La Base Cartografica Regionale (BDTRE)

Anno
2026

La lettura dell’ambiente attraverso strumenti di tipo cartografico costituisce uno degli elementi principali di supporto tecnico per il governo del territorio, le cui strategie si snodano attraverso articolate relazioni fra uomini e luoghi.
Solo la conoscenza fattuale ed il più possibile oggettiva del territorio in cui viviamo permette di attuare e monitorare le politiche di sviluppo (sociale, economico ecc…). Gli strumenti e le tecnologie di cui disponiamo consentono sofisticati approfondimenti e letture diversificate, grazie ai quali le diverse rappresentazioni del territorio sono in grado di evidenziarne le specificità nell’ambito di un quadro generale.

Regione Piemonte, fin dalla sua nascita, si è dotata di un proprio ufficio cartografico, evoluto nell'attuale Settore Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale che ha tra le proprie competenze anche il compito di produrre ed aggiornare la base cartografica di riferimento.
Costruire una base cartografica rappresenta il compimento di un percorso complesso che, a partire da una somma di conoscenze geografiche, attraverso un sistema strutturato di dati posti in relazione tra di loro (informazioni), opportunamente combinati in un allestimento cartografico, porta alla realizzazione di una mappa vera e propria.
Una mappa è quindi una rappresentazione il più oggettiva possibile della realtà finalizzata all'incremento delle conoscenze su un dato territorio.

Foglio 80 “Cuneo” in scala 1:100’000 prodotto da U.S. Army Map Service nel 1943 (fonte: Perry-Castañeda Library, Università del Texas) (immagine non in scala)

Nel tempo, questo percorso non è concettualmente cambiato, ma, dal punto di vista tecnico, trattare dati geografici è oggi sinonimo di GIS (Geographic Information System), approccio completo di produzione e gestione dei dati geografici in grado di gestirne il ciclo completo di vita.

I GIS permettono di creare informazione geografica, di conservarla, di riutilizzarla, di modificarla, aggiornarla e renderla disponibile in molte forme e formati, automatizzando tutte quelle fasi ripetitive che rendevano la produzione di una cartografia (generale o tematica) un’attività di enorme impegno.

In senso più ampio, l’Infrastruttura Geografica Regionale così come descritta dalla l.r. 21/2017 [3] si occupa proprio della pianificazione, coordinamento e sviluppo della informazione geografica regionale e in particolare della Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE).

La prima produzione cartografica ufficiale di Regione Piemonte è la Carta Tecnica Regionale in scala 1:10’000, pubblicata nel 1991, che attraverso vari aggiornamenti negli anni ha costituito la base cartografica ufficiale regionale sino al 2014.

Carta Tecnica Regionale 1991 in scala 1:10’000, Sezione 226030 “Cuneo” (immagine non in scala)

La Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE)

A seguito dell’obsolescenza della Carta Tecnica Regionale 1:10’000 in termini di contenuti e di modalità tecnologica di gestione e mantenimento, Regione Piemonte ha promosso la realizzazione della Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE), base dati geografica del territorio piemontese, con i contenuti propri di una cartografia tecnica e strutturata secondo specifiche nazionali (cosiddetto National Core), adattate alla realtà piemontese.

L’allestimento cartografico, derivato dai contenuti della BDTRE, costituisce “la base cartografica di riferimento per la Regione e per tutti i soggetti pubblici e privati che con essa interagiscono”, ai sensi dell’articolo 5 comma 4 della Legge regionale 1 dicembre 2017, n. 21 (Infrastruttura regionale per l’informazione geografica), sostituendo quindi la Carta Tecnica Regionale.

Per consentirne la piena fruizione ai molteplici soggetti interessati, dagli Enti della P.A. piemontese, ai professionisti, agli enti universitari e di ricerca e ai cittadini, la Base Cartografica di Riferimento è resa disponibile in modalità open data, attraverso il GeoPortale Piemonte. 
Tutti i dati e i servizi pubblicati sono disponibili con licenza Creative Commons 2.5 BY, in progressiva sostituzione con la versione 4.0) attraverso il GeoPortale Piemonte

Modalità di messa a disposizione e fruizione di BDTRE

La BDTRE, aggiornata attraverso nuove produzioni e attraverso i sistemi informativi settoriali e tematici regionali, viene rilasciata annualmente sotto forma di servizi, dataset vettoriali e raster.

Il rilascio di BDTRE in modalità RASTER comporta una rappresentazione dell’informazione geografica contenuta in BDTRE cristallizzata ad una data e ad una scala specifica, attraverso un allestimento cartografico.
Ad ogni nuova edizione i contenuti potranno essere diversi in funzione degli aggiornamenti intervenuti. Ogni edizione è accompagnata dall’indicazione dell’anno di rilascio, ad esempio BDTRE RASTER 2024.

Il rilascio di BDTRE in modalità SERVIZIO avviene attraverso l’esposizione di geoservizi standard (servizi WMS e WMTS), i cui riferimenti sono pubblicati sul GeoPortale regionale. 
La cartografia BDTRE così esposta corrisponde all’edizione corrente così come definita per la modalità Raster. Anche in questo caso sarà chiaro all’utente l’edizione di riferimento.

Per quanto riguarda il rilascio di BDTRE in modalità VETTORIALE, è disponibile anch’essa attraverso il GeoPortale Piemonte, ed è la versione in formato  shapefile e geopackage dell’edizione corrente di BDTRE. Pertanto il contenuto informativo (geometria ed attributi) è il medesimo che si ritrova nelle versioni raster e servizio.    

È disponibile anche un servizio di esposizione vettoriale (servizio WFS) che può essere utilizzato sia per la visualizzazione delle informazioni sia per lo scarico diretto.

Infine a richiesta è disponibile anche l’intero database geotopografico, nel formato Postgres/PostGIS.

Base Cartografica di Riferimento di Regione Piemonte in scala 1:250’000, edizione 2024 (immagine non in scala)

Contenuti di BDTRE e aggiornamenti

Da alcuni anni sono in corso attività continue per il miglioramento e l’aggiornamento dei contenuti di BDTRE che provengono da diverse fonti che vengono inserite ed armonizzate geometricamente e semanticamente, seguendo le specifiche di contenuto citate.
Ad esempio, per quanto riguarda il tema Edificato, la principale forma di aggiornamento deriva dal progetto Mosaicatura catastale di riferimento regionale dal quale vengono derivate gli elementi geometrici relativi ai fabbricati, alle strade urbane e altre tipologie di informazioni.

È stata rilasciata l'edizione annuale 2025 della BDTRE con una novità in merito ai formati di distribuzione dei vettoriali, in particolare per i dati vettoriali scaricabili del database geotopografico, è stato abbandonato il formato fisico “shapefile” a favore del più moderno “geopackage”.

Le novità di contenuto sono molteplici e riguardano vari aspetti; di seguito l’elenco sintetico delle principali:

  • Acquisizione dei limiti comunali da catasto. È questa una novità molto importante che consiste nella sostituzione in BDTRE dell’attuale limite amministrativo cartografico di derivazione ISTAT con quello derivato dal “Progetto di mosaicatura catastale di riferimento regionale”;
  • Integrazione completa delle Classi della BDTRE “edifici”, “manufatti”, “viabilità” e “coperture vegetali” con le informazioni di derivazione nella zona sud della provincia di Cuneo e ovest di Città Metropolitana di Torino ;
  • Inserimento del nuovo oronimo “Cima della Pace” nel Comune di Chiusa di Pesio (CN);
  • Aggiornamenti e correzioni puntuali su segnalazione degli utenti;
  • Integrazione dei nomi di Chiese, Musei, Teatri, Edifici di interesse;
  • Integrazione dei nomi delle principali dighe;
  • Tema “viabilità ferroviaria”: allineamento nomi giunzioni stazioni ferroviarie e edifici di tipo “stazione passeggeri”;
  • Visualizzazione negli allestimenti dei tratti di ferrovia dismessa;
  • • Revisione delle tematizzazioni dei WMS per la viabilità mista secondaria;
  • Avanzamento delle attività di revisione e integrazione della “viabilità mista secondaria” di tipo Sentiero (in collaborazione con il progetto Registro Patrimonio Escursionistico di Regione Piemonte);
  • Avanzamento delle attività di revisione e integrazione della viabilità di competenza delle province (in collaborazione con il progetto Archivio Strade Regionale);
  • Inserimento dei cippi di confine di stato (per il solo versante francese), da fonte IGM.

Il riconoscimento da parte di tutti i fruitori pubblici e privati di BDTRE come Base Cartografica di Riferimento garantisce che l’elemento geometrico sia unico ed univoco, e che ad esso si possano riferire tutti i sistemi informativi tematici e settoriali.

In questa maniera è possibile derivare da procedimenti amministrativi, quali revisione di strumenti urbanistici, autorizzazioni/concessioni, informazioni sia di tipo spaziale sia descrittive, riferibili ad oggetti cartografati o non ancora cartografati entro BDTRE.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Contratti di Fiume a livello nazionale

Anno
2026

Con l’introduzione, nel 2015, nel D.Lgs. 152/2006 dell’articolo 68 bis, che attribuisce ai Contratti di Fiume un ruolo importante per all'attuazione della pianificazione sulle acque regionale e distrettuale, questo strumento è stato riconosciuto e potenziato a livello nazionale.

A seguito di questo riconoscimento normativo, per espandere ulteriormente l’esperienza dei Contratti, si è creato Osservatorio nazionale sui Contratti di Fiume, finanziato con il progetto CREIAMO PA nell’ambito del PON Governance 2014-2020, per rendere omogeneo l’approccio partecipativo alle politiche fluviali a livello italiano e formare di tecnici della PA capaci di condurre processi negoziali sul territorio nazionale. Il coordinamento è svolto, dal 2020, dal Ministero Ambiente (attualmente Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - MASE). La Regione Piemonte è una delle due regioni attivamente coinvolte nel Comitato di Indirizzo del Progetto. 

Il lavoro dell'Osservatorio ha permesso di predisporre la Piattaforma Nazionale dei Contratti di Fiume che, attraverso la raccolta di dati, il monitoraggio e la messa a sistema delle azioni realizzate sui territori nell’ambito dei Contratti di Fiume, permette di avere un quadro coerente della diffusione e dello stato di avanzamento dei processi di CdF sul territorio italiano. 

Nell’autunno 2023 si è concluso questo primo progetto, la Piattaforma informatica è stata presa in carico dal MASE per garantirne la continuità e l'implementazione. Attualmente tutte le Regioni stanno sottoscrivendo un protocollo che consentirà la fruizione e inserimento dei propri dati sullo stato di avanzamento dei singoli Contratti.

Sono stati prodotti tre video animati per la divulgazione del significato e del valore dei “Contratti”, a scopo informativo e didattico:

Informazioni e risorse aggiuntive


I contratti di Fiume sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Acqua

FESR 2021-2027 - Resilienza dei territori fluviali e Infrastrutture blu

Per la prima volta, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Regione Piemonte sostiene economicamente la riqualificazione degli ambienti fluviali e lacustri, a sottolineare l’importanza che questi temi hanno per aumentare la resilienza del territorio regionale ai rischi naturali derivanti dagli effetti negativi causati dal cambiamento climatico e, attraverso il Bando “Infrastrutture blu”, sono  stati inoltre finanziati interventi per la tutela della biodiversità dei territori connessi alle acque.

