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Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Classificazione dei corpi idrici sotterranei nel sessennio 2014-2019

Anno
2026

Lo Stato Chimico (SC) del sessennio di monitoraggio viene definito sulla base della valutazione dei risultati annuali. Nel caso in cui nel periodo osservato si sia verificata un’oscillazione del giudizio di stato, viene considerato lo stato prevalente (4 su 6), secondo un metodo comune definito a livello di Autorità di Distretto del Po.  

Nel sessennio 2014-2019 la classificazione dei corpi idrici afferenti alla falda superficiale, ha presentato situazioni piuttosto eterogenee, alcuni corpi idrici sotterranei hanno mantenuto la stessa classe di stato chimico per i sei anni mentre altri hanno avuto una oscillazione della classe di stato chimico nel corso del sessennio.

In particolare, alcuni corpi idrici sotterranei sono stati caratterizzato da un primo triennio 2014-2016 in stato chimico Scarso, cui è seguito un secondo triennio 2017-2019 in stato chimico Buono.

Questo passaggio può essere dovuto a diverse cause, anche concomitanti, fra le quali occorre sottolineare la variazione nel metodo di determinazione dello Stato Chimico. 

Infatti, nel 2017 è stata adottata dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare una differente interpretazione della normativa vigente, in linea anche con quanto indicato dalle Guidances CIS Europee; i nuovi Valori Soglia e Valori di Fondo Naturali sono stati adottati da Regione Piemonte nel 2021 ma applicati in modo retroattivo ai dati dal 2017.

La variazione del metodo di determinazione dello stato chimico spiega perché alcuni corpi idrici sotterranei abbiano avuto una valutazione di stato chimico buono nel triennio 2017-2019 senza che vi siano state necessariamente variazioni sostanziali nello stato di qualità del corpo idrico.

Sebbene esaminando i risultati del monitoraggio sessennale 2014-2019, la situazione della falda superficiale appaia in parte compromessa, con il 41% dei corpi idrici sotterranei in stato Scarso, tuttavia, nel complesso la percentuale di corpi idrici in stato buono alla fine del sessennio considerato è in aumento rispetto a quella del sessennio precedente.

Stato Chimico GWB falda superficiale – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte

Per quanto concerne le falde profonde la situazione è migliore rispetto alle falde superficiali, in quanto le prime sono più protette dagli impatti delle pressioni e dall’inquinamento in generale.

In particolare, nel sessennio 2014-2019 la percentuale di corpi idrici in stato chimico scarso è pari al 17%, mentre nel sessennio precedente i corpi idrici in stato chimico scarso erano stati percentualmente il doppio.

Stato Chimico GWB falde profonde – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte

I sistemi di circolazione collinari e montani sono stati monitorati a partire dal 2015, quindi si è calcolato lo stato chimico a partire da quell’anno. 

Lo stato chimico 2014-2019 è comunque buono per tutti i corpi idrici sotterranei monitorati.  

Stato Chimico GWB sistemi collinari e montani – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Definizione dei valori di fondo naturale per i metalli nelle acque sotterranee come previsto dalla direttiva 2006/118/CE e dal Decreto Legislativo N. 30 del 16/03/2009 https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/Web_Verificavaloridifondosotterranee.pdf

Verifica e aggiornamento dei Valori di Fondo Naturale definiti per Nichel e Cromo esavalente nelle acque sotterranee ai sensi della DQA https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/Web_Verificavaloridifondosotterranee.pdf

DD 750/a1604b/2021 del 24/11/2021 http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2021/51/siste/00000061.htm

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Acqua

Fitosanitari

Anno
2026

Arpa Piemonte ha effettuato uno studio per valutare la vulnerazione ai prodotti fitosanitari dei corpi idrici sotterranei afferenti alla falda superficiale. 

Utilizzando i dati provenienti dal monitoraggio regionale delle acque sotterranee del sessennio 2014-2019, lo studio, terminato nel 2022, ha permesso di classificare i corpi idrici in base a una vulnerazione Alta, Media o Bassa ai prodotti fitosanitari

I corpi idrici maggiormente interessati dalla vulnerazione da Fitofarmaci sono risultati essere GWB-S1 e GWB-S4a con classe di vulnerazione alta, seguono poi GWB-S4b e GWB-S5a con classe di vulnerazione media. 

I restanti hanno classe vulnerazione bassa o non rilevante.

I risultati del lavoro sono stati utilizzati da Regione Piemonte per designare alcune Aree Specifiche per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari

Classi di vulnerazione ai prodotti fitosanitari dei corpi idrici sotterranei (GWB) regionali a falda libera (sessennio 2014-2019) - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DCR 258 - 25537 Approvazione delle disposizioni di attuazione per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ai fini della tutela dell’ambiente, della salute e della biodiversità ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 (Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi) e del Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po. http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=87970

Arpa Piemonte “Contributo tecnico-scientifico per la valutazione della vulnerazione da prodotti fitosanitari nelle acque sotterranee” http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=87972

  Geoportale Arpa Piemonte Aree Specifiche su cui applicare misure di tutela delle acque dall’inquinamento da prodotti fitosanitari https://www.geoportale.piemonte.it/geonetwork/srv/ita/catalog.search#/metadata/r_piemon:9c8e61b7-77d1-4f44-a560-a7298811a50f

Arpa Piemonte Stato di qualità dei Corpi Idrici Sotterranei in Piemonte ai sensi della DQA Triennio 2020-2022 https://www.arpa.piemonte.it/media/4640

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icona fitosanitari
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Acqua

La stagione balneare 2025

Anno
2026

La stagione balneare 2025 ha avuto uno svolgimento regolare e, come nella stagione precedente, non si sono evidenziati valori anomali del parametro Enterococchi intestinali. Tale situazione ha consolidato il miglioramento dei dati di percentile e delle relative classi di qualità.

Il quadriennio 2022-2025 conferma il trend di variazione delle classificazioni degli ultimi anni con circa un quarto delle zone che cambia classe di qualità. Complessivamente, rispetto alla stagione balneare precedente, si ha un miglioramento, con un aumento delle zone in classe Elevato (che passano dal 58% al 62%) e una diminuzione delle zone in classe Sufficiente, che passano dal 6% al 5% del totale. Le zone in classe Scarsa passano da 3 a 2, di cui una, Spiaggia Via Repubblica Ossola in Comune di Baveno, ha avuto un miglioramento significativo passando dallo stato Scarso allo stato Buono.

