Pronto per la revisione

Testi pronti per la revisione del Reporting

Il sistema regionale tra cooperazione internazionale e educazione alla cittadinanza globale

La Regione Piemonte, nell’ambito della Legge regionale 67/95 sostiene e promuove, da oltre 20 anni, iniziative di Cooperazione internazionale e di Educazione alla cittadinanza globale.

È stata sviluppata, nel corso degli anni, una strategia di intervento basata prioritariamente sulla Cooperazione Decentrata, oggi chiamata Partenariato Territoriale, ossia sullo scambio di saperi, competenze, esperienze tra attori istituzionali, associazioni sociali e professionali, Organizzazioni della società civile (OSC), soggetti economici medi e piccoli del territorio e dei Paesi partner. 

I partenariati territoriali permettono di attivare scambi tra enti omologhi valorizzando i contributi e le specifiche competenze di ciascun territorio e dei soggetti coinvolti, di relazionarsi accrescendo le proprie competenze e favorendo la conoscenza di altre realtà territoriali e la comprensione della complessità delle sfide globali attuali.

Le Amministrazioni pubbliche possono svolgere in queste iniziative un ruolo importante per coinvolgere la propria comunità, facendo sistema, al fine di promuovere sui propri territori un diffuso interesse verso attività di cooperazione e di solidarietà internazionale e iniziative volte a favorire una cultura ed educazione di pace e di cittadinanza globale.

In questa logica anche il ruolo delle Organizzazioni della Società Civile (OSC) diventa particolarmente importante e significativo: la loro esperienza e la profonda conoscenza della realtà dei territori partner nonché le attività svolte nella diffusione dell'Educazione alla Cittadinanza Globale, in ambito formale e non formale, sono di grande valore e possono contribuire alla costruzione di un sistema di cooperazione allo sviluppo regionale efficace. 

La storica presenza ed esperienza delle OSC nei territori partner garantisce quel ruolo di collegamento, anche operativo, che permette di consolidare le relazioni alla base del successo e della sostenibilità dei partenariati territoriali e dei progetti di sviluppo avviati. 

Infine la presenza di reti sul territorio regionale attive nelle attività di cooperazione internazionale, tanto espressione di OSC (Consorzio delle ONG Piemontesi – COP) che di Enti Locali (Coordinamento Comuni per la Pace – Co.Co.Pa.  e ANCI Piemonte), oltre ad essere un elemento caratterizzante del sistema regionale, rappresenta un valore aggiunto in grado di favorire naturalmente la formazione e lo sviluppo di collaborazioni, scambio di competenze e coinvolgimento di altri attori pubblici e privati del territorio. 

Al fine di consolidare e di accrescere il sistema regionale, di promuovere lo sviluppo locale sostenibile dei contesti territoriali dei Paesi partner delle aree di intervento individuate nonché di diffondere e declinare a livello territoriale gli obiettivi dell'Agenda 2030 e l'educazione alla Cittadinanza Globale, la Regione sta investendo sia in termini di risorse che di attività a sostegno di numerose iniziative ed in particolare in:

  • Iniziative di cooperazione decentrata sostenute attraverso l’emanazione di un bando annuale per il finanziamento di progetti promossi dalle Autorità locali piemontesi nei Paesi partner dell'Africa sub - sahariana;
  • Iniziative di educazione alla cittadinanza globale attraverso l’emanazione di un bando pubblico per il finanziamento di progetti promossi dalle OSC con attività da svolgersi in ambito formale e non formale sul territorio piemontese.

I Bandi annuali “Piemonte e Africa sub-sahariana” finanziano iniziative promosse da Enti Locali del territorio piemontese che intendano promuovere attività di cooperazione decentrata, nel rafforzamento di partenariati territoriali già esistenti o attraverso l’attivazione di nuove progettualità e nuove reti.

Gli interventi sono orientati in alcuni Paesi dell'Africa sub sahariana che vedono una presenza decennale del sistema piemontese con partenariati in alcuni casi ormai stabili e consolidati ed in particolare in Senegal, Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea Conakry, Capo Verde.

I progetti sono indirizzati a promuovere lo sviluppo locale sostenibile, anche attraverso il rafforzamento dei sistemi di produzione dei contesti territoriali dei Paesi partner e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali , ridurre la povertà, le ineguaglianze e l’insicurezza alimentare. 

Una forte attenzione è rivolta in particolare alle giovani generazioni e alle donne, alla loro inclusione economico-sociale e al contrasto alla marginalizzazione. Molte iniziative  sono dedicate ad azioni volte a promuoverne l'inserimento sociale attraverso la formazione professionale e l’avvio al lavoro dignitoso, al rafforzamento istituzionale per migliorare l’elaborazione di politiche e servizi pubblici locali anche attraverso la formazione e l’aggiornamento delle competenze dei funzionari pubblici. 

Le tipologia delle azioni realizzate sono state molteplici e differenziate a seconda del contesto geografico in cui insistono con una forte concentrazione di progetti sulla formazione professionale per la promozione della micro - imprenditorialità e azioni sul tema della sicurezza alimentare e di promozione start-up di produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti locali.

Partenariati ampi e differenziati, con la compresenza di soggetti pubblici e privati, enti locali e Università, caratterizzati da forte complementarietà di esperienze e competenze e dall'affiancamento di OSC, hanno reso i progetti più sostenibili nel tempo ed efficaci.

Molte delle iniziative prevedono una forte componente rivolta al territorio piemontese attraverso attività che mirano a facilitare le relazioni tra le comunità partner, piemontesi e africane, a migliorare la reciproca percezione dei territori e la conoscenza delle realtà nelle quali si originano, ad esempio, i flussi migratori. 

La comunicazione, la sensibilizzazione dei cittadini, il coinvolgimento delle scuole sono attenzioni presenti nelle attività proposte atte a favorire una maggior condivisione e conoscenza della cooperazione internazionale, della cultura dello sviluppo sostenibile e della solidarietà tra Nord e Sud del mondo. 

Le iniziative di cooperazione decentrata del sistema piemontese proprio per questo hanno sempre avuto una forte componente e una voluta attenzione alle attività di sensibilizzazione di Educazione alla cittadinanza prima definita mondiale, ora globale.

In materia di Educazione alla cittadinanza globale (ECG) la Regione Piemonte vanta una storia pluriennale di impegno e investimento nell'ECG, partecipando anche attivamente all’evoluzione dei concetti e delle pratiche e collocandosi nel dibattito rispetto agli indirizzi nazionali e internazionali, partecipando e gestendo progetti nazionali in materia (vedi sezioni relative).

Inoltre, grazie a fondi regionali nel 2023 e nel 2025 sono stati pubblicati due Edizioni del Bando a sostegno delle iniziative di ECG nell’ambito dell’educazione formale e/o informale realizzate dalle Organizzazione della Società Civile con sede in Piemonte al fine di: 

  • Aumentare la consapevolezza e l’impegno dei giovani per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda 2030.
  • Favorire una visione globale e promuovere la cultura di pace, cooperazione e solidarietà internazionale nelle comunità locali. 

La prima edizione del  Bando ECG del 2023 ha selezionato e finanziato 14 iniziative, concluse nel corso del 2025. Tali progettualità hanno previsto la realizzazione di percorsi didattici attivati nelle scuole del territorio e co-progettati con le OSC partner,  attività di animazione territoriale svolte in collaborazione con vari soggetti della comunità locale, correlate ed in sinergia con il percorso didattico. Complessivamente le iniziative hanno coinvolto 32 istituzioni scolastiche, 179 docenti e oltre 2200 studenti e studentesse su numerosi territori del Piemonte.

