Piano Paesaggistico Regionale (Ppr)

Anno
2026

A conclusione di un lungo iter di formazione, volto a garantire la più ampia partecipazione dei soggetti interessati e a realizzare uno strumento sempre più completo, comprensibile ed efficace, il consiglio regionale del Piemonte ha approvato, con D.C.R. 3 luglio 2017, n. 233-35836, il Piano paesaggistico regionale (Ppr), strumento di tutela e promozione del paesaggio piemontese, realizzato d’intesa con il ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo.

Le politiche di pianificazione territoriale e paesaggistica possono essere considerate come vere e proprie politiche di sviluppo regionale e costituiscono un elemento di notevole rilevanza per il consolidamento delle culture e delle economie locali, così come per il rafforzamento della competitività e dell’attrattività della regione rispetto a più ampi contesti europei e internazionali.

Le nuove esigenze e le nuove opportunità legate a tali politiche hanno in particolare trovato riscontro nella Convenzione europea del paesaggio sottoscritta a Firenze nel 2000 da 45 Paesi membri del Consiglio d’Europa nonché, per quanto riguarda l’Italia, nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004).

Nello spirito della Convenzione europea, il Ppr non si limita a riconoscere e proteggere gli ambiti di eccezionale pregio e bellezza, ma si rivolge all’intero territorio regionale, comprensivo dei paesaggi della quotidianità, che rappresentano i contesti di vita e lavoro delle persone contribuendo a determinarne la qualità e che vanno quindi difesi dalle trasformazioni incontrollate, e di quelli compromessi o degradati, dei quali promuove il recupero e la riqualificazione.

L’azione di tutela del Piano, per essere pienamente efficace, necessita del fondamentale contributo degli enti locali; a seguito dell’approvazione, infatti, i Comuni sono chiamati ad avviare il processo di revisione dei propri strumenti urbanistici, al fine di recepire le previsioni del Ppr. Oltre alle essenziali finalità di regolamentazione, il Piano mira a diffondere una maggiore consapevolezza e attenzione nei confronti del paesaggio, inteso come patrimonio comune da proteggere e valorizzare, e ad accrescere la sensibilità dei cittadini verso gli obiettivi di tutela. Anche per questo il Piano affianca aspetti di natura strategica e progettuale a quelli più strettamente normativi.
 

Gli obiettivi del Piano


Il Ppr costituisce atto di pianificazione generale regionale improntato ai principi di sviluppo sostenibile, uso consapevole del territorio, minor consumo del suolo agronaturale, salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche e di promozione dei valori paesaggistici coerentemente inseriti nei singoli contesti ambientali. Definisce modalità e regole volte a garantire che il paesaggio sia adeguatamente conosciuto, tutelato, valorizzato e regolato. A tale scopo promuove la salvaguardia, la gestione e il recupero dei beni paesaggistici e la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti e integrati.

Dalle cinque strategie del Ppr discendono 26 obiettivi generali, che sono comuni a Piano paesaggistico e Piano territoriale. Le finalità particolari e le strategie operative per gli aspetti paesaggistico-ambientali sono invece in gran parte differenti da quelle territoriali, in relazione ai temi specifici e agli interessi diversificati che Ppr e Ptr si trovano ad affrontare: il quadro degli obiettivi specifici, pur mantenendo un reciproco coordinamento, è pertanto differenziato per i due strumenti.

Il quadro degli obiettivi specifici costituisce il riferimento per gli aspetti di qualità paesaggistica da individuare in ciascun ambito di paesaggio. A tal fine, nell’allegato B alle Norme di attuazione sono riportati gli obiettivi specifici di maggiore rilevanza per la qualità paesaggistica di ciascun ambito, accompagnati dalle azioni strategiche più opportune per le caratteristiche e le dinamiche di ciascuna parte di territorio.
 

Il significato del Piano paesaggistico


Il Piano paesaggistico costituisce strumento di pianificazione sovraordinata e prevalente secondo la legislazione nazionale sul paesaggio, che prevede la redazione di un piano esteso a tutto il territorio regionale da predisporre d’intesa tra Regione e Ministero.

Al di là degli obblighi normativi, il piano costituisce presa di coscienza da parte di una comunità del valore del proprio territorio; il paesaggio rappresenta infatti l’espressione della forma di un territorio nel quale si identifica la sua popolazione, in relazione alle dinamiche ambientali, naturali, storiche, culturali, frutto delle trasformazioni operate dall’uomo nel tempo, che ne hanno plasmato le caratteristiche percettive dalla sua genesi fino a oggi.

Il piano riconosce questi aspetti e si pone come strumento di conoscenza, di regolazione, di pianificazione e programmazione, per garantire la salvaguardia delle invarianti del territorio, la riqualificazione delle parti compromesse, la crescita di una coscienza comune sull’importanza dell’attenzione nei confronti del territorio, risorsa non riproducibile, in grado di garantire lo sviluppo delle comunità che lo abitano.
 

