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Il Reporting approva definitivamente i testi e li rende pubblicabili

Concorso Obiettivo 13

Anno
2026

Il concorso “Obiettivo13” (che prende il nome dall’obiettivo 13 “Agire per il clima” dell’Agenda 2030) è nato con lo scopo di sensibilizzare gli studenti e le studentesse al tema del cambiamento climatico e alle misure che si possono adottare per contrastarlo. Coinvolgendo le classi di qualsiasi ordine e grado attivamente, si è voluto trasmettere il messaggio che possiamo essere partecipi alla lotta al cambiamento climatico e non solo spettatori e spettatrici passivi.

È stato anche un modo per permettere ai giovani e alle giovani che abbiamo incontrato di essere coscienti dello scopo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, che rappresenta un programma di azione per le persone, per il pianeta e per la prosperità.

Il concorso ha previsto 3 fasi che si sono sviluppate da novembre 2024 a maggio 2025: formazione, sviluppo di un elaborato e conclusione.

Le classi partecipanti hanno avuto un incontro formativo iniziale con tutor universitari per inquadrare la tematica e iniziare a ragionare sulle possibili azioni da compiere all’interno del concorso. In seguito, hanno sviluppato un elaborato di tipo artistico e/o scientifico sul tema scelto.

Il concorso si è concluso con una mattinata di premiazioni.

Il progetto è nato grazie ad un’iniziativa della facoltà di Scienze della Terra di UniTO e ha visto la collaborazione di Arpa Piemonte e dei Dipartimenti di Psicologia e di Management della stessa Università.

Arpa Piemonte ha realizzato nello specifico tre mattinate di circa tre ore l’una all’inizio del mese di febbraio, destinate agli Istituti della Secondaria di secondo grado, durante le quali i Tecnici hanno incontrato tre diverse classi dell’Istituto Pininfarina e una classe dell’Istituto Superiore Ubertini.

Il laboratorio "Come si misura il clima?" si è tenuto nella Sede di Via Pio VII 9 dell’agenzia.

La mattinata si è sviluppata così: una lezione teorica sulla strumentazione meteorologica meccanica e la visione di diversi strumenti; un’attività pratica sul conteggio della cumulata settimanale attraverso le fotocopie di strisciate di piogge realmente accadute e risalenti agli anni 90. A seguire una lezione sulla rete attuale di Arpa Piemonte e sul database utilizzato, la visione di una stazione automatica portatile e un’attività pratica a pc, durante la quale la classe venina divisa in gruppi, che avevano il compito di scaricare dei dati dal sito di Arpa ed elaborarli.

Arpa Piemonte ha fatto anche parte, con due membri in rappresentanza delle strutture coinvolte, della Giuria. Che ha analizzato i diversi elaborati e ha eletto i vincitori: una classe per ogni categoria, identificata da ordine e grado scolastico.

Il giorno 23 maggio 2025 sono state festeggiate le classi premiate al Palavela di Torino.

Sono intervenute nella mattinata le dott.sse Agnese Maria Colizzi e Barbara Cagnazzi in rappresentanza di Arpa Piemonte, la dott.ssa Elena Cappai dell’Ufficio scolastico regionale, la dott.ssa Alice Cimenti e le prof.sse Fiorella Acquaotta, Francesca Maria Jolanda Lozar e Giovanna Antonella Dino di UniTO, il prof. Alessandro PAVESE Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, e il Climatologo SMI e divulgatore scientifico Daniele Cat Berro.

Al termine è stata offerta una colazione-coffe break a tutte le classi e a tutti gli adulti che hanno partecipato all’evento.
 

Vari momenti degli incontri del concorso obiettivo13. Fonte Arpa Piemonte.
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Educazione alla sostenibilità

Parole in cammino: Aspettando il 5 giugno

Anno
2026
Parole in cammino

letture, ambiente e consapevolezza in cammino verso la Giornata Mondiale dell’Ambiente

In occasione dell’avvicinarsi della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno 2025, Arpa Piemonte, in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, ha organizzato due incontri aperti alla cittadinanza, che hanno unito cultura, cammino e riflessione ambientale.

Con il titolo “Parole in cammino”, l’iniziativa ha proposto un’esperienza itinerante in cui i partecipanti hanno percorso a piedi un breve tragitto, partendo da una biblioteca civica per raggiungere la sede torinese di Arpa Piemonte. Lungo il cammino, letture all’aperto, pensieri condivisi e semplici dialoghi hanno accompagnato il gruppo in un momento di confronto collettivo sul futuro del pianeta.

Gli appuntamenti hanno fatto parte del programma “Porte aperte all’Arpa”, l’iniziativa annuale che apre le sedi dell’Agenzia per favorire la diffusione della conoscenza e la partecipazione attiva su temi ambientali.
                
Il primo incontro, svoltosi mercoledì 28 maggio, è partito dalla Biblioteca Civica Dietrich Bonhoeffer di corso Corsica 55. Dopo una breve introduzione, il gruppo ha camminato fino alla sede di Arpa Piemonte, in via Pio VII 9, dove l’incontro si è concluso con un momento di dialogo tra cittadini e operatori dell’Agenzia.

Il secondo appuntamento, tenutosi mercoledì 4 giugno, ha seguito lo stesso format, con partenza dalla Biblioteca Civica Cesare Pavese di via Candiolo 79 e arrivo sempre presso la sede di Arpa. Entrambi gli eventi sono stati pensati per un pubblico ampio, dai 6 anni in su, e hanno offerto un’occasione informale ma significativa per avvicinarsi ai temi ambientali attraverso la lentezza del cammino e la forza delle parole.

Giornate della trasparenza 2025

All’interno del percorso “Aspettando il 5 giugno”, si sono svolte anche le Giornate della trasparenza 2025, promosse da Arpa Piemonte per raccontare ai cittadini il lavoro dell’Agenzia, con particolare attenzione alla nuova Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte.

Durante questi incontri, i cittadini sono stati invitati a segnalare i temi ambientali di loro maggiore interesse e a porre domande che hanno trovato risposta pubblicamente oppure sono state trasformate in FAQ pubblicate online, arricchendo il patrimonio informativo a disposizione di tutti.
Un’occasione che ha dimostrato come la trasparenza non sia solo un principio amministrativo, ma un’opportunità di conoscenza, dialogo e partecipazione attiva per costruire, insieme, un ambiente più consapevole e condiviso.

Le domande e le risposte raccolte sono disponibili sul sito di Arpa Piemonte, nella sezione dedicata alla Giornata della Trasparenza.
 

Locandina di un incontro di Parole in cammino: aspettando il 5 giugno. Fonte Arpa Piemonte
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Educazione alla sostenibilità

Percorsi educativi: Favolalberi

Anno
2026
Il verde urbano come risorsa educativa e ambientale

La salute e il benessere dei bambini nelle città moderne dipendono in modo crescente dalla qualità degli spazi urbani e dalla disponibilità di aree verdi accessibili. In un contesto urbano sempre più esposto a pressioni ambientali, il verde pubblico non è più solo un elemento estetico, ma rappresenta una risorsa vitale per lo sviluppo fisico, mentale e sociale delle giovani generazioni.

Numerosi studi dimostrano che la possibilità di trascorrere del tempo in ambienti naturali favorisce il movimento, lo sviluppo muscolare e osseo, riducendo il rischio di obesità infantile, diabete e problemi cardiovascolari. Allo stesso tempo, il contatto con la natura migliora l’umore, riduce lo stress e favorisce lo sviluppo cognitivo, migliorando concentrazione, attenzione e capacità di risoluzione dei problemi. Le aree verdi offrono stimoli sensoriali e occasioni di scoperta che alimentano la curiosità, la creatività e il desiderio di apprendere attraverso l’esperienza diretta.

Dal punto di vista ambientale, il verde urbano contribuisce in modo significativo alla purificazione dell’aria, alla riduzione dell’inquinamento acustico e alla mitigazione delle isole di calore, fenomeni sempre più rilevanti nelle città densamente edificate. In questo senso, investire nel verde urbano significa anche investire nella resilienza delle città e nella salute pubblica, soprattutto per i soggetti più vulnerabili come i bambini.
 

Il progetto Favolalberi. Fonte Arpa Piemonte.
Il progetto "Favolalberi" di Arpa Piemonte

In linea con il crescente bisogno di promuovere una cultura ambientale attenta alla salute e alla sostenibilità, Arpa Piemonte ha avviato, in collaborazione con la Cooperativa Giuliano Accomazzi Scs nell’ambito del progetto #TORINOCAMBIA – Le Biblioteche per il territorio della circoscrizione 2 e 8 della Città, il progetto "Favolalberi", un’iniziativa educativa rivolta a scuole e famiglie, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza del verde urbano e sugli effetti positivi che questo ha sulla salute, sul benessere psicofisico e sulla qualità dell’ambiente urbano.

Dopo una prima fase realizzata durante l’anno scolastico 2023-2024 nella Città Metropolitana di Torino, il progetto è stato ulteriormente sviluppato nell’anno scolastico 2024-2025, estendendo la partecipazione a un numero crescente di bambini, insegnanti e cittadini attraverso incontri e laboratori dedicati all’educazione ambientale e alla scoperta del territorio.

Tra le attività proposte, particolare rilievo ha avuto la lettura animata del racconto delle avventure di tre alberi – uno cresciuto in città, uno in un parco urbano e uno nella foresta. Attraverso una narrazione coinvolgente e calibrata sull’età dei partecipanti, i bambini sono stati accompagnati in un viaggio educativo che ha permesso loro di esplorare, in modo semplice ma profondo, tematiche centrali come il riciclo, la sostenibilità e il rispetto della natura.

Questa formula educativa, fondata sull’ascolto, sull’immaginazione e sull’esperienza diretta, si è dimostrata particolarmente efficace nell’affrontare le grandi sfide ambientali contemporanee. Ha stimolato nei più piccoli una maggiore consapevolezza ecologica, un più spiccato senso critico e la volontà di diventare protagonisti attivi nella tutela dell’ambiente in cui vivono.

Nel corso delle attività, oltre 500 bambine e bambini e circa 60 adulti sono stati coinvolti attraverso incontri e laboratori condotti in diverse scuole e sedi culturali.
 

I numero del progetto Favolalberi nel 2024-2025
Data Luogo Partecipanti
19/11/2024 Scuola Primaria Via Torrazza To Classi 2A, 1A, 1B, 4A – 80 alunni
19/11/2024 Biblioteca Pavese To Utenza libera – 20 persone
20/11/2024 Scuola Primaria Via Rismondo To Classi 4D, 1D, 2D, 4E – 80 alunni
21/11/2024 Scuola Primaria Pertini To Classi 3A-3E – 100 alunni
26/11/2024 Scuola Secondaria Via Torrazza To Classi 2a, 2b, 2c – 60 alunni
10/12/2024 Scuola Primaria Via Rismondo To Classi 2B, 4B, 5D – 60 alunni
17/12/2024 Scuola dell’Infanzia I.C. Cairoli To Due gruppi – 40 bambini
29/04/2025 Scuola Villaggio La Marmora (Biella) 5 classi – 100 alunni
I numero del progetto Favolalberi nel 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte.
Un incontro del progetto Favolalberi. Fonte Arpa Piemonte.

Obiettivi e prospettive

Il progetto si propone di:

  • Promuovere una cultura ambientale consapevole fin dalla prima infanzia;
  • Stimolare l’interesse per la natura e il rispetto per il territorio;
  • Favorire l’adozione di buone pratiche ambientali, anche in contrasto ai cambiamenti climatici;
  • Rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, promuovendo inclusione e coesione sociale.

Attraverso laboratori, racconti e attività sul campo, “Favolalberi” ha permesso ai bambini di avvicinarsi alla natura in modo giocoso ed educativo, trasformando i parchi e gli spazi verdi urbani in veri e propri “laboratori all’aperto”.

Conclusione

Il successo di “Favolalberi” dimostra che investire nell’educazione ambientale e nella valorizzazione del verde urbano rappresenta un passo fondamentale per costruire città più sane, inclusive e sostenibili. Garantire a ogni bambino l’opportunità di crescere in un ambiente salubre e verde è un impegno concreto verso un futuro migliore per tutti.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

ARPA Piemonte. (2024). Progetto Favolalberi: Educazione ambientale tra natura e narrazione https://www.arpa.piemonte.it 

INDIRE – Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa. (2023). Scuole all’aperto: spazi educativi nella natura https://www.indire.it 

World Health Organization. (2017). Urban green spaces: a brief for action. WHO Regional Office for Europe. https://www.who.int/publications/i/item/9789289052885 

Dadvand, P., et al. (2015). Green spaces and cognitive development in primary schoolchil-dren. PNAS, 112(26), 7937–7942. https://doi.org/10.1073/pnas.1503402112 

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Educazione alla sostenibilità

Corso di formazione per docenti: Costruire scuole eco-attive

Anno
2026

Nell'anno scolastico 2024-2025, 80 docenti, in rappresentanza di 41 scuole (600 classi) di ogni ordine e grado di tutto il territorio piemontese, hanno partecipato alla terza edizione del percorso formativo “Costruire scuole eco-attive” con la progettazione e realizzazione di 38 progetti di cambiamento verso la transizione ecologica della scuola. 

“Costruire scuole eco-attive” è una iniziativa promossa dalla Regione Piemonte – Direzione Istruzione in collaborazione con altre Direzioni regionali (Ambiente, Energia e Territorio; Agricoltura; Salute; Cooperazione Internazionale; Cultura) e con  l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Arpa Piemonte (Agenzia regionale per l’Ambiente), Forum della Scuola (associazione di secondo livello che riunisce 24 associazioni del mondo della scuola), CinemAmbiente, CESEDI (Centro Servizi Didattici) e Dipartimento Ambiente della Città Metropolitana di Torino, IRES Piemonte, WEEC Italia/Istituto Scholè.  

Il progetto consiste in:

  • Un Coordinamento organizzativo e metodologico composto da rappresentanti degli enti promotori,
  • un Bando regionale che sostiene le Scuole Eco-attive tramite erogazione di contributi finanziari (risorse complessive  200.000 euro, per 40 scuole),
  • un Percorso di ricerca/formazione articolato in 6 incontri (50% in presenza, 50% online) ed una fase di lavoro a scuola della durata di diversi mesi, che prevede sia lo sviluppo di percorsi educativi con le classi e gli studenti, sia azioni che coinvolgono insegnanti ed altre figure professionali, come. ad esempio, gruppi che lavorano ad una revisione dei curricoli in senso green,
  • Una Bussola metodologica e una Cassetta degli Attrezzi, rassegna di buone pratiche regionali e non,
  • Una piattaforma on-line di condivisione e documentazione con tutti i materiali presentati, gli elaborati delle scuole,
  • Una rete di scuole e docenti che condividono una visione comune.


I progetti delle scuole, oltreché prevedere dispositivi organizzativi (Commissioni ambiente) e momenti di lavoro sui curricoli, prevedono percorsi con gli studenti, che possono avere come oggetto uno o più dei seguenti aspetti:

  • Efficientamento energetico – Analisi consumi, elaborazione di proposte per migliorare l’efficienza dell’edificio scolastico
  • Raccolta differenziata a scuola e consumo critico
  • Mobilità sostenibile casa/scuola – Analisi dei flussi e delle modalità di spostamento adottate; organizzazione di pedibus e zone 30; ciclo-officine di scuola; ecc.
  • Alimentazione – ad esempio analisi e ri-progettazione delle mense scolastiche o dei punti di ristoro, contrasto spreco alimentare
  • Promozione di Scuole Plastic free
  • Uso di materiali e oggetti ri-ciclati, mercati del riuso – Laboratori di economia circolare, ecc.
  • Risparmio risorse (ad es., acqua).
  • Progettazione di spazi fisici della scuola, ad es., aule verdi all’esterno, orti didattici, laboratori interni per renderli i più green possibili, ciclofficine, compostiere, ecc.
  • azioni di cura quotidiana degli ambienti scolastici
  • costruzioni di prototipi per monitoraggio ambientale.


Le tematiche sono affrontate in modo trasversale mettendo al centro la sostenibilità dell’istituzione scolastica, coinvolgendo i curricula degli studenti e l’organizzazione della scuola, le modalità di insegnamento e le competenze in gioco; coinvolgendo attivamente tutti i protagonisti che operano e vivono la scuola (studenti, insegnanti, famiglie, dirigente, ATA, territorio).

Dati di sintesi sulle edizioni del corso docenti Costruire scuole eco-attive
Anno scolastico Insegnanti percorso ricerca -formazione Scuole Classi Studenti Insegnanti
a.s. 2021/2022 22 17 43 860 129
a.s. 2022/2023 77 37 520 11.000 1.000
a.s. 2023/2024 84 41 600 13.000 1.200
a.s. 2024/2025 78 (21 seniores e 57 principianti) 44 (39 hanno partecipato al bando regionale) 640 13.000 1.300
TOTALI 261 139 1.803 37.860 3.629
Sintesi dei dati sulle quattro edizioni del corso per docenti Costruire scuole eco-attive. Fonte Arpa Piemonte.
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Educazione alla sostenibilità

La Banca Dati Zone Umide (BDZU)

Anno
2026

Arpa Piemonte ha avviato un’attività di aggiornamento della Banca Dati Zone Umide (BDZU) realizzata nel 2010 a seguito della DGR n. 64-11892 del 28/7/09 "Censimento della rete di aree umide presenti in Piemonte". 
La BDZU adotta il seguente schema di classificazione:

L’attività di aggiornamento, avviata nel 2024 a partire dall’elemento puntuale classificato come Risorgive e fontanili, è proseguita nel 2025 con l’aggiornamento del livello tematico relativo alle Torbiere. Questo intervento ha consentito un significativo incremento degli elementi inseriti nella BDZU, portando il numero delle torbiere dai 300 poligoni censiti nel 2010 a oltre 1.000 nel 2025. Ove disponibile, ad alcuni poligoni è stata inoltre attribuita la classificazione secondo la codifica Natura 2000 relativa agli habitat di torbiera.

I dati aggiornati sono stati forniti principalmente dagli Enti di Gestione delle Aree Protette. All'aggiornamento ha collaborato anche l’Università di Torino – Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi - che, attraverso attività di Citizen Science e la condivisione dei risultati delle proprie ricerche accademiche, ha messo a disposizione nuove segnalazioni non ancora presenti nella banca dati.

Ulteriori informazioni sono state raccolte grazie al contributo di esperti e professionisti del settore. Tutti i dati sono successivamente verificati mediante fotointerpretazione di immagini satellitari e fotografie aeree, quindi integrati nella BDZU.

Utilizzo della banca dati nelle valutazioni ambientali 

Le zone umide rappresentano porzioni di territorio con elevato potenziale di biodiversità. La loro presenza e il buon stato di conservazione assicurano non solo un alto livello di diversità biologica, ma anche il mantenimento della connettività ecologica del territorio.

In particolare, queste aree possono svolgere funzioni diverse: nei contesti fortemente antropizzati e agricoli (ad esempio piccoli invasi, stagni, reti di fossi irrigui) agiscono come stepping stones o corridoi ecologici lineari; in altri casi, rappresentano vere e proprie aree sorgente per alcune specie, favorendo gli scambi tra popolazioni e contribuendo a mantenere adeguati livelli di permeabilità ecologica.

Nell’ambito della pianificazione urbanistica comunale e di quella territoriale e paesaggistica a scala provinciale e regionale, numerosi strumenti fanno riferimento al tema della rete ecologica, riconoscendo le zone umide come elementi fondamentali in virtù del loro pregio naturalistico. In questo contesto, la conoscenza della loro presenza, distribuzione e caratteristiche costituisce un supporto essenziale per orientare azioni di gestione, tutela e ripristino, finalizzate alla valorizzazione e alla conservazione di questi ambienti sul territorio regionale.

La BDZU rappresenta una base informativa strutturata a supporto della valutazione degli effetti ambientali di piani e progetti (Valutazione Ambientale Strategica, Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione di Incidenza). In particolare, consente di:

  • individuare possibili aree di compensazione ecologica a seguito di trasformazioni urbanistiche;
  • identificare elementi della rete ecologica da proteggere o valorizzare, evitando interventi frammentati o privi di efficacia ambientale.

La banca dati è uno strumento a disposizione di Comuni, Enti di gestione delle Aree Protette, Regione, professionisti, privati cittadini, nonché di ricercatori e associazioni attive nel campo della conservazione della natura. L'accesso è libero e disponibile sul Geoportale di Arpa Piemonte, oppure mediante download del dataset in formato shapefile.

Informazioni e risorse aggiuntive

Banca dati zone umide sul geoportale di Arpa Piemonte https://geoportale.arpa.piemonte.it/app/public/?pg=mappa&ids=d489edf909bd4fab87a6800f7de7dc40

Shapefile della banca dati in libero download https://webgis.arpa.piemonte.it/w-metadoc/Download/zone_umide.zip

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Danni causati dalle avversità climatiche al settore agricolo

Anno
2026

Piogge alluvionali avvenute in data 16-17 aprile 2025 che hanno colpito l’intero territorio regionale

Nelle giornate del 16 e del 17 aprile 2025 la depressione denominata “Hans” si è approfondita sul Mediterraneo centro-occidentale determinando una fase fortemente perturbata sull’Italia nord-occidentale. Gli accumuli più consistenti e superiori ai 300 mm, con picchi maggiori di 550 mm, si sono verificati nelle aree montane e pedemontane del Torinese, Biellese, Vercellese e Verbano. Nelle aree appenniniche, al confine con la Liguria, sono stati registrate precipitazioni cumulate superiori ai 150 mm. In una prima fase dell’evento, i corsi d’acqua maggiormente interessati riguardavano il settore settentrionale, nordoccidentale e nordorientale della regione, dove a partire dalla notte tra il 16 e il 17 aprile diversi fiumi hanno superato la soglia di pericolo o di guardia. Le aree più colpite sono state le zone pedemontane comprese tra Pinerolese, val Susa, valli di Lanzo, Canavese, Biellese Val Sesia e valle Ossola, nonché la collina di Torino. Dal pomeriggio del 16 aprile, ingenti accumuli pluviometrici hanno interessato anche le aree appenniniche al confine con la Liguria causando significativi innalzamenti dei livelli della Bormida, del Belbo e del Tanaro.

L’entità diffusa delle piogge ed i fenomeni di esondazione dei principali fiumi e dei corsi d’acqua secondari hanno prodotto danni eccezionali alle aree agricole, alle strutture aziendali ed alle infrastrutture con particolare riferimento ai canali irrigui, alle relative opere di presa, nonché a strade interpoderali di accesso ai fondi e a infrastrutture di bonifica montana.

Pertanto, ai sensi del D.Lgs. n. 102/2004 e s.m.i., la Direzione Agricoltura e Cibo ha avviato la procedura di delimitazione dei territori danneggiati e di quantificazione dei danni alle strutture aziendali e alle infrastrutture, determinando un totale pari a € 86.455.991,00 di danni suddivisi in € 36.770.901,00 alle strutture aziendali ed € 49.685.090,00 alle infrastrutture interaziendali (canali e strade).

 

Grandinate e piogge molto forti e persistenti, accompagnate da vento impetuoso, avvenute nel giorno 21 giugno in Provincia di Biella, nei giorni 6 e 7 luglio in Provincia di Vercelli e nel giorno 23 luglio 2025 nelle aree territoriali delle Province di Asti e della Città metropolitana di Torino.

Forti precipitazioni localizzate, dovute a temporali, hanno interessato il Piemonte a partire dal pomeriggio di sabato 21 giugno 2025. I fenomeni più intensi si sono verificati sul Piemonte orientale e meridionale.

Un fronte freddo associato ad una saccatura di origine polare – marittima ha sferzato l’Europa centro – settentrionale svalicando anche l’arco alpino, determinando nelle giornate del 6 e 7 luglio 2025 violenti temporali con grandine di medio-grandi dimensioni, nubifragi e forti raffiche di vento sul Piemonte insieme ad un notevole e inusuale episodio di foehn estivo che ha portato tempestose raffiche fin oltre i 100/Km orari. Da questo fenomeno è risultata particolarmente colpita l’area territoriale del vercellese.

Nella giornata del 23 luglio 2025 la progressiva discesa di un minimo depressionario dalle Isole Britanniche verso la Francia ha determinato una fase di maltempo sulla nostra regione per l'apporto di intensi flussi umidi meridionali associati all'ingresso di aria più fresca in quota. L’intensità particolarmente elevata dei temporali ha generato forti correnti fredde discendenti (amplificate dall’evaporazione di pioggia e grandine) e venti sostenuti con raffiche oltre i 115/Km orari registrate a Villanova d’Asti.

La dimensione della grandine, l’intensità particolarmente elevata dei temporali e dei venti hanno prodotto danni eccezionali alle strutture aziendali.

Pertanto, ai sensi del D.Lgs. n. 102/2004 e s.m.i., la Direzione Agricoltura e Cibo ha avviato la procedura di delimitazione dei territori danneggiati e di quantificazione dei danni alle strutture aziendali, determinando un totale pari a € 774.000,00.

Riepilogo danni per avversità meteorologiche anno 2025
Province Strutture aziendali - Grandinate Strutture aziendali - Piogge alluvionali Infrastrutture - Piogge alluvionali
Alessandria - € 9.570.704,00 € 2.454.000,00
Asti € 38.000,00 € 2.045.000,00 € 2.757.340,00
Biella € 673.000,00 € 452.400,00 € 13.077.000,00
Cuneo - € 2.695.000,00 € 5.557.200,00
Novara - € 34.030,00 € 925.000,00
Torino € 53.000,00 € 9.561.800,00 € 15.844.050,00
Verbano Cusio Ossola - € 243.100,00 € 308.000,00
Vercelli € 10.000,00 € 12.168.867,00 € 8.762.500,00
TOTALE REGIONE € 774.000,00 € 36.770.901,00 € 49.685.090,00
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Redazione RSA

PR FESR 21-27

Anno
2026
Finalità

Il Programma Regionale (PR) FESR Piemonte è il documento di programmazione che definisce Per definire strategie e interventi (le Azioni, da cui discendono le relative Misure attuative) di utilizzo delle risorse assegnate alla Regione Piemonte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) la Regione Piemonte approva il. documento di programmazione Programma Regionale (PR) FESR Piemonte, di durata settennale.

 

Obiettivi

Fortemente ancorato alla Strategia di Specializzazione Intelligente 2021-2027, di cui costituisce l’attuazione assumendone le priorità e le direttrici di sviluppo, il PR FESR Piemonte 2021-2027 - approvato dalla Commissione Europea con Decisione C(2022) 7270 del 7 ottobre 2022 e successivamente modificato, da ultimo con Decisione C (2026) 1663 final del 9 marzo 2026  – destina la quota maggiore (807 milioni di euro) della sua dotazione di quasi 1,5 miliardi di euro alla messa in campo di Misure finalizzate a promuovere la ricerca e l’innovazione green e la transizione in chiave sostenibile del sistema produttivo regionale, supportando quest’ultimo nell'affrontare le grandi sfide per lo sviluppo, coniugando il rilancio della competitività e la crescita sostenibile ed inclusiva.

L'attenzione ad una declinazione sostenibile dello sviluppo attraverso il sostegno del sistema produttivo regionale trova quindi attuazione all’interno della programmazione FESR 21-27 in modo trasversale a tutte le linee programmatiche, in coerenza con la Strategia regionale di Specializzazione Intelligente S3 2021-2027 - e in particolare con la Componente Trasversale dell’Innovazione “Transizione ecologica” -, ma anche in modo puntuale attraverso l’obiettivo specifico di programmazione “Rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro nelle PMI, anche grazie agli investimenti produttivi”, che nell’arco del settennio sarà declinato con apposite Misure coerenti. Inoltre tutte le Misure della programmazione prevedono il rispetto del principio DNSH (“do not significant harm", non arrecare un danno significativo all’ambiente) previsto dal quadro legislativo per favorire gli investimenti sostenibili.

 

Informazioni e risorse aggiuntive

Il FESR 21-27 sul sito regionale

Riferimenti normativi

Regolamento UE 2021/1060

Decisione di esecuzione della Commissione europea C (2022) 7270 del 7.10.2022

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Redazione dei rapporti di evento

La Regione, al verificarsi di un evento calamitoso di origine naturale (alluvioni, frane, valanghe, eventi sismici, deficit idrici e incendi boschivi) di particolare rilevanza e intensità, che coinvolga significativamente il territorio arrecando danno al patrimonio pubblico, privato, produttivo e agricolo, si attiva per produrre un rapporto di evento utile a preservare memoria storica dell'evento e necessario a supportare le procedure per la richiesta dello Stato di Emergenza al Dipartimento nazionale di Protezione Civile ai sensi dell’art. 24 del d.lgs. 1/2018.

Nello specifico i rapporti di evento vengono prodotti al fine di:

  • fornire alla Giunta Regionale una descrizione di quanto accaduto ed un quadro delle risorse necessarie per i ripristini;
  • fornire ai cittadini un’informativa corretta di quanto accaduto;
  • raccogliere organicamente le informazioni relative all'evento;
  • fornire ai competenti soggetti statali (Governo, Dipartimento della Protezione Civile, Ministero dell'Ambiente) un quadro dell'accaduto anche ai fini dell'emanazione, da parte del Governo, dello Stato di Emergenza, una misura che permette di procedere con i primi necessari interventi.

In generale, i rapporti d'evento sono redatti sulla base dei sopralluoghi effettuati dai funzionari tecnici regionali (subito dopo l’evento) e sono integrati con informazioni provenienti da altri soggetti che operano sul territorio (uffici tecnici comunali, Province, AIPO, ARPA, etc).

Sul sito della Regione Piemonte sono disponibili tutti i rapporti di evento alluvionale redatti dalla Regione o da altri soggetti (Arpa, Province, CNR-Irpi, ecc.) dal 1978 al 2025 nonché altra documentazione descrittiva dei medesimi eventi.

Nel corso del 2025 sono stati redatti i seguenti rapporti:

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione, al verificarsi di un evento calamitoso di origine naturale (alluvioni, frane, valanghe, eventi sismici, deficit idrici e incendi boschivi) di particolare rilevanza e intensità, che coinvolga significativamente il territorio arrecando danno al patrimonio pubblico, privato, produttivo e agricolo, si attiva per produrre un rapporto di evento utile a preservare memoria storica dell'evento e necessario a supportare le procedure per la richiesta dello Stato di Emergenza al Dipartimento nazionale di Protezione Civile ai sensi dell’art. 24 del d.lgs. 1/2018.

Nello specifico i rapporti di evento vengono prodotti al fine di:

  • fornire alla Giunta Regionale una descrizione di quanto accaduto ed un quadro delle risorse necessarie per i ripristini;
  • fornire ai cittadini un’informativa corretta di quanto accaduto;
  • raccogliere organicamente le informazioni relative all'evento;
  • fornire ai competenti soggetti statali (Governo, Dipartimento della Protezione Civile, Ministero dell'Ambiente) un quadro dell'accaduto anche ai fini dell'emanazione, da parte del Governo, dello Stato di Emergenza, una misura che permette di procedere con i primi necessari interventi.

In generale, i rapporti d'evento sono redatti sulla base dei sopralluoghi effettuati dai funzionari tecnici regionali (subito dopo l’evento) e sono integrati con informazioni provenienti da altri soggetti che operano sul territorio (uffici tecnici comunali, Province, AIPO, ARPA, etc).

Sul sito della Regione Piemonte sono disponibili tutti i rapporti di evento alluvionale redatti dalla Regione o da altri soggetti (Arpa, Province, CNR-Irpi, ecc.) dal 1978 al 2025 nonché altra documentazione descrittiva dei medesimi eventi.

Nel corso del 2025 sono stati redatti i seguenti rapporti:

Anno
2026

Incidenti in valanga

Anno
2026

La stagione 2024–2025, con ben 11 incidenti in valanga, risulta nettamente superiore alla media (pari a 6,1 incidenti/anno) e si colloca tra le 8 più critiche nel periodo 1983-2025 (Figura 1).

Distribuzione del numero di incidenti negli ultimi 42 anni. La linea tratteggiata (nera) e la linea intera (rossa) descrivono rispettivamente la media (6.1 incidenti/anno) e la tendenza polinomiale. Fonte Arpa Piemonte

Da quest’anno l'indicatore relativo agli incidenti in valanga è consultabile nella Banca dati indicatori ambientali. Nella piattaforma dedicata vengono riportate informazioni aggiuntive sulla metodologia di raccolta dati e sulla rilevanza del database.
La descrizione sintetica dei singoli incidenti è riportata nella seguente tabella; i numeri relativi al 2025 sono riportati nei due grafici che seguono. 

Descrizione sintetica degli incidenti da valanga nella stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte
Incidenti in valanga in Piemonte - Numero di eventi e di persone coinvolte
Incidenti in valanga in Piemonte - Numero di persone coinvolte e conseguenze

Localizzazione incidenti

Gli incidenti in valanga si sono concentrati prevalentemente nei settori meridionali e occidentali, due casi si sono verificati nei settori settentrionali.

Distribuzione degli incidenti della stagione 2024-2025 sui settori alpini piemontesi. Fonte Arpa Piemonte

Distribuzione temporale

Si osserva un picco stagionale (5 incidenti su 11) concentrati nel periodo 13-18 marzo 2025.

Distribuzione giornaliera degli incidenti nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

Persone coinvolte

Negli 11 incidenti registrati, sono state coinvolte 21 persone di cui 3 sono decedute, 5 sono rimaste ferite e 13 sono risultate illese.

Conseguenze sulle persone coinvolte negli incidenti registrati nel corso della stagione 2024-2025.Fonte Arpa Piemonte

Grado di pericolo

La maggior parte degli incidenti (7 su 11) si è verificata con grado di pericolo 3–Marcato. I restanti sono equamente distribuiti tra i gradi di pericolo 2-Moderato e 1-Debole.

Distribuzione del numero di incidenti secondo il grado di pericolo valanghe emesso nella zona dell’evento. Fonte Arpa Piemonte

Caratteristiche del terreno

Gli incidenti si sono concentrati:

  • su inclinazioni di pendio fra 35°–40° (10 casi su 11),
  • nella fascia altitudinale tra 2000–2500 metri (7 casi su 11),
  • su esposizioni di distacco da Nord Ovest a Nord Est (9 casi su 11).
A sinistra la percentuale di incidenti in valanga per classe di pendenza (a), in centro per fasce altimetriche (b), a destra per esposizione di distacco valanghe (c) nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

Problema valanghivo

Il problema valanghivo principale è rappresentato da strati deboli persistenti (8 casi), seguito da neve ventata (2 casi) e da neve bagnata (1 caso). La tipologia prevalente è rappresentata da valanghe a lastroni di superficie.

Numero di incidenti in valanga nel corso della stagione 2024-2025 suddivisi secondo il problema valanghivo. Fonte Arpa Piemonte

Utenti coinvolti

Tutti gli incidenti hanno coinvolto scialpinisti. La maggior parte si è verificata durante la fase di discesa (7 casi su 11). Gli utenti erano prevalentemente di nazionalità italiana (10 su 11).

Tipologia di utenti coinvolti negli incidenti nel corso della stagione 2024-2025. Fonte Arpa Piemonte

La statistica sugli incidenti da valanga presenta dei limiti, derivanti dalla sottostima degli eventi minori, dall’intensità di frequentazione delle aree, dalla mancanza di normalizzazione rispetto al numero di praticanti.

Per approfondimenti sulla dinamica degli incidenti in valanga e sulle condizioni nivologiche presenti nella zona dell’incidente si rimanda al rendiconto nivometro stagionale redatto ogni anno da Arpa Piemonte.

Informazioni aggiuntive

Banca dati incidenti AINEVA https://yetiweb.aineva.it/public/incidents

Rendiconto nivometrico stagione invernale 2024-2025

Paragrafo Attività valanghiva spontanea 

Scheda informativa Neve

Scheda informativa Valanghe

Capitolo Neve

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Pubblicabile
Gruppo di Redazione
Geologia e nivologia

Mappa di suscettibilità per le frane superficiali del Piemonte

Anno
2026

Nel 2025 è stata pubblicata sul Geoportale la Mappa di suscettibilità alle frane superficiali del Piemonte, con l’obiettivo di contribuire alla caratterizzazione della pericolosità correlata ai fenomeni diffusi di frana superficiale che interessano le coperture eluvio-colluviali che ricoprono i versanti in ambiente alpino e collinare.

La suscettibilità è definita come la propensione o la tendenza che un determinato fenomeno si possa verificare in una data area del territorio. A differenza della pericolosità, che include la componente temporale (probabilità che l'evento accada in un certo istante) e contempla l’intensità del fenomeno (la sua magnitudo), la suscettibilità identifica dove è più probabile che un fenomeno si verifichi, in base alle caratteristiche intrinseche del territorio (fattori predisponenti), alla comparsa delle cause scatenanti (fattori innescanti).

Uno studio interdipartimentale condotto in Arpa Piemonte (Dipartimento Rischi Naturali e Ambientali, Dipartimento Valutazioni Ambientali e Dipartimento Sviluppo e Coordinamento Servizi, ICT e Promozione Ambientale) ha avuto come obiettivo la caratterizzazione di tali fenomeni tramite l’identificazione delle cause predisponenti che maggiormente condizionalo la loro occorrenza (Tiranti et al., 2019).

Dall’analisi dei principali fattori territoriali, sia quantitativi sia qualitativi, sono state individuate diverse unità territoriali di base, denominate denominate Zone Elementari. Queste sono state definite principalmente incrociando mappe tematiche qualitative - litologia, suolo e ambienti topografici – con parametri morfometrici quantitativi, quali  pendenza, esposizione, curvatura, quota.

Le Zone Elementari sono state poi intersecate con la mappa di densità delle frane storiche verificatesi tra il 1990 e il 2016 (circa 33.000 eventi di frana superficiale). Tale operazione ha consentito di individuare la correlazione tra la distribuzione delle frane storiche e le diverse Zone Elementari in cui esse ricadono.

Zone Elementari identificate dall’intersezione dei principali parametri territoriali e la densità di frane superficiali storiche. Fonte Arpa Piemonte
Distribuzione percentuale della densità di frane superficiali storiche per ogni Zona Elementare identificata. Fonte Arpa Piemonte

Da questa prima elaborazione geostatistica si ricava la mappa di suscettibilità per l'innesco di frane superficiali, le cui classi esprimono il numero massimo atteso di fenomeni franosi al verificarsi delle condizioni pluviometriche critiche per il loro innesco

  • Bassa (1< Densità <2 per km2)
  • Moderata (2< Densità <10 per km2)
  • Alta (10< Densità <20 per km2)
  • Molto Alta (Densità >20 per km2)

La mappa di suscettibilità è stata realizzata considerando territori con valori di pendenza compresi tra  18°-45° (campo di pendenza nel quale, secondo la letteratura scientifica, tali frane possono generalmente innescarsi). Successivamente sono stati inclusi anche campi di pendenza tra 15°e 60° per considerare anche i fenomeni più pellicolari (profondi pochi centimetri) – disintegrating soilslip – che si sviluppano su pendenze anche di poco inferiori ai 18° e decisamente superiori ai 45°. Sono state infine escluse dall’elaborazione le aree di affioramento roccioso, ovvero quelle porzioni di substrato roccioso che emergono in superficie, prive di copertura di suolo, vegetazione o depositi eluvio-colluviali superficiali.

Figura 2. La Mappa di Suscettibilità per Frane Superficiali Diffuse sul Geoportale. Fonte Arpa Piemonte
Riferimenti bibliografici e informazioni aggiuntive

Tiranti D., Nicolò G., Gaeta A. R. (2019) Shallow landslides predisposing and triggering factors in developing a regional early warning system. Landslides 16:2, 235-251. https://doi.org/10.1007/s10346-018-1096-8

Informativa sul Geoportale
https://webgis.arpa.piemonte.it/portal/apps/storymaps/stories/52488fe53919452b8b5f2044505f68db
 

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