Tra il 2023 e il 2025 sono stati aperti 45 bandi con beneficiari la Città Metropolitana di Torino, le Province, i Comuni in forma semplice o associata, gli Enti Parco regionali, i gestori delle aree della Rete Natura 2000 e gli Enti Parco nazionali del territorio piemontese.

Gli interventi, attualmente in corso di realizzazione, consentiranno di migliorare la capacità degli ecosistemi acquatici presenti in fiumi, torrenti, laghi ed aree umide per superare le criticità climatiche dovute ai cambiamenti in atto, favorendo le infrastrutture verdi e le misure naturali di ritenzione idrica. Sono finanziabili interventi quali: la rinaturazione delle sponde fluviali, finalizzate a trattenere le acque per favorire gli habitat e ricaricare le falde, la riqualificazione della vegetazione delle sponde e delle aree prossime ai corsi d’acqua e ai laghi, realizzazione di fasce tampone, creazione di corridoi ecologici, riattivazione di risorgive, ricostruzione di ambienti naturali idonei alla riproduzione delle specie acquatiche autoctone, miglioramento delle caratteristiche morfologiche dei corsi d'acqua, contrasto alla diffusione di specie alloctone invasive, rimozione di opere trasversali e longitudinali, creazione di scale di risalita per la fauna ittica, creazione di ecosistemi filtro, riapertura di corsi d’acqua tombinati.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Tutte le misure attuative del PR FESR 21-27.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Per la prima volta, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Regione Piemonte sostiene economicamente la riqualificazione degli ambienti fluviali e lacustri, a sottolineare l’importanza che questi temi hanno per aumentare la resilienza del territorio regionale ai rischi naturali derivanti dagli effetti negativi causati dal cambiamento climatico e, attraverso il Bando “Infrastrutture blu”, sono  stati inoltre finanziati interventi per la tutela della biodiversità dei territori connessi alle acque.

Tra il 2023 e il 2025 sono stati aperti 45 bandi con beneficiari la Città Metropolitana di Torino, le Province, i Comuni in forma semplice o associata, gli Enti Parco regionali, i gestori delle aree della Rete Natura 2000 e gli Enti Parco nazionali del territorio piemontese.

Gli interventi, attualmente in corso di realizzazione, consentiranno di migliorare la capacità degli ecosistemi acquatici presenti in fiumi, torrenti, laghi ed aree umide per superare le criticità climatiche dovute ai cambiamenti in atto, favorendo le infrastrutture verdi e le misure naturali di ritenzione idrica. Sono finanziabili interventi quali: la rinaturazione delle sponde fluviali, finalizzate a trattenere le acque per favorire gli habitat e ricaricare le falde, la riqualificazione della vegetazione delle sponde e delle aree prossime ai corsi d’acqua e ai laghi, realizzazione di fasce tampone, creazione di corridoi ecologici, riattivazione di risorgive, ricostruzione di ambienti naturali idonei alla riproduzione delle specie acquatiche autoctone, miglioramento delle caratteristiche morfologiche dei corsi d'acqua, contrasto alla diffusione di specie alloctone invasive, rimozione di opere trasversali e longitudinali, creazione di scale di risalita per la fauna ittica, creazione di ecosistemi filtro, riapertura di corsi d’acqua tombinati.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Tutte le misure attuative del PR FESR 21-27.

Anno
2026

Contratti di Fiume e di Lago - Le politiche di livello locale

Anno
2026

La finalità primaria del Contratto di Fiume e di Lago si delinea nel riconoscere il ruolo centrale del sistema acqua nelle politiche e nelle programmazioni inerenti il governo del territorio”.

Con queste parole hanno inizio le Linee Guida dei Contratti di Fiume del Piemonte, da qui emerge la necessità e la volontà di creare occasioni di collaborazione e di integrazione tra le istituzioni pubbliche, tra queste e gli attori privati presenti localmente, nelle scelte di pianificazione e programmazione dei diversi comparti produttivi, dell’ambiente e del territorio.

Il Piemonte storicamente ha sempre avuto una notevole disponibilità idrica naturale ma recentemente, a fronte dei cambiamenti climatici in atto con diversa distribuzione delle piogge e un aumento delle temperatura, questa risorsa ha visto un notevole calo delle disponibilità in tutta la Regione. Così, a causa degli eventi siccitosi, la pressione esercitata sul sistema delle acque superficiali e sotterranee da parte dei prelievi idrici e dei fenomeni di inquinamento puntuale e diffuso, sta creando un maggiore impatto sulla qualità del sistema idrico, sia in aree montane che di pianura.

Per dare soluzione alle problematiche del territorio il Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po e il Piano Regionale di Tutela delle Acque, affrontano in modo integrato le criticità tenendo conto sia degli aspetti quantitativi, sia di quelli qualitativi e propongono misure per una concreta gestione della risorsa e dei suoi usi. Si coordinano, inoltre, con le scelte effettuate dalle altre pianificazioni - territorio, industria, energia, agricoltura, pesca. 

I Contratti (CdF) costituiscono uno strumento “intelligente” e operativo per trasferire a livello locale queste misure pianificatorie di area vasta e per questo sono stati inseriti come Misure Chiave, KTM26-P5-a108, nel Piano di Gestione distrettuale (PdG Po).

Rappresentano anche il mezzo attraverso cui ottimizzare e orientare le risorse economiche. In questo momento di particolare crisi climatica ed economica nel quale è sempre più difficile sostenere politiche di tutela, i territori che riusciranno a lavorare in modo coeso, in un quadro di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, avranno maggiori possibilità di invertire la tendenza al degrado e perseguire obiettivi di riqualificazione ambientale e sviluppo sociale ed economico sostenibili. 

In Piemonte il Contratto di Fiume rappresenta soprattutto una metodologia di lavoro che coinvolge le politiche e le attività di soggetti pubblici e privati, per la condivisione di decisioni sul territorio. Lo strumento usato è il processo di programmazione negoziata e partecipata tra le parti allo scopo di superare le difficoltà locali .

Non costituiscono un livello aggiuntivo di pianificazione, ma uno strumento di gestione, attraverso cui integrare e coordinare gli strumenti di pianificazione e programmazione e gli interessi, anche contrapposti, presenti sul territorio in relazione all’acqua.

Ha natura volontaria ed è un processo “democratico” che si affianca all’approccio degli obblighi e divieti legati a leggi e regolamenti. Il Contratto, attraverso impegni condivisi, mira ad ottenere comportamenti virtuosi di chi vive intorno al fiume, dalle istituzioni ai singoli cittadini: questo rappresenta il punto di forza di questo strumento. 

In Regione Piemonte sono attualmente presenti, a diverso livello di attività, 14 Contratti di Fiume, 3 Contratti di Lago e 1 Contratto di Zona Umida (Tabelle 1 e 2).

Nel 2026 sono stati sottoscritti 2 Contratti: Zona umida della pianura risicola vercellese e del Bacino del Torrente Chisola.

Entrambi hanno delle peculiarità rispetto agli altri: il primo è l’unico Contratto italiano in un’area umida interna e rispecchia la particolare storia del territorio: la pianura risicola è un habitat nato dall'azione antropica: la coltivazione del riso ha storicamente contribuito in maniera positiva alla formazione di un particolare agro-ecosistema, un connubio tra ambiente naturale e paesaggio agricolo, che crea le condizioni favorevoli per una elevata biodiversità.

Questo ambiente riveste un ruolo unico per l'elevata presenza di avifauna acquatica attratta dalle camere di risaia allagate in primavera-estate.

Il Contratto del bacino del Torrente Chisola, d’altro canto, si configura come il primo in Piemonte nato interamente su impulso dei Comuni, come necessità spontanea di coordinamento degli enti locali del territorio, a seguito degli eventi alluvionali del novembre 2016.

In questa occasione è emersa infatti, in modo evidente, la necessità di coordinamento su scala sovracomunale, per affrontare rischi immediati e nuove prospettive future nella gestione del territorio e il Contratto di Fiume è stato scelto come lo strumento adeguato per creare tale coordinamento.

Tabella 1 - Stato dell'arte dei Contratti di Fiume in Piemonte
CORSI D’ACQUA Stato di Attuazione Ente Responsabile n. Comuni
Torrente Sangone sottoscritto nel 2009 Città M.na di Torino 15
Torrente Belbo sottoscritto nel 2010 Provincia di Asti 57
Torrente Orba sottoscritto nel 2010 Provincia di Alessandria 18
Torrente Agogna sottoscritto nel 2015 Provincia di Novara 34
Torrente Pellice sottoscritto nel luglio 2020 Città M.na di Torino 16
Torrente Stura di Lanzo sottoscritto in aprile 2024 Città M.na di Torino 36
Alto Po protocollo di intesa nel 2013 Parco del Po Cuneese 33
Torrente Bormida protocollo di intesa nel 2013 Regione Piemonte 86
Torrente Scrivia protocollo di intesa nel 2013 Provincia di Alessandria 61
Fiume Dora Baltea protocollo di intesa nel 2018 (ALCOTRA “Eau Concert II”) BIM Dora Baltea 84
Torrente Chisola sottoscritto nel maggio 2026 Comune di Volvera 21
Torrente Tiglione protocollo di intesa nel 2020, attualmente in VAS Provincia di Asti 14
Zona Umida Pianura Risicola Vercellese sottoscritto nel maggio 2026 Provincia Vercelli 28
Fiume Tanaro protocollo di intesa nel 2023 Provincia di Alessandria -
Tabella 1. Stato dell'arte dei Contratti di Fiume in Piemonte
Tabella 2. Stato dell'arte dei Contratti di Lago in Piemonte
LAGHI Stato di Attuazione Ente Responsabile n. Comuni
Laghi di Avigliana sottoscritto nel maggio 2017 Città metropolitana di Torino 3
Lago di Viverone sottoscritto nel febbraio 2016 Provincia di Biella 10
Lago Cusio sottoscritto nel novembre 2021 Ecomuseo Cusius 20
Tabella 2. Stato dell'arte dei Contratti di Lago in Piemonte
Figura 1. Contratti di Fiume in Piemonte
Figura 2. La contrattazione dei Contratti di Fiume
Informazioni e risorse aggiuntive


I contratti di Fiume e di Lago sul sito di Regione Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/acqua/contratti-fiume-lago

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Acqua

Piano di Gestione del Distretto Idrografico del Po

Anno
2026

Il PdG Po 2021 è l'aggiornamento del precedente piano, così come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque (DQA), che prevede la revisione del piano distrettuale con cadenza sessennale, per di adeguare il programma delle misure per la tutela delle risorse idriche in relazione all'evoluzione del quadro ambientale delle acque del bacino padano.


Nella  Tabella 1 (Quadro di sintesi delle Misure Individuali prioritarie in Piemonte) sono riportate le principali misure presenti nel PdG Po 2021 per il territorio piemontese, in esito al processo di revisione effettuato dalla Regione Piemonte, inserite e approfondite nel PTA.

Tabella 1 - Quadro di sintesi delle Misure Individuali prioritarie in Piemonte
N° KTM Misure chiave (Key Type Measures – KTM) Esempi di Misure individuali prioritarie
KTM 1 Costruire o ammodernare gli impianti di trattamento delle acque reflue Incremento efficienza di depurazione dei reflui urbani eliminando gli impianti a minore efficienza
KTMs 2 e 3 Ridurre l'inquinamento dei nutrienti di origine agricola / Ridurre l'inquinamento da pesticidi in agricoltura Realizzazione di fasce tampone o ecosistemi filtro lungo il reticolo naturale ed artificiale di pianura
KTM 4 Bonificare i siti contaminati (inquinamento storico compresi i sedimenti, acque sotterranee, suolo) Realizzazione di interventi di bonifica dei siti contaminati e di messa in sicurezza (per laghi e acque sotterranee)
KTMs 5 e 6 Migliorare la continuità longitudinale (ad es. attraverso i passaggi per pesci, demolizione delle vecchie dighe) / Migliorare le condizioni idromorfologiche dei corpi idrici, diverse dalla continuità longitudinale (ad es: restauro fluviale, miglioramento delle aree ripariali, rimozione di argini, riconnessione dei fiumi alle loro pianure alluvionali, ecc.) Mantenimento e ripristino della vegetazione nelle aree di pertinenza fluviale, per incrementare la resilienza dei sistemi naturali ai cambiamenti climatici / Realizzazione di interventi integrati di mitigazione del rischio idrogeologico, di tutela e riqualificazione degli ecosistemi e della biodiversità (integrazione dir. Acque, Alluvioni, Habitat, Uccelli)
KTM 7 Migliorare il regime di deflusso e/o definizione della portata ecologica Applicazione Direttiva Deflussi Ecologici (deliberazione CIP 4/2017)
KTM 8 Misure per aumentare l’efficienza idrica per l'irrigazione, l'industria, l'energia e l’uso domestico Azioni strutturali per assicurare il riequilibrio della disponibilità idrica a scala di area vasta / Mappatura dell'efficienza dell'uso irriguo e individuazione dei target di risparmio e/o incremento dell'efficienza
KTMs 9-11 Misure relative alla "politica dei prezzi" dell'acqua per l'attuazione del recupero dei costi dei servizi idrici (uso domestico, industriale e agricolo) Applicazione del "Regolamento recante i criteri per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d'impiego dell'acqua" / Revisione e regolamentazione dei canoni per i diversi usi ai fini della incentivazione dell'efficienza e del recupero di costi ambientali e della risorsa
KTM 13 Misure di tutela dell'acqua potabile (ad esempio istituzione di zone di salvaguardia, fasce tampone, ecc) Ricondizionamento, chiusura o sostituzione dei pozzi che mettono in comunicazione il sistema acquifero superficiale con quello profondo / Disciplina per la definizione e gestione delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano
KTM 14 Ricerca e miglioramento dello stato delle conoscenze al fine di ridurre l'incertezza Aumento delle conoscenze sulla contaminazione diffusa da solventi clorurati nelle acque sotterranee / Aumento delle conoscenze sui microinquinanti emergenti
KTM 15 Misure per la graduale eliminazione o riduzione delle emissioni, degli scarichi e perdite di sostanze pericolose prioritarie. Disciplina degli scarichi contenenti le sostanze prioritarie (dir. 2013/39/UE)
KTM 18 Misure per prevenire o per controllare gli impatti negativi delle specie esotiche invasive e malattie introdotte Interventi per il contenimento di specie animali e vegetali invasive
KTM 23 Misure per la ritenzione naturale delle acque Potenziare la capacità di espansione delle piene nelle aree di pertinenza fluviale
KTM 24 Adattamento ai cambiamenti climatici Predisposizione del Piano di Gestione delle Siccità a livello di Distretto
KTM 26 Governance Attivazione e attuazione dei contratti di fiume, lago, zona umida e delta / Potenziamento delle azioni di salvaguardia delle aree di valore naturale e ambientale
Tabella 1 - Quadro di sintesi delle Misure Individuali prioritarie in Piemonte

La revisione del programma di misure è avvenuta in relazione al quadro aggiornato dello stato ambientale delle acque, con riferimento al sessennio di monitoraggio 2014-2019, alla nuova analisi delle pressioni e degli impatti, sulla base dello stato di attuazione ed efficacia delle misure già avviate, nonché con riferimento alla contestuale revisione degli obiettivi ambientali da conseguire per i corpi idrici superficiali e sotterranei.

Le informazioni ambientali attuali mostrano una situazione sostanzialmente invariata rispetto al precedente sessennio di monitoraggio, con criticità tuttora presenti correlate principalmente alla necessità di completare ed implementare determinate linee di azioni già attivate. Si citano, ad esempio, le misure relative al cosiddetto comparto dei "servizi ecosistemici", misure di recupero della funzionalità ecologica dei corsi d’acqua, ritenute strategiche ma che necessitano di tempi lunghi per determinare miglioramenti rilevabili sullo stato delle acque; si citano, inoltre, le misure di salvaguardia quantitativa dei corpi idrici afferenti al comparto del "riequilibrio del bilancio idrico” (es. sviluppo e applicazione della regolamentazione sul rilascio del deflusso ecologico), che risentono di un ritardo di attuazione, poiché correlate a importanti e onerosi interventi di regolamentazione e di governance da sviluppare sia a livello istituzionale sia con i portatori di interesse.

Per i corpi idrici che non hanno ancora raggiunto lo stato di "buono", sono state rafforzate le misure di riduzione dell'inquinamento diffuso di origine agricola, con l'obiettivo di limitare o eliminare i prodotti fitosanitari causa del declassamento della qualità; sono state, inoltre, aggiornate le misure afferenti ai servizi idrici di depurazione delle acque, per tenere conto dell'evoluzione della situazione ambientale e delle necessità di intervento ancora presenti; sono state avviate, infine, misure di approfondimento della conoscenza sulle pressioni e gli impatti e di adeguamento dei monitoraggi e dei piani di controllo alle emissioni per le sostanze inquinanti prioritarie e per i microinquinanti emergenti, per esempio i PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) inquinanti persistenti in ambiente, in alcuni casi bioaccumulabili e tossici in varia misura.

