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Rete di monitoraggio delle acque sotterranee

Anno
2026
La rete di monitoraggio

La rete di monitoraggio regionale delle acque sotterranee è composta da stazioni di monitoraggio che comprendono pozzi, piezometri e sorgenti, afferenti ai seguenti corpi Idrici sotterranei:

  • 13 corpi idrici sotterranei relativi al sistema idrico sotterraneo superficiale di pianura;
  • 4 corpi idrici sotterranei relativi al sistema idrico sotterraneo superficiale di fondovalle;
  • 7 corpi idrici sotterranei relativi al sistema idrico sotterraneo collinare e montano, dei quali uno introdotto nel 2020 e uno nel 2021;
  • 6 corpi idrici sotterranei relativi al sistema idrico sotterraneo profondo.

La Rete di Monitoraggio delle Acque Sotterranee (RMRAS) è stata riesaminata nel nuovo Piano di Monitoraggio 2020-2025, dismettendo stazioni di monitoraggio non più utilizzabili - principalmente per l’impossibilità permanente di accesso al sito di monitoraggio, e aggiungendone di nuove.  

Nel 2024 la rete è pertanto costituita da 545 stazioni di monitoraggio, delle quali 344 appartenenti al sistema acquifero superficiale, 191 a quello profondo e 10 rappresentate dalle sorgenti.

Nel corso del 2025 sono stati eseguiti i lavori di potenziamento della rete di monitoraggio, sia integrando strumenti in aree prive di monitoraggio, sia sostituendo strumenti malfunzionanti.

Sono compresi nella rete anche 119 piezometri strumentati per il monitoraggio quantitativo.

Non tutte le stazioni di monitoraggio vengono controllate tutti gli anni poiché la normativa vigente prevede due tipologie differenti di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei: 

il monitoraggio di sorveglianza, che viene effettuato su tutti i corpi idrici due volte ogni periodo di monitoraggio sessennale

il monitoraggio operativo, che viene effettuato sui corpi idrici a rischio di non raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale e che si effettua negli anni fra un monitoraggio di sorveglianza e l’altro.

Per tenere sotto controllo alcune criticità ambientali in corpi idrici non a rischio in Piemonte è stato introdotto anche il monitoraggio operativo puntuale.

Il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei prevede la determinazione sia di sostanze che caratterizzano la risorsa idrica (parametri di base) sia di contaminanti.

I parametri di base sono determinati su tutti i corpi idrici mentre i contaminanti vengono determinati sui corpi idrici in base all’analisi delle pressioni e dei risultati pregressi. 

In particolare, a ogni indicatore presente nell’analisi delle pressioni è stato associato un gruppo di parametri chimici da monitorare sulla base dell’impatto atteso delle indicazioni fornite dalle linee guida SNPA e della normativa vigente. 

La rete di monitoraggio è visualizzabile e consultabile sul   Geoportale di Arpa Piemonte.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 16 marzo 2009, n. 30 Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. https://www.normattiva.it/eli/id/2009/04/04/009G0038/ORIGINAL

DECRETO 6 luglio 2016 Recepimento della direttiva 2014/80/UE della Commissione del 20 giugno 2014 che modifica l'allegato II della direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/07/16/16A05182/sg

  Portale acque di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/monitoraggio_qualita_acque_webapp/

Scheda informativa Sorgenti sito di Arpa Piemonte
https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/sorgenti

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Gruppo di Redazione
Acqua

Rete di monitoraggio delle acque superficiali

Anno
2026
La rete di monitoraggio

La rete di monitoraggio regionale dei corsi d’acqua è composta da 335 corpi idrici (CI) con 345 stazioni di monitoraggio.

La rete è costituita da:

  • la rete base, stabile nella sua composizione negli anni, i cui corpi idrici sono stati sottoposti a monitoraggio in tutti i sessenni. E’ composta da 203 CI, dei quali 8 sono siti di riferimento;
  • la rete aggiuntiva, composta da 132 corpi idrici, con un monitoraggio di un solo anno nel corso di un sessennio effettuato al fine di convalidare i raggruppamenti di corpi idrici individuati per la classificazione dello stato di qualità;
  • la rete nucleo, individuata all'interno della rete base e che comprende corpi idrici in condizioni molto vicine alla naturalità come i siti di riferimento e i corpi idrici rappresentativi della presenza di diffusa attività antropica.

La rete di monitoraggio regionale dei laghi è composta da 12 corpi idrici, dei quali 9 naturali e 3 invasi artificiali.

La rete di monitoraggio è visualizzabile e consultabile sul   Geoportale di Arpa Piemonte.

Le tipologie di monitoraggio

I corpi idrici possono essere sottoposti a 3 tipologie di monitoraggio: Sorveglianza, Operativo, Indagine per specifici approfondimenti.

Il monitoraggio di sorveglianza si applica a corpi idrici classificati non a rischio o probabilmente a rischio e si propone di raggiungere i seguenti obiettivi: 

  • integrare e convalidare la valutazione d’impatto e delle pressioni;
  • valutare le variazioni a lungo termine dello stato ecologico per cause naturali;
  • valutare le variazioni a lungo termine risultanti da una diffusa attività di origine antropica;
  • tenere sotto osservazione l’evoluzione dello stato ecologico dei siti di riferimento per la definizione di buono stato ecologico;
  • classificare i corpi idrici.

Il monitoraggio riguarda sia lo stato biologico si quello chimico.

Il monitoraggio di sorveglianza viene effettuato anche su corpi idrici ove è presente un impatto antropico, rispetto al quale è necessario valutare gli effetti a lungo termine.

Rispetto ai siti sensibili a questa problematica, viene definita una rete nucleo, costituita da corpi idrici fissi sottoposti ad un’attenta valutazione delle variazioni naturali e antropogeniche a lungo termine.

Tali variazioni vengono individuate tenendo presenti siti di riferimento o siti in un buono stato ecologico.

Il monitoraggio operativo è realizzato per: 

  • stabilire lo stato dei corpi idrici identificati a rischio di non soddisfare gli obiettivi ambientali della direttiva quadro;
  • valutare qualsiasi variazione dello stato di tali corpi idrici risultante dai programmi di misure;
  • classificare i corpi idrici.

I siti di monitoraggio sono rappresentati dai corpi idrici che sono stati classificati a rischio di non raggiungere gli obiettivi ambientali sulla base dell’analisi delle pressioni e degli impatti e/o dei risultati di monitoraggio di sorveglianza e/o da precedenti campagne di monitoraggio.

