OpeNoise, una app per la misurazione del rumore con dispositivi mobili

Capitolo
Rumore, risposte
Anno
2026

L'app OpeNoise è stata sviluppata da Arpa Piemonte per la misurazione del rumore attraverso i dispositivi mobili. Negli ultimi due anni sono state introdotte una serie di nuove funzionalità che ne hanno migliorato l'esperienza di utilizzo. 

Queste innovazioni rispondono alle esigenze degli utenti e contribuiscono a rendere OpeNoise Meter uno strumento più potente per lo studio e il monitoraggio dell'inquinamento acustico.

L’applicazione consente la misurazione del livello sonoro e la sua composizione in frequenza

Le funzioni attive sono le seguenti:

  • misurazione del livello sonoro istantaneo (1 sec), medio, minimo, massimo
  • acquisizione dello spettro di frequenza (terzi di ottava e FFT);
  • acquisizione dello spettrogramma;
  • memorizzazione dei dati di misura;
  • inserimento dei metadati della misura (novità rispetto alla versione precedente);
  • marcatura delle porzioni di misura (novità rispetto alla versione precedente);
  • visualizzazione delle misure su mappa (novità rispetto alla versione precedente);
  • condivisione delle misure con la comunità (novità rispetto alla versione precedente).

Tra le nuove funzionalità di OpeNoise vi è anche la possibilità di integrare direttamente nel file di misura metadati quali la posizione, l’orario, le sorgenti sonore predominanti e le condizioni meteorologiche.

Sono state inoltre inserite alcune domande volte a rilevare la percezione del paesaggio sonoro durante la misura.

OpeNoise - Screenshot: pagina inserimento metadati - Fonte Arpa Piemonte

Una innovazione introdotta è la possibilità di evidenziare specifici intervalli di una misura. Grazie ad un apposito tasto, gli utenti possono evidenziare eventi o fenomeni di particolare interesse, come picchi di rumore, suoni specifici o altre osservazioni rilevanti. 

OpenNoise Screenshot: pagina di misura con marcature - Fonte Arpa Piemonte

OpeNoise ora consente di visualizzare le misure acustiche su una mappa interattiva. Questa caratteristica permette agli utenti di contestualizzare geograficamente i dati raccolti, facilitando l'identificazione di aree critiche o di particolari pattern di inquinamento acustico. 

La visualizzazione su mappa rappresenta uno strumento utile per gli studi di mappatura del rumore e per la pianificazione di interventi mirati.

OpeNoise Screenshot: pagine di visualizzazione misure su mappa - Fonte Arpa Piemonte

Questa funzionalità consente l'accesso a un database condiviso, ampliando le informazioni disponibili e favorendo la collaborazione tra ricercatori, autorità locali e cittadini interessati al monitoraggio dell'inquinamento acustico. 

Per migliorare la qualità e l'affidabilità delle informazioni condivise, è inoltre prevista, prima dell’invio dei dati, un’autovalutazione del grado di competenza dell'utente nel settore dell’acustica.

Oltre alla condivisione delle misure è prevista la possibilità di inviare il valore di calibrazione del dispositivo al fine di creare un database di riferimento dei differenti modelli di smartphone.

OpeNoise Screenshot: pagina elenco misure e invio dati - Fonte Arpa Piemonte

L’attendibilità di OpeNoise è stata verificata attraverso numerosi test in laboratorio e sul campo condotti su diversi dispositivi, confrontando i risultati con fonometri professionali. Pur con alcune differenze, tutti gli apparecchi analizzati hanno fornito una buona risposta nella gamma di livelli sonori tipica dei rumori ambientali (45 - 100 dBA) e nel range di frequenza 200-5000 Hz.

Si invita però a prestare attenzione: prima di considerare attendibili i livelli sonori misurati con l’applicazione è indispensabile effettuare una calibrazione del dispositivo utilizzato, attraverso un confronto con livelli noti, poiché ogni apparecchio ha una propria risposta al rumore.

Ad oggi sono stati raccolti oltre 400 rilievi effettuati in Piemonte e più di 1000 in tutto il mondo.
I dati così acquisiti verranno utilizzati, dopo una fase di analisi e validazione, per migliorare il quadro della conoscenza sul rumore ambientale e sulla sua percezione da parte degli utenti.

Esempio di rappresentazione su mappa dei rilievi acustici effettuati dalla comunità con l’applicazione OpeNoise
Informazioni e risorse aggiuntive

L'app OpeNoise è stata sviluppata da Arpa Piemonte e dall'Istituto Superiore Mario Boella https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/openoise-lapp-per-misurare-rumore

https://relazione.ambiente.piemonte.it/2024/sites/default/files/doc/MPX/OpeNoise_Extended_AIA-2024_CC-BY-1-8-2.pdf

OpeNoise scaricabile gratuitamente dal Canale di Arpa Piemonte di Google Play è sviluppata per piattaforma Android.

Il codice è open-source con licenza GNU v.2 o superiore, disponibile su GitHub: https://github.com/Arpapiemonte/openoise-meter

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Rumore

Impatto acustico dell'aeroporto di Malpensa

Anno
2026

Arpa Piemonte gestisce una rete fissa di monitoraggio dell’impatto acustico connesso all’aeroporto di Malpensa sul territorio del Piemonte, costituita da quattro postazioni.
Oltre ai dati puntuali rilevati, nel 2024 Arpa ha completato la mappatura dell’impatto acustico prodotto dai sorvoli aerei sui territori della provincia di Novara interessati dalle rotte di decollo e atterraggio. 

Gli esiti dello studio, attraverso la produzione di mappe basate su diversi indicatori acustici, hanno consentito di individuare le aree maggiormente critiche, stimando un potenziale superamento dei limiti di rumore fissati dai Piani comunali di Zonizzazione Acustica su una superficie complessiva di circa 720 ettari nel periodo diurno e 2700 ettari nel periodo notturno.

I risultati indicano inoltre che circa 600 abitanti sono esposti, nel periodo diurno, a livelli di rumore superiori ai limiti normativi, con superamenti compresi tra 1 e 5 dB(A). Nel periodo notturno, la popolazione esposta risulta significativamente più ampia, con circa 4.100 abitanti interessati: di questi, circa 3.500 presentano superamenti entro i 5 dB(A), mentre i restanti 600 registrano superamenti compresi tra 5 e 10 dB(A).
Le rappresentazioni delle mappe di rumore sono consultabili sulla pagina dedicata del geoportale di Arpa Piemonte 

Estratto mappatura acustica aeroporto Milano Malpensa - Fonte Arpa Piemonte
Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Rumore

Controlli e monitoraggi del rumore

Capitolo
Rumore, risposte
Anno
2026

L’attività istituzionale di Arpa viene svolta di norma su richiesta degli enti competenti (Province/Città Metropolitana, Comuni, Autorità Giudiziaria, ecc.) e prevede il controllo e il monitoraggio dell'inquinamento acustico, oltre al rilascio di pareri tecnici previsionali.

