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Ondate di calore e andamento della mortalità estiva nell'anno 2024

Anno
2025

È noto che il benessere dell’uomo dipende e impatta sul benessere sia dell’ambiente sia delle specie animali, come ben evidenziato dall'approccio One-Health

Infatti, numerosi studi confermano le interazioni tra i fenomeni fisici in atmosfera, come eventi estremi, qualità dell’aria e concentrazione di ozono, e salute dell’uomo. 

In particolare, il microclima dell’ambiente di vita, inteso come combinazione di temperatura, umidità e velocità dell’aria, influisce sui meccanismi di termoregolazione umana, anche se la risposta di tali meccanismi può essere differente per sottogruppi specifici di popolazione, quali i soggetti “fragili”, identificabili attraverso caratteristiche di vulnerabilità ambientale, clinica e socioeconomica. 

In situazioni estreme, come temperature particolarmente elevate ed eventi meteorologici sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, i possibili effetti sulla salute dell’uomo, in termini sia di morbosità sia di mortalità, possono essere a carico di diversi apparati vitali: sistema cardiocircolatorio, polmonare, nervoso, ormonale. 

Date queste premesse, si osserva che la stagione estiva 2024 ha avuto una temperatura media di 19.7°C, con un’anomalia termica positiva di 1.2°C rispetto alla media del periodo 1991-2020, ed è stata la sesta estate più calda nella distribuzione storica degli ultimi 67 anni.  

É risultata invece la terza estate con le temperature minime più elevate, preceduta solo da quelle del 2003 e 2022, mentre per le temperature massime si è registrata un’anomalia positiva leggermente più contenuta, di 0.8°C circa rispetto alla climatologia 1991-2020, classificandosi al decimo posto nella rispettiva distribuzione storica.  

L'estate del 2024 ha inoltre visto un numero significativo di ondate di calore, definite come periodi di almeno tre giorni consecutivi di caldo intenso, ovvero giornate in cui la temperatura percepita ha superato almeno il 75° percentile. 

Nei capoluoghi piemontesi, queste ondate sono state particolarmente evidenti: si sono verificate tre ondate di calore ad Asti, Biella e Torino, sei ad Alessandria e Vercelli. 

Anche la durata degli episodi è stata notevole, come quello osservato a Vercelli, che si è protratto per ben 20 giorni consecutivi. 

La sorveglianza sanitaria attiva per valutare l’impatto delle temperature anomale ha fatto registrare, tra il 15 maggio ed il 30 settembre 2024 negli 8 comuni capoluogo di provincia, 4442 decessi, di cui 3077 (poco più del 69%), sono decessi avvenuti tra i residenti a Torino. 

Analizzando separatamente le classi d’età maggiori di 65 e 75 anni, che la letteratura indica come sottopopolazioni di “fragili” e a maggior rischio rispetto al determinante ambientale in studio, si osserva come, rispetto alla mortalità totale, la mortalità nella classe d’età maggiore di 65 anni varia dall’88.7% al 96.0% mentre la mortalità nella classe d’età oltre i 75 anni varia tra 76.6% a 90.9%. 

 

Città / Mortalità Tutte le età 65 anni e più 75 anni e più
Alessandria 342 272 263
Asti 231 177 190
Biella 72 62 51
Cuneo 154 123 109
Novara 325 262 225
Verbania 99 90 110
Vercelli 142 110 130
Torino 3077 2415 2376
Totale 4442 3511 3454
Tabella 1 - Statistica descrittiva del numero di decessi in frequenza assoluta, per classe di età, tutte le città capoluogo e totale in Piemonte, tra il 15 maggio ed il 30 settembre 2024 - Fonte Arpa Piemonte

La valutazione del numero di deceduti deve tenere in considerazione, oltre al determinante ambientale, anche il numero di residenti. 

Infatti, si deve sottolineare che la popolazione residente negli otto comuni oggetto di analisi è andata progressivamente diminuendo negli anni, mentre la percentuale di residenti di età maggiore di 65 anni nel 2024 varia tra 24.6% e 29.3%. 

Se si considerano i deceduti piemontesi con l'esclusione dei residenti a Torino, i decessi totali osservati nei sette capoluoghi di provincia sono stati 1365, con un valore molto simile a quello osservato negli anni pre-pandemici, nel 2019 erano stati registrati un numero di decessi pari a 1367.

Citta' / Frequenza assoluta Popolazione Residente 2019 Popolazione Residente 2023 Mortalità 2019 Mortalità 2024
Alessandria 93631 91936 360 342
Asti 76026 73787 271 231
Biella 43987 42953 76 72
Cuneo 56144 56008 138 154
Novara 104279 102518 263 325
Verbania 30505 30016 97 99
Vercelli 46035 45635 162 142
Torino 875698 846926 2767 3077
Totale 1326305 1289779 4134 4442
Distribuzione della popolazione residente al 31 dicembre 2018 e al 31 dicembre 2023, numero di deceduti nell’estate del 2019 e del 2024, per tutte le città capoluogo e totale - Fonte: BDDE Regione Piemonte

Considerando la variabile luogo di decesso, circa il 30% dei 4442 decessi osservati è avvenuto nella propria abitazione, quasi il 22% in Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A), il 3% in altri luoghi mentre i decessi rimanenti (46%) sono avvenuti in ospedali pubblici o privati. Si rileva una differenza tra generi per quanto riguarda le proporzioni di deceduti in R.S.A. che sono 25% tra le donne e 19% tra gli uomini e in ospedale dove le percentuali sono 42% tra le donne e 50% tra gli uomini, rispettivamente. 

Risultano, invece, molto simili tra i due generi le percentuali di decessi avvenuti sia al proprio domicilio sia in altri luoghi. 

Per quanto riguarda l’ultima caratteristica raccolta, ovvero la data del decesso, la distribuzione dei decessi nei vari mesi estivi evidenzia un numero di decessi per gli otto capoluoghi di provincia maggiore nel mese di luglio, sia a livello globale sia per le singole categorie di luogo di decesso. 

La presenza di anomalia termica positiva a luglio in tutti i capoluoghi considerati fa intuire una possibile relazione tra il determinante ambientale e l’esito sanitario oggetto di studio (mortalità). 

Nulla, invece, si può dire circa la forza di tale relazione dipendente anche da altre variabili, non disponibili, quali per esempio, per i deceduti in ospedale, informazioni relative al giorno di ricovero in ospedale e la durata del ricovero prima del decesso, e le condizioni morbose che hanno determinato il ricovero e in seguito il decesso.  

Analisi decessi per luogo e periodo - Elaborazione Arpa Piemonte
Analisi della mortalità per capoluogo

L’analisi per singolo capoluogo evidenzia che ad Alessandria nell’estate del 2024 i decessi totali osservati risultano essere 342 di cui 314 ultrasessantacinquenni e 272 ultrasettantacinquenni. 

Nei giorni in ondata di calore tra gli ultrasessantacinquenni si sono verificati 116 decessi e pari ad una media giornaliera di 1.3 decessi. 

L’analisi comparata del numero di decessi cumulati osservati rispetto al numero di riferimento, tra gli ultrasessantacinquenni, non fa evidenziare nessun effetto del determinante ambientale. 

Ad Asti tra il 15 maggio ed il 30 settembre sono stati osservati 231 decessi di cui 205 tra gli ultrasessantacinquenni e 177 tra gli ultrasettantacinquenni (grandi anziani). 

Nei due periodi di sorveglianza epidemiologica, in particolare, sono stati osservati tra gli ultrasessantacinquenni, in media, 1.8 decessi per die. 

Confrontando il numero di decessi osservati con il valore di riferimento derivante dai dati storici per gli ultrasessantacinquenni non c’è evidenza di un effetto delle temperature estreme estive sulla mortalità. 

A Biella nell’estate 2024 sono stati osservati 72 decessi di cui 68 tra gli ultrasessantacinquenni e 62 tra gli ultrasettantacinquenni. Inoltre, tra gli ultrasessantacinquenni, l’eccesso cumulato di decessi attesi rispetto agli osservati è pari a 18 decessi. 

Nei giorni in ondata sono stati osservati tra gli ultrasessantacinquenni, in media, 0.4 decessi per die (il valore medio giornaliero del primo periodo di sorveglianza è 0.5, nel secondo 0.3 mentre, è di 0.6 nel terzo periodo). 

Nello stesso sottoperiodo il rapporto tra decessi osservati e decessi attesi, nella classe d’età degli ultrasessantacinquenni, dai dati storici evidenzia un non effetto sanitario del determinante ambientale in questo capoluogo. 

