Dose gamma in aria

Anno
2026

La dose gamma in aria è una grandezza che descrive la quantità di energia rilasciata dai raggi gamma nell’unità di massa d'aria.

La radioattività naturale contenuta nella crosta terrestre determina, unitamente ai raggi cosmici, un irraggiamento gamma a cui tutti gli esseri viventi sono continuamente sottoposti.

Normalmente la dose gamma in aria viene misurata in termini di rateo di dose gamma, cioè la dose riferita all’unità di tempo espressa in μSv/h (microSievert all’ora). 

La dose gamma in aria non presenta cambiamenti sostanziali da un anno all’altro, a meno di importanti eventi catastrofici del tipo di gravi incidenti nucleari o radiologici. 

Nel 2025 non ci sono state quindi novità nei valori riscontrati rispetto agli anni precedenti.

È possibile calcolare la distribuzione sul territorio della dose gamma in aria sommando il contributo della radioattività naturale presente nel suolo, condizionata dal tipo di litologia presente nel sottosuolo, e il contributo dei raggi cosmici, condizionato dalla quota.

Dose gamma in aria dovuta all’irraggiamento dei radionuclidi naturali contenuti nel suolo e all’irraggiamento dei raggi cosmici - Fonte Arpa Piemonte

In caso di incidenti nucleari la radioattività dispersa in aria può però creare un aumento dei livelli naturali di dose gamma. 

Per questo motivo sono istituite delle reti di monitoraggio in continuo dei valori della dose gamma in aria. 

In Piemonte esiste una rete di questo tipo gestita da Arpa Piemonte

Le misure puntuali di dose gamma effettuate dalle centraline confermano i risultati del modello, che fornisce un valore medio basato sulla radioattività del suolo e sull’altitudine del sito, calcolato in condizioni di assenza di incidenti.

Informazioni e risorse aggiuntive

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

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Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti, fattore per l'aria

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In atmosfera è riscontrabile attività radiogena causata dagli elementi naturalmente radioattivi presenti nel sottosuolo o da attività umane, principalmente incidenti, che hanno portato al rilascio di radionuclidi in atmosfera.

Le emissioni del gas radioattivo radon dal sottosuolo costituiscono un fattore di pressione ambientale localmente rilevante.

Informazioni e risorse aggiuntive

Rapporti sulla radioattività ambientale di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/reti-monitoraggio/documentazione

Anno
2026
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Gruppo di Redazione

I PFAS nelle acque superficiali e sotterranee in Piemonte

Anno
2026
Dove trovare le informazioni sui PFAS

Nella sezione "Monitoraggio dal 2021" del   Portale sui PFAS di Arpa Piemonte sono pubblicati i risultati delle analisi PFAS condotte da Arpa Piemonte a partire dal 2021.

Cosa sono i PFAS

Le sostanze Poli- e Per-fluoroalchiliche (PFAS) note sono oltre 10.000, non esistono in natura e sono prodotte unicamente per sintesi o per degradazione dei prodotti di sintesi.

I PFAS hanno una vasta gamma di proprietà fisiche e chimiche e possono essere gas, liquidi o polimeri solidi ad alto peso molecolare.

Le molecole più utilizzate e studiate di questa famiglia sono l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS). 

I PFAS sono costituiti da catene di carbonio parzialmente o totalmente fluorurate, la  lunghezza della catena fluorurata e i diversi gruppi chimici funzionali che vengono a questa connessi  determinano le differenti caratteristiche chimico-fisiche di ogni sostanza e influenzano il loro comportamento nell’ambiente e negli organismi, nonché il loro bioaccumulo e la loro tossicità.

Molte delle sostanze perfluoroalchiliche (come ad es. il  PFOA  , il PFOS e le catene C9-C14 PFCAs) sono già identificate come sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) o molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB); per altre sostanze sono ancora in corso le valutazioni.

Tali proprietà conferiscono la caratteristica di sostanze estremamente preoccupanti (SVHC - Substance of very high concern) per le quali il Parlamento Europeo presta particolare attenzione nella gestione del rischio.

