Redazione RSA

Territorio protetto e biodiversità

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I dati sulla biodiversità in Piemonte evidenziano che il territorio piemontese è caratterizzato da una grande varietà di specie animali e vegetali. 

La presenza in Piemonte di 3 zone biogeografiche (alpina, continentale e mediterranea) garantisce un buon livello di biodiversità malgrado l’elevato grado di urbanizzazione, la presenza antropica diffusa e un elevato consumo di suolo.

In sintesi:
  • Specie vegetali: sono presenti più di 4.200 specie (Fonte: Banche Dati Naturalistiche della Regione Piemonte); inoltre per quanto riguarda le piante vascolari il Piemonte è la regione italiana più ricca di specie;
  • Fauna: 400 specie di uccelli, 113 specie di mammiferi, 56 di rettili e anfibi, 81 di pesci, 3730 di invertebrati, 20 di altri gruppi (Fonte: Banche Dati Naturalistiche della Regione Piemonte).

Studi recenti condotti su tutto l’arco alpino hanno evidenziato che le Alpi sudoccidentali sono l’area che ospita la più elevata diversità floristica e il maggior numero di specie endemiche e rare della flora di alta montagna di tutte le Alpi.

Gli aspetti negativi

Una problematica che minaccia la biodiversità regionale è rappresentata dalla presenza di un elevato numero di specie esotiche vegetali e animali.

Per quanto riguarda la componente vegetale, le entità censite sono 371, si tratta di un valore che corrisponde al 36% delle 1.023 specie vegetali esotiche segnalate in Italia e che colloca il Piemonte al terzo posto in Italia come numero di specie esotiche presenti.

Tuttavia, la biodiversità si distribuisce in maniera disomogenea sul territorio a causa di diversi fattori di frammentazione sia naturali che antropici (principalmente l’incremento del consumo di suolo, la presenza antropica diffusa, lo sviluppo dell’agricoltura intensiva). 

Questi fattori determinano una riduzione del livello di biodiversità e del livello di connessione ecologica del territorio e quindi aumentano il rischio di estinzione di singole specie e una generale riduzione del livello di resilienza del territorio. Se le aree in cui si trovano distribuite le specie vengono connesse tra loro mediante dei corridoi ecologici, si creano i presupposti per ridurre il livello di frammentazione e isolamento delle popolazioni mediante la creazione di quella che viene definita Rete Ecologica.

Anche i cambiamenti climatici rappresentano una  minaccia diretta per la biodiversità: l’aumento delle temperature e  le variazioni dei regimi delle precipitazioni influenzano gli ambienti naturali modificandone gli equilibri.

Gli aspetti positivi

La varietà di habitat e specie ancora presenti sul territorio regionale

La presenza di 3 zone biogeografiche (alpina, continentale e mediterranea) garantisce una notevole varietà di ambienti e di specie sul territorio piemontese; infatti, malgrado le diverse pressioni ambientali è presente ancora un buon livello di biodiversità.

La percentuale di territorio sottoposto a protezione

Il territorio sottoposto a protezione costituito da RN2000 + Aree Protette + Altre Aree (Zone contigue e Zone naturali di salvaguardia) si estende per 463.497 ettari complessivi interessando più del 18% del territorio regionale, rappresentando così la base della Rete Ecologica Regionale.

Anno
2026
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I dati di consumo di suolo in Piemonte e in Italia

Anno
2026
Il consumo di suolo in Piemonte nel 2024

Alla pagina indicatori del portale sul consumo di suolo in Italia, è possibile selezionare i dati per la regione Piemonte e per singolo comune, riferiti al periodo di osservazione 2012-2024.

I dati di consumo di suolo rilevati nel 2025, oggetto dell’edizione 2026 del prossimo rapporto SNPA,  sono in corso di revisione e verranno pubblicati a ottobre 2026.

Come ogni anno ISPRA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) avvieranno un’iniziativa riservata agli operatori di Comuni e Osservatori delle Regioni e Province autonome per la condivisione dei dati preliminari derivanti dall’attività di monitoraggio del consumo di suolo, al fine di rendere il processo più efficace e partecipato.

A tale scopo sarà messa a disposizione degli operatori un’applicazione web che permetterà l’accesso e la consultazione della cartografia preliminare del consumo di suolo annuale, consentendo di introdurre osservazioni o segnalare eventuali cambiamenti omessi dal monitoraggio.

L’iniziativa punta a valorizzare la conoscenza del territorio degli enti locali, per garantire la produzione di dati sempre più affidabili e condivisi.

