Redazione RSA

Norme per la valorizzazione del Paesaggio - L.r. 14/2008

Anno
2026

La legge regionale 16 giugno 2008, n. 14 “Norme per la valorizzazione del paesaggio” promuove la diffusione di una coscienza comune improntata sulla sensibilità alla qualità del paesaggio, non soltanto per il rilevante contributo che esso svolge per il benessere e la qualità della vita delle popolazioni, ma anche perché costituisce un elemento essenziale per il successo delle iniziative economiche e sociali, sia private che pubbliche.

La Regione, con questa legge, ha assunto l’impegno a promuovere e attuare politiche specifiche a favore del paesaggio, ma soprattutto a integrarlo in tutte le attività di governo che possono avere un’incidenza diretta o indiretta su di esso, verificando e valutando in quest'ottica le ricadute di ogni provvedimento di natura socio-economica e territoriale.

Il provvedimento indica azioni volte alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico regionale, con interventi nel campo della pianificazione, della comunicazione, della sensibilizzazione, della formazione, dell’educazione e della ricerca nonché alla diffusione della percezione del valore e della qualità dei paesaggi, anche attraverso il ricorso al concorso di idee o di progettazione e con il finanziamento di interventi per lo studio, la valorizzazione, il recupero e la creazione di nuovi paesaggi. Particolare attenzione viene posta alla possibilità che studi e progetti possano costituire buone pratiche, replicabili in contesti paesaggistici dotati di caratteri analoghi.

La legge, per sottolineare l’importanza dell’azione di sensibilizzazione e per diffondere le migliori esperienze di progettazione, prevede anche l’istituzione del premio qualità paesaggistica, costituito dall’erogazione di un’ulteriore quota di finanziamento a uno o più progetti inseriti nel Programma regionale approvato annualmente, che sarà riconosciuto agli interventi con elevata qualità progettuale nel campo della valorizzazione e del recupero, nonché della creazione dei paesaggi contemporanei e che rappresentino un caso esemplare di buona pratica.

Nel corso dell’anno 2025 la legge è stata finanziata; sono stati quindi predisposti il Programma annuale degli interventi e la relativa DGR di approvazione, e avviato il finanziamento (DGR n. 6-1263 del 23 giugno 2025). Per il 2025 non sono state presentate ulteriori richieste di co-finanziamento per progetti di valorizzazione paesaggistica, ma sono proseguite le attività di predisposizione di strumenti di pianificazione del paesaggio, legate al completamento dei progetti già finanziati e all’implementazione delle attività di formazione e comunicazione.

In particolare sono proseguite le attività di comunicazione, sensibilizzazione e formazione nel settore della conoscenza dei valori identitari dei paesaggi piemontesi e delle loro trasformazioni, previste all’articolo 2, comma 1, lettera b) della l.r. 14/2008.

Nel corso dell’anno è stato avviato il co-finanziamento del secondo lotto del progetto per la qualità del paesaggio richiesto dal Comune di Santa Vittoria d’Alba (CN) e co-finanziato con il Programma 2023, conseguente al concorso di progettazione co-finanziato nel 2019.

È stato richiesto, sempre dal Comune di Santa Vittoria d’Alba, lo slittamento al 2026 per la fine lavori del medesimo progetto.

Sono inoltre stati conclusi i lavori relativi al progetto pilota per la valorizzazione del paesaggio dei Comuni di Antignano e Revigliasco d’Asti (AT) sui paesaggi fluviali del Tanaro, sempre co-finanziato con il Programma 2023; in data 9 ottobre 2025 e 6 novembre 2025 si sono svolti i tavoli tecnici conclusivi del progetto pilota e in data 24 novembre 2025 il progetto è stato presentato alla Commissione per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico.

Nel mese di dicembre 2025 è stato predisposto l’atto di liquidazione per il suddetto progetto pilota.

La citata Commissione è stata rinnovata per il quinquennio 2025-2030 a conclusione del proprio mandato, con DPGR n. 85 del 14 ottobre 2025.

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Addetti nelle Unità Locali delle imprese attive

Anno
2026

Gli addetti nelle Unità locali delle imprese attive delle cinque categorie considerate sono 498.778 nel 2023. La maggior parte degli addetti lavora nelle attività manifatturiere (358.504 unità), seguono le costruzioni con 116.550 unità. 

Fonte ISTAT

Considerando l’andamento negli anni 2014-2023, si riscontrano 9.194 addetti in più nel 2023 rispetto al 2014, corrispondente al +1,87%. 
Per quanto riguarda la suddivisione provinciale (figura 4), la provincia di Torino si conferma quella con il più elevato numero di addetti (238.937), seguita dalla provincia di Cuneo (83.860 addetti). 

Fonte ISTAT
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Lo stato dell’arte dei Piani d’area dei Parchi naturali

Il Sistema regionale delle aree protette piemontesi, componente fondamentale della Rete ecologica regionale, è costituito dai parchi nazionali e dalle riserve naturali statali (per la parte ricadente sul territorio regionale), nonché dalle aree protette a gestione regionale, provinciale e locale.

I Piani d’area attualmente vigenti, presentano notevoli differenze di impostazione e risultano in molti casi datati poiché riferiti a una disciplina pianificatoria risalente agli anni ‘90, in attuazione della prima legislazione regionale (l.r. 12/1990), antecedente alla riforma della legge del 2009.

La Regione Piemonte con DGR n. 3-8364 del 29 marzo 2024 ha approvato le “Linee guida per la redazione dei Piani d'area dei Parchi naturali piemontesi”, al fine di promuovere una pianificazione conforme alla vigente normativa, garantendo una maggiore omogeneità tra i piani, nonché di supportare i soggetti gestori delle aree protette nella redazione o aggiornamento di tali strumenti di pianificazione.

I Parchi naturali a gestione regionale privi (o parzialmente privi) di piano d’area sono attualmente nove; mentre quelli dotati di piano di area sono attualmente tredici, di cui nove con piano d’area approvato antecedentemente all’entrata in vigore della legge regionale 19/2009.

Nel corso del 2024, con DGR 4-8365 del 29 marzo 2024, è stata approvata la variante al Piano d'Area del Parco naturale Monte Fenera che modifica il vigente piano d’area approvato con DCR n. 487-16130, dell'1 Dicembre 1992.

Inoltre con Deliberazione del Consiglio dell'Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali  n.8 del 22/03/2024  è stata  adottata la variante del Parco regionale La Mandria (approvato con DCR n. 441-6439 del 28 luglio 1983 e modificato con DCR n.206-10497 del 10 luglio 1986, con DCR n.999-2216 del 16 febbraio 1989 e con DCR n.620-3606, del 28 febbraio). Il piano è stato oggetto della fase di valutazione della procedura di Valutazione Ambientale strategica con espressione del parere motivato di cui all’articolo 15,comma 1, del d.lgs. 152/2006. (DD 526/A1605B/2024 del 03/07/2024).

Nel corso del 2024 sono stati assegnati contributi previsti dall’art. 64 ter della l.r. 19/2009 all’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie (per la variante al Piano d’area del Parco naturale della Val Troncea) e all’Ente di gestione delle aree protette del Parco del PO e della collina torinese (per la variante del piano d’area del Parco Naturale del Po piemontese). Nel 2025 è proseguita la redazione dei suddetti Piani da parte dei Soggetti gestori dei Parchi con la collaborazione della Regione Piemonte.

 

Disciplina delle Aree Contigue 

A livello nazionale, le Aree Contigue sono previste dalla Legge quadro sulle aree protette (l. 394/1991) che, all’articolo 32, le definisce quali aree adiacenti ad aree naturali protette, volte ad assicurare la conservazione dei valori delle aree protette stesse attraverso la messa in atto di piani, programmi e eventuali misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente, d’intesa con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori. 

L’articolo 6 della legge regionale 19/2009 “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”,  prevede la possibilità per la Giunta regionale di disciplinare, all’interno delle Aree Contigue, la gestione della caccia e della pesca, delle attività estrattive e la tutela dell'ambiente e della biodiversità, anche attraverso la predisposizione di idonei piani e programmi, d'intesa con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori.

In attuazione dell'art. 6 della L.R. 19/2009, la Regione Piemonte ha approvato con DGR n. 4-2212 del 9 febbraio 2026 il documento intitolato "Criteri per la disciplina delle Aree Contigue alle aree naturali protette", corredato dalle Schede relative a ciascuna delle dieci Aree Contigue del Piemonte.

Anno
2026
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Il Sistema regionale delle aree protette piemontesi, componente fondamentale della Rete ecologica regionale, è costituito dai parchi nazionali e dalle riserve naturali statali (per la parte ricadente sul territorio regionale), nonché dalle aree protette a gestione regionale, provinciale e locale.

I Piani d’area attualmente vigenti, presentano notevoli differenze di impostazione e risultano in molti casi datati poiché riferiti a una disciplina pianificatoria risalente agli anni ‘90, in attuazione della prima legislazione regionale (l.r. 12/1990), antecedente alla riforma della legge del 2009.

La Regione Piemonte con DGR n. 3-8364 del 29 marzo 2024 ha approvato le “Linee guida per la redazione dei Piani d'area dei Parchi naturali piemontesi”, al fine di promuovere una pianificazione conforme alla vigente normativa, garantendo una maggiore omogeneità tra i piani, nonché di supportare i soggetti gestori delle aree protette nella redazione o aggiornamento di tali strumenti di pianificazione.

I Parchi naturali a gestione regionale privi (o parzialmente privi) di piano d’area sono attualmente nove; mentre quelli dotati di piano di area sono attualmente tredici, di cui nove con piano d’area approvato antecedentemente all’entrata in vigore della legge regionale 19/2009.

Nel corso del 2024, con DGR 4-8365 del 29 marzo 2024, è stata approvata la variante al Piano d'Area del Parco naturale Monte Fenera che modifica il vigente piano d’area approvato con DCR n. 487-16130, dell'1 Dicembre 1992.

Inoltre con Deliberazione del Consiglio dell'Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali  n.8 del 22/03/2024  è stata  adottata la variante del Parco regionale La Mandria (approvato con DCR n. 441-6439 del 28 luglio 1983 e modificato con DCR n.206-10497 del 10 luglio 1986, con DCR n.999-2216 del 16 febbraio 1989 e con DCR n.620-3606, del 28 febbraio). Il piano è stato oggetto della fase di valutazione della procedura di Valutazione Ambientale strategica con espressione del parere motivato di cui all’articolo 15,comma 1, del d.lgs. 152/2006. (DD 526/A1605B/2024 del 03/07/2024).

Nel corso del 2024 sono stati assegnati contributi previsti dall’art. 64 ter della l.r. 19/2009 all’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie (per la variante al Piano d’area del Parco naturale della Val Troncea) e all’Ente di gestione delle aree protette del Parco del PO e della collina torinese (per la variante del piano d’area del Parco Naturale del Po piemontese). Nel 2025 è proseguita la redazione dei suddetti Piani da parte dei Soggetti gestori dei Parchi con la collaborazione della Regione Piemonte.

 

Disciplina delle Aree Contigue 

A livello nazionale, le Aree Contigue sono previste dalla Legge quadro sulle aree protette (l. 394/1991) che, all’articolo 32, le definisce quali aree adiacenti ad aree naturali protette, volte ad assicurare la conservazione dei valori delle aree protette stesse attraverso la messa in atto di piani, programmi e eventuali misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente, d’intesa con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori. 

L’articolo 6 della legge regionale 19/2009 “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”,  prevede la possibilità per la Giunta regionale di disciplinare, all’interno delle Aree Contigue, la gestione della caccia e della pesca, delle attività estrattive e la tutela dell'ambiente e della biodiversità, anche attraverso la predisposizione di idonei piani e programmi, d'intesa con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori.

In attuazione dell'art. 6 della L.R. 19/2009, la Regione Piemonte ha approvato con DGR n. 4-2212 del 9 febbraio 2026 il documento intitolato "Criteri per la disciplina delle Aree Contigue alle aree naturali protette", corredato dalle Schede relative a ciascuna delle dieci Aree Contigue del Piemonte.

Anno
2026

I numeri delle imprese

Anno
2026

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio, emerge come nel 2025 siano nate 22.782 aziende in Piemonte, 104 unità in meno rispetto a quanto rilevato per il 2024, mentre 21.548 imprese hanno cessato la propria attività (1.720 in meno rispetto al 2024, pari a -7,4%). Il saldo è lievemente positivo per 1.234 unità.

Lo stock di imprese complessivamente registrate a fine dicembre 2025 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi ammonta così a 417.011 unità, confermando il Piemonte in 7ª posizione tra le regioni italiane, incidendo per il 7,1% sull’intero tessuto imprenditoriale italiano. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del +0,29%, evidenziando un sensibile miglioramento rispetto alla flessione registrata dal tessuto imprenditoriale regionale nel 2024 (-0,09%).

A livello di forma giuridica si continua ad osservare una costante espansione della base di società di capitale che hanno la propria sede legale in Piemonte, a fronte di una progressiva contrazione delle altre tipologie giuridiche. Le oltre 94mila società di capitale costituiscono il 22,6% del totale delle imprese con sede in Piemonte, a fronte del 16,3% registrato a fine 2015.

La debole espansione che ha caratterizzato il tessuto imprenditoriale regionale è il risultato di dinamiche settoriali marcatamente differenziate. I comparti degli altri servizi, del turismo e delle costruzioni hanno evidenziato una dinamica di sviluppo sostenuta, facendo registrare un tasso di variazione della propria base imprenditoriale pari rispettivamente al +1,96%, +0,54% e +0,23%. Il contributo positivo fornito da questi settori alla dinamica complessiva è stato parzialmente smorzato dalle contrazioni che hanno interessato i restanti comparti (industria in senso stretto, commercio e agricoltura)

Il quadro regionale complessivo scaturisce da un’articolazione territoriale profondamente diversificata, che vede contrapporsi aree di dinamismo imprenditoriale a realtà in fase di ridimensionamento. A sostenere la debole espansione sono state in particolare le province di Novara (+0,66%), Torino (+0,60%) e Cuneo (+0,11%).

