Pronto per la revisione

Testi pronti per la revisione del Reporting

Studi di microzonazione sismica a livello comunale e interventi strutturali su edifici pubblici di importanza strategica

Come già evidenziato nelle precedenti edizioni della Relazione sullo Stato dell'Ambiente, la Regione Piemonte gestisce e coordina i contributi previsti dal Piano Nazionale per la Prevenzione del Rischio Sismico, avviato in base alle disposizione dell’art. 11 della L. 77 del 24 giugno 2009.

Sono ad oggi in fase completamento le attività relative sia al primo finanziamento (2010-2016) sia al secondo finanziamento (2019-2021), e sono in corso quelle relative al terzo finanziamento (2022-2023).

Per quanto riguarda le azioni non strutturali (Studi di Microzonazione Sismica ed associata analisi della Condizione Limite per l’Emergenza – CLE), la Regione Piemonte sin dall’avvio del Piano Nazionale contribuisce con un cofinanziamento pari al 25% dei fondi statali.

Nel corso del 2025 gli studi Microzonazione Sismica (MS), relativi ai 13 Comuni finanziati con i contributi delle annualità 2022-2023 ed avviati nel 2024, sono stati completati ed in gran parte validati.

In totale risultano quindi 83 i Comuni in Piemonte con studi di MS di livello 1 ed associata analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE), oltre ad 1 Comune con studi di MS di livello 2, realizzati secondo gli standard definiti a livello nazionale.

Figura 1. Comuni finanziati per studi di MS e CLE: evidenziati in verde gli studi realizzati e in completamento, in giallo i Comuni potenzialmente interessati dai contributi, in blu quelli in fase di validazione/approvazione.

Nell’ambito dei finanziamenti del Piano Nazionale è stato affidato all’Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra, lo studio per la realizzazione degli abachi regionalizzati per la valutazione delle amplificazioni stratigrafiche, che potranno essere utilizzati per studi di microzonazione sismica di livello 2 sul territorio regionale.

Nel corso del 2025 lo studio è stato ulteriormente approfondito per testare e ottimizzare l’affidabilità dei modelli proposti su base probabilistica, tenendo conto di vincoli derivanti delle osservazioni sperimentali.

I risultati  finali ottenuti sono costituiti da tabelle (abachi) che per i 5 domini lito-morfo-stratigrafici (DLMS) riconosciuti in Piemonte, e per le 3 classi di pericolosità derivate dalla classificazione sismica regionale, individuano, a partire dai valori della velocità media delle onde di taglio e della frequenza propria dei terreni, i fattori di amplificazione FA per ciascuno dei 3 intervalli di periodi di vibrazionestabiliti dalla normativa.

Relativamente alle azioni strutturali (contributi destinati agli interventi di miglioramento sismico degli edifici strategici sul territorio regionale), con l’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 978/2023, sono stati finanziati gli interventi sul Municipio di Vinadio e sulla scuola elementare di Angrogna, a seguito della rinuncia del finanziamento da parte dell’ASL TO 3 per l’Ospedale di Susa. Nel corso del 2025 si è provveduto all’erogazione dell’acconto, pari al 70% delle somme assegnate.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Come già evidenziato nelle precedenti edizioni della Relazione sullo Stato dell'Ambiente, la Regione Piemonte gestisce e coordina i contributi previsti dal Piano Nazionale per la Prevenzione del Rischio Sismico, avviato in base alle disposizione dell’art. 11 della L. 77 del 24 giugno 2009.

Sono ad oggi in fase completamento le attività relative sia al primo finanziamento (2010-2016) sia al secondo finanziamento (2019-2021), e sono in corso quelle relative al terzo finanziamento (2022-2023).

Per quanto riguarda le azioni non strutturali (Studi di Microzonazione Sismica ed associata analisi della Condizione Limite per l’Emergenza – CLE), la Regione Piemonte sin dall’avvio del Piano Nazionale contribuisce con un cofinanziamento pari al 25% dei fondi statali.

Nel corso del 2025 gli studi Microzonazione Sismica (MS), relativi ai 13 Comuni finanziati con i contributi delle annualità 2022-2023 ed avviati nel 2024, sono stati completati ed in gran parte validati.

In totale risultano quindi 83 i Comuni in Piemonte con studi di MS di livello 1 ed associata analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE), oltre ad 1 Comune con studi di MS di livello 2, realizzati secondo gli standard definiti a livello nazionale.

Figura 1. Comuni finanziati per studi di MS e CLE: evidenziati in verde gli studi realizzati e in completamento, in giallo i Comuni potenzialmente interessati dai contributi, in blu quelli in fase di validazione/approvazione.

Nell’ambito dei finanziamenti del Piano Nazionale è stato affidato all’Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra, lo studio per la realizzazione degli abachi regionalizzati per la valutazione delle amplificazioni stratigrafiche, che potranno essere utilizzati per studi di microzonazione sismica di livello 2 sul territorio regionale.

Nel corso del 2025 lo studio è stato ulteriormente approfondito per testare e ottimizzare l’affidabilità dei modelli proposti su base probabilistica, tenendo conto di vincoli derivanti delle osservazioni sperimentali.

I risultati  finali ottenuti sono costituiti da tabelle (abachi) che per i 5 domini lito-morfo-stratigrafici (DLMS) riconosciuti in Piemonte, e per le 3 classi di pericolosità derivate dalla classificazione sismica regionale, individuano, a partire dai valori della velocità media delle onde di taglio e della frequenza propria dei terreni, i fattori di amplificazione FA per ciascuno dei 3 intervalli di periodi di vibrazionestabiliti dalla normativa.

Relativamente alle azioni strutturali (contributi destinati agli interventi di miglioramento sismico degli edifici strategici sul territorio regionale), con l’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 978/2023, sono stati finanziati gli interventi sul Municipio di Vinadio e sulla scuola elementare di Angrogna, a seguito della rinuncia del finanziamento da parte dell’ASL TO 3 per l’Ospedale di Susa. Nel corso del 2025 si è provveduto all’erogazione dell’acconto, pari al 70% delle somme assegnate.

Anno
2026

Utilizzo di sistemi aerei a pilotaggio remoto (SAPR-Droni)

Regione Piemonte è dotata di un sistema di riprese aeree mediante droni volto all’acquisizione di video e immagini fotografiche per lo svolgimento delle attività istituzionali. Il personale dedicato ha seguito uno specifico percorso formativo riconosciuto dall’ENAC - Ente Nazionale Aviazione Civile, ottenendo l’attestato di pilota di SAPR (Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto).

L’utilizzo dei droni è finalizzato ad effettuare il controllo del territorio in aree estese o puntuali, anche a seguito di calamità naturali, evitando così l’impiego di personale in sopralluoghi spesso connotati da un significativo grado di rischio. I velivoli radiocomandati risultano, inoltre, estremamente utili per l’osservazione dall’alto di aree non raggiungibili via terra, o per la verifica di strutture architettoniche colpite da terremoti.