L’attività di consultazione dei dati sarà aperta previa registrazione tramite il  sito http://datipreliminari.isprambiente.it/.

I dati di consumo di suolo in Italia 

Rapporto ISPRA Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2025

Il Rapporto Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici è un prodotto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che assicura le attività di monitoraggio del territorio e del consumo di suolo. Il Rapporto, insieme alla cartografia e alle banche dati di indicatori allegati, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo e permette di valutare il degrado del territorio e l’impatto del consumo di suolo sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

Il portale di accesso ai dati del consumo di suolo in Italia

I dati completi del consumo del suolo, dello stato di artificializzazione del territorio e delle diverse forme insediative, degli impatti prodotti sui servizi ecosistemici e sullo stato di degrado del suolo, sono rilasciati in formato aperto e liberamente accessibili sul sito dell’ISPRA e del SNPA, uno strumento che il Sistema mette a disposizione dell’intera comunità istituzionale e scientifica nazionale.

Parallelamente è stato sviluppato da Arpa Piemonte in collaborazione con ISPRA il portale   "Consumo di suolo in Italia" che mette a disposizione dati, cartografie, indicatori a scala nazionale, regionale e per singolo comune riferiti al periodo di osservazione 2012-2024.

Nel portale sono presentati in forma semplificata e divulgativa i principali aspetti ambientali connessi al suolo, ai fenomeni di trasformazione e consumo, ai servizi ecosistemici ad esso correlati.

Il portale guida l'utente nella scoperta e comprensione della materia attraverso un percorso organizzato in sezioni che integrano testi, immagini, video, mappe e animazioni.

Attraverso l'applicazione è possibile:

  • consultare lo stato e le tendenze del consumo di suolo attraverso una sezione di sintesi del rapporto annuale 2025 e un apposito cruscotto dinamico che attraverso cartogrammi, grafici e tabelle permette di leggere e confrontare i principali indicatori del fenomeno a scala nazionale, regionale e comunale;
  • accedere alla cartografia del consumo di suolo e consultare l'evoluzione del fenomeno con le mappe nazionali;
  • visualizzare attraverso l'Atlante fotografico una serie di casi reali significativi di trasformazioni del territorio emersi e analizzati nell'ambito delle attività di monitoraggio da parte di SNPA;
  • scoprire come viene realizzato il monitoraggio annuale attraverso una sezione divulgativa che illustra i principi e le tecniche di analisi utilizzare dal Sistema nazionale e basate sul telerilevamento satellitare e aereo, con particolare riferimento alle immagini messe a disposizione dal programma europeo Copernicus;
  • approfondire i principali concetti inerenti il suolo come risorsa naturale non rinnovabile, i processi e le caratteristiche dei diversi fenomeni di consumo di suolo, il significato e il valore dei servizi ecosistemici garantiti dal suolo.

Atlante nazionale del consumo di suolo

L’Atlante del consumo di suolo, pubblicato nel 2023, si inserisce nell’ampio quadro di dati e prodotti realizzati da ISPRA e dal SNPA sui temi del consumo del suolo, dello stato del territorio e degli insediamenti, degli impatti sui servizi ecosistemici e del degrado, con il duplice intento di contribuire alla conoscenza, alla sensibilizzazione e alla formazione di una coscienza critica su questi temi e di fornire all’intera comunità istituzionale e scientifica nazionale una base conoscitiva aperta e liberamente accessibile a supporto delle politiche, dello sviluppo del quadro normativo e delle decisioni a livello locale necessarie per arrivare all’obiettivo di arrestare il consumo di suolo.

Informazioni e risorse aggiuntive

Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2023 – Sintesi: https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2023/10/Rapporto_consumo_di_suolo_2023_sintesi.pdf

Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2024: https://www.snpambiente.it/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024

Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2025: https://www.snpambiente.it/notizie/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2025/

Portale Il Consumo di Suolo in Italia Trasformazioni in atto e attività di monitoraggio - Edizione 2024 https://consumosuolo.it/

I dati completi in scarico sul consumo di suolo: https://groupware.sinanet.isprambiente.it/uso-copertura-e-consumo-di-suolo/library/consumo-di-suolo

Atlante del consumo di suolo. Edizione 2023: https://www.isprambiente.gov.it/files2023/pubblicazioni/pubblicazioni-di-pregio/atlante-nazionale-del-consumo-di-suolo.pdf 

I servizi ecosistemici https://it.wikipedia.org/wiki/Servizi_ecosistemici

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Il monitoraggio del consumo di suolo

Capitolo
Consumo di suolo
Anno
2026

Le attività di monitoraggio del territorio in termini di uso, copertura e consumo di suolo nel nostro Paese, sono assicurate dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) come previsto dalla L.132/2016, è infatti compito del Sistema seguire le trasformazioni del territorio e la perdita di suolo naturale, agricolo e seminaturale, inteso come risorsa ambientale essenziale e non rinnovabile, vitale per il nostro ambiente, il nostro benessere e la nostra stessa economia.

In particolare, il servizio di Monitoraggio del Consumo di Suolo è realizzato attraverso il lavoro congiunto di ISPRA e delle Agenzie per la Protezione Ambientale Regionali e Provinciali (ARPA/APPA), attraverso la rete nazionale dei Referenti per il Monitoraggio del territorio e del consumo di suolo.

Questo ruolo di monitoraggio è fondamentale soprattutto in attesa di una normativa nazionale sul consumo di suolo, oggetto negli ultimi 10 anni di numerosi disegni di legge ancora non approdati alla fase conclusiva, in proposito si veda in fondo la sezione contenuti correlati.

L’attività di monitoraggio realizzata dal SNPA permette di avere un quadro aggiornato con frequenza annuale a scala nazionale, regionale e comunale dell’evoluzione dei fenomeni di consumo di suolo, delle dinamiche di trasformazione del territorio e della crescita urbana, in particolare, attraverso la produzione di cartografia tematica e l’elaborazione di indicatori specifici.

Il servizio prevede l’analisi e la redazione annuale della cartografia tematica attraverso l'utilizzo di reti di monitoraggio puntali e di tecniche di earth observation per l’analisi del territorio, avvalendosi delle migliori informazioni che le nuove tecnologie sono in grado di offrire e dei dati derivanti da satelliti di osservazione della terra, tra cui quelle del programma Copernicus. 

Il monitoraggio è svolto secondo una ben precisa metodologia nazionale.

Informazioni e risorse aggiuntive

Linee Guida per il monitoraggio del consumo di suolo nell’ambito delle attività del Snpa https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2024/05/Linee-Guida-SNPA-50_24.pdf

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Consumo di suolo

Tema
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Il consumo di suolo è il processo associato alla perdita della risorsa ambientale fondamentale, limitata e non rinnovabile, dovuta all’occupazione della superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale con una copertura artificiale.

 E' un fenomeno legato alle dinamiche insediative e infrastrutturali ed è prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

Il consumo di suolo è, quindi, definito come la variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato).

L’impermeabilizzazione del suolo, ovvero la copertura permanente di parte del terreno con materiali artificiali (quali asfalto o calcestruzzo) per la costruzione, ad esempio, di edifici e strade, costituisce la forma più evidente e diffusa di copertura artificiale.

Da notare che esistono altre forme di consumo di suolo che vanno dalla perdita totale della “risorsa suolo” attraverso la rimozione per escavazione (comprese le attività estrattive a cielo aperto), al degrado ed alla perdita parziale della funzionalità della risorsa a causa di fenomeni quali ad esempio, la compattazione che non sono contabilizzate nel rapporto.

L’Europa e le Nazioni Unite ci richiamano alla tutela del suolo, del patrimonio ambientale e del paesaggio e al riconoscimento del valore del capitale naturale. Le istituzioni internazionali ci chiedono inoltre di azzerare il consumo di suolo netto entro il 2050, di allinearlo alla crescita demografica e di non aumentare il degrado del territorio entro il 2030. 

In sintesi, gli obiettivi da raggiungere sono:  

  • l’azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050 ( Parlamento europeo e Consiglio, 2013 );
  • la protezione adeguata del suolo anche con l’adozione di obiettivi relativi al suolo in quanto risorsa essenziale del capitale naturale entro il 2020 ( Parlamento europeo e Consiglio, 2013 );
  • l’allineamento del consumo alla crescita demografica reale entro il 2030 ( UN, 2015 );
  • il bilancio non negativo del degrado del territorio entro il 2030 ( UN, 2015 ). 

L’obiettivo dell’azzeramento del consumo di suolo era stato proposto a livello europeo già con la Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006 mai diventata cogente.

Questo obiettivo generale è stato ulteriormente richiamato nel 2011, con la Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse , nella quale si propone il traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050. La Commissione ha ritenuto utile anche indicare le priorità di azione e le modalità per raggiungere tale obiettivo e, nel 2012, ha pubblicato  le linee guida per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo al fine di promovuore politiche e azioni da definire dettagliatamente negli Stati membri.

A fine 2021 la Commissione Europea ha approvato infine la nuova  strategia dell’UE per il suolo per il 2030, per ribadire come la salute del suolo sia essenziale per conseguire gli obiettivi in materia di clima e di biodiversità del Green Deal europeo. La strategia oltre a prevedere che L'UE debba conseguire un consumo netto di suolo pari a zero entro il 2050, chiede che gli stati membri integrino la "gerarchia del consumo di suolo" nei piani comunali e diano priorità al riutilizzo e al riciclo di terreni già costruiti e impermeabilizzati. 

Gerarchia del consumo di suolo - Strategia dell'UE per il suolo per il 2030. Fonte Commissione Europea.

Il 12 novembre 2025 in sede UE è stata adottata la nuova direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo.  Rispetto all’attesa legge sulla salute del suolo, annunciata nella Strategia europea del suolo per il 2030, la Commissione Europea ha optato per un approccio a due tempi. La commissione in questo modo ha anticipato il monitoraggio e la valutazione della qualità dei suoli rispetto all’entrata in vigore di stringenti limiti di legge, i quali sono rimandati alla fase di valutazione della direttiva, sei anni dopo la sua approvazione. La direttiva fissa tre obiettivi principali:

  • la creazione di un sistema coerente di monitoraggio del suolo,
  • l’adozione di pratiche sostenibili di gestione del suolo,
  • la gestione dei siti contaminati.

Da più parti si sono sollevate perplessità sulla scelta di rimandare al futuro l’individuazione di obiettivi e azioni più stringenti per la tutela del suolo, tuttavia è opinione comune che si tratti dell’ unico testo che poteva essere approvato in questo momento .

A livello nazionale il tema del consumo di suolo è stato ripreso nel 2022 dal Piano per la Transizione Ecologica (PTE). L'obiettivo dichiarato è di arrivare a un consumo netto pari a zero entro il 2030, anticipando di vent’anni l’obiettivo europeo e allineandosi alla data fissata dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’azzeramento del consumo di suolo, secondo il PTE, deve avvenire sia minimizzando gli interventi di artificializzazione, sia aumentando il ripristino naturale delle aree più compromesse, quali gli ambiti urbani e le coste. Si tratta di una misura chiave anche per l’adattamento ai cambiamenti climatici, da normare attraverso una legge nazionale dedicata, come già richiamato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Informazioni e risorse aggiuntive

Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse http://ec.europa.eu/environment/resource_efficiency/about/roadmap/index_en.htm

Strategia UE per il Suolo per il 2030: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0699

DIRETTIVA (UE) 2025/2360 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 12 novembre 2025 sul monitoraggio e la resilienza del suolo (direttiva sul monitoraggio del suolo https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202502360

Anno
2026
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Informazione ambientale sul tema Aria

Tema
Tipo
Paragrafi
Servizi informativi di ARPA Piemonte e Regione Piemonte in tema di qualità dell’aria

Gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione dei dati di valutazione della qualità dell’aria previsti dalle direttive europee ed in particolare dalla Direttiva sulla qualità dell'aria ambiente, impegnano Stati membri a trasmettere i dati alla Commissione a dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi ambientali perseguiti dalle norme.

Tutte le informazioni e le raccolte dati sono anche oggetto di pubblicazione e divulgazione al pubblico sia in forma di dati puntuali sia di statistiche di periodo e di aggregazioni di territorio.

La pubblicazione integrale e pressoché incondizionata dei dati ambientali è prevista dalle norme dell’Unione Europea in tema di dati aperti e di informazione ambientale per aumentare la consapevolezza dei cittadini sullo stato dell’ambiente e la loro capacità di valutazione della efficacia delle politiche ambientali promosse dalla Unione e dalle Amministrazioni nazionali e locali.

I servizi informativi sul tema aria forniscono informazioni in tempo reale per le esigenze quotidiane dei cittadini e delle istituzioni, altri sono servizi dedicati alla storicizzazione e capitalizzazione delle informazioni per scopo di studio, pianificazione e verifica degli andamenti dei fenomeni indagati o descritti.

Tutte le informazioni sono fornite in forma aperta e di libero uso alla sola condizione di citarne la fonte.

Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa http://data.europa.eu/eli/dir/2008/50/2015-09-18

Direttiva (UE) 2024/2881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, (rifusione)  http://data.europa.eu/eli/dir/2024/2881/oj

Anno
2026
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Diritto all'accesso ai dati ambientali

Anno
2026

La effettiva e diffusa conoscenza delle criticità ambientali e il possibile conseguente controllo delle azioni di loro contrasto da parte dei cittadini sono uno dei pilastri delle politiche ambientali della Unione Europea, una forma di risposta trasversale volta a consolidare e/o permettere di correggere gli altri interventi settoriali.

Diritto di accesso alla informazione ambientale

Con la Direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale, che dettaglia le norme di attuazione nella Unione della Convenzione di Aarthus, è stato stabilito il diritto di accesso da parte dei cittadini all'informazione ambientale detenuta dalle pubbliche amministrazioni senza obbligo di motivazione e l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di divulgare attivamente l'informazione ambientale sullo stato dell'ambiente, sulle politiche e le misure adottate, sullo stato della salute umana e sulla sicurezza ove possono essere condizionate dallo stato dell'ambiente.

Standard europei e condivisione delle informazioni

Sul lato più tecnico la Direttiva 2007/2/CE stabilisce la realizzazione dell’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE), quale strumento fondamentale per la realizzazione, gestione e monitoraggio delle politiche ambientali e delle politiche o delle attività che possono avere ripercussioni sull'ambiente. La direttiva ha come obiettivo rendere condivisibili grandi quantità di dati territoriali di forma e provenienza molteplici al fine di costituire un’unica infrastruttura per l’informazione territoriale a livello europeo basata sulle infrastrutture operanti a livello nazionale e locale.

Riuso e apertura dei dati

La Direttiva 2013/37/UE del Parlamento europeo stabilisce delle regole generali sul riuso del patrimonio informativo per  l’apertura dei dati che incoraggino un’ampia disponibilità e un’agevole circolazione delle informazioni del settore pubblico per il loro riutilizzo a fini privati o commerciali, con vincoli minimi o in assenza di ogni vincolo di natura legale, tecnica o finanziaria, lo sviluppo di nuovi servizi basati su modi innovativi di combinare tali informazioni tra loro e di usarle e lo stimolo della crescita economica e dell’impegno sociale.

I servizi e le applicazioni di consultazione di dati ambientali e geografici di Arpa Piemonte rispondono alle normative europee e a quelle nazionali e regionali di recepimento, maggiori dettagli e approfondimenti alla pagina sul   Geoportale di Arpa Piemonte.

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Informazione ambientale sul tema Acqua

Tema
Tipo
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acqua
Paragrafi

I servizi informativi sul tema acqua hanno fornito principalmente informazioni sulla classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici e sui dati di monitoraggio utilizzati per la classificazione, a questi dati sono aggiunte le informazioni sulla balneabilità delle acque e, più recentemente, quelle sulle analisi di specifici inquinanti che sono oggetti di grande attenzione e preoccupazione quali i PFAS.

Tutte le informazioni sono fornite in forma aperta e di libero uso alla sola condizione di citarne la fonte.

Anno
2026
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Monitoraggio dei corpi idrici

Tema
Tipo
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monitoraggio
Paragrafi

L'attività di monitoraggio dei corpi idrici è condotta principalmente secondo protocolli e modalità standardizzate a livello nazionale e della Unione europea, in modo da classificare la qualità delle acque in modo omogeneo e comparabile e riscontrare se gli obiettivi di qualità, al cui raggiungimento gli Stati membri si sono impegnati, sono rispettati.

Nel caso di inquinanti emergenti o di particolare preoccupazione sul territorio regionale, come nel caso dei PFAS, il monitoraggio è andato ben oltre i requisiti minimi obbligatori e ha raccolto una base informativa particolarmente significativa.

Anno
2026
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Informazione ambientale sul tema Territorio

Tema
Tipo
img-intro
icona informazione
Paragrafi

I servizi informativi sul territorio sono, per loro natura, estremamente eterogenei e coprono ambiti e discipline diverse. Accanto ai servizi che forniscono informazioni in tempo reale, o quasi, per rispondere alle esigenze quotidiane di cittadini e istituzioni, esistono anche servizi orientati alla raccolta, storicizzazione e valorizzazione dei dati, messi a disposizione per scopi di studio, pianificazione e verifica degli andamenti dei fenomeni indagati o descritti.

Tutte le informazioni sono fornite in formato aperto e di libero utilizzo, alla sola condizione che ne venga sempre citata la fonte.

