Pronto per la revisione

Testi pronti per la revisione del Reporting

Varianti alle fasce fluviali

Le Varianti alle fasce fluviali sono condotte in stretta collaborazione e continui confronti tra il Settore Difesa del suolo e l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, nonché con il territorio, anche oltre le fasi partecipative previste dalla legge.

Nel 2025 si è proceduto alla stesura delle varianti di aggiornamento delle fasce fluviali del torrente Terdoppio e del torrente Pellice. La variante del Terdoppio è stata completata entro la fine dell’anno 2025 ed è stata adottata nel 2026, con Decreto del Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po n. 5/2026 del 21 gennaio 2026.

La variante delle fasce fluviali dei torrenti Maira e Grana-Mellea, che era stata adottata nel 2024 con Decreto del Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale n. 10/2024, è stata approvata il 16 aprile 2025 con Decreto n. 20/2025 e riguarda l’aggiornamento del Piano stralcio idrogeologico del bacino del fiume Po (PAI- PO) e delle mappe del PGRA del torrente Maira da Busca alla confluenza in Po e del torrente Grana-Mellea da Caraglio alla confluenza in Maira.

Nell’ambito della prima stesura del PGRA e in seguito all’approvazione del Programma generale di gestione dei sedimenti del torrente Maira – PGS Maira (Regione Piemonte, 2010), è stata definita la perimetrazione delle aree a differente pericolosità per fenomeni alluvionali, classificando il torrente Maira, da Busca a Po, e il torrente Grana-Mellea, da Caraglio a confluenza Maira, come reticolo principale (RP).

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Le Varianti alle fasce fluviali sono condotte in stretta collaborazione e continui confronti tra il Settore Difesa del suolo e l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, nonché con il territorio, anche oltre le fasi partecipative previste dalla legge.

Nel 2025 si è proceduto alla stesura delle varianti di aggiornamento delle fasce fluviali del torrente Terdoppio e del torrente Pellice. La variante del Terdoppio è stata completata entro la fine dell’anno 2025 ed è stata adottata nel 2026, con Decreto del Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po n. 5/2026 del 21 gennaio 2026.

La variante delle fasce fluviali dei torrenti Maira e Grana-Mellea, che era stata adottata nel 2024 con Decreto del Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale n. 10/2024, è stata approvata il 16 aprile 2025 con Decreto n. 20/2025 e riguarda l’aggiornamento del Piano stralcio idrogeologico del bacino del fiume Po (PAI- PO) e delle mappe del PGRA del torrente Maira da Busca alla confluenza in Po e del torrente Grana-Mellea da Caraglio alla confluenza in Maira.

Nell’ambito della prima stesura del PGRA e in seguito all’approvazione del Programma generale di gestione dei sedimenti del torrente Maira – PGS Maira (Regione Piemonte, 2010), è stata definita la perimetrazione delle aree a differente pericolosità per fenomeni alluvionali, classificando il torrente Maira, da Busca a Po, e il torrente Grana-Mellea, da Caraglio a confluenza Maira, come reticolo principale (RP).

Anno
2026

Piano Assetto Idrogeologico (PAI)

Anno
2026

La pianificazione di bacino costituisce il riferimento principale per quanto riguarda il tema del dissesto idrogeologico. I dati relativi al dissesto idrogeologico piemontese sono contenuti principalmente nei piani di bacino, livello di pianificazione previsto dalla legge quadro sulla Difesa del suolo (183/1989), oggi sostituita dal (e confluita nel) D.lgs. 152/2006, III parte.

La legge 183 pose le basi per la costituzione delle "Autorità di bacino", dapprima di ambito territoriale nazionale o regionale, oggi sostituite dalle Autorità di Bacino Distrettuale.

Il piano che ha avviato il processo di pianificazione e aggiornamento del quadro del dissesto è il Piano per l’assetto idrogeologico (PAI), il quale perimetra e norma dissesti di versante (frane, conoidi, valanghe) e dissesti idraulici (esondazioni lungo il reticolo idrografico minore) e che riprende e integra, attraverso successive varianti, le fasce fluviali (A, B, C) lungo il reticolo idrografico principale già tracciate dal Piano stralcio delle fasce fluviali (PSFF) del 1998.

Il PAI, approvato nel 2001 e tutt'ora in vigore, definisce un assetto di progetto del corso d’acqua prevedendo anche le “linee B di progetto”, che rappresentano la necessità di protezione di abitati o infrastrutture che diversamente sarebbero interessati dalla piena di riferimento, ovvero quella pari ad un tempo di ritorno di circa 200 anni.

Si configura come un piano–processo in continuo aggiornamento, in quanto impone ai comuni di adeguare il proprio quadro del dissesto attraverso gli strumenti urbanistici, dettagliando alla scala locale le condizioni di pericolosità e rischio.

Per quanto riguarda il rischio idraulico lungo il reticolo idrografico principale, il PAI si aggiorna attraverso successive varianti alle fasce fluviali (oggi definite, appunto,  “aggiornamenti”), condivise tra Regione, Autorità di Bacino e AIPO.

L’individuazione della pericolosità, del rischio, dei dissesti e delle misure di cui sopra hanno rilevanza per la programmazione degli interventi di sistemazione idrogeologica nell’ambito della piattaforma ministeriale Rendis – Repertorio nazionale degli interventi di difesa del suolo.

La Regione Piemonte, in considerazione di quanto sopra e della valenza che gli strumenti urbanistici comunali assumono anche in materia di difesa del suolo e di sicurezza del territorio, fornisce indicazioni e indirizzi specifici in tal senso a partire dal 2001, attraverso disposizioni ad oggi abrogate e sostituite dalla d.g.r. n. 64-7417 del 7/4/2014, attualmente vigente.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Difesa del suolo

Pianificazione comunale - aggiornamento del quadro del dissesto e applicazione dei provvedimenti cautelari

Al fine di poter disciplinare le azioni riguardanti la difesa idrogeologica del territorio, la Regione Piemonte deve poter disporre di una conoscenza aggiornata delle situazioni di dissesto.
Uno strumento utile al raggiungimento di tale scopo è rappresentato dagli strumenti urbanistici comunali, che contengono gli studi geologici relativi al quadro del dissesto redatti alla scala locale e che forniscono indicazioni circa la pericolosità geologica e la relativa idoneità all’utilizzo urbanistico del territorio.

