Redazione RSA

L'apicoltura in Piemonte

Anno
2026

Sulla base dei dati dell’ultimo Censimento apistico nazionale 2025, il Piemonte è al primo posto tra le regioni italiane sia come numero di alveari (nel 2025 202.005, pari a circa il 11,2% del patrimonio italiano ) che come operatori (7.119 apicoltori, pari a circa 9% del totale nazionale). Dal 2015, ai sensi della l. 313/2004, è attiva una Anagrafe apistica nazionale di competenza del Ministero della Salute, che prevede l’obbligo di registrazione nella Banca Dati Apistica (BDA) sia degli apicoltori amatoriali che dei produttori apistici e dei loro relativi apiari. 
Dal 1 novembre al 31 dicembre di ogni anno, la banca dati viene aggiornata attraverso il “censimento annuale” con le informazioni relative alla consistenza e alla dislocazione degli apiari posseduti, corredati di indirizzo e di coordinate geografiche.

Tra le informazioni da registrare nella Banca Dati Nazionale per ogni attività apistica, vi sono:

  • la tipologia (produzione per commercializzazione/apicoltore professionista o produzione per autoconsumo);
  • classificazione degli apiari (stanziale o nomade);
  • sottospecie allevata (ligustica, sicula, carnica o altro);
  • modalità di allevamento (convenzionale o biologica).

Attraverso la consultazione dei dati contenuti nell’Anagrafe Apistica Nazionale, è possibile evidenziare l’importanza del settore apistico piemontese a scala nazionale: nel 2025, il Piemonte si conferma al primo posto tra le regioni italiane per numero di apiari censiti (26.219, pari a circa il 14% del totale nazionale).

La distribuzione sul territorio regionale vede il 57% circa degli apiari concentrati tra le province di Cuneo (29,6%) e Torino (27,5%) e tale ripartizione si rispecchia anche nei dati relativi agli apicoltori: quelli censiti nel 2024 in Piemonte sono 7.171 (oltre il 9% del totale nazionale), distribuiti prevalentemente in provincia di Torino (34% circa) e circa il 26,5% e in provincia di Cuneo (24,5% circa).

Si tratta per lo più di operatori che producono per autoconsumo (66%), mentre i professionisti dediti alla commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura rappresentano il 34,2% del totale. Il 25% degli apiari piemontesi risulta essere di tipo stanziale, mentre quasi il 75% degli apiari piemontesi vengono spostati per seguire determinati tipi di fioritura.

A sostegno dell’apicoltura piemontese, nel 2025 sono stati aperti appositi bandi, indirizzati sia alle associazioni di produttori apistici, sia ad apicoltori singoli o associati, per l’erogazione di contributi per attività ed iniziative articolate sulle diverse azioni delle linee di intervento previste per il settore, quali:

  • corsi di aggiornamento e di formazione finanziati al 100% su tematiche quali la conservazione del miele, la lotta alla varroa o ad altri patogeni, le attrezzature e le tecniche apistiche;
  • assistenza tecnica e consulenza alle aziende finanziati al 90% su tematiche tecniche, sanitarie, amministrative.

Sono stati inoltre erogati contributi (con copertura al 75% per le associazioni di produttori apistici ed al 60% per apicoltori singoli o associati) per acquisti finalizzati

  • alla lotta contro gli aggressori e le malattie dell'alveare;
  • alla prevenzione dei danni causati dalle avversità atmosferiche;

Ulteriori contributi sono stati destinati nel 2025 alle associazioni di produttori apistici per attività di informazione e promozione a favore della qualità  del prodotto (eventi di promozione, analisi di laboratorio sul miele connesse all’evento, materiale promozionale vario, ricettario a base di miele).

Con gli interventi sopra descritti, il settore apistico ha beneficiato complessivamente nel 2025 di oltre 1,9 milioni di euro di contributi, le cui linee di intervento sono dettagliate alla pagina dedicata del sito web regionale.

 

L'apicoltura tra le politiche di sviluppo rurale
 

Anche nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027 è previsto uno specifico intervento a sostegno dell’apicoltura (SRA 18 - ACA 18), con la finalità di  contribuire a contrastare il declino degli impollinatori e quindi la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare habitat e paesaggi.

L’intervento, che ha una dotazione complessiva di 8 mln di euro, prevede un sostegno economico a copertura dei maggiori costi e minori guadagni per l’attività effettuata dagli apicoltori che mantengono un numero di alveari minimo pari a 52, apiari posti ad una distanza non inferiore a 2,2 km, ciascuno dei quali non può superare il numero di 80 alveari per postazione, in aree individuate e definite sul Geoportale, nel rispetto dei periodi di fioritura delle essenze botaniche, redigendo un’apposita relazione tecnica.

È stato emanato nel 2023 un bando unico di durata quinquennale che ha visto la presentazione di circa 500 domande, 429 delle quali sono state finanziate e 70 ammissibili ma non finanziabili per mancanza di fondi, per complessivi 1,6 milioni di euro.

I dettagli dell’intervento Impegni per l’apicoltura del CSR 2023-2027, con riferimento ai pagamenti annuali in base al numero di alveari iscritti sono consultabili sul sito web regionale.
 

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 

Complemento di sviluppo rurale (CSR) 2023-2027:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/complemento-regionale-per-sviluppo-rurale-2023-2027-csr/testo-vigente-csr-2023-2027


Apicoltura nel CSR 2023-2027 - Intervento SRA18 - ACA18:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/complemento-regionale-per-sviluppo-rurale-2023-2027-csr/sra18-aca18-impegni-per-lapicoltura


Finanziamenti all'apicoltura in Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/zootecnia-pascoli-apicoltura/finanziamenti-allapicoltura

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Agricoltura

Adeguamento dei Piani Regolatori Comunali alle Linee Guida regionali nei territori UNESCO

L’attività di adeguamento dei PRGC, finalizzata a garantire un idoneo livello di tutela per i territori del Sito Unesco di Langhe-Roero e Monferrato, avviata a seguito dell’approvazione delle pertinenti Linee Guida di cui alla D.G.R. 21 settembre 2015, n. 26-2131 (LLGG), è in via di prosecuzione con l'obiettivo di agevolare l’attivazione delle conseguenti Varianti urbanistiche di adeguamento.

Si rammenta che le valutazioni di merito vengono condotte nell’ambito del Tavolo di Lavoro Preliminare (TLP) previsto dalle stesse LLGG – organismo congiunto, tra Regione, Province e Comuni, nell’ambito del quale si sviluppano i necessari confronti tecnici circa le specifiche indagini paesaggistiche redatte e proposte dai Comuni, in forma singola o associata.

Figura 1. Veduta dell’abitato di Rosignano Monferrato (AL)
Figura 2. Veduta dell’abitato di Barolo (CN)

La pubblicazione delle Linee guida ha dato l’avvio alle procedure di adeguamento che, dal 2015, si sono così concretizzate sul territorio piemontese (dati riferiti a marzo 2025):

  • 17 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP (4 in Core Zone);
  • 16 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP (4 in Core Zone);
  • 21 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco (9 in Core Zone);
  • 21 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco (7 in Core Zone);
  • 5 comuni con procedura semplificata (DGR n. 2-1487/2020) devono ancora adottare o approvare varianti. NB: dalle analisi contenute in questa DGR i comuni interessati dalla procedura semplificata sono 12, ma 4 hanno già provveduto a concludere le indagini previste per l’adeguamento alle LLGG Unesco e 3 hanno inserito le analisi paesaggistiche effettuate dalla Regione Piemonte presenti nell’Allegato alla DGR nella variante (nessuno di questi comuni è in Core Zone);
  • 20 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG (4 in Core Zone).


In provincia di Alessandria 30 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 9 dei quali appartengono alla Core Zone.  Dei 30 comuni alessandrini:

  • 2 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 2 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 12 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 11 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG;
  • 3 comuni per i quali è stata prevista la procedura semplificata secondo la DGR 2-1487/2020 non hanno avviato varianti.

 

In provincia di Asti 41 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 9 dei quali appartengono alla Core Zone. Dei 41 comuni astigiani:

  • 14 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 11 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 8 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 6 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 2 comuni per i quali è stata prevista la procedura semplificata secondo la DGR 2-1487/2020 non hanno avviato varianti.

 

In provincia di Cuneo 29 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 11 dei quali appartengono alla Core Zone. Dei 29 comuni cuneesi:

  • 3 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 3 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 11 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 3 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 9 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG.
Figura 3. Infernot a Cella Monte (AL)

È opportuno rammentare che le Linee Guida erano state adottate in aderenza all’impostazione del Piano Paesaggistico Regionale, infatti le stesse Linee Guida Unesco sono state adottate circa due anni prima dell’approvazione del PPR avvenuta mediante DCR n. 233-35836 del 3 ottobre 2017, a seguito della quale il PPR era divenuto efficace dal 20.10.2017. Pertanto la presente procedura dei TLP prevista dalle LLGG Unesco ha rappresentato a tutti gli effetti una “anticipazione” ed una sperimentazione delle modalità di adeguamento degli strumenti urbanistici, che ha visto coinvolti, accanto al Comune, la Regione e le Province, senza implicazione del Ministero della Cultura: tre Enti anziché i quattro necessari per la procedura di adeguamento al PPR. E’ chiaro quindi che gli adeguamenti alle LLGG effettuati o in corso, non sostituiscono l’adeguamento vero e proprio al PPR, ma possono rappresentare una valida base per effettuare le successive necessarie implementazioni delle indagini paesaggistiche nell’ambito dei rispettivi territori comunali.

Si rammenta infine che l’attivazione dei TLP propedeutici all’adeguamento dei PRGC alle LLGG Unesco e la conseguente variante urbanistica, avviene su iniziativa comunale e le disposizioni vigenti non prevedono alcun tipo di penalizzazione per i Comuni inadempienti.

Gli uffici competenti della Regione e delle Province interessate continueranno ad operare, per quanto di competenza, al fine di promuovere il coinvolgimento degli Enti locali e dei professionisti nell’implementare e portare a conclusione il sopra descritto processo di pianificazione alla scala locale, indirizzato ad assicurare la valorizzazione delle peculiarità del Sito Unesco.


 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

L’attività di adeguamento dei PRGC, finalizzata a garantire un idoneo livello di tutela per i territori del Sito Unesco di Langhe-Roero e Monferrato, avviata a seguito dell’approvazione delle pertinenti Linee Guida di cui alla D.G.R. 21 settembre 2015, n. 26-2131 (LLGG), è in via di prosecuzione con l'obiettivo di agevolare l’attivazione delle conseguenti Varianti urbanistiche di adeguamento.

