Siti nucleari in Piemonte e dose efficace all’individuo rappresentativo

Anno
2026

Ogni anno viene effettuata la stima della dose efficace per l’individuo rappresentativo della popolazione per i tre siti nucleari presenti in Piemonte, utilizzando come dati di base i risultati analitici del monitoraggio radiologico

La stima viene confrontata con il limite per la non rilevanza radiologica fissato in 10 µSv/anno (micro Sievert all'anno) che secondo i più recenti indirizzi nazionali ed internazionali è il limite da considerare per l’esposizione a sorgenti di radiazioni artificiali.

Alla dose efficace possono contribuire, attraverso differenti vie critiche di esposizione, sia matrici alimentari sia matrici ambientali

Le matrici rilevanti per la stima e i radionuclidi di riferimento sono stati individuati per ciascun sito in funzione delle caratteristiche degli impianti, dei punti di campionamento, della radiotossicità e del comportamento chimico dei radionuclidi stessi.

Le attività di monitoraggio hanno consentito di verificare il rispetto nel tempo del limite di non rilevanza radiologica di 10 µSv/anno per l’individuo rappresentativo della popolazione per tutti e tre i siti nucleari piemontesi.

Fonte Arpa Piemonte
Fonte Arpa Piemonte
Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

  Il monitoraggio radiologico sul geoportale di Arpa Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=9c6464a517b340caaf86a1c87b72e3bb

Arpa Piemonte Relazioni tecniche di dettaglio http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/siti-nucleari/ ,https://www.arpa.piemonte.it/ricerca/pubblicazioni?field_tema_target_id=77

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240530

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Radiazioni ionizzanti

La mappatura dell'amianto di origine naturale

Anno
2026

La mappatura ha come finalità l'individuazione e la delimitazione dei siti con presenza di amianto, consentendo altresì di disporre di elementi di valutazione, in continuo aggiornamento, utili a definire le attività di pianificazione regionale.

La mappatura si svolge mediante più step di aggiornamento ed implementazione delle informazioni, con approfondimenti di dettaglio che vengono resi disponibili on-line; la consultazione dei dati rilevati può avere luogo tramite il   Geoportale di Arpa Piemonte.

Il progetto di mappatura dell’amianto naturale nasce a seguito del D.M. 18 marzo 2003, n. 101 “Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell’articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93” che prevede, come specificato nell’allegato A - categoria 3 “Criteri per la mappatura della presenza di amianto nell’ambiente naturale”, la mappatura di ammassi rocciosi caratterizzati dalla presenza di amianto e delle attività estrattive (in esercizio o dismesse) relative a rocce e minerali con presenza di amianto o comunque ubicate in aree indiziate per la presenza di amianto.

La mappatura dell'amianto naturale deriva dall'analisi di diverse fonti informative relative alla presenza di rocce basiche e ultrabasiche che possono essere sede di locali concentrazioni di minerali asbestiformi ai sensi del D.M. 18 marzo 2003, n.101.

In particolare, le fonti utilizzate sono:

  • Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000;
  • nuova Carta Geologica d’Italia (CARG) alla scala 1:50.000 e a scala 1:25.000 laddove disponibili;
  • i permessi di ricerca e le concessioni minerarie, derivate dall’archivio storico di Torino di documentazione tra la metà degli anni ’30 e la metà degli anni ’60;
  • documentazione derivata da attività istruttorie di Arpa Piemonte e campionamenti specifici di Arpa;
  • rilievi geologici e sopralluoghi;
  • fonti bibliografiche.

Le litologie selezionate sono state classificate e suddivise in livelli tematici e dataset e distinte in cinque gruppi in termini di Probabilità di Occorrenza di Minerali di Amianto:

  • Classe di probabilità alta
  • Classe di probabilità medio-alta
  • Classe di probabilità media
  • Classe di probabilità medio-bassa
  • Classe di probabilità bassa

La metodologia è rivolta alla classificazione della probabilità di occorrenza di minerali di amianto (POMA) dei depositi detritici. In particolare, l’attività di classificazione dei depositi detritici è continuata utilizzando il criterio geometrico, ovvero è stato possibile associare al singolo deposito detritico il medesimo livello di POMA di quello del substrato su cui si sviluppa sulla base della sovrapposizione di informazioni ottenute attraverso “l’overlay topologico” in ambiente GIS (sovrapposizione tra poligoni di depositi detritici e poligoni di substrato roccioso). 

