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Stato chimico dei laghi

Capitolo
Laghi
Anno
2025

Lo Stato Chimico è un indice che valuta la qualità chimica dei corsi d’acqua.  La valutazione dello Stato Chimico è definita a livello comunitario in base a una lista di sostanze considerate di interesse e per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientale (SQA) europei fissati dalla Direttiva 2013/39/UE, recepiti dal D.Lgs 172/2015 e riportati in tabella 1/A. La verifica degli standard di qualità ambientale è effettuata attraverso il confronto della concentrazione media annua di ogni singola sostanza con il rispettivo standard di qualità (SQA_MA) e, per alcune sostanze, del singolo valore di concentrazione con il rispettivo standard (SQA_CMA).

La verifica degli standard di qualità ambientale viene effettuata ogni anno per le stazioni oggetto di monitoraggio, così come individuato nel Programma sessennale di monitoraggio.

La classificazione dello Stato Chimico avviene al termine del triennio/sessennio di monitoraggio. Lo Stato chimico può assumere due classi: Buono e Non Buono. La classe NON Buono è attribuita quando anche solo una sostanza tra quelle monitorate ed elencate nella tabella 1/A supera il valore del rispettivo Standard di Qualità Ambientale, in almeno uno degli anni di monitoraggio. 

Nel 2023, 7 dei nove laghi monitorati ricadano nella classe di stato chimico Buono mentre per gli altri 2 lo Stato Chimico risulta Non Buono a causa del superamento dello standard di qualità ambientale per il parametro PFOS.

Stato Chimico dei laghi, Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2023
Classi Numero di corpi idrici
Buono 7
Non buono 2
Stato Chimico dei laghi, Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2022 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO LEGISLATIVO 13 ottobre 2015, n. 172 - Attuazione della direttiva 2013/39/UE, che modifica le direttive 2000/60/CE per quanto riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015;172

Stato del Documento
Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Acqua

Laghi

Tema
Tipo
img-intro
pesci
Paragrafi

La maggior parte dei numerosi laghi piemontesi sono il risultato dei fenomeni legati al ritiro dei ghiacciai a partire dalla fine del Pleistocene.

Molti di essi sono di piccole dimensioni, ma non mancano laghi molto grandi come il Lago Maggiore, che viene condiviso con la Svizzera e la confinante Lombardia. 

I principali laghi piemontesi sono sottoposti a programmi di monitoraggio per la valutazione dello stato generale della qualità delle acque a scala regionale.

Nel sessennio di monitoraggio 2014-2019 il 67% dei corpi idrici lacustri sono stati classificati in uno Stato Ecologico Buono o superiore e il 33% in uno stato ecologico Sufficiente

Per quanto riguarda lo Stato Chimico, il 92% di questi particolari corpi idrici è risultato in classe Buono.

Stato/Potenziale Ecologico dei corpi idrici -LAGHI – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Stato Chimico dei corpi idrici in Piemonte - LAGHI – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO 8 novembre 2010, n. 260 Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2011/02/07/011G0035/sg

Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po https://pianoacque.adbpo.it/piano-di-gestione-2021/

Analisi delle pressioni PianoAcque2021 https://www.adbpo.it/PianoAcque2021/PdGPo2021_22dic21/Elaborato_02_PressioniImpatti_22dic21/

Anno
2025
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Contaminazione da fitosanitari

Capitolo
Fiumi
Anno
2025

Obiettivo importante del monitoraggio è la verifica degli impatti delle diverse pressioni insistenti sui corpi idrici; una delle pressioni più presenti e diffuse sul territorio piemontese è l’agricoltura. 

A partire dal 2009 Arpa Piemonte ha elaborato un indicatore sintetico che permette di valutare il fenomeno della contaminazione da prodotti fitosanitari delle acque superficiali. 