Grazie ai buoni risultati ottenuti e alle esperienze acquisite nell’ambito dei progetti con finanziamento nazionale ,  Regione 4.7 e REDUC ( vedi sezioni di approfondimento), nel 2025 è stata lanciata una seconda edizione del Bando ECG con la quale si è inteso favorire il rafforzamento di reti tra Autorità Locali, OSC, Istituti scolastici e altri enti pubblici e privati per consolidare il ruolo delle comunità educanti territoriali, in ambito formale e non formale, nel costruire una visione comune per la sostenibilità e la solidarietà internazionale.

Il Bando ECG – edizione 2025 ha selezionato e finanziato 20 iniziative promosse da altrettante OSC e coinvolto 18 Comuni piemontesi e 3 Circoscrizioni del Comune di Torino. Le attività sono in corso di realizzazione.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte, nell’ambito della Legge regionale 67/95 sostiene e promuove, da oltre 20 anni, iniziative di Cooperazione internazionale e di Educazione alla cittadinanza globale.

È stata sviluppata, nel corso degli anni, una strategia di intervento basata prioritariamente sulla Cooperazione Decentrata, oggi chiamata Partenariato Territoriale, ossia sullo scambio di saperi, competenze, esperienze tra attori istituzionali, associazioni sociali e professionali, Organizzazioni della società civile (OSC), soggetti economici medi e piccoli del territorio e dei Paesi partner. 

I partenariati territoriali permettono di attivare scambi tra enti omologhi valorizzando i contributi e le specifiche competenze di ciascun territorio e dei soggetti coinvolti, di relazionarsi accrescendo le proprie competenze e favorendo la conoscenza di altre realtà territoriali e la comprensione della complessità delle sfide globali attuali.

Le Amministrazioni pubbliche possono svolgere in queste iniziative un ruolo importante per coinvolgere la propria comunità, facendo sistema, al fine di promuovere sui propri territori un diffuso interesse verso attività di cooperazione e di solidarietà internazionale e iniziative volte a favorire una cultura ed educazione di pace e di cittadinanza globale.

In questa logica anche il ruolo delle Organizzazioni della Società Civile (OSC) diventa particolarmente importante e significativo: la loro esperienza e la profonda conoscenza della realtà dei territori partner nonché le attività svolte nella diffusione dell'Educazione alla Cittadinanza Globale, in ambito formale e non formale, sono di grande valore e possono contribuire alla costruzione di un sistema di cooperazione allo sviluppo regionale efficace. 

La storica presenza ed esperienza delle OSC nei territori partner garantisce quel ruolo di collegamento, anche operativo, che permette di consolidare le relazioni alla base del successo e della sostenibilità dei partenariati territoriali e dei progetti di sviluppo avviati. 

Infine la presenza di reti sul territorio regionale attive nelle attività di cooperazione internazionale, tanto espressione di OSC (Consorzio delle ONG Piemontesi – COP) che di Enti Locali (Coordinamento Comuni per la Pace – Co.Co.Pa.  e ANCI Piemonte), oltre ad essere un elemento caratterizzante del sistema regionale, rappresenta un valore aggiunto in grado di favorire naturalmente la formazione e lo sviluppo di collaborazioni, scambio di competenze e coinvolgimento di altri attori pubblici e privati del territorio. 

Al fine di consolidare e di accrescere il sistema regionale, di promuovere lo sviluppo locale sostenibile dei contesti territoriali dei Paesi partner delle aree di intervento individuate nonché di diffondere e declinare a livello territoriale gli obiettivi dell'Agenda 2030 e l'educazione alla Cittadinanza Globale, la Regione sta investendo sia in termini di risorse che di attività a sostegno di numerose iniziative ed in particolare in:

  • Iniziative di cooperazione decentrata sostenute attraverso l’emanazione di un bando annuale per il finanziamento di progetti promossi dalle Autorità locali piemontesi nei Paesi partner dell'Africa sub - sahariana;
  • Iniziative di educazione alla cittadinanza globale attraverso l’emanazione di un bando pubblico per il finanziamento di progetti promossi dalle OSC con attività da svolgersi in ambito formale e non formale sul territorio piemontese.

I Bandi annuali “Piemonte e Africa sub-sahariana” finanziano iniziative promosse da Enti Locali del territorio piemontese che intendano promuovere attività di cooperazione decentrata, nel rafforzamento di partenariati territoriali già esistenti o attraverso l’attivazione di nuove progettualità e nuove reti.

Gli interventi sono orientati in alcuni Paesi dell'Africa sub sahariana che vedono una presenza decennale del sistema piemontese con partenariati in alcuni casi ormai stabili e consolidati ed in particolare in Senegal, Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea Conakry, Capo Verde.

I progetti sono indirizzati a promuovere lo sviluppo locale sostenibile, anche attraverso il rafforzamento dei sistemi di produzione dei contesti territoriali dei Paesi partner e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali , ridurre la povertà, le ineguaglianze e l’insicurezza alimentare. 

Una forte attenzione è rivolta in particolare alle giovani generazioni e alle donne, alla loro inclusione economico-sociale e al contrasto alla marginalizzazione. Molte iniziative  sono dedicate ad azioni volte a promuoverne l'inserimento sociale attraverso la formazione professionale e l’avvio al lavoro dignitoso, al rafforzamento istituzionale per migliorare l’elaborazione di politiche e servizi pubblici locali anche attraverso la formazione e l’aggiornamento delle competenze dei funzionari pubblici. 

Le tipologia delle azioni realizzate sono state molteplici e differenziate a seconda del contesto geografico in cui insistono con una forte concentrazione di progetti sulla formazione professionale per la promozione della micro - imprenditorialità e azioni sul tema della sicurezza alimentare e di promozione start-up di produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti locali.

Partenariati ampi e differenziati, con la compresenza di soggetti pubblici e privati, enti locali e Università, caratterizzati da forte complementarietà di esperienze e competenze e dall'affiancamento di OSC, hanno reso i progetti più sostenibili nel tempo ed efficaci.

Molte delle iniziative prevedono una forte componente rivolta al territorio piemontese attraverso attività che mirano a facilitare le relazioni tra le comunità partner, piemontesi e africane, a migliorare la reciproca percezione dei territori e la conoscenza delle realtà nelle quali si originano, ad esempio, i flussi migratori. 

La comunicazione, la sensibilizzazione dei cittadini, il coinvolgimento delle scuole sono attenzioni presenti nelle attività proposte atte a favorire una maggior condivisione e conoscenza della cooperazione internazionale, della cultura dello sviluppo sostenibile e della solidarietà tra Nord e Sud del mondo. 

Le iniziative di cooperazione decentrata del sistema piemontese proprio per questo hanno sempre avuto una forte componente e una voluta attenzione alle attività di sensibilizzazione di Educazione alla cittadinanza prima definita mondiale, ora globale.

In materia di Educazione alla cittadinanza globale (ECG) la Regione Piemonte vanta una storia pluriennale di impegno e investimento nell'ECG, partecipando anche attivamente all’evoluzione dei concetti e delle pratiche e collocandosi nel dibattito rispetto agli indirizzi nazionali e internazionali, partecipando e gestendo progetti nazionali in materia (vedi sezioni relative).

