Formazione forestale

Anno
2026

La montagna e le zone forestali in genere si stanno sempre di più proponendo come luoghi di nuove opportunità di lavoro e di sperimentazioni di modelli di vita compatibili con l'ambiente. Per questo la Regione Piemonte promuove e finanzia progetti formativi che vedono coinvolto tutto il territorio regionale, allo scopo di creare le condizioni favorevoli alla crescita di una nuova imprenditoria legata alla filiera forestale.

Da quasi 20 anni sono in corso numerose iniziative di formazione ed aggiornamento tecnico nel settore forestale con fondi comunitari (Programma di Sviluppo Rurale e Progetti Interreg) e regionali e il Piemonte è stata la prima Regione ad aver riconosciuto e normato le qualifiche professionali di Operatore e Istruttore forestale.
A fianco dei corsi realizzati e destinati ad operatori pubblici e privati infatti è stato avviato un percorso di riconoscimento e valorizzazione delle professionalità nel settore forestale.

La qualificazione degli operatori, aumentando le competenze professionali, diffonde esperienze, concetti tecnici, criteri organizzativi e di gestione della sicurezza, creando i presupposti per:

  • un adeguato riconoscimento dell’identità professionale;
  • la crescita del livello di professionalità delle imprese;
  • l’emersione del lavoro sommerso e l’incentivazione a comportamenti regolari senza misure repressive;
  • il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori e la conseguente riduzione della frequenza degli incidenti;
  • il miglioramento della sostenibilità ambientale degli interventi forestali ed ambientali;
  • la rivitalizzazione di economie locali;
  • garantire una base comune di conoscenze condivise per gli operatori del settore.

Per maggiori dettagli si veda la pagina web del sito della Regione Piemonte dedicata alle professioni forestali e formazione.

Azioni di supporto, riconoscimento e valorizzazione delle professionalità nel Settore forestale sono l’istituzione della Rete degli Sportelli forestali per avvicinare il cittadino e il professionista alle tematiche relative alla gestione del bosco e del territorio e la gestione dell’Elenco operatori forestali del Piemonte; strumento complementare all’Albo delle imprese forestali del Piemonte che vuole agevolare i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni nella ricerca di maestranze qualificate. In affiancamento agli Sportelli è inoltre stata creata e finanziata la rete dei Punti Informativi Forestali (PIF), che ad oggi conta 30 sedi distribuite su tutto il territorio regionale, e il Punto Informativo Forestale Mobile (PIFM) servizio informativo itinerante allestito su camper.

 

Informazioni e risorse aggiuntive


Progetti formativi promossi e finanziati da Regione Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/professioni-forestali-formazione/formazione-forestale

Professioni forestali e formazione:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/professioni-forestali-formazione

Attività di formazione e informazione in campo forestale a titolarità regionale:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/professioni-forestali-formazione/attivita-formazione-informazione-campo-forestale-titolarita-regionale

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

La comunicazione forestale

Anno
2026

Regione Piemonte investe risorse nei campi della comunicazione e dell'informazione forestale attraverso:

  • il sito web istituzionale, costantemente aggiornato;
  • la nuova newsletter mensile che conta più di 5000 iscritti;
  • la diffusione delle notizie attraverso i vari social network regionali (#forestepiemonte);
  • la redazione di brochure e pubblicazioni tematiche rese gratuitamente scaricabili dal sito web;
  • la realizzazione di video e cortometraggi informativi rivolti anche a target non specialistico;
  • l’organizzazione e/o partecipazione a convegni, seminari, workshop e fiere di settore rivolti a amministratori, imprese, operatori e/o cittadini.

Per la consultazione delle numerose pubblicazioni si rimanda alla pagina dedicata alle pubblicazioni editoriali.

Per i contenuti audiovisivi si rimanda alla playlist “Foreste: gestione, promozione e tutela“, sul canale ufficiale YouTube, e alla pagina Piemonte Terra di Tartufi.

Il mediometraggio a carattere documentaristico “La via del bosco” (45 minuti) è disponibile alla pagina dedicata sul sito regionale.

Sul sito regionale sono anche disponibili per la consultazione le infografiche su boschi e legno del Piemonte.

Tra le attività informative si segnalano anche quelle finanziate grazie ai fondi dello Sviluppo Rurale e attivate a regia regionale, tra quelle realizzate nel 2025 si segnalano:

  • le visite guidate, a cui hanno partecipato 96 soggetti, a due delle più importanti fiere internazionali del comparto forestale,
  • gli incontri divulgativi circa le potenzialità dell’esbosco aereo con teleferiche forestali,
  • le attività dimostrative in campo, realizzate dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari i (DISAFA) dell’Università di Torino rivolte ai propri studenti, finalizzate allo scambio di conoscenze tra l’Università e il mondo professionale,
  • il progetto “Sicuramente in bosco” sulla sicurezza nei cantieri.

Tutte le iniziative sono disponibile alla pagina dedicata sul sito web regionale.

Informazioni e risorse aggiuntive


Regione Piemonte - Foreste:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste

Nuova Newsletter mensile:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/newsletter-forestale

Pubblicazioni editoriali:
https://www.regione.piemonte.it/web/pubblicazioni-editoriali?tema=67&titolo=&destinatari=All&page=0

Youtube - Playlist "Foreste, Promozione e tutela:
https://www.youtube.com/playlist?list=PLIrkOizQKJJq8vcYIY8DNvkKN6M0ADPX2

Youtube - Piemonte Terra di Tartufi:
https://www.youtube.com/watch?v=A4T48S0x5TE&index=65&list=PL6jsjHhM7bl8xFge8Ym2uhKRKBBOt7Dev

Mediometraggio documentaristico "La via del bosco":
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/tutela-bosco-territorio/via-bosco-sulle-tracce-dellalleanza-uomo-foresta

Infografiche su boschi e legno del Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/foreste-piemonte-economia-ambiente/boschi-legno-piemonte

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Sistema Informativo forestale (SIFOR)

Anno
2026

Il Sistema Informativo Forestale Regionale (SIFOR), come definito dall’art. 34 della l.r. 4/2009 "Gestione e promozione economica delle foreste", ha il ruolo di "coordinare e monitorare le attività connesse alla pianificazione e alla gestione forestale, rendere efficace e omogenea a livello regionale la gestione dei dati inventariali e statistici, e consentire l'accessibilità delle informazioni".

Il SIFOR "è integrato nel sistema informativo regionale del quale condivide strutture ed infrastrutture tecnologiche, ed utilizza i dati regionali disponibili, garantendo sinergie gestionali e organizzative a tutti gli operatori ed enti del settore".

Sviluppato a partire dal 2009 con lo scopo di supportare le attività di pianificazione forestale e diffondere le informazioni relative alla gestione del patrimonio silvo-pastorale, con il progetto a titolarità regionale realizzato nell’ambito della Misura 4.3.4, Azione 2 del PSR 2014-2022, il Settore Foreste ha riprogettato l’intero sistema per realizzare l’Infrastruttura di Dati Forestali (IDF) regionale.

L’evoluzione del SIFOR nell’IDF ha consentito la gestione di dati derivanti da fonti precedentemente inutilizzate, l’armonizzazione dei dati territoriali forestali con la base dati geografica di riferimento per il territorio piemontese (BDTRE) e l’integrazione delle funzionalità offerte dalle diverse componenti del sistema, nell’ottica di migliorare la gestione e la fruibilità delle informazioni trattate.

I servizi sono progettati per garantire l'interoperabilità tra essi e con i servizi esterni all'IDF essenziali per la completezza, il funzionamento e la significatività dell'infrastruttura nel suo complesso.

Attualmente l’IDF è costituito da un insieme di applicativi, basi dati strutturate per gestire e pubblicare informazioni alfanumeriche e geografiche, servizi di consultazione e di elaborazione dati e reportistica e componenti per la gestione on line di procedimenti amministrativi di competenza forestale.

Homepage del Sistema Informativo Forestale regionale

Le componenti che costituiscono l’IDF sono:

  • il servizio “Piani di Gestione Forestale” che consiste nella banca dati degli strumenti di pianificazione di livello aziendale approvati in Piemonte e rende disponibili, in modalità telematica, funzionalità di ricerca, (geografica e alfanumerica) e visualizzazione dei Piani e, per i soggetti gestori, di programmazione degli interventi e di invio delle comunicazioni di taglio;
     
  • la banca dati dell’Inventario Forestale del Piemonte (contenente i dati di circa 14.000 punti di campionamento) consente di elaborare i parametri dendrometrici fondamentali (aree basimetriche, altezze, volumi, incrementi) per definire la produttività dei boschi piemontesi, con indicazioni della loro valenza statistica in funzione del campione o delle selezioni territoriali prese in considerazione;
     
  • il “Sistema di gestione delle istanze forestali” ai sensi della L.R. 04/2009, che consente di compilare ed inviare online le istanze per realizzare interventi selvicolturali (comunicazione semplice o richiesta di autorizzazione con progetto) e di trasformazione del bosco. Una componente di back office permette ai funzionari di prendere in carico le istanze e di procedere nell’iter di gestione e controllo;
     
  • le banche dati relative alle Indagini per i Piani Forestali Territoriali (anno 2000), la Carta Forestale regionale (aggiornamento 2016), le schede dei Popolamenti da Seme e l’Atlante dei Tipi Forestali presenti in Piemonte;
     
  • CDLP (Calcolo Disponibilità potenziale Risorse Legnose), attraverso cui è possibile conoscere, su base territoriale, la disponibilità potenziale delle risorse legnose distinta per tipo di assortimenti;
     
  • l’Albo delle Imprese Forestali e degli Operatori Professionali del Piemonte e della Liguria (TAIF), che permette la visualizzazione di imprese e operatori del settore e attraverso cui, le aziende hanno la possibilità di inserire a sistema le domande di iscrizione e conferma annuale di iscrizione. La funzionalità di back office permette ai funzionari regionali la gestione dei relativi procedimenti;
     
  • il servizio “Preadesioni ai corsi di formazione forestale della Regione Piemonte”, che consente ai soggetti interessati di inserire le richieste di partecipazione ad attività formative in campo forestale erogati dalle agenzie formative e ai funzionari regionali di gestire le procedure di adesione ai corsi;
     
  • ELFo (E-learning Forestale), ambiente di formazione, relazione e confronto rivolto agli sportelli forestali e agli altri operatori del settore;
     
  • Portale LegnoPiemonte, servizio informativo gratuito sulla disponibilità di lotti boschivi, di arboricoltura (compresa la pioppicoltura) e di assortimenti legnosi finiti di provenienza piemontese;
     
  • il Servizio di gestione dei Vivai Forestali della Regione Piemonte (VIFO) consente ai funzionari la gestione delle domande di materiali di moltiplicazione e degli inventari dei tre vivai forestali regionali.

Il sistema informativo forestale regionale comprende inoltre:

  • il Cruscotto del Patrimonio Naturale, strumento dell’IDF che fornisce rappresentazioni statistiche della realtà forestale piemontese, nel quale sono esposte informazioni sul patrimonio boschivo (utilizzazioni, pianificazione), su operatori e imprese forestali regionali, sulla biodiversità e sulle aree naturali (Aree protette e Rete natura 2000) attraverso l’utilizzo di indicatori di sintesi rappresentati sotto forma di grafici interattivi a consultazione personalizzabile da parte dell'utilizzatore.
     
  • il canale “Foreste” pubblicato sul Sistema di Conoscenze Ambientali (SCA), piattaforma di fruizione delle conoscenze alfanumeriche e geografiche prodotte nel contesto del Sistema Informativo Regionale Ambientale (SIRA) Piemonte pubblicata alla pagina.

Il Sistema di Conoscenze Ambientali consente di visualizzare le informazioni geografiche e alfanumeriche e di consultare e scaricare in formato .pdf e .xls dei seguenti tematismi:

  • Alberi Monumentali del Piemonte (risultato dell'attività di censimento in attuazione dell’art. 7 della Legge 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” del Decreto interministeriale 23 ottobre 2014);
  • Carta forestale (edizione 2016);
  • Catalogo dei Tipi Forestali del Piemonte (schede descrittive delle Categorie e dei Tipi forestali del Piemonte con chiavi di determinazione. Le schede costituiscono una integrazione e aggiornamento del catalogo dei tipi forestali del Piemonte risalente al 2008);
  • PFT - Carta forestale e altre coperture del territorio (edizione 2000);
  • Inventari forestali, Aree di saggio e Dati per elaborazioni dendrometriche;
  • Piani Forestali Territoriali (Edizione 2000);
  • PGF - Piani di gestione forestale (ex PFA) vigenti;
  • Risorse genetiche forestali (dati geografici e alfanumerici relativi a popolamenti e materiali di base per la vivaistica forestale).
Informazioni e risorse aggiuntive

 

Infrastruttura di Dati Forestali (IDF) - Sistema informativo forestale regionale:
https://www.servizi.piemonte.it/srv/sifor/


Cruscotto del Patrimonio Naturale:
http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/cruscottoForeste/index.shtml


Sistema di Conoscenze Ambientali (SCA):
https://conoscenzaambientale.sistemapiemonte.it/decsiraweb/map.html#/dataset/

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Informazione Ambientale

Anno
2026

L’ambiente è un bene pubblico è in quanto tale può essere ottenuto solo collettivamente, in un contesto di responsabilità diffuse e universali. I “benefici ambientali” non sono appropriabili né commerciabili, e dunque la loro comunicazione risponde a logiche pubbliche e di servizio e non privatistiche e di mercato.
L’azione pubblica è resa difficile dal crescente contenuto tecnico dei problemi ambientali e dal fatto che le “risorse ambientali collettive” (acque, atmosfera, ozono, clima, biodiversità ecc.) hanno caratteri “fisici” che sono per definizione non circoscrivibili.


In tale contesto, dunque, l’informazione pubblica ambientale assume un ruolo fondamentale: dalla definizione dell’agenda alla corretta descrizione di ciascun intervento, tutto ciò che riguarda le politiche ambientali si incontra – e spesso si scontra – con sensibilità, visioni e percezioni a prima vista inconciliabili.


Per quanto riguarda la tematica relativa alle Aree naturali protette, la Regione Piemonte si è dotata da anni di strumenti volti a facilitare i flussi comunicativi per avvicinare i cittadini ai temi trattati, utilizzando un approccio divulgativo su vasta scala orientato a informare, coinvolgere, educare e ascoltare. Gli strumenti utilizzati si sono evoluti negli anni e alla storica rivista Piemonte Parchi sono state affiancate una newsletter settimanale e la presenza sui principali social, cercando di dare sostanza alla normativa che pone l’informazione ambientale tra i diritti fondamentali dei cittadini (DLgs 195 del 19/08/05 in attuazione della direttiva comunitaria 2003/4/CEE) dando particolare rilievo al principio per cui l'informazione ambientale sia fornita “sistematicamente […] anche attraverso i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili”. Il lavoro viene svolto con la convinzione che una informazione continuativa e strutturata possa essere non solo il veicolo per promuovere la funzione e la fruizione delle Aree naturali protette ma che possa fornire il supporto per facilitare la comprensione di leggi e regolamenti da parte di un pubblico più vasto.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Turismo/Cultura

Monitoraggio specie esotiche: Heracleum mantegazzianum

Dal 2016 lArpa Piemonte monitora costantemente una specie esotica invasiva in particolare, l’Heracleum mantegazzianum, individuato inizialmente lungo il Fiume Toce nei comuni di Formazza e Premia (VB) e successivamente rinvenuto anche nei comuni di Ceresole Reale (TO) e di S. Antonino di Susa (TO), con un ultimo ritrovamento nel 2023 presso il comune di Vernante (CN). 

Tale attività è finalizzata alla valutazione della diffusione della specie e dell’efficacia degli interventi di eradicazione/contenimento, relativamente alla gestione di alcune entità della flora alloctona incluse negli elenchi regionali approvati con D.G.R. n. 46-5100 del 18/12/2012 e ss.mm.ii. e nella lista unionale di cui al Regolamento UE n. 1143/2014. 

L’attività di monitoraggio si articola in due rilievi annuali (inizio e fine stagione vegetativa) che prevedono il conteggio delle piante (nuclei e/o piante singole), l’indicazione dello stadio fenologico e, per il rilievo di fine stagione, la data ed il tipo di intervento di contenimento effettuato dalle squadre forestali della Regione (sfalcio, estirpazione, trattamento chimico) durante il periodo estivo; per ogni nucleo e/o pianta singola viene inoltre acquisita la posizione. 

Per valutare l’efficacia delle azioni di contenimento intraprese, è stato calcolato, assumendo che tutte le piante osservate a fine stagione siano state precedentemente trattate, un “indice di riduzione” (IR), il cui valore è dato dal rapporto tra il numero di piante trattate e quelle osservate a fine estate, secondo la semplice equazione:

IR = 1 – (Pset/Ptr)

Dove:

Pset è il numero di esemplari rilevato nel corso del sopralluogo di fine estate;

Ptr è il numero di piante trattato comunicato dalla squadra degli operai forestali regionali.

I tre comuni monitorati presentano situazioni e complessità differenti: quella più difficile è stata rilevata presso Ceresole Reale, dove si osservano sempre numeri molto alti di piante trattate ad inizio stagione. Presso questo sito, vista la diffusione della specie e la numerosità di esemplari complessivi, è stata aumentata la frequenza degli interventi delle squadre forestali e nel corso del 2024, a fronte del coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati (Regione, Arpa, Parco Nazionale Gran Paradiso, Comune, responsabili squadra forestale), è stata messa a punto una strategia finalizzata a realizzare interventi di contrasto più efficaci (eradicazione) attraverso la preventiva condivisione degli interventi con i proprietari dei terreni in cui erano collocate le stazioni più critiche.

 

Intervento di eradicazione del luglio 2024

La complessa situazione di Ceresole è evidenziata nella tabella sottostante, dove si osservano sempre numeri molto alti di piante trattate ad inizio stagione. Dalle stagioni 2023 - 2024, a fronte degli interventi sopra riassunti, si è registrata una sensibile contrazione degli esemplari presenti. 

Tabella del trattamento delle piante

È verosimile ritenere che le operazioni di estirpazione messe in atto nel corso degli anni abbiano indebolito gli esemplari di Heracleum Mantegazzianum ed impedito loro la fioritura determinando, così, il loro progressivo decremento.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Dal 2016 lArpa Piemonte monitora costantemente una specie esotica invasiva in particolare, l’Heracleum mantegazzianum, individuato inizialmente lungo il Fiume Toce nei comuni di Formazza e Premia (VB) e successivamente rinvenuto anche nei comuni di Ceresole Reale (TO) e di S. Antonino di Susa (TO), con un ultimo ritrovamento nel 2023 presso il comune di Vernante (CN). 

