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Monitoraggio specie esotiche: Heracleum mantegazzianum

Dal 2016 lArpa Piemonte monitora costantemente una specie esotica invasiva in particolare, l’Heracleum mantegazzianum, individuato inizialmente lungo il Fiume Toce nei comuni di Formazza e Premia (VB) e successivamente rinvenuto anche nei comuni di Ceresole Reale (TO) e di S. Antonino di Susa (TO), con un ultimo ritrovamento nel 2023 presso il comune di Vernante (CN). 

Tale attività è finalizzata alla valutazione della diffusione della specie e dell’efficacia degli interventi di eradicazione/contenimento, relativamente alla gestione di alcune entità della flora alloctona incluse negli elenchi regionali approvati con D.G.R. n. 46-5100 del 18/12/2012 e ss.mm.ii. e nella lista unionale di cui al Regolamento UE n. 1143/2014. 

L’attività di monitoraggio si articola in due rilievi annuali (inizio e fine stagione vegetativa) che prevedono il conteggio delle piante (nuclei e/o piante singole), l’indicazione dello stadio fenologico e, per il rilievo di fine stagione, la data ed il tipo di intervento di contenimento effettuato dalle squadre forestali della Regione (sfalcio, estirpazione, trattamento chimico) durante il periodo estivo; per ogni nucleo e/o pianta singola viene inoltre acquisita la posizione. 

Per valutare l’efficacia delle azioni di contenimento intraprese, è stato calcolato, assumendo che tutte le piante osservate a fine stagione siano state precedentemente trattate, un “indice di riduzione” (IR), il cui valore è dato dal rapporto tra il numero di piante trattate e quelle osservate a fine estate, secondo la semplice equazione:

IR = 1 – (Pset/Ptr)

Dove:

Pset è il numero di esemplari rilevato nel corso del sopralluogo di fine estate;

Ptr è il numero di piante trattato comunicato dalla squadra degli operai forestali regionali.

I tre comuni monitorati presentano situazioni e complessità differenti: quella più difficile è stata rilevata presso Ceresole Reale, dove si osservano sempre numeri molto alti di piante trattate ad inizio stagione. Presso questo sito, vista la diffusione della specie e la numerosità di esemplari complessivi, è stata aumentata la frequenza degli interventi delle squadre forestali e nel corso del 2024, a fronte del coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati (Regione, Arpa, Parco Nazionale Gran Paradiso, Comune, responsabili squadra forestale), è stata messa a punto una strategia finalizzata a realizzare interventi di contrasto più efficaci (eradicazione) attraverso la preventiva condivisione degli interventi con i proprietari dei terreni in cui erano collocate le stazioni più critiche.

 

Intervento di eradicazione del luglio 2024

La complessa situazione di Ceresole è evidenziata nella tabella sottostante, dove si osservano sempre numeri molto alti di piante trattate ad inizio stagione. Dalle stagioni 2023 - 2024, a fronte degli interventi sopra riassunti, si è registrata una sensibile contrazione degli esemplari presenti. 

Tabella del trattamento delle piante

È verosimile ritenere che le operazioni di estirpazione messe in atto nel corso degli anni abbiano indebolito gli esemplari di Heracleum Mantegazzianum ed impedito loro la fioritura determinando, così, il loro progressivo decremento.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Dal 2016 lArpa Piemonte monitora costantemente una specie esotica invasiva in particolare, l’Heracleum mantegazzianum, individuato inizialmente lungo il Fiume Toce nei comuni di Formazza e Premia (VB) e successivamente rinvenuto anche nei comuni di Ceresole Reale (TO) e di S. Antonino di Susa (TO), con un ultimo ritrovamento nel 2023 presso il comune di Vernante (CN). 

Tale attività è finalizzata alla valutazione della diffusione della specie e dell’efficacia degli interventi di eradicazione/contenimento, relativamente alla gestione di alcune entità della flora alloctona incluse negli elenchi regionali approvati con D.G.R. n. 46-5100 del 18/12/2012 e ss.mm.ii. e nella lista unionale di cui al Regolamento UE n. 1143/2014. 

L’attività di monitoraggio si articola in due rilievi annuali (inizio e fine stagione vegetativa) che prevedono il conteggio delle piante (nuclei e/o piante singole), l’indicazione dello stadio fenologico e, per il rilievo di fine stagione, la data ed il tipo di intervento di contenimento effettuato dalle squadre forestali della Regione (sfalcio, estirpazione, trattamento chimico) durante il periodo estivo; per ogni nucleo e/o pianta singola viene inoltre acquisita la posizione. 

Per valutare l’efficacia delle azioni di contenimento intraprese, è stato calcolato, assumendo che tutte le piante osservate a fine stagione siano state precedentemente trattate, un “indice di riduzione” (IR), il cui valore è dato dal rapporto tra il numero di piante trattate e quelle osservate a fine estate, secondo la semplice equazione:

IR = 1 – (Pset/Ptr)

Dove:

Pset è il numero di esemplari rilevato nel corso del sopralluogo di fine estate;

Ptr è il numero di piante trattato comunicato dalla squadra degli operai forestali regionali.