Si rammenta che le valutazioni di merito vengono condotte nell’ambito del Tavolo di Lavoro Preliminare (TLP) previsto dalle stesse LLGG – organismo congiunto, tra Regione, Province e Comuni, nell’ambito del quale si sviluppano i necessari confronti tecnici circa le specifiche indagini paesaggistiche redatte e proposte dai Comuni, in forma singola o associata.

Figura 1. Veduta dell’abitato di Rosignano Monferrato (AL)
Figura 2. Veduta dell’abitato di Barolo (CN)

La pubblicazione delle Linee guida ha dato l’avvio alle procedure di adeguamento che, dal 2015, si sono così concretizzate sul territorio piemontese (dati riferiti a marzo 2025):

  • 17 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP (4 in Core Zone);
  • 16 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP (4 in Core Zone);
  • 21 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco (9 in Core Zone);
  • 21 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco (7 in Core Zone);
  • 5 comuni con procedura semplificata (DGR n. 2-1487/2020) devono ancora adottare o approvare varianti. NB: dalle analisi contenute in questa DGR i comuni interessati dalla procedura semplificata sono 12, ma 4 hanno già provveduto a concludere le indagini previste per l’adeguamento alle LLGG Unesco e 3 hanno inserito le analisi paesaggistiche effettuate dalla Regione Piemonte presenti nell’Allegato alla DGR nella variante (nessuno di questi comuni è in Core Zone);
  • 20 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG (4 in Core Zone).


In provincia di Alessandria 30 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 9 dei quali appartengono alla Core Zone.  Dei 30 comuni alessandrini:

  • 2 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 2 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 12 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 11 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG;
  • 3 comuni per i quali è stata prevista la procedura semplificata secondo la DGR 2-1487/2020 non hanno avviato varianti.

 

In provincia di Asti 41 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 9 dei quali appartengono alla Core Zone. Dei 41 comuni astigiani:

  • 14 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 11 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 8 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 6 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 2 comuni per i quali è stata prevista la procedura semplificata secondo la DGR 2-1487/2020 non hanno avviato varianti.

 

In provincia di Cuneo 29 comuni sono compresi nei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, 11 dei quali appartengono alla Core Zone. Dei 29 comuni cuneesi:

  • 3 comuni hanno avviato le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 3 comuni hanno concluso le analisi paesaggistiche previste nel TLP;
  • 11 comuni hanno attivato la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 3 comuni hanno concluso la variante di adeguamento alle LLGG Unesco;
  • 9 comuni non hanno avviato alcuna fase dell’adeguamento alle LLGG.
Figura 3. Infernot a Cella Monte (AL)

È opportuno rammentare che le Linee Guida erano state adottate in aderenza all’impostazione del Piano Paesaggistico Regionale, infatti le stesse Linee Guida Unesco sono state adottate circa due anni prima dell’approvazione del PPR avvenuta mediante DCR n. 233-35836 del 3 ottobre 2017, a seguito della quale il PPR era divenuto efficace dal 20.10.2017. Pertanto la presente procedura dei TLP prevista dalle LLGG Unesco ha rappresentato a tutti gli effetti una “anticipazione” ed una sperimentazione delle modalità di adeguamento degli strumenti urbanistici, che ha visto coinvolti, accanto al Comune, la Regione e le Province, senza implicazione del Ministero della Cultura: tre Enti anziché i quattro necessari per la procedura di adeguamento al PPR. E’ chiaro quindi che gli adeguamenti alle LLGG effettuati o in corso, non sostituiscono l’adeguamento vero e proprio al PPR, ma possono rappresentare una valida base per effettuare le successive necessarie implementazioni delle indagini paesaggistiche nell’ambito dei rispettivi territori comunali.

Si rammenta infine che l’attivazione dei TLP propedeutici all’adeguamento dei PRGC alle LLGG Unesco e la conseguente variante urbanistica, avviene su iniziativa comunale e le disposizioni vigenti non prevedono alcun tipo di penalizzazione per i Comuni inadempienti.

Gli uffici competenti della Regione e delle Province interessate continueranno ad operare, per quanto di competenza, al fine di promuovere il coinvolgimento degli Enti locali e dei professionisti nell’implementare e portare a conclusione il sopra descritto processo di pianificazione alla scala locale, indirizzato ad assicurare la valorizzazione delle peculiarità del Sito Unesco.


 

Anno
2026

PSR, PSP, CSR - Interventi in ambito forestale

Anno
2026

Le politiche forestali regionali sono finanziate principalmente dal fondo FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale) nell'ambito della Politica Agricola Comune europea (PAC). L’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014‑2022 si è estesa fino al 31 dicembre 2025, parallelamente, il nuovo Piano Strategico della PAC (PSP) 2023‑2027, attuato in Piemonte tramite il Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) è stato approvato a inizio 2023. Ne consegue che, nel triennio 2023‑2025, PSR e CSR coesistono e operano in parallelo, ciascuno con proprie misure, procedure e dotazioni finanziarie.

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2022 è stato sviluppato in coerenza con il Piano Forestale Regionale (PFR) e ne rappresenta attuazione su alcuni temi fondamentali come lo sviluppo economico (formazione e investimenti) e l’ambiente.

L’implementazione del PSR (attraverso bandi e iniziative a titolarità regionale) ha già consentito di immettere sul territorio risorse per oltre 72 milioni di euro, su una disponibilità complessiva di circa 80 milioni di euro, così ripartite sulle principali aree di intervento:

  • risorse umane: 8,2 milioni di euro (Misura 1),
  • sviluppo economico locale: 43,2 milioni di euro (Misure 4.3, 8.1, 8.6, 15, 16),
  • ambiente: 28,6 milioni di euro (Misure 8.3, 8.4, 8.5, 12).

Il CSR 2023-2027 destina52,546milioni di euro al comparto forestale per interventi che mirano a:

  • aumentare la competitività produttiva delle imprese forestali,
  • promuovere lo sviluppo e la gestione sostenibile delle risorse forestali,
  • tutelare la biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat,
  • incentivare lo sviluppo di un’ imprenditorialità sostenibile, la formazione e l’innovazione.

La ripartizione per aree di intervento prevede:

  • risorse umane: 4 milioni di euro (Interventi SRH03, SRH04, SRH05),
  • sviluppo economico locale: 25 milioni di euro (Interventi SRA28, SRD05, SRD07.6, SRD15, SRG08),
  • ambiente: 17,325 milioni di euro (Interventi SRA27, SRA31, SRC02, SRD12).
 
Per approfondimenti

Il Programma di Sviluppo Rurale in ambito forestale

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Il Protocollo di Intesa

L’azione regionale rispetto ai Distretti del Commercio è stata ulteriormente rafforzata da un Protocollo di Intesa volto a favorire la collaborazione tra la Regione, la Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, nell’ambito dei rispettivi scopi istituzionali, al fine di sostenere la fase di avvio della politica attiva dei Distretti quale strumento per rivitalizzare e valorizzare l’identità economica, culturale e sociale dei luoghi attraverso specifiche azioni di accompagnamento alla nascita e al consolidamento dei partenariati pubblico-privato previsti dalla normativa in materia e sottesi ai Distretti del Commercio, in un'ottica di loro rafforzamento e ampliamento, per la trasformazione in veri e propri distretti delle economie di prossimità, dell'innovazione e dello sviluppo locale anche secondo principi di inclusione, benessere e solidarietà.

Le parti si sono impegnate, altresì, a:

  • mettere a disposizione i saperi necessari all'attuazione delle strategie distrettuali sia all'interno della pubblica amministrazione, sia in seno alle associazioni di categoria, sia nel mondo della libera professione e fra i partner di progetto attraverso attività formative, sia per nuovi professionisti (Manager di Distretto) sia per l’aggiornamento del personale già chiamato ad operare in tale ambito, sui temi della pianificazione del Distretto, monitoraggio delle attività previste e realizzate, fund raising, processi di rigenerazione urbana, promozione di dinamiche di solidarietà, inclusione e benessere territoriale, secondo un preciso programma congiuntamente definito e grazie alla gestione delle attività formative da parte di un ente con esperienza su questi temi e nel campo della formazione di partenariati territoriali attivi nel campo dello sviluppo del territorio.

Il Protocollo di Intesa, firmato il 12 luglio 2022, ha durata sino al 31 dicembre 2023.

In data 5 febbraio 2024 il Protocollo di Intesa è stato rinnovato per un ulteriore triennio.

Tra le prime azioni previste e realizzate dai partner aderenti al Protocollo d'Intesa vi è stato il Festival dei Distretti del Commercio del Piemonte: una giornata di lavori volta ad approfondire le dinamiche e le potenzialità dei Distretti del Commercio piemontesi, quali sistemi territoriali per la cura delle economie di prossimità, ospitata presso il Museo di Scienze Naturali di Torino. L’evento, organizzato l’8 aprile 2024 da Regione Piemonte, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, ha inteso contribuire a creare nuove sinergie tra i diversi soggetti che operano sul territorio in un’ottica di sviluppo locale e di inclusione sociale.

La giornata si è aperta alle ore 11:00 con un momento di networking, un’importante opportunità per entrare in contatto con i diversi Distretti del Commercio piemontesi e per dare vita a nuove connessioni e collaborazioni tra i diversi attori e le iniziative territoriali.

Nel pomeriggio, si sono svolti momenti di approfondimento volti ad indagare le politiche attive per la valorizzazione delle economie di prossimità e a inquadrare le sfide per le economie locali nel quadro nazionale e internazionale. Sono intervenuti professori universitari ed esperti in materia di rigenerazione urbana e territoriale e di economia urbana e si è tenuta una tavola rotonda per esaminare i risultati raggiunti fino ad oggi e valutare le prospettive future.

Per il biennio 2024-25 è previsto ed è già stato avviato un percorso formativo di Capacity Building focalizzato sul consolidamento del Distretto del Commercio come dispositivo di sviluppo territoriale.

  • 2024: fase di lavoro dedicato alla costruzione di strumenti comuni e all’accompagnamento al loro utilizzo

  • 2025: fase dedicata ad attività di analisi, monitoraggio e valutazione.

