RISPOSTE

Politiche per la qualità dell'aria

Tema
Tipo
Paragrafi

Le azioni di risposta specifiche per raggiungere e mantenere gli obiettivi di qualità dell'aria indicati nelle norme e europee e nazionali sono principalmente contenute nel Piano Regionale per la Qualità dell'Aria e nelle azioni di dettaglio da questo previste.

Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa http://data.europa.eu/eli/dir/2008/50/oj

Decreto Legislativo 155 del 13/08/2010 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-08-13;155

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Gestione integrata del ciclo delle acque

Tema
Tipo
Paragrafi

La gestione integrata del ciclo delle acque concorre agli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare all'Obiettivo 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie ed in riferimento alla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), concorre in particolare agli obiettivi previsti nella macro-area strategica MAS 3 - Curare il patrimonio culturale e ambientale e la resilienza dei territori, attraverso la tutela delle acque, dei suoli, delle biodiversità, la riduzione delle marginalità territoriali e la valorizzazione delle risorse culturali, paesaggistiche e ambientali.

In particolare concorre alle seguenti priorità:

Si riportano nel dettaglio gli obiettivi della programmazione che concorrono alla attuazione della SRSvS:

  • Estensione, potenziamento ed adeguamento funzionale dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione in funzione di una loro maggiore efficienza, efficacia ed economicità;
  • Aumento della resilienza dei suddetti servizi agli effetti dei cambiamenti climatici, soprattutto in termini di sicurezza dell’approvvigionamento potabile;
  • Aggregazione delle gestioni del SII in funzione di una gestione unica a scala di ogni singolo ATO;
  • Riorganizzazione e potenziamento della filiera di riutilizzo e smaltimento dei fanghi di depurazione nonché aggiornamento della pianificazione regionale in materia;
  • Tutela del territorio montano e delle sue risorse naturali attraverso una quota della tariffa del SII che annualmente viene a tal fine destinata dagli Enti di governo d’Ambito.

Le norme in materia di Servizio Idrico Integrato (SII) sono mirate alla organizzazione del servizio secondo principi di efficienza, di efficacia e di economicità, traguardano l'obiettivo di una graduale aggregazione e industrializzazione dei soggetti gestori del servizio finalizzata al miglioramento dei livelli qualitativi del servizio erogato nonché al miglioramento delle prestazioni ambientali e di soddisfazione dell’utenza delle fasi di captazione, trasporto e distribuzione dell’acqua potabile, di collettamento e depurazione delle acque reflue urbane.

L'azione della Regione è finalizzata, nel perimetro delle proprie competenze, ad incentivare l’attuazione della riforma del servizio dal punto di vista dell’organizzazione, al raggiungimento di una più robusta condizione di ottemperanza alle normative comunitarie in materia di acque potabili e trattamento delle acque reflue, all’erogazione di un servizio di qualità e resiliente agli effetti del cambiamento climatico.

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Disturbo olfattivo

Tema
Tipo
Paragrafi
Che cosa è l’odore?

L’odore è la risposta sensoriale del nostro cervello ad una stimolazione determinata da una miscela più o meno complessa di sostanze che vengono in contatto con l’epitelio olfattivo. L’odore dell’aria che respiriamo è stato riconosciuto come una variabile ambientale che può influenzare la qualità della vita ed influire sulle attività economiche quali attività commerciali e turistiche.

Benché l'odore rappresenti un indicatore di un possibile inquinamento dell’aria, viene talvolta erroneamente associato ad una possibile tossicità dell’aria. Tuttavia, bisogna considerare che, se è vero che l’odore per la maggior parte dei casi non è causa di conseguenze sulla salute, è altrettanto documentato in letteratura come, a lungo andare, nei soggetti esposti più sensibili possa peggiorare la percezione del proprio stato di salute.

Il tema del monitoraggio, controllo e valutazione dell’impatto olfattivo è oggetto di sempre maggior attenzione per la pubblica amministrazione, sia per gli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni ambientali sia per gli Enti di controllo in relazione alle numerose segnalazioni e richieste di intervento da parte della popolazione esposta, che rivendica una migliore qualità della vita (Coordinamento Tecnico Operativo SNPA – Reti tematica 05 – Odori – Fascicolo informativo 2022 – II semestre). 

Per un approfondimento sugli approcci adeguati ad effettuare un’azione di prevenzione, controllo e valutazione delle emissioni odorigene, si rimanda alla recente pubblicazione SNPA “Emissioni odorigene. Elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio” – Delibera n. 268/25 del 21 gennaio 2025 (Emissioni odorigene: elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio – SNPA – Sistema nazionale protezione ambiente).

Informazioni e risorse aggiuntive

pubblicazione SNPA “Emissioni odorigene. Elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio” – Delibera n. 268/25 del 21 gennaio 2025 https://www.snpambiente.it/snpa/emissioni-odorigene-elementi-di-riferimento-e-approcci-metodologici-per-il-monitoraggio/

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Piani di sicurezza dell’acqua

Tema
Tipo
img-intro
icona piano acqua risposte
Paragrafi
Obiettivi

I Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA o WSP, Water Safety Plans) costituiscono un sistema integrato di prevenzione e controllo basato sull’analisi di rischio sito-specifica estesa all’intera filiera idro-potabile, che, formulato dall’OMS nel 2004 e trasposto in seguito sul piano normativo, segna un passo fondamentale per rafforzare la qualità delle acque a tutela della salute umana.

L’introduzione dei PSA, secondo le linee guida dell’ISS-Ministero della Salute, persegue importanti obiettivi tra cui:

  • prevenire efficacemente emergenze idro-potabili dovute a parametri non oggetto di ordinario monitoraggio, considerando ogni plausibile evento pericoloso nelle sorgenti, nelle captazioni e nell’intera filiera idro-potabile, proiettato nello scenario dei cambiamenti ambientali e climatici in atto;
  • aumentare la capacità di intercettare precocemente eventi di contaminazioni grazie a sistemi on-line e early-warning;
  • ridefinire le zone di protezione delle aree di captazione delle acque;
  • potenziare la condivisione di informazioni e dati, come espressione della dovuta diligenza, tra le istituzioni che in diversi ambiti di competenza, operano monitoraggi e protezione del territorio e della salute;
  • consentire una partecipazione dei cittadini più consapevole e attiva, migliorando la comunicazione in situazioni ordinarie e critiche.
Chi se ne occupa

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è in prima linea per identificare e promuovere adeguate strategie per prevenire il rischio d’insorgenza di malattie dovute a fattori ambientali e per trasferire le evidenze scientifiche nei programmi e nelle politiche di sanità pubblica.

Le attività condotte in questo ambito riguardano la qualità dell’acqua, del suolo, dell’aria e degli ambienti indoor, la gestione dei rifiuti, gli effetti di inquinanti emergenti e dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi, l’esposizione umana ad agenti ambientali e i loro meccanismi di tossicità, gli effetti sulla salute dell’esposizione a fattori di rischio ambientali.

Le attività di ricerca convergono verso un approccio valutativo integrato che comprende l’ambiente fisico, sociale, economico, ecologico e culturale del contesto territoriale al fine di promuovere la salute umana e la sostenibilità ambientale secondo gli obiettivi integrati dell’Agenda 2030.

Cosa sono

Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale per la Salute per la qualità dell'acqua potabile raccomandano i piani di sicurezza dell'acqua come il mezzo più efficace per garantire in modo coerente la sicurezza e l'accettabilità di una fornitura di acqua potabile.

I WSP richiedono una valutazione del rischio che comprenda tutte le fasi dell'approvvigionamento idrico, dalla captazione al consumatore, seguita dall'attuazione e dal monitoraggio delle misure di controllo della gestione del rischio, con particolare attenzione ai rischi ad alta priorità. Laddove i rischi non possono essere affrontati immediatamente, l'approccio WSP consente di attuare sistematicamente miglioramenti incrementali nel corso del tempo. 
I WSP devono essere attuati in un contesto di salute pubblica, rispondendo a obiettivi chiari basati sulla salute e controllando la qualità attraverso una sorveglianza indipendente.

I WSP sono adattabili a tutti i tipi e dimensioni di approvvigionamento idrico e possono essere applicati efficacemente in tutti i contesti socioeconomici. L'approccio alla pianificazione della sicurezza idrica è sempre più adottato a livello globale come migliore pratica per la fornitura di acqua potabile sicura.

Formazione

Sul sito della Organizzazione Mondiale per la Salute, sono disponibili due serie di corsi di formazione sulla pianificazione della sicurezza dell'acqua:

  1. Pianificazione della sicurezza idrica: introduzione ai principi e alle fasi della WSP.
    Fornisce una rapida panoramica della pianificazione della sicurezza dell'acqua, compreso l'utilizzo del quadro WSP per sostenere l'equità e la resilienza climatica (circa 2 ore).
  2. Formazione sull'audit del piano di sicurezza dell'acqua. 
    Copre il "cosa, perché, chi, quando" dell'audit, compreso come individuare e utilizzare i vari strumenti disponibili per supportare il processo di audit del WSP (circa 4,5 ore in totale).

Queste formazioni, condotte in collaborazione tra la sede centrale dell'OMS e gli uffici regionali del Sud-Est asiatico e del Pacifico occidentale per un evento, sono state concepite in modo tale che la comunità WSP globale possa trarre beneficio dalla visione di questi corsi.

Informazioni e risorse aggiuntive

ECOSCIENZA Numero 6 • Anno 2016 26 ACQUE WSP, DAL PIEMONTE UN POSSIBILE MODELLO NAZIONALE https://relazione.ambiente.piemonte.it/2024/sites/default/files/doc/WSP, DAL PIEMONTE UN possibile modello nazionale 2016.pdf

Ministero della Salute I Piani di Sicurezza dell'Acqua https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4529&area=acque_potabili&menu=controlli

Rapporto ISTISAN 21/27 - Piano di sicurezza dell’acqua del sistema acquedottistico della Città di Torino (Aree 2, 7 e 10). https://www.iss.it/rapporti-istisan/-/asset_publisher/Ga8fOpve0fNN/content/rapporto-istisan-21-27-piano-di-sicurezza-dell-acqua-del-sistema-acquedottistico-della-citt%C3%A0-di-torino-aree-2-7-e-10-.-luca-lucentini-camilla-marchiafava-daniela-mattei-mario-cerroni-valentina-fuscoletti-enrico-veschetti-camilla-burdizzo-sara-steffen

Istituto Superiore di Sanità Linee guida nazionali per l’implementazione dei Piani di sicurezza dell’Acqua, Rapporto ISTISAN 22/33 https://www.iss.it/-/rapporto-istisan-22/33-linee-guida-nazionali-per-l-implementazione-dei-piani-di-sicurezza-dell-acqua.-gruppo-nazionale-di-lavoro-per-la-redazione-delle-linee-guida-nazionali-per-l-implementazione-dei-psa

Istituto Superiore di Sanità Linee guida per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano secondo il modello dei Water Safety Plan (Piani di Sicurezza dell’Acqua - PSA) Rapporto ISTISAN 14/21 https://www.iss.it/documents/20126/45616/14_21_web.pdf

International Water Association https://iwa-network.org 

6th International Conference for Water Safety, https://watersafety2024.org/welcome/ 

Organizzazione Mondiale per la Salute https://www.who.int/

WHO Water safety planning training videos https://www.who.int/teams/environment-climate-change-and-health/water-sanitation-and-health/water-safety-and-quality/water-safety-planning/water-safety-planning-training-videos 

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Rumore, risposte

Tema
Tipo
Paragrafi
Politiche europee

La Direttiva 2002/49/CE sulla determinazione e la gestione del rumore ambientale, introduce un approccio comune europeo finalizzato a evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell'esposizione ambientale al rumore, compreso il fastidio. La normativa europea fornisce inoltre una base di riferimento per lo sviluppo di misure comunitarie di contenimento del rumore generato dalle principali sorgenti, in particolare traffico stradale, ferroviario, aeroportuale e industriale.

Ai sensi della Direttiva, sono progressivamente attuate le seguenti azioni:

  • la determinazione dell'esposizione al rumore ambientale mediante la mappatura acustica, realizzata sulla base di metodi comuni;
  • l'informazione del pubblico sul rumore ambientale e sui relativi effetti;
  • l'adozione, da parte degli Stati membri, di piani d'azione basati sui risultati della mappatura acustica, finalizzati a evitare e ridurre il rumore ambientale laddove necessario, oltre a preservare la qualità acustica nelle aree in cui risulta già buona.

Nel 2021 la Commissione europea ha adottato un piano d'azione "Verso l'inquinamento zero per l'aria, l'acqua e il suolo" nell'ambito del Green Deal europeo.

Dato l'impatto negativo del rumore sulla salute umana e l'elevato numero di persone colpite, la riduzione del rumore ambientale è un obiettivo chiave nell'ambito del piano d'azione per l'inquinamento zero. In particolare, l'obiettivo è quello di ridurre entro il 2030 del 30% rispetto al 2017 il numero di persone cronicamente disturbate dal rumore dei trasporti. Per raggiungere questo obiettivo, la Commissione europea ha individuato le seguenti azioni principali:

  • monitorare i progressi compiuti verso una riduzione del 30% del numero di persone cronicamente disturbate dal rumore entro il 2030;
  • migliorare il quadro normativo sul rumore relativo a pneumatici, veicoli stradali, ferrovie e aeromobili, si a livello dell'UE sia internazionale;
  • valutare i progressi compiuti nel 2022 e verificare l'opportunità di introdurre obiettivi di riduzione del rumore a livello dell'UE nella direttiva sul rumore ambientale (END);
  • migliorare l'integrazione dei piani d'azione per il rumore con i piani di mobilità urbana sostenibile, grazie anche all'stensione del trasporto pubblico pulito e della mobilità attiva.
Politiche nazionali

Gli obiettivi e i principi definiti a livello europeo si affiancano a quelli già individuati dal legislatore nazionale con la Legge 447/95 (Legge quadro sull'inquinamento acustico), sintetizzabili nei seguenti punti principali:

  • regolamentare e disciplinare direttamente la materia dell’inquinamento acustico;
  • definire competenze e funzioni per la gestione dell’inquinamento acustico, nell'ambito di un processo di decentramento amministrativo;
  • affrontare l’inquinamento acustico con un approccio preventivo;
  • riconoscere il rumore tra le cause di degrado ambientale;
  • mettere in relazione l'inquinamento acustico con la tutela della salute;
  • stabilire limiti massimi di  esposizione al rumore, sia nell’ambiente esterno sia negli ambienti abitativi, in funzione delle diverse sorgenti sonore;
  • introdurre un sistema sanzionatorio;
  • stabilire le procedure per il risanamento acustico.

La normativa nazionale è stata successivamente armonizzata con quella comunitaria attraverso l’adozione del Decreto Legislativo 42/2017.

Politiche regionali

L’attuazione della Legge 447/95 è demandata ad un insieme di regolamenti statali e disposizioni di livello regionale.

In Piemonte, con la Legge Regionale 52/00 (Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico), corredata da specifiche delibere della Giunta Regionale, sono stati definiti gli strumenti operativi per la gestione della materia, con i seguenti obiettivi principali:

  • precisare le competenze di regione, province/città metropolitana e comuni;
  • stabilire i criteri tecnici per la predisposizione dei piani di classificazione acustica dei comuni e le relative procedure di approvazione;
  • definire i criteri tecnici per la predisposizione della documentazione previsionale di impatto e clima acustico, necessaria per il rilascio dei titoli autorizzativi per attività potenzialmente rumorose e per insediamenti sensibili;
  • individuare i criteri per il rilascio, da parte dei comuni, delle autorizzazioni in deroga ai limiti acustici.    
Informazioni e risorse aggiuntive

Direttiva 2002/49/CE sulla determinazione e la gestione del rumore ambientale http://data.europa.eu/eli/dir/2002/49/oj

Legge 447/95 - Legge quadro sull'inquinamento acustico http://www.normattiva.it/eli/id/1995/10/30/095G0477/CONSOLIDATED/20170404

 Decreto Legislativo 42/2017 http://www.normattiva.it/eli/id/2017/04/04/17G00055/CONSOLIDATED/20181231

Legge Regionale 52/00 - Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2000;52

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Amianto, risposte per l'aria

Tema
Tipo
Paragrafi

Con l’emanazione della Legge n. 257/1992– che vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto – se è cessata la immissione di nuovi manufatti contenenti amianto non per questo il problema della dispersione di fibre di amianto in aria era da considerarsi risolto.

Da quel momento ha quindi avuto inizio un’importante opera di bonifica tutt’ora in corso, sia con interventi puntali in importanti siti contaminati da amianto che con interventi diffusi per mettere in sicurezza o bonificare le migliaia di piccole e piccolissime possibili sorgenti di fibre, questi ultimi pianificati in Piemonte con un apposito Piano Regionale Amianto.

La rimozione di manufatti contenti amianto, gli scavi e la movimentazione di terreni con presenza di amianto di origine antropica o naturale se eseguite senza precauzioni possono determinare l’aerodispersione di fibre di amianto.

La conoscenza dei siti dove l’amianto è presente e degli eventi e delle attività che possono interferire con esso causandone la dispersione, nonché la corretta applicazione di procedure di sicurezza, sono fondamentali per minimizzare la presenza di fibre di amianto in aria.

Sebbene l’attività di monitoraggio non possa sostituirsi all’adozione delle misure di prevenzione, può però, in alcuni casi, mettere in evidenza situazioni di inquinamento sfuggite alla valutazione preventiva e permettere l’adozione delle necessarie correzioni.

L’attività di indagine su particolari siti e attività, nel territorio piemontese, per la verifica della presenza di fibre di amianto in aria, è particolarmente rilevante nel caso di grandi cantieri e dei siti in bonifica di Balangero e Casale Monferrato.

Campionatore per il monitoraggio delle fibre di amianto in aria - Fonte Arpa Piemonte
Microscopio a scansione elettronica - Fonte Arpa Piemonte
Fibra di Grunerite al microscopio a scansione elettronica - Fonte Arpa Piemonte
Risorse e informazioni aggiuntive

LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008  "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

D.Lgs 81/2008, titolo IX capo 3 “Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto” https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2008-04-30&atto.codiceRedazionale=008G0104&atto.articolo.numero=0&atto.articolo.sottoArticolo=1&atto.articolo.sottoArticolo1=0&qId=6f547fab-6e84-4a5a-b6ab-1a9ef8c49c0f&tabID=0.6064923914203442&title=lbl.dettaglioAtto

Direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A02009L0148-20231220

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Amianto, risposte sul territorio

Tema
Tipo
Paragrafi

Con l’emanazione della Legge n. 257/1992– che vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto – se è cessata la immissione di nuovi manufatti contenenti amianto non per questo il problema della dispersione di fibre di amianto in aria era da considerarsi risolto.

Da quel momento ha quindi avuto inizio un’importante opera di bonifica tutt’ora in corso, sia con interventi puntali in importanti siti contaminati da amianto che con interventi diffusi per mettere in sicurezza o bonificare le migliaia di piccole e piccolissime possibili sorgenti di fibre, questi ultimi pianificati in Piemonte con un apposito Piano Regionale Amianto.

Risorse e informazioni aggiuntive

LEGGE 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/1992/03/27/257/CONSOLIDATED

Legge regionale n. 30 del 14 ottobre 2008  "Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto" http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2008;30

  Portale Amianto di Arpa Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/portale_amianto/home

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Educazione alla sostenibilità

Tema
Tipo
Paragrafi

Quale ruolo riveste oggi l’educazione ambientale? E quale contributo può offrire nell’ambito più ampio delle politiche per la sostenibilità?

Questi interrogativi costituiscono il punto di partenza per presentare le attività realizzate da Arpa Piemonte nell’anno scolastico 2024/2025

Attraverso un insieme articolato di iniziative rivolte al mondo della scuola, l’Agenzia ha promosso percorsi di informazione, sensibilizzazione e approfondimento sui temi ambientali, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza delle interconnessioni che caratterizzano i sistemi naturali e antropici e del ruolo che ciascun individuo può svolgere nella tutela delle risorse comuni.

In un contesto segnato da rilevanti sfide ambientali, sociali ed economiche, il coinvolgimento delle giovani generazioni assume un’importanza strategica. L’educazione alla sostenibilità rappresenta infatti uno strumento fondamentale per sviluppare conoscenze, competenze e responsabilità necessarie ad affrontare la complessità dei cambiamenti in atto. In tale prospettiva, Arpa Piemonte, pur mantenendo la propria consolidata vocazione tecnico-scientifica, affianca alle attività di monitoraggio, controllo e ricerca un costante impegno educativo rivolto alle scuole e alla cittadinanza.

L’azione educativa dell’Agenzia si fonda sulla convinzione che la costruzione di uno sviluppo sostenibile richieda non soltanto competenze tecniche e scientifiche, ma anche la capacità di comprendere le relazioni tra ambiente, società ed economia e di adottare comportamenti coerenti con i principi della sostenibilità. L’educazione ambientale contribuisce pertanto a promuovere una cultura orientata alla tutela del patrimonio naturale, all’uso responsabile delle risorse e alla salvaguardia delle opportunità per le generazioni future.

Tale impegno trova riferimento nei principali quadri strategici nazionali e internazionali, tra cui l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che riconosce nell’istruzione di qualità (Obiettivo 4) e nella promozione di società inclusive e pacifiche (Obiettivo 16) elementi essenziali per il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità.

Le attività descritte negli approfondimenti illustrano i progetti e le iniziative realizzate da Arpa Piemonte nelle scuole di ogni ordine e grado e sul territorio regionale, con l’intento di contribuire alla diffusione della cultura ambientale e alla crescita della consapevolezza collettiva sui temi della sostenibilità.

Informazioni e risorse aggiuntive 

Arpa Piemonte Educazione alla sostenibilità https://www.arpa.piemonte.it/temi/sostenibilita/educazione-alla-sostenibilita?pid=17

Arpa Piemonte Musica d'Ambiente https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/musica-dambiente
 

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Radiazioni ionizzanti, risposte per l'aria

Tema
Tipo
Paragrafi
Misura dei livelli di radioattività

La misura dei livelli di radioattività in aria è l’indicatore più rapido e la spia più efficace di incidenti nucleari, anche con origine molto lontana dal nostro Paese: per questo motivo questa attività riveste una particolare importanza ed è oggetto di grande attenzione da parte di Arpa Piemonte. I livelli di radioattività in aria sono tenuti sotto controllo nei seguenti modi:

  • controllo del particolato presente in atmosfera;
  • controllo delle ricadute (pioggia, neve, pulviscolo), il cosiddetto “fallout”;
  • controllo della dose gamma.

Particolato Atmosferico

Il particolato atmosferico viene campionato in continua. I filtri di raccolta delle polveri sospese vengono analizzati quotidianamente per la determinazione della concentrazione alfa e beta totale e per l'individuazione dei radionuclidi gamma emettitori. Queste misure sono un utile strumento per la rivelazione di eventi incidentali, radiologici o nucleari, avvenuti anche al di fuori del territorio italiano.

Fallout

Il controllo delle ricadute radioattive (fallout) si effettua raccogliendo tutte le ricadute atmosferiche (pioggia, neve, pulviscolo) in vasche di grandi dimensioni poste in luoghi aperti. I campioni sono misurati mensilmente per l'individuazione di radionuclidi gamma emettitori, come il cesio 137 e, semestralmente, per l'individuazione di altri radionuclidi di più difficile determinazione ma di elevato interesse ambientale e sanitario come lo stronzio 90 e gli isotopi del plutonio (Pu-238, Pu-239 e Pu-240), che sono ancora presenti in ambiente soprattutto come conseguenza dei test nucleari in atmosfera degli anni '60. Questo tipo di controllo permette di quantificare indirettamente la contaminazione superficiale dovuta a ricaduta radioattiva. È una misura estremamente sensibile in grado di rivelare concentrazioni di attività molto piccole.

Dose gamma in aria

Il controllo della dose gamma in aria viene effettuato in modo completamente automatico da rivelatori dislocati sul territorio che misurano e trasmettono con continuità i valori di radioattività totale presente in ambiente, senza distinguere tra radioattività naturale ed artificiale.

Informazioni e risorse aggiuntive

Rapporti sulla radioattività ambientale di Arpa Piemonte https://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/radioattivita/reti-monitoraggio/documentazione

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Energia, risposte per l'Aria

Tema
Tipo
Paragrafi

Le linee di intervento affidate ad Arpa Piemonte, per mitigare le pressioni ambientali dovute all'uso dell'energia sono essenzialmente di due tipo: una verifica diretta dello stato di manutenzione e dell'efficenza dei generatori di calore e un controllo sulla qualità delle attestazioni di prestazione energetica degli edifici, dunque un controllo di tipo indiretto, volto a migliorare la qualità delle prestazioni professionali. 

Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione