Itinerario cicloturistico della Via Francigena

All’interno del Progetto interregionale Via Francigena, che prevede un itinerario escursionistico, viene affiancato anche un itinerario cicloturistico. In particolare, in attuazione all’intervento n. 33, il Ministero per i beni e le attività culturali ha stipulato un Accordo con le Regioni, finalizzato a realizzare un percorso di livello nazionale omogeneo, per qualità del tracciato, unitarietà di immagine e di servizi, tale da poter essere promosso anche a livello internazionale per uniformità e standard.

Sono stati individuati alcuni nodi critici sui quali, per il Piemonte, il Comune di Carema e il Comune di Vercelli (Via Francigena Valle d’Aosta) e l’Unione Montana Valle Susa (Via Francigena Valle di Susa) hanno presentato al Ministero gli Studi di fattibilità tecnica economica che beneficeranno di futuri finanziamenti a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020. Per il tratto della Valle di Susa si aggiungono anche un finanziamento da parte di Regione Piemonte e un mutuo del Credito sportivo.

Con Decreto rep. 749 del 21.09.2021 dell’Autorità responsabile del Piano Sviluppo e Coesione (FSC) in cui è confluito il Piano Stralcio “Cultura e Turismo” FSC 2014-2020 ex delibera Cipe 3/2016, viene attuata una nuova ricognizione degli interventi facenti capo a Regioni ed Enti Locali ricompresi nel complessivo intervento n. 33 denominato “Via Francigena” ad integrazione del precedente Decreto rep. n. 558 del 20.12.2019. Per il tratto piemontese sono stati confermati 3 interventi finalizzati alla messa in sicurezza del tracciato situati nel Comune di Carema, di Vercelli e in Valle di Susa. Il totale delle risorse stanziate è di euro 1.650.000,00 e come da previsione dell’Accordo, si sono concluse le procedure ad evidenza pubblica funzionali alla realizzazione degli interventi entro il 31.12.2022, mentre la conclusione dei lavori viene fissata entro il 31.10.2025. Con DGR n. 21-4295 del 10.12.2021 si dispone che il Turismo sia individuato come soggetto deputato al coordinamento a livello regionale e che gli Enti territoriali identificati come beneficiari del finanziamento possano assumere il ruolo di stazione appaltante.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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All’interno del Progetto interregionale Via Francigena, che prevede un itinerario escursionistico, viene affiancato anche un itinerario cicloturistico. In particolare, in attuazione all’intervento n. 33, il Ministero per i beni e le attività culturali ha stipulato un Accordo con le Regioni, finalizzato a realizzare un percorso di livello nazionale omogeneo, per qualità del tracciato, unitarietà di immagine e di servizi, tale da poter essere promosso anche a livello internazionale per uniformità e standard.

Sono stati individuati alcuni nodi critici sui quali, per il Piemonte, il Comune di Carema e il Comune di Vercelli (Via Francigena Valle d’Aosta) e l’Unione Montana Valle Susa (Via Francigena Valle di Susa) hanno presentato al Ministero gli Studi di fattibilità tecnica economica che beneficeranno di futuri finanziamenti a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020. Per il tratto della Valle di Susa si aggiungono anche un finanziamento da parte di Regione Piemonte e un mutuo del Credito sportivo.

Con Decreto rep. 749 del 21.09.2021 dell’Autorità responsabile del Piano Sviluppo e Coesione (FSC) in cui è confluito il Piano Stralcio “Cultura e Turismo” FSC 2014-2020 ex delibera Cipe 3/2016, viene attuata una nuova ricognizione degli interventi facenti capo a Regioni ed Enti Locali ricompresi nel complessivo intervento n. 33 denominato “Via Francigena” ad integrazione del precedente Decreto rep. n. 558 del 20.12.2019. Per il tratto piemontese sono stati confermati 3 interventi finalizzati alla messa in sicurezza del tracciato situati nel Comune di Carema, di Vercelli e in Valle di Susa. Il totale delle risorse stanziate è di euro 1.650.000,00 e come da previsione dell’Accordo, si sono concluse le procedure ad evidenza pubblica funzionali alla realizzazione degli interventi entro il 31.12.2022, mentre la conclusione dei lavori viene fissata entro il 31.10.2025. Con DGR n. 21-4295 del 10.12.2021 si dispone che il Turismo sia individuato come soggetto deputato al coordinamento a livello regionale e che gli Enti territoriali identificati come beneficiari del finanziamento possano assumere il ruolo di stazione appaltante.

Anno
2026

Ciclovia turistica VenTo

Dopo la sigla del primo protocollo d’intesa tra MIT, il Ministero per i beni e le attività culturali (MIBACT) e le Regioni interessate (28 luglio 2016), per la progettazione e realizzazione della ciclovia turistica VEnTO da Venezia a Torino, si è siglato un ulteriore accordo tra le 4 Regioni interessate e il Politecnico di Milano, sancendone il ruolo di coordinatore scientifico per la progettazione (ottobre 2016). Successivamente, tramite Regione Lombardia (capofila di progetto) è stata affidata la redazione dello studio di fattibilità tecnica ed economica dell’intero percorso, finanziato dal Ministero e consegnato il 30 aprile 2019, mentre il 2 agosto 2019 si concludeva la conferenza dei servizi preliminare per la valutazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Il 18 aprile 2019 era stato approvato un nuovo protocollo d’intesa tra il MIT e le Regioni interessate (per equiparare tutte le ciclovie strategiche di interesse nazionale).

Successivamente, ciascuna regione, su indicazione del MIT, ha individuato un lotto prioritario di intervento su cui si procederà alla progettazione definitiva/esecutiva e quindi alla realizzazione (in base alle risorse stanziate per ciascuna). La Regione Piemonte ha individuato il tratto Chivasso-Trino Vercellese, facendo coincidere il tratto iniziale (Chivasso-Borgo Revel) con la Ciclostrada del Canale Cavour.
Dopo numerosi incontri la Regione Piemonte ha affidato ad AIPO la successiva progettazione, realizzazione e gestione del Progetto Vento (essendo il tracciato per la maggioranza della sua estensione su tratti arginali del fiume Po), come hanno fatto anche la Regione Lombardia ed Emilia-Romagna. È stata anche modificata la legge istitutiva di AIPO andando ad ampliarne le competenze e I ruoli dello stesso.

Ad oggi il tratto da Chivasso (TO) a Trino Vercellese (VC) di 43Km ha il progetto definitivo in itinere, con un finanziamento di 4,8 M€ per la ciclovia a cui si aggiungono 2,9 M€ per la costruzione del nuovo ponte stradale sulla Dora Baltea di 1,5 Km, il cui progetto esecutivo in itinere è gestito dalla Città Metropolitana di Torino; il tratto di superamento della centrale nucleare di Trino (VC) di 2,5 Km è coperto da un finanziamento di 0,5 M€ derivanti dagli oneri di compensazione ambientale per la dismissione della centrale nucleare ed ha il progetto esecutivo in itinere, mentre l’ultimo tratto da Trino Vercellese (VC) a Valenza (AL) di 38 Km ha un finanziamento di 9,3 M€ derivanti dal PNRR (D.M. 4/2022) con il progetto definitivo in itinere. La fine dei lavori è prevista per il 2026.

Anno
2026
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Dopo la sigla del primo protocollo d’intesa tra MIT, il Ministero per i beni e le attività culturali (MIBACT) e le Regioni interessate (28 luglio 2016), per la progettazione e realizzazione della ciclovia turistica VEnTO da Venezia a Torino, si è siglato un ulteriore accordo tra le 4 Regioni interessate e il Politecnico di Milano, sancendone il ruolo di coordinatore scientifico per la progettazione (ottobre 2016). Successivamente, tramite Regione Lombardia (capofila di progetto) è stata affidata la redazione dello studio di fattibilità tecnica ed economica dell’intero percorso, finanziato dal Ministero e consegnato il 30 aprile 2019, mentre il 2 agosto 2019 si concludeva la conferenza dei servizi preliminare per la valutazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Il 18 aprile 2019 era stato approvato un nuovo protocollo d’intesa tra il MIT e le Regioni interessate (per equiparare tutte le ciclovie strategiche di interesse nazionale).

Successivamente, ciascuna regione, su indicazione del MIT, ha individuato un lotto prioritario di intervento su cui si procederà alla progettazione definitiva/esecutiva e quindi alla realizzazione (in base alle risorse stanziate per ciascuna). La Regione Piemonte ha individuato il tratto Chivasso-Trino Vercellese, facendo coincidere il tratto iniziale (Chivasso-Borgo Revel) con la Ciclostrada del Canale Cavour.
Dopo numerosi incontri la Regione Piemonte ha affidato ad AIPO la successiva progettazione, realizzazione e gestione del Progetto Vento (essendo il tracciato per la maggioranza della sua estensione su tratti arginali del fiume Po), come hanno fatto anche la Regione Lombardia ed Emilia-Romagna. È stata anche modificata la legge istitutiva di AIPO andando ad ampliarne le competenze e I ruoli dello stesso.

Ad oggi il tratto da Chivasso (TO) a Trino Vercellese (VC) di 43Km ha il progetto definitivo in itinere, con un finanziamento di 4,8 M€ per la ciclovia a cui si aggiungono 2,9 M€ per la costruzione del nuovo ponte stradale sulla Dora Baltea di 1,5 Km, il cui progetto esecutivo in itinere è gestito dalla Città Metropolitana di Torino; il tratto di superamento della centrale nucleare di Trino (VC) di 2,5 Km è coperto da un finanziamento di 0,5 M€ derivanti dagli oneri di compensazione ambientale per la dismissione della centrale nucleare ed ha il progetto esecutivo in itinere, mentre l’ultimo tratto da Trino Vercellese (VC) a Valenza (AL) di 38 Km ha un finanziamento di 9,3 M€ derivanti dal PNRR (D.M. 4/2022) con il progetto definitivo in itinere. La fine dei lavori è prevista per il 2026.

Anno
2026

Il sistema fognario/depurativo

Anno
2026

La pressione sull’ambiente, a scala regionale, del sistema fognario/depurativo è determinata da circa 3.760 punti di scarico con un volume annuo di 773 milioni di m3. I punti di scarico relativi a 164 depuratori, tutti dotati di adeguato sistema di trattamento almeno secondario, fanno riferimento ai principali agglomerati urbani (con più di 2.000 abitanti equivalenti). È importane notare come circa il 5% degli scarichi corrisponda all’ 80% dei volumi totali e ad una popolazione trattata equivalente di circa 4,8 milioni.

La direttiva 91/271/CEE, che in modo specifico per anni ha regolato la materia, prevedendo livelli di trattamento a cui sottoporre le acque reflue urbane proporzionati e resi appropriati sulla base della classe dimensionale dell’agglomerato, calcolata in termini di carico organico ed espressa in abitanti equivalenti, nonché in considerazione della maggiore necessità di tutela delle acque dall’inquinamento, distinguendo tra scarico in aree normali, in aree sensibili (laghi) e in bacini drenanti afferenti ad aree sensibili (bacino drenante nel Delta del Po e nell’Adriatico).

La nuova direttiva UE 2024/3019 del 27 Novembre 2024, pubblicata il 12 Dicembre 2024 in Gazzetta Ufficiale, come rifusione della direttiva 91/271/CE, è entrata in vigore il 1º gennaio 2025 e gli Stati membri dovranno completare il recepimento delle disposizioni nel proprio ordinamento nazionale entro il 31 Luglio 2027, continua a perseguire lo stesso obiettivo della direttiva 91/271, implementando ed estendendo la sua applicazione nei seguenti macro argomenti:

  • applicazione ad agglomerati più piccoli,
  • ulteriore riduzione delle emissioni di Fosforo e di Azoto nonché attenzione ad un maggior numero di inquinanti, compresi i microinquinanti;
  • responsabilità estesa del produttore conformemente al principio "chi inquina paga".
  • obiettivo della neutralità energetica.

La nuova direttiva impone agli Stati membri di raccogliere e trattare le acque reflue provenienti da tutti gli agglomerati con oltre 1.000 abitanti equivalenti. Tutti gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti compreso tra 1.000 e 2.000 devono essere dotati di reti fognarie e trattamento secondario dei reflui entro il 2035. A partire dal 2033 ed entro il 2045 progressivo incremento del numero degli impianti > 10.000 abitanti equivalenti adeguati ai nuovi limiti più restrittivi di emissione dell'azoto e del fosforo (trattamento terziario). A partire dal 2033 ed entro il 2045 progressivo incremento del numero degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane che trattano un carico di 150.000 abitanti equivalenti o più adeguati ai requisiti del trattamento supplementare per rimuovere i microinquinanti (trattamento quaternario).

È utile considerare che l’ulteriore estensione del servizio di fognatura è ormai fortemente condizionato dalle caratteristiche fisiche del territorio e dalle particolarità dell’urbanizzazione, che in alcune aree della regione si presenta molto frammentata. Le risorse economiche derivanti dalla tariffa, nonché gli eventuali programmi di finanziamento con risorse pubbliche (Ministero, Regione), sono prioritariamente destinate non tanto all’estensione del reticolo di collettamento dei reflui per raggiungere quelle che convenzionalmente sono dette “case sparse”, quanto piuttosto a dotare le reti attuali di migliori terminali. L’obiettivo è di realizzare per le diverse reti fognarie, valutando caso per caso, impianti di depurazione che garantiscano maggiori prestazioni in termini di qualità dello scarico nell’ambiente o il convogliamento dei reflui verso gli impianti di depurazione di maggiori dimensioni, razionalizzando il sistema infrastrutturale e dismettendo piccoli depuratori di difficile gestione e dalle prestazioni modeste.

Il servizio di fognatura non procede dunque tanto in termini di percentuale di popolazione raggiunta, ormai vicina al limite di fattibilità tecnica e di sostenibilità economica, quanto nella risoluzione delle criticità delle infrastrutture esistenti (rotture, rigurgiti, allagamenti, emissioni odorose sgradevoli) e nel miglioramento della qualità delle acque trattate e restituite nell’ambiente.

La lunghezza totale della rete fognaria principale ad esclusione degli allacci risulta di 23.324 km di cui 16.123 di fognatura mista, 3.098 km di fognatura bianca e 4.102 di fognatura nera a servizio 1.036.358 utenti finali esclusi utenti indiretti, di cui 2.805 industriali.

Il carico inquinante totale delle acque reflue del territorio servito (carico generato) è di 7.427.056 A.E. di cui 565.924 A.E. di origine industriale.

Nella Tabella 1 riportata di seguito sono caricati i dati relativi agli impianti di depurazione distinti per carico trattato tra maggiori e minori di 2.000 A.E. e per tipologia di trattamento.

Tabella 1. Dati relativi agli impianti di depurazione distinti per carico trattato e per tipologia di trattamento.

Approfondimenti su questo argomento sono consultabili sulla relazione “Quadro conoscitivo sull’avanzamento della riforma e lo stato dei servizi idrici” alla pagina dedicata sul sito regionale.


 

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Impatti del clima sull'agricoltura

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Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide ambientali, economiche e sociali del nostro tempo. Le evidenze scientifiche mostrano con sempre maggiore chiarezza come gli effetti del riscaldamento globale e della crescente variabilità climatica stiano già influenzando numerosi settori produttivi, tra cui l’agricoltura, in maniera significativa e trasversale.

In Piemonte, regione caratterizzata da una notevole diversificazione colturale e da una consolidata tradizione agricola, le ripercussioni del cambiamento climatico sono già osservabili su molteplici livelli. L’alterazione dei regimi termici e pluviometrici, l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi e la maggiore incidenza di stress idrici e termici stanno determinando effetti concreti sulla produttività delle colture, sulla qualità delle produzioni, sulla gestione delle risorse naturali e sulla stabilità degli ecosistemi agricoli.

Il settore agricolo piemontese si trova quindi nella necessità di affrontare un duplice ruolo: da un lato, quello di comparto particolarmente esposto e vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico; dall’altro, quello di attore potenzialmente attivo nelle politiche di mitigazione, in considerazione delle emissioni di gas serra legate alle attività agricole e zootecniche.

In questo contesto, risulta prioritario definire strategie integrate di adattamento e mitigazione che valorizzino la sostenibilità, la resilienza e l’innovazione del comparto agricolo. Tali strategie devono essere supportate da strumenti di pianificazione, ricerca e trasferimento tecnologico, nonché da un costante aggiornamento delle conoscenze e delle pratiche agronomiche. Il contributo della comunità scientifica, delle istituzioni regionali e del mondo produttivo sarà fondamentale per garantire la continuità e la competitività del sistema agricolo piemontese in un contesto climatico in continua evoluzione.

Nei sottocapitoli in spalla destra, sono disponibili i dettagli relativi ai fenomeni climatici che hanno interessato il settore agricolo in Piemonte nel 2025.

Anno
2026
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Valutazione di Incidenza Ambientale - Recepimento linee guida

Con la DGR 55-7222/2023/XI del 12 luglio 2023 la Regione ha recepito le Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) - Direttiva 92/43/CEE "HABITAT" articolo 6, paragrafi 3 e 4  (di cui all’Intesa del 28.11.2019, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano) adeguando la procedura regionale e gli strumenti applicativi ad essa correlati e sono stati approvati i seguenti allegati:

  • Allegato A: “Prevalutazioni”,
  • Allegato B: “Condizioni d’obbligo”,
  • Allegato C: “Format proponente screening”,
  • Allegato D: “Format proponente VIncA appropriata”,
  • Allegato E: “Misure di Conservazione per la tutela della Rete Natura 2000 in Piemonte - aggiornamento”.

Con la Delibera sono state modificate le Misure di conservazione per la tutela della Rete natura 2000 del Piemonte (Allegato E), in quanto era necessario eliminare dal testo tutti i dispositivi relativi a casi di esclusione dalla VIncA di piani, programmi, progetti, interventi o attività. Le nuove Misure di conservazione “generali” modificano a cascata anche tutte le Misure di conservazione Sito-Specifiche.

Le “Prevalutazioni” sono un processo di semplificazione della procedura di Valutazione di Incidenza, in quanto nel processo vengono individuate tipologie di Piani/Programmi/Progetti/Interventi/Attività (P/P/P/I/A) e le loro caratteristiche che, se realizzate in determinate aree del sito Natura 2000, non determinano incidenze significative sul medesimo.

I P/P/P/I/A se ricadenti nelle macrocategorie delle “prevalutazioni” devono essere posti all’attenzione del Soggetto Gestore del Sito Rete Natura 2000 per la “verifica di corrispondenza” tra quanto proposto e quanto oggetto della prevalutazione.

L’allegato A della Delibera, riporta 13 tipologie di progetti, interventi, attività che sono stati sottoposti a Screening e ne riporta le risultanze per tutti i Siti della Rete Natura 2000 in Piemonte.

Le “Condizioni d’Obbligo” (Allegato B) sono una lista di indicazioni, caratteristiche progettuali o di gestione del P/P/P/I/A o dell’area interessata, che hanno la funzione prioritaria di indirizzare il proponente ad elaborare correttamente il contenuto del P/P/P/I/A così da rendere nullo o minimo il rischio di incidenza su specie e habitat di un Sito o sul Sito nella sua interezza. Il proponente deve integrarle formalmente nella documentazione di Screening del P/P/P/I/A proposto, assumendosi la responsabilità della loro piena attuazione; il loro rispetto è condizione necessaria, ma non esaustiva, affinché non si debba procedere a Valutazione Appropriata.

Con la  DGR n 11-1905 del 1/12/2025  sono stati aggiornati e sostituiti:
- l’Allegato A con cui sono state introdotte per alcuni Siti Rete Natura 2000 alcune nuove macrocategorie sottoposte alla prevalutazione (10-bis, 11-bis, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 e 22)
- l’Allegato B: con cui sono state introdotte nuove Condizioni d’Obbligo collegate all’uso del drone, agli studi e ricerche scientifiche e agli impianti di noccioleto.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).
 

Anno
2026
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Con la DGR 55-7222/2023/XI del 12 luglio 2023 la Regione ha recepito le Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) - Direttiva 92/43/CEE "HABITAT" articolo 6, paragrafi 3 e 4  (di cui all’Intesa del 28.11.2019, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano) adeguando la procedura regionale e gli strumenti applicativi ad essa correlati e sono stati approvati i seguenti allegati:

  • Allegato A: “Prevalutazioni”,
  • Allegato B: “Condizioni d’obbligo”,
  • Allegato C: “Format proponente screening”,
  • Allegato D: “Format proponente VIncA appropriata”,
  • Allegato E: “Misure di Conservazione per la tutela della Rete Natura 2000 in Piemonte - aggiornamento”.

Con la Delibera sono state modificate le Misure di conservazione per la tutela della Rete natura 2000 del Piemonte (Allegato E), in quanto era necessario eliminare dal testo tutti i dispositivi relativi a casi di esclusione dalla VIncA di piani, programmi, progetti, interventi o attività. Le nuove Misure di conservazione “generali” modificano a cascata anche tutte le Misure di conservazione Sito-Specifiche.

Le “Prevalutazioni” sono un processo di semplificazione della procedura di Valutazione di Incidenza, in quanto nel processo vengono individuate tipologie di Piani/Programmi/Progetti/Interventi/Attività (P/P/P/I/A) e le loro caratteristiche che, se realizzate in determinate aree del sito Natura 2000, non determinano incidenze significative sul medesimo.

I P/P/P/I/A se ricadenti nelle macrocategorie delle “prevalutazioni” devono essere posti all’attenzione del Soggetto Gestore del Sito Rete Natura 2000 per la “verifica di corrispondenza” tra quanto proposto e quanto oggetto della prevalutazione.

L’allegato A della Delibera, riporta 13 tipologie di progetti, interventi, attività che sono stati sottoposti a Screening e ne riporta le risultanze per tutti i Siti della Rete Natura 2000 in Piemonte.

Le “Condizioni d’Obbligo” (Allegato B) sono una lista di indicazioni, caratteristiche progettuali o di gestione del P/P/P/I/A o dell’area interessata, che hanno la funzione prioritaria di indirizzare il proponente ad elaborare correttamente il contenuto del P/P/P/I/A così da rendere nullo o minimo il rischio di incidenza su specie e habitat di un Sito o sul Sito nella sua interezza. Il proponente deve integrarle formalmente nella documentazione di Screening del P/P/P/I/A proposto, assumendosi la responsabilità della loro piena attuazione; il loro rispetto è condizione necessaria, ma non esaustiva, affinché non si debba procedere a Valutazione Appropriata.

Con la  DGR n 11-1905 del 1/12/2025  sono stati aggiornati e sostituiti:
- l’Allegato A con cui sono state introdotte per alcuni Siti Rete Natura 2000 alcune nuove macrocategorie sottoposte alla prevalutazione (10-bis, 11-bis, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 e 22)
- l’Allegato B: con cui sono state introdotte nuove Condizioni d’Obbligo collegate all’uso del drone, agli studi e ricerche scientifiche e agli impianti di noccioleto.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).
 

Anno
2026

La Rete SPIN3 GNSS

Anno
2026

Il Servizio di Posizionamento Interregionale GNSS (SPIN3 GNSS) di Regione Piemonte, Regione Lombardia e Regione Autonoma Valle d’Aosta è un'infrastruttura indispensabile per supportare le misurazioni geografiche e topografiche direttamente sul territorio, nel rispetto di precisioni definite e inquadrate nel sistema di riferimento geodetico nazionale ed europeo. L'infrastruttura è al servizio della collettività degli operatori professionali, pubblici e privati, che devono effettuare misure GNSS per rilievi topografici, cartografici e catastali, per monitoraggi delle deformazioni delle opere infrastrutturali e dei versanti naturali, e per la corretta geolocalizzazione degli oggetti che popolano le banche dati territoriali.
La Rete GNSS Interregionale, realizzata partendo dall'unificazione delle rispettive infrastrutture regionali, rappresenta un esempio concreto per arrivare ad un modello a quattro-cinque distretti territoriali in grado di coprire tutta la nazione, in linea con quanto auspicato dagli organismi nazionali (CISIS) e dal Decreto Ministeriale del 10 Novembre 2011 “Adozione del Sistema di riferimento geodetico nazionale”. In particolare, le tre Regioni ottimizzano i costi di gestione mantenendo una elevata efficienza operativa, e rappresentando allo stesso tempo un punto di aggregazione per le altre Regioni del Nord-Ovest, con cui peraltro sono già in corso attività di stretta collaborazione. Inoltre, l'unificazione dei tre servizi di posizionamento consente una maggiore continuità territoriale del servizio ed un'uniformità nelle modalità di distribuzione del dato; entrambi questi aspetti risultano indispensabili nel settore della misurazione di precisione con la modalità satellitare.

La rete SPIN3 è costituita da 39 stazioni permanenti GNSS distribuite in maniera omogenea sul territorio piemontese, lombardo e valdostano, e dotate di ricevitori geodetici multi-costellazione aperti all'uso delle costellazioni GPS, GLONASS e Galileo. A dicembre 2020, alle 33 stazioni regionali si sono aggiunte le 6 stazioni di ARPA Piemonte, realizzate tra il 2005 e il 2009, e che costituiscono parte integrante del sistema di monitoraggio ambientale regionale. Cinque di queste stazioni sono state aggiornate con nuova strumentazione multi-costellazione, e sono state inserite nella rete SPIN3 GNSS a supporto delle misure in tempo reale per tutti gli utenti.

Mappa delle stazioni permanenti GNSS della rete SPIN 3 di Regione Piemonte, Regione Lombardia e Regione Autonoma Valle d'Aosta

La monumentazione delle antenne è stata realizzata utilizzando pali in acciaio inossidabile o in calcestruzzo, ancorati alle strutture portanti degli edifici o alla parte rocciosa del pendio.

Esempi di monumentazione delle antenne GNSS della rete SPIN3

I dati grezzi che vengono acquisiti dalle diverse stazioni sono inviati al Centro di Calcolo, nel quale è installato un software per la gestione e l'elaborazione dell'intera rete in tempo reale. Il centro di calcolo, partendo dalle coordinate note delle stazioni, elabora le osservazioni ricevute per:
 

  • stimare gli errori e i disturbi sulle singole stazioni;
  • modellare gli errori e i disturbi nel tempo e nello spazio;
  • distribuire all'utenza in tempo reale i dati e i modelli, in modo che questa possa correggere i propri dati.

L'accesso a queste correzioni, utilizzate dal ricevitore dell'utente del servizio per migliorare la precisione della propria posizione, avviene attraverso internet (protocollo NTRIP), generalmente mediante l'utilizzo di modem GPRS/UMTS.

Schema di funzionamento della rete SPIN3 GNS

Vantaggi ed applicazioni della rete interregionale SPIN 3 GNSS
La localizzazione precisa dell'oggetto sul territorio avviene in maniera molto semplice: una volta registrato al sito e connesso alla rete, l'utente ottiene istantaneamente dalla rete SPIN 3 GNSS le correzioni da apportare alle proprie misure, con un conseguente miglioramento della precisione del rilievo finale, che risulta già georiferito nel sistema geodetico nazionale ETRF2000-RDN (in accordo al DM 10 Novembre 2011) ed è omogeneo rispetto alle acquisizioni eseguite da altri utenti.
Le applicazioni che si potrebbero avvantaggiare dell'utilizzo del servizio di posizionamento erogato dalla rete interregionale sono ad esempio:

  • applicazioni cartografiche: dovunque ci sia da registrare la posizione di un elemento sul territorio con adeguata precisione, oltre che in tutte le applicazioni GIS; anche le applicazioni catastali traggono un indispensabile ausilio dall'utilizzo delle stazioni permanenti soprattutto a seguito della procedura dell'Agenzia delle Entrate "Pregeo", che prevede i rilievi di tipo GNSS;
  • applicazioni di infomobilità: è il campo della gestione delle flotte di automezzi, la fruizione da parte dei mezzi di soccorso, della protezione civile, dei mezzi pubblici e dei veicoli per l'agricoltura, ma non solo;
  • applicazioni ingegneristiche: il GNSS con le precisioni che si ottengono dalle reti trova applicazione nei cantieri delle opere pubbliche, sia per le misurazioni di tracciamento dell'opera, sia per la movimentazione automatica dei mezzi;
  • applicazioni geofisiche e geologiche: il GNSS per mezzo delle stazioni permanenti trova grande applicazione nei monitoraggi di deformazioni geologiche sia riferito a movimenti di fenomeni naturali, ad esempio movimenti franosi, sia per il controllo di grandi opere ad esempio dighe, ponti;
  • applicazioni atmosferiche: i segnali delle costellazioni GNSS attraversano tutti gli strati di atmosfera che circondano la Terra: ciascuna stazione permanente acquisisce questi segnali in una posizione geografica differente all'interno del territorio regionale, pertanto le stazioni possono essere impiegate nella gestione della meteorologia;
  • applicazioni geodetiche: l'Istituto Geografico Militare Italiano ha realizzato e mantiene la Rete Dinamica Nazionale per l'inquadramento geodetico dello Stato (ETRF2000-RDN) servendosi anche di nove stazioni della Rete GNSS Interregionale Piemonte-Lombardia: i dati di queste stazioni sono utilizzabili dagli utenti per il corretto inquadramento dei loro rilievi.

I servizi e gli utenti della rete SPIN GNSS
Nel 2024 ed inizio 2025 i numeri relativi agli utilizzi del servizio hanno confermato l’andamento già registrato negli anni passati per il servizio di Regione Piemonte (attivo dal 2011), e successivamente all’integrazione con la rete lombarda (dal 2016) e con quella valdostana (da gennaio 2020).