A differenza delle ultime stagioni balneari in cui il fattore limitante era stato il parametro Enterococchi intestinali, nel 2025 si evidenzia un aumento della concentrazione del parametro Escherichia coli nei campioni non conformi.

Sulla base degli approfondimenti svolti negli ultimi anni dall'Agenzia per l'anomalia relativa al parametro Enterococchi intestinali, è stata attivata una linea di ricerca dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Acque Italo-Svizzere (CIPAIS), nell'ottica di fornire al Ministero della Salute la possibilità di valutare la rappresentatività del parametro quale indicatore per la valutazione della balneabilità.

Sulle acque di balneazione che hanno presentato classe Sufficiente e Scarsa secondo la classificazione relativa al quadriennio 2022-2025 proseguiranno le attività di approfondimento tecnico-gestionale degli impatti attraverso i Tavoli Tecnici, con i Comuni, i gestori del Servizio Idrico Integrato, gli EgATO (Enti di Governo per l'Ambito Territoriale Ottimale) e Arpa.

Sull'intera rete la stagione si è conclusa con 4 zone in classe Sufficiente e 2 in classe Scarsa.

Classi di qualità delle acque di balneazione quadriennio 2022-2025
Lago o Torrente Eccellente Buona Sufficiente Scarsa Zone monitorate
Lago Maggiore 27 16 2 45
Lago Orta 11 2 2 - 15
Lago Mergozzo 2 1 - - 3
Lago Viverone 4 - - - 4
Lago Avigliana 1 1 - - 2
Lago Sirio 3 - - - 3
Lago Candia - 2 - - 2
Torrente Cannobino - - - 2 2
Torrente S. Bernardino - 1 - - 1
Totali 48 23 4 2 77
Classi di qualità delle acque di balneazione quadriennio 2022-2025 in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte

Nei cinque laghi a potenziale rischio di fioriture di cianobatteri (Maggiore, Viverone, Avigliana, Sirio e Candia) è stato condotto, come nei precedenti anni, un monitoraggio specifico al fine di prevenire eventuali rischi per la salute dei bagnanti riconducibili alla presenza di biotossine in concentrazioni superiori ai limiti normativi (> 20 µg/L).

Nel corso di questa stagione balneare si sono verificate fioriture algali consistenti, anche se non sempre determinate da specie produttrici di tossine, nei laghi Sirio, Candia e Avigliana Grande. La ricerca delle microcistine attivata per concentrazioni di specie algali potenzialmente produttrici di tossine, ha sempre rilevato concentrazioni inferiori al valore soglia di 20 µg/l.

Nel lago di Viverone si è presentata una fioritura di cianobatteri nel mese di giugno, della durata di circa quindici giorni, in cui si è configurata una Fase di Allerta. Le analisi delle microcistine hanno rilevato concentrazioni molto inferiori al valore soglia.

La fioritura riscontrata nel lago di Avigliana Grande si è presentata in forma massiva a partire dal mese di agosto, con patine galleggianti molto estese. Nonostante i valori di microcistinesiano sempre stati al di sotto del limite di legge, in diversi campioni ne è stata rilevata la presenza. Seguirà un report specifico di approfondimento.

La stagione balneare 2025 restituisce un quadro complessivo in miglioramento, nonostante si confermi la presenza di criticità puntuali soprattutto sul lago Maggiore e sul Torrente Cannobino. Si confermano i segnali di miglioramento, in particolare per quanto riguarda il trend dei valori del parametro Enterococchi intestinali. Tuttavia sarà necessario continuare le azioni intraprese per consolidare la tendenza al miglioramento delle classi di qualità anche per il prossimo quadriennio.

Informazioni e risorse aggiuntive

Istituto di Ricerca Sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche sede di Verbania https://www.irsa.cnr.it/wp/?page_id=376

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Acqua

Rete di monitoraggio e classificazione delle acque di balneazione

Anno
2026

In Piemonte le zone sottoposte a monitoraggio sono 77, di cui 74 su laghi e 3 su fiumi. 

La rete e i dati sulla balneabilità delle acque in Piemonte sono consultabili sul portale di Arpa Piemonte    La balneazione in Piemonte.

All’interno del portale è disponibile il bollettino delle acque di balneazione, comprensivo di una sezione “Note in tempo reale sugli esiti dei monitoraggi” in cui verranno descritti tutti gli approfondimenti che si verificheranno durante la stagione balneare.

I laghi interessati sono 7: Maggiore, Orta, Viverone, Candia, Mergozzo, Grande di Avigliana e Sirio. I fiumi invece sono 2: torrente Cannobino e torrente San Bernardino, entrambi affluenti del lago Maggiore.

Le acque di balneazione sono individuate dalla Direzione Sanità della Regione Piemonte che ogni anno pubblica una Determinazione Dirigenziale prima dell’inizio della stagione balneare con l’elenco aggiornato e la presenza di eventuali situazioni particolari che possano determinare un divieto di balneazione temporaneo.

La procedura di monitoraggio prevede la ricerca di due tipologie di batteri fecali: Escherichia coli e Enterococchi intestinali. 

Inoltre, nelle sole acque di balneazione soggette a rischio di proliferazione di alghe fitoplanctoniche, viene effettuato il monitoraggio dei cianobatteri, una tipologia di alghe microscopiche che possono determinare, in alcuni casi, tossicità delle acque.

Il monitoraggio viene effettuato almeno una volta al mese durante la stagione balneare, che in Piemonte normalmente va dal 15 maggio al 30 settembre. 

I valori misurati di Escherichia coli e di Enterococchi intestinali sono quindi confrontati con i limiti previsti dalla normativa.

Parametro Corpo idrico Valore
Enterococchi intestinali Acque interne 500 n*/100 ml
Escherichia coli Acque interne 1000 n*/100 ml
Limiti previsti dall’allegato A del D.M. 30/03/2010 per un singolo campione di acque di balneazione
*n= UFC per EN ISO 9308-1 (E.coli) e EN ISO 7899-2 (Enterococchi) o MPN per EN ISO 9308-3 (E. coli) E en iso 7899-1 (Enterococchi)

Nel caso i valori rilevati superino i limiti previsti dalla normativa, Arpa Piemonte avvisa il Comune competente in modo che questo possa emettere una ordinanza di divieto temporaneo di balneazione.

Successivamente viene effettuato un campionamento suppletivo entro 72 ore per verificare se l’inquinamento sia rientrato. In caso affermativo il Comune viene avvisato che può revocare l’ordinanza di divieto e l’episodio viene classificato come inquinamento di breve durata. 