La metodologia utilizzata prevede l’analisi dei seguenti fattori: la frequenza di riscontri nell’anno, vale a dire il numero di campioni, tra quelli prelevati, positivi per la presenza di residui di pesticidi; la concentrazione media annua della somma di tutte le sostanze attive riscontrate nei singoli campioni; il numero di sostanze attive riscontrate nell’anno in ogni stazione di campionamento. 

I singoli fattori considerati sono poi raggruppati in classi e a ogni classe viene attribuito un punteggio. 

Prodotti fitosanitari: Punteggi attribuiti ai campioni in base ai residui di pesticidi, alle medie annue e al numero di sostanz
Campioni/anno con residui Punteggio Medie annue somma µg/L Punteggio Sostanze/punto numero Punteggio
0 0 0 0 0 0
1>5 1 0>0.1 1 1>5 1
5>10 2 0.1>1 2 5>10 2
> 10 3 > 1 3 > 10 3
Prodotti fitosanitari: Punteggi attribuiti ai campioni in base ai residui di pesticidi, alle medie annue e al numero di sostanze attive - Fonte Arpa Piemonte

In base alla somma dei punteggi dei parametri considerati viene definita una categorizzazione dell’indice sintetico che permette di valutare l’entità del fenomeno di contaminazione delle acque superficiali da prodotti fitosanitari, come riportato in tabella.

Sintesi delle categorie
Somma Entitа del fenomeno
0 non presente
3 – 4 - 5 basso
6 - 7 medio
8 - 9 alto
Prodotti fitosanitari: Sintesi delle categorie dei punteggi attribuiti ai campioni - Fonte Arpa Piemonte

Mediante questo indice, è possibile confrontare i risultati del monitoraggio regionale per la contaminazione da prodotti fitosanitari, svolto su quasi 90 stazioni di campionamento dal 2009 al 2023, tutti gli anni.

Indice di contaminazione da Fitosanitari
Indice contaminazione da fitosanitari 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023
alto 0 0 0 3 7 3 7 0 12 13 10 17 15 8 16
medio 10 13 16 18 21 15 18 10 31 33 31 33 33 32 25
basso 65 57 44 56 57 60 51 69 44 36 41 33 35 43 39
non presente 13 18 28 11 3 10 12 9 1 6 6 5 5 4 8
totale punti comuni 88 88 88 88 88 88 88 88 88 88 88 88 88 87 88
numero sostanze riscontrate 31 26 36 40 59 73 61 58 68 74 71 71 74 69 64
Prodotti fitosanitari: Indice di contaminazione da Fitosanitari - Fonte Arpa Piemonte

Il dato del numero di sostanze riscontrate è nel tempo aumentato anche in ragione dell’affinamento delle tecniche analitiche e dell’aumento del numero di sostanze analizzate. Si passa da circa 70-80 principi attivi nei primi anni a più di 100 nel 2023.

Di seguito la tabella che dà conto del numero di punti monitorati nel 2023 in cui è presente almeno una sostanza.