I tre comuni monitorati presentano situazioni e complessità differenti: quella più difficile è stata rilevata presso Ceresole Reale, dove si osservano sempre numeri molto alti di piante trattate ad inizio stagione. Presso questo sito, vista la diffusione della specie e la numerosità di esemplari complessivi, è stata aumentata la frequenza degli interventi delle squadre forestali e nel corso del 2024, a fronte del coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati (Regione, Arpa, Parco Nazionale Gran Paradiso, Comune, responsabili squadra forestale), è stata messa a punto una strategia finalizzata a realizzare interventi di contrasto più efficaci (eradicazione) attraverso la preventiva condivisione degli interventi con i proprietari dei terreni in cui erano collocate le stazioni più critiche.

 

Intervento di eradicazione del luglio 2024

La complessa situazione di Ceresole è evidenziata nella tabella sottostante, dove si osservano sempre numeri molto alti di piante trattate ad inizio stagione. Dalle stagioni 2023 - 2024, a fronte degli interventi sopra riassunti, si è registrata una sensibile contrazione degli esemplari presenti. 

Tabella del trattamento delle piante

È verosimile ritenere che le operazioni di estirpazione messe in atto nel corso degli anni abbiano indebolito gli esemplari di Heracleum Mantegazzianum ed impedito loro la fioritura determinando, così, il loro progressivo decremento.

Anno
2026

Progetto europeo BECCA

Il Progetto BECCA - Bacini Ecologicamente sostenibili e sicuri, concepiti per l'adattamento ai Cambiamenti ClimAtici, inquadrato nell’ambito del Interreg VI-A Francia-Italia (ALCOTRA 2021-2027) e che si svolge in collaborazione con il Settore Regionale Difesa del Suolo ed il Politecnico di Torino, ha lo scopo di promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione del rischio di catastrofi e la resilienza, tenendo conto di approcci basati sugli ecosistemi.

Il Settore Protezione Civile si occupa di sviluppare il WP 5 “Valutazione dei rischi in relazione alla presenza di invasi e adeguamento di piani protezione civile” ed in particolare il sotto punto 5.1 “Misure gestionali per mitigare gli impatti del rischio idraulico”.

L’attività, strettamente connessa con lo sviluppo della Piattaforma del Catalogo regionale dei piani di protezione civile, prevede l’implementazione nella piattaforma delle funzionalità necessarie per la corretta gestione del rischio in esame, con particolare riferimento all’implementazione degli scenari relativi al rischio di rottura diga e al rischio apertura scarichi della diga. Tra i compiti principali vi è quello di garantire il necessario supporto ai tecnici comunali, assistendoli nell’aggiornamento dei piani di protezione civile e nell’utilizzo della nuova piattaforma informatica.

Figura 1. Implementazione del Piano di Emergenza Diga (PED) all’interno del Catalogo regionale dei piani di protezione civile.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Progetto BECCA - Bacini Ecologicamente sostenibili e sicuri, concepiti per l'adattamento ai Cambiamenti ClimAtici, inquadrato nell’ambito del Interreg VI-A Francia-Italia (ALCOTRA 2021-2027) e che si svolge in collaborazione con il Settore Regionale Difesa del Suolo ed il Politecnico di Torino, ha lo scopo di promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione del rischio di catastrofi e la resilienza, tenendo conto di approcci basati sugli ecosistemi.

Il Settore Protezione Civile si occupa di sviluppare il WP 5 “Valutazione dei rischi in relazione alla presenza di invasi e adeguamento di piani protezione civile” ed in particolare il sotto punto 5.1 “Misure gestionali per mitigare gli impatti del rischio idraulico”.

L’attività, strettamente connessa con lo sviluppo della Piattaforma del Catalogo regionale dei piani di protezione civile, prevede l’implementazione nella piattaforma delle funzionalità necessarie per la corretta gestione del rischio in esame, con particolare riferimento all’implementazione degli scenari relativi al rischio di rottura diga e al rischio apertura scarichi della diga. Tra i compiti principali vi è quello di garantire il necessario supporto ai tecnici comunali, assistendoli nell’aggiornamento dei piani di protezione civile e nell’utilizzo della nuova piattaforma informatica.

Figura 1. Implementazione del Piano di Emergenza Diga (PED) all’interno del Catalogo regionale dei piani di protezione civile.
Anno
2026

Catalogo regionale dei piani di protezione civile

In collaborazione con CSI Piemonte, ARPA Piemonte e avvalendosi di Gis3W è proseguito, in continuità con l’anno 2023, lo sviluppo dello strumento informatico denominato “Catalogo regionale dei piani di protezione civile": una piattaforma evoluta, basata sul web, per l’analisi degli scenari di rischio e l’implementazione di piani ed esercitazioni di Protezione Civile.

È sviluppato in coerenza con gli “Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali” predisposti dal Dipartimento di Protezione Civile (DirPCM 6 luglio 2021, n.160) e con le recenti “Indicazioni operative inerenti all’organizzazione informativa dei dati territoriali necessari all’implementazione di una piattaforma informatica integrata a livello nazionale definita Catalogo nazionale dei piani di protezione civile” (Decreto del Capo Dipartimento 29 gennaio 2024, n. 265).

La piattaforma permetterà agli Enti locali una semplice gestione, archiviazione, consultazione e condivisione dei Piani. Potrà inoltre essere federata a livello nazionale, per formare il Catalogo nazionale dei piani di protezione civile.

