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Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Mappa di suscettibilità per le colate detritiche del Piemonte

Anno
2026

Al fine di contribuire alla caratterizzazione della pericolosità correlata ai fenomeni di colata detritica incanalata che interessano i piccoli bacini alpini, nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale la Mappa di Suscettibilità per le colate detritiche incanalate (debris flow).

Per definizione, la suscettibilità è definita come la propensione o la tendenza che un determinato fenomeno si possa verificare in una specifica area del territorio. A differenza della pericolosità, che include la componente temporale (probabilità che l'evento accada in un certo istante) e contempla l’intensità del fenomeno (la sua magnitudo), la suscettibilità identifica dove è più probabile che un fenomeno si verifichi, in base alle caratteristiche intrinseche del territorio (fattori predisponenti) e alla comparsa delle cause scatenanti (fattori innescanti).

La mappa si basa su uno studio del Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali di Arpa Piemonte, finalizzato alla caratterizzazione di tali fenomeni a partire dalla classificazione dei bacini alpini  nei quali possono verificarsi processi di colata detritica (Tiranti et al., 2014). 

Nello studio, i bacini alpini sono stati classificati in tre tipologie in funzione della litologia prevalente che costituisce il loro substrato e della relativa capacità di produrre quantità più o meno abbondanti di sedimento fine, con la granulometria delle argille. Tale classificazione, effettuata tramite il Clay Weathering Index (CWI), consente di valutare l'influenza del contenuto di frazione fine sul comportamento dei processi che si sviluppano all'interno dei bacini, distinguendo: 

- bacini Excellent Clay Maker (ECM) 
- bacini Good Clay Maker (GCM) 
- bacini Bad Clay Maker (BCM) 

I dettagli della classificazione sono disponibili nella pagina del portale Previsione di innesco delle colate detritiche incanalate.

I piccoli bacini alpini piemontesi classificati secondo il Clay Weathering Index. Fonte Arpa Piemonte

Inoltre, nello studio successivo di Tiranti (2024), i bacini alpini sono stati ulteriormente distinti in base alla loro capacità di generare o meno colate detritiche. Tale distinzione avviene considerando le caratteristiche morfometriche dei bacini e la percentuale di substrato roccioso affiorante che li caratterizza, individuando dei valori di percentuale di densità di affioramento roccioso.

Soglie percentuali di densità affioramento roccioso che caratterizzano un dato bacino oltre le quali si manifestano con alte probabilità determinati processi torrentizi (20% per i flussi iperconcentrati – HF – e il 60% per i debris flow (colate detritiche) – DF. Al di sotto del 20% il processo torrentizio maggiormente probabile è rappresentato da una piena torrentizia liquida a basso trasporto solido. Fonte Arpa Piemonte

Dall’intersezione tra la classificazione del Clay Weathering Index e le soglie di densità di affioramento è stata definita una mappa di suscettibilità per le colate detritiche in funzione delle caratteristiche del bacino, secondo lo schema seguente.

La magnitudo delle colate detritiche è generalmente inversamente proporzionale alla loro frequenza di occorrenza all’interno di un dato bacino. infatti, Considerando la pericolosità - che include l’intensità del fenomeno, ovvero la sua magnitudo - le classi di bacino ECM e BCM si invertirebbero di posizione nella scala: i bacini ECM tendono infatti a generare colate detritiche di magnitudo medio-bassa, mentre i bacini BCM sono caratterizzati da colate detritiche di magnitudo alta o molto alta. 

La mappa di Suscettibilità per le colate detritiche incanalate (debris flow). Fonte Arpa Piemonte
Riferimenti bibliografici e informazioni aggiuntive

Tiranti D. (2024) Alpine Catchments’ Hazard Related to Subaerial Sediment Gravity Flows Estimated on Dominant Lithology and Outcropping Bedrock Percentage. GeoHazards, 5(3), 652-682. https://doi.org/10.3390/geohazards5030034

Tiranti D., Cremonini R., Marco F., Gaeta A.R., Barbero S. (2014) The DEFENSE (DEbris Flows triggEred by storms - Nowcasting SystEm): an early warning system for torrential processes by radar storm tracking using a Geographic Information System (GIS). Computers & Geosciences 70: 96-109. https://doi.org/10.1016/j.cageo.2014.05.004

Informativa sul Geoportale
https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/52488fe53919452b8b5f2044505f68db
 

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Geologia e nivologia

Geological Strength Index (GSI) a scala regionale

Anno
2026

Nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale di Arpa la mappa del GSI - Geological Strength Index per gli affioramenti rocciosi del Piemonte a scala 1:250.000. Un affioramento roccioso è una porzione di roccia che emerge in superficie, direttamente visibile perché caratterizzato dall'assenza di suolo, vegetazione o sedimenti di copertura. 

Nella mappa, a ciascun affioramento roccioso cartografato è stato attribuito, oltre alla descrizione litologica derivata dalla carta GeoPiemonte, un valore medio di GSI - Geological Strength Index (Hoek et al., 1998; Marinos and Hoek 2001, Marinos et al., 2005; Marinos et al., 2006; Marinos, 2010; Marinos, 2020). Il GSI è un indice che definisce, seppur in modo qualitativo, le caratteristiche geomeccaniche degli affioramenti, permettendo distinguere tra ammassi rocciosi molto resistenti e quelli più facilmente alterabili e degradabili. 

La mappa è stata realizzata a partire dalla carta geologica regionale ufficiale GeoPiemonte a scala 1:250.000 (Piana et al., 2017) e dalla restituzione cartografica degli affioramenti rocciosi ottenuta tramite fotointerpretazione e analisi sistematica di carte tematiche regionali (es., Fogli CARG a scala 1:50.000; Carta IPLA dei Piani Forestali a scala 1:10.000, CTR, ecc.).

Per la determinazione del valore di GSI sono state utilizzate le tavole comparative di riferimento aggiornate in Marinos (2020) per ogni gruppo litologico considerato. Il confronto è stato effettuato, ove possibile, direttamente sul terreno, e, in alternativa, in modo indiretto, tramite la descrizione dell’ammasso roccioso ricavata dall’analisi delle voci in legenda di diverse cartografie di dettaglio (ad esempio Fogli CARG dove disponibili; cartografie inedite derivanti da studi professionali o prodotte durante lo svolgimento di tesi di laurea magistrali e dottorati di ricerca, ecc.).

La mappa così ottenuta a scala regionale costituisce una valida base per poter operare una prima valutazione qualitativa delle condizioni geotecniche e geomeccaniche degli ammassi rocciosi affioranti. Tali condizioni possono, ad esempio, influenzare le cause predisponenti e/o scatenanti di una frana e contribuire a discriminare lo stato di attività dei pericoli geologici da esse dipendenti.

Mappa regionale degli affioramenti rocciosi classificati in base al valore medio di GSI stimato: a scala regionale (a sinistra), zoom di dettaglio (a destra). Fonte Arpa Piemonte
Referenze bibliografiche

Marinos P. and Hoek E. (2000) Estimating the geotechnical properties of heterogeneous rock masses such as flysch. Bull Eng Geol Env; 60:85-92. https://doi.org/10.1007/s100640000090

Marinos P., Hoek E., Marinos V. (2006) Variability of the engineering properties of rock masses quantified by the geological strength index: the case of ophiolites with special emphasis on tunnelling. Bull Eng Geol Env; 65, 129–142. https://doi.org/10.1007/s10064-005-0018-x 

Marinos V., Marinos P., Hoek E. (2006) The geological strength index: applications and limitations. Bull Eng Geol Environ (2005) 64: 55–65. https://doi.org/10.1007/s10064-004-0270-5

Marinos P. V. (2010) New Proposed GSI Classification Charts for Weak or Complex Rock Masses. Bulletin of the Geological Society of Greece, 43, 1248-1258. https://doi.org/10.12681/bgsg.11301

Marinos V. (2019) A revised, geotechnical classification GSI system for tectonically disturbed heterogeneous rock masses, such as flysch. Bull Eng Geol Environ 78, 899–912. https://doi.org/10.1007/s10064-017-1151-z

Marinos V. (2020) Applications of the GSI System to the Classification of Soft Rocks. In: Kanji, M., He, M., Ribeiro e Sousa, L. (eds) Soft Rock Mechanics and Engineering. Springer, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-030-29477-9_19

Hoek E., Marinos P., Benissi M. (1998) Applicability of the geological strength index (GSI) classification for very weak and sheared rock masses. The case of the Athens Schist Formation. Bull Eng Geol Env; 57: 151–160. https://doi.org/10.1007/s100640050031

Piana F., Fioraso G., Irace A., Mosca P., d’Atri A., Barale L., Falletti P., Monegato G., Morelli M., Tallone S., et al.  (2017) Geology of Piemonte region (NW Italy, Alps–Apennines interference zone). J. Maps, 13, 395–405. https://doi.org/10.1080/17445647.2017.1316218

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Geologia e nivologia

Indice di Connettività per fenomeni di versante

Anno
2026

Al fine di ottenere una prima e speditiva valutazione dell’esposizione ai fenomeni di versante di strutture e infrastrutture a scala regionale, la Struttura Semplice Geologia e Nivologia del Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali di Arpa Piemonte ha realizzato una mappa del grado di connessione morfologica (connettività) tra i diversi settori dei versanti alpini e i manufatti antropici di principale interesse strategico e di salvaguardia. La mappa è disponibile sul Geoportale.

L’analisi della connettività è stata condotta per caratterizzare e individuare le potenziali aree sorgenti di materiale mobilizzabile da fenomeni di versante, ponendo particolare attenzione alla loro effettiva connessione morfologica e topografica con la viabilità principale e le aree a elevata densità urbana.

L'indice di connettività (IC) è un indice basato sulla topografia, originariamente sviluppato da Borselli et al., 2008 e adattato agli ambienti montani da Cavalli et al., 2013.

Utilizzando un DEM (Modello Digitale di Elevazione, ovvero una rappresentazione digitale delle quote altimetriche di un territorio) ad alta risoluzione, è possibile generare una mappa IC di un dato versante calcolando le relazioni tra una serie di fattori che rappresentano il materiale potenzialmente mobilizzabile su di un certo settore di versante e la lunghezza del percorso di propagazione di tale materiale verso il manufatto antropico più vicino, tenendo anche conto dell'influenza della morfologia della superficie topografica sulla traiettoria di spostamento del materiale.

Per i dettagli sul metodo di calcolo si veda la scheda sul Geoportale.

L'indice di connettività (IC) così ottenuto è stato poi classificato in tre categorie di grado di connessione, ovvero di esposizione potenziale ai processi di versante: moderato, alto e molto alto.

Tale approccio ha consentito di identificare (N.B. senza considerare la componente cinetica dei processi di versante) quali target antropici sottostanti ad un dato settore di versante considerato sono connessi, e quindi potenzialmente raggiungibili, dai processi gravitativi che possono verificarsi in quel settore, evidenziando le porzioni di infrastrutture e aree urbanizzate direttamente esposte ai potenziali pericoli naturali che possono innescarsi sui vicini versanti.

Esempio di grado di connessione (ovvero di esposizione potenziale ai processi di versante) in un settore della Val di Susa per il target “viabilità” (a sinistra) e per il target “aree urbanizzate” (a destra). Fonte Arpa Piemonte
Referenze bibliografiche

Borselli L., Cassi P., Torri D. (2008) Prolegomena to sediment and flow connectivity in the landscape: A GIS and field numerical as-sessment. Catena, 75, 268–277. https://doi.org/10.1016/j.catena.2008.07.006

Cavalli M., Trevisani S., Comiti F., Marchi L. (2013) Geomorphometric assessment of spatial sediment connectivity in small Alpine catchments. Geomorphology, 188, 31–41. https://doi.org/10.1016/j.geomorph.2012.05.007

Crema S., Schenato L., Goldin B., Marchi L., Cavalli M. (2015) Toward the development of a stand-alone application for the as-sessment of sediment connectivity. In Rendiconti Online Societa Geologica Italiana; Societa Geologica Italiana; pp. 58–61. https://doi.org/10.3301/ROL.2015.37

Tiranti D., Cavalli M., Crema S., Zerbato M., Graziadei M., Barbero S., Cremonini R., Silvestro C., Bodrato G., Tresso F. (2016) Semi-quantitative method for the assessment of debris supply from slopes to river in ungauged catchments. Science of the Total Environment 554–555: 337–348. https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2016.02.150

Tiranti D., Crema S., Cavalli M., Deangeli C. (2018) An Integrated Study to Evaluate Debris Flow Hazard in Alpine Environment. Front. Earth Sci. 6:60. https://doi.org/10.3389/feart.2018.00060

 

Informazioni aggiuntive

Notizia sul Geoportale https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/dbb4e44621c5443a99ec05ec302af1b6

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Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

La rete di connessione paesaggistica

Il Piano paesaggistico regionale (Ppr) promuove la formazione della Rete di connessione paesaggistica (Art. 42 delle Norme di Attuazione), costituita dall’integrazione degli elementi delle reti ecologica, storico-culturale e fruitiva. Il Piano riconosce la rete ecologica regionale, come individuata dalla l.r. 19/2009, intesa come sistema integrato di risorse naturali interconnesse, volto ad assicurare in tutto il territorio regionale le condizioni di base, anche per la sostenibilità ambientale dei processi di trasformazione e, in primo luogo, per la conservazione attiva della biodiversità.

Il concetto di Rete promosso dal Ppr presenta analogie e differenze con il concetto di Inrastrutture verdi promosso dalla Strategia UE. Entrambi i concetti richiamano quello di rete ecologica polivalente o multifunzionale in cui la connettività dei sistemi naturali, seminaturali, agrari e urbani svolge funzioni multiple rispetto al tema della biodiversità, della riconoscibilità dei paesaggi identitari e dei valori storico-culturali, nonché della fruibilità degli spazi verdi urbani, periurbani e del benessere delle popolazioni, in definitiva della qualità della vita.

Il concetto di multifunzionalità della Rete però, con la Strategia EU, si arricchisce degli aspetti sociali, economici e del riconoscimento del valore dei benefici che gli ecosistemi erogano naturalmente. Emerge con forza il concetto di servizi ecosistemici, forniti principalmente dal capitale naturale ma anche dal capitale culturale.

Il Ppr incorpora pienamente il concetto di rete multifunzionale ante Strategia europea, essendo stato avviato il processo di pianificazione diversi anni prima, quando non era ancora entrato in maniera così dirompente il tema del riconoscimento del valore dei servizi ecosistemici nelle prassi di pianificazione del territorio. È con la Strategia per le Infrastrutture verdi che il tema dei servizi ecosistemici esce, infatti, dalla settorialità in cui era stato fino ad allora confinato. 

Il Ppr, nel corso della sua formazione ha riconosciuto l’emergere di questa nuova visione e ha individuato tra le iniziative di rilevanza regionale, l’implementazione delle infrastrutture verdi e dei servizi ecosistemici e lasciato ai progetti strategici e ai progetti europei l’approfondimento di queste tematiche nell’attuazione del piano. Esso, infatti, non è inteso in modo statico ma la sua visione strategica permette di implementare, attraverso piani e progetti locali e di area vasta, temi nuovi e strategici per lo sviluppo sostenibile, in linea con i cambiamenti in atto.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Piano paesaggistico regionale (Ppr) promuove la formazione della Rete di connessione paesaggistica (Art. 42 delle Norme di Attuazione), costituita dall’integrazione degli elementi delle reti ecologica, storico-culturale e fruitiva. Il Piano riconosce la rete ecologica regionale, come individuata dalla l.r. 19/2009, intesa come sistema integrato di risorse naturali interconnesse, volto ad assicurare in tutto il territorio regionale le condizioni di base, anche per la sostenibilità ambientale dei processi di trasformazione e, in primo luogo, per la conservazione attiva della biodiversità.

Il concetto di Rete promosso dal Ppr presenta analogie e differenze con il concetto di Inrastrutture verdi promosso dalla Strategia UE. Entrambi i concetti richiamano quello di rete ecologica polivalente o multifunzionale in cui la connettività dei sistemi naturali, seminaturali, agrari e urbani svolge funzioni multiple rispetto al tema della biodiversità, della riconoscibilità dei paesaggi identitari e dei valori storico-culturali, nonché della fruibilità degli spazi verdi urbani, periurbani e del benessere delle popolazioni, in definitiva della qualità della vita.

Il concetto di multifunzionalità della Rete però, con la Strategia EU, si arricchisce degli aspetti sociali, economici e del riconoscimento del valore dei benefici che gli ecosistemi erogano naturalmente. Emerge con forza il concetto di servizi ecosistemici, forniti principalmente dal capitale naturale ma anche dal capitale culturale.

Il Ppr incorpora pienamente il concetto di rete multifunzionale ante Strategia europea, essendo stato avviato il processo di pianificazione diversi anni prima, quando non era ancora entrato in maniera così dirompente il tema del riconoscimento del valore dei servizi ecosistemici nelle prassi di pianificazione del territorio. È con la Strategia per le Infrastrutture verdi che il tema dei servizi ecosistemici esce, infatti, dalla settorialità in cui era stato fino ad allora confinato. 

Il Ppr, nel corso della sua formazione ha riconosciuto l’emergere di questa nuova visione e ha individuato tra le iniziative di rilevanza regionale, l’implementazione delle infrastrutture verdi e dei servizi ecosistemici e lasciato ai progetti strategici e ai progetti europei l’approfondimento di queste tematiche nell’attuazione del piano. Esso, infatti, non è inteso in modo statico ma la sua visione strategica permette di implementare, attraverso piani e progetti locali e di area vasta, temi nuovi e strategici per lo sviluppo sostenibile, in linea con i cambiamenti in atto.

Anno
2026

Politiche per la qualità dell'aria

Tema
Tipo
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Le azioni di risposta specifiche per raggiungere e mantenere gli obiettivi di qualità dell'aria indicati nelle norme e europee e nazionali sono principalmente contenute nel Piano Regionale per la Qualità dell'Aria e nelle azioni di dettaglio da questo previste.

Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa http://data.europa.eu/eli/dir/2008/50/oj

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
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Gruppo di Redazione

Gruppo di Lavoro Ghiacciai

L’attività regionale in campo glaciologico si inserisce nel quadro di competenze del “Gruppo di Lavoro sul rischio connesso ai fenomeni di dissesto in ambienti glaciali e periglaciali”, Tavolo Tecnico istituito nel maggio 2024 dalla Protezione Civile Nazionale presso il Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Il tavolo tecnico è stato creato con l'obiettivo di aggiornare ed omogeneizzare le procedure di monitoraggio dell’ambiente glaciale alpino italiano,in linea con le indicazione della Commissione Grandi Rischi a seguito del crollo del ghiacciaio della Marmolada nel luglio 2022. Il documento sulle azioni strategiche in tema di conoscenza, formazione, informazione e sensibilizzazione sui rischi in ambito alpino è stato presentato il 16 dicembre 2025 ed è disponibile online. 

La Regione Piemonte ha partecipato alle attività del sottogruppo Conoscenza, con tecnici di Arpa Piemonte e dei Settori Regionali Geologico e Protezione Civile.

In particolare, Arpa Piemonte ha contribuito fornendo esempi applicativi sui temi delle tecniche fotogrammetriche speditive per la cartografia e il monitoraggio dei rischi naturali in ambiente glaciale e dell’aggiornamento del catasto regionale dei ghiacciai. In tale contesto, l’Agenzia ha strutturato un gruppo “ghiacciai” in seno alla Struttura Semplice “Geologia e Nivologia”, afferente al Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, per l’osservazione, il monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese, la valutazione delle instabilità in atto e l’identificazione precoce dell’insorgere di nuove.
 

Il ghiacciaio della Bessanese il 18 settembre 2025. Fonte Arpa Piemonte

Il programma di osservazione è organizzato su base annuale e prevede sopralluoghi, sorvoli ed indagini per la definizione di un livello di conoscenza diffuso ed uniforme sui ghiacciai piemontesi. 

L'obiettivo è quello di creare una baseline che rappresenti una fotografia aggiornata dello stato dei ghiacciai, fungendo sia da riferimento per definire le priorità di approfondimento, sia da termine di confronto per valutare l’evoluzione nel tempo dei corpi glaciali e delle aree circostanti. Avviata nel 2022 e progressivamente ampliata con le campagne glaciologiche annuali successive, la raccolta dei dati ha portato a una standardizzazione delle informazioni geografiche, alfanumeriche e fotografiche, confluite nel livello “ghiacciai” del geoportale di Arpa Piemonte.

In accordo con i parametri definiti dal Tavolo Tecnico, le aree glacializzate caratterizzate da significativa frequentazione antropica sono oggetto di specifici approfondimenti. Queste attività sono finalizzate alla quantificazione delle trasformazioni in atto, in termini di estensione areale e volumetrica dei ghiacciai e ubicazione ed estensione delle instabilità mediante misure dirette, rilievi e confronti di modelli 3D multitemporali. I risultati degli studi sono sintetizzate nelle relazioni annuali disponibili sul sito di Arpa.

Stato di aggiornamento dei limiti dei ghiacciai piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025, tra i mesi di luglio e novembre, sono state condotte 14 missioni di osservazione e monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese: su un totale di 161 corpi glaciali, ne sono stati visitati 110. Di questi, 11 sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti, mentre un centinaio sono stati osservati dall’alto con sorvoli in elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito il supporto logistica aereo, consentendo una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.

Affiancando i rilievi con l’osservazione da remoto mediante immagini satellitari, sono stati aggiornati i limiti di 150 corpi glaciali, pari al 93% della superficie glacializzata piemontese; inoltre, per 50 ghiacciai è stato elaborato il modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. La sintesi dei risultati del monitoraggio 2025 dei ghiacciai è disponibile alla pagina dedicata in questo portale.

Nel complesso è risultata di fondamentale importanza la collaborazione con gli altri enti presenti sul territorio: il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR-IRPI) hanno arricchito le conoscenze con informazioni storiche, sull’ubicazione, la nomenclatura e l’estensione dei ghiacciai e sulle instabilità geomorfologiche delle aree glaciali e periglaciali. Ulteriori contributi sono stati forniti dal Parco Nazionale Gran Paradiso, per i ghiacciai della Valle Orco, e dalla la Società Meteorologica Italiana per lo studio del ghiacciaio di Ciardoney. I sorvoli in elicottero sono eseguiti grazie al supporto con il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte e con il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia
Paragrafi

L’attività regionale in campo glaciologico si inserisce nel quadro di competenze del “Gruppo di Lavoro sul rischio connesso ai fenomeni di dissesto in ambienti glaciali e periglaciali”, Tavolo Tecnico istituito nel maggio 2024 dalla Protezione Civile Nazionale presso il Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Il tavolo tecnico è stato creato con l'obiettivo di aggiornare ed omogeneizzare le procedure di monitoraggio dell’ambiente glaciale alpino italiano,in linea con le indicazione della Commissione Grandi Rischi a seguito del crollo del ghiacciaio della Marmolada nel luglio 2022. Il documento sulle azioni strategiche in tema di conoscenza, formazione, informazione e sensibilizzazione sui rischi in ambito alpino è stato presentato il 16 dicembre 2025 ed è disponibile online. 

La Regione Piemonte ha partecipato alle attività del sottogruppo Conoscenza, con tecnici di Arpa Piemonte e dei Settori Regionali Geologico e Protezione Civile.

In particolare, Arpa Piemonte ha contribuito fornendo esempi applicativi sui temi delle tecniche fotogrammetriche speditive per la cartografia e il monitoraggio dei rischi naturali in ambiente glaciale e dell’aggiornamento del catasto regionale dei ghiacciai. In tale contesto, l’Agenzia ha strutturato un gruppo “ghiacciai” in seno alla Struttura Semplice “Geologia e Nivologia”, afferente al Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, per l’osservazione, il monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese, la valutazione delle instabilità in atto e l’identificazione precoce dell’insorgere di nuove.
 

Il ghiacciaio della Bessanese il 18 settembre 2025. Fonte Arpa Piemonte

Il programma di osservazione è organizzato su base annuale e prevede sopralluoghi, sorvoli ed indagini per la definizione di un livello di conoscenza diffuso ed uniforme sui ghiacciai piemontesi. 

L'obiettivo è quello di creare una baseline che rappresenti una fotografia aggiornata dello stato dei ghiacciai, fungendo sia da riferimento per definire le priorità di approfondimento, sia da termine di confronto per valutare l’evoluzione nel tempo dei corpi glaciali e delle aree circostanti. Avviata nel 2022 e progressivamente ampliata con le campagne glaciologiche annuali successive, la raccolta dei dati ha portato a una standardizzazione delle informazioni geografiche, alfanumeriche e fotografiche, confluite nel livello “ghiacciai” del geoportale di Arpa Piemonte.

In accordo con i parametri definiti dal Tavolo Tecnico, le aree glacializzate caratterizzate da significativa frequentazione antropica sono oggetto di specifici approfondimenti. Queste attività sono finalizzate alla quantificazione delle trasformazioni in atto, in termini di estensione areale e volumetrica dei ghiacciai e ubicazione ed estensione delle instabilità mediante misure dirette, rilievi e confronti di modelli 3D multitemporali. I risultati degli studi sono sintetizzate nelle relazioni annuali disponibili sul sito di Arpa.

Stato di aggiornamento dei limiti dei ghiacciai piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Nel 2025, tra i mesi di luglio e novembre, sono state condotte 14 missioni di osservazione e monitoraggio dell’ambiente glaciale piemontese: su un totale di 161 corpi glaciali, ne sono stati visitati 110. Di questi, 11 sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti, mentre un centinaio sono stati osservati dall’alto con sorvoli in elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito il supporto logistica aereo, consentendo una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.

Affiancando i rilievi con l’osservazione da remoto mediante immagini satellitari, sono stati aggiornati i limiti di 150 corpi glaciali, pari al 93% della superficie glacializzata piemontese; inoltre, per 50 ghiacciai è stato elaborato il modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. La sintesi dei risultati del monitoraggio 2025 dei ghiacciai è disponibile alla pagina dedicata in questo portale.

Nel complesso è risultata di fondamentale importanza la collaborazione con gli altri enti presenti sul territorio: il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR-IRPI) hanno arricchito le conoscenze con informazioni storiche, sull’ubicazione, la nomenclatura e l’estensione dei ghiacciai e sulle instabilità geomorfologiche delle aree glaciali e periglaciali. Ulteriori contributi sono stati forniti dal Parco Nazionale Gran Paradiso, per i ghiacciai della Valle Orco, e dalla la Società Meteorologica Italiana per lo studio del ghiacciaio di Ciardoney. I sorvoli in elicottero sono eseguiti grazie al supporto con il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte e con il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

 

Anno
2026

Informazione e educazione alla sostenibilità

Anno
2026

La comunicazione e la disponibilità di informazioni hanno un ruolo chiave nella percezione del rischio da parte dei cittadini, nonché nella gestione e pianificazione sul territorio da parte degli enti preposti.

Arpa ha messo a disposizione sul Geoportale dei servizi dedicati ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni, dai quali è possibile ricavare informazioni continuamente aggiornate sulle sorgenti di campo elettromagnetico e sui livelli di campo misurati e calcolati. 

Sul portale campi elettromagnetici tutti i dati sono aggiornati, con periodicità da quotidiana ad annuale a seconda della rapidità di variazione dei parametri di interesse, ed è possibile reperire informazioni su tutto il territorio regionale, ma anche informazioni aggregate per comune o per periodo.

Si segnala in particolare è stata aggiornata la sezione relativa all’esposizione della popolazione, al fine di fornire un’indicazione il più possibile immediata delle eventuali modifiche nei livelli di esposizione della popolazione legate alla modifiche normative avvenute ad inizio anno. Sono anche state aggiornate le informazioni relative al sito complesso del Colle della Maddalena.

Informazioni sull’esposizione ai sistemi 5G sono state anche messe a disposizione in una mappa mentale accessibile.

Un’indicazione dell’efficacia comunicativa di questi servizi può essere ricavata osservando l’andamento negli anni del numero di richieste di informazioni e del numero di esposti pervenuti al Dipartimento Rischi Fisici e Tecnologici di Arpa Piemonte.

Per quanto riguarda invece le attività di educazione finalizzate alla prevenzione sanitaria, Arpa negli ultimi anni sta lavorando nell’ambito dell’sul tema dell’uso dei telefoni cellulari.

In particolare, è proseguito nel 2025 il lavoro nell’ambito del progetto “Un patentino per lo smartphone”, per il quale è stato messo a punto materiale utilizzabile anche in altri contesti di formazione ed educazione.

Ad esempio, sono già disponibili sul sito di Arpa: il decalogo a fumetti sull’uso corretto del cellulare; testo e musica del brano rap per sensibilizzare bambini e ragazzi (sviluppato nell’ambito del progetto “Musica d’Ambiente”) e alcuni video tratti dagli incontri per il progetto Patentino che spiegano le attività e i giochi da poter fare con i ragazzi per capire le onde elettromagnetiche.

Informazioni e risorse aggiuntive

Arpa Piemonte   Portale campi elettromagnetici https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_cem/homePage

Arpa Piemonte Domande e risposte sui campi elettromagnetici https://www.arpa.piemonte.it/ricerca/faq?field_tema_target_id=75

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Arpa Piemonte Decalogo a fumetti sull’uso corretto del cellulare https://galleriefotoarpapiemonteweeblycom/decalogo-uso-dello-smartphonehtml

Musica d'ambiente https://wwwarpapiemonteit/approfondimenti/educazione-ambientale/musicadambiente/brani-e-basi/cellu-rap ) 

Arpa Piemonte esempio di video del progetto Patentino https://youtube/rBOjViW3Rzs

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Redazione RSA

Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT)

Anno
2026

Il Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT) ha il compito di fornire alla pubblica amministrazione gli strumenti adeguati per fronteggiare, in una logica di anticipazione e non di emergenza, le nuove esigenze di cittadini e imprese.

Il PRMT, approvato con D.C.R. n. 256-2458 del 16.01.2018, è un piano strategico che ragiona su un orizzonte temporale di lungo periodo, fissa le linee guida per lo sviluppo del settore e gli obiettivi da raggiungere al 2020, 2030 e 2050. La Tabella di Marcia verso il 2050 è il punto di riferimento per attuare le strategie che mirano a:

  • la sicurezza di cittadini e imprese (protezione e incolumità);
  • l’accessibilità (disponibilità di reti, fruibilità di servizi, accessibilità alle informazioni, integrazione dei sistemi);
  • l’efficacia (utilità del sistema, qualità dell’offerta);
  • l’efficienza (razionalizzazione della spesa, internalizzazione);
  • l’attenzione agli impatti energetici e ambientali (riqualificazione energetica, uso razionale del suolo, limitazione delle emissioni, contenimento della produzione di rifiuti);
  • il sostegno alle imprese (competitività, occupazione);
  • la vivibilità del territorio e la qualità della vita (salvaguardia, recupero).

Il PRMT riconosce le relazioni tra mobilità e territorio e l’importanza di operare in settori e a livelli istituzionali diversi: la governance è lo strumento organizzativo per fare collaborare Amministrazioni, cittadini e imprese. Le sue previsioni si applicano ai bandi e ai programmi regionali nonché alla pianificazione di settore degli enti locali.

Le politiche di medio termine (orizzonte 2030) funzionali al raggiungimento dei suoi obiettivi sono definite dai piani di settore: il Piano regionale per la Mobilità delle Persone (PrMoP) e il Piano regionale della Logistica (PrLog) e il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC) che, previsto dalle disposizioni nazionali per lo sviluppo della mobilità ciclistica (l.n. 2/2018), è parte integrante dei due piani.

 

Informazioni aggiuntive

Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Mobilità

Informazioni storiche sulla qualità dell’aria

Anno
2026
Valutazione modellistica annuale dello stato di qualità dell’aria

Sul   Geoportale di Arpa Piemonte è attivo un servizio che mostra la distribuzione spaziale degli indicatori normati dei principali inquinanti atmosferici (PM10, PM25, NO2, O3) sul territorio regionale per diversi anni (dal 2007 al 2015).

I dati sono aggiornati annualmente e sono prodotti nell’ambito delle Valutazioni annuali della Qualità dell’Aria effettuate da ARPA Piemonte con il proprio sistema modellistico di qualità dell’aria. 

I dati sono rappresentati sia sulla griglia di simulazione del sistema modellistico, sia con aggregazione su base comunale.

Valutazione modellistica annuale degli indicatori di qualità dell’aria - Fonte Arpa Piemonte
Indicatori annuali per stazione di rilevamento

Sul   Geoportale di Arpa Piemonte è attivo un servizio che espone gli indicatori annuali normati dei principali inquinanti atmosferici (PM10, PM25, NO2, O3, benzo(a)pirene) calcolati a partire dai dati orari e giornalieri misurati in Piemonte dal Sistema Regionale di Rilevamento per la misura della qualità dell'aria. 

Accesso ai dati misurati dal sistema regionale di rilevamento

E' possibile la consultazione e lo scarico dei dati misurati da tutte le stazioni del sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria sul sito Aria Ambiente - La qualità dell'aria in Piemonte

I dati sono scaricabili per periodo, inquinante e stazione, stazione e periodo, a partire dal 1° gennaio 2000 fino alla data di consultazione.

Il periodo massimo di estrazione è limitato ad un anno.

Informazioni e risorse aggiuntive

  Qualità dell'aria - valutazione modellistica annuale https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/aria_modellistica_webapp/index.html

Aria Ambiente - La qualità dell'aria in Piemonte https://aria.ambiente.piemonte.it/qualita-aria/dati

DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 155 Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa. https://www.normattiva.it/eli/id/2010/09/15/010G0177/CONSOLIDATED

European air quality portal: https://aqportal.discomap.eea.europa.eu/

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Redazione RSA

Informazioni sulla qualità dell’aria in tempo reale

Anno
2026
Livelli del semaforo del protocollo antismog

La Regione Piemonte ha introdotto ad inizio 2021 disposizioni straordinarie per la qualità dell'aria, ad integrazione e potenziamento delle misure di limitazione delle emissioni, strutturali e temporanee già in vigore. 

Tra le azioni intraprese, un semaforo per l'adozione preventiva dei provvedimenti di limitazione del traffico veicolare, in modo da contrastare l'eventuale verificarsi dei superamenti del valore limite giornaliero di PM10.

Il   Geoportale di Arpa Piemonte pubblica le mappe dei comuni con il livello del semaforo attivo per il giorno in corso e per i giorni successivi.

Aria+Piemonte Protocollo operativo per l’attuazione delle misure urgenti antismog - Fonte Arpa Piemonte

Nella sezione bollettini del sito di Arpa Piemonte viene pubblicato in forma tabellare un bollettino che riporta, per ogni comune, sia il livello del semaforo attivo nel giorno in corso, sia lo storico dei livelli emessi a partire dall’entrata in vigore della misura.
L'aggiornamento delle limitazioni avviene il lunedì, il mercoledì ed il venerdì dal 15 settembre al 15 aprile.

Dati osservati di qualità dell’aria

I servizi web di Arpa Piemonte e della Regione Piemonte forniscono informazioni giornaliere sullo stato di qualità dell’aria osservato negli ultimi trenta sul territorio regionale tramite le stazioni fisse del sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria.

Le informazioni riguardano gli inquinanti a maggiore criticità in Piemonte, ovvero:

  • il particolato PM10, di cui viene visualizzata la concentrazione media giornaliera (il valore limite è 50 μg/m³)
  • il biossido di azoto NO₂, di cui viene visualizzato il valore della massima media oraria (il valore limite è 200 μg/m³)
  • l’ozono O₃ di cui viene visualizzato il valore della massima media mobile su otto ore (il valore obbiettivo è 120 μg/m³)

Le informazioni sono aggiornate quotidianamente nel corso della mattinata.

Valutazioni quotidiane e previsioni di qualità dell’aria

Il servizio di Arpa Piemonte e il servizio di Regione Piemonte espongono quotidianamente le mappe con le concentrazioni giornaliere di PM10, NO₂, O₃ stimate su ogni comune piemontese:

  • come previsione per il giorno in corso ed i due giorni successivi;
  • come analisi dello stato di qualità dell’aria per i trenta giorni precedenti al giorno in corso.

Le previsioni sono il risultato dell'applicazione di un sistema modellistico di trasformazione chimica, trasporto e dispersione degli inquinanti, messo a punto da ARPA Piemonte. 

I dati di concentrazione vengono aggregati per ottenere un valore di concentrazione univoco per ciascun territorio comunale. 

Le analisi sono ottenute ogni giorno integrando i risultati prodotti dal sistema modellistico ed i dati osservati dalle stazioni del Sistema Regionale di Rilevamento.

I bollettini previsionali giornalieri sono consultabili sul sito di Arpa Piemonte.

Le informazioni sono aggiornate quotidianamente nel corso della mattinata.

Aria+Piemonte Stime comunali - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

D.G.R. 26 Febbraio 2021, n. 9-2916 Disposizioni straordinarie in materia di tutela della qualita' dell'aria ad integrazione e potenziamento delle misure di limitazione delle emissioni, strutturali e temporanee, di cui alla D.G.R. n. 14-1996 del 25 settembre 2020, e dei vigenti protocolli operativi. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2021/09/siste/00000104.htm

  Geoportale di Arpa Piemonte Aria+Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/aria_piemonte/

Arpa Piemonte Livelli semaforo antismog https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/livelli-semaforo-antismog

Aria La qualità dell'aria in Piemonte https://aria.ambiente.piemonte.it

Arpa Piemonte Il sistema modellistico di valutazione e previsione https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/sistema-modellistico-valutazione-previsione

Arpa Piemonte Indicatori di legge da inizio anno https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/qa_limiti_pm10/

Arpa Piemonte Dati dell’ultimo periodo https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/tabella_pm10/

European air quality portal https://discomap.eea.europa.eu/Map/UTDViewer/UTDViewer/

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