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Livelli misurati di campo magnetico ed elettrico

Anno
2026

Elettrodotti - Misure di campo magnetico

Valori limite per campo magnetico generato da elettrodotti secondo la Normativa di riferimento: DPCM 08/07/2003
Valori limite per campo magnetico generato da elettrodotti
Limite campo magnetico 100 µT
Valore di attenzione campo magnetico (mediana 24h) 10 µT
Obiettivo di qualità campo magnetico (mediana 24h) 3 µT
Valori limite per campo magnetico generato da elettrodotti secondo la Normativa di riferimento: DPCM 08/07/2003

Per quanto riguarda i valori di campo magnetico misurati nel 2025, si osserva che il 46% circa delle misure ha rilevato valori sostanzialmente non significativi di esposizione (<0.5µT), e circa il 90% delle misure ha rilevato valori di campo magnetico inferiori all’obiettivo di qualità fissato dal DPCM 08/07/2003 di (3 µT). Resta un 10% circa di livelli di esposizione significativi, anche a causa del fatto che tutte le misure sono state effettuate in aree in estrema prossimità delle sorgenti. Tali sorgenti producono infatti livelli intensi di campo magnetico, che però decrescono molto rapidamente con la distanza, e tipicamente oltre i 2m scendono al di sotto dell’obiettivo di qualità di 3µT.

Nell’arco del 2025, non sono comunque stati riscontrati superamenti del valore di attenzione.

Distribuzione dei livelli di campo magnetico (µT) misurati dal 2007 al 2025. Fonte Arpa Piemonte

Elettrodotti – misure di campo elettrico

Limite campo elettrico
Valori limite per campo elettrico elettrodotti
Limite campo elettrico 5000 V/m
Valori limite per il campo elettrico generato da elettrodotti secondo la normativa di riferimento Normativa di riferimento: DPCM 08/07/2003

Per quanto riguarda i livelli di campo elettrico misurati, nel corso del 2025 non sono stati riscontrati superamenti del limite. La situazione resta perciò la stessa rilevata lo scorso anno.

Impianti per telecomunicazioni – misure di campo elettrico

Valori limite per il campo elettrico
Valori limite per il campo elettrico generato da impianti per telecomunicazioni
Limite campo elettrico 60 V/m (frequenze inferiori a 3MHz) 20 V/m frequenze comprese tra 3MHz e 3GHz) 40 V/m (sopra i 3 GHz di frequenza, come sistema 5G)
Valore di attenzione campo elettrico 15 V/m
Obiettivo di qualità campo elettrico 15 V/m
Valori limite per il campo elettrico generato da impianti per telecomunicazioni secondo la normativa di riferimento DPCM 08/07/2003
Distribuzione dei livelli di campo elettrico misurati in prossimità di Stazioni Radio Base per telefonia cellulare e di antenne radiotelevisive dal 2007 al 2025. Fonte Arpa Piemonte

Le misure del 2025 sono state effettuate in prossimità di impianti per le telecomunicazioni a seguito di richieste specifiche dei cittadini o di attività di controllo sugli impianti su iniziativa di Arpa: i risultati devono essere considerati come rappresentativi delle situazioni di maggiore esposizione e non dell’esposizione media della popolazione.

Sulla base dei risultati delle misure effettuate si possono determinare le distribuzioni percentuali dei livelli di campo elettromagnetico presenti nelle diverse condizioni di esposizione. Il dato in figura indica in quale percentuale del totale di misure effettuate nel 2025 il livello di campo elettrico rilevato è compreso in alcuni intervalli di valori. Tali intervalli sono definiti al fine di identificare i livelli di campo non significativi (livelli di fondo, inferiori a 0.5 V/m), quelli bassi (compresi tra 0.5 V/m e 3 V/m), i valori medi (compresi tra 3 V/m e il precedente valore di attenzione di 6 V/m) e quelli più elevati. 

I livelli di campo rilevati in prossimità degli impianti per la telefonia e siti radio-televisivi risultano concentrati nell’intervallo 0.5-3 V/m. I valori superiori a 20 V/m (0.11%) sono stati rilevati in prossimità di un sito di radiodiffusione in onda media, la cui frequenza di trasmissione è inferiore a 3Mhz, per cui il limite di esposizione è di 60V/m.