Tale attività è finalizzata alla valutazione della diffusione della specie e dell’efficacia degli interventi di eradicazione/contenimento, relativamente alla gestione di alcune entità della flora alloctona incluse negli elenchi regionali approvati con D.G.R. n. 46-5100 del 18/12/2012 e ss.mm.ii. e nella lista unionale di cui al Regolamento UE n. 1143/2014. 

L’attività di monitoraggio si articola in due rilievi annuali (inizio e fine stagione vegetativa) che prevedono il conteggio delle piante (nuclei e/o piante singole), l’indicazione dello stadio fenologico e, per il rilievo di fine stagione, la data ed il tipo di intervento di contenimento effettuato dalle squadre forestali della Regione (sfalcio, estirpazione, trattamento chimico) durante il periodo estivo; per ogni nucleo e/o pianta singola viene inoltre acquisita la posizione. 

Per valutare l’efficacia delle azioni di contenimento intraprese, è stato calcolato, assumendo che tutte le piante osservate a fine stagione siano state precedentemente trattate, un “indice di riduzione” (IR), il cui valore è dato dal rapporto tra il numero di piante trattate e quelle osservate a fine estate, secondo la semplice equazione:

IR = 1 – (Pset/Ptr)

Dove:

Pset è il numero di esemplari rilevato nel corso del sopralluogo di fine estate;

Ptr è il numero di piante trattato comunicato dalla squadra degli operai forestali regionali.

I tre comuni monitorati presentano situazioni e complessità differenti: quella più difficile è stata rilevata presso Ceresole Reale, dove si osservano sempre numeri molto alti di piante trattate ad inizio stagione. Presso questo sito, vista la diffusione della specie e la numerosità di esemplari complessivi, è stata aumentata la frequenza degli interventi delle squadre forestali e nel corso del 2024, a fronte del coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati (Regione, Arpa, Parco Nazionale Gran Paradiso, Comune, responsabili squadra forestale), è stata messa a punto una strategia finalizzata a realizzare interventi di contrasto più efficaci (eradicazione) attraverso la preventiva condivisione degli interventi con i proprietari dei terreni in cui erano collocate le stazioni più critiche.

 

Intervento di eradicazione del luglio 2024

La complessa situazione di Ceresole è evidenziata nella tabella sottostante, dove si osservano sempre numeri molto alti di piante trattate ad inizio stagione. Dalle stagioni 2023 - 2024, a fronte degli interventi sopra riassunti, si è registrata una sensibile contrazione degli esemplari presenti. 

Tabella del trattamento delle piante

È verosimile ritenere che le operazioni di estirpazione messe in atto nel corso degli anni abbiano indebolito gli esemplari di Heracleum Mantegazzianum ed impedito loro la fioritura determinando, così, il loro progressivo decremento.

Anno
2026

Gruppo di Lavoro Ghiacciai

L’attività regionale in campo glaciologico si inserisce nel quadro di competenze del “Gruppo di Lavoro sul rischio connesso ai fenomeni di dissesto in ambienti glaciali e periglaciali”, Tavolo Tecnico istituito nel maggio 2024 dalla Protezione Civile Nazionale presso il Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Il tavolo tecnico è stato creato con l'obiettivo di aggiornare ed omogeneizzare le procedure di monitoraggio dell’ambiente glaciale alpino italiano,in linea con le indicazione della Commissione Grandi Rischi a seguito del crollo del ghiacciaio della Marmolada nel luglio 2022. Il documento sulle azioni strategiche in tema di conoscenza, formazione, informazione e sensibilizzazione sui rischi in ambito alpino è stato presentato il 16 dicembre 2025 ed è disponibile online. 

La Regione Piemonte ha partecipato alle attività del sottogruppo Conoscenza, con tecnici di Arpa Piemonte e dei Settori Regionali Geologico e Protezione Civile.

In particolare, Arpa Piemonte ha contribuito fornendo esempi applicativi sui temi delle tecniche fotogrammetriche speditive per la cartografia e il monitoraggio dei rischi naturali in ambiente glaciale e dell’aggiornamento del catasto regionale dei ghiacciai. In tale contesto, l’Agenzia ha strutturato un gruppo “ghiacciai” in seno alla Struttura Semplice “Geologia e Nivologia”, afferente al Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, per l’osservazione, il monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese, la valutazione delle instabilità in atto e l’identificazione precoce dell’insorgere di nuove.
 

Il ghiacciaio della Bessanese il 18 settembre 2025. Fonte Arpa Piemonte

Il programma di osservazione è organizzato su base annuale e prevede sopralluoghi, sorvoli ed indagini per la definizione di un livello di conoscenza diffuso ed uniforme sui ghiacciai piemontesi. 

L'obiettivo è quello di creare una baseline che rappresenti una fotografia aggiornata dello stato dei ghiacciai, fungendo sia da riferimento per definire le priorità di approfondimento, sia da termine di confronto per valutare l’evoluzione nel tempo dei corpi glaciali e delle aree circostanti. Avviata nel 2022 e progressivamente ampliata con le campagne glaciologiche annuali successive, la raccolta dei dati ha portato a una standardizzazione delle informazioni geografiche, alfanumeriche e fotografiche, confluite nel livello “ghiacciai” del geoportale di Arpa Piemonte.

In accordo con i parametri definiti dal Tavolo Tecnico, le aree glacializzate caratterizzate da significativa frequentazione antropica sono oggetto di specifici approfondimenti. Queste attività sono finalizzate alla quantificazione delle trasformazioni in atto, in termini di estensione areale e volumetrica dei ghiacciai e ubicazione ed estensione delle instabilità mediante misure dirette, rilievi e confronti di modelli 3D multitemporali. I risultati degli studi sono sintetizzate nelle relazioni annuali disponibili sul sito di Arpa.

Stato di aggiornamento dei limiti dei ghiacciai piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025, tra i mesi di luglio e novembre, sono state condotte 14 missioni di osservazione e monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese: su un totale di 161 corpi glaciali, ne sono stati visitati 110. Di questi, 11 sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti, mentre un centinaio sono stati osservati dall’alto con sorvoli in elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito il supporto logistica aereo, consentendo una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.