Se, invece, l’inquinamento persiste, il divieto temporaneo resta in vigore fino al primo campione suppletivo o routinario con valori inferiori ai limiti.

In caso di inquinamento di breve durata, entro 7 giorni dalla fine dell’inquinamento, viene eseguito un ulteriore campione, che, qualora risulti conforme per entrambi i parametri microbiologici, andrà a sostituire il campione routinario non conforme ai fini della classificazione.

Il monitoraggio dei cianobatteri è più complesso e può prevedere:

  • misura della densità cellulare;
  • ricerca delle microcistine (MC);
  • osservazione diretta per la presenza di evidenze macroscopiche (schiume algali, colorazione dell’acqua, patine galleggianti, ecc).

A seconda della situazione possono essere previsti avvisi al pubblico o ordinanze specifiche che in alcuni casi possono comportare anche il divieto temporaneo di balneazione.

Per approfondimenti sul monitoraggio cianobatterico si può consultare il  Rapporto Istisan 14/20 , in particolare il paragrafo B2 "Piano di sorveglianza".

Obiettivi di qualità delle acque di balneazione

Oltre a verificare che le acque siano balneabili al momento del prelievo, i valori di Escherichia coli e di Enterococchi intestinali sono anche utilizzati per assegnare alle acque di balneazione un valore di qualità a lungo termine previsto dalla Direttiva europea

La classificazione viene aggiornata ogni anno sulla base dei risultati analitici dell’ultimo quadriennio di monitoraggio e le classi di qualità previste sono quattro: “scarsa”, “sufficiente”, “buona” ed “eccellente”. 

Le acque idonee alla balneazione devono avere una classe di qualità almeno “Sufficiente”.

Nel caso che la classe scenda a “Scarsa” le acque saranno utilizzabili ai fini balneari solo a fronte dell’attivazione da parte dei Comuni di adeguate misure per impedire, ridurre o eliminare le cause dell’inquinamento. Se lo stato “Scarso” permane per cinque anni consecutivi il divieto di balneazione diviene permanente. 

La Regione autorizza l’attività balneare in deroga, nell’attesa che la classificazione quadriennale esca dallo stato “Scarso”, a condizione che il monitoraggio di routine certifichi che i valori dei due parametri restino sempre sotto i limiti previsti.

Parametri Classi di Qualità
Eccellente Buona Sufficiente Scarsa
Enterococchi intestinali 200* 400* 330** > 330**
Escherichia coli 500* 1000* 900** > 900**
Limiti inferiori delle classi di qualità delle acque di balneazione
MPN o ufc/100 ml, (*) Basato sulla valutazione del 95° percentile, (**) Basato sulla valutazione del 90° percentile
Informazioni e risorse aggiuntive

  Portale di Arpa Piemonte "La balneazione in Piemonte" https://webgis.arpa.piemonte.it/balneazione-piemonte/home

Regione Piemonte Sorveglianza acque di piscina e di balneazione https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/sorveglianza-acque-piscina-balneazione

Organizzazione Mondiale della Sanità Guidelines on recreational water quality: Volume 1 coastal and fresh waters https://www.who.int/publications/i/item/9789240031302

Direttiva 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006 , relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32006L0007&qid=1644661927554

Decreto legislativo 30 maggio 2008 , n. 116 Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/CEE https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=25984

Decreto 30 marzo 2010 Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonché' modalita' e specifiche tecniche per l'attuazione del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, di recepimento della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualita' delle acque di balneazione. https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=33787

Ministero della Salute Decreto 19 aprile 2018 Modifica del decreto 30 marzo 2010, recante: «Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonché' modalita' e specifiche tecniche per l'attuazione del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, di recepimento della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualita' delle acque di balneazione»   https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=65365

Rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità:

Bathing water EU rules to ensure clean and high-quality bathing water across Europe https://ec.europa.eu/environment/water/water-bathing/index_en.html

Il Portale Acque del Ministero della Salute  https://www.portaleacque.salute.gov.it/PortaleAcquePubblico/homeBalneazione.do

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Acqua

I geositi

I geositi rappresentano la geodiversità di un territorio, intesa come gamma dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici caratteristici di una data area. La varietà degli ambienti geologici risulta essere essenziale anche per la biodiversità in generale, in quanto tale varietà risulta determinante per l’integrità e la tipizzazione degli ecosistemi.

Secondo la definizione riportata da ISPRA, un geosito può essere definito come qualsiasi "località, area o territorio in cui è possibile individuare un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione".

Il Piemonte è caratterizzato da una straordinaria geodiversità, con la presenza di rocce che rappresentano i più disparati ambienti geologici e di ambienti quaternari di considerevole rilevanza. Sono pertanto presenti numerosissimi geositi, già catalogati dall’Inventario Nazionale dei Geositi.

Attività amministrativa 2025 

Con la DGR n. 20-1144 del 26 maggio 2025, è stato istituito formalmente il "Catasto regionale dei geositi".
In linea con l'Allegato 1 della suddetta DGR, è stata definita l'organizzazione dei dati, strutturando il Catasto come un archivio fruibile in rete composto da schede tecniche suddivise in una sezione descrittiva (identificazione, inquadramento geografico e geologico) e una sezione di valutazione (analisi scientifica, rarità, stato di conservazione e rischio di degradazione).
Con la DD 1109/2025 - Allegato 1 sono stati approvati i primi 23 geositi rappresentativi del patrimonio geologico piemontese, primi e più rappresentativi della Regione.
Con la DD 1109/2025 - Allegato 2 è stata emessa la Manifestazione di Interesse attraverso cui i vari stakeholders hanno potuto proporre dei geositi (elencati in seguito).

Progettazione e sviluppo del portale di valorizzazione 

Nel corso dell’anno 2025 è stato progettato e sviluppato da parte di Arpa Piemonte il portale della valorizzazione. L’applicazione, denominata Geositi Piemonte, è basata su tecnologia web e su un database copia, nella struttura e nei contenuti, di quello su cui è stato costruito il sistema di raccolta dati sviluppato nel 2024.  

L’interfaccia del portale si articola in tre sezioni (Fig. 1): 

  • una home page con un’introduzione generale ai geositi, al contesto normativo ed ai contenuti del portale;
  • la pagina della cartografia di ubicazione dei geositi (“Mappa”) che funge da porta di accesso alle pagine descrittive degli stessi;
  • la pagina dei crediti con informazioni relative al gruppo di lavoro e progettazione e sviluppo del portale. 

Le pagine di approfondimento dei singoli geositi sono applicazioni narrative declinate secondo i principi dello storytelling in contesto geografico (Story Map).

Figura 1. La home page del portale di valorizzazione. 

La pagina “Mappa” implementa funzioni di ricerca e filtraggio dei geositi per nome, provincia e interesse scientifico primario (Fig. 2).

Figura 2. La cartografia dei geositi in Piemonte. A sinistra è presente il pannello con l’elenco dei geositi. L’elenco può essere filtrato per nome, provincia e interesse scientifico primario. Cliccando su uno dei siti filtrati si accede alla story map del geosito.

Le Story Map sono organizzate in due parti: una sezione superiore dedicata all’inquadramento geografico del geosito, una inferiore che richiama il contenuto della sua scheda di dettaglio. L’applicazione è stata progettata secondo un approccio responsive, in modo da adattare il layout agli schermi dei dispositivi più comuni (Fig.  3). L’applicazione è stata inoltre oggetto di validazione di accessibilità secondo le linee guida WCAG 2.1 livello AA, ottenendo una elevata conformità. 

Figura 3. Il portale visualizzato in uno smartphone Android 

Alimentazione del catasto regionale e revisione dei geositi proposti  

In continuità con l’attività svolta nel 2024, l’alimentazione del catasto regionale dei geositi e la revisione dei geositi inseriti è avvenuta mediante la webapp di inserimento dei dati predisposta da Arpa Piemonte. La revisione ha interessato gran parte dei 23 geositi del primo elenco approvato nel 2024 al fine di omogeneizzare le informazioni ed eliminare eventuali incongruenze.

Come descritto sopra, seguendo i dettami della Legge Regionale n. 23/23, nel 2025 è stato indetto da parte di Regione Piemonte un avviso pubblico per la presentazione di manifestazione di interesse per la segnalazione di nuovi geositi. L’avviso, pubblicato ad inizio giugno, si è chiuso il 31 agosto 2025. 

Alla chiusura dell’avviso risultavano pervenute 43 nuove proposte di geositi da parte di 16 proponenti, così rappresentati:  

  • Ente di gestione del Parco paleontologico astigiano
  • Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore
  • Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali
  • Ente di gestione Sacri Monti
  • Sesia - Val Grande Geopark
  • GAL Montagne biellesi
  • Città Metropolitana di Torino
  • Comune di Barbaresco
  • Comune di Pino T.se
  • Comune di Gassino t.se
  • Fondazione della Comunità chierese
  • Associazione “x fare” o.d.v. Superga – P. A. “Andrei Periboschi”
  • Terre Derthona Gavi
  • Associazione Pangea APS
  • Dott. Geol. M. Pilade
  • Dott. Geol. P. Sassone 

È stato quindi costituito un gruppo di lavoro ristretto tra UniTO, Regione e Arpa finalizzato alla analisi e valutazione delle nuove proposte di geositi. Le proposte sono state valutate sia dal punto di vista formale che dal punto di vista dei contenuti e le valutazioni effettuate dai singoli componenti sono state condivise. 
A seguito del lavoro di analisi e valutazione, i 43 geositi sono risultati in buona parte ad un buon livello di preparazione mentre in minima parte necessitavano di integrazioni e modifiche sostanziali. Sono stati suggeriti ai proponenti accorpamenti laddove i geositi proposti risultavano sovrapposti per tematica a geositi esistenti o riconducibili ad itinerari che potevano unire più geositi affini per tematica e in continuità territoriale.  Al termine, si è giunti all’approvazione (formalizzata nel gennaio 2026) di ulteriori 30 geositi. 
Una valutazione di insieme delle manifestazioni di interesse presentate evidenzia come la distribuzione dei geositi sul territorio non risulti uniforme, in modo non correlabile direttamente con la geodiversità del territorio piemontese ma piuttosto imputabile al differente livello di attenzione che l’avviso ha suscitato nei diversi soggetti potenzialmente interessati. Di conseguenza, la configurazione attuale del catasto dei geositi a seguito dell’integrazione di quelli derivanti dal recepimento delle manifestazioni di interesse (Fig. 4) richiederà nel futuro ulteriori integrazioni al fine di completare la rappresentazione della geodiversità del territorio. 

Figura 4 . Elementi statistici sui geositi presenti nel Catasto.

In questa fase interlocutoria, è stato avviato anche un confronto con ISPRA – Tavolo sul Patrimonio Geologico al fine di allineare i dati ed i portali di pubblicazione dei geositi. Infatti, è stato da poco pubblicato il portale nazionale dei geositi che dovrà a breve essere allineato con l’avanzamento lavori in Piemonte.

Tra i nuovi geositi proposti, in particolare, Arpa Piemonte ha seguito direttamente la proposta di geosito denominato “Block streams del Colle del Lys” proposto dal settore Ente di gestione delle Aree Protette della Città Metropolitana di Torino. L’interesse per questo geosito è stato legato alla organizzazione congiunta Arpa Piemonte - Città Metropolitana di Torino del geoevento “Dalla Tetide alla Alpi attraverso il Colle del Lys” nell’ambito del Festival Nazionale di promozione delle Geoscienze “Settimana del Pianeta Terra”. Per l’occasione è stata organizzata una geoescursione (Fig. 5) a cui hanno partecipato decine di cittadini/e, una visita all’ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys ed una mostra sulla geologia dell’area, mostra che è stata esposta anche nella sede di Arpa Piemonte per tutto il mese di ottobre 2025 ed in seguito ha iniziato a circolare in vari siti come mostra itinerante (Fig. 6). 

Figura 5. Geoescursione con la cittadinanza per il geoevento “Dalla Tetide alla Alpi attraverso il Colle del Lys” nell’ambito del Festival Nazionale di promozione delle Geoscienze “Settimana del Pianeta Terra” nell'ottobre 2025.
Figura 6. Mostra sulla geologia dell’area, esposta nella sede di Arpa Piemonte nel mese di ottobre 2025.
Informazioni e risorse aggiuntive

Deliberazione della Giunta Regionale 26 maggio 2025, n. 20-1144 
Legge regionale n. 23/2023. Regolamento regionale n. 7/R/2024. Istituzione del ''Catasto 
regionale dei geositi'' ed approvazione delle disposizioni sulla sua organizzazione e gestione https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2025/22/attach/dgr_01144_1050_26052025.pdf 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

I geositi rappresentano la geodiversità di un territorio, intesa come gamma dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici caratteristici di una data area. La varietà degli ambienti geologici risulta essere essenziale anche per la biodiversità in generale, in quanto tale varietà risulta determinante per l’integrità e la tipizzazione degli ecosistemi.

Secondo la definizione riportata da ISPRA, un geosito può essere definito come qualsiasi "località, area o territorio in cui è possibile individuare un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione".

Il Piemonte è caratterizzato da una straordinaria geodiversità, con la presenza di rocce che rappresentano i più disparati ambienti geologici e di ambienti quaternari di considerevole rilevanza. Sono pertanto presenti numerosissimi geositi, già catalogati dall’Inventario Nazionale dei Geositi.

Attività amministrativa 2025 

Con la DGR n. 20-1144 del 26 maggio 2025, è stato istituito formalmente il "Catasto regionale dei geositi".
In linea con l'Allegato 1 della suddetta DGR, è stata definita l'organizzazione dei dati, strutturando il Catasto come un archivio fruibile in rete composto da schede tecniche suddivise in una sezione descrittiva (identificazione, inquadramento geografico e geologico) e una sezione di valutazione (analisi scientifica, rarità, stato di conservazione e rischio di degradazione).
Con la DD 1109/2025 - Allegato 1 sono stati approvati i primi 23 geositi rappresentativi del patrimonio geologico piemontese, primi e più rappresentativi della Regione.
Con la DD 1109/2025 - Allegato 2 è stata emessa la Manifestazione di Interesse attraverso cui i vari stakeholders hanno potuto proporre dei geositi (elencati in seguito).

Progettazione e sviluppo del portale di valorizzazione 

Nel corso dell’anno 2025 è stato progettato e sviluppato da parte di Arpa Piemonte il portale della valorizzazione. L’applicazione, denominata Geositi Piemonte, è basata su tecnologia web e su un database copia, nella struttura e nei contenuti, di quello su cui è stato costruito il sistema di raccolta dati sviluppato nel 2024.  

L’interfaccia del portale si articola in tre sezioni (Fig. 1): 

  • una home page con un’introduzione generale ai geositi, al contesto normativo ed ai contenuti del portale;
  • la pagina della cartografia di ubicazione dei geositi (“Mappa”) che funge da porta di accesso alle pagine descrittive degli stessi;
  • la pagina dei crediti con informazioni relative al gruppo di lavoro e progettazione e sviluppo del portale. 

Le pagine di approfondimento dei singoli geositi sono applicazioni narrative declinate secondo i principi dello storytelling in contesto geografico (Story Map).

Figura 1. La home page del portale di valorizzazione. 

La pagina “Mappa” implementa funzioni di ricerca e filtraggio dei geositi per nome, provincia e interesse scientifico primario (Fig. 2).

Figura 2. La cartografia dei geositi in Piemonte. A sinistra è presente il pannello con l’elenco dei geositi. L’elenco può essere filtrato per nome, provincia e interesse scientifico primario. Cliccando su uno dei siti filtrati si accede alla story map del geosito.

Le Story Map sono organizzate in due parti: una sezione superiore dedicata all’inquadramento geografico del geosito, una inferiore che richiama il contenuto della sua scheda di dettaglio. L’applicazione è stata progettata secondo un approccio responsive, in modo da adattare il layout agli schermi dei dispositivi più comuni (Fig.  3). L’applicazione è stata inoltre oggetto di validazione di accessibilità secondo le linee guida WCAG 2.1 livello AA, ottenendo una elevata conformità. 

Figura 3. Il portale visualizzato in uno smartphone Android 

Alimentazione del catasto regionale e revisione dei geositi proposti  

In continuità con l’attività svolta nel 2024, l’alimentazione del catasto regionale dei geositi e la revisione dei geositi inseriti è avvenuta mediante la webapp di inserimento dei dati predisposta da Arpa Piemonte. La revisione ha interessato gran parte dei 23 geositi del primo elenco approvato nel 2024 al fine di omogeneizzare le informazioni ed eliminare eventuali incongruenze.

Come descritto sopra, seguendo i dettami della Legge Regionale n. 23/23, nel 2025 è stato indetto da parte di Regione Piemonte un avviso pubblico per la presentazione di manifestazione di interesse per la segnalazione di nuovi geositi. L’avviso, pubblicato ad inizio giugno, si è chiuso il 31 agosto 2025. 

Alla chiusura dell’avviso risultavano pervenute 43 nuove proposte di geositi da parte di 16 proponenti, così rappresentati:  

  • Ente di gestione del Parco paleontologico astigiano
  • Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore
  • Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali
  • Ente di gestione Sacri Monti
  • Sesia - Val Grande Geopark
  • GAL Montagne biellesi
  • Città Metropolitana di Torino
  • Comune di Barbaresco
  • Comune di Pino T.se
  • Comune di Gassino t.se
  • Fondazione della Comunità chierese
  • Associazione “x fare” o.d.v. Superga – P. A. “Andrei Periboschi”
  • Terre Derthona Gavi
  • Associazione Pangea APS
  • Dott. Geol. M. Pilade
  • Dott. Geol. P. Sassone 

È stato quindi costituito un gruppo di lavoro ristretto tra UniTO, Regione e Arpa finalizzato alla analisi e valutazione delle nuove proposte di geositi. Le proposte sono state valutate sia dal punto di vista formale che dal punto di vista dei contenuti e le valutazioni effettuate dai singoli componenti sono state condivise. 
A seguito del lavoro di analisi e valutazione, i 43 geositi sono risultati in buona parte ad un buon livello di preparazione mentre in minima parte necessitavano di integrazioni e modifiche sostanziali. Sono stati suggeriti ai proponenti accorpamenti laddove i geositi proposti risultavano sovrapposti per tematica a geositi esistenti o riconducibili ad itinerari che potevano unire più geositi affini per tematica e in continuità territoriale.  Al termine, si è giunti all’approvazione (formalizzata nel gennaio 2026) di ulteriori 30 geositi. 
Una valutazione di insieme delle manifestazioni di interesse presentate evidenzia come la distribuzione dei geositi sul territorio non risulti uniforme, in modo non correlabile direttamente con la geodiversità del territorio piemontese ma piuttosto imputabile al differente livello di attenzione che l’avviso ha suscitato nei diversi soggetti potenzialmente interessati. Di conseguenza, la configurazione attuale del catasto dei geositi a seguito dell’integrazione di quelli derivanti dal recepimento delle manifestazioni di interesse (Fig. 4) richiederà nel futuro ulteriori integrazioni al fine di completare la rappresentazione della geodiversità del territorio. 