Il PdG Po 2021 è disponibile sul sito dell'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po.

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Acqua

Piano di Tutela delle Acque (PTA)

Anno
2026

Il PTA è il documento di pianificazione regionale di tutela dei corsi d’acqua, laghi e acque sotterranee, attuativo e integrativo della pianificazione distrettuale, che persegue la protezione e la valorizzazione del sistema idrico piemontese, in attuazione delle disposizioni della Direttiva quadro acque e con riferimento agli obiettivi strategici dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il Piano di Tutela delle Acque vigente è stato approvato nel 2021 da Consiglio Regionale del Piemonte (D.C.R. n. 179 - 18293 2 novembre 2021).

Ha il ruolo di integrare e specificare a scala regionale gli indirizzi ed i contenuti del Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po, che affronta i problemi di gestione delle acque a livello sovra regionale, cioè con riferimento all'intero bacino padano.

Nel PTA vengono declinate le azioni di tutela per ciascuno dei 634 corpi idrici superficiali (torrenti, fiumi, laghi) e dei 34 corpi idrici sotterranei (falde superficiali e falde profonde) presenti sul territorio piemontese per il raggiungimento dell’obiettivo di “buono stato” previsto dalla Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE (DQA).

Questione prioritaria nella revisione del PTA, è stata una maggiore attenzione verso le problematiche ambientali legate alle alterazioni idrologiche e morfologiche significative degli ecosistemi, correlate all’impatto dei prelievi idrici, all’artificializzazione dei fiumi e dei laghi ed ai fenomeni sempre sempre più pressanti di criticità idrica e siccità. Nel piano sono state, pertanto, rafforzate le disposizioni normative e le azioni regolamentari e strutturali di riequilibrio del bilancio idrico, di risparmio della risorsa idrica e le azioni di riqualificazione e rinaturalizzazione degli ecosistemi. In tale ottica il Piano di tutela delle acque costituisce strumento fondamentale per rafforzare la resilienza degli ambienti acquatici e degli ecosistemi connessi e per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto.

La documentazione completa del PTA 2021 è disponibile sul sito della Regione Piemonte.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Acqua

Autorità Ambientale Regionale per Fondi Europei

Priorità
Anno
2026

L'Unione Europea, per mezzo delle Regioni eroga, in un arco temporale di sette anni (Ciclo di programmazione), risorse finanziarie finalizzate al raggiungimento di specifici obiettivi comuni, declinati secondo le peculiarità territoriali delle aree interessate. Il documento che definisce gli obiettivi comuni è il Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021 che promuove, fra altri “obiettivi di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, come stabilito all’articolo 11 e all’articolo 191, paragrafo 1, TFUE, tenendo conto del principio «chi inquina paga», degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dell’accordo di Parigi adottato ai sensi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.”. Inoltre la disciplina dei fondi europei dell’attuale ciclo di programmazione è sottoposta al rispetto principio DNSH, ovvero il principio secondo cui qualunque finanziamento di derivazione UE non può arrecare danno significativo all’ambiente e le opere finanziate, che abbiano una durata superiore ai 5 anni, devono essere progettate in modo da garantirne la resistenza agli eventi climatici estremi.

Già nei precedenti cicli di programmazione era stato introdotto il ruolo di Autorità Ambientale con lo scopo di orientare e assicurare l’integrazione della componente ambientale in tutti i programmi regionali e di cooperazione, secondo quanto previsto dai singoli programmi operativi. Nell’attuale ciclo di programmazione, l’autorità ambientale, oltre a garantire in tutte le fasi della programmazione l’applicazione del principio generale dello sviluppo sostenibile, la coerenza con la Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile, collabora con l’Autorità di Gestione nella stesura degli strumenti attuativi dei programmi, affinché sia garantita anche la coerenza col principio DNSH e la resilienza agli effetti del clima, la così detta “immunizzazione climatica”.

In Regione Piemonte, l’Autorità Ambientale collabora costantemente con l’Autorità di gestione dei Programmi finanziati con i Fondi Europei per la politica di coesione 2021-2027 in modo tale da garantire che tutti i bandi, accordi di programma ed iniziative, includano i principi sopraenunciati e che tale inclusione sia monitorabile e misurabile. 

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Il monitoraggio ambientale del Piano territoriale Regionale (PTR)

La Regione Piemonte sta portando avanti un lavoro di revisione del Piano Territoriale Regionale (PTR) al fine di adeguarne i contenuti alla luce del mutato quadro socio-economico e delle sopravvenute variazioni delle politiche comunitarie, nazionali e regionali, anche in risposta alle istanze sempre più ineludibili in termini di sviluppo sostenibile e di contrasto ai cambiamenti climatici.
Nell'ambito di tale revisione, con il contributo di Arpa Piemonte e Ires Piemonte, sono stati svolti specifici approfondimenti e raccolti i dati necessari per l’aggiornamento sia del quadro strategico e strutturale del PTR, sia del Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) previsto dalla VAS. 
Nello specifico l’impostazione del monitoraggio si è fondata sugli esiti del monitoraggio ambientale del PTR vigente effettuato da Arpa Piemonte, nonché sul lavoro di ridefinizione degli indicatori del piano di monitoraggio attuale in collaborazione con Arpa Piemonte e con i settori regionali competenti nelle specifiche materie ambientali, al fine di popolarli a livello di Ambiti di Integrazione Territoriale (AIT) e di garantirne, anche sulla base delle banche dati Istat, la coerenza con gli indicatori del piano di monitoraggio della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS) e della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile (SRSvS). 
Il Documento programmatico per la revisione del PTR vigente e il relativo Rapporto preliminare di VAS sono stati adottati con d.g.r. n. 1-6558 del 06.03.2023, pubblicata sul BUR n. 10 del 09.03.2023. E' stata effettuata in seguito la fase di consultazione prevista dalla procedura di VAS e sono stati elaborati i documenti di Piano, comprensivi del Rapporto ambientale, del Piano di monitoraggio e della Sintesi non tecnica, attualmente in attesa di adozione da parte della Giunta regionale.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte sta portando avanti un lavoro di revisione del Piano Territoriale Regionale (PTR) al fine di adeguarne i contenuti alla luce del mutato quadro socio-economico e delle sopravvenute variazioni delle politiche comunitarie, nazionali e regionali, anche in risposta alle istanze sempre più ineludibili in termini di sviluppo sostenibile e di contrasto ai cambiamenti climatici.
Nell'ambito di tale revisione, con il contributo di Arpa Piemonte e Ires Piemonte, sono stati svolti specifici approfondimenti e raccolti i dati necessari per l’aggiornamento sia del quadro strategico e strutturale del PTR, sia del Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) previsto dalla VAS. 
Nello specifico l’impostazione del monitoraggio si è fondata sugli esiti del monitoraggio ambientale del PTR vigente effettuato da Arpa Piemonte, nonché sul lavoro di ridefinizione degli indicatori del piano di monitoraggio attuale in collaborazione con Arpa Piemonte e con i settori regionali competenti nelle specifiche materie ambientali, al fine di popolarli a livello di Ambiti di Integrazione Territoriale (AIT) e di garantirne, anche sulla base delle banche dati Istat, la coerenza con gli indicatori del piano di monitoraggio della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS) e della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile (SRSvS). 
Il Documento programmatico per la revisione del PTR vigente e il relativo Rapporto preliminare di VAS sono stati adottati con d.g.r. n. 1-6558 del 06.03.2023, pubblicata sul BUR n. 10 del 09.03.2023. E' stata effettuata in seguito la fase di consultazione prevista dalla procedura di VAS e sono stati elaborati i documenti di Piano, comprensivi del Rapporto ambientale, del Piano di monitoraggio e della Sintesi non tecnica, attualmente in attesa di adozione da parte della Giunta regionale.

Priorità
V4 - Valutazioni
Anno
2026

Procedure integrate alla VIA

Contestualmente alla VIA possono intervenire altre procedure di valutazione più settoriali, quali ad esempio:

  • la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS): elaborato predisposto dal proponente sulla base delle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute, che si avvale dell'Istituto superiore di sanità, al fine di stimare gli impatti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione e l'esercizio del progetto può procurare sulla salute della popolazione; il d.lgs. 152/2006 prevede di svolgere una VIS per i nuovi impianti che rientrano in una specifica categoria (es. grandi impianti di combustione, raffinerie);
  • la Valutazione di Incidenza (VI): procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito o su un'area geografica proposta come sito della rete Natura 2000, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso;
  • L’AIA (autorizzazione integrata ambientale) è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto industriale (impianto rientrante fra quelli dell’Allegato VIII della parte seconda del d. lgs. 152/2006) a condizione che sia conforme ai requisiti stabiliti dalla norma e integra in un unico atto tutte le autorizzazioni necessarie.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Contestualmente alla VIA possono intervenire altre procedure di valutazione più settoriali, quali ad esempio:

  • la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS): elaborato predisposto dal proponente sulla base delle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute, che si avvale dell'Istituto superiore di sanità, al fine di stimare gli impatti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione e l'esercizio del progetto può procurare sulla salute della popolazione; il d.lgs. 152/2006 prevede di svolgere una VIS per i nuovi impianti che rientrano in una specifica categoria (es. grandi impianti di combustione, raffinerie);
  • la Valutazione di Incidenza (VI): procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito o su un'area geografica proposta come sito della rete Natura 2000, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso;
  • L’AIA (autorizzazione integrata ambientale) è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto industriale (impianto rientrante fra quelli dell’Allegato VIII della parte seconda del d. lgs. 152/2006) a condizione che sia conforme ai requisiti stabiliti dalla norma e integra in un unico atto tutte le autorizzazioni necessarie.
Priorità
V4 - Valutazioni
Anno
2026

Mobility as a Service – MaaS

Mobility as a Service (MaaS) è un concetto globale di mobilità che prevede l'integrazione di molteplici servizi di trasporto pubblico e privato accessibili grazie ad un unico canale digitale; gli utenti, grazie al MaaS, possono viaggiare sfruttando l'intermodalità. Il suo effettivo impatto ambientale positivo dipende da diversi fattori, tra cui le specifiche modalità di trasporto integrate nella piattaforma, gli incentivi offerti agli utenti e le politiche di mobilità urbana implementate dalle autorità locali. Un MaaS ben progettato e implementato, che dia priorità alle opzioni di trasporto pubblico e condiviso, ha un grande potenziale per contribuire a città più vivibili e sostenibili.

La Regione ha aderito al “Mobility as a Service for Italy”, iniziativa che rientra nella più ampia strategia “Italia digitale 2026” e include 3 linee di intervento:

  • sperimentare il MaaS nei territori;
  • creare una piattaforma aperta per i dati di mobilità;
  • potenziare la dimensione digitale del trasporto pubblico locale.

Il progetto nazionale è finanziato dal PNRR (Misura 1.4.6. “Mobility As A Service For Italy" – Maas4italy) e prevede 3 fasi: la prima finanzia la sperimentazione in 3 città pilota, la seconda fase ha esteso ad altre 3 città metropolitane e la terza ha previsto la selezione di 7 territori, tra i quali figura il Piemonte.