Le finalità del Piano paesaggistico


Il Ppr è strumento di:

  • Conoscenza: costituisce un “atlante” complessivo che descrive il territorio piemontese; riconosce i valori fondamentali che lo qualificano, i suoi caratteri identitari, le principali criticità presenti; rappresenta una visione unitaria della regione alla luce delle sue componenti costitutive, delle sue principali vocazioni, delle espressioni caratteristiche che contraddistinguono la sua storia;
  • Programmazione: contiene linee strategiche volte alla tutela del paesaggio e al miglior utilizzo del territorio; il Ppr ha sostenuto numerose azioni già attuate (progetti europei, progetti di valorizzazione, progetti di riqualificazione) e, nella sua parte strutturale, contiene principi e assi tematici che consentiranno nei prossimi anni di dare corso a politiche consapevoli di rigenerazione e valorizzazione del territorio, in una logica di sviluppo del Piemonte volta alla qualificazione e salvaguardia delle sue risorse, verso un’economia sostenibile e per il miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti;
  • Pianificazione: i contenuti del Ppr costituiscono elemento fondante per il sistema della pianificazione territoriale provinciale e della città metropolitana, della pianificazione urbanistica dei comuni e delle loro forme associative, nonché riferimento essenziale per la definizione di strumenti di pianificazione settoriale coerenti e compatibili con le caratteristiche del territorio piemontese;
  • Regolazione: contiene nella sua parte prescrittiva misure di tutela volte a tradurre i riconoscimenti di valore in disposizioni normative che incidono direttamente o indirettamente sui processi di trasformazione, finalizzate a garantire il corretto equilibrio tra sviluppo delle comunità e salvaguardia dei principali ambiti di pregio paesaggistico.
     
La visione strategica


Il Ppr affronta i temi della tutela del territorio e della qualità paesaggistica delle trasformazioni sia direttamente attraverso i propri contenuti normativi, sia promuovendo programmi, piani e progetti strategici volti alla valorizzazione integrata del territorio, a regia regionale o promossi da soggetti diversi (pubblici e privati), nonché con la realizzazione di approfondimenti tematici, attraverso la definizione di studi e analisi di accompagnamento al processo di attuazione del Ppr.

Il Ppr sostiene politiche e iniziative di livello sovra locale che mirano a uno sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio, in particolare relativamente ai seguenti temi:

  • valorizzazione del patrimonio paesaggistico piemontese;
  • implementazione della rete di connessione paesaggistica;
  • contenimento del consumo di suolo;
  • salvaguardia attiva dei paesaggi agrari;
  • definizione di criteri e modalità specifici per la qualificazione dei sistemi urbani e periurbani in termini edilizi, urbanistici e della funzionalità ecosistemica del territorio;
  • implementazione delle infrastrutture verdi e dei servizi ecosistemici;
  • inserimento paesaggistico dei manufatti specialistici e degli impianti tecnologici o di produzione di energia e riqualificazione delle aree dismesse o compromesse.


Il Ppr riconosce quali strumenti di approfondimento di queste tematiche, i seguenti programmi e progetti strategici, già attuati o in corso di attuazione:

  • i progetti relativi ai siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco e delle Riserve della biosfera (MAB);
  • la salvaguardia dei tenimenti storici dell’Ordine Mauriziano;
  • il progetto Corona Verde;
  • i contratti di fiume e di lago;
  • l’implementazione della rete ecologica regionale;
  • i progetti europei finanziati con il programma di cooperazione transnazionale “Alpine space”;
  • le attività connesse al monitoraggio del consumo di suolo.

Autorizzazioni e semplificazione amministrativa
 

Il Ppr non introduce, in riferimento alle procedure autorizzative degli interventi ricadenti all'interno di beni paesaggistici, vere e proprie novità, che invece possono risultare di rilievo a seguito del completamento delle procedure di adeguamento degli strumenti urbanistici al Ppr stesso. Fino ad allora, infatti, i soggetti competenti al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche continueranno a verificare la conformità degli interventi proposti con le disposizioni cogenti e immediatamente prevalenti dettate dal Piano paesaggistico. Anche dal punto di vista della semplificazione amministrativa, la conformazione degli strumenti urbanistici costituisce il requisito essenziale per lo snellimento delle procedure autorizzative; in particolare, a seguito della positiva verifica da parte del Ministero della Cultura, dell'adeguamento del piano regolatore al Ppr, il parere del Soprintendente assumerà natura obbligatoria ma non vincolante nell’ambito delle autorizzazioni di cui all’articolo 146, comma 5, del Codice.

Con riferimento all’aggiornamento dei dati contenuti nel Ppr, nel corso del 2025 sono effettuati approfondimenti istruttori e incontri tecnici con il Ministero della Cultura e con i Settori Urbanistica relativamente alla verifica della sussistenza del vincolo paesaggistico di un corpo idrico in un Comune che ha avviato la Variante strutturale al proprio strumento urbanistico. Sempre in riferimento al tema della tutela dei corpi idrici tutelati per legge rappresentati nella Tavola dei Beni paesaggistici del Ppr, sono stati effettuati approfondimenti tecnici su cartografie storiche al fine di verificarne la corretta rappresentazione, a seguito di discrepanze emerse in alcune Conferenze di copianificazione, segnalate dai Comuni interessati ai sensi dell’articolo 45, comma 5 del Ppr. Sono in corso indagini istruttorie approfondite che dovranno essere condivise con il Ministero della Cultura per il prosieguo dell’eventuale iter di modifica.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio

Anagrafe regionale dei siti contaminati

L’Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati, istituita dalla Regione nel 2004, è uno strumento che consente di conoscere lo stato di fatto e pianificare la gestione dei siti contaminati.

