Pronto per la revisione

Testi pronti per la revisione del Reporting

Impiego di aeromobili per il rilievo del dissesto

È proseguito il lavoro del Tavolo Tecnico Aeromobili costituito da membri del Settore Protezione Civile e da piloti esperti appartenenti alle organizzazioni di volontariato convenzionate con la Regione, per lo sviluppo del servizio. L’Unità di Coordinamento Volo in seno al Tavolo Tecnico ha organizzato e portato a termine con il Gruppo Volo, le missioni assegnate nel corso dell’anno:

  • prove pratiche a Rivalta (TO) per testare una modalità di pianificazione dei voli condivisa,
  • voli sui Presidi Territoriali di Oulx (TO), Ceva (CN), Ovada (AL), Varallo (TO) e Pallanzeno (VB) per stabilire un inquadramento territoriale dei punti di osservazione e controllo,
  • voli post evento su Po, Sesia e su fenomeni franosi nelle colline del Po, in Val di Susa e in Val Soana,
  • ciclo di voli a Bardonecchia (TO) su di un’area di deposito di detriti alluvionali,
  • voli a Varallo (VC) su versanti soggetti a crollo (frazioni di Proia, Crevola, Dovesio-Arboerio).
Pianificazione attività aerea con drone per rilievi a Varallo (TO).
Attività preparatoria per voli su versanti a Varallo (TO).
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

È proseguito il lavoro del Tavolo Tecnico Aeromobili costituito da membri del Settore Protezione Civile e da piloti esperti appartenenti alle organizzazioni di volontariato convenzionate con la Regione, per lo sviluppo del servizio. L’Unità di Coordinamento Volo in seno al Tavolo Tecnico ha organizzato e portato a termine con il Gruppo Volo, le missioni assegnate nel corso dell’anno:

  • prove pratiche a Rivalta (TO) per testare una modalità di pianificazione dei voli condivisa,
  • voli sui Presidi Territoriali di Oulx (TO), Ceva (CN), Ovada (AL), Varallo (TO) e Pallanzeno (VB) per stabilire un inquadramento territoriale dei punti di osservazione e controllo,
  • voli post evento su Po, Sesia e su fenomeni franosi nelle colline del Po, in Val di Susa e in Val Soana,
  • ciclo di voli a Bardonecchia (TO) su di un’area di deposito di detriti alluvionali,
  • voli a Varallo (VC) su versanti soggetti a crollo (frazioni di Proia, Crevola, Dovesio-Arboerio).
Pianificazione attività aerea con drone per rilievi a Varallo (TO).
Attività preparatoria per voli su versanti a Varallo (TO).
Anno
2026

PSR, PSP, CSR - Interventi in ambito forestale

Anno
2026

Le politiche forestali regionali sono finanziate principalmente dal fondo FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale) nell'ambito della Politica Agricola Comune europea (PAC). L’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014‑2022 si è estesa fino al 31 dicembre 2025, parallelamente, il nuovo Piano Strategico della PAC (PSP) 2023‑2027, attuato in Piemonte tramite il Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) è stato approvato a inizio 2023. Ne consegue che, nel triennio 2023‑2025, PSR e CSR coesistono e operano in parallelo, ciascuno con proprie misure, procedure e dotazioni finanziarie.

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2022 è stato sviluppato in coerenza con il Piano Forestale Regionale (PFR) e ne rappresenta attuazione su alcuni temi fondamentali come lo sviluppo economico (formazione e investimenti) e l’ambiente.

L’implementazione del PSR (attraverso bandi e iniziative a titolarità regionale) ha già consentito di immettere sul territorio risorse per oltre 72 milioni di euro, su una disponibilità complessiva di circa 80 milioni di euro, così ripartite sulle principali aree di intervento:

  • risorse umane: 8,2 milioni di euro (Misura 1),
  • sviluppo economico locale: 43,2 milioni di euro (Misure 4.3, 8.1, 8.6, 15, 16),
  • ambiente: 28,6 milioni di euro (Misure 8.3, 8.4, 8.5, 12).

Il CSR 2023-2027 destina52,546milioni di euro al comparto forestale per interventi che mirano a:

  • aumentare la competitività produttiva delle imprese forestali,
  • promuovere lo sviluppo e la gestione sostenibile delle risorse forestali,
  • tutelare la biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat,
  • incentivare lo sviluppo di un’ imprenditorialità sostenibile, la formazione e l’innovazione.

La ripartizione per aree di intervento prevede:

  • risorse umane: 4 milioni di euro (Interventi SRH03, SRH04, SRH05),
  • sviluppo economico locale: 25 milioni di euro (Interventi SRA28, SRD05, SRD07.6, SRD15, SRG08),
  • ambiente: 17,325 milioni di euro (Interventi SRA27, SRA31, SRC02, SRD12).
 
Per approfondimenti

Il Programma di Sviluppo Rurale in ambito forestale

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Biodiversità forestale

Anno
2026

Con l’obiettivo di mantenere e migliorare la biodiversità degli ecosistemi forestali, la Regione Piemonte promuove da tempo specifiche azioni.
 

Le risorse genetiche forestali


Tra le azioni volte alla tutela e valorizzazione della biodiversità forestale va citata l’attività di individuazione e caratterizzazione dei popolamenti forestali contenenti Materiali di base, idonei alla raccolta di frutti e semi da destinare alla vivaistica, di specie autoctone.

Si tratta di attività di ricerca intrapresa in Piemonte fin dagli anni Novanta e realizzata con continuità con il supporto dell’IPLA, in attuazione del d.lgs. 386/2003 e poi del decreto MiPAAF n. 9403879 del 30 dicembre 2020, che ha istituito il Registro nazionale dei Materiali di base per la vivaistica forestale.

Nei popolamenti classificati è possibile raccogliere frutti e semi delle specie contemplate dal d.lgs. 386/2003, di altre specie arboree autoctone aggiunte dal Regolamento regionale 1/R del 22 febbraio 2022, ma anche di tutte le specie arbustive spontanee d’interesse per la vivaistica forestale.

Il Registro dei materiali di base del Piemonte viene aggiornato periodicamente, l‘ultimo aggiornamento, a seguito delle indagini svolte nel 2025, è stato approvato con D.D. n. 162 del 18 marzo 2026.

Il Registro ora include:

  • 142 popolamenti da seme contenenti 287 materiali di base (MB) di specie arboree autoctone, suddivisi in tre sezioni: Identificati alla fonte (222), Selezionati (56) e Qualificati (9), con un aumento complessivo di 11 unità;
  • un totale di 368 MATERIALI DI BASE. Il netto incremento del numero dei MB rispetto alle versioni precedenti (l’ultima approvata ad ottobre 2024) è dovuto all’inserimento nel Registro dei cloni di pioppo iscritti al Registro nazionale i cui costitutori o detentori sono vivai e aziende pioppicole localizzate in Piemonte: si tratta di 6 cloni di Populus nigra inseriti come materiali Qualificati e di ben 75 cloni iscritti nella sezione Controllati.