Nello specifico, i droni vengono utilizzati per:

  • effettuare riprese aeree e studi di aree in dissesto, lungo i versanti e i corsi d’acqua;
  • attività ispettive in occasione di eventi calamitosi (frane, alluvioni, terremoti, ecc.);
  • riprendere dall’alto aree di difficile accesso;
  • realizzare la mappatura del territorio;
  • realizzare modelli tridimensionali del terreno dai quali evidenziare discontinuità strutturali, fratture e segnali di movimenti incipienti;
  • supportare le decisioni in merito al transito su vie di comunicazione potenzialmente soggette a dissesti di versante;
  • altre criticità ambientali riguardanti il territorio regionale.
Interventi effettuati

Nel corso del 2025 i droni sono stati utilizzati, su richiesta di Settori regionali o di Enti esterni (comuni, province, enti di ricerca, ecc.), in varie situazioni, principalmente a causa della difficoltà di accesso ai luoghi e/o per la necessità di disporre di un modello tridimensionale del terreno o di riprese video dall’alto. Di seguito vengono elencati alcuni dei rilievi eseguiti:

  • esecuzione di rilievo aereofotogrammetrico su un dissesto franoso a monte della frazione Layetto del Comune di Condove per finalità connesse all’aggiornamento del quadro dissestivo della banca dati SIFRAP (Sistema Informativo Frane in Piemonte) in collaborazione con Arpa Piemonte;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale - Città Metropolitana di Torino, di un rilievo coordinato con il Comune di Borgofranco d’Ivrea su una frana per crollo in località Balmetti che ha interessato un edificio della frazione;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale di Novara e Verbania, di un rilievo lungo un tratto del torrente Pescone nel Comune di Pettenasco (NO) finalizzato a lavori di disalveo e manutenzione di opere idrauliche;
  • esecuzione, ai fini dell’attività istruttoria ai sensi della LR 45/89 (vincolo idrogeologico) della cava Bisdonio in Comune di Alpette, di un rilievo per verificare le attività di estrazione e l’assetto strutturale e geomorfologico degli affioramenti, con particolare riguardo alla parete subverticale che corona il settore di cava;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale di Novara e Verbania, di un rilievo aerofotogrammetrico lungo un tratto del torrente Melezzo Orientale nel Comune di Craveggia (VB) finalizzato a lavori di disalveo e manutenzione di opere idrauliche esistenti;
  • esecuzione, su richiesta del Settore regionale Cave, di un rilievo aerofotogrammetrico presso il Comune di Bagnolo Piemonte (CN) in località Seccarezze. Oggetto di ispezione è stato in particolare un ambito territoriale vegetato e ad elevata acclività, di cui era necessario verificare l’assetto strutturale e geomorfologico degli affioramenti rocciosi.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Regione Piemonte è dotata di un sistema di riprese aeree mediante droni volto all’acquisizione di video e immagini fotografiche per lo svolgimento delle attività istituzionali. Il personale dedicato ha seguito uno specifico percorso formativo riconosciuto dall’ENAC - Ente Nazionale Aviazione Civile, ottenendo l’attestato di pilota di SAPR (Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto).

L’utilizzo dei droni è finalizzato ad effettuare il controllo del territorio in aree estese o puntuali, anche a seguito di calamità naturali, evitando così l’impiego di personale in sopralluoghi spesso connotati da un significativo grado di rischio. I velivoli radiocomandati risultano, inoltre, estremamente utili per l’osservazione dall’alto di aree non raggiungibili via terra, o per la verifica di strutture architettoniche colpite da terremoti.

Nello specifico, i droni vengono utilizzati per:

  • effettuare riprese aeree e studi di aree in dissesto, lungo i versanti e i corsi d’acqua;
  • attività ispettive in occasione di eventi calamitosi (frane, alluvioni, terremoti, ecc.);
  • riprendere dall’alto aree di difficile accesso;
  • realizzare la mappatura del territorio;
  • realizzare modelli tridimensionali del terreno dai quali evidenziare discontinuità strutturali, fratture e segnali di movimenti incipienti;
  • supportare le decisioni in merito al transito su vie di comunicazione potenzialmente soggette a dissesti di versante;
  • altre criticità ambientali riguardanti il territorio regionale.
Interventi effettuati

Nel corso del 2025 i droni sono stati utilizzati, su richiesta di Settori regionali o di Enti esterni (comuni, province, enti di ricerca, ecc.), in varie situazioni, principalmente a causa della difficoltà di accesso ai luoghi e/o per la necessità di disporre di un modello tridimensionale del terreno o di riprese video dall’alto. Di seguito vengono elencati alcuni dei rilievi eseguiti:

  • esecuzione di rilievo aereofotogrammetrico su un dissesto franoso a monte della frazione Layetto del Comune di Condove per finalità connesse all’aggiornamento del quadro dissestivo della banca dati SIFRAP (Sistema Informativo Frane in Piemonte) in collaborazione con Arpa Piemonte;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale - Città Metropolitana di Torino, di un rilievo coordinato con il Comune di Borgofranco d’Ivrea su una frana per crollo in località Balmetti che ha interessato un edificio della frazione;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale di Novara e Verbania, di un rilievo lungo un tratto del torrente Pescone nel Comune di Pettenasco (NO) finalizzato a lavori di disalveo e manutenzione di opere idrauliche;
  • esecuzione, ai fini dell’attività istruttoria ai sensi della LR 45/89 (vincolo idrogeologico) della cava Bisdonio in Comune di Alpette, di un rilievo per verificare le attività di estrazione e l’assetto strutturale e geomorfologico degli affioramenti, con particolare riguardo alla parete subverticale che corona il settore di cava;
  • esecuzione, su richiesta del Settore Tecnico regionale di Novara e Verbania, di un rilievo aerofotogrammetrico lungo un tratto del torrente Melezzo Orientale nel Comune di Craveggia (VB) finalizzato a lavori di disalveo e manutenzione di opere idrauliche esistenti;
  • esecuzione, su richiesta del Settore regionale Cave, di un rilievo aerofotogrammetrico presso il Comune di Bagnolo Piemonte (CN) in località Seccarezze. Oggetto di ispezione è stato in particolare un ambito territoriale vegetato e ad elevata acclività, di cui era necessario verificare l’assetto strutturale e geomorfologico degli affioramenti rocciosi.
Anno
2026

Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA)

Anno
2026

La pianificazione di bacino costituisce il riferimento principale per quanto riguarda il tema del dissesto idrogeologico. I dati relativi al dissesto idrogeologico piemontese sono contenuti principalmente nei piani di bacino, livello di pianificazione previsto dalla legge quadro sulla Difesa del suolo (183/1989), oggi sostituita dal (e confluita nel) D.lgs. 152/2006, III parte. 

La legge 183 pose le basi per la costituzione delle "Autorità di bacino", dapprima di ambito territoriale nazionale o regionale, oggi sostituite dalle Autorità di Bacino Distrettuale.

Il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), previsto dalla Direttiva europea 2007/60 CE "Alluvioni" e approvato con DPCM 27 ottobre 2016,  si sviluppa attraverso la redazione delle Mappe di pericolosità e di rischio. Le mappe di pericolosità individuano scenari con diversi gradi di pericolosità (L – P1, M – P2, H – P3), mentre le mappe del rischio evidenziano diversi gradi di rischio da R1 a R4 sulla base dei beni, delle persone  e delle infrastrutture esposte e vulnerabili. Inoltre il PGRA evidenzia aree a rischio potenziale significativo (APSFR) alle quali sono associate specifiche Misure previste per il raggiungimento dei 5 obiettivi posti dalla Direttiva Alluvioni. Tra le misure non strutturali ai fini della prevenzione delle situazioni di rischio, vi è quella di associare alle aree allagabili a differente pericolosità, una idonea normativa d'uso, coerente con quella già presente nelle Norme di Attuazione del Piano per l'Assetto idrogeologico del fiume Po (PAI); 

È ad oggi in corso il III Ciclo di pianificazione, che terminerà nel 2027.

L’individuazione della pericolosità, del rischio, dei dissesti e delle misure su citate hanno rilevanza per la programmazione degli interventi di sistemazione idrogeologica nell’ambito della piattaforma ministeriale Rendis – Repertorio nazionale degli interventi di difesa del suolo.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Difesa del suolo

PNRR - Tutela del territorio e della risorsa idrica

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato, alla Componente 4 della Missione 2 – Tutela del territorio e della risorsa idrica, un ammontare complessivo di 15,06 miliardi di euro. In particolare, 2,49 miliardi di euro sono stati assegnati all’Investimento 2.1 – Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico con l’obiettivo di portare in sicurezza 1,5 milioni di persone a rischio. L’investimento 2.1 riguarda misure a favore delle aree colpite da calamità, a cui sono destinati 1,2 miliardi di euro per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e per la riduzione del rischio residuo, con interventi selezionati sulla base di piani di investimento elaborati a livello locale e successivamente approvati dal Dipartimento della Protezione Civile entro la fine del 2021.

La Regione Piemonte ha proposto 22 “macro-interventi” attingendo dai quadri dei fabbisogni relativi agli eventi alluvionali nei quali i Settori tecnici territoriali hanno individuato la massima priorità. Gli interventi selezionati si riferiscono nello specifico ai seguenti eventi alluvionali:
   • eventi meteorologici del 19-22 ottobre 2019 – DCM del 14 novembre 2019 e eventi meteorologici del 21-25 novembre 2019 – DCM del 2 dicembre 2019;
   • eventi meteorologici del 2-3 ottobre 2020 – DCM del 22 ottobre 2020.

I macro-interventi relativi ad entrambi gli eventi alluvionali sono stati concepiti per comprendere:

a) interventi volti al ripristino della funzionalità delle infrastrutture e degli impianti delle condutture idriche e fognarie, delle comunicazioni, dei trasporti nell'ottica della riduzione del consumo di suolo e nel rispetto della sostenibilità ambientale;

b) interventi di contrasto dei cambiamenti climatici lungo le aste dei corsi d’acqua principali e loro affluenti, di mitigazione dei rischi di allagamento, di effetti della dinamica fluvio-torrentizia e dell'erosione dei suoli.

I macro-interventi della categoria a) riguardano le frane che hanno coinvolto la viabilità e le fognature e sono stati ripartiti su aree territoriali provinciali, mentre quelli della categoria b),  che riguardano invece le opere lungo i corsi d’acqua, sono stati ripartiti su bacini idrografici.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha approvato l’elenco dettagliato dei nuovi progetti del Piemonte per un importo complessivo pari a € 59.308.773,06.

Nel corso del 2025 la Regione Piemonte ha curato:

  • il servizio di assistenza a favore dei Soggetti Attuatori (Comuni, Province e AIPo) per la compilazione delle check-list e DSAN (v. Modulistica), atte a verificare per ogni fase di avanzamento del progetto diversi aspetti legati alla regolarità della spesa, all'assenza di doppi finanziamenti, all'assenza del conflitto di interessi, alla titolarità effettiva, alla parità di genere, ai target e milestone del progetto e al rispetto del principio del DNSH (Do No Significant Harm), ovvero del “non arrecare un danno significativo” all’ambiente;
     
  • l'approvazione delle modalità di rendicontazione e la redazione di indicazioni operative per il rispetto del principio del DNSH diffuso capillarmente a tutti i soggetti attuatori e ai professionisti incaricati per la redazione dei progetti. 

In materia DNSH, i temi attenzionati sono: la valutazione del rischio alluvioni attraverso le pianificazioni territoriali esistenti; il rispetto del principio dell'economia circolare con l'applicazione delle 5 R "ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare, rigenerare" i materiali presenti in cantiere;  la protezione e il ripristino della biodiversità attraverso lo studio biologico e naturalistico dell'impatto delle opere sulle specie protette ove presenti. Per gli interventi che prevedono scavi, è stato affrontato il tema delle terre e rocce da scavo con la loro caratterizzazione e il possibile riutilizzo per il cantiere medesimo o per altri cantieri. Ai progettisti è stato richiesto di prestare particolare attenzione alla cantierizzazione dell'opera limitando l'utilizzo di acqua e pensando al suo riutilizzo nelle lavorazioni di cantiere e ai mezzi d'opera. Inoltre, i progetti di maggior impatto economico situati lungo i corsi d'acqua sono stati soggetti a verifica di assoggettabilità di VIA, al fine di indagare eventuali effetti negativi sull'ecosistema. È stato anche verificato che i progetti non ricadessero in aree di particolare pregio naturalistico/ambientale (Natura 2000, Parchi, Iba, aree Sic e ZSC).

Nel mese di novembre 2025 la Regione ha concluso  l’attività di formazione presso la sede regionale di Torino mentre è tuttora in corso l’attività di supporto diretto in loco a favore delle Amministrazioni che presentano maggiori criticità operative.

Al 31/03/2026 oltre il 90% degli interventi risulta concluso e i Soggetti attuatori sono attualmente impegnati nel caricamento sulla piattaforma ReGiS della documentazione necessaria ai fini della rendicontazione di Milestone e Target.

La Regione, in qualità di Amministrazione Attuatrice, sta effettuando i controlli formali sul 100% degli interventi e i controlli sostanziali a campione. Contestualmente, sta procedendo alla compilazione delle relative checklist, alla redazione del Report M&T e alla predisposizione dell'intero fascicolo documentale, che sarà trasmesso al Dipartimento della Protezione Civile per la verifica e la rendicontazione del Target.

Le criticità maggiori connesse all’esecuzione degli interventi riguardano l’applicazione in cantiere del principio del DNSH e la stesura delle relazioni conclusive sul rispetto del principio.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha destinato, alla Componente 4 della Missione 2 – Tutela del territorio e della risorsa idrica, un ammontare complessivo di 15,06 miliardi di euro. In particolare, 2,49 miliardi di euro sono stati assegnati all’Investimento 2.1 – Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico con l’obiettivo di portare in sicurezza 1,5 milioni di persone a rischio. L’investimento 2.1 riguarda misure a favore delle aree colpite da calamità, a cui sono destinati 1,2 miliardi di euro per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e per la riduzione del rischio residuo, con interventi selezionati sulla base di piani di investimento elaborati a livello locale e successivamente approvati dal Dipartimento della Protezione Civile entro la fine del 2021.

La Regione Piemonte ha proposto 22 “macro-interventi” attingendo dai quadri dei fabbisogni relativi agli eventi alluvionali nei quali i Settori tecnici territoriali hanno individuato la massima priorità. Gli interventi selezionati si riferiscono nello specifico ai seguenti eventi alluvionali:
   • eventi meteorologici del 19-22 ottobre 2019 – DCM del 14 novembre 2019 e eventi meteorologici del 21-25 novembre 2019 – DCM del 2 dicembre 2019;
   • eventi meteorologici del 2-3 ottobre 2020 – DCM del 22 ottobre 2020.

I macro-interventi relativi ad entrambi gli eventi alluvionali sono stati concepiti per comprendere:

a) interventi volti al ripristino della funzionalità delle infrastrutture e degli impianti delle condutture idriche e fognarie, delle comunicazioni, dei trasporti nell'ottica della riduzione del consumo di suolo e nel rispetto della sostenibilità ambientale;

b) interventi di contrasto dei cambiamenti climatici lungo le aste dei corsi d’acqua principali e loro affluenti, di mitigazione dei rischi di allagamento, di effetti della dinamica fluvio-torrentizia e dell'erosione dei suoli.

I macro-interventi della categoria a) riguardano le frane che hanno coinvolto la viabilità e le fognature e sono stati ripartiti su aree territoriali provinciali, mentre quelli della categoria b),  che riguardano invece le opere lungo i corsi d’acqua, sono stati ripartiti su bacini idrografici.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha approvato l’elenco dettagliato dei nuovi progetti del Piemonte per un importo complessivo pari a € 59.308.773,06.

Nel corso del 2025 la Regione Piemonte ha curato:

  • il servizio di assistenza a favore dei Soggetti Attuatori (Comuni, Province e AIPo) per la compilazione delle check-list e DSAN (v. Modulistica), atte a verificare per ogni fase di avanzamento del progetto diversi aspetti legati alla regolarità della spesa, all'assenza di doppi finanziamenti, all'assenza del conflitto di interessi, alla titolarità effettiva, alla parità di genere, ai target e milestone del progetto e al rispetto del principio del DNSH (Do No Significant Harm), ovvero del “non arrecare un danno significativo” all’ambiente;
     
  • l'approvazione delle modalità di rendicontazione e la redazione di indicazioni operative per il rispetto del principio del DNSH diffuso capillarmente a tutti i soggetti attuatori e ai professionisti incaricati per la redazione dei progetti. 

In materia DNSH, i temi attenzionati sono: la valutazione del rischio alluvioni attraverso le pianificazioni territoriali esistenti; il rispetto del principio dell'economia circolare con l'applicazione delle 5 R "ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare, rigenerare" i materiali presenti in cantiere;  la protezione e il ripristino della biodiversità attraverso lo studio biologico e naturalistico dell'impatto delle opere sulle specie protette ove presenti. Per gli interventi che prevedono scavi, è stato affrontato il tema delle terre e rocce da scavo con la loro caratterizzazione e il possibile riutilizzo per il cantiere medesimo o per altri cantieri. Ai progettisti è stato richiesto di prestare particolare attenzione alla cantierizzazione dell'opera limitando l'utilizzo di acqua e pensando al suo riutilizzo nelle lavorazioni di cantiere e ai mezzi d'opera. Inoltre, i progetti di maggior impatto economico situati lungo i corsi d'acqua sono stati soggetti a verifica di assoggettabilità di VIA, al fine di indagare eventuali effetti negativi sull'ecosistema. È stato anche verificato che i progetti non ricadessero in aree di particolare pregio naturalistico/ambientale (Natura 2000, Parchi, Iba, aree Sic e ZSC).

Nel mese di novembre 2025 la Regione ha concluso  l’attività di formazione presso la sede regionale di Torino mentre è tuttora in corso l’attività di supporto diretto in loco a favore delle Amministrazioni che presentano maggiori criticità operative.

Al 31/03/2026 oltre il 90% degli interventi risulta concluso e i Soggetti attuatori sono attualmente impegnati nel caricamento sulla piattaforma ReGiS della documentazione necessaria ai fini della rendicontazione di Milestone e Target.

La Regione, in qualità di Amministrazione Attuatrice, sta effettuando i controlli formali sul 100% degli interventi e i controlli sostanziali a campione. Contestualmente, sta procedendo alla compilazione delle relative checklist, alla redazione del Report M&T e alla predisposizione dell'intero fascicolo documentale, che sarà trasmesso al Dipartimento della Protezione Civile per la verifica e la rendicontazione del Target.

Le criticità maggiori connesse all’esecuzione degli interventi riguardano l’applicazione in cantiere del principio del DNSH e la stesura delle relazioni conclusive sul rispetto del principio.

Anno
2026

Legge Regionale 23/2023 - Disposizioni per la conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio geologico

Anno
2026

Nell’ottobre 2023 è stata promulgata la L.R. 06/10/2023 n. 23 - Disposizioni per la conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio geologico, una legge che, sulla falsa riga di analoghi dispositivi vigenti in altre regioni, intende riordinare la materia creando un unico catasto dei geositi regionali, sulla base di un'attenta analisi tecnica.

Il Piemonte non risultava infatti dotato di un catasto unico ed anche quello nazionale, riportato nel geoportale di ISPRA, necessitava di una revisione.

La LR 23/2023 ha inoltre abrogato la legge regionale sui massi erratici e prevede azioni a favore della valorizzazione dei geositi, di una migliore divulgazione scientifica e della promozione del territorio. La legge prevede, infine, delle risorse per i geoparchi piemontesi, consentendo attività di promozione e valorizzazione degli stessi in linea con le raccomandazioni dell’UNESCO.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Turismo/Cultura

Sviluppo Progetto Resil-Av - Programma Interreg Francia-Italia 2021-2027 ALCOTRA

Nell’ambito dell’obiettivo 2.IV “Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe e la resilienza” la Regione partecipa, tramite il Settore Geologico e con un budget di € 192.750,00, al progetto Resil-Av (Resilienza Valanghe) che prevede un budget complessivo di € 1.878.720,12 (cofinanziato per l’80 % dal FESR).

Il progetto è finalizzato alla definizione di un approccio comune nella gestione del rischio valanghe lungo la viabilità montana, una sfida che accomuna i territori di confine italo-francesi in un contesto climatico in rapida evoluzione. L'iniziativa promuove una stretta cooperazione transfrontaliera attraverso lo scambio di procedure, dati nivo-meteorologici e strumenti software; nuovi sistemi di supporto alle decisioni saranno integrati con i più recenti risultati della ricerca scientifica, sviluppata con l'implementazione di algoritmi di Intelligenza Artificiale.

L’obiettivo finale è rafforzare la resilienza delle comunità locali, affinando la capacità di previsione del pericolo valanghe e ottimizzando le procedure operative di Protezione Civile per una gestione tempestiva ed efficace delle emergenze sulla viabilità di montagna.

E’ prevista, col supporto tecnico di ARPA Piemonte, la realizzazione di una piattaforma informatica a sostegno dell’attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV) del Piemonte e della Valle d’Aosta e lo sviluppo di azioni per il miglioramento dell’operatività delle CLV, attraverso l’organizzazione di un corso di formazione e di due esercitazioni transfrontaliere sulle problematiche di protezione civile per la gestione delle emergenze per rischio valanghivo.

Il progetto ha avuto ufficialmente inizio il 1°settembre 2025 e si concluderà il 31 agosto 2028.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nell’ambito dell’obiettivo 2.IV “Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi di catastrofe e la resilienza” la Regione partecipa, tramite il Settore Geologico e con un budget di € 192.750,00, al progetto Resil-Av (Resilienza Valanghe) che prevede un budget complessivo di € 1.878.720,12 (cofinanziato per l’80 % dal FESR).

Il progetto è finalizzato alla definizione di un approccio comune nella gestione del rischio valanghe lungo la viabilità montana, una sfida che accomuna i territori di confine italo-francesi in un contesto climatico in rapida evoluzione. L'iniziativa promuove una stretta cooperazione transfrontaliera attraverso lo scambio di procedure, dati nivo-meteorologici e strumenti software; nuovi sistemi di supporto alle decisioni saranno integrati con i più recenti risultati della ricerca scientifica, sviluppata con l'implementazione di algoritmi di Intelligenza Artificiale.

L’obiettivo finale è rafforzare la resilienza delle comunità locali, affinando la capacità di previsione del pericolo valanghe e ottimizzando le procedure operative di Protezione Civile per una gestione tempestiva ed efficace delle emergenze sulla viabilità di montagna.

E’ prevista, col supporto tecnico di ARPA Piemonte, la realizzazione di una piattaforma informatica a sostegno dell’attività delle Commissioni Locali Valanghe (CLV) del Piemonte e della Valle d’Aosta e lo sviluppo di azioni per il miglioramento dell’operatività delle CLV, attraverso l’organizzazione di un corso di formazione e di due esercitazioni transfrontaliere sulle problematiche di protezione civile per la gestione delle emergenze per rischio valanghivo.

Il progetto ha avuto ufficialmente inizio il 1°settembre 2025 e si concluderà il 31 agosto 2028.

Anno
2026

Sviluppo Progetto GeoNet - Programma Interreg Italia - Svizzera 2021-2027

Il progetto GeoNet è un progetto di cooperazione transfrontaliera che mira a creare una rete geoturistica integrata e sostenibile tra Italia e Svizzera, valorizzando geositi, miniere storiche e itinerari alpini per generare conoscenza, tutela del geopatrimonio e nuove opportunità di sviluppo locale. In una vasta area che include i parchi Veglia Devero, Binntall, Valgrande, si è cercato di creare una iniziativa condivisa per sostenere una rete turistica che includa aspetti essenziali e condivisi dei terirtori interessati.

Nel 2025 il progetto ha costruito le basi scientifiche, metodologiche e operative per lo sviluppo dell’offerta geoturistica transfrontaliera Sesia–Ossola–Binntal. L’anno è stato dedicato soprattutto alla produzione dei contenuti, alla progettazione degli interventi e al coordinamento tra partner italiani e svizzeri.

WP1 – Costruzione dell’offerta geoturistica comune

Il WP1 ha posto le basi conoscitive, metodologiche e operative dell’intero progetto. I partner hanno avviato la produzione dei principali contenuti scientifici e divulgativi a supporto dell’offerta geoturistica: sono state impostate le risorse per la divulgazione del geopatrimonio, avviate le attività preparatorie per l’inventario transfrontaliero dei geositi e per i rilievi geologici di dettaglio, già in corso in area Veglia–Devero, e avviati i lavori sulle collezioni mineralogiche e sui contenuti tematici legati alla storia mineraria. Parallelamente, è stato definito un metodo condiviso di lavoro tra partner e consulenti per la produzione dei prodotti multimediali e delle esperienze geoturistiche accessibili, che entreranno nella fase di piena realizzazione nel secondo anno. Un risultato rilevante del primo anno è inoltre l’emersione, attraverso il confronto transfrontaliero, delle criticità e delle potenzialità legate all’ipotesi di estensione del Geoparco UNESCO in Svizzera: il progetto ha consentito di anticipare il tema, riorientando il lavoro verso il rafforzamento dell’offerta geoturistica concreta e verso azioni di sensibilizzazione istituzionale di medio-lungo periodo, pienamente coerenti con gli obiettivi strategici del progetto.

WP2 – Valorizzazione del patrimonio costituito dai siti minerari dismessi

Il WP2, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio minerario aurifero, ha prodotto risultati particolarmente concreti sul piano degli interventi fisici e progettuali. EGAPOSSOLA ha completato gli interventi principali presso la Miniera del Taglione, raggiungendo anticipatamente l’obiettivo di piena fruibilità e accessibilità del sito, con una spesa inferiore al previsto e la possibilità di ulteriori miglioramenti funzionali entro fine progetto. Sempre in capo a EGAPOSSOLA è stato avviato il percorso di progettazione del Centro Visite di Antrona, ritenuto prioritario rispetto a Crodo. In Valsesia, UMV ha avviato la progettazione degli interventi di accessibilità alla Miniera della Gula, con un cronoprogramma chiaro che prevede la realizzazione dei lavori nel 2026, e ha impostato le azioni preliminari per il sito di Kreas. È inoltre iniziata la riflessione strutturata sulla creazione del primo “Distretto turistico minerario transfrontaliero dell’oro”, capitalizzando l’esperienza del progetto Mineralp e ponendo le basi per una gestione coordinata dei siti auriferi italiani e svizzeri.

WP3 – Valorizzazione dei geositi e dei Geotour emblematici

Il WP3 ha visto l’avvio delle attività progettuali e di coordinamento transfrontaliero. Il Parco Nazionale Val Grande ha affidato gli incarichi per la progettazione degli interventi di sistemazione dei geositi, mentre Landschaftspark Binntal, in collaborazione con EGAPOSSOLA, ha avviato l’individuazione dei Geotour emblematici, identificando un itinerario transfrontaliero prioritario tra Sempione, Binntal, Veglia e Devero. È emersa una scelta strategica condivisa verso la valorizzazione digitale dei contenuti lungo gli itinerari, più sostenibile ed efficace rispetto alla pannellistica tradizionale in ambiente alpino. 

WP4 – Comunicazione, formazione e sensibilizzazione

Il WP4 ha garantito una forte visibilità al progetto già nel primo anno. Sono stati realizzati numerosi eventi pubblici e di networking, sia organizzati direttamente da GeoNet sia attraverso la partecipazione dei partner a iniziative di terzi, coinvolgendo tecnici, istituzioni, cittadini, scuole e pubblico generalista. Le attività educative hanno visto un avvio significativo sul versante svizzero con Simplon Trekking e una strutturazione avanzata dell’offerta didattica in Italia, pronta per essere attuata nel 2026.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il progetto GeoNet è un progetto di cooperazione transfrontaliera che mira a creare una rete geoturistica integrata e sostenibile tra Italia e Svizzera, valorizzando geositi, miniere storiche e itinerari alpini per generare conoscenza, tutela del geopatrimonio e nuove opportunità di sviluppo locale. In una vasta area che include i parchi Veglia Devero, Binntall, Valgrande, si è cercato di creare una iniziativa condivisa per sostenere una rete turistica che includa aspetti essenziali e condivisi dei terirtori interessati.

Nel 2025 il progetto ha costruito le basi scientifiche, metodologiche e operative per lo sviluppo dell’offerta geoturistica transfrontaliera Sesia–Ossola–Binntal. L’anno è stato dedicato soprattutto alla produzione dei contenuti, alla progettazione degli interventi e al coordinamento tra partner italiani e svizzeri.

WP1 – Costruzione dell’offerta geoturistica comune

Il WP1 ha posto le basi conoscitive, metodologiche e operative dell’intero progetto. I partner hanno avviato la produzione dei principali contenuti scientifici e divulgativi a supporto dell’offerta geoturistica: sono state impostate le risorse per la divulgazione del geopatrimonio, avviate le attività preparatorie per l’inventario transfrontaliero dei geositi e per i rilievi geologici di dettaglio, già in corso in area Veglia–Devero, e avviati i lavori sulle collezioni mineralogiche e sui contenuti tematici legati alla storia mineraria. Parallelamente, è stato definito un metodo condiviso di lavoro tra partner e consulenti per la produzione dei prodotti multimediali e delle esperienze geoturistiche accessibili, che entreranno nella fase di piena realizzazione nel secondo anno. Un risultato rilevante del primo anno è inoltre l’emersione, attraverso il confronto transfrontaliero, delle criticità e delle potenzialità legate all’ipotesi di estensione del Geoparco UNESCO in Svizzera: il progetto ha consentito di anticipare il tema, riorientando il lavoro verso il rafforzamento dell’offerta geoturistica concreta e verso azioni di sensibilizzazione istituzionale di medio-lungo periodo, pienamente coerenti con gli obiettivi strategici del progetto.

WP2 – Valorizzazione del patrimonio costituito dai siti minerari dismessi

Il WP2, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio minerario aurifero, ha prodotto risultati particolarmente concreti sul piano degli interventi fisici e progettuali. EGAPOSSOLA ha completato gli interventi principali presso la Miniera del Taglione, raggiungendo anticipatamente l’obiettivo di piena fruibilità e accessibilità del sito, con una spesa inferiore al previsto e la possibilità di ulteriori miglioramenti funzionali entro fine progetto. Sempre in capo a EGAPOSSOLA è stato avviato il percorso di progettazione del Centro Visite di Antrona, ritenuto prioritario rispetto a Crodo. In Valsesia, UMV ha avviato la progettazione degli interventi di accessibilità alla Miniera della Gula, con un cronoprogramma chiaro che prevede la realizzazione dei lavori nel 2026, e ha impostato le azioni preliminari per il sito di Kreas. È inoltre iniziata la riflessione strutturata sulla creazione del primo “Distretto turistico minerario transfrontaliero dell’oro”, capitalizzando l’esperienza del progetto Mineralp e ponendo le basi per una gestione coordinata dei siti auriferi italiani e svizzeri.

WP3 – Valorizzazione dei geositi e dei Geotour emblematici

Il WP3 ha visto l’avvio delle attività progettuali e di coordinamento transfrontaliero. Il Parco Nazionale Val Grande ha affidato gli incarichi per la progettazione degli interventi di sistemazione dei geositi, mentre Landschaftspark Binntal, in collaborazione con EGAPOSSOLA, ha avviato l’individuazione dei Geotour emblematici, identificando un itinerario transfrontaliero prioritario tra Sempione, Binntal, Veglia e Devero. È emersa una scelta strategica condivisa verso la valorizzazione digitale dei contenuti lungo gli itinerari, più sostenibile ed efficace rispetto alla pannellistica tradizionale in ambiente alpino. 

WP4 – Comunicazione, formazione e sensibilizzazione

Il WP4 ha garantito una forte visibilità al progetto già nel primo anno. Sono stati realizzati numerosi eventi pubblici e di networking, sia organizzati direttamente da GeoNet sia attraverso la partecipazione dei partner a iniziative di terzi, coinvolgendo tecnici, istituzioni, cittadini, scuole e pubblico generalista. Le attività educative hanno visto un avvio significativo sul versante svizzero con Simplon Trekking e una strutturazione avanzata dell’offerta didattica in Italia, pronta per essere attuata nel 2026.

Anno
2026

Variante normativa articoli 1 e 18 delle Norme di Attuazione PAI

Nella Conferenza Istituzionale Permanente (CIP) dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po del 21/09/2023 era stata approvata la deliberazione n. 7/2023 con la quale era stata adottata la Variante al PAI relativa alle modifiche degli art. 1 e 18 delle norme di attuazione, al fine di adeguare le procedure di aggiornamento degli Elaborati del PAI alle disposizioni di cui al D.Lgs n. 152/2006 art. 68 commi 4bis e 4ter introdotte dalla legge n. 120/2020.

Tale variante è stata approvata con DPCM del 10 marzo 2025, che è stato pubblicato su GURI il 16 aprile 2025.

Le modifiche più rilevanti riguardano il comma 5 dell’art. 1 e i commi 5, 6 e 7 dell’art. 18, di seguito riportati:

Art. 1

5. Allorché il Piano riguardante l’assetto della rete idrografica e dei versanti detta disposizioni di indirizzo o vincolanti per le aree interessate dal primo e dal secondo Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, le previsioni integrano le discipline previste per detti piani, essendo destinate a prevalere nel caso che esse siano fra loro incompatibili. Dall’entrata in vigore degli aggiornamenti delle Fasce fluviali del PAI Po, in adeguamento al nuovo quadro conoscitivo derivante da studi e approfondimenti e da quello rappresentato nelle mappe del PGRA vigente, nelle aree allagabili che ricadono all’interno delle fasce fluviali così aggiornate, cessano di avere efficacia le disposizioni regionali, adottate ai sensi del successivo articolo 58. Alle fasce fluviali aggiornate si applicano le disposizioni del Titoli II delle presenti Norme di Attuazione.

Art. 18

5. Coerentemente alle procedure urbanistiche vigenti in ogni Regione il Comune trasmette alla Regione la proposta di aggiornamento degli Elaborati del PAI corredata dalla relativa verifica di compatibilità di cui al comma 3, nonché la documentazione comprovante le risultanze della fase di partecipazione, ed eventuali atti deliberativi. La Regione procede a trasmettere tutta la suddetta documentazione alla Segreteria tecnico operativa dell’Autorità di bacino distrettuale, la quale procede, di concerto con la stessa Regione, ad una verifica istruttoria circa la completezza e congruenza della documentazione trasmessa rispetto agli Elaborati di Piano, predisposta secondo i contenuti previsti dalla Direttiva di cui al comma 3.

6. Il Segretario Generale, a seguito della procedura di cui al comma precedente e sulla base della documentazione e della verifica istruttoria ivi prevista, sulla scorta del parere favorevole della Conferenza Operativa e dell’intesa espressa dalla Regione ai sensi del comma 4bis dell’art. 68 del D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. approva con proprio Decreto l’aggiornamento dell’Elaborato n. 2 del PAI, ai sensi del medesimo comma 4bis dell’art. 68 del D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.

7. L’aggiornamento dell’Elaborato n. 2 del PAI approvato ai sensi del comma precedente produce i suoi effetti a seguito dell’entrata in vigore del Decreto di approvazione del Segretario Generale.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nella Conferenza Istituzionale Permanente (CIP) dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po del 21/09/2023 era stata approvata la deliberazione n. 7/2023 con la quale era stata adottata la Variante al PAI relativa alle modifiche degli art. 1 e 18 delle norme di attuazione, al fine di adeguare le procedure di aggiornamento degli Elaborati del PAI alle disposizioni di cui al D.Lgs n. 152/2006 art. 68 commi 4bis e 4ter introdotte dalla legge n. 120/2020.

Tale variante è stata approvata con DPCM del 10 marzo 2025, che è stato pubblicato su GURI il 16 aprile 2025.