I dati dell’anagrafe regionale sono pubblicati e scaricabili sul sito del Geoportale della Regione Piemonte, su dati Piemonte e su Sistema delle Conoscenze Ambientali.

La Regione Piemonte ha avviato, con il supporto di Arpa e del CSI, ente informatico della Regione, il percorso di aggiornamento dell’Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati. L’obiettivo che si pone la nuova anagrafe è quello di creare un vero e proprio sistema informativo dei siti in procedimento di bonifica, permettendo l’inserimento da parte dei soggetti proponenti/progettisti dei dati di ogni singolo sito su apposita piattaforma informatica.

La nuova banca dati regionale dialogherà con la banca dati nazionale MOSAICO messa a punto da ISPRA, nella quale confluiscono annualmente i dati delle singole anagrafi regionali.

L’Anagrafe dei siti contaminati contiene, tra le altre, informazioni in merito ai procedimenti conclusi e agli interventi di bonifica in corso.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

L’Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati, istituita dalla Regione nel 2004, è uno strumento che consente di conoscere lo stato di fatto e pianificare la gestione dei siti contaminati.

I dati dell’anagrafe regionale sono pubblicati e scaricabili sul sito del Geoportale della Regione Piemonte, su dati Piemonte e su Sistema delle Conoscenze Ambientali.

La Regione Piemonte ha avviato, con il supporto di Arpa e del CSI, ente informatico della Regione, il percorso di aggiornamento dell’Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati. L’obiettivo che si pone la nuova anagrafe è quello di creare un vero e proprio sistema informativo dei siti in procedimento di bonifica, permettendo l’inserimento da parte dei soggetti proponenti/progettisti dei dati di ogni singolo sito su apposita piattaforma informatica.

La nuova banca dati regionale dialogherà con la banca dati nazionale MOSAICO messa a punto da ISPRA, nella quale confluiscono annualmente i dati delle singole anagrafi regionali.

L’Anagrafe dei siti contaminati contiene, tra le altre, informazioni in merito ai procedimenti conclusi e agli interventi di bonifica in corso.

Anno
2026

La bonifica dei siti “orfani”

I siti per i quali il responsabile della contaminazione non è stato individuato - o non adempie agli obblighi di bonifica - sono definiti “orfani”.

Gli interventi in questa tipologia di siti sono a carico delle Pubbliche Amministrazioni, che possono rivalersi sui responsabili (se individuati). Il procedimento di individuazione dei responsabili della contaminazione è di competenza delle Province/Città Metropolitana.

Una ricognizione della Regione Piemonte, effettuata nel 2021 con il supporto delle Province/Città Metropolitana di Torino, ha evidenziato la presenza di circa 120 siti “orfani”.

L’elenco dei siti orfani è allegato al “Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate” (PRUBAI).

Alla fine del 2020 il Ministero dell’Ambiente ha approvato il Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani che ha stanziato risorse per gli interventi in questa tipologia di siti.

Con le risorse stanziate dal Ministero, pari a € 6.815.788,93, sono stati individuati 16 interventi nel territorio regionale ritenuti prioritari, che sono attualmente in corso di realizzazione.

I siti orfani sono altresì oggetto di una specifica misura di finanziamento del PNRR, Misura M2C4 - Bonifica del "suolo dei siti orfani", finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.

Nell’ambito di tale misura, con decreto del Ministero della Transizione Ecologica n. 301 del 4 agosto 2022 è stato approvato il Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani. Le risorse messe a disposizione per il territorio regionale piemontese sono pari a 36.675.937,16 euro e sono utilizzate per la bonifica di 11 siti orfani.

Per 10 siti è stato approvato l’accordo con Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) n. 56 del 02/03/2024, per l’ultimo sito l’accordo è stato approvato con Decreto Direttoriale MASE n. 231 del 09/12/2024.

Gli Accordi sono sottoscritti dal MASE, Regione Piemonte e i Comuni interessati. I Comuni sono i destinatari delle risorse e sono individuati quali Soggetti Attuatori Esterni, responsabili della realizzazione operativa degli interventi. Alcuni interventi sono terminati, per tutti gli altri si prevede il completamento entro il secondo trimestre 2026. Il totale della superficie di suolo che si prevede di riqualificare entro tale termine è pari a circa 280.000 m2.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

I siti per i quali il responsabile della contaminazione non è stato individuato - o non adempie agli obblighi di bonifica - sono definiti “orfani”.

Gli interventi in questa tipologia di siti sono a carico delle Pubbliche Amministrazioni, che possono rivalersi sui responsabili (se individuati). Il procedimento di individuazione dei responsabili della contaminazione è di competenza delle Province/Città Metropolitana.

Una ricognizione della Regione Piemonte, effettuata nel 2021 con il supporto delle Province/Città Metropolitana di Torino, ha evidenziato la presenza di circa 120 siti “orfani”.

L’elenco dei siti orfani è allegato al “Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate” (PRUBAI).

Alla fine del 2020 il Ministero dell’Ambiente ha approvato il Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani che ha stanziato risorse per gli interventi in questa tipologia di siti.

Con le risorse stanziate dal Ministero, pari a € 6.815.788,93, sono stati individuati 16 interventi nel territorio regionale ritenuti prioritari, che sono attualmente in corso di realizzazione.

