Pronto per la revisione

Testi pronti per la revisione del Reporting

Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR)

Anno
2026

Il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) approvato nel marzo 2022, assolve tra gli altri, a due obiettivi fondamentali: da un lato orientare le politiche regionali a quelle del pacchetto Clima Energia e del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), dall'altro sostenere e promuovere un’intera filiera industriale e di ricerca che ha grandi opportunità di crescita.

La programmazione strategica che trova riscontro nel Piano è finalizzata a ridurre ulteriormente le emissioni dannose per la salute e ad incrementare la quota di consumi energetici coperta da fonti rinnovabili, riducendo così i consumi facendo meno ricorso alle fonti fossili. In Piemonte si potrà così diminuire del 30 per cento il consumo di energia entro il 2030, ma soprattutto raggiungere una quota vicino al 50 per cento di produzione di energia elettrica regionale proveniente da fonti energetiche rinnovabili.

Il Piano assume una valenza strategica proiettata nel prossimo decennio, perché dota il nostro territorio non solo di uno strumento di pianificazione in ambito energetico e ambientale, i cui indirizzi ci porteranno a raggiungere gli obiettivi discendenti dal cosiddetto Pacchetto Energia pulita in un’ottica di sostenibilità ambientale, competitività e sviluppo durevole ma anche perché, potenziando energia e calore da fonti energetiche rinnovabili come sole, acqua, biomassa, vento, mette la nostra regione nelle condizioni di essere meno dipendente dall'approvvigionamento di gas e petrolio e renderla il più possibile autonoma, per salvaguardare la produzione industriale e l’uso elettrico civile.

Il PEAR inoltre contiene un Allegato specifico (All. 4) specificatamente dedicato al tema cambiamento climatico ed energia in cui viene evidenziato non solo il contributo della politica energetica alla mitigazione del fenomeno, ma anche come il comparto debba individuare specifiche misure di adattamento in relazione agli scenari climatici sul nostro territorio. Inoltre, con l'Allegato 5 si forniscono indicazioni sull'evoluzione delle emissioni di CO2 in Piemonte anche in funzione delle politiche individuate dal Piano.

A tale proposito si evidenzia come la Regione Piemonte, proprio con le proprie politiche energetiche, sia già instradata per raggiungere gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra e siano stati fatti significativi miglioramenti nell'intensità di carbonio del consumo finale di energia, soprattutto per ciò che concerne la generazione elettrica. L’azione strategica volta a promuovere sia il passaggio a combustibili con minore intensità di carbonio, sia l’efficienza energetica, sia l’introduzione delle fonti rinnovabili di energia sta dando già interessanti risultati.

Inoltre, il nuovo Allegato 6 “Rapporto statistico sull’energia in Piemonte”, che fornisce un quadro aggiornato al 2017-2018 dei dati energetici regionali. Il rapporto conferma l’attualità della traiettoria (2015-2030) stimata dal PEAR ai fini del conseguimento degli obiettivi strategici di sviluppo delle FER e di riduzione dei consumi energetici al 2030.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Piano Energetico Ambientale Regionale.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Clima/Energia

Il CSR 2023-2027 per il miglioramento della qualità dell'acqua

Il 31/12/2025 si è conclusa la programmazione PSR 2014-2022.

Analogamente al PSR, la programmazione CSR 2023-2027 sostiene, attraverso diversi interventi agro-climatico-ambientali, azioni finalizzate al miglioramento della qualità dell’acqua.

Al 2025 sono stati attivati i seguenti interventi agro-climatico-ambientali, i cui impegni contribuiscono ad un miglioramento della qualità dell’acqua:

  • SRA01 – Produzione integrata: sostegno per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) a favore di beneficiari che, in modo volontario, si impegnano ad adottare le disposizioni tecniche indicate nei Disciplinari di Produzione Integrata (DPI) stabiliti per la fase di coltivazione, aderendo al Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI), per uno dei seguenti tipi di coltura: Colture erbacee, Fruttiferi, Vite. Tali disposizioni tecniche introducono pratiche agronomiche e strategie di difesa delle colture dalle avversità, migliorative rispetto alle pratiche ordinarie e alle norme di condizionalità, promuovendo lo sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali come l’acqua e il suolo. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 87 milioni di euro.
  • SRA03 – Tecniche di ridotta lavorazione del suolo: pagamento a favore dei beneficiari che si impegnano volontariamente ad adottare, sulle superfici condotte a seminativo con colture annuali, adozione di tecniche di Semina su sodo / No Tillage (NT) e/o Adozione di tecniche di Minima Lavorazione / Minimum Tillage (MT) e/o di tecniche di Lavorazione a bande / Strip Tillage. Tali tipi di lavorazione concorrono alla miglior struttura del suolo aumentando la capacità di assorbire e di trattenere l’acqua. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 7,5 milioni di euro.
  • SRA05 – Inerbimento colture arboree: sostegno per i beneficiari che adottano tecniche di inerbimento sulle superfici destinate a colture arboree permanenti (esclusi piccoli frutti e nocciolo). La presenza di una copertura vegetale durante l’intero anno contribuisce alla tutela della qualità dell’acqua. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 4 milioni di euro.
  • SRA06 – Cover crops: pagamento per ettaro a favore di beneficiari che si impegnano a seminare colture di copertura delle superfici a seminativo, al fine di ridurre la lisciviazione dei nitrati nelle acque, attenuare l’effetto battente sul suolo delle piogge e limitando il deflusso idrico superficiale. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 10 milioni di euro.
  • SRA10 – Gestione attiva infrastrutture ecologiche: pagamento annuale per ettaro per la gestione di infrastrutture realizzate con il sostegno dell'intervento SRD04 (Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale) o di analoghe misure dei precedenti PSR, al fine di tutelare le acque superficiali e profonde dall'inquinamento, promuovere l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, favorire la diffusione di sistemi di mercato volontario dei servizi ecosistemici, favorire la tutela e valorizzazione della biodiversità animale e vegetale e della biodiversità naturale e il paesaggio rurale. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 2 milioni di euro.
  • SRA12 - Colture a perdere, corridoi ecologici, fasce ecologiche: Pagamento annuale per ettaro a favore dei beneficiari che destinano una quota della superficie aziendale alla semina di colture a perdere o alla costituzione di corridoi o fasce ecologiche. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 500.000 euro.
  • SRA13 – Impegni specifici per la riduzione delle emissioni di ammoniaca di origine zootecnica: pagamento a favore dei beneficiari che si impegnano ad adottare tecniche agronomiche di concimazione a bassa emissività, volta a salvaguardare le acque sotteranee e superficiali dall’inquinamento causato dai nitrati di origine agricola, contribuendo a migliorare la qualità e il biota del suolo. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 10,5 milioni di euro.
  • SRA22 - Impegni specifici risaie: pagamento annuale per ettaro di SAU a favore dei beneficiari che aderiscono volontariamente agli impegni previsti mediante la compensazione dei minori ricavi e/o maggiori costi sostenuti. L’intervento ha l’obiettivo di mitigare le conseguenze negative della pratica dell'asciutta sulla biodiversità della risaia e favorire la dotazione ecologica delle risaie per soddisfare le necessità biologiche delle specie faunistiche tipiche di questi ambienti e a consentire un’utilizzazione dell’acqua più razionale tra le principali colture (Azione 1); inoltre, promuove la realizzazione, nell’ambito delle camere di risaia, durante il ciclo colturale del riso, di una riserva d'acqua tale da consentire agli organismi acquatici di sopravvivere anche durante le asciutte (Azione 2). La dotazione finanziaria complessiva è di circa 20 milioni di euro.
  • SRA24 – Pratiche di agricoltura di precisione: sostegno annuale per ettaro a favore dei beneficiari che si impegnano ad adottare almeno una pratica di agricoltura di precisione (fertilizzazione, irrigazione e trattamenti fitosanitari). La finalità dell’intervento è di ridurre quantitativamente gli input chimici e idrici utilizzati per le produzioni agricole attraverso l’adozione di pratiche di agricoltura di precisione, sistema di produzione sostenibile che consente agli imprenditori un maggior rispetto degli agroecosistemi. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 2 milioni di euro.
  • SRA29 – Produzione biologica: Pagamento annuale per ettaro a favore degli agricoltori che si impegnano, per 5 anni, a convertire la produzione in produzione biologica e a mantenerla dopo la conversione oppure solo a mantenere la produzione biologica se già adottata prima dell'adesione all'intervento. L’agricoltura biologica contribuisce pertanto a ridurre il rischio di inquinamento e degrado delle matrici ambientali connesso all’uso dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti e a promuovere la salvaguardia della risorsa acqua, la tutela della risorsa suolo, la salvaguardia e la valorizzazione della biodiversità, del paesaggio agrario e il miglioramento della qualità dell’aria. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 54 milioni di euro.

Di seguito (Tab.1) si riporta la sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi descritti che hanno visto l’apertura di bandi fino al 2025:

Sintesi degli interventi del CSR riguardo la tematica acqua, numero di beneficiari e superficie richiesta per ogni intervento
Codice Intervento N. Beneficiari Superficie a Premio richiesta (ha)
SRA01 – Produzione integrata 2.783 100.683
SRA03 – Minima lavorazione 117 7.599
SRA05 – Inerbimento 348 2.654
SRA06 – Cover crops 224 8.506
SRA10 – Infrastrutture ecologiche 18 41
SRA12 – Colture a perdere, corridoi ecologici, fasce ecologiche 13 81
SRA13 – Riduzione delle emissioni 316 17.925
SRA22 – Impegni specifici risaie 401 32.118
SRA24 – Agricoltura di precisione 95 1.198
SRA29 – Agricoltura biologica 1.733 34.404
Tabella 1. Sintesi del numero di beneficiari interessati e degli interessati dagli interventi finanziati nel 2023 per gli interventi di miglioramento delle acque - Fonte: Reportistica SIAP

Anche per quanto riguarda il sostegno agli investimenti, nel CSR è ci sono interventi che contribuiscono al risparmio idrico. Al 2025, sono stati attivati:

  • due bandi su SRD02 azione C - Investimenti irrigui (nel 2023 e nel 2024) – finalizzati a finanziare investimenti aziendali per il miglioramento, rinnovo e ripristino di impianti irrigui aziendali che comportino un risparmio nell’utilizzo delle risorse idriche;
  • 1 bando su SRD07 azione 2 - Reti idriche delle aree rurali, che punta al miglioramento generale delle infrastrutture di distribuzione dell’acqua potabile (acquedotti) e alla razionalizzazione delle reti per far fronte alle emergenze idriche;
  • 1 bando su SRD07 azione 7 - Infrastrutture irrigue extra-aziendali, volto al sostegno alla modernizzazione e allo sviluppo di infrastrutture extra-aziendali per l’irrigazione per aumentare la superficie irrigata mantenendo uno stato buono dei corpi idrici associati, in modo che l’utilizzo delle acque in agricoltura non pregiudichi il corpo idrico;
  • 1 bando su SRD08 azione 3– Infrastrutture irrigue e di bonifica che punta alla modernizzazione e allo sviluppo delle infrastrutture per l’irrigazione e per la bonifica al fine di conseguire o mantenere un buono stato dei corpi idrici associati, in modo che l'utilizzo delle acque in agricoltura non ne pregiudichi l’attuazione.

La dotazione complessiva attivata al 2025, per gli investimenti di cui sopra, è stata di circa 41,7 milioni di euro.

Di seguito  (Tab. 2) si riporta una sintesi dei bandi a investimento aperti al 2025:

 

Sintesi dei bandi a investimento aperti al 2025
Intervento n. domande presentate n. domande ammesse Contributo ammesso
SRD02.C – Investimenti irrigui – Bando 2023 294 74 6193916,64
SRD02.C – Investimenti irrigui – Bando 2024 179 Istruttorie in corso Istruttorie in corso
SRD07.2 – Reti idriche 38 Istruttorie in corso Istruttorie in corso
SRD07.7 – Infrastrutture irrigue extra-aziendali 8 4 7678677,78
SRD08.3 - Infrastrutture irrigue e di bonifica 18 Istruttorie in corso Istruttorie in corso
Tab. 2 - Sintesi dei bandi a investimento aperti al 2025

Al 2025 sono stati erogati contributi pari a circa 48,5milioni di euro per gli interventi sopra elencati che contribuiscono al miglioramento della qualità dell’acqua.

Contribuisce in modo trasversale alla qualità dell’acqua anche l’intervento SRD01 - investimenti produttivi nelle aziende agricole: trattasi di contributi a fondo perduto per investimenti mirati soprattutto al miglioramento del bilancio aziendale, ma tra questi sono previsti anche investimenti irrigui.

Per quanto riguarda infine i progetti di formazione, informazione, consulenza, formazione dei consulenti e azioni dimostrative, riguardano in maniera collaterale il miglioramento della qualità delle acque (soprattutto in quanto supporto alle tecniche di produzione integrata e biologica ed  all’agricoltura di precisione), i progetti attivati nell’ambito dei seguenti interventi:

  • SRH01 – consulenza alle aziende, con un 60,7% di progetti inerenti tematiche ambientali: in particolare, il 24,8% la gestione dei fitosanitari, il 23,9% la qualità delle acque, il 12% la produzione biologica;
  • SRH02 – formazione dei consulenti, con un 76% dei progetti inerenti tematiche ambientali: in particolare, il 4% la produzione biologica, il 32% la qualità delle acque, il 32% la gestione dei prodotti fitosanitari;
  • SRH03 – formazione degli operatori agricoli, con un 52,5% dei progetti inerenti tematiche ambientali: in particolare, il 3,1% la produzione biologica ed il 13,2% la gestione dei prodotti fitosanitari.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il 31/12/2025 si è conclusa la programmazione PSR 2014-2022.

Analogamente al PSR, la programmazione CSR 2023-2027 sostiene, attraverso diversi interventi agro-climatico-ambientali, azioni finalizzate al miglioramento della qualità dell’acqua.

Al 2025 sono stati attivati i seguenti interventi agro-climatico-ambientali, i cui impegni contribuiscono ad un miglioramento della qualità dell’acqua:

  • SRA01 – Produzione integrata: sostegno per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) a favore di beneficiari che, in modo volontario, si impegnano ad adottare le disposizioni tecniche indicate nei Disciplinari di Produzione Integrata (DPI) stabiliti per la fase di coltivazione, aderendo al Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI), per uno dei seguenti tipi di coltura: Colture erbacee, Fruttiferi, Vite. Tali disposizioni tecniche introducono pratiche agronomiche e strategie di difesa delle colture dalle avversità, migliorative rispetto alle pratiche ordinarie e alle norme di condizionalità, promuovendo lo sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali come l’acqua e il suolo. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 87 milioni di euro.
  • SRA03 – Tecniche di ridotta lavorazione del suolo: pagamento a favore dei beneficiari che si impegnano volontariamente ad adottare, sulle superfici condotte a seminativo con colture annuali, adozione di tecniche di Semina su sodo / No Tillage (NT) e/o Adozione di tecniche di Minima Lavorazione / Minimum Tillage (MT) e/o di tecniche di Lavorazione a bande / Strip Tillage. Tali tipi di lavorazione concorrono alla miglior struttura del suolo aumentando la capacità di assorbire e di trattenere l’acqua. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 7,5 milioni di euro.
  • SRA05 – Inerbimento colture arboree: sostegno per i beneficiari che adottano tecniche di inerbimento sulle superfici destinate a colture arboree permanenti (esclusi piccoli frutti e nocciolo). La presenza di una copertura vegetale durante l’intero anno contribuisce alla tutela della qualità dell’acqua. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 4 milioni di euro.
  • SRA06 – Cover crops: pagamento per ettaro a favore di beneficiari che si impegnano a seminare colture di copertura delle superfici a seminativo, al fine di ridurre la lisciviazione dei nitrati nelle acque, attenuare l’effetto battente sul suolo delle piogge e limitando il deflusso idrico superficiale. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 10 milioni di euro.
  • SRA10 – Gestione attiva infrastrutture ecologiche: pagamento annuale per ettaro per la gestione di infrastrutture realizzate con il sostegno dell'intervento SRD04 (Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale) o di analoghe misure dei precedenti PSR, al fine di tutelare le acque superficiali e profonde dall'inquinamento, promuovere l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, favorire la diffusione di sistemi di mercato volontario dei servizi ecosistemici, favorire la tutela e valorizzazione della biodiversità animale e vegetale e della biodiversità naturale e il paesaggio rurale. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 2 milioni di euro.
  • SRA12 - Colture a perdere, corridoi ecologici, fasce ecologiche: Pagamento annuale per ettaro a favore dei beneficiari che destinano una quota della superficie aziendale alla semina di colture a perdere o alla costituzione di corridoi o fasce ecologiche. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 500.000 euro.
  • SRA13 – Impegni specifici per la riduzione delle emissioni di ammoniaca di origine zootecnica: pagamento a favore dei beneficiari che si impegnano ad adottare tecniche agronomiche di concimazione a bassa emissività, volta a salvaguardare le acque sotteranee e superficiali dall’inquinamento causato dai nitrati di origine agricola, contribuendo a migliorare la qualità e il biota del suolo. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 10,5 milioni di euro.
  • SRA22 - Impegni specifici risaie: pagamento annuale per ettaro di SAU a favore dei beneficiari che aderiscono volontariamente agli impegni previsti mediante la compensazione dei minori ricavi e/o maggiori costi sostenuti. L’intervento ha l’obiettivo di mitigare le conseguenze negative della pratica dell'asciutta sulla biodiversità della risaia e favorire la dotazione ecologica delle risaie per soddisfare le necessità biologiche delle specie faunistiche tipiche di questi ambienti e a consentire un’utilizzazione dell’acqua più razionale tra le principali colture (Azione 1); inoltre, promuove la realizzazione, nell’ambito delle camere di risaia, durante il ciclo colturale del riso, di una riserva d'acqua tale da consentire agli organismi acquatici di sopravvivere anche durante le asciutte (Azione 2). La dotazione finanziaria complessiva è di circa 20 milioni di euro.
  • SRA24 – Pratiche di agricoltura di precisione: sostegno annuale per ettaro a favore dei beneficiari che si impegnano ad adottare almeno una pratica di agricoltura di precisione (fertilizzazione, irrigazione e trattamenti fitosanitari). La finalità dell’intervento è di ridurre quantitativamente gli input chimici e idrici utilizzati per le produzioni agricole attraverso l’adozione di pratiche di agricoltura di precisione, sistema di produzione sostenibile che consente agli imprenditori un maggior rispetto degli agroecosistemi. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 2 milioni di euro.
  • SRA29 – Produzione biologica: Pagamento annuale per ettaro a favore degli agricoltori che si impegnano, per 5 anni, a convertire la produzione in produzione biologica e a mantenerla dopo la conversione oppure solo a mantenere la produzione biologica se già adottata prima dell'adesione all'intervento. L’agricoltura biologica contribuisce pertanto a ridurre il rischio di inquinamento e degrado delle matrici ambientali connesso all’uso dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti e a promuovere la salvaguardia della risorsa acqua, la tutela della risorsa suolo, la salvaguardia e la valorizzazione della biodiversità, del paesaggio agrario e il miglioramento della qualità dell’aria. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 54 milioni di euro.