 

Il monitoraggio d’indagine è richiesto in casi specifici e più precisamente:

  • quando sono sconosciute le ragioni di eventuali superamenti, ad esempio quando non si ha chiara conoscenza delle cause del mancato raggiungimento del buono stato ecologico e/o chimico, ovvero del peggioramento dello stato delle acque;
  • quando il monitoraggio di sorveglianza indica per un dato corpo idrico il probabile rischio di non raggiungere gli obiettivi e il monitoraggio operativo non è ancora stato definito, al fine di avere un quadro conoscitivo più dettagliato sulle cause che impediscono il raggiungimento degli obiettivi;
  • per valutare l'ampiezza e gli impatti dell'inquinamento accidentale.

I risultati di questo tipo di monitoraggio costituiscono la base per l'elaborazione di un programma di misure volte al raggiungimento degli obiettivi ambientali e di interventi specifici atti a rimediare agli effetti dell'inquinamento accidentale.

I parametri e la classificazione

Non tutti i parametri da monitorare sono raccolti su tutti i siti, si applicano dei criteri di selezione in modo da massimizzare le informazioni utili e minimizzare lo sforzo di monitoraggio calibrandolo sul diverso tipo di monitoraggio, sul rischio effettivo di riscontrare i contaminati, sulla possibilità tecnica di effettuare i rilievi o sulla significatività del dato.

Su tutti i corpi idrici della rete è applicato un protocollo analitico che comprende i parametri chimico fisici generali, mentre i contaminanti sono determinati su un sottoinsieme di corpi idrici individuati in base alla tipologia di monitoraggio, all’analisi delle pressioni e alla valutazione dei dati di monitoraggio precedente (D.lgs. 13 ottobre 2015, n. 172, art. 1, tabelle 1/A e 1/B).

I contaminanti da ricercare sono selezionati sulla base di quanto indicato nelle linee guida tecniche di ISPRA.

Gli Elementi di Qualità Biologica (EQB) previsti dalla normativa sono i macroinvertebrati, le diatomee, le macrofite e la fauna ittica per i fiumi, anche il fitoplancton per i laghi.

La selezione degli EQB da monitorare è definita sulla base dei seguenti criteri:

  • sensibilità dell’EQB alle singole pressioni significative che incidono sui CI in base alle indicazioni della tabella 3.2 del Decreto 260/2010;
  • tipologia di monitoraggio (sorveglianza, operativo);
  • risultati della classificazione del periodo di monitoraggio precedente.

Nel caso di monitoraggio di sorveglianza si rilevano tutti gli EQB, mentre nel monitoraggio operativo vengono monitorati solo quelli ritenuti più sensibili alle effettive pressioni presenti sul corpo idrico in questione.

Sia nel monitoraggio di sorveglianza sia in quello operativo le componenti biologiche per le quali i metodi di campionamento risultano inapplicabili e/o i siti risultino inaccessibili sono escluse.

Gli Elementi Idromorfologici concorrono alla classificazione dello Stato Ecologico nel caso in cui tutte le altre componenti risultino in stato elevato.

La caratterizzazione degli elementi di qualità idromorfologica è quindi un elemento di conferma della classificazione di stato ecologico elevato e come elemento a supporto dell’interpretazione dei dati biologici nel caso dei corpi idrici sottoposti al monitoraggio di sorveglianza e dei soli corpi idrici con pressioni idromorfologiche significative se sottoposti a monitoraggio operativo.

La valutazione della qualità ambientale (QA) è fatta sul valore più basso tra quelli attribuiti allo Stato Chimico e allo Stato Ecologico.

Lo Stato Chimico (SC) è definito sulla base di un elenco di sostanze considerate di interesse a scala europea (Direttiva 2013/39/UE, v. allegati) e per le quali sono definiti Standard di Qualità ambientale (SQA).

Lo Stato Chimico viene espresso secondo 2 classi di qualità:

  • Buono
  • Mancato conseguimento dello stato Buono

La classe di Mancato conseguimento dello stato Buono è attribuita quando il valore medio annuo di concentrazione anche solo di una delle sostanze monitorate supera il valore medio annuo (SQA_MA) dato dallo specifico SQA o qualora venga superato il valore di concentrazione massima ammissibile (SQA_CMA) sempre dato dagli SQA.

Lo Stato Ecologico (SE) è definito in base al valore più basso attribuito agli elementi di qualità (EQ) monitorati tra quelli previsti:

  • elementi di qualità biologica (macroinvertebrati, diatomee macrofite e fauna ittica);
  • elementi generali fisico-chimici e chimici, a supporto degli elementi biologici;
  • elementi chimici a sostegno (inquinanti specifici);
  • elementi idromorfologici (indice di qualità morfologica – IQM - e indice di alterazione idrologica – IARI -).

Nella definizione dello stato ecologico, quindi, la valutazione degli elementi biologici diventa dominante e le altre tipologie di elementi (fisico-chimici, chimici e idromorfologici) vengono considerati a sostegno per la migliore comprensione e l’inquadramento dello stato delle comunità biologiche all’interno dell’ecosistema in esame.

La classe di Stato Ecologico viene espressa secondo 5 classi di qualità:

  • Elevato
  • Buono
  • Sufficiente
  • Scarso
  • Cattivo
Le condizioni di riferimento

La Direttiva quadro richiede che la classificazione dello stato ecologico di un corpo idrico sia effettuato per confronto effettivo con condizioni di riferimento teoricamente indisturbate.

L’individuazione di queste “condizioni di riferimento” è particolarmente complicata. In estrema sintesi il metodo adottato è stato quello di definire a priori in via teorica quali fossero queste condizioni per ciascuno dei tipi di corpi idrici presenti e quindi selezionare alcuni ambienti considerati in condizioni di riferimento dai quali ricavare empiricamente i parametri di qualità da utilizzare per la valutazione dei dati.

