Progettazione comunitaria

Per le attività correlate alla progettazione comunitaria con Valle d’Aosta, Politecnico di Torino, INRAE e Università Savoie Mont Blanc, nel primo trimestre del 2023 è stata presentata una proposta progettuale per un progetto singolo, di durata triennale, denominato BECCA (Bacini Ecologicamente sostenibili e sicuri, concepiti per l'adattamento ai Cambiamenti ClimAtici). Il progetto ha l’obiettivo generale di migliorare il concepimento, la realizzazione e la gestione dei bacini transfrontalieri sulla base della capitalizzazione dei risultati pregressi e delle esigenze emerse in conseguenza al cambiamento climatico, anche mediante approcci ecosistemici e definendo procedure di pianificazione partecipate, al fine di mitigare gli impatti del rischio derivante dal cedimento degli sbarramenti ed aumentare la resilienza della popolazione.
A seguito della selezione operata da parte del Comitato di Sorveglianza, riunitosi il 5 luglio 2023 a Courchevel nell'ambito del bando "Nuove sfide" e "Governance" del Programma Interreg ALCOTRA 2021-2027, il progetto BECCA è stato approvato nell’estate ed ha portato alla sottoscrizione ad agosto della Convenzione di cooperazione transfrontaliera tra i partner.

Nel 2023 si è avviato operativamente anche il progetto LIFE CLIMAX PO (CLIMate Adaptation for the PO river basin district), nato con l’intento di promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici attraverso una gestione “climaticamente intelligente” delle risorse idriche a scala di distretto idrografico, favorendo l’implementazione della SNAC.
Il progetto CLIMAX PO opererà in cooperazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), in fase di approvazione, per supportare l'implementazione della SNAC a livello distrettuale, tenendo conto delle caratteristiche climatiche locali. 

Presentato a ROMA con il Kick off del 30/03/2023, il progetto ha visto un incontro di progetto svolgersi a Torino nelle date 30/11 e 01/12, coinvolgendo la Regione particolarmente nelle attività correlabili al tema progetti di gestione del materiale sedimentato negli invasi artificiali, di cui al Work Package 5 – Water Management.

Anno
2024
Paragrafi

Per le attività correlate alla progettazione comunitaria con Valle d’Aosta, Politecnico di Torino, INRAE e Università Savoie Mont Blanc, nel primo trimestre del 2023 è stata presentata una proposta progettuale per un progetto singolo, di durata triennale, denominato BECCA (Bacini Ecologicamente sostenibili e sicuri, concepiti per l'adattamento ai Cambiamenti ClimAtici). Il progetto ha l’obiettivo generale di migliorare il concepimento, la realizzazione e la gestione dei bacini transfrontalieri sulla base della capitalizzazione dei risultati pregressi e delle esigenze emerse in conseguenza al cambiamento climatico, anche mediante approcci ecosistemici e definendo procedure di pianificazione partecipate, al fine di mitigare gli impatti del rischio derivante dal cedimento degli sbarramenti ed aumentare la resilienza della popolazione.
A seguito della selezione operata da parte del Comitato di Sorveglianza, riunitosi il 5 luglio 2023 a Courchevel nell'ambito del bando "Nuove sfide" e "Governance" del Programma Interreg ALCOTRA 2021-2027, il progetto BECCA è stato approvato nell’estate ed ha portato alla sottoscrizione ad agosto della Convenzione di cooperazione transfrontaliera tra i partner.

Nel 2023 si è avviato operativamente anche il progetto LIFE CLIMAX PO (CLIMate Adaptation for the PO river basin district), nato con l’intento di promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici attraverso una gestione “climaticamente intelligente” delle risorse idriche a scala di distretto idrografico, favorendo l’implementazione della SNAC.
Il progetto CLIMAX PO opererà in cooperazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), in fase di approvazione, per supportare l'implementazione della SNAC a livello distrettuale, tenendo conto delle caratteristiche climatiche locali. 

Presentato a ROMA con il Kick off del 30/03/2023, il progetto ha visto un incontro di progetto svolgersi a Torino nelle date 30/11 e 01/12, coinvolgendo la Regione particolarmente nelle attività correlabili al tema progetti di gestione del materiale sedimentato negli invasi artificiali, di cui al Work Package 5 – Water Management.

Anno
2024

Piano Operativo FSC infrastrutture 2014-2020 - Dighe

Il Cipe, con delibera n. 25 del 10 agosto 2016, ha approvato l’individuazione delle aree tematiche e dei relativi obiettivi strategici su cui impiegare la dotazione finanziaria del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), tra le quali è presente anche l’area “Infrastrutture”.

Le dighe sono infrastrutture che interagiscono con il territorio in modo molto rilevante, sia dal punto di vista idraulico che ambientale. Date le disastrose conseguenze di eventuali incidenti, le norme stabiliscono che le “grandi dighe” siano costantemente controllate, nonché soggette, da parte dei concessionari, a manutenzioni ordinarie o straordinarie e ad interventi di adeguamento/miglioramento nei confronti dei vari standard tecnici di sicurezza.

