In redazione

I responsabili del contenuto fanno gli aggiornamenti 2025

Emissioni di gas climalteranti

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emissioni
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I gas a effetto serra, sia di origine antropica che naturale, trattengono con un meccanismo molto efficace la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre, impedendone così l’irraggiamento verso lo spazio. L’incremento dell’effetto serra è un fenomeno a scala globale e risulta la principale causa dei cambiamenti climatici.

I principali gas serra presenti nell’atmosfera terrestre sono il vapore acqueo (H2O), l’anidride carbonica (CO2), il protossido di azoto (N2O) e il metano (CH4). 

Mentre la presenza di vapore acqueo è legata al ciclo idrologico e dipende dalla temperatura dell’atmosfera, non risultando direttamente collegato alle attività antropiche, gli altri gas serra negli ultimi due secoli sono stati fortemente influenzati dalle attività dell’uomo. La CO2 per la maggior parte deriva dal consumo di combustibili fossili, mentre il CH4 e il N2O sono per la maggior parte generati da attività agricole e allevamenti. Contribuiscono, seppur in maniera minore, all’effetto serra anche i gas fluorurati (HFCs, PFCs, SF6, NF3), la cui presenza deriva essenzialmente da attività industriali e di refrigerazione.

 

Anno
2026
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Gruppo di Redazione

Eventi estremi

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immagine stilizzata di eventi estremi
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In Piemonte l’anno 2025 è stato il quinto anno più caldo dopo il 2022, il 2023, il 2015 e il 2024 nella distribuzione storica compresa tra il 1958 e il 2025. 

La temperatura media annuale è risultata pari a circa 10.8 °C, superiore di quasi 1 °C rispetto al periodo climatico di riferimento (il trentennio 1991-2020, avente una media climatica di circa 9.9°C).

La precipitazione cumulata è stata di 1113.8 mm, con un lieve surplus pluviometrico di 84.3 mm (pari all’8%) nei confronti della media climatica del trentennio 1991-2020, posizionandosi al 26° posto tra gli anni più piovosi valutati a partire dal 1958.
Per il terzo anno solare consecutivo non si è verificata neppure una nevicata di rilievo a Torino città e neanche su diversi settori della pianura piemontese.

Gli episodi di foehn annuali sono risultati 65, di poco inferiori ai 66 medi del periodo 2000-2020.
 

Arpa Piemonte ha seguito l’evolversi degli eventi meteorologici, avvenuti nel corso del 2025 attraverso il Centro Funzionale Regionale, che ha garantito l’attività di previsione e monitoraggio dei fenomeni ad essi associati, a supporto del sistema di Protezione Civile Regionale. 

Le catastrofi naturali dovute a condizioni meteorologiche avverse secondo l’WMO sono in costante aumento e trovano riscontro nei più rilevanti database dei disastri naturali.

Gli eventi meteorologici estremi che interessano il territorio italiano si verificano periodicamente, ad intervalli più o meno regolari, con intensità e durata differente. 

Da sempre, questi fenomeni modellano il territorio, modificano il paesaggio e determinano danni anche ingenti alle infrastrutture, colpendo componenti del nostro sistema socio-economico diventate sempre più essenziali. 

Questo comporta un incremento dei costi connessi agli eventi estremi a causa dell’aumentata vulnerabilità.

Gli eventi meteorologici estremi possono essere definiti con metriche diverse, connesse ad esempio alle energie in gioco, che identificano un fenomeno estremo nel suo complesso, in relazione a tutti gli altri eventi meteorologici. 

Un evento “estremo” è un evento raro, che si verifica quando un parametro meteorologico (come pioggia, temperatura o vento) raggiunge valori molto insoliti, osservati solo raramente (solitamente dal 5% all’1% di tutti i casi osservati).