Mediante le funzioni di overlay è stato possibile attribuire al deposito detritico, indipendentemente dalla tipologia del deposito (che possa derivare da movimenti franosi di versante, da processi erosionali, deposizionali glaciali o fluviali, coltri eluvio-colluviali ecc.), la classe di POMA del substrato sottostante. 

In base a questo criterio di classificazione sono stati classificati per il 2025 in banca dati più di 1000 depositi detritici relativamente alle aree corrispondenti ai fogli geologici del progetto CARG (Foglio Bardonecchia). Inoltre, dopo una prima fase di sperimentazione condotta nel 2024, nel 2025 è iniziata la classificazione attraverso il “criterio geologico-geomorfologico”, ossia sulla base di interpretazioni geologico-geomorfologiche laddove è stato possibile associare al singolo deposito detritico il medesimo livello di POMA di quello del substrato su cui si sviluppa. 

Questo criterio è stato utilizzato nel caso in cui il criterio geometrico non permetta di fare una classificazione diretta attraverso “l’overlay topologico” in ambiente GIS. Si tratta di valutare singolarmente e di volta in volta il deposito detritico in base alla tipologia e al processo evolutivo (erosionale, deposizionale, gravitazionale, alterazioni in situ, ecc.) che lo hanno generato.

La normativa italiana con il termine “amianto” indica 6 minerali fibrosi: l’actinolite d’amianto, la grunerite d’amianto (amosite), l’antofillite d’amianto, il crisotilo, la crocidolite e la tremolite d’amianto.

È importante evidenziare che i minerali di amianto non sono distribuiti in maniera ubiquitaria all’interno dei litotipi ad alta probabilità di occorrenza di minerali di amianto, ma sono spesso associatia zone intensamente fratturate.

Si sottolinea infine che la cartografia geologica prodotta riporta come informazione di base gli areali in cui, in relazione alle rocce riconosciute in affioramento o sub-affioramento, potrebbero rinvenirsi mineralizzazioni di amianto: essa, quindi, non indica se l’amianto è presente o meno in una determinata area. La determinazione dell’effettiva presenza o assenza dei minerali classificati come amianto può essere infatti effettuata solo attraverso un rilievo geologico di dettaglio in sito e dall’analisi petrografico-mineralogica dei campioni prelevati.

Informazioni e risorse aggiuntive

D.M. 18 marzo 2003, n. 101 “Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell’articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/05/09/003G0126/sg

LEGGE 23 marzo 2001, n. 93 Disposizioni in campo ambientale. https://www.normattiva.it/eli/id/2001/04/04/001G0148/CONSOLIDATED/20240527

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008 "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

D.G.R. n. 58-4532 del 29 dicembre 2016- “Definizione delle modalità di comunicazione della presenza di amianto ai sensi dell'art. 9 della L.R. 30/2008, in attuazione del Piano Regionale Amianto per gli anni 2016-2020 approvato con D.C.R. 1 marzo 2016, n. 124 – 7279” http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2017/04/attach/dgr_04532_930_29122016.pdf

  Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

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Redazione RSA

Linee guida per indagini geologiche in aree caratterizzate dalla presenza di amianto

Anno
2026

A seguito di un'intensa attività condotta in sinergia tra Arpa Piemonte e Regione Piemonte nel corso del 2019, con D.G.R. 14 febbraio 2020, n. 14-1010 è stato adottato un documento di linee guida che fornisce indicazioni ed indirizzi per la realizzazione di indagini geologiche nelle aree interessate dalla presenza naturale di amianto

Il documento si inserisce nel quadro della L.R. 30/2008 "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" e si pone come uno strumento di supporto a professionisti ed Amministrazioni che operano in contesti caratterizzati dalla presenza naturale di amianto. 

