Contaminazione diffusa del suolo

Il suolo è lo strato più superficiale della crosta terrestre, costituito da una combinazione di componenti minerali e organici, acqua, aria e da una grande varietà di organismi viventi.

È un sistema dinamico e complesso, che svolge funzioni fondamentali per l’ambiente e per le attività umane: produce alimenti e biomassa, regola i cicli dell’acqua, del carbonio e dei nutrienti, ospita una parte significativa della biodiversità terrestre e contribuisce alla protezione delle acque sotterranee e alla regolazione del clima.

Poiché i processi di formazione del suolo sono estremamente lenti, il suolo è considerato una risorsa di fatto non rinnovabile su scala umana e particolarmente vulnerabile al degrado.

La conoscenza della qualità e dello stato di salute dei suoli è un presupposto fondamentale per la tutela dell’ambiente, la sicurezza alimentare, la protezione della salute umana e una gestione sostenibile del territorio.

La Direttiva (UE) 2025/2360 dell’Unione Europea riconosce il suolo come una risorsa limitata e strategica, la cui salute dipende dal suo stato fisico, chimico e biologico e dalla capacità di mantenere nel tempo le proprie funzioni. La Direttiva individua tra le principali forme di degradazione del suolo la contaminazione, l’erosione, la compattazione, l’impermeabilizzazione e l’artificializzazione, l’eccesso o l’esaurimento dei nutrienti, l’acidificazione, la salinizzazione nonché la perdita di carbonio organico, biodiversità e attività biologica del suolo.

Il suolo può essere interessato da differenti forme di contaminazione: in alcuni casi l’inquinamento è riconducibile a fonti puntuali, che incidono su aree limitate e sono attribuibili a una singola attività o a un soggetto chiaramente individuabile; in altri casi, invece, la contaminazione deriva da fonti diffuse, non riconducibili a un’unica origine, che interessano porzioni estese di territorio. 

La contaminazione diffusa del suolo si configura come un’alterazione chimica, fisica o biologica che può compromettere la qualità del suolo e le sue funzioni ambientali.

La contaminazione diffusa del suolo è spesso il risultato di molteplici attività umane svolte nel tempo. Le attività industriali, il traffico veicolare, gli impianti di produzione energetica e di trattamento dei rifiuti, il riscaldamento domestico e altre fonti emissive rilasciano inquinanti in atmosfera che, depositandosi al suolo, possono accumularsi progressivamente e persistere per lunghi periodi prima di essere degradati o trasportati dalle acque.

Anche l’attività agricola contribuisce alla contaminazione diffusa del suolo: l’uso prolungato di concimi, prodotti fitosanitari, liquami zootecnici e fanghi di depurazione può determinare un progressivo accumulo di metalli pesanti e altri contaminanti.

Ulteriori contributi possono derivare dalla dispersione di contaminanti attraverso il ruscellamento superficiale, le esondazioni fluviali, l’irrigazione con acque di qualità non ottimale e il riutilizzo di materiali e matrici residuali sul suolo. Anche la presenza di infrastrutture, l’urbanizzazione diffusa e l’artificializzazione del territorio possono favorire l’accumulo di sostanze inquinanti nel tempo.

La contaminazione diffusa del suolo può determinare impatti rilevanti e di lungo periodo sulla qualità dell’ambiente, sulla salute delle popolazioni esposte e sulle attività economiche che dipendono dalle risorse del suolo, quali agricoltura, gestione del territorio e uso sostenibile degli ecosistemi.

Un ulteriore elemento di complessità nella valutazione della contaminazione del suolo è rappresentato dalla presenza naturale di alcuni elementi chimici, in particolare metalli e metalloidi, legata alle caratteristiche geologiche dei materiali parentali e ai processi di formazione dei suoli. In determinati contesti territoriali, concentrazioni anche elevate di tali sostanze possono quindi riflettere condizioni naturali di fondo, piuttosto che essere riconducibili a fenomeni di inquinamento di origine antropica. In questo contesto la distinzione tra fondo naturale geochimico e contaminazione di origine antropica assume un ruolo centrale nella corretta valutazione dello stato di qualità dei suoli.  

Arpa Piemonte realizza un programma di monitoraggio ambientale sistematico dei suoli regionali tramite la Rete ARPA Piemonte di monitoraggio ambientale dei suoli, finalizzato a valutare la presenza, l’origine (naturale, naturale antropica e antropica), l’intensità e la distribuzione spaziale dei potenziali contaminanti del suolo.