In Italia, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nell’ambito degli strumenti e delle politiche per fronteggiare i cambiamenti climatici, garantisce la predisposizione e l’aggiornamento annuale dell’Inventario Nazionale dei gas serra, documentato nel National Inventory Report .
L’inventario fornisce, oltre alle quantità annuali dei principali gas serra (protossido di azoto N2O, metano CH4 e anidride carbonica CO2), anche la quantificazione in termini di CO2 equivalente: tale parametro permette di pesare l’effetto climalterante complessivo da parte dei differenti gas serra sulla base dei GWP (Global Warming Potentials - Potenziali di Riscaldamento Globale), messi a punto e aggiornati periodicamente dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).
Dal 2015, secondo quanto deciso dalle parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, di cui alla Decisione 15/CP.17 adottata dalla COP17 di Durban 2011, per la stima della CO2 eq ISPRA utilizza i GWP100 (riferiti ad un orizzonte temporale di 100 anni), riportati nel Quinto Rapporto di Valutazione dell’IPCC, attribuendo come fattori-peso 1 all’anidride carbonica CO2, 265 al protossido di azoto N2O e 28 al metano CH4 (valori aggiornati secondo il AR5 del 2021).
L’ultimo rapporto disponibile (National Inventory Report 2026) conferma come le emissioni totali di gas serra in Italia, in termini di CO2 equivalente, siano significativamente diminuite dal 1990 al 2024: escludendo il contributo legato all’uso del suolo, ai cambiamenti di uso del suolo e alle foreste, le emissioni nazionali antropogeniche di gas serra nel 2024 risultano infatti ridotte del 30% rispetto ai livelli del 1990 e del 3.63% rispetto al 2023. Il totale si attesta quindi a poco meno di 362 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente.
Tale diminuzione è dovuta principalmente alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili (in particolare idroelettrico ed eolico), al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più inquinanti con alternative a minore contenuto di carbonio.
Grazie alla disaggregazione spaziale dell’Inventario Nazionale a livello provinciale, realizzato sempre da ISPRA e rilasciato a cadenze regolari, è possibile analizzare la serie storica delle emissioni di gas serra con un focus regionale.
In Piemonte, le emissioni totali di gas serra comprensive degli assorbimenti, in termini di CO2 equivalente, sono diminuite dal 1990 al 2023 del 37% (da 37410 a 23593 kt di CO2 eq.).
Inoltre, i totali emissivi al 2023 equivalgono a 5.55 t di CO2 equivalente per ogni abitante piemontese, da confrontare con il dato italiano di 5.4 t CO2 eq.
Il quadro di dettaglio per le emissioni di gas climalteranti in Piemonte è riportato nei dati dell’Inventario Regionale delle Emissioni piemontese (IREA Piemonte) riferito all’anno 2019 - realizzato dalla Regione Piemonte (Direzione Ambiente, Energia e Territorio - Settore Qualità dell'aria e Innovazione Tecnologica per l'Ambiente) sulla base della metodologia EMEP-CORINAIR e nell’ambito del Consorzio INEMAR.
Tale inventario fornisce la stima a livello comunale delle emissioni annuali di macro e microinquinanti e gas serra, disaggregate per attività emissiva ai vari livelli di classificazione SNAP97 (Selected Nomenclature for Air Pollution).
In termini di CO2 equivalente, in Piemonte, le quattro fonti principali, che contribuiscono alla produzione di gas serra, sono il settore industriale (46%), il trasporto su strada (24%) il riscaldamento (15%) e l’agricoltura (11%). Scendendo nel dettaglio, il comparto agricolo contribuisce al 70% delle emissioni di metano (principalmente dovute alla zootecnia) e al 69% delle emissioni di protossido di azoto dovute all’utilizzo di fertilizzanti, mentre il 50% circa della CO2 deriva dal settore industriale.
Negli Inventari delle Emissioni vengono stimate non solo le emissioni di CO2, ma anche gli assorbimenti annuali di CO2, ovvero la quantità di carbonio assorbita in differenti serbatoi forestali: la biomassa epigea, la biomassa ipogea, la lettiera, la necromassa e il suolo.
Nell’Inventario Regionale delle Emissioni di Regione Piemonte gli assorbimenti vengono stimati attraverso una procedura basata sul modello For-Est sviluppato da ISPRA, seguendo le indicazioni delle linee guida LULUCF dell’IPCC.
Si basa su una curva di crescita della biomassa forestale che lega il tasso di incremento annuo della biomassa alla biomassa inizialmente presente.
Sul Geoportale di Arpa Piemonte sono riportate alcune rappresentazioni cartografiche a livello comunale delle emissioni e degli assorbimenti di anidride carbonica, nonché la sommatoria comunale dei gas climalteranti (espressi come CO2 equivalente) calcolata sia includendo che escludendo gli assorbimenti.
Informazioni e risorse aggiuntive
Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2024. National Inventory Report 2026 https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/national-inventory-document-2026-italian-greenhouse-gas-inventory-1990-2024
United Nations Conference of the Parties Report of the Conference of the Parties on its seventeenth session, held in Durban from 28 November to 11 December 2011 https://unfccc.int/sites/default/files/resource/docs/2011/cop17/eng/09a02.pdf
Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) The Earth’s Energy Budget, Climate Feedbacks and Climate Sensitivity Supplementary Material https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/downloads/report/IPCC_AR6_WGI_Chapter07_SM.pdf
Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) Climate Change 2014 Synthesis Report https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/02/SYR_AR5_FINAL_full.pdf
Inventario Regionale delle Emissioni piemontese (IREA Piemonte) https://www.servizi.piemonte.it/osservatori/cruscotto-conoscenze-ambientali/emissioni-atmosfera.shtml
SNAP97 (Selected Nomenclature for Air Pollution) https://www.eea.europa.eu/publications/EMEPCORINAIR4/page009-a.html
Geoportale di Arpa Piemonte - Emissioni in atmosfera (IREA dal 2010) https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=62dae3bef6f44c8693bee5a6f922112d