Pubblicabile

Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Amianto, risposte per l'aria

Tema
Tipo
Paragrafi

Con l’emanazione della Legge n. 257/1992– che vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto – se è cessata la immissione di nuovi manufatti contenenti amianto non per questo il problema della dispersione di fibre di amianto in aria era da considerarsi risolto.

Da quel momento ha quindi avuto inizio un’importante opera di bonifica tutt’ora in corso, sia con interventi puntali in importanti siti contaminati da amianto che con interventi diffusi per mettere in sicurezza o bonificare le migliaia di piccole e piccolissime possibili sorgenti di fibre, questi ultimi pianificati in Piemonte con un apposito Piano Regionale Amianto.

La rimozione di manufatti contenti amianto, gli scavi e la movimentazione di terreni con presenza di amianto di origine antropica o naturale se eseguite senza precauzioni possono determinare l’aerodispersione di fibre di amianto.

La conoscenza dei siti dove l’amianto è presente e degli eventi e delle attività che possono interferire con esso causandone la dispersione, nonché la corretta applicazione di procedure di sicurezza, sono fondamentali per minimizzare la presenza di fibre di amianto in aria.

Sebbene l’attività di monitoraggio non possa sostituirsi all’adozione delle misure di prevenzione, può però, in alcuni casi, mettere in evidenza situazioni di inquinamento sfuggite alla valutazione preventiva e permettere l’adozione delle necessarie correzioni.

L’attività di indagine su particolari siti e attività, nel territorio piemontese, per la verifica della presenza di fibre di amianto in aria, è particolarmente rilevante nel caso di grandi cantieri e dei siti in bonifica di Balangero e Casale Monferrato.

Campionatore per il monitoraggio delle fibre di amianto in aria - Fonte Arpa Piemonte
Microscopio a scansione elettronica - Fonte Arpa Piemonte
Fibra di Grunerite al microscopio a scansione elettronica - Fonte Arpa Piemonte
Risorse e informazioni aggiuntive

LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008  "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

D.Lgs 81/2008, titolo IX capo 3 “Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto” https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2008-04-30&atto.codiceRedazionale=008G0104&atto.articolo.numero=0&atto.articolo.sottoArticolo=1&atto.articolo.sottoArticolo1=0&qId=6f547fab-6e84-4a5a-b6ab-1a9ef8c49c0f&tabID=0.6064923914203442&title=lbl.dettaglioAtto

Direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A02009L0148-20231220

Anno
2026
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Gruppo di Redazione

Amianto, risposte sul territorio

Tema
Tipo
Paragrafi

Con l’emanazione della Legge n. 257/1992– che vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto – se è cessata la immissione di nuovi manufatti contenenti amianto non per questo il problema della dispersione di fibre di amianto in aria era da considerarsi risolto.

Da quel momento ha quindi avuto inizio un’importante opera di bonifica tutt’ora in corso, sia con interventi puntali in importanti siti contaminati da amianto che con interventi diffusi per mettere in sicurezza o bonificare le migliaia di piccole e piccolissime possibili sorgenti di fibre, questi ultimi pianificati in Piemonte con un apposito Piano Regionale Amianto.

Risorse e informazioni aggiuntive

LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008  "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

  Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

Anno
2026
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Percorsi educativi: un patentino per lo smartphone

Anno
2026

Come negli anni scolastici precedenti, all’interno del programma “Scuole che promuovono salute” del Piano Regionale della Prevenzione, è stato avviato da ottobre 2024 il progetto di formazione “Un patentino per lo smartphone” promosso dall'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, nell’ambito della legge regionale n° 2/2018 per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e Cyberbullismo. 

Il progetto regionale, interistituzionale vede la partecipazione dell’Ufficio Scolastico Territoriale di competenza, le Scuole Polo per il Cyberbullismo, le ASL Piemontesi, la Polizia di Stato e Arpa Piemonte. 

Il progetto multidisciplinare è finalizzato a formare gli studenti delle classi prime delle scuole secondarie di I grado ad un percorso di sensibilizzazione all’uso consapevole dello smartphone, del web e dei social network e di prevenire i rischi di un comportamento inadeguato. 

