Pubblicabile

Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

La rete ecologica della Regione Piemonte

Anno
2026

Fin dalla approvazione della Legge regionale 19/2009 la Regione Piemonte ha individua gli elementi della rete ecologica regionale, costituita dalle aree protette e dalla Rete Natura 2000 oltre a corridoi ecologici e “altre aree ed elementi territoriali importanti per la biodiversità”. 

In seguito a tali disposizioni normative, nell’ambito della pianificazione a livello comunale, provinciale e regionale, sono stati approvati diversi strumenti di pianificazione; si tratta però di approcci basati su presupposti metodologici diversi che hanno portato all’individuazione sul territorio di reti ecologiche molto diversificate e alla definizione di strumenti di pianificazione non sempre coordinati ed integrati fra loro.

Con D.G.R. n. 27-7183 del 3 marzo 2014 la Regione Piemonte ha riconosciuto la necessità di definire un unico disegno di rete che rappresenti in maniera più adeguata la distribuzione della biodiversità e la connettività ecologica del territorio regionale. 

La metodologia di individuazione degli elementi della rete ecologica regionale è stata approvata con DGR n. 52-1979 del 31 luglio 2015.
Inoltre, in base alla DGR n. 1 – 2681 del 29 dicembre 2020 si è stabilito che le attività di identificazione della rete ecologica a livello comunale e provinciale devono essere coerenti e conformi alla suddetta metodologia.

La metodologia regionale di redazione della rete ecologica

In sintesi, la metodologia regionale prevede di individuare le aree a valore ecologico e la carta della connettività ecologica sulla base della carta degli habitat (secondo classificazione EUNIS) fino ai 1400 mt di quota, realizzata mediante banche dati e cartografie disponibili in Piemonte (BDTRE, Carta Forestale, e Anagrafe Agricola).

Nel corso del 2023 è stata completata l’elaborazione della metodologia per l’intero territorio regionale le cui risultanze sono scaricabili dal Geoportale della Regione Piemonte suddivise per province; è in fase di elaborazione un WMS unico a livello regionale di tutti gli elementi della rete ecologica che sarà reso disponibile sul Geoportale.

Carta degli habitat del Piemonte secondo la classificazione EUNIS - Fonte Arpa Piemonte
Legenda degli habitat del Piemonte secondo la classificazione EUNIS - Fonte Arpa Piemonte

Negli scorsi anni con il Progetto Integrato ALCOTRA Italia/Francia Biodiv'connect, e con il progetto Novara in Rete è stato realizzato il disegno di rete ecologica rispettivamente delle due province affiancando alla metodologia regionale, descritta precedentemente, il metodo expert based che prevede approfondimenti specifici con monitoraggi e verifiche in campo. Nel corso del 2025 è stato applicato il metodo expert based anche per le Province di Alessandria, Vercelli e Biella.

Metodo expert based

Il coinvolgimento degli esperti locali, già sperimentato per la definizione del disegno di rete ecologica della Provincia di Novara e Cuneo con ottimi risultati, si basa sul coinvolgimento di esperti delle componenti specifiche animali o vegetali sul territorio indagato per individuare le aree con maggior ricchezza di habitat e specie di un determinato territorio – aree sorgente – e le aree prioritarie per la biodiversità.

La sintesi dei due metodi e i risultati finali

Per l'individuazione degli elementi di connessione ecologica si è fatto affidamento principalmente alla metodologia regionale e ad una campagna di verifiche e monitoraggi in campo mediante i quali sono stati definiti i corridoi ecologici principali oltre a definire nel dettaglio gli ultimi "varchi" ancora esistenti che permettono alla fauna di attraversare anche gli ambiti maggiormente impattati dalla presenza antropica. 

Con il contributo degli esperti, oltre alle cartografie di sintesi delle diverse componenti della rete ecologica provinciale, sono state realizzate delle schede monografiche descrittive delle aree sorgente e dei varchi rilevati sul territorio provinciale. Tutta la documentazione per la provincia di Cuneo è scaricabile alla pagina web: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/biodiversita-aree-naturali/rete-ecologica-provincia-cuneo-progetto-biodivconnect

Applicazioni della rete ecologica

Gli elementi della rete ecologica individuati sono un riferimento per inserire la tutela della biodiversità negli strumenti di pianificazione locale (piani provinciali e PRGC), nell'ambito delle procedure di valutazione ambientale (VIA, VAS, VINCA) e sarà uno dei riferimenti della Carta della Natura Regionale ai sensi dell’art 3 della LR 19/2009. Nel 2026 è in previsione un aggiornamento degli elementi della rete ecologica sulla base dei dati cartografici più recenti.