Figura 1. Schematizzazione del “Catalogo regionale dei piani di protezione civile”.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

In collaborazione con CSI Piemonte, ARPA Piemonte e avvalendosi di Gis3W è proseguito, in continuità con l’anno 2023, lo sviluppo dello strumento informatico denominato “Catalogo regionale dei piani di protezione civile": una piattaforma evoluta, basata sul web, per l’analisi degli scenari di rischio e l’implementazione di piani ed esercitazioni di Protezione Civile.

È sviluppato in coerenza con gli “Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali” predisposti dal Dipartimento di Protezione Civile (DirPCM 6 luglio 2021, n.160) e con le recenti “Indicazioni operative inerenti all’organizzazione informativa dei dati territoriali necessari all’implementazione di una piattaforma informatica integrata a livello nazionale definita Catalogo nazionale dei piani di protezione civile” (Decreto del Capo Dipartimento 29 gennaio 2024, n. 265).

La piattaforma permetterà agli Enti locali una semplice gestione, archiviazione, consultazione e condivisione dei Piani. Potrà inoltre essere federata a livello nazionale, per formare il Catalogo nazionale dei piani di protezione civile.

Figura 1. Schematizzazione del “Catalogo regionale dei piani di protezione civile”.
Anno
2026

Regolamentazione delle strutture ricettive all'aperto e il turismo itinerante

Anno
2026

Il Regolamento Regionale n. 11/R del 29/12/2022 in attuazione dell’articolo 19 della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 5 (disciplina dei complessi ricettivi all’aperto e del turismo itinerante) riguarda le nuove norme di riferimento per le attività di campeggio, villaggio turistico, aree per il turismo itinerante.

Tale regolamento è entrata in vigore dal 13.01.2023 e ha prodotto l’efficacia operativa della suddetta Legge, in armonia con i principi e le finalità espressi dall’art. 1 e che si sintetizzano nel seguito: 

  • riconoscimento del ruolo strategico del turismo all'aperto per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale della Regione;
  • incremento della crescita competitiva dell'offerta del sistema turistico regionale, anche ai fini dell'attuazione del riequilibrio territoriale dei flussi turistici e in relazione all'opportunità di indirizzare le presenze verso le aree meno congestionate e i piccoli borghi rappresentativi del territorio piemontese;
  • valorizzazione delle risorse ambientali, i beni culturali, i beni e i valori paesaggistici e le tradizioni locali per uno sviluppo turistico sostenibile, con l'obiettivo di ampliare l'offerta integrata di servizi riguardanti arte, natura, ambiente, paesaggio, cultura ed enogastronomia;
  • sostegno al ruolo delle imprese operanti nel settore turistico all'aperto, con particolare riguardo alle micro, piccole e medie imprese e migliorarne la qualità dell'organizzazione e dei relativi servizi;
  • promozione dei processi di riqualificazione urbanistica, paesaggistica e territoriale dei centri che rivestono una particolare rilevanza sotto il profilo turistico-ricettivo;
  • incentivazione del turismo itinerante per vivere la vacanza a stretto contatto con la natura e la cultura dei luoghi visitati, lontano dalle destinazioni di massa e dal turismo stanziale;
  • proposta di azioni condivise per agevolare la fruizione dei servizi turistici, con particolare riguardo ai soggetti con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali, in linea con i principi di diritto interno e internazionale in materia di accessibilità, con specifico riferimento alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sottoscritta a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva dalla legge 3 marzo 2009, n.18 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità);
  • disciplina dell'offerta turistica all'aperto in aree e spazi privati in un'ottica di economia condivisa dei servizi offerti.

Le principali tematiche regolamentate sono:

  • Gestione dell’attività;
  • Periodi di apertura e limiti di permanenza
  • Destinazione urbanistica e criteri di localizzazione
  • Servizi aggiuntivi
  • Preparazione, somministrazione e vendita di alimenti e bevande Classificazione
  • Riserva di denominazione
  • Segni distintivi
  • Pubblicità e obblighi informativi
  • Caratteristiche dei servizi turistici offerti per la denominazione di “posto tappa”
  • Logo distintivo e comunicazione pubblica per la denominazione aggiuntiva di “posto tappa”
  • Soluzioni ricettive innovative 

L’articolo 14 del suddetto regolamento, relativo alle norme di carattere transitorio, prevede precisi limiti temporali entro cui le strutture si dovranno adeguare alle nuove disposizioni normative regionali.

In particolare per i requisiti urbanistico-edilizi e paesaggistici di cui all’articolo 4 è stato concesso un anno di tempo dall’entrata in vigore, successivamente prorogata di un altro anno, e pertanto entro il 13.01.2025.

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Turismo/Cultura

Fondo Unico Nazionale del Turismo (FUNT) annualità 2023 – Provincia di Alessandria e Città Metropolitana

Anno
2026

Con atto di programmazione del FUNT di conto capitale per l’anno 2023 (adottato dal Ministero del Turismo con decreto prot. n. 8912/23 del 5 maggio 2023), è stata stabilito il riparto delle risorse finanziari messe a disposizione delle Regioni e provincie autonome per l’anno 2023: alla Regione Piemonte sono stati assegnate risorse FUNT pari a euro 2.102.500,00 e risorse di pari importo da parte della Regione Piemonte, per un totale complessivo destinato al sostegno di tali progetti pari a euro 4.205.000,00.