L’obiettivo è stato quello di creare un percorso educativo multidisciplinare, rivolto agli insegnanti, per favorire l’integrazione di temi e prospettive differenti: normativa e rispetto delle regole, media education, funzionamento dei dispositivi, promozione della salute. 

Il progetto si è sviluppato inoltre in alcune scuole secondarie di II grado capofila di una rete che ha coinvolto Istituti superiori di alcune provincie del territorio piemontese. L'iniziativa rappresenta un nuovo passo della Strategia regionale di prevenzione e di educazione alla cittadinanza digitale.

Logo dell'iniziativa

L’edizione 2024/2025 ha visto la partecipazione al corso di 195 istituti comprensivi con la formazione complessiva di 17128 studenti da parte dei docenti.

Nell’edizione 2024/2025, ARPA Piemonte ha inoltre realizzato un secondo modulo di approfondimento rivolto ai docenti, dedicato alla tecnologia 5G e alle tematiche correlate. In particolare, sono stati affrontati gli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute, i rischi uditivi ed extra‑uditivi legati all’utilizzo dei dispositivi mobili, nonché i principi del consumo sostenibile e le buone pratiche da adottare.

Il percorso si è concluso con una cerimonia pubblica di consegna del "Patentino", coinvolgendo i genitori e le Istituzioni pubbliche locali. 
Arpa Piemonte ha predisposto una sezione disponibile sul sito per la FAD dei docenti. I toolkit delle lezioni sono disponibili in una  mappa multimediale e riguardano i seguenti temi: 

I materiali sono messi a disposizione dei docenti interessati, affinché possano trasmettere i contenuti del corso ad altri insegnanti e/o studenti, stimolandoli a riflettere sul proprio rapporto con le 'nuove' tecnologie e i social network, sulle opportunità offerte e i rischi connessi, con l’obiettivo di renderli protagonisti consapevoli del proprio percorso di crescita e delle scelte che ne derivano.
I contenuti formativi sono stati elaborati dalle seguenti strutture di Arpa Piemonte:  Educazione Ambientale, Epidemiologia Ambientale, Radiazioni Non Ionizzanti e dal Gruppo Rumore del Dipartimento Territoriale Piemonte Nord Ovest
Arpa Piemonte ha predisposto infine un decalogo ironico sull'uso consapevole del cellulare

I numeri dell'edizione 2024 -2025 del percorso "Un patentino per lo smartphone" - Fonte Regione Piemonte
Numero IC coinvolti Numero docenti formati Numero classi formate Numero studenti formati Numero patentini consegnati
195 369 (1° modulo) 107 (2° modulo) 855 17.128 16.857
I numeri dell'edizione 2024-2025 del percorso "Un patentino per lo smartphone" - Fonte Regione Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Decalogo uso dello smartphone - Galleria Foto Arpa Piemonte https://galleriefotoarpapiemonte.weebly.com/decalogo-uso-dello-smartphone.html

Testo e musica del brano rap https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/educazione-ambientale/musicadambiente/brani-e-basi/cellu-rap 

Video progetto "Un patentino per lo smartphone" https://youtube/rBOjViW3Rzs

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Educazione alla sostenibilità

Stato quantitativo delle acque sotterranee

Anno
2026

Il livello delle falde è determinato da più fattori che incidono sulla ricarica naturale ed eventualmente artificiale delle stesse come gli apporti diretti dalle precipitazioni, l'alimentazione dalle aree di ricarica, la presenza di corsi d’acqua o canali, l’allagamento delle risaie e i prelievi per i diversi usi.

In periodi di siccità, quando anche i corsi d’acqua superficiali sono in condizioni di magra o secca, i prelievi da falda tendono ad aumentare, amplificando gli effetti negativi sulla falda a causa di maggiori prelievi e in concomitanza con minore ricarica.

Arpa Piemonte rileva, grazie alla rete di monitoraggio piezometrico, la soggiacenza, ovvero la distanza tra il piano campagna e il livello dell'acqua di falda; la misura in continuo di tale parametro fornisce un’informazione diretta dell’oscillazione del livello della falda.

La condizione della soggiacenza dell’acquifero superficiale viene valutata mettendo a confronto i valori di soggiacenza misurati dai nell’anno in corso con la condizione ‘naturale’ di riferimento, calcolata, per ciascun piezometro della rete di monitoraggio, come fluttuazione dei livelli nell’anno medio su lungo termine (2005-2024).

La fascia di fluttuazione che può essere considerata la naturale oscillazione annua media dell’acquifero in quel dato punto della rete è compresa tra l’interpolazione dei valori del 25° e del 75° percentile dei dati mensili di soggiacenza della serie storica di ciascun piezometro.

Valutazione della soggiacenza dell’acquifero - Fonte Arpa Piemonte
Esempio di boxplot della media mensile 2024 in relazione alla serie storica 2005-2024. Le linee tratteggiate identificano la fascia di naturale oscillazione stagionale della falda definita dalla serie storica e i valori della soggiacenza dell’anno in esame (media 2024) risultano compresi all’interno di questa (in autunno sono addirittura inferiori al 25° percentile). L’assenza di valori che fuoriescano dalla fascia, oltrepassando il limite del 75° percentile, indicano per il corpo idrico sotterraneo una condizione di assenza di criticità relativamente allo stato quantitativo

Ogni area idrogeologica è caratterizzata da peculiari condizioni idrogeologiche e da specifiche modalità di ricarica e tipologie di sfruttamento della risorsa.

L’aggregazione di dati di più piezometri, confrontabili per le loro caratteristiche, fornisce un’indicazione sull’andamento della soggiacenza del corpo idrico sotterraneo nel suo insieme. 

La rappresentazione delle variazioni stagionali della soggiacenza, aggregate per corpo idrico sotterraneo, fornisce indicazioni del comportamento medio del livello freatico nei diversi distretti in termini di criticità per la risorsa idrica, dove la criticità aumenta con l’aumento della soggiacenza e quindi con la diminuzione del volume di acqua sotterranea disponibile. Nel 2024, in seguito alle abbondanti precipitazioni registrate nei mesi di febbraio, marzo, maggio ed ottobre, che hanno contribuito alla ricarica della falda superficiale, si registra una generale diminuzione della soggiacenza in tutte le aree del Piemonte. Il livello di criticità appare quindi basso in primavera in quasi tutti gli acquiferi freatici, leggermente più elevato in estate a causa della minore ricarica contestualmente a uno sfruttamento più intenso, basso in autunno e moderato in inverno in alcuni acquiferi.

Grado di anomalia della soggiacenza 2024 rispetto alla fascia di fluttuazione della serie di riferimento 2005-2024 nelle diverse stagioni - Fonte Arpa Piemonte

Nella rappresentazione della differenza tra la soggiacenza media del 2024 e la soggiacenza media del periodo di riferimento 2005-2021 (è stato escluso il 2022 poiché fortemente anomalo), la prevalenza del colore verde indica come in tutti i settori della pianura piemontese i valori di soggiacenza nel 2024 siano risultati vicini alla media storica, con qualche eccezione: in alcune zone si è registrato un moderato scostamento in positivo (abbassamento del livello medio della falda) nel Cuneese e nell’Alessandrino, ma talvolta anche in negativo (innalzamento del livello di falda) come nel Novarese.

Distribuzione della differenza in percentuale tra la soggiacenza media del 2024 e quella dell’anno medio storico ricavato dal periodo 2005-2021 normalizzata rispetto alla media storica in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte

Il livello della falda superficiale, che nel periodo dal 2020 al 2022 ha manifestato un generale e quasi ubiquitario significativo abbassamento, nel 2024, anno molto piovoso, presenta in netta controtendenza valori in innalzamento o stazionari pressoché in tutti i punti di monitoraggio.