Di seguito (Tab.1) si riporta la sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi descritti che hanno visto l’apertura di bandi fino al 2025:

Sintesi degli interventi del CSR riguardo la tematica acqua, numero di beneficiari e superficie richiesta per ogni intervento
Codice Intervento N. Beneficiari Superficie a Premio richiesta (ha)
SRA01 – Produzione integrata 2.783 100.683
SRA03 – Minima lavorazione 117 7.599
SRA05 – Inerbimento 348 2.654
SRA06 – Cover crops 224 8.506
SRA10 – Infrastrutture ecologiche 18 41
SRA12 – Colture a perdere, corridoi ecologici, fasce ecologiche 13 81
SRA13 – Riduzione delle emissioni 316 17.925
SRA22 – Impegni specifici risaie 401 32.118
SRA24 – Agricoltura di precisione 95 1.198
SRA29 – Agricoltura biologica 1.733 34.404
Tabella 1. Sintesi del numero di beneficiari interessati e degli interessati dagli interventi finanziati nel 2023 per gli interventi di miglioramento delle acque - Fonte: Reportistica SIAP

Anche per quanto riguarda il sostegno agli investimenti, nel CSR è ci sono interventi che contribuiscono al risparmio idrico. Al 2025, sono stati attivati:

  • due bandi su SRD02 azione C - Investimenti irrigui (nel 2023 e nel 2024) – finalizzati a finanziare investimenti aziendali per il miglioramento, rinnovo e ripristino di impianti irrigui aziendali che comportino un risparmio nell’utilizzo delle risorse idriche;
  • 1 bando su SRD07 azione 2 - Reti idriche delle aree rurali, che punta al miglioramento generale delle infrastrutture di distribuzione dell’acqua potabile (acquedotti) e alla razionalizzazione delle reti per far fronte alle emergenze idriche;
  • 1 bando su SRD07 azione 7 - Infrastrutture irrigue extra-aziendali, volto al sostegno alla modernizzazione e allo sviluppo di infrastrutture extra-aziendali per l’irrigazione per aumentare la superficie irrigata mantenendo uno stato buono dei corpi idrici associati, in modo che l’utilizzo delle acque in agricoltura non pregiudichi il corpo idrico;
  • 1 bando su SRD08 azione 3– Infrastrutture irrigue e di bonifica che punta alla modernizzazione e allo sviluppo delle infrastrutture per l’irrigazione e per la bonifica al fine di conseguire o mantenere un buono stato dei corpi idrici associati, in modo che l'utilizzo delle acque in agricoltura non ne pregiudichi l’attuazione.

La dotazione complessiva attivata al 2025, per gli investimenti di cui sopra, è stata di circa 41,7 milioni di euro.

Di seguito  (Tab. 2) si riporta una sintesi dei bandi a investimento aperti al 2025:

 

Sintesi dei bandi a investimento aperti al 2025
Intervento n. domande presentate n. domande ammesse Contributo ammesso
SRD02.C – Investimenti irrigui – Bando 2023 294 74 6193916,64
SRD02.C – Investimenti irrigui – Bando 2024 179 Istruttorie in corso Istruttorie in corso
SRD07.2 – Reti idriche 38 Istruttorie in corso Istruttorie in corso
SRD07.7 – Infrastrutture irrigue extra-aziendali 8 4 7678677,78
SRD08.3 - Infrastrutture irrigue e di bonifica 18 Istruttorie in corso Istruttorie in corso
Tab. 2 - Sintesi dei bandi a investimento aperti al 2025

Al 2025 sono stati erogati contributi pari a circa 48,5milioni di euro per gli interventi sopra elencati che contribuiscono al miglioramento della qualità dell’acqua.

Contribuisce in modo trasversale alla qualità dell’acqua anche l’intervento SRD01 - investimenti produttivi nelle aziende agricole: trattasi di contributi a fondo perduto per investimenti mirati soprattutto al miglioramento del bilancio aziendale, ma tra questi sono previsti anche investimenti irrigui.

Per quanto riguarda infine i progetti di formazione, informazione, consulenza, formazione dei consulenti e azioni dimostrative, riguardano in maniera collaterale il miglioramento della qualità delle acque (soprattutto in quanto supporto alle tecniche di produzione integrata e biologica ed  all’agricoltura di precisione), i progetti attivati nell’ambito dei seguenti interventi:

  • SRH01 – consulenza alle aziende, con un 60,7% di progetti inerenti tematiche ambientali: in particolare, il 24,8% la gestione dei fitosanitari, il 23,9% la qualità delle acque, il 12% la produzione biologica;
  • SRH02 – formazione dei consulenti, con un 76% dei progetti inerenti tematiche ambientali: in particolare, il 4% la produzione biologica, il 32% la qualità delle acque, il 32% la gestione dei prodotti fitosanitari;
  • SRH03 – formazione degli operatori agricoli, con un 52,5% dei progetti inerenti tematiche ambientali: in particolare, il 3,1% la produzione biologica ed il 13,2% la gestione dei prodotti fitosanitari.
Anno
2026

La Pianificazione Forestale

Anno
2026

Pianificare significa contestualizzare alcuni interventi di gestione sulla base di una corretta conoscenza del territorio a livello ambientale, sociale ed economico. L'articolazione della pianificazione si suddivide in tre livelli: regionale, territoriale e aziendale.
 

Il piano forestale regionale (PFR)


Il Piano Forestale Regionale 2017-2027 (PFR), approvato con DGR 8-4583 del 23/01/17, è lo strumento fondamentale per orientare la politica forestale regionale, definendo obiettivi e azioni prioritarie nel quadro dell’attuazione delle norme e orientamenti emanati a livello nazionale, dell’Unione europea e degli accordi internazionali a scala globale.

Il Piano Forestale Regionale:

  • costituisce il quadro di riferimento per gli strumenti di pianificazione forestale di livello territoriale e locale-aziendale;
  • in coerenza con la disciplina nazionale e regionale analizza la situazione esistente, definisce gli obiettivi programmatici per la gestione delle foreste, nonché la strategia
  • operativa, le azioni, gli strumenti e le risorse da attivare per l’attuazione della pianificazione regionale;
  • individua gli obiettivi e le relative strategie in relazione alle quattro componenti che caratterizzano le risorse forestali ovvero Produzione, economia e mercato, Aspetti ambientali e funzioni pubbliche, Aspetti sociali, Governance;
  • costituisce il riferimento conoscitivo per i successivi livelli di pianificazione.
     

I Piani Forestali Regionali sono attualmente stati sostituiti dai Programmi Forestali Regionali, il Piano vigente (2017-2027) rimarrà tale fino al suo successivo aggiornamento.

La Giunta Regionale ha approvato una modifica del Piano Forestale Regionale (PFR) 2017-2027 con deliberazione n. 8-2190/2026/XII. Il provvedimento è adottato ai sensi della legge regionale n. 4/2009, in attuazione della D.G.R. n. 50-8666 del 27 maggio 2024 e nel rispetto della normativa nazionale in materia ambientale.

La modifica del Piano aggiorna le aree forestali di riferimento per la  pianificazione forestale di indirizzo territoriale (PFIT).  In particolare, viene sostituito il Capitolo 2.2 “La pianificazione e la programmazione” del Piano Forestale Regionale.

Il Piano aggiornato comprende:

  • l’elenco e la delimitazione cartografica delle nuove aree forestali per i PFIT;
  • la cartografia delle “Aree Forestali per i PFIT”, basata sui  confini comunali del Piemonte e sulla cartografia catastale regionale, alla scala 1:2.000;
  • la cartografia delle “Aree Forestali per i PFIT e Siti della Rete  Natura 2000”, in integrazione alle disposizioni già presenti nel Piano.
     
Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale (PFIT)


Il Piano Forestale d’Indirizzo Territoriale (art. 10 l.r. n. 4/2009) è finalizzato all'individuazione, al mantenimento e alla valorizzazione delle risorse silvo-pastorali e al coordinamento delle attività necessarie alla loro tutela e gestione attiva, nonché al coordinamento dei Piani di Gestione Forestale (PGF) all’interno delle singole Aree forestali individuate dal Piano/Programma Forestale Regionale (PFR).

Il PFIT è sottoposto ad aggiornamento almeno ogni quindici anni e le destinazioni d’uso delle superfici silvo-pastorali, i relativi obiettivi e indirizzi di gestione, nonché le priorità d’intervento per i boschi e i pascoli ricadenti all’interno del territorio pianificato, il coordinamento tra i livelli di pianificazione territoriali e forestali vigenti, gli interventi strutturali e infrastrutturali al servizio delle filiere forestali locali, gli indirizzi di gestione silvo-pastorale per la redazione dei piani di gestione forestale (PGF). I dettagli sull'iter di approvazione sono disponibili alla pagina dedicata Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale.

I PFIT sono redatti su iniziativa regionale, al pari e in coerenza con il PFR, attraverso il coordinamento condotto dall’Ufficio di Piano, organismo presieduto dalla Regione stessa o dalla Città Metropolitana di Torino e dalla Provincia del Verbano Cusio Ossola per i rispettivi ambiti territoriali di competenza. All’Ufficio di Piano prendono parte le amministrazioni locali interessate, portatori d’interesse e cittadini, i quali possono partecipare attivamente alle attività decisionali esprimendo pareri sugli indirizzi pianificatori.

