Vengono presentati di seguito alcuni dei risultati più interessanti ottenuti sia utilizzando i dati rilevati dalle stazioni meteorologiche di Arpa Piemonte, sia le analisi oggettive del campo di precipitazioni ottenute applicando una tecnica di interpolazione statistica che consente di ricostruire dei campi su griglia regolare omogenei e confrontabili perché indipendenti dal numero di stazioni attive.
Il confronto tra la precipitazione media annua del periodo 1961–1990 e quella del periodo 1991–2020 evidenzia alcune differenze significative nella distribuzione spaziale delle piogge in Piemonte. Nel trentennio 1991–2020 si osserva un aumento delle precipitazioni medie annue soprattutto nelle aree alpine del Piemonte, in particolare nel settore nord-orientale, dove i massimi risultano più intensi ed estesi rispetto al 1961–1990. La fascia pedemontana evidenzia valori leggermente più elevati, mentre la pianura centrale resta l’area meno piovosa, pur con un lieve incremento dei quantitativi medi. e aree appenniniche del sud Piemonte mostrano invece variazioni più contenute, mantenendo quantitativi di precipitazione simili nei due periodi. Nel complesso emerge una redistribuzione delle precipitazioni, con un rafforzamento nelle aree montane e cambiamenti più modesti in pianura.
Considerando il numero medio annuo di giorni piovosi (precipitazione registrata maggiore o uguale a 1 mm) in Piemonte nei periodi 1961–1990 e 1991–2020, nel periodo più recente si osserva una lieve riduzione del numero di giorni piovosi sulla pianura centrale, che rimane l’area con la minore frequenza di precipitazioni. Al contrario, le aree montane e pedemontane, in particolare il settore alpino settentrionale, mantengono valori elevati e localmente stabili o in lieve aumento.
Le mappe di seguito allegate mostrano l’anomalia percentuale della precipitazione media annua nel 2025 rispetto ai periodi climatici di riferimento 1961–1990 e 1991–2020.
Nel confronto con il periodo 1961–1990 prevalgono anomalie positive su gran parte del territorio regionale, in particolare sulla pianura e nei settori orientali, quindi il 2025 risulta un anno mediamente più piovoso rispetto al clima storico.
Rispetto al periodo più recente 1991–2020, le anomalie risultano generalmente più contenute e spazialmente meno marcate, con valori per lo più prossimi alla norma e alcune aree con lievi scostamenti positivi o negativi.
Nel complesso, il 2025 appare più umido rispetto al clima storico, ma sostanzialmente in linea con il clima medio degli ultimi decenni.
Nel 2025 il numero medio annuo di giorni piovosi risulta generalmente inferiore rispetto al periodo climatico 1961–1990, con anomalie negative diffuse soprattutto sulla pianura e nei settori meridionali della regione.
Il confronto con il periodo più recente 1991–2020 mostra invece anomalie più deboli e spesso prossime allo zero, indicando una frequenza dei giorni piovosi sostanzialmente in linea con il clima 1991-2020.
Nel complesso, il 2025 appare caratterizzato da una riduzione del numero di giorni piovosi rispetto al clima del periodo 1961-1990, ma senza scostamenti marcati rispetto agli ultimi decenni.
Osservando gli andamenti negli anni dell’anomalia della precipitazione annua cumulata sul Piemonte dal 1958 al 2025 e calcolata rispetto alla media 1991-2020, non si osserva né una tendenza significativa né un aumento della variabilità interannuale.
In particolare, negli ultimi quattro anni si osserva che la precipitazione cumulata annua è stata inferiore del 41% rispetto alla climatologia 1991-2020 nel 2022, nel 2024 è stata superiore del 45%, mentre nel 2023 e nel 2025 è stata nella media (rispettivamente -8% e +8%).
In alto a sinistra dicembre-febbraio, in alto a destra marzo-maggio, in basso a sinistra giugno-agosto e in basso a destra settembre-novembre.