Andamento del livello medio della falda superficiale nel 2024 rispetto al periodo 2005-2021 nei punti di monitoraggio della rete piezometrica del Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
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Acqua

Cartografia delle Valanghe: Il Portale delle Valanghe in Piemonte

Anno
2026

Il Portale delle Valanghe è un ambiente digitale in cui gli strumenti di lavoro destinati ai tecnici sono raccolti nelle sezioni Cartografia, Cartografia 3D, affiancati e arricchiti da contenuti a carattere più divulgativo.

A fare da raccordo tra la parte tecnica e la sezione divulgativa vi è la pagina Catasto, che  raccoglie e descrive le valanghe stagionali più rilevanti e impattanti sul territorio.

Home page del “Portale delle Valanghe in Piemonte” presente sul geoportale di Arpa Piemonte. Fonte Arpa Piemonte

Aggiornamento dati stagione 2024-25

La stagione 2024-25, in particolare i mesi primaverili, è stata ricca di eventi valanghivi che hanno richiesto l’aggiornamento delle geometrie delle valanghe, delle informazioni relative alla data degli eventi, dei danni associati e delle descrizioni, con particolare riferimento agli eventi valanghivi di dimensioni da grandi a estreme. 
Sono state inserite inoltre diverse fonti documentali, tra cui fotografie, modelli 7 AINEVA e altri tipi di documenti che completano le informazioni riguardanti il sito valanghivo. 

Sezione Catasto: in questa sezione vengono inserite le valanghe di dimensione da grande a estrema o che abbiano avuta interferenza con zone antropizzate. 

- Eventi valanghivi inseriti: 50
- Danni accertati:   

  • nessun danno: 38
  • edifici civili: 1
  • manufatti: 1
  • malghe/baita: 1
  • viabilità: 3
  • bosco: 2
  • persone travolte: 5 segnalazioni con 12 persone travolte, di cui 7 illese, 2 ferite e 3 decedute 

- Documenti inseriti (foto, mod 7): 57 foto, 5 MOD7_AINEVA 
- Geometrie modificate post evento: 5

Sezione Cartografia: comprende le carte valanghe a media scala. 

  • Schede valanghe aggiornate: 46
  • Carte valanghe s.l. nuove: 2
  • Schede valanghe nuove inserite: 23
  • Documenti inseriti: 17 foto, 2 fonti documentali 

Tutti i layer sono consultabili tramite il visualizzatore 2d o, in alternativa, attraverso il servizio interoperabile WMS, utile per la visualizzazione dei dati all'interno di un software GIS. È inoltre disponibile il download diretto in formato shapefile di tutte le geometrie, sia a livello regionale sia per ambito provinciale, comprensive di tematizzazioni e legenda completa, al fine di facilitarne l'intermpretazione.

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Geologia e nivologia

Attività valanghiva spontanea

Anno
2026

Nella stagione 2024-2025 sul territorio piemontese sono state segnalate numerose valanghe spontanee, con 50 eventi di maggior rilevanza che, in alcuni casi, hanno interessato delle zone antropizzate.

Estratto della home page del Catasto valanghe nel quale sono rappresentati i fenomeni valanghivi di dimensioni rilevanti che hanno interessato il territorio piemontese nella stagione 2024/25. Fonte Arpa Piemonte
Periodi con attività valanghiva spontanea intensa

APRILE 2025

Nella stagione 2024-2025, l’attività valanghiva spontanea più significativa si è concentrata a metà aprile 2025 a seguito di un’intensa perturbazione.
In questo periodo le segnalazioni di eventi valanghivi sono state numerose, in particolare sui settori compresi tra le Alpi Lepontine e le Alpi Cozie Nord, maggiormente interessati dalle precipitazioni.

Valanghe segnalate nelle 24 ore precedenti dai campi neve manuali. In alto a sinistra quelle segnalate a inizio evento, mercoledì 16 aprile 2025. In alto a destra e in basso le giornate successive, quando le segnalazioni si sono fatte più frequenti e i fenomeni segnalati di magnitudo maggiore. Fonte Arpa Piemonte
APPROFONDIMENTI

Slush flow

Diversi eventi valanghivi segnalati in corrispondenza delle precipitazioni di metà aprile possono essere classificati come slushflow o slush avalanche, ossia valanghe sature d’acqua. 

Questi fenomeni si verificano quando grandi quantità di neve diventano instabili a causa dell’elevata presenza di acqua liquida all’interno del manto nevoso. In alcuni casi, le valanghe si sono originate in seguito alla fluidificazione di grandi quantitativi di neve già nella zona di distacco, per l'intenso apporto di acqua causato da eventi di pioggia su neve. In altri casi invece depositi preesistenti – per lo più localizzati in canaloni o impluvi – hanno impedito il deflusso idrico, formando una sorta di diga. L’accumulo progressivo di acqua ha quindi saturato e fluidificato la massa nevosa, dando luogo a un’evoluzione parossistica che ha causato fenomeni simili a colate detritiche, ma costituite principalmente da neve fradicia, acqua, fango e detriti reclutati lungo il percorso.

Segnalazioni di questo tipo sono state ricevute in particolare sui settori settentrionali e nord occidentali delle alpi piemontesi, dove si sono registrati i maggiori quantitativi di precipitazione, con accumuli di neve mista a detrito che hanno raggiunto zone antropizzate e la viabilità di fondovalle.

Zone di arresto di due valanghe slush flows scese nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 aprile sulla viabilità di fondovalle della Val Formazza, tra l’abitato di Chiesa e la frazione S. Michele (Foto CLV Val Formazza); da notare la grande quantità di acqua e fango mista a neve. Fonte Arpa Piemonte
Fenomeni estremi

VAL SOANA

Durante l’evento dell’aprile 2025, nel comune di Valprato Soana (TO), la valanga denominata di “Fontanetta” ha superato i limiti fino a quel momento noti. La massa nevosa si è spinta fino ad addossarsi al muro perimetrale del cimitero e, più a valle, ha danneggiato pesantemente un condominio, fortunatamente utilizzato solo nei periodi estivi o festivi, rendendolo inagibile.

Due immagini della zona di arresto della valanga di “Fontanetta” nel comune di Valprato Soana (TO) in Val Soana estrapolate dalla cartografia 3D del nuovo portale delle valanghe in Piemonte. Nel cerchio in rosso il cimitero e il condominio danneggiato dalla valanga che non erano mai stati interessati da valanghe. Fonte Arpa Piemonte
Il condominio danneggiato dalla valanga di “Fontanetta”. Nella foto di sinistra del 23 aprile sono visibili i danni sul lato posteriore della struttura. E’ ben visibile la notevole componente detritica inglobata dalla valanga, mentre la massa nevosa è meno apprezzabile in quanto già fusa in superficie. La foto a destra ritrae il lato anteriore dello stesso condominio la mattina di giovedì 17 aprile. Foto Arpa Piemonte

VALLE ANZASCA

Nel comune di Macugnaga (VB), durante lo stesso evento meteorologico di aprile 2025, una valanga di grandi dimensioni ha raggiunto il fondovalle, coinvolgendo una galleria paravalanghe con aperture sul lato di valle. L'accumulo della valanga sul lato esterno della galleria ha in parte bloccato il deflusso dell'acqua contenuta all’interno della massa nevosa, mista a terra e detriti. L’acqua ha quindi trovato sfogo all’interno della galleria stessa, che si è dimostrata poco efficace per questa tipologia di fenomeno. Non si sono registrati danni, poiché la strada era stata preventivamente chiusa più a valle per il rischio di frane e smottamenti, e non erano presenti veicoli in transito.

Accumulo della valanga mista a detrito che ha interessato il paravalanghe sulla statale che porta a Macugnaga. Sulla sinistra si nota l’apertura della galleria dalla quale è entrata parte della neve mista alla grande componente di acqua e fango; sulla destra un particolare dell’accumulo costituito da neve mista a fango e detriti (Foto CLV valle Anzasca). Fonte Arpa Piemonte
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Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Il portale sui campi elettromagnetici in Piemonte

Anno
2026

Il Portale sui campi elettromagnetici in Piemonte è lo strumento principale per accedere a tutte le informazioni disponibili in Agenzia sul tema: sorgenti, misure, livelli di esposizione, calcolo delle emissioni, indicatori sullo stato dell’ambiente, analisi storiche e permette approfondimenti su temi quali le caratteristiche delle sorgenti, i metodi e gli strumenti di misura, gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici.