Il controllo del rumore è finalizzato alla verifica della conformità normativa di sorgenti puntuali (attività produttive, professionali e commerciali) all’interno e all'esterno degli ambienti abitativi. 

Il monitoraggio viene realizzato in ambiente esterno ed è riferito generalmente alla valutazione del rumore prodotto dalle infrastrutture di trasporto o alla determinazione del clima acustico presente in un’area. 

I pareri tecnici preventivi sono rilasciati nell’ambito delle procedure autorizzative legate a nuovi insediamenti produttivi e/o infrastrutture di trasporto (Valutazione Previsionale di Impatto Acustico) e a nuovi ricettori sensibili al rumore, quali scuole, ospedali, case di cura o di riposo (Valutazione Previsionale di Clima Acustico).

Inoltre, Arpa esegue studi, analisi e attività di ricerca applicata finalizzati alla sperimentazione di nuove tecnologie di rilievo e caratterizzazione del rumore ambientale, allo sviluppo di soluzioni di mitigazione acustica e alla messa a punto di modelli previsionali di calcolo.

Controlli e monitoraggi 

Nel 2025, ARPA Piemonte ha sottoposto a monitoraggio e controllo un totale di 196 attività e infrastrutture.

A fronte dei controlli effettuati, sono state riscontrate 41 non conformità e sono stati contestati 29 illeciti amministrativi. Circa il 43% degli interventi riguarda il territorio della provincia di Torino, escludendo i controlli su locali pubblici e esercizi commerciali nel comune capoluogo, che sono gestiti direttamente dalla Polizia Municipale nell'ambito di un protocollo di intesa tra la Città di Torino e Arpa. 
Le principali richieste di intervento riguardano attività commerciali e locali pubblici; seguono le attività produttive e, in misura più contenuta, le altre tipologie di sorgenti.

Numero di esposti e numero di attività o infrastrutture controllate per rumore da Arpa Piemonte nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Valutazioni e pareri tecnici

Un’ulteriore attività che impegna quotidianamente ARPA Piemonte riguarda la valutazione preventiva del potenziale impatto acustico di nuovi insediamenti produttivi o infrastrutture di trasporto (Valutazione Previsionale di Impatto Acustico), nonché la verifica delle condizioni acustiche in presenza di nuovi ricettori sensibili al rumore, come scuole, ospedali e strutture socio-sanitarie (Valutazione Previsionale di Clima Acustico).
In entrambi i casi, l’Agenzia è chiamata a fornire pareri tecnici su richiesta delle autorità competenti, nell’ambito delle procedure per il rilascio di titoli autorizzativi edilizi e/o per o svolgimento delle relative attività.

Il numero di pareri rilasciati ha raggiunto il valore massimo nel 2010, con 963 valutazioni, per poi registrare una progressiva e contenuta diminuzione fino ai 651 pareri del 2020. Negli anni successivi si è osservata una nuova crescita, con 900 pareri emessi nel 2023 e un successivo assestamento a 799 nel 2025.

 

Numero di pareri relativi a rumore rilasciati da Arpa Piemonte nel periodo dal 2004 al 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Analizzando la distribuzione territoriale, circa il 37% dei pareri si concentra nell’area nord-orientale del Piemonte, che comprende le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.

Numero di pareri per rumore rilasciati da Arpa Piemonte suddivisi per dipartimento territoriale, Anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte

La maggior parte delle richieste (circa il 79%) riguarda la Valutazione Previsionale di Impatto Acustico, obbligatoria per la realizzazione, modifica o potenziamento di attività produttive, commerciali e artigianali, nonché di infrastrutture di trasporto e locali pubblici dotati di impianti elettroacustici, tra gli altri. Seguono, con una quota pari a circa il 10%, i pareri relativi ad attività temporanee, quali cantieri o manifestazioni.
Le valutazioni di clima acustico per nuovi insediamenti sensibili (come residenze, scuole, case di cura) risultano invece estremamente limitate, rappresentando meno dell’1% del totale. 

Nel grafico sottostante è riportato un focus sui pareri rilasciati da Arpa Piemonte, dettagliati per tipologia, con l'esclusione delle valutazioni previsionali di impatto acustico. 

Numero di pareri relativi al rumore rilasciati da Arpa Piemonte per tipologia nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Rumore

Rumore, risposte

Tema
Tipo
Paragrafi
Politiche europee

La Direttiva 2002/49/CE sulla determinazione e la gestione del rumore ambientale, introduce un approccio comune europeo finalizzato a evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell'esposizione ambientale al rumore, compreso il fastidio. La normativa europea fornisce inoltre una base di riferimento per lo sviluppo di misure comunitarie di contenimento del rumore generato dalle principali sorgenti, in particolare traffico stradale, ferroviario, aeroportuale e industriale.

Ai sensi della Direttiva, sono progressivamente attuate le seguenti azioni:

  • la determinazione dell'esposizione al rumore ambientale mediante la mappatura acustica, realizzata sulla base di metodi comuni;
  • l'informazione del pubblico sul rumore ambientale e sui relativi effetti;
  • l'adozione, da parte degli Stati membri, di piani d'azione basati sui risultati della mappatura acustica, finalizzati a evitare e ridurre il rumore ambientale laddove necessario, oltre a preservare la qualità acustica nelle aree in cui risulta già buona.

Nel 2021 la Commissione europea ha adottato un piano d'azione "Verso l'inquinamento zero per l'aria, l'acqua e il suolo" nell'ambito del Green Deal europeo.

