Esposizione della popolazione

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La stima della popolazione esposta nel corso del 2024 ai differenti livelli di concentrazione dei principali inquinanti atmosferici è stata calcolata a partire dai risultati della Valutazione annuale della Qualità dell’Aria effettuata, in ottemperanza a quanto previsto dal DLgs 155/2010 e dalla Decisione 2011/850/CE, da ARPA Piemonte con il proprio sistema modellistico di qualità dell’aria, uno degli strumenti conoscitivi previsti dal Programma di Valutazione della Regione Piemonte (Deliberazione della Giunta Regionale 30 dicembre 2019, n. 24-903).

Il sistema si basa un modello di chimica e trasporto in grado di riprodurre i fenomeni fisico-chimici che avvengono in atmosfera e simulare le concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici – primari e secondari – su tutto il territorio regionale con elevato dettaglio spaziale. I campi di concentrazione prodotti dal sistema modellistico sono integrati con i dati di qualità dell’aria misurati dalle stazioni del Sistema Regionale di Rilevamento per la qualità dell’aria. 

L’introduzione dei dati di qualità dell’aria nei campi di concentrazione viene effettuata utilizzando una particolare tecnica di interpolazione statistica allo stato dell’arte: si ottiene in tal modo una versione del sistema modellistico corretta con le osservazioni, che minimizza l’errore di simulazione e rappresenta la migliore stima spaziale dello stato di qualità dell’aria sul territorio piemontese. 

I campi di concentrazione così ottenuti vengono dapprima aggregati temporalmente per calcolare tutti gli indicatori di legge (medie annuali, medie e massimi giornaliere, ecc.) e successivamente aggregati spazialmente per ottenere un livello di concentrazione, per ogni inquinante e per ogni aggregazione, unico su ciascun comune piemontese. Le concentrazioni sono assegnate ai singoli comuni tenendo in considerazione il loro grado di urbanizzazione . La popolazione esposta è infine calcolata ipotizzando, in modo conservativo, che tutta la popolazione residente in un determinato comune sia esposta ai livelli medi di concentrazione sul comune ottenuti come descritto in precedenza.  I risultati sono riportati nella successiva tabella. 

Gli indicatori per i quali si ha una percentuale non nulla della popolazione residente sopra la soglia di legge sono la media giornaliera del particolato PM10, la media annuale del biossido di azoto (ma solo per la città di Torino) ed il valore obiettivo dell’ozono. In tutti gli altri casi tutta la popolazione residente è soggetta a delle concentrazioni inferiori ai limiti stabiliti dal D.Lgs 155/2010.

La stima della popolazione esposta
Inquinante Indicatore Soglia % popolazione residente sopra la soglia % popolazione residente sotto la soglia
PM10 media annua 40 µg/m3 0 100
PM10 media giornaliera 50 µg/m3 da non superare per piщ di 35 volte per anno civile 35 65
PM25 media annua (Stage 1) 25 µg/m3 0 100
PM25 media annua (Stage 2) 20 µg/m3 0 100
NO2 media annua 40 µg/m3 20 80
NO2 media oraria 200 µg/m3 da non superare per più di 18 volte per anno civile 0 100
O3 Massimo giornaliero della media mobile su otto ore 120 µg/m3 da non superare piщ di 25 volte nell’anno civile come media su tre anni 95 5
B(a)P in PM10 media annua 1 ng/m3 0 100
Cd in PM10 media annua 5 ng/m3 0 100
Ni in PM10 media annua 20 ng/m3 0 100
As in PM10 media annua 6 ng/m3 0 100
Pb in PM10 media annua 5 µg/m3 0 100
Benzene medie annua 5 µg/m3 0 100
CO Massimo giornaliero della media mobile su otto ore 10 mg/m3 0 100
SO2 media giornaliera 125 µg/m3 0 100
SO2 media oraria 350 µg/m3 da non superare per più di 24 volte per anno civile 0 100
Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

D.Lgs 155/2010 Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa, https://www.normattiva.it/eli/id/2010/09/15/010G0177/CONSOLIDATED

Decisione dell'Unione Europea 2011/850/CE recante disposizioni di attuazione delle direttive 2004/107/CE e 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda lo scambio reciproco e la comunicazione di informazioni sulla qualità dell’aria ambiente, https://eur-lex.europa.eu/eli/dec_impl/2011/850/oj

Deliberazione della Giunta Regionale 30 dicembre 2019, n. 24-903 per la aggiornamento della zonizzazione e della classificazione del territorio regionale piemontese, https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/03/siste/00000074.htm

Articolo scientifico in merito alla zonizzazione funzionale per la qualità dell'aria, https://www.semanticscholar.org/paper/Functional-zoning-for-air-quality-Ignaccolo-Ghigo/29b1f8a458360761600d666cc7eac531fa9f70b6

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Priorità 5.C - Educazione permanente alla sostenibilità, promuovere stili di vita sani e l’attività fisica

Anno
2026

La SRSvS pone al centro di questa priorità il tema dell’accesso, della quantità e della qualità della conoscenza quale elemento discriminante per:

  • l’esercizio attivo dei diritti di cittadinanza;
  • la diffusione dei diritti individuali e collettivi;
  • lo sviluppo individuale e collettivo.
     

Un fattore chiave di successo per garantire che gli adulti siano in grado di dedicarsi al miglioramento delle competenze e alla riqualificazione professionale nelle fasi successive della vita è acquisire una solida dotazione di competenze di base e trasversali nel corso dell’istruzione e della formazione iniziali, in particolare tra i gruppi svantaggiati.

Nel 2019 il 10,2% dei giovani ha abbandonato il percorso scolastico o formativo con un livello massimo di istruzione secondaria inferiore e non ha più partecipato ad attività di istruzione e formazione. Queste cifre rischiano di peggiorare a causa dell’attuale crisi. Occorre pertanto intensificare gli sforzi per aumentare la partecipazione degli adulti alla formazione e migliorare i livelli di conseguimento di risultati nel corso delle attività di istruzione e formazione iniziali.