Durante la sperimentazione, che ha prodotto al 31 marzo 2025 il rapporto sperimentale e che si è conclusa il 31 marzo 2026, si è andato a creare una sorta di “MaaS Ecosystem” comprendente tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni pubbliche alle aziende di trasporto pubblico locale, dalle università agli operatori privati.

Il lavoro svolto con MaaS for Piemonte ha permesso di sperimentare non solo strumenti di incentivo quali il “cashback” e il “welcome bonus”, utili ad incoraggiare l’uso del mezzo pubblico al posto dell’auto privata, ma anche diversi tipi di approcci al MaaS. Il progetto ha infatti proposto due casi d’uso specifici:

  • il “MaaS turistico”, dedicato a favorire l'adozione e l'utilizzo del Mobility as a Service (MaaS) a favore dei turisti alla scoperta del territorio regionale e delle sue ricchezze artistico-culturali ed eno-gastronomiche, promuovendo soluzioni di mobilità integrate e sostenibili;
  • la disponibilità dell’acquisto degli abbonamenti, usandol’evoluzione tecnologica delle aziende di trasporto e la loro maturazione per ampliare l’incentivazione anche a titoli di viaggio diversi dalla corsa semplice per verificare la risposta di un utente “fidelizzato” in relazione a informazioni in tempo reale sulle proprie corse, e al suo comportamento in relazione alla pianificazione di viaggi occasionali, cioè fuori dal proprio abbonamento, avendo già a disposizione uno strumento come quello offerto dal MaaS.

Inoltre si è riusciti, a partire da Dicembre 2025, ad unire la sperimentazione piemontese a quella parallela del Comune di Torino (MaaS TOMove), permettendo di fornire all’utente una continuità di servizi da e verso il capoluogo di regione.

I risultati raccolti dal progetto saranno importanti non solo per il futuro del MaaS e iniziative ad esso dedicate, ma anche per lo sviluppo della piattaforma regionale di bigliettazione elettronica SmartBIP, che includerà modelli di tariffazione come il “pay-per-use” e la “best fare”

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 

Progetto MaaS regionale - MaaS4Piemonte


 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Mobility as a Service (MaaS) è un concetto globale di mobilità che prevede l'integrazione di molteplici servizi di trasporto pubblico e privato accessibili grazie ad un unico canale digitale; gli utenti, grazie al MaaS, possono viaggiare sfruttando l'intermodalità. Il suo effettivo impatto ambientale positivo dipende da diversi fattori, tra cui le specifiche modalità di trasporto integrate nella piattaforma, gli incentivi offerti agli utenti e le politiche di mobilità urbana implementate dalle autorità locali. Un MaaS ben progettato e implementato, che dia priorità alle opzioni di trasporto pubblico e condiviso, ha un grande potenziale per contribuire a città più vivibili e sostenibili.

La Regione ha aderito al “Mobility as a Service for Italy”, iniziativa che rientra nella più ampia strategia “Italia digitale 2026” e include 3 linee di intervento:

  • sperimentare il MaaS nei territori;
  • creare una piattaforma aperta per i dati di mobilità;
  • potenziare la dimensione digitale del trasporto pubblico locale.

Il progetto nazionale è finanziato dal PNRR (Misura 1.4.6. “Mobility As A Service For Italy" – Maas4italy) e prevede 3 fasi: la prima finanzia la sperimentazione in 3 città pilota, la seconda fase ha esteso ad altre 3 città metropolitane e la terza ha previsto la selezione di 7 territori, tra i quali figura il Piemonte.

Durante la sperimentazione, che ha prodotto al 31 marzo 2025 il rapporto sperimentale e che si è conclusa il 31 marzo 2026, si è andato a creare una sorta di “MaaS Ecosystem” comprendente tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni pubbliche alle aziende di trasporto pubblico locale, dalle università agli operatori privati.

Il lavoro svolto con MaaS for Piemonte ha permesso di sperimentare non solo strumenti di incentivo quali il “cashback” e il “welcome bonus”, utili ad incoraggiare l’uso del mezzo pubblico al posto dell’auto privata, ma anche diversi tipi di approcci al MaaS. Il progetto ha infatti proposto due casi d’uso specifici:

  • il “MaaS turistico”, dedicato a favorire l'adozione e l'utilizzo del Mobility as a Service (MaaS) a favore dei turisti alla scoperta del territorio regionale e delle sue ricchezze artistico-culturali ed eno-gastronomiche, promuovendo soluzioni di mobilità integrate e sostenibili;
  • la disponibilità dell’acquisto degli abbonamenti, usandol’evoluzione tecnologica delle aziende di trasporto e la loro maturazione per ampliare l’incentivazione anche a titoli di viaggio diversi dalla corsa semplice per verificare la risposta di un utente “fidelizzato” in relazione a informazioni in tempo reale sulle proprie corse, e al suo comportamento in relazione alla pianificazione di viaggi occasionali, cioè fuori dal proprio abbonamento, avendo già a disposizione uno strumento come quello offerto dal MaaS.

Inoltre si è riusciti, a partire da Dicembre 2025, ad unire la sperimentazione piemontese a quella parallela del Comune di Torino (MaaS TOMove), permettendo di fornire all’utente una continuità di servizi da e verso il capoluogo di regione.

I risultati raccolti dal progetto saranno importanti non solo per il futuro del MaaS e iniziative ad esso dedicate, ma anche per lo sviluppo della piattaforma regionale di bigliettazione elettronica SmartBIP, che includerà modelli di tariffazione come il “pay-per-use” e la “best fare”

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 

Progetto MaaS regionale - MaaS4Piemonte


 

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2026