I siti orfani sono altresì oggetto di una specifica misura di finanziamento del PNRR, Misura M2C4 - Bonifica del "suolo dei siti orfani", finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.

Nell’ambito di tale misura, con decreto del Ministero della Transizione Ecologica n. 301 del 4 agosto 2022 è stato approvato il Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani. Le risorse messe a disposizione per il territorio regionale piemontese sono pari a 36.675.937,16 euro e sono utilizzate per la bonifica di 11 siti orfani.

Per 10 siti è stato approvato l’accordo con Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) n. 56 del 02/03/2024, per l’ultimo sito l’accordo è stato approvato con Decreto Direttoriale MASE n. 231 del 09/12/2024.

Gli Accordi sono sottoscritti dal MASE, Regione Piemonte e i Comuni interessati. I Comuni sono i destinatari delle risorse e sono individuati quali Soggetti Attuatori Esterni, responsabili della realizzazione operativa degli interventi. Alcuni interventi sono terminati, per tutti gli altri si prevede il completamento entro il secondo trimestre 2026. Il totale della superficie di suolo che si prevede di riqualificare entro tale termine è pari a circa 280.000 m2.

Anno
2026

Ozono - superamenti delle soglie di informazione e di allarme

Capitolo
Ozono
Anno
2026

La normativa prevede, per le concentrazioni medie orarie, una soglia per l’informazione alla popolazione pari a 180 µg/m³ ed una soglia di allarme pari a 240 µg/m³.
Su tutto il territorio regionale, nel corso degli anni, si è assistito ad una riduzione del numero dei superamenti, tranne per il 2022 che ha registrato picchi importanti nell’agglomerato di Torino. Il 2025 presenta numeri di giorni di superamento maggiori rispetto ai due anni precedenti.

Come è ben visibile dal grafico sottostante, le aree suburbane presentano una maggiore variabilità rispetto alle aree rurali ed urbane. 

Particolarmente evidente è il picco marcato nella zona suburbana nel 2022, indicativo di condizioni favorevoli alla formazione di ozono, come elevata radiazione solare e presenza di precursori quali ossidi di azoto e composti organici volatili. Inoltre, in diversi casi, i valori della zona rurale risultano comparabili o superiori a quelli della zona urbana, fenomeno spiegabile con la riduzione dell’ozono nelle aree cittadine dovuta alla presenza di ossidi di azoto.

Nel complesso, il grafico evidenzia una forte variabilità del numero di giorni di superamento della soglia di informazione dell’ozono, suggerendo una significativa influenza delle condizioni locali. I dati indicano che le concentrazioni più elevate non si registrano necessariamente nei centri urbani, ma più frequentemente nelle aree suburbane e rurali.
 

Ozono, trend del numero medio di giorni di superamento della soglia di informazione (2012-2025) - Fonte Arpa Piemonte

Dal confronto fra i superamenti della soglia di informazione registrati negli ultimi tre anni (grafico in basso) in ciascuna stazione emerge un incremento nel 2025 rispetto agli anni precedenti.

Nel 2025 la soglia di informazione (180 μg/m3 come massima media oraria) è stata superata in 3 delle 31 stazioni in cui il parametro viene misurato, contro le 3 stazioni del 2024 e le 13 del 2023 (comprendendo punti di misura locali e nazionali). Nel 2025 la soglia di informazione è stata superata per un numero complessivo di ore decisamente superiore rispetto agli anni precedenti:  110 ore nel 2025, 4 ore nel 2024, e 33 nel 2023.

La soglia di allarme (240 µg/m3 su tre ore consecutive) non è mai stata superata nel corso del 2025, così come nel 2024, 2023 e 2022. 
 

Ozono, numero di superamenti annuali della soglia di informazione registrati nel 2023, 2024 e 2025 - Fonte Arpa Piemonte
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Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Aria

Variante di aggiornamento al Piano Territoriale Regionale (PTR)

A marzo del 2023, la Giunta regionale ha adottato il Documento programmatico, comprensivo delle informazioni necessarie per il processo di VAS, dando così avvio alla predisposizione degli elaborati per la revisione del Piano territoriale regionale.

Il Documento programmatico ha sviluppato e approfondito i contenuti del Documento preliminare per la revisione del Piano “Programmare e pianificare il territorio per il rilancio del Piemonte” che, a dieci anni dall’entrata in vigore del Piano vigente, illustrava le ragioni e i temi fondamentali dell’aggiornamento.

Rispetto agli obiettivi e alle strategie operative nazionali e regionali, relative alla sostenibilità e alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, il PTR assume un ruolo basilare e costituisce un contributo rilevante nel definire direttive e indirizzi per un uso consapevole e sostenibile del territorio e nell’affrontare le cause, le conseguenze e gli impatti del cambiamento climatico.
In particolare la pianificazione territoriale impone un considerevole "salto di scala", affiancando l’approccio globale richiesto dalla mitigazione per l’abbattimento delle emissioni climalteranti ad uno urbano e localizzato per l’adattamento.

Questi concetti vengono racchiusi dalla nozione globale di governance multilivello: “la coordinazione orizzontale fra i diversi settori e servizi è fondamentale nel processo di integrazione e non meno importante è la coordinazione verticale fra i diversi attori e livelli istituzionali” (LIFE MASTER ADAPT, 2017).