Per il 2025 non sono stati riscontrati superamenti, né del valore di attenzione, né del limite di esposizione fissati dal DPCM 08/07/2003.

Dall’analisi di questi dati si deduce comunque che i livelli di esposizione a campi elettromagnetici della popolazione residente in prossimità di sorgenti di campo a radiofrequenza sono, nella quasi totalità dei casi, di gran lunga inferiori ai valori limite.

Informazioni e risorse aggiuntive

Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 8 luglio 2003 - Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/08/28/03A09711/sg

Tesla - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Tesla_(unit%C3%A0_di_misura)

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Potenza complessiva degli impianti di telecomunicazione

Anno
2026

La potenza complessiva degli impianti per telecomunicazioni, parametro correlabile con l’intensità di campo elettromagnetico irradiata, ha avuto negli anni andamento crescente. 

Fino al 2011, il contributo preponderante è stato quello degli impianti radiotelevisivi. A partire dal 2012, però, la potenza complessiva di questa tipologia di impianti è andata stabilizzandosi intorno ad un valore di 1.1 milioni di W, mentre ha continuato a crescere la potenza delle stazioni radiobase per telefonia cellulare. 

Nel 2025 si è osservato anche un lieve aumento della potenza installata per la trasmissione di segnali di radiodiffusione, in particolare per la tecnologia DAB+.

Andamento nel tempo della potenza installata su tutto il territorio regionale (impianti radiotelevisivi e di telefonia e valore complessivo). Fonte Arpa Piemonte

L’analisi delle potenze installate per segnali di telefonia mobile mostra che gli incrementi maggiori sono conseguenza dei cambi di tecnologia, a partire dall’anno 2005, in cui si ebbe un incremento netto legato all’implementazione della rete 3G. 

In effetti gli aumenti di potenza si sono concentrati negli ultimi anni: nel 2011 il primo grosso salto in avanti è legato all’introduzione del 4G e, tra il 2019 e il 2021 al potenziamento del 4G per garantire maggiori coperture territoriali e tipologie di servizi e all’introduzione del 5G. Nel 2024, l’incremento percentuale è praticamente raddoppiato, in conseguenza delle modifiche normative legate all’aumento dei limiti.

Al fine di poter seguire l’andamento dell’implementazione dei nuovi sistemi banda larga, è stato introdotto dal 2015 il monitoraggio della potenza complessiva a livello regionale per ciascun sistema di telefonia: 2G (GSM e DCS), 3G (UMTS) e 4G (LTE). Dal 2019 viene monitorata anche la potenza associata ai nuovi sistemi 5G e dal 2020 la potenza associata al sistema ibrido 4G-5G chiamato DSS.

Si può vedere dal grafico come la potenza dei sistemi 2G, dopo un calo nelle potenze legato al riutilizzo delle frequenze per sistemi di nuova generazione, si è stabilizzata o leggermente rialzata negli ultimi anni. Questo fenomeno è dovuto al fatto che le reti 2G gestiscono, oltre alla telefonia mobile, anche una serie di servizi di trasferimento dati (ad esempio dai contatori elettrici a lettura remota) che richiedono che tale tecnologia sia mantenuta attiva.

Continua il calo delle potenze dedicate al 3G (in via di dismissione da parte di diversi operatori), mentre resta considerevole l’incremento della potenza dei sistemi 4G. Tale incremento è stato particolarmente significativo nel 2024, in conseguenza all’aumento del valore di attenzione avvenuto a cavallo tra il 2023 e il 2024. Ad oggi, la potenza dedicata ai sistemi 4G è pari ad oltre il 56% della potenza complessivamente installata negli impianti di telefonia.

Analoga conseguenza delle modifiche normative è visibile anche sulla potenza dei sistemi 5G e DSS. In particolare, il 5G è passato da una potenza dedicata pari a circa il 10% del totale nel 2023, ad un valore pari ad oltre il 16% del totale nel 2025.

