Stato quantitativo delle acque sotterranee

Anno
2026

Il livello delle falde è determinato da più fattori che incidono sulla ricarica naturale ed eventualmente artificiale delle stesse come gli apporti diretti dalle precipitazioni, l'alimentazione dalle aree di ricarica, la presenza di corsi d’acqua o canali, l’allagamento delle risaie e i prelievi per i diversi usi.

In periodi di siccità, quando anche i corsi d’acqua superficiali sono in condizioni di magra o secca, i prelievi da falda tendono ad aumentare, amplificando gli effetti negativi sulla falda a causa di maggiori prelievi e in concomitanza con minore ricarica.

Arpa Piemonte rileva, grazie alla rete di monitoraggio piezometrico, la soggiacenza, ovvero la distanza tra il piano campagna e il livello dell'acqua di falda; la misura in continuo di tale parametro fornisce un’informazione diretta dell’oscillazione del livello della falda.

La condizione della soggiacenza dell’acquifero superficiale viene valutata mettendo a confronto i valori di soggiacenza misurati dai nell’anno in corso con la condizione ‘naturale’ di riferimento, calcolata, per ciascun piezometro della rete di monitoraggio, come fluttuazione dei livelli nell’anno medio su lungo termine (2005-2024).

La fascia di fluttuazione che può essere considerata la naturale oscillazione annua media dell’acquifero in quel dato punto della rete è compresa tra l’interpolazione dei valori del 25° e del 75° percentile dei dati mensili di soggiacenza della serie storica di ciascun piezometro.

Valutazione della soggiacenza dell’acquifero - Fonte Arpa Piemonte
Esempio di boxplot della media mensile 2024 in relazione alla serie storica 2005-2024. Le linee tratteggiate identificano la fascia di naturale oscillazione stagionale della falda definita dalla serie storica e i valori della soggiacenza dell’anno in esame (media 2024) risultano compresi all’interno di questa (in autunno sono addirittura inferiori al 25° percentile). L’assenza di valori che fuoriescano dalla fascia, oltrepassando il limite del 75° percentile, indicano per il corpo idrico sotterraneo una condizione di assenza di criticità relativamente allo stato quantitativo

Ogni area idrogeologica è caratterizzata da peculiari condizioni idrogeologiche e da specifiche modalità di ricarica e tipologie di sfruttamento della risorsa.

L’aggregazione di dati di più piezometri, confrontabili per le loro caratteristiche, fornisce un’indicazione sull’andamento della soggiacenza del corpo idrico sotterraneo nel suo insieme. 

La rappresentazione delle variazioni stagionali della soggiacenza, aggregate per corpo idrico sotterraneo, fornisce indicazioni del comportamento medio del livello freatico nei diversi distretti in termini di criticità per la risorsa idrica, dove la criticità aumenta con l’aumento della soggiacenza e quindi con la diminuzione del volume di acqua sotterranea disponibile. Nel 2024, in seguito alle abbondanti precipitazioni registrate nei mesi di febbraio, marzo, maggio ed ottobre, che hanno contribuito alla ricarica della falda superficiale, si registra una generale diminuzione della soggiacenza in tutte le aree del Piemonte. Il livello di criticità appare quindi basso in primavera in quasi tutti gli acquiferi freatici, leggermente più elevato in estate a causa della minore ricarica contestualmente a uno sfruttamento più intenso, basso in autunno e moderato in inverno in alcuni acquiferi.

Grado di anomalia della soggiacenza 2024 rispetto alla fascia di fluttuazione della serie di riferimento 2005-2024 nelle diverse stagioni - Fonte Arpa Piemonte

Nella rappresentazione della differenza tra la soggiacenza media del 2024 e la soggiacenza media del periodo di riferimento 2005-2021 (è stato escluso il 2022 poiché fortemente anomalo), la prevalenza del colore verde indica come in tutti i settori della pianura piemontese i valori di soggiacenza nel 2024 siano risultati vicini alla media storica, con qualche eccezione: in alcune zone si è registrato un moderato scostamento in positivo (abbassamento del livello medio della falda) nel Cuneese e nell’Alessandrino, ma talvolta anche in negativo (innalzamento del livello di falda) come nel Novarese.

Distribuzione della differenza in percentuale tra la soggiacenza media del 2024 e quella dell’anno medio storico ricavato dal periodo 2005-2021 normalizzata rispetto alla media storica in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte

Il livello della falda superficiale, che nel periodo dal 2020 al 2022 ha manifestato un generale e quasi ubiquitario significativo abbassamento, nel 2024, anno molto piovoso, presenta in netta controtendenza valori in innalzamento o stazionari pressoché in tutti i punti di monitoraggio.

