Pubblicabile

Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Monitoraggio della radioattività nelle acque potabili

Anno
2026

Tali analisi sono state successivamente condotte, a seguito del recepimento della direttiva 2013/51/EURATOM con il D.Lgs. 28/2016, secondo le disposizioni normative vigenti.

Al momento sono stati analizzati circa 2500 campioni, coprendo praticamente tutto l’intero territorio regionale.

Il monitoraggio prevede circa 350 campioni all’anno ed è definito in collaborazione con la Regione e le ASL che curano il prelievo dei campioni. 

Negli anni 2018, 2019 e 2020 tali piani hanno interessato in modo sistematico tutti gli acquedotti che servono una popolazione superiore ai 5000 abitanti, corrispondenti al 74,3% della popolazione piemontese, oltre a una piccola frazione di acquedotti minori corrispondenti in totale al 9,1% della popolazione.

Con il piano del 2021 è stata attuato un ampliamento, ricomprendendo nel monitoraggio un ulteriore 7,3% di popolazione servita da piccoli acquedotti. Gli acquedotti ad oggi non ancora monitorati sono di piccola taglia e servono una popolazione limitata. 

Considerando il periodo 2018-2025, è stata raggiunta in Piemonte una copertura, in termini di popolazione, del 99%.

Nel piano di monitoraggio sono previste analisi di attività alfa e beta totale e di radon

La Regione ha stabilito che non è necessario effettuare con regolarità le analisi di trizio nelle acque destinate al consumo umano. 

Infatti, il trizio è un radionuclide sia di origine naturale (si forma dall’interazione dei raggi cosmici con le molecole dell’aria) sia di origine artificiale (reattori nucleari). 

Poiché l’eventuale diffusione di trizio intorno ai siti nucleari del Piemonte è tenuta sotto controllo tramite la rete locale di monitoraggio dei siti nucleari, le concentrazioni che si misurano in ambiente sono tutte dovute al trizio di origine naturale (nelle acque superficiali nel 2025 le concentrazioni misurate sono state sempre inferiori alla sensibilità strumentale pari a 4 Bq/l).
 

Fonte Arpa Piemonte
Analisi di attività alfa totale e beta totale

Le analisi di attività alfa totale e beta totale fungono da misure di screening, permettendo di escludere il superamento del limite di dose indicativa di 0,1 mSv/anno stabilito dalla normativa. 

Infatti, solo se le concentrazioni sono uguali o superiori ai livelli di riferimento indicati dalla normativa, e cioè 0,1 Bq/l per l’attività alfa totale e 0,5 Bq/l per l’attività beta totale, vi è la possibilità che la dose indicativa dovuta al consumo di acqua raggiunga o superi il limite di 0,1 mSv/anno. 

In questi casi occorre effettuare analisi di approfondimento per identificare i radionuclidi presenti nell’acqua e poter calcolare con precisione la dose. 

Non è detto infatti che il superamento dei limiti per l’attività alfa totale o beta totale causi il superamento anche per il limite di dose. 

Storicamente nelle acque piemontesi in un solo caso è stata rivelata una concentrazione di attività beta totale prossima o superiore al livello di riferimento di 0,5 Bq/l e in pochi casi (qualche punto percentuale) la concentrazione di attività alfa totale è risultata prossima o superiore al livello di riferimento di 0,1 Bq/l.

Analisi di uranio

Sui campioni la cui concentrazione di attività alfa totale è prossima al valore di 0,1 Bq/l vengono effettuate in primis misure di uranio

Quando la concentrazione di uranio spiega completamente la concentrazione di attività alfa totale, si può affermare con certezza che tutta l’attività alfa totale è dovuta all’uranio. 

In questi casi, poiché l’uranio è un radionuclide poco radio tossico e la concentrazione necessaria a causare una dose di 0,1 mSv/anno è relativamente elevata (dell’ordine di 3 Bq/l), vi è la certezza che il consumo di acqua non causi una dose di 0,1 mSv/anno. 

Negli altri casi occorrerebbe effettuare altre analisi (Radio, Polonio) per identificare i radionuclidi presenti nel campione e poter così calcolare la dose. In alternativa è possibile effettuare un calcolo dosimetrico per eccesso, attribuendo tutta l’attività alfa residua al radionuclide più radio tossico, il Po-210. 

In questo modo ci si pone nella condizione più cautelativa e se la dose così calcolata è inferiore a 0,1 mSv/anno si ha la certezza che tale limite non è superato.
 