Il portale è in continuo aggiornamento, al fine di garantire che tutte le informazioni circa le sorgenti di campo elettromagnetico, le loro emissioni ed i risultati delle misure siano accessibili alla popolazione e agli enti in tempo il più possibile reale.

Oltre ai servizi del portale dedicato, il Geoportale di Arpa Piemonte permette anche l'accesso, tramite la pagina del tema “campi elettromagnetici”, ai geodati consultabili o utilizzabili e scaricabili tramite protocolli WMS e WFS. 

Ad esempio, sono scaricabili ed utilizzabili tutte le informazioni relative alle sorgenti e alle misure.

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Radiazioni non ionizzanti

Educazione alla sostenibilità

Tema
Tipo
Paragrafi

Quale ruolo riveste oggi l’educazione ambientale? E quale contributo può offrire nell’ambito più ampio delle politiche per la sostenibilità?

Questi interrogativi costituiscono il punto di partenza per presentare le attività realizzate da Arpa Piemonte nell’anno scolastico 2024/2025

Attraverso un insieme articolato di iniziative rivolte al mondo della scuola, l’Agenzia ha promosso percorsi di informazione, sensibilizzazione e approfondimento sui temi ambientali, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza delle interconnessioni che caratterizzano i sistemi naturali e antropici e del ruolo che ciascun individuo può svolgere nella tutela delle risorse comuni.

In un contesto segnato da rilevanti sfide ambientali, sociali ed economiche, il coinvolgimento delle giovani generazioni assume un’importanza strategica. L’educazione alla sostenibilità rappresenta infatti uno strumento fondamentale per sviluppare conoscenze, competenze e responsabilità necessarie ad affrontare la complessità dei cambiamenti in atto. In tale prospettiva, Arpa Piemonte, pur mantenendo la propria consolidata vocazione tecnico-scientifica, affianca alle attività di monitoraggio, controllo e ricerca un costante impegno educativo rivolto alle scuole e alla cittadinanza.

L’azione educativa dell’Agenzia si fonda sulla convinzione che la costruzione di uno sviluppo sostenibile richieda non soltanto competenze tecniche e scientifiche, ma anche la capacità di comprendere le relazioni tra ambiente, società ed economia e di adottare comportamenti coerenti con i principi della sostenibilità. L’educazione ambientale contribuisce pertanto a promuovere una cultura orientata alla tutela del patrimonio naturale, all’uso responsabile delle risorse e alla salvaguardia delle opportunità per le generazioni future.

Tale impegno trova riferimento nei principali quadri strategici nazionali e internazionali, tra cui l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che riconosce nell’istruzione di qualità (Obiettivo 4) e nella promozione di società inclusive e pacifiche (Obiettivo 16) elementi essenziali per il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità.

Le attività descritte negli approfondimenti illustrano i progetti e le iniziative realizzate da Arpa Piemonte nelle scuole di ogni ordine e grado e sul territorio regionale, con l’intento di contribuire alla diffusione della cultura ambientale e alla crescita della consapevolezza collettiva sui temi della sostenibilità.

Informazioni e risorse aggiuntive 

Arpa Piemonte Educazione alla sostenibilità https://www.arpa.piemonte.it/temi/sostenibilita/educazione-alla-sostenibilita?pid=17

Arpa Piemonte Musica d'Ambiente https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/musica-dambiente
 

Anno
2026
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Risultati delle attività di controllo e monitoraggio delle potenze degli impianti di telefonia 4G e 5G

Anno
2026

Di seguito vengono illustrate le attività svolte per quanto concerne in specifico il controllo delle potenze degli impianti 5G, ed i principali risultati relativi al 2025.

Il Decreto 2 dicembre 2014 prevede che gli operatori di telefonia mobile mettano a disposizione degli enti di controllo i dati di potenza, registrati con cadenza oraria, effettivamente utilizzata dagli impianti.

In particolare, per gli impianti 5G è stato messo a punto un sistema nazionale di controllo dei dati, nell’ambito di un tavolo tra Sistema Nazionale di Protezione Ambientale ed operatori di telefonia, che ha permesso di standardizzare il flusso dei dati e le verifiche, automatizzando e migliorando così i controlli.

Il sistema di analisi dei dati messo a punto da Arpa Piemonte permette di controllare ogni mese i parametri degli impianti effettivamente presenti sul territorio, con la finalità di verificare che tutti i parametri di installazione e funzionamento rispettino quanto fissato in fase di autorizzazione. In particolare, vengono effettuate verifiche sui valori medi su 24 ore delle potenze, direttamente correlati alla verifica del rispetto del valore di attenzione e dell’obiettivo di qualità fissati dalla normativa vigente di 6 V/m come media su 24 ore e sui valori medi su 6 minuti, correlati alla verifica del rispetto dei limiti.

L'istogramma rappresenta la massima potenza media sulle 24 ore esercita dalle sorgenti 5G nel corso del 2025

Si osserva che oltre l’85% delle sorgenti analizzate trasmette una potenza media inferiore a 10W.

Distribuzione delle potenze medie esercite su 24 ore per circa 2700 antenne 5G - Fonte Arpa Piemonte

Questo fenomeno è dovuto sia alla diffusione ancora relativamente limitata dei terminali 5G, con conseguente scarsa richiesta di attivazione di fasci di radiazione per la fornitura di servizi, sia alle caratteristiche di ottimizzazione della trasmissione dei segnali tipiche del 5G. 

Infatti, da diversi test effettuati tramite misure in campo, è emerso che gli impianti 5G sono in grado di garantire i servizi mobili anche irradiando una potenza molto bassa rispetto a quella di targa dell’apparato.

Le potenze effettivamente esercite dal 5G risultano, per i motivi visti sopra, anche molto più basse di quelle esercite dai sistemi precedenti, ed in particolare il 4G, che è il sistema ad oggi più impattante sul territorio.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 2 dicembre 2014 Linee guida, relative alla definizione delle modalita' con cui gli operatori forniscono all'ISPRA e alle ARPA/APPA i dati di potenza degli impianti e alla definizione dei fattori di riduzione della potenza da applicare nelle stime previsionali per tener conto della variabilita' temporale dell'emissione degli impianti nell'arco delle 24 ore. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/12/22/14A09740/sg

SNPA – Sistema nazionale protezione ambiente – La rete delle agenzie ambientali (Arpa-Appa-Ispra) per l'ambiente https://www.snpambiente.it/

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Gruppo di Redazione
Redazione RSA

Scarsità di acqua

Anno
2026

Per siccità si intende una diminuzione temporanea della disponibilità di acqua, rispetto ai valori medi di riferimento mentre la scarsità di acqua è una condizione costante in cui la domanda supera le risorse disponibili in modo sostenibile.

Il problema della disponibilità di acqua si sta facendo sempre più evidente anche a causa del cambiamento climatico in atto; pertanto, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad includere nei piani relativi ai bacini idrografici anche piani di gestione dei rischi di siccità.

La scarsità di acqua, sempre più in evidenza anche nei corsi d’acqua del Piemonte, è dovuta sia a particolari condizioni locali che agli ingenti prelievi per gli usi antropici; oltre a creare difficoltà per gli approvvigionamenti, che, quando possibile, si orientano verso fonti alternative, come le acque sotterranee, rappresenta un problema per lo stato di salute dell’ecosistema fluviale e del suo equilibrio ecologico.

La riduzione delle portate modifica i processi di scambio tra falde e acque superficiali  mettendo a repentaglio la continuità longitudinale e laterale del corpo idrico, con possibili alterazioni del naturale assetto morfologico e con severi effetti negativi sulle componenti biologiche degli ecosistemi.

In Piemonte si persegue da tempo una strategia di azione con valenza interregionale per dotarsi di conoscenze utili a fronteggiare le problematiche connesse alle criticità idriche accentuate dai cambiamenti climatici.

A partire dal 2003 si è operato d’intesa con le altre regioni padane - nell’ambito della Cabina di regia dell’Autorità di Bacino del fiume Po, per monitorare l’evolversi dello stato quantitativo delle risorse idriche e nel 2005 è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa finalizzato all’attività unitaria conoscitiva e di controllo del bilancio idrico, rivolta alla prevenzione degli eventi di magra eccezionale del bacino del fiume Po.

Dalla positiva esperienza della Cabina di regia è stato istituito un Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto padano che opera anche a supporto della quantificazione del bilancio idrico e relativi indicatori circa gli scenari di severità della carenza idrica.

Inoltre, allo scopo di disporre di un quadro conoscitivo sull’evoluzione dello stato idrologico dei corsi d’acqua, la situazione meteo-idrometrica e delle falde acquifere è oggetto di un monitoraggio automatico in continuo. Infine, in sede di approvazione della Relazione di attuazione del Piano di Tutela delle Acque, il Consiglio Regionale del Piemonte ha ulteriormente ribadito l’esigenza di integrare la politica regionale promuovendo le iniziative di risparmio in capo agli utilizzatori come contributo irrinunciabile al raggiungimento degli obiettivi ambientali.

L’anno 2025 sull’intero bacino del Po chiuso alla confluenza col Ticino, è risultato sostanzialmente in media rispetto alla norma climatica di riferimento del periodo 1991‑2020, infatti con un totale di 1145 mm di pioggia annua cumulata ha superato di pochi punti percentuali (circa l’8%) il valore medio storico. La stagione più piovosa è stata la primavera con un surplus di circa il 40%, l’estate è rimasta in linea con la norma mentre in autunno si è registrato un periodo siccitoso con deficit ben al di sotto del cinquantesimo percentile. L’inverno è rimasto poco al di sotto nella norma (circa il 16%).

La temperatura media annuale è risultata pari a 10.84°C, che rappresenta un’anomalia positiva di circa 0.6°C rispetto alla norma del periodo 1991-2020 e pone il 2025 al posto tra i più caldi degli ultimi 70 anni, dopo i record del 2022 e del 2023.

In riferimento agli apporti nevosi, la stagione 2024-2025 è continuata sulla linea delle stagioni precedenti per quanto riguarda la prima parte dell’inverno, mentre ha subìto un parziale cambio di direzione a partire dai mesi primaverili del 2025, ma senza riuscire a ribaltare la situazione dell’innevamento sulle alpi piemontesi. Queste condizioni hanno favorito spessori di neve al suolo significativi e sopra media soprattutto nelle stazioni più in quota (>2000-2500m) in particolare dei settori settentrionali e nord-occidentali, che tuttavia non sono state sufficienti a posticipare la fusione totale della neve al suolo

Il 2025 è stato caratterizzato da una primavera eccezionalmente ricca di deflussi, concentrata soprattutto nel mese di aprile, e da una fase di magra autunnale, nei mesi di ottobre e novembre, rispecchiando l’andamento degli afflussi. Una parte dei corsi d’acqua chiude l’anno con portate medie annue superiori alla media storica, tra questi la Bormida, la Dora Baltea, il Cervo, l’Orco e diversi tratti del Po. Al contrario, un numero consistente di bacini chiude il 2025 con portate medie annue inferiori al valore storico di riferimento, tra cui Toce, Varaita, Maira, Stura di Demonte e Stura di Lanzo, oltre a tratti del Tanaro e dell’Orba. Si arriva così ad una sostanziale situazione di normalità alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, Isola S. Antonio (AL), in cui la portata media annua è risultata praticamente in media con il valore medio storico (+2%).

Anomalia standardizzata (1971-2000) di temperatura e di precipitazione in Piemonte nell’anno solare 2025 a confronto con le annate passate a partire dal 1958 - Fonte Arpa Piemonte
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