Andamento del livello medio della falda superficiale nel 2024 rispetto al periodo 2005-2021 nei punti di monitoraggio della rete piezometrica del Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Cartografia delle Valanghe: Il Portale delle Valanghe in Piemonte

Anno
2026

Il Portale delle Valanghe è un ambiente digitale in cui gli strumenti di lavoro destinati ai tecnici sono raccolti nelle sezioni Cartografia, Cartografia 3D, affiancati e arricchiti da contenuti a carattere più divulgativo.

A fare da raccordo tra la parte tecnica e la sezione divulgativa vi è la pagina Catasto, che  raccoglie e descrive le valanghe stagionali più rilevanti e impattanti sul territorio.

Home page del “Portale delle Valanghe in Piemonte” presente sul geoportale di Arpa Piemonte. Fonte Arpa Piemonte

Aggiornamento dati stagione 2024-25

La stagione 2024-25, in particolare i mesi primaverili, è stata ricca di eventi valanghivi che hanno richiesto l’aggiornamento delle geometrie delle valanghe, delle informazioni relative alla data degli eventi, dei danni associati e delle descrizioni, con particolare riferimento agli eventi valanghivi di dimensioni da grandi a estreme. 
Sono state inserite inoltre diverse fonti documentali, tra cui fotografie, modelli 7 AINEVA e altri tipi di documenti che completano le informazioni riguardanti il sito valanghivo. 

Sezione Catasto: in questa sezione vengono inserite le valanghe di dimensione da grande a estrema o che abbiano avuta interferenza con zone antropizzate. 

- Eventi valanghivi inseriti: 50
- Danni accertati:   

  • nessun danno: 38
  • edifici civili: 1
  • manufatti: 1
  • malghe/baita: 1
  • viabilità: 3
  • bosco: 2
  • persone travolte: 5 segnalazioni con 12 persone travolte, di cui 7 illese, 2 ferite e 3 decedute 

- Documenti inseriti (foto, mod 7): 57 foto, 5 MOD7_AINEVA 
- Geometrie modificate post evento: 5

Sezione Cartografia: comprende le carte valanghe a media scala. 

  • Schede valanghe aggiornate: 46
  • Carte valanghe s.l. nuove: 2
  • Schede valanghe nuove inserite: 23
  • Documenti inseriti: 17 foto, 2 fonti documentali 

Tutti i layer sono consultabili tramite il visualizzatore 2d o, in alternativa, attraverso il servizio interoperabile WMS, utile per la visualizzazione dei dati all'interno di un software GIS. È inoltre disponibile il download diretto in formato shapefile di tutte le geometrie, sia a livello regionale sia per ambito provinciale, comprensive di tematizzazioni e legenda completa, al fine di facilitarne l'intermpretazione.

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Attività valanghiva spontanea

Anno
2026

Nella stagione 2024-2025 sul territorio piemontese sono state segnalate numerose valanghe spontanee, con 50 eventi di maggior rilevanza che, in alcuni casi, hanno interessato delle zone antropizzate.

Estratto della home page del Catasto valanghe nel quale sono rappresentati i fenomeni valanghivi di dimensioni rilevanti che hanno interessato il territorio piemontese nella stagione 2024/25. Fonte Arpa Piemonte
Periodi con attività valanghiva spontanea intensa

APRILE 2025

Nella stagione 2024-2025, l’attività valanghiva spontanea più significativa si è concentrata a metà aprile 2025 a seguito di un’intensa perturbazione.
In questo periodo le segnalazioni di eventi valanghivi sono state numerose, in particolare sui settori compresi tra le Alpi Lepontine e le Alpi Cozie Nord, maggiormente interessati dalle precipitazioni.

Valanghe segnalate nelle 24 ore precedenti dai campi neve manuali. In alto a sinistra quelle segnalate a inizio evento, mercoledì 16 aprile 2025. In alto a destra e in basso le giornate successive, quando le segnalazioni si sono fatte più frequenti e i fenomeni segnalati di magnitudo maggiore. Fonte Arpa Piemonte
APPROFONDIMENTI

Slush flow

Diversi eventi valanghivi segnalati in corrispondenza delle precipitazioni di metà aprile possono essere classificati come slushflow o slush avalanche, ossia valanghe sature d’acqua. 