Dato l'impatto negativo del rumore sulla salute umana e l'elevato numero di persone colpite, la riduzione del rumore ambientale è un obiettivo chiave nell'ambito del piano d'azione per l'inquinamento zero. In particolare, l'obiettivo è quello di ridurre entro il 2030 del 30% rispetto al 2017 il numero di persone cronicamente disturbate dal rumore dei trasporti. Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione europea ha individuato le seguenti azioni principali:

  • monitorare i progressi compiuti verso una riduzione del 30% del numero di persone cronicamente disturbate dal rumore entro il 2030;
  • migliorare il quadro normativo sul rumore relativo a pneumatici, veicoli stradali, ferrovie e aeromobili, si a livello dell'UE sia internazionale;
  • valutare i progressi compiuti nel 2022 e verificare l'opportunità di introdurre obiettivi di riduzione del rumore a livello dell'UE nella direttiva sul rumore ambientale (END);
  • migliorare l'integrazione dei piani d'azione per il rumore con i piani di mobilità urbana sostenibile, grazie anche all'stensione del trasporto pubblico pulito e della mobilità attiva.
Politiche nazionali

Gli obiettivi e i principi definiti a livello europeo si affiancano a quelli già individuati dal legislatore nazionale con la Legge 447/95 (Legge quadro sull'inquinamento acustico), sintetizzabili nei seguenti punti principali:

  • regolamentare e disciplinare direttamente la materia dell’inquinamento acustico;
  • definire competenze e funzioni per la gestione dell’inquinamento acustico, nell'ambito di un processo di decentramento amministrativo;
  • affrontare l’inquinamento acustico con un approccio preventivo;
  • riconoscere il rumore tra le cause di degrado ambientale;
  • mettere in relazione l'inquinamento acustico con la tutela della salute;
  • stabilire limiti massimi di  esposizione al rumore, sia nell’ambiente esterno sia negli ambienti abitativi, in funzione delle diverse sorgenti sonore;
  • introdurre un sistema sanzionatorio;
  • stabilire le procedure per il risanamento acustico.

La normativa nazionale è stata successivamente armonizzata con quella comunitaria attraverso l’adozione del Decreto Legislativo 42/2017.

Politiche regionali

L’attuazione della Legge 447/95 è demandata ad un insieme di regolamenti statali e disposizioni di livello regionale.

In Piemonte, con la Legge Regionale 52/00 (Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico), corredata da specifiche delibere della Giunta Regionale, sono stati definiti gli strumenti operativi per la gestione della materia, con i seguenti obiettivi principali:

  • precisare le competenze di regione, province/città metropolitana e comuni;
  • stabilire i criteri tecnici per la predisposizione dei piani di classificazione acustica dei comuni e le relative procedure di approvazione;
  • definire i criteri tecnici per la predisposizione della documentazione previsionale di impatto e clima acustico, necessaria per il rilascio dei titoli autorizzativi per attività potenzialmente rumorose e per insediamenti sensibili;
  • individuare i criteri per il rilascio, da parte dei comuni, delle autorizzazioni in deroga ai limiti acustici.    
Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2002/49/CE sulla determinazione e la gestione del rumore ambientale http://data.europa.eu/eli/dir/2002/49/oj

Legge 447/95 - Legge quadro sull'inquinamento acustico http://www.normattiva.it/eli/id/1995/10/30/095G0477/CONSOLIDATED/20170404

 Decreto Legislativo 42/2017 http://www.normattiva.it/eli/id/2017/04/04/17G00055/CONSOLIDATED/20181231

Legge Regionale 52/00 - Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2000;52

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Rumore

Tema
Tipo
img-intro
icona rumore
Paragrafi

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato il rumore ambientale come il secondo peggior fattore di stress ambientale in Europa, dietro solo all'inquinamento atmosferico causato dal particolato fine (OMS – Linee Guida sul Rumore Ambientale per la Regione Europea (2018)).
Secondo le Linee guida sul rumore ambientale per la Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si stima che, nell’Europa occidentale, il rumore ambientale sia responsabile di una perdita complessiva di anni di buona salute pari a 61.000 DALY’s (Disability-Adjusted Life Years - anni di vita corretti per disabilità) per patologie cardiache, 45.000 per la riduzione delle capacità cognitive nei bambini e ben 903.000 per disturbi del sonno.

L’impatto del rumore risulta ulteriormente aggravato quando si combina con altri fattori di stress ambientale, come l’inquinamento atmosferico o l’esposizione a sostanze chimiche, una situazione particolarmente ricorrente nelle aree urbane.

Il traffico stradale è la principale fonte di inquinamento acustico.
Secondo il rapporto Noise in Europe – 2020, pubblicato dalla Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), si stima che 113 milioni di persone siano esposte a livelli di rumore da traffico, nell’arco delle 24 ore, di almeno 55 dB(A). Nella maggior parte dei paesi, oltre il 50% degli abitanti nelle aree urbane è esposto a livelli di rumore stradale superiori a tale soglia.
In relazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, la protezione dal rumore concorre al raggiungimento del Goal 3 - Salute e benessere.
Il tema del rumore è inoltre correlato al Goal 9 - Industria, innovazione e infrastrutture, attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie che, abbinato all’incremento dei servizi di trasmissione e gestione di grandi moli di dati, rende sempre più concreta la possibilità di realizzare reti diffuse di monitoraggio.
Il contenimento dell’inquinamento acustico è infine un tema connesso al Goal 11 - Città e comunità sostenibili, in quanto la progressiva espansione della popolazione negli agglomerati urbani determina un inevitabile incremento della domanda di mobilità ed un aumento delle attività sociali e di intrattenimento potenzialmente causa di disturbo.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

 

OMS – Linee Guida sul Rumore Ambientale per la Regione Europea (2018) https://www.who.int/europe/publications/i/item/9789289053563

Agenzia Europea per l'Ambiente Noise in Europe – 2025 https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/environmental-noise-in-europe-2025

Agenzia Europea per l'Ambiente Italy noise fact sheet 2021 https://tableau-public.discomap.eea.europa.eu/views/Clean_Noise_Tableau_2021_parameter/Introduction

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Anno
2026

Il PNRR - in Italia - illustra gli investimenti e le riforme che il Paese intende mettere in campo con il sostegno del Dispositivo di Ripresa e Resilienza, strutturati in un pacchetto completo e coerente di misure che si sviluppa intorno a tre assi strategici - digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale - e si declina in sei Missioni:

  • Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
  • Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • Missione 3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  • Missione 4 – Istruzione e ricerca;
  • Missione 5 – Coesione e inclusione;
  • Missione 6 – Salute.

Le sei Missioni condividono tre Priorità trasversali: il contrasto alle discriminazioni di genere, l’accrescimento delle competenze, delle capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani ed il riequilibrio territoriale e lo sviluppo del Mezzogiorno. Ogni Missione si articola ulteriormente in Componenti, ciascuna delle quali aggrega riforme ed investimenti riconducibili al medesimo settore d’intervento, costituendo un pacchetto coerente di misure complementari.

L’Italia si colloca tra gli Stati membri che più beneficeranno del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, con un finanziamento di 191,5 miliardi di euro, tra sovvenzioni e prestiti.

Regione Piemonte esercita diretta competenza su centinaia di progetti come soggetto attuatore o con ruolo di coordinamento e verifica in sede di rendicontazione dei progetti.

