Il livello delle falde è determinato da più fattori che incidono sulla ricarica naturale ed eventualmente artificiale delle stesse come gli apporti diretti dalle precipitazioni, l'alimentazione dalle aree di ricarica, la presenza di corsi d’acqua o canali, l’allagamento delle risaie e i prelievi per i diversi usi.
In periodi di siccità, quando anche i corsi d’acqua superficiali sono in condizioni di magra o secca, i prelievi da falda tendono ad aumentare, amplificando gli effetti negativi sulla falda a causa di maggiori prelievi e in concomitanza con minore ricarica.
Arpa Piemonte rileva, grazie alla rete di monitoraggio piezometrico, la soggiacenza, ovvero la distanza tra il piano campagna e il livello dell'acqua di falda; la misura in continuo di tale parametro fornisce un’informazione diretta dell’oscillazione del livello della falda.
La condizione della soggiacenza dell’acquifero superficiale viene valutata mettendo a confronto i valori di soggiacenza misurati dai nell’anno in corso con la condizione ‘naturale’ di riferimento, calcolata, per ciascun piezometro della rete di monitoraggio, come fluttuazione dei livelli nell’anno medio su lungo termine (2005-2024).
La fascia di fluttuazione che può essere considerata la naturale oscillazione annua media dell’acquifero in quel dato punto della rete è compresa tra l’interpolazione dei valori del 25° e del 75° percentile dei dati mensili di soggiacenza della serie storica di ciascun piezometro.
Esempio di boxplot della media mensile 2024 in relazione alla serie storica 2005-2024. Le linee tratteggiate identificano la fascia di naturale oscillazione stagionale della falda definita dalla serie storica e i valori della soggiacenza dell’anno in esame (media 2024) risultano compresi all’interno di questa (in autunno sono addirittura inferiori al 25° percentile). L’assenza di valori che fuoriescano dalla fascia, oltrepassando il limite del 75° percentile, indicano per il corpo idrico sotterraneo una condizione di assenza di criticità relativamente allo stato quantitativo
Ogni area idrogeologica è caratterizzata da peculiari condizioni idrogeologiche e da specifiche modalità di ricarica e tipologie di sfruttamento della risorsa.
L’aggregazione di dati di più piezometri, confrontabili per le loro caratteristiche, fornisce un’indicazione sull’andamento della soggiacenza del corpo idrico sotterraneo nel suo insieme.
La rappresentazione delle variazioni stagionali della soggiacenza, aggregate per corpo idrico sotterraneo, fornisce indicazioni del comportamento medio del livello freatico nei diversi distretti in termini di criticità per la risorsa idrica, dove la criticità aumenta con l’aumento della soggiacenza e quindi con la diminuzione del volume di acqua sotterranea disponibile. Nel 2024, in seguito alle abbondanti precipitazioni registrate nei mesi di febbraio, marzo, maggio ed ottobre, che hanno contribuito alla ricarica della falda superficiale, si registra una generale diminuzione della soggiacenza in tutte le aree del Piemonte. Il livello di criticità appare quindi basso in primavera in quasi tutti gli acquiferi freatici, leggermente più elevato in estate a causa della minore ricarica contestualmente a uno sfruttamento più intenso, basso in autunno e moderato in inverno in alcuni acquiferi.
Nella rappresentazione della differenza tra la soggiacenza media del 2024 e la soggiacenza media del periodo di riferimento 2005-2021 (è stato escluso il 2022 poiché fortemente anomalo), la prevalenza del colore verde indica come in tutti i settori della pianura piemontese i valori di soggiacenza nel 2024 siano risultati vicini alla media storica, con qualche eccezione: in alcune zone si è registrato un moderato scostamento in positivo (abbassamento del livello medio della falda) nel Cuneese e nell’Alessandrino, ma talvolta anche in negativo (innalzamento del livello di falda) come nel Novarese.
Il livello della falda superficiale, che nel periodo dal 2020 al 2022 ha manifestato un generale e quasi ubiquitario significativo abbassamento, nel 2024, anno molto piovoso, presenta in netta controtendenza valori in innalzamento o stazionari pressoché in tutti i punti di monitoraggio.