In tale contesto, il Settore “Offerta Turistica” ha individuato, in linea con gli obiettivi e le finalità stabilite dal combinato disposto degli articoli 1, 2 e 3 del citato Decreto del Ministro del Turismo, prot. n. 8912/23 del 5 maggio 2023, quale tema portante delle proposte di finanziamento, "la realizzazione di investimenti per percorsi turistici e infrastrutture con un impatto positivo sul turismo, tali da favorire l'integrazione della filiera e quella territoriale, nonché idonee a rendere strutturale la crescita economica legata al turismo di un territorio".

Con D.G.R. n. 25-7567 del 16/10/2023, sono state elaborate le proposte degli interventi da finanziare.

Tra i progetti elaborati, si segnalano i seguenti in quanto relativi al sostegno ed alla valorizzazione di un turismo “lento” e sostenibile:

  • concessione di un contributo alle due province attraversate dal nuovo itinerario europeo ciclo-escursionistico della via Micaelica denominato "Cammino di San Michele", percorso devozionale che vede coinvolti diversi paesi europei, sulle tracce dell'antico pellegrinaggio che collega i luoghi di devozione dell'Arcangelo Michele; tale intervento, al fine di arricchire l'offerta di percorsi religiosi nel territorio regionale, consente la futura richiesta del suo inserimento nel “Catalogo dei cammini religiosi italiani" da realizzarsi ai sensi del Decreto del Ministero del Turismo prot. n. 5745/23 del 23/03/2023; l'intervento sarà strutturato come segue:
    • Provincia di Alessandria per interventi di infrastrutturazione del percorso con il coinvolgimento di circa 30 Comuni del territorio, per un totale complessivo di investimento non superiore ad euro 1.500.000,00 di cui euro 750.000,00 di risorse FUNT e la restante quota come cofinanziamento regionale;
    • Città Metropolitana di Torino per interventi di infrastrutturazione del percorso, per un totale complessivo di investimento non superiore ad euro 205.000,00 di cui euro 102.500,00 di risorse FUNT e la restante quota come cofinanziamento regionale;

Con DD n. 139 del 27/05/2024 è stato approvato l'Allegato 1, contenente le disposizioni finalizzate a disciplinare le modalità per la realizzazione e rendicontazione degli interventi finanziati ed è stata impegnata la spesa. Successivamente sono stati sottoscritti i relativi Accordi tra i Beneficiari e la Regione Piemonte. In data 03/12/2024 la Provincia di Alessandria ha approvato il progetto in fase unica ed attualmente ha in corso le procedure di affidamento. La Città Metropolitana sta perfezionando il progetto a livello di Fattibilità Tecnica ed Economica.

La provincia di Alessandria con nota prot. 3554 del 10/02/2025 ha richiesto proroga a tutto il 30/06/2026 e tale richiesta è stata inoltrata dal Settore Offerta Turistica al Ministero del turismo in data 17/03/2025 prot. 892 esprimendo, per quanto di competenza, parere favorevole. Sono attualmente in corso gli interventi previsti.
La Città Metropolitana ha richiesto n° 3 proroghe, l’ultima delle quali a tutto il 31/01/2026 per il completamento di una parte residuale di arredi e la posa di alcuni pannelli di inquadramento del sito della Basilica di Superga (oggetto di intervento); tale richiesta, trasmessa in data 04/12/2025 prot. 20623, è stata inoltrata  al Ministero del Turismo in data  09/12/2025 prot. 20773, esprimendo, per quanto di competenza, parere favorevole.
Durante l’anno 2025 sono iniziati gli interventi previsti che verranno completati nel corso dell’anno 2026.

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Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Turismo/Cultura

Interventi per la valorizzazione delle strade storiche di montagna di interesse turistico, ambientale e paesaggistico

Anno
2026

La legge Regionale 9/2021 ha inteso riconoscere e valorizzare le strade storiche di montagna di interesse turistico allo scopo di favorire il turismo. 

A partire da un censimento delle stesse, ed attraverso il sostegno a progetti di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria, promozione e valorizzazione (rivolto anche ai relativi manufatti ed edifici storici presenti lungo i percorsi individuati) si è inteso promuovere un turismo sostenibile, all’aria aperta e a contatto con la natura nonché conservare la memoria storica e culturale di tali tragitti.

Progetti di valorizzazione delle strade storiche di montagna – Anno 2022

Nell’anno 2022, con i provvedimenti nel seguito elencati, si è dato un primo avvio all’attuazione della legge stessa: 