Le modifiche più rilevanti riguardano il comma 5 dell’art. 1 e i commi 5, 6 e 7 dell’art. 18, di seguito riportati:

Art. 1

5. Allorché il Piano riguardante l’assetto della rete idrografica e dei versanti detta disposizioni di indirizzo o vincolanti per le aree interessate dal primo e dal secondo Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, le previsioni integrano le discipline previste per detti piani, essendo destinate a prevalere nel caso che esse siano fra loro incompatibili. Dall’entrata in vigore degli aggiornamenti delle Fasce fluviali del PAI Po, in adeguamento al nuovo quadro conoscitivo derivante da studi e approfondimenti e da quello rappresentato nelle mappe del PGRA vigente, nelle aree allagabili che ricadono all’interno delle fasce fluviali così aggiornate, cessano di avere efficacia le disposizioni regionali, adottate ai sensi del successivo articolo 58. Alle fasce fluviali aggiornate si applicano le disposizioni del Titoli II delle presenti Norme di Attuazione.

Art. 18

5. Coerentemente alle procedure urbanistiche vigenti in ogni Regione il Comune trasmette alla Regione la proposta di aggiornamento degli Elaborati del PAI corredata dalla relativa verifica di compatibilità di cui al comma 3, nonché la documentazione comprovante le risultanze della fase di partecipazione, ed eventuali atti deliberativi. La Regione procede a trasmettere tutta la suddetta documentazione alla Segreteria tecnico operativa dell’Autorità di bacino distrettuale, la quale procede, di concerto con la stessa Regione, ad una verifica istruttoria circa la completezza e congruenza della documentazione trasmessa rispetto agli Elaborati di Piano, predisposta secondo i contenuti previsti dalla Direttiva di cui al comma 3.

6. Il Segretario Generale, a seguito della procedura di cui al comma precedente e sulla base della documentazione e della verifica istruttoria ivi prevista, sulla scorta del parere favorevole della Conferenza Operativa e dell’intesa espressa dalla Regione ai sensi del comma 4bis dell’art. 68 del D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. approva con proprio Decreto l’aggiornamento dell’Elaborato n. 2 del PAI, ai sensi del medesimo comma 4bis dell’art. 68 del D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.

7. L’aggiornamento dell’Elaborato n. 2 del PAI approvato ai sensi del comma precedente produce i suoi effetti a seguito dell’entrata in vigore del Decreto di approvazione del Segretario Generale.

Anno
2026

Aggiornamento Piattaforma FloodCat

Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (DPCN) ha messo a disposizione delle Autorità competenti (Regioni, Province Autonome e Autorità di distretto) la piattaforma informatica ad accesso riservato FloodCat (Flood Catalogue), sviluppata con il supporto di ISPRA e del CIMA (Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale) nel più ampio contesto dell’implementazione della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE (Floods Directive), con lo scopo di fornire una rappresentazione unitaria ed omogenea degli eventi alluvionali che si verificano sul territorio nazionale e delle conseguenze avverse ad essi associate.

La piattaforma consente di inserire, validare, visualizzare e analizzare una serie di informazioni relative alla collocazione spaziale e temporale degli eventi alluvionali del passato, nonché alle conseguenze avverse ad essi associati ed è conforme con i “floods reporting schemes” previsti per la redazione della “Valutazione Preliminare del Rischio” ai sensi dell’art. 4 della Direttiva Alluvioni.

Al fine di garantire l’acquisizione di dati utili a valutare i principali meccanismi dell’esondazione e l’impatto sul territorio, determinanti per la ricostruzione delle aree allagate e per la validazione dei modelli idraulici, le Regioni devono avviare, compatibilmente con le attività di emergenza, il rilevamento degli effetti al suolo dell’evento alluvionale.

Sul FloodCat devono essere caricati tutti gli eventi che, ai fini dell’attività di protezione civile, sono classificati di tipo C (livello nazionale), di tipo B (livello provinciale e regionale), di tipo A (livello comunale), tutti gli altri eventi certificati e comunque tutti gli eventi che hanno comportato almeno una vittima.

FloodCat si basa su tre oggetti principali: Evento, Fenomeno e Danno (fig.1).

  • Evento: è caratterizzato dall’avere un’unica origine (ad es. fluviale, pluviale, marina) e dall’aver interessato una specifica Unità di Gestione, che per il Piemonte è ITN008. Ciascun Evento è descritto mediante uno o più Fenomeni.
     
  • Fenomeno: è contraddistinto da un’unica caratteristica (ad es. flash flood, colata detritica, piena da fusione nivale) e più meccanismi (ad es. superamento della capacità di contenimento in alveo, superamento della capacità di contenimento delle opere di difesa). A ciascun meccanismo si possono associare uno o più Danni.
     
  • Danno: rappresenta la descrizione dell’impatto sugli elementi esposti, classificati mediante una o più categorie (ad es. edifici civili, impianti industriali) e relative sottocategorie (case monofamiliari, impianti IPPC). Ad ogni Danno, georiferito, deve essere associata una descrizione, il valore in euro, la classe relativa all’impatto (da non significativo a molto alto), la categoria e la sottocategoria (ad es. per i danni alle abitazioni private, la categoria è “Edifici e beni privati” e la sottocategoria è “Edifici pubblici/privati ad uso abitativo (residenziale, ad es.centri abitati, condomini, case monofamiliari, edilizia popolare, garage, scantinati).
Figura 1. Gli oggetti di FloodCat: Evento, Fenomeno e Danno

Il reporting verso l’Unione Europea viene effettuato ogni 6 anni.

In Regione Piemonte, la raccolta dei dati relativi ai danni ai privati, alle infrastrutture e alle attività produttive è curata da tre diversi Direzioni regionali (Opere Pubbliche, Agricoltura e Competitività) mediante l’utilizzo delle piattaforme EmeTer e NEMBO.

Nel corso del 2025 sono proseguite le analisi dei dati relativi all’evento del 29-30 giugno 2024 che ha interessato alcuni comuni della Città Metropolitana di Torino, della provincia di Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola e all’evento del 4 e 5 settembre che ha colpito principalmente i territori della Val Pellice, Val Chisone, Val di Susa, Valli di Lanzo e Valle Orco. 

Nell’anno 2025 il Dipartimento della Protezione Civile ha comunicato ed illustrato a tutte le Regioni la nuova versione dell'applicativo FloodCat; l’introduzione dell’obbligo di individuare le perimetrazioni dei Fenomeni da restituire su FloodCat in formato shape ha richiesto la programmazione di incontri specifici sul tema ai quali hanno partecipato le Regioni, ISPRA e l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po; tali perimetrazioni rappresentano un ulteriore supporto per la valutazione preliminare del rischio di alluvione e per la definizione delle aree a potenziale rischio significativo (APRSF).

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (DPCN) ha messo a disposizione delle Autorità competenti (Regioni, Province Autonome e Autorità di distretto) la piattaforma informatica ad accesso riservato FloodCat (Flood Catalogue), sviluppata con il supporto di ISPRA e del CIMA (Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale) nel più ampio contesto dell’implementazione della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE (Floods Directive), con lo scopo di fornire una rappresentazione unitaria ed omogenea degli eventi alluvionali che si verificano sul territorio nazionale e delle conseguenze avverse ad essi associate.

La piattaforma consente di inserire, validare, visualizzare e analizzare una serie di informazioni relative alla collocazione spaziale e temporale degli eventi alluvionali del passato, nonché alle conseguenze avverse ad essi associati ed è conforme con i “floods reporting schemes” previsti per la redazione della “Valutazione Preliminare del Rischio” ai sensi dell’art. 4 della Direttiva Alluvioni.

