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Rinnovo parco mezzi per il Trasporto Pubblico Locale (TPL)

Il rinnovo dei mezzi per il trasporto pubblico locale (TPL) rappresenta un investimento cruciale per la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini e la transizione verso un modello di mobilità più sostenibile e resiliente.

I mezzi di trasporto pubblico moderni, specialmente elettrici o ibridi, riducono drasticamente le emissioni inquinanti e il rumore. Grazie a tecnologie avanzate e alla frenata rigenerativa, consumano meno energia. Un parco mezzi rinnovato e confortevole rende il trasporto pubblico più allettante, incoraggiando le persone a lasciare l'auto privata e supportando zone a basse emissioni e mobilità dolce per una mobilità urbana integrata e sostenibile. L’azione rappresenta un aspetto centrale della riforma nazionale del TPL: il Piano Strategico Nazionale Mobilità Sostenibile (PSNMS), oltre a definire lo stato delle tecnologie per fonti di alimentazione alternative e lo stato della filiera produttiva del materiale rotabile in Italia, individua le scelte strategiche per il rinnovo del parco mezzi su gomma e i criteri per l’utilizzo delle risorse finanziarie per le diverse tipologie di mezzi in base all’alimentazione e alla destinazione d’uso, se urbano o extraurbano.

La Regione è impegnata nel rinnovamento del parco mezzi del TPL attraverso programmi pluriennali che utilizzano diverse fonti di finanziamento: il PSNMS, le risorse RINDEC del Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, il Fondo Nazionale Complementare al PNRR e il Fondo Sviluppo e Coesione. Nel 2024, la Regione ha utilizzato i fondi disponibili e programmato investimenti per il periodo 2024-2033 (d.g.r. n. 12-345 del 8 novembre 2024).

Investire nel rinnovamento dei mezzi del trasporto pubblico locale (TPL) è fondamentale per raggiungere una migliore qualità ambientale, in quanto permette di ridurre i consumi energetici, le emissioni inquinanti e il rumore derivante dalle attività di trasporto sul territorio. Questa politica di rinnovo e potenziamento del materiale rotabile, definita attraverso specifici provvedimenti di attuazione dei piani di investimento, contribuisce direttamente alla tutela della salute dei cittadini e accelera la transizione verso un modello di mobilità maggiormente sostenibile e resiliente.

Assicurare l’efficienza e l’efficacia dei servizi di TPL, attraverso un consistente rinnovamento e potenziamento del materiale rotabile, rende il trasporto pubblico più attraente e ne aumenta l’efficacia e l’affidabilità, migliorandone anche la sicurezza, reale e percepita. Questo incoraggia le persone a lasciare l'auto privata, riducendo in modo significativo le emissioni di gas a effetto serra e dei principali inquinanti atmosferici su strada, e in generale i rischi per l’ambiente, sostenendo scelte energetiche a minor impatto in tutto il ciclo di vita dei mezzi. In tal modo, si supportano anche le aree che presentano soluzioni di moderazione del traffico (zone 30) e mobilità dolce per una mobilità urbana integrata e sostenibile.

I moderni mezzi di trasporto pubblico, specialmente elettrici e ibridi, offrono emissioni inquinanti e rumore contenuti, migliorando la qualità dell'aria e la vivibilità urbana. Grazie a tecnologie avanzate, come motori efficienti e la frenata rigenerativa, riducono il consumo energetico recuperando energia in frenata. Alimentati da fonti rinnovabili, i veicoli elettrici mirano a un impatto ambientale minimo, mentre gli ibridi offrono una transizione efficiente. Questa modernizzazione rende il trasporto pubblico più ecologico, attraente e contribuisce alla decarbonizzazione urbana.

Per il periodo 2024-2033, con D.G.R. n. 12-345 del 8 novembre 2024, sono stati definiti criteri generali e modalità di attuazione  del programma pluriennale,. Il provvedimento approva le disposizioni per gli investimenti nel trasporto pubblico locale su gomma riguardanti l'utilizzo delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS) e del decreto ministeriale n. 223/2020.

Il Piano Strategico Nazionale Mobilità Sostenibile (PSNMS) definisce lo stato delle tecnologie per le fonti di alimentazione alternative e della filiera produttiva del materiale rotabile in Italia, e, con un ruolo di indirizzo anche per i programmi regionali di contribuzione degli investimenti nel TPL, individua le scelte strategiche per il rinnovo del parco mezzi su gomma e i criteri per l’utilizzo delle risorse finanziarie per le diverse tipologie di mezzi in base all’alimentazione e alla destinazione d’uso, urbana o extraurbana.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il rinnovo dei mezzi per il trasporto pubblico locale (TPL) rappresenta un investimento cruciale per la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini e la transizione verso un modello di mobilità più sostenibile e resiliente.

I mezzi di trasporto pubblico moderni, specialmente elettrici o ibridi, riducono drasticamente le emissioni inquinanti e il rumore. Grazie a tecnologie avanzate e alla frenata rigenerativa, consumano meno energia. Un parco mezzi rinnovato e confortevole rende il trasporto pubblico più allettante, incoraggiando le persone a lasciare l'auto privata e supportando zone a basse emissioni e mobilità dolce per una mobilità urbana integrata e sostenibile. L’azione rappresenta un aspetto centrale della riforma nazionale del TPL: il Piano Strategico Nazionale Mobilità Sostenibile (PSNMS), oltre a definire lo stato delle tecnologie per fonti di alimentazione alternative e lo stato della filiera produttiva del materiale rotabile in Italia, individua le scelte strategiche per il rinnovo del parco mezzi su gomma e i criteri per l’utilizzo delle risorse finanziarie per le diverse tipologie di mezzi in base all’alimentazione e alla destinazione d’uso, se urbano o extraurbano.

La Regione è impegnata nel rinnovamento del parco mezzi del TPL attraverso programmi pluriennali che utilizzano diverse fonti di finanziamento: il PSNMS, le risorse RINDEC del Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, il Fondo Nazionale Complementare al PNRR e il Fondo Sviluppo e Coesione. Nel 2024, la Regione ha utilizzato i fondi disponibili e programmato investimenti per il periodo 2024-2033 (d.g.r. n. 12-345 del 8 novembre 2024).