Questi fenomeni si verificano quando grandi quantità di neve diventano instabili a causa dell’elevata presenza di acqua liquida all’interno del manto nevoso. In alcuni casi, le valanghe si sono originate in seguito alla fluidificazione di grandi quantitativi di neve già nella zona di distacco, per l'intenso apporto di acqua causato da eventi di pioggia su neve. In altri casi invece depositi preesistenti – per lo più localizzati in canaloni o impluvi – hanno impedito il deflusso idrico, formando una sorta di diga. L’accumulo progressivo di acqua ha quindi saturato e fluidificato la massa nevosa, dando luogo a un’evoluzione parossistica che ha causato fenomeni simili a colate detritiche, ma costituite principalmente da neve fradicia, acqua, fango e detriti reclutati lungo il percorso.

Segnalazioni di questo tipo sono state ricevute in particolare sui settori settentrionali e nord occidentali delle alpi piemontesi, dove si sono registrati i maggiori quantitativi di precipitazione, con accumuli di neve mista a detrito che hanno raggiunto zone antropizzate e la viabilità di fondovalle.

Zone di arresto di due valanghe slush flows scese nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 aprile sulla viabilità di fondovalle della Val Formazza, tra l’abitato di Chiesa e la frazione S. Michele (Foto CLV Val Formazza); da notare la grande quantità di acqua e fango mista a neve. Fonte Arpa Piemonte
Fenomeni estremi

VAL SOANA

Durante l’evento dell’aprile 2025, nel comune di Valprato Soana (TO), la valanga denominata di “Fontanetta” ha superato i limiti fino a quel momento noti. La massa nevosa si è spinta fino ad addossarsi al muro perimetrale del cimitero e, più a valle, ha danneggiato pesantemente un condominio, fortunatamente utilizzato solo nei periodi estivi o festivi, rendendolo inagibile.

Due immagini della zona di arresto della valanga di “Fontanetta” nel comune di Valprato Soana (TO) in Val Soana estrapolate dalla cartografia 3D del nuovo portale delle valanghe in Piemonte. Nel cerchio in rosso il cimitero e il condominio danneggiato dalla valanga che non erano mai stati interessati da valanghe. Fonte Arpa Piemonte
Il condominio danneggiato dalla valanga di “Fontanetta”. Nella foto di sinistra del 23 aprile sono visibili i danni sul lato posteriore della struttura. E’ ben visibile la notevole componente detritica inglobata dalla valanga, mentre la massa nevosa è meno apprezzabile in quanto già fusa in superficie. La foto a destra ritrae il lato anteriore dello stesso condominio la mattina di giovedì 17 aprile. Foto Arpa Piemonte

VALLE ANZASCA

Nel comune di Macugnaga (VB), durante lo stesso evento meteorologico di aprile 2025, una valanga di grandi dimensioni ha raggiunto il fondovalle, coinvolgendo una galleria paravalanghe con aperture sul lato di valle. L'accumulo della valanga sul lato esterno della galleria ha in parte bloccato il deflusso dell'acqua contenuta all’interno della massa nevosa, mista a terra e detriti. L’acqua ha quindi trovato sfogo all’interno della galleria stessa, che si è dimostrata poco efficace per questa tipologia di fenomeno. Non si sono registrati danni, poiché la strada era stata preventivamente chiusa più a valle per il rischio di frane e smottamenti, e non erano presenti veicoli in transito.

Accumulo della valanga mista a detrito che ha interessato il paravalanghe sulla statale che porta a Macugnaga. Sulla sinistra si nota l’apertura della galleria dalla quale è entrata parte della neve mista alla grande componente di acqua e fango; sulla destra un particolare dell’accumulo costituito da neve mista a fango e detriti (Foto CLV valle Anzasca). Fonte Arpa Piemonte
Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Il portale sui campi elettromagnetici in Piemonte

Anno
2026

Il Portale sui campi elettromagnetici in Piemonte è lo strumento principale per accedere a tutte le informazioni disponibili in Agenzia sul tema: sorgenti, misure, livelli di esposizione, calcolo delle emissioni, indicatori sullo stato dell’ambiente, analisi storiche e permette approfondimenti su temi quali le caratteristiche delle sorgenti, i metodi e gli strumenti di misura, gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici.

Il portale è in continuo aggiornamento, al fine di garantire che tutte le informazioni circa le sorgenti di campo elettromagnetico, le loro emissioni ed i risultati delle misure siano accessibili alla popolazione e agli enti in tempo il più possibile reale.

Oltre ai servizi del portale dedicato, il Geoportale di Arpa Piemonte permette anche l'accesso, tramite la pagina del tema “campi elettromagnetici”, ai geodati consultabili o utilizzabili e scaricabili tramite protocolli WMS e WFS. 