A seguito del trasferimento di fondi dallo Stato (Fondo nazionale Foreste 2022)

A) Progetto sulle Risorse genetiche forestali

Nell’ambito della tutela e valorizzazione delle risorse genetiche forestali locali, è stato sviluppato un progetto, affidato ad IPLA con D.D, n. 1104 del 29/12/2023, avviato nel 2024 e sviluppato nel corso del 2025, che coinvolge tre enti di ricerca nazionali IBBR - CNR, DISAFA (Università di Torino) e DAGRI (Università di Firenze) sulle seguenti tematiche:

  1. caratterizzazione genetica dei MB di specie prioritarie per gli interventi di imboschimento (piantagioni in aree planiziali) e rimboschimento (ripristino di aree forestali colpite da eventi meteorici estremi o incendi), in un’ottica di completamento e aggiornamento degli studi già realizzati entro il 2010 a livello regionale;
  2. studio della resistenza/resilienza rispetto ai cambiamenti climatici (in particolare siccità e caldo estremi) di MB di specie prioritarie, in particolare la Farnia, ai fini della loro tutela e valorizzazione all’interno della filiera vivaistica;
  3. progettazione di nuovi arboreti da seme (MB) di specie sporadiche e miglioramento della gestione di quelli esistenti.

B) Prassi di riferimento per la vivaistica forestale

A seguito delle attività svolte a partire dal 2023 con la Borsa Merci Telematica Italiana (realizzazione del mercato telematico sperimentale dei materiali vivaistici forestali) e nell’ambito del Gruppo di lavoro tecnico interregionale sulla vivaistica forestale (cui hanno aderito le strutture competenti nella specifica materia di Regione Lombardia ed ERSAF, Regione Veneto e Veneto Agricoltura, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria) è emersa la necessità di individuare standard comuni e prassi di riferimento per la vivaistica forestale.

Con DD n.1115 del 31/12/2024 il settore Foreste ha perciò affidato ad UNI – Organismo nazionale di normazione – l’elaborazione di tre prassi di riferimento UNI/PdR in materia di vivaistica forestale, denominate in via provvisoria “Requisiti di prodotto Materiale forestale di moltiplicazione”, “Pratiche e modalità operative per le figure professionali di Vivaista forestale e Addetto alla raccolta di frutti e semi forestali” e “Linee guida per la progettazione, realizzazione e manutenzione di piantagioni di specie arboree ed arbustive autoctone”.

Il 5 Novembre 2025 è stata approvata e pubblicata la UNI/PdR 182-1 “Linee guida in ambito vivaistica forestale – Parte 1: Materiale forestale di moltiplicazione”.

Nell’autunno 2025 è iniziata la redazione della seconda prassi, con l’individuazione di standard comuni per la definizione di compiti, conoscenze ed abilità delle figure professionali di Vivaista forestale e Addetto alla raccolta di frutti e semi forestali, in coerenza con l’Atlante nazionale del lavoro e delle qualificazioni nei repertori regionali e con l’obiettivo di una futura collocazione nei Repertori regionali delle qualificazioni e degli standard formativi. 

Attività svolte con fondi FEASR (PSR 2014-2022 e CSR 2023-2027):

A) nel corso del 2025 è proseguita l’attività, affidata a CSI Piemonte con il supporto di IPLA e del CREA–Foreste e legno di Casale Monferrato, di realizzazione di un nuovo sistema integrato di servizi on line volti a strutturare a livello informatico la filiera vivaistica forestale regionale, dalla raccolta e certificazione alla commercializzazione dei materiali vivaistici, di specie autoctone arboree e di cloni di pioppo, creando un ambiente favorevole all’incontro tra domanda e offerta di materiali forestali di moltiplicazione, aumentando l'efficacia delle varie fonti di finanziamento e permettendo, nel contempo, agli operatori del settore un migliore orientamento della produzione;

B) nell’ambito del CSR 2023-2027, nel corso del 2025:

  • è proseguita l’attività di istruttoria (con le prime liquidazioni del contributo) delle domande relative all’azione SRD15.2, rivolta all’ammodernamento dei vivai forestali privati;
  • sono stati aperti i bandi dell’intervento SRA31, rivolto specificatamente alla tutela e valorizzazione delle risorse genetiche forestali.

Per quanto concerne la pioppicoltura, il Settore Foreste partecipa con un proprio rappresentante all’Osservatorio Nazionale del Pioppo, che riunisce i rappresentanti della Direzione Foreste del MiPAAF, delle Regioni “pioppicole”, del CREA, del CNR, delle Università, oltre che dei pioppicoltori, vivaisti, industriali ed associazioni agricole.

Sito web regionale Popolamenti da seme e materiali di base per la vivaistica forestale: schede dei popolamenti da seme ed elenco dei materiali di base sono consultabili al link.

Per ulteriori approfondimenti inerenti la caratterizzazione genetica dei popolamenti forestali piemontesi si può consultare la serie di Monografie pubblicate sulla rivista forestale Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi dal Dicembre 2011 ad oggi.

 

I boschi vetusti


La biodiversità forestale considera non solo la varietà di specie arboree in bosco, ma l’insieme delle specie animali e vegetali presenti e le condizioni ecologiche che ne determinano la presenza.

Nei diversi habitat forestali presenti in Piemonte, il livello di biodiversità è molto variabile, sia in relazione alle caratteristiche naturali, sia al tipo di utilizzo storico da parte dell’uomo che ha prodotto cambiamenti alla composizione specifica, alla struttura o all’estensione dei boschi.

In Piemonte, come in Italia e in gran parte dell’Europa, non esistono foreste vergini, ma esistono limitate aree in cui sono presenti tutte le fasi di crescita del bosco, dalla rinnovazione agli alberi di grandi dimensioni, vivi e morti in piedi, e non soggette a interventi selvicolturali da molte decine di anni. Questi alcuni dei requisiti dei boschi vetusti, come definiti dall’art. 3, comma 2, lettera s -bis e dall’art. 7, comma 13 -bis ) del D.lgs. 34/2018 (il cosiddetto TUFF) e dettagliati dalle Linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti, approvate con Decreto MiPAAF del 18 novembre 2021.

A seguito del trasferimento di fondi dallo Stato (Fondo nazionale Foreste), a fine 2022 è stato approvato un progetto per l’individuazione di boschi vetusti (BV) in Piemonte, affidato all’IPLA con il supporto del DISAFA Università di Torino.

Nel 2025 sono proseguite le attività di studio relativamente ai 13 boschi risultati di interesse e ad un nuovo popolamento candidabile all’inserimento nell’elenco dei boschi vetusti d’Italia.