Nel 2022 è stata richiesta dai gestori, e approvata, una rimodulazione dei finanziamenti (Settore di intervento: 05.02 - “Risorse Idriche” (Ex Asse D) di competenza della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche) per le dighe alessandrine che portano a ridurre quello assegnato alla diga di Lago Lungo (meno 9 milioni di euro) e ad aumentare quello per le dighe della Lavagnina inferiore e di lago Lavezze (ciascuna 2,5 milioni di euro), inserendo inoltre ex novo la diga Badana (4 milioni di euro).

Nel 2023, per questi stessi impianti sono state approfondite le modalità di intervento che dovranno anche garantire il mantenimento della disponibilità di acqua potabile per l’approvvigionamento della città di Genova e lavorato per l’approntamento dei cantieri e delle strade necessarie.

Anno
2024
Paragrafi

Il Cipe, con delibera n. 25 del 10 agosto 2016, ha approvato l’individuazione delle aree tematiche e dei relativi obiettivi strategici su cui impiegare la dotazione finanziaria del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), tra le quali è presente anche l’area “Infrastrutture”.

Le dighe sono infrastrutture che interagiscono con il territorio in modo molto rilevante, sia dal punto di vista idraulico che ambientale. Date le disastrose conseguenze di eventuali incidenti, le norme stabiliscono che le “grandi dighe” siano costantemente controllate, nonché soggette, da parte dei concessionari, a manutenzioni ordinarie o straordinarie e ad interventi di adeguamento/miglioramento nei confronti dei vari standard tecnici di sicurezza.

Nel 2022 è stata richiesta dai gestori, e approvata, una rimodulazione dei finanziamenti (Settore di intervento: 05.02 - “Risorse Idriche” (Ex Asse D) di competenza della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche) per le dighe alessandrine che portano a ridurre quello assegnato alla diga di Lago Lungo (meno 9 milioni di euro) e ad aumentare quello per le dighe della Lavagnina inferiore e di lago Lavezze (ciascuna 2,5 milioni di euro), inserendo inoltre ex novo la diga Badana (4 milioni di euro).

Nel 2023, per questi stessi impianti sono state approfondite le modalità di intervento che dovranno anche garantire il mantenimento della disponibilità di acqua potabile per l’approvvigionamento della città di Genova e lavorato per l’approntamento dei cantieri e delle strade necessarie.

Anno
2024

Gruppo di Lavoro interdirezionale “Nuove capacità di invaso”

Il 2022 è stato l’anno idrologico con il peggior afflusso di precipitazioni oltre che l’anno più caldo degli ultimi 65 anni, rendendo drammaticamente evidente la situazione emergenziale relativa alla carenza idrica, che sta causando gravi effetti sulle riserve idropotabili, sull’agricoltura e non solo. I diversi modelli previsionali per il prossimo futuro presentano tutti una situazione in continuo peggioramento, sebbene con diversi indici di gravità.

Considerando la siccità registrata anche nel corso del 2023 sul territorio piemontese e che l’impatto sempre più rilevante del cambiamento climatico, si ripercuote sulla disponibilità idrica per i diversi usi ed inoltre che il Piano di Tutela delle Acque (PTA) prevede una serie coordinata di azioni volte a consentire un consumo idrico sostenibile, tra cui anche la realizzazione di nuove capacità di invaso, avendo rilevato la necessità di elaborare un documento programmatico che provveda alla ricognizione di nuove capacità di invaso e delle potenziali aree di localizzazione sul territorio piemontese, il 08/07/2022 è stato istituito il Gruppo di lavoro interdirezionale “Nuove Capacità di invaso”. Il Gruppo si è riunito circa una volta al mese fino a giugno 2023, occupandosi di avviare anche la collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti con cui si è approvato lo schema di protocollo di intesa per la definizione delle modalità di cooperazione finalizzate alla valutazione e all’identificazione degli interventi e programmi di investimenti necessari per l’ottimizzazione della gestione della risorsa idrica, in conformità con la normativa relativa al programma InvestEU.
A seguito della firma del protocollo ed entro la fine dell’anno sono state effettuate la valutazione di tutte le banche dati disponibili e la predisposizione di un dossier di Analisi “As Is” che restituisce una rappresentazione delle principali condizioni attuali del sistema idrico regionale.

I lavori proseguiranno nel 2024, fino alla stesura completa del documento programmatico citato.

Il coordinamento tra le strutture regionali e con l’Autorità di Distretto del fiume Po ha portato a:

  • fornire delle proposte regionali tra le quali l'Autorità di Bacino - in accordo con il MIT - ha scelto nel 2023 la “Realizzazione di azioni sinergiche per il soddisfacimento dei fabbisogni idrici della valle di Lanzo e della città Metropolitana di Torino, tra cui la realizzazione di un invaso a scopi plurimi in valle di Lanzo”. Sono state approvate le Disposizioni per la sottoscrizione di un Accordo con Autorità di Distretto del fiume Po, Ente di governo d'Ambito n. 3 ''Torinese'' e SMAT S.p.A., volto a definire la governance per lo sviluppo e la condivisione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) e del Progetto di fattibilità tecnica ed economica dell'intervento (PFTE). L’accordo di collaborazione è stato poi definitivamente formalizzato con Decreto n.111 del 27/12/2023 dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po;
  • approvare “l’elenco degli interventi da proporre al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche per l’inserimento nel Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI)” propedeutico all’inserimento delle proposte nell’applicativo del ministero entro il 30 ottobre.
Anno
2024
Paragrafi

Il 2022 è stato l’anno idrologico con il peggior afflusso di precipitazioni oltre che l’anno più caldo degli ultimi 65 anni, rendendo drammaticamente evidente la situazione emergenziale relativa alla carenza idrica, che sta causando gravi effetti sulle riserve idropotabili, sull’agricoltura e non solo. I diversi modelli previsionali per il prossimo futuro presentano tutti una situazione in continuo peggioramento, sebbene con diversi indici di gravità.