Il sistema di sorveglianza degli impatti sanitari del periodo estivo a Cuneo ha registrato un totale di 154 decessi di cui 139 tra gli ultrasessantacinquenni e 123 tra gli ultrasettantacinquenni. 

Il numero di decessi giornaliero osservato varia tra 0 e 5, sia per tutte le classi d’età sia tra gli ultrasessantacinquenni. 

Per l’analisi di impatto sanitario tra gli ultrasessantacinquenni, il primo periodo di sorveglianza correlato alle prime tre ondate è associato sia al più alto numero di decessi cumulati sia al più alto valore di decessi medi giornalieri. 

In questi sottoperiodi così come nell’intera estate il numero di decessi osservati tra gli ultrasessantacinquenni residenti a Cuneo è inferiore al numero di decessi attesi per la stessa classe d’età evidenziando un’assenza di effetto sanitario delle temperature nell’estate del 2024. 

Nella città di Novara tra maggio e settembre 2024 sono stati osservati 325 decessi di cui 296 tra gli ultrasessantacinquenni e 262 tra gli ultrasettantacinquenni  

Il numero di decessi osservato giornaliero per tutte le face d’età varia tra 0 e 7, sia per tutte le fasce d’età sia tra i deceduti ultrasessantacinquenni. Per la valutazione dell’impatto sanitario delle ondate di calore tra gli ultrasessantacinquenni sono stati osservati 91 decessi totali. 

In particolare, la combinazione di terza e quarta ondata ha avuto l’impatto totale più alto, mentre, la seconda ondata di calore l’impatto medio giornaliero maggiore. Il confronto tra il numero di decessi osservati ed il numero di decessi atteso dai dati sanitari storici nei giorni in ondata di calore non fa evidenziare nessun effetto del determinante ambientale. 

Nel periodo estivo 2024 a Verbania sono stati osservati 99 decessi di cui 95 tra gli ultrasessantacinquenni e 90 tra gli ultrasettantacinquenni. 

Nei tre periodi di sorveglianza epidemiologica per le analisi epidemiologiche sono stati osservati complessivamente 19 decessi tra gli ultrasessantacinquenni residenti in questo capoluogo. 

Alla seconda ondata di calore corrisponde l’impatto sanitario maggiore anche se comparando i dati osservati con quelli attesi non c’è evidenza di effetto sanitario delle temperature estreme. 

A Vercelli nell’estate 2024 sono stati osservati 142 decessi di cui 126 tra gli ultrasessantacinquenni e 110 tra gli ultrasettantacinquenni (grandi anziani). 

Il numero di decessi giornaliero è variabile, causa la bassa numerosità di popolazione, e oscilla tra 0 e 8, per tutte le classi d’età, mentre, il valore oscilla tra 0 e 6 se si analizzano solo i residenti a Vercelli ultrasessantacinquenni. 

Nei tre periodi di sorveglianza selezionati come determinanti dell’analisi epidemiologica, tra gli ultrasessantacinquenni sono stati osservati 52 decessi cumulati. 

L’impatto della combinazione della seconda e terza ondata, è maggiore sia in termini di mortalità cumulata sia i termini di mortalità media giornaliera. 

I decessi osservati tra gli ultrasessantacinquenni nei giorni in ondata risultano essere comunque inferiori all’atteso mostrando un non effetto del determinante ambientale nel 2024. 

 Infine, a Torino tra maggio e settembre 2024 sono stati registrati complessivamente 3077 decessi, in linea con i dati del 2023. 

In particolare, il 91% dei decessi, pari a 2783, è avvenuto tra residenti ultrasessantacinquenni, mentre, il 79%, ovvero 2415, è avvenuto tra gli ultrasettantacinquenni. 

A livello di struttura demografica della popolazione residente nel capoluogo regionale del Piemonte, il 2024 conferma a Torino l’invecchiamento della popolazione residente, con una proporzione sempre crescente di grandi anziani. 

Nelle tre ondate di calore il numero di decessi medi osservati tra gli ultrasessantacinquenni è superiore rispetto al numero nei giorni in assenza in ondata, in particolare solo la prima ondata di calore sembra aver avuto un impatto significativo. 

Informazioni e risorse aggiuntive

World Health Organisation One Health https://www.who.int/news-room/questions-and-answers/item/one-health

Istituto Superiore di Sanità One Health https://www.iss.it/one-health

Istituto Superiore di Sanità EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica Il Piano d’azione congiunto One Health (OH JPA) 2022-2026 e le linee guida per la sua implementazione https://www.epicentro.iss.it/globale/ohjpa-2022-2026

Ministero della Salute Ambiente, clima e salute https://www.salute.gov.it/new/it/tema/piano-nazionale-della-prevenzione/ambiente-clima-e-salute/

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Ambiente e salute

Malattie tramesse da vettori

Capitolo
Salute e Clima
Anno
2025
Chi se ne occupa

Il Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (SEREMI) è il servizio di riferimento dell’Assessorato alla Sanità per le attività di amministrazione, indirizzo e pianificazione in materia di infezioni e per le emergenze infettive. Le attività di sorveglianza e controllo sono coordinate dalla Direzione Sanità e Welfare della Regione Piemonte.

In Piemonte, le indicazioni organizzative e operative rispetto a tutti gli interventi programmati per il controllo della diffusione delle arbovirosi sono definite dal Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi, in raccordo con quanto previsto dalle circolari ministeriali e dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi.

Cosa sono

Le arbovirosi sono zoonosi causate da virus trasmessi da vettori artropodi (es: zanzare, zecche e flebotomi) tramite morso/puntura e interessano sia l'uomo che gli animali.

Al momento attuale si contano oltre 100 virus classificati come arbovirus, in grado di causare malattia nell’uomo.

L’infezione non si trasmette da persona a persona: una zanzara che punge un malato non può trasmettere l’infezione a un’altra persona pungendola. Per quanto riguarda il rischio legato alle trasfusioni, al trapianto d’organo, ai tessuti e alle cellule sono previste procedure specifiche dettate dai protocolli nazionali e dal Piano regionale che scattano tempestivamente alla prima segnalazione di circolazione virale (anche in zanzare o animali).

Stato

Nel 2024, in Piemonte, sono stati notificati 75 casi di arbovirosi, di cui 66 rientrano nella definizione di caso accertato e 9 sono stati classificati come probabili. 

Ad eccezione delle segnalazioni di West Nile virus, si tratta esclusivamente di casi importati, o da altre regioni o, più frequentemente, da Paesi dove queste arbovirosi sono endemiche.

Nel 2024, rispetto ai due anni precedenti, si riduce il numero di casi di West Nile, mentre crescono le segnalazioni di Dengue raggiungendo il valore (44 casi) più alto mai registrato dal sistema di sorveglianza del Piemonte.

Casi confermati umani di arbovirosi in Piemonte (anni 2016 – 2024)
ARBOVIROSI 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024
West Nile 1 2 61 10 10 2 57 56 19
Dengue 13 18 9 27 5 1 7 28 44
Usutu 0 0 0 0 0 0 1 2 0
Chikungunya 2 1 0 6 0 0 0 1 2
Toscana virus 0 0 2 1 0 3 2 1 1
Zika 15 2 0 1 0 0 0 0 0
Encefalite virale da zecca (TBE) 0 0 0 0 0 1 0 0 0
Totale 31 23 72 44 15 7 67 88 66
Casi confermati umani di arbovirosi in Piemonte (anni 2016 – 2024) - Fonte SEREMI
Risposte: la prevenzione

In Piemonte, le indicazioni organizzative e operative rispetto a tutti gli interventi programmati per il controllo della diffusione delle arbovirosi sono definite dal Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi, in raccordo con quanto previsto dalle circolari ministeriali e dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025.

L’obiettivo di prevenzione prioritario che i piani regionale e nazionale si pongono è quello di ridurre il rischio di trasmissione autoctona di Dengue, Chikungunya, Zika e altre arbovirosi tramite vettore e altre vie (donazione di sangue, organi, tessuti, cellule, trasmissione sessuale). Punti chiave delle attività di prevenzione sono la sorveglianza dei casi umani e la sorveglianza entomologica, per intraprendere le specifiche misure di controllo e la lotta al vettore.

Rispetto al West Nile virus (WNV) e al virus Usutu, l’obiettivo è quello di ridurre il rischio di trasmissione dall’insetto vettore all’uomo e dalla persona infetta ad altre persone (trasfusione di sangue o emocomponenti, trapianti di organi, tessuti e cellule).

In Piemonte, in ottica One Health, è attiva una sorveglianza integrata entomologica, veterinaria e umana in base ai cui esiti si attivano le misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale e di lotta al vettore. 