Figura 4 . Elementi statistici sui geositi presenti nel Catasto.

In questa fase interlocutoria, è stato avviato anche un confronto con ISPRA – Tavolo sul Patrimonio Geologico al fine di allineare i dati ed i portali di pubblicazione dei geositi. Infatti, è stato da poco pubblicato il portale nazionale dei geositi che dovrà a breve essere allineato con l’avanzamento lavori in Piemonte.

Tra i nuovi geositi proposti, in particolare, Arpa Piemonte ha seguito direttamente la proposta di geosito denominato “Block streams del Colle del Lys” proposto dal settore Ente di gestione delle Aree Protette della Città Metropolitana di Torino. L’interesse per questo geosito è stato legato alla organizzazione congiunta Arpa Piemonte - Città Metropolitana di Torino del geoevento “Dalla Tetide alla Alpi attraverso il Colle del Lys” nell’ambito del Festival Nazionale di promozione delle Geoscienze “Settimana del Pianeta Terra”. Per l’occasione è stata organizzata una geoescursione (Fig. 5) a cui hanno partecipato decine di cittadini/e, una visita all’ecomuseo della Resistenza del Colle del Lys ed una mostra sulla geologia dell’area, mostra che è stata esposta anche nella sede di Arpa Piemonte per tutto il mese di ottobre 2025 ed in seguito ha iniziato a circolare in vari siti come mostra itinerante (Fig. 6). 

Figura 5. Geoescursione con la cittadinanza per il geoevento “Dalla Tetide alla Alpi attraverso il Colle del Lys” nell’ambito del Festival Nazionale di promozione delle Geoscienze “Settimana del Pianeta Terra” nell'ottobre 2025.
Figura 6. Mostra sulla geologia dell’area, esposta nella sede di Arpa Piemonte nel mese di ottobre 2025.
Informazioni e risorse aggiuntive

Deliberazione della Giunta Regionale 26 maggio 2025, n. 20-1144 
Legge regionale n. 23/2023. Regolamento regionale n. 7/R/2024. Istituzione del ''Catasto 
regionale dei geositi'' ed approvazione delle disposizioni sulla sua organizzazione e gestione https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2025/22/attach/dgr_01144_1050_26052025.pdf 

Anno
2026

Mappatura delle coperture in cemento amianto

Anno
2026

Dal 2013 Arpa Piemonte e Regione Piemonte sono impegnate nella mappatura delle coperture potenzialmente contenenti amianto.

L'attività è stata avviata attraverso una prima mappatura speditiva realizzata attraverso tecniche di telerilevamento, basate sull’uso combinato delle bande del visibile e dell’infrarosso vicino, delle ortoimmagini prodotte dalla Regione Piemonte con voli del 2009 e 2010.

Nel 2020 la mappatura speditiva fino ad allora realizzata per il riconoscimento e la classificazione delle coperture in cemento amianto è stata integrata con nuovi metodi di analisi di immagine basati su deep learning con reti neurali. Per l’addestramento del modello su base multitemporale sono state utilizzate tutte le ortoimmagini disponibili su scala regionale nel periodo di riferimento ed in particolare le riprese del volo regionale ICE del 2010, le riprese AGEA 2015, 2018 e le allora più recenti immagini disponibili sul territorio regionale del servizio Google Maps (date variabili 2018-2020, "Map data © 2018,2019,2020 Google").

Sulla base della mappatura speditiva sono stati organizzati i sopralluoghi e le verifiche in situ da parte dei tecnici di Arpa Piemonte finalizzati ad accertare i casi di presenza id cemento amianto.

I risultati delle verifiche sono pubblicati dal 2014 sul Portale amianto in Piemonte, sezione "amianto antropico", e sono aggiornati quotidianamente, man mano che procedono i controlli.

 

Home page portale amianto in Piemonte - Fonte Geoportale Arpa Piemonte

Allo scopo di offrire ai cittadini il quadro conoscitivo più esaustivo dell'indagine condotta in Piemonte, da oggi la sezione dell'"amianto antropico" è stata arricchita della mappatura speditiva che si va ad aggiungere all'informazione fino ad ora presente sul geoportale ovvero i risultati dei controlli in situ.

Nella mappa sono dunque rappresentati anche i casi individuati da telerilevamento, grazie anche all'integrazione con innovative tecniche di deep learning con reti neurali.

Siti sui quali verificare la presenza di amianto nelle coperture - Fonte Arpa Piemonte

A fine 2025 risultano presenti nel database circa 12567 coperture bonificate e 56873 coperture con potenziale presenza di cemento amianto o parzialmente bonificate, per un totale di oltre 70000 controlli effettuati.

Per i punti individuati da telerilevamento e ancora da sottoporre a verifica, si fa presente che si riferiscono allo stato di fatto del 2018 e pertanto nel periodo successivo potrebbero essere stati bonificati.

L'avanzamento delle verifiche eseguite dall'Arpa è disponibile in tempo reale nel Portale amianto in Piemonte, nella sezione "Amianto antropico - indicatori".

Indicatori dell'avanzamento della mappatura dell'amianto antropico - Fonte Arpa Piemonte

Dalla sezione "Open data" del portale dell'amianto è possibile accedere anche allo scarico dei dati, alla metadocumentazione e ai servizi interoperabili pubblicati secondo i protocolli WMS e WFS.

Mappatura dei manufatti diversi dalle coperture

Per quanto riguarda la mappatura di manufatti diversi dalle coperture, lo strumento di rilevazione è costituito dalle comunicazioni previste dall'art. 9 della L.R. 30/2008 e specificate dalla D.G.R. 29 dicembre 2016, n. 58-4532.

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Mappatura delle aree prioritarie per il radon

Anno
2026

La mappatura del radon consiste nel caratterizzare la distribuzione territoriale della concentrazione del radon negli edifici, generalmente su base comunale. 

In Piemonte, utilizzando i dati sperimentali raccolti nel corso degli anni mediante misure annuali di radon in abitazioni e scuole, integrati con le conoscenze relative al contenuto di minerali radioattivi nelle unità geolitologiche regionali, è stato possibile stimare la concentrazione media di radon nelle aree edificate di ciascun Comune.

È importante sottolineare che la mappatura del radon, per quanto dettagliata, non può sostituire la valutazione puntuale della concentrazione in uno specifico edificio, che è ottenibile esclusivamente mediante una misura sperimentale diretta.

L’utilità principale delle mappe di radon risiede nel loro impiego ai fini della prevenzione, in particolare nelle aree maggiormente interessate dal fenomeno.

Sulla base dei valori delle medie comunali sono state identificate le aree prioritarie ai sensi del Decreto Legislativo n°101 del 2020

Tale norma prevede, infatti, che le Regioni identifichino le zone in cui estendere l’obbligo delle misure di radon nei luoghi di lavoro, non solo nei locali interrati ma anche nei seminterrati e al piano terra, e promuovano azioni di informazione e sensibilizzazione per favorire la misura del radon anche nelle abitazioni private.

L’11 gennaio 2024, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato adottato il piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032 che, tra l'altro, definisce con più precisione le aree prioritarie e fornisce strumenti alle Regioni che ancora non hanno provveduto a individuarle.  

Al momento, infatti, solo alcune Regioni italiane, tra cui il Piemonte, hanno pubblicato l’elenco delle aree prioritarie individuate in base al criterio per cui la probabilità di misurare un valore di concentrazione di radon superiore al Livello di Riferimento di 300 Bq/m3 sia maggiore del 15%. 

La Regione Piemonte, col supporto tecnico di Arpa Piemonte, ha infatti provveduto ad individuare e pubblicare le Aree Prioritarie, costituite da un elenco, attualmente di 37 comuni, sui quali sono indirizzate in via prioritaria le azioni di prevenzione e riduzione del rischio associato a questo pericoloso inquinante naturale.

Accanto a tali aree, sono state individuate le “aree di attenzione” ossia un elenco aggiuntivo, rispetto alle aree prioritarie, privo di qualsiasi effetto giuridico, ma utile a orientare futuri studi e approfondimenti. 

Sia le medie comunali che le aree prioritarie e le aree di attenzione sono disponibili sul   geoportale di Arpa Piemonte. 

Come negli anni precedenti, anche quest’anno proseguiranno una serie di incontri con la cittadinanza organizzati dalla Regione e da ARPA dal titolo “Il gas radon nelle abitazioni. Cos’è e come difenderci”. Queste iniziative, finalizzate a informare sul rischio radon e a promuovere la misura nelle aree prioritarie, prevedono la distribuzione gratuita di dosimetri per la misura del radon nelle abitazioni private, adottando un approccio di citizen science come strategia per la riduzione dell’esposizione radon nelle abitazioni. 

Nel 2025 sono state effettuate 121 misurazioni presso le abitazioni dei cittadini che hanno aderito alle iniziative finora organizzate, nelle provincie di Verbania e Alessandria.

È inoltre in corso, dal 2023, nei Comuni classificati come aree prioritarie, la campagna di misura del radon negli edifici di edilizia residenziale pubblica e nelle scuole, con un totale, ad oggi, di 615 misure effettuate.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED

Adozione del piano nazionale d'azione per il radon 2023-2032 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/02/21/24A00877/SG

Comunicato della Regione Piemonte Individuazione delle aree nelle quali la stima della percentuale di edifici situati al piano terra che superano i 300 Bq/m³ in termini di concentrazione media annua di attivita' di radon, e' superiore al 15% (c.d. «aree prioritarie»). https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/04/20/23A02331/sg

  Geoportale di Arpa Piemonte Aree prioritarie e medie comunali di concentrazione di radon https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=2d2fb8900b6b4e9ba536c6bc4123d844

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Radiazioni ionizzanti

Siti nucleari in Piemonte e dose efficace all’individuo rappresentativo

Anno
2026

Ogni anno viene effettuata la stima della dose efficace per l’individuo rappresentativo della popolazione per i tre siti nucleari presenti in Piemonte, utilizzando come dati di base i risultati analitici del monitoraggio radiologico

La stima viene confrontata con il limite per la non rilevanza radiologica fissato in 10 µSv/anno (micro Sievert all'anno) che secondo i più recenti indirizzi nazionali ed internazionali è il limite da considerare per l’esposizione a sorgenti di radiazioni artificiali.

Alla dose efficace possono contribuire, attraverso differenti vie critiche di esposizione, sia matrici alimentari sia matrici ambientali

Le matrici rilevanti per la stima e i radionuclidi di riferimento sono stati individuati per ciascun sito in funzione delle caratteristiche degli impianti, dei punti di campionamento, della radiotossicità e del comportamento chimico dei radionuclidi stessi.

Le attività di monitoraggio hanno consentito di verificare il rispetto nel tempo del limite di non rilevanza radiologica di 10 µSv/anno per l’individuo rappresentativo della popolazione per tutti e tre i siti nucleari piemontesi.

Fonte Arpa Piemonte
Fonte Arpa Piemonte
Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

  Il monitoraggio radiologico sul geoportale di Arpa Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=9c6464a517b340caaf86a1c87b72e3bb

Arpa Piemonte Relazioni tecniche di dettaglio http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/siti-nucleari/ ,https://www.arpa.piemonte.it/ricerca/pubblicazioni?field_tema_target_id=77

Sievert - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sievert

Dosimetria - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Dosimetria

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240530

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Radiazioni ionizzanti

La mappatura dell'amianto di origine naturale

Anno
2026

La mappatura ha come finalità l'individuazione e la delimitazione dei siti con presenza di amianto, consentendo altresì di disporre di elementi di valutazione, in continuo aggiornamento, utili a definire le attività di pianificazione regionale.

La mappatura si svolge mediante più step di aggiornamento ed implementazione delle informazioni, con approfondimenti di dettaglio che vengono resi disponibili on-line; la consultazione dei dati rilevati può avere luogo tramite il   Geoportale di Arpa Piemonte.

Il progetto di mappatura dell’amianto naturale nasce a seguito del D.M. 18 marzo 2003, n. 101 “Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell’articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93” che prevede, come specificato nell’allegato A - categoria 3 “Criteri per la mappatura della presenza di amianto nell’ambiente naturale”, la mappatura di ammassi rocciosi caratterizzati dalla presenza di amianto e delle attività estrattive (in esercizio o dismesse) relative a rocce e minerali con presenza di amianto o comunque ubicate in aree indiziate per la presenza di amianto.