La redazione dei PFIT, nonché i criteri di composizione e le modalità di funzionamento dell’Ufficio di Piano, si basano sulle Indicazioni tecnico-metodologiche per l’elaborazione dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT), come previsto dall’art. 8 della l.r. n. 4/2009 e conformemente ai criteri minimi definiti dal decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali 28 ottobre 2021 (Disposizioni per la definizione dei criteri minimi nazionali per l'elaborazione dei piani forestali di indirizzo territoriale e dei piani di gestione forestale), approvate con D.G.R. n. 26-2063 del 22 dicembre 2025. Queste indicazioni metodologiche rappresentano quindi il riferimento per stabilire principi e modalità operative chiare e universali per condurre la pianificazione forestale di area vasta su tutto il territorio regionale.

La redazione dei PFIT sul territorio regionale è stata avviata con DGR n. 6-6352 del 28.12.2022 che ha disposto l’utilizzo delle risorse, riferite agli anni 2022 e 2023, sia del Fondo per le Foreste Italiane sia del Fondo per l’attuazione della Strategia Forestale Nazionale trasferite dal MASAF alla Regione Piemonte rispettivamente con DM n. 591238 del 11.11.2021 e con DM n. 0145804 del 29.03.2022.

 

Piani di Gestione Forestale (PGF)


Il Piano di Gestione Forestale (art. 11 l.r. n. 4/2009) rappresenta lo strumento indispensabile a garantire la tutela, la valorizzazione e la gestione attiva delle risorse forestali, e ha una validità minima di dieci anni fino ad un massimo di venti anni.

In qualità di strumento operativo di gestione delle foreste è l’evoluzione del Piano di Assestamento Forestale e del Piano Forestale Aziendale e rispecchia l’esigenza di mantenere il livello di pianificazione particolareggiato, con l’obiettivo primario di massimizzare la multifunzionalità delle superfici silvo-pastorali su istanza della proprietà e/o di soggetti gestori (Consorzi Associazioni, Enti Parco, ecc.).

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Normativa Forestale

Anno
2026

Considerato il valore ambientale, economico e sociale delle foreste, la Regione Piemonte opera per la tutela e la valorizzazione di questo patrimonio: nel corso degli anni è stata sviluppata una normativa di settore (L.r.4/2009) e dal 2017 è in corso di attuazione il Piano Forestale Regionale 2017-2027 (PFR), con una validità decennale.

Le leggi vengono spesso percepite come vincoli o strumenti di controllo delle capacità imprenditoriali e produttive, ma nel mondo forestale non si può non notare la volontà delle istituzioni di garantire l’uso sostenibile delle risorse, in tutte le sue declinazioni, ambientale ma anche sociale ed economica.
In Italia si ha un ottima conoscenza delle basi teoriche a supporto di queste pratiche, recepite in una infrastruttura normativa nazionale e regionale, di alto livello rispetto al passato e che in molte occasioni ci ha portato in vantaggio nei confronti delle scelte poi adottate a scala europea.

Rispettando le norme e applicando le tecniche della selvicoltura naturalistica, infatti, è garantita la gestione attiva sostenibile del bosco: individuare e assecondare le funzioni prevalenti, decidendo se, dove, quando e come intervenire; operare in modo professionale per ottenere prodotti e servizi garantendo la conservazione e valorizzazione degli ecosistemi; promuovere l’uso a cascata del legno locale, creando posti di lavoro nei territori rurali; manutenere il territorio prevenendo e mitigando i rischi naturali, massimizzando la resistenza e resilienza delle cenosi forestali per assicurarne la rinnovazione e rigenerazione nel tempo, a favore anche delle generazioni future.

Figura 1. Canopea (fonte: IPLA)
Quadro normativo nazionale


A livello nazionale, il 5 maggio del 2018 è entrato in vigore il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali(TUFF) (d.lgs. 3 aprile 2018 n. 34), recante disposizioni concernenti la revisione e l'armonizzazione della normativa nazionale.

I decreti attuativi approvati sono:

  • D.M. n. 4470 del 29/04/2020 - Definizione dei criteri minimi nazionali richiesti per l'iscrizione agli elenchi o albi regionali delle imprese che eseguono lavori o forniscono servizi forestali;
  • D.M. n. 4472 del 29/04/2020 - Definizione dei criteri minimi nazionali per la formazione professionale degli operatori forestali e per l'esecuzione degli interventi di gestione forestale;
  • D.M. n. 9219119 del 07/10/2020 - Adozione delle linee guida relative alla definizione dei criteri minimi nazionali per l'esonero dagli interventi compensativi conseguenti alla trasformazione del bosco;
  • D.M. n. 9403879 del 30/12/2020 - Istituzione del registro nazionale dei materiali di base;
  • D. Interm. del 12/08/2021 - Disposizioni per la definizione dei criteri minimi nazionali per il riconoscimento dello stato di abbandono delle attività agropastorali;
  • D.M. n. 563734 del 28/10/2021 - Disposizioni per la definizione dei criteri minimi nazionali inerenti agli scopi, le tipologie e le caratteristiche tecnico-costruttive della viabilità forestale e silvo-pastorale, delle opere connesse alla gestione dei boschi e alla sistemazione idraulico-forestale;
  • D. Interm. n. 563765 del 28/10/2021 - Disposizioni per la definizione dei criteri minimi nazionali per l'elaborazione dei piani forestali di indirizzo territoriale e dei piani di gestione forestale, o strumenti equivalenti;
  • D.M. n. 608943 del 18/11/2021 - Approvazione delle linee guida per l'identificazione delle aree definibili come boschi vetusti;
  • D. Interm. n. 677064 del 24/12/2021 - Strategia Forestale Nazionale, ai sensi dell'articolo 6, comma 1 del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34 "Testo unico in materia di foreste e filiere forestali";
  • Decreto dip. n. 64807 del 9/2/2023 - Norme tecniche per la costruzione degli elaborati cartografici tecnico scientifici per la predisposizione degli strumenti di pianificazione forestale;
  • D.M. n. 193945 del 05/04/2023 - Istituzione della Rete nazionale dei boschi vetusti.
 
Quadro normativo regionale


Per quanto riguarda il contesto regionale, in Piemonte si è sviluppata nel corso degli anni una normativa di settore (legge regionale n. 4 del 10/02/2009 e relativi regolamenti attuativi) che assolve, allo stesso tempo, ai compiti di tutela della risorsa forestale e del territorio e di supporto allo sviluppo socio-economico del comparto forestale.

Le difficoltà nella conciliazione di obiettivi spesso conflittuali sono molte, ma l'armonizzazione raggiunta su temi quali biodiversità o paesaggio e la regolamentazione dei tagli boschivi sono ormai assodate.

Inoltre con la Legge è stato istituito il comitato tecnico regionale per le foreste e il legno, organo consultivo della Giunta regionale in cui trovano rappresentanza i soggetti che esprimono i diversi interessi che la società ha nei confronti del bosco - boscaioli, consorzi forestali, ambientalisti, agricoltori, istituzioni di ricerca e di vigilanza.

I DM di attuazione del TUFF sono stati recepiti dalla Regione Piemonte con i seguenti provvedimenti:

  • Regolamento regionale n. 8 del 29/12/2020 - Disciplina dell'albo delle imprese del Piemonte che eseguono lavori o forniscono servizi forestali di cui all'articolo 10, comma 8, lettera a) del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34 . Abrogazione del regolamento regionale 8 febbraio 2010, n. 2;
     
  • D.D. n. 111 del 08/03/2021 di aggiornamento della formazione forestale;
     
  • Legge regionale 19 ottobre 2021, n. 25 “Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale anno 2021”, che ha modificato la disciplina regionale in tema di trasformazioni del bosco.
     
  • Legge regionale 09 marzo 2023, n. 3 "Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale. Anno 2022." che ha introdotto modifiche e sostituzioni agli articoli dal 7 al 13 della l.r. 4/2009;
     
  • Regolamento regionale n. 6 del 04 agosto 2023 “Attuazione dell'articolo 3, comma 3 ter della legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4 (Gestione e promozione economica delle foreste) e del decreto ministeriale 12 agosto 2021. Abrogazione del regolamento regionale 23 gennaio 2017 n. 2.”, che ha adeguato la disciplina del c.d. “non bosco” ai criteri minimi nazionali per il riconoscimento dello stato di abbandono delle attività agropastorali;
     
  • Legge regionale 04 aprile 2024 n. 10 “Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale anno 2024”, che ha adeguato la definizione di bosco regionale e la nomenclatura dei piani forestali alla normativa nazionale.
     
  • D.G.R. 8-947 del 31 marzo 2025 di approvazione delle nuove modifiche al regolamento regionale 20 settembre 2011 n. 8 “Regolamento forestale di attuazione dell'articolo 13 della legge regionale 10 febbraio 2009 n. 4 (Gestione e promozione economica delle foreste)” al fine di adeguare suddetto Regolamento alle modifiche normative intervenute in attuazione dei Decreti Interministeriali 28 Ottobre 2021 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di concerto con il Ministro della cultura e Il Ministro della transizione ecologica, aventi ad oggetto, rispettivamente dedicati alla definizione dei criteri minimi nazionali per l'elaborazione dei piani forestali di indirizzo territoriale e dei piani di gestione forestale e alla definizione dei criteri minimi nazionali delle caratteristiche tecnico-costruttive della viabilità forestale e silvo-pastorale, delle opere connesse alla gestione dei boschi e alla sistemazione idraulico-forestale.
     
Informazioni e risorse aggiuntive


Normativa forestale:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/normativa-forestale

Sito Regione Piemonte - Foreste:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

I Poli dell'Innovazione

Anno
2026

I sette Poli di Innovazione, istituiti nel 2009 e operanti in Piemonte, sono aggregati di PMI, grandi imprese e organismi di ricerca operanti in specifici ambiti tecnologici/settoriali. I soggetti gestori, sostenuti dalla Regione, si pongono come “agenti dell’innovazione”, promuovendo il trasferimento di tecnologie, la condivisione di strutture e lo scambio di conoscenze e competenze e assistendo le imprese associate. A partire dal 2022, grazie al cofinanziamento POR FESR 2014-2020 della Regione Piemonte, la collaborazione tra i sette Poli ha permesso di dare vita a un vero e proprio "Sistema dei Poli", la cui mission è promuovere e attuare programmi comuni di azioni caratterizzati da una forte cross settorialità secondo le tre principali traiettorie della trasformazione digitale, transizione ecologica e del benessere delle persone e della comunità, in coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027 regionale e con gli indirizzi del PR FESR 2021-2027.



Obiettivi

Obiettivo di tutti i Poli dell’Innovazione - sia singolarmente sia come Sistema - è supportare la Regione nella promozione della trasformazione del sistema produttivo piemontese verso modelli più sostenibili e coerenti con l’approccio circolare, agendo per uno sviluppo innovativo incentrato anche sull’efficienza nell’uso delle risorse e sull’adozione del modello di economia circolare.

Tuttavia ciascun Polo è caratterizzato da un’area tematica sulla quale focalizza la propria attività e, in particolare, due Poli operano prioritariamente in ambiti direttamente connessi alla dimensione della transizione ecologica, intesa non solo come uso razionale delle risorse, ma anche come sviluppo di soluzioni e tecnologie necessarie a favorire una transizione incentrata sulla resilienza e in grado di accelerare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale. In questo contesto assume particolare rilievo anche la transizione energetica intesa come riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, sviluppo delle rinnovabili e delle tecnologie correlate, nonché integrazione con soluzioni digitali per ottimizzare la gestione delle risorse energetiche e favorirne un utilizzo innovativo. Si tratta di:

  • Polo Clever (Cleantech&Energy innoVation clustER), che supporta le realtà del territorio nello sviluppo del proprio percorso di innovazione per la transizione ecologica, promuovendo la sostenibilità ambientale attraverso la messa a disposizione di servizi, supporto tecnico e metodologico e open labs sui temi dell’efficienza e uso razionale dell’energia e delle risorse idriche, economia circolare, mobilità sostenibile, clean solutions, cambiamenti climatici;
     
  • Polo Cgreen (Green Chemistry and Advanced Materials), che opera nel settore della chimica verde e dei materiali avanzati e le cui traiettorie strategiche riguardano, tra gli altri:
    1. prodotti da materie prime rinnovabili e biodegradabili (bio-based products);
    2. riduzione dell’impatto ambientale con modifiche di processo e sostituzione di prodotto;
    3. materiali a migliori prestazioni;
    4. processi di produzione di energia e calore da biomassa (agroforestale, di scarto da produzione o rifiuto organico);
    5. efficienza energetica degli impianti di produzione e modelli di gestione dell’energia con scambio in rete (smart grid).

Con la programmazione del FESR 2014-2020 la Regione ha sostenuto i Poli nelle loro azioni e attività a supporto delle imprese associate ottenendo considerevoli risultati, come dimostrano i 183 progetti finanziati con le risorse europee che hanno visto il coinvolgimento di circa 450 imprese, oltre agli atenei e a diversi organismi di ricerca, nonché la concessione di 56 milioni di contributi che hanno generato investimenti per 115 milioni.

Attraverso il bando “Sostegno alle attività dei Poli di innovazione piemontesi” finanziato con fondi strutturali europei la Regione ha promosso l’evoluzione dei Poli regionali da singoli cluster a sistema unico in grado di promuovere e attuare azioni, programmi, progetti di ricerca e innovazione caratterizzati da una forte inter-settorialità secondo le tre principali traiettorie della trasformazione digitale, transizione ecologica e del benessere delle persone e della comunità, in coerenza con la S3 2021-2027 e con gli indirizzi del PR FESR 2021-2027.

Il sostegno regionale al Sistema Poli Piemonte è proseguito con la progr ammazione FESR 2021-2027, attraverso il Bando "Programmi di sviluppo di Cluster regionali realizzati, in collaborazione, da Poli di Innovazione nelle macro aree tematiche e traiettorie di sviluppo di cui alle Componenti Trasversali di Innovazione della S3 regionale 2021/2027: Transizione digitale, Transizione Energetica e Benessere delle persone e della Comunità”, finanziato con fondi strutturali europei, in esito al quale la Regione ha ammesso a contributo il progetto CLIPS, presentato in partenariato da tutti i poli di innovazione piemontesi. Il progetto CLIPS si iscrive nella strategia regionale di sviluppo sostenibile e contribuisce principalmente agli obiettivi specifici seguenti: 

  • promuovere l'innovazione tecnologica e la transizione del sistema produttivo;
  • aumentare la sostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi, tramite la partecipazione a bandi di ricerca e sviluppo dedicati, anche sfruttando tutto il potenziale delle tecnologie più innovative esistenti sul territorio;
  • sostenere lo sviluppo di nuove specializzazioni produttive ad alta innovazione, basate sul paradigma dell’economia circolare e della bioeconomia, nell’ambito della partecipazione a bandi regionali o extra regionali, valorizzare le eccellenze in termini di innovazione anche nei settori dell’economia circolare e della bioeconomia, favorendone la diffusione presso altre realtà industriali del territorio, supportando la creazione di nuovi percorsi formativi dedicati a fare crescere la sostenibilità delle aziende regionali;
  • diffondere i sistemi di certificazione di sostenibilità ambientale sulle materie prime e nelle attività delle imprese, attraverso la promozione e organizzazione di eventi formativi dedicati ad argomenti quali LCA, impronta di carbonio, ecc. e sulla sostenibilità ambientale per le aziende (T6.4);
  • ridurre la produzione di rifiuti e promuovere il corretto uso delle biomasse, attraverso l'organizzazione di eventi formativi su tale argomento.
     
Informazioni e risorse aggiuntive


Il sistema dei Poli dell'Innovazione Regionali.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Salute e benessere

FESR 21-27 - Bando SWIch

Nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, nel corso del 2025 è stato attivato il terzo sportello del Bando SWIch - Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell'innovazione, che, come per le edizioni 2023 e 2024, con le sue due linee di intervento punta a sostenere le attività di ricerca, sviluppo e valorizzazione dell’innovazione svolte da imprese, organismi di ricerca, end users, attraverso l’erogazione di contributi alla spesa per lo sviluppo di risultati scientifici e tecnologici in ambiti di ricerca coerenti con la Strategia regionale di specializzazione intelligente del Piemonte.

Per essere ammessi al contributo, i progetti dovevano afferire obbligatoriamente ad una delle tre componenti trasversali dell’innovazione (transizione digitale, transizione ecologica, impatto sociale e territoriale) e rispettive direzioni di sviluppo, previste dalla Strategia di Specializzazione Intelligente del Piemonte 2021-2027 (S3), e rientrare in uno dei suoi sei sistemi prioritari - Aerospazio, Mobilità, Manifattura avanzata, Tecnologie, materiali e risorse verdi, Food, Salute) - posizionandosi nelle specifiche traiettorie tecnologiche e nei campi di applicazione individuati dal bando, tra i quali si segnalano, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • innovazioni per aeroporti e aviazione verso emissioni zero nell’ambito dell’Aerospazio;
  • lo sviluppo di tecnologia e componentistica per propulsione alternativa  e, in generale, di soluzioni innovative e processi in grado di ridurre l’impatto ambientale del traffico merci nell’ambito della Mobilità;
  • lo sviluppo di tecnologie per la fabbrica sostenibile con modelli di produzione basati su materiali ecocompatibili e sistemi di supporto decisionale e intelligenza artificiale per la valutazione e ottimizzazione dell’impatto ambientale dei processi produttivi nell’ambito della Manifattura avanzata;
  • sviluppo di processi e prodotti della chimica verde e servizi di gestione dei rifiuti in ottica circolare, o ancora progettazione di soluzioni innovative e sostenibili per la produzione, l’uso efficiente, recupero e stoccaggio dell’energia in ambito di Tecnologie, risorse e materiali verdi.
     

Tutti i progetti dovevano altresì concorrere al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), in particolare, con riguardo alla macroarea strategica MAS 1 "accompagnare la transizione del sistema produttivo verso un modello che coniughi competitività e sostenibilità".

I progetti ammessi a contributo ricadenti nella traiettoria di sviluppo della transizione ecologica e nei relativi campi di applicazione sono stati 38 sullo sportello 2023 e 78 sullo sportello 2024. La valutazione delle domande ricevute sullo sportello 2025 è in corso di svolgimento e solo al termine di tale procedura sarà possibile quantificare il numero di progetti afferenti alla traiettoria di sviluppo della transizione ecologica relativamente a questa terza edizione del bando.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bando SWICH - Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell'innovazione

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, nel corso del 2025 è stato attivato il terzo sportello del Bando SWIch - Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell'innovazione, che, come per le edizioni 2023 e 2024, con le sue due linee di intervento punta a sostenere le attività di ricerca, sviluppo e valorizzazione dell’innovazione svolte da imprese, organismi di ricerca, end users, attraverso l’erogazione di contributi alla spesa per lo sviluppo di risultati scientifici e tecnologici in ambiti di ricerca coerenti con la Strategia regionale di specializzazione intelligente del Piemonte.

Per essere ammessi al contributo, i progetti dovevano afferire obbligatoriamente ad una delle tre componenti trasversali dell’innovazione (transizione digitale, transizione ecologica, impatto sociale e territoriale) e rispettive direzioni di sviluppo, previste dalla Strategia di Specializzazione Intelligente del Piemonte 2021-2027 (S3), e rientrare in uno dei suoi sei sistemi prioritari - Aerospazio, Mobilità, Manifattura avanzata, Tecnologie, materiali e risorse verdi, Food, Salute) - posizionandosi nelle specifiche traiettorie tecnologiche e nei campi di applicazione individuati dal bando, tra i quali si segnalano, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • innovazioni per aeroporti e aviazione verso emissioni zero nell’ambito dell’Aerospazio;
  • lo sviluppo di tecnologia e componentistica per propulsione alternativa  e, in generale, di soluzioni innovative e processi in grado di ridurre l’impatto ambientale del traffico merci nell’ambito della Mobilità;
  • lo sviluppo di tecnologie per la fabbrica sostenibile con modelli di produzione basati su materiali ecocompatibili e sistemi di supporto decisionale e intelligenza artificiale per la valutazione e ottimizzazione dell’impatto ambientale dei processi produttivi nell’ambito della Manifattura avanzata;
  • sviluppo di processi e prodotti della chimica verde e servizi di gestione dei rifiuti in ottica circolare, o ancora progettazione di soluzioni innovative e sostenibili per la produzione, l’uso efficiente, recupero e stoccaggio dell’energia in ambito di Tecnologie, risorse e materiali verdi.
     

Tutti i progetti dovevano altresì concorrere al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), in particolare, con riguardo alla macroarea strategica MAS 1 "accompagnare la transizione del sistema produttivo verso un modello che coniughi competitività e sostenibilità".

I progetti ammessi a contributo ricadenti nella traiettoria di sviluppo della transizione ecologica e nei relativi campi di applicazione sono stati 38 sullo sportello 2023 e 78 sullo sportello 2024. La valutazione delle domande ricevute sullo sportello 2025 è in corso di svolgimento e solo al termine di tale procedura sarà possibile quantificare il numero di progetti afferenti alla traiettoria di sviluppo della transizione ecologica relativamente a questa terza edizione del bando.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bando SWICH - Sostegno alle attività RSI e alla valorizzazione economica dell'innovazione

 

Anno
2026

Sviluppo Urbano Sostenibile

Anno
2026

La Regione, nel quadro della Politica di Coesione Europea 2014-20, ha sostenuto la crescita territoriale riconoscendo il ruolo strategico dei poli urbani e, contestualmente, rileva importanti criticità (nella qualità/quantità dei servizi di e-government ed e-health, relativamente all’efficienza energetica nonché alla competitività delle destinazioni turistiche) che richiedono l’attivazione di strategie di medio periodo incentrate su azioni di contrasto a tali problematiche.

Con la previsione di un asse dedicato, Asse VI Sviluppo Urbano Sostenibile del Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-20 e Piano Sviluppo e Coesione 2000-2020 della Regione Piemonte, si promuove la redazione di Strategie integrate per lo sviluppo nei sette capoluoghi di provincia: la Città di Alessandria, la Città di Asti, il Comune di Biella, la Città di Cuneo, il Comune di Novara, la Città di Verbania e la Città di Vercelli, al fine di renderli - secondo il paradigma smart cities - luoghi maggiormente innovativi, efficienti e competitivi.

Le Strategie sono indirizzate al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  1. miglioramento dell’offerta di servizi digitali da parte delle Amministrazioni Pubbliche a vantaggio dei cittadini e delle imprese e con effetti diffusi a scala vasta;
  2. miglioramento del risparmio energetico di edifici pubblici non residenziali, a favore dell’abbattimento dei costi di gestione e delle emissioni climalteranti;
  3. miglioramento della valorizzazione dei poli culturali come volano della promozione turistica del territorio.

Le azioni consistono nell’adozione di:

  1. soluzioni tecnologiche per la realizzazione di servizi di e-government interoperabili e di soluzioni integrate per le Smart Cities and Communities negli ambiti prioritari cultura-turismo, energia-ambiente, government e mobilità;
  2. interventi per l’eco-efficienza e la riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche attraverso interventi di ristrutturazione, ottimizzazione dei consumi energetici (smart buildings) e delle emissioni inquinanti;
  3. interventi per la riduzione dei consumi energetici delle reti di illuminazione pubblica, mediante la sostituzione di punti luce, l’installazione di Smart lamp post in grado anche di erogare servizi smart e innovativi;
  4. interventi per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale, destinati ad attivare processi di sviluppo economico.

I beneficiari delle Strategie Urbane d’Area (SUA) sono le seguenti 14 aggregazioni: 1. Alto Novarese e Bassa Valsesia, 2. Comuni Alessandrini, 3.Langhe,  4. Braidese, 5. Monregalese e Basso Cuneese, 6. Saluzzese, 7. Pinerolese, 8. Valli di Susa e Sangone, 9.Ciriacese, 10. Canavese ed eporediese, 11. Collina e pianura Torinese, 12. Area Metropolitana Ovest,13. Area, Metropolitana Sud, 14. Area Metropolitana Nord. 
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Lo Sviluppo Urbano Sostenibile

Strategie Urbane d'Area (SUA)

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio

FESR 21-27 - Strategie Urbane d'Area (SUA)

Il territorio regionale è anche connaturato da zone rifunzionalizzate per effetto di processi di decentramento manifatturiero, di catene logistico-distributive e di attraversamenti infrastrutturali che rappresentano un’opportunità di crescita economica, di creazione di occupazione e soddisfacimento di nuovi bisogni sociali espressione di rinnovate esigenze di qualità della vita, di domanda di servizi culturali e sociali, di infrastrutture connettive e interventi sul patrimonio. Per ridurre le importanti criticità rilevate, nel mix produttivo, nella localizzazione delle funzioni per l’economia, nella qualità/quantità dei servizi disponibili per l’attrattività e la vita quotidiana, che si riflettono sui divari di sviluppo territoriale - tra il centro metropolitano e le periferie e tra l’area metropolitana e i centri intermedi urbani - sono richieste strategie di medio periodo incentrate su azioni di contrasto a tali problematiche.

Nel ciclo di programmazione 2021-27, la Regione continua a riconoscere un ruolo strategico alle aree urbane e sostiene uno sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza, attraverso una azione dedicata - le Strategie Urbane d’Area (SUA) - del Programma Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021-2027 per concorrere al perseguimento dell’Obiettivo Strategico 5 Un’Europa più vicina ai cittadini attraverso le promozione dello sviluppo sostenibile e integrato di tutti i tipi di territorio e delle iniziative locali previsto dalla Politica di Coesione Europea.

Mediante il coinvolgimento delle comunità locali, la Regione promuove la redazione e l’attuazione di Strategie Urbane d’Area nei sistemi intercomunali a densità intermedia e gravitanti su centri maggiori, che includono Comuni di diverse dimensioni ma che hanno relazioni di funzionalità reciproca, di contiguità geografica e di omogeneità storico-culturale e sociale. Le SUA,  in linea con quelli definiti Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs) e dalla Nuova Carta per le Città Sostenibili, sono strumenti indirizzati al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  1. rigenerazione urbana;
  2. tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico, culturale, turistico e naturale;
  3. miglioramento della qualità dell’aria e mobilità sostenibile;
  4. miglioramento dell’utilizzo e della qualità delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) mediante l’offerta di servizi digitali interoperabili e di soluzioni integrate con effetti diffusi a scala vasta in ambiti prioritari.

Per approfondimenti visita la pagina dedicata.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il territorio regionale è anche connaturato da zone rifunzionalizzate per effetto di processi di decentramento manifatturiero, di catene logistico-distributive e di attraversamenti infrastrutturali che rappresentano un’opportunità di crescita economica, di creazione di occupazione e soddisfacimento di nuovi bisogni sociali espressione di rinnovate esigenze di qualità della vita, di domanda di servizi culturali e sociali, di infrastrutture connettive e interventi sul patrimonio. Per ridurre le importanti criticità rilevate, nel mix produttivo, nella localizzazione delle funzioni per l’economia, nella qualità/quantità dei servizi disponibili per l’attrattività e la vita quotidiana, che si riflettono sui divari di sviluppo territoriale - tra il centro metropolitano e le periferie e tra l’area metropolitana e i centri intermedi urbani - sono richieste strategie di medio periodo incentrate su azioni di contrasto a tali problematiche.

Nel ciclo di programmazione 2021-27, la Regione continua a riconoscere un ruolo strategico alle aree urbane e sostiene uno sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza, attraverso una azione dedicata - le Strategie Urbane d’Area (SUA) - del Programma Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021-2027 per concorrere al perseguimento dell’Obiettivo Strategico 5 Un’Europa più vicina ai cittadini attraverso le promozione dello sviluppo sostenibile e integrato di tutti i tipi di territorio e delle iniziative locali previsto dalla Politica di Coesione Europea.

