Redazione RSA

Attività di verifica per la corretta gestione degli sbarramenti e degli invasi artificiali

Autorizzazioni a nuove costruzioni e alla prosecuzione all'esercizio

Nel 2025 sono state autorizzate 2 nuove costruzioni: vasca di laminazione del Rio Lovassina e vasca di laminazione di Novi Ligure.

Invasi artificiali con progetto di gestione del materiale sedimentato approvato

Per gli invasi di grandi dimensioni i gestori devono presentare alla Regione per l'approvazione il Progetto di gestione del materiale sedimentato negli invasi artificiali. Questo documento contiene la stima dei volumi di materiale sedimentato a monte dello sbarramento, la caratterizzazioni chimica, fisica e biologica delle acque e dei sedimenti e la descrizione delle modalità operative di rimozione dei sedimenti, in modo tale da ridurre al minimo gli impatti sulla sicurezza e sull'ambiente fluviale a valle dello sbarramento.

Con DGPR n. 2/R del 05/06/2025 è stato approvato il Regolamento regionale recante: “Criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi di cui all'articolo 114 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in attuazione dell’articolo 1, comma 2 del decreto 12 ottobre 2022, n. 205” che disciplina le procedure di approvazione e i criteri per la redazione dei progetti di gestione, nonché le modalità di caratterizzazione e monitoraggio delle acque e dei sedimenti, e le operazioni di svaso, sfangamento e sghiaiamento.

Nel corso del 2025 sono inoltre stati approvati i progetti relativi alle dighe di: Agnel, Ceresole, Serrù, Chiotas, Lago della Rossa, Ponte Vittorio, Prata, Melezet, Roccasparvera, Rochemolles e Valtoggia.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Autorizzazioni a nuove costruzioni e alla prosecuzione all'esercizio

Nel 2025 sono state autorizzate 2 nuove costruzioni: vasca di laminazione del Rio Lovassina e vasca di laminazione di Novi Ligure.

Invasi artificiali con progetto di gestione del materiale sedimentato approvato

Per gli invasi di grandi dimensioni i gestori devono presentare alla Regione per l'approvazione il Progetto di gestione del materiale sedimentato negli invasi artificiali. Questo documento contiene la stima dei volumi di materiale sedimentato a monte dello sbarramento, la caratterizzazioni chimica, fisica e biologica delle acque e dei sedimenti e la descrizione delle modalità operative di rimozione dei sedimenti, in modo tale da ridurre al minimo gli impatti sulla sicurezza e sull'ambiente fluviale a valle dello sbarramento.

Con DGPR n. 2/R del 05/06/2025 è stato approvato il Regolamento regionale recante: “Criteri per la redazione del progetto di gestione degli invasi di cui all'articolo 114 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in attuazione dell’articolo 1, comma 2 del decreto 12 ottobre 2022, n. 205” che disciplina le procedure di approvazione e i criteri per la redazione dei progetti di gestione, nonché le modalità di caratterizzazione e monitoraggio delle acque e dei sedimenti, e le operazioni di svaso, sfangamento e sghiaiamento.

Nel corso del 2025 sono inoltre stati approvati i progetti relativi alle dighe di: Agnel, Ceresole, Serrù, Chiotas, Lago della Rossa, Ponte Vittorio, Prata, Melezet, Roccasparvera, Rochemolles e Valtoggia.

Anno
2026

Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

Priorità
Anno
2026

L’AIA (autorizzazione integrata ambientale) è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto industriale a condizione che sia conforme ai requisiti stabiliti dalla norma. In particolare, con l’AIA la Pubblica Amministrazione impone alle produzioni industriali di avvalersi delle BAT (Best Available Technologies), così come previsto dalla direttiva 2010/75/UE, anche conosciuta come direttiva IED (Industrial Emission Directive; direttiva sull’emissioni industriali, che ha sostituito la direttiva IPPC, Integrated Pollution Prevention and Control, regolamentata in Italia dalla Parte II del D. Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 anche noto come testo unico ambientale). 

In sostanza, l’Unione Europea revisiona regolarmente i rapporti, i cosiddetti BRefs (BAT Reference documents), che restituiscono un quadro dettagliato dei processi industriali impiegati nei settori indicati dalla direttiva con l’elenco delle BAT disponibili per singolo processo industriale. 

Il concetto di Best Available Technologies, BAT, è fondamentale nel determinare gli obblighi degli operatori industriali in relazione alla prevenzione e al controllo dell’inquinamento per ottenere e mantenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso.

La Commissione europea adotta le conclusioni sulle BAT dopo un processo di scambio di informazioni tra gli Stati membri, le rappresentanze delle imprese interessate, le organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale e la stessa Commissione.

Queste tecniche sono sviluppate su una scala che ne consente l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente attuabili nell’ambito del pertinente comparto industriale e hanno lo scopo principale di limitare le disparità di trattamento a livello dell’Unione relativamente alle emissioni delle attività industriali.

La legislazione ambientale comunitaria ha da sempre evidenziato il valore strategico dei controlli come completamento del regime amministrativo al quale sono sottoposte le attività e gli impianti a elevato impatto ambientale. Il rilascio dell’autorizzazione ambientale comporta l’attivazione di una serie di controlli al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni e delle condizioni imposte.

Le attività ispettive ordinarie e straordinarie presso le installazioni soggette all’autorizzazione integrata ambientale sono definite a livello regionale in un Piano d'ispezione ambientale, periodicamente aggiornato a cura della Regione.

Con la DGR 44-3272 del 9/05/16, Regione Piemonte prevede che il controllo sistematico del rischio ambientale sia garantito dal Piano d’Ispezione Ambientale che prevede attività ispettive ordinarie presso le installazioni soggette ad AIA, secondo un programma predisposto e aggiornato annualmente da Arpa, nel quale la frequenza delle visite in loco per ciascuna installazione è determinata sulla base di una valutazione sistematica dei rischi ambientali secondo i seguenti principi:

  • gli impatti potenziali e reali delle installazioni interessate sulla salute umana e sull'ambiente, tenendo conto dei livelli e dei tipi di emissioni, della sensibilità dell'ambiente locale e del rischio di incidenti;
  • il livello di osservanza delle condizioni di autorizzazione;
  • l’eventuale adesione volontaria, da parte del Gestore dell’installazione, al sistema comunitario di ecogestione e audit di cui al regolamento (CE) n. 1221/2009 (EMAS).

A tal fine, il Piano ha fatto proprio il Sistema per il Supporto alla Programmazione dei Controlli (SSPC) adottato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente basato sull’identificazione di parametri assegnati ad ogni stabilimento e raggruppati in insiemi logici che tengono conto del rischio aziendale intrinseco, potenziale e reale, della vulnerabilità del territorio, nonché delle performance ambientali rilevate in esito ai controlli medesimi.

Per ciascuna installazione soggetta ad AIA viene determinato un indice di rischio complessivo dell’azienda sulla base del quale è possibile effettuare una graduazione degli interventi di controllo sia in termini di frequenza, sia per quanto riguarda gli approfondimenti specifici da condurre nel corso delle verifiche.