Sul web è disponibile un    portale aggiornato dedicato allo stato di avanzamento del PNRR in Piemonte.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Pronto intervento e fondi alluvionali

La Regione Piemonte, al verificarsi di un evento calamitoso, a seconda della gravità e dell'estensione del territorio coinvolto, può:

Per far fronte alle richieste di pronto intervento e ripristino formulate dagli Enti locali, i Settori Tecnici regionali si mobilitano accertando i danni tramite appositi sopralluoghi, verificandone la rispondenza con i disposti di legge, valutandone l'entità del rischio associato e quantificando l'impegno economico necessario per intervenire sul territorio.

I dati raccolti vengono caricati nel Sistema Informativo di Gestione Emergenze e Territorio (EmeTer), un sistema WebGis che favorisce lo scambio di informazioni e migliora il coordinamento tra le istituzioni locali deputate alla salvaguardia e alla tutela del territorio. Questo strumento consente di raccogliere, aggiornare e gestire in modo integrato le informazioni relative alla componente alfanumerica e cartografica dei danni censiti. Il funzionario incaricato del censimento georiferisce il danno, lo associa all'evento calamitoso  (pioggia, grandine, movimento franoso, etc.), lo descrive (secondo le categorie di danno previste dalla nomenclatura "FloodCat"), indica la tipologia e la quantificazione economica dell’intervento ed individua il rischio associato (basso, medio e alto).

Per ogni danno è possibile associare più categorie di intervento: somma urgenza, urgente, definitivo.

Negli ultimi anni il censimento dei danni con EmeTer è stato esteso anche alle Amministrazioni provinciali e ad AiPO (Agenzia interregionale per il fiume Po), con specifiche istruzioni per la compilazione dei campi.
Tutte le informazioni e i documenti contenuti in EmeTer, compresi eventuali allegati fotografici e ordinanze di somma urgenza, possono essere scaricate attraverso la selezione dei dati con filtri di natura territoriale o temporale.
 

Disciplina e organizzazione degli interventi in dipendenza di calamità naturali (l.r. 38/1978)

Gli interventi finanziabili con la l.r. 38/1978 normalmente si riferiscono a danni puntuali.

Gli interventi vengono tipizzati secondo 3 categorie:

  • interventi di somma urgenza, realizzati entro poco tempo dall'accadimento dell'evento calamitoso;
  • interventi urgenti, di ripristino delle condizioni ex ante e di riduzione del rischio residuo;
  • interventi definitivi, di completamento degli interventi di ripristino.

Gli interventi sono inoltre classificati in base alla tipologia e seguono il seguente criterio di priorità:

  1. puntellamenti, demolizioni e sgomberi ed altri interventi a tutela della pubblica incolumità;
  2. ripristino delle strade comunali, provinciali e vicinali di uso pubblico, essenziali al collegamento degli abitanti ed al funzionamento di importanti attività produttive;
  3. ripristino di acquedotti pubblici, di fognature e di altre opere igieniche nonché interventi atti a prevenire incombenti situazioni di pericolo;
  4. lavori indispensabili ad assicurare la funzionalità delle opere idrauliche di competenza regionale, ove il mancato intervento pregiudichi la pubblica incolumità o la sicurezza di opere pubbliche;
  5. ripristino di edifici, opere ed impianti pubblici rientranti nella competenza regionale, ove ciò sia necessario per la salvaguardia della pubblica incolumità e per garantire la funzionalità dei servizi civili essenziali;
  6. costruzione, installazione e reperimento di ricoveri temporanei per le persone rimaste senza tetto a causa delle calamità;
  7. ripristino dell’agibilità essenziale dei porti lacuali;
  8. indagini, studi e progettazione preliminare inerenti agli interventi a tutela della pubblica incolumità.
     
Richiesta di Stato d'Emergenza - Decreto legislativo 1/2018

Al verificarsi di un evento alluvionale di particolare rilevanza e intensità, che coinvolga significativamente il territorio arrecando danno al patrimonio pubblico, privato, produttivo e agricolo, il Presidente della Regione può inoltrare al Presidente del Consiglio una richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza, supportata da un "rapporto di evento", redatto dai tecnici regionali con il supporto di Arpa Piemonte e di altri soggetti esterni (Province, AiPO, ANAS, CNR).

Il rapporto è destinato a documentare, in tempi rapidi, l’accaduto, delimitando il territorio coinvolto e fornendo una stima dell'entità dei danni e delle relative risorse finanziarie necessarie per i ripristini; non rappresenta sistematicamente tutte le situazioni di dissesto né riporta cartografie di dettaglio.

Sulla base dell’istruttoria e della relazione del Dipartimento della Protezione Civile che tiene conto delle risultanze dei sopralluoghi e del rapporto di evento, il Presidente del Consiglio può quindi dichiarare lo stato di emergenza, stabilendo un primo stanziamento delle risorse economiche e la durata.

Il Capo della Protezione Civile, previa intesa con la Regione, emana un’ordinanza con la quale nomina il Commissario delegato e fornisce le indicazioni operative per l’attuazione delle azioni e degli interventi necessari per il superamento dell’emergenza.

A fronte del censimento dei danni e della proposta degli interventi (tipologia e quantificazione economica) effettuati tramite EmeTer, la Regione redige il quadro del fabbisogno, secondo i quattro ordini di urgenza:

  • spese per soccorso e assistenza alla popolazione;
  • interventi di somma urgenza: ripristino della funzionalità di servizi pubblici e infrastrutture di rete strategiche;
  • prime misure economiche di immediato sostegno ai privati e alle attività economiche e produttive;
  • interventi di riduzione del rischio residuo;
  • ripristino di strutture ed infrastrutture pubbliche e private.

Sulla base delle indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile il piano degli interventi viene redatto anche per stralci e approvato con ordinanze commissariali.
 