Usi dei PFAS - Modificato da https://defence.gov.au
Dove sono presenti

A partire dagli anni Cinquanta i PFAS si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all'acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa. Si trovano nei cosmetici, nei capi di abbigliamento impermeabili, nelle padelle antiaderenti, negli imballaggi in carta. Sono presenti in numerosissimi prodotti di uso comune e sono ancora oggi indispensabili in diversi processi industriali.

Come conseguenza dell’estensiva produzione e uso dei PFAS e delle loro caratteristiche chimiche, questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative nell’ambiente e negli organismi viventi. Ciò è riconducibile alla persistenza nell’ambiente dovuta all’elevata stabilità del legame carbonio-fluoro, alla mobilità nei suoli e nelle acque, all'elevata solubilità nelle acque e alla capacità di bioaccumulo nel Biota per l’assenza di biotrasformazioni.

Data la loro capacità di accumularsi negli organismi, la concentrazione di PFAS aumenta man mano che si sale lungo la catena alimentare, attraverso il meccanismo detto di bioamplificazione. Infatti, considerando che l’esposizione dell’uomo avviene principalmente per via alimentare, per inalazione e per ingestione di polveri, nel momento in cui queste sostanze contaminano l’acqua, entrano nella catena alimentare attraverso il suolo, la vegetazione, le coltivazioni, gli animali e quindi gli alimenti.

Vie di esposizione tipiche per i PFAS - Fonte Agenzia Europea dell'Ambiente
Quali sono le norme che si applicano ai PFAS

Dal 2006 l’Unione Europea ha previsto restrizioni per produzione e utilizzo del PFOS, ad oggi incluso tra le sostanze vietate nell’Allegato XVII del  Regolamento 1907/2006 (REACh). 

Dal 2020 anche il PFOA non è più prodotto o commercializzato.  

Dal 2019, per le acque superficiali e sotterranee, in Italia sono definiti  Standard di Qualità Ambientale  (SQA) di alcuni PFAS, superati i quali i corpi idrici ricevono un giudizio inferiore di qualità e la pianificazione di bacino idrografico definisce interventi correttivi.

Il 21 marzo 2023 è entrato in vigore il decreto legislativo 18/2023 Attuazione della  Direttiva 2020/2184  del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”. 

Esso prevede che, qualora vengano superati i valori di parametro fissati, è necessario prendere misure appropriate per ridurre o eliminare il rischio.

Cosa si sta facendo in Piemonte

Arpa Piemonte ha avviato l’attività analitica nel 2009 monitorando la diffusione dei PFAS nei corpi idrici regionali; l’attività si è sviluppata negli anni indagando altre matrici e ampliando il numero delle sostanze ricercate. 

Nell’ambito del monitoraggio dei corpi idrici è stata presto riscontrata la presenza di diverse sostanze PFAS ed è stata individuata una zona particolarmente contaminata a causa di un inquinamento puntuale storico e tuttora attivo, intorno al Polo Chimico di Spinetta Marengo ove vengono prodotte tali sostanze. 

Nel 2009 Arpa determinava nelle acque solo PFOA e PFOS, oggi le sostanze ricercate e quantificate dai laboratori sono più di 20 individuate tra le molecole rilevanti per aggiornamenti normativi o criticità sito-specifiche. L’evoluzione tecnologica della strumentazione in uso ha permesso negli anni di ottimizzare la sensibilità dei metodi adottati e di conseguenza è possibile confermare la diffusione di queste sostanze anche se in concentrazioni molto ridotte

Per individuare eventuali altre fonti di inquinamento da PFAS sul territorio regionale, Arpa Piemonte ha attivato una campagna di controlli di scarichi che potenzialmente potessero essere fonti di immissione di PFAS nell’ambiente: aziende nel cui ciclo produttivo possono essere presenti PFAS (trattamento di rifiuti, trattamenti galvanici, produzione e trattamento dei tessuti, cartiere) e depuratori civili e industriali che scaricano su corsi d’acqua.

A partire dal 2023 è in fase di sviluppo una attività sperimentale per la ricerca di PFAS in campioni di aeriformi, percolati di discarica, fanghi di depurazione, suoli e rifiuti per verificare la diffusione delle sostanze.

