Clima

Clima e scenari di cambiamento climatico

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clima vari
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In questa sezione si trovano informazioni sull'andamento climatico del 2025 a livello globale, in Italia e in Piemonte, oltre agli scenari climatici applicati al Piemonte con proiezioni fino al 2100.
 

Anno
2026
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Eventi estremi

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immagine stilizzata di eventi estremi
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In Piemonte l’anno 2025 è stato il quinto anno più caldo dopo il 2022, il 2023, il 2015 e il 2024 nella distribuzione storica compresa tra il 1958 e il 2025. 

La temperatura media annuale è risultata pari a circa 10.8 °C, superiore di quasi 1 °C rispetto al periodo climatico di riferimento (il trentennio 1991-2020, avente una media climatica di circa 9.9°C).

La precipitazione cumulata è stata di 1113.8 mm, con un lieve surplus pluviometrico di 84.3 mm (pari all’8%) nei confronti della media climatica del trentennio 1991-2020, posizionandosi al 26° posto tra gli anni più piovosi valutati a partire dal 1958.
Per il terzo anno solare consecutivo non si è verificata neppure una nevicata di rilievo a Torino città e neanche su diversi settori della pianura piemontese.

Gli episodi di foehn annuali sono risultati 65, di poco inferiori ai 66 medi del periodo 2000-2020.
 

Arpa Piemonte ha seguito l’evolversi degli eventi meteorologici, avvenuti nel corso del 2025 attraverso il Centro Funzionale Regionale, che ha garantito l’attività di previsione e monitoraggio dei fenomeni ad essi associati, a supporto del sistema di Protezione Civile Regionale. 

Le catastrofi naturali dovute a condizioni meteorologiche avverse secondo l’WMO sono in costante aumento e trovano riscontro nei più rilevanti database dei disastri naturali.

Gli eventi meteorologici estremi che interessano il territorio italiano si verificano periodicamente, ad intervalli più o meno regolari, con intensità e durata differente. 

Da sempre, questi fenomeni modellano il territorio, modificano il paesaggio e determinano danni anche ingenti alle infrastrutture, colpendo componenti del nostro sistema socio-economico diventate sempre più essenziali. 

Questo comporta un incremento dei costi connessi agli eventi estremi a causa dell’aumentata vulnerabilità.

Gli eventi meteorologici estremi possono essere definiti con metriche diverse, connesse ad esempio alle energie in gioco, che identificano un fenomeno estremo nel suo complesso, in relazione a tutti gli altri eventi meteorologici. 

Un evento “estremo” è un evento raro, che si verifica quando un parametro meteorologico (come pioggia, temperatura o vento) raggiunge valori molto insoliti, osservati solo raramente (solitamente dal 5% all’1% di tutti i casi osservati).

In altri casi, come le alluvioni o la siccità, il problema non è un valore molto alto in un singolo momento, ma l’effetto cumulato nel tempo o la sovrapposizione simultanea di più effetti diversi o il superamento di una soglia che può causare danni a persone o ecosistemi.

Nel linguaggio comune un evento meteorologico viene considerato “estremo” quando determina impatti rilevanti sul territorio, sull’ambiente o sulla salute delle persone. 

In generale la relazione tra eventi meteorologici estremi e disastri naturali non è lineare perché intervengono altri valori quali la suscettibilità, la vulnerabilità, la capacità di far fronte all’evento e di mettere in atto azioni di contrasto che limitino i danni. 

Il miglioramento della capacità di misurare i parametri meteorologici anche durante gli eventi estremi, di conoscerli e, in parte, di prevederli, ha consentito di sviluppare negli ultimi anni sistemi di allertamento a breve termine e di preavviso a più lunga scadenza, che, se associati ad azioni di prevenzione e contrasto da adottare a scala locale, consentono una decisa mitigazione dei danni.

In Piemonte, ad esempio, l’implementazione di un sistema di allertamento per rischio idrogeologico codificato ha consentito la salvaguardia dell’incolumità delle persone nell’alluvione che ha colpito la regione nell’ottobre del 2000 rispetto a quella del 1994, a parità di precipitazione caduta e territorio coinvolto.

