Acqua

Bollettino Acque di Balneazione

Anno
2026

Il bollettino delle acque di balneazione riporta il giudizio di balneabilità per ciascuna zona balneare (spiaggia) e rende disponibili i risultati dei parametri microbiologici sia della stagione in corso che di quelle precedenti. Inoltre vengono riportati i risultati del monitoraggio dei cianobatteri, laddove previsto.

Il bollettino è aggiornato settimanalmente nel periodo maggio-settembre.

Bollettino Acque di balneazione per il Lago d'Orta- Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino Acque di balneazione https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/acque-balneazione

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Bollettino idrologico mensile

Anno
2026

Il bollettino idrologico mensile riguarda tutto il territorio regionale e riporta le analisi svolte a scala di bacino relativamente alle precipitazioni, alle temperature, alla copertura nevosa e ai principali indicatori da essi derivati, quali SPI (Standardized Precipitaion Index), SPEI (Standardized Precipitation Evapotranspiration Index), SSPI (Standardized SnowPack Index). Sono riassunti, inoltre, lo stato delle riserve idriche - comprensivo dello SWE (Snow Water Equivalent), degli invasi e del lago Maggiore, l'andamento delle portate dei principali corsi d'acqua e l’indice SRI (Standard Runoff Index), utile alla definizione del deficit di portata mensile. Infine, sono riportati i risultati delle analisi svolte su alcuni piezometri rappresentativi dei principali corpi idrici sotterranei, relativamente alla soggiacenza della falda superficiale.

il bollettino idrologico mensile viene emesso all'inizio di ogni mese e fornisce un costante aggiornamento sul quadro idrologico e sulla disponibilità delle risorse idriche in Piemonte.

Prima pagina del Bollettino idrologico mensile - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino idrologico mensile https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-idrologico-mensile

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Bollettino idro-meteorologico settimanale

Anno
2026

Nel bollettino idro-meteorologico settimanale vengono descritti lo stato della risorsa idrica superficiale, delle precipitazioni e le anomalie termiche registrate negli ultimi sette giorni; vengono valutate le disponibilità idriche e vengono stimati il fabbisogno irriguo e le previsioni di precipitazione, con un orizzonte temporale compreso tra una e due settimane, arrivando a definire lo stato idrico sui comprensori irrigui, opportunamente accorpati.

L'emissione del bollettino avviene il martedì, nel periodo tardo primaverile ed estivo.

Bollettino idro-meteorologico settimanale - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino idro-meteorologico settimanale https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-idro-meteorologico-settimanale

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Bollettino Idrologico di Sintesi

Anno
2026

Il bollettino idrologici di sintesi riporta i livelli idrometrici - massimo, minimo e medio - rilevati dalla stazione di misura nella giornata precedente e i corrispondenti valori di portata transitata nella sezione fluviale.

Il bollettino viene emesso dal lunedì al venerdì e contiene i dati di sintesi delle stazioni più significative della rete idrometrica regionale, al fine di fornire un costante aggiornamento sul quadro idrologico piemontese. 

Bollettino idrologico di sintesi - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino idrologico di sintesi https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-idrologico-sintesi

Rete idrometrica regionale https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rete-idrometrica

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Bollettino di previsione delle piene fluviali

Anno
2026

Nel bollettino vengono presentate le valutazioni delle piene previste sulla rete idrografica principale del Piemonte, fornite dal Centro Funzionale regionale sulla base di modelli operativi di previsione delle piene fluviali.  Nello specifico, sono presentati, per le principali stazioni idrometriche, i dati osservati nelle ultime 6 ore, le previsioni di criticità per tre scadenze temporali successive di 12 ore e la tendenza di criticità oltre le 36 ore.  I tratti dei corsi d'acqua e il lago Maggiore assumono colorazioni differenti in funzione dei livelli di criticità previsti (verde = assente, giallo = ordinaria, arancione = moderata, rosso = elevata).

La previsione viene aggiornata quotidianamente, dal lunedì al venerdì in condizioni ordinarie e con maggiore frequenza durante gli eventi.