A seguito delle valutazioni e delle attività in campo sono stati individuati 14 candidati a boschi vetusti:

  • Abetina dell’Alpe Cusogna - Valle San Nicolao (BI),
  • Abetina delle Terme di Valdieri - Valdieri (CN),
  • Faggeta di Palanfrè di Vernante (CN),
  • Pineta di pino silvestre di Pietraporzio (fraz. Castello - CN),
  • Cembreta dell’Alevè di Pontechianale – Casteldelfino (CN),
  • Abetina del Buscaiè di Chiusa Pesio (CN),
  • Abetina di Fondo a Traversella (TO),
  • Pineta di pino montano della Valle Thuras di Cesana (TO),
  • Cembreta di Oultiaire/Sette Bacias - Usseaux (TO),
  • Querco-carpineto di Pino Torinese (TO),
  • Lariceto dell’Alpe Devero di Baceno (VB),
  • Lariceto dell’Alpe Veglia di Varzo (VB),
  • Pecceta di Formazza (fraz. Fondovalle - VB),
  • Abieti-Pecceta del Poggio Lagone - Campertogno (VC).

Per i boschi vetusti candidati è stata compilata ed inserita nel portale SIAN dedicato la scheda di censimento con descrizione del popolamento, effettuata l’analisi degli obiettivi e degli interventi contenuti nei diversi piani di gestione (Piani forestali, di gestione, area ecc.), e indicata una prima proposta di gestione.

Nel corso del 2025, con fondi dell’Assistenza tecnica al CSR resi disponibili dall’Autorità di Gestione dello sviluppo rurale (Direzione regionale Agricoltura), l’IPLA ha svolto approfondimenti di carattere vegetazionale, faunistico (avifauna, insetti saproxilici), pedologico e dendrometrico (comprensivo dei rilievi sulla necromassa) su 5 dei popolamenti candidati. I boschi vetusti possono infatti essere considerati l’ambito forestale più naturale e meno soggetto a disturbo antropico, da mettere a confronto con i popolamenti interessati da finanziamenti CSR (investimenti per miglioramenti forestali e premi silvoambientali o indennità Natura 2000) e ai boschi interessati da gestione attiva sulla base del Regolamento forestale regionale. 

Il Settore nel corso dell’anno ha inoltre partecipato con propri funzionari al Tavolo di Coordinamento Boschi Vetusti finalizzato a condividere gli aspetti di ordine tecnico-amministrativo relativamente al riconoscimento dello status di “Bosco Vetusto” e l’inserimento nel sistema informativo “Rete Nazionale dei Boschi Vetusti” e al Tavolo di Coordinamento Alberi Monumentali d’Italia (AMI), finalizzato a condividere gli aspetti di ordine tecnico-amministrativo in merito all’aggiornamento normativo e alle criticità relative alle attività di censimento, di gestione e di valorizzazione degli alberi monumentali d’Italia.

Dalla primavera 2025 il Settore è stato coinvolto nel progetto Interreg Europe “Old-Growth forests and Veteran Trees for Biodiversity and Resilient Landscapes – RESILIENTREES”   Coordinato dal CNR, Istituto per la BioEconomia (S. Michele all’Adige – TN),cofinanziato dal FESR per un budget totale pari a € 1.4 31.340,00.Il budget assegnato alla Regione Piemonte per l’attuazione del Progetto ammonta ad euro 126.575,00; la durata è di 36 mesi a partire dal 1° maggio 2025, oltre ai 12 mesi riservati al monitoraggio.

L’obiettivo del progetto “RESILIENT TREES” è quello di agevolare l’attivazione di un processo di cooperazione interregionale, attraverso visite tecniche, scambi di conoscenze e formazione specialistica, con lo scopo di migliorare lo stato di conservazione delle foreste vetuste e degli alberi monumentali, attraverso la definizione di buone pratiche di gestione.

Durante il primo semestre di attività si sono tenuti incontri di coordinamento on line tra i partner per l’avvio del progetto, un primo incontro informativo per gli stakeholder individuati (30/05/2025 presso IPLA), il kick-off meeting di avvio e presentazione del punto di partenza di ogni regione in termini di politiche e necessità territoriali, presso la sede del Partner di Praga - Università Ceca di Scienze della Vita (CULS) (17-20/06/2025). Successivamente si sono tenuti incontri on line finalizzati alla definizione di un documento di analisi congiunta (Joint Analysis) e il primo incontro tra gli stakeholder individuati nel progetto per avviare la Partnership Multi-Stakeholder (18/09/2025).

Il risultato dell'analisi congiunta è stato un rapporto nel quale tutti i partner di progetto e stakeholder hanno definito la terminologia chiave e raccolto informazioni rilevanti dai sei paesi coinvolti nel progetto, al fine di condividere le proposte che saranno utilizzate per supportare il processo decisionale e, infine, il miglioramento delle politiche.

Per garantire l'efficacia della comunicazione del progetto, è stata creata un’apposita pagina sul sito internet istituzionale del progetto Resilient Trees e le principali notizie sono rimandate sulle pagine dedicate su Linkedin, Instagram e Facebook.

 

Per maggiori approfondimenti consulta le seguenti guide selvicolturali:

Questo argomento è stato sviluppato anche nelle diverse edizioni del Rapporto Stato Ambiente, in particolare:

Consulta l'argomento Specie invasive in Territorio Fattori.
 

Gli alberi monumentali

 

La L. 10/2013 art. 7 ha stabilito una definizione di albero monumentale e criteri di valutazione omogenei per tutta Italia, sanzioni per i danneggiamenti e l’effettuazione del censimento nazionale finalizzato alla realizzazione dell’Elenco degli Alberi Monumentali D’Italia.

A seguito delle disposizioni attuative ministeriali, approvate con decreto del 23 ottobre 2014, nel 2015 è stato avviato il censimento: in Piemonte le segnalazioni pervenute dai Comuni sono state integrate con indagini di iniziativa della Regione, col supporto tecnico dell’IPLA per i sopralluoghi di verifica e la compilazione delle schede di identificazione. A dicembre 2015 è stato approvato il primo Elenco regionale, con 82 nuovi alberi monumentali, poi integrato a giugno 2016 con 36 degli alberi già classificati ai sensi della L.r. 50/95.

A partire dal 2016 la Regione ha effettuato ulteriori indagini, sempre tramite l'IPLA e con la collaborazione degli Enti di gestione delle Aree protette, mentre i Carabinieri Forestali hanno verificato in primo luogo gli alberi già individuati nel corso del censimento nazionale del 1982. Grazie alle ulteriori segnalazioni, alle verifiche tecniche e alle istruttorie effettuate dal Gruppo di lavoro, l’Elenco regionale è stato progressivamente integrato, fino all’attuale numero di 378 alberi o gruppi di alberi monumentali, esito delle riunioni istruttorie di novembre 2024 (Gruppo di lavoro con le Soprintendenze), formalizzato con D.D. 67 del 28 gennaio 2025.

I 378 alberi monumentali, singoli o "insiemi omogenei", sono localizzati in 216 Comuni e appartengono a ben 95 specie: 47 autoctone del Piemonte, 3 naturalizzate da molti secoli (i due gelsi e il noce comune), 6 non autoctone del Piemonte ma parte della flora italiana (Cipresso comune, Corbezzolo, Pino domestico e Pino nero, Sughera e Tamerice), 39 esotiche.

