Ozono - obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana
Obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana 2025
Il numero di superamenti misurato presso le stazioni di qualità dell’aria nel corso del 2025, in aumento rispetto all’anno scorso, mostra come l’obiettivo a lungo termine sia ancora superato su tutto il territorio regionale.
Obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana – serie storiche
L’indicatore relativo all’obiettivo a lungo termine per l’ozono troposferico mostra, nel corso degli anni, un andamento complesso e solo lievemente decrescente. A differenza di altri inquinanti atmosferici (come PM10 e NO₂), per i quali si osservano riduzioni più evidenti nel tempo, l’ozono non presenta una tendenza lineare alla diminuzione delle concentrazioni.
Per evidenziare meglio le variazioni interannuali dell’inquinante, si riportano i superamenti annuali dell’obiettivo a lungo termine per gli anni 2023, 2024 e 2025. Il 2025 risulta l’anno più critico del triennio, con un picco di 74 superamenti registrati nella stazione di fondo suburbana di Orbassano – Gozzano.
Tali oscillazioni sono riconducibili alla natura di inquinante secondario dell’ozono, la cui formazione dipende da complessi processi fotochimici che coinvolgono ossidi di azoto e composti organici volatili, ed è fortemente influenzata dalle condizioni meteoclimatiche, in particolare dalla radiazione solare e dalla temperatura.
L’indicatore è stato anche calcolato, per gli anni a disposizione (2003-2025), sul periodo estivo - da maggio a settembre - e mediato per tipologia di zona.
Il numero medio di giorni nei quali il valore obiettivo a lungo termine è stato superato denota una sostanziale stabilità in tutte le zone, con variazioni annuali legate alle caratteristiche meteorologiche. Nella serie risalta il comportamento opposto di due anni: il 2003, durante il quale la situazione meteorologica ha fortemente favorito la formazione di ozono a causa dell’estate anormalmente calda e il 2014, nel quale la meteorologia del periodo estivo, caratterizzata da un’elevata piovosità, ne ha invece sfavorito fortemente la formazione.
Nel grafico è inoltre possibile notare anche come il 2022 sia stato uno dei più critici degli ultimi anni: criticità strettamente collegata alla particolare situazione meteorologica - caratterizzata da temperature frequentemente al di sopra della norma climatica - che lo ha reso l’anno più caldo in Piemonte ed il secondo meno piovoso dell’intera serie storica dal 1958.
Il 2025 presenta, in ogni zona considerata, numeri di giorni di superamento superiori all’anno 2024 e abbastanza in linea con i valori misurati fra il 2016 e il 2021.
Una valutazione di criticità diffusa emerge anche dall’analisi dei box plot relativi al numero di superamenti del valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana, misurati presso tutte le stazioni della rete regionale dal 2003 al 2025.
L’analisi della serie storica evidenzia infatti il passaggio da valori generalmente elevati nei primi anni 2000 a livelli mediamente più contenuti negli anni più recenti, ma con frequenti oscillazioni e ricorrenti episodi di incremento. In questo contesto, gli anni più recenti confermano come la variabilità climatica giochi un ruolo determinante: se il 2024 si era distinto come un anno particolarmente favorevole, con un numero di superamenti generalmente contenuto, il 2025 evidenzia una ripresa dei superamenti in gran parte delle stazioni, collocandosi su valori medi e confermando la difficoltà a conseguire un miglioramento stabile nel tempo.