Potenza degli impianti per telefonia dedicata alle 5 tipologie di sistema ad oggi utilizzate, per ciascun anno. Fonte Arpa Piemonte.
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO 2 dicembre 2014 Linee guida, relative alla definizione delle modalita' con cui gli operatori forniscono all'ISPRA e alle ARPA/APPA i dati di potenza degli impianti e alla definizione dei fattori di riduzione della potenza da applicare nelle stime previsionali per tener conto della variabilita' temporale dell'emissione degli impianti nell'arco delle 24 ore. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/12/22/14A09740/sg

  Portale sui campi elettromagnetici in Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/portale_cem/

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Densità degli impianti di telecomunicazione

Anno
2026

Il rapporto tra il numero di impianti per telecomunicazioni e la superficie regionale, provinciale o comunale e il suo andamento nel tempo ci segnala la potenziale pressione di queste fonti e, confrontando i dati annuali, anche il suo andamento nel tempo, in questo caso guidato dalle trasformazioni tecnologiche.

Andamento negli anni della densità di impianti per telefonia nelle diverse province. Fonte Arpa Piemonte.
Andamento negli anni della densità di impianti radio-TV nelle diverse province. Fonte Arpa Piemonte.

La densità di impianti di telefonia, durante il 2025 ha confermato il trend degli ultimi anni, in relazione ad una stabilizzazione complessiva (con qualche lieve aumento per alcune province) dell’indicatore. Questo fenomeno è da correlare con una raggiunta maturità delle reti di telefonia in termini di numero di impianti sul territorio. Ciò che si va modificando, per questa tipologia di impianti, sono invece i sistemi implementati e le potenze in gioco, come rappresentato negli altri indicatori di questa sezione.

La densità di impianti radio tv, dopo una netta diminuzione nel 2022 (anche legata alla riorganizzazione delle TV per permettere la liberazione della banda di frequenza a 700MHz destinata al 5G), si è sostanzialmente stabilizzata a livello regionale negli ultimi due anni.

Nelle mappe di distribuzione della densità di impianti a livello comunale - visibile sul Geoportale, si osserva una maggiore densità di impianti nei centri urbani capoluoghi di provincia, nella cintura di Torino e in alcuni comuni interessati dalla presenza di molti impianti radiotelevisivi.

La distribuzione dei comuni maggiormente interessati è rimasta sostanzialmente costante dall’anno precedente, anche in relazione al fatto che i nuovi impianti sono nella maggior parte dei casi modifiche di impianti esistenti e non nuove installazioni.

Informazioni e risorse aggiuntive

Geoportale - portale campi elettromagnetici https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_cem/indicatoriPage

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Densità degli elettrodotti

Anno
2026

Il peso relativo della presenza di elettrodotti su un determinato territorio è rappresentabile dal rapporto tra lunghezza delle linee per km quadrato di superficie. Nella figura è rappresentata la distribuzione dei valori di lunghezza delle linee per km quadrato di superficie nelle diverse province piemontesi, divisi per livello di tensione.

Densità delle linee ad alta e altissima tensione nelle diverse province, divisa per livello di tensione. Fonte Arpa Piemonte

Tutti i dati per il Piemonte sono consultabili sul   Portale CEM - Campi elettromagnetici in Piemonte, a cura di Arpa Piemonte con dettaglio per comune alla sezione "indicatori”, informazione che permette anche di valutare il livello di criticità del comune stesso in relazione alla lunghezza delle linee che attraversano aree edificate.

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Radiazioni non ionizzanti, fattore sul territorio

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La tutela della salute e salvaguardia della popolazione attraverso la prevenzione e riduzione dell'inquinamento ambientale dovuto alle emissioni elettromagnetiche e la tutela generale dell'ambiente e del paesaggio, sono gli obiettivi della normativa in tema di esposizione a campi elettromagnetici europea e nazionale; a questi si aggiunge la garanzia per i cittadini di accesso ad informazioni complete e tempestive sulle fonti emissive e le loro pressioni ambientali.

Per questi motivi le norme di tutela internazionali e nazionali richiedono di tenere sotto controllo la presenza sul territorio e lo sviluppo delle sorgenti, nonché i livelli di radiazione da esse generati.

Questo controllo avviene soprattutto attraverso strumenti e azioni quali l’implementazione e la gestione di un catasto delle sorgenti, costantemente aggiornato anche attraverso la valutazione dell’impatto delle nuove sorgenti nell’ambito degli iter autorizzativi, e la valutazione dei livelli misurati durante le attività di controllo e monitoraggio sul territorio.

Tutte le informazioni su sorgenti, misure, calcolo delle emissioni e esposizione della popolazione per gli anni dal 1996 ad oggi sono pubblicate sul   Portale CEM - Campi elettromagnetici in Piemonte, a cura di Arpa Piemonte.