Affiancando i rilievi con l’osservazione da remoto mediante immagini satellitari, sono stati aggiornati i limiti di 150 corpi glaciali, pari al 93% della superficie glacializzata piemontese; inoltre, per 50 ghiacciai è stato elaborato il modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. La sintesi dei risultati del monitoraggio 2025 dei ghiacciai è disponibile alla pagina dedicata in questo portale.

Nel complesso è risultata di fondamentale importanza la collaborazione con gli altri enti presenti sul territorio: il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR-IRPI) hanno arricchito le conoscenze con informazioni storiche, sull’ubicazione, la nomenclatura e l’estensione dei ghiacciai e sulle instabilità geomorfologiche delle aree glaciali e periglaciali. Ulteriori contributi sono stati forniti dal Parco Nazionale Gran Paradiso, per i ghiacciai della Valle Orco, e dalla la Società Meteorologica Italiana per lo studio del ghiacciaio di Ciardoney. I sorvoli in elicottero sono eseguiti grazie al supporto con il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte e con il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

L’attività regionale in campo glaciologico si inserisce nel quadro di competenze del “Gruppo di Lavoro sul rischio connesso ai fenomeni di dissesto in ambienti glaciali e periglaciali”, Tavolo Tecnico istituito nel maggio 2024 dalla Protezione Civile Nazionale presso il Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Il tavolo tecnico è stato creato con l'obiettivo di aggiornare ed omogeneizzare le procedure di monitoraggio dell’ambiente glaciale alpino italiano,in linea con le indicazione della Commissione Grandi Rischi a seguito del crollo del ghiacciaio della Marmolada nel luglio 2022. Il documento sulle azioni strategiche in tema di conoscenza, formazione, informazione e sensibilizzazione sui rischi in ambito alpino è stato presentato il 16 dicembre 2025 ed è disponibile online. 

La Regione Piemonte ha partecipato alle attività del sottogruppo Conoscenza, con tecnici di Arpa Piemonte e dei Settori Regionali Geologico e Protezione Civile.

In particolare, Arpa Piemonte ha contribuito fornendo esempi applicativi sui temi delle tecniche fotogrammetriche speditive per la cartografia e il monitoraggio dei rischi naturali in ambiente glaciale e dell’aggiornamento del catasto regionale dei ghiacciai. In tale contesto, l’Agenzia ha strutturato un gruppo “ghiacciai” in seno alla Struttura Semplice “Geologia e Nivologia”, afferente al Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, per l’osservazione, il monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese, la valutazione delle instabilità in atto e l’identificazione precoce dell’insorgere di nuove.
 

Il ghiacciaio della Bessanese il 18 settembre 2025. Fonte Arpa Piemonte

Il programma di osservazione è organizzato su base annuale e prevede sopralluoghi, sorvoli ed indagini per la definizione di un livello di conoscenza diffuso ed uniforme sui ghiacciai piemontesi. 

L'obiettivo è quello di creare una baseline che rappresenti una fotografia aggiornata dello stato dei ghiacciai, fungendo sia da riferimento per definire le priorità di approfondimento, sia da termine di confronto per valutare l’evoluzione nel tempo dei corpi glaciali e delle aree circostanti. Avviata nel 2022 e progressivamente ampliata con le campagne glaciologiche annuali successive, la raccolta dei dati ha portato a una standardizzazione delle informazioni geografiche, alfanumeriche e fotografiche, confluite nel livello “ghiacciai” del geoportale di Arpa Piemonte.

In accordo con i parametri definiti dal Tavolo Tecnico, le aree glacializzate caratterizzate da significativa frequentazione antropica sono oggetto di specifici approfondimenti. Queste attività sono finalizzate alla quantificazione delle trasformazioni in atto, in termini di estensione areale e volumetrica dei ghiacciai e ubicazione ed estensione delle instabilità mediante misure dirette, rilievi e confronti di modelli 3D multitemporali. I risultati degli studi sono sintetizzate nelle relazioni annuali disponibili sul sito di Arpa.

Stato di aggiornamento dei limiti dei ghiacciai piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025, tra i mesi di luglio e novembre, sono state condotte 14 missioni di osservazione e monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese: su un totale di 161 corpi glaciali, ne sono stati visitati 110. Di questi, 11 sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti, mentre un centinaio sono stati osservati dall’alto con sorvoli in elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito il supporto logistica aereo, consentendo una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.

Affiancando i rilievi con l’osservazione da remoto mediante immagini satellitari, sono stati aggiornati i limiti di 150 corpi glaciali, pari al 93% della superficie glacializzata piemontese; inoltre, per 50 ghiacciai è stato elaborato il modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. La sintesi dei risultati del monitoraggio 2025 dei ghiacciai è disponibile alla pagina dedicata in questo portale.

Nel complesso è risultata di fondamentale importanza la collaborazione con gli altri enti presenti sul territorio: il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR-IRPI) hanno arricchito le conoscenze con informazioni storiche, sull’ubicazione, la nomenclatura e l’estensione dei ghiacciai e sulle instabilità geomorfologiche delle aree glaciali e periglaciali. Ulteriori contributi sono stati forniti dal Parco Nazionale Gran Paradiso, per i ghiacciai della Valle Orco, e dalla la Società Meteorologica Italiana per lo studio del ghiacciaio di Ciardoney. I sorvoli in elicottero sono eseguiti grazie al supporto con il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte e con il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

 

Anno
2026

Regolazione estiva dei livelli idrometrici del Lago Maggiore

Facendo riferimento alla Deliberazione n. 7/2021 del 20 Dicembre 2021, a mezzo della quale la Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha approvato il proseguimento della sperimentazione della regolazione estiva dei livelli del Lago Maggiore nel quinquennio 2022-2026 e in relazione alla avvenuta conferma dei Gruppi di Lavoro già istituiti nel precedente quinquennio di sperimentazione, è stato riattivato il Gruppo di Lavoro n. 2, che si occupa del Modello di calcolo per la previsione del livello idrometrico, dello svaso preventivo e del monitoraggio idrologico del Lago Maggiore. Più in particolare, le attività della sperimentazione riguardano, per il GdL2, il miglioramento del sistema per il monitoraggio meteorologico, idrologico e idraulico e per il Piano di Laminazione ai sensi della Direttiva PCM 27 Febbraio 2004 e della Direttiva PCM 8 luglio 2014, necessari ai fini della gestione in sicurezza della traversa della Miorina per la regolazione dei livelli idrici del Lago Maggiore, valutando a tale scopo un’ipotesi di gestione dinamica dei livelli del lago e un’architettura di gestione coordinata e condivisa di situazioni di crisi idrologica e idraulica, rafforzando altresì lo scambio di informazioni e dati sul bilancio idrico, sulla situazione meteo-idrologica e sulle previsioni. Dati che possono concorrere alla previsione dell’andamento dei livelli del lago, quali:

  • gli afflussi al lago previsti dal sistema modellistico idrologico-idraulico “FEWS Po”;
  • i dati di monitoraggio delle precipitazioni e delle portate disponibili in tempo reale per i corsi d’acqua ricadenti nel bacino imbrifero del lago e, in particolare, i dati messi a disposizione dai Centri Funzionali del Piemonte, della Lombardia e dalla competente struttura tecnica della Confederazione Elvetica;
  • le previsioni di criticità del livello del Lago Maggiore contenute nel Bollettino di previsione delle piene emesso dal Centro Funzionale del Piemonte, secondo le procedure del Disciplinare di Allerta;
  • ogni altra previsione meteorologica ed idrologica, che il Consorzio del Ticino ritenga di utilizzare.

Tali dati verranno elaborati dal Modello di calcolo per la previsione del livello idrometrico del Lago Maggiore elaborato dal Gestore, per definire gli scenari previsionali e gestionali. In particolare, con il Modello è già possibile generare la simulazione di una o più sequenze di manovre di svaso e la conseguente "previsione dei livelli del Lago". Lo svaso preventivo costituisce azione sperimentale propedeutica alla redazione del Piano di Laminazione dinamico del Lago Maggiore (in assenza del quale le azioni previste hanno carattere sperimentale e devono essere fatte salve le azioni di protezione civile del vigente Documento di Protezione Civile) ed è finalizzato a due obiettivi:

  • la costituzione di un adeguato volume di laminazione per la riduzione dei colmi di piena nell’asta a valle;
  • la mitigazione degli effetti indesiderati (nei confronti della sicurezza idraulica dei territori nella fascia perilacuale e perifluviale) che si determinerebbero, in assenza di tale azione, a seguito dell’applicazione delle nuove regole gestionali introdotte con la sperimentazione.

Obiettivo del monitoraggio quindi è la verifica dell’efficacia dello svaso preventivo e gli eventuali impatti sugli ambienti naturali e sul patrimonio culturale della gestione di livelli di massima regolazione del Lago Maggiore nel periodo primaverile-estivo superiori +1,00 m dell’idrometro di Sesto Calende. Con specifico riferimento alle attività riconducibili al GdL2, al fine della verifica dell'efficacia delle procedure di svaso preventivo, il Gestore è chiamato ad effettuare “ex post” per ogni evento di piena che si verifichi durante la stagione di sperimentazione estiva, opportuni confronti sui livelli idrometrici misurati e previsti.

Nel corso del 2025 il Settore Protezione Civile ha, in particolare, lavorato affinché AIPo Lombardia trasmettesse i valori di Qmin e Qmax propedeutici all’aggiornamento del vecchio DPC, ora redatto, approvato e vigente.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Facendo riferimento alla Deliberazione n. 7/2021 del 20 Dicembre 2021, a mezzo della quale la Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha approvato il proseguimento della sperimentazione della regolazione estiva dei livelli del Lago Maggiore nel quinquennio 2022-2026 e in relazione alla avvenuta conferma dei Gruppi di Lavoro già istituiti nel precedente quinquennio di sperimentazione, è stato riattivato il Gruppo di Lavoro n. 2, che si occupa del Modello di calcolo per la previsione del livello idrometrico, dello svaso preventivo e del monitoraggio idrologico del Lago Maggiore. Più in particolare, le attività della sperimentazione riguardano, per il GdL2, il miglioramento del sistema per il monitoraggio meteorologico, idrologico e idraulico e per il Piano di Laminazione ai sensi della Direttiva PCM 27 Febbraio 2004 e della Direttiva PCM 8 luglio 2014, necessari ai fini della gestione in sicurezza della traversa della Miorina per la regolazione dei livelli idrici del Lago Maggiore, valutando a tale scopo un’ipotesi di gestione dinamica dei livelli del lago e un’architettura di gestione coordinata e condivisa di situazioni di crisi idrologica e idraulica, rafforzando altresì lo scambio di informazioni e dati sul bilancio idrico, sulla situazione meteo-idrologica e sulle previsioni. Dati che possono concorrere alla previsione dell’andamento dei livelli del lago, quali:

  • gli afflussi al lago previsti dal sistema modellistico idrologico-idraulico “FEWS Po”;
  • i dati di monitoraggio delle precipitazioni e delle portate disponibili in tempo reale per i corsi d’acqua ricadenti nel bacino imbrifero del lago e, in particolare, i dati messi a disposizione dai Centri Funzionali del Piemonte, della Lombardia e dalla competente struttura tecnica della Confederazione Elvetica;
  • le previsioni di criticità del livello del Lago Maggiore contenute nel Bollettino di previsione delle piene emesso dal Centro Funzionale del Piemonte, secondo le procedure del Disciplinare di Allerta;
  • ogni altra previsione meteorologica ed idrologica, che il Consorzio del Ticino ritenga di utilizzare.

Tali dati verranno elaborati dal Modello di calcolo per la previsione del livello idrometrico del Lago Maggiore elaborato dal Gestore, per definire gli scenari previsionali e gestionali. In particolare, con il Modello è già possibile generare la simulazione di una o più sequenze di manovre di svaso e la conseguente "previsione dei livelli del Lago". Lo svaso preventivo costituisce azione sperimentale propedeutica alla redazione del Piano di Laminazione dinamico del Lago Maggiore (in assenza del quale le azioni previste hanno carattere sperimentale e devono essere fatte salve le azioni di protezione civile del vigente Documento di Protezione Civile) ed è finalizzato a due obiettivi:

  • la costituzione di un adeguato volume di laminazione per la riduzione dei colmi di piena nell’asta a valle;
  • la mitigazione degli effetti indesiderati (nei confronti della sicurezza idraulica dei territori nella fascia perilacuale e perifluviale) che si determinerebbero, in assenza di tale azione, a seguito dell’applicazione delle nuove regole gestionali introdotte con la sperimentazione.

Obiettivo del monitoraggio quindi è la verifica dell’efficacia dello svaso preventivo e gli eventuali impatti sugli ambienti naturali e sul patrimonio culturale della gestione di livelli di massima regolazione del Lago Maggiore nel periodo primaverile-estivo superiori +1,00 m dell’idrometro di Sesto Calende. Con specifico riferimento alle attività riconducibili al GdL2, al fine della verifica dell'efficacia delle procedure di svaso preventivo, il Gestore è chiamato ad effettuare “ex post” per ogni evento di piena che si verifichi durante la stagione di sperimentazione estiva, opportuni confronti sui livelli idrometrici misurati e previsti.

Nel corso del 2025 il Settore Protezione Civile ha, in particolare, lavorato affinché AIPo Lombardia trasmettesse i valori di Qmin e Qmax propedeutici all’aggiornamento del vecchio DPC, ora redatto, approvato e vigente.

Anno
2026

Accordo di cooperazione (Cooperation Working Arrangement - CWA) tra Regione Piemonte, il partenariato 2Zero (EGVIAfor2Zero) e la Commissione Europea DG Ricerca e Innovazione

Anno
2026
Finalità

L'Accordo di cooperazione tra Regione Piemonte, il partenariato 2Zero (EGVIAfor2Zero) e la Commissione Europea DG Ricerca e Innovazione è finalizzato a stabilire una cooperazione strategica per il raggiungimento dell’obiettivo europeo “Towards zero emission road transport (2Zero)", ovvero "Verso un trasporto su strada a emissioni zero".

 

Obiettivi

Al fine di contribuire al raggiungimento dell'obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050 attraverso la riduzione significativa delle emissioni nel settore dei trasporti, in data 12 dicembre 2024 la Regione Piemonte ha sottoscritto un Accordo di cooperazione (Cooperation Working Arrangement - CWA) con il partenariato "Towards zero emission road transport (2Zero)" (Verso un trasporto su strada a zero emissioni (2Zero)) e con la Commissione Europea DG Ricerca e Innovazione.

Il partenariato 2Zero è stato istituito formalmente il 23 giugno 2021, viene finanziato nell'ambito del programma Horizon Europe ed è finalizzato ad accelerare la transizione verso una mobilità su strada a zero emissioni in tutta Europa; per farlo, promuove e facilita la ricerca e l'innovazione pre-competitive sulla mobilità del trasporto su strada all'interno dell'Area Europea della Ricerca, identificando le esigenze di ricerca per raggiungere gli obiettivi stabiliti nelle politiche europee in materia di trasporti, energia e ambiente.

L'Accordo di cooperazione sottoscritto consiste in un protocollo di collaborazione finalizzato a contribuire agli obiettivi del programma 2Zero in coerenza con i due documenti strategici regionali "Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027" e "Programma Operativo FESR 2021-2027", massimizzando l’entità degli investimenti in progetti di ricerca e sviluppo "Verso un trasporto su strada a emissioni zero" e dei relativi risultati. Più specificamente, attraverso la sottoscrizione dell'Accordo di cooperazione si è giunti alla condivisione dei seguenti obiettivi comuni:

  • rafforzare la cooperazione in diversi settori degli obiettivi di ricerca, sviluppo e innovazione verso il trasporto su strada a emissioni zero,
  • contribuire agli obiettivi in materia di sicurezza e protezione dell'ambiente stabiliti dalla normativa europea sul clima.

La Regione ha dato seguito all'accordo di cooperazione in una prima modalità attraverso bandi nell'ambito della programmazione PR FESR 2021-27 ("Inviti per partner") in linea con i programmi di lavoro del 2Zero, che forniscono sostegno finanziario alle parti interessate per attuare i temi di ricerca, sviluppo e innovazione garantendo l'allineamento tecnico con i pertinenti progetti e priorità finanziati dal 2Zero.

 

Informazioni aggiuntive

Accordo di cooperazione

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Mobilità

Protocollo di Cooperazione tra Regione Piemonte e Clean Aviation Joint Undertaking (CAJU)

Anno
2026

Uno degli strumenti attraverso cui la Regione intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi dei programmi comunitari tesi alla neutralità climatica dell’aviazione attraverso tecnologie a emissioni zero è il Protocollo di Cooperazione (Memorandum of Cooperation - MoC) stipulato con il partenariato europeo Clean Aviation Joint Undertaking (CAJU).

Il settore aerospaziale rappresenta una delle eccellenze scientifiche e produttive consolidate del territorio piemontese, imperniate su un nucleo forte di grandi imprese di riferimento e un sistema di numerose PMI specializzate nel settore dei processi tecnologici e produttivi compatibili con gli standard tecnici più avanzati richiesti dallo specifico mercato.

Oggi le sfide della trasformazione e della transizione ecologica poste dall'Unione Europea per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di neutralità climatica attraverso tecnologie a emissioni zero in tale comparto assumono una rilevanza cruciale per rendere i velivoli maggiormente sostenibili ed efficienti.

Per contribuire al raggiungimento di tali obiettivi, in data 28 novembre 2023 la Regione ha sottoscritto un Protocollo di Cooperazione (Memorandum of Cooperation - MoC) con Clean Aviation Joint Undertaking (CAJU).

CAJU, istituito nel 2021 nell'ambito del Programma Quadro Horizon Europe (2021-27), rappresenta il più grande partenariato europeo pubblico-privato costituito dalla Commissione Europea, dall'industria aeronautica europea, istituti di ricerca e università, per sostenere gli obiettivi di ricerca e innovazione verso un'aviazione sostenibile a zero emissioni in linea con gli obiettivi del "Green Deal" europeo, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas dei velivoli nonché i livelli di rumore.

La missione del CAJU consiste nello sviluppare collaborazioni a livello europeo, nazionale e regionale individuando e massimizzando le sinergie o le possibilità di finanziamenti complementari derivanti dalle attività comuni e dai diversi programmi, specie quelli che sostengono lo sviluppo di soluzioni innovative e attività di formazione nell’ambito della ricerca, in particolare dell’aviazione sostenibile.

Con la sottoscrizione del Protocollo di Cooperazione, la Regione partecipa agli obiettivi del CAJU, che consistono in:

  • stabilire una cooperazione strategica relativa all'obiettivo europeo "Net Zero Aviation", volto al raggiungimento della neutralità climatica dell'aviazione attraverso tecnologie a emissioni zero entro il 2027-2029, al fine di ottimizzare le sinergie tra le parti e allineare obiettivi, priorità e temi della ricerca e innovazione, massimizzando l'impatto delle relative risorse finanziarie e dei risultati derivanti dai progetti di ricerca e sviluppo in ambito aeronautico;
  • individuare ulteriori possibilità di finanziamenti da attività e programmi pertinenti a livello europeo, nazionale e regionale, con particolare riguardo a quelli che mirano a sostenere l’applicazione di soluzioni innovative, la formazione di nuove competenze specifiche nel settore dell’aeronautica e sviluppo regionale, tra cui rientra il Programma Regionale FESR 2021-2027.

 

La roadmap tecnologica

Strumento di cooperazione per perseguire le suddette finalità è la roadmap tecnologica condivisa, allineata agli obiettivi del CAJU, il cui scopo è individuare i relativi pertinenti programmi di investimenti regionali, le priorità e le tecniche di R&I su cui allineare attività, progetti complementari e possibilità di finanziamenti che potranno essere sostenuti nell'ambito dei propri programmi e/o strumenti di finanziamento.

 

I bandi regionali

La Regione ha dato seguito all'accordo di cooperazione in una prima modalità attraverso la previsione di uno specifico elemento di premialità all’interno dei propri bandi a supporto di R&D per quei progetti coerenti con gli ambiti inclusi nella roadmap tecnologica e nella S3 regionale. Tale elemento di premialità prevede che i partenariati che presentino questa tipologia di progetti non debbano sottostare - diversamente da altri – a un numero massimo di domande presentabile e, soprattutto, prevede l’attribuzione di un punteggio premiale in sede di valutazione di merito.

 

Il convegno del 24 febbraio 2025

Nell'ambito delle attività previste dal Protocollo di Cooperazione, nel pomeriggio del 24 febbraio 2025 nel Grattacielo della Regione si è svolto un convegno per promuovere e illustrare la collaborazione tra Regione e Clean Aviation Joint Undertaking e per presentare alle aziende operanti nel settore le sinergie tra i programmi regionali e le attività del partenariato volte a favorire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del settore aeronautico e le opportunità di finanziamento a disposizione per le imprese sia nell’ambito delle Call4proposal di CAJU sia nell'ambito della presente Programmazione regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

 

Informazioni aggiuntive

Clean Aviation Joint Undertaking (CAJU).

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Mobilità

Piano di protezione civile del nodo idraulico di Ivrea

Nel corso del 2025 sono proseguiti gli incontri con i Comuni del “Nodo”, la Prefettura di Torino, la Città Metropolitana, l’AIPo e il Centro Funzionale Regionale c/o Arpa Piemonte, propedeutici all’approvazione del “Piano Speditivo” già approntato e disponibile in bozza.

A seguito degli eventi del 16-17 Aprile, il Comune di Fiorano – per molte ore rimasto completamente isolato nonostante la presenza di arginature e chiaviche – ha evidenziato al Settore Protezione Civile la necessità di disporre, in maniera fissa e continuativa, presso il Gruppo Comunale della Protezione Civile, di una motopompa autoadescante da usare a supporto della stazione di pompaggio di una delle due chiaviche sul territorio comunale di competenza, qualora una delle pompe dovesse fermarsi per qualsiasi motivo.

L’Associazione Nazionale Alpini di Ivrea ha richiesto al Settore Protezione Civile risorse economiche per la fornitura e posa, presso l’impianto di pompaggio di Ivrea, di n. 2 fari per illuminare l’area nonché per l'acquisto di attrezzatura per interventi urgenti sul generatore dell’impianto.

Il Comune di Ivrea ha richiesto autorizzazione di spesa per l’acquisto, tra l’altro, di taniche per il trasporto del gasolio dal distributore all’impianto di sollevamento e di carte carburante da distribuire in dotazione al personale per l’acquisto del gasolio per i generatori.

Il Settore è riuscito a dare soddisfacimento a tutte le richieste avanzate, restando nel contempo a disposi-zione dei Comuni del Nodo e della Prefettura di Torino per qualsivoglia ulteriore confronto propedeutico alla conclusione dell’iter pianificatorio, nonché alla messa in sicurezza delle aree più critiche e problematiche del Nodo Idraulico dell’Eporediese.

Rischio lineare sulla rete viaria dei Comuni del Nodo ed extra-Nodo.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nel corso del 2025 sono proseguiti gli incontri con i Comuni del “Nodo”, la Prefettura di Torino, la Città Metropolitana, l’AIPo e il Centro Funzionale Regionale c/o Arpa Piemonte, propedeutici all’approvazione del “Piano Speditivo” già approntato e disponibile in bozza.

A seguito degli eventi del 16-17 Aprile, il Comune di Fiorano – per molte ore rimasto completamente isolato nonostante la presenza di arginature e chiaviche – ha evidenziato al Settore Protezione Civile la necessità di disporre, in maniera fissa e continuativa, presso il Gruppo Comunale della Protezione Civile, di una motopompa autoadescante da usare a supporto della stazione di pompaggio di una delle due chiaviche sul territorio comunale di competenza, qualora una delle pompe dovesse fermarsi per qualsiasi motivo.

L’Associazione Nazionale Alpini di Ivrea ha richiesto al Settore Protezione Civile risorse economiche per la fornitura e posa, presso l’impianto di pompaggio di Ivrea, di n. 2 fari per illuminare l’area nonché per l'acquisto di attrezzatura per interventi urgenti sul generatore dell’impianto.

Il Comune di Ivrea ha richiesto autorizzazione di spesa per l’acquisto, tra l’altro, di taniche per il trasporto del gasolio dal distributore all’impianto di sollevamento e di carte carburante da distribuire in dotazione al personale per l’acquisto del gasolio per i generatori.

Il Settore è riuscito a dare soddisfacimento a tutte le richieste avanzate, restando nel contempo a disposi-zione dei Comuni del Nodo e della Prefettura di Torino per qualsivoglia ulteriore confronto propedeutico alla conclusione dell’iter pianificatorio, nonché alla messa in sicurezza delle aree più critiche e problematiche del Nodo Idraulico dell’Eporediese.

Rischio lineare sulla rete viaria dei Comuni del Nodo ed extra-Nodo.
Anno
2026