Redazione RSA

Valutazione di Incidenza Ambientale - Recepimento linee guida

Con la DGR 55-7222/2023/XI del 12 luglio 2023 la Regione ha recepito le Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) - Direttiva 92/43/CEE "HABITAT" articolo 6, paragrafi 3 e 4  (di cui all’Intesa del 28.11.2019, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano) adeguando la procedura regionale e gli strumenti applicativi ad essa correlati e sono stati approvati i seguenti allegati:

  • Allegato A: “Prevalutazioni”,
  • Allegato B: “Condizioni d’obbligo”,
  • Allegato C: “Format proponente screening”,
  • Allegato D: “Format proponente VIncA appropriata”,
  • Allegato E: “Misure di Conservazione per la tutela della Rete Natura 2000 in Piemonte - aggiornamento”.

Con la Delibera sono state modificate le Misure di conservazione per la tutela della Rete natura 2000 del Piemonte (Allegato E), in quanto era necessario eliminare dal testo tutti i dispositivi relativi a casi di esclusione dalla VIncA di piani, programmi, progetti, interventi o attività. Le nuove Misure di conservazione “generali” modificano a cascata anche tutte le Misure di conservazione Sito-Specifiche.

Le “Prevalutazioni” sono un processo di semplificazione della procedura di Valutazione di Incidenza, in quanto nel processo vengono individuate tipologie di Piani/Programmi/Progetti/Interventi/Attività (P/P/P/I/A) e le loro caratteristiche che, se realizzate in determinate aree del sito Natura 2000, non determinano incidenze significative sul medesimo.

I P/P/P/I/A se ricadenti nelle macrocategorie delle “prevalutazioni” devono essere posti all’attenzione del Soggetto Gestore del Sito Rete Natura 2000 per la “verifica di corrispondenza” tra quanto proposto e quanto oggetto della prevalutazione.

L’allegato A della Delibera, riporta 13 tipologie di progetti, interventi, attività che sono stati sottoposti a Screening e ne riporta le risultanze per tutti i Siti della Rete Natura 2000 in Piemonte.

Le “Condizioni d’Obbligo” (Allegato B) sono una lista di indicazioni, caratteristiche progettuali o di gestione del P/P/P/I/A o dell’area interessata, che hanno la funzione prioritaria di indirizzare il proponente ad elaborare correttamente il contenuto del P/P/P/I/A così da rendere nullo o minimo il rischio di incidenza su specie e habitat di un Sito o sul Sito nella sua interezza. Il proponente deve integrarle formalmente nella documentazione di Screening del P/P/P/I/A proposto, assumendosi la responsabilità della loro piena attuazione; il loro rispetto è condizione necessaria, ma non esaustiva, affinché non si debba procedere a Valutazione Appropriata.

Con la  DGR n 11-1905 del 1/12/2025  sono stati aggiornati e sostituiti:
- l’Allegato A con cui sono state introdotte per alcuni Siti Rete Natura 2000 alcune nuove macrocategorie sottoposte alla prevalutazione (10-bis, 11-bis, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 e 22)
- l’Allegato B: con cui sono state introdotte nuove Condizioni d’Obbligo collegate all’uso del drone, agli studi e ricerche scientifiche e agli impianti di noccioleto.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).
 

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
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Con la DGR 55-7222/2023/XI del 12 luglio 2023 la Regione ha recepito le Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) - Direttiva 92/43/CEE "HABITAT" articolo 6, paragrafi 3 e 4  (di cui all’Intesa del 28.11.2019, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano) adeguando la procedura regionale e gli strumenti applicativi ad essa correlati e sono stati approvati i seguenti allegati:

  • Allegato A: “Prevalutazioni”,
  • Allegato B: “Condizioni d’obbligo”,
  • Allegato C: “Format proponente screening”,
  • Allegato D: “Format proponente VIncA appropriata”,
  • Allegato E: “Misure di Conservazione per la tutela della Rete Natura 2000 in Piemonte - aggiornamento”.

Con la Delibera sono state modificate le Misure di conservazione per la tutela della Rete natura 2000 del Piemonte (Allegato E), in quanto era necessario eliminare dal testo tutti i dispositivi relativi a casi di esclusione dalla VIncA di piani, programmi, progetti, interventi o attività. Le nuove Misure di conservazione “generali” modificano a cascata anche tutte le Misure di conservazione Sito-Specifiche.

Le “Prevalutazioni” sono un processo di semplificazione della procedura di Valutazione di Incidenza, in quanto nel processo vengono individuate tipologie di Piani/Programmi/Progetti/Interventi/Attività (P/P/P/I/A) e le loro caratteristiche che, se realizzate in determinate aree del sito Natura 2000, non determinano incidenze significative sul medesimo.

I P/P/P/I/A se ricadenti nelle macrocategorie delle “prevalutazioni” devono essere posti all’attenzione del Soggetto Gestore del Sito Rete Natura 2000 per la “verifica di corrispondenza” tra quanto proposto e quanto oggetto della prevalutazione.

L’allegato A della Delibera, riporta 13 tipologie di progetti, interventi, attività che sono stati sottoposti a Screening e ne riporta le risultanze per tutti i Siti della Rete Natura 2000 in Piemonte.

Le “Condizioni d’Obbligo” (Allegato B) sono una lista di indicazioni, caratteristiche progettuali o di gestione del P/P/P/I/A o dell’area interessata, che hanno la funzione prioritaria di indirizzare il proponente ad elaborare correttamente il contenuto del P/P/P/I/A così da rendere nullo o minimo il rischio di incidenza su specie e habitat di un Sito o sul Sito nella sua interezza. Il proponente deve integrarle formalmente nella documentazione di Screening del P/P/P/I/A proposto, assumendosi la responsabilità della loro piena attuazione; il loro rispetto è condizione necessaria, ma non esaustiva, affinché non si debba procedere a Valutazione Appropriata.

Con la  DGR n 11-1905 del 1/12/2025  sono stati aggiornati e sostituiti:
- l’Allegato A con cui sono state introdotte per alcuni Siti Rete Natura 2000 alcune nuove macrocategorie sottoposte alla prevalutazione (10-bis, 11-bis, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 e 22)
- l’Allegato B: con cui sono state introdotte nuove Condizioni d’Obbligo collegate all’uso del drone, agli studi e ricerche scientifiche e agli impianti di noccioleto.
 

Informazioni e risorse aggiuntive


Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).
 

Anno
2026

La Rete SPIN3 GNSS

Anno
2026

Il Servizio di Posizionamento Interregionale GNSS (SPIN3 GNSS) di Regione Piemonte, Regione Lombardia e Regione Autonoma Valle d’Aosta è un'infrastruttura indispensabile per supportare le misurazioni geografiche e topografiche direttamente sul territorio, nel rispetto di precisioni definite e inquadrate nel sistema di riferimento geodetico nazionale ed europeo. L'infrastruttura è al servizio della collettività degli operatori professionali, pubblici e privati, che devono effettuare misure GNSS per rilievi topografici, cartografici e catastali, per monitoraggi delle deformazioni delle opere infrastrutturali e dei versanti naturali, e per la corretta geolocalizzazione degli oggetti che popolano le banche dati territoriali.
La Rete GNSS Interregionale, realizzata partendo dall'unificazione delle rispettive infrastrutture regionali, rappresenta un esempio concreto per arrivare ad un modello a quattro-cinque distretti territoriali in grado di coprire tutta la nazione, in linea con quanto auspicato dagli organismi nazionali (CISIS) e dal Decreto Ministeriale del 10 Novembre 2011 “Adozione del Sistema di riferimento geodetico nazionale”. In particolare, le tre Regioni ottimizzano i costi di gestione mantenendo una elevata efficienza operativa, e rappresentando allo stesso tempo un punto di aggregazione per le altre Regioni del Nord-Ovest, con cui peraltro sono già in corso attività di stretta collaborazione. Inoltre, l'unificazione dei tre servizi di posizionamento consente una maggiore continuità territoriale del servizio ed un'uniformità nelle modalità di distribuzione del dato; entrambi questi aspetti risultano indispensabili nel settore della misurazione di precisione con la modalità satellitare.

La rete SPIN3 è costituita da 39 stazioni permanenti GNSS distribuite in maniera omogenea sul territorio piemontese, lombardo e valdostano, e dotate di ricevitori geodetici multi-costellazione aperti all'uso delle costellazioni GPS, GLONASS e Galileo. A dicembre 2020, alle 33 stazioni regionali si sono aggiunte le 6 stazioni di ARPA Piemonte, realizzate tra il 2005 e il 2009, e che costituiscono parte integrante del sistema di monitoraggio ambientale regionale. Cinque di queste stazioni sono state aggiornate con nuova strumentazione multi-costellazione, e sono state inserite nella rete SPIN3 GNSS a supporto delle misure in tempo reale per tutti gli utenti.

Mappa delle stazioni permanenti GNSS della rete SPIN 3 di Regione Piemonte, Regione Lombardia e Regione Autonoma Valle d'Aosta

La monumentazione delle antenne è stata realizzata utilizzando pali in acciaio inossidabile o in calcestruzzo, ancorati alle strutture portanti degli edifici o alla parte rocciosa del pendio.

Esempi di monumentazione delle antenne GNSS della rete SPIN3

I dati grezzi che vengono acquisiti dalle diverse stazioni sono inviati al Centro di Calcolo, nel quale è installato un software per la gestione e l'elaborazione dell'intera rete in tempo reale. Il centro di calcolo, partendo dalle coordinate note delle stazioni, elabora le osservazioni ricevute per:
 

  • stimare gli errori e i disturbi sulle singole stazioni;
  • modellare gli errori e i disturbi nel tempo e nello spazio;
  • distribuire all'utenza in tempo reale i dati e i modelli, in modo che questa possa correggere i propri dati.

L'accesso a queste correzioni, utilizzate dal ricevitore dell'utente del servizio per migliorare la precisione della propria posizione, avviene attraverso internet (protocollo NTRIP), generalmente mediante l'utilizzo di modem GPRS/UMTS.

Schema di funzionamento della rete SPIN3 GNS

Vantaggi ed applicazioni della rete interregionale SPIN 3 GNSS
La localizzazione precisa dell'oggetto sul territorio avviene in maniera molto semplice: una volta registrato al sito e connesso alla rete, l'utente ottiene istantaneamente dalla rete SPIN 3 GNSS le correzioni da apportare alle proprie misure, con un conseguente miglioramento della precisione del rilievo finale, che risulta già georiferito nel sistema geodetico nazionale ETRF2000-RDN (in accordo al DM 10 Novembre 2011) ed è omogeneo rispetto alle acquisizioni eseguite da altri utenti.
Le applicazioni che si potrebbero avvantaggiare dell'utilizzo del servizio di posizionamento erogato dalla rete interregionale sono ad esempio:

  • applicazioni cartografiche: dovunque ci sia da registrare la posizione di un elemento sul territorio con adeguata precisione, oltre che in tutte le applicazioni GIS; anche le applicazioni catastali traggono un indispensabile ausilio dall'utilizzo delle stazioni permanenti soprattutto a seguito della procedura dell'Agenzia delle Entrate "Pregeo", che prevede i rilievi di tipo GNSS;
  • applicazioni di infomobilità: è il campo della gestione delle flotte di automezzi, la fruizione da parte dei mezzi di soccorso, della protezione civile, dei mezzi pubblici e dei veicoli per l'agricoltura, ma non solo;
  • applicazioni ingegneristiche: il GNSS con le precisioni che si ottengono dalle reti trova applicazione nei cantieri delle opere pubbliche, sia per le misurazioni di tracciamento dell'opera, sia per la movimentazione automatica dei mezzi;
  • applicazioni geofisiche e geologiche: il GNSS per mezzo delle stazioni permanenti trova grande applicazione nei monitoraggi di deformazioni geologiche sia riferito a movimenti di fenomeni naturali, ad esempio movimenti franosi, sia per il controllo di grandi opere ad esempio dighe, ponti;
  • applicazioni atmosferiche: i segnali delle costellazioni GNSS attraversano tutti gli strati di atmosfera che circondano la Terra: ciascuna stazione permanente acquisisce questi segnali in una posizione geografica differente all'interno del territorio regionale, pertanto le stazioni possono essere impiegate nella gestione della meteorologia;
  • applicazioni geodetiche: l'Istituto Geografico Militare Italiano ha realizzato e mantiene la Rete Dinamica Nazionale per l'inquadramento geodetico dello Stato (ETRF2000-RDN) servendosi anche di nove stazioni della Rete GNSS Interregionale Piemonte-Lombardia: i dati di queste stazioni sono utilizzabili dagli utenti per il corretto inquadramento dei loro rilievi.

I servizi e gli utenti della rete SPIN GNSS
Nel 2024 ed inizio 2025 i numeri relativi agli utilizzi del servizio hanno confermato l’andamento già registrato negli anni passati per il servizio di Regione Piemonte (attivo dal 2011), e successivamente all’integrazione con la rete lombarda (dal 2016) e con quella valdostana (da gennaio 2020).

I diagrammi seguenti riportano l’andamento degli accessi mensili al sistema, dell’utilizzo per ore di connessione e della media di utenti giornalieri.
 

Numero di accessi mensili al servizio (utenti unici) da gennaio 2022 a marzo 2025
Ore di connessione al servizio di correzione in tempo reale da da gennaio 2022 a marzo 2025
Media degli accessi giornalieri degli utenti al servizio da gennaio 2022 a marzo 2025
Stato del Documento
Gruppo di Redazione

Il PSR 2014-2022 e il CSR 2023-2027 per la mitigazione delle emissioni di gas serra e ammoniaca di origine agricola

Le emissioni di alcuni gas ad effetto serra (metano e protossido d’azoto i principali), ma soprattutto dell’ammoniaca, hanno origine anche dai comparti agricolo e zootecnico. Nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Piemonte 2014-2022 è stato affrontato per la prima volta il tema della riduzione degli impatti negativi delle attività agricole sulla qualità dell’aria. In particolare, la priorità 5 dello sviluppo rurale (incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale) è stata attuata nel PSR del Piemonte principalmente attraverso interventi volti, da un lato, a promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale (si tratta dei tipi di operazione 8.1.1 – Imboschimenti di terreni agricoli e non agricoli e 10.1.4 – Sistemi colturali ecocompatibili e, dall’altro, a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca prodotte dall'agricoltura. I principali interventi orientati a quest’ultimo obiettivo sono stati i due tipi di operazione seguenti, sostegno l’uno degli investimenti e l’altro delle pratiche agricole per la riduzione delle emissioni. 

Il tipo di operazione 4.1.3 era finalizzato a migliorare la compatibilità ambientale degli allevamenti, sostenendo la modernizzazione delle stalle, delle strutture di stoccaggio degli effluenti zootecnici e delle attrezzature agricole, con l’obiettivo di introdurre innovazioni in grado di ridurre le emissioni gassose in atmosfera, in particolare quelle di ammoniaca. Il sostegno, variabile tra il 40% e il 65% della spesa ammessa (con punteggi che hanno privilegiato i giovani e gli investimenti in zona di montagna), è stato corrisposto a imprenditori agricoli singoli e associati e a giovani che si insediavano per la prima volta in agricoltura; la dotazione finanziaria è stata di circa 23,5 milioni di euro.

Di seguito (Tab. 1) è riportato il dettaglio degli esiti dei 7 bandi emanati.

Tab. 1 - Tipo di operazione 4.1.3 - Riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca in atmosfera
Anno di emanazione del bando Numero domande presentate Numero domande approvate Spesa ammessa a finanziamento (euro) Contributo approvato (euro) Numero di domande con pagamenti erogati Importo pagato (euro)
2016 204 184 7780681.86 3539423.84 164 3110800.42
2017 278 142 6371006.49 2727752.76 116 2172359.20
2018 270 121 5820778.45 2565954.58 98 2071874.02
2019 280 156 7721052.37 3423892.76 120 2627293.63
2020 136 107 4826744.72 2097460.47 72 1420302.39
2021 368 328 18045782.47 8188338.70 236 5830506.07
2022 287 257 14322652.03 6446793.29 171 4167760.76
Totale 1823 1296 64910928,50 28989616,40 977 21400896,49
Tab. 1 - Tipo di operazione 4.1.3 - Riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca in atmosfera

Il tipo di operazione 10.1.5 era finalizzato a sostenere le aziende agricole nell’adozione di tecniche agronomiche a basso impatto emissivo nella fase di distribuzione in campo degli effluenti zootecnici per la fertilizzazione delle colture. Le tecniche di interramento immediato e di distribuzione rasoterra in bande, infatti, permettono di conseguire abbattimenti nelle perdite di ammoniaca anche fino all’80%. Il sostegno, corrisposto per 5 anni, variava tra 70 e 300 euro/ettaro l’anno in funzione della tecnica adottata; la dotazione finanziaria dell’operazione è stata pari a circa 43 milioni di euro.

Di seguito (Tab. 2) è riportato il dettaglio degli impegni agro-ambientali di durata quinquennale attivati, suddivisi per anno-campagna e con l’indicazione delle superfici interessate e del numero dei beneficiari.

Tab. 2 - Tipo di operazione 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”
anno-campagna superficie a premio (ettari) numero di beneficiari ammessi a finanziamento
2016 9980 179
2017 10411 177
2018 10486 172
2019 10509 171
2020 10592 169
2021 25270 409
2022 25013 398
2023 25358 392
2024 29587 477
Tab. 2 - Tipo di operazione 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”

Il 31/12/2025 si è conclusa la programmazione del PSR 2014-2022.