Mediante il coinvolgimento delle comunità locali, la Regione promuove la redazione e l’attuazione di Strategie Urbane d’Area nei sistemi intercomunali a densità intermedia e gravitanti su centri maggiori, che includono Comuni di diverse dimensioni ma che hanno relazioni di funzionalità reciproca, di contiguità geografica e di omogeneità storico-culturale e sociale. Le SUA,  in linea con quelli definiti Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs) e dalla Nuova Carta per le Città Sostenibili, sono strumenti indirizzati al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  1. rigenerazione urbana;
  2. tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico, culturale, turistico e naturale;
  3. miglioramento della qualità dell’aria e mobilità sostenibile;
  4. miglioramento dell’utilizzo e della qualità delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) mediante l’offerta di servizi digitali interoperabili e di soluzioni integrate con effetti diffusi a scala vasta in ambiti prioritari.

Per approfondimenti visita la pagina dedicata.

Anno
2026

La Strategia Nazionale Aree Interne

Anno
2026

Le Aree Interne sono identificate a livello nazionale, e riconosciute a livello europeo dal Piano Nazionale di Riforma 2012, come un’organizzazione spaziale fondata su “centri minori”, spesso di piccole dimensioni, significativamente distanti dai principali centri di offerta di servizi essenziali (istruzione, salute e mobilità) e che in molti casi sono in grado di garantire ai residenti soltanto una limitata accessibilità ai servizi, con ripercussioni sul trend demografico sia in termini di numero di residenti, sia di composizione per età e natalità.

Il potenziale sviluppo economico legato alle aree interne è rappresentato dal capitale territoriale, spesso inutilizzato, caratterizzato da importanti risorse ambientali (risorse idriche, sistemi agricoli, foreste, paesaggi naturali e umani) e risorse culturali (beni archeologici, insediamenti storici, abbazie, piccoli musei, centri di mestiere) in esse presenti.

Il concorso di tre livelli di governo (locale, regionale e nazionale) previsto dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) intende creare nuove possibilità di reddito e assicurare agli abitanti l’accessibilità ai servizi essenziali (sanità, istruzione e trasporti) per contrastare processi di marginalizzazione in atto o evitare che i fenomeni si manifestino.

La numerosa presenza sul territorio regionale di aree meno densamente urbanizzate, con svantaggi naturali anche permanenti legati principalmente alla condizione transfrontaliera e all’altitudine (che in Piemonte coincidono sostanzialmente con le zone rurali di alta collina e di montagna che hanno risentito di un secolare percorso di abbandono e dove si rilevano i maggiori disagi per la distanza dai centri di offerta dei servizi, ma alle quali si guarda con rinnovato interesse, anche alla luce delle nuove urgenze emerse con la pandemia) e il fatto che siano esposte ad un crescente isolamento, all’invecchiamento della popolazione e all’impoverimento delle dotazioni infrastrutturali (anche come conseguenza del processo di mutamento industriale in corso da tempo), dei servizi e all’abbandono del presidio umano e della cura del territorio, rappresenta una opportunità per la Regione di mantenere e sostenere programmi e azioni per lo sviluppo sostenibile, ovvero che perseguono unitamente gli obiettivi di crescita economica con quelli dell’integrità degli ecosistemi e dell’equità sociale, che interessino il territorio e le comunità che vi risiedono, per contribuire a raggiungere gli obiettivi definiti dall'Agenda 2030 (ONU) declinati nella Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS).

Il potenziale di sviluppo economico legato alle aree interne è rappresentato dal capitale territoriale, spesso inutilizzato, caratterizzato dalle importanti risorse ambientali (risorse idriche, sistemi agricoli, foreste, paesaggi naturali e umani) e risorse culturali materiali e immateriali di pregio (beni archeologici, insediamenti storici, abbazie, piccoli musei, centri di mestiere) in esse presenti. In queste aree, l’intervento della Regione Piemonte consiste nel promuovere la definizione di un programma di investimenti integrato d’area, gestito dai Comuni in forma associata, che prevede l’attivazione di strumenti destinati sia al miglioramento nella fornitura di servizi essenziali in campo sanitario, scolastico e della mobilità, che al sostegno all’avvio di processi di sviluppo locale: aiuti alle imprese per la creazione e il rafforzamento delle filiere produttive locali, finanziamento di progetti destinati a valorizzare il patrimonio naturale e culturale delle aree e il miglioramento delle opportunità di formazione, occupazione e inclusione sociale mediante la progettazione e realizzazione di opere pubbliche e l’acquisizione di beni e servizi.

Attualmente, la Regione Piemonte è impegnata a supportare la realizzazione delle Strategie d’area delle quattro aree pilota individuate nella Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) del periodo 2014-2020: Area Interna “Valle Maira e Grana”, Area Interna “Valli dell’Ossola”, Area Interna “Valle Bormida” e Area Interna “Valli di Lanzo”, per cui le aree hanno iniziato a lavorare in maniera graduale, per blocchi e in modo coerente con le disponibilità finanziarie assicurate dello Stato, attraverso il Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie, per quanto concerne il pilastro del rafforzamento dei servizi essenziali (scuola, mobilità e salute). 

Nel ciclo di programmazione 2021-27, in linea con le previsioni del Documento Strategico Unitario (DSU) approvato dal Consiglio Regionale il 7 settembre 2021, il lavoro della Regione Piemonte continua nella direzione di:

  • rafforzare il ruolo guida delle forme di associazionismo (Unione di Comuni Capofila d’area) impegnate nell’attuazione della SNAI;
     
  • agevolare la realizzazione degli investimenti programmati nelle Strategie territoriali e la valutazione delle realizzazione e dei risultati degli interventi previsti nei Programmi integrati d’area condivisi negli Accordi di Programma Quadro di riferimento sottoscritti dal Capofila dell’area, dalla Regione Piemonte, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal Ministero della Salute, dall’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro e dall’Agenzia per la Coesione Territoriale ora Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
     
  • informare e agevolare i Capofila d’area per l’attrazione delle risorse aggiuntive per le aree interne previste: dalla riprogrammazione delle risorse non impegnate del Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie a favore del contrasto agli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile (Decreto Legge 8 settembre 2021, n. 120, art. 4), dal PNNR (Missione 5 Inclusione e Coesione - componente 5 C3 Interventi speciali per la coesione territoriale per il potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità e il consolidamento dei servizi sanitari di prossimità), dal Fondo complementare al PNNR per il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade (Decreto Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili di concerto con il Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale e il Ministro dell’Economia e delle Finanze del 27 settembre 2021) e dalla Delibera CIPESS n. 41/2022 per l’integrazione delle risorse a favore del pilastro del rafforzamento dei servizi essenziali (scuola, mobilità e salute);
     
  • attuare la Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) del ciclo 2021-2027 rendendo strutturale la modalità di intervento a favore delle aree diverse da quelle urbane con l’Azione 5.II.1 Strategia Aree interne incardinata nel PR Piemonte FESR 2021-2027, nella cornice programmatica della Politica di Coesione Europea.

In ragione del riparto delle risorse statali del Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie disponibili (art. 1 c. 314 L n. 160/2019), la Regione Piemonte ha individuato come prioritario il sostegno al territorio alpino e a quello appenninico e, sulla base dei criteri definiti a livello nazionale (“Criteri per la Selezione delle Aree Interne da sostenere nel ciclo 2021 – 2027” di gennaio 2022) ha candidato due nuove aree interne riconosciute, a seguito di istruttoria nazionale, come appartenenti alla SNAI del periodo 2021-2027: Valsesia, con caratteristiche proprie delle Alpi e condizioni di debolezza dovute alla difficile accessibilità, e Terre del Giarolo, con condizioni di fragilità proprie dell’Appennino.

Il modello di intervento contribuisce all’obiettivo strategico di policy (OP) 5 Un’Europa più vicina ai cittadini e l’approccio SNAI è considerato per l’Italia il principale riferimento per l’obiettivo specifico e/ii Promuovere lo sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo a livello locale, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza nelle aree diverse da quelle urbane dell’art. 3 del Regolamento UE n. 2021/1058 relativo all’intervento del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), ma al cui concorso contribuiscono anche altri Fondi comunitari (in particolare il Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027 e il Fondo Europeo per lo Sviluppo Agricolo Regionale 2023-2027) e nazionali (Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie, assegnazione Delibera CIPESS n. 41/2022) con i loro obiettivi specifici.

La Regione concentra il metodo e le risorse dell’Azione 5.II.1 Strategia Aree interne sulle nuove Aree Interne “Terre del Giarolo” e “Valsesia”, lavorando con associazioni di Comuni che costituiscano il soggetto pubblico di riferimento della Strategia Territoriale (ST); si dovranno prevedere meccanismi di coordinamento, a livello locale e regionale, per l’utilizzo del Fondo Europeo per lo Sviluppo Agricolo programmato sul CSR 2023-2027 a favore delle aree interne, a sua volta sviluppato in sinergia con LEADER/CLLD per contribuire allo sviluppo delle zone rurali, e del Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie destinato al rafforzamento dei servizi essenziali.