  • Con Decreto del presidente della Giunta Regionale 30.09.2022 n. 6/R è stato approvato il relativo regolamento regionale.
  • Con Deliberazione G.R. 25-5983 del 12.09.2022 è stata data attuazione (nelle more dell’avvio delle procedure di riconoscimento delle strade storiche di montagna di interesse turistico), all’iniziativa a titolarità regionale volta all’individuazione delle prime linee di intervento del programma di investimenti prioritari per l’anno 2022 provvedendo a:
    • individuare i criteri e le modalità attuative
    • destinare 850.000,00 euro.
  • Con Atto DD 370/A2108A/2022 del 01.12.2022, e relativa rettifica di cui all’atto DD 427/A2108A/2022, si è provveduto ad impegnare la somma a favore dei seguenti promotori-capofila per le seguenti strade:
  • Comune di Canosio -strada dell’Altopiano della Gardetta;
  • Ente di Gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime - Ciclovia del Duca;
  • Comune di Limone Piemonte – strada Alta via del Sale;
  • Unione Montana Alta Val di Susa:
    • Strada Susa-Meana di Susa- Colle Finestre- Prà Catinat-Depot di Fenestrelle (SP172), l
    • Strada dell’Assietta
    • Strada Fenil, Pramand, Foens, Jafferau, Galleria Seguret “dei Saraceni”
    • Strada Bardonecchia- Rochemolles Colle del Sommelier
    • Strada dei Monti della Luna
    • Strada della Val Argentera;
  • Comune di Formazza: strada Cascata del Toce – Riale – Passo San Giacomo;
  • Comune di Aurano: Strada Cadorna: tratto Colle – Passo Folungo – Pian Vadà e salita Monte Spalavera;
  • Comune di Cannero Riviera :Strada Cadorna: tratto Pian Cavallo – Cima Morissolo;
  • Comune di Ornavasso: Strada Cadorna: tratto Ornavasso – Forte di Bara – Punta di Migiandone;
  • Comune di Mergozzo : Strada Cadorna: Prato Michelaccio / Mulattiera – Montorfano;
  • Comune di Andorno Micca : Sentiero Rosazza al Colle Gragliasca;
  • Comune di Alagna Valsesia : via regia lungo l’antica via d’Aosta.

Nel corso del 2023, al ricevimento dei progetti di fattibilità, si è provveduto ad erogare il relativo contributo.

Gli interventi sono stati in gran parte completati nel corso degli anni 2023 e 2024; per interventi di notevole entità economica e/o inerenti strade poste ad alta quota e quindi soggette a particolari condizioni climatiche, si è concessa una proroga: entro la fine dell’anno 2025, tutti i residui interventi sono stati conclusi.

Progetti di valorizzazione delle strade storiche di montagna – Anno 2023

Con D.G.R. n. 34-7852 del 04 dicembre 2023 è stata data attuazione all’iniziativa "Valorizzazione delle strade storiche di montagna d'interesse turistico. Realizzazione dei progetti di valorizzazione delle strade storiche di montagna" nell’ambito del Censimento regionale di cui alla D.D. n. 352 del 25 ottobre 2023. Spesa complessiva di euro 500.000,00 stanziata sul capitolo 242350, Missione 07, Programma 01.

Ai sensi della D.D. n. 352 del 25 ottobre 2023, le strade regionali censite sono state ripartite per ogni ATL come di seguito indicato:

  • "A.T.L. Turismo Torino e Provincia" (Provincia di Torino) per una lunghezza totale di strade censite pari a circa 346 km;
  • "A.T.L. del Cuneese" (Provincia di Cuneo) per una lunghezza totale di strade censite pari a circa 339 km;
  • "A.T.L. Alexala" (Provincia di Alessandria) per una lunghezza totale di strade censite pari a circa 299 km;
  • "A.T.L. Terre dell'Alto Piemonte Biella Novara Valsesia Vercelli" (Provincia di Vercelli e Provincia di Biella) per una lunghezza totale di strade censite paria circa 107 km;
  • "A.T.L. Distretto Turistico dei Laghi" (Provincia VCO) per una lunghezza totale di strade censite pari a circa 58 km;

    Il suddetto censimento non contempla il territorio riferito alla "A.T.L. Langhe Monferrato Roero" (Provincia di Asti), in quanto non è pervenuta alcuna candidatura da parte dei comuni ivi inclusi.

Di conseguenza, i beneficiari della presente deliberazione sono le Agenzie di accoglienza e promozione turistica locale (A.T.L.) di cui alla legge regionale n. 14/2016, che in accordo con gli enti territoriali proprietari delle strade di interesse storico inserite nel suddetto Censimento hanno individuato gli interventi meritevoli di contributo utili alla valorizzazione degli ambiti turistici di competenza. 

Il settore ha proseguito pertanto l’attività avviata nel corso dell’annualità precedente, in collaborazione con le ATL, e durante l’anno 2024 sono stati erogati parte dei contributi spettanti.

Nel corso dell’anno 2025 si sono conclusi gli interventi a favore dell’ A.T.L. Alexala.  A.T.L. Distretto Turistico dei Laghi e  A.T.L. Turismo Torino e Provincia. 
Sono state invece concesse proroghe per  A.T.L. del Cuneese e  A.T.L. Terre dell'Alto Piemonte Biella Novara Valsesia Vercelli rispettivamente al 31/12/2026 e 31/07/2026.
Per quest’ultimo beneficiario la proroga è stata concessa a causa della rinuncia di uno dei soggetti attuatori (provincia di Biella) ad effettuare gli interventi previsti per la strada “Tracciolino-Panoramica Zegna (dalla Serra a Valdilana)” e consistenti nell’illuminazione della galleria Rosazza, causa mancato ottenimento delle relative autorizzazioni. Al fine di sfruttare le risorse stanziate si è individuata una alternativa progettuale con interventi relativi alla strada storica “Rosazza-colle della Gragliasca” (soggetto attuatore capofila: comune di Andorno Micca).

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Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Turismo/Cultura

Attività di emergenze regionali o extra regionali legate alla gestione dei rifiuti urbani

Nel corso del 2024 è proseguita l’attività di collaborazione interregionale con la Regione Liguria, consentendo il trattamento di rifiuti urbani liguri in alcuni impianti piemontesi situati nelle province di Alessandria, Asti, e Cuneo. In particolare nel corso del 2024 dalla Liguria sono giunte in Piemonte 92.927 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati (codice EER 200301) ed ulteriori 4.283 tonnellate di rifiuti urbani ingombranti (codice EER 200307): dopo il trattamento tali rifiuti sono stati inviati in Liguria per lo smaltimento, senza così incidere sulla capacità di trattamento dell’impiantistica regionale.

L’attività condotta nel 2024 è inserita in una più ampia cornice programmatoria interregionale avviata nel 2014 e periodicamente rivista e rinnovata: a fine 2024 è stato approvato il nuovo accordo relativo alle annualità 2025-2027 con un flusso massimo previsto per il 2025 in 115.000 t di rifiuti urbani indifferenziati (EER 200301) e 7.000 t di rifiuti ingombranti (EER 200307). Tali quantitativi potranno essere oggetto di revisione per le due annualità successive.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Nel corso del 2024 è proseguita l’attività di collaborazione interregionale con la Regione Liguria, consentendo il trattamento di rifiuti urbani liguri in alcuni impianti piemontesi situati nelle province di Alessandria, Asti, e Cuneo. In particolare nel corso del 2024 dalla Liguria sono giunte in Piemonte 92.927 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati (codice EER 200301) ed ulteriori 4.283 tonnellate di rifiuti urbani ingombranti (codice EER 200307): dopo il trattamento tali rifiuti sono stati inviati in Liguria per lo smaltimento, senza così incidere sulla capacità di trattamento dell’impiantistica regionale.

L’attività condotta nel 2024 è inserita in una più ampia cornice programmatoria interregionale avviata nel 2014 e periodicamente rivista e rinnovata: a fine 2024 è stato approvato il nuovo accordo relativo alle annualità 2025-2027 con un flusso massimo previsto per il 2025 in 115.000 t di rifiuti urbani indifferenziati (EER 200301) e 7.000 t di rifiuti ingombranti (EER 200307). Tali quantitativi potranno essere oggetto di revisione per le due annualità successive.

Anno
2026

Piano di monitoraggio del PRAE

Il Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE) della Regione Piemonte ha tra i suoi obiettivi (art. 4) quello di assicurare il monitoraggio delle attività estrattive. Tale fine verrà perseguito attraverso un Piano di monitoraggio a supporto del PRAE, costruito su un set di indicatori che consentano di valutare lo stato evolutivo del territorio regionale, ovvero i cambiamenti già in atto, nonché quelli che potrebbero avvenire durante il ciclo di vita del PRAE. Gli indicatori costituenti il set possono essere distinti in due categorie:

  1. Indicatori di contesto: forniscono una panoramica del territorio regionale relativamente alle specifiche componenti economiche, sociali, territoriali, paesaggistiche ed ambientali. Gli indicatori di contesto, oltre a misurare la performance dello stato evolutivo, favoriscono l’interpretazione dei cambiamenti rilevabili nei comparti estrattivi, in relazione a scenari economici specifici.
  2. Indicatori di processo: monitorano periodicamente le ricadute generate dai cambiamenti introdotti dal PRAE, che riguardano il sistema economico estrattivo, così come gli impatti, diretti e/o indiretti, che potrebbero influire su persone, attività economiche e ambiente. 

Con frequenza annuale, entro il mese di ottobre la Regione emetterà il rapporto di monitoraggio sull'andamento delle coltivazioni al 31 dicembre dell'anno precedente. Il rapporto risulterà dall’esame di tutte le informazioni riportate dalle aziende estrattive in risposta agli indicatori del Piano di monitoraggio. Il rapporto annuale, relativo alle attività condotte fino al 31 dicembre dell’anno precedente, integra quelli già previsti dal Regolamento regionale 11/R del 2/10/2017 e dalla DGR n. 23-6964 del 1/06/2018 e dovrà essere trasmesso da ogni impresa entro il 30 aprile dell’anno successivo. 

In accordo con l’attività in corso di realizzazione di un nuovo sistema informativo per le attività estrattive, quando esso entrerà in esercizio, il rapporto sarà trasmesso tramite tale sistema. 

L’ufficio regionale di piano ha facoltà di richiedere chiarimenti e integrazioni al rapporto entro trenta giorni dalla trasmissione, e tali chiarimenti e integrazioni devono essere trasmessi entro i successivi trenta giorni. 

Qualora un’impresa presentasse una nuova istanza di autorizzazione relativa ad ampliamenti previsti dal piano nei poli o nelle cave fuori polo in data antecedente al 30 aprile, il rapporto di monitoraggio relativo all’attività dell’anno precedente dovrà essere trasmesso contestualmente all’istanza in modo da consentirne la valutazione nell’ambito dell’istruttoria. 