Investire nel rinnovamento dei mezzi del trasporto pubblico locale (TPL) è fondamentale per raggiungere una migliore qualità ambientale, in quanto permette di ridurre i consumi energetici, le emissioni inquinanti e il rumore derivante dalle attività di trasporto sul territorio. Questa politica di rinnovo e potenziamento del materiale rotabile, definita attraverso specifici provvedimenti di attuazione dei piani di investimento, contribuisce direttamente alla tutela della salute dei cittadini e accelera la transizione verso un modello di mobilità maggiormente sostenibile e resiliente.

Assicurare l’efficienza e l’efficacia dei servizi di TPL, attraverso un consistente rinnovamento e potenziamento del materiale rotabile, rende il trasporto pubblico più attraente e ne aumenta l’efficacia e l’affidabilità, migliorandone anche la sicurezza, reale e percepita. Questo incoraggia le persone a lasciare l'auto privata, riducendo in modo significativo le emissioni di gas a effetto serra e dei principali inquinanti atmosferici su strada, e in generale i rischi per l’ambiente, sostenendo scelte energetiche a minor impatto in tutto il ciclo di vita dei mezzi. In tal modo, si supportano anche le aree che presentano soluzioni di moderazione del traffico (zone 30) e mobilità dolce per una mobilità urbana integrata e sostenibile.

I moderni mezzi di trasporto pubblico, specialmente elettrici e ibridi, offrono emissioni inquinanti e rumore contenuti, migliorando la qualità dell'aria e la vivibilità urbana. Grazie a tecnologie avanzate, come motori efficienti e la frenata rigenerativa, riducono il consumo energetico recuperando energia in frenata. Alimentati da fonti rinnovabili, i veicoli elettrici mirano a un impatto ambientale minimo, mentre gli ibridi offrono una transizione efficiente. Questa modernizzazione rende il trasporto pubblico più ecologico, attraente e contribuisce alla decarbonizzazione urbana.

Per il periodo 2024-2033, con D.G.R. n. 12-345 del 8 novembre 2024, sono stati definiti criteri generali e modalità di attuazione  del programma pluriennale,. Il provvedimento approva le disposizioni per gli investimenti nel trasporto pubblico locale su gomma riguardanti l'utilizzo delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS) e del decreto ministeriale n. 223/2020.

Il Piano Strategico Nazionale Mobilità Sostenibile (PSNMS) definisce lo stato delle tecnologie per le fonti di alimentazione alternative e della filiera produttiva del materiale rotabile in Italia, e, con un ruolo di indirizzo anche per i programmi regionali di contribuzione degli investimenti nel TPL, individua le scelte strategiche per il rinnovo del parco mezzi su gomma e i criteri per l’utilizzo delle risorse finanziarie per le diverse tipologie di mezzi in base all’alimentazione e alla destinazione d’uso, urbana o extraurbana.

Anno
2026

Rete ciclabile

Spostarsi con la bicicletta è un’importante alternativa per promuovere un riparto modale degli spostamenti sistematici a favore delle due ruote, riducendo la pressione del traffico veicolare e le esternalità causate dall’uso del mezzo proprio motorizzato e migliorando la salute pubblica anche per gli aspetti di stile di vita sedentario.
Le disposizioni nazionali per lo sviluppo della mobilità ciclistica (l.n. 2/2018) imprimono un forte impulso all'uso della bicicletta come mezzo di trasporto, sia per le esigenze quotidiane e ricreative che per lo sviluppo dell'attività turistica, che impegnano tutti i livelli amministrativi nello sviluppo della rete ciclabile come componente fondamentale delle politiche di mobilità. 

Lo strumento di riferimento a livello regionale è il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC), parte integrante del Piano regionale della Mobilità delle Persone (PrMoP) e Piano regionale della Logistica (PrLog), con il quale la Regione intende tracciare la via per un Piemonte più sostenibile in cui la bicicletta sia una scelta sicura, piacevole e vantaggiosa. Il PRMC interviene su infrastrutture, comportamenti e promuove un maggiore coordinamento dell’azione locale.

La Regione sta sviluppando la rete ciclabile individuata dal PRMC con super ciclabili per pendolari e per la logistica (anche elettrica e cargo e-bike), includendo anche altre forme di micro-mobilità. Nel 2024 è stata approvata la progettazione e sono in corso le procedure per realizzare i primi lotti della Ciclovia Vento (tratto Chivasso-Trino Vercellese). Inoltre, sono stati stanziati fondi FESR 2021-2027 per infrastrutture ciclistiche strategiche per gli enti locali, focalizzandosi su aree urbane e interurbane per favorire il pendolarismo e la competitività delle due ruote, anche potenziando l'intermodalità con i trasporti pubblici.

La crescita della mobilità ciclistica comporta l’adozione di misure per migliorare la protezione di questi utenti della strada: la Regione, pertanto, sta promuovendo e realizzando percorsi ciclabili sicuri sia in ambito urbano che extraurbano mediante il Bando “Percorsi ciclabili sicuri”. Contestualmente ha destinato risorse per servizi di comunicazione mirati a incoraggiare l'utilizzo della bicicletta.

La Banca dati georeferenziata della rete ciclabile è in continuo aggiornamento e consente agli enti territoriali di scaricare i dati di loro interesse

 

Informazioni e risorse ulteriori
 

Banca dati georeferenziata della rete ciclabile:
https://www.geoportale.piemonte.it/geonetwork/srv/ita/catalog.search#/metadata/r_piemon:89ff8ac8-6499-454d-bde8-7da6adb475c6


 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Spostarsi con la bicicletta è un’importante alternativa per promuovere un riparto modale degli spostamenti sistematici a favore delle due ruote, riducendo la pressione del traffico veicolare e le esternalità causate dall’uso del mezzo proprio motorizzato e migliorando la salute pubblica anche per gli aspetti di stile di vita sedentario.
Le disposizioni nazionali per lo sviluppo della mobilità ciclistica (l.n. 2/2018) imprimono un forte impulso all'uso della bicicletta come mezzo di trasporto, sia per le esigenze quotidiane e ricreative che per lo sviluppo dell'attività turistica, che impegnano tutti i livelli amministrativi nello sviluppo della rete ciclabile come componente fondamentale delle politiche di mobilità. 

Lo strumento di riferimento a livello regionale è il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC), parte integrante del Piano regionale della Mobilità delle Persone (PrMoP) e Piano regionale della Logistica (PrLog), con il quale la Regione intende tracciare la via per un Piemonte più sostenibile in cui la bicicletta sia una scelta sicura, piacevole e vantaggiosa. Il PRMC interviene su infrastrutture, comportamenti e promuove un maggiore coordinamento dell’azione locale.

