Piemonte svolge una serie di attività finalizzate a migliorare la conoscenza dell'assetto idrogeologico della pianura piemontese. A partire dal 2022, queste attività sono state oggetto di una collaborazione con la Regione Piemonte, l'Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Scienze della Terra) e l'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR. Un obiettivo specifico delle attività svolte direttamente da ARPA Piemonte è consistito nella valutazione della variazione dei livelli piezometrici al fine di evidenziare la risposta delle acque sotterranee ai fattori naturali e antropici. Lo studio ha comportato una preliminare definizione della volumetria degli acquiferi superficiali e l'analisi della variazione dei livelli piezometrici nel periodo 2001 - 2022/2023.

L'area di analisi comprende i principali settori di pianura della Regione, rappresentati dai Corpi Idrici Sotterranei (GWB – Ground Water Body) che costituiscono l'acquifero superficiale di pianura. I corpi idrici sotterranei sono l'unità di riferimento per la classificazione dello stato ambientale secondo la Direttiva Europea. La rete di monitoraggio regionale delle acque sotterranee, sviluppata a partire dalla fine degli anni Novanta e gestita da ARPA dal 2001, è costituita da un centinaio di piezometri, ciascuno dotato di datalogger (dispositivo per registrare dati) per misurare livello e temperatura dell'acqua. I dati vengono scaricati manualmente con frequenza annuale o semestrale. La rete è diventata più consistente in termini di misurazioni a partire dal 2005. Al momento dello studio 14 strumenti disponevano di unità per la teletrasmissione dei dati, ed è attualmente in corso il potenziamento della rete con l’installazione di ulteriori 50 strumenti per la teletrasmissione. 

Per la trattazione statistica delle serie storiche dei livelli piezometrici, è stato utilizzato il concetto di livello piezometrico di riferimento (range tra 25° e 75° percentile dei valori mensili calcolati sul lungo termine), definito dai "Criteri tecnici" di ISPRA. Sono stati analizzati i dati relativi ai mesi di febbraio, maggio, agosto e novembre nel periodo 2000-2022. L'estrazione dei dati è avvenuta da un database in ambiente PostgreSQL e gestita in ambiente GIS con QGIS.

Per la stima dei volumi idrici della falda superficiale (acquiferi freatici non confinati), è stato adottato l'approccio tradizionale basato sulla formula che lega il volume alla capacità specifica di immagazzinamento, alla variazione del livello piezometrico e all'area interessata.

L'analisi delle variazioni volumetriche è stata eseguita calcolando la differenza tra la soggiacenza media e la soggiacenza media della serie storica per ogni piezometro e mese, moltiplicando poi questo valore per la estensione dell'area per la quale il dato del piezometro è considerato significativo (usando, per semplicità e per la capacità di gestire dati anomali, la superficie del poligono di Voronoi corrispondente). Questo volume è stato poi rapportato allo spessore dell'acquifero, calcolato come differenza tra la piezometria di agosto 2020 e la base dell'acquifero. I risultati sono stati aggregati per ogni corpo idrico sotterraneo.

L'applicazione di questa metodologia sulla serie storica 2001–2022/2023 ha permesso di ricostruire le variazioni di volume d'acqua per ciascun corpo idrico sotterraneo, espresse sia in km³ sia in percentuale. I risultati evidenziano periodi di ricarica (2001-2004, 2009-2011, 2013-2015) e di abbassamento dei livelli piezometrici (2004-2008, 2016-2019 e 2021-2022). I corpi idrici mostrano andamenti estremamente differenti nel tempo, con alcuni che presentano oscillazioni marcate e altri quasi costanti nell'arco di tempo considerato. In particolare, il periodo tra la fine del 2021 e tutto il 2022 ha mostrato il maggior deficit idrico rispetto all'intera serie storica. Sebbene significativa, questa perdita percentuale è considerata limitata rispetto ad altri sistemi, mostrando una risposta dell'acquifero con un certo ritardo agli stress (diminuzione precipitazioni, aumento temperature, maggior sfruttamento).

Tra i fattori naturali che possono incidere sulla variazione dei livelli piezometrici, sono state analizzate le precipitazioni e l'Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI). Rispetto a quest’ultimo è emersa una forte correlazione positiva (0,85) con l'indice SPI a 12 mesi. Questo indica che le variazioni dell'Indice SPI su 12 mesi spiegano circa l'85% delle variazioni osservate nel volume d'acqua in falda e suggerisce un potenziale uso dello SPI come indicatore predittivo.

Tra i fattori antropici, i principali sono i prelievi di acque sotterranee (per approvvigionamento idrico, irrigazione, industria, ecc.) e l'uso del suolo (urbanizzazione, agricoltura). I dati sui pozzi sono stati estratti dal database del Sistema Informativo Risorse Idriche (SIRI). È stato calcolato il numero di prelievi per uso agricolo-zootecnico e la densità di prelievi per corpo idrico sotterraneo. È stata fatta una valutazione approssimativa dell'impatto dei prelievi, stimando il volume massimo prelevabile in un mese e confrontandolo con il volume di riferimento del corpo idrico. Il corpo idrico sotterraneo denominato GWB S9 risulta quello in cui le concessioni sembrerebbero essere più impattanti rispetto al volume disponibile.

Rappresentazione dei differenti GWB (a), del trend storico del volume totale di acqua nella falda superficiale dal 2005 al 2023, al netto delle correzioni per la porosità (b), correlazione tra indice SPI e volume di acqua in falda (c).

È stata inoltre esaminata la risposta dei dati gravimetrici, che misurano le variazioni di massa e possono essere correlate al contenuto di acqua. Le missioni satellitari GRACE e GRACE Follow-On forniscono dati mensili di Water Equivalent Thickness (WET) su scala regionale (risoluzione spaziale 200-300 km). Il confronto tra i dati WET (dal 2002 al 2023) e la variazione di volume totale nella falda superficiale ha mostrato una correlazione positiva ma bassa (< 0,5). 

Informazioni e risorse aggiuntive

Primi risultati i presentati al XXXIX Convegno Nazionale di Idraulica e Costruzioni Idrauliche a Parma nel Settembre 2024
https://www.convegno-idra.it/

Manuale "Criteri tecnici per l’analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei" - Linee Guida SNPA n. 3/2017
https://www.snpambiente.it/snpa/criteri-tecnici-per-lanalisi-dello-stato-quantitativo-e-il-monitoraggio-dei-corpi-idrici-sotterranei/

Poligoni di Voronoi - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Diagramma_di_Voronoi

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Acqua

Gli scenari climatici in Piemonte

Anno
2026

Alla base delle simulazioni di quello che sarà il clima futuro attraverso i modelli climatici, in grado di riprodurre la dinamica dell’oceano e dell’atmosfera e di rappresentare in modo più completo possibile tutti i processi di interazione terra-atmosfera, vi sono delle ipotesi sugli scenari emissivi e sulle politiche di riduzione dei gas serra che verranno applicate, così da definire degli “emission pathways” che rappresentano l’andamento delle emissioni e della relativa concentrazione dei gas climalteranti in atmosfera nel corso del XXI secolo e più.