Le attività di sorveglianza previste per il WNV sono integrate con quelle per identificare la circolazione dell’USUV, in considerazione delle analogie esistenti tra i rispettivi cicli biologici.

Le attività di sorveglianza e controllo sono coordinate dal Settore Prevenzione, sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare e dal Settore Programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari della Direzione Sanità e Welfare e realizzate sul territorio regionale da vari soggetti:

  • Medici/clinici segnalatori;
  • IPLA – Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente della Regione Piemonte - Ufficio Lotta alle Zanzare;
  • IZS PLV - Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta;
  • Laboratorio Virologia Microbiologia OAS CdT, CdSS, AOU Alessandria, AOU Novara, ASL CN1;
  • SEREMI - Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive dell’ASL AL;
  • Servizi Veterinari ASL;
  • Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) delle ASL;
  • Rete Servizi Trasfusionali del Piemonte - Struttura Regionale di Coordinamento delle attività trasfusionali (SRC) – Settore Programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari della Direzione Sanità e Welfare.
     
Risposte: la sorveglianza

DENGUE, CHIKUNGUNYA, ZIKA Sorveglianza dei casi umani

Nel 2024, nella nostra regione sono stati segnalati 51 casi di Dengue, di cui 44 confermati e 7 probabili. Di questi 51 casi, 21 sono stati diagnosticati durante il periodo di maggiore attività del vettore (giugno – novembre). 

Durante il 2024, le segnalazioni di Dengue hanno riguardato residenti di ogni provincia del Piemonte, ad esclusione di quella di Biella. Si tratta, per la totalità, di casi importati, associati a viaggi all’estero, effettuati nei quindici giorni precedenti l’esordio dei sintomi, in Paesi dove la Dengue è endemica. In dettaglio, i Paesi dove è avvenuta l’esposizione a rischio sono: America centro-sud (32 casi), Asia (16 casi) e Africa centrale (3 casi). Non sono stati registrati né casi secondari associati a un caso indice importato, né casi autoctoni non correlati direttamente a viaggi.

L’età mediana alla diagnosi è di 38 anni, il paziente più giovane con diagnosi di Dengue nel 2024 aveva 3 anni, il più anziano 70 anni.

I sintomi riscontrati con maggior frequenza sono: febbre (46 casi), astenia (32 casi) e artralgie (22 casi); un rash cutaneo generalizzato è stato segnalato in 16 casi su 51. Nessun paziente ha sviluppato la forma grave della malattia (Dengue emorragica), ma in 16 casi è stato necessario il ricovero in ospedale. Non sono stati registrati decessi.

Nel 2024, sono stati segnalati 2 casi di Chikungunya, entrambi confermati. I pazienti, due viaggiatori di 29 e di 75 anni, hanno manifestato, al ritorno rispettivamente dall’Indonesia e dall’India, febbre e artralgia; solo uno dei due è stato ricoverato.

Anche nel 2024, così come nei tre anni precedenti, non sono stati notificati in Piemonte casi di Zika.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza dei casi umani

Durante il 2024, sono stati segnalati nella nostra regione complessivamente 21 casi di West Nile, 19 confermati e 2 probabili. Tutti i casi sono stati classificati come autoctoni, con infezione acquisita in Piemonte.

Le indagini epidemiologiche condotte dai SISP hanno rilevato 1 focolaio, composto da 2 casi. Si tratta di due coniugi ultranovantenni residenti nella provincia di Asti che hanno manifestato nel mese di agosto del 2024 una forma neuro invasiva della malattia a distanza di pochi giorni, esitata in un caso nel decesso.

Le diagnosi sono avvenute tutte durante il periodo di maggiore attività del vettore (giugno – novembre). Le province di esposizione sono state quelle di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino.

Le persone che hanno avuto una positività per WNV in Piemonte nel 2024 hanno un’età compresa tra i 25 e i 94 anni, con una maggior concentrazione di casi nelle età più elevate (età media 74 anni, età mediana 83 anni). In 18 casi è stato necessario il ricovero ospedaliero. I quadri clinici di malattia neuro invasiva da WNV (14 casi) risultano le forme cliniche più frequenti. Durante la stagione sono stati segnalati 3 decessi associati a forme neuro-invasive. I pazienti deceduti, tutti ultraottantenni, non presentavano patologie croniche concomitanti.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza entomologica

Nel 2024, sono stati analizzati complessivamente 1.062 pool di zanzare, per un totale di circa 31.764 zanzare. Di questi, 3 pool (circa 244 zanzare) sono risultati positivi al West Nile virus, con campioni provenienti da trappole posizionate in provincia di Torino e Alessandria. La prima positività è stata riscontrata il 31/07/2024 e l'ultima il 21/08/2024.

Parallelamente, sugli stessi 1.062 pool, la sorveglianza entomologica ha rilevato anche la positività per Usutu in 3 pool di zanzare (circa 223 esemplari), provenienti da altrettante trappole localizzate nella provincia di Alessandria.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza veterinaria

Durante il 2024, sono stati segnalati complessivamente 4 cavalli positivi al West Nile virus. Il riscontro di positività è avvenuto da inizio agosto a fine settembre nelle province di Asti, Cuneo e Torino. Le analisi effettuate nell’ambito delle sorveglianze attiva e passiva sull’avifauna hanno identificato 8 esemplari positivi per West Nile virus (3 a Cuneo, 2 ad Asti, 1 a Novara, 1 a Torino e 1 a Vercelli) e nessun esemplare positivo per Usutu.

ALTRE ARBOVIROSI

Nel settembre 2024 è stato segnalato 1 caso di Toscana virus. La diagnosi riguardava un ultrasessantacinquenne residente nella provincia di Torino, che ha riferito di essere stato esposto a punture di insetto durante il soggiorno in una località lombarda, nei quindici giorni precedenti l’esordio dei sintomi (febbre). A seguito della segnalazione, non sono stati effettuati monitoraggi né interventiper l’assenza del vettore (Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi) nell’area limitrofa al domicilio del paziente.

Esiti della sorveglianza umana e veterinaria di West Nile e relative attività di prevenzione e controllo, anno 2024
Provincia Alessandria Asti Cuneo Torino
ASL ASL Al ASL AT ASL CN1 ASL TO3 ASL TO4 ASL TO5
Casi 8 4 3 1 1 4
Esiti della sorveglianza umana e veterinaria di West Nile e relative attività di prevenzione e controllo, anno 2024 - Fonte SEREMI
Risposte: azioni

DENGUE, CHIKUNGUNYA, ZIKA Misure di prevenzione e controllo

Nel corso delle stagioni estiva e autunnale del 2024, sono stati effettuati 29 sopralluoghi nelle zone adiacenti alle abitazioni dei casi positivi e nei luoghi (es. ospedali e luoghi di lavoro) dove, secondo le indicazioni dei protocolli, poteva essere avvenuta la trasmissione del virus dal paziente al vettore. Le attività di monitoraggio ambientale sono state effettuate, in media entro 1 giorno circa dalla segnalazione.

A seconda dell’esito del sopralluogo, i tecnici dell’IPLA sono intervenuti effettuando trattamenti larvicidi (in 24 località) e adulticidi (in 5 località).

Per il caso di Chikungunya diagnosticato durante il periodo di attività del vettore, non sono stati effettuati interventi poiché il paziente era fuori dalla fase.

I tecnici IPLA, oltre a svolgere interventi di monitoraggio e disinfestazione, hanno anche condotto attività di informazione rivolta alla popolazione, fornendo indicazioni sulle misure da adottare per contrastare la diffusione della zanzara tigre nelle aree interessate

WESTNILE e USUTU Misure di prevenzione e controllo messe in atto

Nel 2024, l’esecuzione del test WNV-NAT su tutto il territorio regionale ai fini della validazione delle unità di sangue e di emocomponenti raccolti da donatori è stata attivata a partire dal 02/08/2024 a seguito di riscontro di circolazione virale.

Il test WNV-NAT è stato effettuato nel 64% del totale delle sacche raccolte durante il periodo di maggior attività del vettore (giugno – novembre). Complessivamente, i donatori positivi per WNV identificati sono stati 3.

Complessivamente, sono stati eseguiti 32 sopralluoghi per individuare la presenza del vettore e decidere l’intervento di disinfestazione più appropriato, con un tempo medio di esecuzione di 1,5 giorni dalla segnalazione di circolazione virale. Per quattro segnalazioni, non sono stati programmati monitoraggi specifici. Per il caso umano, l’impossibilità di determinare con esattezza il luogo di esposizione, data la frequentazione di più siti, non ha permesso di finalizzare l’intervento. Per le segnalazioni riguardanti uccelli, non è stato possibile stabilire con precisione il luogo di esposizione.