Considerando la siccità registrata anche nel corso del 2023 sul territorio piemontese e che l’impatto sempre più rilevante del cambiamento climatico, si ripercuote sulla disponibilità idrica per i diversi usi ed inoltre che il Piano di Tutela delle Acque (PTA) prevede una serie coordinata di azioni volte a consentire un consumo idrico sostenibile, tra cui anche la realizzazione di nuove capacità di invaso, avendo rilevato la necessità di elaborare un documento programmatico che provveda alla ricognizione di nuove capacità di invaso e delle potenziali aree di localizzazione sul territorio piemontese, il 08/07/2022 è stato istituito il Gruppo di lavoro interdirezionale “Nuove Capacità di invaso”. Il Gruppo si è riunito circa una volta al mese fino a giugno 2023, occupandosi di avviare anche la collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti con cui si è approvato lo schema di protocollo di intesa per la definizione delle modalità di cooperazione finalizzate alla valutazione e all’identificazione degli interventi e programmi di investimenti necessari per l’ottimizzazione della gestione della risorsa idrica, in conformità con la normativa relativa al programma InvestEU.
A seguito della firma del protocollo ed entro la fine dell’anno sono state effettuate la valutazione di tutte le banche dati disponibili e la predisposizione di un dossier di Analisi “As Is” che restituisce una rappresentazione delle principali condizioni attuali del sistema idrico regionale.

I lavori proseguiranno nel 2024, fino alla stesura completa del documento programmatico citato.

Il coordinamento tra le strutture regionali e con l’Autorità di Distretto del fiume Po ha portato a:

  • fornire delle proposte regionali tra le quali l'Autorità di Bacino - in accordo con il MIT - ha scelto nel 2023 la “Realizzazione di azioni sinergiche per il soddisfacimento dei fabbisogni idrici della valle di Lanzo e della città Metropolitana di Torino, tra cui la realizzazione di un invaso a scopi plurimi in valle di Lanzo”. Sono state approvate le Disposizioni per la sottoscrizione di un Accordo con Autorità di Distretto del fiume Po, Ente di governo d'Ambito n. 3 ''Torinese'' e SMAT S.p.A., volto a definire la governance per lo sviluppo e la condivisione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) e del Progetto di fattibilità tecnica ed economica dell'intervento (PFTE). L’accordo di collaborazione è stato poi definitivamente formalizzato con Decreto n.111 del 27/12/2023 dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po;
  • approvare “l’elenco degli interventi da proporre al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche per l’inserimento nel Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI)” propedeutico all’inserimento delle proposte nell’applicativo del ministero entro il 30 ottobre.
Anno
2024

Attività di verifica per la corretta gestione degli sbarramenti e degli invasi artificiali

In aggiunta/aggiornamento a quanto già riferito nella Relazione Stato Ambiente 2022, si specifica quanto segue.

Sbarramenti autorizzati alla prosecuzione all'esercizio

Le attività della Regione Piemonte sono rivolte alla vigilanza sulla costruzione e controllo della gestione per gli sbarramenti artificiali per l'accumulo idrico con altezze inferiori ai 15 m e invasi inferiori al milione di metri cubi.
All’interno del Catasto sbarramenti di competenza regionale, risultano censiti in esercizio circa 822 prevalentemente di uso agricolo (590) e poi idroelettrico (110), di dimensioni prevalenti ricadenti nella classe di volumetria tra i 10.000 ed i 30.000 m3 ed altezze dello sbarramento tra 5 e 10 m, di tipologia con sbarramento in terra omogenea (85% del totale) posizionato fuori da un alveo fluviale.

Nel 2023, sono state autorizzate 4 nuove costruzioni e 5 prosecuzioni all’esercizio per sbarramenti per i quali erano stati in precedenza  autorizzati lavori per manutenzioni straordinarie.
 

​Invasi artificiali di nuova realizzazione

Nel corso del 2023 sono stati registrati diversi procedimenti per la creazione di nuovi impianti, gestiti soprattutto a livello provinciale e rivolti all'utilizzo idroelettrico ed al potenziamento dell’innevamento artificiale. Per quanto riguarda i procedimenti di autorizzazione per la costruzione di nuovi invasi e acquisizione dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione e all'esercizio degli stessi (art. 8 del D.P.G.R. 12/R del 2004 e L. 241/1990), nel corso del 2023 sono state autorizzate 4 nuove costruzioni.
 

​Invasi artificiali con progetto di gestione del materiale sedimentato approvato

La situazione del 2023 relativa all'approvazione dei progetti di gestione del materiale sedimentato negli invasi artificiali è la seguente.

Sono stati rinnovati 4 progetti di gestione relativi a: 

  • 3 dighe nazionali;
  • 1 progetto di asta.

Durante l’anno sono state effettuate una manutenzione annuale ripetitiva, come per il caso di Ceppo Morelli sul torrente Anza, in cui si effettua un'asportazione meccanica e degli svasi conseguenti a collaudi, o manutenzioni straordinarie degli organi di manovra delle paratoie degli scarichi di fondo. Per le dighe di Quarazza (VB) e di Rochemolles (TO) per il blocco delle paratoie dovuti a problemi meccanici o a intasamento degli scarichi si sono verificate fuoriuscite incontrollate del materiale sedimentato che hanno interessato i tratti dei corsi d’acqua di valle e anche  gli impianti di accumulo esistenti.

Il nuovo Regolamento recante criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi ha portato la Regione Piemonte, nel corso del 2023, a condurre le valutazioni necessarie ad aggiornare il proprio regolamento regionale in materia.
 

Predisposizione dei piani di emergenza delle grandi dighe

Il Piano di Emergenza Diga (PED) è il documento che, a partire dagli studi idraulici sulla propagazione delle piene artificiali per manovre volontarie degli organi di scarico e per ipotetico collasso dello sbarramento, definisce:

  • gli scenari riguardanti le aree potenzialmente interessate dall'onda di piena; 
  • le strategie operative per fronteggiare una situazione di emergenza, mediante l'allertamento, l'allarme, le misure di salvaguardia anche preventive, l'assistenza ed il soccorso della popolazione;
  • il modello di intervento, che definisce il sistema di coordinamento con l'individuazione dei soggetti interessati per il raggiungimento di tale obiettivo e l'organizzazione dei Centri Operativi.

Prioritario alla redazione dei piani di emergenza è l'aggiornamento dei Documenti di Protezione civile delle Dighe nazionali sulla scorta anche di quanto definito con la D.G.R. n.25-6549 del 2 marzo 2018 che ha fornito indicazioni utili e chiarimenti per le modalità funzionali ed organizzative per il supporto tecnico alle componenti istituzionali ed operative del sistema di protezione civile in materia di rischio idraulico ed idrogeologico.
Sono proseguite infatti le attività propedeutiche all’approvazione, da parte delle Prefetture, dei documenti di protezione civile (DPC) che nello scorso anno hanno terminato l’iter per quanto riguarda le attività proprie del gruppo regionale. Risultano finora approvati dalle competenti Prefetture, 17 DPC-priorità 1 su 18 dighe, 16 DPC-priorità 2 su 18, 16 DPC-priorità 3 su 21.

Anche per le dighe regionali, nel corso dell'anno trascorso, nell'ambito del rinnovo delle autorizzazioni alla prosecuzione dell'esercizio è proseguita la consegna ai proprietari di sbarramenti per l'accumulo idrico del nuovo documento di protezione civile basandosi sulle indicazioni della Direttiva PCM del 08/07/2014.

Anno
2024
Paragrafi

In aggiunta/aggiornamento a quanto già riferito nella Relazione Stato Ambiente 2022, si specifica quanto segue.

Sbarramenti autorizzati alla prosecuzione all'esercizio

Le attività della Regione Piemonte sono rivolte alla vigilanza sulla costruzione e controllo della gestione per gli sbarramenti artificiali per l'accumulo idrico con altezze inferiori ai 15 m e invasi inferiori al milione di metri cubi.
All’interno del Catasto sbarramenti di competenza regionale, risultano censiti in esercizio circa 822 prevalentemente di uso agricolo (590) e poi idroelettrico (110), di dimensioni prevalenti ricadenti nella classe di volumetria tra i 10.000 ed i 30.000 m3 ed altezze dello sbarramento tra 5 e 10 m, di tipologia con sbarramento in terra omogenea (85% del totale) posizionato fuori da un alveo fluviale.

Nel 2023, sono state autorizzate 4 nuove costruzioni e 5 prosecuzioni all’esercizio per sbarramenti per i quali erano stati in precedenza  autorizzati lavori per manutenzioni straordinarie.
 

​Invasi artificiali di nuova realizzazione

Nel corso del 2023 sono stati registrati diversi procedimenti per la creazione di nuovi impianti, gestiti soprattutto a livello provinciale e rivolti all'utilizzo idroelettrico ed al potenziamento dell’innevamento artificiale. Per quanto riguarda i procedimenti di autorizzazione per la costruzione di nuovi invasi e acquisizione dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione e all'esercizio degli stessi (art. 8 del D.P.G.R. 12/R del 2004 e L. 241/1990), nel corso del 2023 sono state autorizzate 4 nuove costruzioni.
 

​Invasi artificiali con progetto di gestione del materiale sedimentato approvato

La situazione del 2023 relativa all'approvazione dei progetti di gestione del materiale sedimentato negli invasi artificiali è la seguente.

Sono stati rinnovati 4 progetti di gestione relativi a: 

  • 3 dighe nazionali;
  • 1 progetto di asta.

Durante l’anno sono state effettuate una manutenzione annuale ripetitiva, come per il caso di Ceppo Morelli sul torrente Anza, in cui si effettua un'asportazione meccanica e degli svasi conseguenti a collaudi, o manutenzioni straordinarie degli organi di manovra delle paratoie degli scarichi di fondo. Per le dighe di Quarazza (VB) e di Rochemolles (TO) per il blocco delle paratoie dovuti a problemi meccanici o a intasamento degli scarichi si sono verificate fuoriuscite incontrollate del materiale sedimentato che hanno interessato i tratti dei corsi d’acqua di valle e anche  gli impianti di accumulo esistenti.

Il nuovo Regolamento recante criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi ha portato la Regione Piemonte, nel corso del 2023, a condurre le valutazioni necessarie ad aggiornare il proprio regolamento regionale in materia.
 

Predisposizione dei piani di emergenza delle grandi dighe

Il Piano di Emergenza Diga (PED) è il documento che, a partire dagli studi idraulici sulla propagazione delle piene artificiali per manovre volontarie degli organi di scarico e per ipotetico collasso dello sbarramento, definisce:

  • gli scenari riguardanti le aree potenzialmente interessate dall'onda di piena; 
  • le strategie operative per fronteggiare una situazione di emergenza, mediante l'allertamento, l'allarme, le misure di salvaguardia anche preventive, l'assistenza ed il soccorso della popolazione;
  • il modello di intervento, che definisce il sistema di coordinamento con l'individuazione dei soggetti interessati per il raggiungimento di tale obiettivo e l'organizzazione dei Centri Operativi.

Prioritario alla redazione dei piani di emergenza è l'aggiornamento dei Documenti di Protezione civile delle Dighe nazionali sulla scorta anche di quanto definito con la D.G.R. n.25-6549 del 2 marzo 2018 che ha fornito indicazioni utili e chiarimenti per le modalità funzionali ed organizzative per il supporto tecnico alle componenti istituzionali ed operative del sistema di protezione civile in materia di rischio idraulico ed idrogeologico.
Sono proseguite infatti le attività propedeutiche all’approvazione, da parte delle Prefetture, dei documenti di protezione civile (DPC) che nello scorso anno hanno terminato l’iter per quanto riguarda le attività proprie del gruppo regionale. Risultano finora approvati dalle competenti Prefetture, 17 DPC-priorità 1 su 18 dighe, 16 DPC-priorità 2 su 18, 16 DPC-priorità 3 su 21.

Anche per le dighe regionali, nel corso dell'anno trascorso, nell'ambito del rinnovo delle autorizzazioni alla prosecuzione dell'esercizio è proseguita la consegna ai proprietari di sbarramenti per l'accumulo idrico del nuovo documento di protezione civile basandosi sulle indicazioni della Direttiva PCM del 08/07/2014.

Anno
2024

Gestione di sbarramenti e invasi artificiali

Anno
2024

La Regione Piemonte è l'autorità tutoria per la vigilanza sulla corretta gestione, per la sicurezza dei territori di valle, degli sbarramenti artificiali per l'accumulo idrico di propria competenza, ovvero quelli con volume inferiore a 1 milione di metri cubi e altezze inferiori a 15 metri.
La Regione inoltre è competente per la predisposizione o approvazione di diversi documenti riferiti alla gestione ordinaria o in emergenza e alla pianificazione di protezione civile per sbarramenti artificiali anche di competenza nazionale cioè con volumi ed altezze superiori.

Nuovo regolamento regionale

Dal 2022 il D.P.G.R. 9 marzo 2022 n.2/R ha abrogato e sostituito il precedente regolamento, il quale dettava le regole per la costruzione, la conduzione, la vigilanza e il monitoraggio degli sbarramenti idrici regionali.

Il nuovo regolamento definisce tre classi di rischio potenziale – basso, medio e alto – consentendo così una notevole semplificazione degli adempimenti da parte dei proprietari delle opere a rischio basso e permettendo di focalizzare l’azione di vigilanza, ora suddivisa fra il settore regionale Difesa del suolo e le cinque strutture tecniche regionali, sugli sbarramenti a rischio maggiore.
L’assegnazione dei circa 840 sbarramenti censiti alle suddette classi di rischio è avvenuta con un lavoro di analisi e valutazione puntuale su ciascuna opera, ed è stata formalizzata dalla determinazione direttoriale n. 3716 del 1/12/2022.

Gli invasi a rischio basso sono risultati essere circa 400, quelli a rischio medio circa 240 e quelli a rischio alto circa 200.
Nel corso del 2023, in collaborazione con i settori tecnici decentrati, le verifiche sopralluogo sono state finalizzate anche alla verifica delle assegnazioni alle classi di rischio medio e alto fatte nel 2022.

Il servizio elicotteristico

La Regione Piemonte stipula appositi Contratti con società elicotteristiche private, per concorrere alle attività di spegnimento aereo degli incendi boschivi, affiancando i grandi velivoli inviati dal Dipartimento nazionale di protezione civile (es. Canadair).

Il servizio elicotteristico regionale, comprende attività di:

  • supporto nello spegnimento e nella bonifica degli incendi boschivi;
     
  • trasporto di personale operativo e direzionale del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte connesso alla prevenzione e alla lotta attiva agli incendi boschivi, anche con propria attrezzatura;
     
  • ricognizione del territorio regionale, compresa l'individuazione e la perimetrazione delle aree percorse da incendi e riprese fotografiche e televisive;
     
  • trasporto di personale operativo e direzionale connesso alle attività di protezione civile, anche con propria attrezzatura;
     
  • esercitazione, addestramento e dimostrative del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte, per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi, compreso il trasporto di materiali e di personale;
     
  • prevenzione e monitoraggio dei rischi naturali.
Anno
2024
Paragrafi

La Regione Piemonte stipula appositi Contratti con società elicotteristiche private, per concorrere alle attività di spegnimento aereo degli incendi boschivi, affiancando i grandi velivoli inviati dal Dipartimento nazionale di protezione civile (es. Canadair).

Il servizio elicotteristico regionale, comprende attività di:

  • supporto nello spegnimento e nella bonifica degli incendi boschivi;
     
  • trasporto di personale operativo e direzionale del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte connesso alla prevenzione e alla lotta attiva agli incendi boschivi, anche con propria attrezzatura;
     
  • ricognizione del territorio regionale, compresa l'individuazione e la perimetrazione delle aree percorse da incendi e riprese fotografiche e televisive;
     
  • trasporto di personale operativo e direzionale connesso alle attività di protezione civile, anche con propria attrezzatura;
     
  • esercitazione, addestramento e dimostrative del Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte, per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi, compreso il trasporto di materiali e di personale;
     
  • prevenzione e monitoraggio dei rischi naturali.
Anno
2024

Convenzione con il Corpo di Volontari AntIncendi Boschivi (AIB)

Il Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte Odv è diffuso capillarmente su tutto il territorio montano e pedemontano piemontese, attraverso le proprie squadre, ed opera sul territorio regionale nell’ambito della Convenzione con la Regione, stipulata in applicazione della Legge 4 ottobre 2018, n. 15.

I Volontari intervengono in tutte le attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi.

Il modello organizzativo del Corpo Volontari A.I.B. resta unico in tutta Italia per l’originalità, la dimensione e la competenza territoriale; frutto della volontà di superare il modello associativo, coniugando i compiti di tutela e rappresentanza, con una più efficace gestione della linea operativa sul territorio.

Il ruolo dei Volontari A.I.B. viene valorizzato dalla Regione Piemonte attraverso l’individuazione di adeguati strumenti operativi e gestionali, l’innalzamento del livello tecnico e professionale degli operatori con appositi corsi di formazione/addestramento in materia di antincendio boschivo e sicurezza, la fornitura di strumenti di intervento e di protezione individuale, mezzi e materiali specifici.

Il Corpo A.I.B. affianca altresì la Regione Piemonte nell’opera di sensibilizzazione e d’informazione verso l’opinione pubblica sul tema degli incendi boschivi.

Figura 1. Dislocazione delle Squadre di Volontari AIB sul territorio piemontese
Anno
2024
Paragrafi

Il Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte Odv è diffuso capillarmente su tutto il territorio montano e pedemontano piemontese, attraverso le proprie squadre, ed opera sul territorio regionale nell’ambito della Convenzione con la Regione, stipulata in applicazione della Legge 4 ottobre 2018, n. 15.

I Volontari intervengono in tutte le attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi.

Il modello organizzativo del Corpo Volontari A.I.B. resta unico in tutta Italia per l’originalità, la dimensione e la competenza territoriale; frutto della volontà di superare il modello associativo, coniugando i compiti di tutela e rappresentanza, con una più efficace gestione della linea operativa sul territorio.

Il ruolo dei Volontari A.I.B. viene valorizzato dalla Regione Piemonte attraverso l’individuazione di adeguati strumenti operativi e gestionali, l’innalzamento del livello tecnico e professionale degli operatori con appositi corsi di formazione/addestramento in materia di antincendio boschivo e sicurezza, la fornitura di strumenti di intervento e di protezione individuale, mezzi e materiali specifici.

Il Corpo A.I.B. affianca altresì la Regione Piemonte nell’opera di sensibilizzazione e d’informazione verso l’opinione pubblica sul tema degli incendi boschivi.

Figura 1. Dislocazione delle Squadre di Volontari AIB sul territorio piemontese
Anno
2024

Convenzione con i Carabinieri Forestali

La Regione Piemonte, attraverso una specifica Convenzione, si avvale dell’Arma dei Carabinieri per le attività di elevata specializzazione a tutela dell’ambiente e del territorio, attraverso l'impiego delle Unità Carabinieri Forestale, per lo svolgimento di funzioni e compiti nell’ambito delle competenze regionali.

Specificamente per quanto riguarda la materia incendi boschivi, la Convenzione vigente prevede il supporto dell’Arma dei Carabinieri, tra le altre, nelle seguenti attività:

  • perimetrazioni delle superfici percorse dal fuoco,
  • attività di sorveglianza sui territori regionali a rischio di incendio boschivo e di prevenzione dei comportamenti pericolosi.
Figura 1. Caserme dei Carabinieri presenti in Piemonte
Anno
2024
Paragrafi

La Regione Piemonte, attraverso una specifica Convenzione, si avvale dell’Arma dei Carabinieri per le attività di elevata specializzazione a tutela dell’ambiente e del territorio, attraverso l'impiego delle Unità Carabinieri Forestale, per lo svolgimento di funzioni e compiti nell’ambito delle competenze regionali.

Specificamente per quanto riguarda la materia incendi boschivi, la Convenzione vigente prevede il supporto dell’Arma dei Carabinieri, tra le altre, nelle seguenti attività:

  • perimetrazioni delle superfici percorse dal fuoco,
  • attività di sorveglianza sui territori regionali a rischio di incendio boschivo e di prevenzione dei comportamenti pericolosi.
Figura 1. Caserme dei Carabinieri presenti in Piemonte
Anno
2024

Accordo con i Vigili del Fuoco

Attraverso uno specifico Accordo, la Regione Piemonte ha affidato ai Vigili del Fuoco, nel quadro del concorso del Corpo Nazionale VV. F. alla lotta attiva agli incendi boschivi, le seguenti attività:

  • la gestione ed il coordinamento tecnico operativo della Sala Operativa Unificata Permanente,
  • la direzione delle operazioni di spegnimento aereo degli incendi boschivi, attraverso l’impiego dei mezzi statali e regionali,
  • effettuata tramite l’impiego di personale DOS VV.F. (Direttori delle operazioni di spegnimento),
  • il coordinamento delle operazioni a terra in accordo con i Coordinatori del Volontariato AIB, secondo il modello DOS-ICS (Incident Command System).
     
Flotta Canadair del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

La flotta aerea di Stato per il concorso in attività di spegnimento degli incendi boschivi è dislocata sul territorio nazionale sulla base di una programmazione effettuata dal COAU (Dipartimento nazionale di protezione civile - Centro Operativo Aereo Unificato) ad inizio stagione AIB.

Normalmente i Canadair CL415 che possono operare in Piemonte partono dalle basi permanenti posizionate presso gli aeroporti di Genova, Roma Ciampino e Lamezia Terme.
Nel periodo della campagna AIB invernale, a partire dal 2018 è stato previsto un elicottero Erickson S64F presso l’aeroporto di Cuneo Levaldigi e dal 2019 è stato dislocato un secondo elicottero Erickson S64F presso l’aeroporto di Biella.

In caso di necessità, il COAU può valutare un ulteriore potenziamento del dispositivo di spegnimento con mezzi aerei dello Stato o una sua diversa distribuzione territoriale.

Figura 1. Distaccamenti dei Vigili del Fuoco in Piemonte
Anno
2024
Paragrafi

Attraverso uno specifico Accordo, la Regione Piemonte ha affidato ai Vigili del Fuoco, nel quadro del concorso del Corpo Nazionale VV. F. alla lotta attiva agli incendi boschivi, le seguenti attività:

  • la gestione ed il coordinamento tecnico operativo della Sala Operativa Unificata Permanente,
  • la direzione delle operazioni di spegnimento aereo degli incendi boschivi, attraverso l’impiego dei mezzi statali e regionali,
  • effettuata tramite l’impiego di personale DOS VV.F. (Direttori delle operazioni di spegnimento),
  • il coordinamento delle operazioni a terra in accordo con i Coordinatori del Volontariato AIB, secondo il modello DOS-ICS (Incident Command System).
     
Flotta Canadair del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

La flotta aerea di Stato per il concorso in attività di spegnimento degli incendi boschivi è dislocata sul territorio nazionale sulla base di una programmazione effettuata dal COAU (Dipartimento nazionale di protezione civile - Centro Operativo Aereo Unificato) ad inizio stagione AIB.

Normalmente i Canadair CL415 che possono operare in Piemonte partono dalle basi permanenti posizionate presso gli aeroporti di Genova, Roma Ciampino e Lamezia Terme.
Nel periodo della campagna AIB invernale, a partire dal 2018 è stato previsto un elicottero Erickson S64F presso l’aeroporto di Cuneo Levaldigi e dal 2019 è stato dislocato un secondo elicottero Erickson S64F presso l’aeroporto di Biella.

In caso di necessità, il COAU può valutare un ulteriore potenziamento del dispositivo di spegnimento con mezzi aerei dello Stato o una sua diversa distribuzione territoriale.

Figura 1. Distaccamenti dei Vigili del Fuoco in Piemonte
Anno
2024

Piano Regionale per le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi (AIB)

Anno
2024

I primi strumenti di pianificazione regionale in materia di incendi boschivi risalgono a oltre 30 anni fa: il primo Piano antincendi boschivi fu scritto nel 1975 e da allora è stato costantemente revisionato ed aggiornato, sulla base dei cambiamenti normativi, territoriali, climatici e operativi.

L'obiettivo principale del Piano è quello di minimizzare gli effetti negativi degli incendi boschivi ottimizzando la distribuzione delle risorse di protezione.

L’edizione del Piano vigente ha valenza 2021-2025 e prevede costanti aggiornamenti.

La Regione Piemonte, che coordina la materia per competenza, ha redatto il Piano attraverso la collaborazione di tutte le componenti istituzionali, volontarie e tecnico scientifiche, coinvolgendo quindi il Corpo nazionale Vigili del Fuoco, i Carabinieri forestali, il Corpo Volontari AIB Piemonte, ARPA Piemonte, l’Università di Scienze forestali, IPLA e CSI Piemonte.

L'intenzione condivisa è stata quella di restituire al Sistema regionale antincendi boschivi ed a tutte le strutture che direttamente o indirettamente sono coinvolte dal rischio, uno strumento il più possibile operativo, programmatico e in grado di arricchirsi dallo sviluppo e raggiungimento degli obiettivi proposti.

Ad oggi, il Piano Regionale AIB è previsto dalla Legge-quadro in materia di incendi boschivi (L. 21 novembre 2000, n. 353), che trova la sua declinazione a livello del territorio piemontese nella Legge Regionale n. 15 del 04 ottobre 2018.

Cosa contiene il Piano - in sintesi

L’analisi delle caratteristiche territoriali e climatiche evidenzia il fatto che il Piemonte, storicamente, come le altre regioni dell’arco alpino è più interessato dal fenomeno incendi nel periodo tardo inverno-primaverile. Tale distribuzione risulta strettamente correlata all’andamento meteorologico generale, nonché alle condizioni fenologiche della vegetazione forestale.  Si riscontra un aumento graduale della frequenza di incendio a partire dal mese di dicembre, con un picco in corrispondenza del mese di marzo, ed una netta ricaduta a maggio, in coincidenza con l’avvento delle piogge primaverili e la ripresa della vegetazione.
Un ruolo importante nella predisposizione agli incendi lo giocano i venti di Foehn.

Il massimo estivo si riscontra nel mese di agosto: i cambiamenti climatici in atto stanno ampliando sempre più la “forchetta temporale” dei periodi considerati a maggiore rischio incendi boschivi.

 

Figura 1. Eventi di Foehn durante l'anno, su base mensile

Il Piano descrive l’organizzazione regionale del Sistema antincendi boschivi composto, attraverso la stipula di apposite Convenzioni ed Accordi e sulla base di quanto previsto dalla normativa regionale, da Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e Corpo Volontari antincendi boschivi del Piemonte.

Per meglio orientare la pianificazione antincendi boschivi all’interno della Regione, è stato necessario caratterizzare il fenomeno in relazione alla frequenza e alla dimensione assunta dagli eventi nel passato, analizzando le serie storiche degli incendi boschivi.
L'obiettivo di questo approccio si può riassumere con il criterio di modulare l'intensità di intervento in funzione dell'effettiva incidenza degli incendi su una determinata porzione di territorio e delle loro conseguenze attese.

Un capitolo del Piano è dedicato alla cosiddetta “resilienza delle comunità” e prende in considerazione gli “incendi di interfaccia” ovvero quelli in cui l'area naturale e quella urbano-rurale si incontrano e interferiscono reciprocamente.
Vengono elencate, a tale proposito, indicazioni generali ai fini di:

  • evitare che incendi boschivi si propaghino alle abitazioni/edifici;
  • consentire agli operatori antincendio di intervenire in sicurezza in prossimità delle abitazioni/edifici;
  • mantenere accessibile la viabilità ai mezzi di soccorso e utilizzabile come elemento per intervenire in estinzione o per l’evacuazione in sicurezza di persone e animali.

In questo senso vengono fornite una serie di indicazioni operative, che vanno dalla creazione di fasce di protezione della propria abitazione, alla rimozione/ collocazione/gestione adeguata di tutti gli elementi che possono propagare il fuoco alle strutture (siepi, vegetazione ornamentale, depositi di legna, capanni, bombole di gas, etc.), all’utilizzo e alla corretta manutenzione di materiali costruttivi che impediscano il propagarsi dell’incendio all’interno della struttura.

Un ampio capitolo è dedicato alle attività di prevenzione, ovvero azioni mirate a ridurre le cause e il potenziale innesco d'incendio, nonché interventi finalizzati alla mitigazione dei danni conseguenti.

Nello specifico:

  • prevenzione strutturale, da attuarsi con interventi selvicolturali ed infrastrutturali (opere forestali, consistenza e localizzazione delle vie di accesso, viali tagliafuoco, fonti di approvvigionamento idrico per i mezzi operativi);
  • prevenzione non strutturale, tra cui sono ricomprese le attività di promozione della cultura di protezione civile e delle corrette norme di comportamento per la salvaguardia dell'ambiente, ecc.
Figura 2. Punto di approvvigionamento idrico a fine anti-incendio
Perché è importante la prevenzione?

Perché assistiamo ad un evidente cambiamento climatico: insieme ad un aumento della vegetazione, quindi del combustibile disponibile, le alte temperature e la siccità creano le condizioni ideali per l’innesco e la propagazione di grandi incendi; con la vegetazione più secca e le zone, solitamente più umide tipo i fondovalle, che perdono efficacia nell’arrestare le fiamme.

Parallelamente, insieme alle superfici incolte, stanno crescendo anche le aree edificate e la conseguenza di questo nuovo assetto del territorio è un aumento dei punti di contatto tra foreste e aree urbane, dove la probabilità di innesco di nuovi incendi è più alta (incendi di interfaccia).

Aumentano gli incendi incontrollabili e, seppur dotati di sistemi operativi antincendio indubbiamente efficienti, ci troviamo con sempre maggiore frequenza dinnanzi ad eventi estremi, sempre più difficili da arrestare: grandi roghi simultanei, con dimensioni e intensità verso i quali la lotta attiva sta diventando insufficiente poiché, di fronte ad determinate tipologie di incendi, non c’è Canadair che possa intervenire!

La valutazione del pericolo di incendio boschivo e la sua previsione costituiscono importanti strumenti nella gestione operativa del servizio di protezione dagli incendi boschivi. Essi permettono di organizzare il servizio di prevenzione e di avvistamento incendi, ottimizzare la localizzazione del personale e dei mezzi necessari all’estinzione, con un risparmio economico rilevante, migliorando l’efficacia del sistema di prevenzione e lotta attiva. La valutazione del pericolo dà indicazioni sulla probabilità che si verifichino e si diffondano incendi, in un dato territorio, a causa di fattori predisponenti, che sono principalmente i parametri meteorologici che influenzano l’umidità dei combustibili, variabili nel tempo e nello spazio.

Figura 3. Bollettino previsionale del rischio incendi boschivi