Il Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), approvato nel 2001, obbliga i comuni ad effettuare, attraverso la revisione dei propri strumenti urbanistici, la verifica delle effettive situazioni di dissesto e di rischio idraulico ed idrogeologico presenti sul territorio rispetto a quelle individuate dal Piano. A più di 24 anni dall’entrata in vigore del PAI, buona parte dei comuni piemontesi (1048) ha adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI: in tale computo sono stati inseriti i Comuni che hanno portato a termine la procedura urbanistica di adeguamento al PAI e quelli che sono stati esonerati da tale adempimento (con Delibere di Giunta regionale nei primi anni 2000) perché già dotati di uno studio idrogeologico ritenuto, all’epoca dell’esonero, soddisfacente i criteri della Circolare P.G.R. dell'8 maggio 1996 n. 7/lap che forniva le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici. I restanti Comuni piemontesi possono essere suddivisi tra quelli che non hanno ancora proceduto alle necessarie verifiche (28) e quelli che hanno tuttora le procedure di adeguamento in corso (104), specificando che in tale categoria sono ricompresi anche quei Comuni che hanno portato a termine un adeguamento parziale, rispetto alla propria estensione territoriale (10).

Considerato che non tutti i comuni hanno adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI, per colmare la mancanza di informazioni derivanti da un quadro del dissesto non completo, la Regione Piemonte ha provveduto ad elaborare specifici criteri, approvati con la DGR n. 25-7286 del 30 luglio 2018, ora abrogata e confluita nella DGR n. 8-905 del 24 marzo 2025 contenente i “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale e urbanistica”, in base ai quali gli uffici regionali possono predisporre le carte del dissesto dei comuni non ancora adeguati al PAI, propedeutiche alla redazione delle necessarie varianti agli strumenti urbanistici.

La citata DGR n. 8-905 conferma quanto stabilito dalla DGR n. 25-7286 ovvero che il quadro del dissesto individuato dagli uffici regionali debba avere una ricaduta sulle disposizioni urbanistico-edilizie dei comuni inadempienti attraverso l'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI (quadro dei dissesti), così da rendere cogenti i vincoli derivanti dall'applicazione dell'art. 9 delle Norme di Attuazione (NA) dello stesso PAI.
Fino all'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI o all’adozione della variante di adeguamento al PAI del Piano Regolatore Generale (PRG), le citate DGR stabiliscono che alle aree in dissesto, come sopra individuate, debbano essere applicati i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della legge urbanistica regionale n. 56/1977 (LUR), che prevedono limitazioni all’uso del territorio.

Tra il 2020 e il 2022, sono state predisposte le cartografie del dissesto riguardanti 95 comuni che hanno portato ad aggiornare l’elaborato 2 del PAI con decreto dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po n. 62/2024 del 26 agosto 2024. Tali comuni, pur non possedendo uno studio geomorfologico e idrogeologico di dettaglio, sono quindi stati inclusi nel conteggio di quelli adeguati al PAI, e differenziati dagli altri in Figura 1 con un retino.

Figura 1. Stato di adeguamento al PAI nei Comuni piemontesi
Figura 2. Numero di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia
Figura 3. Percentuale di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia

Nel corso del 2024 le attività sono proseguite con la predisposizione del quadro del dissesto dei 19 comuni facenti parte dell'ex Comunità Montana Val Curone, Grue e Ossona ai fini dell'aggiornamento dell'elaborato 2 del PAI e, nelle more di tale aggiornamento, dell'applicazione dei provvedimenti cautelari previsti dall'art. 9 bis della LUR, che sono stati applicati nel maggio 2025 con apposite deliberazioni della Giunta regionale.

Nel 2025 le attività sono proseguite predisponendo il quadro del dissesto di ulteriori 34 comuni che hanno iniziato in passato delle procedure urbanistiche di adeguamento al PAI ma che non hanno concluso l’iter di approvazione dello strumento urbanistico. Per tali comuni, nel corso del 2026, verrà valutata l’opportunità di applicare i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della LUR.

È da evidenziare che, per quanto riguarda i comuni non ancora adeguati al PAI, alle aree in dissesto individuate dal PAI o dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), si applicano comunque le disposizioni dell’art. 9 delle NA dello stesso PAI.

Processo di acquisizione ed elaborazione dati, finalizzato alla digitalizzazione delle cartografie di sintesi dell’idoneità geologica all’utilizzo urbanistico dei piani regolatori comunali, anche a supporto del progetto "Scheda del territorio"

Durante il 2025 è proseguito, seppur a ritmo contenuto, il lavoro di raccolta dei dati derivanti dalle carte di sintesi della pericolosità geomorfologica presenti nei piani regolatori comunali e redatte in accordo con quanto previsto dalla circolare 7/LAP del 1996. Tale progetto, iniziato nel 2022 in collaborazione con i tecnici del CSI Piemonte, è finalizzato a rendere fruibili ai soggetti interessati questa tipologia di dati urbanistici. Il servizio è accessibile al pubblico attraverso il Geoportale Piemonte (visualizza/sezione Difesa del Suolo) ed il servizio online Scheda del territorio. Al momento sono state caricate le carte di sintesi di 682 comuni, di cui 40 acquisite nell’arco dell’anno. In particolare il lavoro si è concentrato sulla provincia di Torino e sulla provincia di Biella. Per quanto riguarda i dati di quest’ultima, sono stati utilizzati i dati presenti sul Geoportale della Provincia di Biella. I dati in questione, prima di essere utilizzati, sono stati esaminati dal Settore Geologico per verificare la conformità rispetto agli standard regionali, in particolare per quanto concerne il recepimento delle eventuali prescrizioni ex officio.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Al fine di poter disciplinare le azioni riguardanti la difesa idrogeologica del territorio, la Regione Piemonte deve poter disporre di una conoscenza aggiornata delle situazioni di dissesto.
Uno strumento utile al raggiungimento di tale scopo è rappresentato dagli strumenti urbanistici comunali, che contengono gli studi geologici relativi al quadro del dissesto redatti alla scala locale e che forniscono indicazioni circa la pericolosità geologica e la relativa idoneità all’utilizzo urbanistico del territorio.

Il Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), approvato nel 2001, obbliga i comuni ad effettuare, attraverso la revisione dei propri strumenti urbanistici, la verifica delle effettive situazioni di dissesto e di rischio idraulico ed idrogeologico presenti sul territorio rispetto a quelle individuate dal Piano. A più di 24 anni dall’entrata in vigore del PAI, buona parte dei comuni piemontesi (1048) ha adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI: in tale computo sono stati inseriti i Comuni che hanno portato a termine la procedura urbanistica di adeguamento al PAI e quelli che sono stati esonerati da tale adempimento (con Delibere di Giunta regionale nei primi anni 2000) perché già dotati di uno studio idrogeologico ritenuto, all’epoca dell’esonero, soddisfacente i criteri della Circolare P.G.R. dell'8 maggio 1996 n. 7/lap che forniva le specifiche tecniche per l’elaborazione degli studi geologici a supporto degli strumenti urbanistici. I restanti Comuni piemontesi possono essere suddivisi tra quelli che non hanno ancora proceduto alle necessarie verifiche (28) e quelli che hanno tuttora le procedure di adeguamento in corso (104), specificando che in tale categoria sono ricompresi anche quei Comuni che hanno portato a termine un adeguamento parziale, rispetto alla propria estensione territoriale (10).

Considerato che non tutti i comuni hanno adeguato il proprio strumento urbanistico al PAI, per colmare la mancanza di informazioni derivanti da un quadro del dissesto non completo, la Regione Piemonte ha provveduto ad elaborare specifici criteri, approvati con la DGR n. 25-7286 del 30 luglio 2018, ora abrogata e confluita nella DGR n. 8-905 del 24 marzo 2025 contenente i “Criteri e indirizzi in materia di difesa del suolo e pianificazione territoriale e urbanistica”, in base ai quali gli uffici regionali possono predisporre le carte del dissesto dei comuni non ancora adeguati al PAI, propedeutiche alla redazione delle necessarie varianti agli strumenti urbanistici.

La citata DGR n. 8-905 conferma quanto stabilito dalla DGR n. 25-7286 ovvero che il quadro del dissesto individuato dagli uffici regionali debba avere una ricaduta sulle disposizioni urbanistico-edilizie dei comuni inadempienti attraverso l'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI (quadro dei dissesti), così da rendere cogenti i vincoli derivanti dall'applicazione dell'art. 9 delle Norme di Attuazione (NA) dello stesso PAI.
Fino all'aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI o all’adozione della variante di adeguamento al PAI del Piano Regolatore Generale (PRG), le citate DGR stabiliscono che alle aree in dissesto, come sopra individuate, debbano essere applicati i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della legge urbanistica regionale n. 56/1977 (LUR), che prevedono limitazioni all’uso del territorio.

Tra il 2020 e il 2022, sono state predisposte le cartografie del dissesto riguardanti 95 comuni che hanno portato ad aggiornare l’elaborato 2 del PAI con decreto dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po n. 62/2024 del 26 agosto 2024. Tali comuni, pur non possedendo uno studio geomorfologico e idrogeologico di dettaglio, sono quindi stati inclusi nel conteggio di quelli adeguati al PAI, e differenziati dagli altri in Figura 1 con un retino.

Figura 1. Stato di adeguamento al PAI nei Comuni piemontesi
Figura 2. Numero di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia
Figura 3. Percentuale di comuni adeguati al PAI, suddivisi per provincia

Nel corso del 2024 le attività sono proseguite con la predisposizione del quadro del dissesto dei 19 comuni facenti parte dell'ex Comunità Montana Val Curone, Grue e Ossona ai fini dell'aggiornamento dell'elaborato 2 del PAI e, nelle more di tale aggiornamento, dell'applicazione dei provvedimenti cautelari previsti dall'art. 9 bis della LUR, che sono stati applicati nel maggio 2025 con apposite deliberazioni della Giunta regionale.

Nel 2025 le attività sono proseguite predisponendo il quadro del dissesto di ulteriori 34 comuni che hanno iniziato in passato delle procedure urbanistiche di adeguamento al PAI ma che non hanno concluso l’iter di approvazione dello strumento urbanistico. Per tali comuni, nel corso del 2026, verrà valutata l’opportunità di applicare i provvedimenti cautelari previsti dall’art. 9 bis della LUR.

È da evidenziare che, per quanto riguarda i comuni non ancora adeguati al PAI, alle aree in dissesto individuate dal PAI o dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), si applicano comunque le disposizioni dell’art. 9 delle NA dello stesso PAI.

Processo di acquisizione ed elaborazione dati, finalizzato alla digitalizzazione delle cartografie di sintesi dell’idoneità geologica all’utilizzo urbanistico dei piani regolatori comunali, anche a supporto del progetto "Scheda del territorio"

Durante il 2025 è proseguito, seppur a ritmo contenuto, il lavoro di raccolta dei dati derivanti dalle carte di sintesi della pericolosità geomorfologica presenti nei piani regolatori comunali e redatte in accordo con quanto previsto dalla circolare 7/LAP del 1996. Tale progetto, iniziato nel 2022 in collaborazione con i tecnici del CSI Piemonte, è finalizzato a rendere fruibili ai soggetti interessati questa tipologia di dati urbanistici. Il servizio è accessibile al pubblico attraverso il Geoportale Piemonte (visualizza/sezione Difesa del Suolo) ed il servizio online Scheda del territorio. Al momento sono state caricate le carte di sintesi di 682 comuni, di cui 40 acquisite nell’arco dell’anno. In particolare il lavoro si è concentrato sulla provincia di Torino e sulla provincia di Biella. Per quanto riguarda i dati di quest’ultima, sono stati utilizzati i dati presenti sul Geoportale della Provincia di Biella. I dati in questione, prima di essere utilizzati, sono stati esaminati dal Settore Geologico per verificare la conformità rispetto agli standard regionali, in particolare per quanto concerne il recepimento delle eventuali prescrizioni ex officio.

Anno
2026

Gestione di sbarramenti e invasi artificiali

Anno
2026

La Regione Piemonte è l'autorità tutoria per la vigilanza sulla corretta gestione, per la sicurezza dei territori di valle, degli sbarramenti artificiali per l'accumulo idrico di propria competenza, ovvero quelli con volume inferiore a 1 milione di metri cubi e altezze inferiori a 15 metri.

All’interno del Catasto sbarramenti di competenza regionale, ne risultano censiti e in esercizio circa 820, prevalentemente di uso agricolo (590) e poi idroelettrico (110), di dimensioni prevalenti ricadenti nella classe di volumetria tra i 10.000 ed i 30.000 m3 ed altezze dello sbarramento tra 5 e 10 m, di tipologia con sbarramento in terra omogenea (85% del totale) posizionato fuori da un alveo fluviale.

La Regione inoltre è competente per la predisposizione o approvazione di diversi documenti riferiti alla gestione ordinaria o in emergenza e alla pianificazione di protezione civile per sbarramenti artificiali anche di competenza nazionale cioè con volumi ed altezze superiori.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Acqua

Progetti e strumenti per la transizione energetica

Anno
2026
La Regione Piemonte per la transizione energetica: progetti e strumenti per un futuro più sostenibile

 

La Regione Piemonte è impegnata da anni nella promozione della transizione energetica attraverso un insieme articolato di iniziative che combinano sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e coinvolgimento delle comunità locali. In linea con gli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione, il Piemonte sostiene l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili tramite una serie di progetti integrati.

Tra questi, Gasless si concentra sulla riqualificazione energetica degli edifici pubblici, favorendo il progressivo abbandono delle fonti fossili, in particolare del gas metano. Attraverso diagnosi energetiche e piani di intervento mirati, Gasless accompagna gli enti locali in un percorso di efficientamento e innovazione, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni.

RECROSSES, cofinanziato dal programma Interreg ALCOTRA, promuove la nascita e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nei territori transfrontalieri tra Italia e Francia. Il progetto prevede la creazione di sportelli (One-Stop Shop) che offrono consulenze tecniche, legali ed economiche gratuite a cittadini, imprese ed enti locali interessati alla condivisione dell’energia.

Con EU PEERS, la Regione partecipa a una rete europea per rafforzare le competenze locali nella promozione dell'efficienza energetica negli edifici residenziali, sostenendo lo sviluppo degli Sportelli Unici per la riqualificazione energetica, come lo Sportello Energia Piemonte, che rappresenta un punto di riferimento per cittadini, amministratori e professionisti, offrendo servizi informativi e di consulenza per interventi sugli edifici residenziali e supportando l’accesso agli incentivi disponibili.

Il progetto Diverse, invece, si concentra sul conflitto tra produzione di bioenergia e conservazione della biodiversità nelle Alpi, indagando in quali condizioni la biomassa possa rappresentare un'opportunità energetica sostenibile. Infine, attraverso il Patto dei Sindaci, la Regione supporta i Comuni piemontesi nell’adozione di Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), offrendo assistenza tecnica e strumenti per monitorare i risultati e pianificare azioni di mitigazione e adattamento

Con il progetto CLIMACT si punta ad aggiornare un importante strumento per la valutazione della sostenibilità energetico-ambientale degli edifici – il Protocollo ITACA -  variamente impiegato nelle valutazioni di ammissibilità degli interventi ai contributi valenti sui fondi FESR  e a divulgare la metodologia di applicazione di tali strumenti tra gli operatori della filiera interessati.

Prende inoltre avvio REAHUB, un nuovo progetto europeo dedicato alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, in linea con gli obiettivi della nuova Direttiva europea EPBD per edifici più efficienti, intelligenti e climaticamente neutrali entro il 2050. Il progetto punta a innovare le strategie di ristrutturazione energetica integrando strumenti digitali, dati territoriali e sistemi di supporto alle decisioni, con l’obiettivo di rendere gli interventi più efficaci, sostenibili e accessibili.

Insieme, questi progetti delineano una strategia coerente che mira a rendere il Piemonte un territorio più efficiente, resiliente e partecipato nella lotta al cambiamento climatico.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Clima/Energia

FESR 21-27 - Bandi per l'efficientamento energetico e la promozione delle energie rinnovabili

Nell’ambito delle misure destinate dal Programma Regionale FESR Piemonte 2021/2027, si riassume nella seguente tabella lo stato di attuazione delle Misure dedicate al comparto energetico.

Sintesi finanziamenti del FESR per le misure dell'energia
Denominazione misura Beneficiari Importo stanziato Concesso al 31/05/26 Data apertura Data chiusura
Interventi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni climalteranti negli edifici pubblici - Azione II.2i.1 Enti pubblici 31 M€ 27 M€ Bando Appalti 18/01/24 Bando PPP 22/02/24 22/11/2024
Interventi per la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici pubblici - Azione II.2ii.1 Enti pubblici 11 M€ 2 M€ Bando Appalti 18/01/24 Bando PPP 22/02/24 22/11/2024
Efficientamento energetico ed energie rinnovabili nelle imprese (2° sportello) - Azione II.2i.1 Imprese 28,14 M€ 0 M€ 22/05/2024 28/02/2025
Efficientamento energetico ed energie rinnovabili nelle imprese (3° sportello) - Azione II.2ii.1 Imprese 64 M€ 0 M€ 04/06/2024 28/11/2026
Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di proprietà delle ASR - Azione II.2i.1 ASR Piemonte 17,1 M€ 0 M€ 09/09/2024 17/12/2025
Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di proprietà delle ASR ASR Piemonte 6,4 M€ 0 M€ 09/09/2024 17/12/2025
Promozione della diffusione del teleriscaldamento efficiente - Azione II.2i.4 Imprese 12,75 M€ 0 M€ 24/11/2025 30/04/2026
Interventi di efficientamento energetico e transizione intelligente della rete di illuminazione pubblica negli enti locali Enti locali 12,75 M€ 0 M€ 03/03/2025 31/10/2025
Interventi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni climalteranti negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive - Azione II.2i.1 Enti pubblici – impianti sportivi 10 M€ 0 M€ 10/04/26 30/10/2026
Interventi per la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive - Azione II.2ii.1 Enti pubblici – impianti sportivi 4 M€ 0 M€ 10/04/26 30/10/2026
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nell’ambito delle misure destinate dal Programma Regionale FESR Piemonte 2021/2027, si riassume nella seguente tabella lo stato di attuazione delle Misure dedicate al comparto energetico.

Sintesi finanziamenti del FESR per le misure dell'energia
Denominazione misura Beneficiari Importo stanziato Concesso al 31/05/26 Data apertura Data chiusura
Interventi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni climalteranti negli edifici pubblici - Azione II.2i.1 Enti pubblici 31 M€ 27 M€ Bando Appalti 18/01/24 Bando PPP 22/02/24 22/11/2024
Interventi per la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici pubblici - Azione II.2ii.1 Enti pubblici 11 M€ 2 M€ Bando Appalti 18/01/24 Bando PPP 22/02/24 22/11/2024
Efficientamento energetico ed energie rinnovabili nelle imprese (2° sportello) - Azione II.2i.1 Imprese 28,14 M€ 0 M€ 22/05/2024 28/02/2025
Efficientamento energetico ed energie rinnovabili nelle imprese (3° sportello) - Azione II.2ii.1 Imprese 64 M€ 0 M€ 04/06/2024 28/11/2026
Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di proprietà delle ASR - Azione II.2i.1 ASR Piemonte 17,1 M€ 0 M€ 09/09/2024 17/12/2025
Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di proprietà delle ASR ASR Piemonte 6,4 M€ 0 M€ 09/09/2024 17/12/2025
Promozione della diffusione del teleriscaldamento efficiente - Azione II.2i.4 Imprese 12,75 M€ 0 M€ 24/11/2025 30/04/2026
Interventi di efficientamento energetico e transizione intelligente della rete di illuminazione pubblica negli enti locali Enti locali 12,75 M€ 0 M€ 03/03/2025 31/10/2025
Interventi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi di energia primaria e delle emissioni climalteranti negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive - Azione II.2i.1 Enti pubblici – impianti sportivi 10 M€ 0 M€ 10/04/26 30/10/2026
Interventi per la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici, strutture e impianti pubblici destinati ad attività sportive - Azione II.2ii.1 Enti pubblici – impianti sportivi 4 M€ 0 M€ 10/04/26 30/10/2026
Anno
2026

Nodi di interscambio passeggeri

Investire nella creazione e nel miglioramento dei nodi di interscambio è una strategia fondamentale per incentivare l'uso del trasporto pubblico e di modalità di trasporto più sostenibili, contribuendo significativamente alla riduzione dell'impatto ambientale del settore dei trasporti.

Le attuali evoluzioni della mobilità richiedono una riorganizzazione delle stazioni ferroviarie e dei Movicentro regionali per semplificare l'interscambio tra vari mezzi di trasporto pubblici e privati (treni, bus, taxi, bici, auto). In Piemonte, il progetto "Movicentro" identifica stazioni strategiche (capoluoghi, centri urbani TPL, fermate SFM) che hanno ricevuto interventi per migliorare questa integrazione. Oltre ai Movicentro, anche altre stazioni, specialmente in città medie e grandi, offrono connessioni con bus, taxi e parcheggi. 

La Regione collabora con Rete Ferroviaria Italiana per potenziare l’accessibilità e l'attrattiva di questi nodi, aumentare la connettività e l’integrazione tra i diversi modi di trasporto secondo una gerarchia che favorisca prioritariamente spostamenti attivi, pubblici e condivisi e assicuri una migliore risposta in termini di qualità, efficienza, innovazione e sostenibilità alla domanda di mobilità delle persone.

Analisi svolte nell’ambito di tavoli tecnici congiunti hanno portato a una caratterizzazione delle stazioni, considerando non solo l'aspetto ferroviario ma anche la presenza di importanti poli attrattivi, delle diverse modalità di trasporto presenti e delle esigenze dei viaggiatori, in ottica di integrazione e coordinamento. Questo ha evidenziato la necessità di continuare gli incontri tecnici per studiare l'offerta attuale e futura dei trasporti pubblici locali e di altre opzioni di mobilità. L'obiettivo condiviso è trasformare le stazioni in veri e propri hub di mobilità integrata, offrendo ai passeggeri diverse soluzioni per raggiungere la loro destinazione finale dopo il treno. Questo lavoro ha portato, nel 2025, alla redazione di documenti congiunti che saranno approvati nel contesto di un tavolo interregionale, al fine di offrire su tutto il territorio nazionale un servizio omogeneo.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Investire nella creazione e nel miglioramento dei nodi di interscambio è una strategia fondamentale per incentivare l'uso del trasporto pubblico e di modalità di trasporto più sostenibili, contribuendo significativamente alla riduzione dell'impatto ambientale del settore dei trasporti.

Le attuali evoluzioni della mobilità richiedono una riorganizzazione delle stazioni ferroviarie e dei Movicentro regionali per semplificare l'interscambio tra vari mezzi di trasporto pubblici e privati (treni, bus, taxi, bici, auto). In Piemonte, il progetto "Movicentro" identifica stazioni strategiche (capoluoghi, centri urbani TPL, fermate SFM) che hanno ricevuto interventi per migliorare questa integrazione. Oltre ai Movicentro, anche altre stazioni, specialmente in città medie e grandi, offrono connessioni con bus, taxi e parcheggi. 

La Regione collabora con Rete Ferroviaria Italiana per potenziare l’accessibilità e l'attrattiva di questi nodi, aumentare la connettività e l’integrazione tra i diversi modi di trasporto secondo una gerarchia che favorisca prioritariamente spostamenti attivi, pubblici e condivisi e assicuri una migliore risposta in termini di qualità, efficienza, innovazione e sostenibilità alla domanda di mobilità delle persone.

Analisi svolte nell’ambito di tavoli tecnici congiunti hanno portato a una caratterizzazione delle stazioni, considerando non solo l'aspetto ferroviario ma anche la presenza di importanti poli attrattivi, delle diverse modalità di trasporto presenti e delle esigenze dei viaggiatori, in ottica di integrazione e coordinamento. Questo ha evidenziato la necessità di continuare gli incontri tecnici per studiare l'offerta attuale e futura dei trasporti pubblici locali e di altre opzioni di mobilità. L'obiettivo condiviso è trasformare le stazioni in veri e propri hub di mobilità integrata, offrendo ai passeggeri diverse soluzioni per raggiungere la loro destinazione finale dopo il treno. Questo lavoro ha portato, nel 2025, alla redazione di documenti congiunti che saranno approvati nel contesto di un tavolo interregionale, al fine di offrire su tutto il territorio nazionale un servizio omogeneo.

Anno
2026

Bando AcqueVive

Riqualificazione dei corpi idrici piemontesi - Premio della Commissione Europea 2025 e Bandiera Verde di Legambiente 2026

 

L’analisi delle pressioni condotta in occasione della stesura del PdG Po - 2015, evidenziò come l’alterazione delle caratteristiche morfologiche rappresentava la maggiore pressione esercitata sui corsi d’acqua piemontesi, coinvolgendo circa il 64 % dei corpi idrici fluviali monitorati. Sponde di fiumi, torrenti, rii e laghi presentano infatti una diffusa artificializzazione delle sponde, opere trasversali, riduzione della fascia boscata perifluviale.

Nel programma di misure del PdG Po sono pertanto inserite misure di riqualificazione morfologica riconducibili al miglioramento della vegetazione ed al ripristino della naturalità dell’alveo, nel rispetto delle concomitanti esigenze di riduzione del rischio idraulico per abitati ed infrastrutture.

La Regione Piemonte ha deciso di finanziare gli interventi di riqualificazione morfologica ricorrendo all’applicazione dell’articolo 21 del regolamento 15/R del 2004 che prevede la destinazione di una quota parte dell'introito dei proventi relativi all'uso dell'acqua pubblica al finanziamento delle attività di attuazione del Piano di Tutela delle Acque, dando così attuazione al principio “l’acqua paga l’acqua”.