Nei 24 mesi successivi all’entrata in vigore del PRAE la Regione, anche consultando tutte le associazioni rappresentative dei portatori di interessi in ambito estrattivo ed avvalendosi delle loro segnalazioni, effettua un monitoraggio degli effetti dell’applicazione delle presenti Norme Tecniche di Attuazione sull’attività complessiva del settore estrattivo, anche con riferimento agli effetti concreti sui singoli procedimenti amministrativi e all’eventuale insorgere di difficoltà applicative o interpretative. Alla luce degli esiti del monitoraggio, la Regione valuterà l’opportunità di procedere a revisioni delle presenti Norme Tecniche di Attuazione, fermi restando i contenuti finalizzati alla tutela dell’ambiente e del territorio e i contenuti strutturali del PRAE. 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE) della Regione Piemonte ha tra i suoi obiettivi (art. 4) quello di assicurare il monitoraggio delle attività estrattive. Tale fine verrà perseguito attraverso un Piano di monitoraggio a supporto del PRAE, costruito su un set di indicatori che consentano di valutare lo stato evolutivo del territorio regionale, ovvero i cambiamenti già in atto, nonché quelli che potrebbero avvenire durante il ciclo di vita del PRAE. Gli indicatori costituenti il set possono essere distinti in due categorie:

  1. Indicatori di contesto: forniscono una panoramica del territorio regionale relativamente alle specifiche componenti economiche, sociali, territoriali, paesaggistiche ed ambientali. Gli indicatori di contesto, oltre a misurare la performance dello stato evolutivo, favoriscono l’interpretazione dei cambiamenti rilevabili nei comparti estrattivi, in relazione a scenari economici specifici.
  2. Indicatori di processo: monitorano periodicamente le ricadute generate dai cambiamenti introdotti dal PRAE, che riguardano il sistema economico estrattivo, così come gli impatti, diretti e/o indiretti, che potrebbero influire su persone, attività economiche e ambiente. 

Con frequenza annuale, entro il mese di ottobre la Regione emetterà il rapporto di monitoraggio sull'andamento delle coltivazioni al 31 dicembre dell'anno precedente. Il rapporto risulterà dall’esame di tutte le informazioni riportate dalle aziende estrattive in risposta agli indicatori del Piano di monitoraggio. Il rapporto annuale, relativo alle attività condotte fino al 31 dicembre dell’anno precedente, integra quelli già previsti dal Regolamento regionale 11/R del 2/10/2017 e dalla DGR n. 23-6964 del 1/06/2018 e dovrà essere trasmesso da ogni impresa entro il 30 aprile dell’anno successivo. 

In accordo con l’attività in corso di realizzazione di un nuovo sistema informativo per le attività estrattive, quando esso entrerà in esercizio, il rapporto sarà trasmesso tramite tale sistema. 

L’ufficio regionale di piano ha facoltà di richiedere chiarimenti e integrazioni al rapporto entro trenta giorni dalla trasmissione, e tali chiarimenti e integrazioni devono essere trasmessi entro i successivi trenta giorni. 

Qualora un’impresa presentasse una nuova istanza di autorizzazione relativa ad ampliamenti previsti dal piano nei poli o nelle cave fuori polo in data antecedente al 30 aprile, il rapporto di monitoraggio relativo all’attività dell’anno precedente dovrà essere trasmesso contestualmente all’istanza in modo da consentirne la valutazione nell’ambito dell’istruttoria. 

Nei 24 mesi successivi all’entrata in vigore del PRAE la Regione, anche consultando tutte le associazioni rappresentative dei portatori di interessi in ambito estrattivo ed avvalendosi delle loro segnalazioni, effettua un monitoraggio degli effetti dell’applicazione delle presenti Norme Tecniche di Attuazione sull’attività complessiva del settore estrattivo, anche con riferimento agli effetti concreti sui singoli procedimenti amministrativi e all’eventuale insorgere di difficoltà applicative o interpretative. Alla luce degli esiti del monitoraggio, la Regione valuterà l’opportunità di procedere a revisioni delle presenti Norme Tecniche di Attuazione, fermi restando i contenuti finalizzati alla tutela dell’ambiente e del territorio e i contenuti strutturali del PRAE. 

Anno
2026

Attività estrattive

Tema
Tipo
Paragrafi

Le attività estrattive sono classificate in due principali categorie ai sensi dell’art 2 del Regio Decreto n. 1443/1927 “Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere”, che specifica l’appartenenza delle varie sostanze minerali alla categoria ‘Miniera’ (prima categoria), oppure ‘Cava’ (seconda categoria).

I dati qui presentati sono aggiornati a quanto comunicato dagli esercenti di attività estrattive nella Regione Piemonte per l’anno 2023, e sono stati estratti dalla BDAE – Banca Dati Attività Estrattive:

  • per quanto concerne i minerali di 1^ categoria, nel 2023 erano attive 17 Concessioni minerarie, rilasciate per la coltivazione di giacimenti di minerali auriferi, talco, olivina, caolino, argille refrattarie, argille per porcellana e terraglia forte, feldspati. I minerali estratti sono impiegati nell’industria cosmetica, nella produzione di plastica, nell’industria siderurgica e per la produzione di materiali ceramici e refrattari. Alcune Concessioni minerarie per la produzione di feldspato riprendono vecchie discariche di ex cave di granito ottimizzando il recupero di materia prima e il riassetto ambientale di aree degradate e instabili.
  • Le attività di cava, relative ai materiali di 2^ categoria, sono suddivise in tre comparti, in funzione del materiale estratto: 

    - Comparto I - aggregati per le costruzioni e le infrastrutture;
    - Comparto II - pietre ornamentali;
    - Comparto III - materiali industriali.

Nella Regione Piemonte nel 2023 risultavano attive 134 cave di materiali del primo comparto, 111 cave di materiali del secondo comparto e 44 del terzo comparto. 

Le cave del primo comparto sono più distribuite sul territorio piemontese, anche in virtù del valore dei materiali relativamente basso, sul quale non può incidere troppo il costo del trasporto. Fanno eccezione alcuni giacimenti caratterizzati da materiali particolarmente pregiati, che possono rifornire impianti o aree collocate a maggiore distanza.

Le cave del secondo comparto sono storicamente concentrate in aree ben delimitate della Provincia del VCO e dell’area tra Torinese e Cuneese, anche se non mancano piccoli giacimenti localizzati in altre aree. I materiali sono particolarmente pregiati e sono spesso destinati ai mercati esteri.

Il terzo comparto comprende cave di argilla, calcari, dolomie, gessi e materiali silicei. Tali materiali sono destinati ad una successiva lavorazione industriale e possono essere destinati al mercato regionale, regionale o all’esportazione.

La tabella seguente riporta le volumetrie estratte nel 2023 ed il numero di cave e miniere presenti in ciascuna Provincia, suddivise per litotipo. Nella seconda parte di ogni tabella le volumetrie sono aggregate per categoria, distinguendo i materiali di prima categoria da quelli di seconda categoria, e poi per comparto per quanto concerne le cave.

Volumetrie estratte nel 2023 ed il numero di cave e miniere presenti in ciascuna Provincia, suddivise per litotipo
Volumetrie estratte nel 2023 ed il numero di cave e miniere presenti in ciascuna Provincia, suddivise per litotipo
Anno
2026
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Bandi regionali per danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico

Anno
2026

La presenza del lupo risulta ormai stabilmente diffusa sul territorio regionale, come attestato dalla pubblicazione di giugno 2022 Il lupo in Regione Piemonte 2020/2021. Relazione tecnica dell'attività di monitoraggio nazionale nell'ambito del Piano di Azione del lupo ai sensi della Convenzione ISPRA MITE e nell'ambito del Progetto LIFE 18 NAT/IT/000972 WOLFALPS EU.

Più recentemente, il report di febbraio 2026 “Il lupo in Piemonte. Biennio 2023-2025" coordinato dal Centro Grandi Carnivori nell’ambito del LIFE WolfAlps EU e delle attività previste dall’AfterLIFE Plan segnala la presenza del lupo sul 75,8% del territorio piemontese: il carnivoro oggi occupa la quasi totalità delle aree montane ed si sta espandendo nelle aree collinari e in pianura.

La presenza di predatori, in generale, è fonte di preoccupazione soprattutto per le problematiche legate al settore zootecnico, in relazione ai danni da predazione: si è ritenuto pertanto opportuno prevedere il risarcimento dei danni agli allevatori, tenuto conto dell'importanza per l'economia regionale della presenza degli allevamenti in aree marginali, collegata strettamente alla produzione ed al commercio di prodotti agroalimentari tipici (fra i quali, ad esempio, i formaggi DOP), nonché del ruolo di presidio sul territorio legato a tale attività.

Fino al 2020 era vigente un sistema di assicurazione cofinanziato dalla Regione, ma a partire da tale anno il sostegno agli allevatori si è concretizzato nell’attivazione diretta di bandi a contributo regionale per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico piemontese (ovini, caprini, bovini, equini o altre specie di interesse zootecnico). Questi bandi prevedono il rimborso diretto agli allevatori che hanno denunciato la predazione, pari al 100% del valore commerciale del capo. Vengono, inoltre, riconosciuti i danni indiretti da predazione per le spese veterinarie e farmaceutiche degli animali feriti e il risarcimento delle perdite di produzione.

Sono inoltre previsti anche aiuti agli apicoltori piemontesi censiti nella Banca dati nazionale che non si sono avvalsi di copertura assicurativa e che hanno subito danni da orso, l’ultimo in ordine di tempo tra i grandi carnivori italiani ad aver confermato la propria presenza (seppure finora sporadica) sul territorio piemontese.

Anche se la finalità primaria di questi bandi è il sostegno agli allevatori, va considerato l’effetto positivo che hanno sulla mitigazione dell’inevitabile conflitto che si registra sul territorio tra questi e la sempre più diffusa presenza dei predatori, in un’ottica che implica necessariamente l’adozione di politiche volte alla convivenza.

Nel 2025 sono stati attivati 2 bandi (il secondo dei quali aperto fino ad aprile 2026) per il risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico piemontese, a copertura delle predazioni avvenute nel periodo 1 luglio 2025 - 31 dicembre 2025.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Bandi regionali su bandi.piemonte:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/danni-causati-dalle-predazioni-da-grandi-carnivori-al-patrimonio-0

I pascoli e l'alpicoltura in Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/zootecnia-pascoli-apicoltura/pascoli-lalpicoltura-piemonte

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Agricoltura