 

Le imprese femminili

Dal Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi risulta che le imprese femminili registrate in Piemonte a fine 2025 sono 93.489 unità, il 22,4% del totale del tessuto produttivo regionale, in diminuzione di 416 unità rispetto a quanto registrato nel 2024. 

Le oltre 93mila imprese femminili registrate in Piemonte rappresentano il 7,2% delle realtà imprenditoriali guidate da donne presenti in Italia. Il Piemonte si conferma, anche nel 2025, la sesta regione per numerosità assoluta di aziende “in rosa”.

Il profilo dell’imprenditoria femminile piemontese nel 2025 evidenzia una maggiore incidenza sia della componente straniera - che guida il 13,8% delle imprese femminili a fronte del 13,1% di quelle non femminili - sia di quella giovanile, con il 10,2% di titolari under 35 (contro l’8,3% della componente non femminile). Sotto il profilo strutturale si registra una minore presenza di realtà artigiane (21%) e anche la dimensione media delle aziende guidate da donne è più contenuta: il 96,9% delle aziende ha meno di 10 addetti. 

Il settore prevalente si conferma quello dei servizi (73,8%).

L’analisi per forma giuridica, rispetto al totale del tessuto produttivo regionale, evidenzia una prevalenza di ditte individuali, che rappresentano il 66% delle realtà guidate da donne. Risulta invece minore la presenza di società di persone e di capitale, che costituiscono rispettivamente il 15,7% e il 16,7% dell’universo piemontese di imprese femminili.

I dati confermano un progressivo orientamento verso modelli aziendali più strutturati: le società di capitale a guida femminile hanno registrato una crescita dell’1,7% nell’ultimo anno.

L’analisi territoriale rivela come l’incidenza dell’imprenditoria femminile risulti superiore ai 23 punti percentuali nelle province di Alessandria (23,4%), Verbano C.O. (23,4%) e Novara (23,1%), mentre Torino (22,2%), Cuneo (22,1%) e Biella (21,6%) mostrano i tassi di femminilizzazione più contenuti.
 

Le esportazioni

Nel 2025 il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 61,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,7% rispetto al 2024, come risulta dal Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi.

Nel 2025 il Piemonte sigla la migliore performance nazionale subito dopo la Toscana, regione che ha offerto il contributo più rilevante alla crescita dell’export nazionale nel 2025.

Il Piemonte, registrando un aumento di oltre 1,6 miliardi del valore delle merci esportate nel 2025 rispetto al 2024, si attesta in quinta posizione, con una quota dell’export nazionale del 9,6%.

I mezzi di trasporto, nonostante una flessione del 2,6%, si confermano il primo settore di specializzazione delle esportazioni piemontesi con una quota del 20,4% sul totale delle vendite estere.

Al secondo posto si colloca il comparto della meccanica, che incide per il 17,2% pur registrando una contrazione del 4,2% rispetto al 2024. In netta ascesa è l’alimentare, che ha superato i 9,6 miliardi di euro di merci esportate e ha consolidato la terza posizione. La filiera del tessile e abbigliamento mostra una tenuta sostanziale con una crescita del 1,1%, mentre la chimica rimane stabile (+0,6%). La gomma plastica subisce una lieve battuta d’arresto (-1,4%). Il settore dei metalli inverte la tendenza negativa degli anni passati segnando un balzo del 14,5%.

Analizzando il comparto dei mezzi di trasporto, il dato più critico riguarda l’export di autoveicoli, che subisce una contrazione dell’11,2%; tuttavia il sistema tiene grazie alla componentistica autoveicolare, che segna un incoraggiante +4,9%, dimostrando la capacità dei fornitori locali di diversificare. Segnali positivi arrivano anche dall’aerospaziale, che cresce del 2,4%, mentre prosegue il momento difficile per la nautica (-5,0%) e il settore ferrotranviario (-5,9%), entrambi in negativo.

La principale area di destinazione delle vendite piemontesi all’estero è, anche nel 2025, quella comunitaria: tra gennaio e dicembre le vendite verso i Paesi dell’UE-27 hanno raggiunto i 37,3 miliardi di euro, incidendo per il 60,3% sul valore complessivo dell’export, a fronte del 39,7% assorbito dai mercati extra Ue. 

Nel dettaglio dei singoli Paesi, Francia e Germania si confermano perni strategici per le merci piemontesi, coprendo congiuntamente oltre un quarto del valore esportato (28,1%). Gli Stati Uniti restano il terzo mercato di sbocco globale, con una quota del 7,3% (pur scontando una contrazione dell’11,1% rispetto all’anno precedente).

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La pianificazione dei parchi

Anno
2026

I parchi naturali sono governati da più strumenti di pianificazione/gestione specificamente riferiti al territorio protetto, ciascuno incentrato su specifici aspetti, e più o meno collegato alla pianificazione ordinaria del rispettivo contesto territoriale. Il capo VIII del Titolo II della l.r. 19/2009 è dedicato alla disciplina specifica della pianificazione e prevede i seguenti strumenti:

  • il Piano d'area (art. 26);
  • il Piano naturalistico delle aree naturali protette (art. 27);
  • il Piano pluriennale economico-sociale (art. 25).

Relativamente alle aree protette nazionali, si fa riferimento al piano di cui alla Legge quadro sulle aree protette (Legge 6 dicembre 1991, n. 394).
 

Il Piano d’area dei parchi naturali regionali


Il Piano d'Area dei parchi naturali regionali ha valore di piano territoriale regionale e sostituisce le norme difformi dei piani territoriali o urbanistici di qualsiasi livello, fatta eccezione per il Piano paesaggistico regionale, di cui all' articolo 135 del decreto legislativo del 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio); dalla pubblicazione sul BUR entra in vigore e ha efficacia a tempo indeterminato nei confronti di tutti i soggetti pubblici e privati, nei limiti previsti dalla legislazione.

Il Piano d'area è predisposto tenendo conto delle finalità di cui all’art. 7 della l.r. 19/2009 e delle relazioni ecosistemiche, socioeconomiche, paesaggistiche, culturali e turistiche che legano l’area al contesto territoriale.

Il Piano d'area nello specifico contiene:

  • l’analisi del contesto territoriale, con la descrizione della posizione geografica del parco, la sua estensione, i suoi confini e le caratteristiche dei territori circostanti;
  • l’analisi dei caratteri fisici distintivi del parco stesso, come ad esempio i sentieri, i punti di accesso, le aree di sosta, le strutture ricettive, le aree pic-nic, le attrezzature per le attività sportive e ricreative, ecc.;
  • la mappatura dei Servizi ecosistemici dell’ambito, indicando quelli prioritari per la pianificazione;
  • l’analisi degli usi del suolo, con l’individuazione dello stato attuale all’interno del parco, ma anche nella sua zona di influenza, nonché i cambiamenti intercorsi nel tempo;
  • l’individuazione degli obiettivi per la conservazione dell’ecosistema del parco e per la gestione delle attività umane al suo interno.

A marzo 2024 la Giunta regionale ha approvato le “Linee guida per la redazione dei piani d’area dei Parchi naturali” quale riferimento per le istituzioni locali e regionali nella realizzazione di piani, programmi e progetti con l’obiettivo di favorire l’implementazione di politiche e strategie volte alla salvaguardia del capitale naturale e allo sviluppo sostenibile e durevole dei sistemi socio-ecologici e territoriali piemontesi.

Al fine di incentivare e sostenere la formazione di piani d’area redatti secondo le linee guida, è stato previsto di assegnare agli Enti Parco regionali un contributo per la redazione, revisione o adeguamento dei Piani d’area dei Parchi naturali a gestione regionale. È stata quindi prevista una dotazione finanziaria per il 2024 e il 2025 pari a 300.000,00 € per ciascuna annualità, approvando ad aprile 2024 i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi. Nel corso del 2024 sono stati finanziati i Piani d’area del Parco naturale Val Troncea e del Parco della Fascia fluviale del Po piemontese.

 

Criteri di finanziamento dei Piani d'area

Nel 2023 è stata approvata la modifica al Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità (l’art. 64, commi 2bis e 2ter, della L.r. 19/2009) – che prevede di assegnare agli Enti Parco regionali un contributo per la redazione, revisione o adeguamento dei Piani d’area dei Parchi naturali a gestione regionale.

A seguito di tale modifica normativa, la Regione Piemonte ha stabilito i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi. La dotazione finanziaria per il 2024 e il 2025 è pari a 300.000,00 € per ciascuna annualità.

Con DGR n. 2-8390 dell’8 aprile 2024 sono stati approvati i “Criteri di finanziamento dei Piani d'area dei parchi naturali”, pubblicati sul BUR n. 15 del 11/4/2024, con l’obiettivo di incentivare e sostenere la formazione di piani d’area redatti secondo le “Linee guida per la redazione dei Piani d’area dei Parchi naturali”. 

 
Informazioni e risorse aggiuntive


Pianificazione Aree Protette sul sito regionale.

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Biodiversità/Foreste

La comunicazione del paesaggio e del Piano paesaggistico regionale

Si è proseguito nell’aggiornamento costante del sito internet Paesaggiopiemonte (11 articoli e 9 pubblicazioni nel 2025) e nell’invio della newsletter collegata, che conta attualmente circa 1.800 iscritti. Si è consolidata la partecipazione di funzionari del Settore alle attività redazionali, tramite segnalazioni di eventi e/o stesura di articoli di taglio divulgativo e di immediatezza d’uso da parte del pubblico (es. itinerari storico-turistico-paesaggistici, report di seminari/convegni di particolare rilievo a seguito della partecipazione).

Si è preso parte a circa 10 appuntamenti seminariali (sia via web, sia in presenza) organizzati da altre Istituzioni in tutta Italia, provvedendo alla predisposizione di materiali informativi e didattici.

Si è tenuta una lezione universitaria presso il corso di Urbanistica del Politecnico di Torino sulla pianificazione territoriale e paesaggistica.

Si è organizzato il convegno “Oltre lo sguardo. La percezione del paesaggio tra storia, pianificazione e progetto”, che ha visto la partecipazione di 6 relatori e di circa 80 spettatori; l'appuntamento si è svolto in collaborazione con gli Ordini degli Architetti PPC, ai quali ha permesso il conseguimento di crediti formativi professionali.

Si è organizzato, insieme all’Istituto Nazionale di Urbanistica, il convegno “Utilità della pianificazione e leggi regionali per il governo del territorio”, presso il Palazzo Unico della Regione Piemonte, per approfondire i temi dell’urbanistica e della pianificazione.

Si è preso parte al convegno “Approcci e itinerari di pianificazione territoriale regionale”, nell’ambito della 22a edizione di Urbanpromo a Firenze, con un intervento finalizzato a illustrare le novità rappresentate dall’aggiornamento del Piano territoriale regionale piemontese.

Anno
2026
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Si è proseguito nell’aggiornamento costante del sito internet Paesaggiopiemonte (11 articoli e 9 pubblicazioni nel 2025) e nell’invio della newsletter collegata, che conta attualmente circa 1.800 iscritti. Si è consolidata la partecipazione di funzionari del Settore alle attività redazionali, tramite segnalazioni di eventi e/o stesura di articoli di taglio divulgativo e di immediatezza d’uso da parte del pubblico (es. itinerari storico-turistico-paesaggistici, report di seminari/convegni di particolare rilievo a seguito della partecipazione).

Si è preso parte a circa 10 appuntamenti seminariali (sia via web, sia in presenza) organizzati da altre Istituzioni in tutta Italia, provvedendo alla predisposizione di materiali informativi e didattici.

Si è tenuta una lezione universitaria presso il corso di Urbanistica del Politecnico di Torino sulla pianificazione territoriale e paesaggistica.

Si è organizzato il convegno “Oltre lo sguardo. La percezione del paesaggio tra storia, pianificazione e progetto”, che ha visto la partecipazione di 6 relatori e di circa 80 spettatori; l'appuntamento si è svolto in collaborazione con gli Ordini degli Architetti PPC, ai quali ha permesso il conseguimento di crediti formativi professionali.

Si è organizzato, insieme all’Istituto Nazionale di Urbanistica, il convegno “Utilità della pianificazione e leggi regionali per il governo del territorio”, presso il Palazzo Unico della Regione Piemonte, per approfondire i temi dell’urbanistica e della pianificazione.

Si è preso parte al convegno “Approcci e itinerari di pianificazione territoriale regionale”, nell’ambito della 22a edizione di Urbanpromo a Firenze, con un intervento finalizzato a illustrare le novità rappresentate dall’aggiornamento del Piano territoriale regionale piemontese.

Anno
2026

Adeguamento degli strumenti di pianificazione al Ppr

Secondo quanto previsto dall'articolo 46 delle Norme di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, entro due anni dalla sua approvazione, le Province, la Città metropolitana, i Comuni e gli Enti gestori delle aree protette devono conformare i propri strumenti alle disposizioni del Piano regionale, predisponendo a tal fine apposita variante generale.

Tale adeguamento comporta la condivisione, da parte dei Piani territoriali e urbanistici alle diverse scale, degli obiettivi di tutela del Ppr, l'orientamento delle azioni di pianificazione in modo che siano coerenti con gli indirizzi dettati dal Ppr stesso, l'osservanza delle direttive, nonché il rispetto delle prescrizioni e delle specifiche prescrizioni d'uso.

I processi di adeguamento degli strumenti di pianificazione sono gestiti congiuntamente da Regione Piemonte e Ministero della Cultura; le modalità istruttorie e gli elaborati che le amministrazioni comunali devono predisporre per consentire la verifica della conformità delle varianti di adeguamento sono dettagliati nell'allegato A del Regolamento n. 4/R "Attuazione del piano paesaggistico regionale del Piemonte (Ppr)", approvato con DPGR del 22 marzo 2019.

Ai Comuni è richiesto di tradurre e specificare alla scala locale gli elementi conoscitivi individuati dal Ppr, con particolare riferimento alle Tavole P2 "Beni paesaggistici", P4 "Componenti paesaggistiche" e P5 "Rete di connessione paesaggistica", dando contestualmente attuazione alla relativa normativa di tutela.

Con puntuale riferimento all’attuazione del Ppr, nel 2025 è proseguita l’attività di verifica dell’adeguamento al Ppr delle varianti allo strumento urbanistico. Nel complesso, nel corso del 2025 sono stati circa 60 i tavoli tecnici, gli incontri e le conferenze di copianificazione ex art. 15bis della l.r. 56/77, effettuati dalla Regione con il Ministero della Cultura e/o con le amministrazioni comunali.

Anno
2026
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Secondo quanto previsto dall'articolo 46 delle Norme di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, entro due anni dalla sua approvazione, le Province, la Città metropolitana, i Comuni e gli Enti gestori delle aree protette devono conformare i propri strumenti alle disposizioni del Piano regionale, predisponendo a tal fine apposita variante generale.

Tale adeguamento comporta la condivisione, da parte dei Piani territoriali e urbanistici alle diverse scale, degli obiettivi di tutela del Ppr, l'orientamento delle azioni di pianificazione in modo che siano coerenti con gli indirizzi dettati dal Ppr stesso, l'osservanza delle direttive, nonché il rispetto delle prescrizioni e delle specifiche prescrizioni d'uso.

I processi di adeguamento degli strumenti di pianificazione sono gestiti congiuntamente da Regione Piemonte e Ministero della Cultura; le modalità istruttorie e gli elaborati che le amministrazioni comunali devono predisporre per consentire la verifica della conformità delle varianti di adeguamento sono dettagliati nell'allegato A del Regolamento n. 4/R "Attuazione del piano paesaggistico regionale del Piemonte (Ppr)", approvato con DPGR del 22 marzo 2019.

Ai Comuni è richiesto di tradurre e specificare alla scala locale gli elementi conoscitivi individuati dal Ppr, con particolare riferimento alle Tavole P2 "Beni paesaggistici", P4 "Componenti paesaggistiche" e P5 "Rete di connessione paesaggistica", dando contestualmente attuazione alla relativa normativa di tutela.

Con puntuale riferimento all’attuazione del Ppr, nel 2025 è proseguita l’attività di verifica dell’adeguamento al Ppr delle varianti allo strumento urbanistico. Nel complesso, nel corso del 2025 sono stati circa 60 i tavoli tecnici, gli incontri e le conferenze di copianificazione ex art. 15bis della l.r. 56/77, effettuati dalla Regione con il Ministero della Cultura e/o con le amministrazioni comunali.

Anno
2026

Unità locali nelle imprese attive

Tema
Tipo
Paragrafi

I dati Istat attribuiscono al Piemonte per il 2023 un numero di Unità locali delle imprese attive pari a 83.365 unità, considerando le categorie Ateco B (Estrazioni di minerali), C (Attività manifatturiere), D (Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata), E (Fornitura di acqua reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento) ed F (Costruzioni).

Nell’ambito di queste categorie, la maggior presenza di unità locali risulta a carico delle Costruzioni (49.123), seguita dalle Attività Manifatturiere (31.413).

Nel periodo 2014-2023 nel complesso il numero è diminuito del 2,6% con Estrazioni di minerali e Attività manifatturiere le categorie più colpite (-20,7% e -11,4% rispettivamente). In controtendenza le altre categorie.

Fonte ISTAT

Il trend del medesimo periodo a livello provinciale mostra che tutte le province sono state interessate da una costante diminuzione fino al 2019 e da una ripresa iniziata a partire dal 2020.

Fonte ISTAT
Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Progetti interregionali di ECG

La Regione Piemonte nel corso del 2025 ha proseguito e finalizzato la realizzazione delle attività promosse con finanziamenti europei e nazionali.

Tali progettualità hanno permesso di promuovere e di consolidare l’Educazione alla Cittadinanza Globale sui territori coinvolti e coinvolgere, attivare cittadini e giovani delle regioni partner in azioni, riflessioni e campagne di comunicazione su Cambiamenti climatici e migrazioni.

In specifico si richiamano i seguenti progetti:

 
Progetto interregionale R-EDUC: Le Regioni per l’Educazione alla Cittadinanza Globale

La Regione Piemonte ha partecipato come partner al progetto interregionale R-EDUC – “Le Regioni per l’Educazione alla Cittadinanza Globale: Modelli di governance e buone pratichee" promosso e coordinato dalla Regione Emilia Romagna.

Il progetto interregionale, che riunisce 7 Regioni italiane, è stato finanziato dall‘Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) attraverso il Bando 2021 per la concessione di contributi a Iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale proposte da Enti Territoriali e Organizzazioni della Società Civile e soggetti senza finalità di lucro. 

Il progetto, che è stato avviato nel 2023 e si è concluso nel 2025, è volto a sostenere lo sviluppo e il rafforzamento del concetto di “cittadinanza” come appartenenza alla comunità globale e il cambiamento in termini di consapevolezza e comportamento individuale e collettivo verso un mondo più sostenibile e giusto. 

L’iniziativa ha accompagnato la conoscenza e l’integrazione dell’ECG negli strumenti strategici e di programmazione delle Regioni e dei loro stakeholder, attraverso la definizione di modelli di coordinamento territoriale, la condivisione di buone pratiche fra territori, la formazione di decisori e funzionari pubblici, la sperimentazione di sinergie territoriali nella diffusione di strumenti e modi innovativi di attivazione e ingaggio in contesti informali. 

R-EDUC ha operato su 3 macro-azioni principali:

  • Pratiche di coordinamento interregionale, con la creazione di un tavolo interregionale per la definizione di raccomandazioni per l’elaborazione di Piani d’azione territoriale ECG declinati sul livello regionale (PAT).
  • Sviluppo di competenze di governance su ECG, attraverso lo sviluppo di un nuovo curriculum formativo su ECG per potenziare le conoscenze e le competenze dei decisori politici e funzionari degli enti pubblici territoriali regionali in un’azione di capacity building in materia di ECG.
  • Modello di governance ECG emiliano-romagnolo che prevede l’istituzione di una Cabina di Regia ECG regionale e l’identificazione delle Linee guida per il Piano di Azione Territoriale ECG dell’Emilia-Romagna.

Per il raggiungimento dei risultati previsti, il progetto R-EDUC conta sull’esperienza della Regione Emilia-Romagna (capofila), sul coinvolgimento attivo di altre 6 regioni: Piemonte, Marche, Lazio, Liguria, Sardegna e Calabria); sulle competenze scientifico-didattiche dell’Università di Bologna con la Cattedra UNESCO in Educazione alla Cittadinanza Globale e sull’esperienza pluriennale sul territorio dell’associazionismo portata da WeWorld-GVC (che nel progetto rappresenta anche le altre ONG associate al Coordinamento ONG Emilia-Romagna – COONGER) e dalla rete nazionale Concord Italia Onlus.

Tra le attività più significative si richiamano:

  • 4 Forum interregionali e 3 workshop di approfondimento su tematiche specifiche condotte dai differenti territori e Regioni.
  • 1 Corso di Alta formazione sul potenziamento delle conoscenze e delle competenze dei decisori politici e dei funzionari degli enti pubblici territoriali regionali in materia di Educazione alla Cittadinanza Globale come strumento di promozione dell’Agenda 2030 . 

Il Corso di Alta Formazione in "Sviluppo di competenze di governance sull’Educazione alla Cittadinanza Globale" presso l'Università di Bologna. Coordinato dalla cattedra Unesco in "Global Citizenship Education in Higher Education" ha coinvolto 32 funzionari/e e collaboratori delle 7 Regioni partner.

La proposta formativa si è articolata in moduli online e in presenza ha affrontato e approfondito temi quali:

  • introduzione all’Educazione alla Cittadinanza Globale;
  • intercultura e educazione civica a scuola;
  • civic engagement globale;
  • migrazioni globali;
  • giustizia climatica e diritti umani;
  • strumenti per indagare le politiche di ECG;
  • analisi dei documenti strategici e di programmazione delle Regioni partner e dei loro stakeholder rispetto al tema dell’ECG: quasi 200 documenti sono stati consultati dai team di esperti e funzionari delle 7 Regioni partner per identificare dove, in che misura, e con quali applicazioni concrete appaiono riferimenti all'ECG;
  • raccomandazioni per lo sviluppo di Piani d’Azione Territoriale ECG nelle Regioni partner di progetto: documento di sintesi con indicazioni trasferibili e generali utili alla redazione di Piani d’Azione Territoriali per l’ECG (priorità tematiche, tavoli intersettoriali di concertazione, individuazione e coinvolgimento degli stakeholder territoriali, comunicazione col territorio, coordinamento, monitoraggio e valutazione delle attività, visual identity univoca) e raccomandazioni specifiche per ciascuna delle Regioni partner di progetto.

Il progetto è stata un’esperienza fortemente innovativa per le Regioni e nel corso del Forum finale del Progetto R-Educ svoltosi ad aprile 2025 a Frascati (RM) i partecipanti ne hanno sottolineato l’importanza e  ripercorso il lavoro svolto per tradurre in azioni concrete la Strategia e il Piano d’azione nazionali sull’educazione alla cittadinanza globale nei territori.

Le Regioni partner hanno così potuto declinare l’introduzione dell’ECG nelle proprie strategie con Documenti programmatori e Piani ECG di livello regionale, adattando gli approcci ai contesti specifici e instaurando o approfondendo dinamiche di collaborazione intersettoriali, tavoli di coordinamento e cabine di regia.

 

Progetto Connect for Global Change

Progetto Connect for Global Change è un programma europeo DEAR implementato da un consorzio composto da undici piattaforme di organizzazioni che lavorano nel campo dell’educazione alla cittadinanza globale e della cooperazione internazionale. Il programma finanzia e fornisce supporto a organizzazioni di piccole e medie dimensioni in 11 Paesi europei per coinvolgere  la cittadinanza europea, in particolare i giovani e coloro che sono nuovi alle sfide globali, nella creazione di un mondo inclusivo, giusto e sostenibile.

Connect for Global Change nel suo complesso intende  perseguire tre obiettivi specifici:

  • aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento dei cittadini europei, soprattutto dei giovani e dei gruppi meno informati, nelle sfide globali come la sostenibilità, la giustizia sociale, l’uguaglianza di genere e l’inclusione;
  • rafforzare il ruolo delle piccole e medie organizzazioni della società civile e dei movimenti giovanili nel raggiungere e coinvolgere questi gruppi, promuovendo azioni concrete a livello locale e globale;
  • potenziare il ruolo delle donne e promuovere l’uguaglianza di genere attraverso iniziative che coinvolgano i giovani e che adottino un approccio intersezionale, tenendo conto delle diverse identità e della loro intersezionalità (genere, etnia, classe sociale, ecc.).

Nell’ambito di Connect for Global Change sono previsti una serie di Bandi pubblici per consentire a organizzazioni della società civile di piccole e medie dimensioni di richiedere finanziamenti per realizzare azioni creative e di grande impatto. Le organizzazioni selezionate non sono supportate solo con risorse finanziarie, ma anche con percorsi di formazione, di rafforzamento delle capacità e di creazione di reti. Il programma sostiene iniziative creative, spesso rivolte a giovani (15-30 anni), con bandi che offrono contributi tra 10.000€ e 20.000€, promuovendo il coinvolgimento su tematiche di sostenibilità e giustizia globale.

La Regione Piemonte ha partecipato a sostegno di queste attività attività realizzate sul proprio territorio e coordinate dal Consorzio delle ONG piemontesi – COP.

Un primo Bando Connect for Global Change è stato lanciato nel 2024 e ha permesso di finanziare in Piemonte 10 progetti  realizzati nel corso del 2025:  

  • 3 progettualità sul Lotto 1 dedicato al “raggiungimento dell’uguaglianza di genere e all’empowerment di tutte le donne e le ragazze”
  • 7 progettualità sul Lotto 2 dedicato alla sensibilizzazione e al coinvolgimento della cittadinanza, in particolare dei giovani, sulle tematiche dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Le 10 proposte progettuali approvate, presentate da altrettante organizzazioni capofila, vedono il coinvolgimento di 21 organizzazioni co-proponenti e altri 34 enti associati tra cui organizzazioni della società civile (22), Autorità Locali piemontesi (7) e istituzioni scolastiche, università, società private e ASL (5).

Le 10 proposte hanno un valore complessivo di 338.563,40 Euro, di cui 298.704,36 Euro richiesti come contributo (fondi UE e Regione Piemonte) e  39.859,04 di cofinanziamento da parte degli enti proponenti e co-proponenti.

Un secondo Bando è stato aperto nel 2025, sono pervenute 26 candidature con valore complessivo delle proposte ammonta a 839.660 euro, con una richiesta di contributo totale di 738.032 euro, a fronte dei 300.000 euro disponibili.

Tali proposte sono state presentate da altrettante organizzazioni capofila, che hanno saputo coinvolgere:

  • 33 organizzazioni co-proponenti;
  • 78 enti associati, tra cui:
    • 41 Organizzazioni della Società Civile,
    • 24 Autorità Locali piemontesi,
    • 13 tra istituzioni scolastiche, Università, società private e ASL.

Sono stati selezionati infine 11 progetti, attualmente in fase di avvio e di realizzazione.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Cooperazione internazionale in Regione Piemonte.

Portale della Cooperazione Internazionale Piemontese.

Connect for Global Change: progetti finanziati in Piemonte.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte nel corso del 2025 ha proseguito e finalizzato la realizzazione delle attività promosse con finanziamenti europei e nazionali.

Tali progettualità hanno permesso di promuovere e di consolidare l’Educazione alla Cittadinanza Globale sui territori coinvolti e coinvolgere, attivare cittadini e giovani delle regioni partner in azioni, riflessioni e campagne di comunicazione su Cambiamenti climatici e migrazioni.

In specifico si richiamano i seguenti progetti:

 
Progetto interregionale R-EDUC: Le Regioni per l’Educazione alla Cittadinanza Globale

La Regione Piemonte ha partecipato come partner al progetto interregionale R-EDUC – “Le Regioni per l’Educazione alla Cittadinanza Globale: Modelli di governance e buone pratichee" promosso e coordinato dalla Regione Emilia Romagna.

Il progetto interregionale, che riunisce 7 Regioni italiane, è stato finanziato dall‘Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) attraverso il Bando 2021 per la concessione di contributi a Iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale proposte da Enti Territoriali e Organizzazioni della Società Civile e soggetti senza finalità di lucro. 

Il progetto, che è stato avviato nel 2023 e si è concluso nel 2025, è volto a sostenere lo sviluppo e il rafforzamento del concetto di “cittadinanza” come appartenenza alla comunità globale e il cambiamento in termini di consapevolezza e comportamento individuale e collettivo verso un mondo più sostenibile e giusto. 

L’iniziativa ha accompagnato la conoscenza e l’integrazione dell’ECG negli strumenti strategici e di programmazione delle Regioni e dei loro stakeholder, attraverso la definizione di modelli di coordinamento territoriale, la condivisione di buone pratiche fra territori, la formazione di decisori e funzionari pubblici, la sperimentazione di sinergie territoriali nella diffusione di strumenti e modi innovativi di attivazione e ingaggio in contesti informali. 

R-EDUC ha operato su 3 macro-azioni principali:

  • Pratiche di coordinamento interregionale, con la creazione di un tavolo interregionale per la definizione di raccomandazioni per l’elaborazione di Piani d’azione territoriale ECG declinati sul livello regionale (PAT).
  • Sviluppo di competenze di governance su ECG, attraverso lo sviluppo di un nuovo curriculum formativo su ECG per potenziare le conoscenze e le competenze dei decisori politici e funzionari degli enti pubblici territoriali regionali in un’azione di capacity building in materia di ECG.
  • Modello di governance ECG emiliano-romagnolo che prevede l’istituzione di una Cabina di Regia ECG regionale e l’identificazione delle Linee guida per il Piano di Azione Territoriale ECG dell’Emilia-Romagna.

Per il raggiungimento dei risultati previsti, il progetto R-EDUC conta sull’esperienza della Regione Emilia-Romagna (capofila), sul coinvolgimento attivo di altre 6 regioni: Piemonte, Marche, Lazio, Liguria, Sardegna e Calabria); sulle competenze scientifico-didattiche dell’Università di Bologna con la Cattedra UNESCO in Educazione alla Cittadinanza Globale e sull’esperienza pluriennale sul territorio dell’associazionismo portata da WeWorld-GVC (che nel progetto rappresenta anche le altre ONG associate al Coordinamento ONG Emilia-Romagna – COONGER) e dalla rete nazionale Concord Italia Onlus.

Tra le attività più significative si richiamano:

  • 4 Forum interregionali e 3 workshop di approfondimento su tematiche specifiche condotte dai differenti territori e Regioni.
  • 1 Corso di Alta formazione sul potenziamento delle conoscenze e delle competenze dei decisori politici e dei funzionari degli enti pubblici territoriali regionali in materia di Educazione alla Cittadinanza Globale come strumento di promozione dell’Agenda 2030 . 

Il Corso di Alta Formazione in "Sviluppo di competenze di governance sull’Educazione alla Cittadinanza Globale" presso l'Università di Bologna. Coordinato dalla cattedra Unesco in "Global Citizenship Education in Higher Education" ha coinvolto 32 funzionari/e e collaboratori delle 7 Regioni partner.

La proposta formativa si è articolata in moduli online e in presenza ha affrontato e approfondito temi quali:

  • introduzione all’Educazione alla Cittadinanza Globale;
  • intercultura e educazione civica a scuola;
  • civic engagement globale;
  • migrazioni globali;
  • giustizia climatica e diritti umani;
  • strumenti per indagare le politiche di ECG;
  • analisi dei documenti strategici e di programmazione delle Regioni partner e dei loro stakeholder rispetto al tema dell’ECG: quasi 200 documenti sono stati consultati dai team di esperti e funzionari delle 7 Regioni partner per identificare dove, in che misura, e con quali applicazioni concrete appaiono riferimenti all'ECG;
  • raccomandazioni per lo sviluppo di Piani d’Azione Territoriale ECG nelle Regioni partner di progetto: documento di sintesi con indicazioni trasferibili e generali utili alla redazione di Piani d’Azione Territoriali per l’ECG (priorità tematiche, tavoli intersettoriali di concertazione, individuazione e coinvolgimento degli stakeholder territoriali, comunicazione col territorio, coordinamento, monitoraggio e valutazione delle attività, visual identity univoca) e raccomandazioni specifiche per ciascuna delle Regioni partner di progetto.

Il progetto è stata un’esperienza fortemente innovativa per le Regioni e nel corso del Forum finale del Progetto R-Educ svoltosi ad aprile 2025 a Frascati (RM) i partecipanti ne hanno sottolineato l’importanza e  ripercorso il lavoro svolto per tradurre in azioni concrete la Strategia e il Piano d’azione nazionali sull’educazione alla cittadinanza globale nei territori.

Le Regioni partner hanno così potuto declinare l’introduzione dell’ECG nelle proprie strategie con Documenti programmatori e Piani ECG di livello regionale, adattando gli approcci ai contesti specifici e instaurando o approfondendo dinamiche di collaborazione intersettoriali, tavoli di coordinamento e cabine di regia.

 

Progetto Connect for Global Change

Progetto Connect for Global Change è un programma europeo DEAR implementato da un consorzio composto da undici piattaforme di organizzazioni che lavorano nel campo dell’educazione alla cittadinanza globale e della cooperazione internazionale. Il programma finanzia e fornisce supporto a organizzazioni di piccole e medie dimensioni in 11 Paesi europei per coinvolgere  la cittadinanza europea, in particolare i giovani e coloro che sono nuovi alle sfide globali, nella creazione di un mondo inclusivo, giusto e sostenibile.

Connect for Global Change nel suo complesso intende  perseguire tre obiettivi specifici:

  • aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento dei cittadini europei, soprattutto dei giovani e dei gruppi meno informati, nelle sfide globali come la sostenibilità, la giustizia sociale, l’uguaglianza di genere e l’inclusione;
  • rafforzare il ruolo delle piccole e medie organizzazioni della società civile e dei movimenti giovanili nel raggiungere e coinvolgere questi gruppi, promuovendo azioni concrete a livello locale e globale;
  • potenziare il ruolo delle donne e promuovere l’uguaglianza di genere attraverso iniziative che coinvolgano i giovani e che adottino un approccio intersezionale, tenendo conto delle diverse identità e della loro intersezionalità (genere, etnia, classe sociale, ecc.).

Nell’ambito di Connect for Global Change sono previsti una serie di Bandi pubblici per consentire a organizzazioni della società civile di piccole e medie dimensioni di richiedere finanziamenti per realizzare azioni creative e di grande impatto. Le organizzazioni selezionate non sono supportate solo con risorse finanziarie, ma anche con percorsi di formazione, di rafforzamento delle capacità e di creazione di reti. Il programma sostiene iniziative creative, spesso rivolte a giovani (15-30 anni), con bandi che offrono contributi tra 10.000€ e 20.000€, promuovendo il coinvolgimento su tematiche di sostenibilità e giustizia globale.

La Regione Piemonte ha partecipato a sostegno di queste attività attività realizzate sul proprio territorio e coordinate dal Consorzio delle ONG piemontesi – COP.

Un primo Bando Connect for Global Change è stato lanciato nel 2024 e ha permesso di finanziare in Piemonte 10 progetti  realizzati nel corso del 2025:  

  • 3 progettualità sul Lotto 1 dedicato al “raggiungimento dell’uguaglianza di genere e all’empowerment di tutte le donne e le ragazze”
  • 7 progettualità sul Lotto 2 dedicato alla sensibilizzazione e al coinvolgimento della cittadinanza, in particolare dei giovani, sulle tematiche dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Le 10 proposte progettuali approvate, presentate da altrettante organizzazioni capofila, vedono il coinvolgimento di 21 organizzazioni co-proponenti e altri 34 enti associati tra cui organizzazioni della società civile (22), Autorità Locali piemontesi (7) e istituzioni scolastiche, università, società private e ASL (5).

Le 10 proposte hanno un valore complessivo di 338.563,40 Euro, di cui 298.704,36 Euro richiesti come contributo (fondi UE e Regione Piemonte) e  39.859,04 di cofinanziamento da parte degli enti proponenti e co-proponenti.

Un secondo Bando è stato aperto nel 2025, sono pervenute 26 candidature con valore complessivo delle proposte ammonta a 839.660 euro, con una richiesta di contributo totale di 738.032 euro, a fronte dei 300.000 euro disponibili.

Tali proposte sono state presentate da altrettante organizzazioni capofila, che hanno saputo coinvolgere:

  • 33 organizzazioni co-proponenti;
  • 78 enti associati, tra cui:
    • 41 Organizzazioni della Società Civile,
    • 24 Autorità Locali piemontesi,
    • 13 tra istituzioni scolastiche, Università, società private e ASL.

Sono stati selezionati infine 11 progetti, attualmente in fase di avvio e di realizzazione.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Cooperazione internazionale in Regione Piemonte.

Portale della Cooperazione Internazionale Piemontese.

Connect for Global Change: progetti finanziati in Piemonte.

Anno
2026

La partecipazione dei giovani: strumenti di analisi

Come passare dalla consapevolezza al coinvolgimento attivo sull'Agenda 2030


Incoraggiare le Organizzazioni della Società Civile (OSC) e le Autorità Locali (AL) a collaborare più strettamente con i giovani per mobilitarli come agenti attivi di cambiamento a livello locale e internazionale, in particolare su temi chiave come la giustizia climatica, i cambiamenti climatici e le migrazioni, era uno dei temi qualificanti del progetto Mindchangers - Regions and Youth for Planet and People.

Si è pertanto operato all’elaborazione di strumenti di analisi e di contenuti volti alla partecipazione e al protagonismo  giovanile, in specifico è possibile consultare e scaricare:

  • Guida Pratica “Come passare dalla consapevolezza al coinvolgimento attivo sull'Agenda 2030”
    È stata condotta una ricerca scientifica sviluppata dall’Università di Craiova con un gruppo di lavoro di ricercatori e ricercatrici di 6 Paesi europei, tra cui il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino. Sono stati coinvolti i partner del progetto in tutte le regioni coinvolte al fine di comprendere meglio il coinvolgimento dei giovani e formulare raccomandazioni per le AL e le OSC su come cooperare con i giovani riguardo ai temi dell'Agenda 2030.
    La Guida pratica identifica e riconosce una serie di ostacoli al coinvolgimento che i giovani vivono in tutta Europa e delinea pertanto delle soluzioni per le future iniziative progettuali che li vedono protagonisti. 
    È stata prodotta in 6 lingue , tra cui in Italiano, ed è scaricabile al seguente link

     
  • Dichiarazione dei Giovani Mindchangers
    In occasione dell’incontro internazionale dei giovani di Mindchangers tenutosi a Stoccarda , i giovani partecipanti sfruttando le loro esperienze internazionali e l’esperienza maturata nelle regioni coinvolte nel progetto: Piemonte (IT), Baden-Württemberg (DE), Auvergne-Rhône-Alpes (FR), La Rioja (ES), Fédération Wallonie-Bruxelles (BE) e Dolj County (RO) hanno elaborato delle proposte concrete per affrontare gli ostacoli al coinvolgimento giovanile.
    In questo contesto, è stata adottata la Dichiarazione dei Giovani Mindchangers che avanza delle richieste e delle raccomandazioni da parte della gioventù europea e funge da impulso e raccolta di misure utili alle autorità e alle istituzioni locali, nazionali e internazionali, ai rappresentanti della società civile e alle reti di soggetti nei settori pubblico e privato.

     

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Guida Pratica “Come passare dalla consapevolezza al coinvolgimento attivo sull'Agenda 2030”.
Dichiarazione dei Giovani Mindchangers.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Come passare dalla consapevolezza al coinvolgimento attivo sull'Agenda 2030


Incoraggiare le Organizzazioni della Società Civile (OSC) e le Autorità Locali (AL) a collaborare più strettamente con i giovani per mobilitarli come agenti attivi di cambiamento a livello locale e internazionale, in particolare su temi chiave come la giustizia climatica, i cambiamenti climatici e le migrazioni, era uno dei temi qualificanti del progetto Mindchangers - Regions and Youth for Planet and People.

Si è pertanto operato all’elaborazione di strumenti di analisi e di contenuti volti alla partecipazione e al protagonismo  giovanile, in specifico è possibile consultare e scaricare:

  • Guida Pratica “Come passare dalla consapevolezza al coinvolgimento attivo sull'Agenda 2030”
    È stata condotta una ricerca scientifica sviluppata dall’Università di Craiova con un gruppo di lavoro di ricercatori e ricercatrici di 6 Paesi europei, tra cui il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino. Sono stati coinvolti i partner del progetto in tutte le regioni coinvolte al fine di comprendere meglio il coinvolgimento dei giovani e formulare raccomandazioni per le AL e le OSC su come cooperare con i giovani riguardo ai temi dell'Agenda 2030.
    La Guida pratica identifica e riconosce una serie di ostacoli al coinvolgimento che i giovani vivono in tutta Europa e delinea pertanto delle soluzioni per le future iniziative progettuali che li vedono protagonisti. 
    È stata prodotta in 6 lingue , tra cui in Italiano, ed è scaricabile al seguente link

     
  • Dichiarazione dei Giovani Mindchangers
    In occasione dell’incontro internazionale dei giovani di Mindchangers tenutosi a Stoccarda , i giovani partecipanti sfruttando le loro esperienze internazionali e l’esperienza maturata nelle regioni coinvolte nel progetto: Piemonte (IT), Baden-Württemberg (DE), Auvergne-Rhône-Alpes (FR), La Rioja (ES), Fédération Wallonie-Bruxelles (BE) e Dolj County (RO) hanno elaborato delle proposte concrete per affrontare gli ostacoli al coinvolgimento giovanile.
    In questo contesto, è stata adottata la Dichiarazione dei Giovani Mindchangers che avanza delle richieste e delle raccomandazioni da parte della gioventù europea e funge da impulso e raccolta di misure utili alle autorità e alle istituzioni locali, nazionali e internazionali, ai rappresentanti della società civile e alle reti di soggetti nei settori pubblico e privato.

     

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Guida Pratica “Come passare dalla consapevolezza al coinvolgimento attivo sull'Agenda 2030”.
Dichiarazione dei Giovani Mindchangers.

Anno
2026