Anno precedente

Tutti i testi pubblicati nel 2024

Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)

Anno
2026

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per il periodo 2021-2027, sostiene gli investimenti per la crescita e l’occupazione, in coerenza con lo scenario delineato dall’Agenda 2030, dal Green New Deal, da Next Generation EU e dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

La Commissione Europea ha individuato i seguenti obiettivi di policy (OP) sui quali sono declinate le priorità del Programma Regionale (PR) FESR della Regione Piemonte:

  • OP1 - un’Europa più competitiva e intelligente, attraverso la promozione di una trasformazione economica intelligente e innovativa;
  • OP2 - un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio, attraverso la promozione di una transizione verso un’energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi;
  • OP3 - un’Europa più connessa, attraverso il rafforzamento della mobilità e della connettività regionale;
  • OP4 - un’Europa più sociale e inclusiva, attraverso l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali;
  • OP5 - un’Europa più vicina ai cittadini, attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato delle zone urbane, rurali e costiere e delle iniziative locali.

Il Programma è quindi articolato in cinque Priorità:

  • Priorità I - RSI, competitività e transizione digitale;
  • Priorità II - Transizione ecologica e resilienza;
  • Priorità III - Mobilità urbana sostenibile;
  • Priorità IV - Infrastrutture per lo sviluppo delle competenze;
  • Priorità V - Coesione e sviluppo territoriale.

Nella sua declinazione regionale, il FESR tiene inoltre conto di due importanti Strategie trasversali:

  • la Smart Specialisation Strategy 2021-2027 (S3), che pone al centro tre componenti trasversali dell’innovazione (trasformazione digitale, transizione ecologica, impatto sociale e territoriale) e orienta le risorse verso sei sistemi prioritari (aerospazio, mobilità, manifattura avanzata, tecnologie, materiali e risorse verdi, food, salute);
  • la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), che introduce nuove modalità per costruire, orientare e definire le politiche regionali al fine di assicurare il disaccoppiamento tra crescita economica e suo impatto sull’ambiente, la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo delle potenzialità individuali quali presupposti per la crescita.
     
Maggiori informazioni


Il Programma Regionale FESR Piemonte 2021-2027

Le misure attuative del PR FESR 2021-2027

Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Sviluppo del progetto CARG - Cartografia Geologica nazionale 1:50.000

Il progetto CARG prevede la realizzazione, su tutto il territorio nazionale, di fogli geologici e geotematici alla scala 1:50.000. Il progetto sta radicalmente rinnovando le conoscenze derivanti dalle mappe alla scala 1:100.000 realizzate a partire dall’unificazione d’Italia, quando le conoscenze della geologia e le metodologie di indagine erano profondamente differenti rispetto ad oggi.
Avviato alla fine degli anni '80, il progetto ha avuto una fase iniziale di sviluppo tra gli anni '90 e i primi anni 2000 che ha consentito di realizzare una prima generazione di fogli geologici; a partire dal 2020 è stato ripreso attraverso una serie di successivi finanziamenti.

Nell’ambito della Regione Piemonte sono in lavorazione sia dei fogli realizzati direttamente nell’ambito delle convenzioni coinvolgenti la Regione Piemonte sia altri realizzati attraverso il coordinamento delle regioni confinanti.

Fogli attualmente in lavorazione sul territorio regionale
Foglio (nome) Ente di ricerca Convenzione (data) Termine previsto (anno) Soggetto attuatore
Novi Ligure CNR-IGG Luglio 2021 2025 Regione Piemonte
Pinerolo UNITO-DST Ottobre 2022 2026 Regione Piemonte
Casale Monferrato UNITO-DST Ottobre 2023 2027 Regione Piemonte
Carmagnola UNITO-DST Maggio 2024 2028 Regione Piemonte
Cuneo - Colle di Tenda UNITO-DST Novembre 2024 2029 Regione Piemonte
Monte Rosa Bicocca 2027 Regione Lombardia
Ormea UNIGE-UNIPV 2027 Regione Liguria
Spigno Monferrato UNIGE 2028 Regione Liguria
Varese Uninsubria 2029 Regione Lombardia
Ciriè CNR-IGG Settembre 2025 2030 Regione Piemonte
Verbania UNIPV Ottobre 2025 2030 Regione Piemonte
Verres UNIPV 2030 Regione Lombardia
Sampeyre UNITO-DST in lavorazione 2031 Regione Piemonte
Colle della Maddalena UNITO-DST in lavorazione 2031 Regione Piemonte
Fogli attualmente in lavorazione sul territorio regionale