Il tema dell’amianto rappresenta per il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) uno dei principali ambiti di interesse e intervento, a causa delle problematiche ambientali e sanitarie connesse e del significativo impatto socio-economico. In tale contesto è stata redatta la “Linea guida per lo scavo, la movimentazione e il trasporto delle terre e rocce da scavo con amianto naturale e per i relativi criteri di monitoraggio” (Delibera del Consiglio SNPA, seduta del 22.02.2023, Doc. n. 197/23).
La linea guida si propone di fornire indicazioni tecniche per la gestione degli interventi in aree interessate dalla presenza di formazioni ofiolitiche (cosiddette “Pietre verdi”) o, più in generale, dalla presenza di materiali fibrosi naturali. Le indicazioni contenute nel documento derivano dalle migliori pratiche sviluppate a livello nazionale e internazionale, nonché dalle esperienze maturate dalle agenzie di protezione ambientale maggiormente impegnate in questo ambito.

Informazioni e risorse aggiuntive

Linee guida per indagini geologiche in aree caratterizzate dalla presenza di amianto http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/09/attach/dgr_01010_1050_14022020.pdf

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Amianto, risposte per l'aria

Tema
Tipo
Paragrafi

Con l’emanazione della Legge n. 257/1992– che vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto – se è cessata la immissione di nuovi manufatti contenenti amianto non per questo il problema della dispersione di fibre di amianto in aria era da considerarsi risolto.

Da quel momento ha quindi avuto inizio un’importante opera di bonifica tutt’ora in corso, sia con interventi puntali in importanti siti contaminati da amianto che con interventi diffusi per mettere in sicurezza o bonificare le migliaia di piccole e piccolissime possibili sorgenti di fibre, questi ultimi pianificati in Piemonte con un apposito Piano Regionale Amianto.

La rimozione di manufatti contenti amianto, gli scavi e la movimentazione di terreni con presenza di amianto di origine antropica o naturale se eseguite senza precauzioni possono determinare l’aerodispersione di fibre di amianto.

La conoscenza dei siti dove l’amianto è presente e degli eventi e delle attività che possono interferire con esso causandone la dispersione, nonché la corretta applicazione di procedure di sicurezza, sono fondamentali per minimizzare la presenza di fibre di amianto in aria.

Sebbene l’attività di monitoraggio non possa sostituirsi all’adozione delle misure di prevenzione, può però, in alcuni casi, mettere in evidenza situazioni di inquinamento sfuggite alla valutazione preventiva e permettere l’adozione delle necessarie correzioni.

L’attività di indagine su particolari siti e attività, nel territorio piemontese, per la verifica della presenza di fibre di amianto in aria, è particolarmente rilevante nel caso di grandi cantieri e dei siti in bonifica di Balangero e Casale Monferrato.

Campionatore per il monitoraggio delle fibre di amianto in aria - Fonte Arpa Piemonte
Microscopio a scansione elettronica - Fonte Arpa Piemonte
Fibra di Grunerite al microscopio a scansione elettronica - Fonte Arpa Piemonte
Risorse e informazioni aggiuntive

LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008  "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

D.Lgs 81/2008, titolo IX capo 3 “Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto” https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2008-04-30&atto.codiceRedazionale=008G0104&atto.articolo.numero=0&atto.articolo.sottoArticolo=1&atto.articolo.sottoArticolo1=0&qId=6f547fab-6e84-4a5a-b6ab-1a9ef8c49c0f&tabID=0.6064923914203442&title=lbl.dettaglioAtto

Direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A02009L0148-20231220

Anno
2026
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Amianto, risposte sul territorio

Tema
Tipo
Paragrafi

Con l’emanazione della Legge n. 257/1992– che vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto – se è cessata la immissione di nuovi manufatti contenenti amianto non per questo il problema della dispersione di fibre di amianto in aria era da considerarsi risolto.