Inoltre, grazie a fondi regionali nel 2023 e nel 2025 sono stati pubblicati due Edizioni del Bando a sostegno delle iniziative di ECG nell’ambito dell’educazione formale e/o informale realizzate dalle Organizzazione della Società Civile con sede in Piemonte al fine di: 

  • Aumentare la consapevolezza e l’impegno dei giovani per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda 2030.
  • Favorire una visione globale e promuovere la cultura di pace, cooperazione e solidarietà internazionale nelle comunità locali. 

La prima edizione del  Bando ECG del 2023 ha selezionato e finanziato 14 iniziative, concluse nel corso del 2025. Tali progettualità hanno previsto la realizzazione di percorsi didattici attivati nelle scuole del territorio e co-progettati con le OSC partner,  attività di animazione territoriale svolte in collaborazione con vari soggetti della comunità locale, correlate ed in sinergia con il percorso didattico. Complessivamente le iniziative hanno coinvolto 32 istituzioni scolastiche, 179 docenti e oltre 2200 studenti e studentesse su numerosi territori del Piemonte.

Grazie ai buoni risultati ottenuti e alle esperienze acquisite nell’ambito dei progetti con finanziamento nazionale ,  Regione 4.7 e REDUC ( vedi sezioni di approfondimento), nel 2025 è stata lanciata una seconda edizione del Bando ECG con la quale si è inteso favorire il rafforzamento di reti tra Autorità Locali, OSC, Istituti scolastici e altri enti pubblici e privati per consolidare il ruolo delle comunità educanti territoriali, in ambito formale e non formale, nel costruire una visione comune per la sostenibilità e la solidarietà internazionale.

Il Bando ECG – edizione 2025 ha selezionato e finanziato 20 iniziative promosse da altrettante OSC e coinvolto 18 Comuni piemontesi e 3 Circoscrizioni del Comune di Torino. Le attività sono in corso di realizzazione.

Anno
2026

Quadro normativo a supporto dell’ECG

In materia di Educazione alla cittadinanza globale la Regione Piemonte vanta una storia pluriennale di impegno e investimento, partecipando anche attivamente all’evoluzione dei concetti e delle pratiche e collocandosi nel dibattito al livello nazionale e internazionale. 

L’ Educazione alla Cittadinanza globale è incardinata nelle politiche regionali relative alla cooperazione e solidarietà internazionale che trovano fondamento nella Legge regionale del 17 agosto 1995 n. 67 "Interventi regionali per la promozione di una cultura ed educazione di pace per la cooperazione e la solidarietà internazionale”.

L’attività regionale in materia di cooperazione internazionale ed educazione alla cittadinanza globale si svolge nel più complesso quadro normativo definito dalle seguenti leggi nazionali e documenti strategici:

L'ECG da piano internazionale a quello locale

Il quadro di riferimento regionale specifico per l’ECG si fonda sui seguenti strumenti normativi e di programmazione:

  • L.r. n. 67 del 1995 “Interventi regionali per la promozione, cooperazione e la solidarietà internazionale”
    La legge regionale nel suo complesso è orientata alla diffusione e al radicamento nella società piemontese di una cultura di pace, di solidarietà tra i popoli, di cooperazione internazionale, di rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali, della dignità di ogni persona e della giustizia sociale e di promozione di un’ educazione allo sviluppo sostenibile.
    Nonostante la L.R. 67/95 vanti ormai quasi trent’anni, si trovano esplicite citazioni connesse al tema dell’OSS 4.7 già nel titolo, quando si parla di educazione di pace per la cooperazione e la solidarietà internazionale; nell’art. 1, dove si cita l’educazione allo sviluppo sostenibile, all’art.3, dove si menzionano educazione e sensibilizzazione della comunità regionale, infine nell’art.5, dedicato a iniziative di educazione e sensibilizzazione particolarmente rivolte alla pace e ai suoi presupposti.
  • Direttive triennali di carattere programmatico per gli anni 2024-2026 in materia di educazione di pace, cooperazione e solidarietà internazionale, ai sensi della legge regionale 17 agosto 1995, n. 67
    La Legge regionale sulla cooperazione internazionale viene declinata attraverso le Direttive triennali di carattere programmatico, che a loro volta trovano attuazione attraverso Piani annuali operativi.
    A seguito delle attività promosse con il progetto Regione 4.7 e altre attività in materia, e recenti Direttive di Carattere Programmatico (2024 – 2026) e i documenti operativi sono stati ampliati dedicando una maggiore attenzione alla tematica, intesa come materia strategica e rilevante per le attività svolte con la cittadinanza e con i territori e includendo ulteriori analisi e strumenti sull’ECG (Direttive triennali di carattere programmatico per gli anni 2024-2026 - Paragrafi 4; 5; 6.2).
  • Documento di economia e finanza regionale (DEFR)
    Il Documento è strutturato coerentemente con la Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile (SRSvS) del Piemonte e le sue 7 Macro-aree strategiche (MAS) e così come il Piano Integrato di Attività e Organizzazione riprende tale organizzazione.
    L'ECG, pur svolgendo un ruolo trasversale, trova al momento la sua collocazione più specifica nella “MAS 6 – Ridurre discriminazioni, diseguaglianze e illegalità” e nel bilancio finanziario di previsione con il “Programma 1901: Relazioni internazionali e Cooperazione allo sviluppo”. 

Coerentemente con il quadro delineato dalle strategie e dagli obiettivi richiamati a livello nazionale ed internazionale, la Regione Piemonte, nell’ambito della L.R. 67/95, degli strumenti normativi, delle attività progettuali e degli interventi avviati, ha rafforzato il proprio impegno per la realizzazione di iniziative di Educazione alla cittadinanza globale. 

Tale impegno sottende una forte consapevolezza del ruolo centrale che gli Enti territoriali e l'istituzione regionale nello specifico, possono svolgere nell'attuazione delle politiche nazionali, così come richiamato dalla Strategia Nazionale per l’Educazione alla Cittadinanza Globale.

In questa logica la Regione ha avviato la costruzione di percorsi attivi di confronto con enti e soggetti del proprio ed altri territori, al fine di valorizzare le specificità e le opportunità locali, promuovendo la continuità di azione e stimolando l’inserimento delle diverse attività nelle politiche, nei programmi e nelle iniziative a livello territoriale. Percorsi che mirano altresì a definire un sistema di governance e un piano operativo per l’Educazione alla Cittadinanza Globale a livello regionale.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

In materia di Educazione alla cittadinanza globale la Regione Piemonte vanta una storia pluriennale di impegno e investimento, partecipando anche attivamente all’evoluzione dei concetti e delle pratiche e collocandosi nel dibattito al livello nazionale e internazionale. 

L’ Educazione alla Cittadinanza globale è incardinata nelle politiche regionali relative alla cooperazione e solidarietà internazionale che trovano fondamento nella Legge regionale del 17 agosto 1995 n. 67 "Interventi regionali per la promozione di una cultura ed educazione di pace per la cooperazione e la solidarietà internazionale”.