Bollettino di previsione delle piene - Fonte Arpa Piemonte
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Stato di qualità delle acque sotterranee

Anno
2026
Stato di qualità delle acque sotterranee

Lo Stato di qualità dei corpi idrici sotterranei (GWB -Ground Water Bodies) è definito sulla base dello stato chimico (SC) e dello stato quantitativo (SQ)
In entrambi i casi si assegna un giudizio di buono o scarso.

Il giudizio finale sullo stato complessivo è definito sulla base del valore peggiore tra lo stato quantitativo e lo stato chimico.

La definizione dello stato chimico (SC) si basa sul rispetto di determinate soglie ambientali per ogni inquinante, che sono individuate a livello comunitario per nitrati e pesticidi (SQA: Standard di Qualità Ambientale), mentre per le altre categorie di contaminanti sono individuati Valori Soglia (VS) nazionali.

Inoltre, a seguito di uno specifico studio di Arpa Piemonte, ufficialmente recepito da Regione Piemonte con una apposita delibera, sono applicati Valori di Fondo Naturale specifici per i metalli Nichel e Cromo esavalente che sostituiscono i relativi VS in alcuni corpi idrici sotterranei individuati, in quanto si ritiene che la presenza di nichel e cromo esavalente sia riconducibile a cause naturali.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 16 marzo 2009, n. 30 Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. https://www.normattiva.it/eli/id/2009/04/04/009G0038/ORIGINAL

DECRETO 6 luglio 2016 Recepimento della direttiva 2014/80/UE della Commissione del 20 giugno 2014 che modifica l'allegato II della direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/07/16/16A05182/sg

  Portale acque di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/monitoraggio_qualita_acque_webapp/

Approfondimento sullo Studio sui valori di fondo naturale di Arpa Piemonte  Valori di fondo naturale

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Conoscenza dell'assetto idrogeologico della pianura piemontese

Anno
2026

ARPA Piemonte svolge una serie di attività finalizzate a migliorare la conoscenza dell'assetto idrogeologico della pianura piemontese. A partire dal 2022, queste attività sono state oggetto di una collaborazione con la Regione Piemonte, l'Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Scienze della Terra) e l'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR. Un obiettivo specifico delle attività svolte direttamente da ARPA Piemonte è consistito nella valutazione della variazione dei livelli piezometrici al fine di evidenziare la risposta delle acque sotterranee ai fattori naturali e antropici. Lo studio ha comportato una preliminare definizione della volumetria degli acquiferi superficiali e l'analisi della variazione dei livelli piezometrici nel periodo 2001 - 2022/2023.

L'area di analisi comprende i principali settori di pianura della Regione, rappresentati dai Corpi Idrici Sotterranei (GWB – Ground Water Body) che costituiscono l'acquifero superficiale di pianura. I corpi idrici sotterranei sono l'unità di riferimento per la classificazione dello stato ambientale secondo la Direttiva Europea. La rete di monitoraggio regionale delle acque sotterranee, sviluppata a partire dalla fine degli anni Novanta e gestita da ARPA dal 2001, è costituita da un centinaio di piezometri, ciascuno dotato di datalogger (dispositivo per registrare dati) per misurare livello e temperatura dell'acqua. I dati vengono scaricati manualmente con frequenza annuale o semestrale. La rete è diventata più consistente in termini di misurazioni a partire dal 2005. Al momento dello studio 14 strumenti disponevano di unità per la teletrasmissione dei dati, ed è attualmente in corso il potenziamento della rete con l’installazione di ulteriori 50 strumenti per la teletrasmissione. 

Per la trattazione statistica delle serie storiche dei livelli piezometrici, è stato utilizzato il concetto di livello piezometrico di riferimento (range tra 25° e 75° percentile dei valori mensili calcolati sul lungo termine), definito dai "Criteri tecnici" di ISPRA. Sono stati analizzati i dati relativi ai mesi di febbraio, maggio, agosto e novembre nel periodo 2000-2022. L'estrazione dei dati è avvenuta da un database in ambiente PostgreSQL e gestita in ambiente GIS con QGIS.

Per la stima dei volumi idrici della falda superficiale (acquiferi freatici non confinati), è stato adottato l'approccio tradizionale basato sulla formula che lega il volume alla capacità specifica di immagazzinamento, alla variazione del livello piezometrico e all'area interessata.

L'analisi delle variazioni volumetriche è stata eseguita calcolando la differenza tra la soggiacenza media e la soggiacenza media della serie storica per ogni piezometro e mese, moltiplicando poi questo valore per la estensione dell'area per la quale il dato del piezometro è considerato significativo (usando, per semplicità e per la capacità di gestire dati anomali, la superficie del poligono di Voronoi corrispondente). Questo volume è stato poi rapportato allo spessore dell'acquifero, calcolato come differenza tra la piezometria di agosto 2020 e la base dell'acquifero. I risultati sono stati aggregati per ogni corpo idrico sotterraneo.

L'applicazione di questa metodologia sulla serie storica 2001–2022/2023 ha permesso di ricostruire le variazioni di volume d'acqua per ciascun corpo idrico sotterraneo, espresse sia in km³ sia in percentuale. I risultati evidenziano periodi di ricarica (2001-2004, 2009-2011, 2013-2015) e di abbassamento dei livelli piezometrici (2004-2008, 2016-2019 e 2021-2022). I corpi idrici mostrano andamenti estremamente differenti nel tempo, con alcuni che presentano oscillazioni marcate e altri quasi costanti nell'arco di tempo considerato. In particolare, il periodo tra la fine del 2021 e tutto il 2022 ha mostrato il maggior deficit idrico rispetto all'intera serie storica. Sebbene significativa, questa perdita percentuale è considerata limitata rispetto ad altri sistemi, mostrando una risposta dell'acquifero con un certo ritardo agli stress (diminuzione precipitazioni, aumento temperature, maggior sfruttamento).

Tra i fattori naturali che possono incidere sulla variazione dei livelli piezometrici, sono state analizzate le precipitazioni e l'Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI). Rispetto a quest’ultimo è emersa una forte correlazione positiva (0,85) con l'indice SPI a 12 mesi. Questo indica che le variazioni dell'Indice SPI su 12 mesi spiegano circa l'85% delle variazioni osservate nel volume d'acqua in falda e suggerisce un potenziale uso dello SPI come indicatore predittivo.

Tra i fattori antropici, i principali sono i prelievi di acque sotterranee (per approvvigionamento idrico, irrigazione, industria, ecc.) e l'uso del suolo (urbanizzazione, agricoltura). I dati sui pozzi sono stati estratti dal database del Sistema Informativo Risorse Idriche (SIRI). È stato calcolato il numero di prelievi per uso agricolo-zootecnico e la densità di prelievi per corpo idrico sotterraneo. È stata fatta una valutazione approssimativa dell'impatto dei prelievi, stimando il volume massimo prelevabile in un mese e confrontandolo con il volume di riferimento del corpo idrico. Il corpo idrico sotterraneo denominato GWB S9 risulta quello in cui le concessioni sembrerebbero essere più impattanti rispetto al volume disponibile.

Rappresentazione dei differenti GWB (a), del trend storico del volume totale di acqua nella falda superficiale dal 2005 al 2023, al netto delle correzioni per la porosità (b), correlazione tra indice SPI e volume di acqua in falda (c).

È stata inoltre esaminata la risposta dei dati gravimetrici, che misurano le variazioni di massa e possono essere correlate al contenuto di acqua. Le missioni satellitari GRACE e GRACE Follow-On forniscono dati mensili di Water Equivalent Thickness (WET) su scala regionale (risoluzione spaziale 200-300 km). Il confronto tra i dati WET (dal 2002 al 2023) e la variazione di volume totale nella falda superficiale ha mostrato una correlazione positiva ma bassa (< 0,5). 

Informazioni e risorse aggiuntive

Primi risultati i presentati al XXXIX Convegno Nazionale di Idraulica e Costruzioni Idrauliche a Parma nel Settembre 2024
https://www.convegno-idra.it/

Manuale "Criteri tecnici per l’analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei" - Linee Guida SNPA n. 3/2017
https://www.snpambiente.it/snpa/criteri-tecnici-per-lanalisi-dello-stato-quantitativo-e-il-monitoraggio-dei-corpi-idrici-sotterranei/

Poligoni di Voronoi - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Diagramma_di_Voronoi

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Precipitazioni ragguagliate per bacino idrografico 2025

Anno
2026

Nel 2025 la precipitazione media sull’intero bacino del fiume Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, è risultata pari a 1145 mm, con un’anomalia positiva dell’8% rispetto alla norma climatica di riferimento del periodo 1991‑2020. L’inverno 2025 è stato caratterizzato da precipitazioni inferiori alla norma (circa −16%), mentre la primavera ha fatto registrare un’anomalia positiva pari al 50%. In estate le precipitazioni sono risultate complessivamente in linea con la norma, mentre l’autunno ha mostrato un’anomalia negativa del 36% rispetto al periodo di riferimento. Aprile è stato il mese più piovoso dell’anno, con un accumulo di circa 216 mm, risultando anche il mese con la maggiore anomalia positiva (circa +100%), mentre febbraio è stato il mese più secco, con soli 29 mm medi sull’intero bacino del Po.

Il 2025 si è aperto con un mese di gennaio caratterizzato da precipitazioni superiori alla media di riferimento. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono caduti in media 85 mm di pioggia, con un surplus pluviometrico del 67%. Tutti i bacini hanno registrato valori superiori alla media, con i surplus più marcati nei bacini meridionali dell’Orba (+159%) e dello Scrivia‑Curone (+169%).

Il mese di febbraio, con soli 29 mm di precipitazione e un deficit del 38%, è risultato il più secco dell’anno. Tutti i bacini, ad eccezione di quelli meridionali dell’Orba e dello Scrivia‑Curone, hanno registrato un deficit pluviometrico compreso tra il −69% e il −18%.

I mesi di marzo e aprile sono stati caratterizzati da precipitazioni notevolmente superiori alla norma climatica 1991‑2020. Nel mese di marzo sono caduti mediamente 120 mm di pioggia, corrispondenti a un surplus pluviometrico del 79%. I surplus più significativi, anche superiori al 100%, hanno interessato le aree meridionali dei bacini della Stura di Demonte, del Tanaro, della Bormida, dell’Orba e dello Scrivia‑Curone, nonché le aree occidentali della Stura di Lanzo, del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e della Maira. Nel mese di aprile le precipitazioni medie sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono state pari a 216 mm, un valore corrispondente al doppio della norma climatologica 1991‑2020. Sulle aree occidentali dei bacini dell’Orco, della Stura di Lanzo, della Dora Riparia e del Pellice, sul bacino della Dora Baltea e nelle aree orientali e settentrionali dei bacini della Sesia e del Toce sono stati registrati surplus pluviometrici superiori al 150%. Al contrario, i surplus più contenuti, inferiori al 50%, hanno interessato le aree meridionali della Stura di Demonte e dello Scrivia‑Curone.

A differenza dei due mesi precedenti, maggio è stato caratterizzato da precipitazioni leggermente inferiori alla media climatica 1991‑2020. Sul bacino del Po la precipitazione media è stata pari a 118 mm, corrispondenti a un deficit pluviometrico del 5%.

Le precipitazioni registrate nel mese di giugno sono state mediamente pari a circa 52 mm, corrispondenti a uno scarto negativo del 46% rispetto alla norma climatica 1991‑2020. I deficit più marcati, superiori al 65%, si sono registrati nei bacini orientali dell’Agogna‑Terdoppio, in quelli occidentali della Stura di Lanzo, del Pellice e dell’Alto Po e nei bacini meridionali dell’Orba e dello Scrivia‑Curone. Al contrario, deficit inferiori al 40% sono stati osservati nei bacini del Cervo e del Toce.

Precipitazioni giornaliere medie in Piemonte anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Il mese di luglio, con una precipitazione media di 78 mm, è stato caratterizzato da piogge cumulate superiori alla media climatica 1991‑2020, pari a circa il 10% in più rispetto ai valori normalmente attesi. Le precipitazioni non si sono tuttavia distribuite in modo uniforme sul territorio. I maggiori surplus si sono registrati nelle aree orientali dei bacini della Sesia (+22%) e del Cervo (+54%) e in quelle meridionali della Bormida (+36%), dell’Orba (+142%) e dello Scrivia‑Curone (+80%). Al contrario, le aree occidentali dei bacini dell’Orco, della Stura di Lanzo, del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e della Maira, nonché le aree meridionali della Stura di Demonte, hanno registrato un deficit compreso tra il 19% e il 33%.

I 113 mm di precipitazione media registrati nel mese di agosto sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, corrispondono a uno scarto positivo del 37% rispetto alla norma climatica 1991‑2020. I maggiori surplus pluviometrici si sono osservati nei bacini dell’Orba e dell’Agogna‑Terdoppio, dove gli apporti risultano prossimi al doppio dei valori medi climatologici. I bacini della Dora Riparia e del Pellice hanno mostrato precipitazioni in linea con la norma, mentre l’unico bacino ad aver registrato un deficit pluviometrico è stato quello della Stura di Lanzo, con uno scarto negativo del 21%.

Nel mese di settembre le precipitazioni sono risultate complessivamente superiori alla norma climatica 1991‑2020. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono stati registrati mediamente 141 mm, corrispondenti a uno scarto positivo del 37%. I maggiori surplus hanno interessato i bacini dell’Orba (+124%), della Bormida (+64%), del Toce (+56%) e della Dora Riparia (+52%). Le aree occidentali dell’Alto Po e del Pellice hanno registrato precipitazioni in linea con la norma climatica, mentre i settori meridionali del Tanaro e della Stura di Demonte hanno mostrato condizioni di deficit pluviometrico.

Dopo tre mesi, caratterizzati da precipitazioni superiori alla media, i mesi di ottobre e novembre, con valori medi rispettivamente pari a 41 mm e 45 mm, sono stati contraddistinti da precipitazioni significativamente inferiori alla norma climatica 1991‑2020, con deficit del 65% e del 67%. I maggiori deficit pluviometrici, superiori al 70%, hanno interessato il bacino settentrionale del Toce, quelli orientali del Cervo e della Sesia, quelli occidentali dell’Orco, della Stura di Lanzo, del Pellice e dell’Alto Po, nonché il bacino meridionale del Tanaro.

Il 2025 si è concluso con un mese di dicembre caratterizzato da precipitazioni superiori alla media di riferimento. Sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino a Ponte Becca, sono caduti in media 106 mm di pioggia, con un surplus pluviometrico del 79%. I maggiori surplus, in alcuni casi superiori al 170%, hanno interessato le aree occidentali dei bacini del Pellice, dell’Alto Po, del Varaita e del Maira, oltre a quelle meridionali dello Stura di Demonte, del Tanaro e della Bormida. Gli unici due bacini che hanno registrato precipitazioni inferiori alla media di riferimento, con un deficit pari al 20%, sono stati quello della Dora Baltea e del Toce.

Fonte Arpa Piemonte

Nel complesso, l’anno 2025 è stato caratterizzato da precipitazioni leggermente superiori alla norma climatica 1991‑2020 sull’intero bacino del Po. La maggior parte dei bacini ha registrato quantitativi annui prossimi alla media, con scarti positivi generalmente compresi tra il +1% e il +10%; i surplus pluviometrici annui più significativi hanno invece interessato i bacini meridionali, in particolare quelli dell’Orba (+30%), dello Scrivia‑Curone (+23%) e della Bormida (+21%).

Informazioni e risorse aggiuntive

  Geoportale di Arpa Piemonte, precipitazioni e portate, dati e cartografie
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

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In redazione
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Acqua

Analisi delle pressioni sulle acque

Anno
2026

L’analisi delle pressioni insistenti sulle acque superficiali e sotterranee consiste nell’individuazione, quantificazione e valutazione della significatività delle pressioni esercitate sui corpi idrici dalle attività antropiche (umane). 

Una pressione è ritenuta significativa nel caso in cui possa pregiudicare il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale secondo le tempistiche previste dalla Direttiva Quadro sulle Acque. 

I risultati dell’analisi delle pressioni sono inclusi nei Piani di Gestione distrettuale e sono oggetto di reportistica alla Commissione Europea.

L’elenco delle pressioni da considerare è stato definito a livello europeo e prevede diversi livelli di dettaglio, mentre la metodologia per la valutazione degli indicatori di pressione è stata armonizzata a livello nazionale dall’SNPA. 

Elenco delle pressioni descritte nelle Linee Guida SNPA del 2018 - Fonte SNPA

Per ogni tipologia di pressione sono definiti indicatori singoli a medio-alta complessità (MAC) e medio-bassa complessità (MBC) da utilizzare, alternativamente, per valutare la significatività della pressione, a seconda della disponibilità e della qualità dei dati di origine. 

Per ciascun indicatore è stata individuata una soglia di significatività che, si assume, possa generare impatti sul corpo idrico tali da pregiudicare il raggiungimento/mantenimento degli obiettivi di qualità. 

Se il valore calcolato per l’indicatore è superiore a tale soglia la pressione è considerata significativa per il corpo idrico. Sono stati anche definiti indicatori MAC e MBC cumulativi, riferiti cioè a più tipologie di pressione all’interno della stessa categoria (es. indicatore cumulativo prelievi). 

L’ultima analisi delle pressioni sui corpi idrici superficiali (fiumi e laghi) e sotterranei piemontesi è stata condotta da Arpa Piemonte nel 2020, in occasione dell’aggiornamento del Piano di Gestione del bacino del Po 2021 e del Piano di Tutela delle Acque 2021, ai quali si rimanda. I metodi applicati per il calcolo degli indicatori MAC o MBC sono, in generale, gli stessi descritti nelle Linee Guida SNPA 2018, con qualche eccezione, come riportato nella Relazione tecnico-metodologica sul calcolo degli indicatori (2021). 

Gli esiti delle analisi delle pressioni condotte nel 2020 per il PdG Po 2021 e nel 2014 per il PdG Po 2015 sono disponibili sul   Geoportale di Arpa Piemonte.

Risvolti applicativi dell’analisi delle pressioni

L’analisi delle pressioni, effettuata per la predisposizione del Piano di Gestione distrettuale delle acque e oggetto di reporting ambientale alla Commissione Europea come prescritto dalla Direttiva Quadro Acque, costituisce un tassello importante per diverse attività e valutazioni tecniche svolte da Arpa Piemonte, tra le quali:

  • definizione dei programmi di monitoraggio delle acque, sulla base di criteri che tengano conto della presenza e significatività di specifiche fonti di pressione;
  • valutazione dei due Indici di Alterazione del Regime Idrologico (IARI) e di Qualità Morfologica (IQM) dei corsi d’acqua, che concorrono, insieme ad altri elementi di qualità, alla classificazione dello Stato Ecologico dei corpi idrici. Nella prima fase di valutazione dello IARI e dell’IQM è prevista l’analisi delle tipologie di pressioni che possono determinare sul corpo idrico alterazioni di tipo idrologico e morfologico;
  • predisposizione dei piani di controllo degli scarichi urbani e produttivi, basati su criteri di priorità che tengano conto della significatività dei singoli scarichi e della pressione totale esercitata sul corpo idrico;
  • continuo aggiornamento delle utenze idriche schematizzate nel sistema modellistico di bilancio idrico;
  • contributi tecnici per il rilascio di autorizzazioni allo scarico o di nuove concessioni di derivazione o per valutazioni di impatto ambientale (VIA) di opere, che tengono conto delle pressioni già insistenti sul corpo idrico e delle variazioni della significatività totale con l’introduzione della nuova pressione;
  • valutazione del rischio di non raggiungimento/mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici, che prevede un’analisi integrata dei risultati dell’analisi delle pressioni, degli impatti e del monitoraggio delle acque.
     
Informazioni e risorse aggiuntive

Common Implementation Strategy for the Water Framework Directive (2000/60/EC) Guidance document n°3 Analysis of Pressures and Impacts https://circabc.europa.eu/sd/a/7e01a7e0-9ccb-4f3d-8cec-aeef1335c2f7/Guidance No 3 - pressures and impacts - IMPRESS (WG 2.1).pdf

SNPA Linee Guida per l’Analisi delle Pressioni ai sensi della Direttiva 2000/60/CE https://www.isprambiente.gov.it/files2018/pubblicazioni/manuali-linee-guida/MLG_177_18.pdf

Arpa Piemonte Relazione tecnico-metodologica sul calcolo degli indicatori 

Autorità di bacino distrettuale del Po https://pianoacque.adbpo.it/piano-di-gestione-2021/

Regione Piemonte Piano di Tutela delle Acque 2021 https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/acqua/piano-tutela-delle-acque-aggiornamento-2021

  Portale acque di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/monitoraggio_qualita_acque_webapp/

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Acqua

Classificazione dei corpi idrici sotterranei nel sessennio 2014-2019

Anno
2026

Lo Stato Chimico (SC) del sessennio di monitoraggio viene definito sulla base della valutazione dei risultati annuali. Nel caso in cui nel periodo osservato si sia verificata un’oscillazione del giudizio di stato, viene considerato lo stato prevalente (4 su 6), secondo un metodo comune definito a livello di Autorità di Distretto del Po.  

Nel sessennio 2014-2019 la classificazione dei corpi idrici afferenti alla falda superficiale, ha presentato situazioni piuttosto eterogenee, alcuni corpi idrici sotterranei hanno mantenuto la stessa classe di stato chimico per i sei anni mentre altri hanno avuto una oscillazione della classe di stato chimico nel corso del sessennio.

In particolare, alcuni corpi idrici sotterranei sono stati caratterizzato da un primo triennio 2014-2016 in stato chimico Scarso, cui è seguito un secondo triennio 2017-2019 in stato chimico Buono.

Questo passaggio può essere dovuto a diverse cause, anche concomitanti, fra le quali occorre sottolineare la variazione nel metodo di determinazione dello Stato Chimico. 

Infatti, nel 2017 è stata adottata dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare una differente interpretazione della normativa vigente, in linea anche con quanto indicato dalle Guidances CIS Europee; i nuovi Valori Soglia e Valori di Fondo Naturali sono stati adottati da Regione Piemonte nel 2021 ma applicati in modo retroattivo ai dati dal 2017.

La variazione del metodo di determinazione dello stato chimico spiega perché alcuni corpi idrici sotterranei abbiano avuto una valutazione di stato chimico buono nel triennio 2017-2019 senza che vi siano state necessariamente variazioni sostanziali nello stato di qualità del corpo idrico.

Sebbene esaminando i risultati del monitoraggio sessennale 2014-2019, la situazione della falda superficiale appaia in parte compromessa, con il 41% dei corpi idrici sotterranei in stato Scarso, tuttavia, nel complesso la percentuale di corpi idrici in stato buono alla fine del sessennio considerato è in aumento rispetto a quella del sessennio precedente.

Stato Chimico GWB falda superficiale – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte

Per quanto concerne le falde profonde la situazione è migliore rispetto alle falde superficiali, in quanto le prime sono più protette dagli impatti delle pressioni e dall’inquinamento in generale.

In particolare, nel sessennio 2014-2019 la percentuale di corpi idrici in stato chimico scarso è pari al 17%, mentre nel sessennio precedente i corpi idrici in stato chimico scarso erano stati percentualmente il doppio.

Stato Chimico GWB falde profonde – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte

I sistemi di circolazione collinari e montani sono stati monitorati a partire dal 2015, quindi si è calcolato lo stato chimico a partire da quell’anno. 

Lo stato chimico 2014-2019 è comunque buono per tutti i corpi idrici sotterranei monitorati.  

Stato Chimico GWB sistemi collinari e montani – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Definizione dei valori di fondo naturale per i metalli nelle acque sotterranee come previsto dalla direttiva 2006/118/CE e dal Decreto Legislativo N. 30 del 16/03/2009 https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/Web_Verificavaloridifondosotterranee.pdf

Verifica e aggiornamento dei Valori di Fondo Naturale definiti per Nichel e Cromo esavalente nelle acque sotterranee ai sensi della DQA https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/Web_Verificavaloridifondosotterranee.pdf

DD 750/a1604b/2021 del 24/11/2021 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2021/51/siste/00000061.htm

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Acqua