Eventi alluvionali in Piemonte - 2025

Nel corso del 2025 si sono registrati i seguenti eventi:

  • Evento temporalesco del 15-17 aprile 2025
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte all’autonoma sistemazione degli sfollati e l'assistenza alla popolazione e per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. I territori interessati riguardano i comuni e la Città metropolitana di Torino e i comuni e le Province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. Lo stato di emergenza è stato dichiarato il 30 giugno 2025 per una durata di 12 mesi. Si tratta di un evento calamitoso che ha coinvolto un’area molto estesa del territorio piemontese per un totale di 540 comuni. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1154 del 15/07/2025), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta.  
  • Evento temporalesco 30 giugno 2025 a Bardonecchia
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. Il 30 giugno 2025, Bardonecchia è stata colpita da precipitazioni di eccezionale intensità che hanno causato una grave situazione di pericolo per l'incolumità pubblica. Si sono verificate colate detritiche, allagamenti e danni significativi a infrastrutture viarie, edifici pubblici e privati, reti di servizi essenziali e opere di difesa idraulica. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza il 4 settembre 2025 per la durata di dodici mesi. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1162 del 25/09/2025), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta. Il materiale litoide è stato in parte riutilizzato per realizzare le opere di contenimento dei rio Gerardo in comune di Mattie e Bussoleno e in parte verrà riutilizzato nei comuni limitrofi per realizzare opere pubbliche.
  • Evento temporalesco 21 - 23 settembre 2025
    Il Piemonte è stato interessato da piogge forti e localmente molto forti, con picchi estremi nell'area sud-orientale (Alessandrino) e settentrionale. I valori più elevati sono stati registrati a Pareto (330,8 mm), Ponzone (257,4 mm) e Ovada (238,6 mm). Per quanto riguarda le piene fluviali si è generata una significativa onda di piena del fiume Bormida superando i livelli dell'alluvione dell'ottobre 2024. Numerosi corsi d'acqua del reticolo secondario sono esondati. Le piogge hanno innescato diffusi smottamenti, frane e cedimenti della sede stradale, compromettendo la viabilità comunale e provinciale in oltre 35 comuni. A Spigno Monferrato, l'esondazione del torrente Valla ha causato la morte di una turista travolta da acqua e fango. È stato richiesto lo stato di emergenza il 26 settembre 2025 per la Provincia di Alessandria e nei comuni di Mombaldone e Montabone (Asti). Con nota emessa dal Dipartimento della Protezione Civile il 5 febbraio 2026, è stato comunicato il diniego della richiesta di stato di emergenza avanzata dalla Regione Piemonte.

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte, al verificarsi di un evento calamitoso, a seconda della gravità e dell'estensione del territorio coinvolto, può:

Per far fronte alle richieste di pronto intervento e ripristino formulate dagli Enti locali, i Settori Tecnici regionali si mobilitano accertando i danni tramite appositi sopralluoghi, verificandone la rispondenza con i disposti di legge, valutandone l'entità del rischio associato e quantificando l'impegno economico necessario per intervenire sul territorio.

I dati raccolti vengono caricati nel Sistema Informativo di Gestione Emergenze e Territorio (EmeTer), un sistema WebGis che favorisce lo scambio di informazioni e migliora il coordinamento tra le istituzioni locali deputate alla salvaguardia e alla tutela del territorio. Questo strumento consente di raccogliere, aggiornare e gestire in modo integrato le informazioni relative alla componente alfanumerica e cartografica dei danni censiti. Il funzionario incaricato del censimento georiferisce il danno, lo associa all'evento calamitoso  (pioggia, grandine, movimento franoso, etc.), lo descrive (secondo le categorie di danno previste dalla nomenclatura "FloodCat"), indica la tipologia e la quantificazione economica dell’intervento ed individua il rischio associato (basso, medio e alto).

Per ogni danno è possibile associare più categorie di intervento: somma urgenza, urgente, definitivo.

Negli ultimi anni il censimento dei danni con EmeTer è stato esteso anche alle Amministrazioni provinciali e ad AiPO (Agenzia interregionale per il fiume Po), con specifiche istruzioni per la compilazione dei campi.
Tutte le informazioni e i documenti contenuti in EmeTer, compresi eventuali allegati fotografici e ordinanze di somma urgenza, possono essere scaricate attraverso la selezione dei dati con filtri di natura territoriale o temporale.
 

Disciplina e organizzazione degli interventi in dipendenza di calamità naturali (l.r. 38/1978)

Gli interventi finanziabili con la l.r. 38/1978 normalmente si riferiscono a danni puntuali.

Gli interventi vengono tipizzati secondo 3 categorie:

  • interventi di somma urgenza, realizzati entro poco tempo dall'accadimento dell'evento calamitoso;
  • interventi urgenti, di ripristino delle condizioni ex ante e di riduzione del rischio residuo;
  • interventi definitivi, di completamento degli interventi di ripristino.

Gli interventi sono inoltre classificati in base alla tipologia e seguono il seguente criterio di priorità:

  1. puntellamenti, demolizioni e sgomberi ed altri interventi a tutela della pubblica incolumità;
  2. ripristino delle strade comunali, provinciali e vicinali di uso pubblico, essenziali al collegamento degli abitanti ed al funzionamento di importanti attività produttive;
  3. ripristino di acquedotti pubblici, di fognature e di altre opere igieniche nonché interventi atti a prevenire incombenti situazioni di pericolo;
  4. lavori indispensabili ad assicurare la funzionalità delle opere idrauliche di competenza regionale, ove il mancato intervento pregiudichi la pubblica incolumità o la sicurezza di opere pubbliche;
  5. ripristino di edifici, opere ed impianti pubblici rientranti nella competenza regionale, ove ciò sia necessario per la salvaguardia della pubblica incolumità e per garantire la funzionalità dei servizi civili essenziali;
  6. costruzione, installazione e reperimento di ricoveri temporanei per le persone rimaste senza tetto a causa delle calamità;
  7. ripristino dell’agibilità essenziale dei porti lacuali;
  8. indagini, studi e progettazione preliminare inerenti agli interventi a tutela della pubblica incolumità.
     
Richiesta di Stato d'Emergenza - Decreto legislativo 1/2018

Al verificarsi di un evento alluvionale di particolare rilevanza e intensità, che coinvolga significativamente il territorio arrecando danno al patrimonio pubblico, privato, produttivo e agricolo, il Presidente della Regione può inoltrare al Presidente del Consiglio una richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza, supportata da un "rapporto di evento", redatto dai tecnici regionali con il supporto di Arpa Piemonte e di altri soggetti esterni (Province, AiPO, ANAS, CNR).

Il rapporto è destinato a documentare, in tempi rapidi, l’accaduto, delimitando il territorio coinvolto e fornendo una stima dell'entità dei danni e delle relative risorse finanziarie necessarie per i ripristini; non rappresenta sistematicamente tutte le situazioni di dissesto né riporta cartografie di dettaglio.

Sulla base dell’istruttoria e della relazione del Dipartimento della Protezione Civile che tiene conto delle risultanze dei sopralluoghi e del rapporto di evento, il Presidente del Consiglio può quindi dichiarare lo stato di emergenza, stabilendo un primo stanziamento delle risorse economiche e la durata.

Il Capo della Protezione Civile, previa intesa con la Regione, emana un’ordinanza con la quale nomina il Commissario delegato e fornisce le indicazioni operative per l’attuazione delle azioni e degli interventi necessari per il superamento dell’emergenza.

A fronte del censimento dei danni e della proposta degli interventi (tipologia e quantificazione economica) effettuati tramite EmeTer, la Regione redige il quadro del fabbisogno, secondo i quattro ordini di urgenza:

  • spese per soccorso e assistenza alla popolazione;
  • interventi di somma urgenza: ripristino della funzionalità di servizi pubblici e infrastrutture di rete strategiche;
  • prime misure economiche di immediato sostegno ai privati e alle attività economiche e produttive;
  • interventi di riduzione del rischio residuo;
  • ripristino di strutture ed infrastrutture pubbliche e private.

Sulla base delle indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile il piano degli interventi viene redatto anche per stralci e approvato con ordinanze commissariali.
 

Eventi alluvionali in Piemonte - 2025

Nel corso del 2025 si sono registrati i seguenti eventi:

  • Evento temporalesco del 15-17 aprile 2025
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte all’autonoma sistemazione degli sfollati e l'assistenza alla popolazione e per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. I territori interessati riguardano i comuni e la Città metropolitana di Torino e i comuni e le Province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. Lo stato di emergenza è stato dichiarato il 30 giugno 2025 per una durata di 12 mesi. Si tratta di un evento calamitoso che ha coinvolto un’area molto estesa del territorio piemontese per un totale di 540 comuni. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1154 del 15/07/2025), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta.  
  • Evento temporalesco 30 giugno 2025 a Bardonecchia
    Sono stati finanziati gli interventi ascrivibili alle lettere a) e b) del Decreto legislativo 1/2018 per far fronte al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale o alluvionale o delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi e misure volte a garantire la continuità amministrativa nei comuni e territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea. Il 30 giugno 2025, Bardonecchia è stata colpita da precipitazioni di eccezionale intensità che hanno causato una grave situazione di pericolo per l'incolumità pubblica. Si sono verificate colate detritiche, allagamenti e danni significativi a infrastrutture viarie, edifici pubblici e privati, reti di servizi essenziali e opere di difesa idraulica. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza il 4 settembre 2025 per la durata di dodici mesi. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile (o.c.d.p.c. n. 1162 del 25/09/2025), sono state individuate le modalità di gestione dei materiali litoidi, vegetali e di risulta. Il materiale litoide è stato in parte riutilizzato per realizzare le opere di contenimento dei rio Gerardo in comune di Mattie e Bussoleno e in parte verrà riutilizzato nei comuni limitrofi per realizzare opere pubbliche.
  • Evento temporalesco 21 - 23 settembre 2025
    Il Piemonte è stato interessato da piogge forti e localmente molto forti, con picchi estremi nell'area sud-orientale (Alessandrino) e settentrionale. I valori più elevati sono stati registrati a Pareto (330,8 mm), Ponzone (257,4 mm) e Ovada (238,6 mm). Per quanto riguarda le piene fluviali si è generata una significativa onda di piena del fiume Bormida superando i livelli dell'alluvione dell'ottobre 2024. Numerosi corsi d'acqua del reticolo secondario sono esondati. Le piogge hanno innescato diffusi smottamenti, frane e cedimenti della sede stradale, compromettendo la viabilità comunale e provinciale in oltre 35 comuni. A Spigno Monferrato, l'esondazione del torrente Valla ha causato la morte di una turista travolta da acqua e fango. È stato richiesto lo stato di emergenza il 26 settembre 2025 per la Provincia di Alessandria e nei comuni di Mombaldone e Montabone (Asti). Con nota emessa dal Dipartimento della Protezione Civile il 5 febbraio 2026, è stato comunicato il diniego della richiesta di stato di emergenza avanzata dalla Regione Piemonte.

 

Anno
2026

Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS)

Il Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS) è lo strumento tramite il quale le Regioni rendono disponibili, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), all’ISPRA e all’Autorità di Distretto competente per il territorio regionale, le informazioni sui progetti di mitigazione del rischio che la Regione intende attuare con i fondi nazionali a disposizione.

Il DPCM 27 settembre 2021 introduce importanti novità come quella relativa all’attribuzione del punteggio dell’intervento a valle di una valutazione a cura dell’Autorità di Distretto (con il precedente DPCM il punteggio veniva attribuito al momento della validazione regionale). Il Decreto fissa, inoltre, i termini per la valutazione da parte dell’Autorità di Distretto ed introduce la classificazione IFFI o FLOODCat, per gli interventi dovuti ad eventi calamitosi recenti; richiede una relazione di compatibilità con la pianificazione di bacino in cui siano illustrati gli effetti indotti dall’opera nel contesto fisico-ambientale di riferimento e come le opere previste nel progetto incidano sulla mitigazione o riduzione della pericolosità o del rischio idraulico e idrogeologico. Il DPCM ha introdotto infine la relazione circa l’interazione tra le opere proposte (o individuate) e i fenomeni di degrado degli ecosistemi fluviali e degli habitat riparali, al fine di impedire o minimizzare il deterioramento dei corpi idrici, come riportato all’art. 4 della Direttiva Acque (DIR/2000/60/CE).

I principali criteri che sono alla base della formazione della graduatoria sono il numero delle persone esposte al rischio diretto, i beni esposti a rischio grave, la riduzione del numero di persone a rischio a seguito della realizzazione dell’intervento.

Programmazione attivata

Nel corso del 2025 sono state attivate due programmazioni:

1) è stata avviata dal MASE la procedura per la definizione della programmazione 2025 di interventi di carattere preventivo a valere sui fondi di bilancio del Ministero; la Regione, secondo le linee programmatiche comunicate dal Ministero, ha proposto 12 nuovi interventi e l’integrazione finanziaria di un intervento precedentemente programmato, per un importo complessivo di 25,03 M€; i nuovi 12 interventi sono così suddivisi

  • 6 interventi per dissesti idraulici per un importo di 16,37 M€;
  • 6 interventi per dissesti di versante per un importo di 10,11 M€.

Gli interventi sono stati finanziati dal MASE e gestiti a cura del Commissario di Governo.

2) è stata definita la programmazione regionale ai sensi della Legge Regionale n. 54 del 1975 con la quale, a partire dal 2017, vengono erogati contributi ai Comuni per realizzare interventi di manutenzione idraulica sul reticolo idrografico minore. Il programma avviato, il cui valore è di 3 M€, prevede la realizzazione di n. 92 nuovi interventi di ricalibratura degli alvei, taglio piante, ripristino funzionale di opere idrauliche preesistenti.

Le anzidette misure, tendenti alla mitigazione e riduzione del rischio, appaiono comunque insufficienti rispetto ai reali bisogni che emergono dal territorio al continuo manifestarsi di dissesti naturali. Ciò emerge, in particolare, se si confronta il valore dei danni conseguenti agli eventi alluvionali ed il valore degli stanziamenti per la prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Nell’ottica di raggiungere una migliore efficacia degli stanziamenti pubblici contro il dissesto, non viene in soccorso la sovrabbondante produzione normativa, prevalentemente di derivazione comunitaria, relativa alle fasi di gestione delle opere pubbliche e dei fondi. Questa, infatti, rallenta notevolmente la realizzazione degli interventi; sarebbe necessario semplificare realmente i flussi decisionali e le procedure per poter ridurre il tempo che oggi intercorre tra la pianificazione, il finanziamento e la conclusione dell’intervento.
 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS) è lo strumento tramite il quale le Regioni rendono disponibili, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), all’ISPRA e all’Autorità di Distretto competente per il territorio regionale, le informazioni sui progetti di mitigazione del rischio che la Regione intende attuare con i fondi nazionali a disposizione.

Il DPCM 27 settembre 2021 introduce importanti novità come quella relativa all’attribuzione del punteggio dell’intervento a valle di una valutazione a cura dell’Autorità di Distretto (con il precedente DPCM il punteggio veniva attribuito al momento della validazione regionale). Il Decreto fissa, inoltre, i termini per la valutazione da parte dell’Autorità di Distretto ed introduce la classificazione IFFI o FLOODCat, per gli interventi dovuti ad eventi calamitosi recenti; richiede una relazione di compatibilità con la pianificazione di bacino in cui siano illustrati gli effetti indotti dall’opera nel contesto fisico-ambientale di riferimento e come le opere previste nel progetto incidano sulla mitigazione o riduzione della pericolosità o del rischio idraulico e idrogeologico. Il DPCM ha introdotto infine la relazione circa l’interazione tra le opere proposte (o individuate) e i fenomeni di degrado degli ecosistemi fluviali e degli habitat riparali, al fine di impedire o minimizzare il deterioramento dei corpi idrici, come riportato all’art. 4 della Direttiva Acque (DIR/2000/60/CE).

I principali criteri che sono alla base della formazione della graduatoria sono il numero delle persone esposte al rischio diretto, i beni esposti a rischio grave, la riduzione del numero di persone a rischio a seguito della realizzazione dell’intervento.

Programmazione attivata

Nel corso del 2025 sono state attivate due programmazioni:

1) è stata avviata dal MASE la procedura per la definizione della programmazione 2025 di interventi di carattere preventivo a valere sui fondi di bilancio del Ministero; la Regione, secondo le linee programmatiche comunicate dal Ministero, ha proposto 12 nuovi interventi e l’integrazione finanziaria di un intervento precedentemente programmato, per un importo complessivo di 25,03 M€; i nuovi 12 interventi sono così suddivisi

  • 6 interventi per dissesti idraulici per un importo di 16,37 M€;
  • 6 interventi per dissesti di versante per un importo di 10,11 M€.

Gli interventi sono stati finanziati dal MASE e gestiti a cura del Commissario di Governo.

2) è stata definita la programmazione regionale ai sensi della Legge Regionale n. 54 del 1975 con la quale, a partire dal 2017, vengono erogati contributi ai Comuni per realizzare interventi di manutenzione idraulica sul reticolo idrografico minore. Il programma avviato, il cui valore è di 3 M€, prevede la realizzazione di n. 92 nuovi interventi di ricalibratura degli alvei, taglio piante, ripristino funzionale di opere idrauliche preesistenti.

Le anzidette misure, tendenti alla mitigazione e riduzione del rischio, appaiono comunque insufficienti rispetto ai reali bisogni che emergono dal territorio al continuo manifestarsi di dissesti naturali. Ciò emerge, in particolare, se si confronta il valore dei danni conseguenti agli eventi alluvionali ed il valore degli stanziamenti per la prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Nell’ottica di raggiungere una migliore efficacia degli stanziamenti pubblici contro il dissesto, non viene in soccorso la sovrabbondante produzione normativa, prevalentemente di derivazione comunitaria, relativa alle fasi di gestione delle opere pubbliche e dei fondi. Questa, infatti, rallenta notevolmente la realizzazione degli interventi; sarebbe necessario semplificare realmente i flussi decisionali e le procedure per poter ridurre il tempo che oggi intercorre tra la pianificazione, il finanziamento e la conclusione dell’intervento.
 

Anno
2026

Strategia Regionale per i Cambiamenti Climatici (SRCC)

Anno
2026

La Strategia regionale sul Cambiamento climatico (SRCC), in attuazione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile (SRSvS), è costruita come uno strumento di orientamento delle diverse politiche regionali che, ciascuna con le proprie specificità, devono contribuire alla mitigazione e all’adattamento ai nuovi scenari che il nostro territorio affronta e affronterà per via del cambiamento climatico: dalla sanità alla pianificazione del territorio, dall’agricoltura ai trasporti, dalla qualità dell’aria alla gestione della risorsa acqua, etc.

La finalità della Strategia Regionale sul Cambiamento Climatico è quella di indirizzare l’azione amministrativa e politica regionale per contrastare il cambiamento climatico e far fronte alle sue conseguenze, minimizzando gli effetti negativi e, ove possibile, sfruttarne le opportunità.

La Regione persegue, infatti, l’obiettivo del contenimento del cambiamento climatico, sia attraverso la diminuzione delle emissioni di gas climalteranti, sia tramite il sequestro del carbonio (mitigazione) e dell’incremento della resilienza dall’altra, per aumentare la capacità adattativa, ridurre la vulnerabilità e diminuire l’esposizione delle persone, dei beni e del capitale naturale al rischio climatico (adattamento).

Il Documento di indirizzo - Verso la Strategia regionale sul Cambiamento Climatico ha fornito i primi indirizzi per la stesura della SRCC, definendo scopo, struttura, finalità e obiettivi del documento che sancirà in modo inequivocabile l’impegno del Piemonte nel contrasto al cambiamento climatico, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica al 2050 come indicato dalla Commissione Europea. 


 

Il primo stralcio della SRCC è denominato Strategia regionale sul Cambiamento Climatico - 1° STRALCIO ed è articolato secondo le seguenti componenti:

  • la conoscenza oggi e in futuro del cambiamento climatico in Piemonte
  • la metodologia per la definizione delle Misure Tematiche territorializzate
  • la salvaguardia del capitale naturale e le sue funzioni ecosistemiche
  • gli strumenti per la corretta gestione ambientale ed energetica di sistemi, organizzazioni e territori – Carbon Footprint.

L’elaborazione della metodologia per la definizione delle Misure Tematiche e la Salvaguardia del capitale naturale e le sue funzioni ecosistemiche costituiscono il risultato della Borsa di Ricerca per i giovani Talenti (Bando “Talenti della società civile 2019” sostenuto dalla Fondazione Giovanni Goria di Asti) “Conoscenze e ricadute ambientali del cambiamento climatico in Piemonte per la costruzione della Strategia regionale”.

Osservatorio Regionale sul Cambiamento Climatico

L’Osservatorio regionale sul Clima è il dispositivo volto al potenziamento della conoscenza e degli strumenti di supporto per le istituzioni e per altri soggetti in relazione alla mitigazione e all’adattamento ai Cambiamenti Climatici.

L’Osservatorio regionale sul clima ha carattere tecnico, assolve a una serie di funzioni complesse e interagenti fra loro per garantire il potenziamento e la condivisione della conoscenza, la definizione di strumenti di supporto alle istituzioni per la redazione di piani e progetti per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico, un’efficace comunicazione e informazione per accrescere la consapevolezza pubblica rispetto ai cambiamenti climatici, il coinvolgimento attivo dei cittadini, imprese, istituzioni e media e deve prevedere il coinvolgimento attivo dei principali soggetti istituzionali della ricerca e della conoscenza piemontesi.

Nel corso del  2025 si sono perfezionati gli adempimenti (D.G.R. n. 9-1533 del 8/09/2025) per l’attivazione dell’Osservatorio sul cambiamento climatico della Regione Piemonte disciplinandone la composizione, il funzionamento e la sua articolazione su tre livelli: Comitato di indirizzo, Gruppo Tecnico Scientifico e Segretariato Tecnico, promuovendo il coinvolgimento attivo dei principali soggetti istituzionali della ricerca e della conoscenza piemontesi, tra i quali ARPA Piemonte, IRES Piemonte e gli Atenei piemontesi che con le loro conoscenze ed expertise possono garantire un concreto contributo agli obiettivi della struttura.

Con successiva provvedimenti, sulla base dei riscontri pervenuti da parte degli enti individuati, è stato costituito l’Osservatorio, provvedendo alla nomina dei componenti delle sue varie articolazioni e convocando i primi incontri operativi per l’individuazione delle priorità di azione.

Informazioni e risorse aggiuntive

Deliberazione della Giunta Regionale 3 luglio 2017, n. 24-5295 Disposizioni per la predisposizione e la realizzazione della Strategia Regionale sui Cambiamenti Climatici quale attuazione della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile di cui alla deliberazione CIPE n. 57/2002 e all'articolo 3, comma 2 della legge 221/2015. 

Deliberazione della Giunta Regionale 27 novembre 2020, n. 66-2411Schema di Deliberazione comunale per l’adesione al Patto dei Sindaci – Europa. PAES congiunto (impegno collettivo)

Deliberazione della Giunta Regionale 18 febbraio 2022, n. 23-4671 L. 221/2015. D.G.R. 24-5295 del 3 luglio 2017. Strategia regionale sul Cambiamento Climatico. Approvazione Primo stralcio e disposizioni sull'elaborazione delle politiche regionali. 

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/cambiamento-climatico

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Clima/Energia

Classificazione dei corpi idrici sotterranei nel sessennio 2014-2019

Anno
2026

Lo Stato Chimico (SC) del sessennio di monitoraggio viene definito sulla base della valutazione dei risultati annuali. Nel caso in cui nel periodo osservato si sia verificata un’oscillazione del giudizio di stato, viene considerato lo stato prevalente (4 su 6), secondo un metodo comune definito a livello di Autorità di Distretto del Po.  

Nel sessennio 2014-2019 la classificazione dei corpi idrici afferenti alla falda superficiale, ha presentato situazioni piuttosto eterogenee, alcuni corpi idrici sotterranei hanno mantenuto la stessa classe di stato chimico per i sei anni mentre altri hanno avuto una oscillazione della classe di stato chimico nel corso del sessennio.

In particolare, alcuni corpi idrici sotterranei sono stati caratterizzato da un primo triennio 2014-2016 in stato chimico Scarso, cui è seguito un secondo triennio 2017-2019 in stato chimico Buono.

Questo passaggio può essere dovuto a diverse cause, anche concomitanti, fra le quali occorre sottolineare la variazione nel metodo di determinazione dello Stato Chimico. 

Infatti, nel 2017 è stata adottata dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare una differente interpretazione della normativa vigente, in linea anche con quanto indicato dalle Guidances CIS Europee; i nuovi Valori Soglia e Valori di Fondo Naturali sono stati adottati da Regione Piemonte nel 2021 ma applicati in modo retroattivo ai dati dal 2017.

La variazione del metodo di determinazione dello stato chimico spiega perché alcuni corpi idrici sotterranei abbiano avuto una valutazione di stato chimico buono nel triennio 2017-2019 senza che vi siano state necessariamente variazioni sostanziali nello stato di qualità del corpo idrico.

Sebbene esaminando i risultati del monitoraggio sessennale 2014-2019, la situazione della falda superficiale appaia in parte compromessa, con il 41% dei corpi idrici sotterranei in stato Scarso, tuttavia, nel complesso la percentuale di corpi idrici in stato buono alla fine del sessennio considerato è in aumento rispetto a quella del sessennio precedente.

Stato Chimico GWB falda superficiale – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte

Per quanto concerne le falde profonde la situazione è migliore rispetto alle falde superficiali, in quanto le prime sono più protette dagli impatti delle pressioni e dall’inquinamento in generale.

In particolare, nel sessennio 2014-2019 la percentuale di corpi idrici in stato chimico scarso è pari al 17%, mentre nel sessennio precedente i corpi idrici in stato chimico scarso erano stati percentualmente il doppio.

Stato Chimico GWB falde profonde – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte

I sistemi di circolazione collinari e montani sono stati monitorati a partire dal 2015, quindi si è calcolato lo stato chimico a partire da quell’anno. 

Lo stato chimico 2014-2019 è comunque buono per tutti i corpi idrici sotterranei monitorati.  

Stato Chimico GWB sistemi collinari e montani – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Definizione dei valori di fondo naturale per i metalli nelle acque sotterranee come previsto dalla direttiva 2006/118/CE e dal Decreto Legislativo N. 30 del 16/03/2009 https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/Web_Verificavaloridifondosotterranee.pdf

Verifica e aggiornamento dei Valori di Fondo Naturale definiti per Nichel e Cromo esavalente nelle acque sotterranee ai sensi della DQA https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/Web_Verificavaloridifondosotterranee.pdf

DD 750/a1604b/2021 del 24/11/2021 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2021/51/siste/00000061.htm

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua