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Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Fiumi

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fiume
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Ai sensi della direttiva quadro sulle acque i corpi idrici vengono monitorati secondo specifiche frequenze nell’ambito di un ciclo sessennale di programmazione; alcuni con cadenza annuale, altri una sola volta nei sei anni; al termine del ciclo di monitoraggio viene definita la classificazione ufficiale dei corpi idrici.

Nel 2020 è stato avviato il terzo sessennio di monitoraggio, implementato secondo le norme comunitarie e relativo al periodo 2020-2025.

Le modalità tecniche del monitoraggio sono definite dal Decreto Ministeriale 260/2010.  

I dati del monitoraggio sono utilizzati nell’ambito del terzo Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po

La frequenza e la distribuzione di monitoraggio dei parametri utilizzati per definire la classificazione, rilevanti per misurare gli impatti delle pressioni antropiche sul corpo idrico, derivano anche dalla Analisi delle Pressioni - la cui ultima revisione è avvenuta nel 2019-2020 - che ha individuato le pressioni antropiche più significative sui corpi idrici che potenzialmente sono in grado di pregiudicare il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità.

Tra queste, a livello regionale, risultano più significative le alterazioni morfologiche - relative in particolar modo alle modificazioni della zona ripariale, i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l’agricoltura.

L’analisi integrata dei dati di stato e degli impatti ambientali presenti - attraverso l’utilizzo di specifici indicatori quali contaminazione da pesticidi e VOC (composti organici volatili), inquinamento da nutrienti e carico organico - permette di confermare i risultati dell’Analisi delle Pressioni e di verificare l’efficacia delle misure di tutela e miglioramento messe in atto.

Nel sessennio di monitoraggio 2014-2019, il 50% dei 598 Corpi Idrici relativi ai fiumi individuati in Piemonte risulta in una classe di Stato/Potenziale Ecologico Elevato o Buono e il 50% in una classe Sufficiente o inferiore.

Per quanto riguarda lo Stato Chimico, l’89% dei corpi idrici ricade nella classe Buono e l’11% nella classe “Non Buono”.
 

Stato/Potenziale Ecologico dei corpi idrici - FIUMI – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Stato Chimico dei corpi idrici in Piemonte - FIUMI – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO 8 novembre 2010, n. 260 Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2011/02/07/011G0035/sg

Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po https://pianoacque.adbpo.it/piano-di-gestione-2021/

Analisi delle pressioni PianoAcque2021 https://www.adbpo.it/PianoAcque2021/PdGPo2021_22dic21/Elaborato_02_PressioniImpatti_22dic21/

Anno
2026
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Gruppo di Redazione

Andamento delle portate nel 2025

Anno
2026

Il 2025 è stato caratterizzato da una primavera eccezionalmente ricca di deflussi, concentrata soprattutto nel mese di aprile, e da una fase di magra autunnale, nei mesi di ottobre e novembre, rispecchiando l’andamento degli afflussi.

Nel dettaglio, una parte dei corsi d’acqua chiude l’anno con portate medie annue superiori alla media storica, tra cui si evidenziano la Bormida, il Belbo e il Malone con elevati scarti positivi. Valori positivi più contenuti interessano la Dora Baltea, il Cervo, l’Orco e diversi tratti del Po, in particolare nel settore di chiusura. Il surplus annuo più elevato si osserva nello Scrivia a Serravalle, che registra una portata media annua superiore di oltre il 100% rispetto alla media storica. 

Al contrario, un numero consistente di bacini chiude il 2025 con portate medie annue inferiori al valore storico di riferimento. Tra questi vi sono Agogna, Toce, Varaita, Maira, Stura di Demonte e Stura di Lanzo, oltre a tratti del Tanaro e dell’Orba. 

Alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola S. Antonio (AL), la portata media annua è risultata leggermente superiore al valore medio storico (+2%).

Confronto tra la portate media del 2025 e il valore medio storico alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola S. Antonio (AL), la portata media annua è risultata in linea con il valore medio storico - Fonte Arpa Piemonte

I primi mesi dell’anno, gennaio e febbraio, sono stati caratterizzati principalmente da deflussi al di sotto della media, con deficit anche marcati (fino al -58%), ad eccezione dei bacini appenninici Bormida, Scrivia e Orba, e i corsi d’acqua occidentali Dora Baltea, Orco, Stura di Lanzo, Dora Riparia e Varaita.

Nel mese di marzo si assiste ad un parziale aumento delle portate, con valori prossimi o superiori alla media storica. Tuttavia, alcuni bacini appenninici e occidentali sono rimasti ancora in deficit.

In seguito alle abbondati precipitazioni, aprile è stato il mese più significativo dell’anno. Tutti i corsi d’acqua hanno registrato valori mensili di portata marcatamente superiori al valore medio storico, anche di due/tre volte, come Pellice, Sangone, Stura di Lanzo, Malone, Orco, Cervo, Belbo, Bormida. Sull’intera asta di Po il surplus di portata aumenta progressivamente spostandosi da monte verso valle, raggiungendo in chiusura a Isola Sant’Antonio circa +171%.

Nel mese di maggio le portate restano generalmente superiori alla media, soprattutto nei bacini occidentali e sull’asta del Po, anche se con surplus minori rispetto al mese precedente. A causa delle precipitazioni leggermente inferiori alla media climatica e con l’inizio della stagione irrigua, compare tuttavia un lieve deficit nei bacini appennini e orientali della regione.

Il trimestre giugno-agosto è stato caratterizzato da una generale di condizione di magra pronunciata. Infatti, la maggior parte dei corsi d’acqua ha registrato valori di portata al di sotto della media del periodo, con deficit diffusi compresi anche tra il -25% e il -30%. Fanno eccezione alcuni corsi d’acqua appenninici (Bormida ed Orba) e orientali (Sesia e Cervo) con anomalie positive legate ai surplus pluviometrici che sono stati registrati in tali bacini.

La situazione è cambiata nel mese di settembre dove, grazie a precipitazioni complessivamente superiori alla norma climatica, si osserva un aumento significativo della portata dei corsi d’acqua aventi valori sopra la media storica. In particolare, gli elevati surplus pluviometrici che hanno interessato i bacini dell’Orba, Bormida e Scrivia hanno determinato un valore mensile di portata marcatamente superiore al valore medio storico, anche di sei/sette volte. 

I mesi di ottobre e novembre sono stati contraddistinti da portate significativamente inferiori al valore medio storico, con deficit in diversi casi compresi tra il -60% e -80%. I maggiori deficit, superiori all’80%, hanno interessato i bacini occidentali dell’Orco, della Stura di Lanzo, del Sangone e del Varaita, e quelli meridionali di Tanaro e Bormida. Lungo l’asta del Po, da Villafranca a Isola Sant’Antonio, il deficit è stato circa -60%. 

Il 2025 si è concluso con un mese di dicembre caratterizzato da portate generalmente al di sotto della media di riferimento, con deficit compresi anche tra il -45% e il -60%. Fanno eccezione il bacino della Dora Baltea e i bacini meridionali di Tanaro, Bormida e Scrivia, dove sono stati registrati valori di portata superiori alla media storica, in seguito agli elevati surplus pluviometri che hanno interessato questi bacini. Lungo l’asta del Po, la portata media di dicembre è risultata pressochè in media, con uno scarto positivo pari a +2% in chiusura di bacino nella sezione di Isola Sant’Antonio.

Deflussi mensili alla chiusura dei bacini idrografici del Piemonte nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Lo scostamento della portata annuale viene calcolato rispetto alla media storica come rapporto, espresso in percentuale, tra la portata osservata e il valore medio storico.

Informazioni e risorse aggiuntive

  Geoportale di Arpa Piemonte, precipitazioni e portate, dati e cartografie
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

  Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

 

 

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andamento fiume
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Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Precipitazioni e portate

Tema
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precipitazioni varie
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Lo stato di qualità delle acque superficiali è condizionato, sia dal punto di vista biologico che da quello fisico chimico dalla quantità e dalla distribuzione nell'anno del deflusso negli alvei dei fiumi.

Naturalmente, anche le acque sotterranee dipendono dalle precipitazioni, direttamente quando queste si infiltrano nel sottosuolo e indirettamente da quelle convogliate dal reticolo idrografico.

Informazioni e risorse aggiuntive

Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
  https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Bollettino di allerta meteoidrologica e idraulica

Anno
2026

Il bollettino di allerta meteoidrologica e idraulica è un documento previsionale rivolto al sistema di Protezione Civile, emesso dal Centro Funzionale del Piemonte tutti i giorni entro le 13:00 e con validità di 36 ore.

Il bollettino contiene una previsione di criticità, per le successive 36 ore - differenziata a scala delle aree di allerta in cui è suddiviso il Piemonte - per i seguenti fenomeni: idraulico, geo-idrologico, geo-idrologico per temporali, nevicate, valanghe. La criticità è classificata in 4 livelli crescenti caratterizzati da un codice colore - verde, giallo, arancione e rosso, che corrispondono ai colori dell’allerta. 

A ciascun codice colore, per le diverse tipologie di fenomeni oggetto della valutazione, sono associati diversi scenari di evento e potenziali effetti e danni sul territorio.

Oltre che in formato web e pdf, il bollettino è emesso anche in formato CAP-XML.

Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino di allerta meteoidrologica di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/allerta/index.html

Analisi delle allerte nell'anno 2024 per zona e per fenomeno https://relazione.ambiente.piemonte.it/2026/node/51

Common Alerting Protocol https://docs.oasis-open.org/emergency/cap/v1.2/CAP-v1.2-os.html

Il formato CAP è un particolare tipo di linguaggio XML ideato e strutturato in maniera tale da poter essere condiviso istantaneamente ed in maniera automatica, tra enti di emergenza e protezione e la popolazione, al fine di divulgare tempestivamente allerte. Grazie alla sua compatibilità con i moderni sistemi di emergenza, è infatti possibile disseminare allerte in tempo reale ad un gran numero di sistemi. Il protocollo è accessibile e fruibile anche da cittadini con particolari esigenze, e tramite l’utilizzo di tecnologie geospaziali e sistemi automatici, permette di disporre di una localizzazione precisa dell’emergenza.

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Gruppo di Redazione
Acqua

Informazione ambientale sul tema Clima

Tema
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icona informazione
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I servizi informativi specifici per il tema clima sono relativamente recenti e pubblicano un numero molto elevato di dati e indicatori, in parte utilizzati in ambito di climatologia operativa da parte di Arpa Piemonte mente altri sono pensati per l'uso da parte di enti, studiosi e professionisti.

Sotto questa voce sono raccolti anche servizi che danno informazioni correlate con il clima o perché descrivono fenomeni che incidono sul clima o perché descrivono fenomeni che sono da considerare impatti del clima e dei suoi cambiamenti.

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Risorse idriche

Tema
Tipo
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clima e risorse idriche
Paragrafi

La valutazione dell'impatto del clima sulla disponibilità di acqua è fatta separatamente attraverso l'analisi degli apporti delle precipitazioni, dei deflussi nei corpi idrici superficiali e della soggiacenza della falda per i corpi idrici sotterranei.

Le relazioni tra i diversi indicatori non sono dirette e lineari ma sono condizionate dala conformazione del territorio e dalla geologia.

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

I ghiacciai nelle Alpi piemontesi

Anno
2026

Sulla base dell’ultimo censimento eseguito a scala regionale (Arpa Piemonte, 2025), in Piemonte sono presenti 161 corpi glaciali che ricoprono complessivamente un’area di 21,8 km2
Gli apparati glaciali sono distribuiti in nove gruppi montuosi, elencati nella tabella sottostante, da Sud a Nord e da Ovest a Est.

Tabella della distribuzione dei corpi glaciali suddivisi per gruppi montuosi
Gruppi montuosi Settori delle Alpi Numero corpi glaciali
Gelas-Argentera Alpi Marittime 6
Monviso Alpi Cozie 6
Moncenisio-Rocciamelone Alpi Graie 8
Alte Valli di Lanzo Alpi Graie 28
Valle Orco-Gran Paradiso Alpi Graie 33
Corno Bianco Alpi Pennine 1
Monte Rosa Alpi Pennine 36
Andolla Alpi Pennine 3
Monte Leone-Gottardo Alpi Lepontine 40
TOTALE 161
Distribuzione dei corpi glaciali in Piemonte suddivisi per gruppi montuosi. Fonte Arpa Piemonte

Il Monte Rosa, che è il gruppo con la maggiore presenza glaciale (10,37 km2), ospita il ghiacciaio di maggiori dimensioni del Piemonte, quello del Belvedere che, con i suoi collettori, si estende per 4.6 km2.
I settori montuosi delle Alpi Marittime, Alpi Cozie e Andolla sono caratterizzati invece da un glacialismo di dimensioni molto ridotte: la loro superficie complessiva è di 0,7 km2 per un totale di 16 apparati, con superficie media di 0,04 km2.

Ghiacciaio settentrionale dei Gelas, nelle Alpi Marittime, ormai ridotto a placche di glacionevato (foto settembre 2025). Fonte Arpa Piemonte

Le tipologie di ghiacciai, come rappresentate nel geoportale di Arpa Piemonte, si differenziano tra ghiacciai in senso stretto, caratterizzati da una attiva dinamica di movimento verso valle e glacionevati, privi di dinamica. I ghiacciai in senso stretto sono ulteriormente distinti in ghiacciai di calotta, montani e vallivi a seconda che occupino rispettivamente la sommità dei rilievi, i versanti o i solchi vallivi. Infine, si distinguono ghiacciai coperti di detrito (ghiacciai neri) e ghiacciai privi di copertura detritica.

Distribuzione dei ghiacciai in Piemonte divisi per tipologia. Fonte Arpa Piemonte

Arpa Piemonte è impegnata nell’osservazione, nel controllo e nel monitoraggio dello stato di evoluzione dei ghiacciai e della stabilità degli ambienti periglaciali, la cui sintesi è pubblicata annualmente. Il monitoraggio è organizzato secondo i criteri dettati dal Gruppo di Lavoro sul rischio connesso a fenomeni di dissesto in ambiente glaciale e periglaciale, guidato dal Dipartimento della Protezione Civile e a cui partecipa anche l’Agenzia; nel monitoraggio, il grado di priorità è attribuito in funzione dei processi di instabilità, attivi o potenziali, e del possibile coinvolgimento di aree antropizzate, cui corrispondono diversi livelli di approfondimento:

  1. Il primo livello riguardo il popolamento della baseline. Si tratta del livello minimo ed uniforme di conoscenza della glaciologia piemontese. Essa comprende ubicazione, nome e codice univoco, nonché il perimetro, con l'indicazione dell'anno e dell'ortofoto di riferimento. La componente cartografica è sintetizzata nel livello “ghiacciai” del geoportale istituzionale, con limiti aggiornati al 2022-2025 per tutti i corpi glaciali regionali. La revisione dell’intera baseline, realizzata mediante analisi di immagini satellitare e di fotografie e ortofoto aeree, è prevista ogni 2 o 3 anni.
  2. Il secondo livello prevede il riconoscimento qualitativo dello stato evolutivo e delle trasformazioni avvenute nell’ultimo anno attraverso il confronto con la campagna precedente mediante fotografie, video e  note. I risultati sono raccolti nella relazione glaciologica annuale e nelle schede che alimentano la campagna glaciologica nazionale della Fondazione Glaciologica Italiana-CGI;
  3. Il terzo livello consiste nel confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute nel corso dell’ultimo anno, in termini di estensione areale e volumetrica dei ghiacciai, nonché nell'individuazione di ubicazione ed estensione delle instabilità mediante confronto di modelli 3D multitemporali.  I modelli sono ottenuti tramite elaborazione fotogrammetrica delle immagini riprese durante i sorvoli secondo una procedura speditiva, Anche questi risultati sono raccolti negli approfondimenti della relazione glaciologica annuale.

Nel 2025 sono state condotte 14 missioni di osservazione e monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese: su un totale di 161 corpi glaciali, ne sono stati visitati 110. Di questi, 11 sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti, mentre un centinaio sono stati osservati dall’alto con sorvoli in elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito il supporto logistica aereo, consentendo una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.

Monitoraggio del versante orientale del Monte Rosa, ottobre 2024.

Oltre al monitoraggio qualitativo, basato sul confronto fotografico tra l’aspetto attuale dei ghiacciai e quello degli anni precedenti, per 50 ghiacciai sono stati elaborati modelli 3D fotogrammetrici per il confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. 

I poligoni dei limiti dei ghiacciai sono stati aggiornati alla situazione del 2025 (periodo fine agosto-ottobre), utilizzando le ortofoto acquisite nei voli fotogrammetrici e, in loro assenza, le ortofoto satellitari disponibili. Nel complesso sono stati aggiornati 150 poligoni su 161, pari al 93% della superficie glacializzata

I dati aggiornati confluiscono nel geoportale istituzionale, popolando il livello ghiacciai edizione 2026, mentre la descrizione dello stato dei ghiacciai è consultabile nella relazione annuale. I dati elaborati concorrono a definire l’evoluzione della criosfera piemontese, lo stato di instabilità ad essa correlato e la condizione della risorsa idrica.

La campagna glaciologica 2025 è stata svolta dall’Agenzia con il supporto e la collaborazione di: CNR-IRPI, Fondazione Glaciologica Italiana, Società Meteorologica Italiana, Parco Nazionale Gran Paradiso, Protezione Civile Regionale, Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

Loghi degli Enti. Fonte Arpa Piemonte
Informazioni aggiuntive e approfondimenti

Notizia - La giornata mondiale dei ghiacciai https://www.arpa.piemonte.it/notizia/21-marzo-2026-giornata-mondiale-dei-ghiacciai

Notizia sul Geoportale https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/61992a4d888848bb84248594336285d7

Report campagna glaciologica 2025  https://www.arpa.piemonte.it/pubblicazione/relazione-glaciologica-2025

Report campagna glaciologica 2024 https://www.arpa.piemonte.it/pubblicazione/relazione-glaciologica-2024

Video campagna glaciologica 2024 https://www.youtube.com/watch?v=-o-EmwTYL0M

Report campagna glaciologica 2023 https://www.arpa.piemonte.it/pubblicazione/relazione-glaciologica-2023

Video campagna glaciologica 2023 https://youtu.be/sbyWalH0Kws

Report campagna glaciologica 2022 https://www.arpa.piemonte.it/pubblicazione/relazione-preliminare-dellanalisi-dei-principali-ghiacciai-delle-alpi-piemontesi

Geoportale Arpa Piemonte, livello ghiacciai https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=6880d779243e4bfbaf6f6fbfba525c67

Comitato Glaciologico Italiano: http://www.glaciologia.it/

Società Meteorologica Italiana: http://www.nimbus.it

Il settore del Rifugio Gastaldi e del ghiacciaio della Bessanese è sito di studio e di valorizzazione, per maggiori informazioni consultare https://geoclimalp.irpi.cnr.it/bacino-della-bessanese/.

Gruppo di ricerca GeoClimAlp (Geomorphological impacts of Climate change in the Alps):  https://geoclimalp.irpi.cnr.it

Parco Nazionale del Gran Paradiso, attività glaciologica: https://www.pngp.it/natura-e-ricerca/conservazione-e-ricerca/campagne-glaciologiche  

Regione Piemonte Settore Protezione Civile: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/protezione-civile-difesa-suolo-opere-pubbliche/protezione-civile 

Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese: https://www.sasp-piemonte.org/ 

Ghiacciai https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/ghiacciai

Catasto dei ghiacciai (Comitato Glaciologico Italiano, 2006-2007)

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Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Ondate di calore e andamento della mortalità - serie storica

Anno
2026

Abbiamo oggi testimonianza degli effetti negativi del cambiamento climatico, per questo motivo si stanno mettendo in atto specifiche strategie di adattamento per aumentare la resilienza dei sistemi sociali ed economici a tutti i livelli di governo che però necessitano di una adeguata conoscenza dei fenomeni ed in particolar modo del loro andamento nel tempo. 

Poiché, anche secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, le ondate di calore sono i fenomeni meteorologici connessi al clima che determinano il maggior numero di vittime, nelle 8 città capoluogo di provincia del Piemonte, ogni estate, viene messo in atto un sistema di sorveglianza sanitaria per le ondate di calore, integrando le competenze previsionali della struttura di meteorologia con le competenze della struttura di epidemiologia presenti, entrambe, in ARPA Piemonte. 

Nel 2019 è stato aggiornato il metodo di valutazione per quantificare l’effetto delle variabili meteorologiche sulla salute umana, ovvero l’eccesso di eventi sanitari intesi come mortalità osservata rispetto a quella prevista, in particolare degli anziani mentre nel 2021 è stato aggiornato il periodo di riferimento climatologico per la valutazione delle caratteristiche meteorologiche, corrispondente ai 30 anni compresi tra il 1991 ed il 2020.

Ne consegue che la serie storica 2004-2024 utilizzata per la rappresentazione degli eccessi sanitari avversi rispetto alle ondate di calore è stata aggiornata come "serie storica interrotta", in quanto i dati, meteorologici ed epidemiologici, dal 2019 non sono comparabili con i dati degli anni precedenti.
 

Osservando le due curve, si evidenzia immediatamente un grande incremento della mortalità nelle estati 2015 e 2022, in cui si sono osservati circa 500 decessi in più dell’atteso. 

L’estate del 2015 dal punto di vista climatologico ha registrato 84 giorni interessati da Ondate di Calore mentre nel 2022 si sono avuti 97 giorni, il dato più elevato tra tutte le annate analizzate.

Il profilo della mortalità evidenzia per tutto il periodo analizzato aumenti dei decessi in relazione ad un incremento dei giorni in ondata, tranne che nelle due estati del 2012 e del 2018 (annate con possibile effetto harvesting per incrementi di mortalità nei primi mesi dell’anno dovuta ad influenza invernale). 

Va evidenziato, inoltre, che il profilo di mortalità dei tre anni, dal 2020 al 2022, è stato fortemente influenzato dall’effetto della pandemia da SARS-COV19.

Altro dato riguarda la frequenza sempre maggiore con cui si registrano temperature anomale. In questa serie storica, relativamente breve, ci sono stati ben 5 anni con numero di giorni in ondata di calore superiore a 62 (pari al 50% dei giorni in osservazione) e la distanza tra questi anni si è andata riducendo.

Anche questo dato fa riflettere sul veloce cambiamento climatico a cui si sta assistendo e su quanto questo determini un importante impatto sull’ambiente e sulla salute.

Informazioni e risorse aggiuntive

Strategia Regionale sul Cambiamento Climatico, primo stralcio D.G.R. 18 Febbraio 2022, n. 23-4671

World Health Organisation One Health https://www.who.int/news-room/questions-and-answers/item/one-health

Istituto Superiore di Sanità One Health https://www.iss.it/one-health

Istituto Superiore di Sanità EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica Il Piano d’azione congiunto One Health (OH JPA) 2022-2026 e le linee guida per la sua implementazione https://www.epicentro.iss.it/globale/ohjpa-2022-2026

Ministero della Salute Ambiente, clima e salute https://www.salute.gov.it/new/it/tema/piano-nazionale-della-prevenzione/ambiente-clima-e-salute/

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Gruppo di Redazione
Clima

Ondate di calore e andamento della mortalità estiva nel 2025

Anno
2026

È noto che il benessere dell’uomo dipende e impatta sul benessere sia dell’ambiente sia delle specie animali, come ben evidenziato dall'approccio One-Health

Infatti, numerosi studi confermano le interazioni tra i fenomeni fisici in atmosfera, come eventi estremi, qualità dell’aria e concentrazione di ozono, e salute dell’uomo. 

In particolare, il microclima dell’ambiente di vita, inteso come combinazione di temperatura, umidità e velocità dell’aria, influisce sui meccanismi di termoregolazione umana, anche se la risposta di tali meccanismi può essere differente per sottogruppi specifici di popolazione, quali i soggetti “fragili”, identificabili attraverso caratteristiche di vulnerabilità ambientale, clinica e socioeconomica. 

In situazioni estreme, come temperature particolarmente elevate ed eventi meteorologici sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, i possibili effetti sulla salute dell’uomo, in termini sia di morbosità sia di mortalità, possono essere a carico di diversi apparati vitali: sistema cardiocircolatorio, polmonare, nervoso, ormonale. 

Date queste premesse, si osserva che in Piemonte l’estate 2025 ha avuto una temperatura media di 19,9°C, con un’anomalia termica positiva di 1,4°C rispetto alla media del periodo 1991-2020, ed è stata la quinta stagione estiva più calda nella distribuzione storica degli ultimi 68 anni. É risultata invece la quarta estate con le temperature minime più elevate. Dall’ultima decade di maggio le temperature sono state costantemente sopra le medie fino ai primi giorni di luglio, mese in cui i valori sono risultati prossimi alle medie per poi ritornare superiori alla climatologia ad agosto e in alcune giornate vicine a record nella parte centrale del mese; da metà agosto fino a fine settembre si sono alternati periodi leggermente sotto la norma ad altri sopra

L'estate del 2025 ha inoltre visto un numero significativo di ondate di calore, definite come periodi di almeno tre giorni consecutivi di caldo intenso, ovvero giornate in cui la temperatura percepita ha superato almeno il 75° percentile. 

Nei capoluoghi piemontesi, queste ondate sono state particolarmente evidenti: si sono verificate cinque ondate di calore a Vercelli, 6 ad Alessandria,  Asti, Biella, Verbania e Torino, sette a Cuneo. 