I fogli alla scala 1:50.000 (output finale) prevedono una migliore accuratezza, in quanto sono impostati su rilievi alla scala 1:10.000 e su carte di base alla scala 1:25.000.
È innovativa anche la gestione dei dati, molto più numerosi e di dettaglio rispetto a quanto rappresentabile dalle sole mappe e per questo raccolti e custoditi in uno apposito database. Sono inoltre contemplati approfondimenti tematici, come la modellazione tridimensionale, soprattutto per le aree di pianura e per i fogli del sottosuolo.

L’obiettivo finale è portare a termine, con questa metodologia, il rilievo di tutto il territorio regionale. La disponibilità di un quadro conoscitivo omogeneo, definito sulla base di criteri condivisi a scala nazionale, costituisce un importante patrimonio tecnico e scientifico per cittadini, amministratori e professionisti che, opportunamente impiegato, favorisce la divulgazione della conoscenza orientando a scelte di gestione ed utilizzo consapevole del territorio.

Oggi la cosiddetta “geologia di base” non è difatti una semplice disciplina accademica, appannaggio di un ristretto gruppo di esperti, ma interessa molti aspetti della vita comune, funzionali anche allo sviluppo economico e sociale. Essa supporta ad esempio gli studi di microzonazione sismica e di pericolosità geologica e lo sviluppo di modelli di dissesto su scala regionale. È inoltre un indispensabile supporto per la caratterizzazione idrogeologica, sismica e dei movimenti franosi e per la ricerca e la tutela delle risorse naturali, tra cui le fonti di energia geotermica.

Figura 1. Fogli Geologici 1:50.000 del territorio piemontese

L’amministrazione regionale ha confermato la volontà di proseguire con il progetto attraverso l’adozione della D.G.R. 22 dicembre 2023 n. 9-7999, che definisce il programma dei prossimi fogli da realizzare e ne delinea il quadro amministrativo per la realizzazione; il programma viene annualmente aggiornato; il programma per il 2025 è stato aggiornato con DD 2419/A1819C/2024 del 18/11/2024. 

Alla fine del 2025 è avvenuta la consegna ad ISPRA degli elaborati finali del Foglio Tortona, approvati definitivamente nel marzo 2026 ed ora disponibili:

Per consultare ed effettuare i download dei fogli geologici CARG realizzati e delle relative note illustrative, consultare la pagina IL PROGETTO CARG – Carta Geologica d’Italia 1:50.000.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il progetto CARG prevede la realizzazione, su tutto il territorio nazionale, di fogli geologici e geotematici alla scala 1:50.000. Il progetto sta radicalmente rinnovando le conoscenze derivanti dalle mappe alla scala 1:100.000 realizzate a partire dall’unificazione d’Italia, quando le conoscenze della geologia e le metodologie di indagine erano profondamente differenti rispetto ad oggi.
Avviato alla fine degli anni '80, il progetto ha avuto una fase iniziale di sviluppo tra gli anni '90 e i primi anni 2000 che ha consentito di realizzare una prima generazione di fogli geologici; a partire dal 2020 è stato ripreso attraverso una serie di successivi finanziamenti.

Nell’ambito della Regione Piemonte sono in lavorazione sia dei fogli realizzati direttamente nell’ambito delle convenzioni coinvolgenti la Regione Piemonte sia altri realizzati attraverso il coordinamento delle regioni confinanti.

Fogli attualmente in lavorazione sul territorio regionale
Foglio (nome) Ente di ricerca Convenzione (data) Termine previsto (anno) Soggetto attuatore
Novi Ligure CNR-IGG Luglio 2021 2025 Regione Piemonte
Pinerolo UNITO-DST Ottobre 2022 2026 Regione Piemonte
Casale Monferrato UNITO-DST Ottobre 2023 2027 Regione Piemonte
Carmagnola UNITO-DST Maggio 2024 2028 Regione Piemonte
Cuneo - Colle di Tenda UNITO-DST Novembre 2024 2029 Regione Piemonte
Monte Rosa Bicocca 2027 Regione Lombardia
Ormea UNIGE-UNIPV 2027 Regione Liguria
Spigno Monferrato UNIGE 2028 Regione Liguria
Varese Uninsubria 2029 Regione Lombardia
Ciriè CNR-IGG Settembre 2025 2030 Regione Piemonte
Verbania UNIPV Ottobre 2025 2030 Regione Piemonte
Verres UNIPV 2030 Regione Lombardia
Sampeyre UNITO-DST in lavorazione 2031 Regione Piemonte
Colle della Maddalena UNITO-DST in lavorazione 2031 Regione Piemonte
Fogli attualmente in lavorazione sul territorio regionale

I fogli alla scala 1:50.000 (output finale) prevedono una migliore accuratezza, in quanto sono impostati su rilievi alla scala 1:10.000 e su carte di base alla scala 1:25.000.
È innovativa anche la gestione dei dati, molto più numerosi e di dettaglio rispetto a quanto rappresentabile dalle sole mappe e per questo raccolti e custoditi in uno apposito database. Sono inoltre contemplati approfondimenti tematici, come la modellazione tridimensionale, soprattutto per le aree di pianura e per i fogli del sottosuolo.

L’obiettivo finale è portare a termine, con questa metodologia, il rilievo di tutto il territorio regionale. La disponibilità di un quadro conoscitivo omogeneo, definito sulla base di criteri condivisi a scala nazionale, costituisce un importante patrimonio tecnico e scientifico per cittadini, amministratori e professionisti che, opportunamente impiegato, favorisce la divulgazione della conoscenza orientando a scelte di gestione ed utilizzo consapevole del territorio.

Oggi la cosiddetta “geologia di base” non è difatti una semplice disciplina accademica, appannaggio di un ristretto gruppo di esperti, ma interessa molti aspetti della vita comune, funzionali anche allo sviluppo economico e sociale. Essa supporta ad esempio gli studi di microzonazione sismica e di pericolosità geologica e lo sviluppo di modelli di dissesto su scala regionale. È inoltre un indispensabile supporto per la caratterizzazione idrogeologica, sismica e dei movimenti franosi e per la ricerca e la tutela delle risorse naturali, tra cui le fonti di energia geotermica.

Figura 1. Fogli Geologici 1:50.000 del territorio piemontese

L’amministrazione regionale ha confermato la volontà di proseguire con il progetto attraverso l’adozione della D.G.R. 22 dicembre 2023 n. 9-7999, che definisce il programma dei prossimi fogli da realizzare e ne delinea il quadro amministrativo per la realizzazione; il programma viene annualmente aggiornato; il programma per il 2025 è stato aggiornato con DD 2419/A1819C/2024 del 18/11/2024. 

Alla fine del 2025 è avvenuta la consegna ad ISPRA degli elaborati finali del Foglio Tortona, approvati definitivamente nel marzo 2026 ed ora disponibili:

Per consultare ed effettuare i download dei fogli geologici CARG realizzati e delle relative note illustrative, consultare la pagina IL PROGETTO CARG – Carta Geologica d’Italia 1:50.000.

Anno
2026

Sistema delle conoscenze per il contrasto al dissesto idrogeologico

Anno
2026

Le iniziative che vengono intraprese a livello regionale per contrastare le condizioni di dissesto idrogeologico, quali le attività di pianificazione, gli interventi di mitigazione, la gestione dell'emergenza, indipendentemente dalla scala a cui operano e dall'approccio che adottano, richiedono in primo luogo un'adeguata conoscenza del territorio.

Uno dei principali problemi nel governo del territorio è infatti l’attuazione di interventi efficaci o azioni compatibili con le condizioni di debolezza e di instabilità potenziale del territorio stesso, in continua evoluzione sia per gli aspetti naturali sia per gli stessi interventi antropici.

Il sistema delle conoscenze per il contrasto al dissesto idrogeologico di cui è dotata la Regione, in stretta collaborazione con Arpa Piemonte, opera quindi su più fronti ed azioni in linea di massima riconducibili all'acquisizione dei dati, allo sviluppo di data base per la loro raccolta e conservazione, alla realizzazione e gestione di servizi per l'analisi, l'elaborazione, la diffusione, la divulgazione e la formazione.

Attraverso i tavoli tematici ISPRA, attivati nell'ambito della Rete Italiana dei Servizi Geologici (RISG), il tema della conoscenza per il contrasto al dissesto idrogeologico viene condiviso anche a livello nazionale con le altre regioni.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Difesa del suolo

Sviluppo Progetto BECCA - Programma Interreg Francia-Italia 2021-2027 ALCOTRA

La Regione Piemonte ed il Politecnico di Torino partecipano al Interreg VI-A Francia-Italia (ALCOTRA 2021-2027) con il Progetto BECCA (Bacini Ecologicamente sostenibili e sicuri, concepiti per l'adattamento ai Cambiamenti ClimAtici). Il progetto ha lo scopo di promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione del rischio di catastrofi e la resilienza, tenendo conto di approcci basati sugli ecosistemi.

Il Settore Difesa del suolo è responsabile del WP 3.4 "Definire ed applicare nei territori transfrontalieri dei criteri per la collocazione di nuovi invasi, per contrastare gli effetti del cambiamento climatico". In collaborazione con la Regione Valle d'Aosta e con il Politecnico di Torino, sta lavorando al documento che, a partire dall'analisi delle disponibilità idriche (dati storici e scenari futuri) e dei reali fabbisogni idrici misurati, definisce in quali aree sarebbero maggiormente necessari accumuli idrici.

Il Settore Protezione Civile si occupa di sviluppare il WP 5 “Valutazione dei rischi in relazione alla presenza di invasi e adeguamento di piani protezione civile” ed in particolare il sotto punto 5.1 “Misure gestionali per mitigare gli impatti del rischio idraulico”. L’attività, strettamente connessa con lo sviluppo della Piattaforma Piani Comunali, prevede l’implementazione nella piattaforma delle funzionalità necessarie per la corretta gestione del rischio in esame; in particolare si dovranno implementare gli scenari relativi al rischio di rottura diga e al rischio apertura scarichi della diga. Per tali motivi è stato progettato un un web-gis che, partendo dalle attività già svolte nell'ambito dei Piani Comunali, permetta la consultazione dei Piani di Emergenza Diga Sarà, inoltre, necessario garantire il necessario supporto ai tecnici comunali, assistendoli nell’aggiornamento dei piani di protezione civile e nell’utilizzo della nuova piattaforma informatica.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

La Regione Piemonte ed il Politecnico di Torino partecipano al Interreg VI-A Francia-Italia (ALCOTRA 2021-2027) con il Progetto BECCA (Bacini Ecologicamente sostenibili e sicuri, concepiti per l'adattamento ai Cambiamenti ClimAtici). Il progetto ha lo scopo di promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione del rischio di catastrofi e la resilienza, tenendo conto di approcci basati sugli ecosistemi.

Il Settore Difesa del suolo è responsabile del WP 3.4 "Definire ed applicare nei territori transfrontalieri dei criteri per la collocazione di nuovi invasi, per contrastare gli effetti del cambiamento climatico". In collaborazione con la Regione Valle d'Aosta e con il Politecnico di Torino, sta lavorando al documento che, a partire dall'analisi delle disponibilità idriche (dati storici e scenari futuri) e dei reali fabbisogni idrici misurati, definisce in quali aree sarebbero maggiormente necessari accumuli idrici.

Il Settore Protezione Civile si occupa di sviluppare il WP 5 “Valutazione dei rischi in relazione alla presenza di invasi e adeguamento di piani protezione civile” ed in particolare il sotto punto 5.1 “Misure gestionali per mitigare gli impatti del rischio idraulico”. L’attività, strettamente connessa con lo sviluppo della Piattaforma Piani Comunali, prevede l’implementazione nella piattaforma delle funzionalità necessarie per la corretta gestione del rischio in esame; in particolare si dovranno implementare gli scenari relativi al rischio di rottura diga e al rischio apertura scarichi della diga. Per tali motivi è stato progettato un un web-gis che, partendo dalle attività già svolte nell'ambito dei Piani Comunali, permetta la consultazione dei Piani di Emergenza Diga Sarà, inoltre, necessario garantire il necessario supporto ai tecnici comunali, assistendoli nell’aggiornamento dei piani di protezione civile e nell’utilizzo della nuova piattaforma informatica.

Anno
2026

Convenzione con il Corpo di Volontari Antincendi Boschivi (AIB)

Il Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte Odv è diffuso capillarmente su tutto il territorio montano e pedemontano piemontese, attraverso le proprie squadre, ed opera sul territorio regionale nell’ambito della Convenzione con la Regione, stipulata in applicazione della Legge 4 ottobre 2018, n. 15.

I Volontari intervengono in tutte le attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi.

Il modello organizzativo del Corpo Volontari A.I.B. resta unico in tutta Italia per l’originalità, la dimensione e la competenza territoriale; frutto della volontà di superare il modello associativo, coniugando i compiti di tutela e rappresentanza, con una più efficace gestione della linea operativa sul territorio.

Il ruolo dei Volontari A.I.B. viene valorizzato dalla Regione Piemonte attraverso l’individuazione di adeguati strumenti operativi e gestionali, l’innalzamento del livello tecnico e professionale degli operatori con appositi corsi di formazione/addestramento in materia di antincendio boschivo e sicurezza, la fornitura di strumenti di intervento e di protezione individuale, mezzi e materiali specifici.

Il Corpo A.I.B. affianca altresì la Regione Piemonte nell’opera di sensibilizzazione e d’informazione verso l’opinione pubblica sul tema degli incendi boschivi.

Figura 1. Dislocazione delle Squadre di Volontari AIB sul territorio piemontese
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Il Corpo Volontari Antincendi Boschivi del Piemonte Odv è diffuso capillarmente su tutto il territorio montano e pedemontano piemontese, attraverso le proprie squadre, ed opera sul territorio regionale nell’ambito della Convenzione con la Regione, stipulata in applicazione della Legge 4 ottobre 2018, n. 15.

I Volontari intervengono in tutte le attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi.

Il modello organizzativo del Corpo Volontari A.I.B. resta unico in tutta Italia per l’originalità, la dimensione e la competenza territoriale; frutto della volontà di superare il modello associativo, coniugando i compiti di tutela e rappresentanza, con una più efficace gestione della linea operativa sul territorio.

Il ruolo dei Volontari A.I.B. viene valorizzato dalla Regione Piemonte attraverso l’individuazione di adeguati strumenti operativi e gestionali, l’innalzamento del livello tecnico e professionale degli operatori con appositi corsi di formazione/addestramento in materia di antincendio boschivo e sicurezza, la fornitura di strumenti di intervento e di protezione individuale, mezzi e materiali specifici.

Il Corpo A.I.B. affianca altresì la Regione Piemonte nell’opera di sensibilizzazione e d’informazione verso l’opinione pubblica sul tema degli incendi boschivi.

Figura 1. Dislocazione delle Squadre di Volontari AIB sul territorio piemontese
Anno
2026

Piano Regionale di Protezione Civile

Sono proseguite, in continuità con l’anno 2023, le attività di redazione del Piano Regionale di Protezione Civile, in coerenza con gli “Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali” predisposti dal Dipartimento di Protezione Civile (DirPCM 6 luglio 2021, n.160). L’attività si è nuovamente concentrata sull’implementazione della banca dati geografica del territorio piemontese, di fondamentale importanza per la redazione dei capitoli relativi all’inquadramento del territorio, all’individuazione dei rischi e alla definizione dei relativi scenari.

I dati sono stati organizzati in modo coerente con le indicazioni del Dipartimento relative al ‘Catalogo Nazionale dei Piani di Protezione Civile’. Inoltre questi dati sono utili per l’utilizzo della Piattaforma del Catalogo regionale dei piani di protezione civile da parte dei singoli comuni in un’ottica di redazione dei Piani di Protezione Civile. Particolare attenzione è stata posta nel censimento degli edifici strategici e rilevanti presenti sul territorio regionale.

Figura 1. Censimento degli edifici strategici e rilevanti presenti sul territorio regionale.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Sono proseguite, in continuità con l’anno 2023, le attività di redazione del Piano Regionale di Protezione Civile, in coerenza con gli “Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali” predisposti dal Dipartimento di Protezione Civile (DirPCM 6 luglio 2021, n.160). L’attività si è nuovamente concentrata sull’implementazione della banca dati geografica del territorio piemontese, di fondamentale importanza per la redazione dei capitoli relativi all’inquadramento del territorio, all’individuazione dei rischi e alla definizione dei relativi scenari.

I dati sono stati organizzati in modo coerente con le indicazioni del Dipartimento relative al ‘Catalogo Nazionale dei Piani di Protezione Civile’. Inoltre questi dati sono utili per l’utilizzo della Piattaforma del Catalogo regionale dei piani di protezione civile da parte dei singoli comuni in un’ottica di redazione dei Piani di Protezione Civile. Particolare attenzione è stata posta nel censimento degli edifici strategici e rilevanti presenti sul territorio regionale.

Figura 1. Censimento degli edifici strategici e rilevanti presenti sul territorio regionale.
Anno
2026

Legge Regionale di Protezione civile – Avanzamento dei lavori

A distanza di ormai quasi 20 anni dall'approvazione della legge regionale di protezione civile (l.r. 7/2003) e alla luce delle nuove disposizioni statali in materia, introdotte dal Codice della protezione civile (d.lgs. 1/2018), si è reso necessario aggiornare e adeguare la normativa regionale vigente, anche in virtù dell'approvazione della Dir.PCM 30 aprile 2021, che presuppone il disegno di una nuova “governance” regionale - l’obiettivo di revisione della Legge ha un’orizzonte temporale pluriennale.

Sulla base della condivisione nel 2023 di una prima proposta di Disegno di Legge regionale, le Province piemontesi e la Città Metropolitana di Torino hanno a loro volta presentato, il 15 marzo 2024, un documento unitario contenente osservazioni sotto forma di specifici emendamenti alla proposta di legge regionale. Tali osservazioni che riguardano il ruolo degli uffici provinciali, con particolare riferimento alle forme di compartecipazione in attività di pianificazione e di gestione dell’emergenza, richiedono una nuova fase di approfondimento e confronto in sede politica in quanto gli emendamenti proposti, oltre ad incidere sul sistema di “governance” del territorio delineato nel testo regionale, pongono il tema impegnativo delle risorse finanziarie.

Parallelamente alla discussione su alcuni aspetti del documento in esame, si è avviata la redazione dei regolamenti attuativi della futura legge regionale, dei quali è stata predisposta, alla fine del 2024, una prima versione in bozza.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

A distanza di ormai quasi 20 anni dall'approvazione della legge regionale di protezione civile (l.r. 7/2003) e alla luce delle nuove disposizioni statali in materia, introdotte dal Codice della protezione civile (d.lgs. 1/2018), si è reso necessario aggiornare e adeguare la normativa regionale vigente, anche in virtù dell'approvazione della Dir.PCM 30 aprile 2021, che presuppone il disegno di una nuova “governance” regionale - l’obiettivo di revisione della Legge ha un’orizzonte temporale pluriennale.

Sulla base della condivisione nel 2023 di una prima proposta di Disegno di Legge regionale, le Province piemontesi e la Città Metropolitana di Torino hanno a loro volta presentato, il 15 marzo 2024, un documento unitario contenente osservazioni sotto forma di specifici emendamenti alla proposta di legge regionale. Tali osservazioni che riguardano il ruolo degli uffici provinciali, con particolare riferimento alle forme di compartecipazione in attività di pianificazione e di gestione dell’emergenza, richiedono una nuova fase di approfondimento e confronto in sede politica in quanto gli emendamenti proposti, oltre ad incidere sul sistema di “governance” del territorio delineato nel testo regionale, pongono il tema impegnativo delle risorse finanziarie.

Parallelamente alla discussione su alcuni aspetti del documento in esame, si è avviata la redazione dei regolamenti attuativi della futura legge regionale, dei quali è stata predisposta, alla fine del 2024, una prima versione in bozza.

Anno
2026

Gestione degli eventi metereologici avversi

Evento del 16-18 aprile 2025 nel Piemonte occidentale, centrale e settentrionale

 

L’evento può essere annoverato tra i più gravosi degli ultimi anni. A fronte di precipitazioni con accumuli superiori ai 300 mm nei settori più colpiti (aree montane e pedemontane del Torinese, Biellese, Vercellese e Verbano) e con picchi maggiori di 550 mm, si sono verificati fenomeni di allagamento ad opera della rete idrografica secondaria in prossimità dei corsi d’acqua che, interagendo con i centri abitati e le infrastrutture viarie, hanno richiesto, in via preventiva, l’adozione di misure cautelative e talvolta determinato, con i loro effetti, interruzioni della viabilità secondaria e, marginalmente, di quella principale.

Tra le situazioni più rilevanti segnalate alla Sala Operativa Regionale si citano le seguenti. Nel pomeriggio del 16 aprile è stato segnalato l’isolamento, causa frana, di due frazioni a Villadossola (Tappia e Valpiana) con circa 40 persone evacuate precauzionalmente. La circolazione ferroviaria Domodossola-Milano è stata interrotta a causa di una frana nel territorio di Beura. Nel tardo pomeriggio del 16 aprile, a causa dell’innalzamento del livello idrometrico del Torrente Sesia, sono state precauzionalmente evacuate una quarantina di persone a Borgosesia (Frazione Isola). Nella giornata successiva, 17 aprile, nella zona tra Chivasso e Crescentino, sono stati registrati numerosi e gravi problemi di allagamento ad opera del reticolo secondario – i fenomeni hanno principalmente coinvolto i comuni di San Sebastiano Po, Monteu da Po, Cavagnolo, Castagneto Po, Lauriano e Brusasco ed anche la Val Cerrina, determinando il blocco della viabilità principale e secondaria, l’evacuazione di 26 abitanti e il decesso di una persona. A Casale Monferrato è stato allestito un centro di accoglienza per 50 persone evacuate dalla frazione Terranova e a Castellamonte sono state evacuate 15 persone dalle frazioni Case Ponzetti e Preparetto. Analoghi problemi sono stati registrati nella bassa Valle di Susa con specifico riferimento ai Comuni di Rubiana, Villardora e Almese. A Pramollo, a causa di un fenomeno franoso, sono state isolate numerose frazioni ed evacuate 150 persone.

 

Post evento a Monteu da Po (TO).
Evento del 22 settembre 2025 nell'Alessandrino

 

A fronte di precipitazioni brevi e molto intense che hanno raggiunto picchi di oltre 250 mm (più di 300 mm in 12 ore a Pareto), si sono generati fenomeni di inondazione in particolare nel bacino della Bormida di Spigno e dell’Erro. Tra gli effetti più tragici la morte di una persona trasportata dalla corrente a Spigno Monferrato – sempre a Spigno Monferrato, nella medesima località, sono anche rimaste temporaneamente isolate 15 persone e, analogamente, 3 persone a Pareto.

Attività post evento a Cassine (AL).
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Evento del 16-18 aprile 2025 nel Piemonte occidentale, centrale e settentrionale

 

L’evento può essere annoverato tra i più gravosi degli ultimi anni. A fronte di precipitazioni con accumuli superiori ai 300 mm nei settori più colpiti (aree montane e pedemontane del Torinese, Biellese, Vercellese e Verbano) e con picchi maggiori di 550 mm, si sono verificati fenomeni di allagamento ad opera della rete idrografica secondaria in prossimità dei corsi d’acqua che, interagendo con i centri abitati e le infrastrutture viarie, hanno richiesto, in via preventiva, l’adozione di misure cautelative e talvolta determinato, con i loro effetti, interruzioni della viabilità secondaria e, marginalmente, di quella principale.

Tra le situazioni più rilevanti segnalate alla Sala Operativa Regionale si citano le seguenti. Nel pomeriggio del 16 aprile è stato segnalato l’isolamento, causa frana, di due frazioni a Villadossola (Tappia e Valpiana) con circa 40 persone evacuate precauzionalmente. La circolazione ferroviaria Domodossola-Milano è stata interrotta a causa di una frana nel territorio di Beura. Nel tardo pomeriggio del 16 aprile, a causa dell’innalzamento del livello idrometrico del Torrente Sesia, sono state precauzionalmente evacuate una quarantina di persone a Borgosesia (Frazione Isola). Nella giornata successiva, 17 aprile, nella zona tra Chivasso e Crescentino, sono stati registrati numerosi e gravi problemi di allagamento ad opera del reticolo secondario – i fenomeni hanno principalmente coinvolto i comuni di San Sebastiano Po, Monteu da Po, Cavagnolo, Castagneto Po, Lauriano e Brusasco ed anche la Val Cerrina, determinando il blocco della viabilità principale e secondaria, l’evacuazione di 26 abitanti e il decesso di una persona. A Casale Monferrato è stato allestito un centro di accoglienza per 50 persone evacuate dalla frazione Terranova e a Castellamonte sono state evacuate 15 persone dalle frazioni Case Ponzetti e Preparetto. Analoghi problemi sono stati registrati nella bassa Valle di Susa con specifico riferimento ai Comuni di Rubiana, Villardora e Almese. A Pramollo, a causa di un fenomeno franoso, sono state isolate numerose frazioni ed evacuate 150 persone.

 

Post evento a Monteu da Po (TO).
Evento del 22 settembre 2025 nell'Alessandrino

 

A fronte di precipitazioni brevi e molto intense che hanno raggiunto picchi di oltre 250 mm (più di 300 mm in 12 ore a Pareto), si sono generati fenomeni di inondazione in particolare nel bacino della Bormida di Spigno e dell’Erro. Tra gli effetti più tragici la morte di una persona trasportata dalla corrente a Spigno Monferrato – sempre a Spigno Monferrato, nella medesima località, sono anche rimaste temporaneamente isolate 15 persone e, analogamente, 3 persone a Pareto.

Attività post evento a Cassine (AL).
Capitolo
Eventi estremi
Anno
2026

Sistema Erikus - Supporto delle fasi emergenziali post evento sismico e delle politiche di prevenzione

Anno
2026

Il Sistema Erikus, sviluppato nel 2016 da Regione ed Arpa Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile per la gestione delle istanze di sopralluogo presentate dai cittadini a seguito di un evento sismico e basato sul software libero QGIS, è stato ormai consolidato e testato in diverse situazioni  emergenziali o esercitative.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di Regione Piemonte.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio

Piano Nazionale per la Prevenzione del Rischio Sismico

Anno
2026

A seguito del terremoto dell’Aquila del 2009, insieme alla ricostruzione, è stato avviato un Piano nazionale per la Prevenzione del rischio sismico attraverso il finanziamento di azioni e interventi solo marginalmente sviluppati negli anni precedenti quali: studi di microzonazione sismica (MS) per la scelta dei luoghi idonei dove costruire ed interventi per il miglioramento sismico di edifici, in modo particolare gli edifici pubblici di importanza strategica.

Per meglio integrare le conoscenze sulla pericolosità sismica locale con il sistema di gestione della protezione civile a scala comunale, oltre alla microzonazione sismica viene richiesta anche una analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE) dell’insediamento urbano finalizzata a valutare, in condizioni critiche di evento simico di particolare intensità, l’operatività delle funzioni strategiche essenziali per l’emergenza, la loro accessibilità e connessione con il contesto territoriale.

Il Piano, coordinato dal Dipartimento di Protezione Civile, prevede contributi destinati ai territori caratterizzati da maggior pericolosità sismica, stabilita da studi a carattere nazionale, e viene attuato per singole annualità attraverso specifiche Ordinanze che regolano le modalità di gestione delle attività. 
Le Regioni partecipano all’attuazione del Piano attraverso tavoli di coordinamento permanenti e gestiscono a scala locale la distribuzione delle risorse, che vengono assegnate a ciascuna regione in relazione al rischio sismico atteso, determinato a partire dalla pericolosità sismica di base e da parametri rappresentativi del danno atteso, ed in particolare dalla popolazione esposta.

Secondo quanto stabilito dalle Ordinanze i Comuni del Piemonte che possono usufruire dei contributi sono 140 e risultano concentrati in massima parte nella Provincia di Cuneo e nell’area della Città metropolitana di Torino e, subordinatamente, nella Provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Difesa del suolo