La Regione sta sviluppando la rete ciclabile individuata dal PRMC con super ciclabili per pendolari e per la logistica (anche elettrica e cargo e-bike), includendo anche altre forme di micro-mobilità. Nel 2024 è stata approvata la progettazione e sono in corso le procedure per realizzare i primi lotti della Ciclovia Vento (tratto Chivasso-Trino Vercellese). Inoltre, sono stati stanziati fondi FESR 2021-2027 per infrastrutture ciclistiche strategiche per gli enti locali, focalizzandosi su aree urbane e interurbane per favorire il pendolarismo e la competitività delle due ruote, anche potenziando l'intermodalità con i trasporti pubblici.

La crescita della mobilità ciclistica comporta l’adozione di misure per migliorare la protezione di questi utenti della strada: la Regione, pertanto, sta promuovendo e realizzando percorsi ciclabili sicuri sia in ambito urbano che extraurbano mediante il Bando “Percorsi ciclabili sicuri”. Contestualmente ha destinato risorse per servizi di comunicazione mirati a incoraggiare l'utilizzo della bicicletta.

La Banca dati georeferenziata della rete ciclabile è in continuo aggiornamento e consente agli enti territoriali di scaricare i dati di loro interesse

 

Informazioni e risorse ulteriori
 

Banca dati georeferenziata della rete ciclabile:
https://www.geoportale.piemonte.it/geonetwork/srv/ita/catalog.search#/metadata/r_piemon:89ff8ac8-6499-454d-bde8-7da6adb475c6


 

Anno
2026

Formazione professionale, Europa e Ambiente

Anno
2026

Le politiche europee, nazionali, regionali e locali hanno come quadro di riferimento  l’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, che prevede 17 obiettivi interconnessi e indivisibili per armonizzare la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente.

In linea con questi principi, i Regolamenti UE indirizzano le politiche di coesione 2021/2027 a operare un’autentica e completa  transizione dal punto di vista economico, sociale e ambientale. In particolare il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), fondo di riferimento per la formazione professionale in quanto principale strumento dell’UE per investire nel capitale umano e nel miglioramento delle opportunità di formazione ed occupazione, è orientato ad attuare i 20 principi del Pilastro europeo dei diritti sociali, documento proclamato congiuntamente nel 2017 dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione. 

In quest’ottica il FSE+ interviene direttamente nell’obiettivo strategico 4 del Regolamento (UE) 2021/1060, ovvero quello di creare un’Europa sociale forte, fatta di persone e del loro benessere, per una prosperità condivisa, fondata su un modello di crescita sostenibile e inclusivo capace di garantire le migliori condizioni per le persone e il pianeta e di offrire opportunità a tutti. Il Fondo contribuisce anche al conseguimento degli altri obiettivi strategici del  Regolamento 1060, in particolare quello relativo a un'Europa più verde, tramite il miglioramento dei sistemi di istruzione e di formazione necessari per l'adattamento delle competenze e delle qualifiche e la creazione di nuovi posti di lavoro in settori collegati all'ambiente, al clima, all'energia, all'economia circolare e alla bioeconomia. Tali principi sono alla base delle sfide della Regione Piemonte nell’ambito del Programma regionale (PR) per l’attuazione del FSE+ 2021-2027, approvato dalla Commissione europea con decisione di esecuzione n. C(2022) 5299 final del 18 luglio 2022 e modificato da ultimo dalla Decisione di esecuzione della CE C(2026)904 final del 9/02/2026, oltre che nella Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, al fine di indirizzare la crescita e sostenere il futuro del proprio territorio e delle sue comunità.

Lo sviluppo sostenibile rappresenta insieme alle pari opportunità e non discriminazione e alla parità tra uomini e donne, uno dei consolidati principi orizzontali d’intervento  della Programmazione e anche per il periodo 2021-2027 particolare attenzione  è riservata alla promozione dello sviluppo sostenibile, conformemente all’aquis ambientale dell’Unione e al principio “non arrecare un danno significativo” (Do No Significant Harm, DNSH); in proposito è importante segnalare che, come evidenziato già nel PR FSE+ del Piemonte, tutte le tipologie di azioni contemplate dal Programma sono state giudicate compatibili con il principio DNSH, in quanto, considerata la loro natura, non si prevede che abbiano un impatto ambientale negativo significativo.

Le competenze specifiche di sviluppo sostenibile e difesa dell’ambiente (con particolare attenzione alla sostenibilità energetico/ambientale), come esplicitato nel documento “Standard di progettazione dei percorsi”,  sono integrate in tutti i percorsi di formazione alle professioni e al lavoro, agendo in tre direzioni:

  • a livello trasversale, sulle professioni e sui percorsi formativi a tutti i livelli, integrando su questi il “sapere minimo” che ciascun profilo deve possedere per essere compatibile con i criteri della sostenibilità, affinché possa maturare in tutti i cittadini e lavoratori una sempre maggiore consapevolezza dei propri atteggiamenti, comportamenti e delle conseguenze sull’ambiente e sulla qualità di vita;
  • con azioni più estese soprattutto per quanto riguarda i corsi relativi a professioni non direttamente collegate all’ambiente, al fine di valorizzare l’impatto che le specificità/innovazioni della green economy possono avere sui processi produttivi;
  • per quanto riguarda le professioni ambientali si assume che le tematiche riguardanti la green economy siano già trattate in maniera esaustiva nelle unità formative che compongono il percorso formativo.

In riferimento alle direzioni indicate, i percorsi formativi prevedono la trattazione del tema dello sviluppo sostenibile legato alla green economy sia rispetto ai temi di carattere più generale sia in relazione alla specificità del profilo professionale, associando l’obiettivo standard dalla Regione Piemonte denominato “Sviluppo sostenibile per la tutela del patrimonio ambientale e per il risparmio energetico”.

La contestualizzazione all’interno dei percorsi può avvenire anche attraverso l’inserimento di modalità e strumenti specifici, privilegiando modalità innovative e interattive, utilizzo di testimonianze, nonché visite didattiche e materiali multimediali.

Diversi operatori danno vita al loro interno a iniziative mirate per trattare in modo più ampio questa tematica, in particolare si segnala il progetto Green is now proposto da diversi anni dall’agenzia formativa Cnos-Fap Piemonte, che ha coinvolto tutti gli allievi dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) delle proprie sedi regionali.