Rete ecologica regionale del Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Legge regionale 19/2009 Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2009019.html

Metodologia completa per la realizzazione della rete ecologica regionale del Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/ecosistemi-e-biodiversita/reti-ec.

Biodiv’Connect https://www.interreg-alcotra.eu/it/biodivconnect-proteggere-le-specie-e-gli-ecosistemi-attraverso-connettivita-ecologiche-transalpine

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Redazione RSA

Territorio protetto e biodiversità

Tema
Tipo
Paragrafi

I dati sulla biodiversità in Piemonte evidenziano che il territorio piemontese è caratterizzato da una grande varietà di specie animali e vegetali. 

La presenza in Piemonte di 3 zone biogeografiche (alpina, continentale e mediterranea) garantisce un buon livello di biodiversità malgrado l’elevato grado di urbanizzazione, la presenza antropica diffusa e un elevato consumo di suolo.

In sintesi:
  • Specie vegetali: sono presenti più di 4.200 specie (Fonte: Banche Dati Naturalistiche della Regione Piemonte); inoltre per quanto riguarda le piante vascolari il Piemonte è la regione italiana più ricca di specie;
  • Fauna: 400 specie di uccelli, 113 specie di mammiferi, 56 di rettili e anfibi, 81 di pesci, 3730 di invertebrati, 20 di altri gruppi (Fonte: Banche Dati Naturalistiche della Regione Piemonte).

Studi recenti condotti su tutto l’arco alpino hanno evidenziato che le Alpi sudoccidentali sono l’area che ospita la più elevata diversità floristica e il maggior numero di specie endemiche e rare della flora di alta montagna di tutte le Alpi.

Gli aspetti negativi

Una problematica che minaccia la biodiversità regionale è rappresentata dalla presenza di un elevato numero di specie esotiche vegetali e animali.

Per quanto riguarda la componente vegetale, le entità censite sono 371, si tratta di un valore che corrisponde al 36% delle 1.023 specie vegetali esotiche segnalate in Italia e che colloca il Piemonte al terzo posto in Italia come numero di specie esotiche presenti.

Tuttavia, la biodiversità si distribuisce in maniera disomogenea sul territorio a causa di diversi fattori di frammentazione sia naturali che antropici (principalmente l’incremento del consumo di suolo, la presenza antropica diffusa, lo sviluppo dell’agricoltura intensiva). 

Questi fattori determinano una riduzione del livello di biodiversità e del livello di connessione ecologica del territorio e quindi aumentano il rischio di estinzione di singole specie e una generale riduzione del livello di resilienza del territorio. Se le aree in cui si trovano distribuite le specie vengono connesse tra loro mediante dei corridoi ecologici, si creano i presupposti per ridurre il livello di frammentazione e isolamento delle popolazioni mediante la creazione di quella che viene definita Rete Ecologica.

Anche i cambiamenti climatici rappresentano una  minaccia diretta per la biodiversità: l’aumento delle temperature e  le variazioni dei regimi delle precipitazioni influenzano gli ambienti naturali modificandone gli equilibri.

Gli aspetti positivi

La varietà di habitat e specie ancora presenti sul territorio regionale

La presenza di 3 zone biogeografiche (alpina, continentale e mediterranea) garantisce una notevole varietà di ambienti e di specie sul territorio piemontese; infatti, malgrado le diverse pressioni ambientali è presente ancora un buon livello di biodiversità.

La percentuale di territorio sottoposto a protezione

Il territorio sottoposto a protezione costituito da RN2000 + Aree Protette + Altre Aree (Zone contigue e Zone naturali di salvaguardia) si estende per 463.497 ettari complessivi interessando più del 18% del territorio regionale, rappresentando così la base della Rete Ecologica Regionale.

Anno
2026
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I dati di consumo di suolo in Piemonte e in Italia

Anno
2026
Il consumo di suolo in Piemonte nel 2024

Alla pagina indicatori del portale sul consumo di suolo in Italia, è possibile selezionare i dati per la regione Piemonte e per singolo comune, riferiti al periodo di osservazione 2012-2024.

I dati di consumo di suolo rilevati nel 2025, oggetto dell’edizione 2026 del prossimo rapporto SNPA,  sono in corso di revisione e verranno pubblicati a ottobre 2026.

Come ogni anno ISPRA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) avvieranno un’iniziativa riservata agli operatori di Comuni e Osservatori delle Regioni e Province autonome per la condivisione dei dati preliminari derivanti dall’attività di monitoraggio del consumo di suolo, al fine di rendere il processo più efficace e partecipato.

A tale scopo sarà messa a disposizione degli operatori un’applicazione web che permetterà l’accesso e la consultazione della cartografia preliminare del consumo di suolo annuale, consentendo di introdurre osservazioni o segnalare eventuali cambiamenti omessi dal monitoraggio.

L’iniziativa punta a valorizzare la conoscenza del territorio degli enti locali, per garantire la produzione di dati sempre più affidabili e condivisi.

L’attività di consultazione dei dati sarà aperta previa registrazione tramite il  sito http://datipreliminari.isprambiente.it/.

I dati di consumo di suolo in Italia 

Rapporto ISPRA Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2025

Il Rapporto Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici è un prodotto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che assicura le attività di monitoraggio del territorio e del consumo di suolo. Il Rapporto, insieme alla cartografia e alle banche dati di indicatori allegati, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo e permette di valutare il degrado del territorio e l’impatto del consumo di suolo sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

Il portale di accesso ai dati del consumo di suolo in Italia

I dati completi del consumo del suolo, dello stato di artificializzazione del territorio e delle diverse forme insediative, degli impatti prodotti sui servizi ecosistemici e sullo stato di degrado del suolo, sono rilasciati in formato aperto e liberamente accessibili sul sito dell’ISPRA e del SNPA, uno strumento che il Sistema mette a disposizione dell’intera comunità istituzionale e scientifica nazionale.

Parallelamente è stato sviluppato da Arpa Piemonte in collaborazione con ISPRA il portale   "Consumo di suolo in Italia" che mette a disposizione dati, cartografie, indicatori a scala nazionale, regionale e per singolo comune riferiti al periodo di osservazione 2012-2024.

Nel portale sono presentati in forma semplificata e divulgativa i principali aspetti ambientali connessi al suolo, ai fenomeni di trasformazione e consumo, ai servizi ecosistemici ad esso correlati.

Il portale guida l'utente nella scoperta e comprensione della materia attraverso un percorso organizzato in sezioni che integrano testi, immagini, video, mappe e animazioni.

Attraverso l'applicazione è possibile:

  • consultare lo stato e le tendenze del consumo di suolo attraverso una sezione di sintesi del rapporto annuale 2025 e un apposito cruscotto dinamico che attraverso cartogrammi, grafici e tabelle permette di leggere e confrontare i principali indicatori del fenomeno a scala nazionale, regionale e comunale;
  • accedere alla cartografia del consumo di suolo e consultare l'evoluzione del fenomeno con le mappe nazionali;
  • visualizzare attraverso l'Atlante fotografico una serie di casi reali significativi di trasformazioni del territorio emersi e analizzati nell'ambito delle attività di monitoraggio da parte di SNPA;
  • scoprire come viene realizzato il monitoraggio annuale attraverso una sezione divulgativa che illustra i principi e le tecniche di analisi utilizzare dal Sistema nazionale e basate sul telerilevamento satellitare e aereo, con particolare riferimento alle immagini messe a disposizione dal programma europeo Copernicus;
  • approfondire i principali concetti inerenti il suolo come risorsa naturale non rinnovabile, i processi e le caratteristiche dei diversi fenomeni di consumo di suolo, il significato e il valore dei servizi ecosistemici garantiti dal suolo.

Atlante nazionale del consumo di suolo

L’Atlante del consumo di suolo, pubblicato nel 2023, si inserisce nell’ampio quadro di dati e prodotti realizzati da ISPRA e dal SNPA sui temi del consumo del suolo, dello stato del territorio e degli insediamenti, degli impatti sui servizi ecosistemici e del degrado, con il duplice intento di contribuire alla conoscenza, alla sensibilizzazione e alla formazione di una coscienza critica su questi temi e di fornire all’intera comunità istituzionale e scientifica nazionale una base conoscitiva aperta e liberamente accessibile a supporto delle politiche, dello sviluppo del quadro normativo e delle decisioni a livello locale necessarie per arrivare all’obiettivo di arrestare il consumo di suolo.