Gli scenari di riferimento sono attualmente quattro (definiti nell’ambito del lavoro del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici IPCC che si occupa della mitigazione) e si differenziano fra loro per il potenziale di perturbazione del bilancio energetico planetario espresso in termini di Forcing Radiativo al 2100 rispetto al periodo pre-industriale. 

Si definiscono RCP (Representative Concentration Pathway) seguiti da un numero che rappresenta il forcing radiativo (in W/m2), ossia l'alterazione del bilancio tra energia entrante e energia uscente nel sistema terra-atmosfera dovuta alla diversa concentrazione dei gas serra in atmosfera, includendo anche i processi di feedback e di interazione.

Gli scenari considerati in questa analisi sono:
•    RCP 8.5, che rappresenta uno scenario a forti emissioni, all’incirca come se il tasso di emissioni fosse come l’attuale, senza azioni di mitigazione
•    RCP 4.5, che rappresenta uno scenario intermedio, dove le emissioni di CO2 raggiungono un massimo per poi stabilizzarsi verso la fine del XXI secolo.
 

Tutti questi scenari vedono un aumento importante della temperatura globale a fine secolo rispetto ai valori del periodo 1986-2005, pari a 3.7°C (in un range tra 2.6-4.8°C) per RCP8.5 e 1.8°C (in un range tra 1.1-2.6 °C) per RCP4.5

Nessuno dei due scenari è in grado di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1.5°C.

Per le analisi sul Piemonte sono state utilizzate le simulazioni modellistiche sviluppate dal consorzio EUROCORDEX

Si tratta di modelli realizzati attraverso un downscaling dinamico, ossia l'uso di modelli regionali ad alta risoluzione (11 km) innestati in modelli climatici globali, sui due scenari RCP 4.5 e RCP 8.5. 

Unitamente a questi, sono state le medesime simulazioni applicate nel Piano Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico messe a disposizione dal Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici

Si tratta del modello regionale COSMO-CLM a risoluzione ancora più elevata (circa 8 km), sempre innestato sui due scenari RCP 4.5 e RCP 8.5 a partire da modelli climatici globali.

Arpa Piemonte e Regione Piemonte hanno elaborato un report sugli scenari futuri che attraverso l’utilizzo dei modelli regionali di ultima generazione disponibili a livello europeo, opportunamente trattati per adeguarli al clima del territorio regionale, consente di tracciare una proiezione di quella che sarà l’evoluzione climatica del Piemonte fino a fine secolo, i dati sono disponibili sul   Portale sul clima in Piemonte.

Informazioni e risorse aggiuntive

EURO-CORDEX - Coordinated Downscaling Experiment - European Domain https://www.euro-cordex.net/

Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici Clima: Approvato il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici

Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici https://www.cmcc.it/

https://www.cmcc.it/models/cosmo-clm-climate-limited-area-modelling-community

Bucchignani, E., Montesarchio, M., Zollo, A. L., & Mercogliano, P. (2016). High‐resolution climate simulations with COSMO‐CLM over Italy: performance evaluation and climate projections for the 21st century. International Journal of Climatology,36(2), 735-756. https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/share/KKRHPGXDU2NDRCPNISYT?target=10.1002/2014JD022219

Arpa Piemonte   Portale sul clima https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/portale-sul-clima-in-piemonte/

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Clima

Precipitazioni ragguagliate per bacino idrografico 2025

Anno
2026

Nel 2025 la precipitazione media sull’intero bacino del fiume Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, è risultata pari a 1145 mm, con un’anomalia positiva dell’8% rispetto alla norma climatica di riferimento del periodo 1991‑2020. L’inverno 2025 è stato caratterizzato da precipitazioni inferiori alla norma (circa −16%), mentre la primavera ha fatto registrare un’anomalia positiva pari al 50%. In estate le precipitazioni sono risultate complessivamente in linea con la norma, mentre l’autunno ha mostrato un’anomalia negativa del 36% rispetto al periodo di riferimento. Aprile è stato il mese più piovoso dell’anno, con un accumulo di circa 216 mm, risultando anche il mese con la maggiore anomalia positiva (circa +100%), mentre febbraio è stato il mese più secco, con soli 29 mm medi sull’intero bacino del Po.

Il 2025 si è aperto con un mese di gennaio caratterizzato da precipitazioni superiori alla media di riferimento. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono caduti in media 85 mm di pioggia, con un surplus pluviometrico del 67%. Tutti i bacini hanno registrato valori superiori alla media, con i surplus più marcati nei bacini meridionali dell’Orba (+159%) e dello Scrivia‑Curone (+169%).

Il mese di febbraio, con soli 29 mm di precipitazione e un deficit del 38%, è risultato il più secco dell’anno. Tutti i bacini, ad eccezione di quelli meridionali dell’Orba e dello Scrivia‑Curone, hanno registrato un deficit pluviometrico compreso tra il −69% e il −18%.

I mesi di marzo e aprile sono stati caratterizzati da precipitazioni notevolmente superiori alla norma climatica 1991‑2020. Nel mese di marzo sono caduti mediamente 120 mm di pioggia, corrispondenti a un surplus pluviometrico del 79%. I surplus più significativi, anche superiori al 100%, hanno interessato le aree meridionali dei bacini della Stura di Demonte, del Tanaro, della Bormida, dell’Orba e dello Scrivia‑Curone, nonché le aree occidentali della Stura di Lanzo, del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e della Maira. Nel mese di aprile le precipitazioni medie sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono state pari a 216 mm, un valore corrispondente al doppio della norma climatologica 1991‑2020. Sulle aree occidentali dei bacini dell’Orco, della Stura di Lanzo, della Dora Riparia e del Pellice, sul bacino della Dora Baltea e nelle aree orientali e settentrionali dei bacini della Sesia e del Toce sono stati registrati surplus pluviometrici superiori al 150%. Al contrario, i surplus più contenuti, inferiori al 50%, hanno interessato le aree meridionali della Stura di Demonte e dello Scrivia‑Curone.

A differenza dei due mesi precedenti, maggio è stato caratterizzato da precipitazioni leggermente inferiori alla media climatica 1991‑2020. Sul bacino del Po la precipitazione media è stata pari a 118 mm, corrispondenti a un deficit pluviometrico del 5%.

Le precipitazioni registrate nel mese di giugno sono state mediamente pari a circa 52 mm, corrispondenti a uno scarto negativo del 46% rispetto alla norma climatica 1991‑2020. I deficit più marcati, superiori al 65%, si sono registrati nei bacini orientali dell’Agogna‑Terdoppio, in quelli occidentali della Stura di Lanzo, del Pellice e dell’Alto Po e nei bacini meridionali dell’Orba e dello Scrivia‑Curone. Al contrario, deficit inferiori al 40% sono stati osservati nei bacini del Cervo e del Toce.

Precipitazioni giornaliere medie in Piemonte anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Il mese di luglio, con una precipitazione media di 78 mm, è stato caratterizzato da piogge cumulate superiori alla media climatica 1991‑2020, pari a circa il 10% in più rispetto ai valori normalmente attesi. Le precipitazioni non si sono tuttavia distribuite in modo uniforme sul territorio. I maggiori surplus si sono registrati nelle aree orientali dei bacini della Sesia (+22%) e del Cervo (+54%) e in quelle meridionali della Bormida (+36%), dell’Orba (+142%) e dello Scrivia‑Curone (+80%). Al contrario, le aree occidentali dei bacini dell’Orco, della Stura di Lanzo, del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e della Maira, nonché le aree meridionali della Stura di Demonte, hanno registrato un deficit compreso tra il 19% e il 33%.

I 113 mm di precipitazione media registrati nel mese di agosto sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, corrispondono a uno scarto positivo del 37% rispetto alla norma climatica 1991‑2020. I maggiori surplus pluviometrici si sono osservati nei bacini dell’Orba e dell’Agogna‑Terdoppio, dove gli apporti risultano prossimi al doppio dei valori medi climatologici. I bacini della Dora Riparia e del Pellice hanno mostrato precipitazioni in linea con la norma, mentre l’unico bacino ad aver registrato un deficit pluviometrico è stato quello della Stura di Lanzo, con uno scarto negativo del 21%.

Nel mese di settembre le precipitazioni sono risultate complessivamente superiori alla norma climatica 1991‑2020. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono stati registrati mediamente 141 mm, corrispondenti a uno scarto positivo del 37%. I maggiori surplus hanno interessato i bacini dell’Orba (+124%), della Bormida (+64%), del Toce (+56%) e della Dora Riparia (+52%). Le aree occidentali dell’Alto Po e del Pellice hanno registrato precipitazioni in linea con la norma climatica, mentre i settori meridionali del Tanaro e della Stura di Demonte hanno mostrato condizioni di deficit pluviometrico.

Dopo tre mesi, caratterizzati da precipitazioni superiori alla media, i mesi di ottobre e novembre, con valori medi rispettivamente pari a 41 mm e 45 mm, sono stati contraddistinti da precipitazioni significativamente inferiori alla norma climatica 1991‑2020, con deficit del 65% e del 67%. I maggiori deficit pluviometrici, superiori al 70%, hanno interessato il bacino settentrionale del Toce, quelli orientali del Cervo e della Sesia, quelli occidentali dell’Orco, della Stura di Lanzo, del Pellice e dell’Alto Po, nonché il bacino meridionale del Tanaro.

Il 2025 si è concluso con un mese di dicembre caratterizzato da precipitazioni superiori alla media di riferimento. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono caduti in media 106 mm di pioggia, con un surplus pluviometrico del 79%. I maggiori surplus, in alcuni casi superiori al 170%, hanno interessato le aree occidentali dei bacini del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e del Maira, oltre a quelle meridionali dello Stura di Demonte, del Tanaro e della Bormida. Gli unici due bacini che hanno registrato precipitazioni inferiori alla media di riferimento, con un deficit pari al 20%, sono stati quello della Dora Baltea e del Toce.

Fonte Arpa Piemonte

Nel complesso, l’anno 2025 è stato caratterizzato da precipitazioni leggermente superiori alla norma climatica 1991‑2020 sull’intero bacino del Po. La maggior parte dei bacini ha registrato quantitativi annui prossimi alla media, con scarti positivi generalmente compresi tra il +1% e il +10%; i surplus pluviometrici annui più significativi hanno invece interessato i bacini meridionali, in particolare quelli dell’Orba (+30%), dello Scrivia‑Curone (+23%) e della Bormida (+21%).

Informazioni e risorse aggiuntive

  Geoportale di Arpa Piemonte, precipitazioni e portate, dati e cartografie
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

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In redazione
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Acqua

Adeguamento dei Piani Regolatori Comunali alle Linee Guida regionali nei territori UNESCO

L’attività di adeguamento dei PRGC, finalizzata a garantire un idoneo livello di tutela per i territori del Sito Unesco di Langhe-Roero e Monferrato, avviata a seguito dell’approvazione delle pertinenti Linee Guida di cui alla D.G.R. 21 settembre 2015, n. 26-2131 (LLGG), è in via di prosecuzione con l'obiettivo di agevolare l’attivazione delle conseguenti Varianti urbanistiche di adeguamento.

Si rammenta che le valutazioni di merito vengono condotte nell’ambito del Tavolo di Lavoro Preliminare (TLP) previsto dalle stesse LLGG – organismo congiunto, tra Regione, Province e Comuni, nell’ambito del quale si sviluppano i necessari confronti tecnici circa le specifiche indagini paesaggistiche redatte e proposte dai Comuni, in forma singola o associata.

Figura 1. Veduta dell’abitato di Rosignano Monferrato (AL)
Figura 2. Veduta dell’abitato di Barolo (CN)

La pubblicazione delle Linee guida ha dato l’avvio alle procedure di adeguamento che, dal 2015, si sono così concretizzate sul territorio piemontese (dati riferiti a marzo 2025):

  • 17 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP (4 in Core Zone);
  • 16 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP (4 in Core Zone);
  • 21 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco (9 in Core Zone);
  • 21 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco (7 in Core Zone);
  • 5 comuni con procedura semplificata (DGR n. 2-1487/2020) devono ancora adottare o approvare varianti. NB: dalle analisi contenute in questa DGR i comuni interessati dalla procedura semplificata sono 12, ma 4 hanno già provveduto a concludere le indagini previste per l’adeguamento alle LLGG Unesco e 3 hanno inserito le analisi paesaggistiche effettuate dalla Regione Piemonte presenti nell’Allegato alla DGR nella variante (nessuno di questi comuni è in Core Zone);
  • 20 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG (4 in Core Zone).


In provincia di Alessandria 30 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 9 dei quali appartengono alla Core Zone.  Dei 30 comuni alessandrini:

  • 2 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 2 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 12 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 11 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG;
  • 3 comuni per i quali è stata prevista la procedura semplificata secondo la DGR 2-1487/2020 non hanno avviato varianti.

 

In provincia di Asti 41 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 9 dei quali appartengono alla Core Zone. Dei 41 comuni astigiani:

  • 14 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 11 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 8 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 6 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 2 comuni per i quali è stata prevista la procedura semplificata secondo la DGR 2-1487/2020 non hanno avviato varianti.

 

In provincia di Cuneo 29 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 11 dei quali appartengono alla Core Zone. Dei 29 comuni cuneesi:

  • 3 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 3 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 11 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 3 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 9 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG.
Figura 3. Infernot a Cella Monte (AL)

È opportuno rammentare che le Linee Guida erano state adottate in aderenza all’impostazione del Piano Paesaggistico Regionale, infatti le stesse Linee Guida Unesco sono state adottate circa due anni prima dell’approvazione del PPR avvenuta mediante DCR n. 233-35836 del 3 ottobre 2017, a seguito della quale il PPR era divenuto efficace dal 20.10.2017. Pertanto la presente procedura dei TLP prevista dalle LLGG Unesco ha rappresentato a tutti gli effetti una “anticipazione” ed una sperimentazione delle modalità di adeguamento degli strumenti urbanistici, che ha visto coinvolti, accanto al Comune, la Regione e le Province, senza implicazione del Ministero della Cultura: tre Enti anziché i quattro necessari per la procedura di adeguamento al PPR. E’ chiaro quindi che gli adeguamenti alle LLGG effettuati o in corso, non sostituiscono l’adeguamento vero e proprio al PPR, ma possono rappresentare una valida base per effettuare le successive necessarie implementazioni delle indagini paesaggistiche nell’ambito dei rispettivi territori comunali.

Si rammenta infine che l’attivazione dei TLP propedeutici all’adeguamento dei PRGC alle LLGG Unesco e la conseguente variante urbanistica, avviene su iniziativa comunale e le disposizioni vigenti non prevedono alcun tipo di penalizzazione per i Comuni inadempienti.

Gli uffici competenti della Regione e delle Province interessate continueranno ad operare, per quanto di competenza, al fine di promuovere il coinvolgimento degli Enti locali e dei professionisti nell’implementare e portare a conclusione il sopra descritto processo di pianificazione alla scala locale, indirizzato ad assicurare la valorizzazione delle peculiarità del Sito Unesco.


 

Anno
2026
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Redazione RSA
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L’attività di adeguamento dei PRGC, finalizzata a garantire un idoneo livello di tutela per i territori del Sito Unesco di Langhe-Roero e Monferrato, avviata a seguito dell’approvazione delle pertinenti Linee Guida di cui alla D.G.R. 21 settembre 2015, n. 26-2131 (LLGG), è in via di prosecuzione con l'obiettivo di agevolare l’attivazione delle conseguenti Varianti urbanistiche di adeguamento.

Si rammenta che le valutazioni di merito vengono condotte nell’ambito del Tavolo di Lavoro Preliminare (TLP) previsto dalle stesse LLGG – organismo congiunto, tra Regione, Province e Comuni, nell’ambito del quale si sviluppano i necessari confronti tecnici circa le specifiche indagini paesaggistiche redatte e proposte dai Comuni, in forma singola o associata.

Figura 1. Veduta dell’abitato di Rosignano Monferrato (AL)
Figura 2. Veduta dell’abitato di Barolo (CN)

La pubblicazione delle Linee guida ha dato l’avvio alle procedure di adeguamento che, dal 2015, si sono così concretizzate sul territorio piemontese (dati riferiti a marzo 2025):

  • 17 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP (4 in Core Zone);
  • 16 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP (4 in Core Zone);
  • 21 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco (9 in Core Zone);
  • 21 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco (7 in Core Zone);
  • 5 comuni con procedura semplificata (DGR n. 2-1487/2020) devono ancora adottare o approvare varianti. NB: dalle analisi contenute in questa DGR i comuni interessati dalla procedura semplificata sono 12, ma 4 hanno già provveduto a concludere le indagini previste per l’adeguamento alle LLGG Unesco e 3 hanno inserito le analisi paesaggistiche effettuate dalla Regione Piemonte presenti nell’Allegato alla DGR nella variante (nessuno di questi comuni è in Core Zone);
  • 20 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG (4 in Core Zone).


In provincia di Alessandria 30 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 9 dei quali appartengono alla Core Zone.  Dei 30 comuni alessandrini:

  • 2 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 2 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 12 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 11 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG;
  • 3 comuni per i quali è stata prevista la procedura semplificata secondo la DGR 2-1487/2020 non hanno avviato varianti.

 

In provincia di Asti 41 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 9 dei quali appartengono alla Core Zone. Dei 41 comuni astigiani:

  • 14 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 11 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 8 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 6 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 2 comuni per i quali è stata prevista la procedura semplificata secondo la DGR 2-1487/2020 non hanno avviato varianti.

 

In provincia di Cuneo 29 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 11 dei quali appartengono alla Core Zone. Dei 29 comuni cuneesi:

  • 3 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 3 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 11 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 3 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 9 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG.
Figura 3. Infernot a Cella Monte (AL)

È opportuno rammentare che le Linee Guida erano state adottate in aderenza all’impostazione del Piano Paesaggistico Regionale, infatti le stesse Linee Guida Unesco sono state adottate circa due anni prima dell’approvazione del PPR avvenuta mediante DCR n. 233-35836 del 3 ottobre 2017, a seguito della quale il PPR era divenuto efficace dal 20.10.2017. Pertanto la presente procedura dei TLP prevista dalle LLGG Unesco ha rappresentato a tutti gli effetti una “anticipazione” ed una sperimentazione delle modalità di adeguamento degli strumenti urbanistici, che ha visto coinvolti, accanto al Comune, la Regione e le Province, senza implicazione del Ministero della Cultura: tre Enti anziché i quattro necessari per la procedura di adeguamento al PPR. E’ chiaro quindi che gli adeguamenti alle LLGG effettuati o in corso, non sostituiscono l’adeguamento vero e proprio al PPR, ma possono rappresentare una valida base per effettuare le successive necessarie implementazioni delle indagini paesaggistiche nell’ambito dei rispettivi territori comunali.

Si rammenta infine che l’attivazione dei TLP propedeutici all’adeguamento dei PRGC alle LLGG Unesco e la conseguente variante urbanistica, avviene su iniziativa comunale e le disposizioni vigenti non prevedono alcun tipo di penalizzazione per i Comuni inadempienti.

Gli uffici competenti della Regione e delle Province interessate continueranno ad operare, per quanto di competenza, al fine di promuovere il coinvolgimento degli Enti locali e dei professionisti nell’implementare e portare a conclusione il sopra descritto processo di pianificazione alla scala locale, indirizzato ad assicurare la valorizzazione delle peculiarità del Sito Unesco.


 

Anno
2026

PSR, PSP, CSR - Interventi in ambito forestale

Anno
2026

Le politiche forestali regionali sono finanziate principalmente dal fondo FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale) nell'ambito della Politica Agricola Comune europea (PAC). L’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014‑2022 si è estesa fino al 31 dicembre 2025, parallelamente, il nuovo Piano Strategico della PAC (PSP) 2023‑2027, attuato in Piemonte tramite il Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) è stato approvato a inizio 2023. Ne consegue che, nel triennio 2023‑2025, PSR e CSR coesistono e operano in parallelo, ciascuno con proprie misure, procedure e dotazioni finanziarie.

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2022 è stato sviluppato in coerenza con il Piano Forestale Regionale (PFR) e ne rappresenta attuazione su alcuni temi fondamentali come lo sviluppo economico (formazione e investimenti) e l’ambiente.

L’implementazione del PSR (attraverso bandi e iniziative a titolarità regionale) ha già consentito di immettere sul territorio risorse per oltre 72 milioni di euro, su una disponibilità complessiva di circa 80 milioni di euro, così ripartite sulle principali aree di intervento:

  • risorse umane: 8,2 milioni di euro (Misura 1),
  • sviluppo economico locale: 43,2 milioni di euro (Misure 4.3, 8.1, 8.6, 15, 16),
  • ambiente: 28,6 milioni di euro (Misure 8.3, 8.4, 8.5, 12).