Si tratta di un progetto composito che parla di sostenibilità ad ampio spettro e che mette al centro la persona, la responsabilità individuale e collettiva e la maturazione di uno stile di vita sostenibile, con grandi potenzialità in termini di innovazione didattica e metodologica attraverso momenti formativi e di confronto con le aziende leader del settore, visite tecniche e green labs. Il progetto, sviluppato sotto forma di concorso per renderlo maggiormente stimolante e sollecitare la creatività dei ragazzi, ha visto nel 2025 la premiazione come vincitori degli allievi della sede di Vigliano Biellese che hanno presentato il progetto “Shower Smart”.  

In un momento come l’attuale, caratterizzato da un forte e continuo cambiamento delle competenze richieste dalle imprese, la formazione professionale ha dovuto necessariamente essere riorientata e organizzata con modalità flessibili e rapidamente attivabili, per risultare effettivamente fruibile sia da coloro che sono alla ricerca di un lavoro, sia dagli occupati che devono aggiornare le proprie competenze e riqualificarsi.

In questo contesto, le ingenti risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare quelle riferite alla  priorità di intervento Coesione e Inclusione (Missione 5) con il Programma GOL e il rafforzamento del sistema duale, si sono integrate con le misure già in atto, sia quelle più tradizionali che quelle più innovative, individuando e sfruttando sinergie sotto il profilo politico-strategico e anche operativo.

L’investimento relativo al sistema duale si è concluso nel 2025 con il superamento da parte di Regione Piemonte del target assegnato, il programma Gol è ancora attivo in quanto c’è stata una proroga da parte del Ministero e le attività dovranno concludersi entro agosto 2026.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Mobility management

Il Mobility management è una strategia partecipativa che mira a trasformare il modo in cui ci muoviamo rendendolo più sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale, attraverso la gestione intelligente della domanda di mobilità e la promozione di scelte di trasporto consapevoli e responsabili.

Definendo le linee guida per i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS), il D.M. 27/03/1998 ha istituito, a livello nazionale, la figura del Mobility manager. Norme e decreti successivi ne hanno dettagliato i compiti e fornito indicazioni operative per la redazione dei Piani di Spostamento Casa-Lavoro (PSCL), strumenti obbligatori per enti pubblici, scuole e aziende private con più di 300 dipendenti per sede in aree urbane ad alto rischio di inquinamento atmosferico. Il quadro normativo è in continua evoluzione per la crescente attenzione alla transizione ecologica e alla promozione di forme di mobilità sempre più sostenibili.

Il Piano Spostamenti Casa-Lavoro è un documento finalizzato alla riduzione del traffico veicolare privato e individua le misure utili a orientare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente verso forme di mobilità sostenibile alternative all'uso individuale del veicolo privato a motore, sulla base dell'analisi degli spostamenti dei dipendenti, delle loro esigenze di mobilità e dello stato dell'offerta di trasporto presente nel territorio interessato.

L'adozione del PSCL è obbligatoria per tutte le imprese e le Pubbliche Amministrazioni con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti, come previsto dal decreto Legge n. 34 del 10 maggio 2020, c.d. “Decreto Rilancio”, convertito con Legge n. 77 del 17 luglio 2020 e dal decreto interministeriale n. 179 del 12 maggio 2021.

Le politiche regionali di Mobility management, in conformità con le normative nazionali, intendono ridurre in modo strutturale e permanente l'impatto ambientale del traffico privato nelle aree urbane e metropolitane. La Regione ha compiuto significativi progressi nel strutturare e potenziare il sistema di mobility management e creato strumenti pratici quali:

  • la piattaforma digitale regionale EMMA, che supporta i Mobility manager aziendali e scolastici nella redazione dei Piani di mobilità casa-lavoro/scuola, offrendo strumenti per promuovere e analizzare la domanda degli spostamenti, gestire la mobilità aziendale e scolastica, progettare e monitorare le iniziative di mobilità sostenibile, diffondere la cultura dello sviluppo locale partecipativo;
  • il Percorso formativo regionale offerto gratuitamente ai Mobility manager aziendali o scolastici, fornisce le competenze necessarie per esercitare la funzione del MM, le conoscenze per individuare soluzioni di mobilità sostenibile, gli strumenti e metodologie per poter redigere il Piano Spostamento Casa-Lavoro o Casa-Studio (PSCL - PSCS) in conformità con la normativa di riferimento e l'utilizzo gratuito della Piattaforma digitale regionale EMMA.;
  • la Rete regionale di mobility management, che mira a favorire la condivisione di informazioni e buone pratiche tra i partecipanti.

Nel 2025, la Regione Piemonte ha realizzato diverse iniziative chiave per supportare e sviluppare il Mobility management:

  • il completamento della fase sperimentale della Piattaforma digitale regionale EMMA ha permesso ai Mobility manager d'area di avviare la raccolta e il monitoraggio di dati e promuovere un’attività di pianificazione per i servizi di TPL e mobilità sostenibile, ad oggi, in totale risultano n. 397 soggetti accreditati alla Piattaforma tra Aziende, Enti, Scuole Università.;
  • il programma formativo regionale per Mobility manager aziendali e scolastici, di circa 20 ore articolato in moduli teorici e attività laboratoriali, è stato organizzato in modalità e-learning, a garanzia dell’autonomia organizzativa dei partecipanti registrando 418 iscrizioni;
  • è stato diffuso il manuale di "Buone pratiche per il mobility management" tramite il portale regionale “muoversinpiemonte” https://muoversinpiemonte.it/mobility-management per fornire strumenti, misure concrete ed esempi virtuosi.
Informazioni e risorse aggiuntive
 

Politiche regionali di Mobility management:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/mobilita-trasporti/politiche-regionali-mobility-management
 

Muoversi in Piemonte – Mobility management:
https://www.muoversinpiemonte.it/mobility-management


 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Il Mobility management è una strategia partecipativa che mira a trasformare il modo in cui ci muoviamo rendendolo più sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale, attraverso la gestione intelligente della domanda di mobilità e la promozione di scelte di trasporto consapevoli e responsabili.