Analogamente al PSR, anche la programmazione CSR 2023-2027 sostiene azioni finalizzate alla mitigazione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca di origine agricola.

Poiché il comparto agricolo è tra i settori che contribuiscono in modo significativo alle emissioni di ammoniaca e metano, e nel caso specifico l’arginamento delle problematiche legate all’ammoniaca sono di particolare urgenza, lo sforzo si è concentrato principalmente sulla gestione dei reflui zootecnici, continuando un processo virtuoso già innescato nelle passate programmazioni, sia in termini di investimenti per la copertura di serbatoi di stoccaggio e per l’acquisto di macchine per lo spandimento, sia in termini di premio per le superfici trattate con tali macchine.

I principali interventi agro-climatico-ambientale che concorrono alla riduzione delle emissioni sono:

  • SRA03 - Tecniche lavorazione ridotta dei suoli;
  • SRA05 - Inerbimento colture arboree;
  • SRA06 - Cover crops;
  • SRA07 - Conversione seminativi a prati e pascoli;
  • SRA13 - Impegni specifici gestione effluenti zootecnici.

Di seguito (Tab. 3) si riporta la sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi sopra citati che hanno visto l’apertura di bandi fino al 2025.

Tab. 3 - Sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi (bandi fino al 2025)
Codice Intervento N. beneficiari Superficie a premio richiesta (ha)
SRA03 – Minima lavorazione 117 7599
SRA05 – Inerbimento colture arboree 348 2654
SRA06 – Cover Crops 224 8506
SRA13 – Riduzione delle emissioni 316 17925
Tab. 3 - Sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi (bandi fino al 2025)

Per quanto riguarda invece il sostegno agli investimenti, è stato attivato l’intervento SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale, finalizzato a potenziare le performance climatico-ambientali delle aziende agricole. Nello specifico, l’azione A prevede investimenti per la razionalizzazione dei processi produttivi agricoli che riducano l’emissione di gas climalteranti (metano e protossido di azoto) e di altri agenti inquinanti dell’aria (ammoniaca) e/o aumentino la capacità di sequestro di carbonio nel suolo. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 14,6 milioni di euro.

Al 2025 sono stati aperti 3 bandi di SRD02.A: di seguito (Tab. 4) si riporta la sintesi dei bandi aperti:

Tab. 4 - SRD02 - Inv. prod. agricoli per ambiente, clima e benessere animale - Az. A - Riduzione delle emissioni.
Anno di emanazione del bando N. domande presentate N. domande approvate Spesa ammessa a finanziamento (euro) Contributo ammesso (euro)
2023 304 123 9292052 6209615,18
2024 260 167 13634934 8121584,16
2025 298 Istruttorie in corso Istruttorie in corso Istruttorie in corso
Tab. 4 - SRD02 - Inv. prod. agricoli per ambiente, clima e benessere animale - Az. A - Riduzione delle emissioni.

Nella figura seguente (Fig. 1) viene illustrata la distribuzione geografica degli interventi di riduzione delle emissioni (SRD02.A) sul territorio della Regione Piemonte in funzione del contributo ammesso a finanziamento.

Fig. 1 - Distribuzione geografica degli interventi di riduzione delle emissioni (SRD02.A) sul territorio della Regione Piemonte

Al 2025 sono stati erogati contributi pari a circa 7,9Milioni di euro per gli interventi sopra elencati che contribuiscono alla mitigazione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca di origine agricola.

Indirettamente, si hanno effetti positivi sulla riduzione delle emissioni di gas serra anche attraverso gli investimenti per il risparmio energetico (es.SRD01, SRD13).

Dai monitoraggi ambientali del CSR 2023-2027 eseguiti da IPLA (Istituto per le piante legno e l’ambiente) nel corso nel 2025 è emerso che il 2% della SAU è oggetto di contributo per lo spandimento di reflui zootecnici con metodi atti a ridurre le emissioni di ammoniaca in atmosfera.

Anno
2026
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Le emissioni di alcuni gas ad effetto serra (metano e protossido d’azoto i principali), ma soprattutto dell’ammoniaca, hanno origine anche dai comparti agricolo e zootecnico. Nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Piemonte 2014-2022 è stato affrontato per la prima volta il tema della riduzione degli impatti negativi delle attività agricole sulla qualità dell’aria. In particolare, la priorità 5 dello sviluppo rurale (incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale) è stata attuata nel PSR del Piemonte principalmente attraverso interventi volti, da un lato, a promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale (si tratta dei tipi di operazione 8.1.1 – Imboschimenti di terreni agricoli e non agricoli e 10.1.4 – Sistemi colturali ecocompatibili e, dall’altro, a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca prodotte dall'agricoltura. I principali interventi orientati a quest’ultimo obiettivo sono stati i due tipi di operazione seguenti, sostegno l’uno degli investimenti e l’altro delle pratiche agricole per la riduzione delle emissioni. 

Il tipo di operazione 4.1.3 era finalizzato a migliorare la compatibilità ambientale degli allevamenti, sostenendo la modernizzazione delle stalle, delle strutture di stoccaggio degli effluenti zootecnici e delle attrezzature agricole, con l’obiettivo di introdurre innovazioni in grado di ridurre le emissioni gassose in atmosfera, in particolare quelle di ammoniaca. Il sostegno, variabile tra il 40% e il 65% della spesa ammessa (con punteggi che hanno privilegiato i giovani e gli investimenti in zona di montagna), è stato corrisposto a imprenditori agricoli singoli e associati e a giovani che si insediavano per la prima volta in agricoltura; la dotazione finanziaria è stata di circa 23,5 milioni di euro.

Di seguito (Tab. 1) è riportato il dettaglio degli esiti dei 7 bandi emanati.

Tab. 1 - Tipo di operazione 4.1.3 - Riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca in atmosfera
Anno di emanazione del bando Numero domande presentate Numero domande approvate Spesa ammessa a finanziamento (euro) Contributo approvato (euro) Numero di domande con pagamenti erogati Importo pagato (euro)
2016 204 184 7780681.86 3539423.84 164 3110800.42
2017 278 142 6371006.49 2727752.76 116 2172359.20
2018 270 121 5820778.45 2565954.58 98 2071874.02
2019 280 156 7721052.37 3423892.76 120 2627293.63
2020 136 107 4826744.72 2097460.47 72 1420302.39
2021 368 328 18045782.47 8188338.70 236 5830506.07
2022 287 257 14322652.03 6446793.29 171 4167760.76
Totale 1823 1296 64910928,50 28989616,40 977 21400896,49
Tab. 1 - Tipo di operazione 4.1.3 - Riduzione delle emissioni di gas serra e di ammoniaca in atmosfera

Il tipo di operazione 10.1.5 era finalizzato a sostenere le aziende agricole nell’adozione di tecniche agronomiche a basso impatto emissivo nella fase di distribuzione in campo degli effluenti zootecnici per la fertilizzazione delle colture. Le tecniche di interramento immediato e di distribuzione rasoterra in bande, infatti, permettono di conseguire abbattimenti nelle perdite di ammoniaca anche fino all’80%. Il sostegno, corrisposto per 5 anni, variava tra 70 e 300 euro/ettaro l’anno in funzione della tecnica adottata; la dotazione finanziaria dell’operazione è stata pari a circa 43 milioni di euro.

Di seguito (Tab. 2) è riportato il dettaglio degli impegni agro-ambientali di durata quinquennale attivati, suddivisi per anno-campagna e con l’indicazione delle superfici interessate e del numero dei beneficiari.

Tab. 2 - Tipo di operazione 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”
anno-campagna superficie a premio (ettari) numero di beneficiari ammessi a finanziamento
2016 9980 179
2017 10411 177
2018 10486 172
2019 10509 171
2020 10592 169
2021 25270 409
2022 25013 398
2023 25358 392
2024 29587 477
Tab. 2 - Tipo di operazione 10.1.5 “Tecniche per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera”

Il 31/12/2025 si è conclusa la programmazione del PSR 2014-2022.

Analogamente al PSR, anche la programmazione CSR 2023-2027 sostiene azioni finalizzate alla mitigazione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca di origine agricola.

Poiché il comparto agricolo è tra i settori che contribuiscono in modo significativo alle emissioni di ammoniaca e metano, e nel caso specifico l’arginamento delle problematiche legate all’ammoniaca sono di particolare urgenza, lo sforzo si è concentrato principalmente sulla gestione dei reflui zootecnici, continuando un processo virtuoso già innescato nelle passate programmazioni, sia in termini di investimenti per la copertura di serbatoi di stoccaggio e per l’acquisto di macchine per lo spandimento, sia in termini di premio per le superfici trattate con tali macchine.

I principali interventi agro-climatico-ambientale che concorrono alla riduzione delle emissioni sono:

  • SRA03 - Tecniche lavorazione ridotta dei suoli;
  • SRA05 - Inerbimento colture arboree;
  • SRA06 - Cover crops;
  • SRA07 - Conversione seminativi a prati e pascoli;
  • SRA13 - Impegni specifici gestione effluenti zootecnici.

Di seguito (Tab. 3) si riporta la sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi sopra citati che hanno visto l’apertura di bandi fino al 2025.

Tab. 3 - Sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi (bandi fino al 2025)
Codice Intervento N. beneficiari Superficie a premio richiesta (ha)
SRA03 – Minima lavorazione 117 7599
SRA05 – Inerbimento colture arboree 348 2654
SRA06 – Cover Crops 224 8506
SRA13 – Riduzione delle emissioni 316 17925
Tab. 3 - Sintesi del numero di beneficiari e degli ettari interessati per gli interventi (bandi fino al 2025)

Per quanto riguarda invece il sostegno agli investimenti, è stato attivato l’intervento SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale, finalizzato a potenziare le performance climatico-ambientali delle aziende agricole. Nello specifico, l’azione A prevede investimenti per la razionalizzazione dei processi produttivi agricoli che riducano l’emissione di gas climalteranti (metano e protossido di azoto) e di altri agenti inquinanti dell’aria (ammoniaca) e/o aumentino la capacità di sequestro di carbonio nel suolo. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 14,6 milioni di euro.

Al 2025 sono stati aperti 3 bandi di SRD02.A: di seguito (Tab. 4) si riporta la sintesi dei bandi aperti:

Tab. 4 - SRD02 - Inv. prod. agricoli per ambiente, clima e benessere animale - Az. A - Riduzione delle emissioni.
Anno di emanazione del bando N. domande presentate N. domande approvate Spesa ammessa a finanziamento (euro) Contributo ammesso (euro)
2023 304 123 9292052 6209615,18
2024 260 167 13634934 8121584,16
2025 298 Istruttorie in corso Istruttorie in corso Istruttorie in corso
Tab. 4 - SRD02 - Inv. prod. agricoli per ambiente, clima e benessere animale - Az. A - Riduzione delle emissioni.

Nella figura seguente (Fig. 1) viene illustrata la distribuzione geografica degli interventi di riduzione delle emissioni (SRD02.A) sul territorio della Regione Piemonte in funzione del contributo ammesso a finanziamento.

Fig. 1 - Distribuzione geografica degli interventi di riduzione delle emissioni (SRD02.A) sul territorio della Regione Piemonte

Al 2025 sono stati erogati contributi pari a circa 7,9Milioni di euro per gli interventi sopra elencati che contribuiscono alla mitigazione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca di origine agricola.

Indirettamente, si hanno effetti positivi sulla riduzione delle emissioni di gas serra anche attraverso gli investimenti per il risparmio energetico (es.SRD01, SRD13).

Dai monitoraggi ambientali del CSR 2023-2027 eseguiti da IPLA (Istituto per le piante legno e l’ambiente) nel corso nel 2025 è emerso che il 2% della SAU è oggetto di contributo per lo spandimento di reflui zootecnici con metodi atti a ridurre le emissioni di ammoniaca in atmosfera.

Anno
2026

Planimetria catastale di riferimento regionale

Anno
2026

La cartografia catastale è gestita a livello nazionale dall’Agenzia delle Entrate (AdE) ed è disponibile per la PA Piemontese attraverso il Sistema di Interscambio (progetto SigmaTer Piemonte), oltre che attraverso servizi diretti per i comuni da parte dell’Agenzia stessa (Portale dei Comuni); i dati, gestiti nel sistema di riferimento originario Cassini Soldner, sono messi a disposizione in WGS84 UTM32N (EPSG:32632).
Da novembre 2017, l’AdE ha reso disponibile la cartografia catastale attraverso un servizio di consultazione realizzato in attuazione della Direttiva europea INSPIRE, basato sullo standard WMS 1.3.0 e pubblicato con licenza Creative Commons BY.

A tale servizio di consultazione WMS, ad aggiornamento giornaliero, è stato affiancato da febbraio 2025 anche un servizio di scarico attraverso il servizio WFS, con medesima frequenza di aggiornamento, e un servizio di scarico diretto dei layer catastali distinti per comune, con aggiornamento semestrale.


Sebbene l’AdE abbia attualmente in corso importanti attività di processamento automatico e verifica manuale, basate sul recupero della precisione e sulla costruzione delle congruenze topologiche tra mappe contigue per eliminare i problemi di sovrapposizione o buchi tra fogli di mappa adiacenti, legati sostanzialmente al processo produttivo originario di vettorializzazione che li ha allontanati dalla precisione delle mappe originali di impianto (mosaicatura), questo lavoro non è ancora completato sull’intero territorio piemontese, e sembra comunque non riguardare i fogli di confine tra comuni diversi.


Allo stato attuale quindi, i dati catastali, così come disponibili attraverso il Sistema di Interscambio, non sono direttamente utilizzabili all'interno di numerosissimi processi programmatori e autorizzativi a livello regionale (per esempio Pianificazione territoriale e urbanistica, Difesa suolo, Aree naturali, Agricoltura, Ambiente, Edilizia, ecc..), soprattutto quando è necessario utilizzarli come base per la derivazione di una qualche cartografia, come avviene per esempio nel caso dei Piani Regolatori Comunali.


Il progetto Mosaicatura catastale di riferimento regionale nasce dalla volontà di Regione Piemonte di ovviare a tali problematiche e rispondere nell'immediato all'esigenza delle Pubbliche Amministrazioni locali di disporre di una Cartografia Catastale di Riferimento mosaicata, nelle more del completamento della mosaicatura iniziata dall’AdE. Inoltre, permetterà di integrare la classe “part_cat - Particelle catastali” nella Base Dati territoriale di riferimento degli Enti (BDTRE) in modo coerente con le altre classi così come previsto dalle Specifiche di Contenuto nazionali dei Database GeoTopografici.


La cartografia catastale prodotta dal progetto ovviamente non ha valenza legale. 
L'obiettivo è quello di mettere a disposizione un dato esclusivamente a valenza cartografica che consenta sia nei procedimenti di tipo pianificatorio/programmatorio sia in quelli autorizzativi una maggior coerenza tra le informazioni geografiche con evidenti ricadute positive sui procedimenti amministrativi.

Come si sviluppa il progetto
Ogni foglio di mappa scaricato attraverso il Sistema di Interscambio (SigmaTer Piemonte) è riposizionato sulle mappe Originali d’Impianto, precedentemente georiferite con metodo scientifico a cura del Politecnico di Torino, a partire dall'individuazione di punti omologhi sui dati catastali e sui raster degli originali di impianto. Vengono quindi calcolati i parametri che consentono di applicare una deformazione al dato vettoriale che lo porta a sovrapporsi sull’Originale d’Impianto.


L'individuazione dei parametri e il riposizionamento vengono eseguiti per singolo foglio di mappa. L'applicazione dei parametri è ovviamente ripetibile per tutti i livelli catastali (fogli, particelle, ecc.) e, ad invarianza di dati disponibili sul sistema di interscambio, ad ogni aggiornamento disponibile.


Ai fogli di mappa così riposizionati viene applicata una procedura di mosaicatura. Il processo prevede la risoluzione delle anomalie tra fogli adiacenti, in termini di sovrapposizione e buchi nella copertura, residue dopo la fase di riposizionamento. Il prodotto finale consiste in una copertura completa e continua dei dati catastali, corretti nella loro posizione.

Il progetto di riposizionamento e mosaicatura è terminato per tutto il territorio regionale e dal 2021 viene effettuato un aggiornamento annuale.

Il dato catastale descritto contribuisce ad aggiornare alcune classi del database geotopografico regionale (BDTRE), come ad esempio l’edificato e le strade in ambito urbano.

L’aggiornamento attuale dei dati è riferito allo scarico da SigmaTER di marzo 2024 ed è previsto nel corso del 2025 un aggiornamento.
 

Dove trovare i dati
Per lo scarico dei fogli solo riposizionati o riposizionati e mosaicati accedere alla mappa che si trova nella sezione specifica del GeoPortale regionale e cliccare sul comune di interesse. Dalla finestra di Informazione oggetto cliccare sul link di scarico. Sulla mappa i comuni sono stati tematizzati a seconda della disponibilità di dati in forma riposizionata o riposizionata e mosaicata.

Confronto tra posizione del layer “Fabbricati catastali” prima delle operazioni di riposizionamento (poligoni rossi) e dopo avere subito anche la mosaicatura (poligoni a tratteggio), rispetto alla ortofoto regionale ICE 2009-2009, che a causa qualità della georeferenziazione è considerata “la situazione di riferimento
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Geoportale della Regione Piemonte

Anno
2026

Gli Enti della Pubblica Amministrazione piemontese producono in maniera strutturata una considerevole quantità di dati territoriali/geografici che descrivono il territorio in termini generali (ad esempio mappe topografiche) oppure rappresentano anche quantitativamente specificità tematiche (ad esempio dal punto di vista ambientale, di pianificazione, ecc.). Tale informazione costituisce una imprescindibile base di conoscenza su cui basare, a tutti i livelli, azioni di programmazione e monitoraggio del territorio.

In coerenza con quanto previsto dalla Direttiva Europea che istituisce la “Infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità Europea - INSPIRE (INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe)” e dal suo recepimento nazionale (D.Lgs. n. 32/2010), con riferimento anche al Repertorio Nazionale Dati Territoriali (RNDT), istituito dal Codice dell’Amministrazione Digitale, Regione Piemonte ha scelto di intervenire per razionalizzare gli investimenti ed evitare di raccogliere più volte le stesse informazioni, promuovendo l’armonizzazione, la diffusione e un uso più ampio dei dati a valenza geografica, attraverso la realizzazione del GeoPortale Piemonte, evoluzione del precedente catalogo dati SITAD e del Catalogo delle Informazioni Ambientali.

Il GeoPortale Piemonte è quindi il catalogo primario di accesso alle informazioni geografiche, raccolte e sistematizzate nel corso degli anni, permettendo di utilizzare servizi di ricerca dei dati disponibili attraverso i relativi metadati, offrendo la possibilità di consultarli in conformità a standard internazionali (cosiddetti geoservizi) e di eventualmente scaricarli con specifiche licenze d’uso.

Secondo il principio INSPIRE per cui i dati devono essere raccolti e conservati dove sono prodotti (once only principle), il GeoPortale è in grado di federare altri cataloghi metadati ed essere a sua volta federato, in una logica di geoportale “diffuso”, in cui ogni soggetto è pienamente responsabile dei propri dati/servizi e metadati.
Tale federazione permette quindi di interrogare da ogni geoportale non solo il catalogo dei metadati dell’ente titolare del geoportale, ma anche quelli degli altri enti che hanno sottoscritto accordi di condivisione dei propri cataloghi.

La partecipazione al GeoPortale è aperta a tutti i soggetti interessati all’interoperabilità dell’informazione geografica in relazione alle attività istituzionali svolte e ai compiti a essi attribuiti; interoperabilità che si declina in primo luogo proprio nell’individuazione e nella condivisione delle basi dati geografiche di interesse comune.

La home page del GeoPortale Piemonte  è stata strutturata in maniera molto semplice per facilitare l’individuazione immediata della funzione desiderata. In particolare, sono immediatamente riconoscibili le tre funzioni principali che tutti i geoportali hanno, o dovrebbero, avere: 
1) servizi di ricerca CSW (discovery service);
2) servizi di consultazione/visualizzazione WMS (view service);
3) servizi di scaricamento zipfile, WFS, WCS (download service).
 

Home Page del GeoPortale Piemonte.

Al 15 maggio 2025 , sono consultabili nel GeoPortale Piemonte 918 metadati prodotti da Regione Piemonte (erano 906 al 15 maggio 2024 e 626 al 15 maggio 2018 ), dei quali 363 si riferiscono a dataset scaricabili direttamente, mentre sono presenti 378 geoservizi basati su standard internazionali pubblicati da Open Geospatial Consortium-OGC (11 servizi WCS, 75 servizi WFS, 249 servizi WMS, 42 servizi WMTS, 1 servizio Vector Tile).

Il servizio di ricerca, come detto, permette di interrogare il Catalogo di Metadati che descrivono, secondo modalità codificate dalle specifiche nazionali del Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali RNDT, il contenuto del dataset o del servizio che si sta ricercando.
Il metadato sta ad un dataset/servizio come il foglietto illustrativo o bugiardino sta ad un farmaco; infatti così come il foglietto contiene informazioni essenziali per l’uso corretto e sicuro del farmaco (composizione, forma farmaceutica, indicazioni terapeutiche, controindicazioni, posologia e modalità di somministrazionee, effetti indesiderati, produttore, data di scadenza), il metadato riporta tutte le caratteristiche di un dataset o servizio.
Tipicamente i contenuti di un metadato riguardano le categorie riportate nella figura sottostante; la compilazione di queste informazioni (scala di produzione del dato, data di aggiornamento, riferimenti al titolare del dato, sistema di riferimento, vincoli d’uso legati alla licenza di distribuzione, eccetera) costituiscono un dato fondamentale per poter usare il dato in maniera proficua e senza errori.
 

Struttura dei metadati

Una volta impostate le chiavi di ricerca e i filtri che permettono di meglio circoscrivere la richiesta (parole chiave, catalogo dell’Ente su cui effettuare la ricerca, estensione areale, eccetera), il catalogo restituirà l’elenco dei metadati corrispondenti alla richiesta.

Esempio di ricerca di metadati relativi a fasce fluviali: il Catalogo restituisce 14 risultati

Individuato il dataset/servizio di proprio interesse ed dopo avere letto i contenuti del metadato, è poi possibile, a seconda della disponibilità all’accesso accordata dal titolare del dato, consultare e visualizzare il dato o scaricarlo

Consultazione di un metadato
Visualizzazione ed interrogazione del dataset Fasce fluviali e aree inondabili vigenti nel visualizzatore del GeoPortale Piemonte

Il geoservizio WMS visualizzato può essere anche consultato entro un software GIS, poiché le specifiche di realizzazione del servizio WMS garantiscono l’interoperabilità e quindi la possibilità di accedere al servizio stesso attraverso tutte le modalità di accesso che supportino il protocollo WMS.

Visualizzazione del geoservizio WMS del dataset consumo di suolo attraverso il software libero QGIS

Infine, qualora il titolare del dataset lo consenta, è possibile scaricare direttamente il dataset, attraverso l’apposito link presente nel metadato.

Scarico del dataset da link diretto dal metadato

Tutte le informazioni geografiche prodotte da Regione Piemonte e pubblicate sul GeoPortale come dataset in scarico oppure geoservizio sono esposte come Open Data, così come previsto dalla Legge Regionale 24/2011 sugli open data.

In particolare, Regione Piemonte individua la licenza Creative Commons 4.0 BY come licenza standard regionale, superando così le limitazioni della precedente licenza Creative Commons 2.5 sulla tutela del diritto d’autore sulle banche dati (c.d. diritto sui generis), ora esplicitamente previsto dalla versione 4.0.

In pratica, questa licenza permette all’utente di condividere, riprodurre, distribuire il materiale con qualsiasi mezzo e formato; inoltre può modificare, trasformare il materiale e basarsi su di esso per le opere derivate, per qualsiasi fine, anche commerciale, purché sia citata la fonte originale.

 

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La Base Cartografica Regionale (BDTRE)

Anno
2026

La lettura dell’ambiente attraverso strumenti di tipo cartografico costituisce uno degli elementi principali di supporto tecnico per il governo del territorio, le cui strategie si snodano attraverso articolate relazioni fra uomini e luoghi.
Solo la conoscenza fattuale ed il più possibile oggettiva del territorio in cui viviamo permette di attuare e monitorare le politiche di sviluppo (sociale, economico ecc…). Gli strumenti e le tecnologie di cui disponiamo consentono sofisticati approfondimenti e letture diversificate, grazie ai quali le diverse rappresentazioni del territorio sono in grado di evidenziarne le specificità nell’ambito di un quadro generale.

Regione Piemonte, fin dalla sua nascita, si è dotata di un proprio ufficio cartografico, evoluto nell'attuale Settore Sistema Informativo Territoriale ed Ambientale che ha tra le proprie competenze anche il compito di produrre ed aggiornare la base cartografica di riferimento.
Costruire una base cartografica rappresenta il compimento di un percorso complesso che, a partire da una somma di conoscenze geografiche, attraverso un sistema strutturato di dati posti in relazione tra di loro (informazioni), opportunamente combinati in un allestimento cartografico, porta alla realizzazione di una mappa vera e propria.
Una mappa è quindi una rappresentazione il più oggettiva possibile della realtà finalizzata all'incremento delle conoscenze su un dato territorio.

Foglio 80 “Cuneo” in scala 1:100’000 prodotto da U.S. Army Map Service nel 1943 (fonte: Perry-Castañeda Library, Università del Texas) (immagine non in scala)

Nel tempo, questo percorso non è concettualmente cambiato, ma, dal punto di vista tecnico, trattare dati geografici è oggi sinonimo di GIS (Geographic Information System), approccio completo di produzione e gestione dei dati geografici in grado di gestirne il ciclo completo di vita.

I GIS permettono di creare informazione geografica, di conservarla, di riutilizzarla, di modificarla, aggiornarla e renderla disponibile in molte forme e formati, automatizzando tutte quelle fasi ripetitive che rendevano la produzione di una cartografia (generale o tematica) un’attività di enorme impegno.

In senso più ampio, l’Infrastruttura Geografica Regionale così come descritta dalla l.r. 21/2017 [3] si occupa proprio della pianificazione, coordinamento e sviluppo della informazione geografica regionale e in particolare della Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE).

La prima produzione cartografica ufficiale di Regione Piemonte è la Carta Tecnica Regionale in scala 1:10’000, pubblicata nel 1991, che attraverso vari aggiornamenti negli anni ha costituito la base cartografica ufficiale regionale sino al 2014.

Carta Tecnica Regionale 1991 in scala 1:10’000, Sezione 226030 “Cuneo” (immagine non in scala)

La Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE)

A seguito dell’obsolescenza della Carta Tecnica Regionale 1:10’000 in termini di contenuti e di modalità tecnologica di gestione e mantenimento, Regione Piemonte ha promosso la realizzazione della Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti (BDTRE), base dati geografica del territorio piemontese, con i contenuti propri di una cartografia tecnica e strutturata secondo specifiche nazionali (cosiddetto National Core), adattate alla realtà piemontese.

L’allestimento cartografico, derivato dai contenuti della BDTRE, costituisce “la base cartografica di riferimento per la Regione e per tutti i soggetti pubblici e privati che con essa interagiscono”, ai sensi dell’articolo 5 comma 4 della Legge regionale 1 dicembre 2017, n. 21 (Infrastruttura regionale per l’informazione geografica), sostituendo quindi la Carta Tecnica Regionale.

Per consentirne la piena fruizione ai molteplici soggetti interessati, dagli Enti della P.A. piemontese, ai professionisti, agli enti universitari e di ricerca e ai cittadini, la Base Cartografica di Riferimento è resa disponibile in modalità open data, attraverso il GeoPortale Piemonte. 
Tutti i dati e i servizi pubblicati sono disponibili con licenza Creative Commons 2.5 BY, in progressiva sostituzione con la versione 4.0) attraverso il GeoPortale Piemonte

Modalità di messa a disposizione e fruizione di BDTRE

La BDTRE, aggiornata attraverso nuove produzioni e attraverso i sistemi informativi settoriali e tematici regionali, viene rilasciata annualmente sotto forma di servizi, dataset vettoriali e raster.

Il rilascio di BDTRE in modalità RASTER comporta una rappresentazione dell’informazione geografica contenuta in BDTRE cristallizzata ad una data e ad una scala specifica, attraverso un allestimento cartografico.
Ad ogni nuova edizione i contenuti potranno essere diversi in funzione degli aggiornamenti intervenuti. Ogni edizione è accompagnata dall’indicazione dell’anno di rilascio, ad esempio BDTRE RASTER 2024.

Il rilascio di BDTRE in modalità SERVIZIO avviene attraverso l’esposizione di geoservizi standard (servizi WMS e WMTS), i cui riferimenti sono pubblicati sul GeoPortale regionale. 
La cartografia BDTRE così esposta corrisponde all’edizione corrente così come definita per la modalità Raster. Anche in questo caso sarà chiaro all’utente l’edizione di riferimento.

Per quanto riguarda il rilascio di BDTRE in modalità VETTORIALE, è disponibile anch’essa attraverso il GeoPortale Piemonte, ed è la versione in formato  shapefile e geopackage dell’edizione corrente di BDTRE. Pertanto il contenuto informativo (geometria ed attributi) è il medesimo che si ritrova nelle versioni raster e servizio.    

È disponibile anche un servizio di esposizione vettoriale (servizio WFS) che può essere utilizzato sia per la visualizzazione delle informazioni sia per lo scarico diretto.

Infine a richiesta è disponibile anche l’intero database geotopografico, nel formato Postgres/PostGIS.

Base Cartografica di Riferimento di Regione Piemonte in scala 1:250’000, edizione 2024 (immagine non in scala)

Contenuti di BDTRE e aggiornamenti

Da alcuni anni sono in corso attività continue per il miglioramento e l’aggiornamento dei contenuti di BDTRE che provengono da diverse fonti che vengono inserite ed armonizzate geometricamente e semanticamente, seguendo le specifiche di contenuto citate.
Ad esempio, per quanto riguarda il tema Edificato, la principale forma di aggiornamento deriva dal progetto Mosaicatura catastale di riferimento regionale dal quale vengono derivate gli elementi geometrici relativi ai fabbricati, alle strade urbane e altre tipologie di informazioni.

È stata rilasciata l'edizione annuale 2025 della BDTRE con una novità in merito ai formati di distribuzione dei vettoriali, in particolare per i dati vettoriali scaricabili del database geotopografico, è stato abbandonato il formato fisico “shapefile” a favore del più moderno “geopackage”.

Le novità di contenuto sono molteplici e riguardano vari aspetti; di seguito l’elenco sintetico delle principali:

  • Acquisizione dei limiti comunali da catasto. È questa una novità molto importante che consiste nella sostituzione in BDTRE dell’attuale limite amministrativo cartografico di derivazione ISTAT con quello derivato dal “Progetto di mosaicatura catastale di riferimento regionale”;
  • Integrazione completa delle Classi della BDTRE “edifici”, “manufatti”, “viabilità” e “coperture vegetali” con le informazioni di derivazione nella zona sud della provincia di Cuneo e ovest di Città Metropolitana di Torino ;
  • Inserimento del nuovo oronimo “Cima della Pace” nel Comune di Chiusa di Pesio (CN);
  • Aggiornamenti e correzioni puntuali su segnalazione degli utenti;
  • Integrazione dei nomi di Chiese, Musei, Teatri, Edifici di interesse;
  • Integrazione dei nomi delle principali dighe;
  • Tema “viabilità ferroviaria”: allineamento nomi giunzioni stazioni ferroviarie e edifici di tipo “stazione passeggeri”;
  • Visualizzazione negli allestimenti dei tratti di ferrovia dismessa;
  • • Revisione delle tematizzazioni dei WMS per la viabilità mista secondaria;
  • Avanzamento delle attività di revisione e integrazione della “viabilità mista secondaria” di tipo Sentiero (in collaborazione con il progetto Registro Patrimonio Escursionistico di Regione Piemonte);
  • Avanzamento delle attività di revisione e integrazione della viabilità di competenza delle province (in collaborazione con il progetto Archivio Strade Regionale);
  • Inserimento dei cippi di confine di stato (per il solo versante francese), da fonte IGM.

Il riconoscimento da parte di tutti i fruitori pubblici e privati di BDTRE come Base Cartografica di Riferimento garantisce che l’elemento geometrico sia unico ed univoco, e che ad esso si possano riferire tutti i sistemi informativi tematici e settoriali.

In questa maniera è possibile derivare da procedimenti amministrativi, quali revisione di strumenti urbanistici, autorizzazioni/concessioni, informazioni sia di tipo spaziale sia descrittive, riferibili ad oggetti cartografati o non ancora cartografati entro BDTRE.

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Contratti di Fiume a livello nazionale

Anno
2026

Con l’introduzione, nel 2015, nel D.Lgs. 152/2006 dell’articolo 68 bis, che attribuisce ai Contratti di Fiume un ruolo importante per all'attuazione della pianificazione sulle acque regionale e distrettuale, questo strumento è stato riconosciuto e potenziato a livello nazionale.

A seguito di questo riconoscimento normativo, per espandere ulteriormente l’esperienza dei Contratti, si è creato Osservatorio nazionale sui Contratti di Fiume, finanziato con il progetto CREIAMO PA nell’ambito del PON Governance 2014-2020, per rendere omogeneo l’approccio partecipativo alle politiche fluviali a livello italiano e formare di tecnici della PA capaci di condurre processi negoziali sul territorio nazionale. Il coordinamento è svolto, dal 2020, dal Ministero Ambiente (attualmente Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - MASE). La Regione Piemonte è una delle due regioni attivamente coinvolte nel Comitato di Indirizzo del Progetto. 

Il lavoro dell'Osservatorio ha permesso di predisporre la Piattaforma Nazionale dei Contratti di Fiume che, attraverso la raccolta di dati, il monitoraggio e la messa a sistema delle azioni realizzate sui territori nell’ambito dei Contratti di Fiume, permette di avere un quadro coerente della diffusione e dello stato di avanzamento dei processi di CdF sul territorio italiano. 

Nell’autunno 2023 si è concluso questo primo progetto, la Piattaforma informatica è stata presa in carico dal MASE per garantirne la continuità e l'implementazione. Attualmente tutte le Regioni stanno sottoscrivendo un protocollo che consentirà la fruizione e inserimento dei propri dati sullo stato di avanzamento dei singoli Contratti.

Sono stati prodotti tre video animati per la divulgazione del significato e del valore dei “Contratti”, a scopo informativo e didattico:

Informazioni e risorse aggiuntive


I contratti di Fiume sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

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Tipo Strumento
Acqua

FESR 2021-2027 - Resilienza dei territori fluviali e Infrastrutture blu

Per la prima volta, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Regione Piemonte sostiene economicamente la riqualificazione degli ambienti fluviali e lacustri, a sottolineare l’importanza che questi temi hanno per aumentare la resilienza del territorio regionale ai rischi naturali derivanti dagli effetti negativi causati dal cambiamento climatico e, attraverso il Bando “Infrastrutture blu”, sono  stati inoltre finanziati interventi per la tutela della biodiversità dei territori connessi alle acque.

Tra il 2023 e il 2025 sono stati aperti 45 bandi con beneficiari la Città Metropolitana di Torino, le Province, i Comuni in forma semplice o associata, gli Enti Parco regionali, i gestori delle aree della Rete Natura 2000 e gli Enti Parco nazionali del territorio piemontese.

Gli interventi, attualmente in corso di realizzazione, consentiranno di migliorare la capacità degli ecosistemi acquatici presenti in fiumi, torrenti, laghi ed aree umide per superare le criticità climatiche dovute ai cambiamenti in atto, favorendo le infrastrutture verdi e le misure naturali di ritenzione idrica. Sono finanziabili interventi quali: la rinaturazione delle sponde fluviali, finalizzate a trattenere le acque per favorire gli habitat e ricaricare le falde, la riqualificazione della vegetazione delle sponde e delle aree prossime ai corsi d’acqua e ai laghi, realizzazione di fasce tampone, creazione di corridoi ecologici, riattivazione di risorgive, ricostruzione di ambienti naturali idonei alla riproduzione delle specie acquatiche autoctone, miglioramento delle caratteristiche morfologiche dei corsi d'acqua, contrasto alla diffusione di specie alloctone invasive, rimozione di opere trasversali e longitudinali, creazione di scale di risalita per la fauna ittica, creazione di ecosistemi filtro, riapertura di corsi d’acqua tombinati.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Tutte le misure attuative del PR FESR 21-27.

Anno
2026
Gruppo di Redazione
Redazione RSA
Paragrafi

Per la prima volta, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Regione Piemonte sostiene economicamente la riqualificazione degli ambienti fluviali e lacustri, a sottolineare l’importanza che questi temi hanno per aumentare la resilienza del territorio regionale ai rischi naturali derivanti dagli effetti negativi causati dal cambiamento climatico e, attraverso il Bando “Infrastrutture blu”, sono  stati inoltre finanziati interventi per la tutela della biodiversità dei territori connessi alle acque.

Tra il 2023 e il 2025 sono stati aperti 45 bandi con beneficiari la Città Metropolitana di Torino, le Province, i Comuni in forma semplice o associata, gli Enti Parco regionali, i gestori delle aree della Rete Natura 2000 e gli Enti Parco nazionali del territorio piemontese.

Gli interventi, attualmente in corso di realizzazione, consentiranno di migliorare la capacità degli ecosistemi acquatici presenti in fiumi, torrenti, laghi ed aree umide per superare le criticità climatiche dovute ai cambiamenti in atto, favorendo le infrastrutture verdi e le misure naturali di ritenzione idrica. Sono finanziabili interventi quali: la rinaturazione delle sponde fluviali, finalizzate a trattenere le acque per favorire gli habitat e ricaricare le falde, la riqualificazione della vegetazione delle sponde e delle aree prossime ai corsi d’acqua e ai laghi, realizzazione di fasce tampone, creazione di corridoi ecologici, riattivazione di risorgive, ricostruzione di ambienti naturali idonei alla riproduzione delle specie acquatiche autoctone, miglioramento delle caratteristiche morfologiche dei corsi d'acqua, contrasto alla diffusione di specie alloctone invasive, rimozione di opere trasversali e longitudinali, creazione di scale di risalita per la fauna ittica, creazione di ecosistemi filtro, riapertura di corsi d’acqua tombinati.
 

Informazioni e risorse aggiuntive

Tutte le misure attuative del PR FESR 21-27.

Anno
2026

Contratti di Fiume e di Lago - Le politiche di livello locale

Anno
2026

La finalità primaria del Contratto di Fiume e di Lago si delinea nel riconoscere il ruolo centrale del sistema acqua nelle politiche e nelle programmazioni inerenti il governo del territorio”.

Con queste parole hanno inizio le Linee Guida dei Contratti di Fiume del Piemonte, da qui emerge la necessità e la volontà di creare occasioni di collaborazione e di integrazione tra le istituzioni pubbliche, tra queste e gli attori privati presenti localmente, nelle scelte di pianificazione e programmazione dei diversi comparti produttivi, dell’ambiente e del territorio.

Il Piemonte storicamente ha sempre avuto una notevole disponibilità idrica naturale ma recentemente, a fronte dei cambiamenti climatici in atto con diversa distribuzione delle piogge e un aumento delle temperatura, questa risorsa ha visto un notevole calo delle disponibilità in tutta la Regione. Così, a causa degli eventi siccitosi, la pressione esercitata sul sistema delle acque superficiali e sotterranee da parte dei prelievi idrici e dei fenomeni di inquinamento puntuale e diffuso, sta creando un maggiore impatto sulla qualità del sistema idrico, sia in aree montane che di pianura.

Per dare soluzione alle problematiche del territorio il Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po e il Piano Regionale di Tutela delle Acque, affrontano in modo integrato le criticità tenendo conto sia degli aspetti quantitativi, sia di quelli qualitativi e propongono misure per una concreta gestione della risorsa e dei suoi usi. Si coordinano, inoltre, con le scelte effettuate dalle altre pianificazioni - territorio, industria, energia, agricoltura, pesca. 

I Contratti (CdF) costituiscono uno strumento “intelligente” e operativo per trasferire a livello locale queste misure pianificatorie di area vasta e per questo sono stati inseriti come Misure Chiave, KTM26-P5-a108, nel Piano di Gestione distrettuale (PdG Po).

Rappresentano anche il mezzo attraverso cui ottimizzare e orientare le risorse economiche. In questo momento di particolare crisi climatica ed economica nel quale è sempre più difficile sostenere politiche di tutela, i territori che riusciranno a lavorare in modo coeso, in un quadro di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, avranno maggiori possibilità di invertire la tendenza al degrado e perseguire obiettivi di riqualificazione ambientale e sviluppo sociale ed economico sostenibili. 

In Piemonte il Contratto di Fiume rappresenta soprattutto una metodologia di lavoro che coinvolge le politiche e le attività di soggetti pubblici e privati, per la condivisione di decisioni sul territorio. Lo strumento usato è il processo di programmazione negoziata e partecipata tra le parti allo scopo di superare le difficoltà locali .

Non costituiscono un livello aggiuntivo di pianificazione, ma uno strumento di gestione, attraverso cui integrare e coordinare gli strumenti di pianificazione e programmazione e gli interessi, anche contrapposti, presenti sul territorio in relazione all’acqua.

Ha natura volontaria ed è un processo “democratico” che si affianca all’approccio degli obblighi e divieti legati a leggi e regolamenti. Il Contratto, attraverso impegni condivisi, mira ad ottenere comportamenti virtuosi di chi vive intorno al fiume, dalle istituzioni ai singoli cittadini: questo rappresenta il punto di forza di questo strumento. 

In Regione Piemonte sono attualmente presenti, a diverso livello di attività, 14 Contratti di Fiume, 3 Contratti di Lago e 1 Contratto di Zona Umida (Tabelle 1 e 2).

Nel 2026 sono stati sottoscritti 2 Contratti: Zona umida della pianura risicola vercellese e del Bacino del Torrente Chisola.

Entrambi hanno delle peculiarità rispetto agli altri: il primo è l’unico Contratto italiano in un’area umida interna e rispecchia la particolare storia del territorio: la pianura risicola è un habitat nato dall'azione antropica: la coltivazione del riso ha storicamente contribuito in maniera positiva alla formazione di un particolare agro-ecosistema, un connubio tra ambiente naturale e paesaggio agricolo, che crea le condizioni favorevoli per una elevata biodiversità.

Questo ambiente riveste un ruolo unico per l'elevata presenza di avifauna acquatica attratta dalle camere di risaia allagate in primavera-estate.

Il Contratto del bacino del Torrente Chisola, d’altro canto, si configura come il primo in Piemonte nato interamente su impulso dei Comuni, come necessità spontanea di coordinamento degli enti locali del territorio, a seguito degli eventi alluvionali del novembre 2016.

In questa occasione è emersa infatti, in modo evidente, la necessità di coordinamento su scala sovracomunale, per affrontare rischi immediati e nuove prospettive future nella gestione del territorio e il Contratto di Fiume è stato scelto come lo strumento adeguato per creare tale coordinamento.

Tabella 1 - Stato dell'arte dei Contratti di Fiume in Piemonte
CORSI D’ACQUA Stato di Attuazione Ente Responsabile n. Comuni
Torrente Sangone sottoscritto nel 2009 Città M.na di Torino 15
Torrente Belbo sottoscritto nel 2010 Provincia di Asti 57
Torrente Orba sottoscritto nel 2010 Provincia di Alessandria 18
Torrente Agogna sottoscritto nel 2015 Provincia di Novara 34
Torrente Pellice sottoscritto nel luglio 2020 Città M.na di Torino 16
Torrente Stura di Lanzo sottoscritto in aprile 2024 Città M.na di Torino 36
Alto Po protocollo di intesa nel 2013 Parco del Po Cuneese 33
Torrente Bormida protocollo di intesa nel 2013 Regione Piemonte 86
Torrente Scrivia protocollo di intesa nel 2013 Provincia di Alessandria 61
Fiume Dora Baltea protocollo di intesa nel 2018 (ALCOTRA “Eau Concert II”) BIM Dora Baltea 84
Torrente Chisola sottoscritto nel maggio 2026 Comune di Volvera 21
Torrente Tiglione protocollo di intesa nel 2020, attualmente in VAS Provincia di Asti 14
Zona Umida Pianura Risicola Vercellese sottoscritto nel maggio 2026 Provincia Vercelli 28
Fiume Tanaro protocollo di intesa nel 2023 Provincia di Alessandria -
Tabella 1. Stato dell'arte dei Contratti di Fiume in Piemonte
Tabella 2. Stato dell'arte dei Contratti di Lago in Piemonte
LAGHI Stato di Attuazione Ente Responsabile n. Comuni
Laghi di Avigliana sottoscritto nel maggio 2017 Città metropolitana di Torino 3
Lago di Viverone sottoscritto nel febbraio 2016 Provincia di Biella 10
Lago Cusio sottoscritto nel novembre 2021 Ecomuseo Cusius 20
Tabella 2. Stato dell'arte dei Contratti di Lago in Piemonte
Figura 1. Contratti di Fiume in Piemonte
Figura 2. La contrattazione dei Contratti di Fiume
Informazioni e risorse aggiuntive


I contratti di Fiume e di Lago sul sito di Regione Piemonte:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/acqua/contratti-fiume-lago

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Acqua

Piano di Gestione del Distretto Idrografico del Po

Anno
2026

Il PdG Po 2021 è l'aggiornamento del precedente piano, così come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque (DQA), che prevede la revisione del piano distrettuale con cadenza sessennale, per di adeguare il programma delle misure per la tutela delle risorse idriche in relazione all'evoluzione del quadro ambientale delle acque del bacino padano.


Nella  Tabella 1 (Quadro di sintesi delle Misure Individuali prioritarie in Piemonte) sono riportate le principali misure presenti nel PdG Po 2021 per il territorio piemontese, in esito al processo di revisione effettuato dalla Regione Piemonte, inserite e approfondite nel PTA.

Tabella 1 - Quadro di sintesi delle Misure Individuali prioritarie in Piemonte
N° KTM Misure chiave (Key Type Measures – KTM) Esempi di Misure individuali prioritarie
KTM 1 Costruire o ammodernare gli impianti di trattamento delle acque reflue Incremento efficienza di depurazione dei reflui urbani eliminando gli impianti a minore efficienza
KTMs 2 e 3 Ridurre l'inquinamento dei nutrienti di origine agricola / Ridurre l'inquinamento da pesticidi in agricoltura Realizzazione di fasce tampone o ecosistemi filtro lungo il reticolo naturale ed artificiale di pianura
KTM 4 Bonificare i siti contaminati (inquinamento storico compresi i sedimenti, acque sotterranee, suolo) Realizzazione di interventi di bonifica dei siti contaminati e di messa in sicurezza (per laghi e acque sotterranee)
KTMs 5 e 6 Migliorare la continuità longitudinale (ad es. attraverso i passaggi per pesci, demolizione delle vecchie dighe) / Migliorare le condizioni idromorfologiche dei corpi idrici, diverse dalla continuità longitudinale (ad es: restauro fluviale, miglioramento delle aree ripariali, rimozione di argini, riconnessione dei fiumi alle loro pianure alluvionali, ecc.) Mantenimento e ripristino della vegetazione nelle aree di pertinenza fluviale, per incrementare la resilienza dei sistemi naturali ai cambiamenti climatici / Realizzazione di interventi integrati di mitigazione del rischio idrogeologico, di tutela e riqualificazione degli ecosistemi e della biodiversità (integrazione dir. Acque, Alluvioni, Habitat, Uccelli)
KTM 7 Migliorare il regime di deflusso e/o definizione della portata ecologica Applicazione Direttiva Deflussi Ecologici (deliberazione CIP 4/2017)
KTM 8 Misure per aumentare l’efficienza idrica per l'irrigazione, l'industria, l'energia e l’uso domestico Azioni strutturali per assicurare il riequilibrio della disponibilità idrica a scala di area vasta / Mappatura dell'efficienza dell'uso irriguo e individuazione dei target di risparmio e/o incremento dell'efficienza
KTMs 9-11 Misure relative alla "politica dei prezzi" dell'acqua per l'attuazione del recupero dei costi dei servizi idrici (uso domestico, industriale e agricolo) Applicazione del "Regolamento recante i criteri per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d'impiego dell'acqua" / Revisione e regolamentazione dei canoni per i diversi usi ai fini della incentivazione dell'efficienza e del recupero di costi ambientali e della risorsa
KTM 13 Misure di tutela dell'acqua potabile (ad esempio istituzione di zone di salvaguardia, fasce tampone, ecc) Ricondizionamento, chiusura o sostituzione dei pozzi che mettono in comunicazione il sistema acquifero superficiale con quello profondo / Disciplina per la definizione e gestione delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano
KTM 14 Ricerca e miglioramento dello stato delle conoscenze al fine di ridurre l'incertezza Aumento delle conoscenze sulla contaminazione diffusa da solventi clorurati nelle acque sotterranee / Aumento delle conoscenze sui microinquinanti emergenti
KTM 15 Misure per la graduale eliminazione o riduzione delle emissioni, degli scarichi e perdite di sostanze pericolose prioritarie. Disciplina degli scarichi contenenti le sostanze prioritarie (dir. 2013/39/UE)
KTM 18 Misure per prevenire o per controllare gli impatti negativi delle specie esotiche invasive e malattie introdotte Interventi per il contenimento di specie animali e vegetali invasive
KTM 23 Misure per la ritenzione naturale delle acque Potenziare la capacità di espansione delle piene nelle aree di pertinenza fluviale
KTM 24 Adattamento ai cambiamenti climatici Predisposizione del Piano di Gestione delle Siccità a livello di Distretto
KTM 26 Governance Attivazione e attuazione dei contratti di fiume, lago, zona umida e delta / Potenziamento delle azioni di salvaguardia delle aree di valore naturale e ambientale
Tabella 1 - Quadro di sintesi delle Misure Individuali prioritarie in Piemonte

La revisione del programma di misure è avvenuta in relazione al quadro aggiornato dello stato ambientale delle acque, con riferimento al sessennio di monitoraggio 2014-2019, alla nuova analisi delle pressioni e degli impatti, sulla base dello stato di attuazione ed efficacia delle misure già avviate, nonché con riferimento alla contestuale revisione degli obiettivi ambientali da conseguire per i corpi idrici superficiali e sotterranei.

Le informazioni ambientali attuali mostrano una situazione sostanzialmente invariata rispetto al precedente sessennio di monitoraggio, con criticità tuttora presenti correlate principalmente alla necessità di completare ed implementare determinate linee di azioni già attivate. Si citano, ad esempio, le misure relative al cosiddetto comparto dei "servizi ecosistemici", misure di recupero della funzionalità ecologica dei corsi d’acqua, ritenute strategiche ma che necessitano di tempi lunghi per determinare miglioramenti rilevabili sullo stato delle acque; si citano, inoltre, le misure di salvaguardia quantitativa dei corpi idrici afferenti al comparto del "riequilibrio del bilancio idrico” (es. sviluppo e applicazione della regolamentazione sul rilascio del deflusso ecologico), che risentono di un ritardo di attuazione, poiché correlate a importanti e onerosi interventi di regolamentazione e di governance da sviluppare sia a livello istituzionale sia con i portatori di interesse.

Per i corpi idrici che non hanno ancora raggiunto lo stato di "buono", sono state rafforzate le misure di riduzione dell'inquinamento diffuso di origine agricola, con l'obiettivo di limitare o eliminare i prodotti fitosanitari causa del declassamento della qualità; sono state, inoltre, aggiornate le misure afferenti ai servizi idrici di depurazione delle acque, per tenere conto dell'evoluzione della situazione ambientale e delle necessità di intervento ancora presenti; sono state avviate, infine, misure di approfondimento della conoscenza sulle pressioni e gli impatti e di adeguamento dei monitoraggi e dei piani di controllo alle emissioni per le sostanze inquinanti prioritarie e per i microinquinanti emergenti, per esempio i PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) inquinanti persistenti in ambiente, in alcuni casi bioaccumulabili e tossici in varia misura.

Il PdG Po 2021 è disponibile sul sito dell'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po.

 

Stato del Documento
Gruppo di Redazione
Tipo Strumento
Acqua