Anno
2026
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Il portale sul clima in Piemonte

Anno
2026

La disponibilità e la conoscenza della informazione ambientale è una premessa indispensabile per la formulazione delle strategie di contrasto, mitigazione ed adattamento al cambiamento climatico e della loro comprensione da parte del largo pubblico in fase di loro attuazione.

Con questo obiettivo, in stretto coordinamento con Regione Piemonte, Arpa Piemonte ha realizzato un   portale dedicato alla pubblicazione di più di 350 indicatori relativi agli andamenti climatici del passato e agli scenari futuri organizzati per la consultazione nei cinque settori tematici di clima, agricoltura, foreste, salute, energia e trasporti.

Il portale è a disposizione del pubblico e delle Amministrazioni locali per supportare l’attuazione della Strategia regionale sul cambiamento climatico, in modo che la base conoscitiva consolidata e condivisa possa guidare sia il disegno delle misure da essa previste per contrastare il cambiamento climatico che il successivo monitoraggio della loro attuazione, in accordo con la DGR 18 febbraio 2022, n. 23-4671 che ha approvato il primo stralcio e le disposizioni sull'elaborazione delle politiche regionali della Strategia regionale sul Cambiamento Climatico.

Il Portale sul Clima in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte

Il Portale si propone come riferimento informativo sullo stato delle conoscenze sul clima in Piemonte e offre strumenti di consultazione e interrogazione dei dati attraverso un’interfaccia di semplice utilizzo che guida l’utente attraverso le mappe del ricco data base elaborato da Arpa Piemonte ed è integrato con sezioni di approfondimento che spiegano gli obiettivi della pubblicazione, il contesto in cui nasce e la metodologia utilizzata per il calcolo degli indicatori del clima passato e degli scenari futuri.

La consultazione dei dati, oltre che su base cartografica è facilitata da una presentazione con infografiche di sintesi spiegano in maniera semplice e diretta il cambiamento del clima in Piemonte.

Tenendo conto della necessità di lettura integrata dei dati una specifica sezione del portale è dedicata alla consultazione delle emissioni climalteranti dell’inventario regionale delle emissioni in atmosfera (IREA).

Accesso alle informazioni dell’Inventario Regionale delle Emissioni Climalteranti in Atmosfera dal Portale clima di Arpa Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Altri servizi del Geoportale di Arpa Piemonte in tema di clima 

Atlante delle piogge intense

  L’applicazione consente di ricavare in un qualsiasi punto del territorio regionale le linee segnalatrici di probabilità pluviometrica per assegnato tempo di ritorno per le durate da 10 minuti a 24 ore che rappresentano lo strumento essenziale nella progettazione idraulica e nella valutazione probabilistica delle portate di piena.

Atlante delle piogge intense - Fonte Arpa Piemonte

Meteo in tempo reale

La applicazione, realizzata da Arpa Piemonte con il supporto delle Regioni e delle Agenzie per l'Ambiente di Valle d'Aosta e Liguria, consente di visualizzare le previsioni meteo e i dati meteo idrologici misurati in tempo reale nell’ambito territoriale delle tre regioni. 

Tutti i dati sono consultabili in formato testuale, in mappe interattive e in grafici riportanti l’andamento temporale degli ultimi giorni.

il servizio è disponibile come    applicazione web del Geoportale di Arpa Piemonte e come App per smartphone Android ed iOS.

Meteo 3R - Fonte Arpa Piemonte

Sistema di consultazione Gradi Giorno in Piemonte

L'applicazione permette di   visualizzare i valori dei gradi giorno quindicinali (dal giorno 1 al giorno 15 e dal giorno 16 a fine mese) stimati per ogni comune del territorio piemontese.

Il punto su cui viene effettuata l’elaborazione corrisponde all’ubicazione dell’edificio municipale. 

Sono disponibili i valori degli ultimi 15 giorni e i valori dei mesi pregressi, fino ad un massimo di 1 anno di dati.

I gradi giorno (GG) forniti sono il risultato di una interpolazione a partire dalle temperature medie giornaliere misurate dagli strumenti della rete di monitoraggio meteorologico di ARPA Piemonte.

Il dato fornito per ogni comune viene riportato assieme alle coordinate (quota, UTM X e UTM Y) del punto su cui viene effettuata l’interpolazione.

Cruscotto di consultazione dei gradi giorno - Fonte Arpa Piemonte
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Da rivedere
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