Pubblicabile

Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Attività produttive con Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

Anno
2026

Su tutto il territorio piemontese a fine 2025 sono presenti 614 installazioni sottoposte al regime autorizzativo AIA di cui 11 autorizzazioni AIA nazionali, 15 di nuovo inserimento neo-autorizzate e 8 discariche in gestione post-operativa ex AIA. 

Fonte Arpa Piemonte
Attività istruttoria

Nell’anno 2025 sono stati redatti da Arpa Piemonte 243 pareri inerenti procedimenti di rilascio, rinnovo, modifica sostanziale delle AIA.  

Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Consiglio Federale SNPA del 15 marzo 2016 – Doc 63: SSPC Sistema di Supporto alla Programmazione dei Controlli AIA https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2018/11/Delibera-63_CF-approvazione-SSPC-con-allegati.pdf

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Redazione RSA

Produzione di contributi tecnici per il superamento di criticità ambientali

Anno
2026
Attività tecnico scientifica di Arpa Piemonte

Nel corso del 2025 è stato messo a sistema il format di parere per il rilascio dei contributi tecnici di competenza AIA in fase di rilascio/rinnovo/riesame BATc (acronimo dell'espressione inglese Best Available Techniques conclusions), cui viene allegato il format generico del Piano di Monitoraggio e Controllo. 

L’obiettivo era quello dell’uniforme applicazione dei controlli di parte privata e di parte pubblica su tutto il territorio regionale e la restituzione dei dati dei report annuali da parte dei gestori per allinearsi alle Linee Guida SNPA 48/23 sul PMC e 49/23 sui BAT-AEL.

Il 2025 ha visto anche un impegno notevole dal punto di vista istruttorio su base regionale sui procedimenti di riesame AIA riferiti alle BATc già pubblicate e/o in scadenza nel 2025, tra le quali quelle relative ai sistemi di trattamento emissioni della chimica e dei macelli, nonché il contributo al raccordo dei controlli degli allevamenti AIA nell’ambito del PSA (Piano Stralcio Agricoltura del 27/06/2023) con pubblicazione della Linea Guida Controlli del giugno 2024.

Inoltre, Arpa Piemonte ha partecipato attivamente al processo di scrittura in fase ascendente dei BREF LVIC (Chimica Inorganica a larghi volumi).

Arpa Piemonte nel contesto di tavoli del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale ha continuato a collaborare alla formazione del personale delle Agenzie e divulgazione in merito ai seguenti documenti:

  • “Linea Guida per lo sviluppo del PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO ai fini dell’aggiornamento rispetto alla direttiva IED 2010/75/UE recepita con D.Lgs. 46/2014 del documento "Il contenuto minimo del piano di monitoraggio e controllo" elaborato dal Gruppo di consultazione APAT/ARPA/APPA su IPPC nel 2007 (LG 48/23).
  • “Linea di indirizzo per l’applicazione dei BAT-AEL” che evidenzia le differenze tra le modalità di campionamento e analisi definite dai BAT-AEL e la vigente normativa di settore (D.Lgs. 152/06, Parte Terza e Parte Quinta), e suggerisce criteri di campionamento e analisi utili ad evitare la duplicazione dei campionamenti per le installazioni nelle quali è previsto il monitoraggio di parametri soggetti al rispetto dei BAT-AEL e di Valori Limite alle Emissioni definiti dalla norma settoriale di cui al D.Lgs. 152/2006 e l’applicazione uniforme sul territorio nazionale dei BAT-AEL in modo tale da consentire una omogenea raccolta di dati utile per elaborare e confrontare l’impatto delle installazioni ricadenti nella medesima categoria anche al fine di orientare politiche nazionali e/o regionali di settore (LG 49/23)
  • “Procedura di coinvolgimento del SNPA nel processo ascendente del Bref”: la Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (IED), prevede che per definire le BAT e limitare le disparità a livello dell’Unione relativamente al livello di emissioni delle attività industriali, è opportuno elaborare “documenti di riferimento sulle BAT”, da riesaminare e, ove necessario, aggiornare periodicamente attraverso uno scambio di informazioni tra le parti interessate. La procedura riporta le modalità di espressione dei contributi di SNPA eventualmente richiesti dalle AA.CC. (LG 47/23) 
Informazioni e risorse aggiuntive 

Linee guida per l’applicazione dei livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) https://www.snpambiente.it/pubblicazioni/linee-guida-snpa/linee-guida-per-lo-sviluppo-del-piano-di-monitoraggio-e-controllo-revisione-2022/

Linee guida per lo sviluppo del piano di monitoraggio e controllo D.lgs. n.152 del 03/04/2006 e s.m.i. art. 29-sexies, comma 6. Aggiornamento alla prima edizione APAT 2007 con recepimento della direttiva 2010/75/EU. SO VI/04-02-SNPA. Revisione 2022 https://www.snpambiente.it/snpa/linee-guida-per-lapplicazione-dei-livelli-di-emissione-associati-alle-migliori-tecniche-disponibili-bat-ael/

Linee Guida SNPA https://www.snpambiente.it/category/pubblicazioni/linee-guida-snpa/

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Redazione RSA

Controllo e ritrovamento di sorgenti radioattive

Anno
2026

Nel 2025 i controlli effettuati da Arpa Piemonte sul territorio sono stati indirizzati sia verso situazioni già note negli anni scorsi per la presenza di materiali radioattivi, sia verso le attività che presentano un rischio di ritrovamento di sorgenti radioattive. 

La maggior parte dei sopralluoghi ha avuto luogo in seguito a un allarme ai sistemi di rilevamento di radioattività posti in ingresso ad impianti, come fonderie, rottamai o l'inceneritore. 