L’Europa pone come obiettivi al 2030 che almeno l’80% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni posseggano competenze digitali di base, condizione preliminare per l’inclusione e la partecipazione al mercato del lavoro e alla società in un’Europa digitalmente trasformata, e che l’abbandono scolastico precoce venga ulteriormente ridotto e la partecipazione all’istruzione
secondaria superiore venga incrementata.

In relazione a questi obiettivi la conoscenza deve essere considerata bene comune, la cui salvaguardia richiede di sviluppare una responsabilità collettiva e un processo che consenta di arrivare a nuove rappresentazioni comprensibili e comprensive di questioni rilevanti per un nuovo paradigma dello sviluppo e consenta agli individui di esserne partecipi.

In questa prospettiva, la dimensione educativa riguarda l’adozione di stili di vita sani (attività motoria e sportiva, cultura alimentare) e la partecipazione e il perseguimento delle pari opportunità di accesso al sistema culturale regionale, nonché la sua salvaguardia.

La sfida è dunque promuovere un’idea di apprendimento diffuso, come pratica sociale, come processo attivo che avviene all’interno di un framework partecipativo.

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5c
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

La Pianificazione Forestale

Anno
2026

Pianificare significa contestualizzare alcuni interventi di gestione sulla base di una corretta conoscenza del territorio a livello ambientale, sociale ed economico. L'articolazione della pianificazione si suddivide in tre livelli: regionale, territoriale e aziendale.
 

Il piano forestale regionale (PFR)


Il Piano Forestale Regionale 2017-2027 (PFR), approvato con DGR 8-4583 del 23/01/17, è lo strumento fondamentale per orientare la politica forestale regionale, definendo obiettivi e azioni prioritarie nel quadro dell’attuazione delle norme e orientamenti emanati a livello nazionale, dell’Unione europea e degli accordi internazionali a scala globale.

Il Piano Forestale Regionale:

  • costituisce il quadro di riferimento per gli strumenti di pianificazione forestale di livello territoriale e locale-aziendale;
  • in coerenza con la disciplina nazionale e regionale analizza la situazione esistente, definisce gli obiettivi programmatici per la gestione delle foreste, nonché la strategia
  • operativa, le azioni, gli strumenti e le risorse da attivare per l’attuazione della pianificazione regionale;
  • individua gli obiettivi e le relative strategie in relazione alle quattro componenti che caratterizzano le risorse forestali ovvero Produzione, economia e mercato, Aspetti ambientali e funzioni pubbliche, Aspetti sociali, Governance;
  • costituisce il riferimento conoscitivo per i successivi livelli di pianificazione.
     

I Piani Forestali Regionali sono attualmente stati sostituiti dai Programmi Forestali Regionali, il Piano vigente (2017-2027) rimarrà tale fino al suo successivo aggiornamento.

La Giunta Regionale ha approvato una modifica del Piano Forestale Regionale (PFR) 2017-2027 con deliberazione n. 8-2190/2026/XII. Il provvedimento è adottato ai sensi della legge regionale n. 4/2009, in attuazione della D.G.R. n. 50-8666 del 27 maggio 2024 e nel rispetto della normativa nazionale in materia ambientale.

La modifica del Piano aggiorna le aree forestali di riferimento per la  pianificazione forestale di indirizzo territoriale (PFIT).  In particolare, viene sostituito il Capitolo 2.2 “La pianificazione e la programmazione” del Piano Forestale Regionale.

Il Piano aggiornato comprende:

  • l’elenco e la delimitazione cartografica delle nuove aree forestali per i PFIT;
  • la cartografia delle “Aree Forestali per i PFIT”, basata sui  confini comunali del Piemonte e sulla cartografia catastale regionale, alla scala 1:2.000;
  • la cartografia delle “Aree Forestali per i PFIT e Siti della Rete  Natura 2000”, in integrazione alle disposizioni già presenti nel Piano.
     
Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale (PFIT)


Il Piano Forestale d’Indirizzo Territoriale (art. 10 l.r. n. 4/2009) è finalizzato all'individuazione, al mantenimento e alla valorizzazione delle risorse silvo-pastorali e al coordinamento delle attività necessarie alla loro tutela e gestione attiva, nonché al coordinamento dei Piani di Gestione Forestale (PGF) all’interno delle singole Aree forestali individuate dal Piano/Programma Forestale Regionale (PFR).

Il PFIT è sottoposto ad aggiornamento almeno ogni quindici anni e le destinazioni d’uso delle superfici silvo-pastorali, i relativi obiettivi e indirizzi di gestione, nonché le priorità d’intervento per i boschi e i pascoli ricadenti all’interno del territorio pianificato, il coordinamento tra i livelli di pianificazione territoriali e forestali vigenti, gli interventi strutturali e infrastrutturali al servizio delle filiere forestali locali, gli indirizzi di gestione silvo-pastorale per la redazione dei piani di gestione forestale (PGF). I dettagli sull'iter di approvazione sono disponibili alla pagina dedicata Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale.

I PFIT sono redatti su iniziativa regionale, al pari e in coerenza con il PFR, attraverso il coordinamento condotto dall’Ufficio di Piano, organismo presieduto dalla Regione stessa o dalla Città Metropolitana di Torino e dalla Provincia del Verbano Cusio Ossola per i rispettivi ambiti territoriali di competenza. All’Ufficio di Piano prendono parte le amministrazioni locali interessate, portatori d’interesse e cittadini, i quali possono partecipare attivamente alle attività decisionali esprimendo pareri sugli indirizzi pianificatori.

La redazione dei PFIT, nonché i criteri di composizione e le modalità di funzionamento dell’Ufficio di Piano, si basano sulle Indicazioni tecnico-metodologiche per l’elaborazione dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT), come previsto dall’art. 8 della l.r. n. 4/2009 e conformemente ai criteri minimi definiti dal decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali 28 ottobre 2021 (Disposizioni per la definizione dei criteri minimi nazionali per l'elaborazione dei piani forestali di indirizzo territoriale e dei piani di gestione forestale), approvate con D.G.R. n. 26-2063 del 22 dicembre 2025. Queste indicazioni metodologiche rappresentano quindi il riferimento per stabilire principi e modalità operative chiare e universali per condurre la pianificazione forestale di area vasta su tutto il territorio regionale.

La redazione dei PFIT sul territorio regionale è stata avviata con DGR n. 6-6352 del 28.12.2022 che ha disposto l’utilizzo delle risorse, riferite agli anni 2022 e 2023, sia del Fondo per le Foreste Italiane sia del Fondo per l’attuazione della Strategia Forestale Nazionale trasferite dal MASAF alla Regione Piemonte rispettivamente con DM n. 591238 del 11.11.2021 e con DM n. 0145804 del 29.03.2022.

 

Piani di Gestione Forestale (PGF)


Il Piano di Gestione Forestale (art. 11 l.r. n. 4/2009) rappresenta lo strumento indispensabile a garantire la tutela, la valorizzazione e la gestione attiva delle risorse forestali, e ha una validità minima di dieci anni fino ad un massimo di venti anni.

In qualità di strumento operativo di gestione delle foreste è l’evoluzione del Piano di Assestamento Forestale e del Piano Forestale Aziendale e rispecchia l’esigenza di mantenere il livello di pianificazione particolareggiato, con l’obiettivo primario di massimizzare la multifunzionalità delle superfici silvo-pastorali su istanza della proprietà e/o di soggetti gestori (Consorzi Associazioni, Enti Parco, ecc.).

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Normativa Forestale

Anno
2026

Considerato il valore ambientale, economico e sociale delle foreste, la Regione Piemonte opera per la tutela e la valorizzazione di questo patrimonio: nel corso degli anni è stata sviluppata una normativa di settore (L.r.4/2009) e dal 2017 è in corso di attuazione il Piano Forestale Regionale 2017-2027 (PFR), con una validità decennale.

Le leggi vengono spesso percepite come vincoli o strumenti di controllo delle capacità imprenditoriali e produttive, ma nel mondo forestale non si può non notare la volontà delle istituzioni di garantire l’uso sostenibile delle risorse, in tutte le sue declinazioni, ambientale ma anche sociale ed economica.
In Italia si ha un ottima conoscenza delle basi teoriche a supporto di queste pratiche, recepite in una infrastruttura normativa nazionale e regionale, di alto livello rispetto al passato e che in molte occasioni ci ha portato in vantaggio nei confronti delle scelte poi adottate a scala europea.

Rispettando le norme e applicando le tecniche della selvicoltura naturalistica, infatti, è garantita la gestione attiva sostenibile del bosco: individuare e assecondare le funzioni prevalenti, decidendo se, dove, quando e come intervenire; operare in modo professionale per ottenere prodotti e servizi garantendo la conservazione e valorizzazione degli ecosistemi; promuovere l’uso a cascata del legno locale, creando posti di lavoro nei territori rurali; manutenere il territorio prevenendo e mitigando i rischi naturali, massimizzando la resistenza e resilienza delle cenosi forestali per assicurarne la rinnovazione e rigenerazione nel tempo, a favore anche delle generazioni future.

Figura 1. Canopea (fonte: IPLA)
Quadro normativo nazionale


A livello nazionale, il 5 maggio del 2018 è entrato in vigore il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali(TUFF) (d.lgs. 3 aprile 2018 n. 34), recante disposizioni concernenti la revisione e l'armonizzazione della normativa nazionale.

I decreti attuativi approvati sono:

  • D.M. n. 4470 del 29/04/2020 - Definizione dei criteri minimi nazionali richiesti per l'iscrizione agli elenchi o albi regionali delle imprese che eseguono lavori o forniscono servizi forestali;
  • D.M. n. 4472 del 29/04/2020 - Definizione dei criteri minimi nazionali per la formazione professionale degli operatori forestali e per l'esecuzione degli interventi di gestione forestale;
  • D.M. n. 9219119 del 07/10/2020 - Adozione delle linee guida relative alla definizione dei criteri minimi nazionali per l'esonero dagli interventi compensativi conseguenti alla trasformazione del bosco;
  • D.M. n. 9403879 del 30/12/2020 - Istituzione del registro nazionale dei materiali di base;
  • D. Interm. del 12/08/2021 - Disposizioni per la definizione dei criteri minimi nazionali per il riconoscimento dello stato di abbandono delle attività agropastorali;
  • D.M. n. 563734 del 28/10/2021 - Disposizioni per la definizione dei criteri minimi nazionali inerenti agli scopi, le tipologie e le caratteristiche tecnico-costruttive della viabilità forestale e silvo-pastorale, delle opere connesse alla gestione dei boschi e alla sistemazione idraulico-forestale;
  • D. Interm. n. 563765 del 28/10/2021 - Disposizioni per la definizione dei criteri minimi nazionali per l'elaborazione dei piani forestali di indirizzo territoriale e dei piani di gestione forestale, o strumenti equivalenti;
  • D.M. n. 608943 del 18/11/2021 - Approvazione delle linee guida per l'identificazione delle aree definibili come boschi vetusti;
  • D. Interm. n. 677064 del 24/12/2021 - Strategia Forestale Nazionale, ai sensi dell'articolo 6, comma 1 del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34 "Testo unico in materia di foreste e filiere forestali";
  • Decreto dip. n. 64807 del 9/2/2023 - Norme tecniche per la costruzione degli elaborati cartografici tecnico scientifici per la predisposizione degli strumenti di pianificazione forestale;
  • D.M. n. 193945 del 05/04/2023 - Istituzione della Rete nazionale dei boschi vetusti.
 
Quadro normativo regionale


Per quanto riguarda il contesto regionale, in Piemonte si è sviluppata nel corso degli anni una normativa di settore (legge regionale n. 4 del 10/02/2009 e relativi regolamenti attuativi) che assolve, allo stesso tempo, ai compiti di tutela della risorsa forestale e del territorio e di supporto allo sviluppo socio-economico del comparto forestale.

Le difficoltà nella conciliazione di obiettivi spesso conflittuali sono molte, ma l'armonizzazione raggiunta su temi quali biodiversità o paesaggio e la regolamentazione dei tagli boschivi sono ormai assodate.

Inoltre con la Legge è stato istituito il comitato tecnico regionale per le foreste e il legno, organo consultivo della Giunta regionale in cui trovano rappresentanza i soggetti che esprimono i diversi interessi che la società ha nei confronti del bosco - boscaioli, consorzi forestali, ambientalisti, agricoltori, istituzioni di ricerca e di vigilanza.

I DM di attuazione del TUFF sono stati recepiti dalla Regione Piemonte con i seguenti provvedimenti:

  • Regolamento regionale n. 8 del 29/12/2020 - Disciplina dell'albo delle imprese del Piemonte che eseguono lavori o forniscono servizi forestali di cui all'articolo 10, comma 8, lettera a) del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34 . Abrogazione del regolamento regionale 8 febbraio 2010, n. 2;
     
  • D.D. n. 111 del 08/03/2021 di aggiornamento della formazione forestale;
     
  • Legge regionale 19 ottobre 2021, n. 25 “Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale anno 2021”, che ha modificato la disciplina regionale in tema di trasformazioni del bosco.
     
  • Legge regionale 09 marzo 2023, n. 3 "Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale. Anno 2022." che ha introdotto modifiche e sostituzioni agli articoli dal 7 al 13 della l.r. 4/2009;
     
  • Regolamento regionale n. 6 del 04 agosto 2023 “Attuazione dell'articolo 3, comma 3 ter della legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4 (Gestione e promozione economica delle foreste) e del decreto ministeriale 12 agosto 2021. Abrogazione del regolamento regionale 23 gennaio 2017 n. 2.”, che ha adeguato la disciplina del c.d. “non bosco” ai criteri minimi nazionali per il riconoscimento dello stato di abbandono delle attività agropastorali;
     
  • Legge regionale 04 aprile 2024 n. 10 “Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale anno 2024”, che ha adeguato la definizione di bosco regionale e la nomenclatura dei piani forestali alla normativa nazionale.
     
  • D.G.R. 8-947 del 31 marzo 2025 di approvazione delle nuove modifiche al regolamento regionale 20 settembre 2011 n. 8 “Regolamento forestale di attuazione dell'articolo 13 della legge regionale 10 febbraio 2009 n. 4 (Gestione e promozione economica delle foreste)” al fine di adeguare suddetto Regolamento alle modifiche normative intervenute in attuazione dei Decreti Interministeriali 28 Ottobre 2021 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di concerto con il Ministro della cultura e Il Ministro della transizione ecologica, aventi ad oggetto, rispettivamente dedicati alla definizione dei criteri minimi nazionali per l'elaborazione dei piani forestali di indirizzo territoriale e dei piani di gestione forestale e alla definizione dei criteri minimi nazionali delle caratteristiche tecnico-costruttive della viabilità forestale e silvo-pastorale, delle opere connesse alla gestione dei boschi e alla sistemazione idraulico-forestale.
     
Informazioni e risorse aggiuntive


Normativa forestale:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/normativa-forestale

Sito Regione Piemonte - Foreste:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Priorità 2.B - Promuovere le energie rinnovabili e sviluppare sistemi, reti e impianti di stoccaggio energetici intelligenti a livello locale

Anno
2026

Le energie rinnovabili hanno un ruolo fondamentale per affrontare le sfide, sempre più pressanti, connesse alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale.
Le politiche energetiche connesse allo sviluppo delle fonti rinnovabili sono un’occasione di sviluppo sostenibile a livello economico, sociale ed ambientale offrendo opportunità di sviluppo tecnologico, di creazione di nuove figure professionali e conseguente miglioramento della competitività delle imprese.

L’obiettivo di crescita delle rinnovabili definito in sede comunitaria al 2030 rappresenta sia a livello nazionale, sia regionale, un’occasione per incrementarne l’utilizzo e limitare la storica dipendenza del sistema energetico da paesi esteri, nonché per ridurre le emissioni in atmosfera, per favorire lo sviluppo tecnologico e per la creazione di nuovi posti di lavoro, oltre che per generare nuove culture nei consumi e nelle economie cooperative che, proprio in relazione all’energia e nei territori, si possono sviluppare.

La promozione delle fonti energetiche rinnovabili in un’ottica di sostenibilità richiede un’attenta analisi delle ricadute:

  1. sulle emissioni in atmosfera;
  2. sugli impatti architettonici e sull’impatto paesaggistico;
  3. sull’utilizzo dei suoli agricoli, con particolare riferimento alla competizione tra il tradizionale uso agronomico dei terreni e quello legato allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili (sia in termini di installazioni su terreni agricoli, sia di produzioni agricole destinate alla produzione energetica);
  4. sulla salvaguardia delle risorse idriche;
  5. sulle comunità locali.

L’auspicato sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili è, pertanto, strettamente correlato a questioni di carattere economico, sociale e ambientale esistenti, oltre che ad una attenta valutazione della disponibilità fisica delle risorse endogene e della realistica possibilità di un loro utilizzo nei territori (a tale proposito, la Proposta di Piano integrato per l’energia e il clima prevede l’individuazione di “aree a vocazione energetica”).