Da notare che le informazioni relative agli elettrodotti, che pure dovrebbero essere contenute nell’apposito catasto formalmente istituito, derivano da dati a disposizione di Arpa Piemonte, così come aggiornata grazie alla partecipazione ai procedimenti di Valutazione d’Impatto Ambientale e/o di autorizzazione ambientale per i nuovi elettrodotti, poiché il catasto ufficiale non è ancora ad oggi operativo.

Per quanto riguarda il 2025, l’elemento che ha avuto maggior peso sulle condizioni di esposizione della popolazione è stato lo sviluppo della rete 5G a seguito delle modifiche normative entrate in vigore nel 2024.

In particolare, con la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022, è stato modificato il valore di attenzione, fissato dalla normativa in relazione alle esposizioni prolungate della popolazione: tale valore è stato incrementato da 6 V/m a 15 V/m mediamente sulle 24 ore

Inoltre, a marzo 2024 è stato modificato il Codice delle Comunicazioni Elettroniche, al fine di regolamentare gli incrementi di potenza degli impianti per telecomunicazioni resosi possibili a valle dell’innalzamento del valore di attenzione.

Queste modifiche normative hanno agevolato lo sviluppo delle reti di telecomunicazione a larga banda, particolarmente per gli impianti 4G e 5G, per cui sono significativamente aumentati gli impianti e le potenze in gioco, e di conseguenza i livelli di esposizione.

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Campi elettromagnetici https://www.arpa.piemonte.it/sites/default/files/media/2025-01/opuscolo%20CEM.pdf

LEGGE 30 dicembre 2023, n. 214 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022 https://www.normattiva.it/eli/id/2023/12/30/23G00220/ORIGINAL

DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2024, n. 48 Disposizioni correttive al decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 207, di attuazione della direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2018, che modifica il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante il codice delle comunicazioni elettroniche. https://www.normattiva.it/eli/id/2024/04/13/24G00066/CONSOLIDATED/20250527

Deliberazione della Giunta Regionale 2 novembre 2004, n. 19 - 13802 Legge regionale n. 19 del 3 agosto 2004 “Nuova disciplina regionale sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”. Prime indicazioni regionali per gli obblighi di comunicazione e certificazione di cui agli artt. 2 e 13, per gli impianti di telecomunicazione e radiodiffusione https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2004/44/siste/00000270.htm

Arpa Piemonte Raccolta della normativa sui campi elettromagnetici e le radiofrequenze https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/normativa-campi-elettromagnetici-radiofrequenze

  Portale CEM - Campi elettromagnetici in Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_cem/homePage

Anno
2026
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Rischi industriali, risposte sul territorio

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Industrie a rischio di incidente rilevante

In materia di prevenzione dei rischi di incidente rilevante, la normativa prevede due tipologie di attività di controllo, le ispezioni sui Sistema di Gestione della Sicurezza per tutti gli stabilimenti e le istruttorie dei Rapporti di Sicurezza solo per gli stabilimenti di soglia superiore; si tratta di procedimenti molto complessi che vedono coinvolti numerosi Enti (principalmente Arpa Piemonte, Vigili del Fuoco, nonché Regione e INAIL) e si articolano in numerose giornate, che prevedono sia attività di disamina documentale, sia sopralluoghi in campo presso gli stabilimenti per verificare la congruenza tra quanto indicato nei documenti e la configurazione impiantistica e gestionale.

La normativa prevede altresì attività di pianificazione dell’emergenza esterna per tutti gli stabilimenti RIR, per la definizione di procedure di intervento condivise tra i vari enti chiamati a intervenire (es. VVF, Arpa, ASL, Forze dell’ordine) in caso di incidente, a tutela della popolazione e dell’ambiente e attività di pianificazione del territorio.

I controlli integrati delle attività produttive

L’IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) è una strategia, comune a tutta l’Unione Europea, per aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione.

L’AIA (autorizzazione integrata ambientale) in Italia è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto a determinate condizioni che devono garantire che l’impianto sia conforme ai requisiti stabiliti dalle norme ambientali.

In particolare, l’autorizzazione AIA non considera un impianto solo in termini di rispetto dei limiti alle emissioni, ma entra nella specifica gestione dello stesso sia con l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili o BAT (Best Available Technologies), sia prevedendo una specifica attività di controlli interni ed esterni.

Verifiche impiantistiche

La normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, disciplina in più articoli gli obblighi del datore di lavoro quale garante della sicurezza, salute, incolumità dei propri dipendenti. 

Tra questi obblighi vi è quello di predisporre ambienti di lavoro e attrezzature adeguate ai rischi connessi all’attività dell’Azienda; in particolare vi è obbligo di sottoporre gli impianti e i dispositivi di sicurezza a regolare manutenzione e controllo di funzionamento con verifiche periodiche (annuale, biennale, triennale, quinquennale e decennale) da parte pubblica, secondo la tipologia delle attrezzature e il tipo di verifica (funzionalità o integrità).

Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2012/18/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012 , sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose, recante modifica e successiva abrogazione della direttiva 96/82/CE del Consiglio Testo rilevante ai fini del SEE https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2012/18

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105 Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. https://www.normattiva.it/eli/id/2015/07/14/15G00121/CONSOLIDATED/20160802

Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica https://www.mase.gov.it/pagina/inventario-nazionale-degli-stabilimenti-rischio-di-incidente-rilevante-0

Inventario degli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose https://www.rischioindustriale.isprambiente.gov.it/seveso-query-105/Default.php

Regione Piemonte https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/elettromagnetismo-rischio-industriale-rumore/rischio-industriale

Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/rischi-industriali/rischio-di-incidente-rilevante/rischio-di-incidente-rilevante

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 6 marzo 2017, n. 58 Regolamento recante le modalità, anche contabili, e le tariffe da applicare in relazione alle istruttorie ed ai controlli previsti al Titolo III-bis della Parte Seconda, nonchè i compensi spettanti ai membri della commissione istruttoria di cui all'articolo 8-bis. https://www.normattiva.it/eli/id/2017/05/11/17G00079/ORIGINAL

Le norme IPPC (Direttiva 1996/61/CE, poi abrogata dalla Direttiva 2008/1/CE) sono state sostituite, a partire dal 7/01/14, dalla Direttiva 2010/75/UE (cosiddetta “Direttiva emissioni industriali”) relativa alle emissioni industriali; l’Italia ha provveduto al recepimento con Decreto Legislativo n. 46 del 04/04/14.

Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) http://data.europa.eu/eli/dir/2010/75/oj

DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2014, n. 46 Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) https://www.normattiva.it/eli/id/2014/03/27/14G00058/CONSOLIDATED

Anno
2026
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Attività di pianificazione del territorio e dell'emergenza

Anno
2026

Le attività di pianificazione dell’emergenza esterna (PEE), previste dall’art.21 del D.lgs. 105/2015 per tutti gli stabilimenti che ricadono nel suo campo di applicazione, sono in capo al Prefetto e consistono nella definizione di procedure di intervento in caso di incidente da parte degli enti preposti, a tutela della popolazione e dell’ambiente. 

Il 7 dicembre 2022 sono state approvate, con Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le Linee guida per la predisposizione del piano di emergenza esterna, per l’informazione alla popolazione e gli indirizzi per la sperimentazione dei piani di emergenza esterna. 

Nell’ambito dei gruppi di lavoro istituiti dalle Prefetture per la redazione e l’aggiornamento dei PEE, Arpa Piemonte e Regione Piemonte forniscono un supporto specialistico, sia per quanto riguarda l’analisi degli scenari incidentali degli stabilimenti, necessaria alla definizione delle aree di pianificazione dell’intervento in emergenza, sia relativamente al modello organizzativo di intervento, anche al fine di garantire un’elaborazione uniforme dei PEE sul territorio regionale.

Estratto dal piano di emergenza esterno della provincia di Biella - Fonte Regione Piemonte

Nel 2025 sono proseguite le attività di supporto alle Prefettura di Biella, Novara e Torino per la predisposizione o aggiornamento dei PEE (piano di emergenza esterno), in particolare sono stati predisposti 3 nuovi PEE (1 in provincia di Novara e 2 in provincia di Biella).

La normativa prevede che i PEE degli stabilimenti RIR vengano periodicamente sperimentati, al fine di testarne l’efficacia; le modalità di sperimentazione dei PEE sono descritte negli “Indirizzi per la sperimentazione dei piani di emergenza esterna” di cui alla Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 7 dicembre 2022 e prevedono sostanzialmente due tipologie di esercitazione, per posti di comando (parziale – livello A, o completa – livello B) e prove di soccorso (congiunte – livello C, a scala reale – livello D). 

Con riferimento alle sopracitate linee guida nazionali, nel 2025 è stata svolta l’attività di sperimentazione di un nuovo PEE in provincia di Biella.

Nell’ambito dei procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) o di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), riguardanti uno stabilimento RIR o un territorio in cui è presente, la struttura competente di Arpa Piemonte per la Seveso fornisce supporto ai Dipartimenti territoriali dell’Agenzia per la valutazione dei potenziali impatti di tali stabilimenti. 

Nel 2025 sono stati forniti 21 contributi tecnici suddivisi su tutti e quattro i quadranti della Regione nell’ambito dei suddetti procedimenti, finalizzati all’espressione di pareri riguardanti la presenza di stabilimenti che utilizzano sostanze/miscele pericolose, compresi i rifiuti.

Inoltre, Arpa e Regione forniscono, su richiesta, il proprio supporto agli enti deputati alle attività di pianificazione territoriale (Comuni ed enti territoriali di area vasta), per la valutazione della compatibilità territoriale di progetti che interessano aree prossime a stabilimenti RIR. 

Regione, inoltre, effettua la disamina - nell’ambito delle procedure urbanistiche di competenza ai sensi della legge regionale n. 56/1977 e anche per valutarne la coerenza con quanto previsto dalle specifiche Linee Guida Regionali approvate nel 2010 - dei piani regolatori comunali e dei piani territoriali provinciali, al fine di garantire uno sviluppo sostenibile del territorio nel tempo senza impedirne lo sviluppo industriale, anche nell’ambito dei procedimenti avviati dagli sportelli unici per le attività produttive – SUAP.  

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle pagine tematiche sul sito di Arpa Piemonte. 

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105 Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. https://www.normattiva.it/eli/id/2015/07/14/15G00121/CONSOLIDATED/20160802

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE DIRETTIVA 7 dicembre 2022 Linee guida per la predisposizione del piano di emergenza esterna, linee guida per l'informazione alla popolazione e indirizzi per la sperimentazione dei piani di emergenza esterna https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/02/07/23A00741/sg

Pagine tematiche sul sito di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/temi/rischio-industriale/rischi-incidente-rilevante?pid=21 

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Stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante (RIR)

Anno
2026

Gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR) sono classificati di “soglia inferiore” o di “soglia superiore” in relazione ai massimi quantitativi potenzialmente presenti di sostanze e miscele pericolose, secondo quanto previsto dall’Allegato 1 al D.Lgs. 105/2015. Per approfondimenti è possibile consultare la pagina Rischio di incidente rilevante sul sito di Arpa Piemonte.

Gli stabilimenti RIR sono censiti nell’inventario nazionale predisposto da ISPRA e consultabile sul sito del Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, sulla base delle informazioni contenute nella Notifica trasmessa dai gestori e sottoscritta nelle forme dell'autocertificazione.

L’ultimo aggiornamento dell’inventario nazionale (dicembre 2025) censisce 81 stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante in Piemonte, di cui 44 di soglia superiore e 37 di soglia inferiore. 

La norma italiana tiene conto dei criteri di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose definiti dal Regolamento CLP relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele, con la entrata in vigore del Regolamento, avvenuta nel 2016, il numero di stabilimenti presenti nel territorio regionale si è ridotto a seguito della modifica di classificazione dei bagni galvanici. 

Successivamente, tale numero si è mantenuto pressoché costante e, nell’ultimo anno, risultano due nuovi stabilimenti di soglia superiore.

Inventario nazionale stabilimenti a rischio di incidente rilevante (aggiornamento dicembre 2025). Elaborazione Arpa Piemonte.

Nel panorama nazionale, il Piemonte si conferma una tra le regioni con maggior presenza di stabilimenti RIR, dopo Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

I territori con il maggior numero di stabilimenti risultano essere la provincia di Alessandria e Novara e la Città Metropolitana di Torino con  circa 20 stabilimenti RIR ciascuna.

Inventario nazionale stabilimenti a rischio di incidente rilevante (aggiornamento dicembre 2025). Elaborazione Arpa Piemonte.

Gli stabilimenti RIR possono appartenere a comparti produttivi e merceologici piuttosto diversificati. 

Le attività maggiormente presenti sul territorio regionale sono i depositi di stoccaggio/movimentazione del GPL e i depositi di sostanze tossiche/ecotossiche (comprese le logistiche), seguono produzione/utilizzazione di resine sintetiche o vernici e le attività di deposito e/o trattamento di prodotti petroliferi. 

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105 Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. http://www.normattiva.it/eli/id/2015/07/14/15G00121/CONSOLIDATED/20160802

Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica https://www.mase.gov.it/pagina/inventario-nazionale-degli-stabilimenti-rischio-di-incidente-rilevante-0

Inventario degli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose https://www.rischioindustriale.isprambiente.gov.it/seveso-query-105/Default.php

Regione Piemonte https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/elettromagnetismo-rischio-industriale-rumore/rischio-industriale

Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/rischi-industriali/rischio-di-incidente-rilevante/rischio-di-incidente-rilevante

Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006 http://data.europa.eu/eli/reg/2008/1272/oj

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Rischi industriali, fattore per il territorio

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Il rischio di incidente rilevante

Il rischio industriale è associato alle attività antropiche che comportano la presenza sul territorio di impianti produttivi che, per la natura delle sostanze che utilizzano o detengono, possono costituire fonti di pericolo per l'uomo, ad esempio nel caso di esposizione a sostanze tossiche rilasciate in atmosfera in caso di incidente, e per l’ambiente, legati alla possibile contaminazione del suolo, dell’acqua e dell’atmosfera.

Nell’ambito del rischio industriale si collocano i rischi di incidenti rilevanti ovvero eventi, quali "un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità, dovuti a sviluppi incontrollati che si verificano durante l’attività di uno stabilimento e che danno luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento e in cui intervengano una o più sostanze pericolose”. 

Il processo di regolamentazione degli aspetti legati alla prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti è iniziato a seguito del gravissimo incidente avvenuto a Seveso nel 1976 ed attualmente ha come riferimento il Decreto Legislativo n. 105 del 26/06/2015, che recepisce la Direttiva 2012/18/UE (Seveso III).

Lo scopo della normativa “Seveso” è quello di esaminare i sistemi tecnici, organizzativi e di gestione adottati dagli stabilimenti, al fine di individuare le situazioni sulle quali è opportuno intervenire per prevenire il rischio di incidente rilevante, migliorando le condizioni di sicurezza interne ed esterne allo stabilimento quali la sicurezza della popolazione, la protezione ambientale, la sicurezza dei lavoratori e la sicurezza dei processi, nonché di definire le procedure di intervento in caso di incidente e fornire una risposta efficace ed efficiente da parte degli enti preposti alla protezione della popolazione e dell’ambiente.

Inquinamento industriale

Il fattore di potenziale inquinamento del territorio dovuto alle attività industriali è affrontato dalla Unione Europea secondo un approccio di prevenzione e controllo integrato, intervenendo alla fonte delle attività attraverso una più rigorosa definizione del termine “compatibilità ambientale” e di corretta gestione delle risorse naturali, che sono considerate come interdipendenti e da proteggere in modo integrato.

Maggiori dettagli nel capitolo Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

Informazioni e risorse aggiuntive

Disastro di Seveso https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Seveso

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015, n. 105 Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. https://www.normattiva.it/eli/id/2015/07/14/15G00121/CONSOLIDATED/20160802

Direttiva 2012/18/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012 , sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose, recante modifica e successiva abrogazione della direttiva 96/82/CE del Consiglio Testo rilevante ai fini del SEE https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2012/18

Anno
2026
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La rete ecologica della Regione Piemonte

Anno
2026

Fin dalla approvazione della Legge regionale 19/2009 la Regione Piemonte ha individua gli elementi della rete ecologica regionale, costituita dalle aree protette e dalla Rete Natura 2000 oltre a corridoi ecologici e “altre aree ed elementi territoriali importanti per la biodiversità”. 

In seguito a tali disposizioni normative, nell’ambito della pianificazione a livello comunale, provinciale e regionale, sono stati approvati diversi strumenti di pianificazione; si tratta però di approcci basati su presupposti metodologici diversi che hanno portato all’individuazione sul territorio di reti ecologiche molto diversificate e alla definizione di strumenti di pianificazione non sempre coordinati ed integrati fra loro.

Con D.G.R. n. 27-7183 del 3 marzo 2014 la Regione Piemonte ha riconosciuto la necessità di definire un unico disegno di rete che rappresenti in maniera più adeguata la distribuzione della biodiversità e la connettività ecologica del territorio regionale. 

La metodologia di individuazione degli elementi della rete ecologica regionale è stata approvata con DGR n. 52-1979 del 31 luglio 2015.
Inoltre, in base alla DGR n. 1 – 2681 del 29 dicembre 2020 si è stabilito che le attività di identificazione della rete ecologica a livello comunale e provinciale devono essere coerenti e conformi alla suddetta metodologia.

La metodologia regionale di redazione della rete ecologica

In sintesi, la metodologia regionale prevede di individuare le aree a valore ecologico e la carta della connettività ecologica sulla base della carta degli habitat (secondo classificazione EUNIS) fino ai 1400 mt di quota, realizzata mediante banche dati e cartografie disponibili in Piemonte (BDTRE, Carta Forestale, e Anagrafe Agricola).

Nel corso del 2023 è stata completata l’elaborazione della metodologia per l’intero territorio regionale le cui risultanze sono scaricabili dal Geoportale della Regione Piemonte suddivise per province; è in fase di elaborazione un WMS unico a livello regionale di tutti gli elementi della rete ecologica che sarà reso disponibile sul Geoportale.

Carta degli habitat del Piemonte secondo la classificazione EUNIS - Fonte Arpa Piemonte
Legenda degli habitat del Piemonte secondo la classificazione EUNIS - Fonte Arpa Piemonte

Negli scorsi anni con il Progetto Integrato ALCOTRA Italia/Francia Biodiv'connect, e con il progetto Novara in Rete è stato realizzato il disegno di rete ecologica rispettivamente delle due province affiancando alla metodologia regionale, descritta precedentemente, il metodo expert based che prevede approfondimenti specifici con monitoraggi e verifiche in campo. Nel corso del 2025 è stato applicato il metodo expert based anche per le Province di Alessandria, Vercelli e Biella.

Metodo expert based

Il coinvolgimento degli esperti locali, già sperimentato per la definizione del disegno di rete ecologica della Provincia di Novara e Cuneo con ottimi risultati, si basa sul coinvolgimento di esperti delle componenti specifiche animali o vegetali sul territorio indagato per individuare le aree con maggior ricchezza di habitat e specie di un determinato territorio – aree sorgente – e le aree prioritarie per la biodiversità.

La sintesi dei due metodi e i risultati finali

Per l'individuazione degli elementi di connessione ecologica si è fatto affidamento principalmente alla metodologia regionale e ad una campagna di verifiche e monitoraggi in campo mediante i quali sono stati definiti i corridoi ecologici principali oltre a definire nel dettaglio gli ultimi "varchi" ancora esistenti che permettono alla fauna di attraversare anche gli ambiti maggiormente impattati dalla presenza antropica. 

Con il contributo degli esperti, oltre alle cartografie di sintesi delle diverse componenti della rete ecologica provinciale, sono state realizzate delle schede monografiche descrittive delle aree sorgente e dei varchi rilevati sul territorio provinciale. Tutta la documentazione per la provincia di Cuneo è scaricabile alla pagina web: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/biodiversita-aree-naturali/rete-ecologica-provincia-cuneo-progetto-biodivconnect

Applicazioni della rete ecologica

Gli elementi della rete ecologica individuati sono un riferimento per inserire la tutela della biodiversità negli strumenti di pianificazione locale (piani provinciali e PRGC), nell'ambito delle procedure di valutazione ambientale (VIA, VAS, VINCA) e sarà uno dei riferimenti della Carta della Natura Regionale ai sensi dell’art 3 della LR 19/2009. Nel 2026 è in previsione un aggiornamento degli elementi della rete ecologica sulla base dei dati cartografici più recenti.

Rete ecologica regionale del Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Legge regionale 19/2009 Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2009019.html

Metodologia completa per la realizzazione della rete ecologica regionale del Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/ecosistemi-e-biodiversita/reti-ec.

Biodiv’Connect https://www.interreg-alcotra.eu/it/biodivconnect-proteggere-le-specie-e-gli-ecosistemi-attraverso-connettivita-ecologiche-transalpine

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Redazione RSA