Redazione RSA

Bandi regionali per danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico

Anno
2026

La presenza del lupo risulta ormai stabilmente diffusa sul territorio regionale, come attestato dalla pubblicazione di giugno 2022 Il lupo in Regione Piemonte 2020/2021. Relazione tecnica dell'attività di monitoraggio nazionale nell'ambito del Piano di Azione del lupo ai sensi della Convenzione ISPRA MITE e nell'ambito del Progetto LIFE 18 NAT/IT/000972 WOLFALPS EU.

Più recentemente, il report di febbraio 2026 “Il lupo in Piemonte. Biennio 2023-2025" coordinato dal Centro Grandi Carnivori nell’ambito del LIFE WolfAlps EU e delle attività previste dall’AfterLIFE Plan segnala la presenza del lupo sul 75,8% del territorio piemontese: il carnivoro oggi occupa la quasi totalità delle aree montane ed si sta espandendo nelle aree collinari e in pianura.

La presenza di predatori, in generale, è fonte di preoccupazione soprattutto per le problematiche legate al settore zootecnico, in relazione ai danni da predazione: si è ritenuto pertanto opportuno prevedere il risarcimento dei danni agli allevatori, tenuto conto dell'importanza per l'economia regionale della presenza degli allevamenti in aree marginali, collegata strettamente alla produzione ed al commercio di prodotti agroalimentari tipici (fra i quali, ad esempio, i formaggi DOP), nonché del ruolo di presidio sul territorio legato a tale attività.

Fino al 2020 era vigente un sistema di assicurazione cofinanziato dalla Regione, ma a partire da tale anno il sostegno agli allevatori si è concretizzato nell’attivazione diretta di bandi a contributo regionale per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico piemontese (ovini, caprini, bovini, equini o altre specie di interesse zootecnico). Questi bandi prevedono il rimborso diretto agli allevatori che hanno denunciato la predazione, pari al 100% del valore commerciale del capo. Vengono, inoltre, riconosciuti i danni indiretti da predazione per le spese veterinarie e farmaceutiche degli animali feriti e il risarcimento delle perdite di produzione.

Sono inoltre previsti anche aiuti agli apicoltori piemontesi censiti nella Banca dati nazionale che non si sono avvalsi di copertura assicurativa e che hanno subito danni da orso, l’ultimo in ordine di tempo tra i grandi carnivori italiani ad aver confermato la propria presenza (seppure finora sporadica) sul territorio piemontese.

Anche se la finalità primaria di questi bandi è il sostegno agli allevatori, va considerato l’effetto positivo che hanno sulla mitigazione dell’inevitabile conflitto che si registra sul territorio tra questi e la sempre più diffusa presenza dei predatori, in un’ottica che implica necessariamente l’adozione di politiche volte alla convivenza.

Nel 2025 sono stati attivati 2 bandi (il secondo dei quali aperto fino ad aprile 2026) per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico piemontese, a copertura delle predazioni avvenute nel periodo 1 luglio 2025 - 31 dicembre 2025.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bandi regionali su bandi.piemonte:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/danni-causati-dalle-predazioni-da-grandi-carnivori-al-patrimonio-0

I pascoli e l'alpicoltura in Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/zootecnia-pascoli-apicoltura/pascoli-lalpicoltura-piemonte

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Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Agricoltura

Informazioni storiche sulla qualità dell’aria

Anno
2026
Valutazione modellistica annuale dello stato di qualità dell’aria

Sul   Geoportale di Arpa Piemonte è attivo un servizio che mostra la distribuzione spaziale degli indicatori normati dei principali inquinanti atmosferici (PM10, PM25, NO2, O3) sul territorio regionale per diversi anni (dal 2007 al 2015).

I dati sono aggiornati annualmente e sono prodotti nell’ambito delle Valutazioni annuali della Qualità dell’Aria effettuate da ARPA Piemonte con il proprio sistema modellistico di qualità dell’aria. 

I dati sono rappresentati sia sulla griglia di simulazione del sistema modellistico, sia con aggregazione su base comunale.

Valutazione modellistica annuale degli indicatori di qualità dell’aria - Fonte Arpa Piemonte
Indicatori annuali per stazione di rilevamento

Sul   Geoportale di Arpa Piemonte è attivo un servizio che espone gli indicatori annuali normati dei principali inquinanti atmosferici (PM10, PM25, NO2, O3, benzo(a)pirene) calcolati a partire dai dati orari e giornalieri misurati in Piemonte dal Sistema Regionale di Rilevamento per la misura della qualità dell'aria. 

Accesso ai dati misurati dal sistema regionale di rilevamento

E' possibile la consultazione e lo scarico dei dati misurati da tutte le stazioni del sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria sul sito Aria Ambiente - La qualità dell'aria in Piemonte

I dati sono scaricabili per periodo, inquinante e stazione, stazione e periodo, a partire dal 1° gennaio 2000 fino alla data di consultazione.

Il periodo massimo di estrazione è limitato ad un anno.

Informazioni e risorse aggiuntive

  Qualità dell'aria - valutazione modellistica annuale https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/aria_modellistica_webapp/index.html

Aria Ambiente - La qualità dell'aria in Piemonte https://aria.ambiente.piemonte.it/qualita-aria/dati

DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 155 Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa. https://www.normattiva.it/eli/id/2010/09/15/010G0177/CONSOLIDATED

European air quality portal: https://aqportal.discomap.eea.europa.eu/

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Informazioni sulla qualità dell’aria in tempo reale

Anno
2026
Livelli del semaforo del protocollo antismog

La Regione Piemonte ha introdotto ad inizio 2021 disposizioni straordinarie per la qualità dell'aria, ad integrazione e potenziamento delle misure di limitazione delle emissioni, strutturali e temporanee già in vigore. 

Tra le azioni intraprese, un semaforo per l'adozione preventiva dei provvedimenti di limitazione del traffico veicolare, in modo da contrastare l'eventuale verificarsi dei superamenti del valore limite giornaliero di PM10.

Il   Geoportale di Arpa Piemonte pubblica le mappe dei comuni con il livello del semaforo attivo per il giorno in corso e per i giorni successivi.

Aria+Piemonte Protocollo operativo per l’attuazione delle misure urgenti antismog - Fonte Arpa Piemonte

Nella sezione bollettini del sito di Arpa Piemonte viene pubblicato in forma tabellare un bollettino che riporta, per ogni comune, sia il livello del semaforo attivo nel giorno in corso, sia lo storico dei livelli emessi a partire dall’entrata in vigore della misura.
L'aggiornamento delle limitazioni avviene il lunedì, il mercoledì ed il venerdì dal 15 settembre al 15 aprile.

Dati osservati di qualità dell’aria

I servizi web di Arpa Piemonte e della Regione Piemonte forniscono informazioni giornaliere sullo stato di qualità dell’aria osservato negli ultimi trenta sul territorio regionale tramite le stazioni fisse del sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria.

Le informazioni riguardano gli inquinanti a maggiore criticità in Piemonte, ovvero:

  • il particolato PM10, di cui viene visualizzata la concentrazione media giornaliera (il valore limite è 50 μg/m³)
  • il biossido di azoto NO₂, di cui viene visualizzato il valore della massima media oraria (il valore limite è 200 μg/m³)
  • l’ozono O₃ di cui viene visualizzato il valore della massima media mobile su otto ore (il valore obbiettivo è 120 μg/m³)

Le informazioni sono aggiornate quotidianamente nel corso della mattinata.

Valutazioni quotidiane e previsioni di qualità dell’aria

Il servizio di Arpa Piemonte e il servizio di Regione Piemonte espongono quotidianamente le mappe con le concentrazioni giornaliere di PM10, NO₂, O₃ stimate su ogni comune piemontese:

  • come previsione per il giorno in corso ed i due giorni successivi;
  • come analisi dello stato di qualità dell’aria per i trenta giorni precedenti al giorno in corso.

Le previsioni sono il risultato dell'applicazione di un sistema modellistico di trasformazione chimica, trasporto e dispersione degli inquinanti, messo a punto da ARPA Piemonte. 

I dati di concentrazione vengono aggregati per ottenere un valore di concentrazione univoco per ciascun territorio comunale. 

Le analisi sono ottenute ogni giorno integrando i risultati prodotti dal sistema modellistico ed i dati osservati dalle stazioni del Sistema Regionale di Rilevamento.

I bollettini previsionali giornalieri sono consultabili sul sito di Arpa Piemonte.

Le informazioni sono aggiornate quotidianamente nel corso della mattinata.

Aria+Piemonte Stime comunali - Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

D.G.R. 26 Febbraio 2021, n. 9-2916 Disposizioni straordinarie in materia di tutela della qualita' dell'aria ad integrazione e potenziamento delle misure di limitazione delle emissioni, strutturali e temporanee, di cui alla D.G.R. n. 14-1996 del 25 settembre 2020, e dei vigenti protocolli operativi. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2021/09/siste/00000104.htm

  Geoportale di Arpa Piemonte Aria+Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/aria_piemonte/

Arpa Piemonte Livelli semaforo antismog https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/livelli-semaforo-antismog

Aria La qualità dell'aria in Piemonte https://aria.ambiente.piemonte.it

Arpa Piemonte Il sistema modellistico di valutazione e previsione https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/sistema-modellistico-valutazione-previsione

Arpa Piemonte Indicatori di legge da inizio anno https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/qa_limiti_pm10/

Arpa Piemonte Dati dell’ultimo periodo https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa/tabella_pm10/

European air quality portal https://discomap.eea.europa.eu/Map/UTDViewer/UTDViewer/

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Attività produttive con Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

Anno
2026

Su tutto il territorio piemontese a fine 2025 sono presenti 614 installazioni sottoposte al regime autorizzativo AIA di cui 11 autorizzazioni AIA nazionali, 15 di nuovo inserimento neo-autorizzate e 8 discariche in gestione post-operativa ex AIA. 

Fonte Arpa Piemonte
Attività istruttoria

Nell’anno 2025 sono stati redatti da Arpa Piemonte 243 pareri inerenti procedimenti di rilascio, rinnovo, modifica sostanziale delle AIA.  

Fonte Arpa Piemonte
Informazioni e risorse aggiuntive

Consiglio Federale SNPA del 15 marzo 2016 – Doc 63: SSPC Sistema di Supporto alla Programmazione dei Controlli AIA https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2018/11/Delibera-63_CF-approvazione-SSPC-con-allegati.pdf

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Produzione di contributi tecnici per il superamento di criticità ambientali

Anno
2026
Attività tecnico scientifica di Arpa Piemonte

Nel corso del 2025 è stato messo a sistema il format di parere per il rilascio dei contributi tecnici di competenza AIA in fase di rilascio/rinnovo/riesame BATc (acronimo dell'espressione inglese Best Available Techniques conclusions), cui viene allegato il format generico del Piano di Monitoraggio e Controllo. 

L’obiettivo era quello dell’uniforme applicazione dei controlli di parte privata e di parte pubblica su tutto il territorio regionale e la restituzione dei dati dei report annuali da parte dei gestori per allinearsi alle Linee Guida SNPA 48/23 sul PMC e 49/23 sui BAT-AEL.

Il 2025 ha visto anche un impegno notevole dal punto di vista istruttorio su base regionale sui procedimenti di riesame AIA riferiti alle BATc già pubblicate e/o in scadenza nel 2025, tra le quali quelle relative ai sistemi di trattamento emissioni della chimica e dei macelli, nonché il contributo al raccordo dei controlli degli allevamenti AIA nell’ambito del PSA (Piano Stralcio Agricoltura del 27/06/2023) con pubblicazione della Linea Guida Controlli del giugno 2024.

Inoltre, Arpa Piemonte ha partecipato attivamente al processo di scrittura in fase ascendente dei BREF LVIC (Chimica Inorganica a larghi volumi).

Arpa Piemonte nel contesto di tavoli del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale ha continuato a collaborare alla formazione del personale delle Agenzie e divulgazione in merito ai seguenti documenti:

  • “Linea Guida per lo sviluppo del PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO ai fini dell’aggiornamento rispetto alla direttiva IED 2010/75/UE recepita con D.Lgs. 46/2014 del documento "Il contenuto minimo del piano di monitoraggio e controllo" elaborato dal Gruppo di consultazione APAT/ARPA/APPA su IPPC nel 2007 (LG 48/23).
  • “Linea di indirizzo per l’applicazione dei BAT-AEL” che evidenzia le differenze tra le modalità di campionamento e analisi definite dai BAT-AEL e la vigente normativa di settore (D.Lgs. 152/06, Parte Terza e Parte Quinta), e suggerisce criteri di campionamento e analisi utili ad evitare la duplicazione dei campionamenti per le installazioni nelle quali è previsto il monitoraggio di parametri soggetti al rispetto dei BAT-AEL e di Valori Limite alle Emissioni definiti dalla norma settoriale di cui al D.Lgs. 152/2006 e l’applicazione uniforme sul territorio nazionale dei BAT-AEL in modo tale da consentire una omogenea raccolta di dati utile per elaborare e confrontare l’impatto delle installazioni ricadenti nella medesima categoria anche al fine di orientare politiche nazionali e/o regionali di settore (LG 49/23)
  • “Procedura di coinvolgimento del SNPA nel processo ascendente del Bref”: la Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (IED), prevede che per definire le BAT e limitare le disparità a livello dell’Unione relativamente al livello di emissioni delle attività industriali, è opportuno elaborare “documenti di riferimento sulle BAT”, da riesaminare e, ove necessario, aggiornare periodicamente attraverso uno scambio di informazioni tra le parti interessate. La procedura riporta le modalità di espressione dei contributi di SNPA eventualmente richiesti dalle AA.CC. (LG 47/23) 
Informazioni e risorse aggiuntive 

Linee guida per l’applicazione dei livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) https://www.snpambiente.it/pubblicazioni/linee-guida-snpa/linee-guida-per-lo-sviluppo-del-piano-di-monitoraggio-e-controllo-revisione-2022/

Linee guida per lo sviluppo del piano di monitoraggio e controllo D.lgs. n.152 del 03/04/2006 e s.m.i. art. 29-sexies, comma 6. Aggiornamento alla prima edizione APAT 2007 con recepimento della direttiva 2010/75/EU. SO VI/04-02-SNPA. Revisione 2022 https://www.snpambiente.it/snpa/linee-guida-per-lapplicazione-dei-livelli-di-emissione-associati-alle-migliori-tecniche-disponibili-bat-ael/

Linee Guida SNPA https://www.snpambiente.it/category/pubblicazioni/linee-guida-snpa/

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Monitoraggio della radioattività artificiale

Anno
2026

Dagli anni immediatamente successivi all’incidente di Chernobyl del 1986 a oggi, la radioattività artificiale è molto diminuita. 

In particolare, sono rilevanti i dati del Cs-137, che è l’elemento radioattivo di origine artificiale più significativo. 

Fonte Arpa Piemonte

La diminuzione è in parte dovuta al decadimento fisico (il Cs-137 ha un tempo di dimezzamento di 30 anni, per cui oggi più della metà di quello depositatosi nel 1986 è ormai decaduto) e in parte alla penetrazione nel terreno del radionuclide stesso. Questo fenomeno rende il Cs-137 progressivamente sempre meno disponibile al trasferimento nella biosfera (piante e animali) e che ne riduce anche l'irraggiamento dal suolo.

Fonte Arpa Piemonte

Ciò che si osserva attualmente, dopo una fase di relativamente rapida diminuzione negli anni immediatamente successivi al 1986, è un’oscillazione intorno a valori più o meno costanti. La complessiva diminuzione del Cs-137, governata principalmente dal lento decadimento fisico, non è più chiaramente percepibile su una scala temporale di pochi anni nei vari comparti ambientali nei quali, evidentemente, agiscono anche differenti meccanismi di redistribuzione.

Informazioni e risorse aggiuntive

Cesio 137 - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cesio-137

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Il progetto Pura Lana Piemontese

In Italia, invece di essere considerata una risorsa di pregio, la lana è classificata come rifiuto speciale, con conseguenti alti costi di smaltimento per gli allevatori piemontesi che devono gestirla dopo le periodiche tosature dei capi: per mitigare tale problematica ed esplorare una via per la valorizzazione della lana prodotta, nasce nel 2023 il progetto pilota sperimentale PURA LANA PIEMONTESE, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, d’intesa con l’ARAP. (Associazione Regionale Allevatori Piemonte), i cui associati, in larga maggioranza, allevano razze ovine prevalentemente autoctone, alcune delle quali classificate a rischio di estinzione, e che contribuiscono al mantenimento della biodiversità animale ed al presidio dei territori più svantaggiati collinari e montani.

Il progetto, approdato nel 2024 alla seconda edizione, è portato avanti dall'unità di Produzioni animali dell’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), da ARAP (Ente Associazione Regionale Allevatori del Piemonte) e dall'azienda no profit BtWC (Ente Consorzio Biella The Wool Company).

Il progetto ha visto, nella prima fase, l'organizzazione della raccolta e il ritiro dei lotti di lana sucida dai singoli allevatori, con lo stoccaggio dei lotti di lana presso i magazzini e la consegna al Centro di lavorazione lana di Biella. Nel secondo step, attualmente ancora in fase attuativa, si è prefissato di effettuare la selezione manuale e l'analisi qualitativa (resa, diametro fibre, lunghezza, colore, etc.) di una quota della lana raccolta, al fine di redigere un quadro sulla qualità media della lana presente in Piemonte e di identificare l’opportunità della sua valorizzazione nella filiera tessile.

Nel 2025 il progetto si è concluso, da un punto di vista economico, evidenziando specifiche criticità: sulla base delle caratteristiche qualitative e delle analisi certificate, la lana raccolta è stata suddivisa inintre lotti, a ciascuno dei quali è stato attribuito un diverso valore economico. La lana di prima scelta ha un prezzo di vendita che oscilla tra i 65 e gli 80 centesimi di € al kg. Nella seconda scelta il valore diminuisce, variando tra i 50 e i 60 centesimi. La terza scelta si ferma a 20-30 centesimi al kg.

Per gli scarti, il costo di smaltimento si aggira intorno ai 30 centesimi al kg. Tenendo conto dei quantitativi di ciascuna categoria, i circa 43.000 chilogrammi di lana selezionata hanno un valore di mercato potenziale di poco superiore ai 20.000 €, che corrisponde a un valore medio pari a 46 centesimi al chilo

Al momento attuale, tale valore non è in grado di coprire i costi necessari alla raccolta (affitto capannoni per stoccaggio e trasporto) e quelli di selezione manuale. Per migliorare la situazione sarebbe necessario intervenire su alcuni aspetti importanti della filiera della lana sucida:

  • migliorare la qualità della lana raccolta in allevamento, sensibilizzando e istruendo gli allevatori sulle buone pratiche per la tosatura e la raccolta, andando così ad aumentare le quote di lana di prima scelta e il valore della stessa;
  • intervenire sugli aspetti burocratici che aggravano le fasi dello stoccaggio e del trasporto della lana sucida, classificato attualmente come rifiuto speciale;
  • valorizzare la trasformazione tessile della lana “locale” creando una filiera regionale/locale che sappia dare il giusto riconoscimento ad un prodotto che fa parte della storia agricola, artigianale e industriale del Piemonte. 

Sempre nell’ambito della gestione dei sottoprodotti della lana, con Deliberazione della Giunta Regionale 11 aprile 2023, n. 10-6722 sono state approvate le Linee guida regionali finalizzate a fornire un quadro di riferimento comune e l’uniformità nell’interpretazione normativa a supporto degli operatori, che devono produrre la documentazione utile a provare il soddisfacimento delle condizioni per l’impiego dei sottoprodotti per favorire la gestione dei residui dei cicli produttivi in modo “circolare”.

Con D.D. 513 del 19 luglio 2023, è stato istituito il Gruppo di Lavoro sui Sottoprodotti, che ha condotto degli approfondimenti sulle caratteristiche tecniche e merceologiche dei residui della produzione della filiera del tessile, producendo le valutazioni sugli aspetti gestionali che consentono di qualificare tali residui di produzione come sottoprodotti nel rispetto delle condizioni di cui all’articolo 184-bis del Testo Unico Ambientale (d.lgs. n. 152/2006).

Con lo stesso atto, è stata predisposta una scheda tecnica relativa alla Filiera del Tessile che, sulla base del modello proposto dalla Linee guida regionali fornisce indicazioni a supporto degli operatori in merito ai seguenti aspetti, a partire dalla lana succida:

  • processo di produzione;
  • tipologia del sottoprodotto;
  • utilizzo e trattamenti;
  • requisiti standard;
  • tracciabilità;
  • aspetti gestionali, etichettatura, movimentazione, trasporto.

 

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In Italia, invece di essere considerata una risorsa di pregio, la lana è classificata come rifiuto speciale, con conseguenti alti costi di smaltimento per gli allevatori piemontesi che devono gestirla dopo le periodiche tosature dei capi: per mitigare tale problematica ed esplorare una via per la valorizzazione della lana prodotta, nasce nel 2023 il progetto pilota sperimentale PURA LANA PIEMONTESE, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, d’intesa con l’ARAP. (Associazione Regionale Allevatori Piemonte), i cui associati, in larga maggioranza, allevano razze ovine prevalentemente autoctone, alcune delle quali classificate a rischio di estinzione, e che contribuiscono al mantenimento della biodiversità animale ed al presidio dei territori più svantaggiati collinari e montani.

Il progetto, approdato nel 2024 alla seconda edizione, è portato avanti dall'unità di Produzioni animali dell’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), da ARAP (Ente Associazione Regionale Allevatori del Piemonte) e dall'azienda no profit BtWC (Ente Consorzio Biella The Wool Company).

Il progetto ha visto, nella prima fase, l'organizzazione della raccolta e il ritiro dei lotti di lana sucida dai singoli allevatori, con lo stoccaggio dei lotti di lana presso i magazzini e la consegna al Centro di lavorazione lana di Biella. Nel secondo step, attualmente ancora in fase attuativa, si è prefissato di effettuare la selezione manuale e l'analisi qualitativa (resa, diametro fibre, lunghezza, colore, etc.) di una quota della lana raccolta, al fine di redigere un quadro sulla qualità media della lana presente in Piemonte e di identificare l’opportunità della sua valorizzazione nella filiera tessile.

Nel 2025 il progetto si è concluso, da un punto di vista economico, evidenziando specifiche criticità: sulla base delle caratteristiche qualitative e delle analisi certificate, la lana raccolta è stata suddivisa inintre lotti, a ciascuno dei quali è stato attribuito un diverso valore economico. La lana di prima scelta ha un prezzo di vendita che oscilla tra i 65 e gli 80 centesimi di € al kg. Nella seconda scelta il valore diminuisce, variando tra i 50 e i 60 centesimi. La terza scelta si ferma a 20-30 centesimi al kg.

Per gli scarti, il costo di smaltimento si aggira intorno ai 30 centesimi al kg. Tenendo conto dei quantitativi di ciascuna categoria, i circa 43.000 chilogrammi di lana selezionata hanno un valore di mercato potenziale di poco superiore ai 20.000 €, che corrisponde a un valore medio pari a 46 centesimi al chilo

Al momento attuale, tale valore non è in grado di coprire i costi necessari alla raccolta (affitto capannoni per stoccaggio e trasporto) e quelli di selezione manuale. Per migliorare la situazione sarebbe necessario intervenire su alcuni aspetti importanti della filiera della lana sucida:

  • migliorare la qualità della lana raccolta in allevamento, sensibilizzando e istruendo gli allevatori sulle buone pratiche per la tosatura e la raccolta, andando così ad aumentare le quote di lana di prima scelta e il valore della stessa;
  • intervenire sugli aspetti burocratici che aggravano le fasi dello stoccaggio e del trasporto della lana sucida, classificato attualmente come rifiuto speciale;
  • valorizzare la trasformazione tessile della lana “locale” creando una filiera regionale/locale che sappia dare il giusto riconoscimento ad un prodotto che fa parte della storia agricola, artigianale e industriale del Piemonte. 

Sempre nell’ambito della gestione dei sottoprodotti della lana, con Deliberazione della Giunta Regionale 11 aprile 2023, n. 10-6722 sono state approvate le Linee guida regionali finalizzate a fornire un quadro di riferimento comune e l’uniformità nell’interpretazione normativa a supporto degli operatori, che devono produrre la documentazione utile a provare il soddisfacimento delle condizioni per l’impiego dei sottoprodotti per favorire la gestione dei residui dei cicli produttivi in modo “circolare”.

Con D.D. 513 del 19 luglio 2023, è stato istituito il Gruppo di Lavoro sui Sottoprodotti, che ha condotto degli approfondimenti sulle caratteristiche tecniche e merceologiche dei residui della produzione della filiera del tessile, producendo le valutazioni sugli aspetti gestionali che consentono di qualificare tali residui di produzione come sottoprodotti nel rispetto delle condizioni di cui all’articolo 184-bis del Testo Unico Ambientale (d.lgs. n. 152/2006).

Con lo stesso atto, è stata predisposta una scheda tecnica relativa alla Filiera del Tessile che, sulla base del modello proposto dalla Linee guida regionali fornisce indicazioni a supporto degli operatori in merito ai seguenti aspetti, a partire dalla lana succida:

  • processo di produzione;
  • tipologia del sottoprodotto;
  • utilizzo e trattamenti;
  • requisiti standard;
  • tracciabilità;
  • aspetti gestionali, etichettatura, movimentazione, trasporto.

 

Anno
2026

Il progetto BECH.GRIS - Realizzazione del Centro Becchi Fiurinà

Nell’ambito dei progetti volti alla valorizzazione ed alla conservazione delle biodiversità animale in ambito zootecnico, particolare rilievo viene dato alle razze autoctone potenzialmente in via di estinzione.

Dal 2014, la razza caprina Grigia delle Valli di Lanzo - Fiurinà ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della razza da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari. Dagli 81 capi censiti nel 2008 si stimano attualmente circa 350 capi allevati non solo nelle Valli di Lanzo, ma anche in altre vallate limitrofe (zone montane marginali) e in altre regioni d’Italia.

Dal momento che il numero di capi di Fiurinà allevati in Piemonte è molto limitato, con un rischio di consanguineità tale per cui è stata recentemente registrata la nascita di maschi acorni sterili, è stato avviato il progetto BECH.GRIS, che prevede la costruzione di un Centro per il ricovero e l’allevamento dei maschi di tale razza presso l’azienda zootecnica della Struttura Didattica Speciale Veterinaria di Grugliasco.

La finalità del progetto è quello di selezionare, su base morfologica da parte di esperti di razza e genetica su dati molecolari, i potenziali riproduttori, che durante la stagione riproduttiva saranno consegnati nelle aziende secondo una turnazione programmata per evitare problemi di consanguineità. Il progetto, di durata triennale, è portato avanti da

  • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – DISAFA;
  • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Veterinarie – DSV;
  • Associazione Capra Grigia Valli di Lanzo o Fiurinà.

 

Anno
2026
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Nell’ambito dei progetti volti alla valorizzazione ed alla conservazione delle biodiversità animale in ambito zootecnico, particolare rilievo viene dato alle razze autoctone potenzialmente in via di estinzione.

Dal 2014, la razza caprina Grigia delle Valli di Lanzo - Fiurinà ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della razza da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari. Dagli 81 capi censiti nel 2008 si stimano attualmente circa 350 capi allevati non solo nelle Valli di Lanzo, ma anche in altre vallate limitrofe (zone montane marginali) e in altre regioni d’Italia.

Dal momento che il numero di capi di Fiurinà allevati in Piemonte è molto limitato, con un rischio di consanguineità tale per cui è stata recentemente registrata la nascita di maschi acorni sterili, è stato avviato il progetto BECH.GRIS, che prevede la costruzione di un Centro per il ricovero e l’allevamento dei maschi di tale razza presso l’azienda zootecnica della Struttura Didattica Speciale Veterinaria di Grugliasco.

La finalità del progetto è quello di selezionare, su base morfologica da parte di esperti di razza e genetica su dati molecolari, i potenziali riproduttori, che durante la stagione riproduttiva saranno consegnati nelle aziende secondo una turnazione programmata per evitare problemi di consanguineità. Il progetto, di durata triennale, è portato avanti da

  • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – DISAFA;
  • Università degli studi di Torino - Dipartimento di Scienze Veterinarie – DSV;
  • Associazione Capra Grigia Valli di Lanzo o Fiurinà.

 

Anno
2026

Il progetto GERM.ONTE

Dal 2018, un nuovo impulso alla conservazione ed alla valorizzazione dell’agrobiodiversità locale è scaturito nell’ambito del Programma regionale di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola, con l’avvio di un progetto a regia regionale, approvato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali già nel 2017, denominato GERM.ONTE (GERMoplasma e agro-biodiversità del PiemONTE). 

Ogni anno il Ministero mette a disposizione, alle Regioni che intendono presentare una progettualità in tema di agro-biodiversità, il fondo istituito dall'art. 10 della l. 194/2015: la Regione Piemonte, in particolare, propone al Ministero una versione annuale della programmazione prevista dal progetto GERM.ONTE.

A partire dal 2020, nell’ambito del progetto GERM.ONTE si è provveduto alla creazione di un partenariato di soggetti di lunga e comprovata esperienza nell’identificazione, recupero e conservazione delle varietà vegetali

Le diverse edizioni del progetto hanno portato in un primo tempo alla individuazione di varietà locali e a rischio di erosione genetica di specie vegetali, alla loro iscrizione all’Anagrafe nazionale della biodiversità e, nel contempo, all’identificazione di agricoltori custodi, che ancora coltivano tali risorse genetiche e che sono entrati ufficialmente nel partenariato del progetto GERM.ONTE a partire dalla quinta edizione, che ha preso l’avvio nel corso del 2023 con il titolo “Valorizzazione dell'agrobiodiversità attraverso la divulgazione”.

Sono stati realizzati campi catalogo a parcelle e orti didattici finalizzati ad azioni di divulgazione, quali gli incontri tecnico-pratici volti alla diffusione delle conoscenze sulle risorse genetiche in esame, con particolare riferimento alle caratteristiche fenotipiche, alle pratiche agronomiche adottate, alle strategie di selezione ed alle tecniche di moltiplicazione e conservazione delle sementi.

Sono state sviluppate anche attività di divulgazione rivolte alle scuole superiori, nonché ai consumatori ed in generale ai soggetti interessati alla coltivazione, trasformazione ed utilizzo delle risorse genetiche oggetto del progetto GERM.ONTE, che a partire dal 2022 ha sviluppato come nuovo filone le attività di studio preliminari all'istituzione di itinerari dell’agrobiodiversità del Piemonte, con il coinvolgimento degli agricoltori custodi che coltivano in situ una o più varietà conservate ex situ dai centri di conservazione del germoplasma, ed altre cultivar di interesse locale.

Nel 2025 è stata completatala sesta edizione del progetto GERM.ONTE, iniziato nel 2024 e incentrato sulla divulgazione, tramite iniziative rivolte ai consumatori, alle scuole e ai tecnici del settore, della cultura legata all'agro-biodiversità animale.

Hanno preso parte al progetto GERM.ONTE 6 i seguenti Enti di ricerca:

  • Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), in qualità di capofila;
  • Università degli studi di Torino-Dipartimento di Scienze Veterinarie e Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), in qualità di partner;
  • allevatori custodi delle razze in via di estinzione genetica. 

Il progetto GERM.ONTE 6 ha visto la realizzazione delle seguenti attività:

  1. inserimento in Anagrafe Nazionale per la Biodiversità di interesse agricolo e alimentare di schede descrittive di 10 razze animali: capra di Roccaverano, capra di Grigia delle Valli di Lanzo (Fiurnà), capra di Vallesana, Pecora Delle Langhe, pecora Sambucana, pecora Garressina, Gallina Bionda Piemontese, Gallina Bianca di Saluzzo, Gallina Millefiori Piemontese, Coniglio Grigio di Carmagnola;
  2. organizzazione di sette eventi divulgativi sul territorio e tre cene a base di prodotti degli allevatori custodi, rivolti a consumatori, allevatori, studenti ed addetti del settore, tenuti sia presso le sedi universitarie che all'interno degli allevamenti aderenti al progetto o nell’ambito di manifestazioni a tema sul territorio (es. fiere ed iniziative enogastronomiche). Tali eventi sono finalizzati a promuovere la cultura legata alla tutela dell’agrobiodiversità;
  3. attivazione di un workshop formativo per gli allevatori custodi delle razze animali studiate finalizzato ad implementare le conoscenze in ambito zootecnico e di mantenimento della biodiversità animale;
  4. realizzazione di 9 lezioni presso scuole secondarie di Torino e provincia per aumentare le conoscenze e le potenzialità legate alla zootecnia delle razze locali e alla valorizzazione dei prodotti derivati;
  5. organizzazione di un evento pubblico per la Giornata nazionale della Biodiversità, durante la quale sono stati illustrati i risultati del progetto e degustati i piatti realizzati con le risorse genetiche animali;
  6. implementazione del sito web "Biodiversità agricola ed alimentare del Piemonte" con le schede delle 10 razze animali studiate, l’indicazione degli allevatori custodi di riferimento e relativi brevi video illustrativi.

Nel corso del 2025, inoltre, la Regione Piemonte ha avviato il progetto "GERM.ONTE 7 - Studio per l'individuazione e l'istituzione delle Comunità del cibo";

Partecipano a GERM.ONTE 7:

  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento Scienze Agrarie Forestali e alimentari (DISAFA);
  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Culture, Società e Politiche (CSP);
  • l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG);
  • il Club Amici della Valchiusella.

L’obiettivo generale del progetto è valutare la possibilità di istituire una “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” della Valchiusella attraverso la quale tutelare in primo luogo le specie e le razze animali iscritte all’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, individuando strumenti per la tutela delle risorse utilizzate nelle aziende agricole del territorio come foraggi freschi o conservati, e utilizzando come leva per promuovere la conservazione della biodiversità connessa a tali risorse, un turismo sostenibile che impiega per l’alimentazione umana fondamentalmente le stesse risorse.

La sfida di questo progetto è coniugare le esigenze dei comparti agricolo, zootecnico e del turismo mitigando la competizione per l’utilizzo delle risorse, dove presente, e attivando sinergie tra gli operatori.

La realtà della Valchiusella rappresenta, in questo progetto, un’esperienza pilota da proporre ad altri contesti con analoghe potenzialità individuando un percorso propedeutico per l'eventuale istituzione delle Comunità del cibo.

Per proporre l’istituzione delle Comunità del cibo è necessario effettuare un censimento delle realtà Piemontesi vocate a diventare Comunità del cibo, partendo dalle varietà e razze diffuse in Piemonte iscritte all'Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, saranno analizzati aspetti quali la presenza di agricoltori custodi, il tessuto sociale nel quale operano, la rete di commercializzazione dei prodotti, eventuali attività in sinergia con amministrazioni locali, scuole, mense, ristorazione, attività di ricezione ed accoglienza turistica, parchi ecc.

Un ulteriore azione del progetto consiste in un ciclo di lezioni presso le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado tenute da docenti di UNITO (DISAFA e CPS) e UNISG, volte alla diffusione delle conoscenze:

  • sui vantaggi derivanti dalla coltivazione delle risorse genetiche locali (ad esempio, l’adozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale e la conseguente minore emissione di anidride carbonica);
  • sull’importanza della tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e del loro legame con la cultura dell’area di produzione;
  • sull’importanza della corretta gestione di tutte le fasi delle filiere di produzione, volta alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela della biodiversità, alla salubrità del cibo;
  • sull’importanza del recupero, salvaguardia e caratterizzazione delle risorse genetiche, indispensabile per il mantenimento della biodiversità, soprattutto per le specie ed ecotipi a rischio di estinzione;
  • sulle attività di valorizzazione dell'agrobiodiversità, quali gli itinerari e le Comunità del cibo.

I risultati del progetto saranno valorizzati tramite il sito "Biodiversità agricola ed alimentare del Piemonte".

Infine, i risultati delle attività progettuali saranno presentati in due Convegni in occasione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare della regione Piemonte, che si terranno intorno al 20 maggio 2026 in Valchiusella e presso la facoltà di Scienze Gastronomiche a Pollenzo.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Dal 2018, un nuovo impulso alla conservazione ed alla valorizzazione dell’agrobiodiversità locale è scaturito nell’ambito del Programma regionale di ricerca, sperimentazione e dimostrazione agricola, con l’avvio di un progetto a regia regionale, approvato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali già nel 2017, denominato GERM.ONTE (GERMoplasma e agro-biodiversità del PiemONTE). 

Ogni anno il Ministero mette a disposizione, alle Regioni che intendono presentare una progettualità in tema di agro-biodiversità, il fondo istituito dall'art. 10 della l. 194/2015: la Regione Piemonte, in particolare, propone al Ministero una versione annuale della programmazione prevista dal progetto GERM.ONTE.

A partire dal 2020, nell’ambito del progetto GERM.ONTE si è provveduto alla creazione di un partenariato di soggetti di lunga e comprovata esperienza nell’identificazione, recupero e conservazione delle varietà vegetali

Le diverse edizioni del progetto hanno portato in un primo tempo alla individuazione di varietà locali e a rischio di erosione genetica di specie vegetali, alla loro iscrizione all’Anagrafe nazionale della biodiversità e, nel contempo, all’identificazione di agricoltori custodi, che ancora coltivano tali risorse genetiche e che sono entrati ufficialmente nel partenariato del progetto GERM.ONTE a partire dalla quinta edizione, che ha preso l’avvio nel corso del 2023 con il titolo “Valorizzazione dell'agrobiodiversità attraverso la divulgazione”.

Sono stati realizzati campi catalogo a parcelle e orti didattici finalizzati ad azioni di divulgazione, quali gli incontri tecnico-pratici volti alla diffusione delle conoscenze sulle risorse genetiche in esame, con particolare riferimento alle caratteristiche fenotipiche, alle pratiche agronomiche adottate, alle strategie di selezione ed alle tecniche di moltiplicazione e conservazione delle sementi.

Sono state sviluppate anche attività di divulgazione rivolte alle scuole superiori, nonché ai consumatori ed in generale ai soggetti interessati alla coltivazione, trasformazione ed utilizzo delle risorse genetiche oggetto del progetto GERM.ONTE, che a partire dal 2022 ha sviluppato come nuovo filone le attività di studio preliminari all'istituzione di itinerari dell’agrobiodiversità del Piemonte, con il coinvolgimento degli agricoltori custodi che coltivano in situ una o più varietà conservate ex situ dai centri di conservazione del germoplasma, ed altre cultivar di interesse locale.

Nel 2025 è stata completatala sesta edizione del progetto GERM.ONTE, iniziato nel 2024 e incentrato sulla divulgazione, tramite iniziative rivolte ai consumatori, alle scuole e ai tecnici del settore, della cultura legata all'agro-biodiversità animale.

Hanno preso parte al progetto GERM.ONTE 6 i seguenti Enti di ricerca:

  • Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), in qualità di capofila;
  • Università degli studi di Torino-Dipartimento di Scienze Veterinarie e Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), in qualità di partner;
  • allevatori custodi delle razze in via di estinzione genetica. 

Il progetto GERM.ONTE 6 ha visto la realizzazione delle seguenti attività:

  1. inserimento in Anagrafe Nazionale per la Biodiversità di interesse agricolo e alimentare di schede descrittive di 10 razze animali: capra di Roccaverano, capra di Grigia delle Valli di Lanzo (Fiurnà), capra di Vallesana, Pecora Delle Langhe, pecora Sambucana, pecora Garressina, Gallina Bionda Piemontese, Gallina Bianca di Saluzzo, Gallina Millefiori Piemontese, Coniglio Grigio di Carmagnola;
  2. organizzazione di sette eventi divulgativi sul territorio e tre cene a base di prodotti degli allevatori custodi, rivolti a consumatori, allevatori, studenti ed addetti del settore, tenuti sia presso le sedi universitarie che all'interno degli allevamenti aderenti al progetto o nell’ambito di manifestazioni a tema sul territorio (es. fiere ed iniziative enogastronomiche). Tali eventi sono finalizzati a promuovere la cultura legata alla tutela dell’agrobiodiversità;
  3. attivazione di un workshop formativo per gli allevatori custodi delle razze animali studiate finalizzato ad implementare le conoscenze in ambito zootecnico e di mantenimento della biodiversità animale;
  4. realizzazione di 9 lezioni presso scuole secondarie di Torino e provincia per aumentare le conoscenze e le potenzialità legate alla zootecnia delle razze locali e alla valorizzazione dei prodotti derivati;
  5. organizzazione di un evento pubblico per la Giornata nazionale della Biodiversità, durante la quale sono stati illustrati i risultati del progetto e degustati i piatti realizzati con le risorse genetiche animali;
  6. implementazione del sito web "Biodiversità agricola ed alimentare del Piemonte" con le schede delle 10 razze animali studiate, l’indicazione degli allevatori custodi di riferimento e relativi brevi video illustrativi.

Nel corso del 2025, inoltre, la Regione Piemonte ha avviato il progetto "GERM.ONTE 7 - Studio per l'individuazione e l'istituzione delle Comunità del cibo";

Partecipano a GERM.ONTE 7:

  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento Scienze Agrarie Forestali e alimentari (DISAFA);
  • l’Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Culture, Società e Politiche (CSP);
  • l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG);
  • il Club Amici della Valchiusella.

L’obiettivo generale del progetto è valutare la possibilità di istituire una “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” della Valchiusella attraverso la quale tutelare in primo luogo le specie e le razze animali iscritte all’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, individuando strumenti per la tutela delle risorse utilizzate nelle aziende agricole del territorio come foraggi freschi o conservati, e utilizzando come leva per promuovere la conservazione della biodiversità connessa a tali risorse, un turismo sostenibile che impiega per l’alimentazione umana fondamentalmente le stesse risorse.

La sfida di questo progetto è coniugare le esigenze dei comparti agricolo, zootecnico e del turismo mitigando la competizione per l’utilizzo delle risorse, dove presente, e attivando sinergie tra gli operatori.

La realtà della Valchiusella rappresenta, in questo progetto, un’esperienza pilota da proporre ad altri contesti con analoghe potenzialità individuando un percorso propedeutico per l'eventuale istituzione delle Comunità del cibo.

Per proporre l’istituzione delle Comunità del cibo è necessario effettuare un censimento delle realtà Piemontesi vocate a diventare Comunità del cibo, partendo dalle varietà e razze diffuse in Piemonte iscritte all'Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, saranno analizzati aspetti quali la presenza di agricoltori custodi, il tessuto sociale nel quale operano, la rete di commercializzazione dei prodotti, eventuali attività in sinergia con amministrazioni locali, scuole, mense, ristorazione, attività di ricezione ed accoglienza turistica, parchi ecc.

Un ulteriore azione del progetto consiste in un ciclo di lezioni presso le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado tenute da docenti di UNITO (DISAFA e CPS) e UNISG, volte alla diffusione delle conoscenze:

  • sui vantaggi derivanti dalla coltivazione delle risorse genetiche locali (ad esempio, l’adozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale e la conseguente minore emissione di anidride carbonica);
  • sull’importanza della tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e del loro legame con la cultura dell’area di produzione;
  • sull’importanza della corretta gestione di tutte le fasi delle filiere di produzione, volta alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela della biodiversità, alla salubrità del cibo;
  • sull’importanza del recupero, salvaguardia e caratterizzazione delle risorse genetiche, indispensabile per il mantenimento della biodiversità, soprattutto per le specie ed ecotipi a rischio di estinzione;
  • sulle attività di valorizzazione dell'agrobiodiversità, quali gli itinerari e le Comunità del cibo.

I risultati del progetto saranno valorizzati tramite il sito "Biodiversità agricola ed alimentare del Piemonte".

Infine, i risultati delle attività progettuali saranno presentati in due Convegni in occasione della giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare della regione Piemonte, che si terranno intorno al 20 maggio 2026 in Valchiusella e presso la facoltà di Scienze Gastronomiche a Pollenzo.

Anno
2026

Interventi e progetti per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità di interesse agrario e alimentare

Anno
2026

Gli attuali modelli della filiera agroalimentare, ormai rivolta quasi in esclusiva alla produzione delle varietà più appetibili per le catene della grande distribuzione, tendono a ridurre la variabilità genetica del patrimonio rappresentato dalle varietà vegetali e dalle razze animali locali. Quando queste non offrono le caratteristiche quali-quantitative richieste dal mercato, sono oggetto di un progressivo abbandono, fino alla potenziale scomparsa.

L’impoverimento dell’agro-biodiversità che ne consegue assume risvolti significativi in diversi ambiti:

  • rispetto alla produzione agricola, antiche cultivar e razze animali locali rappresentano un patrimonio genetico al quale attingere per la creazione di nuove varietà, portatrici sia di caratteristiche organolettiche peculiari, valorizzate da una selezione ultradecennale, sia di quella resistenza ai patogeni e di quella capacità di adattamento a condizioni climatiche ed ambientali tipiche di specifici contesti territoriali che molti prodotti selezionati per la grande distribuzione non posseggono;
  • rispetto all’ambiente, soprattutto nella produzione frutticola e viticola, si registra un legame particolarmente stretto tra le antiche varietà ed i paesaggi rurali tradizionali, spesso caratteristici di zone marginali rispetto a quelle a maggior vocazione produttiva, ma connotate da una maggiore variabilità ambientale e da minori input da fertilizzanti ed agrofarmaci, cosa che consente di contenere il rischio di impatti sugli agroecosistemi e sulla salute pubblica.

A tali considerazioni sono sicuramente legati fattori quali la crescente richiesta di prodotti “a km zero” ed il rinnovato interesse per le cultivar locali e le aziende agricole tradizionali, che testimoniano una maggior consapevolezza da parte dei consumatori e costituiscono sicuramente un nuovo impulso per progetti e politiche volte alla conservazione dell’agro-biodiversità locale.

In tale direzione si muove da oltre 20 anni la Regione Piemonte: tramite le misure del PSR volte a favorire la salvaguardia degli agroecosistemi marginali e la conservazione delle varietà e delle razze in estinzione, l’allestimento di campi collezione in collaborazione con enti ed istituzioni tecnico-scientifiche particolarmente qualificate in materia di biodiversità e la promozione di fiere di settore.

Un risultato tangibile del lavoro svolto sino ad oggi è rappresentato dall’iscrizione di numerose varietà locali del Piemonte, appartenenti a specie agrarie ed ortive, nell’apposita sezione del Registro Nazionale dedicata alla varietà da conservazione.
Un altro esempio è costituito da centinaia di varietà locali piemontesi che risultano iscritte nel registro nazionale delle varietà delle piante da frutto.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Agricoltura