Ad esempio, sono scaricabili ed utilizzabili tutte le informazioni relative alle sorgenti e alle misure.

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Radiazioni non ionizzanti

Educazione alla sostenibilità

Tema
Tipo
Paragrafi

Quale ruolo riveste oggi l’educazione ambientale? E quale contributo può offrire nell’ambito più ampio delle politiche per la sostenibilità?

Questi interrogativi costituiscono il punto di partenza per presentare le attività realizzate da Arpa Piemonte nell’anno scolastico 2024/2025

Attraverso un insieme articolato di iniziative rivolte al mondo della scuola, l’Agenzia ha promosso percorsi di informazione, sensibilizzazione e approfondimento sui temi ambientali, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza delle interconnessioni che caratterizzano i sistemi naturali e antropici e del ruolo che ciascun individuo può svolgere nella tutela delle risorse comuni.

In un contesto segnato da rilevanti sfide ambientali, sociali ed economiche, il coinvolgimento delle giovani generazioni assume un’importanza strategica. L’educazione alla sostenibilità rappresenta infatti uno strumento fondamentale per sviluppare conoscenze, competenze e responsabilità necessarie ad affrontare la complessità dei cambiamenti in atto. In tale prospettiva, Arpa Piemonte, pur mantenendo la propria consolidata vocazione tecnico-scientifica, affianca alle attività di monitoraggio, controllo e ricerca un costante impegno educativo rivolto alle scuole e alla cittadinanza.

L’azione educativa dell’Agenzia si fonda sulla convinzione che la costruzione di uno sviluppo sostenibile richieda non soltanto competenze tecniche e scientifiche, ma anche la capacità di comprendere le relazioni tra ambiente, società ed economia e di adottare comportamenti coerenti con i principi della sostenibilità. L’educazione ambientale contribuisce pertanto a promuovere una cultura orientata alla tutela del patrimonio naturale, all’uso responsabile delle risorse e alla salvaguardia delle opportunità per le generazioni future.

Tale impegno trova riferimento nei principali quadri strategici nazionali e internazionali, tra cui l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che riconosce nell’istruzione di qualità (Obiettivo 4) e nella promozione di società inclusive e pacifiche (Obiettivo 16) elementi essenziali per il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità.

Le attività descritte negli approfondimenti illustrano i progetti e le iniziative realizzate da Arpa Piemonte nelle scuole di ogni ordine e grado e sul territorio regionale, con l’intento di contribuire alla diffusione della cultura ambientale e alla crescita della consapevolezza collettiva sui temi della sostenibilità.

Informazioni e risorse aggiuntive 

Arpa Piemonte Educazione alla sostenibilità https://www.arpa.piemonte.it/temi/sostenibilita/educazione-alla-sostenibilita?pid=17

Arpa Piemonte Musica d'Ambiente https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/musica-dambiente
 

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Risultati delle attività di controllo e monitoraggio delle potenze degli impianti di telefonia 4G e 5G

Anno
2026

Di seguito vengono illustrate le attività svolte per quanto concerne in specifico il controllo delle potenze degli impianti 5G, ed i principali risultati relativi al 2025.

Il Decreto 2 dicembre 2014 prevede che gli operatori di telefonia mobile mettano a disposizione degli enti di controllo i dati di potenza, registrati con cadenza oraria, effettivamente utilizzata dagli impianti.

In particolare, per gli impianti 5G è stato messo a punto un sistema nazionale di controllo dei dati, nell’ambito di un tavolo tra Sistema Nazionale di Protezione Ambientale ed operatori di telefonia, che ha permesso di standardizzare il flusso dei dati e le verifiche, automatizzando e migliorando così i controlli.

Il sistema di analisi dei dati messo a punto da Arpa Piemonte permette di controllare ogni mese i parametri degli impianti effettivamente presenti sul territorio, con la finalità di verificare che tutti i parametri di installazione e funzionamento rispettino quanto fissato in fase di autorizzazione. In particolare, vengono effettuate verifiche sui valori medi su 24 ore delle potenze, direttamente correlati alla verifica del rispetto del valore di attenzione e dell’obiettivo di qualità fissati dalla normativa vigente di 6 V/m come media su 24 ore e sui valori medi su 6 minuti, correlati alla verifica del rispetto dei limiti.

L'istogramma rappresenta la massima potenza media sulle 24 ore esercita dalle sorgenti 5G nel corso del 2025

Si osserva che oltre l’85% delle sorgenti analizzate trasmette una potenza media inferiore a 10W.

Distribuzione delle potenze medie esercite su 24 ore per circa 2700 antenne 5G - Fonte Arpa Piemonte

Questo fenomeno è dovuto sia alla diffusione ancora relativamente limitata dei terminali 5G, con conseguente scarsa richiesta di attivazione di fasci di radiazione per la fornitura di servizi, sia alle caratteristiche di ottimizzazione della trasmissione dei segnali tipiche del 5G. 

Infatti, da diversi test effettuati tramite misure in campo, è emerso che gli impianti 5G sono in grado di garantire i servizi mobili anche irradiando una potenza molto bassa rispetto a quella di targa dell’apparato.

Le potenze effettivamente esercite dal 5G risultano, per i motivi visti sopra, anche molto più basse di quelle esercite dai sistemi precedenti, ed in particolare il 4G, che è il sistema ad oggi più impattante sul territorio.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 2 dicembre 2014 Linee guida, relative alla definizione delle modalita' con cui gli operatori forniscono all'ISPRA e alle ARPA/APPA i dati di potenza degli impianti e alla definizione dei fattori di riduzione della potenza da applicare nelle stime previsionali per tener conto della variabilita' temporale dell'emissione degli impianti nell'arco delle 24 ore. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/12/22/14A09740/sg

SNPA – Sistema nazionale protezione ambiente – La rete delle agenzie ambientali (Arpa-Appa-Ispra) per l'ambiente https://www.snpambiente.it/

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Redazione RSA

Scarsità di acqua

Anno
2026

Per siccità si intende una diminuzione temporanea della disponibilità di acqua, rispetto ai valori medi di riferimento mentre la scarsità di acqua è una condizione costante in cui la domanda supera le risorse disponibili in modo sostenibile.

Il problema della disponibilità di acqua si sta facendo sempre più evidente anche a causa del cambiamento climatico in atto; pertanto, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad includere nei piani relativi ai bacini idrografici anche piani di gestione dei rischi di siccità.

La scarsità di acqua, sempre più in evidenza anche nei corsi d’acqua del Piemonte, è dovuta sia a particolari condizioni locali che agli ingenti prelievi per gli usi antropici; oltre a creare difficoltà per gli approvvigionamenti, che, quando possibile, si orientano verso fonti alternative, come le acque sotterranee, rappresenta un problema per lo stato di salute dell’ecosistema fluviale e del suo equilibrio ecologico.

La riduzione delle portate modifica i processi di scambio tra falde e acque superficiali  mettendo a repentaglio la continuità longitudinale e laterale del corpo idrico, con possibili alterazioni del naturale assetto morfologico e con severi effetti negativi sulle componenti biologiche degli ecosistemi.

In Piemonte si persegue da tempo una strategia di azione con valenza interregionale per dotarsi di conoscenze utili a fronteggiare le problematiche connesse alle criticità idriche accentuate dai cambiamenti climatici.

A partire dal 2003 si è operato d’intesa con le altre regioni padane - nell’ambito della Cabina di regia dell’Autorità di Bacino del fiume Po, per monitorare l’evolversi dello stato quantitativo delle risorse idriche e nel 2005 è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa finalizzato all’attività unitaria conoscitiva e di controllo del bilancio idrico, rivolta alla prevenzione degli eventi di magra eccezionale del bacino del fiume Po.

Dalla positiva esperienza della Cabina di regia è stato istituito un Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto padano che opera anche a supporto della quantificazione del bilancio idrico e relativi indicatori circa gli scenari di severità della carenza idrica.

Inoltre, allo scopo di disporre di un quadro conoscitivo sull’evoluzione dello stato idrologico dei corsi d’acqua, la situazione meteo-idrometrica e delle falde acquifere è oggetto di un monitoraggio automatico in continuo. Infine, in sede di approvazione della Relazione di attuazione del Piano di Tutela delle Acque, il Consiglio Regionale del Piemonte ha ulteriormente ribadito l’esigenza di integrare la politica regionale promuovendo le iniziative di risparmio in capo agli utilizzatori come contributo irrinunciabile al raggiungimento degli obiettivi ambientali.

L’anno 2025 sull’intero bacino del Po chiuso alla confluenza col Ticino, è risultato sostanzialmente in media rispetto alla norma climatica di riferimento del periodo 1991‑2020, infatti con un totale di 1145 mm di pioggia annua cumulata ha superato di pochi punti percentuali (circa l’8%) il valore medio storico. La stagione più piovosa è stata la primavera con un surplus di circa il 40%, l’estate è rimasta in linea con la norma mentre in autunno si è registrato un periodo siccitoso con deficit ben al di sotto del cinquantesimo percentile. L’inverno è rimasto poco al di sotto nella norma (circa il 16%).

La temperatura media annuale è risultata pari a 10.84°C, che rappresenta un’anomalia positiva di circa 0.6°C rispetto alla norma del periodo 1991-2020 e pone il 2025 al posto tra i più caldi degli ultimi 70 anni, dopo i record del 2022 e del 2023.

In riferimento agli apporti nevosi, la stagione 2024-2025 è continuata sulla linea delle stagioni precedenti per quanto riguarda la prima parte dell’inverno, mentre ha subìto un parziale cambio di direzione a partire dai mesi primaverili del 2025, ma senza riuscire a ribaltare la situazione dell’innevamento sulle alpi piemontesi. Queste condizioni hanno favorito spessori di neve al suolo significativi e sopra media soprattutto nelle stazioni più in quota (>2000-2500m) in particolare dei settori settentrionali e nord-occidentali, che tuttavia non sono state sufficienti a posticipare la fusione totale della neve al suolo

Il 2025 è stato caratterizzato da una primavera eccezionalmente ricca di deflussi, concentrata soprattutto nel mese di aprile, e da una fase di magra autunnale, nei mesi di ottobre e novembre, rispecchiando l’andamento degli afflussi. Una parte dei corsi d’acqua chiude l’anno con portate medie annue superiori alla media storica, tra questi la Bormida, la Dora Baltea, il Cervo, l’Orco e diversi tratti del Po. Al contrario, un numero consistente di bacini chiude il 2025 con portate medie annue inferiori al valore storico di riferimento, tra cui Toce, Varaita, Maira, Stura di Demonte e Stura di Lanzo, oltre a tratti del Tanaro e dell’Orba. Si arriva così ad una sostanziale situazione di normalità alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, Isola S. Antonio (AL), in cui la portata media annua è risultata praticamente in media con il valore medio storico (+2%).

Anomalia standardizzata (1971-2000) di temperatura e di precipitazione in Piemonte nell’anno solare 2025 a confronto con le annate passate a partire dal 1958 - Fonte Arpa Piemonte
Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Geodatabase della morfologia dei corsi d’acqua

Anno
2026

Il GEodatabase Morfologia corsi d’Acqua - GEmMA, dedicato alla morfologia fluviale, raccoglie informazioni di carattere morfologico e idrologico sui corsi d’acqua piemontesi.
Le informazioni di carattere geomorfologico sono derivate da rilievi diretti sul terreno, analisi di fotografie aeree multitemporali, cartografie storiche e immagini digitali tridimensionali e descrivono, ad esempio, l’evoluzione del corso d'acqua nel tempo e l’impatto dovuto all'artificializzazione, misurato con un indice di qualità morfologica.

GEmMA nasce come strumento di lavoro e come supporto al calcolo dell'indicatore di qualità morfologica IQM, indice che insieme all'indice di alterazione del regime idrologico IARI valuta lo stato idromorfologico di un corso d'acqua come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque.

La comprensione dei processi idromorfologici in atto e delle tendenze future dell’alveo, sia alla scala di bacino idrografico che di tratto fluviale, è necessaria per la protezione e gestione consapevole dei corsi d’acqua, che siano piccoli torrenti o grandi fiumi.

I processi connessi con i flussi idrici e il trasporto dei sedimenti sono infatti fondamentali per la naturale evoluzione morfologica di un corso d'acqua e sono anche alla base del mantenimento degli ecosistemi ripariali dove la presenza di una vegetazione complessa e strutturata e di numerose specie animali acquatiche e terricole nelle acque, lungo le rive e nelle pianure alluvionali contribuisce al mantenimento di un buon livello di biodiversità.

L’attenta gestione dei corsi d’acqua è funzionale alla conservazione della biodiversità e al mantenimento dei servizi ecosistemici di valore economico, sanitario e per il benessere umano forniti dai corsi d’acqua.

Il geodatabase GEmMA si propone anche come strumento a supporto della valutazione di differenti scenari d’intervento o di pianificazione sui corsi d’acqua e all’identificazione delle misure maggiormente efficaci da attuare per mantenerne o migliorarne lo stato di qualità.