Informazioni e risorse aggiuntive

Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2023 – Sintesi: https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2023/10/Rapporto_consumo_di_suolo_2023_sintesi.pdf

Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2024: https://www.snpambiente.it/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024

Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2025: https://www.snpambiente.it/notizie/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2025/

Portale Il Consumo di Suolo in Italia Trasformazioni in atto e attività di monitoraggio - Edizione 2024 https://consumosuolo.it/

I dati completi in scarico sul consumo di suolo: https://groupware.sinanet.isprambiente.it/uso-copertura-e-consumo-di-suolo/library/consumo-di-suolo

Atlante del consumo di suolo. Edizione 2023: https://www.isprambiente.gov.it/files2023/pubblicazioni/pubblicazioni-di-pregio/atlante-nazionale-del-consumo-di-suolo.pdf 

I servizi ecosistemici https://it.wikipedia.org/wiki/Servizi_ecosistemici

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Redazione RSA

Il monitoraggio del consumo di suolo

Capitolo
Consumo di suolo
Anno
2026

Le attività di monitoraggio del territorio in termini di uso, copertura e consumo di suolo nel nostro Paese, sono assicurate dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) come previsto dalla L.132/2016, è infatti compito del Sistema seguire le trasformazioni del territorio e la perdita di suolo naturale, agricolo e seminaturale, inteso come risorsa ambientale essenziale e non rinnovabile, vitale per il nostro ambiente, il nostro benessere e la nostra stessa economia.

In particolare, il servizio di Monitoraggio del Consumo di Suolo è realizzato attraverso il lavoro congiunto di ISPRA e delle Agenzie per la Protezione Ambientale Regionali e Provinciali (ARPA/APPA), attraverso la rete nazionale dei Referenti per il Monitoraggio del territorio e del consumo di suolo.

Questo ruolo di monitoraggio è fondamentale soprattutto in attesa di una normativa nazionale sul consumo di suolo, oggetto negli ultimi 10 anni di numerosi disegni di legge ancora non approdati alla fase conclusiva, in proposito si veda in fondo la sezione contenuti correlati.

L’attività di monitoraggio realizzata dal SNPA permette di avere un quadro aggiornato con frequenza annuale a scala nazionale, regionale e comunale dell’evoluzione dei fenomeni di consumo di suolo, delle dinamiche di trasformazione del territorio e della crescita urbana, in particolare, attraverso la produzione di cartografia tematica e l’elaborazione di indicatori specifici.

Il servizio prevede l’analisi e la redazione annuale della cartografia tematica attraverso l'utilizzo di reti di monitoraggio puntali e di tecniche di earth observation per l’analisi del territorio, avvalendosi delle migliori informazioni che le nuove tecnologie sono in grado di offrire e dei dati derivanti da satelliti di osservazione della terra, tra cui quelle del programma Copernicus. 

Il monitoraggio è svolto secondo una ben precisa metodologia nazionale.

Informazioni e risorse aggiuntive

Linee Guida per il monitoraggio del consumo di suolo nell’ambito delle attività del Snpa https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2024/05/Linee-Guida-SNPA-50_24.pdf

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Redazione RSA

Consumo di suolo

Tema
Tipo
Paragrafi

Il consumo di suolo è il processo associato alla perdita della risorsa ambientale fondamentale, limitata e non rinnovabile, dovuta all’occupazione della superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale con una copertura artificiale.

 E' un fenomeno legato alle dinamiche insediative e infrastrutturali ed è prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

Il consumo di suolo è, quindi, definito come la variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato).

L’impermeabilizzazione del suolo, ovvero la copertura permanente di parte del terreno con materiali artificiali (quali asfalto o calcestruzzo) per la costruzione, ad esempio, di edifici e strade, costituisce la forma più evidente e diffusa di copertura artificiale.