L’attività regionale in materia di cooperazione internazionale ed educazione alla cittadinanza globale si svolge nel più complesso quadro normativo definito dalle seguenti leggi nazionali e documenti strategici:

L'ECG da piano internazionale a quello locale

Il quadro di riferimento regionale specifico per l’ECG si fonda sui seguenti strumenti normativi e di programmazione:

  • L.r. n. 67 del 1995 “Interventi regionali per la promozione, cooperazione e la solidarietà internazionale”
    La legge regionale nel suo complesso è orientata alla diffusione e al radicamento nella società piemontese di una cultura di pace, di solidarietà tra i popoli, di cooperazione internazionale, di rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali, della dignità di ogni persona e della giustizia sociale e di promozione di un’ educazione allo sviluppo sostenibile.
    Nonostante la L.R. 67/95 vanti ormai quasi trent’anni, si trovano esplicite citazioni connesse al tema dell’OSS 4.7 già nel titolo, quando si parla di educazione di pace per la cooperazione e la solidarietà internazionale; nell’art. 1, dove si cita l’educazione allo sviluppo sostenibile, all’art.3, dove si menzionano educazione e sensibilizzazione della comunità regionale, infine nell’art.5, dedicato a iniziative di educazione e sensibilizzazione particolarmente rivolte alla pace e ai suoi presupposti.
  • Direttive triennali di carattere programmatico per gli anni 2024-2026 in materia di educazione di pace, cooperazione e solidarietà internazionale, ai sensi della legge regionale 17 agosto 1995, n. 67
    La Legge regionale sulla cooperazione internazionale viene declinata attraverso le Direttive triennali di carattere programmatico, che a loro volta trovano attuazione attraverso Piani annuali operativi.
    A seguito delle attività promosse con il progetto Regione 4.7 e altre attività in materia, e recenti Direttive di Carattere Programmatico (2024 – 2026) e i documenti operativi sono stati ampliati dedicando una maggiore attenzione alla tematica, intesa come materia strategica e rilevante per le attività svolte con la cittadinanza e con i territori e includendo ulteriori analisi e strumenti sull’ECG (Direttive triennali di carattere programmatico per gli anni 2024-2026 - Paragrafi 4; 5; 6.2).
  • Documento di economia e finanza regionale (DEFR)
    Il Documento è strutturato coerentemente con la Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile (SRSvS) del Piemonte e le sue 7 Macro-aree strategiche (MAS) e così come il Piano Integrato di Attività e Organizzazione riprende tale organizzazione.
    L'ECG, pur svolgendo un ruolo trasversale, trova al momento la sua collocazione più specifica nella “MAS 6 – Ridurre discriminazioni, diseguaglianze e illegalità” e nel bilancio finanziario di previsione con il “Programma 1901: Relazioni internazionali e Cooperazione allo sviluppo”. 

Coerentemente con il quadro delineato dalle strategie e dagli obiettivi richiamati a livello nazionale ed internazionale, la Regione Piemonte, nell’ambito della L.R. 67/95, degli strumenti normativi, delle attività progettuali e degli interventi avviati, ha rafforzato il proprio impegno per la realizzazione di iniziative di Educazione alla cittadinanza globale. 

Tale impegno sottende una forte consapevolezza del ruolo centrale che gli Enti territoriali e l'istituzione regionale nello specifico, possono svolgere nell'attuazione delle politiche nazionali, così come richiamato dalla Strategia Nazionale per l’Educazione alla Cittadinanza Globale.

In questa logica la Regione ha avviato la costruzione di percorsi attivi di confronto con enti e soggetti del proprio ed altri territori, al fine di valorizzare le specificità e le opportunità locali, promuovendo la continuità di azione e stimolando l’inserimento delle diverse attività nelle politiche, nei programmi e nelle iniziative a livello territoriale. Percorsi che mirano altresì a definire un sistema di governance e un piano operativo per l’Educazione alla Cittadinanza Globale a livello regionale.

Anno
2026

L’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG)

Anno
2026

L’UNESCO ha proposto una definizione largamente condivisa a livello internazionale e nazionale che lega l’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) all’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS) in chiave di monitoraggio delle politiche e pratiche educative. 

In questo contesto, l’UNESCO definisce l’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) come azione che ha per obiettivi la promozione del rispetto di tutti, di un senso di appartenenza ad un’umanità comune, di atteggiamenti e comportamenti di responsabilità e cittadinanza attiva. 

In tal senso, l’ECG mira a mettere in grado chi apprende ad assumere ruoli attivi nell’affrontare le sfide globali contribuendo in modo pro-attivo a rendere il pianeta più pacifico, tollerante, inclusivo e sicuro.

Strettamente collegata con l’ECG, l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS) opera in modo complementare e in accordo con l’Agenda 2030 e mira a mettere in grado chi apprende a poter prendere decisioni informate e a compiere azioni responsabili per promuovere integrità ambientale, economie percorribili ed una società equa ed inclusiva, per le generazioni presenti e future, nel rispetto dell’uguaglianza di genere, delle pari opportunità e della diversità culturale.

Si tratta di una definizione molto ampia che sottolinea l’interdipendenza tra i diversi ambiti e il richiamo costante all’interconnessione tra il livello locale, nazionale e globale.

L'ECG dal piano internazionale a quello locale

L’ECG richiama il Target 4.7 dell’Agenda 2030: entro il 2030, assicurarsi che tutti i discenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso, tra l’altro, l'educazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, i diritti umani, l'uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e di non violenza, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile.

Questo target è considerato l’elemento chiave per la realizzazione della transizione culturale in quanto, l’educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale, all’interno di un più ampio sistema di istruzione, rivestono un ruolo fondamentale e trasversale nella realizzazione dei principi dell’Agenda 2030, attraverso l’applicazione di valori, comportamenti, conoscenze, alleanze nuove, responsabili e consapevoli.

Il rinnovato interesse verso l’ECG trova radici nella complessità odierna e nella consapevolezza che:

  • le grandi sfide della società contemporanea richiedono che gli individui possiedano una coscienza globale, che una nuova generazione di cittadini e cittadine venga formata con conoscenze, capacità, valori e atteggiamenti che favoriscano un mondo più sostenibile, equo e inclusivo;
  • la cooperazione internazionale allo sviluppo può contribuire ad affrontare queste sfide e i grandi temi (povertà, squilibri, migrazioni forzate, cambiamenti climatici, conflitti…) provando ad offrire possibili risposte e proposte con la consapevolezza che alcune delle sfide derivano da cause insite nei meccanismi di funzionamento dell'economia globale e negli attuali modelli di sviluppo;
  • le relazioni internazionali, costruite negli anni grazie a numerosi e qualificati partenariati territoriali promossi e realizzati da Regioni, Enti locali e soggetti della società civile e le molteplici occasioni di incontro e interscambio connesse, rappresentano un'occasione formidabile per accrescere la conoscenza e la consapevolezza delle dinamiche globali e assumere comportamenti e decisioni responsabili e sostenibili, a livello personale e politico.

L'ECG oggi, rappresenta un' opportunità per ricollocare una esperienza rilevante per il Piemonte all’interno di processi di cambiamento di contesto e delle politiche regionali, dettati dall’approvazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile del Piemonte, e da un disegno condiviso a livello nazionale che dà centralità ai Vettori di sostenibilità e, tra questi, alla “cultura della sostenibilità”, anche in relazione agli indirizzi europei e nazionali propri dell’ECG.

La SRSvS considera lo sviluppo sostenibile come cambio di Paradigma che indirizza il Piemonte verso nuove prospettive di sviluppo, attraverso un ri-orientamento delle politiche e delle azioni a tutte le scale di intervento, con il proposito di ridurre gli squilibri sociali e ambientali generati da un modello fondato sulla sola crescita economica. 

È centrale, per lo sviluppo sostenibile, la costruzione del senso di appartenenza a una società globale, come valore, principio e concetto che orienta scelte e comportamenti virtuosi collaborativi, cooperativi e solidali, ed è da considerare e trattare in un quadro globalizzato di complessità crescente, segnato da pesanti problemi, contraddizioni e conflitti.

L’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) interviene alimentando la costruzione di una visione globale dei problemi e dei processi e promuovendo il senso di appartenenza ad una società globale.

È necessario quindi agire a tutti i livelli affinché l'ECG si collochi all’interno delle strategie e delle politiche regionali volte al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, alimentando processi di cambiamento culturale diffusi.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT)

Anno
2026

La legge 31 dicembre 2021 n. 234, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e Bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024”, art. 1, commi 593, 594, 595 e 596, ha istituito il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT).

Il Fondo è finalizzato alla promozione e realizzazione di interventi per la salvaguardia e la valorizzazione della montagna, nonché misure di sostegno in favore dei Comuni totalmente e parzialmente montani delle Regioni e delle Province autonome.

Il Fondo è stato finanziato, a seguito dell’articolo 1, comma 593, legge 30 dicembre 2021, n. 234, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e Bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024”.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

La comunicazione forestale

Anno
2026

Regione Piemonte investe risorse nei campi della comunicazione e dell'informazione forestale attraverso:

  • il sito web istituzionale, costantemente aggiornato;
  • la nuova newsletter mensile che conta più di 5000 iscritti;
  • la diffusione delle notizie attraverso i vari social network regionali (#forestepiemonte);
  • la redazione di brochure e pubblicazioni tematiche rese gratuitamente scaricabili dal sito web;
  • la realizzazione di video e cortometraggi informativi rivolti anche a target non specialistico;
  • l’organizzazione e/o partecipazione a convegni, seminari, workshop e fiere di settore rivolti a amministratori, imprese, operatori e/o cittadini.

Per la consultazione delle numerose pubblicazioni si rimanda alla pagina dedicata alle pubblicazioni editoriali.

Per i contenuti audiovisivi si rimanda alla playlist “Foreste: gestione, promozione e tutela“, sul canale ufficiale YouTube, e alla pagina Piemonte Terra di Tartufi.

Il mediometraggio a carattere documentaristico “La via del bosco” (45 minuti) è disponibile alla pagina dedicata sul sito regionale.

Sul sito regionale sono anche disponibili per la consultazione le infografiche su boschi e legno del Piemonte.

Tra le attività informative si segnalano anche quelle finanziate grazie ai fondi dello Sviluppo Rurale e attivate a regia regionale, tra quelle realizzate nel 2025 si segnalano:

  • le visite guidate, a cui hanno partecipato 96 soggetti, a due delle più importanti fiere internazionali del comparto forestale,
  • gli incontri divulgativi circa le potenzialità dell’esbosco aereo con teleferiche forestali,
  • le attività dimostrative in campo, realizzate dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari i (DISAFA) dell’Università di Torino rivolte ai propri studenti, finalizzate allo scambio di conoscenze tra l’Università e il mondo professionale,
  • il progetto “Sicuramente in bosco” sulla sicurezza nei cantieri.

Tutte le iniziative sono disponibile alla pagina dedicata sul sito web regionale.

Informazioni e risorse aggiuntive


Regione Piemonte - Foreste:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste

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Infografiche su boschi e legno del Piemonte:
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Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Regolazione estiva dei livelli idrometrici del Lago Maggiore

Facendo riferimento alla Deliberazione n. 7/2021 del 20 Dicembre 2021, a mezzo della quale la Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha approvato il proseguimento della sperimentazione della regolazione estiva dei livelli del Lago Maggiore nel quinquennio 2022-2026 e in relazione alla avvenuta conferma dei Gruppi di Lavoro già istituiti nel precedente quinquennio di sperimentazione, è stato riattivato il Gruppo di Lavoro n. 2, che si occupa del Modello di calcolo per la previsione del livello idrometrico, dello svaso preventivo e del monitoraggio idrologico del Lago Maggiore. Più in particolare, le attività della sperimentazione riguardano, per il GdL2, il miglioramento del sistema per il monitoraggio meteorologico, idrologico e idraulico e per il Piano di Laminazione ai sensi della Direttiva PCM 27 Febbraio 2004 e della Direttiva PCM 8 luglio 2014, necessari ai fini della gestione in sicurezza della traversa della Miorina per la regolazione dei livelli idrici del Lago Maggiore, valutando a tale scopo un’ipotesi di gestione dinamica dei livelli del lago e un’architettura di gestione coordinata e condivisa di situazioni di crisi idrologica e idraulica, rafforzando altresì lo scambio di informazioni e dati sul bilancio idrico, sulla situazione meteo-idrologica e sulle previsioni. Dati che possono concorrere alla previsione dell’andamento dei livelli del lago, quali:

  • gli afflussi al lago previsti dal sistema modellistico idrologico-idraulico “FEWS Po”;
  • i dati di monitoraggio delle precipitazioni e delle portate disponibili in tempo reale per i corsi d’acqua ricadenti nel bacino imbrifero del lago e, in particolare, i dati messi a disposizione dai Centri Funzionali del Piemonte, della Lombardia e dalla competente struttura tecnica della Confederazione Elvetica;
  • le previsioni di criticità del livello del Lago Maggiore contenute nel Bollettino di previsione delle piene emesso dal Centro Funzionale del Piemonte, secondo le procedure del Disciplinare di Allerta;
  • ogni altra previsione meteorologica ed idrologica, che il Consorzio del Ticino ritenga di utilizzare.

Tali dati verranno elaborati dal Modello di calcolo per la previsione del livello idrometrico del Lago Maggiore elaborato dal Gestore, per definire gli scenari previsionali e gestionali. In particolare, con il Modello è già possibile generare la simulazione di una o più sequenze di manovre di svaso e la conseguente "previsione dei livelli del Lago". Lo svaso preventivo costituisce azione sperimentale propedeutica alla redazione del Piano di Laminazione dinamico del Lago Maggiore (in assenza del quale le azioni previste hanno carattere sperimentale e devono essere fatte salve le azioni di protezione civile del vigente Documento di Protezione Civile) ed è finalizzato a due obiettivi:

  • la costituzione di un adeguato volume di laminazione per la riduzione dei colmi di piena nell’asta a valle;
  • la mitigazione degli effetti indesiderati (nei confronti della sicurezza idraulica dei territori nella fascia perilacuale e perifluviale) che si determinerebbero, in assenza di tale azione, a seguito dell’applicazione delle nuove regole gestionali introdotte con la sperimentazione.

Obiettivo del monitoraggio quindi è la verifica dell’efficacia dello svaso preventivo e gli eventuali impatti sugli ambienti naturali e sul patrimonio culturale della gestione di livelli di massima regolazione del Lago Maggiore nel periodo primaverile-estivo superiori +1,00 m dell’idrometro di Sesto Calende. Con specifico riferimento alle attività riconducibili al GdL2, al fine della verifica dell'efficacia delle procedure di svaso preventivo, il Gestore è chiamato ad effettuare “ex post” per ogni evento di piena che si verifichi durante la stagione di sperimentazione estiva, opportuni confronti sui livelli idrometrici misurati e previsti.

Nel corso del 2025 il Settore Protezione Civile ha, in particolare, lavorato affinché AIPo Lombardia trasmettesse i valori di Qmin e Qmax propedeutici all’aggiornamento del vecchio DPC, ora redatto, approvato e vigente.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Facendo riferimento alla Deliberazione n. 7/2021 del 20 Dicembre 2021, a mezzo della quale la Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha approvato il proseguimento della sperimentazione della regolazione estiva dei livelli del Lago Maggiore nel quinquennio 2022-2026 e in relazione alla avvenuta conferma dei Gruppi di Lavoro già istituiti nel precedente quinquennio di sperimentazione, è stato riattivato il Gruppo di Lavoro n. 2, che si occupa del Modello di calcolo per la previsione del livello idrometrico, dello svaso preventivo e del monitoraggio idrologico del Lago Maggiore. Più in particolare, le attività della sperimentazione riguardano, per il GdL2, il miglioramento del sistema per il monitoraggio meteorologico, idrologico e idraulico e per il Piano di Laminazione ai sensi della Direttiva PCM 27 Febbraio 2004 e della Direttiva PCM 8 luglio 2014, necessari ai fini della gestione in sicurezza della traversa della Miorina per la regolazione dei livelli idrici del Lago Maggiore, valutando a tale scopo un’ipotesi di gestione dinamica dei livelli del lago e un’architettura di gestione coordinata e condivisa di situazioni di crisi idrologica e idraulica, rafforzando altresì lo scambio di informazioni e dati sul bilancio idrico, sulla situazione meteo-idrologica e sulle previsioni. Dati che possono concorrere alla previsione dell’andamento dei livelli del lago, quali:

  • gli afflussi al lago previsti dal sistema modellistico idrologico-idraulico “FEWS Po”;
  • i dati di monitoraggio delle precipitazioni e delle portate disponibili in tempo reale per i corsi d’acqua ricadenti nel bacino imbrifero del lago e, in particolare, i dati messi a disposizione dai Centri Funzionali del Piemonte, della Lombardia e dalla competente struttura tecnica della Confederazione Elvetica;
  • le previsioni di criticità del livello del Lago Maggiore contenute nel Bollettino di previsione delle piene emesso dal Centro Funzionale del Piemonte, secondo le procedure del Disciplinare di Allerta;
  • ogni altra previsione meteorologica ed idrologica, che il Consorzio del Ticino ritenga di utilizzare.

Tali dati verranno elaborati dal Modello di calcolo per la previsione del livello idrometrico del Lago Maggiore elaborato dal Gestore, per definire gli scenari previsionali e gestionali. In particolare, con il Modello è già possibile generare la simulazione di una o più sequenze di manovre di svaso e la conseguente "previsione dei livelli del Lago". Lo svaso preventivo costituisce azione sperimentale propedeutica alla redazione del Piano di Laminazione dinamico del Lago Maggiore (in assenza del quale le azioni previste hanno carattere sperimentale e devono essere fatte salve le azioni di protezione civile del vigente Documento di Protezione Civile) ed è finalizzato a due obiettivi:

  • la costituzione di un adeguato volume di laminazione per la riduzione dei colmi di piena nell’asta a valle;
  • la mitigazione degli effetti indesiderati (nei confronti della sicurezza idraulica dei territori nella fascia perilacuale e perifluviale) che si determinerebbero, in assenza di tale azione, a seguito dell’applicazione delle nuove regole gestionali introdotte con la sperimentazione.

Obiettivo del monitoraggio quindi è la verifica dell’efficacia dello svaso preventivo e gli eventuali impatti sugli ambienti naturali e sul patrimonio culturale della gestione di livelli di massima regolazione del Lago Maggiore nel periodo primaverile-estivo superiori +1,00 m dell’idrometro di Sesto Calende. Con specifico riferimento alle attività riconducibili al GdL2, al fine della verifica dell'efficacia delle procedure di svaso preventivo, il Gestore è chiamato ad effettuare “ex post” per ogni evento di piena che si verifichi durante la stagione di sperimentazione estiva, opportuni confronti sui livelli idrometrici misurati e previsti.

Nel corso del 2025 il Settore Protezione Civile ha, in particolare, lavorato affinché AIPo Lombardia trasmettesse i valori di Qmin e Qmax propedeutici all’aggiornamento del vecchio DPC, ora redatto, approvato e vigente.

Anno
2026

Accordo di cooperazione (Cooperation Working Arrangement - CWA) tra Regione Piemonte, il partenariato 2Zero (EGVIAfor2Zero) e la Commissione Europea DG Ricerca e Innovazione

Anno
2026
Finalità

L'Accordo di cooperazione tra Regione Piemonte, il partenariato 2Zero (EGVIAfor2Zero) e la Commissione Europea DG Ricerca e Innovazione è finalizzato a stabilire una cooperazione strategica per il raggiungimento dell’obiettivo europeo “Towards zero emission road transport (2Zero)", ovvero "Verso un trasporto su strada a emissioni zero".

 

Obiettivi

Al fine di contribuire al raggiungimento dell'obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050 attraverso la riduzione significativa delle emissioni nel settore dei trasporti, in data 12 dicembre 2024 la Regione Piemonte ha sottoscritto un Accordo di cooperazione (Cooperation Working Arrangement - CWA) con il partenariato "Towards zero emission road transport (2Zero)" (Verso un trasporto su strada a zero emissioni (2Zero)) e con la Commissione Europea DG Ricerca e Innovazione.

Il partenariato 2Zero è stato istituito formalmente il 23 giugno 2021, viene finanziato nell'ambito del programma Horizon Europe ed è finalizzato ad accelerare la transizione verso una mobilità su strada a zero emissioni in tutta Europa; per farlo, promuove e facilita la ricerca e l'innovazione pre-competitive sulla mobilità del trasporto su strada all'interno dell'Area Europea della Ricerca, identificando le esigenze di ricerca per raggiungere gli obiettivi stabiliti nelle politiche europee in materia di trasporti, energia e ambiente.

L'Accordo di cooperazione sottoscritto consiste in un protocollo di collaborazione finalizzato a contribuire agli obiettivi del programma 2Zero in coerenza con i due documenti strategici regionali "Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027" e "Programma Operativo FESR 2021-2027", massimizzando l’entità degli investimenti in progetti di ricerca e sviluppo "Verso un trasporto su strada a emissioni zero" e dei relativi risultati. Più specificamente, attraverso la sottoscrizione dell'Accordo di cooperazione si è giunti alla condivisione dei seguenti obiettivi comuni:

  • rafforzare la cooperazione in diversi settori degli obiettivi di ricerca, sviluppo e innovazione verso il trasporto su strada a emissioni zero,
  • contribuire agli obiettivi in materia di sicurezza e protezione dell'ambiente stabiliti dalla normativa europea sul clima.

La Regione ha dato seguito all'accordo di cooperazione in una prima modalità attraverso bandi nell'ambito della programmazione PR FESR 2021-27 ("Inviti per partner") in linea con i programmi di lavoro del 2Zero, che forniscono sostegno finanziario alle parti interessate per attuare i temi di ricerca, sviluppo e innovazione garantendo l'allineamento tecnico con i pertinenti progetti e priorità finanziati dal 2Zero.

 

Informazioni aggiuntive

Accordo di cooperazione

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Mobilità

Protocollo di Cooperazione tra Regione Piemonte e Clean Aviation Joint Undertaking (CAJU)

Anno
2026

Uno degli strumenti attraverso cui la Regione intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi dei programmi comunitari tesi alla neutralità climatica dell’aviazione attraverso tecnologie a emissioni zero è il Protocollo di Cooperazione (Memorandum of Cooperation - MoC) stipulato con il partenariato europeo Clean Aviation Joint Undertaking (CAJU).

Il settore aerospaziale rappresenta una delle eccellenze scientifiche e produttive consolidate del territorio piemontese, imperniate su un nucleo forte di grandi imprese di riferimento e un sistema di numerose PMI specializzate nel settore dei processi tecnologici e produttivi compatibili con gli standard tecnici più avanzati richiesti dallo specifico mercato.

Oggi le sfide della trasformazione e della transizione ecologica poste dall'Unione Europea per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di neutralità climatica attraverso tecnologie a emissioni zero in tale comparto assumono una rilevanza cruciale per rendere i velivoli maggiormente sostenibili ed efficienti.

Per contribuire al raggiungimento di tali obiettivi, in data 28 novembre 2023 la Regione ha sottoscritto un Protocollo di Cooperazione (Memorandum of Cooperation - MoC) con Clean Aviation Joint Undertaking (CAJU).

CAJU, istituito nel 2021 nell'ambito del Programma Quadro Horizon Europe (2021-27), rappresenta il più grande partenariato europeo pubblico-privato costituito dalla Commissione Europea, dall'industria aeronautica europea, istituti di ricerca e università, per sostenere gli obiettivi di ricerca e innovazione verso un'aviazione sostenibile a zero emissioni in linea con gli obiettivi del "Green Deal" europeo, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas dei velivoli nonché i livelli di rumore.

La missione del CAJU consiste nello sviluppare collaborazioni a livello europeo, nazionale e regionale individuando e massimizzando le sinergie o le possibilità di finanziamenti complementari derivanti dalle attività comuni e dai diversi programmi, specie quelli che sostengono lo sviluppo di soluzioni innovative e attività di formazione nell’ambito della ricerca, in particolare dell’aviazione sostenibile.

Con la sottoscrizione del Protocollo di Cooperazione, la Regione partecipa agli obiettivi del CAJU, che consistono in:

  • stabilire una cooperazione strategica relativa all'obiettivo europeo "Net Zero Aviation", volto al raggiungimento della neutralità climatica dell'aviazione attraverso tecnologie a emissioni zero entro il 2027-2029, al fine di ottimizzare le sinergie tra le parti e allineare obiettivi, priorità e temi della ricerca e innovazione, massimizzando l'impatto delle relative risorse finanziarie e dei risultati derivanti dai progetti di ricerca e sviluppo in ambito aeronautico;
  • individuare ulteriori possibilità di finanziamenti da attività e programmi pertinenti a livello europeo, nazionale e regionale, con particolare riguardo a quelli che mirano a sostenere l’applicazione di soluzioni innovative, la formazione di nuove competenze specifiche nel settore dell’aeronautica e sviluppo regionale, tra cui rientra il Programma Regionale FESR 2021-2027.

 

La roadmap tecnologica

Strumento di cooperazione per perseguire le suddette finalità è la roadmap tecnologica condivisa, allineata agli obiettivi del CAJU, il cui scopo è individuare i relativi pertinenti programmi di investimenti regionali, le priorità e le tecniche di R&I su cui allineare attività, progetti complementari e possibilità di finanziamenti che potranno essere sostenuti nell'ambito dei propri programmi e/o strumenti di finanziamento.

 

I bandi regionali

La Regione ha dato seguito all'accordo di cooperazione in una prima modalità attraverso la previsione di uno specifico elemento di premialità all’interno dei propri bandi a supporto di R&D per quei progetti coerenti con gli ambiti inclusi nella roadmap tecnologica e nella S3 regionale. Tale elemento di premialità prevede che i partenariati che presentino questa tipologia di progetti non debbano sottostare - diversamente da altri – a un numero massimo di domande presentabile e, soprattutto, prevede l’attribuzione di un punteggio premiale in sede di valutazione di merito.

 

Il convegno del 24 febbraio 2025

Nell'ambito delle attività previste dal Protocollo di Cooperazione, nel pomeriggio del 24 febbraio 2025 nel Grattacielo della Regione si è svolto un convegno per promuovere e illustrare la collaborazione tra Regione e Clean Aviation Joint Undertaking e per presentare alle aziende operanti nel settore le sinergie tra i programmi regionali e le attività del partenariato volte a favorire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del settore aeronautico e le opportunità di finanziamento a disposizione per le imprese sia nell’ambito delle Call4proposal di CAJU sia nell'ambito della presente Programmazione regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

 

Informazioni aggiuntive

Clean Aviation Joint Undertaking (CAJU).

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Mobilità

Piano di protezione civile del nodo idraulico di Ivrea

Nel corso del 2025 sono proseguiti gli incontri con i Comuni del “Nodo”, la Prefettura di Torino, la Città Metropolitana, l’AIPo e il Centro Funzionale Regionale c/o Arpa Piemonte, propedeutici all’approvazione del “Piano Speditivo” già approntato e disponibile in bozza.

A seguito degli eventi del 16-17 Aprile, il Comune di Fiorano – per molte ore rimasto completamente isolato nonostante la presenza di arginature e chiaviche – ha evidenziato al Settore Protezione Civile la necessità di disporre, in maniera fissa e continuativa, presso il Gruppo Comunale della Protezione Civile, di una motopompa autoadescante da usare a supporto della stazione di pompaggio di una delle due chiaviche sul territorio comunale di competenza, qualora una delle pompe dovesse fermarsi per qualsiasi motivo.

L’Associazione Nazionale Alpini di Ivrea ha richiesto al Settore Protezione Civile risorse economiche per la fornitura e posa, presso l’impianto di pompaggio di Ivrea, di n. 2 fari per illuminare l’area nonché per l'acquisto di attrezzatura per interventi urgenti sul generatore dell’impianto.

Il Comune di Ivrea ha richiesto autorizzazione di spesa per l’acquisto, tra l’altro, di taniche per il trasporto del gasolio dal distributore all’impianto di sollevamento e di carte carburante da distribuire in dotazione al personale per l’acquisto del gasolio per i generatori.

Il Settore è riuscito a dare soddisfacimento a tutte le richieste avanzate, restando nel contempo a disposi-zione dei Comuni del Nodo e della Prefettura di Torino per qualsivoglia ulteriore confronto propedeutico alla conclusione dell’iter pianificatorio, nonché alla messa in sicurezza delle aree più critiche e problematiche del Nodo Idraulico dell’Eporediese.

Rischio lineare sulla rete viaria dei Comuni del Nodo ed extra-Nodo.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nel corso del 2025 sono proseguiti gli incontri con i Comuni del “Nodo”, la Prefettura di Torino, la Città Metropolitana, l’AIPo e il Centro Funzionale Regionale c/o Arpa Piemonte, propedeutici all’approvazione del “Piano Speditivo” già approntato e disponibile in bozza.

A seguito degli eventi del 16-17 Aprile, il Comune di Fiorano – per molte ore rimasto completamente isolato nonostante la presenza di arginature e chiaviche – ha evidenziato al Settore Protezione Civile la necessità di disporre, in maniera fissa e continuativa, presso il Gruppo Comunale della Protezione Civile, di una motopompa autoadescante da usare a supporto della stazione di pompaggio di una delle due chiaviche sul territorio comunale di competenza, qualora una delle pompe dovesse fermarsi per qualsiasi motivo.

L’Associazione Nazionale Alpini di Ivrea ha richiesto al Settore Protezione Civile risorse economiche per la fornitura e posa, presso l’impianto di pompaggio di Ivrea, di n. 2 fari per illuminare l’area nonché per l'acquisto di attrezzatura per interventi urgenti sul generatore dell’impianto.

Il Comune di Ivrea ha richiesto autorizzazione di spesa per l’acquisto, tra l’altro, di taniche per il trasporto del gasolio dal distributore all’impianto di sollevamento e di carte carburante da distribuire in dotazione al personale per l’acquisto del gasolio per i generatori.

Il Settore è riuscito a dare soddisfacimento a tutte le richieste avanzate, restando nel contempo a disposi-zione dei Comuni del Nodo e della Prefettura di Torino per qualsivoglia ulteriore confronto propedeutico alla conclusione dell’iter pianificatorio, nonché alla messa in sicurezza delle aree più critiche e problematiche del Nodo Idraulico dell’Eporediese.

Rischio lineare sulla rete viaria dei Comuni del Nodo ed extra-Nodo.
Anno
2026

Aggiornamento della documentazione relativa alle grandi dighe di competenza nazionale

È proseguita l’attività di aggiornamento dei Documenti di Protezione Civile (DPC) propedeutici all’elaborazione dei Piani di Emergenza per le Dighe di competenza nazionale e regionale. Allo stato attuale, in riferimento alle n. 60+13=73 Grandi Dighe Nazionali (anche extra-regionali) aventi effetti sul territorio regionale piemontese:

  • tutti i n. 61 DPC da approvare in Piemonte (Rif. Dighe ricadenti in territorio piemontese) sono stati approvati dalle Prefetture Piemontesi;
  • tutti i n. 12 da approvare fuori Piemonte (Rif. Dighe ricadenti in: Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia) sono stati anch’essi approvati.

In particolare, nel 2025:

  • sono proseguite le attività finalizzate all’approntamento del Piano di Emergenza – PED della Diga di Melezet, in Comune di Bardonecchia (TO), in collaborazione con il Settore Regionale Difesa del Suolo, propedeutico all’integrazione – da parte dei Comuni di Bardonecchia, Oulx e Salbertrand – dei rispettivi Piani di protezione civile comunali con una apposita sezione dedicata alle specifiche misure di allertamento, diramazione dell’allarme, informazione, primo soccorso e assistenza alla popolazione esposta;
  • a seguito delle sollecitazioni nei confronti di AIPO Lombardia – Uff. Operativo di Varese e Protezione Civile Regionale Lombardia negli anni precedenti, si è giunti all’approntamento del Documento di Protezione Civile della Traversa della Miorina sul Lago Maggiore, nei Comuni di Golasecca (VA) e Castelletto Sopra Ticino (NO), gestita dal Consorzio del Ticino la cui  peculiarità è che, essendo già soggetta ad apposito Protocollo di Sperimentazione per lo Svaso preventivo del Lago Maggiore, coinvolge n. 2 Comuni piemontesi (Rif. Castelletto Sopra Ticino, Varallo Pombia), nei confronti dei quali la Protezione Civile della Regione Piemonte diramerà, così come al Gestore, eventuali Bollettini di Allerta (a partire dal Codice Giallo) in riferimento alla Zona di Allerta I. Diversamente, sarà la Provincia del VCO, in virtù del suddetto Protocollo, a diramare eventuali Bollettini di Allerta emanati da ARPA Piemonte in caso di Codice Giallo in Zona A (come pure in caso di Codici Arancione e Rosso);
  • anche il DPC della diga Lombarda di Porto della Torre, nei Comuni di Somma Lombarda (VA) e Varallo Pombia (NO) e con effetti sul territorio piemontese, è stato formalmente approvato;
  • è stato approvato il DPC della diga di Busalletta in Comune di Busalla (GE);
  • i settori Difesa del Suolo, Protezione civile e Tecnico - Area Metropolitana di Torino, in sinergia con ARPA, hanno approntato,  il Piano di Laminazione della Diga di Arignano (propedeutico all’approntamento del PED nonché all’aggiornamento del Documento di Protezione Civile allegato al Disciplinare di Esercizio) - quest’ultima, seppur di competenza Regionale e non Nazionale, è infatti stata individuata dalla Regione Piemonte quale invaso che potrebbe essere utile alla laminazione delle piene e quindi ad una riduzione del rischio idraulico a valle dell’invaso stesso, con un indice di priorità che la colloca al 23mo posto tra i n. 67 invasi censiti sul territorio piemontese ai fini della laminazione.
Figura 1. Diga di Melezet: vista aerea.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

È proseguita l’attività di aggiornamento dei Documenti di Protezione Civile (DPC) propedeutici all’elaborazione dei Piani di Emergenza per le Dighe di competenza nazionale e regionale. Allo stato attuale, in riferimento alle n. 60+13=73 Grandi Dighe Nazionali (anche extra-regionali) aventi effetti sul territorio regionale piemontese:

  • tutti i n. 61 DPC da approvare in Piemonte (Rif. Dighe ricadenti in territorio piemontese) sono stati approvati dalle Prefetture Piemontesi;
  • tutti i n. 12 da approvare fuori Piemonte (Rif. Dighe ricadenti in: Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia) sono stati anch’essi approvati.

In particolare, nel 2025:

  • sono proseguite le attività finalizzate all’approntamento del Piano di Emergenza – PED della Diga di Melezet, in Comune di Bardonecchia (TO), in collaborazione con il Settore Regionale Difesa del Suolo, propedeutico all’integrazione – da parte dei Comuni di Bardonecchia, Oulx e Salbertrand – dei rispettivi Piani di protezione civile comunali con una apposita sezione dedicata alle specifiche misure di allertamento, diramazione dell’allarme, informazione, primo soccorso e assistenza alla popolazione esposta;
  • a seguito delle sollecitazioni nei confronti di AIPO Lombardia – Uff. Operativo di Varese e Protezione Civile Regionale Lombardia negli anni precedenti, si è giunti all’approntamento del Documento di Protezione Civile della Traversa della Miorina sul Lago Maggiore, nei Comuni di Golasecca (VA) e Castelletto Sopra Ticino (NO), gestita dal Consorzio del Ticino la cui  peculiarità è che, essendo già soggetta ad apposito Protocollo di Sperimentazione per lo Svaso preventivo del Lago Maggiore, coinvolge n. 2 Comuni piemontesi (Rif. Castelletto Sopra Ticino, Varallo Pombia), nei confronti dei quali la Protezione Civile della Regione Piemonte diramerà, così come al Gestore, eventuali Bollettini di Allerta (a partire dal Codice Giallo) in riferimento alla Zona di Allerta I. Diversamente, sarà la Provincia del VCO, in virtù del suddetto Protocollo, a diramare eventuali Bollettini di Allerta emanati da ARPA Piemonte in caso di Codice Giallo in Zona A (come pure in caso di Codici Arancione e Rosso);
  • anche il DPC della diga Lombarda di Porto della Torre, nei Comuni di Somma Lombarda (VA) e Varallo Pombia (NO) e con effetti sul territorio piemontese, è stato formalmente approvato;
  • è stato approvato il DPC della diga di Busalletta in Comune di Busalla (GE);
  • i settori Difesa del Suolo, Protezione civile e Tecnico - Area Metropolitana di Torino, in sinergia con ARPA, hanno approntato,  il Piano di Laminazione della Diga di Arignano (propedeutico all’approntamento del PED nonché all’aggiornamento del Documento di Protezione Civile allegato al Disciplinare di Esercizio) - quest’ultima, seppur di competenza Regionale e non Nazionale, è infatti stata individuata dalla Regione Piemonte quale invaso che potrebbe essere utile alla laminazione delle piene e quindi ad una riduzione del rischio idraulico a valle dell’invaso stesso, con un indice di priorità che la colloca al 23mo posto tra i n. 67 invasi censiti sul territorio piemontese ai fini della laminazione.
Figura 1. Diga di Melezet: vista aerea.
Anno
2026