La disinfestazione con larvicidi è stata effettuata in 25 casi, mentre l’impiego di prodotti adulticidi per elevata presenza del vettore si è reso necessario in 2 casi.

Nelle aree in cui il monitoraggio umano, entomologico e/o veterinario ha confermato la presenza del vettore, è stata condotta un'attività informativa rivolta alla popolazione, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sulle misure da adottare per limitare la proliferazione larvale negli spazi privati.

Inoltre, a seguito della segnalazione di positività per il virus Usutu, è stato avviato un monitoraggio entomologico. Successivamente, sono stati eseguiti 1 intervento larvicida, 1 intervento adulticida e l’attività informativa per la cittadinanza.

Esiti della sorveglianza di Dengue e Chikungunya e relative attività di prevenzione e controllo, anno 2024
Sorvegliana e attività di controllo Dengue Chikungunya
Caso importato 51/51 2/2
Csaasi dal 1° giugno al 30 novembre 21 1
Focolai 29 località 0
Giorni medi dalla segnalazione all'intervento in campo ambientale 1,25 0
Monitoraggio entomologico 29 località 0
Intervento di disinfestazione larvicidi in 24 località adulticidi in 5 località 0
Attività informativa volantini distribuiti in 26 località 0
Esiti della sorveglianza di Dengue e Chikungunya e relative attività di prevenzione e controllo, anno 2024 - Fonte SEREMI
Informazioni e risorse aggiuntive

Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025 https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?id=2947

Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi DD 463 07.06.2019 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/18/attach/dda1400000916_10100.pdf

SEREMI Report Arbovirosi in Piemonte 2024 (ed. 2025) https://www.seremi.it/content/report-arbovirosi-piemonte-2024-ed-2025

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Salute e Clima

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Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha attirato l’attenzione di ricercatori e opinione pubblica. 

I cambiamenti climatici esporranno le popolazioni ad alterazioni della disponibilità e della qualità di acqua, aria, cibo, prodotti agricoli e mezzi di sussistenza, con effetti diretti ed indiretti sulla salute.

L’area mediterranea è considerata particolarmente a rischio. In Italia, da sud a nord sono evidenti i fenomeni estremi di siccità ed ondate di calore, che colpiscono con maggiore frequenza ed intensità le aree urbane, dove risiede la maggior parte della popolazione nazionale.

L’elevata vulnerabilità del bacino del mediterraneo è confermata anche dal rapporto di sintesi del sesto rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici dell'IPCC Italia presentato il 20 marzo 2023. 

Il documento evidenzia che “La regione Mediterranea si è riscaldata e continuerà a riscaldarsi maggiormente della media globale, particolarmente in estate” con effetti singoli e combinati, su persone ed ecosistemi.

L’esposizione a temperature sempre più elevate nella stagione estiva porta, anche, ad un aumento della concentrazione di ozono, inquinante secondario prodotto nell'atmosfera in presenza di luce solare, e precursori chimici come gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), che provengono principalmente da attività di trasporto e industriali concentrate quasi esclusivamente nelle aree urbane. 

Tuttavia, i precursori dell'ozono possono anche avere un'origine naturale, come le emissioni di VOC, monossido di carbonio e metano effetto, per esempio, di incendi, la cui frequenza sarebbe in aumento nell’ipotesi di future continue riduzioni dei giorni interessati da precipitazioni. 

L’aumentato numero di incendi porterebbe, inoltre, ad una maggiore formazione di particolato, frazione più fine soprattutto, scientificamente associata a danni per la salute umana. 

Molto studiati e di chiaro impatto sulla salute sono gli inquinanti costantemente monitorati a livello europeo e nazionale. 

Dal 2003, gli studi sulle popolazioni umane dimostrano come le elevate temperature siano un possibile fattore responsabile, direttamente di numerosi esiti sanitari avversi per l’uomo. 

Le intense precipitazioni, invece, possono essere possibile causa di esiti sanitari sia diretti come la perdita di vite umane, che sia indiretti a seguito di frane e smottamenti che possono causare danni alle infrastrutture, come interruzione di strade e di energia elettrica, oppure difficoltà di accesso ad acqua potabile non contaminata. 

Infine, studi, sul mondo animale e vegetale evidenziano effetti delle temperature e delle precipitazioni sulla variazione di biodiversità con conseguente effetto indiretto del cambiamento climatico sulla salute umana. 

Le nuove specie animali e vegetali presenti sul territorio regionale, cosiddette specie aliene, sono strettamente connesse ad alcuni esiti sanitari. 

Per esempio, le zanzare possono essere veicolo di malattie come il dengue. 

Valutazioni su specie erbacee e arboree hanno dimostrato, inoltre, che i determinanti meteorologici rivestono un ruolo fondamentale sia nel processo di liberazione del polline, sia rispetto alla quantità di polline prodotto e al relativo andamento della pollinazione. 

Variazioni dovute a cambiamenti climatici possono essere evidenziate indirettamente anche attraverso l’andamento anticipato delle concentrazioni polliniche di alcune famiglie/generi botanici, così come attraverso l’allungamento della stagione pollinica o l’aumento dell’integrale pollinico (sottocapitoli variazioni nei calendari pollinici e notizia di quest’anno sul Corylus). 

Modifiche dell’andamento temporale e della quantità di polline aerodisperso sono responsabili delle variazioni di pollinosi nei soggetti allergici come polisensibilità, anticipo della manifestazione dei sintomi allergici e incremento del periodo di durata.

La relazione tra ambiente di vita e salute umana è oggetto di una specifica sezione del Piano Nazionale della Prevenzione Piano nazionale della prevenzione 2020 - 2025 cha tratta di ambiente, clima e salute.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si stima che nelle regioni europee l’ambiente di vita possa essere responsabile di circa il 20% della mortalità.

Le indagini sempre più approfondite sulla stretta relazione tra ambiente e salute umana hanno determinato lo sviluppo di un approccio integrato che consideri non solo gli impatti dell’ambiente sulla salute dell’uomo ma anche sulla salute degli animali che condividono con l’uomo l’ambiente. La salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema sono, quindi, considerati elementi interconnessi indissolubilmente secondo l'approccio One Health

Seguendo questo approccio la valutazione dell’impatto dei determinanti ambientali sulla salute può essere studiato in due modi diversi:

  • valutazione degli impatti diretti dell’ambiente sulla salute umana, quali quelli provocati dall’inquinamento atmosferico, dai pollini e dalle ondate di calore;
  • valutazione degli impatti indiretti come gli effetti sulle malattie trasmissibili da vettori animali sulla cui presenza il fattore ambientale agisce, invece, direttamente.
     
Informazioni e risorse aggiuntive

Rapporto IPPC Italia 2023 https://ipccitalia.cmcc.it/climate-change-2023-ar6-rapporto-di-sintesi/

Organizzazione Mondiale della Sanità https://www.who.int/

Istituto Superiore di sanità ISS https://www.iss.it/

Approccio One Health https://www.iss.it/one-health

Ministero della Salute https://www.salute.gov.it/

Piano nazionale della prevenzione 2020 – 2025 https://www.salute.gov.it/portale/prevenzione/dettaglioContenutiPrevenzione.jsp?id=5772&area=prevenzione&menu=vuoto

Ministero della Salute Ambiente, clima e salute https://www.salute.gov.it/new/it/tema/piano-nazionale-della-prevenzione/ambiente-clima-e-salute/

Anno
2025
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Le emissioni di gas climalteranti in Italia e in Piemonte

Anno
2025

Le emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti rientrano tra gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES), l’indice Istat che valuta il progresso di una società dal punto di vista sociale e ambientale. 

In Italia, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nell’ambito degli strumenti e delle politiche per fronteggiare i cambiamenti climatici, garantisce la predisposizione e l’aggiornamento annuale dell’Inventario Nazionale dei gas serra, documentato nel National Inventory Report.

L’inventario fornisce, oltre alle quantità annuali dei principali gas serra (protossido di azoto N2O, metano CH4 e anidride carbonica CO2), anche la quantificazione in termini di CO2 equivalente: tale parametro permette di pesare l’effetto climalterante complessivo da parte dei differenti gas serra sulla base dei GWP (Global Warming Potentials - Potenziali di Riscaldamento Globale), messi a punto e aggiornati periodicamente dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

Dal 2015, secondo quanto deciso dalle parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, di cui alla Decisione 15/CP.17 adottata dalla COP17 di Durban 2011,  per la stima della CO2 eq ISPRA utilizza i GWP100 (riferiti ad un orizzonte temporale di 100 anni), riportati nel Quarto Rapporto di Valutazione dell’IPCC, attribuendo come fattori-peso 1 all’anidride carbonica CO2, 265 al protossido di azoto N2O e 28 al metano CH4 (valori aggiornati secondo il AR5 del 2021, ultimo aggiornamento disponibile alla data della pubblicazione dell’inventario ISPRA 2020).

L’ultimo rapporto disponibile (National Inventory Report 2023) conferma come le emissioni totali di gas serra in Italia, in termini di CO2 equivalente, siano diminuite dal 1990 al 2021 del 19.9% (da 516 a 349 MtCO2) al netto di emissioni ed assorbimenti di gas serra derivanti dall’uso del suolo, dai cambiamenti dell’uso del suolo e dalle foreste. 

Tale riduzione è conseguenza da una parte della contrazione dei consumi energetici e delle produzioni industriali causate dalla crisi economica e dalla delocalizzazione di alcuni settori produttivi, dall’altra della crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico ed eolico) e di un incremento dell’efficienza energetica. 

L’anno 2021, rispetto al 2020 segnato dalla crisi pandemica, mostra un aumento dell’8% dovuto alla ripresa delle attività economiche e della mobilità, riallineandosi alla tendenza emissiva.

Fonte Ispra, Elaborazione Arpa Piemonte

Per analizzare le serie storiche dei gas serra, scendendo dalla scala nazionale a quella regionale, si fa riferimento alla disaggregazione dell’Inventario Nazionale con livello di dettaglio provinciale, realizzato sempre da ISPRA e rilasciato a cadenze regolari.

In Piemonte, le emissioni totali di gas serra comprensive degli assorbimenti, in termini di CO2 equivalente, sono diminuite dal 1990 al 2019 del 26% (da 37042 a 27324 kt CO2 eq.). 

Inoltre, i totali emissivi al 2019 equivalgono a 6.31 t di CO2 equivalente per ogni abitante piemontese, da confrontare con il dato italiano di 6.38 t CO2 eq.

Fonte Regione Piemonte, Elaborazione Arpa Piemonte

Il quadro di dettaglio per le emissioni di gas climalteranti in Piemonte è riportato nei dati dell’Inventario Regionale delle Emissioni piemontese (IREA Piemonte) riferito all’anno 2019 - realizzato dalla Regione Piemonte (Settore Emissioni e Rischi Ambientali) sulla base della metodologia EMEP-CORINAIR e nell’ambito del Consorzio INEMAR

Tale inventario fornisce la stima a livello comunale delle emissioni annuali di macro e microinquinanti e gas serra, disaggregate per attività emissiva ai vari livelli di classificazione SNAP97 (Selected Nomenclature for Air Pollution).

Alla produzione di gas serra, in termini di COequivalente, in Piemonte contribuiscono in misura predominante quattro fonti principali: l’industria (46%), il trasporto su strada (24%) il riscaldamento (15%) e l’agricoltura (11%). 

Più in dettaglio, il comparto agricolo contribuisce al 70% delle emissioni di metano, (principalmente dovute alla zootecnia, e al 69% delle emissioni di protossido di azoto dovute all’utilizzo di fertilizzanti.

Fonte Regione Piemonte - Elaborazione Arpa Piemonte

Negli Inventari delle Emissioni vengono stimate non solo le emissioni di CO2, ma anche gli assorbimenti annuali di CO2, ovvero la quantità di carbonio assorbita in differenti serbatoi forestali: la biomassa epigea, la biomassa ipogea, la lettiera, la necromassa e il suolo.

Nell’Inventario Regionale delle Emissioni di Regione Piemonte gli assorbimenti sono stati stimati attraverso una procedura basata sul modello For-Est sviluppato da ISPRA, seguendo le indicazioni delle linee guida LULUCF dell’IPCC. 

Si basa su una curva di crescita della biomassa forestale che lega il tasso di incremento annuo della biomassa alla biomassa inizialmente presente.

Fonte Regione Piemonte - Elaborazione Arpa Piemonte

Vengono considerate 27 categorie forestali, raggruppate in 4 macrocategorie:

  • Fustaie: abete rosso, abete bianco, larici, pini di montagna, pini mediterranei, altre conifere, faggio europeo, cerro, altre querce e altre latifoglie;
  • Bosco ceduo: faggio europeo, castagno, carpino, altre querce, cerro, querce sempreverdi, altre latifoglie e conifere;
  • Piantagioni: cedui di eucalipto, cedui di altre latifoglie, pioppeti, altre piantagioni di latifoglie, piantagioni di conifere e altro;
  • Foresta protetta: foresta rupestre, foresta ripariale e arbusteti.

Attualmente in IREA non sono valorizzati gli assorbimenti relativi alle coltivazioni agricole.

Sul Geoportale di Arpa Piemonte sono riportate alcune rappresentazioni cartografiche a livello comunale delle emissioni e degli assorbimenti di anidride carbonica, nonché la sommatoria comunale dei gas climalteranti (espressi come CO2 equivalente) calcolata sia includendo che escludendo gli assorbimenti.

Informazioni e risorse aggiuntive

Gli indicatori del BES (istat.it) https://www.istat.it/it/benessere-e-sostenibilit%C3%A0/la-misurazione-del-benessere-(bes)/gli-indicatori-del-bes

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, DECRETO 16 ottobre 2017 Individuazione degli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/15/17A07695/sg

Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2020. National Inventory Report 2022 https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/italian-greenhouse-gas-inventory-1990-2020-national-inventory-report-2022

United Nations Conference of the Parties Report of the Conference of the Parties on its seventeenth session, held in Durban from 28 November to 11 December 2011 https://unfccc.int/sites/default/files/resource/docs/2011/cop17/eng/09a02.pdf

Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) The Earth’s Energy Budget, Climate Feedbacks and Climate Sensitivity Supplementary Material  https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/downloads/report/IPCC_AR6_WGI_Chapter07_SM.pdf

Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)  Climate Change 2014 Synthesis Report https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/02/SYR_AR5_FINAL_full.pdf

Inventario Regionale delle Emissioni piemontese (IREA Piemonte) https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/inventario-regionale-delle-emissioni-atmosfera-irea

Consorzio INEMAR http://www.inemar.eu/xwiki/bin/view/Inemar/WebHome

SNAP97 (Selected Nomenclature for Air Pollution) https://www.eea.europa.eu/publications/EMEPCORINAIR4/page009-a.html

Geoportale di Arpa Piemonte - Emissioni in atmosfera (IREA dal 2010) https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=62dae3bef6f44c8693bee5a6f922112d
 

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Le emissioni di gas climalteranti a livello globale

Anno
2025

A livello mondiale, si stima che le emissioni antropogeniche di CO2, rilasciate in atmosfera dall’utilizzo di combustibili fossili e produzione di cemento dal 1750 al 2022, siano circa di 480 GtC (miliardi di tonnellate di carbonio), mentre la deforestazione e le modifiche all’uso del suolo emettono circa 250 GtC. 

Di queste emissioni antropogeniche, 300 GtC si sono accumulate in atmosfera, 190 GtC sono state assorbite dagli oceani, che hanno di conseguenza subito una importante acidificazione, e 245 GtC dagli ecosistemi naturali terrestri.

Nel 2020 le emissioni globali di CO2 hanno riscontrato una diminuzione del 5.3% rispetto al 2019, principalmente dovuta alla pandemia. 

Tuttavia, nel 2021, le emissioni globali sono tornate ai livelli del 2019, raggiungendo le 37.9 Gt (0.36% in meno rispetto al 2019). Dopo il grande calo osservato nel 2020, le emissioni globali di CO2 fossile del settore trasporti hanno raggiunto le 7.6 Gt nel 2021, rimanendo tuttavia a livelli inferiori del 7% rispetto al 2019. Le emissioni globali pro capite (GHG/cap) di CO2 fossile sono tornate nel 2021 allo stesso livello del 2008 (4.81 t CO2/cap/anno) con un aumento complessivo del 13% circa tra il 1990 e il 2021.

Emissioni annuali globali di CO2 fossile in Gt CO2/anno, per i diversi comparti produttivi - anni 1970-2022: produzione energetica, industria (processi di combustione e produzione di carburanti), trasporti (reti viarie e ferroviarie, aviazione e navigazione), costruzioni e altri settori (altri processi industriali, agricoltura, trattamento rifiuti) - Fonte Global Carbon Budget, 2023

Per quanto riguarda la situazione relativa agli stati membri dell’Unione Europeal’Agenzia Europea per l’Ambiente mostra una sostanziale diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra a partire dal 1990, più accentuata negli ultimi dieci anni.  In particolare, le emissioni totali in termini di CO2 equivalente, si sono ridotte del 33.26% dal 1990 al 2020.

