Redazione RSA

Informazione ambientale sul tema Clima

Tema
Tipo
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icona informazione
Paragrafi

I servizi informativi specifici per il tema clima sono relativamente recenti e pubblicano un numero molto elevato di dati e indicatori, in parte utilizzati in ambito di climatologia operativa da parte di Arpa Piemonte mente altri sono pensati per l'uso da parte di enti, studiosi e professionisti.

Sotto questa voce sono raccolti anche servizi che danno informazioni correlate con il clima o perché descrivono fenomeni che incidono sul clima o perché descrivono fenomeni che sono da considerare impatti del clima e dei suoi cambiamenti.

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Risorse idriche

Tema
Tipo
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clima e risorse idriche
Paragrafi

La valutazione dell'impatto del clima sulla disponibilità di acqua è fatta separatamente attraverso l'analisi degli apporti delle precipitazioni, dei deflussi nei corpi idrici superficiali e della soggiacenza della falda per i corpi idrici sotterranei.

Le relazioni tra i diversi indicatori non sono dirette e lineari ma sono condizionate dala conformazione del territorio e dalla geologia.

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Malattie tramesse da vettori

Capitolo
Salute e Clima
Anno
2026
Chi se ne occupa

Il Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (SEREMI) è il servizio di riferimento dell’Assessorato alla Sanità per le attività di amministrazione, indirizzo e pianificazione in materia di infezioni e per le emergenze infettive. Le attività di sorveglianza e controllo sono coordinate dalla Direzione Sanità e Welfare della Regione Piemonte.

In Piemonte, le indicazioni organizzative e operative rispetto a tutti gli interventi programmati per il controllo della diffusione delle arbovirosi sono definite dal Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi, in raccordo con quanto previsto dalle circolari ministeriali e dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi.

Cosa sono

Le arbovirosi sono zoonosi causate da virus trasmessi da vettori artropodi (es: zanzare, zecche e flebotomi) tramite morso/puntura e interessano sia l'uomo che gli animali.

Al momento attuale si contano oltre 100 virus classificati come arbovirus, in grado di causare malattia nell’uomo.

L’infezione non si trasmette da persona a persona: una zanzara che punge un malato non può trasmettere l’infezione a un’altra persona pungendola. Per quanto riguarda il rischio legato alle trasfusioni, al trapianto d’organo, ai tessuti e alle cellule sono previste procedure specifiche dettate dai protocolli nazionali e dal Piano regionale che scattano tempestivamente alla prima segnalazione di circolazione virale (anche in zanzare o animali).

Stato

Nel 2025, in Piemonte, sono stati notificati 93 casi di arbovirosi, di cui 73 rientrano nella definizione di caso accertato e 20 sono stati classificati come probabili. 

L’infezione da West Nile virus si conferma l’arbovirosi di maggiore impatto sanitario, con 44 casi autoctoni segnalati nel 2025, pari a circa il 60% dei casi confermati complessivi di arbovirosi. Le forme cliniche neuro-invasive da West Nile virus hanno determinati 21 ricoveri ospedalieri e 7 decessi, interessando prevalentemente soggetti di età avanzata (età mediana 72 anni).

Nel 2025, sono stati segnalati 17 casi confermati di dengue, tutti importati, con diagnosi concentrate nel periodo di maggiore attività del vettore (maggio–novembre, 12/17 casi). Non sono stati rilevati casi autoctoni di dengue, chikungunya o Zika, nonostante la presenza del vettore competente sul territorio regionale.

Nel periodo 2016–2025 si osserva un andamento variabile delle arbovirosi, con una riduzione marcata nel biennio 2020–2021 (15 e 7 casi) e una successiva ripresa a partire dal 2022 (66 casi), fino a raggiungere 88 casi nel 2023 e 73 casi nel 2025.

Casi confermati umani di arbovirosi in Piemonte (anni 2016 – 2025)
ARBOVIROSI 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025
West Nile 1 2 61 10 10 2 57 56 19 44
Dengue 13 18 9 27 5 1 7 28 44 17
Usutu 0 0 0 0 0 0 1 2 0 2
Chikungunya 2 1 0 6 0 0 0 1 2 7
Toscana virus 0 0 2 1 0 3 2 1 1 3
Zika 15 2 0 1 0 0 0 0 0 0
Encefalite virale da zecca (TBE) 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0
Totale 31 23 72 44 15 7 67 88 66 73
Casi confermati umani di arbovirosi in Piemonte (anni 2016 – 2025) - Fonte SEREMI
Risposte: la prevenzione

In Piemonte, le indicazioni organizzative e operative rispetto a tutti gli interventi programmati per il controllo della diffusione delle arbovirosi sono definite dal Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi, in raccordo con quanto previsto dalle circolari ministeriali e dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025.

L’obiettivo di prevenzione prioritario che i piani regionale e nazionale si pongono è quello di ridurre il rischio di trasmissione autoctona di Dengue, Chikungunya, Zika e altre arbovirosi tramite vettore e altre vie (donazione di sangue, organi, tessuti, cellule, trasmissione sessuale). Punti chiave delle attività di prevenzione sono la sorveglianza dei casi umani e la sorveglianza entomologica, per intraprendere le specifiche misure di controllo e la lotta al vettore.

Rispetto al West Nile virus (WNV) e al virus Usutu, l’obiettivo è quello di ridurre il rischio di trasmissione dall’insetto vettore all’uomo e dalla persona infetta ad altre persone (trasfusione di sangue o emocomponenti, trapianti di organi, tessuti e cellule).

In Piemonte, in ottica One Health, è attiva una sorveglianza integrata entomologica, veterinaria e umana in base ai cui esiti si attivano le misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale e di lotta al vettore. 

Le attività di sorveglianza previste per il WNV sono integrate con quelle per identificare la circolazione dell’USUV, in considerazione delle analogie esistenti tra i rispettivi cicli biologici.

Le attività di sorveglianza e controllo sono coordinate dal Settore Prevenzione, sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare e dal Settore Programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari della Direzione Sanità e Welfare e realizzate sul territorio regionale da vari soggetti:

  • Medici/clinici segnalatori;
  • IPLA – Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente della Regione Piemonte - Ufficio Lotta alle Zanzare;
  • IZS PLV - Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta;
  • Laboratorio Virologia Microbiologia OAS CdT, CdSS, AOU Alessandria, AOU Novara, ASL CN1;
  • SEREMI - Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive dell’ASL AL;
  • Servizi Veterinari ASL;
  • Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) delle ASL;
  • Rete Servizi Trasfusionali del Piemonte - Struttura Regionale di Coordinamento delle attività trasfusionali (SRC) – Settore Programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari della Direzione Sanità e Welfare.
     
Risposte: la sorveglianza

DENGUE, CHIKUNGUNYA, ZIKA Sorveglianza dei casi umani

Nel 2025, nella nostra regione, sono stati segnalati 21 casi di dengue, di cui 17 confermati e 4 classificati come probabili. Tra i casi confermati, 12 sono stati diagnosticati nel periodo di maggiore attività del vettore, compreso tra maggio e novembre (Grafico 1). Nel corso del 2025, i casi di dengue confermati hanno interessato viaggiatori residenti nella maggior parte delle province piemontesi, con l’eccezione di Biella, di Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola. Tutti i casi segnalati risultano importati e sono stati associati a viaggi all’estero effettuati in Paesi dove la dengue è endemica o dove, nel corso dell’anno, si sono verificate epidemie. Nel dettaglio, i Paesi di esposizione sono stati: Asia (11 casi); America centro-meridionale (5 casi) e Africa centrale (1 caso). Anche nel 2025, non sono stati rilevati casi autoctoni, né casi secondari legati a casi indice importati.

Nel 2025, l’età mediana alla diagnosi dei pazienti con dengue è risultata pari a 45 anni; il paziente più giovane aveva 12 anni, mentre il più anziano 76 anni. I sintomi riscontrati sono stati: febbre (15 casi), artralgie (10 casi), astenia (9 casi) e rash cutaneo generalizzato (4 casi). Nessun paziente ha sviluppato la forma grave della malattia (dengue emorragica), ma in 6 casi è stato necessario il ricovero in ospedale. Non sono stati registrati decessi. Nel corso del 2025, sono stati segnalati 11 casi di chikungunya, di cui 7 confermati. Tra i casi confermati, 5 sono stati diagnosticati nel periodo di maggiore attività del vettore, compreso tra maggio e novembre. I pazienti, di età compresa tra i 21 e i 71 anni, avevano viaggiato in agosto e settembre a Cuba (5 casi), nello Sri Lanka (1 caso) e a Singapore (1 caso). Al rientro hanno manifestato febbre, artralgie e astenia. In 2 dei 7 casi confermati è stato necessario il ricovero ospedaliero.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza dei casi umani

Nel corso del 2025, nella nostra regione sono stati segnalati complessivamente 55 casi di infezione da WNV, di cui 44 confermati e 11 classificati come probabili. Sul totale dei casi confermati, 41 sono risultati con acquisizione dell’infezione in Piemonte, mentre 3 sono attribuibili a esposizione avvenuta in un’altra regione italiana (Lombardia e Liguria).

Tutte le diagnosi sono state registrate nel periodo di massima attività del vettore (maggio–novembre) tranne che per 1 caso, segnalato nel mese di marzo 2025. Si tratta di una malattia neuro-invasiva da West Nile diagnosticata in un settantacinquenne residente in provincia di Novara che ha determinato il decesso del paziente. La positività per WNV è stata confermata dal Laboratorio Nazionale di Riferimento per gli Arbovirus dell’Istituto Superiore di Sanità. L’infezione è classificabile come criptica, in quanto i sopralluoghi che sono seguiti alla segnalazione non hanno evidenziato la presenza di attività del vettore.

Nel 2025, le notifiche di infezione da virus West Nile hanno interessato residenti di tutte le province del Piemonte, ad eccezione del Verbano-Cusio-Ossola. Oltre il 50% dei casi complessivi è stato segnalato nelle sole province di Alessandria e Novara (24 casi); di questi, 12 sono stati segnalati in provincia di Novara, di cui 8 nel solo comune di Novara.

Le persone risultate positive al virus West Nile presentavano un’età compresa tra i 29 e i 92 anni, con una maggiore concentrazione dei casi nelle fasce di età più avanzate (età media 69 anni; età mediana 72 anni). In 31 casi (21 forme neuro-invasive e 10 febbri) si è reso necessario il ricovero ospedaliero Le forme cliniche più frequentemente osservate sono risultate quelle di malattia neuro-invasiva da virus West Nile, con 21 casi segnalati. Nel corso della stagione di sorveglianza sono stati registrati 7 decessi associati a forme neuro-invasive. I pazienti deceduti, di età compresa tra i 75 e i 92 anni, non presentavano accertate patologie croniche concomitanti in 3 casi su 7.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza entomologica

Nel 2025, sono stati analizzati complessivamente 1.446 pool di zanzare, per un totale di 53.870 zanzare. Di questi, 3 pool sono risultati positivi al WNV, con campioni provenienti da trappole posizionate in provincia di Torino e Novara. La prima positività è stata riscontrata il 24 giugno e l'ultima il 15 luglio.

WESTNILE e USUTU Sorveglianza veterinaria

Durante il 2025, sono stati segnalati 4 cavalli positivi al WNV (2 positività in seguito a sintomatologia e 2 successive a controlli in sede di focolaio) a fronte di 83 animali testati in Piemonte.

Nell’ambito delle attività di sorveglianza sull’avifauna sono stati individuati complessivamente 22 esemplari positivi al WNV, di cui 10 rilevati attraverso la sorveglianza attiva e 12 tramite la sorveglianza passiva. Non sono state invece riscontrate positività per il virus Usutu. Le analisi sono state condotte su 322 campioni provenienti da esemplari conferiti nell’ambito della sorveglianza passiva e su 706 campioni analizzati nell’ambito della sorveglianza attiva. Le positività nell’avifauna sono state rilevate nel periodo compreso tra il 27 luglio 2025 e il 12 ottobre 2025.

ALTRE ARBOVIROSI

Tra agosto e settembre 2025, sono stati accertati 3 casi di malattie neuro-invasiva da Toscana virus in pazienti di età compresa tra i 22 e i 74 anni. In 2 casi non è stato effettuato sopralluogo in Piemonte, poiché l’esposizione a flebotomi è avvenuta fuori regione. Nel terzo caso, non essendo stato possibile definire con certezza il luogo di esposizione, è stato attivato un monitoraggio entomologico esteso all’intera frazione dove ha soggiornato il paziente. Il sopralluogo ha incluso aspirazioni e il posizionamento di trappole adesive e attrattive, che hanno consentito la cattura di un solo flebotomo maschio, non idoneo alla trasmissione del TOSV.

Le condizioni stagionali e termiche (T min 9 °C, T max 18 °C) risultavano non particolarmente favorevoli alla circolazione attiva del vettore. Alla luce dei risultati, non sono stati ritenuti necessari interventi insetticidi né ulteriori attività di follow-up.

Esiti della sorveglianza umana e veterinaria di West Nile e relative attività di prevenzione e controllo, anno 2025
Provincia Alessandria Asti Biella Cuneo Torino Novara Vercelli
ASL ASL Al ASL AT ASL BI ASL CN1 ASL TO4 ASL TO5 ASL CdT ASL NO ASL VC
Casi 15 5 1 2 1 4 1 15 7
Esiti della sorveglianza umana e veterinaria di West Nile e relative attività di prevenzione e controllo, anno 2025 - Fonte SEREMI
Risposte: azioni

DENGUE, CHIKUNGUNYA, ZIKA Misure di prevenzione e controllo

Nel corso delle stagioni estiva e autunnale del 2025, sono stati effettuati 20 sopralluoghi nelle aree circostanti le abitazioni dei casi positivi e in altri contesti, quali ospedali e luoghi di lavoro, individuati sulla base delle indicazioni dei protocolli in uso come potenziali sedi di trasmissione del virus dal paziente al vettore. Le attività di monitoraggio ambientale sono state avviate, in media, entro circa 24 ore dalla segnalazione del caso. In base agli esiti dei sopralluoghi, i tecnici dell’IPLA sono intervenuti con trattamenti larvicidi in 11 località. Oltre alle attività di monitoraggio e disinfestazione, i tecnici IPLA hanno svolto anche interventi informativi rivolti alla popolazione, fornendo indicazioni utili sulle misure da adottare per prevenire la diffusione della zanzara tigre nelle aree interessate.

WESTNILE e USUTU Misure di prevenzione e controllo messe in atto

Nel 2025, l’esecuzione del test WNV-NAT su tutto il territorio regionale ai fini della validazione delle unità di sangue e di emocomponenti raccolti da donatori è stata attivata a partire dal 28/07/2025 a seguito di riscontro di circolazione virale (Tabella 4). Il test WNV-NAT è stato eseguito su un totale di 60.141 sacche analizzate. Complessivamente, sono stati eseguiti 68 sopralluoghi per individuare la presenza del vettore e decidere l’intervento di disinfestazione più appropriato, con un tempo medio di esecuzione di meno di 1 giorno dalla segnalazione di circolazione virale (Tabella 6).

La disinfestazione con larvicidi è stata effettuata in 60 casi, mentre l’impiego di prodotti adulticidi per elevata presenza del vettore si è reso necessario in 2 casi. Nelle aree in cui il monitoraggio umano, entomologico e/o veterinario ha confermato la presenza del vettore, è stata condotta un'attività informativa rivolta alla popolazione, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sulle misure da adottare per limitare la proliferazione larvale negli spazi privati.

Informazioni e risorse aggiuntive

Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025 https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?id=2947

Piano regionale integrato di sorveglianza, prevenzione e controllo delle arbovirosi DD 463 07.06.2019 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/18/attach/dda1400000916_10100.pdf

SEREMI Report Arbovirosi in Piemonte 2024 (ed. 2025) https://www.seremi.it/pubblicazioni

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Redazione RSA

Criticità idrologiche ed idrauliche

Capitolo
Eventi estremi
Anno
2026
Evento del 15-17 aprile 2025

Tra il 15 e il 17 aprile 2025 il Piemonte è stato interessato da un evento meteorologico intenso, caratterizzato da precipitazioni eccezionali, forti nevicate in montagna e raffiche di vento. Le piogge, in alcuni casi superiori ai 500 mm in 48 ore, hanno causato piene significative dei principali corsi d’acqua (tra cui Po, Dora Baltea, Sesia e Tanaro), frane diffuse, allagamenti estesi e numerosi fenomeni valanghivi. Le aree più colpite sono state il Torinese, il Biellese, il Vercellese, il Verbano‑Cusio‑Ossola, il Canavese e la collina di Torino. L’evento ha prodotto gravi danni alle infrastrutture, interruzioni della viabilità, evacuazioni e una vittima nel comune di Monteu da Po.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento

Rapporto temporali del 22 maggio 2025

Il 22 maggio 2025 il Piemonte è stato interessato da temporali intensi e localizzati, dapprima sulle pianure orientali (Novarese e Vercellese) e successivamente, nel primo pomeriggio, sui settori pedemontani e montani del Pinerolese e del Cuneese.
L’evento più rilevante si è verificato nel Cuneese, con 87,7 mm di pioggia in 3 ore a Roccaforte Mondovì, valori eccezionali per intensità. I temporali sono stati spesso accompagnati da grandine, soprattutto nell’area di Pinerolo, con chicchi fino a 2–3 cm e accumuli significativi.
Dal punto di vista idrologico si sono registrati rapidi innalzamenti di rii e torrenti secondari, senza però superare le soglie di guardia. L’evento è stato causato dal passaggio di una saccatura di aria fredda in quota, che, interagendo con aria più calda e umida nei bassi strati e con l’orografia alpina, ha favorito una marcata instabilità atmosferica.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento

Rapporto temporali del 21 giugno 2025

Il 21 giugno 2025 il Piemonte è stato interessato da forti temporali dovuti all’ingresso di aria fredda in quota che ha indebolito l’alta pressione presente nei giorni precedenti. I fenomeni più intensi si sono verificati nel pomeriggio e in serata, soprattutto sui settori orientali e meridionali della regione. Si sono registrate piogge molto intense e localizzate (fino a oltre 70 mm in poche ore), grandinate anche di grandi dimensioni, forte attività elettrica e raffiche di vento molto forti, con un valore massimo di 112 km/h. L’evento ha avuto carattere localmente eccezionale e il Centro Funzionale di Arpa Piemonte aveva emesso allerta gialla per temporali già nelle ore precedenti.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento

Rapporto sui temporali del 30 giugno 2025

Tra il 28 e il 30 giugno 2025 il Piemonte è stato interessato da una forte ondata di caldo legata a un anticiclone nordafricano, con temperature fino a 35–37 °C in pianura e zero termico oltre i 5200 m. Il 30 giugno, il parziale cedimento dell’alta pressione ha favorito l’ingresso di aria più fresca in quota, innescando temporali intensi ma localizzati, soprattutto lungo l’arco alpino.
Le precipitazioni hanno colpito in particolare Alta Val di Susa, Val Bognanco, Valle Stura e Valle Maira, con piogge molto intense sulle brevi durate e tempi di ritorno fino a oltre 50 anni. In Alta Val di Susa, un temporale stazionario ha provocato una colata detritica nel torrente Frejus, causando gravi danni all’abitato di Bardonecchia, estesi allagamenti, interruzioni stradali e una vittima.
L’evento ha determinato rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici, in particolare sulla Dora di Bardonecchia, con superamento della soglia di pericolo. Il Centro Funzionale di Arpa Piemonte, pur in presenza di allerta verde, aveva attivato una vigilanza meteorologica per temporali forti sull’arco alpino e ha seguito l’evoluzione dell’evento in tempo reale tramite radar, informando i sistemi locali di protezione civile.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento

Rapporto evento 28-29 agosto 2025

Tra il 28 e il 29 agosto 2025 il Piemonte è stato interessato da piogge intense e persistenti legate a una perturbazione atlantica, con gli accumuli maggiori nel Verbano, Biellese, Vercellese e Novarese, dove localmente si sono superati i 200 mm. Temporali molto forti hanno colpito anche l’Alessandrino al confine con la Liguria, con grandinate e rovesci di forte intensità.
Le precipitazioni hanno causato innalzamenti significativi dei corsi d’acqua, frane e colate detritiche, in particolare nel comune di Varzo (VB), dove la riattivazione del reticolo idrografico minore ha interessato viabilità, ferrovia e aree abitate. L’evento è stato seguito da Arpa Piemonte con allerte gialle e arancioni e monitoraggio continuo.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento

Rapporto evento 21-23 settembre 2025

Tra il 21 e il 23 settembre 2025 il Piemonte è stato interessato da precipitazioni forti ed eccezionali, legate a una depressione atlantica, con gli accumuli maggiori nel settore sud‑orientale al confine con la Liguria e nelle aree settentrionali. Nell’Alessandrino si sono registrati oltre 300 mm di pioggia, con eventi a carattere eccezionale.
Le piogge hanno causato piene significative dei corsi d’acqua, in particolare della Bormida di Spigno e dell’Erro, con il superamento delle soglie di pericolo e una portata stimata fino a 1900 m³/s a Cassine. I principali effetti al suolo hanno incluso esondazioni, frane e gravi danni, con una vittima a Spigno Monferrato. L’evento è stato seguito da Arpa Piemonte con allerte gialle e monitoraggio continuo.

Per maggiori dettagli e approfondimenti consulta la relazione di evento

 

 
Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Analisi eventi idrologici, meteorologici e sismici https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/analisi-eventi-idrologici-meteorologici-sismici

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Priorità 2.A - Promuovere le misure di efficienza energetica

Anno
2026

La Strategia Energetica Nazionale 2017 (SEN2017) assegna all’efficienza energetica la priorità assoluta in quanto “contribuisce
contemporaneamente al raggiungimento di tutti gli obiettivi di costo e competitività, sicurezza, crescita e qualità dell’ambiente”. Gli obiettivi proposti dalla Commissione Europea al 2030 (Clean Energy Package) su emissioni climalteranti (-55%), efficienza energetica (-32,5 %) e quota FER su consumi finali lordi (32 %) sono corroborati dalla proposta di estensione dell’Effort Sharing Decision al 2030 che ha fissato nuovi target obbligatori di riduzione delle emissioni da settori non-ETS per gli Stati membri (per l’Italia: - 33% rispetto al 2005).

Lo sfidante obiettivo, assegnato al ruolo dell’efficienza energetica, deve essere altresì letto nell’ottica di una cospicua riduzione delle emissioni collegate agli usi finali. Le problematiche di qualità ambientale sono fortemente interrelate con l’utilizzo massivo di energia legato alla climatizzazione degli ambienti e ai sistemi di trasporto.

Da non trascurare anche i risvolti positivi che gli interventi in campo energetico assumono non solo per quanto riguarda la salute umana ma anche il confort abitativo e degli ambienti lavorativi nonché un miglioramento tangibile della qualità del servizio pubblico (sicurezza, vivibilità e aggregazione, valorizzazione anche estetica degli spazi pubblici).

Obiettivi strategici della priorità:

  • Migliorare l’efficienza energetica di strutture e infrastrutture.
  • Sostenere la ricerca e l’innovazione per lo sviluppo tecnologico in campo energetico.
  • Perseguire elevati standard di sostenibilità energetico-ambientale nei nuovi strumenti di pianificazione.
     
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2a
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MAS 1 - Accompagnare la transizione del sistema produttivo piemontese verso un modello in grado di coniugare competitività e sostenibilità

Anno
2026

Questa macro-area strategica orienta la conversione del sistema produttivo e lo sviluppo di nuova imprenditorialità che sappia coniugare economia circolare e innovazione tecnologica e sociale in un quadro di rinnovamento e rilancio complessivo del Piemonte.

La conversione del sistema produttivo, in generale, richiede di investire in cambiamenti graduali fondati su attente analisi delle condizioni che li rendono possibili (inter-settorialità, coinvolgimento degli stakeholder, azioni di comunicazione e promozione nei confronti dei consumatori, ecc.), nell’ottica di ricercare equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale, aumentando la competitività e contestualmente riducendo gli impatti sull’ambiente e le diseguaglianze sociali.

La transizione dettata dagli indirizzi e programmazioni di scala europea e nazionale rappresenta, anche per il Piemonte, una straordinaria occasione per innovare e rilanciare il proprio sistema socio-economico, per un nuovo modello di sviluppo che coinvolga tutti i settori produttivi e le comunità, con una funzione ri-generativa per tutte le aree del territorio regionale. In questo contesto le imprese e i professionisti di tutti i settori sono chiamati a ri-disegnare i processi produttivi e i prodotti rivedendoli in un’ottica di territorializzazione, oltre che di internazionalizzazione, in modo da restituire valore e benessere al Piemonte.

Per questo, l’economia circolare è il modello di sviluppo socioeconomico che meglio possa realizzare la transizione.
Gli investimenti verso un modello circolare per lo sviluppo del Piemonte intendono rafforzare la base industriale e artigianale e favorire la creazione di imprese e l’imprenditorialità tra le PMI.

Il nuovo Piano di azione dell’Unione europea per l’economia circolare esprime la chiara convinzione che l’estensione dell’economia circolare agli operatori economici tradizionali contribuirà in modo significativo al conseguimento della neutralità climatica entro il 2050 e alla dissociazione della crescita economica dall’uso delle risorse, garantendo nel contempo la competitività a lungo termine dell’UE e una ripresa dalla crisi pandemica orientata alla sostenibilità. Il modello di crescita circolare viene descritto come rigenerativo e capace di contribuire agli obiettivi di riduzione dell’impronta dei consumi.

Il Piano d’azione pone un quadro strategico solido e coerente in cui i prodotti, i servizi e i modelli di business sostenibili considerati in tutte le fasi del loro ciclo di vita costituiranno la norma:

  • al fine di trasformare i modelli di consumo in modo da evitare innanzitutto la produzione di rifiuti;
  • focalizzandosi sulle catene di valore dei prodotti chiave: elettronica e TIC, batterie e veicoli, imballaggi, plastica, prodotti tessili, costruzioni e edilizia, prodotti alimentari;
  • riducendo i rifiuti e garantendo il buon funzionamento del mercato interno dell’UE per le materie prime secondarie di alta qualità.
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Priorità 1.B - Equilibrio tra sostenibilità economica, risparmio di energia e materiali, input alla conversione del sistema produttivo

Anno
2026

Questa priorità dà centralità allo sviluppo dell’economia circolare, della bio-economia e della digitalizzazione in Piemonte e a tutti quei processi e rinnovate forme di governance che, nei diversi settori produttivi, ri-disegnano l’economia in chiave di valorizzazione e territorializzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, tenendo conto delle diversità territoriali della nostra regione.

Sul fronte dell’economia circolare il Piemonte lavora ad un sistema che adotti un approccio che consideri tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti (LCA), in cui più attività, a partire dalla produzione, siano organizzate in modo che lo scarto diventi risorsa e possa sviluppare filiere produttive che producano benefici economici, sociali e ambientali. Occorre quindi potenziare l’infrastrutturazione del settore del trattamento mirato alla valorizzazione dei rifiuti e ri-disegnare i processi produttivi (eco-design) facilitando l’innovazione di processo e prodotto con la conversione delle produzioni esistenti e promuovendo l’insediamento di nuove imprese. Inoltre, la prevenzione rappresenta uno dei temi su cui occorrerà investire nei prossimi anni promuovendo interventi atti al contenimento della produzione “alla fonte”. Ciò comporta, da un lato, trovare soluzioni per ampliare la durata di vita dei prodotti ed incentivare processi di produzione con meno sprechi e, dall’altro, orientare le scelte dei consumatori verso prodotti e servizi che generino meno rifiuti.

In questo ambito la bio-economia, che coinvolge più settori produttivi, deve essere rigenerativa cioè deve utilizzare le risorse naturali con modalità compatibili con la loro resilienza e contribuire alla loro rinnovabilità, mantenendo nel tempo la fertilità dei suoli e le altre condizioni ecologiche che consentono di rigenerarle. Per far questo occorre tener presente quindi non solo i fattori di pressione diretti e immediati delle sue attività che possono generare impatti ambientali, ma anche quelli indiretti e di medio e lungo termine.

Nel campo della digitalizzazione si intende sviluppare il processo di trasformazione strutturale e radicale del Piemonte: dalle infrastrutture digitali, ai servizi della Pubblica Amministrazione, alla collaborazione tra pubblico e privato per generare innovazione in tutti i settori produttivi.

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MAS 3 - Curare il patrimonio culturale e ambientale e la resilienza dei territori

Anno
2026

Questa macroarea delinea le strategie del Piemonte per l’integrazione nelle politiche di sostenibilità del capitale naturale come bene comune, la cui qualità e funzionalità va preservata e valorizzata e di cui riconoscere il valore di “servizio” per il benessere e lo sviluppo socioeconomico della società piemontese, e delle altre componenti del capitale territoriale, quali risorse collettive cruciali nell’attivazione di percorsi di sviluppo sostenibile. In questa chiave, il patrimonio ambientale e culturale, inteso come “valore” e non come “esternalità”, assume centralità e orienta la visione dello sviluppo socioeconomico dei territori e la loro gestione, attraverso: la tutela di acque e dei suoli, la biodiversità, la riduzione delle marginalità territoriali e la valorizzazione delle risorse culturali, paesaggistiche e ambientali.

I "servizi ecosistemici”, su cui il Piemonte intende investire per salvaguardare gli stock di capitale naturale, sono riconducibili alle quattro categorie identificate dal Millenium Ecosystem Assessment, ovvero:

  • l’approvvigionamento, come la produzione di cibo, di acqua potabile, di materiali e combustibile;
  • la regolazione, come la depurazione dell’acqua, l’impollinazione, il controllo delle infestazioni e la regolazione del clima;
  • il supporto alla vita, come la biodiversità, il ciclo dei nutrienti e la formazione del suolo;
  • i valori culturali, fra cui quelli estetici, spirituali, educativi e ricreativi che vanno a integrare il capitale culturale del territorio piemontese.


Mentre alcuni di questi beni e servizi sono forniti esclusivamente dal capitale naturale, altri sono ottenuti in complementarietà o attraverso l’interazione con gli altri tipi di capitale - sociale, manifatturiero e finanziario - su cui le altre macro-aree della Strategia intervengono.
I servizi prodotti dal capitale naturale sono inoltre affrontati in relazione agli impatti generati dalle pressioni che insistono su di essi, quali i cambiamenti climatici, il consumo di suolo e l'inquinamento, che amplificano i danni per l’economia e per la società rendendo sempre più complesse le soluzioni per lo sviluppo economico e sociale del Piemonte.

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