Fitosanitari 2023
Sostanza n° punti
METOLACLOR 67
NICOSULFURON 56
TERBUTILAZINA 55
IMIDACLOPRID 47
AZOYSTROBINA 46
DESETILTERBUTILAZINA 46
BENTAZONE 34
DIMETOMORF 34
AMPA 33
MCPA 32
GLIFOSATE 28
TEBUCONAZOLO 28
PROSULFURON 27
IMAZAMOX 26
CLOMAZONE 25
CICLOXIDIM 24
METALAXIL 23
ETOFUMESATE 22
SULCOTRIONE 22
DIURON 17
FLUROXIPIR 16
BENSULFURON METILE 15
SPIROXAMINA 15
QUINCLORAC 14
DESETILATRAZINA 14
OXADIAZON 14
BOSCALID 13
MESOTRIONE 13
TRICLOPIR 12
2,4-D 12
MECOPROP 11
FLUFENACET 10
TRICICLAZOLO 9
DIMETENAMIDE 9
METRIBUZIN 9
ATRAZINA 9
CIPRODINIL 7
METAMITRON 7
PROPANIL 6
DDT (SOMMA ISOMERI E METABOLITI) 6
FLUOPICOLIDE 6
CLORTOLURON 5
2,6-DICLOROBENZAMIDE 4
IPROVALICARB 4
PROPICONAZOLO 4
PRETILACLOR 3
FLUTRIAFOL 3
METSULFURON METILE 3
PIRIMETANIL 3
GAMMA ESACLOROCICLOESANO (LINDANO) 2
ESACLOROBENZENE 2
SIMAZINA 2
AZIMSULFURON 1
ETHOYSULFURON 1
AMIDOSULFURON 1
BUPIRIMATE 1
EXSAZINONE 1
LINURON 1
MALATION 1
MICLOBUTANIL 1
PENDIMETALIN 1
THIAMETOAM 1
ALACLOR 1
ISOPROTURON 1
Presenza di prodotti fitosanitari nelle acque nel 2023. Per ogni sostanza viene indicato il numero di punti monitorati in cui è presente - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DCR 258 - 25537 Approvazione delle disposizioni di attuazione per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ai fini della tutela dell’ambiente, della salute e della biodiversità ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 (Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi) e del Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po. http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=87970

Arpa Piemonte “Contributo tecnico-scientifico per la valutazione della vulnerazione da prodotti fitosanitari nelle acque sotterranee” http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=87972

  Aree Specifiche su cui applicare misure di tutela delle acque dall’inquinamento da prodotti fitosanitari https://www.geoportale.piemonte.it/geonetwork/srv/ita/catalog.search#/metadata/r_piemon:9c8e61b7-77d1-4f44-a560-a7298811a50f

Arpa Piemonte Stato di qualità dei Corpi Idrici Sotterranei in Piemonte ai sensi della DQA Triennio 2020-2022 https://www.arpa.piemonte.it/media/4640

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Gruppo di Redazione
Acqua

Stato idromorfologico dei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2025
Indice idromorfologido IDRAIM

Lo stato degli ecosistemi acquatici e ripariali è condizionato sia dal regime idrologico sia dalla qualità morfologica dei corpi idrici, in quanto i deflussi idrici, i processi geomorfologici del corso d’acqua e le sue condizioni di equilibrio dinamico costituiscono l’ambiente nel quale gli ecosistemi si sviluppano.

Le condizioni morfologiche, la continuità fluviale e il regime idrologico sono fattori chiave a supporto degli Elementi di Qualità Biologica nel processo di valutazione dello stato ecologico e nell’interpretazione dei pattern biologici.

La Direttiva Quadro sulle Acque prevede quindi uno specifico monitoraggio degli elementi idromorfologici che contribuiscono a confermare lo Stato Ecologico (SE) dei corpi idrici in stato Elevato, o di declassarlo a Buono.

La valutazione dello stato idromorfologico avviene tramite un Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d’acqua o l'indice IDRAIM, definito dall’analisi combinata di due indicatori: l’Indice del Regime di Alterazione idrologica (IARI) e l’Indice di Qualità Morfologica (IQM), che nel complesso valutano le alterazioni idromorfologiche rispetto a condizioni ideali di riferimento. Lo stato idromorfologico è determinato sulla base della valutazione del dato peggiore tra i due indicatori.

Nel primo ciclo di monitoraggio, terminato nel 2015, tramite l'indice IDRAIM si è giunti alla caratterizzazione e classificazione idromorfologica  di 82 corpi idrici; 14 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 68 in stato Non Elevato.

Nel secondo ciclo di monitoraggio, terminato nel 2019, sono stati caratterizzati altri 106 corpi idrici, di questi, 13 sono risultati in stato idromorfologico Elevato, 93 in stato Non Elevato.

Nel 2024 i 6 corpi idrici indagati sono risultati in stato idromorfologico Non Elevato

Indice IARI

L’indice valuta l'impatto di prelievi, derivazioni ad uso idroelettrico, opere di sbarramento o di invaso, opere longitudinali e variazioni del suolo sul corso d'acqua e fornisce, quindi, una misura dello scostamento del regime idrologico osservato rispetto a quello naturale, che si avrebbe cioè in assenza di pressioni antropiche.

L’indice è definito attraverso due modalità differenti, in funzione del fatto che lungo il corpo idrico in esame siano presenti una o più stazioni di misura delle portate.

A causa di fenomeni di alterazione del regime idrologico nel 2024 2 dei 6 corpi idrici monitorati hanno presentato un indice IARI Non Buono

Indice IQM

L’indice IQM valuta la funzionalità fluviale di un corpo idrico dal punto di vista geomorfologico. Esso viene calcolato attraverso  analisi e rilevamento di dati tramite ortoimmagini e sul campo. I dati raccolti ed analizzati riguardano la funzionalità dei processi geomorfologici in atto, l’artificialità - ovvero la presenza e l’impatto delle opere e degli interventi antropici, e le variazioni morfologiche subite dal fiume negli ultimi cinquant'anni. La compilazione di un’apposita scheda individua per ogni componente un valore che contribuisce alla quantificazione dell’IQM.

Nel 2024 3 dei 6 corpi idrici monitorati hanno presentato valore dell’indice Buono, 2 Sufficiente e 1 Scadente.

L’integrazione dei due indici (IARI +IQM), quindi, oltre a permettere la caratterizzazione e la classificazione idromorfologica dei corsi d’acqua, è uno strumento utile alla classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali e rappresenta una metodologia utile in studi per obiettivi specifici, come la riqualificazione fluviale, la gestione dei sedimenti o la mitigazione dei pericoli da dinamica fluviale. 

Valutazione dell’Indice Idromorfologico dei 6 corpi idrici monitorati nel 2024
Corpo Idrico Fiume Classe IQM Stato IQM Stato IARI Stato Idromorfologico IDRAIM
06SS1T033PI Banna Sufficiente Non Elevato Elevato Non Elevato
04SS3N148PI Corsaglia Buono Non Elevato Elevato Non Elevato
06SS3T244PI Grana Sufficiente Non Elevato Buono Non Elevato
08SS1N357PI Ovrano Buono Non Elevato Elevato Non Elevato
06SS2T976PI Roggia Bona Scadente Non Elevato Non calcolabile
01SS2N933PI Viana Buono Non Elevato Buono Non Elevato
Valutazione dell’Indice Idromorfologico dei 9 corpi idrici monitorati nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Linee guida ISPRA

IDRAIM Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d'acqua https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/idraim-sistema-di-valutazione-idromorfologica-analisi-e-monitoraggio-dei-corsi-d2019acqua-versione-aggiornata-2016

Implementazione della Direttiva 2000/60/CE. Analisi e valutazione degli aspetti idromorfologici. Versione 1.1. https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00010100/10146-analisi-e-valutazione-degli-aspetti-idromorfologici-agosto-2011.pdf

RINALDI M., BELLETTI B., COMITI F., MAO L., NARDI L., BUSSETTINI M., con il contributo di VEZZA P. (2015). Sistema di rilevamento e classificazione delle Unità Morfologiche dei corsi d’acqua (SUM). ISPRA, Manuali e linee guida, 122/2015. Roma, aprile 2015: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/sum-sistema-di-rilevamento-e-classificazione-delle-unita-morfologiche-dei-corsi-dacqua

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Gruppo di Redazione
Acqua

Stato ecologico dei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2025

Lo Stato Ecologico (SE) è un indice che deriva dalla valutazione integrata degli indici relativi alle comunità biologiche indagate (indici STAR_ICMi - macrobenthos, ICMi - diatomee, IBMR - macrofite, NISECI - fauna ittica), dell’indice LIMeco e della verifica degli Standard di Qualità Ambientale per gli inquinanti specifici. Ogni metrica individua una classe di stato, la classe più bassa tra quelle attribuite dalle diverse metriche indagate determina la classe di stato ecologico del corpo idrico.

Gli indici relativi alle diverse componenti monitorate vengono calcolati ogni anno per le stazioni oggetto di monitoraggio, così come individuato nel Programma sessennale di monitoraggio.

La classificazione dello Stato Ecologico avviene al termine di un triennio/sessennio di monitoraggio.

LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico)

Il LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico) è un indice sintetico che descrive la qualità delle acque correnti per quanto riguarda i nutrienti e l’ossigenazione. I parametri considerati per la definizione del LIMeco sono: Ossigeno in % di saturazione (scostamento rispetto al 100%), Azoto ammoniacale, Azoto nitrico e Fosforo totale.

Indice LIMeco. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2023
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 74
Buono 49
Sufficiente 31
Scarso 20
Cattivo 5
Indice LIMeco. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2023 - Fonte Arpa Piemonte

I dati del 2023 evidenziano come il 41% dei corpi idrici monitorati ricada in classe Elevato dell'indice LIMeco, il 27% nella classe Buono, il 17% nella classe Sufficiente ed il restante 14% nelle classi Scarso e Cattivo.  

Diatomee - Indice ICMi (Intercalibration Common Metric Index) 

Lo stato della comunità di diatomee è valutato attraverso l’indice ICMi: si tratta di un indice multimetrico che deriva dalla combinazione dell’Indice di Sensibilità agli Inquinanti (IPS) e dell’Indice Trofico (TI).

Diatomee. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2023
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 17
Buono 17
Sufficiente 4
Scarso 3
Cattivo 0
Diatomee. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2023 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2023 il 41% dei corpi idrici  monitorati ricade nella classe Elevato e Buono dell’indice diatomico ICMi , il 17% nelle classi Sufficiente e Scarso.

Macrobenthos - indice STAR_ICMi (Standardisation of River Classifications_Itercalibration Multimetric Index) 

Lo stato della comunità macrobentonica è valutato attraverso l’indice STAR_ICMi, un indice multimetrico composto da 6 metriche che forniscono informazioni in merito a composizione, abbondanza, diversità e rapporto tra specie tolleranti e sensibili.

Macrobenthos. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2023
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 20
Buono 21
Sufficiente 12
Scarso 7
Cattivo 0
Macrobenthos. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2023 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2023 il 68% dei corpi idrici  monitorati ricade nella classe Elevato e Buono dell’indice STAR_ICMi, il 31% nelle classi Sufficiente e Scarso.

Macrofite - indice IBMR (Index Macrofitique Biologique en Rivière)

Lo stato della comunità macrofitica è valutato attraverso l’indice IBMR, finalizzato alla valutazione dello stato trofico dei corpi idrici . L’indice si basa sull’uso di una lista floristica di taxa indicatori con particolare sensibilità ad alti livelli di trofia. 

Macrofite. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2023
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 6
Buono 9
Sufficiente 5
Scarso 4
Cattivo 0
Macrofite. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 5 classi - anno 2023 - Fonte Arpa Piemonte
SQA inquinanti specifici 

La verifica annuale delle concentrazioni medie annue di ogni sostanza analizzata con gli Standard di Qualità porta all’attribuzione di una delle 3 classi previste dal Decreto 260/2010: Elevato, Buono o Sufficiente . La classe sufficiente è assegnata quando anche solo una sostanza tra quelle monitorate ed elencate nella tabella 1/A supera il valore del rispettivo standard di qualità ambientale.

SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 3 classi - anno 2023
Classi Numero Corpi Idrici
Elevato 43
Buono 88
Sufficiente 48
SQA inquinanti specifici. Ripartizione dei Corpi Idrici monitorati nelle 3 classi - anno 2023 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2023 il 73% dei corpi idrici monitorati ricade nelle classi Elevato e Buono dell’indice per gli inquinanti specifici, il 27% nella classe Sufficiente.

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Gruppo di Redazione
Acqua

Stato chimico dei fiumi

Capitolo
Fiumi
Anno
2025

Lo Stato Chimico è un indice che valuta la qualità chimica dei corsi d’acqua. La valutazione dello Stato Chimico è definita a livello comunitario in base a una lista di sostanze pericolose o pericolose prioritarie per le quali sono previsti Standard di Qualità Ambientale (SQA) europei fissati dalla Direttiva 2013/39/UE, recepiti dal D.Lgs 172/2015 e riportati in tabella 1/A. . La verifica degli standard di qualità ambientale è effettuata attraverso il confronto della concentrazione media annua di ogni singola sostanza con il rispettivo standard di qualità (SQA_MA) e, per alcune sostanze, del singolo valore di concentrazione con il rispettivo standard (SQA_CMA).

La verifica degli standard di qualità ambientale viene effettuata ogni anno per le stazioni oggetto di monitoraggio, così come individuato nel Programma sessennale di monitoraggio.

La classificazione dello Stato Chimico avviene al termine del triennio/sessennio di monitoraggio. Lo Stato chimico può assumere due classi: Buono e Non Buono. La classe NON Buono è attribuita quando anche solo una sostanza tra quelle monitorate ed elencate nella tabella 1/A supera il valore del rispettivo Standard di Qualità Ambientale.  

Stato Chimico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2023
Classi Numero Corpi Idrici
Buono 121
Non Buono 58
Stato Chimico. Ripartizione dei Corpi Idrici nelle 2 classi – anno 2023 - Fonte Arpa Piemonte

Nel 2022 il 44% dei corpi idrici monitorati ricade nella classe Buono e il restante 56% nella classe Non Buono.

Risorse e informazioni aggiuntive

Standard di qualità ambientali (tabella 1/A) del D.Lgs 172/2015 : https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/10/27/15G00186/sg

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Gruppo di Redazione
Acqua

Classificazione dei corpi idrici superficiali nel sessennio 2014-2019

Capitolo
Fiumi
Anno
2025

La classificazione consente di misurare la rilevanza degli impatti sul corpo idrico (a carico di una o più delle componenti monitorate) determinati dall’insieme delle pressioni antropiche.

Nel sessennio di monitoraggio 2014-2019, dei 598 corpi idrici relativi ai fiumi individuati in Piemonte, il 50% risulta in una classe di Stato/Potenziale Ecologico Elevato o Buono e il 50% in una classe Sufficiente o inferiore.

Attraverso la revisione dell’Analisi delle Pressioni avvenuta nel 2019-2020, applicando la metodologia definita a livello distrettuale, sono state individuate le pressioni antropiche più significative sui corpi idrici, cioè quelle potenzialmente in grado di pregiudicarne il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità. Tra queste risultano più significative: le alterazioni morfologiche - in particolar modo relative alle modificazioni della zona ripariale - i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l’agricoltura.
Ovviamente la valutazione dei singoli indici può non essere esplicativa del reale stato del corpo idrico; infatti può esserci presenza di una alterazione anche quando essa non si traduce in uno stato di qualità inferiore al Buono o comunque in un cambio di classe di Stato.
Per tale motivo è indispensabile l’analisi integrata dei dati di stato con gli impatti ambientali presenti, (attraverso l’utilizzo di specifici indicatori quali: contaminazione da pesticidi, VOC, inquinamento da nutrienti e carico organico) al fine di confermare i risultati dell’Analisi delle Pressioni e di verificare l’efficacia delle misure di tutela o miglioramento in atto.

Stato del Documento
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Gruppo di Redazione
Acqua

Fiumi

Tema
Tipo
img-intro
fiume
Paragrafi

Ai sensi della direttiva quadro sulle acque i corpi idrici vengono monitorati secondo specifiche frequenze nell’ambito di un ciclo sessennale di programmazione; alcuni con cadenza annuale, altri una sola volta nei sei anni; al termine del ciclo di monitoraggio viene definita la classificazione ufficiale dei corpi idrici.

Nel 2020 è stato avviato il terzo sessennio di monitoraggio, implementato secondo le norme comunitarie e relativo al periodo 2020-2025.

Le modalità tecniche del monitoraggio sono definite dal Decreto Ministeriale 260/2010.  

I dati del monitoraggio sono utilizzati nell’ambito del terzo Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po

La frequenza e la distribuzione di monitoraggio dei parametri utilizzati per definire la classificazione, rilevanti per misurare gli impatti delle pressioni antropiche sul corpo idrico, derivano anche dalla Analisi delle Pressioni - la cui ultima revisione è avvenuta nel 2019-2020 - che ha individuato le pressioni antropiche più significative sui corpi idrici che potenzialmente sono in grado di pregiudicare il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità.

Tra queste, a livello regionale, risultano più significative le alterazioni morfologiche - relative in particolar modo alle modificazioni della zona ripariale, i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l’agricoltura.

L’analisi integrata dei dati di stato e degli impatti ambientali presenti - attraverso l’utilizzo di specifici indicatori quali contaminazione da pesticidi e VOC (composti organici volatili), inquinamento da nutrienti e carico organico - permette di confermare i risultati dell’Analisi delle Pressioni e di verificare l’efficacia delle misure di tutela e miglioramento messe in atto.

Nel sessennio di monitoraggio 2014-2019, il 50% dei 598 Corpi Idrici relativi ai fiumi individuati in Piemonte risulta in una classe di Stato/Potenziale Ecologico Elevato o Buono e il 50% in una classe Sufficiente o inferiore.

Per quanto riguarda lo Stato Chimico, l’89% dei corpi idrici ricade nella classe Buono e l’11% nella classe “Non Buono”.
 

Stato/Potenziale Ecologico dei corpi idrici - FIUMI – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Stato Chimico dei corpi idrici in Piemonte - FIUMI – sessennio 2014-2019 - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

DECRETO 8 novembre 2010, n. 260 Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2011/02/07/011G0035/sg

Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po https://pianoacque.adbpo.it/piano-di-gestione-2021/

Analisi delle pressioni PianoAcque2021 https://www.adbpo.it/PianoAcque2021/PdGPo2021_22dic21/Elaborato_02_PressioniImpatti_22dic21/

Anno
2025
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Andamento delle portate nel 2024

Anno
2025

Nel 2024 la portata media annua di quasi tutti i corpi idrici è risultata superiore ai valori storici di riferimento, a causa delle abbondanti precipitazioni registrate. I corsi d’acqua Pellice, Sangone e Orco, situati nell’area occidentale della regione, e lo Scrivia a sud, sono stati caratterizzati da portate medie annue uguali o superiori al doppio del valore medio storico. Sono risultati significativi anche gli scostamenti positivi, intorno all’80%, di Varaita, Chisone, Dora Riparia, Malone e Sesia. L’unico corso d’acqua che ha registrato uno scostamento negativo sulla portata media annua è il Belbo. Alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola S. Antonio (AL), la portata media annua è risultata più alta del 59% del valore medio storico.

Confronto tra la portate media del 2024 e il valore medio storico alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola S. Antonio (AL), la portata media annua è risultata quindi più alta del 59% del valore medio storico - Fonte Arpa Piemonte

Il mese di gennaio è stato caratterizzato da deflussi decisamente sotto la media su quasi tutta la regione. I maggiori deficit, intorno all’80%, sono stati registrati su Chiusella, Banna, Belbo e Bormida; invece, sull’alto bacino della Dora Riparia, Dora Baltea, Stura di Demonte e Scriva lo scostamento rispetto allo storico è stato positivo.

A seguito delle precipitazioni di febbraio, la maggior parte dei corsi d’acqua della regione ha registrato surplus di portata, anche pari o uguale al doppio del valore medio storico. Nella zona orientale della regione si segnalano il Cervo e l’alto bacino del Sesia, mentre a sud lo Scriva e l’Orba. In tale mese permangono deficit di portata su alcuni corsi d’acqua del Piemonte occidentale.

A marzo, grazie alle abbondanti precipitazioni, tutti i corsi d’acqua hanno registrato valori mensili di portata marcatamente superiori al valore medio storico, anche di tre/quattro volte, come Sangone, Malone, Cervo, Sesia e Scrivia. Sull’intera asta di Po il surplus di portata aumenta progressivamente spostandosi da monte verso valle, raggiungendo in chiusura a Isola Sant’Antonio circa +170%.

Nel quadrimestre aprile-luglio lo scostamento della portata media si è mantenuto positivo su quasi tutti i corsi d’acqua della regione. I surplus maggiori, la cui media dei quattro mesi è stata superiore a +100%, sono stati registrati sull’Agogna, sui corsi d’acqua occidentali di Pellice, Orco e Varaita e meridionali di alto Bormida e Scrivia.

La situazione è cambiata nel mese di agosto dove, a seguito delle scarse precipitazioni, si è invertito il trend: si osserva un aumento significativo dei corsi d’acqua che sono tornati in deficit. Lungo l’asta del Po, a valle della sezione di Torino, che è risultata in media con il valore storico, sono stati registrati scostamenti negativi di portata compresi tra il -10% e -30%.

Le abbondanti precipitazioni di fine estate hanno determinato una risposta positiva dei deflussi, determinando di nuovo scostamenti positivi di portata su quasi tutti i corsi d’acqua della regione. Si segnalano portate medie mensili superiori al triplo del valore storico su Pellice, Chisone e Orco.

Per quanto riguarda le portate medie mensili, come per le precipitazioni, ottobre è stato un mese da record. Tutti i corsi d’acqua hanno registrato portate superiori almeno una volta e mezza il valore medio storico, ad eccezione di Agogna e Toce, che hanno avuto un surplus compreso tra il 75% e il 100%. Si segnala in particolare il Pellice a Villafranca, che ha avuto una portata media mensile undici volte superiore al valore medio storico, e la Bormida, la cui portata è stata più alta di circa otto volte.

L’ultimo bimestre dell’anno è risultato secco, comportando nuovamente la comparsa di deficit sulla maggior parte dei corsi d’acqua. I deficit più significativi sono stata registrati nel Piemonte nord-orientale e meridionale. Lungo l’asta del Po, da Villafranca a Isola Sant’Antonio, il deficit è stato tra il -2% e -54%. 

Deflussi mensili alla chiusura dei bacini idrografici del Piemonte nel 2024 - Fonte Arpa Piemonte

Lo scostamento della portata annuale viene calcolato rispetto alla media storica come rapporto, espresso in percentuale, tra la portata osservata e il valore medio storico.

Informazioni e risorse aggiuntive

  Geoportale di Arpa Piemonte, precipitazioni e portate, dati e cartografie
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

  Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/precport_webapp/index.html

 

 

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Acqua

Precipitazioni e portate

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Lo stato di qualità delle acque superficiali è condizionato, sia dal punto di vista biologico che da quello fisico chimico dalla quantità e dalla distribuzione nell'anno del deflusso negli alvei dei fiumi.

Naturalmente, anche le acque sotterranee dipendono dalle precipitazioni, direttamente quando queste si infiltrano nel sottosuolo e indirettamente da quelle convogliate dal reticolo idrografico.

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Servizio Precipitazioni e portate di Arpa Piemonte
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