Informazioni e risorse aggiuntive

Global Carbon Budget, 2023 https://essd.copernicus.org/articles/15/5301/2023/essd-15-5301-2023.pdf

Data viewer on greenhouse gas emissions and removals, sent by countries to UNFCCC and the EU Greenhouse Gas Monitoring Mechanism (EU Member States) https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/data/data-viewers/greenhouse-gases-viewer/

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Il cambiamento climatico a livello globale

Anno
2025

L'Organizzazione meteorologica mondiale e i dati Copernicus confermano che il 2024 è l'anno più caldo mai registrato. 

Gli ultimi dieci anni, dal 2015 al 2024, sono stati i più caldi mai registrati. 

La temperatura media globale della superficie è stata di 1.55 °C al di sopra della media del 1850-1900, dato con un margine di incertezza di ± 0.13 °C. 

Ciò significa che probabilmente abbiamo appena vissuto il primo anno solare con una temperatura media globale di oltre 1.5 °C al di sopra della media del 1850-1900.

Tendenza annuale della temperatura superficiale (°C/decade) mondiale sul periodo 1995–2024. Dati: ERA5. Credit: C3S/ECMWF

Il livello globale medio del mare 

Dal 1993, il livello medio globale del mare è aumentato di 3,4 ± 0,3 mm/anno. 

Ciò equivale a un aumento totale di 10,3 cm negli ultimi 30 anni. 

Circa il 30% di questo aumento può essere attribuito all'espansione termica degli oceani, il 60% è dovuto allo scioglimento dei ghiacci terrestri dai ghiacciai e dalle calotte antartiche e groenlandesi. Il restante 10% è causato da cambiamenti nell'immagazzinamento delle acque terrestri, come l'umidità del suolo, le acque superficiali e le acque sotterranee. 

Secondo i dati Copernicus  l'innalzamento del livello medio globale del mare è passato da una tendenza di 2.1 ± 1.1 mm/anno nel periodo 1993-2003 a una tendenza di 4.3 ± 0.6 mm/anno nel periodo 2013-2023, con un aumento del 105%. 

Ciò corrisponde a un'accelerazione di 1.1 ± 0.5 mm/anno per decennio negli ultimi 30 anni

Il contenuto di calore dell'oceano superiore, ovvero la quantità di calore immagazzinata nei primi 2000 metri dell'oceano, ha raggiunto un livello record nel 2024

Il contenuto di calore dell'oceano è un indicatore climatico chiave perché gli oceani immagazzinano il 90% del calore in eccesso nel sistema terrestre. 

L'indicatore è stato monitorato a livello globale dal 1975 e si è registrato un trend in costante aumento a partire dagli anni '90 con anomalie costantemente positive dal 2008.

L'estensione del ghiaccio marino antartico è stata la seconda più bassa mai registrata sia a febbraio (quando si verifica il minimo annuale) sia a settembre (quando si verifica il massimo annuale) e si è classificata al 10° posto più basso per dicembre, con l'8% al di sotto della media. 

Ciò contrasta con il valore più basso di novembre, raggiunto un mese prima. 

Nella regione antartica, le anomalie nella concentrazione del ghiaccio marino nell'Oceano Antartico sono state caratterizzate da concentrazioni inferiori alla media nel settore dell'Atlantico meridionale e da concentrazioni superiori alla media nel Mare di Weddell e nell'ampio settore dell'Antartide occidentale.

I cambiamenti climatici osservati dal 1950 a oggi, compresi gli eventi estremi, hanno determinato impatti significativi sui sistemi naturali e antropici, dimostrando, da una parte, la loro elevata suscettibilità al clima che cambia e dall’altra, che le azioni per la riduzione della vulnerabilità adottate, ove possibili, sono largamente insufficienti a proteggere persone, beni e capitale naturale. 
Eventi estremi meteo climatici continuano ad avere severi impatti socio-economici.

Gli eventi estremi rilevati nel 2024 nei continenti abitati, includono alluvioni, cicloni, uragani siccità e incendi.  
Il ciclone Chido ha avuto gravi conseguenze a dicembre, provocando almeno 172 decessi.
Tra marzo e maggio sono stati segnalati 282 decessi correlati alle inondazioni in Kenya e 161 in Tanzania.
Il tifone Yagi è stata la tempesta più intensa in Asia nel 2024, ha causato distruzioni catastrofiche in tutta l'Asia, con approdi da record in Cina e Vietnam e oltre 700 vittime.
Sono stati segnalati 134 decessi nell'incendio a sud di Viña del Mar, in Cile, il più grave incendio boschivo del Sud America.
Le inondazioni nei pressi di Porto Alegre, in Brasile, hanno causato 182 vittime, oltre 420000 sfollati e perdite economiche per diversi miliardi di dollari, rendendolo uno dei disastri meteorologici più costosi mai registrati in Sud America.
Le perdite economiche causate dall’uragano Helene ammontano a 78,7 miliardi di dollari, la più grande perdita economica per qualsiasi evento a livello globale nel 2024.
In Messico si è verificata la stagione degli incendi più intensa mai registrata, con 1.64 milioni di ettari bruciati.
In un arco di tempo inferiore a un mese, tra il 24 ottobre e il 17 novembre, cinque cicloni tropicali hanno toccato terra nelle Filippine, attraversando tutti l'isola di Luzon.
Si stima che le perdite economiche causate dalle inondazioni nella regione di Valencia ammonteranno ad almeno 17.5 miliardi di dollari.
Le perdite agricole causate dalla siccità in Sicilia nei 12 mesi fino ad agosto sono state stimate in 3 miliardi di euro.

Informazioni e risorse aggiuntive

WMO confirms 2024 as warmest year on record at about 1.55°C above pre-industrial level https://wmo.int/news/media-centre/wmo-confirms-2024-warmest-year-record-about-155degc-above-pre-industrial-level

Copernicus: 2024 is the first year to exceed 1.5°C above pre-industrial level https://climate.copernicus.eu/copernicus-2024-first-year-exceed-15degc-above-pre-industrial-level

Copernicus CLIMATE INDICATORS Sea level                                  https://climate.copernicus.eu/climate-indicators/sea-level

ESOTC 2024 | TRENDS IN CLIMATE INDICATORS 19. Trends in climate indicators https://climate.copernicus.eu/esotc/2024/trends-climate-indicators

Significant Weather & Climate Events 2024                                             https://wmo.int/files/significant-weather-climate-events-2024

 

 

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Clima

Il cambiamento climatico in Italia

Anno
2025

Secondo le stime ISPRA, in Italia il 2024 è stato l'anno più caldo di sempre, con un’anomalia termica pari a +1.52°C rispetto alla media calcolata sul periodo di riferimento 1991 -2020.

Il rapporto dettagliato di ISPRA, che contiene il quadro complessivo a livello nazionale, sarà disponibile a partire dal mese di luglio 2025 sul sito del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente

Al momento, sono pubblicati i rapporti sull'andamento meteo-climatico dell’anno 2024 in alcune regioni italiane, curate dagli appositi servizi delle Agenzie regionali per l’ambiente, disponibili in sintesi in questo approfondimento di ISPRA, o in forma completa sui siti delle relative Agenzie. 

Si riporta qui di seguito un breve stralcio della sintesi di ISPRA.

In Piemonte, il 2024 è risultato il secondo anno più piovoso nella distribuzione storica compresa tra il 1958 e il 2024, con una precipitazione media di 1496 mm, con un’anomalia positiva del 45% rispetto alla norma del periodo 1991-2020. 

I fenomeni precipitativi si sono concentrati prevalentemente tra febbraio e ottobre: ottobre è risultato il mese più piovoso dell’anno, mentre marzo ha registrato la maggiore anomalia pluviometrica positiva, pari a +322%, raggiungendo il primo posto nella classifica dei mesi di marzo più piovosi. 

Sul periodo invernale, merita una citazione il fatto che per il secondo anno solare consecutivo non si è verificata neppure una nevicata di rilievo a Torino città e neanche sulla pianura piemontese, considerata nella sua globalità. 

Durante i mesi estivi, nonostante un temporaneo calo di precipitazioni, si sono tuttavia verificati diversi eventi molto intensi e localizzati, con temporali a supercella che hanno causato danni ingenti. 

Per quanto riguarda le temperature, il 2024 è stato l’anno più caldo e umido degli ultimi 70 anni. 

La temperatura media annuale è stata di circa 11°C, + 1.1 °C rispetto al 1991-2020; agosto è stato il mese più caldo del 2024, gennaio il più freddo.  

Per le ondate di calore, in tutti i capoluoghi la prima ondata si è verificata nel mese di luglio. 

I periodi in ondata più prolungati si sono registrati ad Alessandria (19 giorni, dal 27/07 al 14/08) e Vercelli (20 giorni, dal 26/07 al 14/08): quest’ultima costituisce l’ondata di calore più lunga tra tutti i capoluoghi registratasi tra luglio e agosto.

Per maggiori approfondimenti si rimanda alla notizia sul sito di Arpa Piemonte e alla sezione "Il cambiamento climatico in Piemonte", sempre sul sito.

In Lombardia le precipitazioni complessive del 2024 mostrano un’anomalia del +47% rispetto alla media climatologica 1991-2020, con picchi del +58% a Milano e Mantova. L’abbondanza di precipitazioni ha avuto effetti significativi sulle riserve idriche: a marzo i laghi lombardi hanno raggiunto il massimo riempimento dal 2006, e sulle Alpi, tra le Orobie e l’Alta Valtellina, l’altezza della neve ha superato ad alta quota i 4 metri, stabilendo nuovi record per gli ultimi 30 anni. 

In netto contrasto, novembre è risultato uno dei mesi più asciutti dal 1991, contribuendo a un periodo conclusivo dell’anno caratterizzato da precipitazioni molto scarse.  

Tra gli eventi meteorologici più significativi dell’anno si evidenziano l’alluvione del 15 maggio che ha colpito l’Est Milanese e il Lodigiano, l'evento a Varese tra il 6 e l’8 luglio, infine, le forti piogge che hanno interessato gran parte della regione tra l’8 e il 12 settembre, con locali esondazioni di fiumi e danni tra le province di Milano, Lecco, Bergamo e Brescia.

Per maggiori approfondimenti, si rimanda alla notizia sul sito di Arpa Lombardia.

In Veneto il 2024 è stato l’anno più caldo degli ultimi 30, caratterizzato da significative anomalie termiche: il 2024 è stato l’anno con più alto numero di ondate di calore e notti tropicali, queste ultime pari al quadruplo della media della serie in pianura. 

Anche gli eventi meteo avversi rilevati nel territorio sono aumentati: 54 rispetto alla media degli ultimi 10 anni pari a 49. 

Gli aspetti principali che hanno caratterizzato l’anno dal punto di vista meteo-climatico nella regione sono sintetizzati in un'infografica

Per maggiori approfondimenti, si rimanda alla notizia sul sito di Arpa Veneto.

In Liguria è stato un anno caldo e piovoso, ma senza valori estremi. 

Per approfondimenti si rimanda al sito di Arpa Liguria.

In Emilia-Romagna, il 2024 è stato caratterizzato dal susseguirsi di numerosi episodi meteorologici significativi. 

Oltre ai due eventi eccezionali del 17-19 settembre e del 19-20 ottobre si evidenziano le intense precipitazioni che hanno colpito le aree centro-occidentali della regione tra il 26 febbraio e il 4 marzo, le nevicate a quote collinari il 20 di aprile, i temporali di insolita intensità del 14-16 maggio, il tornado che ha colpito il cimitero di Gualtieri (RE) il 16 maggio, e le precipitazioni di estrema intensità che hanno colpito l’Appennino reggiano e modenese tra il 23 e il 27 giugno. 

Per approfondimenti si segnalano la notizia sul sito di Arpae Emilia-Romagna, il focus sull’inverno più caldo dal 1961, i rapporti di evento per gli eventi intensi di settembre e di ottobre e un articolo della rivista Ecoscienza sulla recente accelerazione dei cambiamenti climatici.

Per completezza, in attesa del rapporto nazionale di ISPRA, si riportano qui due fonti in cui trovare informazioni, sempre a scala nazionale, sull’andamento meteo-climatico dell’anno 2024. 

Entrambi i documenti sono stati sviluppati a partire dai dati ufficiali della rete nazionale, di cui fanno parte le osservazioni delle singole Agenzie regionali.

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Clima

Clima e scenari di cambiamento climatico

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clima vari
Paragrafi

In questa sezione si trovano informazioni sull'andamento climatico del 2024 a livello globale, in Italia e in Piemonte, oltre agli scenari climatici applicati al Piemonte con proiezioni fino al 2100.
 

Anno
2025
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Bollettino valanghe

Anno
2025

I servizi regionali e provinciali di previsione valanghe afferenti ad AINEVA (Associazione Interregionale per lo studio della NEve e delle VAlanghe), tra i quali quello piemontese, pubblicano il bollettino valanghe congiunto e multilingue. I contenuti del bollettino vengono tradotti automaticamente in sette lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, catalano, aragonese) con l’obiettivo di diffondere la massima informazione a tutte le categorie di utenza che frequentano la montagna durante l’inverno, anche in considerazione della crescente affluenza di turisti stranieri.

Il bollettino valanghe descrive quotidianamente il grado di pericolo valanghe per ciascuna zona omogenea individuata, con la possibilità di distinguere due diverse fasce altimetriche. Per ogni zona vengono inoltre identificati fino a tre problemi valanghivi tipici. La previsione viene emessa alle ore 17:00 ed è riferita esclusivamente al giorno successivo, includendo una tendenza (in aumento, stabile o in diminuzione) per il giorno seguente.

La pagina del Pericolo valanghe è articolata in diverse sezioni di approfondimento, ciascuna facilmente accessibile tramite le voci di menu cliccabili, descritte di seguito.

Pericolo Valanghe:  qui vengono visualizzati i gradi di pericolo sui diversi settori alpini piemontesi per la mattina e il pomeriggio. Cliccando sulla mappa, oppure sui link posizionati in alto, l’utente viene indirizzato sul sito di AINEVA dove può consultare la descrizione dettagliata del pericolo valanghe nei diversi settori alpini piemontesi. Sul sito AINEVA è possibile consultare il pericolo valanghe nel dettaglio di tutti i settori delle regioni afferenti ad AINEVA, di cui fa parte anche la Regione Piemonte, rappresentata da Arpa Piemonte in seguito al trasferimento delle funzioni normato dalla L.R. 28/2002.).

In questa sezione è presente il link all'ultimo bollettino valanghe di AINEVA, dal quale si può accedere alla pagina di archivio dei bollettini e al Blog dove sono presenti gli approfondimenti che vengono pubblicati ogni venerdì con il riassunto della settimana, oppure in occasione di eventi di particolare rilievo. 

Dettagli: in questa sezione vengono visualizzate le mappe di neve al suolo, neve fresca delle ultime 24 ore e neve fresca degli ultimi 3 giorni; il grafico dell’andamento dello zero termico con i dati osservati negli ultimi giorni e quelli previsti per le scadenze successive.  

Dati neve: nella pagina vengono presentati in forma tabellare i valori medi di neve al suolo, neve fresca e neve fresca degli ultimi tre giorni distinte in due fasce altitudinali nei 14 settori alpini del bollettino valanghe. I dati sono ottenuti dalle interpolazioni spaziali dei dati puntuali validati manualmente che derivano dalle stazioni nivometeorologiche automatiche e manuali di Arpa Piemonte, distribuite in ciascun settore alpino. 

Grafici neve:  qui si trovano le elaborazioni grafiche dell’andamento della neve al suolo e della neve fresca di alcune stazioni rappresentative per il Piemonte settentrionale, quello occidentale e quello meridionale. 

Video: nell'ultima sezione è possibile visualizzare l’ultimo video bollettino disponibile e iscriversi alla mailing list del bollettino valanghe.

Durante la stagione estiva con la sospensione del servizio le pagine di approfondimento vengono disabilitate e viene sospesa l’emissione del bollettino. 

Scala del pericolo valanghe
Video bollettino valanghe

Il video bollettino valanghe viene pubblicato con cadenza settimanale il venerdì; contiene un’analisi delle condizioni nivometeorologiche, la previsione meteo per il fine settimana, la conseguente valutazione del pericolo valanghe e tanti interessanti approfondimenti sulle condizioni della neve.

Nella stagione 2023/24 sono stati prodotti 22 video: il primo emesso per il fine settimana del 2-3 dicembre e l’ultimo, emesso a metà maggio, con le indicazioni di massima sul comportamento da tenere durante il periodo primaverile per affrontare le escursioni in sicurezza.

Canale Telegram

Ulteriore canale per la consultazione del bollettino valanghe e per gli approfondimenti pubblicati sul blog di AINEVA è l’iscrizione al canale Telegram @valanghePIE.