I diagrammi seguenti riportano l’andamento degli accessi mensili al sistema, dell’utilizzo per ore di connessione e della media di utenti giornalieri.
 

Numero di accessi mensili al servizio (utenti unici) da gennaio 2022 a marzo 2025
Ore di connessione al servizio di correzione in tempo reale da da gennaio 2022 a marzo 2025
Media degli accessi giornalieri degli utenti al servizio da gennaio 2022 a marzo 2025
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Gruppo di Redazione

Il PSR 2014-2022 e il CSR 2023-2027 per la mitigazione delle emissioni di gas serra e ammoniaca di origine agricola

Le emissioni di alcuni gas ad effetto serra (metano e protossido d’azoto i principali), ma soprattutto dell’ammoniaca, hanno origine anche dai comparti agricolo e zootecnico. Nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Piemonte 2014-2022 è stato affrontato per la prima volta il tema della riduzione degli impatti negativi delle attività agricole sulla qualità dell’aria. In particolare, la priorità 5 dello sviluppo rurale (incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale) è stata attuata nel PSR del Piemonte principalmente attraverso interventi volti, da un lato, a promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale (si tratta dei tipi di operazione 8.1.1 – Imboschimenti di terreni agricoli e non agricoli e 10.1.4 – Sistemi colturali ecocompatibili e, dall’altro, a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca prodotte dall'agricoltura. I principali interventi orientati a quest’ultimo obiettivo sono stati i due tipi di operazione seguenti, sostegno l’uno degli investimenti e l’altro delle pratiche agricole per la riduzione delle emissioni. 

Il tipo di operazione 4.1.3 era finalizzato a migliorare la compatibilità ambientale degli allevamenti, sostenendo la modernizzazione delle stalle, delle strutture di stoccaggio degli effluenti zootecnici e delle attrezzature agricole, con l’obiettivo di introdurre innovazioni in grado di ridurre le emissioni gassose in atmosfera, in particolare quelle di ammoniaca. Il sostegno, variabile tra il 40% e il 65% della spesa ammessa (con punteggi che hanno privilegiato i giovani e gli investimenti in zona di montagna), è stato corrisposto a imprenditori agricoli singoli e associati e a giovani che si insediavano per la prima volta in agricoltura; la dotazione finanziaria è stata di circa 23,5 milioni di euro.

Di seguito (Tab. 1) è riportato il dettaglio degli esiti dei 7 bandi emanati.

Tab. 1 - Tipo di operazione 4.1.3 - Riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca in atmosfera
Anno di emanazione del bando Numero domande presentate Numero domande approvate Spesa ammessa a finanziamento (euro) Contributo approvato (euro) Numero di domande con pagamenti erogati Importo pagato (euro)
2016 204 184 7780681.86 3539423.84 164 3110800.42
2017 278 142 6371006.49 2727752.76 116 2172359.20
2018 270 121 5820778.45 2565954.58 98 2071874.02
2019 280 156 7721052.37 3423892.76 120 2627293.63
2020 136 107 4826744.72 2097460.47 72 1420302.39
2021 368 328 18045782.47 8188338.70 236 5830506.07
2022 287 257 14322652.03 6446793.29 171 4167760.76
Totale 1823 1296 64910928,50 28989616,40 977 21400896,49
Tab. 1 - Tipo di operazione 4.1.3 - Riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca in atmosfera

Il tipo di operazione 10.1.5 era finalizzato a sostenere le aziende agricole nell’adozione di tecniche agronomiche a basso impatto emissivo nella fase di distribuzione in campo degli effluenti zootecnici per la fertilizzazione delle colture. Le tecniche di interramento immediato e di distribuzione rasoterra in bande, infatti, permettono di conseguire abbattimenti nelle perdite di ammoniaca anche fino all’80%. Il sostegno, corrisposto per 5 anni, variava tra 70 e 300 euro/ettaro l’anno in funzione della tecnica adottata; la dotazione finanziaria dell’operazione è stata pari a circa 43 milioni di euro.

Di seguito (Tab. 2) è riportato il dettaglio degli impegni agro-ambientali di durata quinquennale attivati, suddivisi per anno-campagna e con l’indicazione delle superfici interessate e del numero dei beneficiari.

Tab. 2 - Tipo di operazione 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”
anno-campagna superficie a premio (ettari) numero di beneficiari ammessi a finanziamento
2016 9980 179
2017 10411 177
2018 10486 172
2019 10509 171
2020 10592 169
2021 25270 409
2022 25013 398
2023 25358 392
2024 29587 477
Tab. 2 - Tipo di operazione 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”

Il 31/12/2025 si è conclusa la programmazione del PSR 2014-2022.

Analogamente al PSR, anche la programmazione CSR 2023-2027 sostiene azioni finalizzate alla mitigazione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca di origine agricola.

Poiché il comparto agricolo è tra i settori che contribuiscono in modo significativo alle emissioni di ammoniaca e metano, e nel caso specifico l’arginamento delle problematiche legate all’ammoniaca sono di particolare urgenza, lo sforzo si è concentrato principalmente sulla gestione dei reflui zootecnici, continuando un processo virtuoso già innescato nelle passate programmazioni, sia in termini di investimenti per la copertura di serbatoi di stoccaggio e per l’acquisto di macchine per lo spandimento, sia in termini di premio per le superfici trattate con tali macchine.

I principali interventi agro-climatico-ambientale che concorrono alla riduzione delle emissioni sono:

  • SRA03 - Tecniche lavorazione ridotta dei suoli;
  • SRA05 - Inerbimento colture arboree;
  • SRA06 - Cover crops;
  • SRA07 - Conversione seminativi a prati e pascoli;
  • SRA13 - Impegni specifici gestione effluenti zootecnici.

Di seguito (Tab. 3) si riporta la sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi sopra citati che hanno visto l’apertura di bandi fino al 2025.

Tab. 3 - Sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi (bandi fino al 2025)
Codice Intervento N. beneficiari Superficie a premio richiesta (ha)
SRA03 – Minima lavorazione 117 7599
SRA05 – Inerbimento colture arboree 348 2654
SRA06 – Cover Crops 224 8506
SRA13 – Riduzione delle emissioni 316 17925
Tab. 3 - Sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi (bandi fino al 2025)

Per quanto riguarda invece il sostegno agli investimenti, è stato attivato l’intervento SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale, finalizzato a potenziare le performance climatico-ambientali delle aziende agricole. Nello specifico, l’azione A prevede investimenti per la razionalizzazione dei processi produttivi agricoli che riducano l’emissione di gas climalteranti (metano e protossido di azoto) e di altri agenti inquinanti dell’aria (ammoniaca) e/o aumentino la capacità di sequestro di carbonio nel suolo. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 14,6 milioni di euro.

Al 2025 sono stati aperti 3 bandi di SRD02.A: di seguito (Tab. 4) si riporta la sintesi dei bandi aperti:

Tab. 4 - SRD02 - Inv. prod. agricoli per ambiente, clima e benessere animale - Az. A - Riduzione delle emissioni.
Anno di emanazione del bando N. domande presentate N. domande approvate Spesa ammessa a finanziamento (euro) Contributo ammesso (euro)
2023 304 123 9292052 6209615,18
2024 260 167 13634934 8121584,16
2025 298 Istruttorie in corso Istruttorie in corso Istruttorie in corso
Tab. 4 - SRD02 - Inv. prod. agricoli per ambiente, clima e benessere animale - Az. A - Riduzione delle emissioni.

Nella figura seguente (Fig. 1) viene illustrata la distribuzione geografica degli interventi di riduzione delle emissioni (SRD02.A) sul territorio della Regione Piemonte in funzione del contributo ammesso a finanziamento.