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2b
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

I Poli dell'Innovazione

Anno
2026

I sette Poli di Innovazione, istituiti nel 2009 e operanti in Piemonte, sono aggregati di PMI, grandi imprese e organismi di ricerca operanti in specifici ambiti tecnologici/settoriali. I soggetti gestori, sostenuti dalla Regione, si pongono come “agenti dell’innovazione”, promuovendo il trasferimento di tecnologie, la condivisione di strutture e lo scambio di conoscenze e competenze e assistendo le imprese associate. A partire dal 2022, grazie al cofinanziamento POR FESR 2014-2020 della Regione Piemonte, la collaborazione tra i sette Poli ha permesso di dare vita a un vero e proprio "Sistema dei Poli", la cui mission è promuovere e attuare programmi comuni di azioni caratterizzati da una forte cross settorialità secondo le tre principali traiettorie della trasformazione digitale, transizione ecologica e del benessere delle persone e della comunità, in coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027 regionale e con gli indirizzi del PR FESR 2021-2027.



Obiettivi

Obiettivo di tutti i Poli dell’Innovazione - sia singolarmente sia come Sistema - è supportare la Regione nella promozione della trasformazione del sistema produttivo piemontese verso modelli più sostenibili e coerenti con l’approccio circolare, agendo per uno sviluppo innovativo incentrato anche sull’efficienza nell’uso delle risorse e sull’adozione del modello di economia circolare.

Tuttavia ciascun Polo è caratterizzato da un’area tematica sulla quale focalizza la propria attività e, in particolare, due Poli operano prioritariamente in ambiti direttamente connessi alla dimensione della transizione ecologica, intesa non solo come uso razionale delle risorse, ma anche come sviluppo di soluzioni e tecnologie necessarie a favorire una transizione incentrata sulla resilienza e in grado di accelerare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale. In questo contesto assume particolare rilievo anche la transizione energetica intesa come riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, sviluppo delle rinnovabili e delle tecnologie correlate, nonché integrazione con soluzioni digitali per ottimizzare la gestione delle risorse energetiche e favorirne un utilizzo innovativo. Si tratta di:

  • Polo Clever (Cleantech&Energy innoVation clustER), che supporta le realtà del territorio nello sviluppo del proprio percorso di innovazione per la transizione ecologica, promuovendo la sostenibilità ambientale attraverso la messa a disposizione di servizi, supporto tecnico e metodologico e open labs sui temi dell’efficienza e uso razionale dell’energia e delle risorse idriche, economia circolare, mobilità sostenibile, clean solutions, cambiamenti climatici;
     
  • Polo Cgreen (Green Chemistry and Advanced Materials), che opera nel settore della chimica verde e dei materiali avanzati e le cui traiettorie strategiche riguardano, tra gli altri:
    1. prodotti da materie prime rinnovabili e biodegradabili (bio-based products);
    2. riduzione dell’impatto ambientale con modifiche di processo e sostituzione di prodotto;
    3. materiali a migliori prestazioni;
    4. processi di produzione di energia e calore da biomassa (agroforestale, di scarto da produzione o rifiuto organico);
    5. efficienza energetica degli impianti di produzione e modelli di gestione dell’energia con scambio in rete (smart grid).

Con la programmazione del FESR 2014-2020 la Regione ha sostenuto i Poli nelle loro azioni e attività a supporto delle imprese associate ottenendo considerevoli risultati, come dimostrano i 183 progetti finanziati con le risorse europee che hanno visto il coinvolgimento di circa 450 imprese, oltre agli atenei e a diversi organismi di ricerca, nonché la concessione di 56 milioni di contributi che hanno generato investimenti per 115 milioni.

Attraverso il bando “Sostegno alle attività dei Poli di innovazione piemontesi” finanziato con fondi strutturali europei la Regione ha promosso l’evoluzione dei Poli regionali da singoli cluster a sistema unico in grado di promuovere e attuare azioni, programmi, progetti di ricerca e innovazione caratterizzati da una forte inter-settorialità secondo le tre principali traiettorie della trasformazione digitale, transizione ecologica e del benessere delle persone e della comunità, in coerenza con la S3 2021-2027 e con gli indirizzi del PR FESR 2021-2027.

Il sostegno regionale al Sistema Poli Piemonte è proseguito con la progr ammazione FESR 2021-2027, attraverso il Bando "Programmi di sviluppo di Cluster regionali realizzati, in collaborazione, da Poli di Innovazione nelle macro aree tematiche e traiettorie di sviluppo di cui alle Componenti Trasversali di Innovazione della S3 regionale 2021/2027: Transizione digitale, Transizione Energetica e Benessere delle persone e della Comunità”, finanziato con fondi strutturali europei, in esito al quale la Regione ha ammesso a contributo il progetto CLIPS, presentato in partenariato da tutti i poli di innovazione piemontesi. Il progetto CLIPS si iscrive nella strategia regionale di sviluppo sostenibile e contribuisce principalmente agli obiettivi specifici seguenti: 

  • promuovere l'innovazione tecnologica e la transizione del sistema produttivo;
  • aumentare la sostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi, tramite la partecipazione a bandi di ricerca e sviluppo dedicati, anche sfruttando tutto il potenziale delle tecnologie più innovative esistenti sul territorio;
  • sostenere lo sviluppo di nuove specializzazioni produttive ad alta innovazione, basate sul paradigma dell’economia circolare e della bioeconomia, nell’ambito della partecipazione a bandi regionali o extra regionali, valorizzare le eccellenze in termini di innovazione anche nei settori dell’economia circolare e della bioeconomia, favorendone la diffusione presso altre realtà industriali del territorio, supportando la creazione di nuovi percorsi formativi dedicati a fare crescere la sostenibilità delle aziende regionali;
  • diffondere i sistemi di certificazione di sostenibilità ambientale sulle materie prime e nelle attività delle imprese, attraverso la promozione e organizzazione di eventi formativi dedicati ad argomenti quali LCA, impronta di carbonio, ecc. e sulla sostenibilità ambientale per le aziende (T6.4);
  • ridurre la produzione di rifiuti e promuovere il corretto uso delle biomasse, attraverso l'organizzazione di eventi formativi su tale argomento.
     
Informazioni e risorse aggiuntive


Il sistema dei Poli dell'Innovazione Regionali.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Salute e benessere

PNRR - Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse

In attuazione dell’Azione 3.1.1 – Sostegno a realizzazione di siti di produzione di idrogeno della Strategia regionale per l’idrogeno, nel corso del 2023 Regione Piemonte ha dato seguito al bando “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse” finanziato con risorse PNRR, per una dotazione finanziaria complessiva di Euro 19.500.000, volto a promuovere la produzione a livello locale di idrogeno rinnovabile mediante elettrolizzatori, da utilizzare, ad esempio, nei processi industriali e nel trasporto pubblico.

Attraverso la riconversione di aree industriali dismesse in unità sperimentali per la produzione di idrogeno con impianti a fonti energetiche rinnovabili, si potranno conseguire due importanti obiettivi: riutilizzare aree già infrastrutturate ma non più utilizzate e contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico.

Degli 11 progetti presentati, a seguito di valutazione sono risultati ammissibili a finanziamento 7 progetti.
Di questi, 2 sono risultati totalmente finanziabili, il terzo parzialmente finanziabile, mentre 4 progetti sono risultati ammissibili ma non finanziabili a causa dell’esaurimento della dotazione finanziaria assegnata al Piemonte.

Nella seconda metà del 2023 si è quindi dato avvio alla fase realizzativa delle iniziative.

La modifica del PNRR di cui alla Decisione n. 765 del 24/11/2023 prevede il rafforzamento di questa Misura con lo stanziamento di ulteriori 90 milioni (a livello nazionale) dal Capitolo REPowerEU e la Regione Piemonte ha visto un aumento della propria dotazione finanziaria di circa 20 milioni di euro per il finanziamento di un ulteriore progetto e la copertura finanziaria totale del terzo in precedenza parzialmente finanziato.

Progetti Bandiera

In attuazione dell'Investimento I.3.1, Misura 2, Componente 2 del PNRR “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”, la Giunta Regionale ha approvato (Deliberazione della Giunta Regionale n. 6-482 del 6/12/2024) lo schema di accordo da sottoscriversi tra la Regione Piemonte ed il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per la realizzazione di “Progetti bandiera”, ovvero progetti aventi particolare rilevanza strategica per la Regione, connessi al citato Investimento del PNRR, da finanziare con risorse statali per Euro 10.000.000,00; i criteri e le modalità per la selezione delle proposte progettuali ammissibili a finanziamento saranno definiti nel corso del 2025 attraverso un apposito bando.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bando PNRR  - M2C2 Investimento 3.1 “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

In attuazione dell’Azione 3.1.1 – Sostegno a realizzazione di siti di produzione di idrogeno della Strategia regionale per l’idrogeno, nel corso del 2023 Regione Piemonte ha dato seguito al bando “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse” finanziato con risorse PNRR, per una dotazione finanziaria complessiva di Euro 19.500.000, volto a promuovere la produzione a livello locale di idrogeno rinnovabile mediante elettrolizzatori, da utilizzare, ad esempio, nei processi industriali e nel trasporto pubblico.

Attraverso la riconversione di aree industriali dismesse in unità sperimentali per la produzione di idrogeno con impianti a fonti energetiche rinnovabili, si potranno conseguire due importanti obiettivi: riutilizzare aree già infrastrutturate ma non più utilizzate e contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico.

Degli 11 progetti presentati, a seguito di valutazione sono risultati ammissibili a finanziamento 7 progetti.
Di questi, 2 sono risultati totalmente finanziabili, il terzo parzialmente finanziabile, mentre 4 progetti sono risultati ammissibili ma non finanziabili a causa dell’esaurimento della dotazione finanziaria assegnata al Piemonte.

Nella seconda metà del 2023 si è quindi dato avvio alla fase realizzativa delle iniziative.

La modifica del PNRR di cui alla Decisione n. 765 del 24/11/2023 prevede il rafforzamento di questa Misura con lo stanziamento di ulteriori 90 milioni (a livello nazionale) dal Capitolo REPowerEU e la Regione Piemonte ha visto un aumento della propria dotazione finanziaria di circa 20 milioni di euro per il finanziamento di un ulteriore progetto e la copertura finanziaria totale del terzo in precedenza parzialmente finanziato.

Progetti Bandiera

In attuazione dell'Investimento I.3.1, Misura 2, Componente 2 del PNRR “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”, la Giunta Regionale ha approvato (Deliberazione della Giunta Regionale n. 6-482 del 6/12/2024) lo schema di accordo da sottoscriversi tra la Regione Piemonte ed il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per la realizzazione di “Progetti bandiera”, ovvero progetti aventi particolare rilevanza strategica per la Regione, connessi al citato Investimento del PNRR, da finanziare con risorse statali per Euro 10.000.000,00; i criteri e le modalità per la selezione delle proposte progettuali ammissibili a finanziamento saranno definiti nel corso del 2025 attraverso un apposito bando.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bando PNRR  - M2C2 Investimento 3.1 “Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse”

Anno
2026

Strategia Regionale per l'Idrogeno

Anno
2026

La Strategia Regionale per l’Idrogeno del Piemonte si pone come un quadro di riferimento per le azioni e le politiche regionali sull’idrogeno, identificando le priorità di policy e d’investimento nell'ambito.
 

Obiettivi della Strategia

La Strategia promuove lo sviluppo di un’economia dell’idrogeno, nel più ampio contesto del percorso di decarbonizzazione energetica e industriale, coerentemente con i principali strumenti programmatici europei, favorendo gli investimenti sul territorio e valorizzando le competenze dell’ecosistema regionale; tale approccio integrato si può sintetizzare nel concetto di hydrogen valley, che mira a creare, in un dato territorio, un sistema organizzato di produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno.

Il documento è articolato in 4 aree di intervento:

  • Diversificazione produttiva, Ricerca, Sviluppo e Innovazione;
  • Mobilità e trasporti;
  • Produzione, distribuzione e uso energetico dell’idrogeno;
  • Aree Trasversali.

A ciascuna delle aree di intervento corrispondono obiettivi specifici e Azioni per realizzarli, con riferimento all’intera catena del valore dell’idrogeno.

La governance e l’attuazione della Strategia sono affidate a un apposito “Team Idrogeno”, che è anche responsabile del  dialogo con gli stakeholders del sistema regionale che ha caratterizzato la fase di definizione della Strategia.

Informazioni e risorse aggiuntive


La Strategia Regionale per l'Idrogeno

Riferimenti normativi:

DGR del 26 febbraio 2021, n. 10-2917

DGR del 1 luglio 2022, n. 12-5285

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

FESR 21-27 - Bando SWIch

Nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, nel corso del 2025 è stato attivato il terzo sportello del Bando SWIch - Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell'innovazione, che, come per le edizioni 2023 e 2024, con le sue due linee di intervento punta a sostenere le attività di ricerca, sviluppo e valorizzazione dell’innovazione svolte da imprese, organismi di ricerca, end users, attraverso l’erogazione di contributi alla spesa per lo sviluppo di risultati scientifici e tecnologici in ambiti di ricerca coerenti con la Strategia regionale di specializzazione intelligente del Piemonte.

Per essere ammessi al contributo, i progetti dovevano afferire obbligatoriamente ad una delle tre componenti trasversali dell’innovazione (transizione digitale, transizione ecologica, impatto sociale e territoriale) e rispettive direzioni di sviluppo, previste dalla Strategia di Specializzazione Intelligente del Piemonte 2021-2027 (S3), e rientrare in uno dei suoi sei sistemi prioritari - Aerospazio, Mobilità, Manifattura avanzata, Tecnologie, materiali e risorse verdi, Food, Salute) - posizionandosi nelle specifiche traiettorie tecnologiche e nei campi di applicazione individuati dal bando, tra i quali si segnalano, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • innovazioni per aeroporti e aviazione verso emissioni zero nell’ambito dell’Aerospazio;
  • lo sviluppo di tecnologia e componentistica per propulsione alternativa  e, in generale, di soluzioni innovative e processi in grado di ridurre l’impatto ambientale del traffico merci nell’ambito della Mobilità;
  • lo sviluppo di tecnologie per la fabbrica sostenibile con modelli di produzione basati su materiali ecocompatibili e sistemi di supporto decisionale e intelligenza artificiale per la valutazione e ottimizzazione dell’impatto ambientale dei processi produttivi nell’ambito della Manifattura avanzata;
  • sviluppo di processi e prodotti della chimica verde e servizi di gestione dei rifiuti in ottica circolare, o ancora progettazione di soluzioni innovative e sostenibili per la produzione, l’uso efficiente, recupero e stoccaggio dell’energia in ambito di Tecnologie, risorse e materiali verdi.
     

Tutti i progetti dovevano altresì concorrere al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), in particolare, con riguardo alla macroarea strategica MAS 1 "accompagnare la transizione del sistema produttivo verso un modello che coniughi competitività e sostenibilità".

I progetti ammessi a contributo ricadenti nella traiettoria di sviluppo della transizione ecologica e nei relativi campi di applicazione sono stati 38 sullo sportello 2023 e 78 sullo sportello 2024. La valutazione delle domande ricevute sullo sportello 2025 è in corso di svolgimento e solo al termine di tale procedura sarà possibile quantificare il numero di progetti afferenti alla traiettoria di sviluppo della transizione ecologica relativamente a questa terza edizione del bando.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bando SWICH - Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell'innovazione

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, nel corso del 2025 è stato attivato il terzo sportello del Bando SWIch - Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell'innovazione, che, come per le edizioni 2023 e 2024, con le sue due linee di intervento punta a sostenere le attività di ricerca, sviluppo e valorizzazione dell’innovazione svolte da imprese, organismi di ricerca, end users, attraverso l’erogazione di contributi alla spesa per lo sviluppo di risultati scientifici e tecnologici in ambiti di ricerca coerenti con la Strategia regionale di specializzazione intelligente del Piemonte.

Per essere ammessi al contributo, i progetti dovevano afferire obbligatoriamente ad una delle tre componenti trasversali dell’innovazione (transizione digitale, transizione ecologica, impatto sociale e territoriale) e rispettive direzioni di sviluppo, previste dalla Strategia di Specializzazione Intelligente del Piemonte 2021-2027 (S3), e rientrare in uno dei suoi sei sistemi prioritari - Aerospazio, Mobilità, Manifattura avanzata, Tecnologie, materiali e risorse verdi, Food, Salute) - posizionandosi nelle specifiche traiettorie tecnologiche e nei campi di applicazione individuati dal bando, tra i quali si segnalano, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • innovazioni per aeroporti e aviazione verso emissioni zero nell’ambito dell’Aerospazio;
  • lo sviluppo di tecnologia e componentistica per propulsione alternativa  e, in generale, di soluzioni innovative e processi in grado di ridurre l’impatto ambientale del traffico merci nell’ambito della Mobilità;
  • lo sviluppo di tecnologie per la fabbrica sostenibile con modelli di produzione basati su materiali ecocompatibili e sistemi di supporto decisionale e intelligenza artificiale per la valutazione e ottimizzazione dell’impatto ambientale dei processi produttivi nell’ambito della Manifattura avanzata;
  • sviluppo di processi e prodotti della chimica verde e servizi di gestione dei rifiuti in ottica circolare, o ancora progettazione di soluzioni innovative e sostenibili per la produzione, l’uso efficiente, recupero e stoccaggio dell’energia in ambito di Tecnologie, risorse e materiali verdi.
     

Tutti i progetti dovevano altresì concorrere al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), in particolare, con riguardo alla macroarea strategica MAS 1 "accompagnare la transizione del sistema produttivo verso un modello che coniughi competitività e sostenibilità".

I progetti ammessi a contributo ricadenti nella traiettoria di sviluppo della transizione ecologica e nei relativi campi di applicazione sono stati 38 sullo sportello 2023 e 78 sullo sportello 2024. La valutazione delle domande ricevute sullo sportello 2025 è in corso di svolgimento e solo al termine di tale procedura sarà possibile quantificare il numero di progetti afferenti alla traiettoria di sviluppo della transizione ecologica relativamente a questa terza edizione del bando.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bando SWICH - Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell'innovazione

 

Anno
2026

Smart Specialization Strategy (S3) 2021-2027

Anno
2026

Per definire le priorità e gli ambiti di specializzazione su cui concentrare gli investimenti dei fondi strutturali in materia di ricerca e innovazione come vettori di competitività, dal 2014 la Regione si è dotata del documento strategico Strategia di Specializzazione Intelligente (Smart Specialization Strategy – S3), di durata settennale.
 

Obiettivi della strategia


Costruita a partire dai vantaggi competitivi propri del Piemonte, la S3 2021-2027 della Regione Piemonte (approvata con DGR n. 43-4315 del 10/12/2021) punta a rafforzare la ricerca e l’innovazione come strumenti per accompagnare il processo di trasformazione degli assetti produttivi e di riconfigurazione tecnologica e organizzativa del sistema delle imprese piemontesi verso modelli in grado di coniugare competitività e sostenibilità, e a tal fine si fonda su due pilastri:

  • i Sistemi Prioritari dell’innovazione (SPI), ovvero i campi di specializzazione settoriale su cui far convergere il sostegno dei fondi strutturali in tema di Ricerca e Innovazione nel settennio di programmazione 2021-2027: Aerospazio; Mobilità Sostenibile; Manifattura avanzata; Tecnologie, risorse e materiali verdi; Food; Salute;
  • le Componenti Trasversali dell’Innovazione (CTI), ovvero grandi direttrici di trasformazione trasversali a tutti i Sistemi Prioritari: 

    1) la transizione digitale;
    2) la transizione ecologica;
    3) l’innovazione a impatto sociale e territoriale;

    a queste, si aggiunge una quarta componente, “capacità e competenze”, quale criterio qualitativo di indirizzo o premiale degli interventi.
     

Componenti Trasversali dell’Innovazione e Sistemi Prioritari sono strettamente interconnessi: infatti i SPI delineano i campi settoriali a cui devono afferire i progetti che vengono presentati nell’ambito dei bandi che la Regione attiva nel corso della programmazione 2021-2027, ma al loro interno vengono sostenuti esclusivamente quei progetti, programmi, soluzioni connessi ad almeno una delle CTI, secondo un approccio trasversale e integrato.

Da questa architettura emerge l’importanza che la S3 2021-2027 assegna alla capacità di coniugare innovazione e uso efficiente e sostenibile delle risorse, capacità che, oltre a contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati dalla normativa e dagli accordi internazionali, sempre più si pone come potente fattore di competitività.
La S3 persegue questo obiettivo sia sostenendo - in un’ottica trasversale e inclusiva, attraverso la CTI “Transizione ecologica” - la riconversione e l’innovazione in chiave sostenibile dei sistemi produttivi esistenti con la crescita dell’offerta di beni e servizi di positivo impatto ambientale, sia individuando campi di applicazione dei singoli SPI direttamente connessi allo sviluppo di prodotti/processi e tecnologie green.

In particolare, il tema della transizione eco-sostenibile assume un ruolo rilevante nei seguenti SPI:

  • “Tecnologie, risorse, materiali verdi” - include attività che forniscono i beni intermedi e gli input per la transizione ecologica. All’interno di questa sono compresi la produzione di energia pulita e in generale il settore delle utilities, ma anche l’industria dei materiali nelle sue diverse componenti, con riferimento particolare ai materiali per l’edilizia sostenibile e per i lavori infrastrutturali, e all’industria tessile, con l’obiettivo di posizionare il sistema industriale piemontese all’avanguardia del processo di decarbonizzazione, sviluppare nuove filiere legate a materiali e vettori energetici verdi e rilanciarne altre in chiave sostenibile;
  • “Aerospazio” - qui le sfide della trasformazione e della transizione ecologica assumono una rilevanza dirimente per rendere i velivoli maggiormente sostenibili ed efficienti, anche alla luce dell’evoluzione normativa;
  • “Mobilità” - i campi di applicazione individuati dalla S3 riguardano, tra gli altri, il riposizionamento del sistema della componentistica nel paradigma della mobilità digitale e sostenibile e la progettazione e implementazione di sistemi di trasporto e di mobilità a basso impatto;
  • “Manifattura avanzata” - le sfide poste dalla S3 includono il rinnovamento strategico delle imprese di alcuni settori di specializzazione (tessile-abbigliamento, gioielli, prodotti in metallo) in chiave green e digitale.
     
Tavoli tematici


In attuazione della Strategia regionale di Specializzazione Intelligente 2021-2027 sono stati avviati alcuni Tavoli tematici: luoghi di confronto istituzionale tra i diversi attori del sistema dell’innovazione regionale e organizzati sulla base dei Sistemi Prioritari dell’Innovazione con l’obiettivo di mantenere un presidio permanente che permetta di monitorare l’evoluzione dei Sistemi Prioritari e delle Componenti Trasversali dell’Innovazione (attori, competenze, traiettorie in atto); tra questi, si segnala il Tavolo dedicato alle tecnologie, materiali e risorse verdi. 

 

Informazioni e risorse aggiuntive


Strategia di Specializzazione Intelligente (S3)

Riferimenti normativi:

Regolamento UE 2021/1060

Deliberazione della Giunta Regionale 10 dicembre 2021, n. 43-4315

Stato del Documento
Gruppo di Redazione