L’estate del 2003, la più calda in assoluto dell’ultimo secolo in quasi tutta Europa, seguite da quelle del 2022, 2017 e 2015, ha insegnato come una buona previsione delle condizioni di disagio, e un sistema sanitario e socioassistenziale preparato, possono limitare gli impatti sulla salute della popolazione più fragile. 

Gli episodi di siccità prolungata che ha vissuto l’intero Nord Italia negli anni 2001, 2003, 2006, 2022 e 2023 hanno determinato la consapevolezza sociale e politica, della necessità di gestire, preservare e valorizzare la risorsa idrica, limitata e non equamente distribuita nello spazio e nel tempo.

In ragione delle sue caratteristiche geografiche e climatiche il Piemonte è frequentemente colpito da eventi alluvionali

Dal 1800 al 2025 si sono verificati oltre 150 eventi, con una frequenza media di uno ogni 18 mesi.

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Rapporti di analisi climatica https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

Anno
2026
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Neve

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Icona nevicata
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Il servizio nivologico regionale, affidato ad Arpa Piemonte, garantisce fin dal 1983 la raccolta e l’elaborazione dei dati nivometeorologici sul territorio regionale al fine di fornire un quadro aggiornato sulle caratteristiche dell’innevamento nell’ambiente alpino del Piemonte, compresi l'analisi di eventi valanghivi significativi e bollettini di allerta.

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Rapporti di analisi climatica https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

Anno
2026
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Gruppo di Redazione

Stagione invernale 2024-2025

Anno
2026

La stagione 2024-2025 è stata ancora caratterizzata, a livello regionale, da un marcato deficit di precipitazioni nevose.

Per la valutazione dell’innevamento sull’arco alpino piemontese durante la stagione invernale si fa riferimento a 11 stazioni manuali, utilizzando come periodo storico di riferimento climatico il trentennio 1991−2020.

A partire da quest’anno, gli indicatori commentati nel presente paragrafo sono consultabili nella Banca dati indicatori ambientali. Nella tematica Neve e ghiacciai della piattaforma dedicata, si possono trovare informazioni aggiuntive sulla metodologia di raccolta dati e sulla rilevanza del database.

Stazioni manuali utilizzate per la valutazione dell’innevamento sull’arco alpino piemontese durante la stagione invernale; il periodo storico di riferimento climatico è il trentennio 1991−2020. Fonte Arpa Piemonte

Dall’analisi del SAI (indice di anomalia standardizzato) emerge che, per il Piemonte, la stagione 2024-2025 è stata caratterizzata da una eccezionale anomalia negativa di neve fresca. Il deficit, inferiore al 10° percentile, colloca questa stagione al 4° posto per carenza di neve fresca sul Piemonte a partire dal 1961. 

L’indice di anomalia esprime lo scostamento del parametro esaminato - le precipitazioni nevose - rispetto al valore medio del periodo di riferimento di 30 anni. Ricavando un indice SAI per ogni stazione, è possibile ottenere un valore significativo per l'intero territorio: essendo adimensionale, infatti, l'indice può essere mediato tra varie stazioni, a diverse quote e per località differenti. 

I valori prossimi allo 0 indicano condizioni vicine alla media del periodo 1991-2010. I valori compresi tra le linee continue (arancioni),  corrispondenti rispettivamente al 1° e al 3° quartile, rappresentano stagioni nella media. I valori inclusi tra le linee continue e quelle tratteggiate - ovvero tra il 10° e il 25° percentile in campo negativo e tra il 75° e il 90° percentile in campo positivo - rappresentano stagioni anomale, al di fuori della media. Infine, i valori inferiori al 10° percentile o superiori al 90° percentile, identificano stagioni eccezionali.

Indice di anomalia standardizzato della precipitazione nevosa in Piemonte (SAI - Standardized Anamaly Index) dal 1960 al 2024 basato sulla media del trentennio 1991−2020. La stagione 2024/25 presenta un deficit inferiore al 10° percentile (linea tratteggiata rossa), risultando la 4° stagione per carenza di neve fresca sul Piemonte a partire dal 1961. Fonte Arpa Piemonte

Dall’analisi della neve fresca stagionale, riportata nella figura seguente, si osserva che i valori negativi variano indicativamente tra il -20% e il -30% con picchi superiori al -60% alle quote più basse dei settori meridionali (Vinadio L. Riofreddo 1206 m). 

Nei settori occidentali, alle quote più elevate ( oltre i 2000 metri circa) il deficit risulta più contenuto e prossimo ai valori medi del periodo di riferimento, attestandosi intorno al -6% (Bardonecchia Lago Rochemolles 1975 metri e Ceresole Reale Lago Serrù 2296 metri). 

I maggiori deficit si registrano nei settori meridionali, dove i valori si aggirano intorno ai -35% alle quote più elevate e raggiungono quasi -65% nelle stazioni poste alle quote più basse. 

Neve fresca cumulata da novembre a maggio nella stagione 2024-2025 (in azzurro) a confronto con la
media trentennale 1991-2020 (in blu). Fonte Arpa Piemonte

Per quanto riguarda il numero di giorni nevosi, la maggior parte delle stazioni presenta valori pressoché nella media, compresi tra +10% e -10%.

Si evidenziano 2 stazioni con deficit particolarmente marcati: la stazione di Pontechianale Lago Castello (1589 metri), rappresentativa delle quote medie dei settori sud-occidentali, che presenta il deficit più elevato (-35.8%) e la stazione di Antrona Lago Camposecco (2320 metri), nei settori di confine settentrionali alle quote più elevate, con un deficit pari a -25.6%.

Giorni Nevosi (SD) da novembre a maggio nella stagione 2024-2025 (in azzurro) a confronto con la media trentennale 1991-2020 (in blu). Fonte Arpa Piemonte

Per quanto riguarda il numero di giorni con neve al suolo, emerge una netta differenza tra i diversi settori alpini regionali

Nei settori meridionali si rileva una carenza di giornate con neve al suolo rispetto alla media storica, variabile da circa -20% nella stazione di Entracque Lago Chiotas (2010 metri) a oltre il -50% alle quote più basse (Pontechianale Lago Castello, 1589 metri). In questi settori da novembre fino a metà gennaio, la presenza di neve al suolo è stata discontinua, a causa sia delle temperature elevate di episodi di pioggia su neve.

Alle quote medie e medio-basse (intorno ai 1500m) dei settori settentrionali e occidentali, il numero di giorni con neve al suolo è invece generalmente superiore alle medie storiche, con surplus più significativo a Ceresole Reale Capoluogo (1573 metri) e Usseglio Lago Malciaussia (1815 m). Qui, a differenza dei settori meridionali, la continuità del manto nevoso è stata maggiore anche durante i mesi pienamente invernali, senza episodi di completa fusione.

Nei restanti settori, i valori sono generalmente prossimi alla media storica, con scostamenti compresi tra circa +5% e -5%.

Giorni con neve al suolo (HSD) da novembre a maggio nella stagione 2024-2025 (in azzurro) a confronto con la media trentennale 1991-2020 (in blu). Fonte Arpa Piemonte

Per quanto riguarda la copertura di neve al suolo, l’inverno 2024-2025 è stato caratterizzato, nella prima parte della stagione da un innevamento sensibilmente inferiore alla media su tutto l’arco alpino piemontese. Con l’inizio della primavera meteorologica le precipitazioni nevose hanno progressivamente aumentato sia la frequenza sia gli apporti per evento, determinando un incremento dei quantitativi di neve al suolo che, tuttavia, si sono mantenuti prevalentemente al di sotto della media o prossimi ai valori minimi

Nonostante il significativo apporto nevoso primaverile in quota, le temperature elevate registrate già a partire dal mese di maggio e fino ai primi giorni di luglio, hanno accelerato in modo marcato la fusione completa del manto nevoso anche in quota.

Alcune stazioni in quota distribuite sull’arco alpino nelle quali si può osservare l’incremento della neve al suolo nella seconda metà della stagione . Fonte Arpa Piemonte
Approfondimenti e informazioni aggiuntive

Per maggiori dettagli e approfondimenti relativi alla stagione 2024-2025 consultare la pubblicazione del Rendiconto Nivometrico stagionale sul sito di Arpa https://www.arpa.piemonte.it/pubblicazione/rendiconto-nivometrico-stagione-invernale-20242025

Tema Neve sul sito di Arpa https://www.arpa.piemonte.it/temi/neve-ghiacciai/neve?pid=19

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Clima

Nebbia

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nebbia
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Nell'anno 2025 gli episodi di nebbia ordinaria (visibilità inferiore a 1 km) sono stati leggermente inferiori alla climatologia recente del periodo 2004-2024, con 113 giorni annuali e 120 attesi dalla norma climatica.  Soltanto 4 gli episodi di nebbia fitta (visibilità inferiore a 100 m), meno di un quinto dei 21 calcolati dalla media climatica. Il 2025 è l’anno con il minor numero di giorni di nebbia fitta da quando è stata installata la rete dei visibilimetri Arpa nel 2004. 

Giorni di nebbia ordinaria e fitta registrati in Piemonte nell’anno 2023
Giorni nebbia ordinaria (vis 1 km) Climatologia giorni nebbia ordinaria (vis 1 km) Giorni nebbia fitta (vis 100 m) Climatologia giorni nebbia fitta (vis 100 m)
Gennaio 19 19 0 5
Febbraio 18 16 3 4
Marzo 2 9 0 1
Aprile 2 5 0 0
Maggio 4 3 0 0
Giugno 0 1 0 0
Luglio 0 2 0 0
Agosto 0 1 0 0
Settembre 9 5 0 0
Ottobre 13 19 0 3
Novembre 19 19 0 4
Dicembre 27 21 1 4
Anno 113 120 4 21
Giorni di nebbia ordinaria e fitta registrati in Piemonte nell’anno 2025, comparati con le medie del periodo 2004-2024 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025, il mese più ricco di eventi nebbiosi è stato dicembre con 27 giorni di nebbia ordinaria e 1 solo episodio giornaliero di nebbia fitta.

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Rapporti di analisi climatica https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

Anno
2026
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Gruppo di Redazione

Andamento delle precipitazioni - anni 1958-2025

Anno
2026

Vengono presentati di seguito alcuni dei risultati più interessanti ottenuti sia utilizzando i dati rilevati dalle stazioni meteorologiche di Arpa Piemonte, sia le analisi oggettive del campo di precipitazioni ottenute applicando una tecnica di interpolazione statistica che consente di ricostruire dei campi su griglia regolare omogenei e confrontabili perché indipendenti dal numero di stazioni attive.

Il confronto tra la precipitazione media annua del periodo 1961–1990 e quella del periodo 1991–2020 evidenzia alcune differenze significative nella distribuzione spaziale delle piogge in Piemonte. Nel trentennio 1991–2020 si osserva un aumento delle precipitazioni medie annue soprattutto nelle aree alpine del Piemonte, in particolare nel settore nord-orientale, dove i massimi risultano più intensi ed estesi rispetto al 1961–1990. La fascia pedemontana evidenzia valori leggermente più elevati, mentre la pianura centrale resta l’area meno piovosa, pur con un lieve incremento dei quantitativi medi. e aree appenniniche del sud Piemonte mostrano invece variazioni più contenute, mantenendo quantitativi di precipitazione simili nei due periodi. Nel complesso emerge una redistribuzione delle precipitazioni, con un rafforzamento nelle aree montane e cambiamenti più modesti in pianura.

Precipitazione media annua nei periodi 1961–1990 (a sinistra) e 1991–2020 (a destra) in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte

Considerando il numero medio annuo di giorni piovosi (precipitazione registrata maggiore o uguale a 1 mm) in Piemonte nei periodi 1961–1990 e 1991–2020, nel periodo più recente si osserva una lieve riduzione del numero di giorni piovosi sulla pianura centrale, che rimane l’area con la minore frequenza di precipitazioni. Al contrario, le aree montane e pedemontane, in particolare il settore alpino settentrionale, mantengono valori elevati e localmente stabili o in lieve aumento. 

Differenza del numero medio annuo di giorni piovosi (≥ 1 mm) in Piemonte nei periodi 1961–1990 (a sinistra) e 1991–2020 (a destra) - Fonte Arpa Piemonte

Le mappe di seguito allegate mostrano l’anomalia percentuale della precipitazione media annua nel 2025 rispetto ai periodi climatici di riferimento 1961–1990 e 1991–2020. 

Nel confronto con il periodo 1961–1990 prevalgono anomalie positive su gran parte del territorio regionale, in particolare sulla pianura e nei settori orientali, quindi il 2025 risulta un anno mediamente più piovoso rispetto al clima storico. 

Rispetto al periodo più recente 1991–2020, le anomalie risultano generalmente più contenute e spazialmente meno marcate, con valori per lo più prossimi alla norma e alcune aree con lievi scostamenti positivi o negativi. 

Nel complesso, il 2025 appare più umido rispetto al clima storico, ma sostanzialmente in linea con il clima medio degli ultimi decenni.

Anomalia percentuale della precipitazione cumulata media annua nel 2025 rispetto ai periodi climatici di riferimento 1961–1990 (a sinistra) e 1991–2020 (a destra) - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025 il numero medio annuo di giorni piovosi risulta generalmente inferiore rispetto al periodo climatico 1961–1990, con anomalie negative diffuse soprattutto sulla pianura e nei settori meridionali della regione. 

Il confronto con il periodo più recente 1991–2020 mostra invece anomalie più deboli e spesso prossime allo zero, indicando una frequenza dei giorni piovosi sostanzialmente in linea con il clima 1991-2020. 

Nel complesso, il 2025 appare caratterizzato da una riduzione del numero di giorni piovosi rispetto al clima del periodo 1961-1990, ma senza scostamenti marcati rispetto agli ultimi decenni.

Anomalia del numero medio annuo di giorni piovosi nel 2025 rispetto ai periodi climatici 1961–1990 (a sinistra) e 1991–2020 (a destra) - Fonte Arpa Piemonte

Osservando gli andamenti negli anni dell’anomalia della precipitazione annua cumulata sul Piemonte dal 1958 al 2025 e calcolata rispetto alla media 1991-2020, non si osserva né una tendenza significativa né un aumento della variabilità interannuale.

In particolare, negli ultimi quattro anni si osserva che la precipitazione cumulata annua è stata inferiore del 41% rispetto alla climatologia 1991-2020 nel 2022, nel 2024 è stata superiore del 45%, mentre nel 2023 e nel 2025 è stata nella media (rispettivamente -8% e +8%).

Anomalia delle precipitazioni annue cumulate dal 1958 al 2025 rispetto alla media del periodo 1991-2020 in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Anomalia delle precipitazioni annue cumulate dal 1958 al 2025 rispetto alla media del periodo 1991-2020 nelle quattro stagioni meteorologiche in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte.
In alto a sinistra dicembre-febbraio, in alto a destra marzo-maggio, in basso a sinistra giugno-agosto e in basso a destra settembre-novembre.
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In redazione
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Clima

Andamento delle precipitazioni nell'anno 2025

Anno
2026

L’analisi dell’andamento giornaliero nel corso dell’anno evidenzia come i fenomeni precipitativi annuali si siano concentrati prevalentemente ad aprile, che è stato il mese più piovoso dell’anno, con un accumulo di 227 mm di precipitazioni, e anche quello che ha mostrato la maggiore anomalia positiva: circa il 110% in più rispetto alla media. All’estremo opposto troviamo febbraio, che è risultato il mese più secco, con appena 30.1 mm.

Nel bimestre ottobre‑novembre il deficit precipitativo è stato compreso tra il 60% e il 70%.

Nonostante ciò, complessivamente 7 mesi su 12 hanno registrato precipitazioni superiori alla norma, consentendo di chiudere l’anno con un lieve surplus pluviometrico.

Il giorno più piovoso è stato il 16 aprile, con una media di 73.1 mm sul territorio piemontese.

Precipitazione cumulata giornaliera media - anno 2025 - Fonte Arpa Piemonte
I valori della precipitazione cumulata giornaliera media sono riferiti ad un punto medio posto a 900 m di quota. La riga verde scuro rappresenta la precipitazione media cumulata del 2025, mentre la riga verde chiaro quella del periodo 1991-2020.

I temporali più intensi si sono verificati tra il 21 e il 22 settembre, colpendo in particolare l’Appennino alessandrino, ove sono stati registrati i picchi pluviometrici annuali su quasi tutti gli intervalli orari ad eccezione di quello in 24 ore stabilito tra il 16 e il 17 aprile a Boccioleto (VC).

Considerando la precipitazione totale nell’anno 2025 in Piemonte, le zone che hanno ricevuto la maggiore quantità di pioggia annua sono il Verbano, con valori intorno ai 2000 mm, i settori settentrionali delle province di Biella, Novara e Vercelli, il Canavese e l’Appennino alessandrino con cumulate di 1500 m circa, mentre la Val Chisone, le Colline del Po e il Monferrato hanno registrato i valori cumulati più bassi di precipitazione, intorno agli 800 mm.

Inverno 2025/2026

Le precipitazioni cumulate totali dell’inverno 2025/2026 in Piemonte ammontano a 248.4 mm, con un surplus precipitativo di 101.8 mm (pari al 69%) rispetto alla climatologia del periodo 1991-2020 ed è risultato il decimo inverno più piovoso nella distribuzione storica degli ultimi 69 anni. Tutti i tre mesi invernali hanno avuto un’anomalia pluviometrica positiva; dicembre 2025 è stato il mese più ricco di precipitazione della stagione mentre gennaio 2026 è risultato quello più secco.

I valori precipitativi più elevati sono stati registrati nella provincia di Cuneo e nelle aree di confine con la Liguria, anche se sono state abbondanti in tutto il territorio. In quasi tutta la totalità della regione sono state registrate anomalie pluviometriche positive, più marcata nella provincia di Cuneo (+200 mm), meno marcate e con piccole aree con anomalia negativa soltanto nel nord del Piemonte, soprattutto nella provincia di Verbania.  

Le nevicate di metà novembre, di fine dicembre e del periodo compreso tra metà gennaio e metà febbraio sono state particolarmente abbondanti in Val Vermenagna e nelle Valli del Monregalese (CN) dove localmente sono stati raggiunti spessori prossimi a 2.5 m di neve al suolo anche a 1500-1800 m. 

 

Anomalia della precipitazione cumulata nell’inverno 2025/2026 rispetto alla media del periodo 1991-2020 in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Primavera 2025

La primavera 2025 è stata la sesta più piovosa degli ultimi 68 anni in Piemonte con 464.4 mm medi e un surplus di 169.7 mm (+ 57.6 %) rispetto alla norma degli anni 1991-2020. 

Il contributo più rilevante all’anomalia pluviometrica positiva è stato dato dal mese di aprile con un’anomalia pari al +110%, in questo mese si sono inoltre registrati record pluviometrici in poco meno della metà dei pluviometri della rete di Arpa. Maggio al contrario ha registrato una leggera anomalia negativa (-7.7%). 

Massimo picco orario di precipitazione a Paruzzaro (NO) con 73 mm/h registrato il 26 maggio, i picchi negli altri intervalli orari sono stati tutti registrati tra il 16 e il 17 aprile a Sambughetto (VB) e Boccioleto (VC).

Anomalia della precipitazione cumulata nella primavera 2025 rispetto alla media del periodo 1991-2020 in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Estate 2025

In Piemonte nell’estate 2025 le precipitazioni sono state leggermente inferiori alla media degli anni 1991-2020, con 219 mm medi e un lieve deficit di 18.1 mm (pari al -7.6 % circa), posizionandosi come 29° estate meno piovosa nella distribuzione storica.

Giugno è stato il mese meno piovoso e l’unico del trimestre estivo con un’anomalia negativa quasi del 50%. Al contrario il mese più piovoso è stato agosto con 99.8 mm di pioggia medi, mese che ha registrato la percentuale maggiore di record pluviometrici in 24 ore stabiliti nella rete Arpa Piemonte (4%).

Tutti i picchi pluviometrici stagionali sono stati registrati il 28 di agosto, e vanno da 83.2 mm/ 1h a 253.4/24 h e, a parte il primo che è stato registrato ad Acqui terme (AL) sono avvenuti tutti nella provincia di Verbania. 

Per quanto riguarda l’anomalia di precipitazione rispetto alla norma del periodo 1991-2020, complessivamente le precipitazioni estive si sono rilevate comunque con valori prossimi alla climatologia sulla maggior parte del territorio della regione, con anomalie negative nel Torinese e Cuneese, e positive nel Verbano, dove si sono verificati gli eventi precipitativi di maggiore rilevanza. 

Anomalia della precipitazione cumulata nell’estate 2025 rispetto alla media del periodo 1991-2020 in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Autunno 2025

Nell’autunno 2025 in Piemonte le precipitazioni sono state inferiori alla media degli anni 1991-2020, con 212.8 mm medi ed un deficit di 137.6 mm (pari al 65%); pertanto l’autunno 2025 si posiziona al 18° posto tra le stagioni autunnali meno piovose dal 1958.

Il 61% della precipitazione cumulata stagionale si è concentrata nel mese di settembre, mentre a ottobre e novembre sono caduti circa 40 mm.

I primati di precipitazione stagionale in 24 ore si sono verificati in un solo pluviometro della rete Arpa Piemonte, a Pareto (AL) nel giorno 22 settembre.

Anomalia della precipitazione cumulata nell’autunno 2025 rispetto alla media del periodo 1991-2020 in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Rapporti di analisi climatica https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

 

 

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immagine di precipitazioni diverse
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Clima

Vento

Tema
Tipo
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nuvole e vento
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Nel 2025 nei capoluoghi di provincia la velocità media annua del vento è variata da 1.2 m/s, registrati a Boves, fino a 1.9 m/s ad Oropa (BI), mentre la massima raffica (22.5 m/s) è stata misurata a Pallanza (VB) il 30 giugno, durante un evento temporalesco.

Velocità media (m/s) e massima raffica (m/s) misurate nei capoluoghi di provincia
Località Massima raffica (m/s) Velocità media (m/s) Data massima raffica Località Massima raffica (m/s) Velocità media (m/s) Data massima raffica
Alessandria 1.9 19 15/06/2025 Oropa (BI) 1.9 21.5 24/10/2025
Asti 1.5 19 20/08/2025 Pallanza (VB) 1.5 22.5 30/06/2025
Boves (CN) 1.2 18.9 02/08/2025 Torino Alenia 1.7 21.3 08/07/2025
Novara 1.4 17 16/04/2025 Vercelli 1.4 18.9 21/06/2025
Velocità media (m/s) e massima raffica (m/s) misurate nei capoluoghi di provincia nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Gli episodi di foehn nel 2025 sono risultati 65, un solo evento in meno rispetto alla media annuale del periodo 2000-2020; durante gli episodi di foehn la ventilazione sostenuta favorisce la dispersione delle sostanze inquinanti.

Numero di giorni di foehn per mese 2024
gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
2025 6 4 5 3 3 5 13 4 3 9 7 3
Media 2000-2020 9 7 8 4 5 3 4 4 4 5 5 8
Numero di giorni di foehn per mese in Piemonte nel 2025 comparati con le medie del periodo 2000-2020- Fonte Arpa Piemonte

Il mese con più episodi è stato un mese estivo, luglio, mentre si sono verificate solo 3 giornate con foehn ad aprile, maggio settembre e dicembre.

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Rapporti di analisi climatica https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

Anno
2026
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Precipitazioni

Tema
Tipo
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cielo e pioggia
Paragrafi

L'andamento delle precipitazioni e le anomalie delle precipitazioni rispetto al periodo di riferimento 1991-2020 sono indicatori climatici di base particolarmente significativi. Nei contenuti dedicati sono disponibili approfondimenti sull’andamento registrato nel 2025 e sull’analisi della serie storica. 

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Rapporti di analisi climatica https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Andamento delle temperature - anni 1958 - 2025

Capitolo
Temperature
Anno
2026

Vengono presentati di seguito alcuni dei risultati più interessanti ottenuti sia utilizzando i dati rilevati dalle stazioni meteorologiche di Arpa Piemonte sia le analisi oggettive del campo di temperatura ottenute applicando una ‘tecnica di interpolazione statistica’ che consente di ricostruire dei campi su griglia regolare omogenei e confrontabili perché indipendenti dal numero di stazioni attive.

Se si considera l’andamento delle temperature massime negli ultimi 68 anni, in Piemonte si osserva una tendenza positiva statisticamente significativa, più accentuata nel periodo dal 1991 al 2020, con un aumento di 0.6 °C ogni 10 anni, rispetto all’intero periodo 1958 - 2025 che ha presentato un aumento medio di 0.4 °C ogni 10 anni. Quindi le temperature massime sono aumentate di circa +2.7°C in 68 anni. Tale incremento risulta particolarmente marcato nelle aree montane.

Anomalia della temperatura massima dal 1958 al 2025 rispetto al periodo di riferimento 1991 – 2020 e tendenza - Fonte Arpa Piemonte
In blu sono rappresentati gli anni con temperature inferiori rispetto alla climatologia del periodo 1991 - 2020, in rosso gli anni con anomalie positive; la retta tratteggiata rappresenta la tendenza dal 1958 al 2025.
Le aree evidenziate in grigio e in verde rappresentano rispettivamente l’intervallo di confidenza della retta di regressione lineare (al 95%) del periodo 1958 – 2025 e 1991 – 2020

Anche le temperature minime hanno subito un aumento, anche se di minore entità, circa 2 °C in 68 anni. Si evince una variazione di trend nei periodi più recenti, anche se meno accentuata rispetto ai valori massimi; infatti, nel periodo 1958-2025 si è osservato un trend di 0.3 °C ogni 10 anni mentre nel periodo 1991 – 2020 le temperature minime sono aumentate di 0.35 °C ogni 10 anni.

Valori medi annuali della temperatura minima - anni 1958-2025 rispetto al periodo di riferimento 1991 – 2020 e tendenza - Fonte Arpa Piemonte
In blu sono rappresentati gli anni con temperature inferiori rispetto alla climatologia del periodo 1991 - 2020, in rosso gli anni con anomalie positive; la retta tratteggiata rappresenta la tendenza dal 1958 al 2025.
Le aree evidenziate in grigio e in verde rappresentano rispettivamente l’intervallo di confidenza della retta di regressione lineare (al 95%) del periodo 1958 – 2025 e 1991 – 2020.

È interessante osservare come l’aumento della temperatura si rifletta sulla forma della distribuzione della temperatura stessa, modificando non solo il valore medio, ma anche gli estremi. Confrontando, ad esempio, la distribuzione della temperatura massima invernale del periodo 1991-2025 con quella del 1958-1990 si evidenzia un aumento della mediana di circa 1.91°C, un aumento di circa 2.29 °C del 95° percentile e di circa 2.37 °C del 99° percentile.

Distribuzione dei valori di temperatura massima nel periodo invernale per le zone di pianura periodo 1958-1990 (blu) e 1991-2025 (rosso). - Fonte Arpa Piemonte
Le linee verticali rappresentano i percentili (50°, 95° e 99°) delle due distribuzioni.
Informazioni e risorse aggiuntive

Rapporti climatici annuali e i rapporti di analisi climatica di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

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Clima