La mappatura dell'amianto naturale deriva dall'analisi di diverse fonti informative relative alla presenza di rocce basiche e ultrabasiche che possono essere sede di locali concentrazioni di minerali asbestiformi ai sensi del D.M. 18 marzo 2003, n.101.

In particolare, le fonti utilizzate sono:

  • Carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000;
  • nuova Carta Geologica d’Italia (CARG) alla scala 1:50.000 e a scala 1:25.000 laddove disponibili;
  • i permessi di ricerca e le concessioni minerarie, derivate dall’archivio storico di Torino di documentazione tra la metà degli anni ’30 e la metà degli anni ’60;
  • documentazione derivata da attività istruttorie di Arpa Piemonte e campionamenti specifici di Arpa;
  • rilievi geologici e sopralluoghi;
  • fonti bibliografiche.

Le litologie selezionate sono state classificate e suddivise in livelli tematici e dataset e distinte in cinque gruppi in termini di Probabilità di Occorrenza di Minerali di Amianto:

  • Classe di probabilità alta
  • Classe di probabilità medio-alta
  • Classe di probabilità media
  • Classe di probabilità medio-bassa
  • Classe di probabilità bassa

La metodologia è rivolta alla classificazione della probabilità di occorrenza di minerali di amianto (POMA) dei depositi detritici. In particolare, l’attività di classificazione dei depositi detritici è continuata utilizzando il criterio geometrico, ovvero è stato possibile associare al singolo deposito detritico il medesimo livello di POMA di quello del substrato su cui si sviluppa sulla base della sovrapposizione di informazioni ottenute attraverso “l’overlay topologico” in ambiente GIS (sovrapposizione tra poligoni di depositi detritici e poligoni di substrato roccioso). 

Mediante le funzioni di overlay è stato possibile attribuire al deposito detritico, indipendentemente dalla tipologia del deposito (che possa derivare da movimenti franosi di versante, da processi erosionali, deposizionali glaciali o fluviali, coltri eluvio-colluviali ecc.), la classe di POMA del substrato sottostante. 

In base a questo criterio di classificazione sono stati classificati per il 2025 in banca dati più di 1000 depositi detritici relativamente alle aree corrispondenti ai fogli geologici del progetto CARG (Foglio Bardonecchia). Inoltre, dopo una prima fase di sperimentazione condotta nel 2024, nel 2025 è iniziata la classificazione attraverso il “criterio geologico-geomorfologico”, ossia sulla base di interpretazioni geologico-geomorfologiche laddove è stato possibile associare al singolo deposito detritico il medesimo livello di POMA di quello del substrato su cui si sviluppa. 

Questo criterio è stato utilizzato nel caso in cui il criterio geometrico non permetta di fare una classificazione diretta attraverso “l’overlay topologico” in ambiente GIS. Si tratta di valutare singolarmente e di volta in volta il deposito detritico in base alla tipologia e al processo evolutivo (erosionale, deposizionale, gravitazionale, alterazioni in situ, ecc.) che lo hanno generato.

La normativa italiana con il termine “amianto” indica 6 minerali fibrosi: l’actinolite d’amianto, la grunerite d’amianto (amosite), l’antofillite d’amianto, il crisotilo, la crocidolite e la tremolite d’amianto.

È importante evidenziare che i minerali di amianto non sono distribuiti in maniera ubiquitaria all’interno dei litotipi ad alta probabilità di occorrenza di minerali di amianto, ma sono spesso associatia zone intensamente fratturate.

Si sottolinea infine che la cartografia geologica prodotta riporta come informazione di base gli areali in cui, in relazione alle rocce riconosciute in affioramento o sub-affioramento, potrebbero rinvenirsi mineralizzazioni di amianto: essa, quindi, non indica se l’amianto è presente o meno in una determinata area. La determinazione dell’effettiva presenza o assenza dei minerali classificati come amianto può essere infatti effettuata solo attraverso un rilievo geologico di dettaglio in sito e dall’analisi petrografico-mineralogica dei campioni prelevati.

Informazioni e risorse aggiuntive

D.M. 18 marzo 2003, n. 101 “Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell’articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/05/09/003G0126/sg

LEGGE 23 marzo 2001, n. 93 Disposizioni in campo ambientale. https://www.normattiva.it/eli/id/2001/04/04/001G0148/CONSOLIDATED/20240527

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008 "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

D.G.R. n. 58-4532 del 29 dicembre 2016- “Definizione delle modalità di comunicazione della presenza di amianto ai sensi dell'art. 9 della L.R. 30/2008, in attuazione del Piano Regionale Amianto per gli anni 2016-2020 approvato con D.C.R. 1 marzo 2016, n. 124 – 7279” http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2017/04/attach/dgr_04532_930_29122016.pdf

  Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

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Linee guida per indagini geologiche in aree caratterizzate dalla presenza di amianto

Anno
2026

A seguito di un'intensa attività condotta in sinergia tra Arpa Piemonte e Regione Piemonte nel corso del 2019, con D.G.R. 14 febbraio 2020, n. 14-1010 è stato adottato un documento di linee guida che fornisce indicazioni ed indirizzi per la realizzazione di indagini geologiche nelle aree interessate dalla presenza naturale di amianto

Il documento si inserisce nel quadro della L.R. 30/2008 "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" e si pone come uno strumento di supporto a professionisti ed Amministrazioni che operano in contesti caratterizzati dalla presenza naturale di amianto. 

Il tema dell’amianto rappresenta per il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) uno dei principali ambiti di interesse e intervento, a causa delle problematiche ambientali e sanitarie connesse e del significativo impatto socio-economico. In tale contesto è stata redatta la “Linea guida per lo scavo, la movimentazione e il trasporto delle terre e rocce da scavo con amianto naturale e per i relativi criteri di monitoraggio” (Delibera del Consiglio SNPA, seduta del 22.02.2023, Doc. n. 197/23).
La linea guida si propone di fornire indicazioni tecniche per la gestione degli interventi in aree interessate dalla presenza di formazioni ofiolitiche (cosiddette “Pietre verdi”) o, più in generale, dalla presenza di materiali fibrosi naturali. Le indicazioni contenute nel documento derivano dalle migliori pratiche sviluppate a livello nazionale e internazionale, nonché dalle esperienze maturate dalle agenzie di protezione ambientale maggiormente impegnate in questo ambito.

Informazioni e risorse aggiuntive

Linee guida per indagini geologiche in aree caratterizzate dalla presenza di amianto http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/09/attach/dgr_01010_1050_14022020.pdf

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