In altri casi, come le alluvioni o la siccità, il problema non è un valore molto alto in un singolo momento, ma l’effetto cumulato nel tempo o la sovrapposizione simultanea di più effetti diversi o il superamento di una soglia che può causare danni a persone o ecosistemi.

Nel linguaggio comune un evento meteorologico viene considerato “estremo” quando determina impatti rilevanti sul territorio, sull’ambiente o sulla salute delle persone. 

In generale la relazione tra eventi meteorologici estremi e disastri naturali non è lineare perché intervengono altri valori quali la suscettibilità, la vulnerabilità, la capacità di far fronte all’evento e di mettere in atto azioni di contrasto che limitino i danni. 

Il miglioramento della capacità di misurare i parametri meteorologici anche durante gli eventi estremi, di conoscerli e, in parte, di prevederli, ha consentito di sviluppare negli ultimi anni sistemi di allertamento a breve termine e di preavviso a più lunga scadenza, che, se associati ad azioni di prevenzione e contrasto da adottare a scala locale, consentono una decisa mitigazione dei danni.

In Piemonte, ad esempio, l’implementazione di un sistema di allertamento per rischio idrogeologico codificato ha consentito la salvaguardia dell’incolumità delle persone nell’alluvione che ha colpito la regione nell’ottobre del 2000 rispetto a quella del 1994, a parità di precipitazione caduta e territorio coinvolto.

L’estate del 2003, la più calda in assoluto dell’ultimo secolo in quasi tutta Europa, seguite da quelle del 2022, 2017 e 2015, ha insegnato come una buona previsione delle condizioni di disagio, e un sistema sanitario e socioassistenziale preparato, possono limitare gli impatti sulla salute della popolazione più fragile. 

Gli episodi di siccità prolungata che ha vissuto l’intero Nord Italia negli anni 2001, 2003, 2006, 2022 e 2023 hanno determinato la consapevolezza sociale e politica, della necessità di gestire, preservare e valorizzare la risorsa idrica, limitata e non equamente distribuita nello spazio e nel tempo.

In ragione delle sue caratteristiche geografiche e climatiche il Piemonte è frequentemente colpito da eventi alluvionali

Dal 1800 al 2025 si sono verificati oltre 150 eventi, con una frequenza media di uno ogni 18 mesi.

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Rapporti di analisi climatica https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

Anno
2026
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Gruppo di Redazione

Andamento delle precipitazioni - anni 1958-2025

Anno
2026

Vengono presentati di seguito alcuni dei risultati più interessanti ottenuti sia utilizzando i dati rilevati dalle stazioni meteorologiche di Arpa Piemonte, sia le analisi oggettive del campo di precipitazioni ottenute applicando una tecnica di interpolazione statistica che consente di ricostruire dei campi su griglia regolare omogenei e confrontabili perché indipendenti dal numero di stazioni attive.

Il confronto tra la precipitazione media annua del periodo 1961–1990 e quella del periodo 1991–2020 evidenzia alcune differenze significative nella distribuzione spaziale delle piogge in Piemonte. Nel trentennio 1991–2020 si osserva un aumento delle precipitazioni medie annue soprattutto nelle aree alpine del Piemonte, in particolare nel settore nord-orientale, dove i massimi risultano più intensi ed estesi rispetto al 1961–1990. La fascia pedemontana evidenzia valori leggermente più elevati, mentre la pianura centrale resta l’area meno piovosa, pur con un lieve incremento dei quantitativi medi. e aree appenniniche del sud Piemonte mostrano invece variazioni più contenute, mantenendo quantitativi di precipitazione simili nei due periodi. Nel complesso emerge una redistribuzione delle precipitazioni, con un rafforzamento nelle aree montane e cambiamenti più modesti in pianura.

Precipitazione media annua nei periodi 1961–1990 (a sinistra) e 1991–2020 (a destra) in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte

Considerando il numero medio annuo di giorni piovosi (precipitazione registrata maggiore o uguale a 1 mm) in Piemonte nei periodi 1961–1990 e 1991–2020, nel periodo più recente si osserva una lieve riduzione del numero di giorni piovosi sulla pianura centrale, che rimane l’area con la minore frequenza di precipitazioni. Al contrario, le aree montane e pedemontane, in particolare il settore alpino settentrionale, mantengono valori elevati e localmente stabili o in lieve aumento. 

Differenza del numero medio annuo di giorni piovosi (≥ 1 mm) in Piemonte nei periodi 1961–1990 (a sinistra) e 1991–2020 (a destra) - Fonte Arpa Piemonte

Le mappe di seguito allegate mostrano l’anomalia percentuale della precipitazione media annua nel 2025 rispetto ai periodi climatici di riferimento 1961–1990 e 1991–2020. 

Nel confronto con il periodo 1961–1990 prevalgono anomalie positive su gran parte del territorio regionale, in particolare sulla pianura e nei settori orientali, quindi il 2025 risulta un anno mediamente più piovoso rispetto al clima storico. 

Rispetto al periodo più recente 1991–2020, le anomalie risultano generalmente più contenute e spazialmente meno marcate, con valori per lo più prossimi alla norma e alcune aree con lievi scostamenti positivi o negativi. 

Nel complesso, il 2025 appare più umido rispetto al clima storico, ma sostanzialmente in linea con il clima medio degli ultimi decenni.

Anomalia percentuale della precipitazione cumulata media annua nel 2025 rispetto ai periodi climatici di riferimento 1961–1990 (a sinistra) e 1991–2020 (a destra) - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025 il numero medio annuo di giorni piovosi risulta generalmente inferiore rispetto al periodo climatico 1961–1990, con anomalie negative diffuse soprattutto sulla pianura e nei settori meridionali della regione. 

Il confronto con il periodo più recente 1991–2020 mostra invece anomalie più deboli e spesso prossime allo zero, indicando una frequenza dei giorni piovosi sostanzialmente in linea con il clima 1991-2020. 

Nel complesso, il 2025 appare caratterizzato da una riduzione del numero di giorni piovosi rispetto al clima del periodo 1961-1990, ma senza scostamenti marcati rispetto agli ultimi decenni.

Anomalia del numero medio annuo di giorni piovosi nel 2025 rispetto ai periodi climatici 1961–1990 (a sinistra) e 1991–2020 (a destra) - Fonte Arpa Piemonte

Osservando gli andamenti negli anni dell’anomalia della precipitazione annua cumulata sul Piemonte dal 1958 al 2025 e calcolata rispetto alla media 1991-2020, non si osserva né una tendenza significativa né un aumento della variabilità interannuale.

In particolare, negli ultimi quattro anni si osserva che la precipitazione cumulata annua è stata inferiore del 41% rispetto alla climatologia 1991-2020 nel 2022, nel 2024 è stata superiore del 45%, mentre nel 2023 e nel 2025 è stata nella media (rispettivamente -8% e +8%).

Anomalia delle precipitazioni annue cumulate dal 1958 al 2025 rispetto alla media del periodo 1991-2020 in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte
Anomalia delle precipitazioni annue cumulate dal 1958 al 2025 rispetto alla media del periodo 1991-2020 nelle quattro stagioni meteorologiche in Piemonte - Fonte Arpa Piemonte.
In alto a sinistra dicembre-febbraio, in alto a destra marzo-maggio, in basso a sinistra giugno-agosto e in basso a destra settembre-novembre.
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Clima

Temperature

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nuvole e termometro
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L'andamento delle temperature e le anomalie delle temperature rispetto al periodo di riferimento 1991-2020 sono indicatori climatici di base particolarmente significativi. Nei contenuti dedicati sono disponibili approfondimenti sull’andamento registrato nel 2025 e sull’analisi della serie storica. 

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Rapporti di analisi climatica https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rapporti-analisi-climatica

Anno
2026
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