Anche la durata degli episodi è stata notevole, come quello osservato a Torino, che si è protratto per ben 17 giorni consecutivi. 

La sorveglianza sanitaria, per valutare l’impatto delle temperature anomale negli 8 comuni capoluogo di provincia e attiva tra il 15 maggio ed il 30 settembre 2025, ha fatto registrare 4450 decessi, di cui 3063 (poco più del 69%), sono decessi avvenuti tra i residenti a Torino. 

Analizzando separatamente le classi d’età maggiori di 65 e 75 anni, che la letteratura indica come sottopopolazioni di “fragili” e a maggior rischio rispetto al determinante ambientale in studio, si osserva che, rispetto alla mortalità totale, la mortalità nella classe d’età maggiore di 65 anni varia dall’87.6% al 92.8% mentre la mortalità nella classe d’età oltre i 75 anni varia tra 70.5% a 84.5%.

 

Città / Mortalità Tutte le età 65 anni e più 75 anni e più
Alessandria 341 310 261
Asti 263 243 209
Biella 76 68 59
Cuneo 181 168 148
Novara 266 241 216
Verbania 105 92 74
Vercelli 155 147 131
Torino 3063 2765 2420
Totale città 4450 4034 3518
Tabella 1 - Statistica descrittiva del numero di decessi in frequenza assoluta, per classe di età, tutte le città capoluogo e totale in Piemonte, tra il 15 maggio ed il 30 settembre 2025 - Fonte Arpa Piemonte

La valutazione del numero di deceduti deve tenere in considerazione, oltre al determinante ambientale, anche la numerosità della popolazione residente. È infatti necessario sottolineare che la popolazione residente negli otto comuni oggetto di analisi è progressivamente diminuita nel corso degli anni, mentre nel 2025 la percentuale di residenti di età superiore ai 65 anni varia tra il 25.0% e il 32.1%. 
Se si considerano i deceduti piemontesi con l'esclusione dei residenti a Torino, i decessi totali osservati nei sette capoluoghi di provincia sono stati 1387, con un valore molto simile a quello osservato negli anni pre-pandemici.
 

Città Frequenza relativa rispetto al totale della popolazione residente Frequenza relativa rispetto al totale dei deceduti, tutte le età Frequenza relativa rispetto al totale della popolazione residente, over65 Frequenza relativa rispetto al totale dei deceduti, over65
Alessandria 7,12 7,66 26,30 90,91
Asti 5,65 5,91 26,99 92,40
Biella 3,32 1,71 29,47 89,47
Cuneo 4,29 4,07 32,11 92,82
Novara 7,89 5,98 24,99 90,60
Verbania 2,30 2,36 28,26 87,62
Vercelli 3,54 3,48 26,53 94,84
Torino 65,89 68,83 25,96 90,27
Totale città 100,00 100,00 26,42 90,65
Distribuzione della popolazione residente al 31 dicembre 2018 e al 31 dicembre 2023, numero di deceduti nell’estate del 2019 e del 2024, per tutte le città capoluogo e totale - Fonte: BDDE Regione Piemonte

Considerando la variabile “luogo di decesso”, circa il 30% delle morti avviene nella propria abitazione, poco più del 22% in R.S.A., il 2.6% in altri luoghi mentre la quota restante, che costituisce la maggior parte dei decessi (2029 decessi nell’estate 2025 pari al 46% del totale), avviene in ospedali pubblici e/o privati. La distribuzione dei luoghi di decesso risulta diversa tra i due generi, le donne muoiono più frequentemente in RSA, mentre gli uomini prevalentemente in ambito ospedaliero.
Per quanto riguarda l’ultima caratteristica analizzata, ovvero la “data del decesso”, la distribuzione mensile evidenzia un numero maggiore di decessi nel mese di agosto, sia considerando il totale dei decessi, sia limitatamente a quelli avvenuti in RSA. Tra i decessi avvenuti in ospedale e presso la propria abitazione, i mesi con la maggiore prevalenza risultano essere giugno e maggio. 
La possibile relazione tra il determinante ambientale e l’esito sanitario è stata indagata separatamente per ciascun capoluogo di provincia. Tuttavia, non è possibile trarre conclusioni sulla forza dell’associazione né sulla distribuzione dei decessi per luogo, poiché tali aspetti dipendono anche da ulteriori variabili non disponibili, quali, ad esempio, la data di ricovero ospedaliero, la durata delle degenze e le condizioni morbose che hanno determinato il decesso.
 

Analisi decessi per luogo e periodo - Elaborazione Arpa Piemonte
Analisi della mortalità per capoluogo

Oltre alla diversa numerosità dei dati raccolti è necessario considerare le differenze esistenti tra Torino e gli altri capoluoghi regionali in termini di caratteristiche urbane, numerosità di popolazione e fattori socioeconomici. Tali peculiarità consentono di valutare eventuali incrementi giornalieri dei decessi in relazione alle variazioni di temperatura esclusivamente per la città di Torino, grazie alla maggiore consistenza della popolazione residente e, di conseguenza, al numero più elevato di decessi giornalieri osservati. Per gli altri capoluoghi, che rappresentano realtà urbane di dimensioni più contenute, il numero giornaliero di decessi è generalmente limitato a poche unità; di conseguenza, eventuali incrementi giornalieri risultano difficilmente interpretabili, poiché fortemente influenzati da ampie fluttuazioni casuali, con una conseguente ridotta affidabilità statistica.

Nel complesso, l’andamento della mortalità nei capoluoghi piemontesi risulta coerente con i dati del Sistema di Sorveglianza Nazionale. I dati di mortalità giornaliera utilizzati non includono il dettaglio delle cause specifiche di morte; pertanto, non è possibile stimare con precisione quali incrementi di decessi per specifiche patologie possano essere direttamente associati ai determinanti ambientali oggetto della sorveglianza.

Alessandria

Nel corso dell’estate 2025 sono stati osservati 341 decessi, di cui 310 tra gli ultrasessantacinquenni e 261 tra gli ultrasettantacinquenni. Nei giorni caratterizzati da ondate di calore, tra gli over65, si sono verificati complessivamente 108 decessi, con una media di 1.2 decessi giornalieri. L’analisi del numero medio giornaliero di decessi tra gli over65 suggerisce che un possibile impatto sanitario del determinante ambientale possa essere associato esclusivamente all’ondata di calore di settembre, durante la quale il numero medio giornaliero osservato (3.2) risulta superiore al valore atteso (2.3).

Asti

Tra il 15 maggio e il 30 settembre 2025 sono stati osservati 263 decessi, di cui 243 tra gli ultrasessantacinquenni e 209 tra gli over75. Nei quattro periodi di sorveglianza epidemiologica sono stati osservati complessivamente 101 decessi tra gli over65, pari a una media di circa 2 decessi giornalieri. Il valore medio giornaliero varia da 1.6 nel terzo periodo di sorveglianza epidemiologica (8–20 agosto) a 2.83 nel primo periodo (29 giugno–3 luglio). Il maggior numero cumulato di decessi osservato nel secondo periodo è verosimilmente attribuibile alla maggiore durata dello stesso e non al determinante ambientale in analisi.

Biella

Nell’estate 2025 sono stati registrati 76 decessi, di cui 68 tra gli over65 e 59 tra gli over75. Tra gli ultrasessantacinquenni, l’eccesso cumulato di decessi attesi rispetto agli osservati è pari a 18. Nei periodi di sorveglianza epidemiologica, il numero medio giornaliero di decessi tra gli over65 risulta pari a 0.4, con valori decrescenti nei quattro periodi considerati. In nessun periodo di sorveglianza epidemiologica si osserva un eccesso di mortalità rispetto al riferimento.

Cuneo

Il sistema di sorveglianza ha registrato un totale di 181 decessi, di cui 168 tra gli over65 e 148 tra gli over75. Il numero giornaliero di decessi osservato varia tra 0 e 4. Il secondo periodo di sorveglianza (11 giugno–6 luglio), associato alla seconda e terza ondata di calore, presenta il numero più elevato di decessi cumulati (22), mentre il primo periodo mostra il valore medio giornaliero più alto (1.9). Tuttavia, in tutti i periodi analizzati e nell’intera stagione estiva, il numero di decessi osservati risulta inferiore a quello atteso, indicando l’assenza di un effetto sanitario attribuibile alle temperature nel 2025.

Novara

Nel periodo maggio–settembre 2025 sono stati osservati 266 decessi, di cui 241 tra gli over65 e 216 tra gli over75. Nei quattro periodi di sorveglianza sono stati registrati complessivamente 78 decessi tra gli over65. Il maggior numero cumulato (42 decessi) è associato al secondo periodo di sorveglianza, probabilmente a causa della maggiore durata temporale. Tuttavia, il valore medio giornaliero più elevato (2.0) è osservato durante la prima ondata di calore (29 maggio–3 giugno), senza evidenza di eccessi rispetto al riferimento.

Verbania

Nel periodo estivo 2025 sono stati osservati 105 decessi, di cui 92 tra gli over65 e 74 tra gli over75. Nei periodi di sorveglianza sono stati registrati complessivamente 28 decessi tra gli over65. Il confronto tra decessi osservati e attesi non evidenzia un effetto sanitario attribuibile alle temperature estreme.

Vercelli

Nel corso dell’estate sono stati osservati 155 decessi, di cui 147 tra gli over65 e 131 tra gli over75. Il numero giornaliero di decessi varia tra 0 e 4, in relazione alla ridotta dimensione della popolazione residente. Anche in questo caso, nei periodi di ondata di calore i decessi osservati tra gli over65 risultano inferiori ai valori attesi, indicando l’assenza di un effetto del determinante ambientale nel 2025.

Torino

Nel 2025 sono stati registrati complessivamente 3 063 decessi, in linea con il biennio precedente. Il 90% dei decessi (2 765) ha riguardato residenti over65, mentre il 79% (2 420) residenti over75. La struttura demografica conferma il progressivo invecchiamento della popolazione residente. Nel complesso delle sei ondate di calore, il numero di decessi osservati tra gli over65 risulta lievemente superiore al riferimento (p-value = 0,17). L’analisi delle singole ondate evidenzia che l’effetto è attribuibile a tre episodi specifici (prima, quinta e sesta ondata), con eccessi cumulati rispettivamente pari a 12, 36 e 11 decessi, probabilmente associati a valori più elevati di temperatura apparente minima e massima.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

World Health Organisation One Health https://www.who.int/news-room/questions-and-answers/item/one-health

Istituto Superiore di Sanità One Health https://www.iss.it/one-health

Istituto Superiore di Sanità EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica Il Piano d’azione congiunto One Health (OH JPA) 2022-2026 e le linee guida per la sua implementazione https://www.epicentro.iss.it/globale/ohjpa-2022-2026

Ministero della Salute Ambiente, clima e salute https://www.salute.gov.it/new/it/tema/piano-nazionale-della-prevenzione/ambiente-clima-e-salute/

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Ambiente e salute

Malattie tramesse da vettori

Capitolo
Salute e Clima
Anno
2026
Chi se ne occupa

Il Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (SEREMI) è il servizio di riferimento dell’Assessorato alla Sanità per le attività di amministrazione, indirizzo e pianificazione in materia di infezioni e per le emergenze infettive. Le attività di sorveglianza e controllo sono coordinate dalla Direzione Sanità e Welfare della Regione Piemonte.

In Piemonte, le indicazioni organizzative e operative rispetto a tutti gli interventi programmati per il controllo della diffusione delle arbovirosi sono definite dal Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi, in raccordo con quanto previsto dalle circolari ministeriali e dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi.

Cosa sono

Le arbovirosi sono zoonosi causate da virus trasmessi da vettori artropodi (es: zanzare, zecche e flebotomi) tramite morso/puntura e interessano sia l'uomo che gli animali.

Al momento attuale si contano oltre 100 virus classificati come arbovirus, in grado di causare malattia nell’uomo.

L’infezione non si trasmette da persona a persona: una zanzara che punge un malato non può trasmettere l’infezione a un’altra persona pungendola. Per quanto riguarda il rischio legato alle trasfusioni, al trapianto d’organo, ai tessuti e alle cellule sono previste procedure specifiche dettate dai protocolli nazionali e dal Piano regionale che scattano tempestivamente alla prima segnalazione di circolazione virale (anche in zanzare o animali).

Stato

Nel 2025, in Piemonte, sono stati notificati 93 casi di arbovirosi, di cui 73 rientrano nella definizione di caso accertato e 20 sono stati classificati come probabili. 

L’infezione da West Nile virus si conferma l’arbovirosi di maggiore impatto sanitario, con 44 casi autoctoni segnalati nel 2025, pari a circa il 60% dei casi confermati complessivi di arbovirosi. Le forme cliniche neuro-invasive da West Nile virus hanno determinati 21 ricoveri ospedalieri e 7 decessi, interessando prevalentemente soggetti di età avanzata (età mediana 72 anni).

Nel 2025, sono stati segnalati 17 casi confermati di dengue, tutti importati, con diagnosi concentrate nel periodo di maggiore attività del vettore (maggio–novembre, 12/17 casi). Non sono stati rilevati casi autoctoni di dengue, chikungunya o Zika, nonostante la presenza del vettore competente sul territorio regionale.

Nel periodo 2016–2025 si osserva un andamento variabile delle arbovirosi, con una riduzione marcata nel biennio 2020–2021 (15 e 7 casi) e una successiva ripresa a partire dal 2022 (66 casi), fino a raggiungere 88 casi nel 2023 e 73 casi nel 2025.

Casi confermati umani di arbovirosi in Piemonte (anni 2016 – 2025)
ARBOVIROSI 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025
West Nile 1 2 61 10 10 2 57 56 19 44
Dengue 13 18 9 27 5 1 7 28 44 17
Usutu 0 0 0 0 0 0 1 2 0 2
Chikungunya 2 1 0 6 0 0 0 1 2 7
Toscana virus 0 0 2 1 0 3 2 1 1 3
Zika 15 2 0 1 0 0 0 0 0 0
Encefalite virale da zecca (TBE) 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0
Totale 31 23 72 44 15 7 67 88 66 73
Casi confermati umani di arbovirosi in Piemonte (anni 2016 – 2025) - Fonte SEREMI
Risposte: la prevenzione

In Piemonte, le indicazioni organizzative e operative rispetto a tutti gli interventi programmati per il controllo della diffusione delle arbovirosi sono definite dal Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi, in raccordo con quanto previsto dalle circolari ministeriali e dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025.

L’obiettivo di prevenzione prioritario che i piani regionale e nazionale si pongono è quello di ridurre il rischio di trasmissione autoctona di Dengue, Chikungunya, Zika e altre arbovirosi tramite vettore e altre vie (donazione di sangue, organi, tessuti, cellule, trasmissione sessuale). Punti chiave delle attività di prevenzione sono la sorveglianza dei casi umani e la sorveglianza entomologica, per intraprendere le specifiche misure di controllo e la lotta al vettore.

Rispetto al West Nile virus (WNV) e al virus Usutu, l’obiettivo è quello di ridurre il rischio di trasmissione dall’insetto vettore all’uomo e dalla persona infetta ad altre persone (trasfusione di sangue o emocomponenti, trapianti di organi, tessuti e cellule).

In Piemonte, in ottica One Health, è attiva una sorveglianza integrata entomologica, veterinaria e umana in base ai cui esiti si attivano le misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale e di lotta al vettore. 

Le attività di sorveglianza previste per il WNV sono integrate con quelle per identificare la circolazione dell’USUV, in considerazione delle analogie esistenti tra i rispettivi cicli biologici.

Le attività di sorveglianza e controllo sono coordinate dal Settore Prevenzione, sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare e dal Settore Programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari della Direzione Sanità e Welfare e realizzate sul territorio regionale da vari soggetti:

  • Medici/clinici segnalatori;
  • IPLA – Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente della Regione Piemonte - Ufficio Lotta alle Zanzare;
  • IZS PLV - Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta;
  • Laboratorio Virologia Microbiologia OAS CdT, CdSS, AOU Alessandria, AOU Novara, ASL CN1;
  • SEREMI - Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive dell’ASL AL;
  • Servizi Veterinari ASL;
  • Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) delle ASL;
  • Rete Servizi Trasfusionali del Piemonte - Struttura Regionale di Coordinamento delle attività trasfusionali (SRC) – Settore Programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari della Direzione Sanità e Welfare.
     
Risposte: la sorveglianza

DENGUE, CHIKUNGUNYA, ZIKA Sorveglianza dei casi umani

Nel 2025, nella nostra regione, sono stati segnalati 21 casi di dengue, di cui 17 confermati e 4 classificati come probabili. Tra i casi confermati, 12 sono stati diagnosticati nel periodo di maggiore attività del vettore, compreso tra maggio e novembre (Grafico 1). Nel corso del 2025, i casi di dengue confermati hanno interessato viaggiatori residenti nella maggior parte delle province piemontesi, con l’eccezione di Biella, di Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola. Tutti i casi segnalati risultano importati e sono stati associati a viaggi all’estero effettuati in Paesi dove la dengue è endemica o dove, nel corso dell’anno, si sono verificate epidemie. Nel dettaglio, i Paesi di esposizione sono stati: Asia (11 casi); America centro-meridionale (5 casi) e Africa centrale (1 caso). Anche nel 2025, non sono stati rilevati casi autoctoni, né casi secondari legati a casi indice importati.

Nel 2025, l’età mediana alla diagnosi dei pazienti con dengue è risultata pari a 45 anni; il paziente più giovane aveva 12 anni, mentre il più anziano 76 anni. I sintomi riscontrati sono stati: febbre (15 casi), artralgie (10 casi), astenia (9 casi) e rash cutaneo generalizzato (4 casi). Nessun paziente ha sviluppato la forma grave della malattia (dengue emorragica), ma in 6 casi è stato necessario il ricovero in ospedale. Non sono stati registrati decessi. Nel corso del 2025, sono stati segnalati 11 casi di chikungunya, di cui 7 confermati. Tra i casi confermati, 5 sono stati diagnosticati nel periodo di maggiore attività del vettore, compreso tra maggio e novembre. I pazienti, di età compresa tra i 21 e i 71 anni, avevano viaggiato in agosto e settembre a Cuba (5 casi), nello Sri Lanka (1 caso) e a Singapore (1 caso). Al rientro hanno manifestato febbre, artralgie e astenia. In 2 dei 7 casi confermati è stato necessario il ricovero ospedaliero.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza dei casi umani

Nel corso del 2025, nella nostra regione sono stati segnalati complessivamente 55 casi di infezione da WNV, di cui 44 confermati e 11 classificati come probabili. Sul totale dei casi confermati, 41 sono risultati con acquisizione dell’infezione in Piemonte, mentre 3 sono attribuibili a esposizione avvenuta in un’altra regione italiana (Lombardia e Liguria).

Tutte le diagnosi sono state registrate nel periodo di massima attività del vettore (maggio–novembre) tranne che per 1 caso, segnalato nel mese di marzo 2025. Si tratta di una malattia neuro-invasiva da West Nile diagnosticata in un settantacinquenne residente in provincia di Novara che ha determinato il decesso del paziente. La positività per WNV è stata confermata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento per gli Arbovirus dell’Istituto Superiore di Sanità. L’infezione è classificabile come criptica, in quanto i sopralluoghi che sono seguiti alla segnalazione non hanno evidenziato la presenza di attività del vettore.

Nel 2025, le notifiche di infezione da virus West Nile hanno interessato residenti di tutte le province del Piemonte, ad eccezione del Verbano-Cusio-Ossola. Oltre il 50% dei casi complessivi è stato segnalato nelle sole province di Alessandria e Novara (24 casi); di questi, 12 sono stati segnalati in provincia di Novara, di cui 8 nel solo comune di Novara.

Le persone risultate positive al virus West Nile presentavano un’età compresa tra i 29 e i 92 anni, con una maggiore concentrazione dei casi nelle fasce di età più avanzate (età media 69 anni; età mediana 72 anni). In 31 casi (21 forme neuro-invasive e 10 febbri) si è reso necessario il ricovero ospedaliero Le forme cliniche più frequentemente osservate sono risultate quelle di malattia neuro-invasiva da virus West Nile, con 21 casi segnalati. Nel corso della stagione di sorveglianza sono stati registrati 7 decessi associati a forme neuro-invasive. I pazienti deceduti, di età compresa tra i 75 e i 92 anni, non presentavano accertate patologie croniche concomitanti in 3 casi su 7.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza entomologica

Nel 2025, sono stati analizzati complessivamente 1.446 pool di zanzare, per un totale di 53.870 zanzare. Di questi, 3 pool sono risultati positivi al WNV, con campioni provenienti da trappole posizionate in provincia di Torino e Novara. La prima positività è stata riscontrata il 24 giugno e l'ultima il 15 luglio.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza veterinaria

Durante il 2025, sono stati segnalati 4 cavalli positivi al WNV (2 positività in seguito a sintomatologia e 2 successive a controlli in sede di focolaio) a fronte di 83 animali testati in Piemonte.

Nell’ambito delle attività di sorveglianza sull’avifauna sono stati individuati complessivamente 22 esemplari positivi al WNV, di cui 10 rilevati attraverso la sorveglianza attiva e 12 tramite la sorveglianza passiva. Non sono state invece riscontrate positività per il virus Usutu. Le analisi sono state condotte su 322 campioni provenienti da esemplari conferiti nell’ambito della sorveglianza passiva e su 706 campioni analizzati nell’ambito della sorveglianza attiva. Le positività nell’avifauna sono state rilevate nel periodo compreso tra il 27 luglio 2025 e il 12 ottobre 2025.

ALTRE ARBOVIROSI

Tra agosto e settembre 2025, sono stati accertati 3 casi di malattie neuro-invasiva da Toscana virus in pazienti di età compresa tra i 22 e i 74 anni. In 2 casi non è stato effettuato sopralluogo in Piemonte, poiché l’esposizione a flebotomi è avvenuta fuori regione. Nel terzo caso, non essendo stato possibile definire con certezza il luogo di esposizione, è stato attivato un monitoraggio entomologico esteso all’intera frazione dove ha soggiornato il paziente. Il sopralluogo ha incluso aspirazioni e il posizionamento di trappole adesive e attrattive, che hanno consentito la cattura di un solo flebotomo maschio, non idoneo alla trasmissione del TOSV.

Le condizioni stagionali e termiche (T min 9 °C, T max 18 °C) risultavano non particolarmente favorevoli alla circolazione attiva del vettore. Alla luce dei risultati, non sono stati ritenuti necessari interventi insetticidi né ulteriori attività di follow-up.

Esiti della sorveglianza umana e veterinaria di West Nile e relative attività di prevenzione e controllo, anno 2025
Provincia Alessandria Asti Biella Cuneo Torino Novara Vercelli
ASL ASL Al ASL AT ASL BI ASL CN1 ASL TO4 ASL TO5 ASL CdT ASL NO ASL VC
Casi 15 5 1 2 1 4 1 15 7
Esiti della sorveglianza umana e veterinaria di West Nile e relative attività di prevenzione e controllo, anno 2025 - Fonte SEREMI
Risposte: azioni

DENGUE, CHIKUNGUNYA, ZIKA Misure di prevenzione e controllo

Nel corso delle stagioni estiva e autunnale del 2025, sono stati effettuati 20 sopralluoghi nelle aree circostanti le abitazioni dei casi positivi e in altri contesti, quali ospedali e luoghi di lavoro, individuati sulla base delle indicazioni dei protocolli in uso come potenziali sedi di trasmissione del virus dal paziente al vettore. Le attività di monitoraggio ambientale sono state avviate, in media, entro circa 24 ore dalla segnalazione del caso. In base agli esiti dei sopralluoghi, i tecnici dell’IPLA sono intervenuti con trattamenti larvicidi in 11 località. Oltre alle attività di monitoraggio e disinfestazione, i tecnici IPLA hanno svolto anche interventi informativi rivolti alla popolazione, fornendo indicazioni utili sulle misure da adottare per prevenire la diffusione della zanzara tigre nelle aree interessate.

WESTNILE e USUTU Misure di prevenzione e controllo messe in atto

Nel 2025, l’esecuzione del test WNV-NAT su tutto il territorio regionale ai fini della validazione delle unità di sangue e di emocomponenti raccolti da donatori è stata attivata a partire dal 28/07/2025 a seguito di riscontro di circolazione virale (Tabella 4). Il test WNV-NAT è stato eseguito su un totale di 60.141 sacche analizzate. Complessivamente, sono stati eseguiti 68 sopralluoghi per individuare la presenza del vettore e decidere l’intervento di disinfestazione più appropriato, con un tempo medio di esecuzione di meno di 1 giorno dalla segnalazione di circolazione virale (Tabella 6).

La disinfestazione con larvicidi è stata effettuata in 60 casi, mentre l’impiego di prodotti adulticidi per elevata presenza del vettore si è reso necessario in 2 casi. Nelle aree in cui il monitoraggio umano, entomologico e/o veterinario ha confermato la presenza del vettore, è stata condotta un'attività informativa rivolta alla popolazione, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sulle misure da adottare per limitare la proliferazione larvale negli spazi privati.

Informazioni e risorse aggiuntive

Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025 https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?id=2947

Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi DD 463 07.06.2019 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/18/attach/dda1400000916_10100.pdf

SEREMI Report Arbovirosi in Piemonte 2024 (ed. 2025) https://www.seremi.it/pubblicazioni

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Redazione RSA