Da notare che esistono altre forme di consumo di suolo che vanno dalla perdita totale della “risorsa suolo” attraverso la rimozione per escavazione (comprese le attività estrattive a cielo aperto), al degrado ed alla perdita parziale della funzionalità della risorsa a causa di fenomeni quali ad esempio, la compattazione che non sono contabilizzate nel rapporto.

L’Europa e le Nazioni Unite ci richiamano alla tutela del suolo, del patrimonio ambientale e del paesaggio e al riconoscimento del valore del capitale naturale. Le istituzioni internazionali ci chiedono inoltre di azzerare il consumo di suolo netto entro il 2050, di allinearlo alla crescita demografica e di non aumentare il degrado del territorio entro il 2030. 

In sintesi, gli obiettivi da raggiungere sono:  

  • l’azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050 ( Parlamento europeo e Consiglio, 2013 );
  • la protezione adeguata del suolo anche con l’adozione di obiettivi relativi al suolo in quanto risorsa essenziale del capitale naturale entro il 2020 ( Parlamento europeo e Consiglio, 2013 );
  • l’allineamento del consumo alla crescita demografica reale entro il 2030 ( UN, 2015 );
  • il bilancio non negativo del degrado del territorio entro il 2030 ( UN, 2015 ). 

L’obiettivo dell’azzeramento del consumo di suolo era stato proposto a livello europeo già con la Strategia tematica per la protezione del suolo del 2006 mai diventata cogente.

Questo obiettivo generale è stato ulteriormente richiamato nel 2011, con la Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse , nella quale si propone il traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050. La Commissione ha ritenuto utile anche indicare le priorità di azione e le modalità per raggiungere tale obiettivo e, nel 2012, ha pubblicato  le linee guida per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo al fine di promovuore politiche e azioni da definire dettagliatamente negli Stati membri.

A fine 2021 la Commissione Europea ha approvato infine la nuova  strategia dell’UE per il suolo per il 2030, per ribadire come la salute del suolo sia essenziale per conseguire gli obiettivi in materia di clima e di biodiversità del Green Deal europeo. La strategia oltre a prevedere che L'UE debba conseguire un consumo netto di suolo pari a zero entro il 2050, chiede che gli stati membri integrino la "gerarchia del consumo di suolo" nei piani comunali e diano priorità al riutilizzo e al riciclo di terreni già costruiti e impermeabilizzati. 

Gerarchia del consumo di suolo - Strategia dell'UE per il suolo per il 2030. Fonte Commissione Europea.

Il 12 novembre 2025 in sede UE è stata adottata la nuova direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo.  Rispetto all’attesa legge sulla salute del suolo, annunciata nella Strategia europea del suolo per il 2030, la Commissione Europea ha optato per un approccio a due tempi. La commissione in questo modo ha anticipato il monitoraggio e la valutazione della qualità dei suoli rispetto all’entrata in vigore di stringenti limiti di legge, i quali sono rimandati alla fase di valutazione della direttiva, sei anni dopo la sua approvazione. La direttiva fissa tre obiettivi principali:

  • la creazione di un sistema coerente di monitoraggio del suolo,
  • l’adozione di pratiche sostenibili di gestione del suolo,
  • la gestione dei siti contaminati.

Da più parti si sono sollevate perplessità sulla scelta di rimandare al futuro l’individuazione di obiettivi e azioni più stringenti per la tutela del suolo, tuttavia è opinione comune che si tratti dell’ unico testo che poteva essere approvato in questo momento .

A livello nazionale il tema del consumo di suolo è stato ripreso nel 2022 dal Piano per la Transizione Ecologica (PTE). L'obiettivo dichiarato è di arrivare a un consumo netto pari a zero entro il 2030, anticipando di vent’anni l’obiettivo europeo e allineandosi alla data fissata dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’azzeramento del consumo di suolo, secondo il PTE, deve avvenire sia minimizzando gli interventi di artificializzazione, sia aumentando il ripristino naturale delle aree più compromesse, quali gli ambiti urbani e le coste. Si tratta di una misura chiave anche per l’adattamento ai cambiamenti climatici, da normare attraverso una legge nazionale dedicata, come già richiamato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Informazioni e risorse aggiuntive

Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse http://ec.europa.eu/environment/resource_efficiency/about/roadmap/index_en.htm

Strategia UE per il Suolo per il 2030: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0699

DIRETTIVA (UE) 2025/2360 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 12 novembre 2025 sul monitoraggio e la resilienza del suolo (direttiva sul monitoraggio del suolo https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202502360

Anno
2026
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Informazione ambientale sul tema Aria

Tema
Tipo
Paragrafi
Servizi informativi di ARPA Piemonte e Regione Piemonte in tema di qualità dell’aria

Gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione dei dati di valutazione della qualità dell’aria previsti dalle direttive europee ed in particolare dalla Direttiva sulla qualità dell'aria ambiente, impegnano Stati membri a trasmettere i dati alla Commissione a dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi ambientali perseguiti dalle norme.