Nel corso del 2023 è stata quindi predisposta la proposta di variante di aggiornamento al Piano territoriale regionale (PTR) vigente, del Rapporto ambientale e della Sintesi non tecnica, redatti ai sensi del D.lgs. 152/2006, al fine della formale adozione da parte della Giunta regionale avvenuta con la D.G.R. n. 4-8689 del 3 giugno 2024.

I principali contenuti  della proposta di variante si possono così riassumere:

  • la realizzazione di un nuovo modello di pianificazione, capace di adattarsi a contesti in continuo mutamento, di integrare nuovi principi che gradualmente si affermano a livello globale, attento alle esigenze delle comunità coinvolte, in grado di interpretare e favorire le iniziative delle imprese e il mondo del lavoro;
     
  • l'integrazione del quadro strategico in termini di obiettivi generali e specifici in funzione del mutato contesto e per l’attuazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) e della Strategia Regionale sui Cambiamenti Climatici (SRCC);
     
  • l'aggiornamento del Quadro di riferimento strutturale (Qrs): riaffermazione del sistema policentrico e puntuali modifiche alle perimetrazioni degli Ait in relazione all’istituzione della Città metropolitana, alla ridefinizione di alcune realtà comunali e sulla base del confronto con le Province e di mutate condizioni relazionali;
     
  • l'aggiornamento del quadro normativo, per riconoscere maggior ruolo alla pianificazione intermedia (provinciale, metropolitana, intercomunale), integrare le nuove istanze provenienti delle discipline settoriali, incrementare il ruolo di indirizzo del Piano per la pianificazione locale al fine di garantire l’attuazione delle politiche di sviluppo del territorio e di sostenibilità.

Sulla base dei pareri e delle osservazioni pervenute a seguito della pubblicazione degli elaborati della variante e a conclusione della procedura di valutazione ambientale, si è provveduto all’esame delle 23 osservazioni pervenute da parte dei soggetti interessati e dei 5 pareri pervenuti da parte delle Province e della Città metropolitana, compresi i contributi dei soggetti competenti in maniera ambientale e, tenuto conto anche di quanto espresso nel parere motivato per la Vas, approvato nel settembre 2024, sono state apportate le necessarie modifiche agli elaborati di piano per il proseguimento dell’iter di approvazione.

In data 27 ottobre 2025 la proposta di variante è stata oggetto di comunicazione alla Giunta regionale, con presentazione degli elaborati e proposta di trasmissione al Consiglio regionale. Nell’ambito della discussione in Giunta è emersa l’opportunità di apportare un’ulteriore modifica alle norme tecniche di attuazione, al fine di tenere conto dei sopravvenuti provvedimenti nazionali e regionali relativi alla Zona Logistica Semplificata “Porto e Retroporto di Genova”, in coerenza con analoghe disposizioni introdotte per interventi di interesse strategico in recepimento di specifiche osservazioni.

Gli elaborati della variante di aggiornamento e i relativi documenti a corredo (“Sintesi della revisione” e “Norme – Testo di raffronto”) sono quindi stati oggetto di definitiva revisione e si è provveduto a predisporre e sottoporre alla Giunta regionale le deliberazioni di assunzione delle determinazioni sui pareri e sulle osservazioni presentati, con conseguente approvazione delle modifiche agli elaborati, e di adozione della proposta di variante e trasmissione al Consiglio regionale per l’approvazione.

Con la DGR n. 12-1906 del 1 dicembre 2025, la Giunta regionale ha assunto le determinazioni sulle osservazioni e sui pareri espressi rispetto alla Variante di aggiornamento, approvando le conseguenti modifiche agli elaborati del Piano territoriale regionale che, con la successiva DGR n. 13-1907 del 1 dicembre 2025, ha trasmesso al Consiglio regionale ai fini dell’approvazione.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Aggiornamento del Piano Territoriale Regionale

D.G.R. n. 1-6558 del 6 marzo 2023 - Adozione del Documento Programmatico

D.G.R. n. 4-8689 del 3 giugno 2024 - Adozione della variante di aggiornamento al Piano territoriale regionale (PTR), del Rapporto Ambientale e della Sintesi non tecnica

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

A marzo del 2023, la Giunta regionale ha adottato il Documento programmatico, comprensivo delle informazioni necessarie per il processo di VAS, dando così avvio alla predisposizione degli elaborati per la revisione del Piano territoriale regionale.

Il Documento programmatico ha sviluppato e approfondito i contenuti del Documento preliminare per la revisione del Piano “Programmare e pianificare il territorio per il rilancio del Piemonte” che, a dieci anni dall’entrata in vigore del Piano vigente, illustrava le ragioni e i temi fondamentali dell’aggiornamento.

Rispetto agli obiettivi e alle strategie operative nazionali e regionali, relative alla sostenibilità e alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, il PTR assume un ruolo basilare e costituisce un contributo rilevante nel definire direttive e indirizzi per un uso consapevole e sostenibile del territorio e nell’affrontare le cause, le conseguenze e gli impatti del cambiamento climatico.
In particolare la pianificazione territoriale impone un considerevole "salto di scala", affiancando l’approccio globale richiesto dalla mitigazione per l’abbattimento delle emissioni climalteranti ad uno urbano e localizzato per l’adattamento.

Questi concetti vengono racchiusi dalla nozione globale di governance multilivello: “la coordinazione orizzontale fra i diversi settori e servizi è fondamentale nel processo di integrazione e non meno importante è la coordinazione verticale fra i diversi attori e livelli istituzionali” (LIFE MASTER ADAPT, 2017).

Nel corso del 2023 è stata quindi predisposta la proposta di variante di aggiornamento al Piano territoriale regionale (PTR) vigente, del Rapporto ambientale e della Sintesi non tecnica, redatti ai sensi del D.lgs. 152/2006, al fine della formale adozione da parte della Giunta regionale avvenuta con la D.G.R. n. 4-8689 del 3 giugno 2024.

I principali contenuti  della proposta di variante si possono così riassumere:

  • la realizzazione di un nuovo modello di pianificazione, capace di adattarsi a contesti in continuo mutamento, di integrare nuovi principi che gradualmente si affermano a livello globale, attento alle esigenze delle comunità coinvolte, in grado di interpretare e favorire le iniziative delle imprese e il mondo del lavoro;
     
  • l'integrazione del quadro strategico in termini di obiettivi generali e specifici in funzione del mutato contesto e per l’attuazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) e della Strategia Regionale sui Cambiamenti Climatici (SRCC);
     
  • l'aggiornamento del Quadro di riferimento strutturale (Qrs): riaffermazione del sistema policentrico e puntuali modifiche alle perimetrazioni degli Ait in relazione all’istituzione della Città metropolitana, alla ridefinizione di alcune realtà comunali e sulla base del confronto con le Province e di mutate condizioni relazionali;
     
  • l'aggiornamento del quadro normativo, per riconoscere maggior ruolo alla pianificazione intermedia (provinciale, metropolitana, intercomunale), integrare le nuove istanze provenienti delle discipline settoriali, incrementare il ruolo di indirizzo del Piano per la pianificazione locale al fine di garantire l’attuazione delle politiche di sviluppo del territorio e di sostenibilità.

Sulla base dei pareri e delle osservazioni pervenute a seguito della pubblicazione degli elaborati della variante e a conclusione della procedura di valutazione ambientale, si è provveduto all’esame delle 23 osservazioni pervenute da parte dei soggetti interessati e dei 5 pareri pervenuti da parte delle Province e della Città metropolitana, compresi i contributi dei soggetti competenti in maniera ambientale e, tenuto conto anche di quanto espresso nel parere motivato per la Vas, approvato nel settembre 2024, sono state apportate le necessarie modifiche agli elaborati di piano per il proseguimento dell’iter di approvazione.

In data 27 ottobre 2025 la proposta di variante è stata oggetto di comunicazione alla Giunta regionale, con presentazione degli elaborati e proposta di trasmissione al Consiglio regionale. Nell’ambito della discussione in Giunta è emersa l’opportunità di apportare un’ulteriore modifica alle norme tecniche di attuazione, al fine di tenere conto dei sopravvenuti provvedimenti nazionali e regionali relativi alla Zona Logistica Semplificata “Porto e Retroporto di Genova”, in coerenza con analoghe disposizioni introdotte per interventi di interesse strategico in recepimento di specifiche osservazioni.

Gli elaborati della variante di aggiornamento e i relativi documenti a corredo (“Sintesi della revisione” e “Norme – Testo di raffronto”) sono quindi stati oggetto di definitiva revisione e si è provveduto a predisporre e sottoporre alla Giunta regionale le deliberazioni di assunzione delle determinazioni sui pareri e sulle osservazioni presentati, con conseguente approvazione delle modifiche agli elaborati, e di adozione della proposta di variante e trasmissione al Consiglio regionale per l’approvazione.

Con la DGR n. 12-1906 del 1 dicembre 2025, la Giunta regionale ha assunto le determinazioni sulle osservazioni e sui pareri espressi rispetto alla Variante di aggiornamento, approvando le conseguenti modifiche agli elaborati del Piano territoriale regionale che, con la successiva DGR n. 13-1907 del 1 dicembre 2025, ha trasmesso al Consiglio regionale ai fini dell’approvazione.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Aggiornamento del Piano Territoriale Regionale

D.G.R. n. 1-6558 del 6 marzo 2023 - Adozione del Documento Programmatico

D.G.R. n. 4-8689 del 3 giugno 2024 - Adozione della variante di aggiornamento al Piano territoriale regionale (PTR), del Rapporto Ambientale e della Sintesi non tecnica

Anno
2026

Ozono - valore obiettivo per la protezione della salute umana

Capitolo
Ozono
Anno
2026
Valore obiettivo per la protezione della salute umana nel 2025 (media su tre anni)

Il numero di superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana riscontrati presso le stazioni della rete regionale e mediati su tre anni, evidenzia come l’indicatore sia ancora superato in 22 stazioni delle 31 in cui il parametro è misurato. Il valore mediato indica, nel 2025, un miglioramento rispetto all’anno precedente, in cui solo due stazioni avevano rispettato il limite di 25 giorni di superamento.

Ozono, numero di superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana per l’anno 2025 (media su 3 anni): valori misurati presso le stazioni della rete regionale, posizionate in ordine decrescente per il numero di superamenti - Fonte Arpa Piemonte
Valore obiettivo per la protezione della salute umana – serie storiche (media su tre anni)

Il valore obiettivo per la protezione della salute umana, tra i riferimenti definiti dalla normativa, è quello che meglio descrive situazioni di inquinamento e di esposizione della popolazione mediate nel tempo. L’andamento negli anni di questo indicatore, mediato per tipologia di zona, viene mostrato nel grafico seguente: l’ozono, fra gli inquinanti critici, è l’unico a non mostrare un netto trend di riduzione nel corso degli anni. 
 

Ozono, numero medio di giorni di superamento del valore obiettivo per la protezione della salute umana (media su tre anni) per tipo di zona (2005-2025) - Fonte Arpa Piemonte
Ozono, box-plot dei superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute per le stazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria dal 2003 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte.
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Aria

Recupero di rifiuti speciali

Capitolo
Rifiuti
Anno
2026

Nel 2023 sono stati sottoposti alle operazioni di recupero più di 11 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, che rappresentano l’85% di quelli gestiti in Piemonte, si tratta quasi esclusivamente di rifiuti non pericolosi (98,7%). 

Il 69% del totale delle operazioni di recupero è costituito da quello delle sostanze inorganiche (R5), che nel 2023 ammonta a oltre 7,5 milioni di tonnellate, in lieve incremento rispetto al 2022. Il recupero dei metalli (R4) costituisce il 12% dei rifiuti speciali recuperati (circa 1,3 milioni di tonnellate) e quello delle sostanze organiche (R3) il 13%. Un ulteriore 3% è costituito dai rifiuti sottoposti a recupero energetico, utilizzo come combustibile (R1) e, infine, il 2% impiegati nello spandimento sul suolo, in agricoltura o per recuperi ambientali (R10).

Il grafico rappresenta la percentuale e i quantitativi dei rifiuti speciali suddivisi per tipologia di recupero

Per quanto riguarda le attività di recupero svolte sui rifiuti speciali pericolosi, acquistano importanza anche operazioni diverse da quelle effettuate sui rifiuti non pericolosi, in particolare quelle della rigenerazione di acidi e basi (R6) e della rigenerazione e recupero di solventi (R2).

Relativamente all’anno 2023 il capitolo EER quantitativamente più significativo per quanto riguarda il recupero è il 17, costituito principalmente da rifiuti inerti misti, metalli, bitumi, cemento e mattoni, oltre che da terre e rocce da scavo, a seguire ci sono i rifiuti provenienti da impianti di trattamento rifiuti (EER 19) e i rifiuti "assimilabili" ai rifiuti urbani (EER 20). In misura minore sono sottoposti ad operazioni di recupero i rifiuti provenienti dalla lavorazione e dal trattamento di metalli e plastica (EER 12), e si tratta in particolare di polveri, particolato, limatura e trucioli di materiali ferrosi. Infine si segnala anche il recupero degli imballaggi (EER 15).

Il grafico rappresenta le operazioni di recupero per capitolo EER

I rifiuti da costruzione e demolizione (EER 17), i rifiuti da processi termici (EER 10) vengono principalmente sottoposti a recupero come sostanze inorganiche (R5), i rifiuti provenienti dalla lavorazione dei metalli (EER 12) a recupero come metalli (R4), mentre i rifiuti assimilabili agli urbani (EER 20), i rifiuti di imballaggio (EER 15) e i rifiuti provenienti da impianti di trattamento (EER 19) sono trattati per il recupero delle sostanze organiche (R3). 

Il recupero di sostanze inorganiche diverse dai metalli (R5) è elevato in quasi tutte le province e sempre in aumento in relazione all’incremento delle attività edilizie e dei rifiuti legati a questo settore. Il recupero delle sostanze organiche (R3), fra cui il compostaggio, è rilevante non solo nella CM di Torino, ma anche proporzionalmente nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo.

Il recupero energetico interessa quantità modeste di rifiuti speciali, è maggiormente incisivo nel recupero per termovalorizzazione dei rifiuti urbani.

Il recupero dei rifiuti pericolosi avviene soprattutto nelle province di Alessandria, Vercelli e Novara.

Il grafico rappresenta le operazioni di recupero per provincia
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Rifiuti

PSR e CSR - Programmi di Sviluppo Rurale

Anno
2026

La politica agricola comune sostiene la vitalità e redditività economica delle zone rurali attraverso finanziamenti e azioni a sostegno dello sviluppo rurale.

Lo sviluppo rurale costituisce il "secondo pilastro" della Politica Agricola Comune (PAC) e ne rafforza il "primo pilastro", dedicato al sostegno al reddito e alle misure di mercato, favorendo la sostenibilità sociale, ambientale ed economica delle zone rurali.

La PAC contribuisce allo sviluppo sostenibile delle zone rurali attraverso tre obiettivi a lungo termine:

  • accrescere la competitività del settore agricolo e forestale;
  • garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l'azione per il clima;
  • realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro.

Il contributo della PAC agli obiettivi di sviluppo rurale dell'UE è sostenuto dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), che ha visto nel 2025 la fine della sovrapposizione di due periodi di programmazione che rendono l’attività di gestione e coordinamento particolarmente intensa e complessa: si è infatti concluso il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2022, mentre parallelamente è stato portato avanti il Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027, i cui primi bandi erano già stati aperti a partire da metà del 2023.