Infine negli anni 2022-2025, grazie al trasferimento dal MiPAAF di fondi finalizzati alla tutela e valorizzazione degli alberi monumentali, si è provveduto:

  • alla realizzazione e posa dei cartelli descrittivi relativi ai circa 250 alberi censiti negli anni precedenti;
  • in parallelo sono proseguite le attività per la predisposizione dei testi e dell’allestimento grafico per i leggii degli alberi oggetto di più recente inserimento in Elenco (76 inseriti nel 2022 e 63 ad inizio anno).
  • all’attuazione di un Bando per l’erogazione di contributi relativi alle spese sostenute per il monitoraggio (valutazioni fitosanitarie e di stabilità) e la cura (potature, consolidamenti, deimpermeabilizzazione delle aree di protezione, ecc.) degli alberi censiti ed inseriti nell’elenco regionale. Nel corso del 2025 sono pertantoproseguite le attività istruttorie per la verifica delle rendicontazioni e la liquidazione dei contributi relativi alle spese sostenute da proprietari e gestori degli alberi censiti dalla Regione Piemonte, per gli ammessi a finanziamento delle quattro finestre di apertura del Bando del 2023 e 2024.

Nel corso dell’anno, inoltre, sono proseguite le attività di verifica relative ad alberi con problemi di malattie, rotture di branche, possibile instabilità, a seguito di segnalazioni da parte dei Comuni o di altri proprietari. Sono stati svolti sopralluoghi su esemplari singoli o insiemi omogenei, già inseriti in elenco, per la verifica, su richiesta formale da parte dei proprietari o dei gestori, dello stato fitosanitario a seguito di eventi meteorici intensi o per il peggiorare delle condizioni vegetative.

È stata avviata infine l’istruttoria delle nuove segnalazioni pervenute al fine dell’aggiornamento dell’elenco dei nuovi alberi, singoli o insiemi omogenei, ammessi a far parte dell’Elenco regionale degli Alberi monumentali ai sensi dell’art. 7 della L. 10/2013. A seguito della selezione preliminare sono risultati ammissibili alla fase istruttoria 43 nuovi soggetti su 86. Successivamente sono stati pertanto effettuati i sopralluoghi in campo e compilate le schede di identificazione propedeutiche alla successiva istruttoria.

Da maggio il settore è anche coinvolto in un progetto Interreg Europe il cui focus principale è il censimento, cura e tutela degli Alberi Monumentali e Boschi Vetusti (vedi paragrafo Boschi Vetusti)

Informazioni sul sito web regionale.

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Redazione RSA

Istanze di tagli boschivi

Anno
2026

La realizzazione degli interventi selvicolturali, secondo le previsioni della legge forestale regionale, è preventivamente soggetta a comunicazione semplice o ad autorizzazione regionale.

Gli interessati (Cittadini, Imprese Forestali, Enti pubblici, Tecnici Forestali) possono presentare le istanze di taglio direttamente attraverso l’utilizzo dell’applicativo web dedicato oppure con l’assistenza di uno degli oltre 90 Sportelli Forestali e Punti Informativi Forestali attivi sul territorio regionale. 

Figura 1. Cantiere forestale

Nel corso dell’ultima stagione silvana (1 settembre 2024 – 31 agosto 2025), sulla base delle segnalazioni d’intervento presentate, sono stati tagliati circa 5.700 ettari, con un prelievo di circa 495.000 metri cubi di materiale legnoso. Rispetto alle stagioni silvane precedenti si conferma la tendenziale crescita delle quantità utilizzate (tabella 3).

Nel periodo compreso tra settembre 2011 e agosto 2025, pari a 14 stagioni silvane, sono stati tagliati circa 52.700 ha (con una media di circa 3.766 ettari/anno).

Nel periodo considerato sono state presentate oltre 60.000 istanze di taglio, circa 4.350 all’anno. Le comunicazioni semplici rappresentano oltre il 98% del totale delle istanze.

Riepilogo tagli boschivi anni 2011-2025
Stagione silvana Istanze presentate (n.) Superficie totale (ha) Superficie media (ha/istanza) Volume totale (m3) Volume medio (m3/istanza)
2011-12 3.216 3.002 0,93 187.721 89,47
2012-13 3.707 3.276 0,88 219.648 59,25
2013-14 4.029 3.256 0,81 266.930 66,25
2014-15 3.989 3.530 0,89 273.613 68,59
2015-16 3.792 3.132 0,83 255.891 67,48
2016-17 3.879 3.154 0,81 252.233 65,03
2017-18 4.279 3.811 0,89 294.170 68,75
2018-19 4.421 3.557 0,80 284.575 64,36
2019-20 4.064 3.239 0,80 269.026 66,20
2020-21 4.249 3.378 0,80 276.103 64,98
2021-22 4.765 4.258 0,89 339.705 79,78
2022-23 5.512 4.902 0,89 383.416 69,56
2023-24 5.195 5.320 1,02 388.888 74,85
2025-25 5.771 4.907 0,85 495.286* 85,82*
Tabella 1. Riepilogo tagli boschivi anni 2011-2025
* L’aumento considerevole del volume totale e medio ricavato dalle utilizzazioni forestali nella stagione silvana 2024-25 è in parte dovuto alla differente metodologia utilizzata per il calcolo.

In base alle valutazioni effettuate nel Piano Forestale Regionale, considerando la sola superficie forestale accessibile in quanto servita da viabilità, si stima che il volume annuo legnoso potenzialmente utilizzabile, con uno scenario quindicennale, ammonti a circa 1,4 milioni m3/anno, equivalente al prelievo di 5,8 m3/ha/anno; si tratta di una entità pari all’incremento legnoso medio, che quindi non intaccherebbe il capitale boschivo in piedi. I volumi di taglio che derivano dalle comunicazioni ai sensi del Regolamento Forestale regionale si attestano su un prelievo annuo di circa 0,5 m3/ha/anno, quindi molto inferiore a quello massimo ipotizzabile con una gestione forestale sostenibile.

L’analisi dei dati dell'ultima stagione silvana (2024-2025) conferma che poco meno della metà delle istanze sono state presentate nei territori della Provincia di Cuneo e della Città Metropolitana di Torino (tabella 2), in linea con quanto registrato nelle passate annate.

Istanze presentate per Provincia/Città Metropolitana
Province/area metropolitana N. di istanze presentate Percentuale
AL 371 6%
AT 475 8%
BI 599 10%
CN 1.353 24%
NO 839 15%
TO 1.454 25%
VB 249 4%
VC 451 8%
Totale 5.771 100%
Tabella 2. Istanze presentate per Provincia/Città Metropolitana

La Provincia di Cuneo e la Città Metropolitana di Torino sommano oltre la metà delle superfici tagliate (tabella 3), con la prevalenza di superfici utilizzate nella Città Metropolitana.

Tabella 3. Superfici percorse dal taglio per Provincia/Città Metropolitana
Province/area metropolitana Superfici d’intervento (ha) Percentuale
AL 410 8%
AT 225 4%
BI 318 6%
CN 1.503 28%
NO 372 7%
TO 1.455 27%
VB 527 10%
VC 510 10%
Totale 5.320 100%
Tabella 3. Superfici percorse dal taglio per Provincia/Città Metropolitana

L’analisi del dato della superficie utilizzata in relazione alla forma di governo indica una leggera prevalenza per gli interventi nei cedui (castagneti, robinieti e altri cedui)rispetto alle fustaie, oltre un quarto degli interventi ha riguardato popolamenti caratterizzati dal governo misto (tabella 4).

Tabella 4. Superfici boscate percorse al taglio per forma di governo
Forma di governo Superficie (ha) Superficie (%)
Castagneti 457 9%
Ceduo 879 18%
Fustaia 1.569 32%
Governo misto 1.777 24%
Robinieti 572 12%
Altro* 252 5%
Totale 5.320 100%
Tabella 4. Superfici boscate percorse al taglio per forma di governo
* si tratta di interventi di imboschimento di aree non forestali.

Per quanto riguarda i prelievi medi ad ettaro, questi sono più elevati per le ceduazioni.

I volumi ritratti da interventi di imboschimento o rimboschimento derivano dagli abbattimenti propedeutici alle operazioni d’impianto (tabella 5).

Tabella 5. Superfici boscate percorse al taglio per tipo di intervento selvicolturale
Intervento selvicolturale Superficie totale (ha) Volume totale (m3) Volume medio (m3/ha)
Ceduazioni 1.551 246.201 158,7
Conversione a fustaia 119 13.178 110,7
Tagli intercalari - diradamenti, conversioni 1.519 115.110 75,8
Gestione del governo misto 526 36.880 70,2
Ripristino boschi danneggiati o distrutti 323 21.674 67,1
Tagli di maturità della fustaia 621 50.124 80,7
Imboschimenti e rimboschimenti 248 12.120 48,9
Totale 4.907 495.286 100,9
Tabella 5. Superfici boscate percorse al taglio per tipo di intervento selvicolturale

L'analisi territoriale secondo la classificazione altimetrica ISTAT indica che il 42% circa della superficie tagliata nella stagione silvana 2024/2025 ricade in territorio montano, seguita da  pianura (31%) e collina (27%).

Oltre il 20% della superficie tagliata ricade in Aree naturali protette.

Per maggiori approfondimenti si rimanda al sito ufficiale della Regione Piemonte - Foreste e alla sezione del Cruscotto di conoscenze del patrimonio naturale piemontese dedicata ai tagli boschivi.

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Carta e superficie forestale

Anno
2026

Dalla carta forestale (edizione 2016) risulta che la superficie forestale complessiva del Piemonte è pari a 976.953 ha.

Il dato comprende i soprassuoli forestali, le aree dedicate all’arboricoltura da legno e le “Altre superfici forestali a copertura arboreo-arbustiva, come i boschi di neoformazione e i popolamenti a prevalenza di conifere posti ai limiti superiori della vegetazione forestale o in zone con forti limitazioni (rupi boscate, greti, etc.) che localmente ne impediscono l’espansione o l’aumento della copertura.

I soli boschi, al netto delle aree trasformate in altre destinazioni d’uso, sono aumentati di 57.854 ettari (6,6%).

Il confronto con la prima carta forestale regionale (pubblicata nel 1980) evidenzia un aumento della superficie forestale del 38% circa e più che raddoppiata rispetto ai dati risalenti all’Unità d’Italia.

L’aumento della superficie forestale è dovuto principalmente al progressivo processo di colonizzazione delle aree agricole e pascolive abbandonate a partire dal secondo dopoguerra ed in minima parte a iniziative di rimboschimento artificiale.

Tabella 1. Superficie forestale regionale

Per maggiori approfondimenti si rimanda al sito della Regione Piemonte e in particolare al report "La carta forestale del Piemonte - Aggiornamento 2016". 

Figura 1. Carta forestale del Piemonte

Ulteriori dati sono presenti in scarico sul sito web di Arpa Piemonte alla sezione dedicata agli indicatori ambientali. 

Tra le 21 categorie forestali individuate dalla carta forestale, quelle maggiormente rappresentate, che nel complesso occupano circa i 2/3 della superficie boscata regionale, sono i Castagneti (22%; 206.977 ha), le Faggete (15%; 141.599 ha), i Robinieti (12% 117.483 ha), i Larici-cembrete (10% 92.533 ha) e le Boscaglie pioniere e d’invasione (8% 74.995 ha). 

La maggior parte dei boschi piemontesi si trova in montagna (72%, con un indice di boscosità del 57%), seguono la collina (19%, con un indice di boscosità del 40%) e la pianura (9%, con un indice di boscosità del 10%).

La distribuzione delle superfici boscate a livello di province/aree metropolitane è riportata nella tabella sottostante.

Tabella 2: Distribuzione delle Superfici boscate per Provincia/area metropolitana
Province/area metropolitana Boschi (ha) Altre categorie forestali (ha) Arboricoltura da legno (ha) Totale (ha)
AL 114.711 1.397 7.499 123.607
AT 44.713 5.693 50.406
BI 46.011 839 548 47.398
CN 258.369 2.573 7.439 268.381
NO 35.528 2.405 37.933
TO 242.278 3.123 9.473 254.874
VB 129.782 790 163 130.735
VC 61.122 652 1.845 63.619
Tabella 2: Distribuzione delle Superfici boscate per Provincia/area metropolitana

Per ulteriori approfondimenti si può fare riferimento alla sezione del Cruscotto di conoscenze del patrimonio naturale piemontese dedicata alle superfici forestali. L’argomento è stato sviluppato in diverse precedenti edizioni del Rapporto Stato Ambiente, in particolare:

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Impatti del clima sull'agricoltura

Tema
Tipo
Paragrafi

Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide ambientali, economiche e sociali del nostro tempo. Le evidenze scientifiche mostrano con sempre maggiore chiarezza come gli effetti del riscaldamento globale e della crescente variabilità climatica stiano già influenzando numerosi settori produttivi, tra cui l’agricoltura, in maniera significativa e trasversale.

In Piemonte, regione caratterizzata da una notevole diversificazione colturale e da una consolidata tradizione agricola, le ripercussioni del cambiamento climatico sono già osservabili su molteplici livelli. L’alterazione dei regimi termici e pluviometrici, l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi e la maggiore incidenza di stress idrici e termici stanno determinando effetti concreti sulla produttività delle colture, sulla qualità delle produzioni, sulla gestione delle risorse naturali e sulla stabilità degli ecosistemi agricoli.

Il settore agricolo piemontese si trova quindi nella necessità di affrontare un duplice ruolo: da un lato, quello di comparto particolarmente esposto e vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico; dall’altro, quello di attore potenzialmente attivo nelle politiche di mitigazione, in considerazione delle emissioni di gas serra legate alle attività agricole e zootecniche.

In questo contesto, risulta prioritario definire strategie integrate di adattamento e mitigazione che valorizzino la sostenibilità, la resilienza e l’innovazione del comparto agricolo. Tali strategie devono essere supportate da strumenti di pianificazione, ricerca e trasferimento tecnologico, nonché da un costante aggiornamento delle conoscenze e delle pratiche agronomiche. Il contributo della comunità scientifica, delle istituzioni regionali e del mondo produttivo sarà fondamentale per garantire la continuità e la competitività del sistema agricolo piemontese in un contesto climatico in continua evoluzione.

Nei sottocapitoli in spalla destra, sono disponibili i dettagli relativi ai fenomeni climatici che hanno interessato il settore agricolo in Piemonte nel 2025.

Anno
2026
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FESR 2021-2027 - Resilienza dei territori fluviali e Infrastrutture blu

Per la prima volta, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Regione Piemonte sostiene economicamente la riqualificazione degli ambienti fluviali e lacustri, a sottolineare l’importanza che questi temi hanno per aumentare la resilienza del territorio regionale ai rischi naturali derivanti dagli effetti negativi causati dal cambiamento climatico e, attraverso il Bando “Infrastrutture blu”, sono  stati inoltre finanziati interventi per la tutela della biodiversità dei territori connessi alle acque.

Tra il 2023 e il 2025 sono stati aperti 45 bandi con beneficiari la Città Metropolitana di Torino, le Province, i Comuni in forma semplice o associata, gli Enti Parco regionali, i gestori delle aree della Rete Natura 2000 e gli Enti Parco nazionali del territorio piemontese.

Gli interventi, attualmente in corso di realizzazione, consentiranno di migliorare la capacità degli ecosistemi acquatici presenti in fiumi, torrenti, laghi ed aree umide per superare le criticità climatiche dovute ai cambiamenti in atto, favorendo le infrastrutture verdi e le misure naturali di ritenzione idrica. Sono finanziabili interventi quali: la rinaturazione delle sponde fluviali, finalizzate a trattenere le acque per favorire gli habitat e ricaricare le falde, la riqualificazione della vegetazione delle sponde e delle aree prossime ai corsi d’acqua e ai laghi, realizzazione di fasce tampone, creazione di corridoi ecologici, riattivazione di risorgive, ricostruzione di ambienti naturali idonei alla riproduzione delle specie acquatiche autoctone, miglioramento delle caratteristiche morfologiche dei corsi d'acqua, contrasto alla diffusione di specie alloctone invasive, rimozione di opere trasversali e longitudinali, creazione di scale di risalita per la fauna ittica, creazione di ecosistemi filtro, riapertura di corsi d’acqua tombinati.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Tutte le misure attuative del PR FESR 21-27.

Anno
2026
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Per la prima volta, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Regione Piemonte sostiene economicamente la riqualificazione degli ambienti fluviali e lacustri, a sottolineare l’importanza che questi temi hanno per aumentare la resilienza del territorio regionale ai rischi naturali derivanti dagli effetti negativi causati dal cambiamento climatico e, attraverso il Bando “Infrastrutture blu”, sono  stati inoltre finanziati interventi per la tutela della biodiversità dei territori connessi alle acque.

Tra il 2023 e il 2025 sono stati aperti 45 bandi con beneficiari la Città Metropolitana di Torino, le Province, i Comuni in forma semplice o associata, gli Enti Parco regionali, i gestori delle aree della Rete Natura 2000 e gli Enti Parco nazionali del territorio piemontese.

Gli interventi, attualmente in corso di realizzazione, consentiranno di migliorare la capacità degli ecosistemi acquatici presenti in fiumi, torrenti, laghi ed aree umide per superare le criticità climatiche dovute ai cambiamenti in atto, favorendo le infrastrutture verdi e le misure naturali di ritenzione idrica. Sono finanziabili interventi quali: la rinaturazione delle sponde fluviali, finalizzate a trattenere le acque per favorire gli habitat e ricaricare le falde, la riqualificazione della vegetazione delle sponde e delle aree prossime ai corsi d’acqua e ai laghi, realizzazione di fasce tampone, creazione di corridoi ecologici, riattivazione di risorgive, ricostruzione di ambienti naturali idonei alla riproduzione delle specie acquatiche autoctone, miglioramento delle caratteristiche morfologiche dei corsi d'acqua, contrasto alla diffusione di specie alloctone invasive, rimozione di opere trasversali e longitudinali, creazione di scale di risalita per la fauna ittica, creazione di ecosistemi filtro, riapertura di corsi d’acqua tombinati.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Tutte le misure attuative del PR FESR 21-27.

Anno
2026

Contratti di Fiume e di Lago - Le politiche di livello locale

Anno
2026

La finalità primaria del Contratto di Fiume e di Lago si delinea nel riconoscere il ruolo centrale del sistema acqua nelle politiche e nelle programmazioni inerenti il governo del territorio”.

Con queste parole hanno inizio le Linee Guida dei Contratti di Fiume del Piemonte, da qui emerge la necessità e la volontà di creare occasioni di collaborazione e di integrazione tra le istituzioni pubbliche, tra queste e gli attori privati presenti localmente, nelle scelte di pianificazione e programmazione dei diversi comparti produttivi, dell’ambiente e del territorio.

Il Piemonte storicamente ha sempre avuto una notevole disponibilità idrica naturale ma recentemente, a fronte dei cambiamenti climatici in atto con diversa distribuzione delle piogge e un aumento delle temperatura, questa risorsa ha visto un notevole calo delle disponibilità in tutta la Regione. Così, a causa degli eventi siccitosi, la pressione esercitata sul sistema delle acque superficiali e sotterranee da parte dei prelievi idrici e dei fenomeni di inquinamento puntuale e diffuso, sta creando un maggiore impatto sulla qualità del sistema idrico, sia in aree montane che di pianura.

Per dare soluzione alle problematiche del territorio il Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po e il Piano Regionale di Tutela delle Acque, affrontano in modo integrato le criticità tenendo conto sia degli aspetti quantitativi, sia di quelli qualitativi e propongono misure per una concreta gestione della risorsa e dei suoi usi. Si coordinano, inoltre, con le scelte effettuate dalle altre pianificazioni - territorio, industria, energia, agricoltura, pesca. 

I Contratti (CdF) costituiscono uno strumento “intelligente” e operativo per trasferire a livello locale queste misure pianificatorie di area vasta e per questo sono stati inseriti come Misure Chiave, KTM26-P5-a108, nel Piano di Gestione distrettuale (PdG Po).

Rappresentano anche il mezzo attraverso cui ottimizzare e orientare le risorse economiche. In questo momento di particolare crisi climatica ed economica nel quale è sempre più difficile sostenere politiche di tutela, i territori che riusciranno a lavorare in modo coeso, in un quadro di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, avranno maggiori possibilità di invertire la tendenza al degrado e perseguire obiettivi di riqualificazione ambientale e sviluppo sociale ed economico sostenibili. 

In Piemonte il Contratto di Fiume rappresenta soprattutto una metodologia di lavoro che coinvolge le politiche e le attività di soggetti pubblici e privati, per la condivisione di decisioni sul territorio. Lo strumento usato è il processo di programmazione negoziata e partecipata tra le parti allo scopo di superare le difficoltà locali .

Non costituiscono un livello aggiuntivo di pianificazione, ma uno strumento di gestione, attraverso cui integrare e coordinare gli strumenti di pianificazione e programmazione e gli interessi, anche contrapposti, presenti sul territorio in relazione all’acqua.

Ha natura volontaria ed è un processo “democratico” che si affianca all’approccio degli obblighi e divieti legati a leggi e regolamenti. Il Contratto, attraverso impegni condivisi, mira ad ottenere comportamenti virtuosi di chi vive intorno al fiume, dalle istituzioni ai singoli cittadini: questo rappresenta il punto di forza di questo strumento. 

In Regione Piemonte sono attualmente presenti, a diverso livello di attività, 14 Contratti di Fiume, 3 Contratti di Lago e 1 Contratto di Zona Umida (Tabelle 1 e 2).

Nel 2026 sono stati sottoscritti 2 Contratti: Zona umida della pianura risicola vercellese e del Bacino del Torrente Chisola.

Entrambi hanno delle peculiarità rispetto agli altri: il primo è l’unico Contratto italiano in un’area umida interna e rispecchia la particolare storia del territorio: la pianura risicola è un habitat nato dall'azione antropica: la coltivazione del riso ha storicamente contribuito in maniera positiva alla formazione di un particolare agro-ecosistema, un connubio tra ambiente naturale e paesaggio agricolo, che crea le condizioni favorevoli per una elevata biodiversità.

Questo ambiente riveste un ruolo unico per l'elevata presenza di avifauna acquatica attratta dalle camere di risaia allagate in primavera-estate.

Il Contratto del bacino del Torrente Chisola, d’altro canto, si configura come il primo in Piemonte nato interamente su impulso dei Comuni, come necessità spontanea di coordinamento degli enti locali del territorio, a seguito degli eventi alluvionali del novembre 2016.

In questa occasione è emersa infatti, in modo evidente, la necessità di coordinamento su scala sovracomunale, per affrontare rischi immediati e nuove prospettive future nella gestione del territorio e il Contratto di Fiume è stato scelto come lo strumento adeguato per creare tale coordinamento.

Tabella 1 - Stato dell'arte dei Contratti di Fiume in Piemonte
CORSI D’ACQUA Stato di Attuazione Ente Responsabile n. Comuni
Torrente Sangone sottoscritto nel 2009 Città M.na di Torino 15
Torrente Belbo sottoscritto nel 2010 Provincia di Asti 57
Torrente Orba sottoscritto nel 2010 Provincia di Alessandria 18
Torrente Agogna sottoscritto nel 2015 Provincia di Novara 34
Torrente Pellice sottoscritto nel luglio 2020 Città M.na di Torino 16
Torrente Stura di Lanzo sottoscritto in aprile 2024 Città M.na di Torino 36
Alto Po protocollo di intesa nel 2013 Parco del Po Cuneese 33
Torrente Bormida protocollo di intesa nel 2013 Regione Piemonte 86
Torrente Scrivia protocollo di intesa nel 2013 Provincia di Alessandria 61
Fiume Dora Baltea protocollo di intesa nel 2018 (ALCOTRA “Eau Concert II”) BIM Dora Baltea 84
Torrente Chisola sottoscritto nel maggio 2026 Comune di Volvera 21
Torrente Tiglione protocollo di intesa nel 2020, attualmente in VAS Provincia di Asti 14
Zona Umida Pianura Risicola Vercellese sottoscritto nel maggio 2026 Provincia Vercelli 28
Fiume Tanaro protocollo di intesa nel 2023 Provincia di Alessandria -
Tabella 1. Stato dell'arte dei Contratti di Fiume in Piemonte
Tabella 2. Stato dell'arte dei Contratti di Lago in Piemonte
LAGHI Stato di Attuazione Ente Responsabile n. Comuni
Laghi di Avigliana sottoscritto nel maggio 2017 Città metropolitana di Torino 3
Lago di Viverone sottoscritto nel febbraio 2016 Provincia di Biella 10
Lago Cusio sottoscritto nel novembre 2021 Ecomuseo Cusius 20
Tabella 2. Stato dell'arte dei Contratti di Lago in Piemonte
Figura 1. Contratti di Fiume in Piemonte
Figura 2. La contrattazione dei Contratti di Fiume
Informazioni e risorse aggiuntive


I contratti di Fiume e di Lago sul sito di Regione Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/acqua/contratti-fiume-lago

 

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Tipo Strumento
Acqua

Mobility as a Service – MaaS

Mobility as a Service (MaaS) è un concetto globale di mobilità che prevede l'integrazione di molteplici servizi di trasporto pubblico e privato accessibili grazie ad un unico canale digitale; gli utenti, grazie al MaaS, possono viaggiare sfruttando l'intermodalità. Il suo effettivo impatto ambientale positivo dipende da diversi fattori, tra cui le specifiche modalità di trasporto integrate nella piattaforma, gli incentivi offerti agli utenti e le politiche di mobilità urbana implementate dalle autorità locali. Un MaaS ben progettato e implementato, che dia priorità alle opzioni di trasporto pubblico e condiviso, ha un grande potenziale per contribuire a città più vivibili e sostenibili.

La Regione ha aderito al “Mobility as a Service for Italy”, iniziativa che rientra nella più ampia strategia “Italia digitale 2026” e include 3 linee di intervento:

  • sperimentare il MaaS nei territori;
  • creare una piattaforma aperta per i dati di mobilità;
  • potenziare la dimensione digitale del trasporto pubblico locale.

Il progetto nazionale è finanziato dal PNRR (Misura 1.4.6. “Mobility As A Service For Italy" – Maas4italy) e prevede 3 fasi: la prima finanzia la sperimentazione in 3 città pilota, la seconda fase ha esteso ad altre 3 città metropolitane e la terza ha previsto la selezione di 7 territori, tra i quali figura il Piemonte.

Durante la sperimentazione, che ha prodotto al 31 marzo 2025 il rapporto sperimentale e che si è conclusa il 31 marzo 2026, si è andato a creare una sorta di “MaaS Ecosystem” comprendente tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni pubbliche alle aziende di trasporto pubblico locale, dalle università agli operatori privati.

Il lavoro svolto con MaaS for Piemonte ha permesso di sperimentare non solo strumenti di incentivo quali il “cashback” e il “welcome bonus”, utili ad incoraggiare l’uso del mezzo pubblico al posto dell’auto privata, ma anche diversi tipi di approcci al MaaS. Il progetto ha infatti proposto due casi d’uso specifici:

  • il “MaaS turistico”, dedicato a favorire l'adozione e l'utilizzo del Mobility as a Service (MaaS) a favore dei turisti alla scoperta del territorio regionale e delle sue ricchezze artistico-culturali ed eno-gastronomiche, promuovendo soluzioni di mobilità integrate e sostenibili;
  • la disponibilità dell’acquisto degli abbonamenti, usandol’evoluzione tecnologica delle aziende di trasporto e la loro maturazione per ampliare l’incentivazione anche a titoli di viaggio diversi dalla corsa semplice per verificare la risposta di un utente “fidelizzato” in relazione a informazioni in tempo reale sulle proprie corse, e al suo comportamento in relazione alla pianificazione di viaggi occasionali, cioè fuori dal proprio abbonamento, avendo già a disposizione uno strumento come quello offerto dal MaaS.

Inoltre si è riusciti, a partire da Dicembre 2025, ad unire la sperimentazione piemontese a quella parallela del Comune di Torino (MaaS TOMove), permettendo di fornire all’utente una continuità di servizi da e verso il capoluogo di regione.

I risultati raccolti dal progetto saranno importanti non solo per il futuro del MaaS e iniziative ad esso dedicate, ma anche per lo sviluppo della piattaforma regionale di bigliettazione elettronica SmartBIP, che includerà modelli di tariffazione come il “pay-per-use” e la “best fare”

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 

Progetto MaaS regionale - MaaS4Piemonte


 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Mobility as a Service (MaaS) è un concetto globale di mobilità che prevede l'integrazione di molteplici servizi di trasporto pubblico e privato accessibili grazie ad un unico canale digitale; gli utenti, grazie al MaaS, possono viaggiare sfruttando l'intermodalità. Il suo effettivo impatto ambientale positivo dipende da diversi fattori, tra cui le specifiche modalità di trasporto integrate nella piattaforma, gli incentivi offerti agli utenti e le politiche di mobilità urbana implementate dalle autorità locali. Un MaaS ben progettato e implementato, che dia priorità alle opzioni di trasporto pubblico e condiviso, ha un grande potenziale per contribuire a città più vivibili e sostenibili.

La Regione ha aderito al “Mobility as a Service for Italy”, iniziativa che rientra nella più ampia strategia “Italia digitale 2026” e include 3 linee di intervento:

  • sperimentare il MaaS nei territori;
  • creare una piattaforma aperta per i dati di mobilità;
  • potenziare la dimensione digitale del trasporto pubblico locale.

Il progetto nazionale è finanziato dal PNRR (Misura 1.4.6. “Mobility As A Service For Italy" – Maas4italy) e prevede 3 fasi: la prima finanzia la sperimentazione in 3 città pilota, la seconda fase ha esteso ad altre 3 città metropolitane e la terza ha previsto la selezione di 7 territori, tra i quali figura il Piemonte.

Durante la sperimentazione, che ha prodotto al 31 marzo 2025 il rapporto sperimentale e che si è conclusa il 31 marzo 2026, si è andato a creare una sorta di “MaaS Ecosystem” comprendente tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni pubbliche alle aziende di trasporto pubblico locale, dalle università agli operatori privati.

Il lavoro svolto con MaaS for Piemonte ha permesso di sperimentare non solo strumenti di incentivo quali il “cashback” e il “welcome bonus”, utili ad incoraggiare l’uso del mezzo pubblico al posto dell’auto privata, ma anche diversi tipi di approcci al MaaS. Il progetto ha infatti proposto due casi d’uso specifici:

  • il “MaaS turistico”, dedicato a favorire l'adozione e l'utilizzo del Mobility as a Service (MaaS) a favore dei turisti alla scoperta del territorio regionale e delle sue ricchezze artistico-culturali ed eno-gastronomiche, promuovendo soluzioni di mobilità integrate e sostenibili;
  • la disponibilità dell’acquisto degli abbonamenti, usandol’evoluzione tecnologica delle aziende di trasporto e la loro maturazione per ampliare l’incentivazione anche a titoli di viaggio diversi dalla corsa semplice per verificare la risposta di un utente “fidelizzato” in relazione a informazioni in tempo reale sulle proprie corse, e al suo comportamento in relazione alla pianificazione di viaggi occasionali, cioè fuori dal proprio abbonamento, avendo già a disposizione uno strumento come quello offerto dal MaaS.

Inoltre si è riusciti, a partire da Dicembre 2025, ad unire la sperimentazione piemontese a quella parallela del Comune di Torino (MaaS TOMove), permettendo di fornire all’utente una continuità di servizi da e verso il capoluogo di regione.

I risultati raccolti dal progetto saranno importanti non solo per il futuro del MaaS e iniziative ad esso dedicate, ma anche per lo sviluppo della piattaforma regionale di bigliettazione elettronica SmartBIP, che includerà modelli di tariffazione come il “pay-per-use” e la “best fare”

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 

Progetto MaaS regionale - MaaS4Piemonte


 

Anno
2026

Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC)

Anno
2026

Il Piano regionale della mobilità ciclistica (PRMC) è stato adottato in attuazione delle disposizioni nazionali per lo sviluppo della mobilità ciclistica (l.n. 2/2018) per orientare lo sviluppo di una mobilità ciclistica diffusa nel territorio piemontese, sia per le esigenze quotidiane che turistiche e ricreative. Il PRMC costituisce parte integrante del Piano regionale della Logistica (PrLog) e Piano regionale della Mobilità delle Persone (PrMoP), approvato con D.G.R. n. 6-7459 del 25.09.2023. 

Con questo Piano la Regione intende tracciare la via per un Piemonte più sostenibile ed efficiente: un Piemonte in rete, in cui la bicicletta sia una scelta sicura, piacevole e vantaggiosa per sempre più persone, al pari degli altri mezzi. Lo fa attraverso un piano d’azione innovativo, ispirato alle eccellenze in Europa, fondato sui bisogni specifici di un territorio straordinario per varietà e opportunità. L’evoluzione auspicata dal PRMC chiede infrastrutture, ma anche uno scatto culturale: il piano vede la bici come un’esperienza comune di benessere quotidiano in città e tra città, nella natura, per turismo. 

Riconoscendo nella bici, normale mezzo di tutti i giorni, una grande opportunità di sviluppo locale per il Piemonte, il PRMC, anche per promuovere un maggiore coordinamento dell’azione locale, individua le proprie strategie ed azioni facendo riferimento a tre dimensioni principali:

  • Infrastrutture, per rendere la bicicletta la scelta più conveniente per spostarsi;
  • Cultura, per favorire un cambio di comportamenti e abitudini;
  • Governance, per facilitare i processi decisionali e uniformare gli interventi.

Sul canale YouTube regionale sono disponibili videolezioni per la progettazione tecnica 

I percorsi ciclabili sono disponibili in formato geografico nel Geoportale Piemonte. Inoltre sulla pagina istituzionale sono forniti dei Focus dedicati al tema.

 

Informazioni e risorse aggiuntive


Mobilità Ciclistica sul sito di Regione Piemonte


 

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Mobilità