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

L’azione regionale rispetto ai Distretti del Commercio è stata ulteriormente rafforzata da un Protocollo di Intesa volto a favorire la collaborazione tra la Regione, la Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, nell’ambito dei rispettivi scopi istituzionali, al fine di sostenere la fase di avvio della politica attiva dei Distretti quale strumento per rivitalizzare e valorizzare l’identità economica, culturale e sociale dei luoghi attraverso specifiche azioni di accompagnamento alla nascita e al consolidamento dei partenariati pubblico-privato previsti dalla normativa in materia e sottesi ai Distretti del Commercio, in un'ottica di loro rafforzamento e ampliamento, per la trasformazione in veri e propri distretti delle economie di prossimità, dell'innovazione e dello sviluppo locale anche secondo principi di inclusione, benessere e solidarietà.

Le parti si sono impegnate, altresì, a:

  • mettere a disposizione i saperi necessari all'attuazione delle strategie distrettuali sia all'interno della pubblica amministrazione, sia in seno alle associazioni di categoria, sia nel mondo della libera professione e fra i partner di progetto attraverso attività formative, sia per nuovi professionisti (Manager di Distretto) sia per l’aggiornamento del personale già chiamato ad operare in tale ambito, sui temi della pianificazione del Distretto, monitoraggio delle attività previste e realizzate, fund raising, processi di rigenerazione urbana, promozione di dinamiche di solidarietà, inclusione e benessere territoriale, secondo un preciso programma congiuntamente definito e grazie alla gestione delle attività formative da parte di un ente con esperienza su questi temi e nel campo della formazione di partenariati territoriali attivi nel campo dello sviluppo del territorio.

Il Protocollo di Intesa, firmato il 12 luglio 2022, ha durata sino al 31 dicembre 2023.

In data 5 febbraio 2024 il Protocollo di Intesa è stato rinnovato per un ulteriore triennio.

Tra le prime azioni previste e realizzate dai partner aderenti al Protocollo d'Intesa vi è stato il Festival dei Distretti del Commercio del Piemonte: una giornata di lavori volta ad approfondire le dinamiche e le potenzialità dei Distretti del Commercio piemontesi, quali sistemi territoriali per la cura delle economie di prossimità, ospitata presso il Museo di Scienze Naturali di Torino. L’evento, organizzato l’8 aprile 2024 da Regione Piemonte, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, ha inteso contribuire a creare nuove sinergie tra i diversi soggetti che operano sul territorio in un’ottica di sviluppo locale e di inclusione sociale.

La giornata si è aperta alle ore 11:00 con un momento di networking, un’importante opportunità per entrare in contatto con i diversi Distretti del Commercio piemontesi e per dare vita a nuove connessioni e collaborazioni tra i diversi attori e le iniziative territoriali.

Nel pomeriggio, si sono svolti momenti di approfondimento volti ad indagare le politiche attive per la valorizzazione delle economie di prossimità e a inquadrare le sfide per le economie locali nel quadro nazionale e internazionale. Sono intervenuti professori universitari ed esperti in materia di rigenerazione urbana e territoriale e di economia urbana e si è tenuta una tavola rotonda per esaminare i risultati raggiunti fino ad oggi e valutare le prospettive future.

Per il biennio 2024-25 è previsto ed è già stato avviato un percorso formativo di Capacity Building focalizzato sul consolidamento del Distretto del Commercio come dispositivo di sviluppo territoriale.

  • 2024: fase di lavoro dedicato alla costruzione di strumenti comuni e all’accompagnamento al loro utilizzo

  • 2025: fase dedicata ad attività di analisi, monitoraggio e valutazione.

 

Anno
2026

Contributi ai Distretti

Nel corso dell’anno 2022 è stato avviato il sostegno per i progetti strategici presentati dai Distretti del commercio del Piemonte. Si tratta di una programmazione triennale relativa agli anni 2022, 2023 e 2024.

Il bando, approvato con la determinazione n. 184 del 27/07/2022, è stato rivolto ai Distretti del Commercio inseriti nell'Elenco regionale del Piemonte per la realizzazione dei seguenti interventi:

  • ammodernamento e miglioramento dell’esteriorità delle attività commerciali (vetrine, insegne, facciate, tende, pergole, dehor, banchi mercati, illuminazione esterna, etc…), sostegno di nuove attività o apertura di nuove unità locali (acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchi), servizi innovativi fra gli operatori dell’area e a vantaggio dei consumatori; fidelizzazione della clientela; implementazione digitale delle singole imprese (solo spese in conto capitale); progettualità innovative che possano contribuire alla crescita delle singole imprese del commercio, inclusa attività formativa, informativa e servizi di accompagnamento relativi all’attività del Distretto;

  • progetti di qualificazione urbana che riguardino il proprio ambito territoriale; progetti di design urbano e sugli spazi pubblici, con particolare attenzione alla gestione degli spazi pubblici, all’ampliamento di spazi esistenti per attività commerciali, alla riqualificazione del verde e dell’arredo urbano, all’accessibilità e alla sistemazione della viabilità, alla predisposizione di attrezzature per servizi comuni; progetti di sistemazione delle aree mercatali; iniziative di riqualificazione e rigenerazione urbana, con particolare attenzione ai locali commerciali e in coerenza con i principi di sostenibilità energetica e ambientale; politiche attive sul riuso degli spazi sfitti; recupero e valorizzazione dei locali commerciali storici; azioni di promozione finalizzate esclusivamente alla rivitalizzazione della rete distributiva e ad aumentarne l’attrattività; progetti di consegna delle merci a domicilio e creazione di un sistema organizzato e agile per la distribuzione delle merci specie a favore della popolazione anziana o fragile; progettualità innovative che possano contribuire alla crescita e allo sviluppo del commercio nell’ambito territoriale del Distretto; predisposizione di una rete di servizi commerciali a sostegno di fasce della popolazione colpite da eventi calamitosi o emergenze perduranti; formazione, informazione e servizi di accompagnamento degli imprenditori e degli addetti del settore della distribuzione; iniziative comuni per la ripresa delle attività economiche e per l’adozione di nuove modalità strutturali, organizzative e operative per l’adeguamento delle attività alle nuove esigenze di sicurezza e protezione e a modalità alternative di organizzazione delle vendite, in affiancamento al canale fisico tradizionale; iniziative in tema di welfare aziendale e coinvolgimento di imprese e utenza su tematiche di benessere sociale; misure di fiscalità di vantaggio per promuovere iniziative o progettualità compatibili con la tutela e promozione dell’ambiente urbano; significative semplificazioni amministrative per l’area di distretto; sperimentazioni in materia di orari.

Con la determinazione dirigenziale n. 340 del 13/12/2023 sono stati ammessi a contributo 32 progetti strategici su sessantasei candidati per un importo complessivo di euro 8.832.989,95.

A ciascun Distretto del Commercio ammesso sono stati assegnati:

  • contributi in conto capitale (fondo perduto) nell'entità dell'80% della spesa progettuale ammessa per un importo massimo di euro 250.000,00

  • contributi di parte corrente nell'entità dell'80% della spesa nel tetto massimo di euro 42.306,63

Una quota non inferiore al 30% della spesa progettuale dei progetti strategici deve essere riservata alle azioni a favore delle imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande per mezzo di bandi ad evidenza pubblica.

Nel corso dell’anno 2023 è proseguito il sostegno ai progetti strategici dei Distretti del Commercio che non sono stati ammessi a contributo nella precedente programmazione. Con la determinazione n. 210 del 19/07/2023 è stato approvato un nuovo bando per il triennio 2023-2025 avente le medesime caratteristiche di quello della precedente programmazione. La somma destinata alle progettualità distrettuali ammonta a euro 8.794.500,00.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Nel corso dell’anno 2022 è stato avviato il sostegno per i progetti strategici presentati dai Distretti del commercio del Piemonte. Si tratta di una programmazione triennale relativa agli anni 2022, 2023 e 2024.

Il bando, approvato con la determinazione n. 184 del 27/07/2022, è stato rivolto ai Distretti del Commercio inseriti nell'Elenco regionale del Piemonte per la realizzazione dei seguenti interventi:

  • ammodernamento e miglioramento dell’esteriorità delle attività commerciali (vetrine, insegne, facciate, tende, pergole, dehor, banchi mercati, illuminazione esterna, etc…), sostegno di nuove attività o apertura di nuove unità locali (acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchi), servizi innovativi fra gli operatori dell’area e a vantaggio dei consumatori; fidelizzazione della clientela; implementazione digitale delle singole imprese (solo spese in conto capitale); progettualità innovative che possano contribuire alla crescita delle singole imprese del commercio, inclusa attività formativa, informativa e servizi di accompagnamento relativi all’attività del Distretto;

  • progetti di qualificazione urbana che riguardino il proprio ambito territoriale; progetti di design urbano e sugli spazi pubblici, con particolare attenzione alla gestione degli spazi pubblici, all’ampliamento di spazi esistenti per attività commerciali, alla riqualificazione del verde e dell’arredo urbano, all’accessibilità e alla sistemazione della viabilità, alla predisposizione di attrezzature per servizi comuni; progetti di sistemazione delle aree mercatali; iniziative di riqualificazione e rigenerazione urbana, con particolare attenzione ai locali commerciali e in coerenza con i principi di sostenibilità energetica e ambientale; politiche attive sul riuso degli spazi sfitti; recupero e valorizzazione dei locali commerciali storici; azioni di promozione finalizzate esclusivamente alla rivitalizzazione della rete distributiva e ad aumentarne l’attrattività; progetti di consegna delle merci a domicilio e creazione di un sistema organizzato e agile per la distribuzione delle merci specie a favore della popolazione anziana o fragile; progettualità innovative che possano contribuire alla crescita e allo sviluppo del commercio nell’ambito territoriale del Distretto; predisposizione di una rete di servizi commerciali a sostegno di fasce della popolazione colpite da eventi calamitosi o emergenze perduranti; formazione, informazione e servizi di accompagnamento degli imprenditori e degli addetti del settore della distribuzione; iniziative comuni per la ripresa delle attività economiche e per l’adozione di nuove modalità strutturali, organizzative e operative per l’adeguamento delle attività alle nuove esigenze di sicurezza e protezione e a modalità alternative di organizzazione delle vendite, in affiancamento al canale fisico tradizionale; iniziative in tema di welfare aziendale e coinvolgimento di imprese e utenza su tematiche di benessere sociale; misure di fiscalità di vantaggio per promuovere iniziative o progettualità compatibili con la tutela e promozione dell’ambiente urbano; significative semplificazioni amministrative per l’area di distretto; sperimentazioni in materia di orari.

Con la determinazione dirigenziale n. 340 del 13/12/2023 sono stati ammessi a contributo 32 progetti strategici su sessantasei candidati per un importo complessivo di euro 8.832.989,95.

A ciascun Distretto del Commercio ammesso sono stati assegnati:

  • contributi in conto capitale (fondo perduto) nell'entità dell'80% della spesa progettuale ammessa per un importo massimo di euro 250.000,00

  • contributi di parte corrente nell'entità dell'80% della spesa nel tetto massimo di euro 42.306,63

Una quota non inferiore al 30% della spesa progettuale dei progetti strategici deve essere riservata alle azioni a favore delle imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande per mezzo di bandi ad evidenza pubblica.

Nel corso dell’anno 2023 è proseguito il sostegno ai progetti strategici dei Distretti del Commercio che non sono stati ammessi a contributo nella precedente programmazione. Con la determinazione n. 210 del 19/07/2023 è stato approvato un nuovo bando per il triennio 2023-2025 avente le medesime caratteristiche di quello della precedente programmazione. La somma destinata alle progettualità distrettuali ammonta a euro 8.794.500,00.

Anno
2026

Distretti del Commercio

Anno
2026

La Regione promuove i Distretti del Commercio quali ambiti territoriali nei quali gli enti pubblici, i cittadini, le imprese e le formazioni sociali liberamente aggregati sono in grado di fare del commercio un fattore di innovazione, integrazione e valorizzazione di tutte le risorse di cui dispone il territorio. L’obiettivo è quello di accrescerne l’attrattività, rigenerare il tessuto urbano e sostenere la competitività delle imprese, anche attraverso interventi integrati per lo sviluppo dell’ambiente urbano di riferimento. I criteri e le modalità per l'individuazione, il funzionamento e la costituzione dei Distretti del Commercio e per l'accesso all'agevolazione regionale per l'istituzione degli stessi sono stati approvati con Deliberazione della Giunta regionale n. 23-2535 dell'11/12/2020.
La Regione Piemonte ha inoltre contribuito a sostenere le spese per gli adempimenti necessari all’individuazione e alla costituzione dei Distretti del Commercio, al loro avvio e alla predisposizione di un programma di interventi strategici e significativi per il Commercio.

Con determinazione n. 396 del 23/12/2020 è stato approvato ed emanato il bando per l'accesso all'agevolazione regionale relativa all'istituzione dei Distretti, e con determinazione n. 146 del 28/06/2021 è stata approvata la graduatoria dei progetti ammessi a contributo.

Destinatari del finanziamento regionale sono i Comuni piemontesi in forma singola o aggregata, comprese le Unioni e le Convenzioni di cui alla L.R. n. 11/2012. Il finanziamento ha interessato in prima istanza venticinque distretti su 77 domande pervenute. Con le determinazioni n. 232 del 04/10/2021 e n. 236 del 04/10/2021 sono stati predisposti gli scorrimenti della graduatoria per il finanziamento di ulteriori trentasette distretti. Con la determinazione n. 372 del 29/12/2021 sono stati ammessi a contributo ulteriori quindici istanze, esaurendo la graduatoria.

Successivamente con la D.G.R. n. 24-290 del 18/10/2024 e le D.D. n. 423/A2009C/2024 e n. 693/A2009C/2025, l'Elenco regionale dei Distretti del Commercio del Piemonte, predisposto con la D.D. n. 291/A2009B/2021 del 18/11/2021 e aggiornato con la D.D. n. 133 del 30/06/2023, è stato ulteriormente implementato sino agli attuali ottanta Distretti ufficialmente istituiti. Sono in corso di istituzione altri venti Distretti.

I Distretti del Commercio costituiscono uno degli obiettivi strategici inseriti nel Piano della Competitività predisposto dalla Regione Piemonte. Se da un lato essi introducono modelli innovativi di sviluppo del settore commerciale che consentano di sostenere e rilanciare il settore con strategie sinergiche di sviluppo economico e di risposta a necessità in particolari momenti di emergenze economiche e sociali, dall’altro favoriscono la creazione di un sistema strutturato e organizzato territorialmente, capace di polarizzare le attività commerciali, unitamente ad altri soggetti portatori di interesse, quali il Comune, le organizzazioni imprenditoriali, le imprese, le proprietà immobiliari e i consumatori.

Nello specifico, l’istituzione dei Distretti:

  • favorisce e sostiene il commercio di vicinato, le micro e piccole imprese, nell’ottica di garantire al cittadino consumatore servizi di prossimità in un momento di forte presenza della grande distribuzione organizzata;

  • riduce il fenomeno della dismissione degli usi commerciali nei contesti urbani, a causa del quale si può avere una forte perdita identitaria;

  • valorizza i luoghi del commercio attraverso la riqualificazione di ambiti naturali del commercio urbano, sedi naturali di attività commerciali ed economiche in senso lato; il termine “naturale” rimanda al concetto di spontaneità, tradizione e storia dei luoghi del commercio;

  • sostiene e contribuisce al rilancio dell’identità dei luoghi e percorsi naturali del commercio;

  • favorire la creazione dei cosiddetti “centri commerciali naturali”, ritenendo che essi possano costituire una reale alternativa alla grande distribuzione organizzata;

  • sviluppa la competitività dei “centri commerciali naturali”, assicurando complementarietà e integrazione con le attività di vendita su area pubblica;

  • promuove l’aggregazione fra operatori per la realizzazione di politiche e di servizi comuni;

  • favorisce un sistema di governance, di competenze e di conoscenze per lo sviluppo del distretto.

I Distretti del Commercio si configurano, quindi, quali strumenti innovativi per il presidio commerciale del territorio, il mantenimento dell’occupazione e la gestione di attività comuni finalizzate alla valorizzazione del commercio. Tali effetti di trasformazione economica, culturale e spaziale saranno visibili sul territorio nel medio termine, anche in previsione di futuri finanziamenti più sostanziali e mirati a interventi di riqualificazione del contesto urbano.

Dal 2020 ad oggi sono stati messi a disposizione dei Distretti del Commercio del Piemonte in totale 31 milioni di euro, così suddivisi:

Contributi anno 2020-2021 per l'individuazione e alla costituzione dei primi 77 Distretti del Commercio: euro 1.232.906,40

Contributi anno 2021-2022 per il sostegno delle prime attività dei primi 77 Distretti del Commercio: euro 3.892.166,61

Contributi anno 2024-2025 per il sostegno delle prime attività di ulteriori 20 Distretti del Commercio: euro 1.041.449,13

Contributi anno 2025-2026 per il sostegno delle prime attività di ulteriori 5 Distretti del Commercio: euro 208.000,00

Contributi per il sostegno Progetti Strategici del Commercio programmazione 2022-2024: euro 8.832.989,95

Contributi per il sostegno Progetti Strategici del Commercio programmazione 2023-2025: euro 8.794.500,00

Contributi per il sostegno Progetti Strategici del Commercio programmazione 2025-2027: euro 7.223.561,81

Gli interventi finanziati hanno riguardato:

  • ammodernamento e miglioramento dell’esteriorità delle attività commerciali (vetrine, insegne, facciate, tende, pergole, dehor, banchi mercati, illuminazione esterna, etc…), sostegno di nuove attività o apertura di nuove unità locali (acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchi), servizi innovativi fra gli operatori dell’area e a vantaggio dei consumatori; fidelizzazione della clientela; implementazione digitale delle singole imprese (solo spese in conto capitale); progettualità innovative che possano contribuire alla crescita delle singole imprese del commercio, inclusa attività formativa, informativa e servizi di accompagnamento relativi all’attività del Distretto;

  • progetti di qualificazione urbana che riguardino il proprio ambito territoriale; progetti di design urbano e sugli spazi pubblici, con particolare attenzione alla gestione degli spazi pubblici, all’ampliamento di spazi esistenti per attività commerciali, alla riqualificazione del verde e dell’arredo urbano, all’accessibilità e alla sistemazione della viabilità, alla predisposizione di attrezzature per servizi comuni; progetti di sistemazione delle aree mercatali; iniziative di riqualificazione e rigenerazione urbana, con particolare attenzione ai locali commerciali e in coerenza con i principi di sostenibilità energetica e ambientale; politiche attive sul riuso degli spazi sfitti; recupero e valorizzazione dei locali commerciali storici; azioni di promozione finalizzate esclusivamente alla rivitalizzazione della rete distributiva e ad aumentarne l’attrattività; progetti di consegna delle merci a domicilio e creazione di un sistema organizzato e agile per la distribuzione delle merci specie a favore della popolazione anziana o fragile; progettualità innovative che possano contribuire alla crescita e allo sviluppo del commercio nell’ambito territoriale del Distretto; predisposizione di una rete di servizi commerciali a sostegno di fasce della popolazione colpite da eventi calamitosi o emergenze perduranti; formazione, informazione e servizi di accompagnamento degli imprenditori e degli addetti del settore della distribuzione; iniziative comuni per la ripresa delle attività economiche e per l’adozione di nuove modalità strutturali, organizzative e operative per l’adeguamento delle attività alle nuove esigenze di sicurezza e protezione e a modalità alternative di organizzazione delle vendite, in affiancamento al canale fisico tradizionale; iniziative in tema di welfare aziendale e coinvolgimento di imprese e utenza su tematiche di benessere sociale; misure di fiscalità di vantaggio per promuovere iniziative o progettualità compatibili con la tutela e promozione dell’ambiente urbano; significative semplificazioni amministrative per l’area di distretto; sperimentazioni in materia di orari.

A ciascun Distretto del Commercio ammesso sono stati assegnati:

  • contributi in conto capitale (fondo perduto) nell'entità dell'80% della spesa progettuale ammessa per un importo massimo di euro 250.000,00

  • contributi di parte corrente nell'entità dell'80% della spesa nel tetto massimo di euro 42.306,63

Una quota non inferiore al 30% della spesa progettuale dei progetti strategici è stata riservata alle azioni a favore delle imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande per mezzo di bandi ad evidenza pubblica.

L’azione regionale è stata ulteriormente rafforzata da un Protocollo di Intesa volto a favorire la collaborazione tra la Regione, la Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, nell’ambito dei rispettivi scopi istituzionali, al fine di sostenere la fase di avvio della politica attiva dei Distretti del Commercio quale strumento per rivitalizzare e valorizzare l’identità economica, culturale e sociale dei luoghi attraverso specifiche azioni di accompagnamento alla nascita e al consolidamento dei partenariati pubblico-privato previsti dalla normativa in materia e sottesi ai Distretti del Commercio, in un'ottica di loro rafforzamento e ampliamento, per la trasformazione in veri e propri distretti delle economie di prossimità, dell'innovazione e dello sviluppo locale anche secondo principi di inclusione, benessere e solidarietà.

Le parti si sono impegnate, altresì, a:

  • mettere a disposizione i saperi necessari all'attuazione delle strategie distrettuali sia all'interno della pubblica amministrazione, sia in seno alle associazioni di categoria, sia nel mondo della libera professione e fra i partner di progetto attraverso attività formative, sia per nuovi professionisti (Manager di Distretto) sia per l’aggiornamento del personale già chiamato ad operare in tale ambito, sui temi della pianificazione del Distretto, monitoraggio delle attività previste e realizzate, fund raising, processi di rigenerazione urbana, promozione di dinamiche di solidarietà, inclusione e benessere territoriale, secondo un preciso programma congiuntamente definito e grazie alla gestione delle attività formative da parte di un ente con esperienza su questi temi e nel campo della formazione di partenariati territoriali attivi nel campo dello sviluppo del territorio.

È in corso di rinnovo il Protocollo d'Intesa per le annualità 2026- 2027 e 2028.

Tra le prime azioni previste e realizzate dai partner aderenti al Protocollo d'Intesa vi è stato il Festival dei Distretti del Commercio del Piemonte: una giornata di lavori volta ad approfondire le dinamiche e le potenzialità dei Distretti del Commercio piemontesi, quali sistemi territoriali per la cura delle economie di prossimità, ospitata presso il Museo di Scienze Naturali di Torino. L’evento, organizzato l’8 aprile 2024 da Regione Piemonte, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Unioncamere Piemonte, ha inteso contribuire a creare nuove sinergie tra i diversi soggetti che operano sul territorio in un’ottica di sviluppo locale e di inclusione sociale.

Nel corso dell'anno 2025 si sono svolti numerosi incontri formativi e di confronto sul tema dei vuoti commerciali, sulle economie di prossimità, sull'accessibilità comunicativa e sull'interazione dei Distretti del Commercio con i Distretti del Cibo. Tali attività proseguono nel corso del 2026.

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Ecomusei in Piemonte

Anno
2026

Gli ecomusei sono strumenti culturali di interesse generale e di utilità sociale orientati a uno sviluppo locale sostenibile, volti a recuperare, conservare, valorizzare e trasmettere il patrimonio identitario, culturale, sociale, ambientale, materiale e immateriale di un territorio omogeneo, attraverso la partecipazione delle comunità locali in tutte le loro componenti.

Essi operano con approccio interdisciplinare nei campi della cultura, dell’ambiente, dell’educazione, della formazione, dell’inclusione sociale, dell’agricoltura, del turismo, della pianificazione territoriale e della cura del paesaggio, nella prospettiva di orientare lo sviluppo futuro del territorio verso una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Tali principi generali sono fondati sulla responsabilità collettiva degli abitanti, della società civile e delle istituzioni, funzionale alla costruzione e alla rivitalizzazione di reti di attività e servizi.

Gli ecomusei adottano logiche di rete e processi partecipati, su ispirazione della Convenzione Europea del Paesaggio, firmata a Firenze il 20 ottobre 2000, e dei trattati internazionali dedicati alla salvaguardia dei patrimoni culturali materiali e immateriali della società, nel rispetto delle norme nazionali.
Essi operano favorendo la partecipazione e il coinvolgimento degli abitanti, della società civile e delle istituzioni, con particolare riguardo alle istituzioni culturali e scolastiche, promuovendo “laboratori di cittadinanza attiva” per la costruzione di mappe di comunità o di analoghi strumenti efficaci nell’integrare i diversi punti di vista in un percorso condiviso di riconoscimento, comprensione, cura e rigenerazione coerente e sostenibile dei patrimoni materiali e immateriali peculiari di ogni luogo.

Negli ultimi anni si è assistito ad un proliferare di processi ecomuseali sul territorio piemontese, che si sono resi interpreti di istanze di cambiamento, per uno sviluppo locale sostenibile, svolgendo un ruolo importante nelle politiche di sviluppo socio-economico regionale.

L’azione svolta dagli ecomusei, sui territori di riferimento, ha confermato il ruolo che essi possono assumere, in rapporto alla valorizzazione e alla cura del paesaggio, al riconoscimento della “bellezza”, attraverso la memoria delle comunità, all’equilibrio fra l’opera dell’uomo e l’opera della natura, rafforzando il legame tra paesaggio, patrimonio culturale e turismo come asse strategico su cui impostare percorsi di conoscenza e progetti di valorizzazione territoriale e turismo sostenibile.

Essi lavorano sulla diffusione di una offerta culturale che sappia agire sulla consapevolezza del valore dei paesaggi piemontesi, basata sui valori e l’elevata qualità della vita che offrono. Un lavoro veicolato anche dal nuovo Piano Paesaggistico del Piemonte, che ha cercato di attivare processi culturali dalla densa valenza politica, anche in attuazione di alcune schede progettuali all’interno della “Strategia Aree interne”, finalizzati ad attuare quel profondo cambiamento auspicato dalla Convenzione europea del paesaggio: “percepito dalle popolazioni che lo abitano”.

Le comunità non sono più quindi solo oggetto di ricerca, ma sono organismi “fruitori attivi del paesaggio” presente e futuro o destinatari dei paesaggi di montagna, pianura, acqua e mare da trasformare mediante un progetto comune, frutto di processi partecipati, che tendono ad accrescere la condivisione di benessere collettivo.
Il patrimonio culturale con cui gli ecomusei si misurano è costituto non solo da quello tutelato per legge, ma anche dal patrimonio “vivente”, materiale e immateriale, naturale e costruito, frutto delle tradizioni locali e delle trasformazioni del paesaggio, che costituisce l’eredità culturale delle popolazioni attive sul territorio.
La creazione di reti a diversa scala è stata una strategia vitale ed efficace per condividere pratiche, progetti ed alimentare entusiasmi promuovendo: contratti di fiume, contratti di lago, sentieristica partecipata, giornate del paesaggio, passeggiate patrimoniali.

Nel 2009 nasce l’Associazione Rete Ecomusei Piemonte (REP) a supporto e sostegno delle attività svolte dagli ecomusei che ne fanno parte. Essa rappresenta e tutela gli interessi dei suoi associati nei confronti di istituzioni o di altre realtà italiane ed internazionali; svolge attività di ricerca, studio, riflessione, confronto e progettazione su tematiche di interesse comune; lavora in rete per ottimizzare azioni e risorse. Tali obiettivi sono perseguiti con la messa in opera di alcune azioni strategiche tra le quali la collaborazione e il confronto con gli enti locali (Regione, Province, Comuni, ecc.), la partecipazione ai tavoli di lavoro per la definizione delle politiche e delle programmazioni di settore, la messa in campo di iniziative di scambio e collaborazione con altre realtà ecomuseali, la promozione e la sensibilizzazione rispetto ai temi tipici degli ecomusei, sia a livello nazionale sia internazionale.

La nuova legge regionale in materia di ecomusei (LR 13 del 03/08/18 “Riconoscimento degli ecomusei del Piemonte”) accoglie il punto più maturo delle esperienze ecomuseali che la Rete ha registrato dopo decenni di attività, nate anche dal confronto internazionale del Forum ICOM di Milano 2016 “Ecomuseums, Community museums and cultural landscapes”.

La recente legge regionale, all’articolo 7, promuove la partecipazione degli ecomusei riconosciuti alle politiche e alle azioni regionali di valorizzazione del paesaggio attuative del Piano Paesaggistico Regionale approvato con DCR 233-35836 del 3/10/17 e alle finalità della LR 14 del 16/06/08 (Norme per la valorizzazione del paesaggio).

Con la previgente legge regionale in materia di ecomusei, la Regione ha istituito 25 Ecomusei del Piemonte, che sono di seguito elencati:

Provincia Ecomusei piemontesi
AL Ecomuseo dei Feudi imperiali
AL Ecomuseo della Pietra da Cantoni
AL Ecomuseo della Pietra e della Calce di Visone
AL Ecomuseo di Cascina Moglioni
AT Ecomuseo del Basso Monferrato Astigiano
BI Ecomuseo del Biellese
CN Ecomuseo dei Certosini e della Valle Pesio
CN Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite
CN Ecomuseo del Marmo di Frabosa Soprana
CN Ecomuseo dell'Alta Valle Maira
CN Ecomuseo della Pastorizia
CN Ecomuseo della Segale
CN Ecomuseo delle Rocche del Roero
CN Ecomuseo delle Terre del Castelmagno
NO Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone
TO Ecomuseo Colombano Romean
TO Ecomuseo del Freidano
TO Ecomuseo dell'Alta Val Sangone
TO Ecomuseo dell’Argilla – Munlab
TO Ecomuseo della Val Germanasca
TO Ecomuseo delle Terre di confine
VB Ecomuseo del Granito di Montorfano
VB Ecomuseo della Pietra Ollare e degli Scalpellini
VC Ecomuseo della Valsesia
VC Ecomuseo delle Terre d'acqua

La maggior parte dei 25 Ecomusei regionali sono nati e operano in area montana, per il recupero e la riqualificazione dei borghi e dei centri storici e per lo sviluppo ecosostenibile delle produzioni forestali e dell’economia del legno. Essi pertanto sono stati coinvolti nella strategia prevista dalla Regione Piemonte con la LR 14 del 5/04/19 (Disposizioni in materia di tutela, valorizzazione e sviluppo della montagna), che all’Art. 21 (Valorizzazione della cultura della montagna piemontese) promuove il sostegno agli ecomusei e ai centri per la documentazione e altresì la tutela e la valorizzazione delle espressioni della cultura dell’area montana piemontese.
Quanto sopra premesso è in linea con la strategia di adattamento dell’UE, la quale si propone di contribuire a rendere l’Europa più resiliente ai cambiamenti climatici. Ciò richiede una migliore preparazione, consapevolezza e capacità di reazione agli impatti dei cambiamenti climatici a livello locale, regionale e nazionale.
Su tale obiettivo si inserisce l’impegno degli Ecomusei, in merito alla emergenza climatica ed ecologica, i quali affrontano la crisi attuale, curandone le cause e aumentando la resilienza delle comunità locali. Attraverso lo studio delle modificazioni del clima su scala locale e degli impatti sul territorio di riferimento, essi creano gruppi di lavoro dedicati alla mobilità dolce e ai green jobs e danno il massimo supporto per la realizzazione di ciclostazioni. Prediligono, inoltre, gli acquisti con emissioni a rifiuti zero e incoraggiano il ritorno alla terra. Per sensibilizzare le nuove generazioni, attivano attività didattica e laboratori, per tramandare suggerimenti pratici di risparmio idrico ed energetico. Infine gli ecomusei, attraverso bandi e progetti, ribadiscono la necessità alle amministrazioni locali di un intervento concreto sui territori di riferimento, per ridurre l’inquinamento e promuovere la cultura della tutela ambientale, creando un’opportunità per riflettere sul ruolo dei musei e degli ecomusei per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, previsti dall’Agenda 2030 dell’ONU e in particolare sensibilizzando l’opinione pubblica sull’urgenza dell'azione climatica.

Nel 2020, in epoca di piena pandemia, si è assistito ad un potenziamento del confronto tra le Reti ecomuseali locali, regionali e internazionali, che cooperano tra loro al fine di elaborare progetti. Tale collaborazione ha dato origine ad un vero e proprio “network della conoscenza”, con la moltiplicazione dei contatti per il Laboratorio ecomusei e la Rete locale stessa, sfociata nella virtuosa preparazione di iniziative per l’Anno 2021.

Per aumentare con efficacia ed economicità la qualità della vita degli abitanti che vivono sul territorio di riferimento, considerando diversi profili: identità, paesaggio, prodotti locali, accoglienza turistica, sicurezza ambientale e sviluppo sostenibile, sono state avviate alcune iniziative con l’aiuto delle nuove tecnologie per valorizzare il nostro patrimonio territoriale in una prospettiva di benessere collettivo. 

  1. “Gli Ecomusei sono Paesaggio” dalla Rete degli EcoMusei Italiani (EMI).
    Una riflessione in diretta streaming sul ruolo che gli ecomusei rivestono nel creare una consapevolezza nei confronti del Paesaggio, basata sul principio di sana appartenenza e responsabilità dei luoghi quale unica vera garanzia per il raggiungimento di un equilibrio dinamico nello sviluppo dei territori e delle comunità che li vivono. Quanto accaduto con la pandemia ha costretto a rivedere radicalmente il modo di abitare il territorio. Le esperienze presentate descrivono l’universo di buone pratiche degli ecomusei italiani, dalle Alpi al Mediterraneo, secondo gli approcci che le diverse condizioni socio-economiche impongono ai rispettivi territori, nell’intento di favorire lo sviluppo di reti di cooperazione e scambio tra queste. In questo quadro di eccezionale crisi economica, sociale e sanitaria, la creazione di solide e ramificate reti locali, ricche di capitale relazionale e sociale, hanno assunto un’importanza decisiva nel determinare le capacità competitive di un territorio e dunque le sue probabilità di successo nella crescita della coesione sociale ancor prima che economica. Una iniziativa che, dovendo svolgersi a distanza, ha scontato necessariamente un limite alla partecipazione in tempo di pandemia, evidenziando come la tecnologia è certamente un alleato importante. Il programma è consultabile online.

    È stato organizzato in più sessioni, per dare continuità all’iniziativa e far sì che diventi un momento annuale di riflessione ampia ed inclusiva per tutto il movimento ecomuseale per la gestione partecipata del territorio. Una piattaforma di condivisione di obiettivi e di progetti per il futuro che guardino al paesaggio come luogo di “rinascita” civile e culturale post-pandemica delle comunità e di un rinnovato dialogo con le istituzioni ed il mondo del terzo settore.
     

  2. Ecomusei come attrattiva turistica ispirata ad un turismo sostenibile, che valorizza il territorio, prendendosi cura dell’ambiente, della cultura e delle tradizioni locali con il coinvolgimento degli abitanti del posto. In quest'ottica oggi molti enti locali (Regioni, Città metropolitane, Comuni) applicano l'Agenda 21 nella pianificazione territoriale locale. Diverse sono le varianti utilizzate per indicare il concetto di “turismo responsabile”: si va dal turismo sostenibile (con riferimento al concetto economico dello sviluppo sostenibile), al turismo solidale (con riferimento al commercio equo-solidale o alle iniziative di solidarietà verso il Terzo Mondo), al turismo consapevole (con riferimento al consumo).
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Tipo Strumento
Turismo/Cultura

I servizi ecosistemici

Anno
2026

Nell’attuale contesto socioeconomico, il patrimonio forestale regionale esprime importanti valori dal punto di vista produttivo (prodotti legnosi e non legnosi), ma permette anche il soddisfacimento della sempre maggiore domanda di beni e servizi ambientali, culturali e turistico ricreativi della cittadinanza. 

Le foreste rivestono un ruolo strategico e trasversale per le politiche ambientali ed economiche e forniscono una serie di servizi ecosistemici, tra i quali ricordiamo:

  • i servizi di approvvigionamento: legati alla produzione di prodotti forestali legnosi e non legnosi;
  • i servizi di regolazione e mantenimento, quali la protezione e la tutela del suolo, l’assorbimento di anidride carbonica, ecc.;
  • i servizi culturali, come indispensabile supporto ad attività turistico-ricreative, sportive o alla conservazione di valori storici, paesaggistici, culturali.
     
Valorizzazione dei servizi ecosistemici forestali - Impollinazione e produzione miele


La Relazione Aspromiele di IPLA a cui si rimanda propone una sintesi dei principali dati disponibili a livello regionale riferiti al settore produttivo dell’apicoltura, raccolti e commentati col contributo di Aspromiele (Associazione Produttori Miele Piemonte) che rappresenta il 75% del patrimonio apistico piemontese.

Il quadro descritto è volutamente interconnesso all’attività e all’ambiente selvicolturale, in quanto l’analisi di contesto è finalizzata a studiare come e quanto la gestione forestale o degli ambienti connessi alle foreste possano incidere sull’apicoltura e sui servizi ecosistemici attribuibili ad Apis mellifera.

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Biodiversità forestale

Anno
2026

Con l’obiettivo di mantenere e migliorare la biodiversità degli ecosistemi forestali, la Regione Piemonte promuove da tempo specifiche azioni.
 

Le risorse genetiche forestali


Tra le azioni volte alla tutela e valorizzazione della biodiversità forestale va citata l’attività di individuazione e caratterizzazione dei popolamenti forestali contenenti Materiali di base, idonei alla raccolta di frutti e semi da destinare alla vivaistica, di specie autoctone.

Si tratta di attività di ricerca intrapresa in Piemonte fin dagli anni Novanta e realizzata con continuità con il supporto dell’IPLA, in attuazione del d.lgs. 386/2003 e poi del decreto MiPAAF n. 9403879 del 30 dicembre 2020, che ha istituito il Registro nazionale dei Materiali di base per la vivaistica forestale.

Nei popolamenti classificati è possibile raccogliere frutti e semi delle specie contemplate dal d.lgs. 386/2003, di altre specie arboree autoctone aggiunte dal Regolamento regionale 1/R del 22 febbraio 2022, ma anche di tutte le specie arbustive spontanee d’interesse per la vivaistica forestale.

Il Registro dei materiali di base del Piemonte viene aggiornato periodicamente, l‘ultimo aggiornamento, a seguito delle indagini svolte nel 2025, è stato approvato con D.D. n. 162 del 18 marzo 2026.

Il Registro ora include:

  • 142 popolamenti da seme contenenti 287 materiali di base (MB) di specie arboree autoctone, suddivisi in tre sezioni: Identificati alla fonte (222), Selezionati (56) e Qualificati (9), con un aumento complessivo di 11 unità;
  • un totale di 368 MATERIALI DI BASE. Il netto incremento del numero dei MB rispetto alle versioni precedenti (l’ultima approvata ad ottobre 2024) è dovuto all’inserimento nel Registro dei cloni di pioppo iscritti al Registro nazionale i cui costitutori o detentori sono vivai e aziende pioppicole localizzate in Piemonte: si tratta di 6 cloni di Populus nigra inseriti come materiali Qualificati e di ben 75 cloni iscritti nella sezione Controllati.

A seguito del trasferimento di fondi dallo Stato (Fondo nazionale Foreste 2022)

A) Progetto sulle Risorse genetiche forestali

Nell’ambito della tutela e valorizzazione delle risorse genetiche forestali locali, è stato sviluppato un progetto, affidato ad IPLA con D.D, n. 1104 del 29/12/2023, avviato nel 2024 e sviluppato nel corso del 2025, che coinvolge tre enti di ricerca nazionali IBBR - CNR, DISAFA (Università di Torino) e DAGRI (Università di Firenze) sulle seguenti tematiche:

  1. caratterizzazione genetica dei MB di specie prioritarie per gli interventi di imboschimento (piantagioni in aree planiziali) e rimboschimento (ripristino di aree forestali colpite da eventi meteorici estremi o incendi), in un’ottica di completamento e aggiornamento degli studi già realizzati entro il 2010 a livello regionale;
  2. studio della resistenza/resilienza rispetto ai cambiamenti climatici (in particolare siccità e caldo estremi) di MB di specie prioritarie, in particolare la Farnia, ai fini della loro tutela e valorizzazione all’interno della filiera vivaistica;
  3. progettazione di nuovi arboreti da seme (MB) di specie sporadiche e miglioramento della gestione di quelli esistenti.

B) Prassi di riferimento per la vivaistica forestale

A seguito delle attività svolte a partire dal 2023 con la Borsa Merci Telematica Italiana (realizzazione del mercato telematico sperimentale dei materiali vivaistici forestali) e nell’ambito del Gruppo di lavoro tecnico interregionale sulla vivaistica forestale (cui hanno aderito le strutture competenti nella specifica materia di Regione Lombardia ed ERSAF, Regione Veneto e Veneto Agricoltura, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria) è emersa la necessità di individuare standard comuni e prassi di riferimento per la vivaistica forestale.

Con DD n.1115 del 31/12/2024 il settore Foreste ha perciò affidato ad UNI – Organismo nazionale di normazione – l’elaborazione di tre prassi di riferimento UNI/PdR in materia di vivaistica forestale, denominate in via provvisoria “Requisiti di prodotto Materiale forestale di moltiplicazione”, “Pratiche e modalità operative per le figure professionali di Vivaista forestale e Addetto alla raccolta di frutti e semi forestali” e “Linee guida per la progettazione, realizzazione e manutenzione di piantagioni di specie arboree ed arbustive autoctone”.

Il 5 Novembre 2025 è stata approvata e pubblicata la UNI/PdR 182-1 “Linee guida in ambito vivaistica forestale – Parte 1: Materiale forestale di moltiplicazione”.

Nell’autunno 2025 è iniziata la redazione della seconda prassi, con l’individuazione di standard comuni per la definizione di compiti, conoscenze ed abilità delle figure professionali di Vivaista forestale e Addetto alla raccolta di frutti e semi forestali, in coerenza con l’Atlante nazionale del lavoro e delle qualificazioni nei repertori regionali e con l’obiettivo di una futura collocazione nei Repertori regionali delle qualificazioni e degli standard formativi. 

Attività svolte con fondi FEASR (PSR 2014-2022 e CSR 2023-2027):

A) nel corso del 2025 è proseguita l’attività, affidata a CSI Piemonte con il supporto di IPLA e del CREA–Foreste e legno di Casale Monferrato, di realizzazione di un nuovo sistema integrato di servizi on line volti a strutturare a livello informatico la filiera vivaistica forestale regionale, dalla raccolta e certificazione alla commercializzazione dei materiali vivaistici, di specie autoctone arboree e di cloni di pioppo, creando un ambiente favorevole all’incontro tra domanda e offerta di materiali forestali di moltiplicazione, aumentando l'efficacia delle varie fonti di finanziamento e permettendo, nel contempo, agli operatori del settore un migliore orientamento della produzione;

B) nell’ambito del CSR 2023-2027, nel corso del 2025:

  • è proseguita l’attività di istruttoria (con le prime liquidazioni del contributo) delle domande relative all’azione SRD15.2, rivolta all’ammodernamento dei vivai forestali privati;
  • sono stati aperti i bandi dell’intervento SRA31, rivolto specificatamente alla tutela e valorizzazione delle risorse genetiche forestali.

Per quanto concerne la pioppicoltura, il Settore Foreste partecipa con un proprio rappresentante all’Osservatorio Nazionale del Pioppo, che riunisce i rappresentanti della Direzione Foreste del MiPAAF, delle Regioni “pioppicole”, del CREA, del CNR, delle Università, oltre che dei pioppicoltori, vivaisti, industriali ed associazioni agricole.

Sito web regionale Popolamenti da seme e materiali di base per la vivaistica forestale: schede dei popolamenti da seme ed elenco dei materiali di base sono consultabili al link.

Per ulteriori approfondimenti inerenti la caratterizzazione genetica dei popolamenti forestali piemontesi si può consultare la serie di Monografie pubblicate sulla rivista forestale Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi dal Dicembre 2011 ad oggi.

 

I boschi vetusti


La biodiversità forestale considera non solo la varietà di specie arboree in bosco, ma l’insieme delle specie animali e vegetali presenti e le condizioni ecologiche che ne determinano la presenza.

Nei diversi habitat forestali presenti in Piemonte, il livello di biodiversità è molto variabile, sia in relazione alle caratteristiche naturali, sia al tipo di utilizzo storico da parte dell’uomo che ha prodotto cambiamenti alla composizione specifica, alla struttura o all’estensione dei boschi.

In Piemonte, come in Italia e in gran parte dell’Europa, non esistono foreste vergini, ma esistono limitate aree in cui sono presenti tutte le fasi di crescita del bosco, dalla rinnovazione agli alberi di grandi dimensioni, vivi e morti in piedi, e non soggette a interventi selvicolturali da molte decine di anni. Questi alcuni dei requisiti dei boschi vetusti, come definiti dall’art. 3, comma 2, lettera s -bis e dall’art. 7, comma 13 -bis ) del D.lgs. 34/2018 (il cosiddetto TUFF) e dettagliati dalle Linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti, approvate con Decreto MiPAAF del 18 novembre 2021.

A seguito del trasferimento di fondi dallo Stato (Fondo nazionale Foreste), a fine 2022 è stato approvato un progetto per l’individuazione di boschi vetusti (BV) in Piemonte, affidato all’IPLA con il supporto del DISAFA Università di Torino.

Nel 2025 sono proseguite le attività di studio relativamente ai 13 boschi risultati di interesse e ad un nuovo popolamento candidabile all’inserimento nell’elenco dei boschi vetusti d’Italia.

A seguito delle valutazioni e delle attività in campo sono stati individuati 14 candidati a boschi vetusti:

  • Abetina dell’Alpe Cusogna - Valle San Nicolao (BI),
  • Abetina delle Terme di Valdieri - Valdieri (CN),
  • Faggeta di Palanfrè di Vernante (CN),
  • Pineta di pino silvestre di Pietraporzio (fraz. Castello - CN),
  • Cembreta dell’Alevè di Pontechianale – Casteldelfino (CN),
  • Abetina del Buscaiè di Chiusa Pesio (CN),
  • Abetina di Fondo a Traversella (TO),
  • Pineta di pino montano della Valle Thuras di Cesana (TO),
  • Cembreta di Oultiaire/Sette Bacias - Usseaux (TO),
  • Querco-carpineto di Pino Torinese (TO),
  • Lariceto dell’Alpe Devero di Baceno (VB),
  • Lariceto dell’Alpe Veglia di Varzo (VB),
  • Pecceta di Formazza (fraz. Fondovalle - VB),
  • Abieti-Pecceta del Poggio Lagone - Campertogno (VC).

Per i boschi vetusti candidati è stata compilata ed inserita nel portale SIAN dedicato la scheda di censimento con descrizione del popolamento, effettuata l’analisi degli obiettivi e degli interventi contenuti nei diversi piani di gestione (Piani forestali, di gestione, area ecc.), e indicata una prima proposta di gestione.

Nel corso del 2025, con fondi dell’Assistenza tecnica al CSR resi disponibili dall’Autorità di Gestione dello sviluppo rurale (Direzione regionale Agricoltura), l’IPLA ha svolto approfondimenti di carattere vegetazionale, faunistico (avifauna, insetti saproxilici), pedologico e dendrometrico (comprensivo dei rilievi sulla necromassa) su 5 dei popolamenti candidati. I boschi vetusti possono infatti essere considerati l’ambito forestale più naturale e meno soggetto a disturbo antropico, da mettere a confronto con i popolamenti interessati da finanziamenti CSR (investimenti per miglioramenti forestali e premi silvoambientali o indennità Natura 2000) e ai boschi interessati da gestione attiva sulla base del Regolamento forestale regionale. 

Il Settore nel corso dell’anno ha inoltre partecipato con propri funzionari al Tavolo di Coordinamento Boschi Vetusti finalizzato a condividere gli aspetti di ordine tecnico-amministrativo relativamente al riconoscimento dello status di “Bosco Vetusto” e l’inserimento nel sistema informativo “Rete Nazionale dei Boschi Vetusti” e al Tavolo di Coordinamento Alberi Monumentali d’Italia (AMI), finalizzato a condividere gli aspetti di ordine tecnico-amministrativo in merito all’aggiornamento normativo e alle criticità relative alle attività di censimento, di gestione e di valorizzazione degli alberi monumentali d’Italia.

Dalla primavera 2025 il Settore è stato coinvolto nel progetto Interreg Europe “Old-Growth forests and Veteran Trees for Biodiversity and Resilient Landscapes – RESILIENTREES”   Coordinato dal CNR, Istituto per la BioEconomia (S. Michele all’Adige – TN),cofinanziato dal FESR per un budget totale pari a € 1.4 31.340,00.Il budget assegnato alla Regione Piemonte per l’attuazione del Progetto ammonta ad euro 126.575,00; la durata è di 36 mesi a partire dal 1° maggio 2025, oltre ai 12 mesi riservati al monitoraggio.

L’obiettivo del progetto “RESILIENT TREES” è quello di agevolare l’attivazione di un processo di cooperazione interregionale, attraverso visite tecniche, scambi di conoscenze e formazione specialistica, con lo scopo di migliorare lo stato di conservazione delle foreste vetuste e degli alberi monumentali, attraverso la definizione di buone pratiche di gestione.

Durante il primo semestre di attività si sono tenuti incontri di coordinamento on line tra i partner per l’avvio del progetto, un primo incontro informativo per gli stakeholder individuati (30/05/2025 presso IPLA), il kick-off meeting di avvio e presentazione del punto di partenza di ogni regione in termini di politiche e necessità territoriali, presso la sede del Partner di Praga - Università Ceca di Scienze della Vita (CULS) (17-20/06/2025). Successivamente si sono tenuti incontri on line finalizzati alla definizione di un documento di analisi congiunta (Joint Analysis) e il primo incontro tra gli stakeholder individuati nel progetto per avviare la Partnership Multi-Stakeholder (18/09/2025).

Il risultato dell'analisi congiunta è stato un rapporto nel quale tutti i partner di progetto e stakeholder hanno definito la terminologia chiave e raccolto informazioni rilevanti dai sei paesi coinvolti nel progetto, al fine di condividere le proposte che saranno utilizzate per supportare il processo decisionale e, infine, il miglioramento delle politiche.

Per garantire l'efficacia della comunicazione del progetto, è stata creata un’apposita pagina sul sito internet istituzionale del progetto Resilient Trees e le principali notizie sono rimandate sulle pagine dedicate su Linkedin, Instagram e Facebook.

 

Per maggiori approfondimenti consulta le seguenti guide selvicolturali:

Questo argomento è stato sviluppato anche nelle diverse edizioni del Rapporto Stato Ambiente, in particolare:

Consulta l'argomento Specie invasive in Territorio Fattori.
 

Gli alberi monumentali

 

La L. 10/2013 art. 7 ha stabilito una definizione di albero monumentale e criteri di valutazione omogenei per tutta Italia, sanzioni per i danneggiamenti e l’effettuazione del censimento nazionale finalizzato alla realizzazione dell’Elenco degli Alberi Monumentali D’Italia.

A seguito delle disposizioni attuative ministeriali, approvate con decreto del 23 ottobre 2014, nel 2015 è stato avviato il censimento: in Piemonte le segnalazioni pervenute dai Comuni sono state integrate con indagini di iniziativa della Regione, col supporto tecnico dell’IPLA per i sopralluoghi di verifica e la compilazione delle schede di identificazione. A dicembre 2015 è stato approvato il primo Elenco regionale, con 82 nuovi alberi monumentali, poi integrato a giugno 2016 con 36 degli alberi già classificati ai sensi della L.r. 50/95.

A partire dal 2016 la Regione ha effettuato ulteriori indagini, sempre tramite l'IPLA e con la collaborazione degli Enti di gestione delle Aree protette, mentre i Carabinieri Forestali hanno verificato in primo luogo gli alberi già individuati nel corso del censimento nazionale del 1982. Grazie alle ulteriori segnalazioni, alle verifiche tecniche e alle istruttorie effettuate dal Gruppo di lavoro, l’Elenco regionale è stato progressivamente integrato, fino all’attuale numero di 378 alberi o gruppi di alberi monumentali, esito delle riunioni istruttorie di novembre 2024 (Gruppo di lavoro con le Soprintendenze), formalizzato con D.D. 67 del 28 gennaio 2025.

I 378 alberi monumentali, singoli o "insiemi omogenei", sono localizzati in 216 Comuni e appartengono a ben 95 specie: 47 autoctone del Piemonte, 3 naturalizzate da molti secoli (i due gelsi e il noce comune), 6 non autoctone del Piemonte ma parte della flora italiana (Cipresso comune, Corbezzolo, Pino domestico e Pino nero, Sughera e Tamerice), 39 esotiche.

Infine negli anni 2022-2025, grazie al trasferimento dal MiPAAF di fondi finalizzati alla tutela e valorizzazione degli alberi monumentali, si è provveduto:

  • alla realizzazione e posa dei cartelli descrittivi relativi ai circa 250 alberi censiti negli anni precedenti;
  • in parallelo sono proseguite le attività per la predisposizione dei testi e dell’allestimento grafico per i leggii degli alberi oggetto di più recente inserimento in Elenco (76 inseriti nel 2022 e 63 ad inizio anno).
  • all’attuazione di un Bando per l’erogazione di contributi relativi alle spese sostenute per il monitoraggio (valutazioni fitosanitarie e di stabilità) e la cura (potature, consolidamenti, deimpermeabilizzazione delle aree di protezione, ecc.) degli alberi censiti ed inseriti nell’elenco regionale. Nel corso del 2025 sono pertantoproseguite le attività istruttorie per la verifica delle rendicontazioni e la liquidazione dei contributi relativi alle spese sostenute da proprietari e gestori degli alberi censiti dalla Regione Piemonte, per gli ammessi a finanziamento delle quattro finestre di apertura del Bando del 2023 e 2024.

Nel corso dell’anno, inoltre, sono proseguite le attività di verifica relative ad alberi con problemi di malattie, rotture di branche, possibile instabilità, a seguito di segnalazioni da parte dei Comuni o di altri proprietari. Sono stati svolti sopralluoghi su esemplari singoli o insiemi omogenei, già inseriti in elenco, per la verifica, su richiesta formale da parte dei proprietari o dei gestori, dello stato fitosanitario a seguito di eventi meteorici intensi o per il peggiorare delle condizioni vegetative.

È stata avviata infine l’istruttoria delle nuove segnalazioni pervenute al fine dell’aggiornamento dell’elenco dei nuovi alberi, singoli o insiemi omogenei, ammessi a far parte dell’Elenco regionale degli Alberi monumentali ai sensi dell’art. 7 della L. 10/2013. A seguito della selezione preliminare sono risultati ammissibili alla fase istruttoria 43 nuovi soggetti su 86. Successivamente sono stati pertanto effettuati i sopralluoghi in campo e compilate le schede di identificazione propedeutiche alla successiva istruttoria.

Da maggio il settore è anche coinvolto in un progetto Interreg Europe il cui focus principale è il censimento, cura e tutela degli Alberi Monumentali e Boschi Vetusti (vedi paragrafo Boschi Vetusti)

Informazioni sul sito web regionale.

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Gruppo di Redazione
Redazione RSA

Istanze di tagli boschivi

Anno
2026

La realizzazione degli interventi selvicolturali, secondo le previsioni della legge forestale regionale, è preventivamente soggetta a comunicazione semplice o ad autorizzazione regionale.

Gli interessati (Cittadini, Imprese Forestali, Enti pubblici, Tecnici Forestali) possono presentare le istanze di taglio direttamente attraverso l’utilizzo dell’applicativo web dedicato oppure con l’assistenza di uno degli oltre 90 Sportelli Forestali e Punti Informativi Forestali attivi sul territorio regionale. 

Figura 1. Cantiere forestale

Nel corso dell’ultima stagione silvana (1 settembre 2024 – 31 agosto 2025), sulla base delle segnalazioni d’intervento presentate, sono stati tagliati circa 5.700 ettari, con un prelievo di circa 495.000 metri cubi di materiale legnoso. Rispetto alle stagioni silvane precedenti si conferma la tendenziale crescita delle quantità utilizzate (tabella 3).

Nel periodo compreso tra settembre 2011 e agosto 2025, pari a 14 stagioni silvane, sono stati tagliati circa 52.700 ha (con una media di circa 3.766 ettari/anno).

Nel periodo considerato sono state presentate oltre 60.000 istanze di taglio, circa 4.350 all’anno. Le comunicazioni semplici rappresentano oltre il 98% del totale delle istanze.

Riepilogo tagli boschivi anni 2011-2025
Stagione silvana Istanze presentate (n.) Superficie totale (ha) Superficie media (ha/istanza) Volume totale (m3) Volume medio (m3/istanza)
2011-12 3.216 3.002 0,93 187.721 89,47
2012-13 3.707 3.276 0,88 219.648 59,25
2013-14 4.029 3.256 0,81 266.930 66,25
2014-15 3.989 3.530 0,89 273.613 68,59
2015-16 3.792 3.132 0,83 255.891 67,48
2016-17 3.879 3.154 0,81 252.233 65,03
2017-18 4.279 3.811 0,89 294.170 68,75
2018-19 4.421 3.557 0,80 284.575 64,36
2019-20 4.064 3.239 0,80 269.026 66,20
2020-21 4.249 3.378 0,80 276.103 64,98
2021-22 4.765 4.258 0,89 339.705 79,78
2022-23 5.512 4.902 0,89 383.416 69,56
2023-24 5.195 5.320 1,02 388.888 74,85
2025-25 5.771 4.907 0,85 495.286* 85,82*
Tabella 1. Riepilogo tagli boschivi anni 2011-2025
* L’aumento considerevole del volume totale e medio ricavato dalle utilizzazioni forestali nella stagione silvana 2024-25 è in parte dovuto alla differente metodologia utilizzata per il calcolo.

In base alle valutazioni effettuate nel Piano Forestale Regionale, considerando la sola superficie forestale accessibile in quanto servita da viabilità, si stima che il volume annuo legnoso potenzialmente utilizzabile, con uno scenario quindicennale, ammonti a circa 1,4 milioni m3/anno, equivalente al prelievo di 5,8 m3/ha/anno; si tratta di una entità pari all’incremento legnoso medio, che quindi non intaccherebbe il capitale boschivo in piedi. I volumi di taglio che derivano dalle comunicazioni ai sensi del Regolamento Forestale regionale si attestano su un prelievo annuo di circa 0,5 m3/ha/anno, quindi molto inferiore a quello massimo ipotizzabile con una gestione forestale sostenibile.

L’analisi dei dati dell'ultima stagione silvana (2024-2025) conferma che poco meno della metà delle istanze sono state presentate nei territori della Provincia di Cuneo e della Città Metropolitana di Torino (tabella 2), in linea con quanto registrato nelle passate annate.

Istanze presentate per Provincia/Città Metropolitana
Province/area metropolitana N. di istanze presentate Percentuale
AL 371 6%
AT 475 8%
BI 599 10%
CN 1.353 24%
NO 839 15%
TO 1.454 25%
VB 249 4%
VC 451 8%
Totale 5.771 100%
Tabella 2. Istanze presentate per Provincia/Città Metropolitana

La Provincia di Cuneo e la Città Metropolitana di Torino sommano oltre la metà delle superfici tagliate (tabella 3), con la prevalenza di superfici utilizzate nella Città Metropolitana.

Tabella 3. Superfici percorse dal taglio per Provincia/Città Metropolitana
Province/area metropolitana Superfici d’intervento (ha) Percentuale
AL 410 8%
AT 225 4%
BI 318 6%
CN 1.503 28%
NO 372 7%
TO 1.455 27%
VB 527 10%
VC 510 10%
Totale 5.320 100%
Tabella 3. Superfici percorse dal taglio per Provincia/Città Metropolitana

L’analisi del dato della superficie utilizzata in relazione alla forma di governo indica una leggera prevalenza per gli interventi nei cedui (castagneti, robinieti e altri cedui)rispetto alle fustaie, oltre un quarto degli interventi ha riguardato popolamenti caratterizzati dal governo misto (tabella 4).

Tabella 4. Superfici boscate percorse al taglio per forma di governo
Forma di governo Superficie (ha) Superficie (%)
Castagneti 457 9%
Ceduo 879 18%
Fustaia 1.569 32%
Governo misto 1.777 24%
Robinieti 572 12%
Altro* 252 5%
Totale 5.320 100%
Tabella 4. Superfici boscate percorse al taglio per forma di governo
* si tratta di interventi di imboschimento di aree non forestali.

Per quanto riguarda i prelievi medi ad ettaro, questi sono più elevati per le ceduazioni.

I volumi ritratti da interventi di imboschimento o rimboschimento derivano dagli abbattimenti propedeutici alle operazioni d’impianto (tabella 5).

Tabella 5. Superfici boscate percorse al taglio per tipo di intervento selvicolturale
Intervento selvicolturale Superficie totale (ha) Volume totale (m3) Volume medio (m3/ha)
Ceduazioni 1.551 246.201 158,7
Conversione a fustaia 119 13.178 110,7
Tagli intercalari - diradamenti, conversioni 1.519 115.110 75,8
Gestione del governo misto 526 36.880 70,2
Ripristino boschi danneggiati o distrutti 323 21.674 67,1
Tagli di maturità della fustaia 621 50.124 80,7
Imboschimenti e rimboschimenti 248 12.120 48,9
Totale 4.907 495.286 100,9
Tabella 5. Superfici boscate percorse al taglio per tipo di intervento selvicolturale

L'analisi territoriale secondo la classificazione altimetrica ISTAT indica che il 42% circa della superficie tagliata nella stagione silvana 2024/2025 ricade in territorio montano, seguita da  pianura (31%) e collina (27%).

Oltre il 20% della superficie tagliata ricade in Aree naturali protette.

Per maggiori approfondimenti si rimanda al sito ufficiale della Regione Piemonte - Foreste e alla sezione del Cruscotto di conoscenze del patrimonio naturale piemontese dedicata ai tagli boschivi.

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