Analisi di attività alfa totale e di uranio nei campioni che nel 2025 hanno presentato concentrazioni di attività alfa totale più elevate (31 campioni in 26 comuni diversi), Il limite specifico per l’uranio è di 3 Bq/l, molto superiore alle concentrazioni misurate. Per i campioni la cui concentrazione di uranio è significativamente inferiore alla concentrazione di attività alfa totale, è stata fatta una valutazione dosimetrica specifica - Fonte Arpa Piemonte
Analisi di radon

I campioni sui quali effettuare le analisi di radon disciolto vengono scelti sulla base della litologia del sottosuolo, dando la precedenza agli acquedotti che insistono in zone ricche di radioattività di origine naturale. 

Queste misure sono effettuate unicamente da Arpa, senza l’ausilio delle ASL, in quanto il prelievo è parte integrante del metodo di misura. 

Le analisi devono essere effettuate, inoltre, entro poco tempo dal prelievo poiché il radon contenuto nell’acqua si disperde facilmente in aria e decade con emivita di circa quattro giorni. 

Queste caratteristiche sono però a vantaggio di una minima esposizione della popolazione. Infatti, in genere, al punto di utilizzo, la concentrazione non è mai molto elevata, specie se l’acqua staziona per un certo tempo in vasche o serbatoi. 

Per questo motivo la concentrazione della totalità dei campioni risulta inferiore al valore di parametro di 100 Bq/l stabilito dalla normativa, oltre il quale si rendono necessari ulteriori approfondimenti. Si consideri che la stessa normativa pone come Livello di riferimento per il radon un valore di 1000 Bq/l.
 

Analisi di concentrazione di attività radon in acqua relativo ai campioni prelevati nel 2025 - Fonte Arpa Piemonte

Ormai da alcuni anni i dati di radioattività delle acque sono fruibili sul servizio   Geoportale di Arpa Piemonte. 

Il servizio viene periodicamente aggiornato con le misure di attività alfa e beta totale, trizio, radon e uranio.

Tutte le informazioni relative al monitoraggio della radioattività nelle acque sono consultabili sul sito di Arpa Piemonte.

Gli obiettivi di sicurezza nell’esposizione alle radiazioni ionizzanti

Sulla base delle raccomandazioni della Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP) è stata emanata la direttiva 2013/59/Euratom, questa stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano e si applica a:

  • tutte le acque trattate o non trattate, destinate a uso potabile, per la preparazione o la cottura di cibi o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, cisterne, o in bottiglie o contenitori;
  • tutte le acque utilizzate in un’impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o sostanze destinati al consumo umano, salvo il caso in cui le autorità nazionali competenti ritengano che la qualità dell’acqua non possa avere conseguenze sulla salubrità del prodotto alimentare finale.
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 28 Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22 ottobre 2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/03/07/16G00036/sg

Direttiva 2013/51/Euratom del Consiglio, del 22 ottobre 2013 , che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.  http://data.europa.eu/eli/dir/2013/51/oj

  Geoportale di Arpa Piemonte Misure radiometriche nelle acque https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=b108cad8a79143fdad7472746a27e565

Informazioni relative al monitoraggio della radioattività nelle acque sul sito di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/dato/misure-radiometriche-nelle-acque

World Health Organisation Guidelines for drinking-water quality, 4th edition, incorporating the 1st addendum https://www.who.int/publications/i/item/9789241549950

Legge regionale del Piemonte n. 5 del 18 febbraio 2010 “Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti” http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2010005.html

D.G.R. 22 Dicembre 2017, n. 115-6307 Attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto del Ministro della Salute 2 agosto 2017 e nel decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 28. Approvazione del programma regionale di controllo per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/05/siste/00000064.htm

D.G.R. 19 Gennaio 2018, n. 23-6389 "Norme sulla protezione dai rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti". Direttive per le attivita' di controllo ambientale della radioattivita' di origine naturale ed artificiale. Revoca della D.G.R. n. 17-11237 del 09.12.2003. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/06/siste/00000076.htm

D.G.R. 25 novembre 2022, n. 61-6054 “L.r. 5/2010. Individuazione, ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.lgs. 101/2020, delle “aree prioritarie”, gia' "zone ad elevata probabilita' di alte concentrazioni di attivita' di radon", ai sensi dell’art.10 sexies del D.lgs. 230/1995 e disposizioni attuative del Piano regionale di Prevenzione 2020-2025, di cui alla d.g.r. 16-4469 del 29.12.2021.” https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2023/02/siste/00000374.htm

Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP) https://www.icrp.org/

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Radiazioni ionizzanti

Il cambiamento climatico in Piemonte

Anno
2026

In Piemonte l’anno 2025 è stato il quinto anno più caldo dopo il 2022, il 2023, il 2015 e il 2024 nella distribuzione storica compresa tra il 1958 e il 2025. 