Il servizio, aggiornato con cadenza annuale e consultabile sul   Geoportale GEmMA, raccoglie i dati relativi all'analisi morfologica dei corsi d'acqua e si configura come supporto all’analisi per il calcolo degli indicatori idromorfologici tra cui:

  • il valore e la classe di qualità morfologica (IQM) come nella sintesi degli indicatori morfologici e l’indice di qualità morfologica;
  • i sub-indici verticali e orizzontali;
  • gli effetti dell'artificialità sulle componenti che costituiscono l'indice IQM, ovvero continuità, morfologia e vegetazione.
     
Valutazione degli indicatori della morfologia dei corsi d'acqua - Fonte Arpa Piemonte
Parametri elementari della morfologia dei corsi d'acqua - Fonte Arpa Piemonte
Sintesi degli indicatori della morfologia dei corsi d'acqua - Fonte Arpa Piemonte
Sub-indici verticali e orizzontali degli indicatori della morfologia dei corsi d'acquaa - Fonte Arpa Piemonte
Componenti di continuità, morfologia e vegetazione che costituiscono l'indice IQM - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

  Dataset GEmMA, GEodatabase Morfologia corsi d'Acqua https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=e460c47636d14c01a26eeba31435a456

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Sito di Casale Monferrato

Anno
2026
Sito di interesse nazionale di Casale Monferrato

Il sito di Casale Monferrato comprende il territorio di 48 Comuni, dei quali 45 in Provincia di Alessandria, 2 in provincia di Vercelli e 1 in Provincia di Asti, su di un’area di 738 km2.

Nel Comune di Casale Monferrato aveva sede lo stabilimento Eternit, la cui presenza ed attività ha determinato una ingentissima diffusione di amianto sul territorio.

Le operazioni di bonifica del SIN sono incentrate sul risanamento del territorio dalla presenza di amianto in matrice friabile e compatta.

Gli elementi principali della bonifica del SIN sono:

  • la bonifica dello stabilimento Eternit e delle aree da questo impattate;
  • la bonifica del polverino;
  • la bonifica delle coperture in cemento-amianto degli edifici di proprietà pubblica e privata e di altri manufatti.

Il polverino in particolare, materiale di scarto nella produzione di manufatti in cemento-amianto, è un prodotto friabile costituito da cemento misto a fibre libere o facilmente liberabili e quindi da ritenersi disponibili all’aerodispersione; tale materiale ha trovato impiego nella realtà casalese, dove era reperibile gratuitamente, nei sottotetti quale isolante e, per la tipica consistenza, in cortili e strade come pavimentazione.

Parallelamente alle azioni di bonifica, per l’eliminazione delle fonti di rischio, è aumentata la conoscenza del territorio, mediante autodenuncia, con l’identificazione di ulteriori siti caratterizzati dalla presenza di coperture e polverino.

Il Progetto di Bonifica del sito di Interesse Nazionale di Casale Monferrato prevede l’intervento diretto dell’amministrazione pubblica nel caso delle bonifiche degli “utilizzi impropri” dell’amianto, mentre, per la rimozione delle coperture in cemento amianto, stabilisce che l’intervento venga eseguito a cura dei privati, con erogazione di un contributo forfettario a parziale rimborso per le spese di rimozione e smaltimento.

Monitoraggio ambientale delle fibre aerodisperse a Casale Monferrato - Fonte Arpa Piemonte
Stato di avanzamento della bonifica

E' significativo sottolineare che le bonifiche dei siti di polverino censiti sono prossime al 100%. 
E’ stata anche conclusa la bonifica del tratto del Canale Lanza adiacente all'ex stabilimento Eternit.

A Casale Monferrato il 10 settembre 2016 è stato inaugurato il parco Eternot, nell’area dove sorgeva lo stabilimento.

Monitoraggio ambientale di un cantiere di bonifica del polverino a Casale Monferrato - Fonte Arpa Piemonte
Monitoraggio e controllo

Quale ente attuatore degli interventi è stata individuata l’amministrazione comunale di Casale Monferrato, e inizialmente Arpa Piemonte e ASL 21 (ora ASL AL) erano indicati quali enti competenti per i monitoraggi. Dal 2008 i monitoraggi ambientali vengono effettuati da Arpa Piemonte.

Le principali attività di Arpa Piemonte comprendono sopralluoghi, campionamenti di materiale aerodisperso per l’analisi in Microscopia Ottica a Contrasto di Fase (MOCF) o in Microscopia Elettronica a Scansione (SEM), campionamento ed analisi di materiali massivi oltre al supporto specialistico per gli aspetti di competenza del Centro Regionale Amianto ambientale.

Quando pervengono nuove segnalazioni per la verifica di polverino, sia nei sottotetti sia nei cortili, Arpa Piemonte esegue:

  • sopralluogo conoscitivo;
  • prelievo di campioni e relative analisi finalizzate alla verifica dell’effettiva presenza di amianto;
  • rilievi fotografici a documentazione del sito;
  • compilazione dell’apposita scheda e relativo inserimento nel registro, censimento;
  • georeferenziazione del sito.

A seguito di specifica richiesta del Comune di Casale Monferrato si procede ad effettuare, con cadenza trimestrale, il monitoraggio aria ambiente della discarica monouso per amianto così come disposto dalla Provincia di Alessandria nel provvedimento di autorizzazione dell’impianto.

Dal 2007 è in corso l’effettuazione di un monitoraggio della concentrazione delle fibre di amianto in aria esteso all’area dell’ex USL76 con campagne successive che interessano in totale 167 punti. In ogni punto viene effettuato un prelievo per 2 giorni consecutivi. 

Saltuariamente a seguito di richieste puntuali di qualche amministrazione comunale sono stati aggiunti punti.

Nel 2025 è proseguita la sesta campagna di monitoraggio sul territorio del SIN con il prelievo di 68 campioni di materiale aerodisperso nel territorio di 12 comuni, ovvero: Cerrina Monferrato, Villamiroglio, Sala Monferrato, Villadeati, Murisengo, Altavilla Monferrato, Alfiano Natta, Mombello Monferrato, Vignale Monferrato, Serralunga di Crea, Moncalvo e Ottiglio. Complessivamente dall’inizio della sesta campagna sono stati prelevati 322 campioni.

Tra le concentrazioni fino ad oggi misurate, non sono stati osservati superamenti della concentrazione di 1 fibra/litro, assunta come soglia di riferimento per gli ambienti di vita.

La situazione è stata analoga dal 2009 ad oggi: nei pochi casi di ritrovamento di fibre aerodisperse, la concentrazione si situava nell’intervallo delle 0,1 ÷ 0,4 fibre/litro, corrispondente al ritrovamento di una o due fibre.

Vengono riportati i campioni positivi, si tratta di campioni per i quali il conteggio sulla porzione letta è comunque stato di una o due fibre al massimo.
Monitoraggio ambientale della discarica di Casale Monferrato - Fonte Arpa Piemonte
Risorse e informazioni aggiuntive

Decalogo bonifiche amianto 2010 reperibile in “allegati” alla pagina: https://www.inail.it/portale/ricerca-e-tecnologia/it/ambiti-di-ricerca/area-sicurezza-sul-lavoro/tutela-ambientale-e-sviluppo-ecosostenibile/rischio-da-agente-cancerogeno-amianto--esposizione-bonifica-gestione-dei-rifiuti.html

La legislazione nazionale in materia di bonifica dei siti contaminati è dettata dal D.Lgs. 152/06, Parte IV, Titolo V. http://www.normattiva.it/eli/id/2006/04/14/006G0171/CONSOLIDATED

La legislazione nazionale in tema di Amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Redazione RSA

Gestione degli esposti relativi alle coperture in cemento-amianto

Con la deliberazione n. 40-5094 del 18 dicembre 2012 “Approvazione del Protocollo regionale per la gestione di esposti / segnalazioni relativi alla presenza di coperture in cemento - amianto negli edifici

la Giunta regionale ha inteso delineare in modo chiaro il procedimento amministrativo e le competenze di Comune, Arpa ed Asl a seguito della presentazione di esposti relativi alla presenza di coperture in cemento-amianto.

La deliberazione precisa che, a seguito della presentazione di un esposto, Arpa e Asl procedano, su richiesta del Comune, a verifiche di carattere tecnico e documentale, allo scopo di fornire all’Amministrazione comunale gli elementi per l’adozione degli eventuali provvedimenti di carattere sanitario.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Con la deliberazione n. 40-5094 del 18 dicembre 2012 “Approvazione del Protocollo regionale per la gestione di esposti / segnalazioni relativi alla presenza di coperture in cemento - amianto negli edifici

la Giunta regionale ha inteso delineare in modo chiaro il procedimento amministrativo e le competenze di Comune, Arpa ed Asl a seguito della presentazione di esposti relativi alla presenza di coperture in cemento-amianto.

La deliberazione precisa che, a seguito della presentazione di un esposto, Arpa e Asl procedano, su richiesta del Comune, a verifiche di carattere tecnico e documentale, allo scopo di fornire all’Amministrazione comunale gli elementi per l’adozione degli eventuali provvedimenti di carattere sanitario.

Capitolo
Amianto
Anno
2026