L’azione viene attuata attraverso l’utilizzo dello strumento dell’Investimento Territoriale Integrato (ITI) di cui all’art. 28, lett. a) del Reg (UE) 2021/1060, nei seguenti ambiti di investimento:

  • valorizzazione delle risorse naturali (ambiente, paesaggio e risorse naturali, incluse i siti Natura 2000 e le aree di pregio paesaggistico e naturalistico per contribuire alla conservazione della biodiversità) e culturali specifiche dei luoghi, attraverso interventi capaci di rendere l’offerta turistica più attrattiva, moderna e appetibile, e ampliare così il fronte della domanda sia da parte delle comunità locali sia dei fruitori esterni;
  • riuso e gestione dei beni pubblici abbandonati o non utilizzati, anche al fine di promuovere l'insediamento di nuove economie, capaci di creare nuovi valori per le comunità locali e favorire al     contempo la tutela attiva e la resilienza dei territori (affrontando però con determinazione le criticità e le debolezze relative agli     strumenti di gestione e alle forme di governance efficaci dei sistemi e delle reti di beni/servizi);
  • interventi per la fruizione dolce dei territori, fatta di ciclovie,     percorsi tematici e cammini in grado di collegare frazioni, borghi e centri abitati isolati;
  • interventi a supporto dell'inclusione digitale delle comunità;
  • processi per l’inclusione attiva e il miglioramento della qualità e disponibilità dei servizi di prossimità alla cittadinanza, con il concorso di risorse statali e del Fondo Sociale Europeo (FSE+) 2021-2027.

Il sostegno alle singole aree/coalizioni locali avviene attraverso il disegno di una proposta di “Strategia Territoriale - Progetto integrato d’area”, nel quale il progetto è un insieme di operazioni connesse finalizzate all’attuazione della prima, che sarà oggetto di condivisione attraverso la stipula di un Accordo di Programma Quadro (APQ) dedicato da parte di tutte le Amministrazioni pubbliche coinvolte, a livello locale, regionale e nazionale, per assicurare l’impegno congiunto delle stesse alla realizzazione degli investimenti a favore dei cittadini dell’area interna.

Il 5 agosto 2024 l'Autorità responsabile per le aree interne della Regione Piemonte ha trasmesso al Dipartimento per le politiche di coesione e per il sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri la proposta di Strategia Territoriale (ST) elaborata dalla nuova Area Interna “Terre del Giarolo”, accompagnata dalla documentazione adottata per il rispetto della condizionalità in tema di associazionismo intercomunale, per l’istruttoria funzionale all’approvazione della Strategia Territoriale ai sensi della legge n. 162 del 13 novembre 2023.

Il 30 ottobre 2024 l'Autorità responsabile per le aree interne della Regione Piemonte ha trasmesso al Dipartimento per le politiche di coesione e per il sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri la proposta di Strategia Territoriale (ST) elaborata dalla nuova  Area Interna "Valsesia", accompagnata dalla documentazione adottata per il rispetto della condizionalità in tema di associazionismo intercomunale, per l’istruttoria funzionale all’approvazione della Strategia Territoriale ai sensi della legge n. 162 del 13 novembre 2023.

La Cabina di Regia per lo sviluppo delle aree interne del Paese, presieduta dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, il 9 aprile 2025 ha approvato il Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021–2027, il testo integrale del piano, aggiornato al 31 luglio, e gli allegati con analisi, linee guida e mappatura aggiornata delle aree.

Il 9 luglio la Regione Piemonte ha trasmesso la proposta di Strategia Territoriale (ST) “Alle sorgenti di una ricchezza condivisa elaborata dalla nuova Area Interna “Valsesia” in coerenza con gli indirizzi, le priorità strategiche e gli ambiti di intervento cui destinare le risorse statali definiti dal Piano Strategico Nazionale Aree Interne (PSNAI) approvato dalla Cabina di Regia per lo sviluppo delle aree interne del Paese.

Il 9 luglio la Regione Piemonte ha trasmesso la proposta di Strategia Territoriale (ST) “In ProsPEttiVA: PRESERVARE PER VALORIZZARE" elaborata dalla nuova Area Interna “Terre del Giarolo” in coerenza con gli indirizzi, le priorità strategiche e gli ambiti di intervento cui destinare le risorse statali definiti dal Piano Strategico Nazionale Aree Interne (PSNAI) approvato dalla Cabina di Regia per lo sviluppo delle aree interne del Paese.

Il 13 febbraio 2026 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato all’ARAI l’esito positivo dell’istruttoria di competenza del Dipartimento per le Politiche di Coesione, del Nucleo di Valutazione per le Politiche di Coesione (NUPC), nonché dei Ministeri competenti, della Strategia Territoriale (ST) elaborata delle nuove Aree Interne “Terre del Giarolo” e “Valsesia”.

Il 16 febbraio 2026 la Regione Piemonte ha trasmesso, per l’approvazione della Cabina di Regia per lo sviluppo delle aree interne, la documentazione inerente le Strategie Territoriali (ST):

- “COMUNITA’, COMPETITIVITA’, INNOVAZIONE” elaborata dall’Area Interna “Valsesia”, perfezionata a seguito dei rilievi istruttori del Comitato Tecnico per le Aree Interne (CTAI),

- “In ProsPEttiVA: PRESERVARE PER VALORIZZAREelaborata dall’Area Interna “Terre del Giarolo”, perfezionata a seguito dei rilievi istruttori del Comitato Tecnico per le Aree Interne (CTAI).

Il 14 aprile 2026 la Cabina di regia per lo sviluppo delle Aree interne ha approvato le Strategie Territoriali delle due nuove aree interne

 

Informazioni e risorse aggiuntive


Strategia Nazionale Aree Interne

Aree interne: di quali territori parliamo?

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio

La bonifica dei siti “orfani”

I siti per i quali il responsabile della contaminazione non è stato individuato - o non adempie agli obblighi di bonifica - sono definiti “orfani”.

Gli interventi in questa tipologia di siti sono a carico delle Pubbliche Amministrazioni, che possono rivalersi sui responsabili (se individuati). Il procedimento di individuazione dei responsabili della contaminazione è di competenza delle Province/Città Metropolitana.

Una ricognizione della Regione Piemonte, effettuata nel 2021 con il supporto delle Province/Città Metropolitana di Torino, ha evidenziato la presenza di circa 120 siti “orfani”.

L’elenco dei siti orfani è allegato al “Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate” (PRUBAI).

Alla fine del 2020 il Ministero dell’Ambiente ha approvato il Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani che ha stanziato risorse per gli interventi in questa tipologia di siti.

Con le risorse stanziate dal Ministero, pari a € 6.815.788,93, sono stati individuati 16 interventi nel territorio regionale ritenuti prioritari, che sono attualmente in corso di realizzazione.

I siti orfani sono altresì oggetto di una specifica misura di finanziamento del PNRR, Misura M2C4 - Bonifica del "suolo dei siti orfani", finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.

Nell’ambito di tale misura, con decreto del Ministero della Transizione Ecologica n. 301 del 4 agosto 2022 è stato approvato il Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani. Le risorse messe a disposizione per il territorio regionale piemontese sono pari a 36.675.937,16 euro e sono utilizzate per la bonifica di 11 siti orfani.

Per 10 siti è stato approvato l’accordo con Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) n. 56 del 02/03/2024, per l’ultimo sito l’accordo è stato approvato con Decreto Direttoriale MASE n. 231 del 09/12/2024.

Gli Accordi sono sottoscritti dal MASE, Regione Piemonte e i Comuni interessati. I Comuni sono i destinatari delle risorse e sono individuati quali Soggetti Attuatori Esterni, responsabili della realizzazione operativa degli interventi. Alcuni interventi sono terminati, per tutti gli altri si prevede il completamento entro il secondo trimestre 2026. Il totale della superficie di suolo che si prevede di riqualificare entro tale termine è pari a circa 280.000 m2.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

I siti per i quali il responsabile della contaminazione non è stato individuato - o non adempie agli obblighi di bonifica - sono definiti “orfani”.

Gli interventi in questa tipologia di siti sono a carico delle Pubbliche Amministrazioni, che possono rivalersi sui responsabili (se individuati). Il procedimento di individuazione dei responsabili della contaminazione è di competenza delle Province/Città Metropolitana.

Una ricognizione della Regione Piemonte, effettuata nel 2021 con il supporto delle Province/Città Metropolitana di Torino, ha evidenziato la presenza di circa 120 siti “orfani”.

L’elenco dei siti orfani è allegato al “Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate” (PRUBAI).

Alla fine del 2020 il Ministero dell’Ambiente ha approvato il Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani che ha stanziato risorse per gli interventi in questa tipologia di siti.

Con le risorse stanziate dal Ministero, pari a € 6.815.788,93, sono stati individuati 16 interventi nel territorio regionale ritenuti prioritari, che sono attualmente in corso di realizzazione.

I siti orfani sono altresì oggetto di una specifica misura di finanziamento del PNRR, Misura M2C4 - Bonifica del "suolo dei siti orfani", finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU.

Nell’ambito di tale misura, con decreto del Ministero della Transizione Ecologica n. 301 del 4 agosto 2022 è stato approvato il Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani. Le risorse messe a disposizione per il territorio regionale piemontese sono pari a 36.675.937,16 euro e sono utilizzate per la bonifica di 11 siti orfani.

Per 10 siti è stato approvato l’accordo con Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) n. 56 del 02/03/2024, per l’ultimo sito l’accordo è stato approvato con Decreto Direttoriale MASE n. 231 del 09/12/2024.

Gli Accordi sono sottoscritti dal MASE, Regione Piemonte e i Comuni interessati. I Comuni sono i destinatari delle risorse e sono individuati quali Soggetti Attuatori Esterni, responsabili della realizzazione operativa degli interventi. Alcuni interventi sono terminati, per tutti gli altri si prevede il completamento entro il secondo trimestre 2026. Il totale della superficie di suolo che si prevede di riqualificare entro tale termine è pari a circa 280.000 m2.

Anno
2026