Definendo le linee guida per i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS), il D.M. 27/03/1998 ha istituito, a livello nazionale, la figura del Mobility manager. Norme e decreti successivi ne hanno dettagliato i compiti e fornito indicazioni operative per la redazione dei Piani di Spostamento Casa-Lavoro (PSCL), strumenti obbligatori per enti pubblici, scuole e aziende private con più di 300 dipendenti per sede in aree urbane ad alto rischio di inquinamento atmosferico. Il quadro normativo è in continua evoluzione per la crescente attenzione alla transizione ecologica e alla promozione di forme di mobilità sempre più sostenibili.

Il Piano Spostamenti Casa-Lavoro è un documento finalizzato alla riduzione del traffico veicolare privato e individua le misure utili a orientare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente verso forme di mobilità sostenibile alternative all'uso individuale del veicolo privato a motore, sulla base dell'analisi degli spostamenti dei dipendenti, delle loro esigenze di mobilità e dello stato dell'offerta di trasporto presente nel territorio interessato.

L'adozione del PSCL è obbligatoria per tutte le imprese e le Pubbliche Amministrazioni con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti, come previsto dal decreto Legge n. 34 del 10 maggio 2020, c.d. “Decreto Rilancio”, convertito con Legge n. 77 del 17 luglio 2020 e dal decreto interministeriale n. 179 del 12 maggio 2021.

Le politiche regionali di Mobility management, in conformità con le normative nazionali, intendono ridurre in modo strutturale e permanente l'impatto ambientale del traffico privato nelle aree urbane e metropolitane. La Regione ha compiuto significativi progressi nel strutturare e potenziare il sistema di mobility management e creato strumenti pratici quali:

  • la piattaforma digitale regionale EMMA, che supporta i Mobility manager aziendali e scolastici nella redazione dei Piani di mobilità casa-lavoro/scuola, offrendo strumenti per promuovere e analizzare la domanda degli spostamenti, gestire la mobilità aziendale e scolastica, progettare e monitorare le iniziative di mobilità sostenibile, diffondere la cultura dello sviluppo locale partecipativo;
  • il Percorso formativo regionale offerto gratuitamente ai Mobility manager aziendali o scolastici, fornisce le competenze necessarie per esercitare la funzione del MM, le conoscenze per individuare soluzioni di mobilità sostenibile, gli strumenti e metodologie per poter redigere il Piano Spostamento Casa-Lavoro o Casa-Studio (PSCL - PSCS) in conformità con la normativa di riferimento e l'utilizzo gratuito della Piattaforma digitale regionale EMMA.;
  • la Rete regionale di mobility management, che mira a favorire la condivisione di informazioni e buone pratiche tra i partecipanti.

Nel 2025, la Regione Piemonte ha realizzato diverse iniziative chiave per supportare e sviluppare il Mobility management:

  • il completamento della fase sperimentale della Piattaforma digitale regionale EMMA ha permesso ai Mobility manager d'area di avviare la raccolta e il monitoraggio di dati e promuovere un’attività di pianificazione per i servizi di TPL e mobilità sostenibile, ad oggi, in totale risultano n. 397 soggetti accreditati alla Piattaforma tra Aziende, Enti, Scuole Università.;
  • il programma formativo regionale per Mobility manager aziendali e scolastici, di circa 20 ore articolato in moduli teorici e attività laboratoriali, è stato organizzato in modalità e-learning, a garanzia dell’autonomia organizzativa dei partecipanti registrando 418 iscrizioni;
  • è stato diffuso il manuale di "Buone pratiche per il mobility management" tramite il portale regionale “muoversinpiemonte” https://muoversinpiemonte.it/mobility-management per fornire strumenti, misure concrete ed esempi virtuosi.
Informazioni e risorse aggiuntive
 

Politiche regionali di Mobility management:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/mobilita-trasporti/politiche-regionali-mobility-management
 

Muoversi in Piemonte – Mobility management:
https://www.muoversinpiemonte.it/mobility-management


 

Anno
2026

Ferrobonus - Dalla strada alla ferrovia

Il "Ferrobonus" è un'iniziativa nazionale che mira a ridurre l'inquinamento atmosferico incentivando il trasferimento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia. Offre incentivi alle aziende di  trasporto combinato strada-rotaia, promuovendo l'intermodalità e quindi sistemi maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale per il trasporto delle merci. Il Piemonte insieme alle altre regioni che partecipano alla Cabina di Regia per la logistica del Nord-Ovest (Liguria e Lombardia) ha istituito, a partire dal 2018, un Ferrobonus regionale integrativo dell’incentivo nazionale per sostenere il trasporto ferroviario delle merci e renderlo più competitivo rispetto al trasporto su strada.

Questo incentivo è destinato alle aziende che utilizzano servizi di trasporto ferroviario intermodale o trasbordato e agli operatori del trasporto combinato che commissionano treni completi, impegnandosi a mantenere e incrementare i volumi di traffico in termini di treni*chilometro.

La Regione ha rinnovato nel 2024 l’Intesa Operativa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la gestione coordinata del Ferrobonus regionale con quello nazionale e stanziato nuovamente fondi per sostenere economicamente le aziende di trasporto merci che scelgono di utilizzare il vettore ferroviario anziché la strada per le annualità 2024 e 2025.

Nel corso dell’annualità 2025 si è proceduto al riconoscimento e alla liquidazione del contributo per di € 450.000,00 a favore dei singoli beneficiari del “Fondo a sostegno del trasporto ferroviario delle merci”, relativamente alle percorrenze che hanno interessato la Regione Piemonte nel periodo 21 ottobre 2023 – 20 ottobre 2024. Sono state impegnate le risorse anche per le due successive annualità, ossia per i periodi 21 ottobre 2024 – 20 ottobre 2025 e 21 ottobre 2025 – 20 ottobre 2026, e la Regione è in attesa della rendicontazione delle percorrenze da parte del MIT in modo da procedere alla liquidazione delle risorse ai singoli beneficiari.



Informazioni e risorse aggiuntive

Ferrobonus regionale:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/mobilita-trasporti/interporti-logistica-trasporto-merci/ferrobonus-regionale

 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Valutazioni ambientali
Paragrafi

Il "Ferrobonus" è un'iniziativa nazionale che mira a ridurre l'inquinamento atmosferico incentivando il trasferimento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia. Offre incentivi alle aziende di  trasporto combinato strada-rotaia, promuovendo l'intermodalità e quindi sistemi maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale per il trasporto delle merci. Il Piemonte insieme alle altre regioni che partecipano alla Cabina di Regia per la logistica del Nord-Ovest (Liguria e Lombardia) ha istituito, a partire dal 2018, un Ferrobonus regionale integrativo dell’incentivo nazionale per sostenere il trasporto ferroviario delle merci e renderlo più competitivo rispetto al trasporto su strada.

Questo incentivo è destinato alle aziende che utilizzano servizi di trasporto ferroviario intermodale o trasbordato e agli operatori del trasporto combinato che commissionano treni completi, impegnandosi a mantenere e incrementare i volumi di traffico in termini di treni*chilometro.

La Regione ha rinnovato nel 2024 l’Intesa Operativa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la gestione coordinata del Ferrobonus regionale con quello nazionale e stanziato nuovamente fondi per sostenere economicamente le aziende di trasporto merci che scelgono di utilizzare il vettore ferroviario anziché la strada per le annualità 2024 e 2025.

Nel corso dell’annualità 2025 si è proceduto al riconoscimento e alla liquidazione del contributo per di € 450.000,00 a favore dei singoli beneficiari del “Fondo a sostegno del trasporto ferroviario delle merci”, relativamente alle percorrenze che hanno interessato la Regione Piemonte nel periodo 21 ottobre 2023 – 20 ottobre 2024. Sono state impegnate le risorse anche per le due successive annualità, ossia per i periodi 21 ottobre 2024 – 20 ottobre 2025 e 21 ottobre 2025 – 20 ottobre 2026, e la Regione è in attesa della rendicontazione delle percorrenze da parte del MIT in modo da procedere alla liquidazione delle risorse ai singoli beneficiari.



Informazioni e risorse aggiuntive

Ferrobonus regionale:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/mobilita-trasporti/interporti-logistica-trasporto-merci/ferrobonus-regionale

 

Anno
2026

Addetti nelle Unità Locali delle imprese attive

Anno
2026

Gli addetti nelle Unità locali delle imprese attive delle cinque categorie considerate sono 498.778 nel 2023. La maggior parte degli addetti lavora nelle attività manifatturiere (358.504 unità), seguono le costruzioni con 116.550 unità. 

Fonte ISTAT

Considerando l’andamento negli anni 2014-2023, si riscontrano 9.194 addetti in più nel 2023 rispetto al 2014, corrispondente al +1,87%. 
Per quanto riguarda la suddivisione provinciale (figura 4), la provincia di Torino si conferma quella con il più elevato numero di addetti (238.937), seguita dalla provincia di Cuneo (83.860 addetti). 

Fonte ISTAT
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Gruppo di Redazione
Redazione RSA

Realizzazione di impianti per la produzione di energia termica o microcogenerazione con l’utilizzo di biomasse legnose agroforestali da filiera corta

Il bando FOSMIT sostiene investimenti per la produzione, stoccaggio, trasporto dell’energia termica da biomassa forestale legnosa (cippato) da filiera corta, al fine di promuovere lo sviluppo socio economico locale delle zone montane mediante l’utilizzo del legno quale fonte energetica rinnovabile.

Le iniziative devono quindi assolvere allo stesso tempo a obiettivi economici (reddito), sociali (occupazione) e ambientali (gestione del territorio montano, utilizzo sostenibile di risorse rinnovabili, decarbonizzazione e contenimento delle emissioni).

Gli interventi ammessi a finanziamento comprendono:

  • strutture e impianti per lo stoccaggio e l’essiccazione delle biomasse agroforestali a servizio della centrale per la produzione di energia termica.
  • impianti termici costituiti da generatori alimentati con biomasse legnose agroforestali derivanti da filiera corta.
  • impianti per la produzione di energia termica da fonte solare integrati con impianti di cui alla tipologia B)
  • reti per la distribuzione dell'energia termica e/o impianti intelligenti per lo stoccaggio (tramite puffer) di energia termica a servizio degli impianti realizzati in attuazione del Bando.

La localizzazione degli impianti dovrà essere nelle porzioni montane del territorio regionale e potranno beneficiare del contributo sia soggetti pubblici che privati.

Fra i requisiti di ammissione vi sono aspetti che riguardano l'approvvigionamento del combustibile, prestazioni energetiche e ambientali degli impianti, di progettazione e di sostenibilità economica.

Il contributo ha un'entità del 100% in caso di accesso al conto termico e del 70% nel caso in cui non si faccia domanda per quest'ultimo.

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 

Bando FOSMIT - Realizzazione di impianti per la produzione di energia termica o microcogenerazione con l’utilizzo di biomasse legnose agroforestali da filiera corta:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/bando-cofinanziamento-realizzazione-impianti-diretti-alla-produzione-energia-termica-mediante-0


 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il bando FOSMIT sostiene investimenti per la produzione, stoccaggio, trasporto dell’energia termica da biomassa forestale legnosa (cippato) da filiera corta, al fine di promuovere lo sviluppo socio economico locale delle zone montane mediante l’utilizzo del legno quale fonte energetica rinnovabile.

Le iniziative devono quindi assolvere allo stesso tempo a obiettivi economici (reddito), sociali (occupazione) e ambientali (gestione del territorio montano, utilizzo sostenibile di risorse rinnovabili, decarbonizzazione e contenimento delle emissioni).

Gli interventi ammessi a finanziamento comprendono:

  • strutture e impianti per lo stoccaggio e l’essiccazione delle biomasse agroforestali a servizio della centrale per la produzione di energia termica.
  • impianti termici costituiti da generatori alimentati con biomasse legnose agroforestali derivanti da filiera corta.
  • impianti per la produzione di energia termica da fonte solare integrati con impianti di cui alla tipologia B)
  • reti per la distribuzione dell'energia termica e/o impianti intelligenti per lo stoccaggio (tramite puffer) di energia termica a servizio degli impianti realizzati in attuazione del Bando.

La localizzazione degli impianti dovrà essere nelle porzioni montane del territorio regionale e potranno beneficiare del contributo sia soggetti pubblici che privati.

Fra i requisiti di ammissione vi sono aspetti che riguardano l'approvvigionamento del combustibile, prestazioni energetiche e ambientali degli impianti, di progettazione e di sostenibilità economica.

Il contributo ha un'entità del 100% in caso di accesso al conto termico e del 70% nel caso in cui non si faccia domanda per quest'ultimo.

 

Informazioni e risorse aggiuntive
 

Bando FOSMIT - Realizzazione di impianti per la produzione di energia termica o microcogenerazione con l’utilizzo di biomasse legnose agroforestali da filiera corta:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/bando-cofinanziamento-realizzazione-impianti-diretti-alla-produzione-energia-termica-mediante-0


 

Anno
2026

Formazione forestale

Anno
2026

La montagna e le zone forestali in genere si stanno sempre di più proponendo come luoghi di nuove opportunità di lavoro e di sperimentazioni di modelli di vita compatibili con l'ambiente. Per questo la Regione Piemonte promuove e finanzia progetti formativi che vedono coinvolto tutto il territorio regionale, allo scopo di creare le condizioni favorevoli alla crescita di una nuova imprenditoria legata alla filiera forestale.

Da quasi 20 anni sono in corso numerose iniziative di formazione ed aggiornamento tecnico nel settore forestale con fondi comunitari (Programma di Sviluppo Rurale e Progetti Interreg) e regionali e il Piemonte è stata la prima Regione ad aver riconosciuto e normato le qualifiche professionali di Operatore e Istruttore forestale.
A fianco dei corsi realizzati e destinati ad operatori pubblici e privati infatti è stato avviato un percorso di riconoscimento e valorizzazione delle professionalità nel settore forestale.

La qualificazione degli operatori, aumentando le competenze professionali, diffonde esperienze, concetti tecnici, criteri organizzativi e di gestione della sicurezza, creando i presupposti per:

  • un adeguato riconoscimento dell’identità professionale;
  • la crescita del livello di professionalità delle imprese;
  • l’emersione del lavoro sommerso e l’incentivazione a comportamenti regolari senza misure repressive;
  • il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori e la conseguente riduzione della frequenza degli incidenti;
  • il miglioramento della sostenibilità ambientale degli interventi forestali ed ambientali;
  • la rivitalizzazione di economie locali;
  • garantire una base comune di conoscenze condivise per gli operatori del settore.

Per maggiori dettagli si veda la pagina web del sito della Regione Piemonte dedicata alle professioni forestali e formazione.

Azioni di supporto, riconoscimento e valorizzazione delle professionalità nel Settore forestale sono l’istituzione della Rete degli Sportelli forestali per avvicinare il cittadino e il professionista alle tematiche relative alla gestione del bosco e del territorio e la gestione dell’Elenco operatori forestali del Piemonte; strumento complementare all’Albo delle imprese forestali del Piemonte che vuole agevolare i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni nella ricerca di maestranze qualificate. In affiancamento agli Sportelli è inoltre stata creata e finanziata la rete dei Punti Informativi Forestali (PIF), che ad oggi conta 30 sedi distribuite su tutto il territorio regionale, e il Punto Informativo Forestale Mobile (PIFM) servizio informativo itinerante allestito su camper.

 

Informazioni e risorse aggiuntive


Progetti formativi promossi e finanziati da Regione Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/professioni-forestali-formazione/formazione-forestale

Professioni forestali e formazione:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/professioni-forestali-formazione

Attività di formazione e informazione in campo forestale a titolarità regionale:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/professioni-forestali-formazione/attivita-formazione-informazione-campo-forestale-titolarita-regionale

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Sistema Informativo forestale (SIFOR)

Anno
2026

Il Sistema Informativo Forestale Regionale (SIFOR), come definito dall’art. 34 della l.r. 4/2009 "Gestione e promozione economica delle foreste", ha il ruolo di "coordinare e monitorare le attività connesse alla pianificazione e alla gestione forestale, rendere efficace e omogenea a livello regionale la gestione dei dati inventariali e statistici, e consentire l'accessibilità delle informazioni".

Il SIFOR "è integrato nel sistema informativo regionale del quale condivide strutture ed infrastrutture tecnologiche, ed utilizza i dati regionali disponibili, garantendo sinergie gestionali e organizzative a tutti gli operatori ed enti del settore".

Sviluppato a partire dal 2009 con lo scopo di supportare le attività di pianificazione forestale e diffondere le informazioni relative alla gestione del patrimonio silvo-pastorale, con il progetto a titolarità regionale realizzato nell’ambito della Misura 4.3.4, Azione 2 del PSR 2014-2022, il Settore Foreste ha riprogettato l’intero sistema per realizzare l’Infrastruttura di Dati Forestali (IDF) regionale.

L’evoluzione del SIFOR nell’IDF ha consentito la gestione di dati derivanti da fonti precedentemente inutilizzate, l’armonizzazione dei dati territoriali forestali con la base dati geografica di riferimento per il territorio piemontese (BDTRE) e l’integrazione delle funzionalità offerte dalle diverse componenti del sistema, nell’ottica di migliorare la gestione e la fruibilità delle informazioni trattate.

I servizi sono progettati per garantire l'interoperabilità tra essi e con i servizi esterni all'IDF essenziali per la completezza, il funzionamento e la significatività dell'infrastruttura nel suo complesso.

Attualmente l’IDF è costituito da un insieme di applicativi, basi dati strutturate per gestire e pubblicare informazioni alfanumeriche e geografiche, servizi di consultazione e di elaborazione dati e reportistica e componenti per la gestione on line di procedimenti amministrativi di competenza forestale.

Homepage del Sistema Informativo Forestale regionale

Le componenti che costituiscono l’IDF sono:

  • il servizio “Piani di Gestione Forestale” che consiste nella banca dati degli strumenti di pianificazione di livello aziendale approvati in Piemonte e rende disponibili, in modalità telematica, funzionalità di ricerca, (geografica e alfanumerica) e visualizzazione dei Piani e, per i soggetti gestori, di programmazione degli interventi e di invio delle comunicazioni di taglio;
     
  • la banca dati dell’Inventario Forestale del Piemonte (contenente i dati di circa 14.000 punti di campionamento) consente di elaborare i parametri dendrometrici fondamentali (aree basimetriche, altezze, volumi, incrementi) per definire la produttività dei boschi piemontesi, con indicazioni della loro valenza statistica in funzione del campione o delle selezioni territoriali prese in considerazione;
     
  • il “Sistema di gestione delle istanze forestali” ai sensi della L.R. 04/2009, che consente di compilare ed inviare online le istanze per realizzare interventi selvicolturali (comunicazione semplice o richiesta di autorizzazione con progetto) e di trasformazione del bosco. Una componente di back office permette ai funzionari di prendere in carico le istanze e di procedere nell’iter di gestione e controllo;
     
  • le banche dati relative alle Indagini per i Piani Forestali Territoriali (anno 2000), la Carta Forestale regionale (aggiornamento 2016), le schede dei Popolamenti da Seme e l’Atlante dei Tipi Forestali presenti in Piemonte;
     
  • CDLP (Calcolo Disponibilità potenziale Risorse Legnose), attraverso cui è possibile conoscere, su base territoriale, la disponibilità potenziale delle risorse legnose distinta per tipo di assortimenti;
     
  • l’Albo delle Imprese Forestali e degli Operatori Professionali del Piemonte e della Liguria (TAIF), che permette la visualizzazione di imprese e operatori del settore e attraverso cui, le aziende hanno la possibilità di inserire a sistema le domande di iscrizione e conferma annuale di iscrizione. La funzionalità di back office permette ai funzionari regionali la gestione dei relativi procedimenti;
     
  • il servizio “Preadesioni ai corsi di formazione forestale della Regione Piemonte”, che consente ai soggetti interessati di inserire le richieste di partecipazione ad attività formative in campo forestale erogati dalle agenzie formative e ai funzionari regionali di gestire le procedure di adesione ai corsi;
     
  • ELFo (E-learning Forestale), ambiente di formazione, relazione e confronto rivolto agli sportelli forestali e agli altri operatori del settore;
     
  • Portale LegnoPiemonte, servizio informativo gratuito sulla disponibilità di lotti boschivi, di arboricoltura (compresa la pioppicoltura) e di assortimenti legnosi finiti di provenienza piemontese;
     
  • il Servizio di gestione dei Vivai Forestali della Regione Piemonte (VIFO) consente ai funzionari la gestione delle domande di materiali di moltiplicazione e degli inventari dei tre vivai forestali regionali.

Il sistema informativo forestale regionale comprende inoltre:

  • il Cruscotto del Patrimonio Naturale, strumento dell’IDF che fornisce rappresentazioni statistiche della realtà forestale piemontese, nel quale sono esposte informazioni sul patrimonio boschivo (utilizzazioni, pianificazione), su operatori e imprese forestali regionali, sulla biodiversità e sulle aree naturali (Aree protette e Rete natura 2000) attraverso l’utilizzo di indicatori di sintesi rappresentati sotto forma di grafici interattivi a consultazione personalizzabile da parte dell'utilizzatore.
     
  • il canale “Foreste” pubblicato sul Sistema di Conoscenze Ambientali (SCA), piattaforma di fruizione delle conoscenze alfanumeriche e geografiche prodotte nel contesto del Sistema Informativo Regionale Ambientale (SIRA) Piemonte pubblicata alla pagina.

Il Sistema di Conoscenze Ambientali consente di visualizzare le informazioni geografiche e alfanumeriche e di consultare e scaricare in formato .pdf e .xls dei seguenti tematismi:

  • Alberi Monumentali del Piemonte (risultato dell'attività di censimento in attuazione dell’art. 7 della Legge 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” del Decreto interministeriale 23 ottobre 2014);
  • Carta forestale (edizione 2016);
  • Catalogo dei Tipi Forestali del Piemonte (schede descrittive delle Categorie e dei Tipi forestali del Piemonte con chiavi di determinazione. Le schede costituiscono una integrazione e aggiornamento del catalogo dei tipi forestali del Piemonte risalente al 2008);
  • PFT - Carta forestale e altre coperture del territorio (edizione 2000);
  • Inventari forestali, Aree di saggio e Dati per elaborazioni dendrometriche;
  • Piani Forestali Territoriali (Edizione 2000);
  • PGF - Piani di gestione forestale (ex PFA) vigenti;
  • Risorse genetiche forestali (dati geografici e alfanumerici relativi a popolamenti e materiali di base per la vivaistica forestale).
Informazioni e risorse aggiuntive

 

Infrastruttura di Dati Forestali (IDF) - Sistema informativo forestale regionale:
https://www.servizi.piemonte.it/srv/sifor/


Cruscotto del Patrimonio Naturale:
http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/cruscottoForeste/index.shtml


Sistema di Conoscenze Ambientali (SCA):
https://conoscenzaambientale.sistemapiemonte.it/decsiraweb/map.html#/dataset/

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Biodiversità/Foreste

Informazione Ambientale

Anno
2026

L’ambiente è un bene pubblico è in quanto tale può essere ottenuto solo collettivamente, in un contesto di responsabilità diffuse e universali. I “benefici ambientali” non sono appropriabili né commerciabili, e dunque la loro comunicazione risponde a logiche pubbliche e di servizio e non privatistiche e di mercato.
L’azione pubblica è resa difficile dal crescente contenuto tecnico dei problemi ambientali e dal fatto che le “risorse ambientali collettive” (acque, atmosfera, ozono, clima, biodiversità ecc.) hanno caratteri “fisici” che sono per definizione non circoscrivibili.


In tale contesto, dunque, l’informazione pubblica ambientale assume un ruolo fondamentale: dalla definizione dell’agenda alla corretta descrizione di ciascun intervento, tutto ciò che riguarda le politiche ambientali si incontra – e spesso si scontra – con sensibilità, visioni e percezioni a prima vista inconciliabili.


Per quanto riguarda la tematica relativa alle Aree naturali protette, la Regione Piemonte si è dotata da anni di strumenti volti a facilitare i flussi comunicativi per avvicinare i cittadini ai temi trattati, utilizzando un approccio divulgativo su vasta scala orientato a informare, coinvolgere, educare e ascoltare. Gli strumenti utilizzati si sono evoluti negli anni e alla storica rivista Piemonte Parchi sono state affiancate una newsletter settimanale e la presenza sui principali social, cercando di dare sostanza alla normativa che pone l’informazione ambientale tra i diritti fondamentali dei cittadini (DLgs 195 del 19/08/05 in attuazione della direttiva comunitaria 2003/4/CEE) dando particolare rilievo al principio per cui l'informazione ambientale sia fornita “sistematicamente […] anche attraverso i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili”. Il lavoro viene svolto con la convinzione che una informazione continuativa e strutturata possa essere non solo il veicolo per promuovere la funzione e la fruizione delle Aree naturali protette ma che possa fornire il supporto per facilitare la comprensione di leggi e regolamenti da parte di un pubblico più vasto.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Turismo/Cultura