Tutte le informazioni e le raccolte dati sono anche oggetto di pubblicazione e divulgazione al pubblico sia in forma di dati puntuali sia di statistiche di periodo e di aggregazioni di territorio.

La pubblicazione integrale e pressoché incondizionata dei dati ambientali è prevista dalle norme dell’Unione Europea in tema di dati aperti e di informazione ambientale per aumentare la consapevolezza dei cittadini sullo stato dell’ambiente e la loro capacità di valutazione della efficacia delle politiche ambientali promosse dalla Unione e dalle Amministrazioni nazionali e locali.

I servizi informativi sul tema aria forniscono informazioni in tempo reale per le esigenze quotidiane dei cittadini e delle istituzioni, altri sono servizi dedicati alla storicizzazione e capitalizzazione delle informazioni per scopo di studio, pianificazione e verifica degli andamenti dei fenomeni indagati o descritti.

Tutte le informazioni sono fornite in forma aperta e di libero uso alla sola condizione di citarne la fonte.

Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa http://data.europa.eu/eli/dir/2008/50/2015-09-18

Direttiva (UE) 2024/2881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, (rifusione)  http://data.europa.eu/eli/dir/2024/2881/oj

Anno
2026
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I servizi informativi del Geoportale di Arpa Piemonte in tema di acque

Anno
2026
Monitoraggio della qualità delle acque in Piemonte

Il Portale Acque è il punto di accesso unico al patrimonio informativo sulla tematica dell'acqua in Piemonte, alla cui conoscenza hanno concorso negli anni soggetti diversi quali l'ARPA, la Regione e l'Università. 

Si tratta di informazioni derivanti sia da studi storici che da monitoraggi avviati da diversi anni e tuttora in corso. 

Ai dati di monitoraggio della qualità delle acque si affiancano quelli del Bollettino di balneazione, emesso nel periodo maggio-settembre per i principali laghi piemontesi e la mappa degli elementi di idrogeologia. 

Il portale sul monitoraggio delle acque in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Portale delle acque di balneazione

Il portale delle acque di balneazione è un'applicazione desktop e per dispositivi mobile (Tablet e smartphones) per la pubblicazione del bollettino di balneazione dei principali laghi piemontesi sulla base dei controlli effettuati dall'Agenzia sui laghi Maggiore, Orta, Mergozzo, Viverone, Candia, Sirio e Lago Grande di Avigliana. Il bollettino è emesso settimanalmente durante la stagione di balneazione. 

 

Il portale sule acque di balneazione in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Portate al colmo in Piemonte

Valori delle portate al colmo osservate agli idrometri principali della rete di monitoraggio automatico di Arpa Piemonte.

Valori delle portate al colmo osservate agli idrometri principali della rete di monitoraggio automatico di Arpa Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Monitoraggio radioattività nelle acque

Valori di radioattività (Alfa, Beta, Radon, Trizio, Uranio 234, Uranio 238) nelle acque potabili, di pozzi, sorgenti e acque superficiali del Piemonte.

Frequenza di aggiornamento annuale.

Valori di radioattività nelle acque potabili, di pozzi, sorgenti e acque superficiali del Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Il portale sul monitoraggio delle acque in Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/introduzionePage

Il portale sule acque di balneazione in Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/balneazione-piemonte/home

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Gruppo di Redazione
Acqua

Diritto all'accesso ai dati ambientali

Anno
2026

La effettiva e diffusa conoscenza delle criticità ambientali e il possibile conseguente controllo delle azioni di loro contrasto da parte dei cittadini sono uno dei pilastri delle politiche ambientali della Unione Europea, una forma di risposta trasversale volta a consolidare e/o permettere di correggere gli altri interventi settoriali.

Diritto di accesso alla informazione ambientale

Con la Direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale, che dettaglia le norme di attuazione nella Unione della Convenzione di Aarthus, è stato stabilito il diritto di accesso da parte dei cittadini all'informazione ambientale detenuta dalle pubbliche amministrazioni senza obbligo di motivazione e l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di divulgare attivamente l'informazione ambientale sullo stato dell'ambiente, sulle politiche e le misure adottate, sullo stato della salute umana e sulla sicurezza ove possono essere condizionate dallo stato dell'ambiente.

Standard europei e condivisione delle informazioni

Sul lato più tecnico la Direttiva 2007/2/CE stabilisce la realizzazione dell’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE), quale strumento fondamentale per la realizzazione, gestione e monitoraggio delle politiche ambientali e delle politiche o delle attività che possono avere ripercussioni sull'ambiente. La direttiva ha come obiettivo rendere condivisibili grandi quantità di dati territoriali di forma e provenienza molteplici al fine di costituire un’unica infrastruttura per l’informazione territoriale a livello europeo basata sulle infrastrutture operanti a livello nazionale e locale.

Riuso e apertura dei dati

La Direttiva 2013/37/UE del Parlamento europeo stabilisce delle regole generali sul riuso del patrimonio informativo per  l’apertura dei dati che incoraggino un’ampia disponibilità e un’agevole circolazione delle informazioni del settore pubblico per il loro riutilizzo a fini privati o commerciali, con vincoli minimi o in assenza di ogni vincolo di natura legale, tecnica o finanziaria, lo sviluppo di nuovi servizi basati su modi innovativi di combinare tali informazioni tra loro e di usarle e lo stimolo della crescita economica e dell’impegno sociale.

I servizi e le applicazioni di consultazione di dati ambientali e geografici di Arpa Piemonte rispondono alle normative europee e a quelle nazionali e regionali di recepimento, maggiori dettagli e approfondimenti alla pagina sul   Geoportale di Arpa Piemonte.

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Redazione RSA

Informazione ambientale sul tema Acqua

Tema
Tipo
img-intro
acqua
Paragrafi

I servizi informativi sul tema acqua hanno fornito principalmente informazioni sulla classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici e sui dati di monitoraggio utilizzati per la classificazione, a questi dati sono aggiunte le informazioni sulla balneabilità delle acque e, più recentemente, quelle sulle analisi di specifici inquinanti che sono oggetti di grande attenzione e preoccupazione quali i PFAS.

Tutte le informazioni sono fornite in forma aperta e di libero uso alla sola condizione di citarne la fonte.

Anno
2026
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Siccità e scarsità di acqua

SCapitolo
Tema
Tipo
img-intro
siccità
Paragrafi

Per siccità si intende una diminuzione temporanea della disponibilità di acqua, rispetto ai valori medi di riferimento mentre la scarsità di acqua è una condizione costante in cui la domanda supera le risorse disponibili in modo sostenibile.

Il problema della disponibilità di acqua si sta facendo sempre più evidente anche a causa del cambiamento climatico in atto; pertanto, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad includere nei piani relativi ai bacini idrografici anche piani di gestione dei rischi di siccità.

La scarsità di acqua, sempre più evidenziata anche nei corsi d’acqua del Piemonte, è dovuta sia a particolari condizioni locali che agli ingenti prelievi per gli usi antropici; oltre a creare difficoltà per gli approvvigionamenti, che quando possibile si orientano verso fonti alternative, ad esempio, ricorrendo alle acque sotterranee, rappresenta un problema per lo stato di salute dell’ecosistema fluviale e del suo equilibrio ecologico.

La riduzione delle portate modifica i processi di scambio tra falde e acque superficiali mettendo a repentaglio la continuità longitudinale e laterale del corpo idrico, con possibili alterazioni del naturale assetto morfologico e con severi effetti negativi sulle componenti biologiche degli ecosistemi.

Informazioni e risorse aggiuntive

Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po https://www.adbpo.it/

Piano stralcio del Bilancio Idrico del Distretto idrografico del fiume Po https://pianobilancioidrico.adbpo.it/

Piano di Tutela delle Acque della Regione Piemonte https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/acqua/piano-tutela-delle-acque-aggiornamento-2021

Anno
2026
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