Il CSR 2023-2027 destina52,546milioni di euro al comparto forestale per interventi che mirano a:

  • aumentare la competitività produttiva delle imprese forestali,
  • promuovere lo sviluppo e la gestione sostenibile delle risorse forestali,
  • tutelare la biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat,
  • incentivare lo sviluppo di un’ imprenditorialità sostenibile, la formazione e l’innovazione.

La ripartizione per aree di intervento prevede:

  • risorse umane: 4 milioni di euro (Interventi SRH03, SRH04, SRH05),
  • sviluppo economico locale: 25 milioni di euro (Interventi SRA28, SRD05, SRD07.6, SRD15, SRG08),
  • ambiente: 17,325 milioni di euro (Interventi SRA27, SRA31, SRC02, SRD12).
 
Per approfondimenti

Il Programma di Sviluppo Rurale in ambito forestale

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Il Protocollo di Intesa

L’azione regionale rispetto ai Distretti del Commercio è stata ulteriormente rafforzata da un Protocollo di Intesa volto a favorire la collaborazione tra la Regione, la Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, nell’ambito dei rispettivi scopi istituzionali, al fine di sostenere la fase di avvio della politica attiva dei Distretti quale strumento per rivitalizzare e valorizzare l’identità economica, culturale e sociale dei luoghi attraverso specifiche azioni di accompagnamento alla nascita e al consolidamento dei partenariati pubblico-privato previsti dalla normativa in materia e sottesi ai Distretti del Commercio, in un'ottica di loro rafforzamento e ampliamento, per la trasformazione in veri e propri distretti delle economie di prossimità, dell'innovazione e dello sviluppo locale anche secondo principi di inclusione, benessere e solidarietà.

Le parti si sono impegnate, altresì, a:

  • mettere a disposizione i saperi necessari all'attuazione delle strategie distrettuali sia all'interno della pubblica amministrazione, sia in seno alle associazioni di categoria, sia nel mondo della libera professione e fra i partner di progetto attraverso attività formative, sia per nuovi professionisti (Manager di Distretto) sia per l’aggiornamento del personale già chiamato ad operare in tale ambito, sui temi della pianificazione del Distretto, monitoraggio delle attività previste e realizzate, fund raising, processi di rigenerazione urbana, promozione di dinamiche di solidarietà, inclusione e benessere territoriale, secondo un preciso programma congiuntamente definito e grazie alla gestione delle attività formative da parte di un ente con esperienza su questi temi e nel campo della formazione di partenariati territoriali attivi nel campo dello sviluppo del territorio.

Il Protocollo di Intesa, firmato il 12 luglio 2022, ha durata sino al 31 dicembre 2023.

In data 5 febbraio 2024 il Protocollo di Intesa è stato rinnovato per un ulteriore triennio.

Tra le prime azioni previste e realizzate dai partner aderenti al Protocollo d'Intesa vi è stato il Festival dei Distretti del Commercio del Piemonte: una giornata di lavori volta ad approfondire le dinamiche e le potenzialità dei Distretti del Commercio piemontesi, quali sistemi territoriali per la cura delle economie di prossimità, ospitata presso il Museo di Scienze Naturali di Torino. L’evento, organizzato l’8 aprile 2024 da Regione Piemonte, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, ha inteso contribuire a creare nuove sinergie tra i diversi soggetti che operano sul territorio in un’ottica di sviluppo locale e di inclusione sociale.

La giornata si è aperta alle ore 11:00 con un momento di networking, un’importante opportunità per entrare in contatto con i diversi Distretti del Commercio piemontesi e per dare vita a nuove connessioni e collaborazioni tra i diversi attori e le iniziative territoriali.

Nel pomeriggio, si sono svolti momenti di approfondimento volti ad indagare le politiche attive per la valorizzazione delle economie di prossimità e a inquadrare le sfide per le economie locali nel quadro nazionale e internazionale. Sono intervenuti professori universitari ed esperti in materia di rigenerazione urbana e territoriale e di economia urbana e si è tenuta una tavola rotonda per esaminare i risultati raggiunti fino ad oggi e valutare le prospettive future.

Per il biennio 2024-25 è previsto ed è già stato avviato un percorso formativo di Capacity Building focalizzato sul consolidamento del Distretto del Commercio come dispositivo di sviluppo territoriale.

  • 2024: fase di lavoro dedicato alla costruzione di strumenti comuni e all’accompagnamento al loro utilizzo

  • 2025: fase dedicata ad attività di analisi, monitoraggio e valutazione.

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

L’azione regionale rispetto ai Distretti del Commercio è stata ulteriormente rafforzata da un Protocollo di Intesa volto a favorire la collaborazione tra la Regione, la Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, nell’ambito dei rispettivi scopi istituzionali, al fine di sostenere la fase di avvio della politica attiva dei Distretti quale strumento per rivitalizzare e valorizzare l’identità economica, culturale e sociale dei luoghi attraverso specifiche azioni di accompagnamento alla nascita e al consolidamento dei partenariati pubblico-privato previsti dalla normativa in materia e sottesi ai Distretti del Commercio, in un'ottica di loro rafforzamento e ampliamento, per la trasformazione in veri e propri distretti delle economie di prossimità, dell'innovazione e dello sviluppo locale anche secondo principi di inclusione, benessere e solidarietà.

Le parti si sono impegnate, altresì, a:

  • mettere a disposizione i saperi necessari all'attuazione delle strategie distrettuali sia all'interno della pubblica amministrazione, sia in seno alle associazioni di categoria, sia nel mondo della libera professione e fra i partner di progetto attraverso attività formative, sia per nuovi professionisti (Manager di Distretto) sia per l’aggiornamento del personale già chiamato ad operare in tale ambito, sui temi della pianificazione del Distretto, monitoraggio delle attività previste e realizzate, fund raising, processi di rigenerazione urbana, promozione di dinamiche di solidarietà, inclusione e benessere territoriale, secondo un preciso programma congiuntamente definito e grazie alla gestione delle attività formative da parte di un ente con esperienza su questi temi e nel campo della formazione di partenariati territoriali attivi nel campo dello sviluppo del territorio.

Il Protocollo di Intesa, firmato il 12 luglio 2022, ha durata sino al 31 dicembre 2023.

In data 5 febbraio 2024 il Protocollo di Intesa è stato rinnovato per un ulteriore triennio.

Tra le prime azioni previste e realizzate dai partner aderenti al Protocollo d'Intesa vi è stato il Festival dei Distretti del Commercio del Piemonte: una giornata di lavori volta ad approfondire le dinamiche e le potenzialità dei Distretti del Commercio piemontesi, quali sistemi territoriali per la cura delle economie di prossimità, ospitata presso il Museo di Scienze Naturali di Torino. L’evento, organizzato l’8 aprile 2024 da Regione Piemonte, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, ha inteso contribuire a creare nuove sinergie tra i diversi soggetti che operano sul territorio in un’ottica di sviluppo locale e di inclusione sociale.

La giornata si è aperta alle ore 11:00 con un momento di networking, un’importante opportunità per entrare in contatto con i diversi Distretti del Commercio piemontesi e per dare vita a nuove connessioni e collaborazioni tra i diversi attori e le iniziative territoriali.

Nel pomeriggio, si sono svolti momenti di approfondimento volti ad indagare le politiche attive per la valorizzazione delle economie di prossimità e a inquadrare le sfide per le economie locali nel quadro nazionale e internazionale. Sono intervenuti professori universitari ed esperti in materia di rigenerazione urbana e territoriale e di economia urbana e si è tenuta una tavola rotonda per esaminare i risultati raggiunti fino ad oggi e valutare le prospettive future.

Per il biennio 2024-25 è previsto ed è già stato avviato un percorso formativo di Capacity Building focalizzato sul consolidamento del Distretto del Commercio come dispositivo di sviluppo territoriale.

  • 2024: fase di lavoro dedicato alla costruzione di strumenti comuni e all’accompagnamento al loro utilizzo

  • 2025: fase dedicata ad attività di analisi, monitoraggio e valutazione.

 

Anno
2026

Contributi ai Distretti

Nel corso dell’anno 2022 è stato avviato il sostegno per i progetti strategici presentati dai Distretti del commercio del Piemonte. Si tratta di una programmazione triennale relativa agli anni 2022, 2023 e 2024.

Il bando, approvato con la determinazione n. 184 del 27/07/2022, è stato rivolto ai Distretti del Commercio inseriti nell'Elenco regionale del Piemonte per la realizzazione dei seguenti interventi:

  • ammodernamento e miglioramento dell’esteriorità delle attività commerciali (vetrine, insegne, facciate, tende, pergole, dehor, banchi mercati, illuminazione esterna, etc…), sostegno di nuove attività o apertura di nuove unità locali (acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchi), servizi innovativi fra gli operatori dell’area e a vantaggio dei consumatori; fidelizzazione della clientela; implementazione digitale delle singole imprese (solo spese in conto capitale); progettualità innovative che possano contribuire alla crescita delle singole imprese del commercio, inclusa attività formativa, informativa e servizi di accompagnamento relativi all’attività del Distretto;

  • progetti di qualificazione urbana che riguardino il proprio ambito territoriale; progetti di design urbano e sugli spazi pubblici, con particolare attenzione alla gestione degli spazi pubblici, all’ampliamento di spazi esistenti per attività commerciali, alla riqualificazione del verde e dell’arredo urbano, all’accessibilità e alla sistemazione della viabilità, alla predisposizione di attrezzature per servizi comuni; progetti di sistemazione delle aree mercatali; iniziative di riqualificazione e rigenerazione urbana, con particolare attenzione ai locali commerciali e in coerenza con i principi di sostenibilità energetica e ambientale; politiche attive sul riuso degli spazi sfitti; recupero e valorizzazione dei locali commerciali storici; azioni di promozione finalizzate esclusivamente alla rivitalizzazione della rete distributiva e ad aumentarne l’attrattività; progetti di consegna delle merci a domicilio e creazione di un sistema organizzato e agile per la distribuzione delle merci specie a favore della popolazione anziana o fragile; progettualità innovative che possano contribuire alla crescita e allo sviluppo del commercio nell’ambito territoriale del Distretto; predisposizione di una rete di servizi commerciali a sostegno di fasce della popolazione colpite da eventi calamitosi o emergenze perduranti; formazione, informazione e servizi di accompagnamento degli imprenditori e degli addetti del settore della distribuzione; iniziative comuni per la ripresa delle attività economiche e per l’adozione di nuove modalità strutturali, organizzative e operative per l’adeguamento delle attività alle nuove esigenze di sicurezza e protezione e a modalità alternative di organizzazione delle vendite, in affiancamento al canale fisico tradizionale; iniziative in tema di welfare aziendale e coinvolgimento di imprese e utenza su tematiche di benessere sociale; misure di fiscalità di vantaggio per promuovere iniziative o progettualità compatibili con la tutela e promozione dell’ambiente urbano; significative semplificazioni amministrative per l’area di distretto; sperimentazioni in materia di orari.

Con la determinazione dirigenziale n. 340 del 13/12/2023 sono stati ammessi a contributo 32 progetti strategici su sessantasei candidati per un importo complessivo di euro 8.832.989,95.

A ciascun Distretto del Commercio ammesso sono stati assegnati:

  • contributi in conto capitale (fondo perduto) nell'entità dell'80% della spesa progettuale ammessa per un importo massimo di euro 250.000,00

  • contributi di parte corrente nell'entità dell'80% della spesa nel tetto massimo di euro 42.306,63

Una quota non inferiore al 30% della spesa progettuale dei progetti strategici deve essere riservata alle azioni a favore delle imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande per mezzo di bandi ad evidenza pubblica.

Nel corso dell’anno 2023 è proseguito il sostegno ai progetti strategici dei Distretti del Commercio che non sono stati ammessi a contributo nella precedente programmazione. Con la determinazione n. 210 del 19/07/2023 è stato approvato un nuovo bando per il triennio 2023-2025 avente le medesime caratteristiche di quello della precedente programmazione. La somma destinata alle progettualità distrettuali ammonta a euro 8.794.500,00.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nel corso dell’anno 2022 è stato avviato il sostegno per i progetti strategici presentati dai Distretti del commercio del Piemonte. Si tratta di una programmazione triennale relativa agli anni 2022, 2023 e 2024.

Il bando, approvato con la determinazione n. 184 del 27/07/2022, è stato rivolto ai Distretti del Commercio inseriti nell'Elenco regionale del Piemonte per la realizzazione dei seguenti interventi:

  • ammodernamento e miglioramento dell’esteriorità delle attività commerciali (vetrine, insegne, facciate, tende, pergole, dehor, banchi mercati, illuminazione esterna, etc…), sostegno di nuove attività o apertura di nuove unità locali (acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchi), servizi innovativi fra gli operatori dell’area e a vantaggio dei consumatori; fidelizzazione della clientela; implementazione digitale delle singole imprese (solo spese in conto capitale); progettualità innovative che possano contribuire alla crescita delle singole imprese del commercio, inclusa attività formativa, informativa e servizi di accompagnamento relativi all’attività del Distretto;

  • progetti di qualificazione urbana che riguardino il proprio ambito territoriale; progetti di design urbano e sugli spazi pubblici, con particolare attenzione alla gestione degli spazi pubblici, all’ampliamento di spazi esistenti per attività commerciali, alla riqualificazione del verde e dell’arredo urbano, all’accessibilità e alla sistemazione della viabilità, alla predisposizione di attrezzature per servizi comuni; progetti di sistemazione delle aree mercatali; iniziative di riqualificazione e rigenerazione urbana, con particolare attenzione ai locali commerciali e in coerenza con i principi di sostenibilità energetica e ambientale; politiche attive sul riuso degli spazi sfitti; recupero e valorizzazione dei locali commerciali storici; azioni di promozione finalizzate esclusivamente alla rivitalizzazione della rete distributiva e ad aumentarne l’attrattività; progetti di consegna delle merci a domicilio e creazione di un sistema organizzato e agile per la distribuzione delle merci specie a favore della popolazione anziana o fragile; progettualità innovative che possano contribuire alla crescita e allo sviluppo del commercio nell’ambito territoriale del Distretto; predisposizione di una rete di servizi commerciali a sostegno di fasce della popolazione colpite da eventi calamitosi o emergenze perduranti; formazione, informazione e servizi di accompagnamento degli imprenditori e degli addetti del settore della distribuzione; iniziative comuni per la ripresa delle attività economiche e per l’adozione di nuove modalità strutturali, organizzative e operative per l’adeguamento delle attività alle nuove esigenze di sicurezza e protezione e a modalità alternative di organizzazione delle vendite, in affiancamento al canale fisico tradizionale; iniziative in tema di welfare aziendale e coinvolgimento di imprese e utenza su tematiche di benessere sociale; misure di fiscalità di vantaggio per promuovere iniziative o progettualità compatibili con la tutela e promozione dell’ambiente urbano; significative semplificazioni amministrative per l’area di distretto; sperimentazioni in materia di orari.

Con la determinazione dirigenziale n. 340 del 13/12/2023 sono stati ammessi a contributo 32 progetti strategici su sessantasei candidati per un importo complessivo di euro 8.832.989,95.

A ciascun Distretto del Commercio ammesso sono stati assegnati:

  • contributi in conto capitale (fondo perduto) nell'entità dell'80% della spesa progettuale ammessa per un importo massimo di euro 250.000,00

  • contributi di parte corrente nell'entità dell'80% della spesa nel tetto massimo di euro 42.306,63

Una quota non inferiore al 30% della spesa progettuale dei progetti strategici deve essere riservata alle azioni a favore delle imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande per mezzo di bandi ad evidenza pubblica.

Nel corso dell’anno 2023 è proseguito il sostegno ai progetti strategici dei Distretti del Commercio che non sono stati ammessi a contributo nella precedente programmazione. Con la determinazione n. 210 del 19/07/2023 è stato approvato un nuovo bando per il triennio 2023-2025 avente le medesime caratteristiche di quello della precedente programmazione. La somma destinata alle progettualità distrettuali ammonta a euro 8.794.500,00.

Anno
2026

Distretti del Commercio

Anno
2026

La Regione promuove i Distretti del Commercio quali ambiti territoriali nei quali gli enti pubblici, i cittadini, le imprese e le formazioni sociali liberamente aggregati sono in grado di fare del commercio un fattore di innovazione, integrazione e valorizzazione di tutte le risorse di cui dispone il territorio. L’obiettivo è quello di accrescerne l’attrattività, rigenerare il tessuto urbano e sostenere la competitività delle imprese, anche attraverso interventi integrati per lo sviluppo dell’ambiente urbano di riferimento. I criteri e le modalità per l'individuazione, il funzionamento e la costituzione dei Distretti del Commercio e per l'accesso all'agevolazione regionale per l'istituzione degli stessi sono stati approvati con Deliberazione della Giunta regionale n. 23-2535 dell'11/12/2020.
La Regione Piemonte ha inoltre contribuito a sostenere le spese per gli adempimenti necessari all’individuazione e alla costituzione dei Distretti del Commercio, al loro avvio e alla predisposizione di un programma di interventi strategici e significativi per il Commercio.

Con determinazione n. 396 del 23/12/2020 è stato approvato ed emanato il bando per l'accesso all'agevolazione regionale relativa all'istituzione dei Distretti, e con determinazione n. 146 del 28/06/2021 è stata approvata la graduatoria dei progetti ammessi a contributo.

Destinatari del finanziamento regionale sono i Comuni piemontesi in forma singola o aggregata, comprese le Unioni e le Convenzioni di cui alla L.R. n. 11/2012. Il finanziamento ha interessato in prima istanza venticinque distretti su 77 domande pervenute. Con le determinazioni n. 232 del 04/10/2021 e n. 236 del 04/10/2021 sono stati predisposti gli scorrimenti della graduatoria per il finanziamento di ulteriori trentasette distretti. Con la determinazione n. 372 del 29/12/2021 sono stati ammessi a contributo ulteriori quindici istanze, esaurendo la graduatoria.

Successivamente con la D.G.R. n. 24-290 del 18/10/2024 e le D.D. n. 423/A2009C/2024 e n. 693/A2009C/2025, l'Elenco regionale dei Distretti del Commercio del Piemonte, predisposto con la D.D. n. 291/A2009B/2021 del 18/11/2021 e aggiornato con la D.D. n. 133 del 30/06/2023, è stato ulteriormente implementato sino agli attuali ottanta Distretti ufficialmente istituiti. Sono in corso di istituzione altri venti Distretti.

I Distretti del Commercio costituiscono uno degli obiettivi strategici inseriti nel Piano della Competitività predisposto dalla Regione Piemonte. Se da un lato essi introducono modelli innovativi di sviluppo del settore commerciale che consentano di sostenere e rilanciare il settore con strategie sinergiche di sviluppo economico e di risposta a necessità in particolari momenti di emergenze economiche e sociali, dall’altro favoriscono la creazione di un sistema strutturato e organizzato territorialmente, capace di polarizzare le attività commerciali, unitamente ad altri soggetti portatori di interesse, quali il Comune, le organizzazioni imprenditoriali, le imprese, le proprietà immobiliari e i consumatori.

Nello specifico, l’istituzione dei Distretti:

  • favorisce e sostiene il commercio di vicinato, le micro e piccole imprese, nell’ottica di garantire al cittadino consumatore servizi di prossimità in un momento di forte presenza della grande distribuzione organizzata;

  • riduce il fenomeno della dismissione degli usi commerciali nei contesti urbani, a causa del quale si può avere una forte perdita identitaria;

  • valorizza i luoghi del commercio attraverso la riqualificazione di ambiti naturali del commercio urbano, sedi naturali di attività commerciali ed economiche in senso lato; il termine “naturale” rimanda al concetto di spontaneità, tradizione e storia dei luoghi del commercio;

  • sostiene e contribuisce al rilancio dell’identità dei luoghi e percorsi naturali del commercio;

  • favorire la creazione dei cosiddetti “centri commerciali naturali”, ritenendo che essi possano costituire una reale alternativa alla grande distribuzione organizzata;

  • sviluppa la competitività dei “centri commerciali naturali”, assicurando complementarietà e integrazione con le attività di vendita su area pubblica;

  • promuove l’aggregazione fra operatori per la realizzazione di politiche e di servizi comuni;

  • favorisce un sistema di governance, di competenze e di conoscenze per lo sviluppo del distretto.

I Distretti del Commercio si configurano, quindi, quali strumenti innovativi per il presidio commerciale del territorio, il mantenimento dell’occupazione e la gestione di attività comuni finalizzate alla valorizzazione del commercio. Tali effetti di trasformazione economica, culturale e spaziale saranno visibili sul territorio nel medio termine, anche in previsione di futuri finanziamenti più sostanziali e mirati a interventi di riqualificazione del contesto urbano.

Dal 2020 ad oggi sono stati messi a disposizione dei Distretti del Commercio del Piemonte in totale 31 milioni di euro, così suddivisi:

Contributi anno 2020-2021 per l'individuazione e alla costituzione dei primi 77 Distretti del Commercio: euro 1.232.906,40

Contributi anno 2021-2022 per il sostegno delle prime attività dei primi 77 Distretti del Commercio: euro 3.892.166,61

Contributi anno 2024-2025 per il sostegno delle prime attività di ulteriori 20 Distretti del Commercio: euro 1.041.449,13

Contributi anno 2025-2026 per il sostegno delle prime attività di ulteriori 5 Distretti del Commercio: euro 208.000,00

Contributi per il sostegno Progetti Strategici del Commercio programmazione 2022-2024: euro 8.832.989,95

Contributi per il sostegno Progetti Strategici del Commercio programmazione 2023-2025: euro 8.794.500,00

Contributi per il sostegno Progetti Strategici del Commercio programmazione 2025-2027: euro 7.223.561,81

Gli interventi finanziati hanno riguardato:

  • ammodernamento e miglioramento dell’esteriorità delle attività commerciali (vetrine, insegne, facciate, tende, pergole, dehor, banchi mercati, illuminazione esterna, etc…), sostegno di nuove attività o apertura di nuove unità locali (acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchi), servizi innovativi fra gli operatori dell’area e a vantaggio dei consumatori; fidelizzazione della clientela; implementazione digitale delle singole imprese (solo spese in conto capitale); progettualità innovative che possano contribuire alla crescita delle singole imprese del commercio, inclusa attività formativa, informativa e servizi di accompagnamento relativi all’attività del Distretto;

  • progetti di qualificazione urbana che riguardino il proprio ambito territoriale; progetti di design urbano e sugli spazi pubblici, con particolare attenzione alla gestione degli spazi pubblici, all’ampliamento di spazi esistenti per attività commerciali, alla riqualificazione del verde e dell’arredo urbano, all’accessibilità e alla sistemazione della viabilità, alla predisposizione di attrezzature per servizi comuni; progetti di sistemazione delle aree mercatali; iniziative di riqualificazione e rigenerazione urbana, con particolare attenzione ai locali commerciali e in coerenza con i principi di sostenibilità energetica e ambientale; politiche attive sul riuso degli spazi sfitti; recupero e valorizzazione dei locali commerciali storici; azioni di promozione finalizzate esclusivamente alla rivitalizzazione della rete distributiva e ad aumentarne l’attrattività; progetti di consegna delle merci a domicilio e creazione di un sistema organizzato e agile per la distribuzione delle merci specie a favore della popolazione anziana o fragile; progettualità innovative che possano contribuire alla crescita e allo sviluppo del commercio nell’ambito territoriale del Distretto; predisposizione di una rete di servizi commerciali a sostegno di fasce della popolazione colpite da eventi calamitosi o emergenze perduranti; formazione, informazione e servizi di accompagnamento degli imprenditori e degli addetti del settore della distribuzione; iniziative comuni per la ripresa delle attività economiche e per l’adozione di nuove modalità strutturali, organizzative e operative per l’adeguamento delle attività alle nuove esigenze di sicurezza e protezione e a modalità alternative di organizzazione delle vendite, in affiancamento al canale fisico tradizionale; iniziative in tema di welfare aziendale e coinvolgimento di imprese e utenza su tematiche di benessere sociale; misure di fiscalità di vantaggio per promuovere iniziative o progettualità compatibili con la tutela e promozione dell’ambiente urbano; significative semplificazioni amministrative per l’area di distretto; sperimentazioni in materia di orari.

A ciascun Distretto del Commercio ammesso sono stati assegnati:

  • contributi in conto capitale (fondo perduto) nell'entità dell'80% della spesa progettuale ammessa per un importo massimo di euro 250.000,00

  • contributi di parte corrente nell'entità dell'80% della spesa nel tetto massimo di euro 42.306,63

Una quota non inferiore al 30% della spesa progettuale dei progetti strategici è stata riservata alle azioni a favore delle imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande per mezzo di bandi ad evidenza pubblica.

L’azione regionale è stata ulteriormente rafforzata da un Protocollo di Intesa volto a favorire la collaborazione tra la Regione, la Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, nell’ambito dei rispettivi scopi istituzionali, al fine di sostenere la fase di avvio della politica attiva dei Distretti del Commercio quale strumento per rivitalizzare e valorizzare l’identità economica, culturale e sociale dei luoghi attraverso specifiche azioni di accompagnamento alla nascita e al consolidamento dei partenariati pubblico-privato previsti dalla normativa in materia e sottesi ai Distretti del Commercio, in un'ottica di loro rafforzamento e ampliamento, per la trasformazione in veri e propri distretti delle economie di prossimità, dell'innovazione e dello sviluppo locale anche secondo principi di inclusione, benessere e solidarietà.

Le parti si sono impegnate, altresì, a:

  • mettere a disposizione i saperi necessari all'attuazione delle strategie distrettuali sia all'interno della pubblica amministrazione, sia in seno alle associazioni di categoria, sia nel mondo della libera professione e fra i partner di progetto attraverso attività formative, sia per nuovi professionisti (Manager di Distretto) sia per l’aggiornamento del personale già chiamato ad operare in tale ambito, sui temi della pianificazione del Distretto, monitoraggio delle attività previste e realizzate, fund raising, processi di rigenerazione urbana, promozione di dinamiche di solidarietà, inclusione e benessere territoriale, secondo un preciso programma congiuntamente definito e grazie alla gestione delle attività formative da parte di un ente con esperienza su questi temi e nel campo della formazione di partenariati territoriali attivi nel campo dello sviluppo del territorio.

È in corso di rinnovo il Protocollo d'Intesa per le annualità 2026- 2027 e 2028.

Tra le prime azioni previste e realizzate dai partner aderenti al Protocollo d'Intesa vi è stato il Festival dei Distretti del Commercio del Piemonte: una giornata di lavori volta ad approfondire le dinamiche e le potenzialità dei Distretti del Commercio piemontesi, quali sistemi territoriali per la cura delle economie di prossimità, ospitata presso il Museo di Scienze Naturali di Torino. L’evento, organizzato l’8 aprile 2024 da Regione Piemonte, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, ha inteso contribuire a creare nuove sinergie tra i diversi soggetti che operano sul territorio in un’ottica di sviluppo locale e di inclusione sociale.

Nel corso dell'anno 2025 si sono svolti numerosi incontri formativi e di confronto sul tema dei vuoti commerciali, sulle economie di prossimità, sull'accessibilità comunicativa e sull'interazione dei Distretti del Commercio con i Distretti del Cibo. Tali attività proseguono nel corso del 2026.

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