Nel marzo 2018, per la prima volta, sono stati definiti gli obiettivi che si intendevano raggiungere, le condizioni ed i criteri per finanziare progetti di riqualificazione tramite bando pubblico rivolto ai Comuni, alla Città Metropolitana di Torino e alle Province, agli Enti Parco e ai gestori dei siti Rete Natura 2000. 

Per affrontare le criticità di natura morfologica sono stati ritenuti ammissibili al finanziamento interventi coerenti con le Key Type Measures (KTM), le misure chiave che l’Unione Europea ha definito per la pianificazione sulle acque in attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque, che concorrono al ripristino della naturalità di alveo e sponde fluviali e lacustri. 

Il primo bando, pubblicato nell’aprile 2018, ha visto la presentazione di 11 progetti e il finanziamento di 7 di questi. Da allora fino al 2025 sono stati erogati quasi 18,8 milioni di € per finanziare 87progetti proposti e realizzati da Enti Pubblici del territorio, i cui risultati operativi sono riportati nella Tabella 1, a cui si aggiungono 33 scale di risalita per la fauna ittica che ricreano un continuum fluviale di 263 km.

L’esito dell’iniziativa ha permesso di migliorare la vegetazione perifluviale, contrastando l’erosione delle sponde con inserimento di specie vegetali autoctone che favoriscono l’ombreggiatura delle acque e del suolo e assorbono gli inquinanti di derivazione agricola. 

È stata finanziata la rimozione degli ostacoli che impediscono la circolazione della fauna ittica e la creazione di aree per la riproduzione dei pesci autoctoni. 

Ad oggi degli 87 finanziati, 54 sono conclusi e rendicontati. Il Bando AcqueVive 2026 si è appena chiuso e sono in atto le istruttorie per la valutazione dei progetti presentati.

Anno N. arboree N. arbustive e arboree piccole Area intervento (mq) Nuove fasce tampone (mq) Nuove foreste (mq)
2018 22.048 24.872 280.139 116.873 137.984
2019 1.145 1.580 93.610 1.476 4.370
2020 2.910 18.858 96.976 21.753 50.973
2021 5.146 32.104 1.091.945 28.728 1.149.518
2022 13.039 8.329 309.807 2.351 83.531
2023 7.864 1.990 403.116 2.316 540.727
2024 3.289 10.832 133.526 945 94.013
Totale 55.441 98.565 2.409.119 174.442 2.061.116
I risultati del bando Acquevive

Nel marzo del 2025 la Commissione Europea ha riconosciuto il valore di questo meccanismo innovativo di finanziamento per l’applicazione del principio “l’acqua paga l’acqua” e dei suoi risultati reali attribuendo alla Regione Piemonte un premio nell’ambito dell’EU Mission “Restore our Ocean and Waters by 2030, che pone l’accento sulla protezione degli ecosistemi acquatici, la riduzione dell’inquinamento e la resilienza al cambiamento climatico.

Nell’ambito della Campagna nazionale Carovana delle Alpi, Legambiente ha riconosciuto alla Regione Piemonte la Bandiera Verde 2026, con la medesima motivazione di un meccanismo innovativo che reinveste le risorse derivanti dall’uso nella tutela dei territori.

Informazioni aggiuntive

Bando regionale Acque Vive.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Riqualificazione dei corpi idrici piemontesi - Premio della Commissione Europea 2025 e Bandiera Verde di Legambiente 2026

 

L’analisi delle pressioni condotta in occasione della stesura del PdG Po - 2015, evidenziò come l’alterazione delle caratteristiche morfologiche rappresentava la maggiore pressione esercitata sui corsi d’acqua piemontesi, coinvolgendo circa il 64 % dei corpi idrici fluviali monitorati. Sponde di fiumi, torrenti, rii e laghi presentano infatti una diffusa artificializzazione delle sponde, opere trasversali, riduzione della fascia boscata perifluviale.

Nel programma di misure del PdG Po sono pertanto inserite misure di riqualificazione morfologica riconducibili al miglioramento della vegetazione ed al ripristino della naturalità dell’alveo, nel rispetto delle concomitanti esigenze di riduzione del rischio idraulico per abitati ed infrastrutture.

La Regione Piemonte ha deciso di finanziare gli interventi di riqualificazione morfologica ricorrendo all’applicazione dell’articolo 21 del regolamento 15/R del 2004 che prevede la destinazione di una quota parte dell'introito dei proventi relativi all'uso dell'acqua pubblica al finanziamento delle attività di attuazione del Piano di Tutela delle Acque, dando così attuazione al principio “l’acqua paga l’acqua”.

Nel marzo 2018, per la prima volta, sono stati definiti gli obiettivi che si intendevano raggiungere, le condizioni ed i criteri per finanziare progetti di riqualificazione tramite bando pubblico rivolto ai Comuni, alla Città Metropolitana di Torino e alle Province, agli Enti Parco e ai gestori dei siti Rete Natura 2000. 

Per affrontare le criticità di natura morfologica sono stati ritenuti ammissibili al finanziamento interventi coerenti con le Key Type Measures (KTM), le misure chiave che l’Unione Europea ha definito per la pianificazione sulle acque in attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque, che concorrono al ripristino della naturalità di alveo e sponde fluviali e lacustri. 

Il primo bando, pubblicato nell’aprile 2018, ha visto la presentazione di 11 progetti e il finanziamento di 7 di questi. Da allora fino al 2025 sono stati erogati quasi 18,8 milioni di € per finanziare 87progetti proposti e realizzati da Enti Pubblici del territorio, i cui risultati operativi sono riportati nella Tabella 1, a cui si aggiungono 33 scale di risalita per la fauna ittica che ricreano un continuum fluviale di 263 km.

L’esito dell’iniziativa ha permesso di migliorare la vegetazione perifluviale, contrastando l’erosione delle sponde con inserimento di specie vegetali autoctone che favoriscono l’ombreggiatura delle acque e del suolo e assorbono gli inquinanti di derivazione agricola. 

È stata finanziata la rimozione degli ostacoli che impediscono la circolazione della fauna ittica e la creazione di aree per la riproduzione dei pesci autoctoni. 

Ad oggi degli 87 finanziati, 54 sono conclusi e rendicontati. Il Bando AcqueVive 2026 si è appena chiuso e sono in atto le istruttorie per la valutazione dei progetti presentati.

Anno N. arboree N. arbustive e arboree piccole Area intervento (mq) Nuove fasce tampone (mq) Nuove foreste (mq)
2018 22.048 24.872 280.139 116.873 137.984
2019 1.145 1.580 93.610 1.476 4.370
2020 2.910 18.858 96.976 21.753 50.973
2021 5.146 32.104 1.091.945 28.728 1.149.518
2022 13.039 8.329 309.807 2.351 83.531
2023 7.864 1.990 403.116 2.316 540.727
2024 3.289 10.832 133.526 945 94.013
Totale 55.441 98.565 2.409.119 174.442 2.061.116
I risultati del bando Acquevive

Nel marzo del 2025 la Commissione Europea ha riconosciuto il valore di questo meccanismo innovativo di finanziamento per l’applicazione del principio “l’acqua paga l’acqua” e dei suoi risultati reali attribuendo alla Regione Piemonte un premio nell’ambito dell’EU Mission “Restore our Ocean and Waters by 2030, che pone l’accento sulla protezione degli ecosistemi acquatici, la riduzione dell’inquinamento e la resilienza al cambiamento climatico.

Nell’ambito della Campagna nazionale Carovana delle Alpi, Legambiente ha riconosciuto alla Regione Piemonte la Bandiera Verde 2026, con la medesima motivazione di un meccanismo innovativo che reinveste le risorse derivanti dall’uso nella tutela dei territori.

Informazioni aggiuntive

Bando regionale Acque Vive.

Anno
2026

Norme per la valorizzazione del Paesaggio - L.r. 14/2008

Anno
2026

La legge regionale 16 giugno 2008, n. 14 “Norme per la valorizzazione del paesaggio” promuove la diffusione di una coscienza comune improntata sulla sensibilità alla qualità del paesaggio, non soltanto per il rilevante contributo che esso svolge per il benessere e la qualità della vita delle popolazioni, ma anche perché costituisce un elemento essenziale per il successo delle iniziative economiche e sociali, sia private che pubbliche.

La Regione, con questa legge, ha assunto l’impegno a promuovere e attuare politiche specifiche a favore del paesaggio, ma soprattutto a integrarlo in tutte le attività di governo che possono avere un’incidenza diretta o indiretta su di esso, verificando e valutando in quest'ottica le ricadute di ogni provvedimento di natura socio-economica e territoriale.

Il provvedimento indica azioni volte alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico regionale, con interventi nel campo della pianificazione, della comunicazione, della sensibilizzazione, della formazione, dell’educazione e della ricerca nonché alla diffusione della percezione del valore e della qualità dei paesaggi, anche attraverso il ricorso al concorso di idee o di progettazione e con il finanziamento di interventi per lo studio, la valorizzazione, il recupero e la creazione di nuovi paesaggi. Particolare attenzione viene posta alla possibilità che studi e progetti possano costituire buone pratiche, replicabili in contesti paesaggistici dotati di caratteri analoghi.

La legge, per sottolineare l’importanza dell’azione di sensibilizzazione e per diffondere le migliori esperienze di progettazione, prevede anche l’istituzione del premio qualità paesaggistica, costituito dall’erogazione di un’ulteriore quota di finanziamento a uno o più progetti inseriti nel Programma regionale approvato annualmente, che sarà riconosciuto agli interventi con elevata qualità progettuale nel campo della valorizzazione e del recupero, nonché della creazione dei paesaggi contemporanei e che rappresentino un caso esemplare di buona pratica.

Nel corso dell’anno 2025 la legge è stata finanziata; sono stati quindi predisposti il Programma annuale degli interventi e la relativa DGR di approvazione, e avviato il finanziamento (DGR n. 6-1263 del 23 giugno 2025). Per il 2025 non sono state presentate ulteriori richieste di co-finanziamento per progetti di valorizzazione paesaggistica, ma sono proseguite le attività di predisposizione di strumenti di pianificazione del paesaggio, legate al completamento dei progetti già finanziati e all’implementazione delle attività di formazione e comunicazione.

In particolare sono proseguite le attività di comunicazione, sensibilizzazione e formazione nel settore della conoscenza dei valori identitari dei paesaggi piemontesi e delle loro trasformazioni, previste all’articolo 2, comma 1, lettera b) della l.r. 14/2008.

Nel corso dell’anno è stato avviato il co-finanziamento del secondo lotto del progetto per la qualità del paesaggio richiesto dal Comune di Santa Vittoria d’Alba (CN) e co-finanziato con il Programma 2023, conseguente al concorso di progettazione co-finanziato nel 2019.

È stato richiesto, sempre dal Comune di Santa Vittoria d’Alba, lo slittamento al 2026 per la fine lavori del medesimo progetto.

Sono inoltre stati conclusi i lavori relativi al progetto pilota per la valorizzazione del paesaggio dei Comuni di Antignano e Revigliasco d’Asti (AT) sui paesaggi fluviali del Tanaro, sempre co-finanziato con il Programma 2023; in data 9 ottobre 2025 e 6 novembre 2025 si sono svolti i tavoli tecnici conclusivi del progetto pilota e in data 24 novembre 2025 il progetto è stato presentato alla Commissione per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico.

Nel mese di dicembre 2025 è stato predisposto l’atto di liquidazione per il suddetto progetto pilota.

La citata Commissione è stata rinnovata per il quinquennio 2025-2030 a conclusione del proprio mandato, con DPGR n. 85 del 14 ottobre 2025.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio

Lo stato dell’arte dei Piani d’area dei Parchi naturali

Il Sistema regionale delle aree protette piemontesi, componente fondamentale della Rete ecologica regionale, è costituito dai parchi nazionali e dalle riserve naturali statali (per la parte ricadente sul territorio regionale), nonché dalle aree protette a gestione regionale, provinciale e locale.

I Piani d’area attualmente vigenti, presentano notevoli differenze di impostazione e risultano in molti casi datati poiché riferiti a una disciplina pianificatoria risalente agli anni ‘90, in attuazione della prima legislazione regionale (l.r. 12/1990), antecedente alla riforma della legge del 2009.

La Regione Piemonte con DGR n. 3-8364 del 29 marzo 2024 ha approvato le “Linee guida per la redazione dei Piani d'area dei Parchi naturali piemontesi”, al fine di promuovere una pianificazione conforme alla vigente normativa, garantendo una maggiore omogeneità tra i piani, nonché di supportare i soggetti gestori delle aree protette nella redazione o aggiornamento di tali strumenti di pianificazione.

I Parchi naturali a gestione regionale privi (o parzialmente privi) di piano d’area sono attualmente nove; mentre quelli dotati di piano di area sono attualmente tredici, di cui nove con piano d’area approvato antecedentemente all’entrata in vigore della legge regionale 19/2009.

Nel corso del 2024, con DGR 4-8365 del 29 marzo 2024, è stata approvata la variante al Piano d'Area del Parco naturale Monte Fenera che modifica il vigente piano d’area approvato con DCR n. 487-16130, dell'1 Dicembre 1992.

Inoltre con Deliberazione del Consiglio dell'Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali  n.8 del 22/03/2024  è stata  adottata la variante del Parco regionale La Mandria (approvato con DCR n. 441-6439 del 28 luglio 1983 e modificato con DCR n.206-10497 del 10 luglio 1986, con DCR n.999-2216 del 16 febbraio 1989 e con DCR n.620-3606, del 28 febbraio). Il piano è stato oggetto della fase di valutazione della procedura di Valutazione Ambientale strategica con espressione del parere motivato di cui all’articolo 15,comma 1, del d.lgs. 152/2006. (DD 526/A1605B/2024 del 03/07/2024).

Nel corso del 2024 sono stati assegnati contributi previsti dall’art. 64 ter della l.r. 19/2009 all’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie (per la variante al Piano d’area del Parco naturale della Val Troncea) e all’Ente di gestione delle aree protette del Parco del PO e della collina torinese (per la variante del piano d’area del Parco Naturale del Po piemontese). Nel 2025 è proseguita la redazione dei suddetti Piani da parte dei Soggetti gestori dei Parchi con la collaborazione della Regione Piemonte.

 

Disciplina delle Aree Contigue 

A livello nazionale, le Aree Contigue sono previste dalla Legge quadro sulle aree protette (l. 394/1991) che, all’articolo 32, le definisce quali aree adiacenti ad aree naturali protette, volte ad assicurare la conservazione dei valori delle aree protette stesse attraverso la messa in atto di piani, programmi e eventuali misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente, d’intesa con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori. 

L’articolo 6 della legge regionale 19/2009 “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”,  prevede la possibilità per la Giunta regionale di disciplinare, all’interno delle Aree Contigue, la gestione della caccia e della pesca, delle attività estrattive e la tutela dell'ambiente e della biodiversità, anche attraverso la predisposizione di idonei piani e programmi, d'intesa con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori.

In attuazione dell'art. 6 della L.R. 19/2009, la Regione Piemonte ha approvato con DGR n. 4-2212 del 9 febbraio 2026 il documento intitolato "Criteri per la disciplina delle Aree Contigue alle aree naturali protette", corredato dalle Schede relative a ciascuna delle dieci Aree Contigue del Piemonte.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Sistema regionale delle aree protette piemontesi, componente fondamentale della Rete ecologica regionale, è costituito dai parchi nazionali e dalle riserve naturali statali (per la parte ricadente sul territorio regionale), nonché dalle aree protette a gestione regionale, provinciale e locale.

I Piani d’area attualmente vigenti, presentano notevoli differenze di impostazione e risultano in molti casi datati poiché riferiti a una disciplina pianificatoria risalente agli anni ‘90, in attuazione della prima legislazione regionale (l.r. 12/1990), antecedente alla riforma della legge del 2009.

La Regione Piemonte con DGR n. 3-8364 del 29 marzo 2024 ha approvato le “Linee guida per la redazione dei Piani d'area dei Parchi naturali piemontesi”, al fine di promuovere una pianificazione conforme alla vigente normativa, garantendo una maggiore omogeneità tra i piani, nonché di supportare i soggetti gestori delle aree protette nella redazione o aggiornamento di tali strumenti di pianificazione.

I Parchi naturali a gestione regionale privi (o parzialmente privi) di piano d’area sono attualmente nove; mentre quelli dotati di piano di area sono attualmente tredici, di cui nove con piano d’area approvato antecedentemente all’entrata in vigore della legge regionale 19/2009.

Nel corso del 2024, con DGR 4-8365 del 29 marzo 2024, è stata approvata la variante al Piano d'Area del Parco naturale Monte Fenera che modifica il vigente piano d’area approvato con DCR n. 487-16130, dell'1 Dicembre 1992.

Inoltre con Deliberazione del Consiglio dell'Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali  n.8 del 22/03/2024  è stata  adottata la variante del Parco regionale La Mandria (approvato con DCR n. 441-6439 del 28 luglio 1983 e modificato con DCR n.206-10497 del 10 luglio 1986, con DCR n.999-2216 del 16 febbraio 1989 e con DCR n.620-3606, del 28 febbraio). Il piano è stato oggetto della fase di valutazione della procedura di Valutazione Ambientale strategica con espressione del parere motivato di cui all’articolo 15,comma 1, del d.lgs. 152/2006. (DD 526/A1605B/2024 del 03/07/2024).

Nel corso del 2024 sono stati assegnati contributi previsti dall’art. 64 ter della l.r. 19/2009 all’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie (per la variante al Piano d’area del Parco naturale della Val Troncea) e all’Ente di gestione delle aree protette del Parco del PO e della collina torinese (per la variante del piano d’area del Parco Naturale del Po piemontese). Nel 2025 è proseguita la redazione dei suddetti Piani da parte dei Soggetti gestori dei Parchi con la collaborazione della Regione Piemonte.

 

Disciplina delle Aree Contigue 

A livello nazionale, le Aree Contigue sono previste dalla Legge quadro sulle aree protette (l. 394/1991) che, all’articolo 32, le definisce quali aree adiacenti ad aree naturali protette, volte ad assicurare la conservazione dei valori delle aree protette stesse attraverso la messa in atto di piani, programmi e eventuali misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente, d’intesa con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori. 

L’articolo 6 della legge regionale 19/2009 “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”,  prevede la possibilità per la Giunta regionale di disciplinare, all’interno delle Aree Contigue, la gestione della caccia e della pesca, delle attività estrattive e la tutela dell'ambiente e della biodiversità, anche attraverso la predisposizione di idonei piani e programmi, d'intesa con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori.

In attuazione dell'art. 6 della L.R. 19/2009, la Regione Piemonte ha approvato con DGR n. 4-2212 del 9 febbraio 2026 il documento intitolato "Criteri per la disciplina delle Aree Contigue alle aree naturali protette", corredato dalle Schede relative a ciascuna delle dieci Aree Contigue del Piemonte.

Anno
2026