Informazioni e risorse aggiuntive

Criteri per la selezione di siti di Riferimento fluviali per la Direttiva 2000/60/EC. Autori: Buffagni A., Erba S., Aste F., Mignuoli C., Scanu G., Sollazzo C. e Pagnotta R. http://www.life-inhabit.it/cnr-irsa-activities/en/download/methods-news-irsa/notiziario-speciale-2008

Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque http://data.europa.eu/eli/dir/2000/60/2014-11-20

DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale. http://www.normattiva.it/eli/id/2006/04/14/006G0171/CONSOLIDATED/20220511

  Portale acque di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/monitoraggio_qualita_acque_webapp/

DECRETO LEGISLATIVO 13 ottobre 2015, n. 172 - Attuazione della direttiva 2013/39/UE, che modifica le direttive 2000/60/CE per quanto riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015;172

Linee guida tecniche di ISPRA per la Progettazione di reti e programmi di monitoraggio delle acque ai sensi del D.Lgs. 152/2006 https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/progettazione-di-reti-e-programmi-di-monitoraggio-delle-acque-ai-sensi-del-d.lgs.-152-2006-e-relativi-decreti-attuativi

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Acqua

Reti di monitoraggio e classificazione delle acque

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La Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (Water Framework Directive - WFD o Direttiva Quadro Acque - DQA), che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di gestione e tutela delle acque interne superficiali, di transizione, costiere e sotterranee è stata recepita in Italia con il D.Lgs 152/06.

La Direttiva specifica le norme per impedire il deterioramento dello stato dei corpi idrici dell’Unione europea e per conseguire un «buono stato» dei fiumi, dei laghi e delle acque sotterranee in Europa entro il 2015.

Tutti i dati sulle reti e sulla classificazione dei corpi idrici in Piemonte sono visualizzabili e consultabili sul   Geoportale di Arpa Piemonte.

In particolare, ciò prevede di:

  • proteggere tutte le forme di acqua (superficiali, sotterranee, interne e di transizione);
  • ripristinare gli ecosistemi in e intorno a questi corpi d’acqua;
  • ridurre l’inquinamento nei corpi idrici;
  • garantire un uso sostenibile delle acque da parte di individui e imprese.

Riportiamo di seguito le definizioni di:

Acque superficiali: le acque interne, ad eccezione delle acque sotterranee; le acque di transizione e le acque costiere.
Acque sotterranee: tutte le acque che si trovano sotto la superficie del suolo.
Acque interne: tutte le acque superficiali, correnti o stagnanti.
Acque di transizione: le acque vicino alle foci dei fiumi, che sono parzialmente di natura salina ma contengono consistenti flussi di acqua dolce.

La normativa delega chiare responsabilità alle autorità nazionali, che hanno l’obbligo di:

  • individuare i singoli bacini idrografici presenti sul loro territorio, ovvero le aree territoriali circostanti che sfociano in specifici sistemi fluviali;
  • designare le autorità che gestiscono questi bacini in linea con le norme dell’Unione;
  • analizzare le caratteristiche di ciascun bacino idrografico e stabilire condizioni di riferimento per ogni tipologia di corpo idrico per qualificarne lo stato;
  • analizzare l’impatto delle attività umane e una valutazione economica dell’utilizzo idrico;
  • monitorare lo stato delle acque in ciascun bacino;
  • registrare le aree protette, come quelle utilizzate per l’acqua potabile, che richiedono particolare attenzione;
  • produrre e mettere in atto «piani di gestione dei bacini idrografici», per evitare il deterioramento delle acque superficiali, proteggere e migliorare le acque sotterranee e preservare le aree protette;
  • garantire che il costo dei servizi idrici sia recuperato, in modo che le risorse siano utilizzate in modo efficiente e chi inquina paga;
  • fornire informazioni e consentire una consultazione pubblica dei loro piani di gestione dei bacini idrografici.
Corpi idrici

Il Corpo Idrico è l’oggetto gestionale al quale è riferita la classificazione dello stato di qualità, le misure di tutela e di risanamento, la caratterizzazione quali-quantitativa delle pressioni antropiche che possono generare impatti sulla qualità chimico-fisica delle acque, delle comunità biologiche e dell’assetto idromorfologico.

Un corpo idrico è un elemento distinto e significativo, individuato sulla base delle pressioni antropiche, dello stato di qualità, delle caratteristiche naturali e omogenee per quanto riguarda gli aspetti connessi al clima, alla geologia e al rilievo, all’interno delle quali gli ecosistemi di acqua dolce dovrebbero presentare una limitata variabilità per le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, cosicché quello che viene considerato un unico fiume è distinto in più corpi idrici.

Analogamente sono individuati più corpi idrici per le acque sotterranee, dai tecnici chiamati GWB o groundwater bodies.

In Piemonte sono stati individuati 598 corpi idrici fluviali, 37 corpi idrici lacustri e 36 corpi idrici sotterranei (16 superficiali, 6 profondi e 14 montano-collinari).

Reti di monitoraggio

Le reti di monitoraggio sono specifiche per ogni tipologia di corpo idrico e sono composte da più sottoreti destinate a raccogliere informazioni diverse al fine di ottimizzare lo sforzo di campionamento ed analisi, ridurre le ridondanze e mantenere la significatività delle informazioni raccolte.

Il periodo di monitoraggio al termine del quale si procede alla valutazione della qualità dei corpi idrici è di sei anni, suddiviso in due trienni nei quali viene monitorata l'intera rete base.

La rete base è stabile nella sua composizione negli anni e comprende corpi idrici sottoposti a monitoraggio periodico e costante, comprende anche siti di riferimento per la loro alta qualità ambientale.

La rete aggiuntiva è monitorata un solo anno nel periodo di monitoraggio al fine di convalidare i dati di raggruppamenti di corpi idrici al fine della classificazione del loro stato di qualità.

Vi è poi una rete nucleo che comprende parte dei punti di monitoraggio della rete base utili per avere i dati di condizioni molto vicine alla naturalità come i siti di riferimento o rappresentativi della presenza di diffusa attività antropica.

Monitoraggio

I corpi idrici possono essere sottoposti a 3 tipologie di monitoraggio: Sorveglianza, Operativo e di Indagine per specifici approfondimenti.

Il monitoraggio di sorveglianza si applica a corpi idrici classificati non a rischio o probabilmente a rischio e ha come obiettivo di convalidare la valutazione delle pressioni e di osservare le variazioni alungo termine dello stato di qualità degli stessi.

Il monitoraggio operativo è realizzato per stabilire lo stato dei corpi idrici identificati a rischio di non soddisfare gli obiettivi ambientali della direttiva quadro e per valutare qualsiasi variazione dello stato di tali corpi idrici risultante dai programmi di misure di tutela e salvaguardia, a più breve termine.

Il monitoraggio di sorveglianza viene effettuato su corpi idrici ove è presente un impatto antropico, rispetto al quale è necessario valutare più in dettaglio gli specifici effetti su lungo termine.