Al fine di garantire l’acquisizione di dati utili a valutare i principali meccanismi dell’esondazione e l’impatto sul territorio, determinanti per la ricostruzione delle aree allagate e per la validazione dei modelli idraulici, le Regioni devono avviare, compatibilmente con le attività di emergenza, il rilevamento degli effetti al suolo dell’evento alluvionale.

Sul FloodCat devono essere caricati tutti gli eventi che, ai fini dell’attività di protezione civile, sono classificati di tipo C (livello nazionale), di tipo B (livello provinciale e regionale), di tipo A (livello comunale), tutti gli altri eventi certificati e comunque tutti gli eventi che hanno comportato almeno una vittima.

FloodCat si basa su tre oggetti principali: Evento, Fenomeno e Danno (fig.1).

  • Evento: è caratterizzato dall’avere un’unica origine (ad es. fluviale, pluviale, marina) e dall’aver interessato una specifica Unità di Gestione, che per il Piemonte è ITN008. Ciascun Evento è descritto mediante uno o più Fenomeni.
     
  • Fenomeno: è contraddistinto da un’unica caratteristica (ad es. flash flood, colata detritica, piena da fusione nivale) e più meccanismi (ad es. superamento della capacità di contenimento in alveo, superamento della capacità di contenimento delle opere di difesa). A ciascun meccanismo si possono associare uno o più Danni.
     
  • Danno: rappresenta la descrizione dell’impatto sugli elementi esposti, classificati mediante una o più categorie (ad es. edifici civili, impianti industriali) e relative sottocategorie (case monofamiliari, impianti IPPC). Ad ogni Danno, georiferito, deve essere associata una descrizione, il valore in euro, la classe relativa all’impatto (da non significativo a molto alto), la categoria e la sottocategoria (ad es. per i danni alle abitazioni private, la categoria è “Edifici e beni privati” e la sottocategoria è “Edifici pubblici/privati ad uso abitativo (residenziale, ad es.centri abitati, condomini, case monofamiliari, edilizia popolare, garage, scantinati).
Figura 1. Gli oggetti di FloodCat: Evento, Fenomeno e Danno

Il reporting verso l’Unione Europea viene effettuato ogni 6 anni.

In Regione Piemonte, la raccolta dei dati relativi ai danni ai privati, alle infrastrutture e alle attività produttive è curata da tre diversi Direzioni regionali (Opere Pubbliche, Agricoltura e Competitività) mediante l’utilizzo delle piattaforme EmeTer e NEMBO.

Nel corso del 2025 sono proseguite le analisi dei dati relativi all’evento del 29-30 giugno 2024 che ha interessato alcuni comuni della Città Metropolitana di Torino, della provincia di Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola e all’evento del 4 e 5 settembre che ha colpito principalmente i territori della Val Pellice, Val Chisone, Val di Susa, Valli di Lanzo e Valle Orco. 

Nell’anno 2025 il Dipartimento della Protezione Civile ha comunicato ed illustrato a tutte le Regioni la nuova versione dell'applicativo FloodCat; l’introduzione dell’obbligo di individuare le perimetrazioni dei Fenomeni da restituire su FloodCat in formato shape ha richiesto la programmazione di incontri specifici sul tema ai quali hanno partecipato le Regioni, ISPRA e l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po; tali perimetrazioni rappresentano un ulteriore supporto per la valutazione preliminare del rischio di alluvione e per la definizione delle aree a potenziale rischio significativo (APRSF).

Anno
2026

Rilocalizzazione degli immobili in aree a rischio

Nell’ambito della programmazione delle opere di mitigazione del rischio, la rilocalizzazione preventiva degli immobili ad uso abitativo ricadenti in aree a rischio idrogeologico risulta la misura più idonea, in un’ottica costi-benefici, e rappresenta, laddove possibile, uno strumento strategico non soltanto di mitigazione degli impatti ambientali, ma anche di prevenzione del consumo di suolo e di rafforzamento della resilienza territoriale agli effetti del cambiamento climatico. 

Nel corso del 2025, sono stati concessi contributi ai comuni di Borgofranco d’Ivrea e Pray per le rilocalizzazioni e a San Giorio per la demolizione, per un importo complessivo di165.000€.

Sulla base di alcune interviste condotte nel corso dell’anno 2025 nell’ambito del Progetto “Planned relocatIon as adapTation in a cHAnging ClimAte" (ITHACA) [IT: rilocalizzazione pianificata come adattamento in un clima che cambia], con la collaborazione di alcune ricercatrici, nonché sulla base delle esperienze maturate negli ultimi anni, alla fine dell’anno 2025 è stata redatta la bozza di una nuova DGR.

La nuova DGR sul tema delle rilocalizzazioni è la n. 8-2172 del 26 gennaio 2026, recante “Decreto legislativo n. 152/2006, articolo 67, comma 6. Direttiva 2007/60/CE. Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del distretto del fiume Po (PAI-PO). Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA). Approvazione dei criteri regionali per la rilocalizzazione preventiva degli immobili privati ad uso residenziale ubicati in aree a rischio idraulico e idrogeologico. Revoca della DGR n.31-6223 del 22 dicembre 2017 e della DGR n. 9-4034 del 5 novembre 2021”.

In questa disposizione sono contenuti i nuovi criteri regionali per la rilocalizzazione preventiva degli immobili privati ubicati in aree a rischio idraulico e idrogeologico, che hanno perlopiù colmato le criticità emerse sia sotto il profilo procedurale che contenutistico.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nell’ambito della programmazione delle opere di mitigazione del rischio, la rilocalizzazione preventiva degli immobili ad uso abitativo ricadenti in aree a rischio idrogeologico risulta la misura più idonea, in un’ottica costi-benefici, e rappresenta, laddove possibile, uno strumento strategico non soltanto di mitigazione degli impatti ambientali, ma anche di prevenzione del consumo di suolo e di rafforzamento della resilienza territoriale agli effetti del cambiamento climatico. 

Nel corso del 2025, sono stati concessi contributi ai comuni di Borgofranco d’Ivrea e Pray per le rilocalizzazioni e a San Giorio per la demolizione, per un importo complessivo di165.000€.

Sulla base di alcune interviste condotte nel corso dell’anno 2025 nell’ambito del Progetto “Planned relocatIon as adapTation in a cHAnging ClimAte" (ITHACA) [IT: rilocalizzazione pianificata come adattamento in un clima che cambia], con la collaborazione di alcune ricercatrici, nonché sulla base delle esperienze maturate negli ultimi anni, alla fine dell’anno 2025 è stata redatta la bozza di una nuova DGR.

La nuova DGR sul tema delle rilocalizzazioni è la n. 8-2172 del 26 gennaio 2026, recante “Decreto legislativo n. 152/2006, articolo 67, comma 6. Direttiva 2007/60/CE. Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del distretto del fiume Po (PAI-PO). Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA). Approvazione dei criteri regionali per la rilocalizzazione preventiva degli immobili privati ad uso residenziale ubicati in aree a rischio idraulico e idrogeologico. Revoca della DGR n.31-6223 del 22 dicembre 2017 e della DGR n. 9-4034 del 5 novembre 2021”.

In questa disposizione sono contenuti i nuovi criteri regionali per la rilocalizzazione preventiva degli immobili privati ubicati in aree a rischio idraulico e idrogeologico, che hanno perlopiù colmato le criticità emerse sia sotto il profilo procedurale che contenutistico.

Anno
2026