Questo bot invia automaticamente l’immagine del pericolo valanghe sul Piemonte con il link alla pagina del bollettino valanghe di AINEVA, quotidianamente dopo le ore 17:00 e, ogni volta che viene pubblicato un nuovo Blog, il link per la sua consultazione sul sito AINEVA.

Dal servizio è inoltre possibile scaricare anche il bollettino meteo aggiornato. 

Mailing-list per i professionisti della montagna

Nella stagione 2023/24 è proseguito l’invio della mailing-list ai professionisti della montagna (Guide Alpine, Rifugi, Aziende Turistiche Locali, Società di impianti di risalita, Maestri di sci, Soccorso Alpino, Sezioni CAI) e a tutti gli utenti che ne fanno richiesta (Indicazioni nella sezione Video del bollettino valanghe).

Il venerdì pomeriggio viene inviato un breve flash sulle condizioni con i rimandi al bollettino valanghe, al blog AINEVA e al video bollettino.

La nuova App AINEVA

Per diffondere il bollettino valanghe, a partire da dicembre 2024 AINEVA ha pubblicato una nuova App, per dispositivi Android e iOS. Si tratta di un nuovo prodotto, immediato e di facile consultazione per tutti gli utenti, messo a disposizione per i professionisti e per gli appassionati dell’ambiente innevato. I contenuti del bollettino valanghe di AINEVA, fruibili in maniera intuitiva grazie ad una cartografia ottimizzata e a descrizioni degli scenari di pericolo basate su un frasario standardizzato, sono diventati quindi facilmente disponibili da smartphone.

Gli utenti hanno la possibilità di visualizzare, su una mappa interrogabile tramite click sull’area interessata, i gradi di pericolo valanghe e di conoscere le condizioni dell’innevamento e del manto nevoso con l’identificazione del problema valanghivo, delle quote e delle esposizioni dei pendii più critici.

I contenuti, aggiornati quotidianamente, sono tradotti in cinque lingue: inglese, italiano, francese, tedesco e spagnolo. Si tratta di uno strumento molto utile anche per i turisti stranieri.

Oltre al bollettino valanghe, è possibile accedere rapidamente anche alla sezione blog, dove vengono pubblicati approfondimenti e note Informative riferiti ai periodi non coperti dall’emissione del bollettino. Gli aggiornamenti, redatti in formato testuale libero, sono arricchiti con immagini e, talvolta, con video esplicativi che riportano sintesi settimanali (di norma nella giornata di venerdì) sulle condizioni di innevamento e del manto nevoso, oltre a report e considerazioni in occasione di nevicate significative.

La App è disponibile e scaricabile sugli Store ufficiali Android e iOS ai seguenti link:

per smartphone e tablet Android sul canale Google Play

per smartphone e tablet Apple sul canale iTunes Apple

Esempio di alcune schermate da smartphone della nuova App AINEVA disponibile in tutti gli store, con i contenuti facilmente navigabili ed intuitivi.
Informazioni e risorse aggiuntive

AINEVA http://www.aineva.it

Bollettino valanghe di Arpa Piemonte http://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/valanghe/index.html

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Analisi delle allerte nell'anno 2024 per zona e per fenomeno

Capitolo
Eventi estremi
Anno
2025
Numero totale di allerte

La tabella seguente riporta, a scala regionale, il numero di allerte annue calcolate come massima allerta nelle 36 ore di validità del Bollettino di Allerta meteoidrologica e idraulica.

allerte annue per bollettino
Livello di allerta Numero bollettini
VERDE 269
GIALLA 85
ARANCIONE 12
ROSSA 0
Livello massimo di allerta per bollettino nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Le allerte meteoidrologiche e idrauliche per zona e per fenomeno

Le tabelle seguenti riportano il numero di giornate con allerta - non vengono conteggiati quindi i codici verdi - per singola area e per tipologia di fenomeno, relativi alla massima allerta nelle 36 ore di validità del Bollettino di Allerta meteoidrologica e idraulica.

Nella stessa giornata è possibile che vengano emesse allerte in più zone.

Allerte gialle per fenomeno e zona nel 2024
Zona / Allerte gialle per fenomeno Idrogeologico Idraulico Temporali Neve Valanghe Totale
A - Toce 31 5 23 4 15 78
B - Sesia, Cervo e Chiusella 31 6 24 3 17 81
C - Orco, Lanzo, bassa Valsusa e Sangone 23 5 22 2 11 63
D - Alta Valsusa, Chisone Pellice e Po 19 4 23 0 13 59
E - Varaita, Maira e Stura 17 5 15 1 14 52
F - Tanaro 23 7 21 4 11 66
G - Belbo e Bormida 23 10 19 4 - 56
H - Scrivia 20 4 13 2 - 39
I - Pianura settentrionale 9 13 35 0 - 57
L - Pianura torinese e Colline 0 10 5 0 - 15
M - Pianura cuneese 0 5 0 1 - 6
Allerte gialle per fenomeno e zona nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Allerte arancione per fenomeno e zona nel 2024
Zona / Allerte arancione per fenomeno Idrogeologico Idraulico Temporali Neve Valanghe Totale
A - Toce 0 0 0 0 6 6
B - Sesia, Cervo e Chiusella 2 0 0 0 8 10
C - Orco, Lanzo, bassa Valsusa e Sangone 3 0 0 0 7 10
D - Alta Valsusa, Chisone Pellice e Po 2 0 0 0 2 4
E - Varaita, Maira e Stura 0 0 0 0 4 0
F - Tanaro 1 1 0 0 2 4
G - Belbo e Bormida 2 2 0 0 - 4
H - Scrivia 2 1 0 0 - 3
I - Pianura settentrionale 0 0 0 0 - 0
L - Pianura torinese e Colline 0 0 0 0 - 0
M - Pianura cuneese 0 0 0 0 - 0
Allerte arancione per fenomeno e zona nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Allerte rosse per fenomeno e zona nel 2024
Zona / Allerte rosse per fenomeno Idrogeologico Idraulico Neve Valanghe Totale
A - Toce 0 0 0 0 0
B - Sesia, Cervo e Chiusella 0 0 0 0 0
C - Orco, Lanzo, bassa Valsusa e Sangone 0 0 0 0 0
D - Alta Valsusa, Chisone Pellice e Po 0 0 0 0 0
E - Varaita, Maira e Stura 0 0 0 0 0
F - Tanaro 0 0 0 0 0
G - Belbo e Bormida 0 0 0 - 0
H - Scrivia 0 0 0 - 0
I - Pianura settentrionale 0 0 0 - 0
L - Pianura torinese e Colline 0 0 0 - 0
M - Pianura cuneese 0 0 0 - 0
Allerte rosse per fenomeno e zona nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Le 11 zone di allerta del Piemonte

Le zone di allerta sono ambiti territoriali ottimali caratterizzati da risposta meteorologica e/o idrologica omogenea in occasione dell’insorgenza del rischio. 

In generale la perimetrazione segue i limiti dei bacini idrografici; il criterio idrografico consente di individuare aree omogenee dal punto di vista dell’evoluzione dei processi di piena, in quanto la pioggia caduta all’interno di un bacino idrografico può generare effetti sull'intero bacino.

Le zone di allerta sono “ritagliate” sui confini amministrativi regionali. 

La valutazione del rischio viene poi effettuata sulle “aree di riferimento” ad esse associate che possono anche ricomprendere territori esterni alla Regione per tenere conto delle precipitazioni previste o osservate sull’intero bacino idrografico.

Le 11 zone di allerta del Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Codici di allerta su area emessi per stagione e per fenomeno

Nei grafici è rappresentata, per ciascuna delle 11 aree di allertamento, la frequenza stagionale di emissione dei codici di allerta per ogni tipo di rischio (idrogeologico, idraulico, per temporali, per neve e per valanghe). Per ciascun bollettino e su ciascuna area viene conteggiato, per ogni rischio,  il livello massimo di allerta emesso.

Le stagioni meteorologiche sono così intese:

  • inverno dal 01/12 a fine febbraio
  • primavera dal 01/03 al 30/5
  • estate dal 01/06 al 31/08
  • autunno dal 01/09 al 30/11
Area A - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area B - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area C - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area D - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area E - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area F - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area G - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area H - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area I - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area L - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Area M - Codici di allerta emessi per stagione e per fenomeno nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 27 febbraio 2004: indirizzi operativi per la gestione del sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2004/03/11/59/so/39/sg/pdf

Disciplinare riguardante "Il Sistema di Allertamento e la risposta del sistema regionale di protezione civile" https://www.arpa.piemonte.it/export/sites/default/pubblicazioni/pdf/dgr_07320_1050_30072018.pdf

Bollettino di allerta meteoidrologica di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/allerta/index.html

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Acqua