Il PSR è stato inoltre sviluppato in coerenza e contemporaneità all’ideazione del Piano Forestale Regionale e ne rappresenta attuazione su alcuni temi fondamentali come lo sviluppo economico (formazione e investimenti) e l’ambiente, costituendo di fatto la principale fonte finanziaria per l’attuazione delle politiche forestali regionali.

Nel merito, sono state prodotte due brochure che riassumono il funzionamento dei programmi e gli interventi finanziati:

Informazioni e risorse aggiuntive


La nuova PAC e lo sviluppo rurale per il Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/nuova-pac-sviluppo-rurale-2023-2027-per-piemonte

Programma di Sviluppo Rurale PSR 2014-2022:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/programmazione-2014-2022-psr

Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale CSR 2023-2027:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/complemento-regionale-per-sviluppo-rurale-2023-2027-csr

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Tipo Strumento
Agricoltura

PM2.5 Media annuale - serie storiche

Capitolo
PM2.5
Anno
2026

Dall’analisi del trend dei valori medi annuali suddivisi per tipologia di zona (rurale, suburbana ed urbana), a differenza di quanto accade per il PM10, la zona urbana e quella suburbana hanno all’incirca gli stessi valori e lo stesso andamento storico, come ci si può attendere in conseguenza del carattere prevalentemente secondario di questo inquinante.

Particolato PM2.5, trend del valore medio annuale per tipo di zona - Fonte Arpa Piemonte

Il grafico seguente riporta il trend dei valori di concentrazione misurati dal 2006 al 2025 presso la stazione di Torino-Lingotto, collocata in contesto di fondo urbano. La stazione rappresenta il punto di misura “storico” per la misura dell’inquinante a Torino. Dal grafico è possibile notare come i valori misurati siano gradualmente diminuiti nel corso degli anni e, dal 2018, il valore limite annuale– pari a 25 µg/m3- non sia più stato superato.

Particolato PM2.5, Trend delle concentrazioni medie annuali misurate presso la stazione di fondo urbano di Torino-Lingotto ( 2006-2025) - Fonte Arpa Piemonte

In un grafico a box plot1  sono riportate le distribuzioni delle concentrazioni medie annuali misurate da tutte le stazioni della rete regionale nel periodo 2010 - 2025. Come per il PM10, si osserva un trend decrescente, con una relativa stabilizzazione nel periodo 2018-22 ed una riduzione nel 2023-24. 

Particolato PM2.5, boxplot delle concentrazioni medie annuali misurate presso le stazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria dal 2003 al 2025. La linea nera orizzontale rappresenta il valore della mediana di ciascun anno mentre il valore medio è riportato in forma tabellare, la linea rossa il limite stabilito dal D.Lgs 155/2010 per la media annua - Fonte Arpa Piemonte

1Ciascun box è delimitato in alto e in basso dal primo e dal terzo quartile (25° e 75 ° percentile rispettivamente), al centro è presente una barra orizzontale che rappresenta la mediana (50° percentile: valore superiore al 50% dei dati considerati); le barre verticali che escono dal box rappresentano il minimo e il massimo e sono calcolate sulla base del range interquartile (IQR, differenza tra il terzo e il primo quartile) moltiplicato per un fattore (1.5).

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Aria

Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)

Anno
2026

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per il periodo 2021-2027, sostiene gli investimenti per la crescita e l’occupazione, in coerenza con lo scenario delineato dall’Agenda 2030, dal Green New Deal, da Next Generation EU e dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

La Commissione Europea ha individuato i seguenti obiettivi di policy (OP) sui quali sono declinate le priorità del Programma Regionale (PR) FESR della Regione Piemonte:

  • OP1 - un’Europa più competitiva e intelligente, attraverso la promozione di una trasformazione economica intelligente e innovativa;
  • OP2 - un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio, attraverso la promozione di una transizione verso un’energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi;
  • OP3 - un’Europa più connessa, attraverso il rafforzamento della mobilità e della connettività regionale;
  • OP4 - un’Europa più sociale e inclusiva, attraverso l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali;
  • OP5 - un’Europa più vicina ai cittadini, attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato delle zone urbane, rurali e costiere e delle iniziative locali.

Il Programma è quindi articolato in cinque Priorità:

  • Priorità I - RSI, competitività e transizione digitale;
  • Priorità II - Transizione ecologica e resilienza;
  • Priorità III - Mobilità urbana sostenibile;
  • Priorità IV - Infrastrutture per lo sviluppo delle competenze;
  • Priorità V - Coesione e sviluppo territoriale.

Nella sua declinazione regionale, il FESR tiene inoltre conto di due importanti Strategie trasversali:

  • la Smart Specialisation Strategy 2021-2027 (S3), che pone al centro tre componenti trasversali dell’innovazione (trasformazione digitale, transizione ecologica, impatto sociale e territoriale) e orienta le risorse verso sei sistemi prioritari (aerospazio, mobilità, manifattura avanzata, tecnologie, materiali e risorse verdi, food, salute);
  • la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), che introduce nuove modalità per costruire, orientare e definire le politiche regionali al fine di assicurare il disaccoppiamento tra crescita economica e suo impatto sull’ambiente, la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo delle potenzialità individuali quali presupposti per la crescita.
     
Maggiori informazioni


Il Programma Regionale FESR Piemonte 2021-2027

Le misure attuative del PR FESR 2021-2027

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