Fig. 1 - Distribuzione geografica degli interventi di riduzione delle emissioni (SRD02.A) sul territorio della Regione Piemonte

Al 2025 sono stati erogati contributi pari a circa 7,9Milioni di euro per gli interventi sopra elencati che contribuiscono alla mitigazione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca di origine agricola.

Indirettamente, si hanno effetti positivi sulla riduzione delle emissioni di gas serra anche attraverso gli investimenti per il risparmio energetico (es.SRD01, SRD13).

Dai monitoraggi ambientali del CSR 2023-2027 eseguiti da IPLA (Istituto per le piante legno e l’ambiente) nel corso nel 2025 è emerso che il 2% della SAU è oggetto di contributo per lo spandimento di reflui zootecnici con metodi atti a ridurre le emissioni di ammoniaca in atmosfera.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Le emissioni di alcuni gas ad effetto serra (metano e protossido d’azoto i principali), ma soprattutto dell’ammoniaca, hanno origine anche dai comparti agricolo e zootecnico. Nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Piemonte 2014-2022 è stato affrontato per la prima volta il tema della riduzione degli impatti negativi delle attività agricole sulla qualità dell’aria. In particolare, la priorità 5 dello sviluppo rurale (incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale) è stata attuata nel PSR del Piemonte principalmente attraverso interventi volti, da un lato, a promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale (si tratta dei tipi di operazione 8.1.1 – Imboschimenti di terreni agricoli e non agricoli e 10.1.4 – Sistemi colturali ecocompatibili e, dall’altro, a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca prodotte dall'agricoltura. I principali interventi orientati a quest’ultimo obiettivo sono stati i due tipi di operazione seguenti, sostegno l’uno degli investimenti e l’altro delle pratiche agricole per la riduzione delle emissioni. 

Il tipo di operazione 4.1.3 era finalizzato a migliorare la compatibilità ambientale degli allevamenti, sostenendo la modernizzazione delle stalle, delle strutture di stoccaggio degli effluenti zootecnici e delle attrezzature agricole, con l’obiettivo di introdurre innovazioni in grado di ridurre le emissioni gassose in atmosfera, in particolare quelle di ammoniaca. Il sostegno, variabile tra il 40% e il 65% della spesa ammessa (con punteggi che hanno privilegiato i giovani e gli investimenti in zona di montagna), è stato corrisposto a imprenditori agricoli singoli e associati e a giovani che si insediavano per la prima volta in agricoltura; la dotazione finanziaria è stata di circa 23,5 milioni di euro.

Di seguito (Tab. 1) è riportato il dettaglio degli esiti dei 7 bandi emanati.

Tab. 1 - Tipo di operazione 4.1.3 - Riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca in atmosfera
Anno di emanazione del bando Numero domande presentate Numero domande approvate Spesa ammessa a finanziamento (euro) Contributo approvato (euro) Numero di domande con pagamenti erogati Importo pagato (euro)
2016 204 184 7780681.86 3539423.84 164 3110800.42
2017 278 142 6371006.49 2727752.76 116 2172359.20
2018 270 121 5820778.45 2565954.58 98 2071874.02
2019 280 156 7721052.37 3423892.76 120 2627293.63
2020 136 107 4826744.72 2097460.47 72 1420302.39
2021 368 328 18045782.47 8188338.70 236 5830506.07
2022 287 257 14322652.03 6446793.29 171 4167760.76
Totale 1823 1296 64910928,50 28989616,40 977 21400896,49
Tab. 1 - Tipo di operazione 4.1.3 - Riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca in atmosfera

Il tipo di operazione 10.1.5 era finalizzato a sostenere le aziende agricole nell’adozione di tecniche agronomiche a basso impatto emissivo nella fase di distribuzione in campo degli effluenti zootecnici per la fertilizzazione delle colture. Le tecniche di interramento immediato e di distribuzione rasoterra in bande, infatti, permettono di conseguire abbattimenti nelle perdite di ammoniaca anche fino all’80%. Il sostegno, corrisposto per 5 anni, variava tra 70 e 300 euro/ettaro l’anno in funzione della tecnica adottata; la dotazione finanziaria dell’operazione è stata pari a circa 43 milioni di euro.

Di seguito (Tab. 2) è riportato il dettaglio degli impegni agro-ambientali di durata quinquennale attivati, suddivisi per anno-campagna e con l’indicazione delle superfici interessate e del numero dei beneficiari.

Tab. 2 - Tipo di operazione 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”
anno-campagna superficie a premio (ettari) numero di beneficiari ammessi a finanziamento
2016 9980 179
2017 10411 177
2018 10486 172
2019 10509 171
2020 10592 169
2021 25270 409
2022 25013 398
2023 25358 392
2024 29587 477
Tab. 2 - Tipo di operazione 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”

Il 31/12/2025 si è conclusa la programmazione del PSR 2014-2022.

Analogamente al PSR, anche la programmazione CSR 2023-2027 sostiene azioni finalizzate alla mitigazione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca di origine agricola.

Poiché il comparto agricolo è tra i settori che contribuiscono in modo significativo alle emissioni di ammoniaca e metano, e nel caso specifico l’arginamento delle problematiche legate all’ammoniaca sono di particolare urgenza, lo sforzo si è concentrato principalmente sulla gestione dei reflui zootecnici, continuando un processo virtuoso già innescato nelle passate programmazioni, sia in termini di investimenti per la copertura di serbatoi di stoccaggio e per l’acquisto di macchine per lo spandimento, sia in termini di premio per le superfici trattate con tali macchine.

I principali interventi agro-climatico-ambientale che concorrono alla riduzione delle emissioni sono:

  • SRA03 - Tecniche lavorazione ridotta dei suoli;
  • SRA05 - Inerbimento colture arboree;
  • SRA06 - Cover crops;
  • SRA07 - Conversione seminativi a prati e pascoli;
  • SRA13 - Impegni specifici gestione effluenti zootecnici.

Di seguito (Tab. 3) si riporta la sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi sopra citati che hanno visto l’apertura di bandi fino al 2025.

Tab. 3 - Sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi (bandi fino al 2025)
Codice Intervento N. beneficiari Superficie a premio richiesta (ha)
SRA03 – Minima lavorazione 117 7599
SRA05 – Inerbimento colture arboree 348 2654
SRA06 – Cover Crops 224 8506
SRA13 – Riduzione delle emissioni 316 17925
Tab. 3 - Sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi (bandi fino al 2025)

Per quanto riguarda invece il sostegno agli investimenti, è stato attivato l’intervento SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale, finalizzato a potenziare le performance climatico-ambientali delle aziende agricole. Nello specifico, l’azione A prevede investimenti per la razionalizzazione dei processi produttivi agricoli che riducano l’emissione di gas climalteranti (metano e protossido di azoto) e di altri agenti inquinanti dell’aria (ammoniaca) e/o aumentino la capacità di sequestro di carbonio nel suolo. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 14,6 milioni di euro.

Al 2025 sono stati aperti 3 bandi di SRD02.A: di seguito (Tab. 4) si riporta la sintesi dei bandi aperti:

Tab. 4 - SRD02 - Inv. prod. agricoli per ambiente, clima e benessere animale - Az. A - Riduzione delle emissioni.
Anno di emanazione del bando N. domande presentate N. domande approvate Spesa ammessa a finanziamento (euro) Contributo ammesso (euro)
2023 304 123 9292052 6209615,18
2024 260 167 13634934 8121584,16
2025 298 Istruttorie in corso Istruttorie in corso Istruttorie in corso
Tab. 4 - SRD02 - Inv. prod. agricoli per ambiente, clima e benessere animale - Az. A - Riduzione delle emissioni.