Da quel momento ha quindi avuto inizio un’importante opera di bonifica tutt’ora in corso, sia con interventi puntali in importanti siti contaminati da amianto che con interventi diffusi per mettere in sicurezza o bonificare le migliaia di piccole e piccolissime possibili sorgenti di fibre, questi ultimi pianificati in Piemonte con un apposito Piano Regionale Amianto.

Risorse e informazioni aggiuntive

LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008  "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

  Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

Anno
2026
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Contributi per la bonifica di edifici pubblici

Per dare continuità alle azioni di risanamento del territorio ed in coerenza con gli obiettivi del Piano Regionale Amianto, nel corso degli ultimi anni sono state destinate risorse finanziarie in favore di enti pubblici per consentire interventi di bonifica dell'amianto.

In particolare nel 2025 Regione Piemonte, con D.G.R. 10-1361 del 14/07/2025, ha approvato il “Bando per  l'attribuzione di contributi alle Amministrazioni comunali e provinciali per la realizzazione di interventi di bonifica, con rimozione, di manufatti contenenti amianto su edifici di proprietà” stanziando risorse per complessivi € 3.141.000,00.

A seguito della pubblicazione del bando sono pervenute 115 domande di partecipazione, delle quali 113 sono risultate ammissibili a contributo, da parte di Comuni e Province della Regione. I progetti presentati riguardano interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, da attuarsi mediante rimozione definitiva, su immobili a disposizione delle Amministrazioni, tra cui scuole, uffici e magazzini comunali, aree cimiteriali.

Con D.D. n. 1111 del 15/12/2025 è stata approvata la graduatoria delle istanze ammissibili ed è stato definito l’elenco degli interventi ammessi a contributo.

In base ai criteri precedentemente definiti per l’assegnazione di contributi, in graduatoria è stata data priorità agli interventi per i quali sia stata accertata la necessità di bonifica in esito al processo diagnostico di valutazione del rischio. Condizioni prioritarie sono state assegnate, inoltre, agli interventi inerenti la rimozione dei manufatti contenenti amianto in matrice friabile, interventi attuati su edifici e strutture scolastiche ed, infine, interventi attuati su edifici e strutture ubicate nel territorio di Comuni fino a 5 mila abitanti.

In base ai quadri economici dei progetti presentati e alle risorse totali stanziate, sono stati avviati i lavori sui primi 22 interventi in graduatoria.

Anno
2026
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Redazione RSA
Paragrafi

Per dare continuità alle azioni di risanamento del territorio ed in coerenza con gli obiettivi del Piano Regionale Amianto, nel corso degli ultimi anni sono state destinate risorse finanziarie in favore di enti pubblici per consentire interventi di bonifica dell'amianto.

In particolare nel 2025 Regione Piemonte, con D.G.R. 10-1361 del 14/07/2025, ha approvato il “Bando per  l'attribuzione di contributi alle Amministrazioni comunali e provinciali per la realizzazione di interventi di bonifica, con rimozione, di manufatti contenenti amianto su edifici di proprietà” stanziando risorse per complessivi € 3.141.000,00.

A seguito della pubblicazione del bando sono pervenute 115 domande di partecipazione, delle quali 113 sono risultate ammissibili a contributo, da parte di Comuni e Province della Regione. I progetti presentati riguardano interventi di bonifica di manufatti contenenti amianto, da attuarsi mediante rimozione definitiva, su immobili a disposizione delle Amministrazioni, tra cui scuole, uffici e magazzini comunali, aree cimiteriali.

Con D.D. n. 1111 del 15/12/2025 è stata approvata la graduatoria delle istanze ammissibili ed è stato definito l’elenco degli interventi ammessi a contributo.

In base ai criteri precedentemente definiti per l’assegnazione di contributi, in graduatoria è stata data priorità agli interventi per i quali sia stata accertata la necessità di bonifica in esito al processo diagnostico di valutazione del rischio. Condizioni prioritarie sono state assegnate, inoltre, agli interventi inerenti la rimozione dei manufatti contenenti amianto in matrice friabile, interventi attuati su edifici e strutture scolastiche ed, infine, interventi attuati su edifici e strutture ubicate nel territorio di Comuni fino a 5 mila abitanti.

In base ai quadri economici dei progetti presentati e alle risorse totali stanziate, sono stati avviati i lavori sui primi 22 interventi in graduatoria.

Capitolo
Amianto
Anno
2026

Concentrazioni polliniche e serie storica - Ambrosia artemisiifolia

Anno
2026

L'Ambrosia artemisiifolia è una pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae ed è maggiormente presente nel periodo tardo estivo, a partire dal mese di agosto fino a ottobre.

Si tratta di una specie esotica di particolare interesse dal punto di vista sanitario, in quanto responsabile di reazioni allergiche importanti.

L’andamento storico di questa pianta è illustrato attraverso i valori annuali di concentrazione, noti come integrale pollinico, aggiornati fino al 2025 per le stazioni di Novara e Alessandria. L'analisi della serie evidenzia 3 picchi: Il primo si osserva tra il 2011 e il 2012, quando si è raggiunto il valore massimo di integrale pollinico annuale (nel 2011 a Novara e nel 2012 ad Alessandria); il secondo nel 2019, il terzo nel 2024, rilevato per la stazione di Novara.

Per quest’ultima si osserva un andamento decrescente dei tre massimi nel tempo. Diversamente, ad Alessandria, i dati più recenti sembrano indicare un incremento delle concentrazioni negli ultimi due anni. Il monitoraggio futuro permetterà di effettuare una valutazione più completa dell'evoluzione del fenomeno.

Fonte Arpa Piemonte

L’Ambrosia, originaria del Sud America, si è diffusa in Europa da circa 20 anni, risultando oggi ampiamente presente e di difficile eradicazione. Un importante antagonista naturale di questa specie è l’insetto Ophraella communa, un coleottero che si nutre quasi esclusivamente di foglie e fiori di piante appartenenti alle composite, con una particolare predilezione per Ambrosia artemisiifolia

Ophraella communa svolge la maggior parte del proprio ciclo vitale sulla parte aerea della pianta ospite. Larve e adulti si alimentano principalmente delle foglie, sulle quali vengono deposte anche le uova, senza tuttavia trascurare i fiori. In condizioni di infestazione elevata, questo insetto può causare su Ambrosia artemisiifolia gravi fenomeni di defogliazione e un generale deperimento delle piante, che appaiono fortemente compromesse. In alcuni casi, l’effetto osservato in campo risulta paragonabile a quello di un diserbo selettivo.

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In redazione
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Ambiente e salute

MAS 2 - Favorire la transizione energetica, l'adattamento e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico

Anno
2026

La transizione energetica contribuisce a ridurre le emissioni climalteranti e le emissioni inquinanti, ad assicurare energia a prezzi ragionevoli, a ridurre le povertà energetiche, a creare nuove opportunità di crescita e occupazione, a garantire una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento energetico e a ridurre la dipendenza
dalle importazioni dai territori limitrofi.

Le priorità di intervento di questa Macro Area Strategica sono pertanto: la riduzione dei consumi, l’aumento dell’efficienza energetica, la sostituzione progressiva delle fonti fossili con fonti rinnovabili, la promozione e facilitazione della conversione dei trasporti e della mobilità in chiave più sostenibile e un cambio di paradigma nell’organizzazione della generazione elettrica e da un modello centralizzato ad un modello di generazione distribuita. Questi assi, unitamente alla ricerca che accompagna trasversalmente molte altre tematiche, sono i caposaldi della transizione energetica ai quali il Piemonte deve tendere.
 

Le "direttrici" della transizione per le politiche energetiche
 

Riduzione dei consumi con interventi prioritari di efficientamento nel settore civile e dei trasporti

Nel settore privato e residenziale, occorrerà valutare i target di efficientamento che verranno raggiunti grazie al “super bonus” e ai nuovi criteri costruttivi obbligatori che impongono l’obbligo di costruire edifici a energia quasi zero. Per il settore industriale/produttivo, che ha già dovuto subire una significativa riduzione dei propri consumi, il target al 2030 prevede il mantenimento del livello raggiunto, pur prevedendosi una ripresa dell’economia all’orizzonte temporale dato da qui al 2030.
 

Costruzione di un mix bilanciato di fonti rinnovabili 

Verrà privilegiata l’energia utile prodotta da fonti elettriche e termiche che non prevedono il ricorso a processi di combustione e che quindi non incidono sulla qualità dell’aria. Ne sono esempio: la fonte solare fotovoltaica e termica, l’idroelettrico, l’eolico e la geotermia, con le cautele derivanti dagli effetti del cambiamento climatico sulle precipitazioni e in relazione alle problematicità nel riempimento degli invasi a fini idroelettrici e di disponibilità della risorsa fisica. Per quanto riguarda l’uso di biomassa di cui il Piemonte dispone si intende intervenire con l’efficientamento dei sistemi di combustione, riducendo progressivamente le quantità totali di biomassa combusta e favorendo nel contempo un processo di qualificazione della risorsa forestale utilizzata, mediante l’organizzazione di una filiera corta.
 

Il passaggio dalla generazione elettrica centralizzata a quella distribuita

in relazione a fonti rinnovabili legate al territorio, fortemente geo-referenziate e in relazione al consumo locale, attraverso l’implementazione del concetto di prosumer, secondo cui, il nuovo cliente finale sarà in grado di autoprodurre l’energia che gli serve e di immagazzinare/stoccare le eccedenze (differendone temporalmente il consumo) per cederle ad altri consumatori attraverso l’adozione di sistemi intelligenti di programmazione locale di autoproduzione e consumo (auto-consumatori che agiscono collettivamente e comunità energetiche) costituirà un altro degli elementi qualificanti del processo di transizione. Si evidenzia come il Piemonte già dal 2018 disponga di una legge regionale (l.r. n. 12/2018) con cui vengono promosse, a titolo sperimentale e in attesa del recepimento della Direttiva RED II, le comunità energetiche.

 

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Percorsi educativi: un patentino per lo smartphone

Anno
2026

Come negli anni scolastici precedenti, all’interno del programma “Scuole che promuovono salute” del Piano Regionale della Prevenzione, è stato avviato da ottobre 2024 il progetto di formazione “Un patentino per lo smartphone” promosso dall'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, nell’ambito della legge regionale n° 2/2018 per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e Cyberbullismo. 

Il progetto regionale, interistituzionale vede la partecipazione dell’Ufficio Scolastico Territoriale di competenza, le Scuole Polo per il Cyberbullismo, le ASL Piemontesi, la Polizia di Stato e Arpa Piemonte. 

Il progetto multidisciplinare è finalizzato a formare gli studenti delle classi prime delle scuole secondarie di I grado ad un percorso di sensibilizzazione all’uso consapevole dello smartphone, del web e dei social network e di prevenire i rischi di un comportamento inadeguato. 

L’obiettivo è stato quello di creare un percorso educativo multidisciplinare, rivolto agli insegnanti, per favorire l’integrazione di temi e prospettive differenti: normativa e rispetto delle regole, media education, funzionamento dei dispositivi, promozione della salute. 

Il progetto si è sviluppato inoltre in alcune scuole secondarie di II grado capofila di una rete che ha coinvolto Istituti superiori di alcune provincie del territorio piemontese. L'iniziativa rappresenta un nuovo passo della Strategia regionale di prevenzione e di educazione alla cittadinanza digitale.

Logo dell'iniziativa

L’edizione 2024/2025 ha visto la partecipazione al corso di 195 istituti comprensivi con la formazione complessiva di 17128 studenti da parte dei docenti.

Nell’edizione 2024/2025, ARPA Piemonte ha inoltre realizzato un secondo modulo di approfondimento rivolto ai docenti, dedicato alla tecnologia 5G e alle tematiche correlate. In particolare, sono stati affrontati gli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute, i rischi uditivi ed extra‑uditivi legati all’utilizzo dei dispositivi mobili, nonché i principi del consumo sostenibile e le buone pratiche da adottare.

Il percorso si è concluso con una cerimonia pubblica di consegna del "Patentino", coinvolgendo i genitori e le Istituzioni pubbliche locali. 
Arpa Piemonte ha predisposto una sezione disponibile sul sito per la FAD dei docenti. I toolkit delle lezioni sono disponibili in una  mappa multimediale e riguardano i seguenti temi: 

I materiali sono messi a disposizione dei docenti interessati, affinché possano trasmettere i contenuti del corso ad altri insegnanti e/o studenti, stimolandoli a riflettere sul proprio rapporto con le 'nuove' tecnologie e i social network, sulle opportunità offerte e i rischi connessi, con l’obiettivo di renderli protagonisti consapevoli del proprio percorso di crescita e delle scelte che ne derivano.
I contenuti formativi sono stati elaborati dalle seguenti strutture di Arpa Piemonte:  Educazione Ambientale, Epidemiologia Ambientale, Radiazioni Non Ionizzanti e dal Gruppo Rumore del Dipartimento Territoriale Piemonte Nord Ovest
Arpa Piemonte ha predisposto infine un decalogo ironico sull'uso consapevole del cellulare

I numeri dell'edizione 2024 -2025 del percorso "Un patentino per lo smartphone" - Fonte Regione Piemonte
Numero IC coinvolti Numero docenti formati Numero classi formate Numero studenti formati Numero patentini consegnati
195 369 (1° modulo) 107 (2° modulo) 855 17.128 16.857
I numeri dell'edizione 2024-2025 del percorso "Un patentino per lo smartphone" - Fonte Regione Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Decalogo uso dello smartphone - Galleria Foto Arpa Piemonte https://galleriefotoarpapiemonte.weebly.com/decalogo-uso-dello-smartphone.html

Testo e musica del brano rap https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/educazione-ambientale/musicadambiente/brani-e-basi/cellu-rap 

Video progetto "Un patentino per lo smartphone" https://youtube/rBOjViW3Rzs

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Educazione alla sostenibilità

Bollettini pollini allergenici

Anno
2026

Il bollettino pollinico riassume la quantità di polline presente nell’atmosfera in un determinato territorio, rilevata quotidianamente dal campionatore installato nelle stazioni di monitoraggio, dal lunedì alla domenica. I dati sono espressi come concentrazioni giornaliere di polline (numero di pollini per metro cubo), riferite a specifiche famiglie o generi.

A fini comunicativi e sulla base di soglie prestabilite, le concentrazioni sono rappresentate tramite un codice colore: il bianco indica l’assenza di polline, mentre giallo, arancione e rosso corrispondono rispettivamente a livelli di concentrazione bassi, medi e alti. Se, in una determinata giornata, non è stato possibile rilevare la concentrazione pollinica, nel bollettino viene utilizzato il colore grigio. Questa classificazione riflette la quantità di polline prodotta dalle singole famiglie/generi e non rappresenta il valore soglia che può scatenare una reazione allergica nell'essere umano.

Il bollettino viene pubblicato con cadenza settimanale, ogni mercoledì (il giorno di emissione può variare in presenza di festività), e riporta i dati relativi alla settimana appena conclusa.

l bollettino comprende le 17 famiglie botaniche di maggiore rilevanza allergologica. In aggiunta, vengono fornite informazioni dettagliate su due generi di asteracee—ambrosia e artemisia—caratterizzati da un elevato potere allergizzante, nonché sulla concentrazione della spora fungina del genere Alternaria.

In ciascun bollettino sono riportate sia la previsione della quantità di polline attesa per la settimana in corso—elaborata sulla base delle condizioni meteorologiche e dell’andamento storico delle singole famiglie/generi— sia una valutazione di sintesi della quantità di polline aerodisperso.

Esempio di bollettino pollinico - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino pollini allergenici di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/pollini-allergenici

Archivio dei bollettini dei pollini di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/pollini/ 

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Ambiente e salute