Inoltre, sono soggetti a controllo le segnalazioni di potenziale ritrovamento di sorgenti radioattive abbandonate e di potenziali incidenti durante il trasporto di materiale radioattivo, eventualità, quest'ultima, che non si è verificata negli ultimi anni.

La normativa italiana disciplina il ritrovamento di sorgenti radioattive e stabilisce una serie di misure e adempimenti ai quali i detentori devono rispondere per evitare lo smaltimento non controllato.

Infatti, il rischio che sorgenti radioattive utilizzate in campo industriale, sanitario o di ricerca non vengano smaltite correttamente esiste, ad esempio in caso di fallimento di attività industriali, quando gli immobili vengono alienati e si può perdere traccia delle sorgenti detenute. 

In questi casi c’è la possibilità che tali sorgenti vengano poi ritrovate presso raccoglitori di rifiuti o di rottami metallici

Per questo motivo la normativa prevede specificatamente che chi svolge attività di recupero, fusione o deposito di rottami metallici o importazione di semilavorati metallici, debba effettuare un controllo radiometrico dei materiali.

Come previsto dalla normativa regionale, Arpa Piemonte presenta alla Regione la proposta della programmazione annuale delle attività di monitoraggio e vigilanza della radioattività ambientale.

La Regione, a sua volta, sottopone alle Province la proposta dell’Agenzia, affinché le stesse possano effettuare le loro valutazioni e, per altre particolari installazioni possano segnalare le situazioni in cui ritengono che si debbano privilegiare i controlli.

L’ottemperanza alla normativa da parte delle ditte tenute a specifiche attività di prevenzione e autocontrollo è notevolmente aumentata negli ultimi anni. 

La percentuale di ditte dotate di sistemi di monitoraggio delle radiazioni ionizzanti si avvicina ormai al 100% per quanto riguarda le fonderie e i grossi rottamai.

Percentuali più basse di adesione alla normativa si riscontrano tra i piccoli rivenditori di rottami, la cui attività, per tipologia di rifiuti trattati, è però solitamente meno a rischio rispetto a quella svolta dalle grosse aziende.

Nel 2025 sono stati svolti 37 sopralluoghi per attività di vigilanza, compresi i sopralluoghi ai cantieri TAV in Val di Susa e ai cantieri del Terzo Valico nell’alessandrino.

Sopralluoghi per il controllo di materiali radioattivi suddivisi per provincia dal 2011 al 2025. Fonte Arpa Piemonte
Numero di interventi per il controllo di materiali radioattivi dal 2011 al 2025 suddivisi per tipologia. Fonte Arpa Piemonte

Oltre ai ritrovamenti presso i raccoglitori di rottame, altri ritrovamenti sul territorio consistono, ad esempio, nel rinvenimento di rivelatori di fumo,  di sorgenti di taratura nei laboratori degli istituti scolastici, di strumenti di origine militare contaminati da radio 226 presso collezionisti.

Ritrovamenti sul territorio tra gli anni 2000 e 2025. Fonte Arpa Piemonte

In linea con gli ultimi anni, sono consistenti i ritrovamenti presso il termovalorizzatore di Torino, spesso dovuti a piccole sorgenti domestiche o minerali che vengono smaltiti, forse inavvertitamente, nei rifiuti solidi urbani, magari in occasione di sgomberi di cantine o vecchi locali in disuso. 

Nel 2025 sono stati ritrovati infatti al termovalorizzatore di Torino dei manufatti con presenza di radio 226, materiale contaminato da torio 232 e radio 226, una sorgente di radio 226  nonché  delle reticelle per lampade a gas da campeggio contaminate da torio 232. 

In tutti i casi i materiali contaminati sono stati isolati dal carico prima dell’incenerimento dei rifiuti. 

Un discorso a parte deve essere fatto per il rinvenimento di colli contaminati da radionuclidi di origine sanitaria presso gli inceneritori e i depositi di rifiuti sanitari-ospedalieri, che non sono riportati nel grafico successivo.

Questi ritrovamenti sono frequenti e in genere non presentano un rischio per la popolazione o gli addetti degli impianti.

Mentre il ritrovamento presso gli inceneritori è causato da effetti personali di pazienti che hanno subito trattamenti medici con radiofarmaci, nel caso dei depositi di rifiuti sanitari-ospedalieri è dovuto a un malfunzionamento nel sistema di gestione dei rifiuti del produttore dei rifiuti stesso che sia un ospedale, una casa di cura, ecc.

In entrambi i casi però è sufficiente far decadere la radioattività presente nel materiale prima di avviarlo allo smaltimento o all’incenerimento. 

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020, n. 101 Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. https://www.normattiva.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/CONSOLIDATED/20240530

L.R. 5/2010 "Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti" http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2010005.html

D.G.R. 19 gennaio 2018, n. 23-6389 Direttive per le attivita' di controllo ambientale della radioattivita' di origine naturale ed artificiale. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/06/siste/00000076.htm

Radio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Radio_(elemento_chimico)

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Radiazioni ionizzanti

Festa dell'aria - seconda edizione

Anno
2026

Dal 2015 Arpa Piemonte porta il tema della qualità dell’aria nelle scuole primarie e secondarie di primo grado con il progetto Noi e l’Aria. Dal 2017, questi strumenti sono stati adottati anche nell’ambito del progetto europeo Prepair, coinvolgendo circa 100 scuole del bacino padano.

Negli anni, le attività si sono arricchite con lezioni in classe, visite alle centraline, video, giochi didattici, laboratori e una vera e propria festa, per far conoscere in modo coinvolgente cos’è l’aria e come tutelarla.

Festa dell’Aria a Settimo Torinese

Un momento particolarmente significativo è stata la seconda edizione della “Festa dell’Aria”, tenutasi a Settimo Torinese presso l’Istituto Comprensivo Settimo I, che ospita una delle stazioni di monitoraggio dell’aria di Arpa Piemonte. L’evento ha coinvolto circa 400 alunni dei plessi Vivaldi, Noce e Collodi.

La giornata si è aperta con lo spettacolo inaugurale “Spettacolaria” nel giardino del plesso Vivaldi e ha offerto una ricca varietà di laboratori educativi:

  • Visita guidata alla stazione di monitoraggio
  • Officina a pedali in collaborazione con FIAB
  • Caccia al tesoro ambientale
  • Laboratorio “Missione Aria”, che ha stimolato creatività e collaborazione tra i partecipanti.

All’apertura hanno preso parte l’Assessore Arnaldo Cirillo (Politiche ambientali della Città di Settimo) e la Dirigente scolastica Maria Zindato.
In parallelo, Arpa ha realizzato laboratori di educazione ambientale per i bambini delle scuole dell’infanzia Noce e Collodi, volti a sviluppare capacità di osservazione e stimolare la creatività fin dalla tenera età.

A corollario della festa, è stata allestita presso il Museo del Freidano sempre a Settimo Torinese la mostra Le parole dell’aria. La mostra ha raccolto i cartelloni, disegni e lavori creativi prodotti dalla scuola Vivaldi e dalle scuole partecipanti nel corso degli anni, offrendo uno spaccato dell’impegno e della fantasia dei ragazzi nel raccontare l’ambiente.
 

Logo della Festa dell'Aria. Fonte Arpa Piemonte.
Un momento all'aperto durante la Festa dell'aria a Settimo Torinese. Fonte Arpa Piemonte
La mostra Le parole dell'aria allestita al museo del Freidano di Settimo Torinese. Fonte Arpa Piemonte.

A completamento del percorso educativo, gli studenti della scuola secondaria di primo grado Gobetti hanno partecipato a un sondaggio sugli spostamenti casa-scuola, compilando un questionario elaborato da Arpa Piemonte. I risultati sono stati utilizzati per realizzare un video con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità scolastica sull’importanza della mobilità sostenibile.

Il sondaggio sulla mobilità sostenibile per gli studenti della scuola Gobetti di Settimo Torinese. Fonte Arpa Piemonte.
Informazioni e risorse aggiuntive

ARPA Piemonte (2023). Noi e l’Aria: educazione ambientale sulla qualità dell’aria. ARPA Piemonte. Disponibile su: arpa.piemonte.it 
LIFE Prepair Project. Po Region Emission and Air Quality Integrated Reduction life-prepair.eu 
ISPRA. Rapporti sulla qualità dell’aria e iniziative educative ambientali nelle scuole italiane. Documenti disponibili su: www.ispra.it 
 

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Educazione alla sostenibilità

Consumi sostenibili e greenwashing

Anno
2026

Arpa Piemonte promuove comportamenti e consumi sostenibili anche attraverso l'uso di certificazioni ambientali di prodotto e in particolare il sistema di etichettatura ecologica Ecolabel Eu rivolgendosi sia al mondo dell'impresa sia alla cittadinanza (adulti e studenti) con una mostra dedicata e seminari. 

Ogni anno l’attività di sensibilizzazione sui temi del consumo e produzione sostenibile e greenwashing inizia con l’organizzazione a ottobre del Mese Ecolabel (programma 2024). Il programma prevedeva seminari, visite guidate e il laboratorio “Un fiore per l’ambiente, alla scoperta dell’Ecolabel UE” presso il Museo A come Ambiente. 

Le visite guidate si sono svolte questo anno presso aziende piemontesi con prodotti e servizi certificati Ecolabel nel settore delle pulizie professionali. Alle visite hanno partecipato rappresentanti di enti pubblici e associazioni di categoria.


Il percorso COE (catalogo dell'offerta educativa) di questo anno ha coinvolto 11 scuole con  oltre 500 studenti complessivamente, e comprendeva:

  • l’allestimento di una piccola mostra su Ecolabel EU presso la scuola
  • una presentazione multimediale con le classi, con un quiz finale (Mentimeter)
  • l’analisi di imballaggi raccolti dagli studenti con asserzioni ambientali per capire se si tratta di greenwashing
  • una attività peer to peer di visita guidata alla mostra da parte degli studenti che hanno partecipato all’incontro informativo, per raggiungere tutti gli studenti della scuola.


A conclusione del percorso con le scuole si chiede ai docenti di inviare ad Arpa i lavori (poster, video, presentazioni, sondaggi, …), realizzati dagli studenti sul tema dei consumi sostenibili/greenwashing/Ecolabel EU. I migliori elaborati potranno essere diffusi nell’ambito del prossimo Mese Ecolabel. 

Istituti coinvolti nel percorso sui consumi sostenibili nell’anno scolastico 2024-2025
Data Istituto Provincia
30-set-24 Istituto Europeo Spinelli di Torino TO
05-nov-24 Gobetti Marchesini di Torino TO
13-nov-24 ITE Mossotti di Novara NO
05-dic-24 IIS Martinetti di Caluso TO
11-dic-24 Liceo Darwin di Sangano TO
11-dic-24 Liceo Darwin di Rivoli TO
05-feb-25 IIS Gioberti di Asti AT
06-feb-25 IIS Ferrari di Gattinara VC
19-feb-25 IIS Calamandrei di Crescentino VC
10-mar-25 IIS Virginio- Donadio di Dronero CN
06-mar-25 IIS Alberti-Porro di Pinerolo TO
Istituti coinvolti nel percorso sui consumi sostenibili nell’anno scolastico 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte.
Locandina dell'evento Come difendersi dal Greenwashing. Fonte Arpa Piemonte

Sul tema dei consumi sostenibili nelle scuole è stato organizzato un incontro formativo con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte per i dirigenti amministrativi delle scuole (Rete F.A.T.A.)

In data 21 ottobre è stato organizzato un incontro al  Dipartimento di Management dell’Università di Torino sul tema della normativa europea sulla lotta al Greenwashing. 

Sul tema degli aspetti ambientali del settore tessile e le certificazioni ambientali è stato realizzato un evento nell’ambito del  Filo verde per il Giubileo: un evento a Torino e uno a Vercelli | Arpa Piemonte

Locandina evento 21 ottobre 2024 sulla normativa europea di lotta al Greenwashing. Fonte Arpa Piemonte
Presentazione evento Filo verde per il Giubileo. Fonte Arpa Piemonte.
Informazioni e risorse aggiuntive

Giornata Mondiale dell'Ecolabel - Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/notizia/giornata-mondiale-dellecolabel

Occhio al greenwashing: a difesa dei consumatori per la transizione verde - Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/notizia/occhio-al-greenwashing-difesa-dei-consumatori-per-transizione-verde

News Arpa Piemonte su consumi sostenibili e greenwashing https://www.arpa.piemonte.it/notizia/10-ottobre-giornata-mondiale-dellecolabel

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Educazione alla sostenibilità

Percorsi educativi: Porte Aperte Scuole 2025

Anno
2026

Porte Aperte Scuole è un progetto di educazione alla sostenibilità dedicato alle scuole superiori di secondo grado, che si è tenuto in presenza nel mese di dicembre 2024 e dal mese di gennaio al mese di aprile 2025.

Il progetto Porte Aperte Scuole

Abbiamo offerto:
•    29 percorsi visita
•    65 appuntamenti a calendario

Abbiamo incontrato:
•    924 ragazze e ragazzi
•    48 classi
•    27 istituti
•    77 docenti

Hanno partecipato:
•    Struttura Promozione ambientale di Arpa Piemonte
•    12 referenti di educazione alla sostenibilità 
•    60 tecnici

Sono state visitate le sedi di Arpa di:
•    Alessandria
•    Asti
•    Crusinallo di Omegna
•    Cuneo
•    Grugliasco (To)
•    Ivrea (To)
•    La Loggia (To)
•    Novara
•    Torino

I ragazzi e i docenti che hanno aderito all’iniziativa sono stati accolti presso tali sedi dove hanno potuto visitare i laboratori, dialogare con gli esperti, conoscere gli strumenti utilizzati per il controllo e il monitoraggio ambientale del territorio. 
I percorsi visita proposti toccavano numerose tematiche: la meteorologia, il cambiamento climatico, l’epidemiologia, la geologia, l’aria, l’acqua, il suolo, il rumore e le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, la rappresentazione geografica dei dati ambientali, l’amianto.

Come per l’anno scolastico precedente la prenotazione è stata online e sono stati programmati gli incontri propedeutici su appuntamento con i docenti.
 

Percorsi Porte Aperte Scuole 2024
Sede percorso Percorso visita
Alessandria Un giorno da chimico per analizzare il suolo
Alessandria Un giorno da chimico per analizzare le acque
Asti Come stanno i nostri fiumi? Ce lo dice il biomonitoraggio
Crusinallo di Omegna Acque reflue: cosa buttare e non nel WC
Crusinallo di Omegna Perché i pollini ci fanno starnutire? Le acque superficiali sono in buona salute? Un tuffo nel lago?
Crusinallo di Omegna Tra acqua (dolce) e terra... i sedimenti
Cuneo I campi elettromagnetici e le interazioni con l'essere umano
Grugliasco Amianto: il percorso di una fibra dal Macro al Micro
Grugliasco Quai sono le attività del nostro laboratorio? Vieni a scoprirlo
Ivrea L'aria è radioattiva? Il radon, cos'è e come si misura
Ivrea Misuriamo l'invisibile: campi elettromagnetici e radiazione UV
Ivrea Siamo tutti radioattivi?
La Loggia Quanto ne sai di biologia molecolare? Una lente di ingrandimento sull'ambiente
Novara La qualità dell'aria e le nuove generazioni
Torino Cambiamento climatico ed effetti sul territorio
Torino Che cosa sono le ondate di calore? Come facciamo a proteggere la nostra salute?
Torino Cosa succede durante un'allerta?
Torino Epidemiologia ambientale e inquinamento atmosferico
Torino I dati ambientali a portata di mappa
Torino I dottori del meteo
Torino Il sistema di allerta: visita al Centro Funzionale di Arpa Piemonte
Torino Meteo: come si fa a prevedere il futuro?
Torino Misuriamo il rumore
Torino Pollini e cambiamento climatico: quale relazione
Torino Sai cos'è il clima e il cambiamento climatico?
Torino Scopriamo l'epidemiologia ambientale: l'esperienza del termovalorizzatore di Torino
Torino Un giorno da geologo
Torino L'uso del cellulare ha potenziale e rischi: ne siamo consapevoli?
Vercelli Com'è l'aria che respiriamo
Percorsi di visita attivati nel 2025 per il progetto Porte Aperte Scuole. Fonte Arpa Piemonte.
Alcuni momenti dei percorsi di Porte Aperte Scuole nel 2025
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Educazione alla sostenibilità

Monitoraggio della radioattività artificiale

Anno
2026

Dagli anni immediatamente successivi all’incidente di Chernobyl del 1986 a oggi, la radioattività artificiale è molto diminuita. 

In particolare, sono rilevanti i dati del Cs-137, che è l’elemento radioattivo di origine artificiale più significativo. 

Fonte Arpa Piemonte

La diminuzione è in parte dovuta al decadimento fisico (il Cs-137 ha un tempo di dimezzamento di 30 anni, per cui oggi più della metà di quello depositatosi nel 1986 è ormai decaduto) e in parte alla penetrazione nel terreno del radionuclide stesso. Questo fenomeno rende il Cs-137 progressivamente sempre meno disponibile al trasferimento nella biosfera (piante e animali) e che ne riduce anche l'irraggiamento dal suolo.

Fonte Arpa Piemonte

Ciò che si osserva attualmente, dopo una fase di relativamente rapida diminuzione negli anni immediatamente successivi al 1986, è un’oscillazione intorno a valori più o meno costanti. La complessiva diminuzione del Cs-137, governata principalmente dal lento decadimento fisico, non è più chiaramente percepibile su una scala temporale di pochi anni nei vari comparti ambientali nei quali, evidentemente, agiscono anche differenti meccanismi di redistribuzione.

Informazioni e risorse aggiuntive

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

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Radioattività ambientale

Tema
Tipo
Paragrafi

Il controllo dello stato della radioattività, di origine naturale e artificiale, avviene attraverso le reti di monitoraggio della radioattività ambientale

Sul territorio piemontese insiste sia la rete nazionale, attualmente coordinata da ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione) sia quella regionale, concordata con la Regione Piemonte e focalizzata su alcune realtà specifiche del territorio. 

Fonte Arpa Piemonte

Nell’ambito delle reti vengono analizzate matrici ambientali e alimentari. Il radionuclide artificiale tuttora misurato in ambiente e talvolta anche in alcuni alimenti è il Cs-137, riconducibile essenzialmente all’incidente di Chernobyl del 1986

In alcune matrici, si riscontrano ancora occasionalmente lo Sr-90 e il Plutonio, risalenti ai test nucleari effettuati in atmosfera negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, sebbene in tracce molto deboli.

Fonte Arpa Piemonte

Il fine ultimo delle reti è il calcolo di dose all’individuo rappresentativo della popolazione, dovuta principalmente all’ingestione di alimenti contenenti radionuclidi e all'irraggiamento proveniente dal suolo e dai raggi cosmici.

I livelli di concentrazione dei radionuclidi si sono mantenuti in linea con quelli degli anni precedenti e quindi la dose ricevuta dalla popolazione è rimasta sostanzialmente uguale rispetto al passato.

Fonte Arpa Piemonte

Arpa Piemonte, Dipartimento Tematico Rischi Fisici e Tecnologici, è il riferimento in Piemonte delle reti di monitoraggio della radioattività ambientale. 

In base all’esito delle misure effettuate ogni anno viene stimata la dose efficace all’individuo rappresentativo della popolazione piemontese. 

La dose dovuta alla radioattività artificiale risulta sempre molto inferiore a quella dovuta alla radioattività naturale.

Informazioni e risorse aggiuntive

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

Stronzio 90 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio-90

Plutonio - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Plutonio

Anno
2026
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Zone Silenziose in Aperta Campagna

Capitolo
Rumore, risposte
Anno
2026

Su incarico e a supporto della Regione, a fine 2024 Arpa ha avviato un progetto per l’individuazione delle potenziali Zone Silenziose in Aperta Campagna (ZSAC) in Piemonte aggiornato successivamente nel settembre 2025.

Le ZSAC sono aree geografiche in cui i livelli sonori derivanti da attività umane (antropofonia) sono contenuti, e i paesaggi acustici sono dominati principalmente da suoni naturali, come quelli prodotti da organismi viventi (biofonia) e da fenomeni ambientali (geofonia). Queste zone svolgono un ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità e nella promozione del benessere umano. L'individuazione di tali aree è regolamentata dal decreto direttoriale del MITE 16/2022 "Definizione delle modalità per l'individuazione e la gestione delle zone silenziose di un agglomerato e delle zone silenziose in aperta campagna", attuativo del D.lgs 194/2005 e della Direttiva Europea 2002/49/CE. 

La Direttiva Europea 2002/49/CE definisce “zona silenziosa in aperta campagna” una zona - delimitata dalla competente autorità, che non risente del rumore del traffico, di attività industriali o di attività ricreative.

Il D.lgs 194/2005 definisce come zona silenziosa in aperta campagna un'area situata al di fuori degli agglomerati urbani, individuata dalla Regione territorialmente competente su proposta dell’autorità comunale, che non è interessata dal rumore proveniente da infrastrutture di trasporto, attività industriali o ricreative.

Il Decreto direttoriale MITE n. 16/2022 stabilisce, nello specifico, le funzioni dei Comuni e delle Regioni. In particolare, le Regione devono: 

  • promuovere l’individuazione, da parte dei Comuni, delle ZSAC;
  • fornire i dati necessari alle amministrazioni comunali per l’individuazione delle ZSAC, secondo le modalità riportare nell’Allegato A dello stesso Decreto;

  • individuare le potenziali ZSAC in alternativa alla fornitura dei dati o nel caso di mancata proposta da parte dei Comuni;

  • identificare la delimitazione finale delle ZSAC, anche attraverso l’aggregazione di zone silenziose che ricadono su più amministrazioni comunali, sulla base delle proposte formulate dai Comuni.

I risultati del lavoro svolto hanno evidenziato 63 potenziali zone silenziose tra loro disgiunte, distribuite su 324 comuni, pari a circa il 27% dei 1.180 comuni dell’intero territorio regionale. 
La superficie complessiva delle aree individuate è pari a 5.000 km², corrispondenti al 21% circa dell’estensione territoriale totale della regione, con una distribuzione che risulta concentrata prevalentemente lungo l’arco alpino
I sentieri escursionistici che attraversano queste aree presentano uno sviluppo di 3.600 chilometri, pari al 26% dell’intera rete escursionistica regionale.

Carta tematica della distribuzione delle potenziali ZSAC in Piemonte
Percentuale di estensione territoriale delle potenziali ZSAC per provincia e complessivamente in Piemonte

Per valutare l'efficacia della metodologia adottata, è stato effettuato un confronto con il Quietness Suitability Index (QSI), un indice sviluppato a livello europeo per identificare le aree potenzialmente silenziose basato su criteri di distanza dalle sorgenti sonore e su un Land Cover adattato a fini naturalistici. I dati, disponibili in formato raster TIF con una risoluzione di 100 metri e valori su una scala da 0 a 100 (dove 100 indica la massima idoneità alla quiete), sono resi pubblici per l’intero territorio europeo dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. 

Tramite l'utilizzo di strumenti di analisi spaziale, l’indice QSI per le diverse zone del Piemonte è stato confrontato con le proposte di aree ZSAC individuate. Nelle ZSAC il valore medio del QSI è di 70,9, con una variazione contenuta (deviazione standard di 6,4), a conferma dell’efficacia del metodo usato per identificare queste zone di quiete.
 

Box plot e distribuzione dell’indice QSI medio all’interno delle potenziali ZSAC in Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva Europea 2002/49/CE - Determinazione e gestione del rumore ambientale https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2002/49/oj

Decreto Legislativo 194/2005 - Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale  https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005;194

 Decreto direttoriale MITE n. 16/2022 - Definizione delle modalità per l'individuazione e la gestione delle zone silenziose di un agglomerato e delle zone silenziose in aperta campagna https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/05/23/22A03002/sg

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Rumore

Il progetto GERM.ONTE

Dal 2018, un nuovo impulso alla conservazione ed alla valorizzazione dell’agrobiodiversità locale è scaturito nell’ambito del Programma regionale di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola, con l’avvio di un progetto a regia regionale, approvato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali già nel 2017, denominato GERM.ONTE (GERMoplasma e agro-biodiversità del PiemONTE). 

Ogni anno il Ministero mette a disposizione, alle Regioni che intendono presentare una progettualità in tema di agro-biodiversità, il fondo istituito dall'art. 10 della l. 194/2015: la Regione Piemonte, in particolare, propone al Ministero una versione annuale della programmazione prevista dal progetto GERM.ONTE.

A partire dal 2020, nell’ambito del progetto GERM.ONTE si è provveduto alla creazione di un partenariato di soggetti di lunga e comprovata esperienza nell’identificazione, recupero e conservazione delle varietà vegetali

Le diverse edizioni del progetto hanno portato in un primo tempo alla individuazione di varietà locali e a rischio di erosione genetica di specie vegetali, alla loro iscrizione all’Anagrafe nazionale della biodiversità e, nel contempo, all’identificazione di agricoltori custodi, che ancora coltivano tali risorse genetiche e che sono entrati ufficialmente nel partenariato del progetto GERM.ONTE a partire dalla quinta edizione, che ha preso l’avvio nel corso del 2023 con il titolo “Valorizzazione dell'agrobiodiversità attraverso la divulgazione”.

Sono stati realizzati campi catalogo a parcelle e orti didattici finalizzati ad azioni di divulgazione, quali gli incontri tecnico-pratici volti alla diffusione delle conoscenze sulle risorse genetiche in esame, con particolare riferimento alle caratteristiche fenotipiche, alle pratiche agronomiche adottate, alle strategie di selezione ed alle tecniche di moltiplicazione e conservazione delle sementi.

Sono state sviluppate anche attività di divulgazione rivolte alle scuole superiori, nonché ai consumatori ed in generale ai soggetti interessati alla coltivazione, trasformazione ed utilizzo delle risorse genetiche oggetto del progetto GERM.ONTE, che a partire dal 2022 ha sviluppato come nuovo filone le attività di studio preliminari all'istituzione di itinerari dell’agrobiodiversità del Piemonte, con il coinvolgimento degli agricoltori custodi che coltivano in situ una o più varietà conservate ex situ dai centri di conservazione del germoplasma, ed altre cultivar di interesse locale.

Nel 2025 è stata completatala sesta edizione del progetto GERM.ONTE, iniziato nel 2024 e incentrato sulla divulgazione, tramite iniziative rivolte ai consumatori, alle scuole e ai tecnici del settore, della cultura legata all'agro-biodiversità animale.

Hanno preso parte al progetto GERM.ONTE 6 i seguenti Enti di ricerca:

  • Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), in qualità di capofila;
  • Università degli studi di Torino-Dipartimento di Scienze Veterinarie e Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), in qualità di partner;
  • allevatori custodi delle razze in via di estinzione genetica. 

Il progetto GERM.ONTE 6 ha visto la realizzazione delle seguenti attività:

  1. inserimento in Anagrafe Nazionale per la Biodiversità di interesse agricolo e alimentare di schede descrittive di 10 razze animali: capra di Roccaverano, capra di Grigia delle Valli di Lanzo (Fiurnà), capra di Vallesana, Pecora Delle Langhe, pecora Sambucana, pecora Garressina, Gallina Bionda Piemontese, Gallina Bianca di Saluzzo, Gallina Millefiori Piemontese, Coniglio Grigio di Carmagnola;
  2. organizzazione di sette eventi divulgativi sul territorio e tre cene a base di prodotti degli allevatori custodi, rivolti a consumatori, allevatori, studenti ed addetti del settore, tenuti sia presso le sedi universitarie che all'interno degli allevamenti aderenti al progetto o nell’ambito di manifestazioni a tema sul territorio (es. fiere ed iniziative enogastronomiche). Tali eventi sono finalizzati a promuovere la cultura legata alla tutela dell’agrobiodiversità;
  3. attivazione di un workshop formativo per gli allevatori custodi delle razze animali studiate finalizzato ad implementare le conoscenze in ambito zootecnico e di mantenimento della biodiversità animale;
  4. realizzazione di 9 lezioni presso scuole secondarie di Torino e provincia per aumentare le conoscenze e le potenzialità legate alla zootecnia delle razze locali e alla valorizzazione dei prodotti derivati;
  5. organizzazione di un evento pubblico per la Giornata nazionale della Biodiversità, durante la quale sono stati illustrati i risultati del progetto e degustati i piatti realizzati con le risorse genetiche animali;
  6. implementazione del sito web "Biodiversità agricola ed alimentare del Piemonte" con le schede delle 10 razze animali studiate, l’indicazione degli allevatori custodi di riferimento e relativi brevi video illustrativi.

Nel corso del 2025, inoltre, la Regione Piemonte ha avviato il progetto "GERM.ONTE 7 - Studio per l'individuazione e l'istituzione delle Comunità del cibo";

Partecipano a GERM.ONTE 7:

  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento Scienze Agrarie Forestali e alimentari (DISAFA);
  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Culture, Società e Politiche (CSP);
  • l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG);
  • il Club Amici della Valchiusella.

L’obiettivo generale del progetto è valutare la possibilità di istituire una “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” della Valchiusella attraverso la quale tutelare in primo luogo le specie e le razze animali iscritte all’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, individuando strumenti per la tutela delle risorse utilizzate nelle aziende agricole del territorio come foraggi freschi o conservati, e utilizzando come leva per promuovere la conservazione della biodiversità connessa a tali risorse, un turismo sostenibile che impiega per l’alimentazione umana fondamentalmente le stesse risorse.

La sfida di questo progetto è coniugare le esigenze dei comparti agricolo, zootecnico e del turismo mitigando la competizione per l’utilizzo delle risorse, dove presente, e attivando sinergie tra gli operatori.

La realtà della Valchiusella rappresenta, in questo progetto, un’esperienza pilota da proporre ad altri contesti con analoghe potenzialità individuando un percorso propedeutico per l'eventuale istituzione delle Comunità del cibo.

Per proporre l’istituzione delle Comunità del cibo è necessario effettuare un censimento delle realtà Piemontesi vocate a diventare Comunità del cibo, partendo dalle varietà e razze diffuse in Piemonte iscritte all'Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, saranno analizzati aspetti quali la presenza di agricoltori custodi, il tessuto sociale nel quale operano, la rete di commercializzazione dei prodotti, eventuali attività in sinergia con amministrazioni locali, scuole, mense, ristorazione, attività di ricezione ed accoglienza turistica, parchi ecc.

Un ulteriore azione del progetto consiste in un ciclo di lezioni presso le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado tenute da docenti di UNITO (DISAFA e CPS) e UNISG, volte alla diffusione delle conoscenze:

  • sui vantaggi derivanti dalla coltivazione delle risorse genetiche locali (ad esempio, l’adozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale e la conseguente minore emissione di anidride carbonica);
  • sull’importanza della tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e del loro legame con la cultura dell’area di produzione;
  • sull’importanza della corretta gestione di tutte le fasi delle filiere di produzione, volta alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela della biodiversità, alla salubrità del cibo;
  • sull’importanza del recupero, salvaguardia e caratterizzazione delle risorse genetiche, indispensabile per il mantenimento della biodiversità, soprattutto per le specie ed ecotipi a rischio di estinzione;
  • sulle attività di valorizzazione dell'agrobiodiversità, quali gli itinerari e le Comunità del cibo.

I risultati del progetto saranno valorizzati tramite il sito "Biodiversità agricola ed alimentare del Piemonte".

Infine, i risultati delle attività progettuali saranno presentati in due Convegni in occasione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare della regione Piemonte, che si terranno intorno al 20 maggio 2026 in Valchiusella e presso la facoltà di Scienze Gastronomiche a Pollenzo.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Dal 2018, un nuovo impulso alla conservazione ed alla valorizzazione dell’agrobiodiversità locale è scaturito nell’ambito del Programma regionale di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola, con l’avvio di un progetto a regia regionale, approvato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali già nel 2017, denominato GERM.ONTE (GERMoplasma e agro-biodiversità del PiemONTE). 

Ogni anno il Ministero mette a disposizione, alle Regioni che intendono presentare una progettualità in tema di agro-biodiversità, il fondo istituito dall'art. 10 della l. 194/2015: la Regione Piemonte, in particolare, propone al Ministero una versione annuale della programmazione prevista dal progetto GERM.ONTE.

A partire dal 2020, nell’ambito del progetto GERM.ONTE si è provveduto alla creazione di un partenariato di soggetti di lunga e comprovata esperienza nell’identificazione, recupero e conservazione delle varietà vegetali

Le diverse edizioni del progetto hanno portato in un primo tempo alla individuazione di varietà locali e a rischio di erosione genetica di specie vegetali, alla loro iscrizione all’Anagrafe nazionale della biodiversità e, nel contempo, all’identificazione di agricoltori custodi, che ancora coltivano tali risorse genetiche e che sono entrati ufficialmente nel partenariato del progetto GERM.ONTE a partire dalla quinta edizione, che ha preso l’avvio nel corso del 2023 con il titolo “Valorizzazione dell'agrobiodiversità attraverso la divulgazione”.

Sono stati realizzati campi catalogo a parcelle e orti didattici finalizzati ad azioni di divulgazione, quali gli incontri tecnico-pratici volti alla diffusione delle conoscenze sulle risorse genetiche in esame, con particolare riferimento alle caratteristiche fenotipiche, alle pratiche agronomiche adottate, alle strategie di selezione ed alle tecniche di moltiplicazione e conservazione delle sementi.

Sono state sviluppate anche attività di divulgazione rivolte alle scuole superiori, nonché ai consumatori ed in generale ai soggetti interessati alla coltivazione, trasformazione ed utilizzo delle risorse genetiche oggetto del progetto GERM.ONTE, che a partire dal 2022 ha sviluppato come nuovo filone le attività di studio preliminari all'istituzione di itinerari dell’agrobiodiversità del Piemonte, con il coinvolgimento degli agricoltori custodi che coltivano in situ una o più varietà conservate ex situ dai centri di conservazione del germoplasma, ed altre cultivar di interesse locale.

Nel 2025 è stata completatala sesta edizione del progetto GERM.ONTE, iniziato nel 2024 e incentrato sulla divulgazione, tramite iniziative rivolte ai consumatori, alle scuole e ai tecnici del settore, della cultura legata all'agro-biodiversità animale.

Hanno preso parte al progetto GERM.ONTE 6 i seguenti Enti di ricerca:

  • Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), in qualità di capofila;
  • Università degli studi di Torino-Dipartimento di Scienze Veterinarie e Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), in qualità di partner;
  • allevatori custodi delle razze in via di estinzione genetica. 

Il progetto GERM.ONTE 6 ha visto la realizzazione delle seguenti attività:

  1. inserimento in Anagrafe Nazionale per la Biodiversità di interesse agricolo e alimentare di schede descrittive di 10 razze animali: capra di Roccaverano, capra di Grigia delle Valli di Lanzo (Fiurnà), capra di Vallesana, Pecora Delle Langhe, pecora Sambucana, pecora Garressina, Gallina Bionda Piemontese, Gallina Bianca di Saluzzo, Gallina Millefiori Piemontese, Coniglio Grigio di Carmagnola;
  2. organizzazione di sette eventi divulgativi sul territorio e tre cene a base di prodotti degli allevatori custodi, rivolti a consumatori, allevatori, studenti ed addetti del settore, tenuti sia presso le sedi universitarie che all'interno degli allevamenti aderenti al progetto o nell’ambito di manifestazioni a tema sul territorio (es. fiere ed iniziative enogastronomiche). Tali eventi sono finalizzati a promuovere la cultura legata alla tutela dell’agrobiodiversità;
  3. attivazione di un workshop formativo per gli allevatori custodi delle razze animali studiate finalizzato ad implementare le conoscenze in ambito zootecnico e di mantenimento della biodiversità animale;
  4. realizzazione di 9 lezioni presso scuole secondarie di Torino e provincia per aumentare le conoscenze e le potenzialità legate alla zootecnia delle razze locali e alla valorizzazione dei prodotti derivati;
  5. organizzazione di un evento pubblico per la Giornata nazionale della Biodiversità, durante la quale sono stati illustrati i risultati del progetto e degustati i piatti realizzati con le risorse genetiche animali;
  6. implementazione del sito web "Biodiversità agricola ed alimentare del Piemonte" con le schede delle 10 razze animali studiate, l’indicazione degli allevatori custodi di riferimento e relativi brevi video illustrativi.

Nel corso del 2025, inoltre, la Regione Piemonte ha avviato il progetto "GERM.ONTE 7 - Studio per l'individuazione e l'istituzione delle Comunità del cibo";

Partecipano a GERM.ONTE 7:

  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento Scienze Agrarie Forestali e alimentari (DISAFA);
  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Culture, Società e Politiche (CSP);
  • l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG);
  • il Club Amici della Valchiusella.

L’obiettivo generale del progetto è valutare la possibilità di istituire una “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” della Valchiusella attraverso la quale tutelare in primo luogo le specie e le razze animali iscritte all’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, individuando strumenti per la tutela delle risorse utilizzate nelle aziende agricole del territorio come foraggi freschi o conservati, e utilizzando come leva per promuovere la conservazione della biodiversità connessa a tali risorse, un turismo sostenibile che impiega per l’alimentazione umana fondamentalmente le stesse risorse.

La sfida di questo progetto è coniugare le esigenze dei comparti agricolo, zootecnico e del turismo mitigando la competizione per l’utilizzo delle risorse, dove presente, e attivando sinergie tra gli operatori.

La realtà della Valchiusella rappresenta, in questo progetto, un’esperienza pilota da proporre ad altri contesti con analoghe potenzialità individuando un percorso propedeutico per l'eventuale istituzione delle Comunità del cibo.

Per proporre l’istituzione delle Comunità del cibo è necessario effettuare un censimento delle realtà Piemontesi vocate a diventare Comunità del cibo, partendo dalle varietà e razze diffuse in Piemonte iscritte all'Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, saranno analizzati aspetti quali la presenza di agricoltori custodi, il tessuto sociale nel quale operano, la rete di commercializzazione dei prodotti, eventuali attività in sinergia con amministrazioni locali, scuole, mense, ristorazione, attività di ricezione ed accoglienza turistica, parchi ecc.

Un ulteriore azione del progetto consiste in un ciclo di lezioni presso le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado tenute da docenti di UNITO (DISAFA e CPS) e UNISG, volte alla diffusione delle conoscenze:

  • sui vantaggi derivanti dalla coltivazione delle risorse genetiche locali (ad esempio, l’adozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale e la conseguente minore emissione di anidride carbonica);
  • sull’importanza della tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e del loro legame con la cultura dell’area di produzione;
  • sull’importanza della corretta gestione di tutte le fasi delle filiere di produzione, volta alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela della biodiversità, alla salubrità del cibo;
  • sull’importanza del recupero, salvaguardia e caratterizzazione delle risorse genetiche, indispensabile per il mantenimento della biodiversità, soprattutto per le specie ed ecotipi a rischio di estinzione;
  • sulle attività di valorizzazione dell'agrobiodiversità, quali gli itinerari e le Comunità del cibo.

I risultati del progetto saranno valorizzati tramite il sito "Biodiversità agricola ed alimentare del Piemonte".

Infine, i risultati delle attività progettuali saranno presentati in due Convegni in occasione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare della regione Piemonte, che si terranno intorno al 20 maggio 2026 in Valchiusella e presso la facoltà di Scienze Gastronomiche a Pollenzo.

Anno
2026