La temperatura media annuale è risultata pari a circa 10.8 °C, superiore di quasi 1 °C rispetto al periodo climatico di riferimento (il trentennio 1991-2020, avente una media climatica di circa 9.9°C).

La precipitazione cumulata è stata di 1113.8 mm, con un lieve surplus pluviometrico di 84.3 mm (pari all’8%) nei confronti della media climatica del trentennio 1991-2020, posizionandosi al 26° posto tra gli anni più piovosi valutati a partire dal 1958.

Per il terzo anno solare consecutivo non si è verificata neppure una nevicata di rilievo a Torino città e neanche su diversi settori della pianura piemontese.
Gli episodi di foehn annuali sono risultati 65, di poco inferiori ai 66 medi del periodo 2000-2020.

 

Per approfondimenti: Il clima in Piemonte - anno 2025

Il clima in Piemonte nell'anno 2025 in sintesi - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte Il clima in Piemonte - anno 2025           https://www.arpa.piemonte.it/pubblicazione/clima-piemonte-anno-2025

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Clima

Bollettino Acque di Balneazione

Anno
2026

Il bollettino delle acque di balneazione riporta il giudizio di balneabilità per ciascuna zona balneare (spiaggia) e rende disponibili i risultati dei parametri microbiologici sia della stagione in corso che di quelle precedenti. Inoltre vengono riportati i risultati del monitoraggio dei cianobatteri, laddove previsto.

Il bollettino è aggiornato settimanalmente nel periodo maggio-settembre.

Bollettino Acque di balneazione per il Lago d'Orta- Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino Acque di balneazione https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/acque-balneazione

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Bollettino idrologico mensile

Anno
2026

Il bollettino idrologico mensile riguarda tutto il territorio regionale e riporta le analisi svolte a scala di bacino relativamente alle precipitazioni, alle temperature, alla copertura nevosa e ai principali indicatori da essi derivati, quali SPI (Standardized Precipitaion Index), SPEI (Standardized Precipitation Evapotranspiration Index), SSPI (Standardized SnowPack Index). Sono riassunti, inoltre, lo stato delle riserve idriche - comprensivo dello SWE (Snow Water Equivalent), degli invasi e del lago Maggiore, l'andamento delle portate dei principali corsi d'acqua e l’indice SRI (Standard Runoff Index), utile alla definizione del deficit di portata mensile. Infine, sono riportati i risultati delle analisi svolte su alcuni piezometri rappresentativi dei principali corpi idrici sotterranei, relativamente alla soggiacenza della falda superficiale.

il bollettino idrologico mensile viene emesso all'inizio di ogni mese e fornisce un costante aggiornamento sul quadro idrologico e sulla disponibilità delle risorse idriche in Piemonte.

Prima pagina del Bollettino idrologico mensile - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino idrologico mensile https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-idrologico-mensile

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Bollettino idro-meteorologico settimanale

Anno
2026

Nel bollettino idro-meteorologico settimanale vengono descritti lo stato della risorsa idrica superficiale, delle precipitazioni e le anomalie termiche registrate negli ultimi sette giorni; vengono valutate le disponibilità idriche e vengono stimati il fabbisogno irriguo e le previsioni di precipitazione, con un orizzonte temporale compreso tra una e due settimane, arrivando a definire lo stato idrico sui comprensori irrigui, opportunamente accorpati.

L'emissione del bollettino avviene il martedì, nel periodo tardo primaverile ed estivo.

Bollettino idro-meteorologico settimanale - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino idro-meteorologico settimanale https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-idro-meteorologico-settimanale

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Bollettino Idrologico di Sintesi

Anno
2026

Il bollettino idrologici di sintesi riporta i livelli idrometrici - massimo, minimo e medio - rilevati dalla stazione di misura nella giornata precedente e i corrispondenti valori di portata transitata nella sezione fluviale.

Il bollettino viene emesso dal lunedì al venerdì e contiene i dati di sintesi delle stazioni più significative della rete idrometrica regionale, al fine di fornire un costante aggiornamento sul quadro idrologico piemontese. 

Bollettino idrologico di sintesi - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Bollettino idrologico di sintesi https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/bollettino-idrologico-sintesi

Rete idrometrica regionale https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/rete-idrometrica

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Bollettino di previsione delle piene fluviali

Anno
2026

Nel bollettino vengono presentate le valutazioni delle piene previste sulla rete idrografica principale del Piemonte, fornite dal Centro Funzionale regionale sulla base di modelli operativi di previsione delle piene fluviali.  Nello specifico, sono presentati, per le principali stazioni idrometriche, i dati osservati nelle ultime 6 ore, le previsioni di criticità per tre scadenze temporali successive di 12 ore e la tendenza di criticità oltre le 36 ore.  I tratti dei corsi d'acqua e il lago Maggiore assumono colorazioni differenti in funzione dei livelli di criticità previsti (verde = assente, giallo = ordinaria, arancione = moderata, rosso = elevata).

La previsione viene aggiornata quotidianamente, dal lunedì al venerdì in condizioni ordinarie e con maggiore frequenza durante gli eventi.

Bollettino di previsione delle piene - Fonte Arpa Piemonte
Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Stato di qualità delle acque sotterranee

Anno
2026
Stato di qualità delle acque sotterranee

Lo Stato di qualità dei corpi idrici sotterranei (GWB -Ground Water Bodies) è definito sulla base dello stato chimico (SC) e dello stato quantitativo (SQ)
In entrambi i casi si assegna un giudizio di buono o scarso.

Il giudizio finale sullo stato complessivo è definito sulla base del valore peggiore tra lo stato quantitativo e lo stato chimico.

La definizione dello stato chimico (SC) si basa sul rispetto di determinate soglie ambientali per ogni inquinante, che sono individuate a livello comunitario per nitrati e pesticidi (SQA: Standard di Qualità Ambientale), mentre per le altre categorie di contaminanti sono individuati Valori Soglia (VS) nazionali.

Inoltre, a seguito di uno specifico studio di Arpa Piemonte, ufficialmente recepito da Regione Piemonte con una apposita delibera, sono applicati Valori di Fondo Naturale specifici per i metalli Nichel e Cromo esavalente che sostituiscono i relativi VS in alcuni corpi idrici sotterranei individuati, in quanto si ritiene che la presenza di nichel e cromo esavalente sia riconducibile a cause naturali.

Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 16 marzo 2009, n. 30 Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. https://www.normattiva.it/eli/id/2009/04/04/009G0038/ORIGINAL

DECRETO 6 luglio 2016 Recepimento della direttiva 2014/80/UE della Commissione del 20 giugno 2014 che modifica l'allegato II della direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/07/16/16A05182/sg

  Portale acque di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/monitoraggio_qualita_acque_mapseries/monitoraggio_qualita_acque_webapp/

Approfondimento sullo Studio sui valori di fondo naturale di Arpa Piemonte  Valori di fondo naturale

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Conoscenza dell'assetto idrogeologico della pianura piemontese

Anno
2026

ARPA Piemonte svolge una serie di attività finalizzate a migliorare la conoscenza dell'assetto idrogeologico della pianura piemontese. A partire dal 2022, queste attività sono state oggetto di una collaborazione con la Regione Piemonte, l'Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Scienze della Terra) e l'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR. Un obiettivo specifico delle attività svolte direttamente da ARPA Piemonte è consistito nella valutazione della variazione dei livelli piezometrici al fine di evidenziare la risposta delle acque sotterranee ai fattori naturali e antropici. Lo studio ha comportato una preliminare definizione della volumetria degli acquiferi superficiali e l'analisi della variazione dei livelli piezometrici nel periodo 2001 - 2022/2023.

L'area di analisi comprende i principali settori di pianura della Regione, rappresentati dai Corpi Idrici Sotterranei (GWB – Ground Water Body) che costituiscono l'acquifero superficiale di pianura. I corpi idrici sotterranei sono l'unità di riferimento per la classificazione dello stato ambientale secondo la Direttiva Europea. La rete di monitoraggio regionale delle acque sotterranee, sviluppata a partire dalla fine degli anni Novanta e gestita da ARPA dal 2001, è costituita da un centinaio di piezometri, ciascuno dotato di datalogger (dispositivo per registrare dati) per misurare livello e temperatura dell'acqua. I dati vengono scaricati manualmente con frequenza annuale o semestrale. La rete è diventata più consistente in termini di misurazioni a partire dal 2005. Al momento dello studio 14 strumenti disponevano di unità per la teletrasmissione dei dati, ed è attualmente in corso il potenziamento della rete con l’installazione di ulteriori 50 strumenti per la teletrasmissione. 

Per la trattazione statistica delle serie storiche dei livelli piezometrici, è stato utilizzato il concetto di livello piezometrico di riferimento (range tra 25° e 75° percentile dei valori mensili calcolati sul lungo termine), definito dai "Criteri tecnici" di ISPRA. Sono stati analizzati i dati relativi ai mesi di febbraio, maggio, agosto e novembre nel periodo 2000-2022. L'estrazione dei dati è avvenuta da un database in ambiente PostgreSQL e gestita in ambiente GIS con QGIS.

Per la stima dei volumi idrici della falda superficiale (acquiferi freatici non confinati), è stato adottato l'approccio tradizionale basato sulla formula che lega il volume alla capacità specifica di immagazzinamento, alla variazione del livello piezometrico e all'area interessata.

L'analisi delle variazioni volumetriche è stata eseguita calcolando la differenza tra la soggiacenza media e la soggiacenza media della serie storica per ogni piezometro e mese, moltiplicando poi questo valore per la estensione dell'area per la quale il dato del piezometro è considerato significativo (usando, per semplicità e per la capacità di gestire dati anomali, la superficie del poligono di Voronoi corrispondente). Questo volume è stato poi rapportato allo spessore dell'acquifero, calcolato come differenza tra la piezometria di agosto 2020 e la base dell'acquifero. I risultati sono stati aggregati per ogni corpo idrico sotterraneo.

L'applicazione di questa metodologia sulla serie storica 2001–2022/2023 ha permesso di ricostruire le variazioni di volume d'acqua per ciascun corpo idrico sotterraneo, espresse sia in km³ sia in percentuale. I risultati evidenziano periodi di ricarica (2001-2004, 2009-2011, 2013-2015) e di abbassamento dei livelli piezometrici (2004-2008, 2016-2019 e 2021-2022). I corpi idrici mostrano andamenti estremamente differenti nel tempo, con alcuni che presentano oscillazioni marcate e altri quasi costanti nell'arco di tempo considerato. In particolare, il periodo tra la fine del 2021 e tutto il 2022 ha mostrato il maggior deficit idrico rispetto all'intera serie storica. Sebbene significativa, questa perdita percentuale è considerata limitata rispetto ad altri sistemi, mostrando una risposta dell'acquifero con un certo ritardo agli stress (diminuzione precipitazioni, aumento temperature, maggior sfruttamento).

Tra i fattori naturali che possono incidere sulla variazione dei livelli piezometrici, sono state analizzate le precipitazioni e l'Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI). Rispetto a quest’ultimo è emersa una forte correlazione positiva (0,85) con l'indice SPI a 12 mesi. Questo indica che le variazioni dell'Indice SPI su 12 mesi spiegano circa l'85% delle variazioni osservate nel volume d'acqua in falda e suggerisce un potenziale uso dello SPI come indicatore predittivo.

Tra i fattori antropici, i principali sono i prelievi di acque sotterranee (per approvvigionamento idrico, irrigazione, industria, ecc.) e l'uso del suolo (urbanizzazione, agricoltura). I dati sui pozzi sono stati estratti dal database del Sistema Informativo Risorse Idriche (SIRI). È stato calcolato il numero di prelievi per uso agricolo-zootecnico e la densità di prelievi per corpo idrico sotterraneo. È stata fatta una valutazione approssimativa dell'impatto dei prelievi, stimando il volume massimo prelevabile in un mese e confrontandolo con il volume di riferimento del corpo idrico. Il corpo idrico sotterraneo denominato GWB S9 risulta quello in cui le concessioni sembrerebbero essere più impattanti rispetto al volume disponibile.

Rappresentazione dei differenti GWB (a), del trend storico del volume totale di acqua nella falda superficiale dal 2005 al 2023, al netto delle correzioni per la porosità (b), correlazione tra indice SPI e volume di acqua in falda (c).

È stata inoltre esaminata la risposta dei dati gravimetrici, che misurano le variazioni di massa e possono essere correlate al contenuto di acqua. Le missioni satellitari GRACE e GRACE Follow-On forniscono dati mensili di Water Equivalent Thickness (WET) su scala regionale (risoluzione spaziale 200-300 km). Il confronto tra i dati WET (dal 2002 al 2023) e la variazione di volume totale nella falda superficiale ha mostrato una correlazione positiva ma bassa (< 0,5). 

Informazioni e risorse aggiuntive

Primi risultati i presentati al XXXIX Convegno Nazionale di Idraulica e Costruzioni Idrauliche a Parma nel Settembre 2024
https://www.convegno-idra.it/

Manuale "Criteri tecnici per l’analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei" - Linee Guida SNPA n. 3/2017
https://www.snpambiente.it/snpa/criteri-tecnici-per-lanalisi-dello-stato-quantitativo-e-il-monitoraggio-dei-corpi-idrici-sotterranei/

Poligoni di Voronoi - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Diagramma_di_Voronoi

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua