Disturbo olfattivo

Tema
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Che cosa è l’odore?

L’odore è la risposta sensoriale del nostro cervello ad una stimolazione determinata da una miscela più o meno complessa di sostanze che vengono in contatto con l’epitelio olfattivo. L’odore dell’aria che respiriamo è stato riconosciuto come una variabile ambientale che può influenzare la qualità della vita ed influire sulle attività economiche quali attività commerciali e turistiche.

Benché l'odore rappresenti un indicatore di un possibile inquinamento dell’aria, viene talvolta erroneamente associato ad una possibile tossicità dell’aria. Tuttavia, bisogna considerare che, se è vero che l’odore per la maggior parte dei casi non è causa di conseguenze sulla salute, è altrettanto documentato in letteratura come, a lungo andare, nei soggetti esposti più sensibili possa peggiorare la percezione del proprio stato di salute.

Il tema del monitoraggio, controllo e valutazione dell’impatto olfattivo è oggetto di sempre maggior attenzione per la pubblica amministrazione, sia per gli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni ambientali sia per gli Enti di controllo in relazione alle numerose segnalazioni e richieste di intervento da parte della popolazione esposta, che rivendica una migliore qualità della vita (Coordinamento Tecnico Operativo SNPA – Reti tematica 05 – Odori – Fascicolo informativo 2022 – II semestre). 

Per un approfondimento sugli approcci adeguati ad effettuare un’azione di prevenzione, controllo e valutazione delle emissioni odorigene, si rimanda alla recente pubblicazione SNPA “Emissioni odorigene. Elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio” – Delibera n. 268/25 del 21 gennaio 2025 (Emissioni odorigene: elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio – SNPA – Sistema nazionale protezione ambiente).

Informazioni e risorse aggiuntive

pubblicazione SNPA “Emissioni odorigene. Elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio” – Delibera n. 268/25 del 21 gennaio 2025 https://www.snpambiente.it/snpa/emissioni-odorigene-elementi-di-riferimento-e-approcci-metodologici-per-il-monitoraggio/

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Monossido di carbonio - serie storiche

Anno
2026
Media annua

Torino è la città con la serie storica più lunga a livello regionale per il monossido di carbonio. 
La stazione di traffico di Torino – Rebaudengo è la stazione che presenta generalmente le concentrazioni medie annue di CO più elevate della regione; il trend storico a partire dal 1981 mostra come il miglioramento tecnologico nel settore trasporti abbia portato a una riduzione delle emissioni di CO, con conseguente miglioramento dei livelli di concentrazione in atmosfera per questo inquinante.
 

Monossido di carbonio (CO): concentrazioni medie annuali rilevate negli anni 1981-2025, presso la stazione di Torino-Rebaudengo - Fonte Arpa Piemonte
Massima media di 8 ore giornaliera

In merito ai valori medi delle massime medie sulle 8 ore giornaliere si può notare come dal 2010 al 2025 le zone con concentrazioni più elevate sul territorio piemontese siano quelle dell’agglomerato torinese e di pianura. 

Monossido di carbonio (CO): Trend delle massime medie di 8 ore giornaliere per zona UE dal 2010 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Analogamente, è possibile osservare come le stazioni con valori di concentrazione più elevati siano quelle situate in un contesto urbano di traffico, in quanto maggiormente esposte al traffico veicolare, considerato, infatti, il tracciante di riferimento durante tutto il corso dell'anno per questo tipo di inquinante.

Monossido di carbonio (CO): Trend delle massime medie di 8 ore giornaliere per tipo di zona dal 2010 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Monossido di carbonio (CO): Trend delle massime medie di 8 ore giornaliere per tipo di stazione dal 2010 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte
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Pubblicabile
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Aria

Monossido di carbonio - rispetto del valore limite nel 2025

Anno
2026

Per il monossido di carbonio il valore limite è pari a 10 mg/m³ come massima media di 8 ore giornaliera. Le rilevazioni effettuate nel 2025 mostrano che il valore limite è rispettato in tutte stazioni della rete regionale.

Monossido di carbonio (CO): massime medie di 8 ore giornaliere rilevate nel 2025 presso le stazioni della rete regionale (UT, stazione urbana di traffico; SF, stazione suburbana di fondo; UF stazione urbana di fondo; ST stazione suburbana di traffico; RF, stazione rurale di fondo) - Fonte Arpa Piemonte.
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Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Aria

Metalli nel particolato PM10

Tema
Tipo
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nuvole e sole
Paragrafi

Nell’ambito delle attività del Sistema Regionale di Rilevamento di Qualità dell’Aria (SSRQA) sono monitorate le concentrazioni dei metalli tossici, presenti nel particolato PM10, per i quali il Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 ha stabilito un valore limite (piombo) o un valore obiettivo (arsenico, cadmio e nichel). 

La situazione rilevata nei punti di monitoraggio della rete regionale è decisamente rassicurante. Nel 2025, infatti, le concentrazioni di questi metalli sono risultate non solo ampiamente inferiori ai valori limite (per il piombo) e obiettivo (per arsenico, cadmio e nichel), ma persino al di sotto delle rispettive soglie di valutazione inferiore.

Nello specifico, le medie annue di arsenico, cadmio e nichel sono inferiori di un ordine di grandezza rispetto ai valori obiettivo. Per il piombo, invece, si registrano concentrazioni tra uno e due ordini di grandezza inferiori al limite stabilito per la tutela della salute umana.
 

Arsenico, confronto con il valore obiettivo nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Cadmio, confronto con il valore obiettivo nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Nichel, confronto con il valore obiettivo nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Piombo, confronto con il valore limite nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
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Benzene

Tema
Tipo
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nuvole e sole
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Il benzene (C6H6) è l’idrocarburo monociclico capostipite della famiglia di composti organici che vengono definiti aromatici; possiede notevoli proprietà solventi e si presenta come un liquido volatile, incolore e facilmente infiammabile.
Viene prodotto per combustione incompleta di composti ricchi di carbonio; è un costituente naturale del petrolio e dei suoi derivati di raffinazione e da tempo viene impiegato come antidetonante nelle benzine (in sostituzione del piombo tetraetile). In atmosfera la sorgente più rilevante è rappresentata infatti dal traffico veicolare, in particolare dai gas di scarico dei motori alimentati a benzina; proviene inoltre dalle emissioni legate ai cicli di raffinazione, stoccaggio e distribuzione delle benzine, nonché all’impiego nell’industria come solvente (industria manifatturiera) o come materia prima (industria chimica). Solo in minima parte si forma per cause naturali (incendi boschivi, abbruciamento residui agricoli, eruzioni vulcaniche); è presente invece in quantità significative nel fumo di sigaretta. 

Su tutto il territorio regionale, da diversi anni, per il benzene non viene superato il valore limite per la protezione della salute umana, pari a 5 μg/m3 come media annua. 

Anche nel 2025 il valore limite per il benzene non è stato superato in alcun punto di misura della rete regionale.
 

Stazioni della rete regionale che hanno misurato la media annuale più elevata a livello provinciale. Non compare la provincia di Alessandria, in quanto non sono più presenti punti di misura del parametro - Fonte Arpa Piemonte.

Riportiamo di seguito la serie storica del punto di misura di Torino – Consolata che evidenzia la netta diminuzione dei valori nel periodo 1996–2025; a partire dal 2004 fino ad oggi i valori si sono stabilizzati al di sotto del valore limite.

Benzene: trend della concentrazione media annuale per la stazione di Torino–Consolata - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
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Monossido di carbonio (CO)

Tema
Tipo
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nuvole e sole
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Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore e incolore che si forma dalla combustione incompleta degli idrocarburi presenti in carburanti e combustibili. La principale sorgente di CO è rappresentata dal traffico veicolare, in particolare dai gas di scarico dei veicoli a benzina. 

La concentrazione di CO emessa dagli scarichi dei veicoli è strettamente connessa alle condizioni di funzionamento del motore: si registrano concentrazioni più elevate con motore al minimo ed in fase di decelerazione, condizioni tipiche di traffico urbano intenso e rallentato. Le concentrazioni in aria di questo inquinante sono inoltre ben correlate all'intensità del traffico in vicinanza del punto di rilevamento.

Il CO è un inquinante primario, con un tempo di permanenza in atmosfera relativamente lungo e con una bassa reattività chimica.

La popolazione urbana, nelle aree congestionate dal traffico, spesso è esposta a basse concentrazioni di monossido di carbonio per periodi di lunga durata.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
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Biossido di zolfo (SO₂)

Tema
Tipo
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INDUSTRIE
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Il biossido di zolfo (o anidride solforosa) è un gas solubile in acqua che tende a stratificarsi nelle zone più basse dell’atmosfera in quanto più pesante dell’aria. Deriva dall’ossidazione dello zolfo nel corso dei processi di combustione che utilizzano sostanze che lo contengono (ad esempio i combustibili fossili). Il biossido di zolfo, reagendo con l’acqua, si ossida ad acido solforico, responsabile in gran parte del fenomeno delle piogge acide.

La riduzione delle emissioni legate al riscaldamento domestico e al traffico veicolare, grazie all’introduzione di limitazioni nel tenore di zolfo nei combustibili e all’incremento dell’utilizzo del metano nella produzione di energia e nel riscaldamento domestico, ha permesso una evidente riduzione delle concentrazioni di SO2 in atmosfera. 

A titolo di esempio della riduzione delle concentrazioni atmosferiche di questo inquinante, si riporta di seguito la massima media giornaliera su base annua registrata dal 1971 al 2025 a Torino – Consolata, la stazione di traffico situata nella zona centrale della città, per la quale è disponibile la serie storica più lunga a livello regionale.
 

Biossido di zolfo: massima media giornaliera su base annuale, rilevata presso la stazione di Torino-Consolata - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
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Infrastrutture verdi

Le Infrastrutture Verdi, secondo la definizione dell’Unione Europea, sono:

"una rete di aree naturali e seminaturali pianificata a livello strategico con altri elementi ambientali, progettata e gestita in maniera da fornire un ampio spettro di servizi ecosistemici. Ne fanno parte gli spazi verdi (o blu, nel caso degli ecosistemi acquatici) e altri elementi fisici in aree sulla terraferma (incluse le aree costiere) e marine. Sulla terraferma, le infrastrutture verdi sono presenti in un contesto rurale e urbano".
- EU Green Infrastructure Strategy Bruxelles, 6.5.2013 COM(2013)

Nell'UE le infrastrutture verdi comprendono, oltre ai siti Natura 2000 e alle aree protette, ecosistemi sani ed aree ad elevato valore naturalistico al di fuori delle aree protette, elementi del paesaggio naturale, elementi artificiali, zone multifunzionali, aree in cui mettere in atto misure per migliorare la qualità ecologica generale e la permeabilità del paesaggio, elementi urbani che ospitano la biodiversità e che permettono agli ecosistemi di funzionare ed erogare i propri servizi.
(Commissione Europea, KH-32-10-314-ITC)

Obiettivi principali delle infrastrutture verdi:

  • rafforzare la funzionalità degli ecosistemi aumentando la loro resilienza affinché forniscano costantemente beni e servizi;
  • arginare la perdita di biodiversità aumentando la connettività tra aree naturali esistenti, migliorando la permeabilità del paesaggio;
  • mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare la qualità della vita dell’uomo (nel campo della sanità, del turismo, di opportunità di green economy, della conservazione del patrimonio storico e culturale).

La Strategia europea delle Infrastrutture Verdi nasce dall'acquisita consapevolezza che la società umana dipende dai benefici prodotti dalla natura, cioè dai Servizi Ecosistemici, definiti dal Millennium Ecosystem Assessment (2005) come “i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano”.
Il concetto di “servizio ecosistemico” è di fondamentale importanza per comprendere le molteplici interazioni fra uomo e ambiente. In particolare, questo concetto si basa sull’assunzione che il benessere umano sia indissolubilmente connesso alla presenza di ecosistemi in salute.

Il Millennium Ecosystem Assessment li classifica in quattro categorie:

  1. Supporto alla vita (Supporting): queste funzioni raccolgono tutti quei servizi necessari per la produzione di tutti gli altri servizi ecosistemici; forniscono i “servizi basilari” come l’habitat, la formazione del suolo, il ciclo dei nutrienti e la produzione primaria.
  2. Regolazione (Regulating): oltre al mantenimento della salute e del funzionamento degli ecosistemi, le funzioni regolative raccolgono molti altri servizi che comportano benefici diretti e indiretti per l’uomo come la regolazione del clima e delle maree, il riciclo dei rifiuti, la depurazione dell’acqua, l’impollinazione, l’immagazzinamento della CO2, la prevenzione dell’erosione.
  3. Approvvigionamento (Provisioning): queste funzioni raccolgono tutti quei servizi di fornitura di risorse che gli ecosistemi naturali e semi-naturali producono; sono associati alla creazione di prodotti tangibili, come cibo, acqua potabile, fibre, sostanze biochimiche e risorse genetiche.
  4. Culturali (Cultural): riguardano lo sviluppo sociale, intellettuale e spirituale; come esseri umani, riceviamo dalla natura anche benefici non materiali, come arricchimento spirituale, sviluppo cognitivo, esperienze ricreative ed estetiche.

Le Infrastrutture Verdi consentono ad ecosistemi sani di rafforzare la propria funzionalità affinché forniscano costantemente beni e servizi, aumentando la resilienza e riducendo le vulnerabilità dei paesaggi, e sono in grado di produrre Servizi Ecosistemici anche all’interno dei paesaggi antropici (agricoli e/o urbani).

Gli ecosistemi naturali sono multifunzionali e possono fornire un’ampia gamma di servizi contemporaneamente.
La portata e il flusso di questi benefici dipendono in gran parte dalla biodiversità e dalle condizioni dell’ecosistema: ogni ambito territoriale è caratterizzato da processi e funzioni ecologiche che forniscono benefici insostituibili (diretti o indiretti) alle popolazioni e concorrono a mantenere la funzionalità e la qualità ecologica dei sistemi paesistico-ambientali.

I benefici che questi processi erogano naturalmente, spesso per il solo fatto di esistere, sono un supporto insostituibile alla qualità di vita delle popolazioni e sono fattori di base per uno sviluppo economico durevole.
Una buona dotazione di servizi ecosistemici aumenta la “ricchezza” pro-capite in termini di Capitale naturale, riduce la vulnerabilità, migliora la salute e la resilienza dei territori. La qualità della vita e le attività economiche dipendono, in larga misura dagli ecosistemi e dai benefici e servizi che questi forniscono.

Tutti questi benefici vengono però usati come se la loro offerta fosse pressoché illimitata e trattati come beni gratuiti il cui vero valore non è pienamente riconosciuto e apprezzato. 

Un tentativo per superare il mancato riconoscimento del valore dei servizi ecosistemici viene dalla L. n. 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. All’art. 70 è prevista, infatti, l’introduzione di un sistema di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (PSEA), definito quale remunerazione di una quota di valore aggiunto derivante, secondo meccanismi di carattere negoziale, dalla trasformazione dei servizi ecosistemici e ambientali in prodotti di mercato, nella logica della transazione diretta tra consumatore e produttore, ferma restando la salvaguardia nel tempo della funzione collettiva del bene.

Le Infrastrutture Verdi, infine, si compongono di Nature Based Solutions (NBS): soluzioni ispirate e basate sulla ricostruzione di processi della natura, come per esempio la capacità di immagazzinare carbonio o di regolare il flusso dell’acqua; si caratterizzano a seconda del paesaggio e dei Servizi Ecosistemici erogati; sono convenienti in termini di costi e al contempo forniscono contemporaneamente vantaggi ambientali, sociali ed economici e aiutano a costruire resilienza dei territori. 
Componente fondamentale delle NBS è la vegetazione.
Alle NBS viene affidato il compito di disegnare gli spazi verdi del futuro, generare connessioni sociali e valori culturali che questi spazi sono in grado di creare e trasmettere attraverso la loro resilienza e la capacità di fornire servizi. Non è sufficiente, infatti, l’uso di elementi naturali o piante, ma è necessario l’innesco di processi naturali, il più possibile spontanei, grazie a scelte progettuali adatte ai luoghi, costruite in modo da “copiare” e innescare processi spontanei con il minor apporto possibile di energia. Sono, quindi, tecniche sostenibili, durevoli nel tempo, efficaci per l’adattamento ai Cambiamenti Climatici, per la transizione ecologica e, al contrario delle infrastrutture grigie che cominciano a degradarsi appena ultimate, le NBS ben progettate e realizzate, nel tempo si sviluppano e migliorano in aspetto e prestazioni.

Al link di seguito indicato è possibile consultare un Abaco delle Nature Based Solutions.
https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2022-12/GBI_GUIDA_appr7_Abaco.pdf

 

I progetti europei sul tema infrastrutture verdi

 

Il Progetto LOS_DAMA! - Landscape and Open Space Development in Alpine Metropolitan Areas (2016 – 2019), finanziato dal Programma Alpine Space, si è posto l’obiettivo di comprendere, gestire e valorizzare i paesaggi periurbani e il loro patrimonio naturale e culturale quale parte integrante della rete di infrastrutture verdi dell’intero territorio di Spazio Alpino.  

Il progetto pilota della Regione Piemonte si è focalizzato sulla governance dei paesaggi periurbani della Corona Verde nella città metropolitana di Torino.

In questa occasione è stata impostata e testata una metodologia di analisi e valutazione ambientale e paesaggistica idonea a mettere in luce i problemi (Vulnerabilità), le opportunità (Resilienza) del territorio e le risposte possibili in termini di benefici (Servizi Ecosistemici) erogati dalle Infrastrutture Verdi e Blu. Il tutto in un processo partecipativo finalizzato a dare concretezza e continuità alle strategie, affiancato dalla valutazione economica dei benefici indotti dalle proposte di scenario scaturite dall’incontro tra tecnici e stakeholders.

In questi termini, le Infrastrutture Verdi giocano un ruolo cruciale nel mantenimento degli equilibri e nel funzionamento del paesaggio, e rappresentano soluzioni sostenibili su cui fondare un modello operativo e nuove economie in grado di dare una risposta alle sfide del futuro.

La metodologia si avvale delle conoscenze derivate dell’economia ambientale, disciplina che permette di far dialogare le istanze ambientali e quelle economiche, in grado di originare output effettivamente sostenibili e concretamente attuabili. Per questo LOS_DAMA! ha previsto un processo di confronto e coinvolgimento continuo degli stakeholders locali, passaggio di assoluta importanza per la costruzione di mappe dei valori condivisi del territorio, alla base della definizione delle missioni di pianificazione.

Blue Green City - Blue and Green Infrastructure for Sustainable Cities (2019 – 2023), finanziato dal Programma di cooperazione territoriale Interreg Europe, si è posto lobiettivo di promuovere le Infrastrutture verdi e blu come componente essenziale e parte integrante della strategia di tutela del patrimonio naturale locale e regionale, evidenziando la necessità che le Infrastrutture verdi e blu diventino parte integrante della pianificazione territoriale. 


Fra i risultati del progetto Blue Green City, in ottica di contribuire a migliorare lo strumento programmatico regionale del PR-FESR e di favorire l'integrazione delle Infrastrutture verdi e blu nella pianificazione territoriale regionale, sono state realizzate le Linee Guida per la pianificazione sostenibile delle Infrastrutture Verdi e Blu  per le aree urbane e periurbane della regione, un manuale per supportare policy maker, tecnici pubblici e privati nella pianificazione delle IVB e nella scelta delle Nature Based Solutions (NBS) e le Raccomandazioni per il Programma Regionale a valere sui fondi FESR 2021-2027 al fine di definire obiettivi, contenuti e criteri dei bandi per il finanziamento delle IVB e delle NBS. 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Le Infrastrutture Verdi, secondo la definizione dell’Unione Europea, sono:

"una rete di aree naturali e seminaturali pianificata a livello strategico con altri elementi ambientali, progettata e gestita in maniera da fornire un ampio spettro di servizi ecosistemici. Ne fanno parte gli spazi verdi (o blu, nel caso degli ecosistemi acquatici) e altri elementi fisici in aree sulla terraferma (incluse le aree costiere) e marine. Sulla terraferma, le infrastrutture verdi sono presenti in un contesto rurale e urbano".
- EU Green Infrastructure Strategy Bruxelles, 6.5.2013 COM(2013)

Nell'UE le infrastrutture verdi comprendono, oltre ai siti Natura 2000 e alle aree protette, ecosistemi sani ed aree ad elevato valore naturalistico al di fuori delle aree protette, elementi del paesaggio naturale, elementi artificiali, zone multifunzionali, aree in cui mettere in atto misure per migliorare la qualità ecologica generale e la permeabilità del paesaggio, elementi urbani che ospitano la biodiversità e che permettono agli ecosistemi di funzionare ed erogare i propri servizi.
(Commissione Europea, KH-32-10-314-ITC)

Obiettivi principali delle infrastrutture verdi:

  • rafforzare la funzionalità degli ecosistemi aumentando la loro resilienza affinché forniscano costantemente beni e servizi;
  • arginare la perdita di biodiversità aumentando la connettività tra aree naturali esistenti, migliorando la permeabilità del paesaggio;
  • mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare la qualità della vita dell’uomo (nel campo della sanità, del turismo, di opportunità di green economy, della conservazione del patrimonio storico e culturale).

La Strategia europea delle Infrastrutture Verdi nasce dall'acquisita consapevolezza che la società umana dipende dai benefici prodotti dalla natura, cioè dai Servizi Ecosistemici, definiti dal Millennium Ecosystem Assessment (2005) come “i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano”.
Il concetto di “servizio ecosistemico” è di fondamentale importanza per comprendere le molteplici interazioni fra uomo e ambiente. In particolare, questo concetto si basa sull’assunzione che il benessere umano sia indissolubilmente connesso alla presenza di ecosistemi in salute.

Il Millennium Ecosystem Assessment li classifica in quattro categorie:

  1. Supporto alla vita (Supporting): queste funzioni raccolgono tutti quei servizi necessari per la produzione di tutti gli altri servizi ecosistemici; forniscono i “servizi basilari” come l’habitat, la formazione del suolo, il ciclo dei nutrienti e la produzione primaria.
  2. Regolazione (Regulating): oltre al mantenimento della salute e del funzionamento degli ecosistemi, le funzioni regolative raccolgono molti altri servizi che comportano benefici diretti e indiretti per l’uomo come la regolazione del clima e delle maree, il riciclo dei rifiuti, la depurazione dell’acqua, l’impollinazione, l’immagazzinamento della CO2, la prevenzione dell’erosione.
  3. Approvvigionamento (Provisioning): queste funzioni raccolgono tutti quei servizi di fornitura di risorse che gli ecosistemi naturali e semi-naturali producono; sono associati alla creazione di prodotti tangibili, come cibo, acqua potabile, fibre, sostanze biochimiche e risorse genetiche.
  4. Culturali (Cultural): riguardano lo sviluppo sociale, intellettuale e spirituale; come esseri umani, riceviamo dalla natura anche benefici non materiali, come arricchimento spirituale, sviluppo cognitivo, esperienze ricreative ed estetiche.

Le Infrastrutture Verdi consentono ad ecosistemi sani di rafforzare la propria funzionalità affinché forniscano costantemente beni e servizi, aumentando la resilienza e riducendo le vulnerabilità dei paesaggi, e sono in grado di produrre Servizi Ecosistemici anche all’interno dei paesaggi antropici (agricoli e/o urbani).

Gli ecosistemi naturali sono multifunzionali e possono fornire un’ampia gamma di servizi contemporaneamente.
La portata e il flusso di questi benefici dipendono in gran parte dalla biodiversità e dalle condizioni dell’ecosistema: ogni ambito territoriale è caratterizzato da processi e funzioni ecologiche che forniscono benefici insostituibili (diretti o indiretti) alle popolazioni e concorrono a mantenere la funzionalità e la qualità ecologica dei sistemi paesistico-ambientali.

I benefici che questi processi erogano naturalmente, spesso per il solo fatto di esistere, sono un supporto insostituibile alla qualità di vita delle popolazioni e sono fattori di base per uno sviluppo economico durevole.
Una buona dotazione di servizi ecosistemici aumenta la “ricchezza” pro-capite in termini di Capitale naturale, riduce la vulnerabilità, migliora la salute e la resilienza dei territori. La qualità della vita e le attività economiche dipendono, in larga misura dagli ecosistemi e dai benefici e servizi che questi forniscono.

Tutti questi benefici vengono però usati come se la loro offerta fosse pressoché illimitata e trattati come beni gratuiti il cui vero valore non è pienamente riconosciuto e apprezzato. 

Un tentativo per superare il mancato riconoscimento del valore dei servizi ecosistemici viene dalla L. n. 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. All’art. 70 è prevista, infatti, l’introduzione di un sistema di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (PSEA), definito quale remunerazione di una quota di valore aggiunto derivante, secondo meccanismi di carattere negoziale, dalla trasformazione dei servizi ecosistemici e ambientali in prodotti di mercato, nella logica della transazione diretta tra consumatore e produttore, ferma restando la salvaguardia nel tempo della funzione collettiva del bene.

Le Infrastrutture Verdi, infine, si compongono di Nature Based Solutions (NBS): soluzioni ispirate e basate sulla ricostruzione di processi della natura, come per esempio la capacità di immagazzinare carbonio o di regolare il flusso dell’acqua; si caratterizzano a seconda del paesaggio e dei Servizi Ecosistemici erogati; sono convenienti in termini di costi e al contempo forniscono contemporaneamente vantaggi ambientali, sociali ed economici e aiutano a costruire resilienza dei territori. 
Componente fondamentale delle NBS è la vegetazione.
Alle NBS viene affidato il compito di disegnare gli spazi verdi del futuro, generare connessioni sociali e valori culturali che questi spazi sono in grado di creare e trasmettere attraverso la loro resilienza e la capacità di fornire servizi. Non è sufficiente, infatti, l’uso di elementi naturali o piante, ma è necessario l’innesco di processi naturali, il più possibile spontanei, grazie a scelte progettuali adatte ai luoghi, costruite in modo da “copiare” e innescare processi spontanei con il minor apporto possibile di energia. Sono, quindi, tecniche sostenibili, durevoli nel tempo, efficaci per l’adattamento ai Cambiamenti Climatici, per la transizione ecologica e, al contrario delle infrastrutture grigie che cominciano a degradarsi appena ultimate, le NBS ben progettate e realizzate, nel tempo si sviluppano e migliorano in aspetto e prestazioni.

Al link di seguito indicato è possibile consultare un Abaco delle Nature Based Solutions.
https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2022-12/GBI_GUIDA_appr7_Abaco.pdf

 

I progetti europei sul tema infrastrutture verdi

 

Il Progetto LOS_DAMA! - Landscape and Open Space Development in Alpine Metropolitan Areas (2016 – 2019), finanziato dal Programma Alpine Space, si è posto l’obiettivo di comprendere, gestire e valorizzare i paesaggi periurbani e il loro patrimonio naturale e culturale quale parte integrante della rete di infrastrutture verdi dell’intero territorio di Spazio Alpino.  

Il progetto pilota della Regione Piemonte si è focalizzato sulla governance dei paesaggi periurbani della Corona Verde nella città metropolitana di Torino.

In questa occasione è stata impostata e testata una metodologia di analisi e valutazione ambientale e paesaggistica idonea a mettere in luce i problemi (Vulnerabilità), le opportunità (Resilienza) del territorio e le risposte possibili in termini di benefici (Servizi Ecosistemici) erogati dalle Infrastrutture Verdi e Blu. Il tutto in un processo partecipativo finalizzato a dare concretezza e continuità alle strategie, affiancato dalla valutazione economica dei benefici indotti dalle proposte di scenario scaturite dall’incontro tra tecnici e stakeholders.

In questi termini, le Infrastrutture Verdi giocano un ruolo cruciale nel mantenimento degli equilibri e nel funzionamento del paesaggio, e rappresentano soluzioni sostenibili su cui fondare un modello operativo e nuove economie in grado di dare una risposta alle sfide del futuro.

La metodologia si avvale delle conoscenze derivate dell’economia ambientale, disciplina che permette di far dialogare le istanze ambientali e quelle economiche, in grado di originare output effettivamente sostenibili e concretamente attuabili. Per questo LOS_DAMA! ha previsto un processo di confronto e coinvolgimento continuo degli stakeholders locali, passaggio di assoluta importanza per la costruzione di mappe dei valori condivisi del territorio, alla base della definizione delle missioni di pianificazione.

Blue Green City - Blue and Green Infrastructure for Sustainable Cities (2019 – 2023), finanziato dal Programma di cooperazione territoriale Interreg Europe, si è posto lobiettivo di promuovere le Infrastrutture verdi e blu come componente essenziale e parte integrante della strategia di tutela del patrimonio naturale locale e regionale, evidenziando la necessità che le Infrastrutture verdi e blu diventino parte integrante della pianificazione territoriale. 


Fra i risultati del progetto Blue Green City, in ottica di contribuire a migliorare lo strumento programmatico regionale del PR-FESR e di favorire l'integrazione delle Infrastrutture verdi e blu nella pianificazione territoriale regionale, sono state realizzate le Linee Guida per la pianificazione sostenibile delle Infrastrutture Verdi e Blu  per le aree urbane e periurbane della regione, un manuale per supportare policy maker, tecnici pubblici e privati nella pianificazione delle IVB e nella scelta delle Nature Based Solutions (NBS) e le Raccomandazioni per il Programma Regionale a valere sui fondi FESR 2021-2027 al fine di definire obiettivi, contenuti e criteri dei bandi per il finanziamento delle IVB e delle NBS. 

Anno
2026

Corona Verde: il progetto strategico

Corona Verde è il progetto strategico regionale che mette a sistema la Corona di Delizie delle Residenze Reali sabaude con la Cintura Verde dei Parchi, dei fiumi e dalle aree rurali dell’area metropolitana torinese. Il territorio interessato dal progetto si estende su 93 Comuni, 84 dei quali, insieme a altri 18 soggetti tra pubblici e privati, hanno firmato un Protocollo di Intesa finalizzato alla costruzione di un’infrastruttura verde.

Corona Verde ha promosso la realizzazione e la gestione sostenibile di un’infrastruttura verde attorno alla città di Torino per recuperare un rapporto più equilibrato tra Città e Natura, migliorare la qualità di vita degli abitanti e promuovere processi di sviluppo locale sostenibile e si propone di:

  • tutelare e riqualificare le componenti ecosistemiche di pregio del territorio;
  • potenziare la rete fruitiva connettendo le risorse naturalistiche e storico-culturali di maggiore interesse;
  • valorizzare l’agricoltura periurbana per gestire e mantenere il sistema degli spazi aperti e dei paesaggi rurali tradizionali;
  • ridisegnare i bordi e le porte urbane per salvaguardare le aree non costruite; contrastare il consumo di suolo.
     
Informazioni e risorse aggiuntive

Corona Verde:
https://www.coronaverde.it/wp/

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Corona Verde è il progetto strategico regionale che mette a sistema la Corona di Delizie delle Residenze Reali sabaude con la Cintura Verde dei Parchi, dei fiumi e dalle aree rurali dell’area metropolitana torinese. Il territorio interessato dal progetto si estende su 93 Comuni, 84 dei quali, insieme a altri 18 soggetti tra pubblici e privati, hanno firmato un Protocollo di Intesa finalizzato alla costruzione di un’infrastruttura verde.

Corona Verde ha promosso la realizzazione e la gestione sostenibile di un’infrastruttura verde attorno alla città di Torino per recuperare un rapporto più equilibrato tra Città e Natura, migliorare la qualità di vita degli abitanti e promuovere processi di sviluppo locale sostenibile e si propone di:

  • tutelare e riqualificare le componenti ecosistemiche di pregio del territorio;
  • potenziare la rete fruitiva connettendo le risorse naturalistiche e storico-culturali di maggiore interesse;
  • valorizzare l’agricoltura periurbana per gestire e mantenere il sistema degli spazi aperti e dei paesaggi rurali tradizionali;
  • ridisegnare i bordi e le porte urbane per salvaguardare le aree non costruite; contrastare il consumo di suolo.
     
Informazioni e risorse aggiuntive

Corona Verde:
https://www.coronaverde.it/wp/

Anno
2026

UNESCO - Programma Man And Biosphere (MAB)

Anno
2026

In Piemonte sono presenti tre Riserve della Biosfera riconosciute dall’UNESCO nell’ambito del Programma Man and Biosphere, si tratta di zone di pregio ambientale che rappresentano un modello di eccellenza nel rapporto equilibrato tra uomo e natura dove si sperimentano, con il coinvolgimento delle comunità locali, modelli di sviluppo “consapevoli” orientati a coniugare lo sviluppo economico e sociale con l’attenzione alla conservazione delle risorse naturali delle aree interessate, in particolare della biodiversità.

In coerenza con le loro finalità istituzionali, alcuni Enti di gestione delle Aree protette, insieme ad un vasto partenariato locale, hanno promosso l’istituzione delle Riserve della Biosfera e ottenuto dall’UNESCO il prestigioso riconoscimento.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Programma UNESCO Man and Biosphere.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Turismo/Cultura