Redazione RSA

Piano Regionale per le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi (AIB)

Anno
2026

I primi strumenti di pianificazione regionale in materia di incendi boschivi risalgono a oltre 30 anni fa: il primo Piano antincendi boschivi fu scritto nel 1975 e da allora è stato costantemente revisionato ed aggiornato, sulla base dei cambiamenti normativi, territoriali, climatici e operativi.

L'obiettivo principale del Piano è quello di minimizzare gli effetti negativi degli incendi boschivi ottimizzando la distribuzione delle risorse di protezione.

L’edizione del Piano vigente ha valenza 2021-2025 e prevede costanti aggiornamenti.

La Regione Piemonte, che coordina la materia per competenza, ha redatto il Piano attraverso la collaborazione di tutte le componenti istituzionali, volontarie e tecnico scientifiche, coinvolgendo quindi il Corpo nazionale Vigili del Fuoco, i Carabinieri forestali, il Corpo Volontari AIB Piemonte, ARPA Piemonte, l’Università di Scienze forestali, IPLA e CSI Piemonte.

L'intenzione condivisa è stata quella di restituire al Sistema regionale antincendi boschivi ed a tutte le strutture che direttamente o indirettamente sono coinvolte dal rischio, uno strumento il più possibile operativo, programmatico e in grado di arricchirsi dallo sviluppo e raggiungimento degli obiettivi proposti.

Ad oggi, il Piano Regionale AIB è previsto dalla Legge-quadro in materia di incendi boschivi (L. 21 novembre 2000, n. 353), che trova la sua declinazione a livello del territorio piemontese nella Legge Regionale n. 15 del 04 ottobre 2018.

 

Cosa contiene il Piano - in sintesi

L’analisi delle caratteristiche territoriali e climatiche evidenzia il fatto che il Piemonte, storicamente, come le altre regioni dell’arco alpino è più interessato dal fenomeno incendi nel periodo tardo inverno-primaverile. Tale distribuzione risulta strettamente correlata all’andamento meteorologico generale, nonché alle condizioni fenologiche della vegetazione forestale.  Si riscontra un aumento graduale della frequenza di incendio a partire dal mese di dicembre, con un picco in corrispondenza del mese di marzo, ed una netta ricaduta a maggio, in coincidenza con l’avvento delle piogge primaverili e la ripresa della vegetazione.
Un ruolo importante nella predisposizione agli incendi lo giocano i venti di Foehn.

Il massimo estivo si riscontra nel mese di agosto: i cambiamenti climatici in atto stanno ampliando sempre più la “forchetta temporale” dei periodi considerati a maggiore rischio incendi boschivi.

 

Figura 1. Eventi di Foehn durante l'anno, su base mensile

Il Piano descrive l’organizzazione regionale del Sistema antincendi boschivi composto, attraverso la stipula di apposite Convenzioni ed Accordi e sulla base di quanto previsto dalla normativa regionale, da Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e Corpo Volontari antincendi boschivi del Piemonte.

Per meglio orientare la pianificazione antincendi boschivi all’interno della Regione, è stato necessario caratterizzare il fenomeno in relazione alla frequenza e alla dimensione assunta dagli eventi nel passato, analizzando le serie storiche degli incendi boschivi.
L'obiettivo di questo approccio si può riassumere con il criterio di modulare l'intensità di intervento in funzione dell'effettiva incidenza degli incendi su una determinata porzione di territorio e delle loro conseguenze attese.

Un capitolo del Piano è dedicato alla cosiddetta “resilienza delle comunità” e prende in considerazione gli “incendi di interfaccia” ovvero quelli in cui l'area naturale e quella urbano-rurale si incontrano e interferiscono reciprocamente.
Vengono elencate, a tale proposito, indicazioni generali ai fini di:

  • evitare che incendi boschivi si propaghino alle abitazioni/edifici;
  • consentire agli operatori antincendio di intervenire in sicurezza in prossimità delle abitazioni/edifici;
  • mantenere accessibile la viabilità ai mezzi di soccorso e utilizzabile come elemento per intervenire in estinzione o per l’evacuazione in sicurezza di persone e animali.

In questo senso vengono fornite una serie di indicazioni operative, che vanno dalla creazione di fasce di protezione della propria abitazione, alla rimozione/ collocazione/gestione adeguata di tutti gli elementi che possono propagare il fuoco alle strutture (siepi, vegetazione ornamentale, depositi di legna, capanni, bombole di gas, etc.), all’utilizzo e alla corretta manutenzione di materiali costruttivi che impediscano il propagarsi dell’incendio all’interno della struttura.

Un ampio capitolo è dedicato alle attività di prevenzione, ovvero azioni mirate a ridurre le cause e il potenziale innesco d'incendio, nonché interventi finalizzati alla mitigazione dei danni conseguenti.

Nello specifico:

  • prevenzione strutturale, da attuarsi con interventi selvicolturali ed infrastrutturali (opere forestali, consistenza e localizzazione delle vie di accesso, viali tagliafuoco, fonti di approvvigionamento idrico per i mezzi operativi);
  • prevenzione non strutturale, tra cui sono ricomprese le attività di promozione della cultura di protezione civile e delle corrette norme di comportamento per la salvaguardia dell'ambiente, ecc.
Figura 2. Punto di approvvigionamento idrico a fine anti-incendio
Perché è importante la prevenzione?

Perché assistiamo ad un evidente cambiamento climatico: insieme ad un aumento della vegetazione, quindi del combustibile disponibile, le alte temperature e la siccità creano le condizioni ideali per l’innesco e la propagazione di grandi incendi; con la vegetazione più secca e le zone, solitamente più umide tipo i fondovalle, che perdono efficacia nell’arrestare le fiamme.

Parallelamente, insieme alle superfici incolte, stanno crescendo anche le aree edificate e la conseguenza di questo nuovo assetto del territorio è un aumento dei punti di contatto tra foreste e aree urbane, dove la probabilità di innesco di nuovi incendi è più alta (incendi di interfaccia).

Aumentano gli incendi incontrollabili e, seppur dotati di sistemi operativi antincendio indubbiamente efficienti, ci troviamo con sempre maggiore frequenza dinnanzi ad eventi estremi, sempre più difficili da arrestare: grandi roghi simultanei, con dimensioni e intensità verso i quali la lotta attiva sta diventando insufficiente poiché, di fronte ad determinate tipologie di incendi, non c’è Canadair che possa intervenire!

La valutazione del pericolo di incendio boschivo e la sua previsione costituiscono importanti strumenti nella gestione operativa del servizio di protezione dagli incendi boschivi. Essi permettono di organizzare il servizio di prevenzione e di avvistamento incendi, ottimizzare la localizzazione del personale e dei mezzi necessari all’estinzione, con un risparmio economico rilevante, migliorando l’efficacia del sistema di prevenzione e lotta attiva. La valutazione del pericolo dà indicazioni sulla probabilità che si verifichino e si diffondano incendi, in un dato territorio, a causa di fattori predisponenti, che sono principalmente i parametri meteorologici che influenzano l’umidità dei combustibili, variabili nel tempo e nello spazio.

Figura 3. Bollettino previsionale del rischio incendi boschivi
Stato del Documento
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Tipo Strumento
Territorio

I servizi informativi del Geoportale di Arpa Piemonte in tema di territorio

Anno
2026
Amianto antropico e naturale

L’applicazione offre un quadro sintetico ma costantemente aggiornato delle attività svolte da Arpa Piemonte sulla mappatura dell’amianto antropico (coperture degli edifici) e dell’amianto presente in ambiente naturale. 

Descrive inoltre la metodologia seguita per lo svolgimento dell’attività avviata nel 2013 e tuttora in corso. 

I dati sono costantemente aggiornati rispetto all’avanzamento quotidiano dell’attività.

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=162

Il portale informativo sull'amianto di Arpa Piemonte
Impianti di Biogas

Localizzazione degli impianti di digestione anaerobica, con particolare attenzione al settore zootecnico e agricolo. Ogni impianto è caratterizzato con i dati di potenza elettrica e termica, oltre all’anno di inizio attività, l'aggiornamento dei dati è annuale.

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=134

Servizio informativo di Arpa Piemonte sugli impianti di biogas
Campi Elettromagnetici in Piemonte

Il PORTALE CEM intende fornire un quadro, il più completo possibile, sulla tematica dei campi elettromagnetici, in base alle informazioni acquisite nell'arco di 20 anni sul territorio piemontese nell'ambito delle attività di competenza dell'Agenzia.
Si compone di parti testuali e descrittive, affiancate da mappe, grafici e immagini.

Le informazioni sono in continuo aggiornamento e organizzate in base a sezioni tematiche volte a sistematizzare i diversi argomenti trattati.

Il servizio permette la consultazione interattiva dei dati prodotti dall’Agenzia sull’intero territorio regionale nell’ambito delle attività svolte per la tematica dei campi elettromagnetici. Sono mappati sul territorio gli impianti radio, TV e di telefonia mobile, le aree di influenza degli elettrodotti, la valutazione teorica del campo elettrico e i dati di monitoraggio. 

Le informazioni geografiche sono corredate da schede tecniche che approfondiscono l’informazione. I dati sono aggiornati quotidianamente. 

Da quest’anno l’applicazione consente di distinguere gli impianti dedicati alla telefonia mobile a seconda della tecnologia 2G, 3G, 4G e 5G utilizzata. 

Anche le misure di monitoraggio sono state suddivise tra quelle riferite a campagne precedenti il 2015 e quelle successive.

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=140

Portale sui campi elettromagnetici di Arpa Piemonte
Monitoraggio radiologico dei siti nucleari in Piemonte

Punti di campionamento e misure delle reti locali dei siti nucleari di Bosco Marengo (AL), Saluggia (VC) e Trino (VC) e relative misure radiometriche. I dati sono aggiornati annualmente.

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=141

Il servizio informativo sul monitoraggio e controllo dei siti nucleari di Arpa Piemonte
Discariche attive e in post gestione

Localizzazione e perimetrazione tecnica delle discariche attive e in post gestione in Piemonte.

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=144

Servizio informativo sulle discariche attive e in post gestione di Arpa Piemonte
Carta Geologica del Piemonte

La carta costituisce la prima rappresentazione geologica di sintesi della Regione Piemonte ed è fondata su una banca dati in progressivo aggiornamento, omogenea a scala regionale. 

La gestione, l'aggiornamento dei dati e il mantenimento del servizio sono a cura di ARPA Piemonte (responsabile del servizio) e CNR IGG (responsabile della base dati).

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=308

https://webgis.arpa.piemonte.it/agportal/apps/webappviewer/index.html?id=6ea1e38603d6469298333c2efbc76c72

Dal 2024 è disponibile il modello geologico tridimensionale (3D) per la visualizzazione di sottosuolo dell’area di pianura del territorio comunale di Torino. Tutorial consultabile a questo link.

Portale GeoPiemonte MAP 2021 di Arpa Piemonte
R!skGEST - Geoportale Trasfrontaliero sui Rischi Naturali

Il Geoportale nasce a fine 2009 nell'ambito del progetto strategico ALCOLTRA RISKNAT con l'obiettivo di garantire un punto di accesso e condivisione dell’informazione geografica sui rischi naturali nell’area di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia-Svizzera.

https://webgis.arpa.piemonte.it/riskportal/apps/sites/#/home

Geoportale Trasfrontaliero sui Rischi Naturali di Arpa Piemonte - Enti contributori
Itinerari Geologici

Gli itinerari vengono presentati secondo la modalità del racconto, declinata in un contesto geografico, che offre una narrazione strutturata e dal forte impatto comunicativo di contenuti informativi attraverso strumenti digitali. 

Nello caso specifico sono state allestite mappe e cartografie, corredate di testi, immagini e filmati, che conducono l'utente passo passo alla scoperta di alcuni importanti siti che offrono uno spaccato dell'evoluzione geologica antica e recente del Piemonte.