Nella sezione "Monitoraggio dal 2021" del   Portale sui PFAS di Arpa Piemonte sono pubblicati i risultati delle analisi PFAS condotte da Arpa Piemonte a partire dal 2021.

I rischi per la nostra salute

Per informazioni specialistiche e dettagliate si rimanda:

Regione Piemonte Inquinamento da PFAS e rischi per la salute https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/inquinamento-pfas-rischi-per-salute

Regione Piemonte Inquinamento da PFAS nel polo chimico di Spinetta Marengo https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/inquinamento-pfas-attivita-monitoraggio-limitazione-rischio

Istituto Superiore di Sanità Sostanze per- e poli-fluorurate (PFAS) 

Agenzia Europe per l'Ambiente https://www.eea.europa.eu/it/segnali/segnali-2020/infografica/effetti-delle-pfas-sulla-salute-umana/view

Informazioni e risorse aggiuntive

  Portale sui PFAS di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/pfas_acque/home

Inchiesta di Le Monde 'Forever pollution': Explore the map of Europe's PFAS contamination https://www.lemonde.fr/en/les-decodeurs/article/2023/02/23/forever-pollution-explore-the-map-of-europe-s-pfas-contamination_6016905_8.html

Regolamento 1907/2006 (CE) n. del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE  (REACh). http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1907/2009-06-27

Standard di qualità ambientale applicabili alle acque superficiali (SQA) di alcuni PFA https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/environmental-quality-standards-applicable-to-surface-water.htmlv

Decreto legislativo 18/2023 “Attuazione della Direttiva 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/03/06/23G00025/sg

EUROPEAN HUMAN BIOMONITORING DASHBOARD https://hbm.vito.be/eu-hbm-dashboard

Documento programmatico Iniziativa europea di biomonitoraggio umano PFAS https://www.hbm4eu.eu/wp-content/uploads/2022/06/Policy-Brief-PFAs_IT.pdf

Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa https://www.oecd.org/chemicalsafety/portal-perfluorinated-chemicals/

Vie di esposizione tipiche per i PFAS - https://www.eea.europa.eu/publications/emerging-chemical-risks-in-europe/emerging-chemical-risks-in-europe

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Redazione RSA

Gli scenari emissivi

Anno
2026

L’analisi di scenario è un processo di modellazione e studio impiegato per la stima degli effetti attesi sulla qualità dell’aria a seguito dell’applicazione di misure di riduzione delle emissioni, in funzione del raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa. 

Per sviluppare tali analisi è necessario predisporre degli scenari emissivi futuri, a partire da uno scenario di base relativo ad un determinato anno, preso come riferimento. Questi scenari tengono conto delle evoluzioni tecnologiche e comportamentali, nonché dell’applicazione di politiche ambientali definite ai diversi livelli (comunitario, nazionale, regionale). 

Il modello GAINS (Greenhouse Gas – Air Pollution Interactions and Synergies) è uno strumento sviluppato a livello europeo dalla IIASA (International Institute for Applied Systems Analysis) per poter elaborare scenari emissivi di gas serra (GHGs) e analizzare le interazioni tra inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici. 

La versione nazionale del modello (GAINS-Italia), adottata come riferimento metodologico dal Ministero nell’ambito del tavolo Ministero-Regioni,  consente di costruire scenari futuri regionali in modo coerente e armonizzato, integrando informazioni di livello europeo, nazionale e locale. Il modello si basa su una serie di ipotesi — di carattere economico, legate all’evoluzione normativa e all’applicazione progressiva delle strategie di controllo — sulla cui base è possibile stimare i trend emissivi regionali per i principali indicatori ambientali: ammoniaca (NH3), anidride carbonica (CO2), metano (CH4), ossidi di azoto (NOX), protossido di azoto (N2O), particolato (TSP, PM10, PM2.5), biossido di zolfo (SO2) e composti organici volatili (VOC).

Lo scenario evolutivo GAINS integra al suo interno:

  • l’evoluzione attesa dei consumi energetici e delle attività produttive (modello MARKAL Italy, scenari di attività produttive ENEA/ISPRA, ecc.);
  • le misure di controllo previste dalla CLE (Current Legislation);
  • il complesso dei Piani della Qualità dell’Aria predisposti dalle Regioni italiane.

Enea e Ispra realizzano scenari evolutivi aggiornati, tenendo conto degli scenari energetici e dei dati di attività produttiva non energetici più recenti.

Lo scenario nazionale “Baseline_WM_PNIEC_Sep2021”, ossia lo scenario with measure che include le politiche e misure vigenti fino al 2015, ha fornito i parametri necessari per proiettare le emissioni italiane dell’anno base agli anni 2025 e 2030, ai fini della revisione del Piano Regionale della Qualità dell’Aria. 

Per il Piemonte tale scenario è stato inoltre regionalizzato, attraverso un approfondimento sui macrosettori “Combustione non industriale” e “Trasporto su strada”: i trend restituiti dal modello GAINS sono stati infatti ritenuti troppo ottimistici rispetto all’evoluzione reale del parco impianti e del parco veicoli circolante a livello regionale. 

Per quanto riguarda il particolato PM10, si osserva una globale riduzione delle emissioni al 2030; per quanto riguarda le emissioni di NOx si evidenzia un marcato calo al 2030, attribuibile in particolare al miglioramento dal punto di vista emissivo del comparto trasporti.

È opportuno ricordare che uno scenario è sempre caratterizzato da un certo grado di incertezza, dipendente dai deficit di conoscenza dei fattori e dei processi che determinano le emissioni. Alcune di queste lacune possono essere ridotte con l'uso di strumenti statistici o mediante ulteriori studi volti ad approfondire la conoscenza scientifica di specifiche sorgenti emissive; altre risultano invece intrinseche al processo di elaborazione degli scenari e quindi difficilmente eliminabili. 

Tali elementi di incertezza derivano, in particolare, dalla difficolta di prevedere gli sviluppi economici futuri e di valutare la reale efficacia delle politiche di riduzione delle emissioni operanti nei diversi settori, quali la produzione di energia, l'agricoltura o i trasporti - come recentemente evidenziato dal caso dell’Euro 5 per gli ossidi di azoto.

Scenari emissivi al 2025 e al 2030 in Piemonte - Elaborazione Arpa Piemonte

Recentemente Enea e Ispra hanno reso disponibili nuovi scenari emissivi regionali, elaborati mediante il modello GAINS-Italia e che sono il risultato della scalatura regionale, con approccio top down, degli scenari ufficialmente comunicati dall’Italia all’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) nel marzo 2025 (REG_WM_PNIEC_Mar2025 with measure e REG_WAM_PNIEC_Mar2025 with additional measure).  Tali scenari tengono conto di tutte le politiche e misure incluse nel Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC), presentato nel 2024, nonché nel Programma Nazionale per il Controllo dell'Inquinamento Atmosferico (PNCIA) presentato nel 2021: lo scenario WM prende in considerazione politiche e misure implementate entro il 31 dicembre 2022, il WAM introduce anche quelle introdotte dopo tale data. 

Nell'ambito delle ulteriori elaborazioni richieste per l’aggiornamento del PRQA (Piano regionale di qualità dell'aria), in un’ottica cautelativa, si è scelto di far evolvere le emissioni regionali dei principali inquinanti utilizzando lo scenario di riferimento che include solo le politiche e misure vigenti (with measure). Lo scenario con misure aggiuntive (with additional measure), pur consentendo il raggiungimento degli obiettivi in termini di efficienza energetica, riduzione delle emissioni e incremento delle fonti rinnovabili, si basa infatti anche sull’introduzione di strategie ulteriori rispetto a quelle già in vigore e, pertanto, non ancora consolidate.

Informazioni e risorse aggiuntive

Modello GAINS (Greenhouse Gas – Air Pollution Interactions and Synergies) https://gains.iiasa.ac.at/models/

IIASA International Institute for Applied Systems Analysis  https://iiasa.ac.at/
 

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Aria

Quadro emissivo di riferimento in Piemonte

Anno
2026

L'Inventario Regionale delle Emissioni raccoglie su scala comunale le emissioni inquinanti prodotte da circa 200 attività antropiche e biogeniche presenti sul territorio regionale.

Per le emissioni di SO2 l'Industria contribuisce per il 20% con la combustione e per il 51% con i processi produttivi.

Per le emissioni di NOx il maggior contributo è dato dai trasporti stradali (53%), a cui seguono la combustione nell'industria (11%), i trasporti off-road (13%) e il riscaldamento (10%).

Le emissioni di NMVOC (Non-methane Volatile Organic Compounds) derivano principalmente dalle sorgenti biogeniche sia del comparto natura (44%) che del comparto agricoltura e allevamento (22%), mentre per le emissioni di NH3 Agricoltura e allevamento incidono per il 92%.

Il maggiore contributo alle emissioni di PM10 è dato dal riscaldamento, che incide per il 50%, a cui segue il comparto trasporti stradali (30%).

Per la CO2 invece il contributo maggiore è dato da tutte le tipologie di combustioni, sia derivate dal comparto industriale (63%) che dai comparti riscaldamento (24%) e traffico (37%).

Contributo dei diversi inquinanti per comparto emissivo in Piemonte - Fonte IREA 2019

Esiste un'elevata variabilità stagionale delle emissioni inquinanti: infatti i superamenti dei valori limite si riscontrano per lo più nel periodo invernale, durante il quale da una parte sono attivi gli impianti di riscaldamento e dall’altra sono ridotte le capacità dispersive dell’atmosfera.

Per tale motivo le emissioni regionali annuali di NOx e di PM10 sono state ripartite mensilmente sulla base di profili di modulazione temporale specifici per ciascun comparto emissivo: si può notare che nel periodo invernale le emissioni di PM10 sono rappresentate per circa il 67% dal riscaldamento civile mentre le emissioni di NOx risultano pressochè uniformemente distribuite nel corso dell’anno, con una lieve diminuzione nel mese di agosto.

Contributo dei comparti emissivi (Macrosettori SNAP) nel corso dell’anno. Emissioni di ossidi di azoto in Piemonte - Fonte IREA 2019, elaborazione Arpa Piemonte
Contributo dei comparti emissivi (Macrosettori SNAP) nel corso dell’anno. Emissioni di PM10 in Piemonte - Fonte IREA 2019, elaborazione Arpa Piemonte
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Aria

Emissioni in atmosfera

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L’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (IREA) è uno strumento conoscitivo di fondamentale importanza per la gestione della qualità dell'aria, in quanto fornisce, ad un livello di dettaglio comunale, la stima delle quantità di inquinanti introdotte in atmosfera da sorgenti naturali e/o attività antropiche; la sua realizzazione e il suo aggiornamento periodico comportano non solo il reperimento dei dati di base - parametri e fattori di emissione - da molteplici fonti, sia istituzionali che private, ma anche l’applicazione dii metodologie di calcolo in continua evoluzione.

La Regione Piemonte aggiorna periodicamente - sulla base della metodologia INEMAR - l'Inventario regionale, effettuando l'analisi dei requisiti e delle informazioni necessarie per la stima delle emissioni totali annuali di macro e microinquinanti, disaggregate per attività emissiva secondo la nomenclatura SNAP (Selected Nomenclature for Air Pollution).

La prima versione dell'Inventario Regionale risale all'anno 1997; sono disponibili gli aggiornamenti per gli anni 2001, 2005 e 2007, 2008, 2010, 2013, 2015 e 2019.

Per ciascuna delle sorgenti emissive - suddivise in sorgenti puntuali (singoli impianti industriali), sorgenti lineari (strade e autostrade) e sorgenti areali (fonti di emissione diffuse sul territorio) - vengono stimate le quantità di inquinanti emesse dalle diverse attività SNAP; gli inquinanti considerati sono monossido di carbonio (CO), ammoniaca (NH3), composti organici volatili non metanici (NMVOC), ossidi di azoto (NOx), anidride solforosa (SO2), polveri con diametro ≤10µ (PM10) e polveri con diametro ≤2.5µ (PM2.5), mentre metano (CH4), anidride carbonica (CO2), protossido di azoto (N2O) sono i gas serra maggiormente rilevanti presi in considerazione.

Informazioni e risorse aggiuntive

Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (IREA) https://www.servizi.piemonte.it/osservatori/cruscotto-conoscenze-ambientali/emissioni-atmosfera.shtml

Cruscotto delle conoscenze ambientali Emissioni in atmosfera Area download dati e indicatori https://www.servizi.piemonte.it/osservatori/cruscotto-conoscenze-ambientali/emissioni-download.shtml

Anno
2026
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Controlli della concentrazione di fibre di amianto aerodisperse nei cantieri dell'alta velocità ferroviaria

Anno
2026
Terzo Valico dei Giovi

Nel corso del 2025 i principali cantieri di scavo attivi della linea ferroviaria ad Alta Capacità/Alta Velocità Milano-Genova “Terzo Valico dei Giovi” sono stati: il cantiere “finestra Val Lemme” sito nel territorio del comune di Voltaggio, il cantiere stradale NV15 nel comune di Carrosio (SP160), il cantiere “finestra Castagnola” nel comune di Fraconalto, i cantieri “Moriassi e Radimero” nel comune di Arquata Scrivia e i cantieri COP6, COP7, COP11 e COP12 di Novi Ligure. 

Sono inoltre rimasti attivi i seguenti siti di deposito: ex cava Cementir nel comune di Voltaggio, cascina Romanellotta, Vassuria e Guendalina nel comune di Pozzolo Formigaro e cava Bolla in comune di Alessandria, Fraz. Spinetta M.go.  Nel corso dell’anno si sono conclusi i conferimenti presso cava Bolla e cava Vassuria.

Arpa Piemonte effettua attività di monitoraggio del materiale aerodisperso dal 2013, anche in parallelo al proponente. La finalità dei monitoraggi ambientali è garantire un controllo sulla qualità dell’aria in termini di concentrazione di fibre di amianto aerodisperse/litro di aria, poiché nelle zone in cui sono attivi gli scavi esistono formazioni geologiche contenenti rocce asbestifere.

La rete di monitoraggio è stata estesa anche ai siti di deposito a partire dal 2016 in quanto è stato stabilito di collocarvi le terre e rocce contenenti amianto (< 1000 mg/kg) secondo il Protocollo Gestione Amianto per il Terzo Valico Ferroviario Dei Giovi, reperibile sul sito  dell’Osservatorio Ambientale https://www.osservatoriambientali.it/home/gli-osservatori-ambientali-e-le-linee-av-ac/la-linea-terzo-valico-dei-giovi/gestione-rischio-amianto---documenti.html

Sono inoltre proseguite le attività in coerenza con le due convenzioni inerenti l’opera, la prima stipulata tra Arpa Piemonte, RFI S.p.a. e CoCIV volta al supporto tecnico scientifico all’Osservatorio Ambientale, per la tutela degli aspetti ambientali, al fine di garantire il corretto accompagnamento ambientale dell’opera e la seconda tra Arpa Piemonte e CoCIV legata alla gestione delle terre e rocce da scavo.

Relativamente alle analisi sui campioni di materiale aerodisperso prelevati da Arpa Piemonte all’esterno dei cantieri di scavo e deponia, queste ultime hanno normalmente evidenziato concentrazioni di amianto inferiori al limite di rilevabilità strumentale; diversamente la concentrazione di fibre di amianto determinata è risultata inferiore al valore di 1 fibra litro assunto come riferimento in ambiente di vita. 

Terzo Valico dei Giovi: risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso espressi in fibre/litro di aria ambiente
Punto prelievo gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
Finestra Val Lemme 1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Finestra Val Lemme 2 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Ex cava Cementir 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Finestra Castagnola 1 0,1 0,1 0,1 0,6 0,1 0,1 0,1
Finestra Castagnola 2 0,1 0,1 0,1 0,4 0,1 0,1 0,1
Pozzo Radimero 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Cascina Romanellotta 1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Cascina Romanellotta 2 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
COP7 1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
COP7 2 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Moriassi 2 0,1/0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
NV15 0,1 0,1 0,4 0,1
COP11 0,1 0,1 0,3 0,1 0,1 0,1 0,1
COP12 0,1 0,1 n.d 0,1 0,1 0,1 0,4
DP07- Cascina Bolla 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
Moriassi 1 -COP4 0,1/0,1 0,1/0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
COP6 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1
COP11 * SECONDA CINT 0,1
Cascina VASSURIA 0,1 0,1
Cascina Guendalina 1 0,1
Cascina Guendalina 2 0,1
Terzo Valico dei Giovi: risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso espressi in fibre/litro di aria ambiente - anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Nel corso dell’anno si è proceduto alla verifica di 7 membrane di materiale aerodisperso prelevate da COCIV evidenziando compatibilità tra i risultati di Arpa e quelli del laboratorio incaricato dal Proponente.

Sono stati altresì analizzati dal C.R.A. ambientale 88 campioni di terre e rocce da scavo,  prelevati dai servizi territoriali di Alessandria.
 

Torino - Lione

Il progetto della linea ferroviaria Torino-Lione prevede la realizzazione di una nuova linea ferroviaria internazionale lunga circa 235 km, dedicata al trasporto sia di merci che di passeggeri.

Per la conformazione geologica locale durante le fasi di realizzazione delle gallerie è possibile rinvenire la presenza di amianto nelle rocce scavate; perciò, Il Centro Regionale Amianto Ambientale di Arpa Piemonte ha effettuato la validazione del monitoraggio ambientale eseguito dal Proponente dell’Opera all’esterno del cantiere, come previsto dalla Delibera CIPE 86/2010 al punto 83.

L’attività di validazione è stata effettuata sia per la verifica delle condizioni di prelievo, mediante il campionamento in parallelo delle postazioni del monitoraggio ambientale, sia per la verifica del risultato analitico prodotto, mediante l’analisi di porzioni di membrane acquisite dal laboratorio incaricato. 

Nel 2025, l’attività di validazione dei dati è stata effettuata sulle matrici ambientali aria e acqua, presso i seguenti Cantieri Operativi: CO34 Tunnel di base (10 campioni di aerodispersi, 2 acque reflue e 3 campioni di terre e rocce da scavo), CO10 Salbertrand (10 campioni di aerodispersi e 5 campioni di terre e rocce da scavo), CO02C nuovo autoporto di San Didero (6 campioni di aerodispersi), Piana di Susa (11 campioni di aerodispersi), Caprie (8 campioni di aerodispersi). Nella tabella successiva si riportano i risultati delle analisi eseguite su campioni prelevati da Arpa limitatamente agli ultimi tre anni.

Torino-Lione: risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso - anni 2022-2025
Località Piazzale Museo Archeologico Chiomonte B_B Garbin - Chiomonte San Didero San Didero San Didero Salbertrand Salbertrand Piana di Susa Piana di Susa
30/11/2022 0.1 0.1 0.1
01/12/2022 0.2 0.1 0.1
07/03/2023 0.6 non leggibile
08/03/2023 0.7 non leggibile
09/03/2023 non leggibile 0.2
14/03/2023 0.4
15/03/2023 0.2 0.3
16/03/2023 0.8 0.4
23/03/2023 0.1 0.1
16/08/2023 0.2 0.1 0.1
05/07/2024 0.1
09/07/2024 0.1 0.1
07/10/2024 0.1 0.1
29/05/2026 0.1
10/12/2025 0.1
04/11/2025 0.1 0.1
05/11/2025 0.1
19/11/2025 0.1 0.1
10/12/2025 0.1
Torino-Lione: risultati del monitoraggio dell’amianto aerodisperso espressi in fibre/litro di aria ambiente - anni 2022-2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Commissario Terzo Valico    https://terzovalico.mit.gov.it/ambiente/controllo-aria/

Opuscolo amianto (mit.gov.it) https://terzovalico.mit.gov.it/wp-content/uploads/2021/04/opuscolo-amianto_0.pdf

Delibera numero 86, del 18 Novembre 2010 PROGRAMMA DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE (l. 443/2001). NUOVO COLLEGAMENTO INTERNAZIONALE TORINO-LIONE: CUNICOLO ESPLORATIVO DE LA MADDALENA. APPROVAZIONE PROGETTO DEFINITIVO E FINANZIAMENTO https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/media/docs/2010/E100086.pdf

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Benzo[a]pirene nel particolato PM10

Tema
Tipo
img-intro
nuvole e sole
Paragrafi

Il benzo[a]pirene (B[a]P) è un Idrocarburo Policiclico Aromatico (IPA) con struttura a cinque anelli aromatici condensati; è l’unico IPA per il quale la normativa ha stabilito un valore obiettivo. 
Gli IPA si formano durante le combustioni incomplete, in particolare dei combustibili fossili; le principali sorgenti sono individuabili quindi nel fumo di sigaretta, nei motori diesel e benzina, nelle centrali termiche alimentate con combustibili solidi e liquidi pesanti (nafta, cherosene, carbone, olio combustibile, biomassa legnosa). 

Nel 2025 il valore obiettivo per il benzo[a]pirene - pari a 1,0 ng/m3 come media annua, non è stato superato in alcuna stazione della rete regionale. Il valore più elevato (1 ng/m3) è stato misurato nella stazione di Domodossola - Curotti (fondo-suburbano).

Benzo[a]pirene: valore medio annuo nelle stazioni della rete misurato nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Per una descrizione più approfondita dell'inquinante si rimanda alla pagina dedicata di Arpa Piemonte - Inquinanti atmosferici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/inquinanti-atmosferici

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
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Bollettino Ozono

Anno
2026

Il bollettino ozono fornisce informazioni sui livelli di ozono osservati il giorno che precede quello di emissione e sui livelli previsti per i due giorni successivi, su quattro aree omogenee - due relative alla zona alpina e due alla zona di pianura-collina - in cui è stato suddiviso il territorio regionale.

Viene emesso nel periodo tarda primavera-estate, generalmente da maggio a settembre, nei giorni feriali entro le ore 14.

Bollettino Ozono - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Bollettino Ozono https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-ozono

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Ozono - Valore obiettivo per la protezione della vegetazione

Capitolo
Ozono
Anno
2026

Per quanto riguarda l'obiettivo a lungo termina per la protezione della vegetazione ossia l’AOT40 (Accumulated Ozone exposure over a Threshold of 40 ppb) - che valuta l’inquinamento da ozono attraverso la somma delle differenze tra le concentrazioni orarie superiori a 80 µg/m3, la tendenza rivela un trend dei valori leggermente in diminuzione.

Per avere una migliore rappresentazione dell’andamento temporale dell’indicatore, il valore di AOT40 è stato calcolato sui dati annuali, da maggio a luglio (obiettivo a lungo termine = 6000) - a differenza di quanto prescritto dalla normativa che prevede di considerare la media sugli ultimi 5 anni consecutivi.

Dal grafico è possibile osservare che nei primi anni 2000 i valori erano molto elevati, spesso superiori a 40.000–50.000 µg/m³·h, con un picco massimo intorno al 2003 (il secondo anno più caldo mai registrato in Piemonte dal 1958) rispetto alla media storica.

A partire dalla seconda metà degli anni 2000, i valori mostrano invece una progressiva diminuzione, pur con oscillazioni significative. Negli anni più recenti (circa 2015–2024), i valori si collocano generalmente tra 15.000 e 30.000 µg/m³·h, quindi sensibilmente inferiori rispetto all’inizio della serie. Sono comunque presenti episodi di risalita, ad esempio nel 2022.

In questo contesto, il 2025 si colloca nella fascia media della parte finale della serie, mostrando una lieve crescita rispetto al 2024, ma rimanendo ben al di sotto dei livelli critici registrati nei primi anni 2000.
 

Ozono: andamento, dal 2001 al 2025, dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della vegetazione (AOT40) – Aree rurali - Fonte Arpa Piemonte
Valore obiettivo per la protezione della vegetazione (media su 5 anni)

L’AOT40 è stato calcolato anche come media su 5 anni consecutivi, da maggio a luglio (valore obiettivo =18000). L’effetto della mediazione su un periodo pluriennale riduce le fluttuazioni annuali dovute alla variabilità meteorologica; si evidenzia tuttavia un costante, seppur lento decremento dell’indicatore.
 

Ozono: andamento, dal 2010 al 2025, del valore obiettivo per la protezione della vegetazione (AOT40 – media su 5 anni) – Aree rurali - Fonte Arpa Piemonte
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Aria