Nella figura seguente (Fig. 1) viene illustrata la distribuzione geografica degli interventi di riduzione delle emissioni (SRD02.A) sul territorio della Regione Piemonte in funzione del contributo ammesso a finanziamento.

Fig. 1 - Distribuzione geografica degli interventi di riduzione delle emissioni (SRD02.A) sul territorio della Regione Piemonte

Al 2025 sono stati erogati contributi pari a circa 7,9Milioni di euro per gli interventi sopra elencati che contribuiscono alla mitigazione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca di origine agricola.

Indirettamente, si hanno effetti positivi sulla riduzione delle emissioni di gas serra anche attraverso gli investimenti per il risparmio energetico (es.SRD01, SRD13).

Dai monitoraggi ambientali del CSR 2023-2027 eseguiti da IPLA (Istituto per le piante legno e l’ambiente) nel corso nel 2025 è emerso che il 2% della SAU è oggetto di contributo per lo spandimento di reflui zootecnici con metodi atti a ridurre le emissioni di ammoniaca in atmosfera.

Anno
2026

Disturbo olfattivo – Esperienze sul territorio regionale

Anno
2026

Le problematiche di disturbo olfattivo affrontate nel corso del 2023 sono state numerose. I Tavoli di confronto attivati ai sensi Deliberazione della giunta regionale "L.R. 43/2000 - Linee guida per la caratterizzazione e il contenimento delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività ad impatto odorigeno" nel corso del 2024, a livello regionale, sono stati 21, di cui 10 nella Provincia di Torino, 7 sul territorio della Provincia di Cuneo, 2 nella Provincia di Alessandria, 2 nella Provincia di Novara; alcuni di questi tavoli riguardano problematiche multi-sorgente. In particolare, le indagini condotte riguardano 9 aziende zootecniche, 6 aziende di produzione/lavorazione bitumi, 3 industrie metalmeccaniche/automobilistiche, 2 impianti di trattamento rifiuti - di cui uno con produzione energia - 1 impianto di raccolta di sottoprodotti di origine animale, 1 lavorazione della gomma, 1 fonderia, 1 depuratore, 1 industria farmaceutica, 1 industria produzione materiale plastico; 1 tavolo è relativo a sorgenti non note. 

Informazioni e risorse aggiuntive

DGR 13-4554/2017: "L.R. 43/2000 - Linee guida per la caratterizzazione e il contenimento delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività ad impatto odorigeno" https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2017/05/attach/dgr_04554_930_09012017.pdf

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Aria

Planimetria catastale di riferimento regionale

Anno
2026

La cartografia catastale è gestita a livello nazionale dall’Agenzia delle Entrate (AdE) ed è disponibile per la PA Piemontese attraverso il Sistema di Interscambio (progetto SigmaTer Piemonte), oltre che attraverso servizi diretti per i comuni da parte dell’Agenzia stessa (Portale dei Comuni); i dati, gestiti nel sistema di riferimento originario Cassini Soldner, sono messi a disposizione in WGS84 UTM32N (EPSG:32632).
Da novembre 2017, l’AdE ha reso disponibile la cartografia catastale attraverso un servizio di consultazione realizzato in attuazione della Direttiva europea INSPIRE, basato sullo standard WMS 1.3.0 e pubblicato con licenza Creative Commons BY.

A tale servizio di consultazione WMS, ad aggiornamento giornaliero, è stato affiancato da febbraio 2025 anche un servizio di scarico attraverso il servizio WFS, con medesima frequenza di aggiornamento, e un servizio di scarico diretto dei layer catastali distinti per comune, con aggiornamento semestrale.


Sebbene l’AdE abbia attualmente in corso importanti attività di processamento automatico e verifica manuale, basate sul recupero della precisione e sulla costruzione delle congruenze topologiche tra mappe contigue per eliminare i problemi di sovrapposizione o buchi tra fogli di mappa adiacenti, legati sostanzialmente al processo produttivo originario di vettorializzazione che li ha allontanati dalla precisione delle mappe originali di impianto (mosaicatura), questo lavoro non è ancora completato sull’intero territorio piemontese, e sembra comunque non riguardare i fogli di confine tra comuni diversi.


Allo stato attuale quindi, i dati catastali, così come disponibili attraverso il Sistema di Interscambio, non sono direttamente utilizzabili all'interno di numerosissimi processi programmatori e autorizzativi a livello regionale (per esempio Pianificazione territoriale e urbanistica, Difesa suolo, Aree naturali, Agricoltura, Ambiente, Edilizia, ecc..), soprattutto quando è necessario utilizzarli come base per la derivazione di una qualche cartografia, come avviene per esempio nel caso dei Piani Regolatori Comunali.


Il progetto Mosaicatura catastale di riferimento regionale nasce dalla volontà di Regione Piemonte di ovviare a tali problematiche e rispondere nell'immediato all'esigenza delle Pubbliche Amministrazioni locali di disporre di una Cartografia Catastale di Riferimento mosaicata, nelle more del completamento della mosaicatura iniziata dall’AdE. Inoltre, permetterà di integrare la classe “part_cat - Particelle catastali” nella Base Dati territoriale di riferimento degli Enti (BDTRE) in modo coerente con le altre classi così come previsto dalle Specifiche di Contenuto nazionali dei Database GeoTopografici.


La cartografia catastale prodotta dal progetto ovviamente non ha valenza legale. 
L'obiettivo è quello di mettere a disposizione un dato esclusivamente a valenza cartografica che consenta sia nei procedimenti di tipo pianificatorio/programmatorio sia in quelli autorizzativi una maggior coerenza tra le informazioni geografiche con evidenti ricadute positive sui procedimenti amministrativi.

Come si sviluppa il progetto
Ogni foglio di mappa scaricato attraverso il Sistema di Interscambio (SigmaTer Piemonte) è riposizionato sulle mappe Originali d’Impianto, precedentemente georiferite con metodo scientifico a cura del Politecnico di Torino, a partire dall'individuazione di punti omologhi sui dati catastali e sui raster degli originali di impianto. Vengono quindi calcolati i parametri che consentono di applicare una deformazione al dato vettoriale che lo porta a sovrapporsi sull’Originale d’Impianto.


L'individuazione dei parametri e il riposizionamento vengono eseguiti per singolo foglio di mappa. L'applicazione dei parametri è ovviamente ripetibile per tutti i livelli catastali (fogli, particelle, ecc.) e, ad invarianza di dati disponibili sul sistema di interscambio, ad ogni aggiornamento disponibile.


Ai fogli di mappa così riposizionati viene applicata una procedura di mosaicatura. Il processo prevede la risoluzione delle anomalie tra fogli adiacenti, in termini di sovrapposizione e buchi nella copertura, residue dopo la fase di riposizionamento. Il prodotto finale consiste in una copertura completa e continua dei dati catastali, corretti nella loro posizione.

Il progetto di riposizionamento e mosaicatura è terminato per tutto il territorio regionale e dal 2021 viene effettuato un aggiornamento annuale.

Il dato catastale descritto contribuisce ad aggiornare alcune classi del database geotopografico regionale (BDTRE), come ad esempio l’edificato e le strade in ambito urbano.

L’aggiornamento attuale dei dati è riferito allo scarico da SigmaTER di marzo 2024 ed è previsto nel corso del 2025 un aggiornamento.
 

Dove trovare i dati
Per lo scarico dei fogli solo riposizionati o riposizionati e mosaicati accedere alla mappa che si trova nella sezione specifica del GeoPortale regionale e cliccare sul comune di interesse. Dalla finestra di Informazione oggetto cliccare sul link di scarico. Sulla mappa i comuni sono stati tematizzati a seconda della disponibilità di dati in forma riposizionata o riposizionata e mosaicata.

Confronto tra posizione del layer “Fabbricati catastali” prima delle operazioni di riposizionamento (poligoni rossi) e dopo avere subito anche la mosaicatura (poligoni a tratteggio), rispetto alla ortofoto regionale ICE 2009-2009, che a causa qualità della georeferenziazione è considerata “la situazione di riferimento
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Gruppo di Redazione

Geoportale della Regione Piemonte

Anno
2026

Gli Enti della Pubblica Amministrazione piemontese producono in maniera strutturata una considerevole quantità di dati territoriali/geografici che descrivono il territorio in termini generali (ad esempio mappe topografiche) oppure rappresentano anche quantitativamente specificità tematiche (ad esempio dal punto di vista ambientale, di pianificazione, ecc.). Tale informazione costituisce una imprescindibile base di conoscenza su cui basare, a tutti i livelli, azioni di programmazione e monitoraggio del territorio.

In coerenza con quanto previsto dalla Direttiva Europea che istituisce la “Infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità Europea - INSPIRE (INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe)” e dal suo recepimento nazionale (D.Lgs. n. 32/2010), con riferimento anche al Repertorio Nazionale Dati Territoriali (RNDT), istituito dal Codice dell’Amministrazione Digitale, Regione Piemonte ha scelto di intervenire per razionalizzare gli investimenti ed evitare di raccogliere più volte le stesse informazioni, promuovendo l’armonizzazione, la diffusione e un uso più ampio dei dati a valenza geografica, attraverso la realizzazione del GeoPortale Piemonte, evoluzione del precedente catalogo dati SITAD e del Catalogo delle Informazioni Ambientali.

Il GeoPortale Piemonte è quindi il catalogo primario di accesso alle informazioni geografiche, raccolte e sistematizzate nel corso degli anni, permettendo di utilizzare servizi di ricerca dei dati disponibili attraverso i relativi metadati, offrendo la possibilità di consultarli in conformità a standard internazionali (cosiddetti geoservizi) e di eventualmente scaricarli con specifiche licenze d’uso.

Secondo il principio INSPIRE per cui i dati devono essere raccolti e conservati dove sono prodotti (once only principle), il GeoPortale è in grado di federare altri cataloghi metadati ed essere a sua volta federato, in una logica di geoportale “diffuso”, in cui ogni soggetto è pienamente responsabile dei propri dati/servizi e metadati.
Tale federazione permette quindi di interrogare da ogni geoportale non solo il catalogo dei metadati dell’ente titolare del geoportale, ma anche quelli degli altri enti che hanno sottoscritto accordi di condivisione dei propri cataloghi.

La partecipazione al GeoPortale è aperta a tutti i soggetti interessati all’interoperabilità dell’informazione geografica in relazione alle attività istituzionali svolte e ai compiti a essi attribuiti; interoperabilità che si declina in primo luogo proprio nell’individuazione e nella condivisione delle basi dati geografiche di interesse comune.

La home page del GeoPortale Piemonte  è stata strutturata in maniera molto semplice per facilitare l’individuazione immediata della funzione desiderata. In particolare, sono immediatamente riconoscibili le tre funzioni principali che tutti i geoportali hanno, o dovrebbero, avere: 
1) servizi di ricerca CSW (discovery service);
2) servizi di consultazione/visualizzazione WMS (view service);
3) servizi di scaricamento zipfile, WFS, WCS (download service).
 

Home Page del GeoPortale Piemonte.

Al 15 maggio 2025 , sono consultabili nel GeoPortale Piemonte 918 metadati prodotti da Regione Piemonte (erano 906 al 15 maggio 2024 e 626 al 15 maggio 2018 ), dei quali 363 si riferiscono a dataset scaricabili direttamente, mentre sono presenti 378 geoservizi basati su standard internazionali pubblicati da Open Geospatial Consortium-OGC (11 servizi WCS, 75 servizi WFS, 249 servizi WMS, 42 servizi WMTS, 1 servizio Vector Tile).

Il servizio di ricerca, come detto, permette di interrogare il Catalogo di Metadati che descrivono, secondo modalità codificate dalle specifiche nazionali del Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali RNDT, il contenuto del dataset o del servizio che si sta ricercando.
Il metadato sta ad un dataset/servizio come il foglietto illustrativo o bugiardino sta ad un farmaco; infatti così come il foglietto contiene informazioni essenziali per l’uso corretto e sicuro del farmaco (composizione, forma farmaceutica, indicazioni terapeutiche, controindicazioni, posologia e modalità di somministrazionee, effetti indesiderati, produttore, data di scadenza), il metadato riporta tutte le caratteristiche di un dataset o servizio.
Tipicamente i contenuti di un metadato riguardano le categorie riportate nella figura sottostante; la compilazione di queste informazioni (scala di produzione del dato, data di aggiornamento, riferimenti al titolare del dato, sistema di riferimento, vincoli d’uso legati alla licenza di distribuzione, eccetera) costituiscono un dato fondamentale per poter usare il dato in maniera proficua e senza errori.
 

Struttura dei metadati

Una volta impostate le chiavi di ricerca e i filtri che permettono di meglio circoscrivere la richiesta (parole chiave, catalogo dell’Ente su cui effettuare la ricerca, estensione areale, eccetera), il catalogo restituirà l’elenco dei metadati corrispondenti alla richiesta.

Esempio di ricerca di metadati relativi a fasce fluviali: il Catalogo restituisce 14 risultati

Individuato il dataset/servizio di proprio interesse ed dopo avere letto i contenuti del metadato, è poi possibile, a seconda della disponibilità all’accesso accordata dal titolare del dato, consultare e visualizzare il dato o scaricarlo

Consultazione di un metadato
Visualizzazione ed interrogazione del dataset Fasce fluviali e aree inondabili vigenti nel visualizzatore del GeoPortale Piemonte

Il geoservizio WMS visualizzato può essere anche consultato entro un software GIS, poiché le specifiche di realizzazione del servizio WMS garantiscono l’interoperabilità e quindi la possibilità di accedere al servizio stesso attraverso tutte le modalità di accesso che supportino il protocollo WMS.

Visualizzazione del geoservizio WMS del dataset consumo di suolo attraverso il software libero QGIS

Infine, qualora il titolare del dataset lo consenta, è possibile scaricare direttamente il dataset, attraverso l’apposito link presente nel metadato.

Scarico del dataset da link diretto dal metadato

Tutte le informazioni geografiche prodotte da Regione Piemonte e pubblicate sul GeoPortale come dataset in scarico oppure geoservizio sono esposte come Open Data, così come previsto dalla Legge Regionale 24/2011 sugli open data.

In particolare, Regione Piemonte individua la licenza Creative Commons 4.0 BY come licenza standard regionale, superando così le limitazioni della precedente licenza Creative Commons 2.5 sulla tutela del diritto d’autore sulle banche dati (c.d. diritto sui generis), ora esplicitamente previsto dalla versione 4.0.

In pratica, questa licenza permette all’utente di condividere, riprodurre, distribuire il materiale con qualsiasi mezzo e formato; inoltre può modificare, trasformare il materiale e basarsi su di esso per le opere derivate, per qualsiasi fine, anche commerciale, purché sia citata la fonte originale.

 

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