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=319

Portale Itinerari geologici di Arpa Piemonte
Il Portale del consumo suolo

A partire dal 2019 Arpa Piemonte in collaborazione con ISPRA ha sviluppato il nuovo Portale nazionale sul consumo di Suolo in Italia.

Il portale mette a disposizione dati, cartografie, indicatori a scala nazionale, regionale e per singolo comune riferiti al periodo di osservazione 2012 - 2019.

Nello stesso portale sono inoltre presentati in forma semplificata e divulgativa i principali aspetti ambientali connessi al suolo, ai fenomeni di trasformazione e consumo, ai servizi ecosistemici ad esso correlati. 

Il portale realizzato con la tecnica e gli strumenti del racconto guida l’utente nella scoperta e comprensione della materia attraverso un percorso organizzato in sezioni che integrano testi, immagini, video, mappe e animazioni.

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=280

Portale sul consumo di suolo di Arpa Piemonte e ISPRA
Piani di classificazione acustica

Il servizio rende fruibile a tutti i soggetti interessati la consultazione dei Piani di classificazione acustica redatti dai Comuni delle province di Torino, Novara e Asti. 

Si tratta di un dato di rilevante importanza sia per la regolamentazione dell’inquinamento acustico che per la pianificazione del territorio. 

Attraverso l’applicazione è possibile consultare i limiti massimi del rumore consentito nell’ambiente esterno e di conseguenza i vincoli imposti per lo sviluppo e la trasformazione del territorio in modo acusticamente sostenibile. 

L’applicazione è nata con un primo nucleo di piani del territorio della provincia di Torino per poi estendersi a quello della provincia di Novara, cuneo e Asti, con la prospettiva di coprire l'intero territorio regionale.

https://relazione.ambiente.piemonte.it/fif/webapp.php?id=148

Servizio informativo di Arpa Piemonte sui piani di zonizzazione acustica
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Piano Regionale di Protezione Civile

Sono proseguite, in continuità con l’anno 2023, le attività di redazione del Piano Regionale di Protezione Civile, in coerenza con gli “Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali” predisposti dal Dipartimento di Protezione Civile (DirPCM 6 luglio 2021, n.160). L’attività si è nuovamente concentrata sull’implementazione della banca dati geografica del territorio piemontese, di fondamentale importanza per la redazione dei capitoli relativi all’inquadramento del territorio, all’individuazione dei rischi e alla definizione dei relativi scenari.

I dati sono stati organizzati in modo coerente con le indicazioni del Dipartimento relative al ‘Catalogo Nazionale dei Piani di Protezione Civile’. Inoltre questi dati sono utili per l’utilizzo della Piattaforma del Catalogo regionale dei piani di protezione civile da parte dei singoli comuni in un’ottica di redazione dei Piani di Protezione Civile. Particolare attenzione è stata posta nel censimento degli edifici strategici e rilevanti presenti sul territorio regionale.

Figura 1. Censimento degli edifici strategici e rilevanti presenti sul territorio regionale.
Anno
2026
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Sono proseguite, in continuità con l’anno 2023, le attività di redazione del Piano Regionale di Protezione Civile, in coerenza con gli “Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali” predisposti dal Dipartimento di Protezione Civile (DirPCM 6 luglio 2021, n.160). L’attività si è nuovamente concentrata sull’implementazione della banca dati geografica del territorio piemontese, di fondamentale importanza per la redazione dei capitoli relativi all’inquadramento del territorio, all’individuazione dei rischi e alla definizione dei relativi scenari.

I dati sono stati organizzati in modo coerente con le indicazioni del Dipartimento relative al ‘Catalogo Nazionale dei Piani di Protezione Civile’. Inoltre questi dati sono utili per l’utilizzo della Piattaforma del Catalogo regionale dei piani di protezione civile da parte dei singoli comuni in un’ottica di redazione dei Piani di Protezione Civile. Particolare attenzione è stata posta nel censimento degli edifici strategici e rilevanti presenti sul territorio regionale.

Figura 1. Censimento degli edifici strategici e rilevanti presenti sul territorio regionale.
Anno
2026

Legge Regionale di Protezione civile – Avanzamento dei lavori

A distanza di ormai quasi 20 anni dall'approvazione della legge regionale di protezione civile (l.r. 7/2003) e alla luce delle nuove disposizioni statali in materia, introdotte dal Codice della protezione civile (d.lgs. 1/2018), si è reso necessario aggiornare e adeguare la normativa regionale vigente, anche in virtù dell'approvazione della Dir.PCM 30 aprile 2021, che presuppone il disegno di una nuova “governance” regionale - l’obiettivo di revisione della Legge ha un’orizzonte temporale pluriennale.

Sulla base della condivisione nel 2023 di una prima proposta di Disegno di Legge regionale, le Province piemontesi e la Città Metropolitana di Torino hanno a loro volta presentato, il 15 marzo 2024, un documento unitario contenente osservazioni sotto forma di specifici emendamenti alla proposta di legge regionale. Tali osservazioni che riguardano il ruolo degli uffici provinciali, con particolare riferimento alle forme di compartecipazione in attività di pianificazione e di gestione dell’emergenza, richiedono una nuova fase di approfondimento e confronto in sede politica in quanto gli emendamenti proposti, oltre ad incidere sul sistema di “governance” del territorio delineato nel testo regionale, pongono il tema impegnativo delle risorse finanziarie.

Parallelamente alla discussione su alcuni aspetti del documento in esame, si è avviata la redazione dei regolamenti attuativi della futura legge regionale, dei quali è stata predisposta, alla fine del 2024, una prima versione in bozza.

Anno
2026
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Redazione RSA
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A distanza di ormai quasi 20 anni dall'approvazione della legge regionale di protezione civile (l.r. 7/2003) e alla luce delle nuove disposizioni statali in materia, introdotte dal Codice della protezione civile (d.lgs. 1/2018), si è reso necessario aggiornare e adeguare la normativa regionale vigente, anche in virtù dell'approvazione della Dir.PCM 30 aprile 2021, che presuppone il disegno di una nuova “governance” regionale - l’obiettivo di revisione della Legge ha un’orizzonte temporale pluriennale.

Sulla base della condivisione nel 2023 di una prima proposta di Disegno di Legge regionale, le Province piemontesi e la Città Metropolitana di Torino hanno a loro volta presentato, il 15 marzo 2024, un documento unitario contenente osservazioni sotto forma di specifici emendamenti alla proposta di legge regionale. Tali osservazioni che riguardano il ruolo degli uffici provinciali, con particolare riferimento alle forme di compartecipazione in attività di pianificazione e di gestione dell’emergenza, richiedono una nuova fase di approfondimento e confronto in sede politica in quanto gli emendamenti proposti, oltre ad incidere sul sistema di “governance” del territorio delineato nel testo regionale, pongono il tema impegnativo delle risorse finanziarie.

Parallelamente alla discussione su alcuni aspetti del documento in esame, si è avviata la redazione dei regolamenti attuativi della futura legge regionale, dei quali è stata predisposta, alla fine del 2024, una prima versione in bozza.

Anno
2026

Attività della Sala Operativa Regionale (SOR)

Le attività di sala, in ordinario, si sono svolte secondo quanto previsto dalle procedure di sala operativa, avvalendosi di un piano di turnazione annuale del personale preposto al servizio di Coordinamento di Giornata, di Presidio Serale e di Reperibilità notturna e festiva “h24”, attraverso la presenza, almeno, di un dipendente del Settore in una fascia oraria compresa dalle 08.00 alle 20.00 di tutti i giorni feriali. Nella fascia oraria feriale 20.00-08.00 e nelle giornate di sabato, domenica e festivi è rimasto attivo il servizio di reperibilità, affidato ad un dipendente del Settore. Si è pertanto assicurata la copertura secondo lo standard “h24 7 giorni su 7”. 

Tutte le aree del Settore hanno dato il loro contributo allo svolgimento dell’attività. In aggiunta, è stata prevista una presenza stabile di personale della Sala Operativa a supporto del Coordinatore di Giornata nello svolgimento delle principali incombenze, con particolare riferimento alla comunicazione dei turni di Sala rivolta al personale del Settore, all’interazione, durante il “briefing meteorologico”, con Arpa e alla spedizione del Bollettino di Allerta.

Si è mantenuto il costante aggiornamento della rubrica della piattaforma Web Campaign Manager “WCM” sulla base delle indicazioni e delle richieste degli utenti. È proseguita l’attività di razionalizzazione dei contatti e dei gruppi di spedizione secondo criteri di omogeneità dei destinatari; particolare attenzione in tal senso è stata data ai destinatari degli avvisi relativi alle “emergenze dighe”.

A partire dalla Sala Operativa Regionale è stato rafforzato il Sistema di Protezione Civile, attraverso un raccordo costante tra i funzionari distaccati nelle Province e il Dipartimento a livello nazionale. Tale sinergia ha permesso di consolidare una gestione dei flussi comunicativi più efficace. Nel corso dell’anno si è provveduto a mantenere aggiornata la rubrica utilizzata nel servizio di reperibilità in ambiente “Zimbra”. Si è mantenuto lo sviluppo del nuovo strumento di Sala Operativa al fine di ottimizzare alcune prestazioni dell’applicativo per renderlo interoperabile con altri strumenti e risolvere alcuni malfunzionamenti. È stato perseguito un sempre più affinato sistema di interoperabilità tra gli applicativi in uso presso la Sala Operativa. È continuata l’attività formativa che ha portato all’iscrizione al Bot di FLIC di oltre 1000 operatori del volontariato piemontese e un centinaio di dipendenti degli uffici tecnici regionali e provinciali. Gli strumenti presenti in SOR sono stati poi testati nell’esercitazione di Varallo tenutasi nelle giornate del 7-8 ottobre.

Nel corso del 2025 il Settore ha sviluppato la nuova versione dell’applicativo Faster (denominato FLIC) affidando l’evoluzione informatica dello strumento al CSI-Piemonte. Lo sviluppo del nuovo applicativo (avviato nel mese di febbraio) si è concluso nel mese di novembre ed è stato sottoposto a test positivamente completato nei primi giorni di dicembre. Il nuovo applicativo FLIC semplifica alcune delle funzionalità dell’applicativo FASTER, migliora la conformità dello strumento alle regole europee sulla gestione dei dati soggetti a trattamento privacy (in conformità al Regolamento GDPR 679/2016) ed accelera la fase di accreditamento. FLIC è stato costruito mantenendo e rafforzando la sua interoperabilità con gli altri strumenti usati nella Sala Operativa Regionale. È proseguita l’attività di coinvolgimento delle amministrazioni locali per l’utilizzo dell’applicazione “Piemonte-Fop” con la quale è possibile per un’amministrazione dichiarare la propria operatività nel corso di eventi calamitosi.

Alla fine del 2025 risultavano 542 i comuni che hanno aderito all’iniziativa, con un totale di 1087 operatori logati. Tra i mesi di maggio e luglio l’Area di Sala Operativa ha incontrato le altre aree del Settore per condividere alcune nuove modalità organizzative che l’esperienza maturata durante la gestione dell’evento primaverile ha suggerito di adottare. In particolare sono state individuate procedure operative che hanno portato ad una sempre maggiore digitalizzazione del flusso di lavoro e all’eliminazione pressoché completa della carta. È stata ridefinita l’organizzazione interna per funzioni di supporto, utili alla gestione degli eventi emergenziali di protezione civile. Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, d’intesa con le Regioni, ha continuato la sperimentazione della piattaforma It-Alert con particolare riferimento al tema delle precipitazioni intense e dei fenomeni temporaleschi. Nel corso del 2025 è proseguita la sperimentazione della piattaforma sviluppata su quattro fasi distinte con test simulati a test reali.

Al termine dell’anno – nel corso di una riunione politica alla presenza del Ministro della protezione civile – sono state definite tempistiche cogenti sull’entrata in uso dello strumento nel corso del primo semestre del 2026. Nell'ambito dei rapporti di collaborazione con altre amministrazioni o enti sono stati organizzati momenti di confronto con visite alla Sala Operativa Regionale e illustrate le attività che vengono svolte dal Settore Protezione Civile in emergenza e in ordinario. Al fine di proporre una modalità di gestione congiunta degli eventi alluvionali è stato proposto agli uffici di protezione civile delle province l’utilizzo dello strumento di gestione della Sala Operativa Regionale, così da avere una piattaforma unica di registrazione delle segnalazioni in modo da ottimizzare il flusso informativo in emergenza. Sono stati effettuati incontri di formazione nella Sala Operativa Regionale, al fine di illustrare tale strumento ai colleghi distaccati nelle province.

Nel quadro delle operazioni di gestione della Sala Operativa, si sono regolarmente svolte le prove di collegamento radio con gli altri Enti istituzionali, con il supporto del Volontariato TLC, per verificare l'efficienza e la funzionalità della rete radio regionale EMERCOM.NET. Per quanto attiene le Sale Operative Provinciali e la Sala Operativa Regionale nel corso del

2025 sono continuati i test funzionali dei nuovi sistemi di ascolto e gestione delle comunicazioni radio (dispatcher radio) in tecnologia digitale, che permetteranno di poter utilizzare la nuova tecnologia DMR e le nuove funzionalità date da quest’importante sviluppo tecnologico. Nel corso del mese di dicembre 2025 si è ultimata l’attività di collaudo funzionale della nuova infrastruttura radio e del dispatcher tale da permettere, nel corso del primo semestre 2026, il passaggio a questa nuova tecnologia.

Figura 1. Attività nella Sala Operativa Regionale (SOR)
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Le attività di sala, in ordinario, si sono svolte secondo quanto previsto dalle procedure di sala operativa, avvalendosi di un piano di turnazione annuale del personale preposto al servizio di Coordinamento di Giornata, di Presidio Serale e di Reperibilità notturna e festiva “h24”, attraverso la presenza, almeno, di un dipendente del Settore in una fascia oraria compresa dalle 08.00 alle 20.00 di tutti i giorni feriali. Nella fascia oraria feriale 20.00-08.00 e nelle giornate di sabato, domenica e festivi è rimasto attivo il servizio di reperibilità, affidato ad un dipendente del Settore. Si è pertanto assicurata la copertura secondo lo standard “h24 7 giorni su 7”. 

Tutte le aree del Settore hanno dato il loro contributo allo svolgimento dell’attività. In aggiunta, è stata prevista una presenza stabile di personale della Sala Operativa a supporto del Coordinatore di Giornata nello svolgimento delle principali incombenze, con particolare riferimento alla comunicazione dei turni di Sala rivolta al personale del Settore, all’interazione, durante il “briefing meteorologico”, con Arpa e alla spedizione del Bollettino di Allerta.

Si è mantenuto il costante aggiornamento della rubrica della piattaforma Web Campaign Manager “WCM” sulla base delle indicazioni e delle richieste degli utenti. È proseguita l’attività di razionalizzazione dei contatti e dei gruppi di spedizione secondo criteri di omogeneità dei destinatari; particolare attenzione in tal senso è stata data ai destinatari degli avvisi relativi alle “emergenze dighe”.

A partire dalla Sala Operativa Regionale è stato rafforzato il Sistema di Protezione Civile, attraverso un raccordo costante tra i funzionari distaccati nelle Province e il Dipartimento a livello nazionale. Tale sinergia ha permesso di consolidare una gestione dei flussi comunicativi più efficace. Nel corso dell’anno si è provveduto a mantenere aggiornata la rubrica utilizzata nel servizio di reperibilità in ambiente “Zimbra”. Si è mantenuto lo sviluppo del nuovo strumento di Sala Operativa al fine di ottimizzare alcune prestazioni dell’applicativo per renderlo interoperabile con altri strumenti e risolvere alcuni malfunzionamenti. È stato perseguito un sempre più affinato sistema di interoperabilità tra gli applicativi in uso presso la Sala Operativa. È continuata l’attività formativa che ha portato all’iscrizione al Bot di FLIC di oltre 1000 operatori del volontariato piemontese e un centinaio di dipendenti degli uffici tecnici regionali e provinciali. Gli strumenti presenti in SOR sono stati poi testati nell’esercitazione di Varallo tenutasi nelle giornate del 7-8 ottobre.

Nel corso del 2025 il Settore ha sviluppato la nuova versione dell’applicativo Faster (denominato FLIC) affidando l’evoluzione informatica dello strumento al CSI-Piemonte. Lo sviluppo del nuovo applicativo (avviato nel mese di febbraio) si è concluso nel mese di novembre ed è stato sottoposto a test positivamente completato nei primi giorni di dicembre. Il nuovo applicativo FLIC semplifica alcune delle funzionalità dell’applicativo FASTER, migliora la conformità dello strumento alle regole europee sulla gestione dei dati soggetti a trattamento privacy (in conformità al Regolamento GDPR 679/2016) ed accelera la fase di accreditamento. FLIC è stato costruito mantenendo e rafforzando la sua interoperabilità con gli altri strumenti usati nella Sala Operativa Regionale. È proseguita l’attività di coinvolgimento delle amministrazioni locali per l’utilizzo dell’applicazione “Piemonte-Fop” con la quale è possibile per un’amministrazione dichiarare la propria operatività nel corso di eventi calamitosi.

Alla fine del 2025 risultavano 542 i comuni che hanno aderito all’iniziativa, con un totale di 1087 operatori logati. Tra i mesi di maggio e luglio l’Area di Sala Operativa ha incontrato le altre aree del Settore per condividere alcune nuove modalità organizzative che l’esperienza maturata durante la gestione dell’evento primaverile ha suggerito di adottare. In particolare sono state individuate procedure operative che hanno portato ad una sempre maggiore digitalizzazione del flusso di lavoro e all’eliminazione pressoché completa della carta. È stata ridefinita l’organizzazione interna per funzioni di supporto, utili alla gestione degli eventi emergenziali di protezione civile. Il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, d’intesa con le Regioni, ha continuato la sperimentazione della piattaforma It-Alert con particolare riferimento al tema delle precipitazioni intense e dei fenomeni temporaleschi. Nel corso del 2025 è proseguita la sperimentazione della piattaforma sviluppata su quattro fasi distinte con test simulati a test reali.

Al termine dell’anno – nel corso di una riunione politica alla presenza del Ministro della protezione civile – sono state definite tempistiche cogenti sull’entrata in uso dello strumento nel corso del primo semestre del 2026. Nell'ambito dei rapporti di collaborazione con altre amministrazioni o enti sono stati organizzati momenti di confronto con visite alla Sala Operativa Regionale e illustrate le attività che vengono svolte dal Settore Protezione Civile in emergenza e in ordinario. Al fine di proporre una modalità di gestione congiunta degli eventi alluvionali è stato proposto agli uffici di protezione civile delle province l’utilizzo dello strumento di gestione della Sala Operativa Regionale, così da avere una piattaforma unica di registrazione delle segnalazioni in modo da ottimizzare il flusso informativo in emergenza. Sono stati effettuati incontri di formazione nella Sala Operativa Regionale, al fine di illustrare tale strumento ai colleghi distaccati nelle province.

Nel quadro delle operazioni di gestione della Sala Operativa, si sono regolarmente svolte le prove di collegamento radio con gli altri Enti istituzionali, con il supporto del Volontariato TLC, per verificare l'efficienza e la funzionalità della rete radio regionale EMERCOM.NET. Per quanto attiene le Sale Operative Provinciali e la Sala Operativa Regionale nel corso del

2025 sono continuati i test funzionali dei nuovi sistemi di ascolto e gestione delle comunicazioni radio (dispatcher radio) in tecnologia digitale, che permetteranno di poter utilizzare la nuova tecnologia DMR e le nuove funzionalità date da quest’importante sviluppo tecnologico. Nel corso del mese di dicembre 2025 si è ultimata l’attività di collaudo funzionale della nuova infrastruttura radio e del dispatcher tale da permettere, nel corso del primo semestre 2026, il passaggio a questa nuova tecnologia.

Figura 1. Attività nella Sala Operativa Regionale (SOR)
Anno
2026

Esercitazioni di Protezione Civile

Esercitazione “Presidi 2025” 7-8 ottobre 2025

L’esercitazione ha riguardato alcune attività che la Direzione Regionale Opere Pubbliche svolge i occasione dell’occorrenza di eventi calamitosi. Tali attività, principalmente dedicate alla gestione della fase previsionale, emergenziale e post emergenziale sono elencate di seguito:

  1. Dichiarazione della Fase Operativa in corso d’evento da parte delle amministrazioni comunali, come richiesto nel “Sistema di Allertamento e la risposta del sistema regionale di protezione civile”, DGR 30 luglio 2018, n. 59- 7320 e D.lgs 1/2018 – l’attività coinvolge il Comune di Varallo e prevede l’impiego dello strumento “Piemonte Fop”;
  2. Utilizzo di “FLIC” (bot di Telegram) per la comunicazione tra la Sala Operativa insediata presso il Comune di Varallo e le squadre di volontari in campo;
  3. Svolgimento dell’attività di sorveglianza definita nella “Procedura Presidi” per comunicare il raggiungimento dei livelli idrometrici soglia e adottare le conseguenti misure di salvaguardia;
  4. Impiego di aeromobili del volontariato di protezione civile in attività di ricognizione aerea e rilievo post-evento;
  5. Impiego di mezzi fuoristrada del volontariato di protezione civile in attività di ricognizione di borgate e frazioni isolate.

Ai fini dell'esercitazione è stato predisposto un programma della giornata con attività schedulate, strumenti da utilizzare e uno schema delle comunicazioni. Hanno partecipato all’esercitazione 10 associazioni appartenenti al “Gruppo Volo” per un totale di 35 volontari, una associazione appartenente al Gruppo Fuoristrada per un totale di 10 volontari e 13 volontari per la sorveglianza territoriale dei POC (Punti di Osservazione e Controllo). Complessivamente, tra organizzatori, partecipanti, volontari e personale della pubblica amministrazione (Regione, Provincia, Comune, Prefettura) i partecipanti sono stati un centinaio.

Sala Operativa insediata a Varallo (TO) in occasione dell’esercitazione.
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Esercitazione “Presidi 2025” 7-8 ottobre 2025

L’esercitazione ha riguardato alcune attività che la Direzione Regionale Opere Pubbliche svolge i occasione dell’occorrenza di eventi calamitosi. Tali attività, principalmente dedicate alla gestione della fase previsionale, emergenziale e post emergenziale sono elencate di seguito:

  1. Dichiarazione della Fase Operativa in corso d’evento da parte delle amministrazioni comunali, come richiesto nel “Sistema di Allertamento e la risposta del sistema regionale di protezione civile”, DGR 30 luglio 2018, n. 59- 7320 e D.lgs 1/2018 – l’attività coinvolge il Comune di Varallo e prevede l’impiego dello strumento “Piemonte Fop”;
  2. Utilizzo di “FLIC” (bot di Telegram) per la comunicazione tra la Sala Operativa insediata presso il Comune di Varallo e le squadre di volontari in campo;
  3. Svolgimento dell’attività di sorveglianza definita nella “Procedura Presidi” per comunicare il raggiungimento dei livelli idrometrici soglia e adottare le conseguenti misure di salvaguardia;
  4. Impiego di aeromobili del volontariato di protezione civile in attività di ricognizione aerea e rilievo post-evento;
  5. Impiego di mezzi fuoristrada del volontariato di protezione civile in attività di ricognizione di borgate e frazioni isolate.

Ai fini dell'esercitazione è stato predisposto un programma della giornata con attività schedulate, strumenti da utilizzare e uno schema delle comunicazioni. Hanno partecipato all’esercitazione 10 associazioni appartenenti al “Gruppo Volo” per un totale di 35 volontari, una associazione appartenente al Gruppo Fuoristrada per un totale di 10 volontari e 13 volontari per la sorveglianza territoriale dei POC (Punti di Osservazione e Controllo). Complessivamente, tra organizzatori, partecipanti, volontari e personale della pubblica amministrazione (Regione, Provincia, Comune, Prefettura) i partecipanti sono stati un centinaio.

Sala Operativa insediata a Varallo (TO) in occasione dell’esercitazione.
Anno
2026

Gestione degli eventi metereologici avversi

Evento del 16-18 aprile 2025 nel Piemonte occidentale, centrale e settentrionale

 

L’evento può essere annoverato tra i più gravosi degli ultimi anni. A fronte di precipitazioni con accumuli superiori ai 300 mm nei settori più colpiti (aree montane e pedemontane del Torinese, Biellese, Vercellese e Verbano) e con picchi maggiori di 550 mm, si sono verificati fenomeni di allagamento ad opera della rete idrografica secondaria in prossimità dei corsi d’acqua che, interagendo con i centri abitati e le infrastrutture viarie, hanno richiesto, in via preventiva, l’adozione di misure cautelative e talvolta determinato, con i loro effetti, interruzioni della viabilità secondaria e, marginalmente, di quella principale.

Tra le situazioni più rilevanti segnalate alla Sala Operativa Regionale si citano le seguenti. Nel pomeriggio del 16 aprile è stato segnalato l’isolamento, causa frana, di due frazioni a Villadossola (Tappia e Valpiana) con circa 40 persone evacuate precauzionalmente. La circolazione ferroviaria Domodossola-Milano è stata interrotta a causa di una frana nel territorio di Beura. Nel tardo pomeriggio del 16 aprile, a causa dell’innalzamento del livello idrometrico del Torrente Sesia, sono state precauzionalmente evacuate una quarantina di persone a Borgosesia (Frazione Isola). Nella giornata successiva, 17 aprile, nella zona tra Chivasso e Crescentino, sono stati registrati numerosi e gravi problemi di allagamento ad opera del reticolo secondario – i fenomeni hanno principalmente coinvolto i comuni di San Sebastiano Po, Monteu da Po, Cavagnolo, Castagneto Po, Lauriano e Brusasco ed anche la Val Cerrina, determinando il blocco della viabilità principale e secondaria, l’evacuazione di 26 abitanti e il decesso di una persona. A Casale Monferrato è stato allestito un centro di accoglienza per 50 persone evacuate dalla frazione Terranova e a Castellamonte sono state evacuate 15 persone dalle frazioni Case Ponzetti e Preparetto. Analoghi problemi sono stati registrati nella bassa Valle di Susa con specifico riferimento ai Comuni di Rubiana, Villardora e Almese. A Pramollo, a causa di un fenomeno franoso, sono state isolate numerose frazioni ed evacuate 150 persone.

 

Post evento a Monteu da Po (TO).
Evento del 22 settembre 2025 nell'Alessandrino

 

A fronte di precipitazioni brevi e molto intense che hanno raggiunto picchi di oltre 250 mm (più di 300 mm in 12 ore a Pareto), si sono generati fenomeni di inondazione in particolare nel bacino della Bormida di Spigno e dell’Erro. Tra gli effetti più tragici la morte di una persona trasportata dalla corrente a Spigno Monferrato – sempre a Spigno Monferrato, nella medesima località, sono anche rimaste temporaneamente isolate 15 persone e, analogamente, 3 persone a Pareto.

Attività post evento a Cassine (AL).
Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi
Evento del 16-18 aprile 2025 nel Piemonte occidentale, centrale e settentrionale

 

L’evento può essere annoverato tra i più gravosi degli ultimi anni. A fronte di precipitazioni con accumuli superiori ai 300 mm nei settori più colpiti (aree montane e pedemontane del Torinese, Biellese, Vercellese e Verbano) e con picchi maggiori di 550 mm, si sono verificati fenomeni di allagamento ad opera della rete idrografica secondaria in prossimità dei corsi d’acqua che, interagendo con i centri abitati e le infrastrutture viarie, hanno richiesto, in via preventiva, l’adozione di misure cautelative e talvolta determinato, con i loro effetti, interruzioni della viabilità secondaria e, marginalmente, di quella principale.

Tra le situazioni più rilevanti segnalate alla Sala Operativa Regionale si citano le seguenti. Nel pomeriggio del 16 aprile è stato segnalato l’isolamento, causa frana, di due frazioni a Villadossola (Tappia e Valpiana) con circa 40 persone evacuate precauzionalmente. La circolazione ferroviaria Domodossola-Milano è stata interrotta a causa di una frana nel territorio di Beura. Nel tardo pomeriggio del 16 aprile, a causa dell’innalzamento del livello idrometrico del Torrente Sesia, sono state precauzionalmente evacuate una quarantina di persone a Borgosesia (Frazione Isola). Nella giornata successiva, 17 aprile, nella zona tra Chivasso e Crescentino, sono stati registrati numerosi e gravi problemi di allagamento ad opera del reticolo secondario – i fenomeni hanno principalmente coinvolto i comuni di San Sebastiano Po, Monteu da Po, Cavagnolo, Castagneto Po, Lauriano e Brusasco ed anche la Val Cerrina, determinando il blocco della viabilità principale e secondaria, l’evacuazione di 26 abitanti e il decesso di una persona. A Casale Monferrato è stato allestito un centro di accoglienza per 50 persone evacuate dalla frazione Terranova e a Castellamonte sono state evacuate 15 persone dalle frazioni Case Ponzetti e Preparetto. Analoghi problemi sono stati registrati nella bassa Valle di Susa con specifico riferimento ai Comuni di Rubiana, Villardora e Almese. A Pramollo, a causa di un fenomeno franoso, sono state isolate numerose frazioni ed evacuate 150 persone.

 

Post evento a Monteu da Po (TO).
Evento del 22 settembre 2025 nell'Alessandrino

 

A fronte di precipitazioni brevi e molto intense che hanno raggiunto picchi di oltre 250 mm (più di 300 mm in 12 ore a Pareto), si sono generati fenomeni di inondazione in particolare nel bacino della Bormida di Spigno e dell’Erro. Tra gli effetti più tragici la morte di una persona trasportata dalla corrente a Spigno Monferrato – sempre a Spigno Monferrato, nella medesima località, sono anche rimaste temporaneamente isolate 15 persone e, analogamente, 3 persone a Pareto.

Attività post evento a Cassine (AL).
Capitolo
Eventi estremi
Anno
2026

Presidi territoriali idraulici

È proseguito il confronto con i Settori Tecnici afferenti alla Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica, con i quali si condivide l’obiettivo anche in virtù della predisposizione, da parte dei medesimi, dei “Quaderni di presidio” propedeutici alla definizione delle azioni di protezione civile da condurre, a ciascun livello territoriale (comunale, provinciale e regionale), a salvaguardia delle popolazioni e del territorio in presenza di eventi calamitosi.

Il Settore protezione Civile, in tal senso, nell’ambito dei “Quaderni di presidio”, elaborati dai Settori Tecnici Regionali, ha condiviso lo schema procedurale che consente alla Regione Piemonte, attraverso la Direzione Regionale, di assicurare il necessario supporto tecnico (Servizi Tecnici) e logistico (Protezione Civile), a beneficio delle Amministrazioni Locali. Il culmine dell’attività annuale è stato lo svolgimento di un'esercitazione denominata “Presidi 2025”, per posti di comando e a scala reale, che ha avuto lo scopo di testare le procedure contenute nel “Quaderno di Presidio” e che è stata effettuata in uno dei cinque presidi piemontesi attualmente individuati, quello di Varallo.

Nel corso dell’anno ci sono stati momenti di confronto con le Amministrazioni comunali il cui territorio è caratterizzato da “punti critici” che per la loro potenziale pericolosità, assurgono a “presidi idraulici o idrogeologici”, sui quali sono state condotte analisi territoriali anche mediante l’effettuazione di ricognizioni con ausilio di droni, in disponibilità al Settore Regionale di Protezione Civile.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

È proseguito il confronto con i Settori Tecnici afferenti alla Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e Logistica, con i quali si condivide l’obiettivo anche in virtù della predisposizione, da parte dei medesimi, dei “Quaderni di presidio” propedeutici alla definizione delle azioni di protezione civile da condurre, a ciascun livello territoriale (comunale, provinciale e regionale), a salvaguardia delle popolazioni e del territorio in presenza di eventi calamitosi.

Il Settore protezione Civile, in tal senso, nell’ambito dei “Quaderni di presidio”, elaborati dai Settori Tecnici Regionali, ha condiviso lo schema procedurale che consente alla Regione Piemonte, attraverso la Direzione Regionale, di assicurare il necessario supporto tecnico (Servizi Tecnici) e logistico (Protezione Civile), a beneficio delle Amministrazioni Locali. Il culmine dell’attività annuale è stato lo svolgimento di un'esercitazione denominata “Presidi 2025”, per posti di comando e a scala reale, che ha avuto lo scopo di testare le procedure contenute nel “Quaderno di Presidio” e che è stata effettuata in uno dei cinque presidi piemontesi attualmente individuati, quello di Varallo.

Nel corso dell’anno ci sono stati momenti di confronto con le Amministrazioni comunali il cui territorio è caratterizzato da “punti critici” che per la loro potenziale pericolosità, assurgono a “presidi idraulici o idrogeologici”, sui quali sono state condotte analisi territoriali anche mediante l’effettuazione di ricognizioni con ausilio di droni, in disponibilità al Settore Regionale di Protezione Civile.

Anno
2026

Il Sistema Protezione Civile

Anno
2026

La protezione civile è un sistema che ha lo scopo di tutelare l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti, degli animali e dell’ambiente dalle conseguenze degli eventi calamitosi, mediante azioni di previsione, prevenzione, gestione dell’emergenza e superamento dell’emergenza.

Il Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 definisce il "Servizio Nazionale della Protezione Civile" come struttura articolata in diversi livelli amministrativi (comunale, provinciale, regionale e nazionale); tale servizio si basa anche sulla partecipazione della cittadinanza, che deve necessariamente conoscere i rischi ai quali il proprio territorio è soggetto e adottare, conseguentemente, comportamenti adeguati di salvaguardia.

L’Italia è tra i Paesi al mondo maggiormente esposti ai rischi naturali e derivanti dalle attività dell’uomo. Ciò rende necessario un sistema di protezione civile che assicuri la presenza di risorse umane, conoscenze, mezzi, capacità operative, organizzative e decisionali in grado di intervenire in tempi brevissimi e in modo coordinato in caso di emergenza, ma anche di operare con continuità per prevenire e, per quanto possibile, prevedere, eventuali disastri. Per questo motivo in Italia la protezione civile non è un compito assegnato a una singola amministrazione ma è una funzione attribuita a un sistema integrato.

La protezione civile opera secondo il principio di sussidiarietà per cui qualora le criticità determinate da un evento calamitoso non possano essere fronteggiate da un’amministrazione perché eccedono la sua capacità di risposta, questa si rivolge al livello amministrativo sovraordinato per ricevere supporto nella gestione dell’emergenza; quindi, quando l’evento non può essere fronteggiato con i mezzi a disposizione del Comune si mobilitano la Provincia, la Prefettura e la Regione, fino al coinvolgimento dello Stato in caso di emergenza nazionale.

Ai fini dello svolgimento delle attività di protezione civile gli eventi emergenziali si distinguono in:

  • emergenze connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell'uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria;
  • emergenze connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell'uomo che per loro natura o estensione comportano l'intervento coordinato di più enti o amministrazioni e debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo;
  • emergenze di rilievo nazionale connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell'uomo che in ragione della loro intensità o estensione debbono, con immediatezza d'intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi.
Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Territorio

Sistema Erikus - Supporto delle fasi emergenziali post evento sismico e delle politiche di prevenzione

Anno
2026

Il Sistema Erikus, sviluppato nel 2016 da Regione ed Arpa Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile per la gestione delle istanze di sopralluogo presentate dai cittadini a seguito di un evento sismico e basato sul software libero QGIS, è stato ormai consolidato e testato in diverse situazioni  emergenziali o esercitative.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di Regione Piemonte.

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Territorio