 I programmi sono consultabili sul sito di ARPA Piemonte.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

I cambiamenti climatici nelle Valutazioni Ambientali

Nelle procedure di valutazione ambientale di piani e programmi devono essere considerati, fra gli altri, anche gli aspetti legati al cambiamento climatico, in attuazione delle politiche comunitarie in materia di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e di adattamento alle conseguenze del cambiamento del clima in atto.
Un elemento che rafforza l’importanza dell’integrazione di tale tema nelle procedure di valutazione ambientale è rappresentato dagli orientamenti tecnici sull’applicazione del principio di “non arrecare un danno significativo” agli obiettivi ambientali (DNSH, “do no significant harm”). Tale principio è definito ai sensi degli articoli 9-17 del Regolamento (UE) 2020/852 (c.d. regolamento Tassonomia), relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili.

Il principio DNSH individua sei obiettivi ambientali: la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’adattamento ai cambiamenti climatici; l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine; la transizione verso un’economia circolare; la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento; la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Per quanto riguarda i due obiettivi climatici, un'attività economica arreca un danno significativo rispettivamente:

  • se porta a significative emissioni di gas serra (GHG);
  • se determina un maggiore impatto negativo sul clima attuale e futuro, sull'attività stessa o sulle persone, sulla natura o sui beni.

L’importanza assunta dal cambiamento climatico nelle politiche europee è testimoniata, inoltre, dalla Comunicazione della Commissione 2021/C 373/01 “Orientamenti tecnici per infrastrutture a prova di clima nel periodo 2021-2027”. L’immunizzazione o resa a prova di clima è un processo che integra misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento nello sviluppo di progetti infrastrutturali, consentendo agli investitori privati e istituzionali europei di prendere decisioni informate su progetti ritenuti compatibili con l’accordo di Parigi.

A livello nazionale, con decreto n. 434 del 21 dicembre 2023, è stato approvato il Piano Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), che costituisce lo strumento di attuazione della Strategia Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del 2015 (approvata con decreto direttoriale n. 86 del 16 giugno 2015 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).

Il primo stralcio Strategia Regionale sul cambiamento climatico (D.G.R. n. 66-2411 del 27/11/2020) prevede infine che le valutazioni ambientali siano considerate come strumenti utili a indirizzare le azioni della strategia.

Nell’ambito di questo contesto normativo e delle strategie nazionali e regionali sul tema del cambiamento climatico nelle valutazioni ambientali e sulla base dell’esperienza maturata nelle procedure di VIA di competenza regionale risulta utile, ad orientamento di progettisti e funzionari valutatori, l’individuazione di specifiche azioni di mitigazione e adattamento da tradurre sia in indicazioni per la stesura dello Studio di Impatto Ambientale (SIA), sia in condizioni ambientali da prescrivere nei provvedimenti finali.

Tale analisi, attualmente in corso di definizione da parte di Regione Piemonte in collaborazione con ARPA Piemonte, ha preso avvio dalle categorie progettuali connesse al comparto neve (allegato B.1.7.c della LR 13/2023), particolarmente sensibili al cambiamento climatico.

Su tale tema, nella sezione “Documenti tecnici” del Portale Sul Clima In Piemonte è attualmente disponibile la relazione tematica “Gli effetti del cambiamento climatico sull’innevamento naturale delle Alpi piemontesi a supporto della Valutazione di Impatto Ambientale delle opere - Sintesi". Si tratta di uno studio climatico, basato sui dati delle stazioni nivometeorologiche di Arpa Piemonte, che fornisce un quadro aggiornato sulle condizioni dell’innevamento naturale in Piemonte e sugli scenari climatici futuri.  

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nelle procedure di valutazione ambientale di piani e programmi devono essere considerati, fra gli altri, anche gli aspetti legati al cambiamento climatico, in attuazione delle politiche comunitarie in materia di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e di adattamento alle conseguenze del cambiamento del clima in atto.
Un elemento che rafforza l’importanza dell’integrazione di tale tema nelle procedure di valutazione ambientale è rappresentato dagli orientamenti tecnici sull’applicazione del principio di “non arrecare un danno significativo” agli obiettivi ambientali (DNSH, “do no significant harm”). Tale principio è definito ai sensi degli articoli 9-17 del Regolamento (UE) 2020/852 (c.d. regolamento Tassonomia), relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili.

Il principio DNSH individua sei obiettivi ambientali: la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’adattamento ai cambiamenti climatici; l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine; la transizione verso un’economia circolare; la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento; la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Per quanto riguarda i due obiettivi climatici, un'attività economica arreca un danno significativo rispettivamente:

  • se porta a significative emissioni di gas serra (GHG);
  • se determina un maggiore impatto negativo sul clima attuale e futuro, sull'attività stessa o sulle persone, sulla natura o sui beni.

L’importanza assunta dal cambiamento climatico nelle politiche europee è testimoniata, inoltre, dalla Comunicazione della Commissione 2021/C 373/01 “Orientamenti tecnici per infrastrutture a prova di clima nel periodo 2021-2027”. L’immunizzazione o resa a prova di clima è un processo che integra misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento nello sviluppo di progetti infrastrutturali, consentendo agli investitori privati e istituzionali europei di prendere decisioni informate su progetti ritenuti compatibili con l’accordo di Parigi.

A livello nazionale, con decreto n. 434 del 21 dicembre 2023, è stato approvato il Piano Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), che costituisce lo strumento di attuazione della Strategia Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del 2015 (approvata con decreto direttoriale n. 86 del 16 giugno 2015 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).

Il primo stralcio Strategia Regionale sul cambiamento climatico (D.G.R. n. 66-2411 del 27/11/2020) prevede infine che le valutazioni ambientali siano considerate come strumenti utili a indirizzare le azioni della strategia.

Nell’ambito di questo contesto normativo e delle strategie nazionali e regionali sul tema del cambiamento climatico nelle valutazioni ambientali e sulla base dell’esperienza maturata nelle procedure di VIA di competenza regionale risulta utile, ad orientamento di progettisti e funzionari valutatori, l’individuazione di specifiche azioni di mitigazione e adattamento da tradurre sia in indicazioni per la stesura dello Studio di Impatto Ambientale (SIA), sia in condizioni ambientali da prescrivere nei provvedimenti finali.

Tale analisi, attualmente in corso di definizione da parte di Regione Piemonte in collaborazione con ARPA Piemonte, ha preso avvio dalle categorie progettuali connesse al comparto neve (allegato B.1.7.c della LR 13/2023), particolarmente sensibili al cambiamento climatico.

Su tale tema, nella sezione “Documenti tecnici” del Portale Sul Clima In Piemonte è attualmente disponibile la relazione tematica “Gli effetti del cambiamento climatico sull’innevamento naturale delle Alpi piemontesi a supporto della Valutazione di Impatto Ambientale delle opere - Sintesi". Si tratta di uno studio climatico, basato sui dati delle stazioni nivometeorologiche di Arpa Piemonte, che fornisce un quadro aggiornato sulle condizioni dell’innevamento naturale in Piemonte e sugli scenari climatici futuri.  

Priorità
V4 - Valutazioni
Anno
2026

Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA)

Anno
2026

Il Piano Regionale di Qualità dell’Aria (PRQA) rappresenta lo strumento per la programmazione, il coordinamento ed il controllo in materia di inquinamento atmosferico, finalizzato al miglioramento progressivo delle condizioni ambientali e alla salvaguardia della salute dell'uomo e dell'ambiente.

Con la deliberazione della Giunta regionale 12 settembre 2024, n. 1-156 è stata adottata la proposta di aggiornamento del Piano regionale di qualità dell'aria (PRQA), in esito alla procedura di VAS, proponendola al Consiglio regionale per l’approvazione, e sono state date disposizioni sulle relative misure di salvaguardia. Il Piano Regionale di Qualità dell'Aria vigente è stato approvato dal Consiglio regionale con DCR n. 18-28783 del 10 dicembre 2024.

Il precedente Piano regionale di qualità dell’aria (PRQA) è stato approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 364-6854 del 25 marzo 2019. 

A seguito dell’adozione del decreto-Legge 12 settembre 2023, n.121 ”Misure urgenti in materia di pianificazione della qualità dell'aria e limitazioni della circolazione stradale” convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 155 del 6 novembre 2023, si è reso necessario avviare l’aggiornamento del PRQA vigente per adempiere a quanto richiesto dallo Stato in tema di qualità dell’aria, nonché in relazione alle procedure europee di infrazione a carico di alcune regioni italiane, tra cui il Piemonte. 

Obiettivi del piano

L’aggiornamento costituisce l’occasione per la definizione degli attuali e futuri scenari di riferimento, al fine formulare indicazioni normative e attivare misure finalizzate a: 

  • rientrare nei valori limite nel più breve tempo possibile, anche in sinergia con le misure nazionali, per gli inquinanti che ad oggi superano i valori limite su tutto il territorio regionale o in alcune zone/agglomerati (particolato atmosferico PM10 e PM2,5, biossido di azoto (NO2), ozono troposferico (O3), idrocarburi policiclici aromatici come benzo[a]pirene;
  • preservare la qualità dell’aria nelle zone e nell’agglomerato in cui i livelli degli inquinanti siano stabilmente al di sotto di tali valori limite, mantenendo e/o riducendo ulteriormente le concentrazioni degli inquinanti;
  • recepire le normative in attuazione della disciplina statale in termini di regole e limitazioni da rispettare;
  • porre in atto misure attive in grado di accompagnare le limitazioni in modo da consentire di raggiungere gli obiettivi per la qualità dell’aria, limitando al massimo i disagi per i cittadini. 
Contenuti del piano

Il PRQA delinea gli scenari emissivi tendenziali al 2025 ed al 2030, considerando anche il contributo dei diversi comparti alle emissioni dei principali inquinanti. 

L’anno di osservazione preso come scenario di base per confrontare i valori e indicatori è il 2023.

Il PRQA delinea un insieme coordinato di misure e azioni tali da prefigurare un rientro nei limiti di qualità dell’aria nel 2025, anno nel quale gli scenari elaborati da ARPA prevedono mediamente il rispetto dei valori limite per gli inquinanti in atmosfera (a parte eventuali situazioni di criticità locale non prevedibili nel dettaglio a scala modellistica). 

In particolare, i principali ambiti individuati sui quali intervenire per ridurre le emissioni in atmosfera sono:

  • mobilità e aree urbane con particolare riferimento alla riduzione delle percorrenze dei veicoli, alla massimizzazione della mobilità dolce e collettiva e all’incentivazione e promozione dello shift modale di persone e all'ottimizzazione della logistica verso una mobilità maggiormente sostenibile;
  • energia e biomassa con particolare riferimento alla transizione energetica da combustibili fossili a fonti rinnovabili e alla combustione non industriale delle biomasse legnose, incentivando e promuovendo interventi di rinnovo e di manutenzione del parco impiantistico e azioni di efficientamento energetico;
  • attività produttive, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni dei processi produttivi;
  • agricoltura e zootecnia con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni di ammoniaca (NH3) derivanti dalla gestione dei reflui zootecnici e dall’utilizzo di fertilizzanti chimici, ed alla riduzione di polveri sottili derivanti dalla combustione all’aperto dei residui vegetali. 

A ciascun Ambito sono attribuite Misure, che perseguono il raggiungimento della riduzione delle emissioni di inquinanti e possono essere specifiche, trasversali e complementari

L’attuazione delle misure individuate può comportare l’introduzione di limiti o regole di comportamento oppure l’impiego di risorse finanziarie per realizzare interventi funzionali al raggiungimento degli obiettivi.

L’Ambito mobilità e aree urbane è costituito dalle misure nel seguito specificate (6 misure e 36 azioni):

  • Attuazione della pianificazione di settore;
  • Promozione del trasporto pubblico;
  • Riduzione dei veicoli inquinanti in circolazione e delle loro percorrenze e promozione della multimodalità;
  • Potenziamento dei controlli;
  • Interventi per la rigenerazione e riqualificazione urbana e l’adattamento degli ambiti urbani a nuove forme di mobilita sostenibile e attiva;
  • Azioni di sistema.

L’ambito energia e biomasse è costituito dalle misure nel seguito specificate (3 misure e 21 azioni):

  • Efficientamento edifici e infrastrutture pubbliche;
  • Interventi di riduzione emissioni impianti a biomassa;
  • Interventi di installazione di impianti a FER in sostituzione di impianti a combustibili fossili.

L’ambito attività produttive è costituito dalle misure nel seguito specificate (3 misure e 7 azioni):

  • Interventi per favorire la sostenibilità ambientale dei processi produttivi;
  • Verso l'inquinamento zero dalla produzione al consumo;
  • Azioni di sistema. 

L’ambito agricoltura e zootecnia è costituito dalle misure nel seguito specificate (5 misure e 10 azioni):

  • Interventi per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca;
  • Potenziamento dei controlli;
  • Limitazioni sulla combustione all’aperto di residui vegetali;
  • Incentivazione delle attività e recupero dei materiali vegetali;
  • Azioni di sistema.

Il Piano è composto inoltre dalle Norme di Attuazione che stabiliscono gli indirizzi per il raggiungimento degli obiettivi, anche relativamente alle eventuali limitazioni che potranno rendersi necessarie in caso di situazioni di criticità. 

Le Norme prevedono le misure strutturali necessarie per il raggiungimento dei valori limite e dei livelli critici nel più breve tempo possibile e precisano che in caso di mancato raggiungimento dei limiti entro il 2025, si procederà a un aggiornamento delle misure del PRQA al fine di implementare specifiche azioni, localizzate sulle aree di superamento residue e finalizzate alla riduzione delle emissioni e delle concentrazioni di PM10 e NO2.

Le Norme di attuazione sono strutturate in prescrizioni (P), direttive (D) e indirizzi (I) e hanno ad oggetto, in particolare:

  • le limitazioni alla circolazione veicolare;
  • le misure locali e ulteriori misure finalizzate al contenimento del numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10;
  • l’ampliamento della forestazione urbana e periurbana;
  • il trasporto pubblico locale e regionale;
  • indicazioni per la pianificazione del servizio di TPL, ai fini della riduzione delle emissioni inquinanti;
  • misure in tema di utilizzo di fonti di energia rinnovabile;
  • la regolamentazione degli impianti di combustione a biomassa solida per riscaldamento ad uso civile;
  • l’implementazione del Catasto Impianti Termici e controlli;
  • la gestione ed utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e dei digestati;
  • le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera per gli allevamenti.

Nel corso del 2025 sono intervenute modifiche normative che hanno determinato la necessità di rivalutare alcune azioni del piano.

In particolare, il decreto legge n. 73/2025 ha modificato il comma 2 dell’articolo 1 del decreto legge n. 121/2023. In particolare:

  • prevede che la limitazione strutturale della circolazione stradale, nel periodo compreso tra il 1° ottobre di ciascun anno e il 31 marzo dell'anno successivo, delle autovetture e dei veicoli commerciali ad alimentazione diesel di categoria "Euro 5", si applica in via prioritaria ai comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti (nella versione precedente il limite era 30.000);
  • ha differito dal 1° ottobre 2025 al 1° ottobre 2026 il termine entro cui tale limitazione strutturale deve essere inserita nei piani di qualità dell'aria delle Regioni del Bacino padano, prevedendo tuttavia che le regioni possono prescindere dall'inserimento di tale limitazione nei piani di qualità dell'aria mediante l'adozione, nei predetti piani, di misure compensative idonee a raggiungere livelli di riduzione delle emissioni inquinanti coerenti con i vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea. Resta ferma la facoltà per le regioni di introdurre la limitazione strutturale alla circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali ad alimentazione diesel di categoria 'Euro 5' prima del termine del 1° ottobre 2026, mediante l'aggiornamento dei rispettivi piani di qualità dell'aria e la modifica dei relativi provvedimenti attuativi.

Con deliberazione della Giunta regionale n. 1-1450 del 2 agosto 2025, è stata attivata una Struttura speciale, coordinata dal Direttore della Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio e composta da personale interno della Regione Piemonte e, a titolo gratuito, da professionalità esterne, con il compito di coadiuvare, con il supporto tecnico-scientifico di ARPA Piemonte, le competenti strutture regionali nel processo di individuazione delle misure compensative, che dovranno integrare le vigenti misure del PRQA, mediante proposta di modifica dello stesso.

Tale struttura, nel corso del 2025 durante gli incontri svolti ha valutato la possibile attuazione di ulteriori misure a compensazione dell’azione Mob.M3.A7a (Misure strutturali – Limitazione della circolazione nei comuni > 30.000 abitanti dei veicoli euro 5) e l’aggiornamento di alcune azione esistenti, predisponendo la specifica documentazione tecnica al fine di aggiornare il piano nel corso 2026.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA):

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/piano-regionale-qualita-dellaria-prqa

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Aria

Il progetto LIFE-IP PREPAIR

Il progetto è stato avviato nel 2017 con l’obiettivo di realizzare strumenti e azioni per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino del Po. Le azioni di progetto supportano le azioni previste dai Piani regionali di qualità dell’aria nei settori più critici per l’inquinamento atmosferico nel bacino padano: trasporti, agricoltura, biomasse ed energia. 
Nell’ambito delle azioni preparatorie del progetto è stato costruito un dataset di emissioni per l’anno di riferimento 2013, mediante raccolta, elaborazione ed operazioni di raccordo (mosaicatura) delle stime disponibili dagli inventari esistenti e sono stati predisposti scenari emissivi sulla base della legislazione corrente per l’anno 2025, di uso comune per le Regioni del bacino padano.
Sono stati, inoltre, costruiti gli scenari emissivi che tengono conto dell’insieme di misure attuate dalle Regioni attraverso i rispettivi Piani di qualità dell’aria, cui si aggiungono ulteriori misure previste dagli Accordi di Bacino (sottoscritti nel 2013 e nel 2017) e dallo stesso progetto PREPAIR. L’impatto di tali scenari emissivi sulla qualità dell’aria è stato valutato con strumenti modellistici.
Nel corso del 2022/23 sono stati compiuti importanti approfondimenti che hanno consentito di mettere in relazione l’efficacia congiunta della riduzione delle emissioni di ammoniaca ed ossidi di azoto in riferimento alla riduzione di concentrazioni di polveri sottili.

Dacché le analisi del progetto PREPAIR hanno evidenziato come lo scarso numero di imprese professionali operanti nella pulizia delle canne fumarie costituisca un fattore limitante significativo alla diffusione della manutenzione professionale degli impianti alimentati a biomassa, Regione Piemonte ha attivato (giugno 2025-settembre 2025) un primo corso formativo regionale per spazzacamini professionali. Tale corso è stato strutturato per essere replicato nel tempo in modalità FAD prevalente (ovvero con le sole prove pratiche e la verifica dell’apprendimento da realizzarsi in fisico), in modo da contenere i costi delle riedizioni future. Il corso è inoltre sinergico con le azioni e le progettualità attuative del PRQA, che prevedono l’incentivo alla manutenzione professionale.

Il progetto si è concluso nel 2025. Sul sito è disponibile per il download il Layman’s Report del progetto LIFE PREPAIR, il documento che racconta le attività svolte con parole comprensibili a tutti. Il progetto LIFE PREPAIR è arrivato alla conclusione. Se PREPAIR finisce, l’impegno e la collaborazione delle istituzioni del bacino padano per la qualità dell’aria continuano, condividendo attività ed obiettivi comuni.

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Pagina regionale progetto LIfe Prepair:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/progetto-life-prepair

Progetto PrepAir:
https://www.lifeprepair.eu/

 

 

Anno
2026
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Paragrafi

Il progetto è stato avviato nel 2017 con l’obiettivo di realizzare strumenti e azioni per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino del Po. Le azioni di progetto supportano le azioni previste dai Piani regionali di qualità dell’aria nei settori più critici per l’inquinamento atmosferico nel bacino padano: trasporti, agricoltura, biomasse ed energia. 
Nell’ambito delle azioni preparatorie del progetto è stato costruito un dataset di emissioni per l’anno di riferimento 2013, mediante raccolta, elaborazione ed operazioni di raccordo (mosaicatura) delle stime disponibili dagli inventari esistenti e sono stati predisposti scenari emissivi sulla base della legislazione corrente per l’anno 2025, di uso comune per le Regioni del bacino padano.
Sono stati, inoltre, costruiti gli scenari emissivi che tengono conto dell’insieme di misure attuate dalle Regioni attraverso i rispettivi Piani di qualità dell’aria, cui si aggiungono ulteriori misure previste dagli Accordi di Bacino (sottoscritti nel 2013 e nel 2017) e dallo stesso progetto PREPAIR. L’impatto di tali scenari emissivi sulla qualità dell’aria è stato valutato con strumenti modellistici.
Nel corso del 2022/23 sono stati compiuti importanti approfondimenti che hanno consentito di mettere in relazione l’efficacia congiunta della riduzione delle emissioni di ammoniaca ed ossidi di azoto in riferimento alla riduzione di concentrazioni di polveri sottili.

Dacché le analisi del progetto PREPAIR hanno evidenziato come lo scarso numero di imprese professionali operanti nella pulizia delle canne fumarie costituisca un fattore limitante significativo alla diffusione della manutenzione professionale degli impianti alimentati a biomassa, Regione Piemonte ha attivato (giugno 2025-settembre 2025) un primo corso formativo regionale per spazzacamini professionali. Tale corso è stato strutturato per essere replicato nel tempo in modalità FAD prevalente (ovvero con le sole prove pratiche e la verifica dell’apprendimento da realizzarsi in fisico), in modo da contenere i costi delle riedizioni future. Il corso è inoltre sinergico con le azioni e le progettualità attuative del PRQA, che prevedono l’incentivo alla manutenzione professionale.

Il progetto si è concluso nel 2025. Sul sito è disponibile per il download il Layman’s Report del progetto LIFE PREPAIR, il documento che racconta le attività svolte con parole comprensibili a tutti. Il progetto LIFE PREPAIR è arrivato alla conclusione. Se PREPAIR finisce, l’impegno e la collaborazione delle istituzioni del bacino padano per la qualità dell’aria continuano, condividendo attività ed obiettivi comuni.

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Pagina regionale progetto LIfe Prepair:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/progetto-life-prepair

Progetto PrepAir:
https://www.lifeprepair.eu/

 

 

Anno
2026

Sistema MOVE IN (Monitoraggio dei Veicoli INquinanti)

Il sistema MOVE IN (MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti) fa parte delle azioni previste dalle Disposizioni straordinarie in materia di qualità dell’aria tese al maggior coinvolgimento e responsabilizzazione dei diversi attori del territorio e dei cittadini, nonché ad aumentare la conoscenza sulle abitudini di mobilità dei cittadini piemontesi.

A partire dal 1 agosto 2024, Regione Piemonte offre ai nuovi aderenti a Move-In, che scelgono come territorio di adesione il Piemonte e anche eventualmente insieme ad altri territori, la gratuità della fornitura e dell’installazione del servizio. L’agevolazione è estesa a tutto il 2026, sino al 30 giugno 2027.

Il servizio attivato in Regione Piemonte è ad adesione volontaria e monitora, attraverso una piattaforma informatica, le percorrenze dei veicoli all’interno dei territori soggetti a limitazione della circolazione a fini ambientali. 

Il sistema, a fronte dell’assegnazione di una soglia chilometrica annuale da poter utilizzare nelle aree soggette a limitazione del traffico per motivi ambientali, obbliga il cittadino ad una maggior consapevolezza connessa all’uso dei veicoli privati; la limitazione del traffico è estesa territorialmente a tutti i comuni oggetto di limitazioni e non solo sulle aree urbanizzate (dove attualmente sono in vigore le misure strutturali) e temporalmente a tutti i giorni dell’anno 24 ore/giorno (non solo in alcuni giorni e fasce orarie come stabilito nelle attuali limitazioni strutturali del traffico). All’esaurimento dei chilometri “concessi” in funzione delle caratteristiche emissive del veicolo, lo stesso non potrà più circolare fino alla conclusione dell’annualità di riferimento. Il sistema non consente la circolazione dei veicoli in caso di attivazione delle misure temporanee di limitazione della circolazione in caso di previsione di perduranti situazioni di accumulo degli inquinanti.

Nell’arco del 2025 è stato rinnovato l’Accordo Istituzionale che sta alla base dell’uso del sistema Move In; ad oggi, l’Accordo lega le quattro regioni del Bacino Padano - Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto – per un triennio, sino alla data del 30 settembre 2028. Le attività connesse all’Accordo, che ricomprendono la gestione e implementazione del sisstema Move In e del suo Cruscotto, oltre che una campagna di comunicazione sviluppata a livello di Bacino Padano, sono finanziate da risorse ministeriali ottenute presentando uno specifico progetto.

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 
Sistema MOVE IN - Monitoraggio dei Veicoli INquinanti:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/move-monitoraggio-dei-veicoli-inquinanti

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il sistema MOVE IN (MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti) fa parte delle azioni previste dalle Disposizioni straordinarie in materia di qualità dell’aria tese al maggior coinvolgimento e responsabilizzazione dei diversi attori del territorio e dei cittadini, nonché ad aumentare la conoscenza sulle abitudini di mobilità dei cittadini piemontesi.

A partire dal 1 agosto 2024, Regione Piemonte offre ai nuovi aderenti a Move-In, che scelgono come territorio di adesione il Piemonte e anche eventualmente insieme ad altri territori, la gratuità della fornitura e dell’installazione del servizio. L’agevolazione è estesa a tutto il 2026, sino al 30 giugno 2027.

Il servizio attivato in Regione Piemonte è ad adesione volontaria e monitora, attraverso una piattaforma informatica, le percorrenze dei veicoli all’interno dei territori soggetti a limitazione della circolazione a fini ambientali. 

Il sistema, a fronte dell’assegnazione di una soglia chilometrica annuale da poter utilizzare nelle aree soggette a limitazione del traffico per motivi ambientali, obbliga il cittadino ad una maggior consapevolezza connessa all’uso dei veicoli privati; la limitazione del traffico è estesa territorialmente a tutti i comuni oggetto di limitazioni e non solo sulle aree urbanizzate (dove attualmente sono in vigore le misure strutturali) e temporalmente a tutti i giorni dell’anno 24 ore/giorno (non solo in alcuni giorni e fasce orarie come stabilito nelle attuali limitazioni strutturali del traffico). All’esaurimento dei chilometri “concessi” in funzione delle caratteristiche emissive del veicolo, lo stesso non potrà più circolare fino alla conclusione dell’annualità di riferimento. Il sistema non consente la circolazione dei veicoli in caso di attivazione delle misure temporanee di limitazione della circolazione in caso di previsione di perduranti situazioni di accumulo degli inquinanti.

Nell’arco del 2025 è stato rinnovato l’Accordo Istituzionale che sta alla base dell’uso del sistema Move In; ad oggi, l’Accordo lega le quattro regioni del Bacino Padano - Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto – per un triennio, sino alla data del 30 settembre 2028. Le attività connesse all’Accordo, che ricomprendono la gestione e implementazione del sisstema Move In e del suo Cruscotto, oltre che una campagna di comunicazione sviluppata a livello di Bacino Padano, sono finanziate da risorse ministeriali ottenute presentando uno specifico progetto.

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 
Sistema MOVE IN - Monitoraggio dei Veicoli INquinanti:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/move-monitoraggio-dei-veicoli-inquinanti

 

Anno
2026

Rigenerazione urbana mobilità attiva e qualità dell’aria negli ambiti urbani

La Regione Piemonte promuove interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti e il miglioramento della qualità dell’aria attraverso programmi di rigenerazione urbana e mobilità sostenibile, in attuazione del Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA)

Nel periodo 2022-2025 è stato attuato il programma regionale “Ambiti urbani", finanziato con risorse MASE.

Il programma di interventi "Ambiti Urbani", destinato ai 76 Comuni che stanno attuando le misure di limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, mira a ridisegnare gli spazi pubblici urbani attraverso interventi veloci, a basso costo e scalabili, con l’obiettivo di incrementare la pedonalità e promuovere la mobilità sostenibile a beneficio dell’ambiente, della sicurezza e della qualità della vita in città, per riportare lo spazio pubblico al centro del quartiere e della vita degli abitanti.

Regione Piemonte ha finanziato 40 progetti per un importo di 8.300.000,00 € per le annualità  2022-2024. Il contributo massimo concedibile per singolo Comune è stato di 300.000 €.

Gli obiettivi specifici della misura sono molteplici: ridurre il valore degli inquinanti degli ambiti urbani, incentivare una mobilità alternativa all’auto e consolidare l’utilizzo della bicicletta all’interno dell’ambito urbano, migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini creando effetti positivi sulla salute e il benessere delle comunità, incrementare i servizi ecosistemici per concorrere al miglioramento della qualità dell’aria, in attuazione del Piano della Qualità dell’aria della Regione Piemonte.

Due le tipologie di interventi ammessi:

  • realizzazione di percorsi ciclabili, zone scolastiche, interventi di urbanismo tattico e aree pedonali;
  • programmi di riforestazione urbana e realizzazione di interventi di de-pavimentazione.

Sulla pagina dedicata del sito web regionale,

Nel corso del 2025 la Regione Piemonte ha avviato due percorsi destinati ad incontrarsi:

  1. l'avvio di una nuova azione per la rigenerazione urbana nell'ambito del Programma Regionale FESR volto a sostenere interventi strutturali e integrati di trasformazione urbana, nell’ambito dell’obiettivo di Policy 2 “Un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio” – Priorità II “Transizione ecologica e resilienza”– Azione II.2vii.3: “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, che mira a sostenere gli enti locali nella realizzazione di interventi integrati di rigenerazione urbana che riducano le emissioni inquinanti, migliorino la qualità dell’aria e rafforzino la sostenibilità ambientali degli spazi pubblici.
  2. un progetto di assistenza tecnica sotto il programma della Commissione Europea C4T - Cohesion 4 Transitions (DG REGIO) dedicato ai Comuni piemontesi, è stato un'occasione per:
  • presentare il quadro delle politiche regionali per il miglioramento della qualità dell’aria negli ambiti urbani;
  • illustrare il bando FESR di prossima uscita “Città rigenerative: strategie integrate per la mobilità urbana attiva e la qualità dell’aria”;
  • illustrare i risultati raggiunti con l'assistenza tecnica C4T e tutto il potenziale delle "Comunità di Pratica"
  • avviare un percorso di accompagnamento e confronto operativo con i Comuni, attraverso momenti di dialogo con esperti e un workshop interattivo nel pomeriggio.

Le due iniziative, pur distinte per fonte finanziaria e periodo di attuazione, concorrono entrambe al perseguimento degli obiettivi regionali di miglioramento della qualità dell’aria e riduzione delle emissioni inquinanti.

Sulla pagina dedicata del sito web regionale, sono disponibili tutte le informazioni sulle misure sopra descritte, le linee guida e i materiali didattici utilizzati durante vari eventi di formazione e seminari rivolti ai Comuni piemontesi.

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Programma di interventi Ambiti Urbani:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/ambiti-urbani-adattamento-nuove-forme-mobilita-sostenibile-attiva

 

Bandi adattamento ambiti urbani:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/programma-interventi-ladattamento-ambiti-urbani-nuove-forme-mobilita-sostenibile-attiva-0

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte promuove interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti e il miglioramento della qualità dell’aria attraverso programmi di rigenerazione urbana e mobilità sostenibile, in attuazione del Piano Regionale di Qualità dell'Aria (PRQA)

Nel periodo 2022-2025 è stato attuato il programma regionale “Ambiti urbani", finanziato con risorse MASE.

Il programma di interventi "Ambiti Urbani", destinato ai 76 Comuni che stanno attuando le misure di limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, mira a ridisegnare gli spazi pubblici urbani attraverso interventi veloci, a basso costo e scalabili, con l’obiettivo di incrementare la pedonalità e promuovere la mobilità sostenibile a beneficio dell’ambiente, della sicurezza e della qualità della vita in città, per riportare lo spazio pubblico al centro del quartiere e della vita degli abitanti.

Regione Piemonte ha finanziato 40 progetti per un importo di 8.300.000,00 € per le annualità  2022-2024. Il contributo massimo concedibile per singolo Comune è stato di 300.000 €.

Gli obiettivi specifici della misura sono molteplici: ridurre il valore degli inquinanti degli ambiti urbani, incentivare una mobilità alternativa all’auto e consolidare l’utilizzo della bicicletta all’interno dell’ambito urbano, migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini creando effetti positivi sulla salute e il benessere delle comunità, incrementare i servizi ecosistemici per concorrere al miglioramento della qualità dell’aria, in attuazione del Piano della Qualità dell’aria della Regione Piemonte.

Due le tipologie di interventi ammessi:

  • realizzazione di percorsi ciclabili, zone scolastiche, interventi di urbanismo tattico e aree pedonali;
  • programmi di riforestazione urbana e realizzazione di interventi di de-pavimentazione.

Sulla pagina dedicata del sito web regionale,

Nel corso del 2025 la Regione Piemonte ha avviato due percorsi destinati ad incontrarsi:

  1. l'avvio di una nuova azione per la rigenerazione urbana nell'ambito del Programma Regionale FESR volto a sostenere interventi strutturali e integrati di trasformazione urbana, nell’ambito dell’obiettivo di Policy 2 “Un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio” – Priorità II “Transizione ecologica e resilienza”– Azione II.2vii.3: “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, che mira a sostenere gli enti locali nella realizzazione di interventi integrati di rigenerazione urbana che riducano le emissioni inquinanti, migliorino la qualità dell’aria e rafforzino la sostenibilità ambientali degli spazi pubblici.
  2. un progetto di assistenza tecnica sotto il programma della Commissione Europea C4T - Cohesion 4 Transitions (DG REGIO) dedicato ai Comuni piemontesi, è stato un'occasione per:
  • presentare il quadro delle politiche regionali per il miglioramento della qualità dell’aria negli ambiti urbani;
  • illustrare il bando FESR di prossima uscita “Città rigenerative: strategie integrate per la mobilità urbana attiva e la qualità dell’aria”;
  • illustrare i risultati raggiunti con l'assistenza tecnica C4T e tutto il potenziale delle "Comunità di Pratica"
  • avviare un percorso di accompagnamento e confronto operativo con i Comuni, attraverso momenti di dialogo con esperti e un workshop interattivo nel pomeriggio.

Le due iniziative, pur distinte per fonte finanziaria e periodo di attuazione, concorrono entrambe al perseguimento degli obiettivi regionali di miglioramento della qualità dell’aria e riduzione delle emissioni inquinanti.

Sulla pagina dedicata del sito web regionale, sono disponibili tutte le informazioni sulle misure sopra descritte, le linee guida e i materiali didattici utilizzati durante vari eventi di formazione e seminari rivolti ai Comuni piemontesi.

Informazioni e risorse aggiuntive

 

Programma di interventi Ambiti Urbani:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/ambiti-urbani-adattamento-nuove-forme-mobilita-sostenibile-attiva

 

Bandi adattamento ambiti urbani:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/programma-interventi-ladattamento-ambiti-urbani-nuove-forme-mobilita-sostenibile-attiva-0

 

Anno
2026

Piano Stralcio Agricoltura del Piano Regionale per la Qualità dell'aria

Nel corso del 2023 è stato approvato Piano Stralcio del Piano Regionale per la Qualità dell'Aria per  l'Agricoltura il quale definisce l’ambito di applicazione, la stima delle riduzioni emissive di ammoniaca e del miglioramento programmato della qualità dell'aria, nonché i tempi previsti per conseguire tali obiettivi. 

Le misure e gli interventi previsti dal Piano Stralcio, sono stati oggetto di valutazione tecnica da parte di ARPA Piemonte, al fine di valutare le potenzialità in termini di riduzioni emissive ed in termini di scenari di qualità dell’aria. 

Gli obiettivi del Piano Stralcio Agricoltura della Regione Piemonte sono sicuramente più sfidanti rispetto a quanto previsto dall’attuale normativa in ambito ambientale ed agricolo e prevede di intervenire sulla quasi totalità del comparto zootecnico regionale.  

Con DCR 132 del 26 novembre 2025 sono stata introdotte alcune modifiche e integrazioni al Piano Stralcio Agricoltura, in particolare è stato previsto che l’obbligo di applicazione delle pratiche e tecniche prevista nella seconda fase di attuazione del piano, decorresse dal termine delle operazioni di adeguamento necessarie, purché le medesime operazioni fossero iniziate prima del 1° gennaio 2026 e fossero operative al 31 dicembre 2026.

La DGR n. 12-2111 del 29 dicembre 2025 ha aggiornato le tabelle di riferimento delle pratiche e tecniche previste dal Piano Stralcio Agricoltura.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Piano stralcio Agricoltura:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/agroambiente-meteo-suoli/piano-stralcio-per-qualita-dellaria-agricoltura

 

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nel corso del 2023 è stato approvato Piano Stralcio del Piano Regionale per la Qualità dell'Aria per  l'Agricoltura il quale definisce l’ambito di applicazione, la stima delle riduzioni emissive di ammoniaca e del miglioramento programmato della qualità dell'aria, nonché i tempi previsti per conseguire tali obiettivi. 

Le misure e gli interventi previsti dal Piano Stralcio, sono stati oggetto di valutazione tecnica da parte di ARPA Piemonte, al fine di valutare le potenzialità in termini di riduzioni emissive ed in termini di scenari di qualità dell’aria. 

Gli obiettivi del Piano Stralcio Agricoltura della Regione Piemonte sono sicuramente più sfidanti rispetto a quanto previsto dall’attuale normativa in ambito ambientale ed agricolo e prevede di intervenire sulla quasi totalità del comparto zootecnico regionale.  

Con DCR 132 del 26 novembre 2025 sono stata introdotte alcune modifiche e integrazioni al Piano Stralcio Agricoltura, in particolare è stato previsto che l’obbligo di applicazione delle pratiche e tecniche prevista nella seconda fase di attuazione del piano, decorresse dal termine delle operazioni di adeguamento necessarie, purché le medesime operazioni fossero iniziate prima del 1° gennaio 2026 e fossero operative al 31 dicembre 2026.

La DGR n. 12-2111 del 29 dicembre 2025 ha aggiornato le tabelle di riferimento delle pratiche e tecniche previste dal Piano Stralcio Agricoltura.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Piano stralcio Agricoltura:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/agroambiente-meteo-suoli/piano-stralcio-per-qualita-dellaria-agricoltura

 

 

Anno
2026

La riserva della Biosfera CollinaPo: in equilibrio tra uomo e natura

CollinaPo è un territorio variegato, in cui il fiume Po e la Collina Torinese convivono con un tessuto fortemente antropizzato, riconosciuto come Riserva della biosfera nell'ambito del Programma UNESCO "Man and the Biosphere" (MaB). La presenza della Città di Torino al suo interno rende CollinaPo il primo Urban MaB in Italia: qui la partecipazione della comunità è la chiave per raggiungere l'integrazione tra conservazione della natura e attività socio-economiche tra cui agricoltura, industria, logistica, servizi e turismo.

Il suo territorio include Core Zones: 14 core areas dedicate alla protezione e al monitoraggio a lungo termine di habitat e specie. Qui si svolgono attività che promuovono la conservazione delle risorse naturali e la ricerca scientifica. All’interno delle core areas sono presenti 15 siti della Rete Natura 2000. Le core areas sono circondate dalla Buffer zone che assicura il mantenimento delle loro condizioni ecologiche e, al contempo, garantendo la continuità con la Transition zone esterna. Le principali iniziative promosse riguardano l’educazione ambientale, la ricerca scientifica e la fruizione del territorio da parte di turisti e sportivi. La Transizion zone infine coinvolge aree in cui si svolgono l'agricoltura, l'industria e il turismo, oltre che attività di ricerca scientifica, monitoraggio ed educazione ambientale portate avanti da università ed enti dedicati alla tutela dell’ambiente che lavorano sul territorio. All’interno della Transition zone risiede circa il 97% della popolazione della Riserva.

La Riserva della Biosfera Collina Po è un territorio unico e dallo scenario particolare, lontano dall’idea diffusa di parco naturale. In questo territorio il fiume Po e la collina, ricchi di habitat naturali, convivono con un tessuto urbano fortemente antropizzato costituito da 86 comuni ed enti, un progetto collettivo che coinvolge associazioni, scuole e volontari in azioni di tutela degli habitat, progetti educativi, percorsi in bicicletta, attività di Citizen science, in un modello di gestione integrata: CollinaPo, un luogo dove la tutela dell’ambiente convive con l’innovazione, il turismo lento e la qualità della vita.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

CollinaPo è un territorio variegato, in cui il fiume Po e la Collina Torinese convivono con un tessuto fortemente antropizzato, riconosciuto come Riserva della biosfera nell'ambito del Programma UNESCO "Man and the Biosphere" (MaB). La presenza della Città di Torino al suo interno rende CollinaPo il primo Urban MaB in Italia: qui la partecipazione della comunità è la chiave per raggiungere l'integrazione tra conservazione della natura e attività socio-economiche tra cui agricoltura, industria, logistica, servizi e turismo.

Il suo territorio include Core Zones: 14 core areas dedicate alla protezione e al monitoraggio a lungo termine di habitat e specie. Qui si svolgono attività che promuovono la conservazione delle risorse naturali e la ricerca scientifica. All’interno delle core areas sono presenti 15 siti della Rete Natura 2000. Le core areas sono circondate dalla Buffer zone che assicura il mantenimento delle loro condizioni ecologiche e, al contempo, garantendo la continuità con la Transition zone esterna. Le principali iniziative promosse riguardano l’educazione ambientale, la ricerca scientifica e la fruizione del territorio da parte di turisti e sportivi. La Transizion zone infine coinvolge aree in cui si svolgono l'agricoltura, l'industria e il turismo, oltre che attività di ricerca scientifica, monitoraggio ed educazione ambientale portate avanti da università ed enti dedicati alla tutela dell’ambiente che lavorano sul territorio. All’interno della Transition zone risiede circa il 97% della popolazione della Riserva.

La Riserva della Biosfera Collina Po è un territorio unico e dallo scenario particolare, lontano dall’idea diffusa di parco naturale. In questo territorio il fiume Po e la collina, ricchi di habitat naturali, convivono con un tessuto urbano fortemente antropizzato costituito da 86 comuni ed enti, un progetto collettivo che coinvolge associazioni, scuole e volontari in azioni di tutela degli habitat, progetti educativi, percorsi in bicicletta, attività di Citizen science, in un modello di gestione integrata: CollinaPo, un luogo dove la tutela dell’ambiente convive con l’innovazione, il turismo lento e la qualità della vita.

Anno
2026

Riserva della Biosfera - Transfontaliera del Monviso

La Riserva interessa un ampio territorio tra Italia e Francia costituito da una core area formata dal Parco naturale del Monviso e dal Parco regionale del Queyras e da una buffer e transition zone composte in totale da 86 comuni in provincia di Cuneo e di Torino e 20 in Francia. Obiettivo della Riserva è attuare una strategia di sviluppo, in stretta collaborazione con gli operatori locali e i soggetti rappresentativi del territorio, che coniughi la gestione degli ecosistemi naturali con iniziative di sviluppo sostenibile in campo energetico, turistico e delle produzioni primarie. La Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso è gestita in modo congiunto dall’Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso e dal Parc naturel régional du Queyras in Francia.

Nel 2025 la Riserva della Biosfera ha ottenuto il rinnovo del riconoscimento durante la 37° sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del programma Uomo e Biosfera (MAB-ICC), che si è tenuta a settembre ad Hangzhou, in Cina. È stato apprezzato il lavoro svolto in questi dieci anni, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento dei giovani e la creazione della rete degli eco-attori.

Tra le attività svolte nel 2025 si segnalano:

  • 9° edizione dei trofei MAB UNESCO: un concorso (che nella Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso assume un carattere transnazionale) volto a premiare progetti di eco-cittadinanza innovativi che si possano tradurre in buone pratiche replicabili su altri territori. Nel 2025 il concorso, rivolto a tutti gli operatori della Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso - aziende, associazioni, persone fisiche o scuole - ha riguardato progetti attinenti a: agricoltura locale e responsabile, vita e lavoro nella Riserva della Biosfera (favorire l’occupazione, la qualità della vita e la sostenibilità, legami sociali, intergenerazionali e transfrontalieri), innovazione nell'ambito dell’energia sostenibile, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e delle conoscenze all'interno della Riserva della Biosfera.
  • Rete degli eco-attori: Una rete di operatori socio-economici (imprese o associazioni) che la Riserva ha riconosciuto per il loro impegno sul territorio MaB Monviso. La rete degli eco-attori è stata coinvolta in alcune attività sul territorio, come durante il Terres Monviso Outdoor Festival di Saluzzo, durante il quale gli eco-attori hanno potuto presentare la propria attività e il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile.
  • Alpstream – Centro per lo studio dei fiumi alpini: il centro nato grazie al finanziamento del Programma Interreg Alcotra 2014-2020 nell’ambito del PITER Terres Monviso – progetto EcO, ha proseguito le attività legate alla ricerca scientifica e alla divulgazione dei temi legati ai fiumi montani sia rivolta alle scuole che alla popolazione. Il Centro si pone come punto di riferimento dell’ecologia fluviale, favorendo la collaborazione di numerose università, anche straniere, e promuovendo la conoscenza degli ambienti fluviali.
  • Miele Biosfera Monviso: per promuovere e valorizzare la filiera apistica la Riserva della Biosfera del Monviso, Aspromiele e MIAC scpa - Polo Agrifood hanno avviato, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, un progetto pilota per raccontare al consumatore in modo semplice ed efficace il valore aggiunto e la qualità del miele prodotto nel territorio della Riserva della Biosfera del Monviso, certificandone la provenienza, la sostenibilità e il legame con il territorio, attraverso un QRcode applicato sui vasetti di miele.
  • Programma “Siti naturali UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale”: grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, tra il 2023 e il 2025 dodici Istituti Comprensivi del territorio della Riserva hanno potuto svolgere attività di sensibilizzazione sui temi dello sviluppo sostenibile, del cambiamento climatico e hanno visitato la core area della Riserva, coinvolgendo circa 6.000 studenti.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Riserva interessa un ampio territorio tra Italia e Francia costituito da una core area formata dal Parco naturale del Monviso e dal Parco regionale del Queyras e da una buffer e transition zone composte in totale da 86 comuni in provincia di Cuneo e di Torino e 20 in Francia. Obiettivo della Riserva è attuare una strategia di sviluppo, in stretta collaborazione con gli operatori locali e i soggetti rappresentativi del territorio, che coniughi la gestione degli ecosistemi naturali con iniziative di sviluppo sostenibile in campo energetico, turistico e delle produzioni primarie. La Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso è gestita in modo congiunto dall’Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso e dal Parc naturel régional du Queyras in Francia.

Nel 2025 la Riserva della Biosfera ha ottenuto il rinnovo del riconoscimento durante la 37° sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del programma Uomo e Biosfera (MAB-ICC), che si è tenuta a settembre ad Hangzhou, in Cina. È stato apprezzato il lavoro svolto in questi dieci anni, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento dei giovani e la creazione della rete degli eco-attori.

Tra le attività svolte nel 2025 si segnalano:

  • 9° edizione dei trofei MAB UNESCO: un concorso (che nella Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso assume un carattere transnazionale) volto a premiare progetti di eco-cittadinanza innovativi che si possano tradurre in buone pratiche replicabili su altri territori. Nel 2025 il concorso, rivolto a tutti gli operatori della Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso - aziende, associazioni, persone fisiche o scuole - ha riguardato progetti attinenti a: agricoltura locale e responsabile, vita e lavoro nella Riserva della Biosfera (favorire l’occupazione, la qualità della vita e la sostenibilità, legami sociali, intergenerazionali e transfrontalieri), innovazione nell'ambito dell’energia sostenibile, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e delle conoscenze all'interno della Riserva della Biosfera.
  • Rete degli eco-attori: Una rete di operatori socio-economici (imprese o associazioni) che la Riserva ha riconosciuto per il loro impegno sul territorio MaB Monviso. La rete degli eco-attori è stata coinvolta in alcune attività sul territorio, come durante il Terres Monviso Outdoor Festival di Saluzzo, durante il quale gli eco-attori hanno potuto presentare la propria attività e il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile.
  • Alpstream – Centro per lo studio dei fiumi alpini: il centro nato grazie al finanziamento del Programma Interreg Alcotra 2014-2020 nell’ambito del PITER Terres Monviso – progetto EcO, ha proseguito le attività legate alla ricerca scientifica e alla divulgazione dei temi legati ai fiumi montani sia rivolta alle scuole che alla popolazione. Il Centro si pone come punto di riferimento dell’ecologia fluviale, favorendo la collaborazione di numerose università, anche straniere, e promuovendo la conoscenza degli ambienti fluviali.
  • Miele Biosfera Monviso: per promuovere e valorizzare la filiera apistica la Riserva della Biosfera del Monviso, Aspromiele e MIAC scpa - Polo Agrifood hanno avviato, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, un progetto pilota per raccontare al consumatore in modo semplice ed efficace il valore aggiunto e la qualità del miele prodotto nel territorio della Riserva della Biosfera del Monviso, certificandone la provenienza, la sostenibilità e il legame con il territorio, attraverso un QRcode applicato sui vasetti di miele.
  • Programma “Siti naturali UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale”: grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, tra il 2023 e il 2025 dodici Istituti Comprensivi del territorio della Riserva hanno potuto svolgere attività di sensibilizzazione sui temi dello sviluppo sostenibile, del cambiamento climatico e hanno visitato la core area della Riserva, coinvolgendo circa 6.000 studenti.
Anno
2026