Ogni tipo di monitoraggio prevede uno specifico elenco di parametri da monitorare, in parte sovrapponibile ed in parte specifico per le particolarità del sito o delle pressioni o degli impatti individuati.

Per chiarire le differenze tra monitoraggio di sorveglianza e operativo si può dire che nel monitoraggio di sorveglianza si monitorano tutte le componenti e in quello operativo solo quelle strettamente connesse alle pressioni responsabili dell’impatto. 

Raramente un corpo idrico è sottoposto ad una sola pressione o si riesce ad individuare una relazione univoca tra una pressione ed una componente da monitorare; quindi, anche nel caso di monitoraggio operativo ci saranno più componenti da monitorare, tuttavia, laddove il problema ambientale è noto o il non raggiungimento degli obiettivi è prevalentemente connesso al superamento degli standard di qualità europea, il monitoraggio operativo consente comunque di ridurre le componenti da monitorare. 

Per i corpi idrici a rischio, dove è prevista l’adozione di misure per il raggiungimento degli obiettivi di qualità, il monitoraggio operativo è finalizzato a verificarne l’efficacia

Parametri di classificazione

I diversi tipi di monitoraggio sono progettati in modo da minimizzare lo sforzo di campionamento ed analisi, massimizzando al contempo l'informazione utile e pertinente per la conoscenza dello stato dei corpi idrici nei diversi luoghi, momenti e contesti ambientali, quindi non tutti i parametri da monitorare sono raccolti su tutti i siti, si applicano dei criteri di selezione in modo da calibrare il diverso tipo di monitoraggio sul rischio effettivo di riscontrare i contaminati, sulla possibilità tecnica di effettuare i rilievi o sulla significatività del dato.

In generale, quindi, su tutti i corpi idrici è applicato un protocollo analitico che comprende parametri chimico fisici generali, mentre i contaminanti sono determinati su un sottoinsieme di corpi idrici, come sopra spiegato, in base alla tipologia di monitoraggio, all’analisi delle pressioni e alla valutazione dei dati di monitoraggio del monitoraggio precedente.

Classificazione

Per ogni componente monitorata le norme definiscono dei criteri di valutazione e classificazione, abbiamo quindi delle classificazioni di qualità per le singole componenti fisico-chimiche, biologiche e idro-morfologiche, che concorrono alla classificazione finale della qualità dei corpi idrici, dato valido per valutare il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla Direttiva quadro.

Tale classificazione finale si attesta sul valore peggiore riscontrato nel periodo di monitoraggio componendo i diversi indicatori e sottoindici, che a loro volta, se sono calcolati su più componenti, si attestano sul valore peggiore.

Le acque di balneazione

L’Unione europea provvede a proteggere la qualità dell’ambiente e la salute umana, pertanto con la Direttiva europea 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione interviene per migliorare le norme che garantiscono la qualità delle acque di balneazione. Essa completa la Direttiva UE 2000/60/CE sulla protezione e la gestione dell’acqua.

Le acque di balneazione sono le acque superficiali di mari, laghi o fiumi in cui si prevede che un congruo numero di persone pratichi la balneazione e per le quali non ci siano ragioni che abbiano spinto le autorità a imporre un divieto permanente di balneazione.

In queste acque è previsto un monitoraggio periodico durante tutta la stagione balneare per verificare che la loro qualità sia sufficientemente buona da permettere al pubblico di fare il bagno senza pericoli per la salute. 

Nelle acque non individuate come di balneazione fare il bagno non è vietato, a meno che non siano presenti divieti per motivi specifici, ma non c’è un'attività regolare di monitoraggio a tutela dei bagnanti.

Ogni anno, i paesi dell’Unione devono individuare le acque di balneazione sul loro territorio e determinare la durata della loro stagione balneare.

Essi devono stabilire un monitoraggio nei luoghi più frequentati dai bagnanti o sottoposti a rischio più elevato di inquinamento. Tale monitoraggio deve essere effettuato tramite il prelievo:

  • almeno 4 campioni, di cui 1 prima dell’inizio della stagione balneare;
  • di 3 campioni soltanto se la stagione balneare non supera le 8 settimane oppure se la regione è soggetta a particolari impedimenti di tipo geografico.
  • I paesi dell’Unione devono comunicare i risultati del loro monitoraggio alla Commissione europea, nonché una descrizione delle misure di gestione della qualità delle acque. Il monitoraggio può essere sospeso in via eccezionale, previa comunicazione alla Commissione.

La valutazione della qualità delle acque è basata su dati microbiologici e la scala di classificazione di qualità delle acque è scarsa, sufficiente, buona o eccellente;

tutte le acque di balneazione nell’Unione devono essere state come minimo di qualità sufficiente, entro la fine della stagione balneare 2015. Inoltre i paesi dell’Unione devono adottare le misure necessarie per aumentare il numero delle acque di balneazione di qualità buona o eccellente.

In caso di qualità insufficiente, i paesi dell’Unione devono adottare le misure necessarie per la gestione e l’eliminazione dell’inquinamento, per la protezione e l’informazione dei bagnanti.

Le autorità nazionali devono permettere al pubblico di conoscere e partecipare alla gestione della qualità delle acque. I cittadini possono quindi formulare suggerimenti, osservazioni o reclami. Essi possono inoltre partecipare alla preparazione, alla revisione e all’aggiornamento degli elenchi della qualità dell’acqua.

Inoltre, i paesi dell’Unione devono assicurare che adeguate informazioni siano divulgate attivamente e messe a disposizione con tempestività durante la stagione balneare. Esse riguardano in particolare:

  • la classificazione delle acque, i divieti o gli avvisi che sconsigliano la balneazione;
  • una descrizione generale delle acque in un linguaggio non tecnico;
  • una descrizione del tipo e della durata di inquinamento.
Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque http://data.europa.eu/eli/dir/2000/60/2014-11-20

Direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/AUTO/?uri=celex:02006L0118-20140711

Direttiva 2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive del Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/AUTO/?uri=celex:02008L0105-20130913

Direttiva 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e che abroga la direttiva 76/160/CEE http://data.europa.eu/eli/dir/2006/7/oj

DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale. http://www.normattiva.it/eli/id/2006/04/14/006G0171/CONSOLIDATED/20220511

  Portale acque di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/monitoraggio_qualita_acque_webapp/

  Portale di Arpa Piemonte "La balneazione in Piemonte" https://webgis.arpa.piemonte.it/balneazione-piemonte/home

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Stato ecologico dei laghi

Capitolo
Laghi
Anno
2026

Lo stato ecologico dei laghi deriva dalla valutazione integrata degli indici relativi alle comunità biologiche indagate (IPAM - fitoplancton, LFI - fauna ittica, MacroIMMI – macrofite, EPI-L - diatomee, ICMF indice composito macrofite-diatomee, BQIES- macrobenthos), dall’indice LTLeco  e dalla verifica degli Standard di Qualità Ambientali (SQA) per gli inquinanti specifici. 

Ogni metrica individua una classe di stato, la classe più bassa tra quelle attribuite dalle diverse metriche indagate determina la classe di stato ecologico del corpo idrico.

La classificazione dello Stato Ecologico avviene al termine di un triennio/sessennio di monitoraggio, ma annualmente, se previsti, vengono calcolati gli indici relativi alle diverse componenti monitorate.

LTLeco -livello trofico laghi per lo stato ecologico

L'indice LTLeco è un indice sintetico che descrive lo stato trofico delle acque lacustri. 

I parametri considerati per la definizione dell’LTLeco sono il fosforo totale, la trasparenza e l’ossigeno disciolto espresso come % di saturazione.

I dati dell’anno 2024 evidenziano come dei 9 laghi monitorati 7 ricadano nella classe Sufficiente dell’indice LTLEco, in continuità con i risultati degli anni precedenti. Per un invaso non è stato possibile il calcolo dell’indice.

Indice LTLeco. Ripartizione dei Corpi Idrici Lacustri nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero di corpi idrici
Elevato 0
Buono 1
Sufficiente 7
Scarso 0
Cattivo 0
Indice LTLeco, Ripartizione dei Corpi Idrici Lacustri nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Fitoplancton - Indice IPAM 

Il fitoplancton è costituito da organismi fotosintetici (microalghe) viventi in sospensione nelle acque lacustri.

Lo stato della comunità fitoplanctonica è valutato attraverso l’indice IPAM o Metodo italiano di valutazione del fitoplancton.

Si tratta di un indice multimetrico che considera la biomassa, come concentrazione di clorofilla A e biovolume, e la composizione della comunità attraverso l'indice PTIot.

L’IPAM può quindi essere considerato un indice prevalentemente trofico.

I dati dell’anno 2024 evidenziano che dei 9 corpi idrici lacustri monitorati 4 ricadano nella classe Buono, 3 in quella Sufficiente e 1 nella classe Scarso. Per un invaso non è stato possibile il calcolo dell’indice IPAM.

Fitoplancton. Ripartizione dei Corpi Idrici Lacustri nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero di corpi idrici
Elevato 0
Buono 4
Sufficiente 3
Scarso 1
Cattivo 0
Fitoplancton. Ripartizione dei Corpi Idrici Lacustri nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Macrofite - Indice MacroIMMI

Lo stato della comunità di macrofite è valutato attraverso l’indice MacroIMMI (Macrophytes Italian MultiMetric Index). 

Si tratta di un indice multimetrico che considera la composizione della comunità e la sua abbondanza.

Diatomee – indice EPI-L

Lo stato della comunità diatomica è valutato attraverso l’indice EPI-L (Eutrophication/Pollution Index - Lake). 

L’indice prevede l’attribuzione alle diverse specie diatomiche di un peso trofico e di un valore indicatore che sono in relazione ai livelli di trofia.

Ai fini della classificazione gli indici MacroIMMI ed EPI-L sono aggregati nell’indice ICMF, indice composito Macrofite e Fitobenthos

Macrobenthos – Indice BQIES

Lo stato della comunità macrobentonica è valutato attraverso l’indice BQIES (Benthic Quality Index Expected Species). 

Si tratta di un indice che considera la composizione e l’abbondanza dei taxa, la diversità e il rapporto tra taxa sensibili e tolleranti.

Nel 2024 le comunità vegetali sono state monitorate nei laghi di Candia e Maggiore.
 

Macrofite, Diatomee, Macrobenthos. Ripartizione dei corpi idrici lacustri nelle 5 classi – anno 2024
CLassi MacroIMMI EPI_L ICMF BQIES
Elevato 0 1 1 0
Buono 1 1 1 0
Sufficiente 0 0 0 0
Scarso 0 0 0 0
Cattivo 1 0 0 0
Macrofite, Diatomee, Macrobenthos. Ripartizione dei corpi idrici lacustri nelle 5 classi – anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte
SQA inquinanti specifici

Nel 2024 tutti i laghi monitorati sono risultati nelle classi Elevato o Buono

Inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici Lacustri nelle 5 classi - anno 2023
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 4
Buono 5
Sufficiente 0
Scarso 0
Cattivo 0
Inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici Lacustri nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte
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Pubblicabile
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Acqua

Stato chimico dei laghi

Capitolo
Laghi
Anno
2026

Lo Stato Chimico è un indice che valuta la qualità chimica dei corsi d’acqua.  La valutazione dello Stato Chimico è definita a livello comunitario in base a una lista di sostanze considerate di interesse e per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientale (SQA) europei fissati dalla Direttiva 2013/39/UE, recepiti dal D.Lgs 172/2015 e riportati in tabella 1/A. La verifica degli standard di qualità ambientale è effettuata attraverso il confronto della concentrazione media annua di ogni singola sostanza con il rispettivo standard di qualità (SQA_MA) e, per alcune sostanze, del singolo valore di concentrazione con il rispettivo standard (SQA_CMA).

La verifica degli standard di qualità ambientale viene effettuata ogni anno per le stazioni oggetto di monitoraggio, così come individuato nel Programma sessennale di monitoraggio.

La classificazione dello Stato Chimico avviene al termine del triennio/sessennio di monitoraggio. Lo Stato chimico può assumere due classi: Buono e Non Buono. La classe NON Buono è attribuita quando anche solo una sostanza tra quelle monitorate ed elencate nella tabella 1/A supera il valore del rispettivo Standard di Qualità Ambientale, in almeno uno degli anni di monitoraggio. 

Nel 2024, 7 dei nove laghi monitorati ricadano nella classe di stato chimico Buono mentre per gli altri 2 lo Stato Chimico risulta Non Buono a causa del superamento dello standard di qualità ambientale per il parametro PFOS.

Stato Chimico dei laghi, Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2024
Classi Numero di corpi idrici
Buono 7
Non buono 2
Stato Chimico dei laghi, Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 13 ottobre 2015, n. 172 - Attuazione della direttiva 2013/39/UE, che modifica le direttive 2000/60/CE per quanto riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015;172

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Acqua

Contaminazione da fitosanitari

Capitolo
Fiumi
Anno
2026

Obiettivo importante del monitoraggio è la verifica degli impatti delle diverse pressioni insistenti sui corpi idrici; una delle pressioni più presenti e diffuse sul territorio piemontese è l’agricoltura. 

A partire dal 2009 Arpa Piemonte ha elaborato un indicatore sintetico che permette di valutare il fenomeno della contaminazione da prodotti fitosanitari delle acque superficiali. 

La metodologia utilizzata prevede l’analisi dei seguenti fattori: la frequenza di riscontri nell’anno, vale a dire il numero di campioni, tra quelli prelevati, positivi per la presenza di residui di pesticidi; la concentrazione media annua della somma di tutte le sostanze attive riscontrate nei singoli campioni; il numero di sostanze attive riscontrate nell’anno in ogni stazione di campionamento. 

I singoli fattori considerati sono poi raggruppati in classi e a ogni classe viene attribuito un punteggio. 

Prodotti fitosanitari: Punteggi attribuiti ai campioni in base ai residui di pesticidi, alle medie annue e al numero di sostanz
Campioni/anno con residui Punteggio Medie annue somma µg/L Punteggio Sostanze/punto numero Punteggio
0 0 0 0 0 0
1>5 1 0>0.1 1 1>5 1
5>10 2 0.1>1 2 5>10 2
> 10 3 > 1 3 > 10 3
Prodotti fitosanitari: Punteggi attribuiti ai campioni in base ai residui di pesticidi, alle medie annue e al numero di sostanze attive - Fonte Arpa Piemonte

In base alla somma dei punteggi dei parametri considerati viene definita una categorizzazione dell’indice sintetico che permette di valutare l’entità del fenomeno di contaminazione delle acque superficiali da prodotti fitosanitari, come riportato in tabella.

Sintesi delle categorie
Somma Entitа del fenomeno
0 non presente
3 – 4 - 5 basso
6 - 7 medio
8 - 9 alto
Prodotti fitosanitari: sintesi delle categorie dei punteggi attribuiti ai campioni - Fonte Arpa Piemonte

Mediante questo indice, è possibile confrontare i risultati del monitoraggio regionale per la contaminazione da prodotti fitosanitari, svolto su quasi 90 stazioni di campionamento dal 2009 al 2024, tutti gli anni.

Indice di contaminazione da Fitosanitari
Indice contaminazione da fitosanitari 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024
alto 0 0 0 3 7 3 7 0 12 13 10 17 15 8 16 8
medio 10 13 16 18 21 15 18 10 31 33 31 33 33 32 25 21
basso 65 57 44 56 57 60 51 69 44 36 41 33 35 43 39 54
non presente 13 18 28 11 3 10 12 9 1 6 6 5 5 4 8 4
totale punti comuni 88 88 88 88 88 88 88 88 88 88 88 88 88 87 88 87
numero sostanze riscontrate 31 26 36 40 59 73 61 58 68 74 71 71 74 69 64 66
Prodotti fitosanitari: Indice di contaminazione da Fitosanitari - Fonte Arpa Piemonte

Il dato del numero di sostanze riscontrate è nel tempo aumentato anche in ragione dell’affinamento delle tecniche analitiche e dell’aumento del numero di sostanze analizzate. Si passa da circa 70-80 principi attivi nei primi anni a più di 109 nel 2024.

Di seguito la tabella che dà conto del numero di punti monitorati nel 2024 in cui è presente almeno una sostanza.

Fitosanitari 2024
Parametro n° punti con fito
BENTAZONE 53
TOLCLOFOS-METILE 50
METOLACLOR 46
AMPA 36
2,4-D 35
TERBUTILAZINA 29
AZOXYSTROBINA 28
IMAZAMOX 26
FLUROXIPIR 26
MCPA 25
IMIDACLOPRID 19
CICLOXIDIM 19
DIMETENAMIDE 18
DESETILTERBUTILAZINA 18
GLIFOSATE 17
METALAXIL 16
DIMETOMORF 16
NICOSULFURON 15
OXADIAZON 12
SULCOTRIONE 11
ETOFUMESATE 11
TEBUCONAZOLO 10
CLOMAZONE 10
BOSCALID 10
TRICLOPIR 9
BENSULFURON METILE 9
QUINCLORAC 8
DESETILATRAZINA 8
ISOXAFLUTOLE 7
MECOPROP 6
FLUOPICOLIDE 6
TRICICLAZOLO 5
CLORTOLURON 5
SPIROXAMINA 4
PENDIMETALIN 4
FLUTRIAFOL 4
DDT (SOMMA ISOMERI E METABOLITI) 4
ATRAZINA 4
ALACLOR 4
MOLINATE 3
SIMAZINA 3
PROPICONAZOLO 3
PROCLORAZ 3
MALATION 3
CIPRODINIL 3
2,6-DICLOROBENZAMIDE 3
TRIFLOXYSTROBIN 2
THIAMETOXAM 2
PROSULFURON 2
METRIBUZIN 2
METAMITRON 2
IPROVALICARB 2
FLUFENACET 2
CIPROCONAZOLO 2
BISPYRIBAC SODIUM 2
TIOFANATO METILE 1
PIRIMETANIL 1
METSULFURON METILE 1
ISOPROTURON 1
IMAZOSULFURON 1
GAMMA ESACLOROCICLOESANO (LINDANO) 1
DIURON 1
CLORPIRIFOS 1
CLORIDAZON 1
AZIMSULFURON 1
ACETOCHLOR 1
Presenza di prodotti fitosanitari nelle acque nel 2024. Per ogni sostanza viene indicato il numero di punti monitorati in cui è presente - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DCR 258 - 25537 Approvazione delle disposizioni di attuazione per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ai fini della tutela dell’ambiente, della salute e della biodiversità ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 (Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi) e del Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po. http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=87970

Arpa Piemonte “Contributo tecnico-scientifico per la valutazione della vulnerazione da prodotti fitosanitari nelle acque sotterranee” http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=87972

  Aree Specifiche su cui applicare misure di tutela delle acque dall’inquinamento da prodotti fitosanitari https://www.geoportale.piemonte.it/geonetwork/srv/ita/catalog.search#/metadata/r_piemon:9c8e61b7-77d1-4f44-a560-a7298811a50f

Arpa Piemonte Stato di qualità dei Corpi Idrici Sotterranei in Piemonte ai sensi della DQA Triennio 2020-2022 https://www.arpa.piemonte.it/media/4640

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Acqua

Stato idromorfologico dei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2026
Indice idromorfologido IDRAIM

Lo stato degli ecosistemi acquatici e ripariali è condizionato sia dal regime idrologico sia dalla qualità morfologica dei corpi idrici, in quanto i deflussi idrici, i processi geomorfologici del corso d’acqua e le sue condizioni di equilibrio dinamico costituiscono l’ambiente nel quale gli ecosistemi si sviluppano.

Le condizioni morfologiche, la continuità fluviale e il regime idrologico sono fattori chiave a supporto degli Elementi di Qualità Biologica nel processo di valutazione dello stato ecologico e nell’interpretazione dei pattern biologici.

La Direttiva Quadro sulle Acque prevede quindi uno specifico monitoraggio degli elementi idromorfologici che contribuiscono a confermare lo Stato Ecologico (SE) dei corpi idrici in stato Elevato, o di declassarlo a Buono.

La valutazione dello stato idromorfologico avviene tramite un Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d’acqua o l'indice IDRAIM, definito dall’analisi combinata di due indicatori: l’Indice del Regime di Alterazione idrologica (IARI) e l’Indice di Qualità Morfologica (IQM), che nel complesso valutano le alterazioni idromorfologiche rispetto a condizioni ideali di riferimento. Lo stato idromorfologico è determinato sulla base della valutazione del dato peggiore tra i due indicatori.

Nel primo ciclo di monitoraggio, terminato nel 2015, tramite l'indice IDRAIM si è giunti alla caratterizzazione e classificazione idromorfologica  di 82 corpi idrici; 14 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 68 in stato Non Elevato.

Nel secondo ciclo di monitoraggio, terminato nel 2019, sono stati caratterizzati altri 106 corpi idrici, di questi, 13 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 93 in stato Non Elevato.

Nel 2025 dei 7 corpi idrici indagati soltanto uno è risultato in stato idromorfologico Elevato

Indice IARI

L’indice valuta l'impatto di prelievi, derivazioni ad uso idroelettrico, opere di sbarramento o di invaso, opere longitudinali e variazioni del suolo sul corso d'acqua e fornisce, quindi, una misura dello scostamento del regime idrologico osservato rispetto a quello naturale, che si avrebbe cioè in assenza di pressioni antropiche.

L’indice è definito attraverso due modalità differenti, in funzione del fatto che lungo il corpo idrico in esame siano presenti una o più stazioni di misura delle portate.

Nel 2025 6 dei 7 corpi idrici monitorati hanno presentato un indice IARI Elevato e uno Buono

Indice IQM

L’indice IQM valuta la funzionalità fluviale di un corpo idrico dal punto di vista geomorfologico. Esso viene calcolato attraverso  analisi e rilevamento di dati tramite ortoimmagini e sul campo. I dati raccolti ed analizzati riguardano la funzionalità dei processi geomorfologici in atto, l’artificialità - ovvero la presenza e l’impatto delle opere e degli interventi antropici, e le variazioni morfologiche subite dal fiume negli ultimi cinquant'anni. La compilazione di un’apposita scheda individua per ogni componente un valore che contribuisce alla quantificazione dell’IQM.

Nel 2025 1 dei 7 corpi idrici monitorati ha presentato valore dell’indice Elevato, 3 Buono e 3 Sufficiente.

L’integrazione dei due indici (IARI +IQM), quindi, oltre a permettere la caratterizzazione e la classificazione idromorfologica dei corsi d’acqua, è uno strumento utile alla classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali e rappresenta una metodologia utile in studi per obiettivi specifici, come la riqualificazione fluviale, la gestione dei sedimenti o la mitigazione dei pericoli da dinamica fluviale. 

Valutazione dell’Indice Idromorfologico dei 7 corpi idrici monitorati nel 2025
Corpo Idrico Fiume Classe IQM Stato IQM Stato IARI Stato Idromorfologico IDRAIM
05SS1N520PI Rio Bragna Buono Non Elevato Elevato Non Elevato
05SS2N900PI Valleandona Buono Non Elevato Elevato Non Elevato
04SS1N771PI Chisonetto Sufficiente Non Elevato Elevato Non Elevato
05SS3N059PI Borbore Sufficiente Non Elevato Elevato Non Elevato
05SS3N751PI Stura del Monferrato Buono Non Elevato Buono Non Elevato
06SS2T607PI Rio Lavassina Sufficiente Non Elevato Elevato Non Elevato
08SS2N826PI Tinella Elevato Elevato Elevato Elevato
Valutazione dell’Indice Idromorfologico dei 7 corpi idrici monitorati nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Linee guida ISPRA

IDRAIM Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d'acqua https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/idraim-sistema-di-valutazione-idromorfologica-analisi-e-monitoraggio-dei-corsi-d2019acqua-versione-aggiornata-2016

Implementazione della Direttiva 2000/60/CE. Analisi e valutazione degli aspetti idromorfologici. Versione 1.1. https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00010100/10146-analisi-e-valutazione-degli-aspetti-idromorfologici-agosto-2011.pdf

RINALDI M., BELLETTI B., COMITI F., MAO L., NARDI L., BUSSETTINI M., con il contributo di VEZZA P. (2015). Sistema di rilevamento e classificazione delle Unità Morfologiche dei corsi d’acqua (SUM). ISPRA, Manuali e linee guida, 122/2015. Roma, aprile 2015: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/sum-sistema-di-rilevamento-e-classificazione-delle-unita-morfologiche-dei-corsi-dacqua

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Acqua

Stato ecologico delle acque superficiali nei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2026

Lo Stato Ecologico (SE) è un indice che deriva dalla valutazione integrata degli indici relativi alle comunità biologiche indagate (indici STAR_ICMi - macrobenthos, ICMi - diatomee, IBMR - macrofite, NISECI - fauna ittica), dell’indice LIMeco e della verifica degli Standard di Qualità Ambientale per gli inquinanti specifici. Ogni metrica individua una classe di stato, la classe più bassa tra quelle attribuite dalle diverse metriche indagate determina la classe di stato ecologico del corpo idrico.

La classificazione dello Stato Ecologico avviene al termine di un triennio/sessennio di monitoraggio.
Annualmente, se previsti, vengono calcolati gli indici relativi alle diverse componenti monitorate.

LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico)

Il LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico) è un indice sintetico che descrive la qualità delle acque correnti per quanto riguarda i nutrienti e l’ossigenazione. I parametri considerati per la definizione del LIMeco sono: Ossigeno in % di saturazione (scostamento rispetto al 100%), Azoto ammoniacale, Azoto nitrico e Fosforo totale.

Indice LIMeco. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 101
Buono 32
Sufficiente 11
Scarso 9
Cattivo 4
Indice LIMeco. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

I dati del 2024 evidenziano come il 64 % dei corpi idrici monitorati ricada in classe LIMeco Elevato, il 20% nella classe Buono, ed il restante 15% nelle classi Sufficiente, Scarso e Cattivo. 

Diatomee - Indice ICMi (Intercalibration Common Metric Index) 

Lo stato della comunità di diatomee è valutato attraverso l’indice ICMi: si tratta di un indice multimetrico che deriva dalla combinazione dell’Indice di Sensibilità agli Inquinanti (IPS) e dell’Indice Trofico (TI).

Diatomee. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 24
Buono 20
Sufficiente 14
Scarso 8
Cattivo 0
Diatomee. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 il 67% dei corpi idrici  monitorati ricade nella classe Elevato e Buono dell’indice diatomico ICMi , il 33% nelle classi Sufficiente e Scarso.

Macrobenthos - indice STAR_ICMi (Standardisation of River Classifications_Itercalibration Multimetric Index) 

Lo stato della comunità macrobentonica è valutato attraverso l’indice STAR_ICMi, un indice multimetrico composto da 6 metriche che forniscono informazioni in merito a composizione, abbondanza, diversità e rapporto tra specie tolleranti e sensibili.

Macrobenthos. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 11
Buono 42
Sufficiente 26
Scarso 7
Cattivo 3
Macrobenthos. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 i corpi idrici monitorati ricadono per il 60% circa nelle classi Elevato e Buono dell’indice; il 29% ricade nella classe Sufficiente e il restante 11% nelle classi Scarso e Cattivo.

Macrofite - indice IBMR (Index Macrofitique Biologique en Rivière)

Lo stato della comunità macrofitica è valutato attraverso l’indice IBMR, finalizzato alla valutazione dello stato trofico dei corpi idrici . L’indice si basa sull’uso di una lista floristica di taxa indicatori con particolare sensibilità ad alti livelli di trofia. 

Macrofite. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 4
Buono 7
Sufficiente 8
Scarso 6
Cattivo 0
Macrofite. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte
SQA inquinanti specifici 

La verifica annuale delle concentrazioni medie annue di ogni sostanza analizzata con gli Standard di Qualità porta all’attribuzione di una delle 3 classi previste dal Decreto 260/2010: Elevato, Buono o Sufficiente . La classe sufficiente è assegnata quando anche solo una sostanza tra quelle monitorate ed elencate nella tabella 1/A supera il valore del rispettivo standard di qualità ambientale.

SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 3 classi - anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 37
Buono 96
Sufficiente 24
SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 3 classi - anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 il 85% circa dei corpi idrici monitorati ricade nelle classi Elevato e Buono dell’indice per gli inquinanti specifici, il 15% nella classe Sufficiente.

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Acqua

Stato chimico dei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2026

Lo Stato Chimico è un indice che valuta la qualità chimica dei corsi d’acqua. La valutazione dello Stato Chimico è definita a livello comunitario in base a una lista di sostanze pericolose o pericolose prioritarie per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientale (SQA) europei fissati dalla Direttiva 2013/39/UE, recepiti dal D.Lgs 172/2015 e riportati in tabella 1/A. . La verifica degli standard di qualità ambientale è effettuata attraverso il confronto della concentrazione media annua di ogni singola sostanza con il rispettivo standard di qualità (SQA_MA) e, per alcune sostanze, del singolo valore di concentrazione con il rispettivo standard (SQA_CMA).

La verifica degli standard di qualità ambientale viene effettuata ogni anno per le stazioni oggetto di monitoraggio.

La classificazione dello Stato Chimico avviene al termine del triennio/sessennio di monitoraggio. Lo Stato chimico può assumere due classi: Buono e Non Buono. La classe NON Buono è attribuita quando anche solo una sostanza tra quelle monitorate ed elencate nella tabella 1/A supera il valore del rispettivo Standard di Qualità Ambientale.  

Stato Chimico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2024
Classi Numero Corpi Idrici
Buono 110
Non Buono 47
Stato Chimico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2024 il 70% dei corpi idrici monitorati ricade nella classe Buono e il restante 30% nella classe Non Buono.

Risorse e informazioni aggiuntive

Standard di qualità ambientali (tabella 1/A) del D.Lgs 172/2015 : https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/10/27/15G00186/sg

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Acqua

Classificazione dei corpi idrici superficiali nel sessennio 2014-2019

Capitolo
Fiumi
Anno
2026

La classificazione consente di misurare la rilevanza degli impatti sul corpo idrico (a carico di una o più delle componenti monitorate) determinati dall’insieme delle pressioni antropiche.

Nel sessennio di monitoraggio 2014-2019, dei 598 corpi idrici relativi ai fiumi individuati in Piemonte, il 50% risulta in una classe di Stato/Potenziale Ecologico Elevato o Buono e il 50% in una classe Sufficiente o inferiore.

Attraverso la revisione dell’Analisi delle Pressioni avvenuta nel 2019-2020, applicando la metodologia definita a livello distrettuale, sono state individuate le pressioni antropiche più significative sui corpi idrici, cioè quelle potenzialmente in grado di pregiudicarne il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità. Tra queste risultano più significative: le alterazioni morfologiche - in particolar modo relative alle modificazioni della zona ripariale - i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l’agricoltura.
Ovviamente la valutazione dei singoli indici può non essere esplicativa del reale stato del corpo idrico; infatti può esserci presenza di una alterazione anche quando essa non si traduce in uno stato di qualità inferiore al Buono o comunque in un cambio di classe di Stato.
Per tale motivo è indispensabile l’analisi integrata dei dati di stato con gli impatti ambientali presenti, (attraverso l’utilizzo di specifici indicatori quali: contaminazione da pesticidi, VOC, inquinamento da nutrienti e carico organico) al fine di confermare i risultati dell’Analisi delle Pressioni e di verificare l’efficacia delle misure di tutela o miglioramento in atto.

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Acqua